La Giostra
La Giostra o Palio, gara di bravura, di abilità (abbiamo ricordato l'altro anno "la botta vincente") ma insieme tuffo nella storia attraverso cavalli e cavalieri, personaggi, costumi, tamburelli, coreografie, partecipazione collettiva e festosa, talmente era popolare (mi riferisco al periodo che va a cavallo tra il 1550 ed il 1600) che era entrata addirittura nella struttura della predicazione, un modello tenuto in considerazione perchè poteva meglio rendere accessibile l'ascolto e la comprensione dei predicatori.
E' una primizia quella che oggi vi presento, e non si poteva trovare occasione più bella e singolare come questa, cioè la premiazione del Sesto di Terzone che vince il Palio 2005, all'interno della santa Messa conclusiva.
Mi riferisco al Manoscritto autografo N.3 "Sermones de Sanctis et Sermones Dominicales" foglio 293v di San Giuseppe da Leonessa, vissuto proprio nel delicato periodo del post-Concilio di Trento. San Giuseppe nasce a Leonessa nel 1556 e muore in amatrice nel 1612.
Ebbene,ecco la primizia. Una sua predica la in titola proprio la Giostra !
Una competizione che vede "giostrare" cavalieri eccellenti della cultura e della storia umana: tutti coloro che nella storia si sono impegnati a fare il bene sembrano partecipare alla Giostra del bene o nel conseguimento delle virtù.Ve la leggo così ognuno potrà gustarsela in tutte le sue espressioni.
"Tutto quello che non viene dalla fede è peccato" (Rm 14,23).E Agostino spiega questo concetto affermando:"La vita degli infedeli non è perfetta". Anzi Bonaventura precisa:"Nessuna buona azione potrà liberare dal male se si continua a restare infedeli". E Gregorio sottolinea:"Come il ramo che non è legato alla linfa della radice muore così chiunque opera il bene non porterà frutti completamente se non è legato alla vitalità della fede".
Per questo motivo tutti coloro che operano il bene somigliano ai partecipanti di una giostra che vogliono raggiungere la vittoria finale:
1) Euripide, quasi cavalcando su un cavallo, vise nella più stretta astinenza per raggiungere il premio della filosofia. Non fu, però, pienamente vittorioso come il profeta Daniele, uomo fedelissimo, che rinunciò ai succulenti cibi offerti a lui e ai suoi compagni dal re, divenendo vincitore sapientissimo (Dn 1);
2) Cicerone preferì non prendere per moglie la sorella del principe Ireo perchè poteva distoglierlo dallo studio della filosofia. Ma il fedele Giovanni fu veramente casto perchè, nonostante fosse chiamato al matrimonio, rimase vergine di fatto, preferendo riposare sul petto del Signore;
3) Talete Millesio, talmente aveva i suoi occhi fissi in cielo,che non si preoccupava di dove mettere i piedi.Però, fece meglio il profeta Daniele, quando affermò:"Alzai gli occhi al cielo (...) e benedissi l'Altissimo; lodai e glorificai colui che vive in eterno (Dn 4,31);
4) Socrate fu grande nella pazienza per sopportare sua moglie Santippe, i suoi continui rimproveri, l'acqua che gli gettava dalla finestra.Siccome non possedeva la fede non fu vittorioso come il povero Giobbe che, rimproverato da sua moglie con queste parole:"Rimani ancor fermo nella tua integrità ?Benedici Dio e muori !", rispose:"Come parlerebbe una stolta tu hai parlato! Se da Dio accettiamo il bene perchè non dovermo accettare il male?" (Gb 2,9):
5) la povertà che Pitagora viveva con i suoi discepoli, possedendo tutto in comune.Ma non furono pienamente vittoriosi come i discepoli di Cristo che dissero :"Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito".(Mt 19,27);
6) Platone, come un cavaliere nella Giostra, andava girovagando per il mondo come uno straniero alla ricerca della filosofia. Ma non fu lui vittorioso completamente nella ricerca ma l'apostolo Paolo che con la sua sapienza fu pellegrino per tutto il mondo per amore di Gesù Cristo. E se Platone dovette affrontare per amore della sapienza la cattiveria dei briganti, quanto più Paolo che vittorioso non soltanto nei confronti dei briganti, ma dei fiumi, dei connazionali, dei pagani, ecc. (2Cor 11,26);
7) La pietà di Pittaco che, come riferisce Laerte, preferì perdonare che portare vendetta a colui che gli aveva ammazzato il prorpio figlio! Ma ancora di più vincitore della giostra lo fu Giuseppe che disse:" Io sono Giuseppe, il vostro fratello che voi avete venduto per l'Egitto (...). Dio mi ha mandato qui prima di voi, per assicurare a voi la sopravvivenza (Gen 45,4);
8) La coerenza di Torquato che, per amore della repubblica, lasciò morire suo figlio vincitore ma disobbediente (Valerio, libro 2.; oppure Bruto che, accorgendosi che due dei suoi figli cospiravano contro la libertà della repubblica legati ad un palo li fede prima frustare e poi uccidere.(Tito Livio,Libro 2,L'origine di Roma e Virgilio 6 Eneide).Ma fu maggiormente vittorioso nella giostra il perseveratissimo Abramo, che voleva uccidere il suo figlio con le proprie mani; e lo stesso Isacco, esponendosi docilmente a quella morte o la madre dei sette fratelli Maccabei che li invitava a morire per rimanere fedeli alla legge (2Mac 7);
9) E un certo Orazio, spinto da un sentimento religioso, uccise sua sorella perchè continuava a piangere la morte di suo marito ucciso perchè nemico della repubblica. Ma in questo fu più grande Iefte il quale, per la vittoria sui nemici, preferì offrire in sacrificio la sua figlia (Gdc 11,30). Non perchè la volesse morta ma perchè l'aveva offerta a Dio come voto:"La persona che uscirà per prima dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il Signore ed io l'offrirò in olocausto".E Agata e Agnese a coloro che le chiedevano di sposarle giostravano, dicendo loro:"Siamo vincitrici, il Signore ci ha scelto per sua sposa: ecco la vittoria, e come sposa ci ha incoronato il Signore, ecco il premio!";
10) Sull'obbedienza san Francesco d'Assisi soleva ripetere:"Non chi dice Signore entrerà nel regno dei cieli" come fanno la maggior parte dei cristiani, ma "colui che fa la volontà del Padre mio".
11) Sul disprezzo delle cose mondane:"Non Affannatevi dunque dicendo; che cosa mangeremo. (...).Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia (Mt 6,31).
12) Sulla fiducia in Dio, come Gionata: "Su vieni, passiamo all'appostamento di questi non circoncisi: forse il Signore ci aiuterà perchè non è difficile per il Signore salvare con molti e con pochi" (1 Sam 14,6). Così Giosuè, Asa, re di Giuda, Giuda Maccabeo, Giosafat e Davide."Va col solo bastone contro i Filistei con la benedizione di Dio";
13) Sulle opere buone. Aristotele, nel libro dell'Etica dice: come è una persona, così parla, agisce e vive! I santi sono stati operatori di giustizia e non ritenerti di essere cristiano se dormi su cuscini morbidi, se indossi calceamenti, se curi i tuoi capelli, se appoggi le tue spalle delicatamente; se il tuo cammino procede dolcemente, ecc.
14) Sulla perseveranza."Spera nel Signore, sii forte,si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore".(Sal 27,14).
15) L'esempio dei vincitori, di Cristo vincitore in tutte le virtù, dalla sua Nascita alla sua Ascesa al Cielo dove lo attende il premio (294r).
Frate Orante d'Agostino
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