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15 giugno 2008 |
Nuovo impianto a Campo Stella - Sci, nuovo impianto a Campo Stella
Una pista innevata LEONESSA -Il presidente della Provincia, Fabio
Melilli, e il sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco, hanno sottoscritto un
protocollo d'intesa che prevede la sostituzione dell'impianto di
risalita a fune della stazione sciistica di Campo Stella.
L'amministrazione comunale concederà al Comune di Leonessa un
finanziamento pari a 1,1 milione di euro per 'acquisto dello stesso
impianto che andrà a sostituire quello esistente, ormai obsoleto. Il
protocollo d'intesa prevede, inoltre, che la Provincia darà
tempestivamente incarico tecnico per sviluppare l'offerta turistica di
Campo Stella, di concerto con il Comune leonessano, attraverso strumenti
di ampliamento del bacino sciistico che verranno sottoposti
all'approvazione della Regione Lazio. L'offerta turistica verrà
migliorata anche coinvolgendo maggiormente i versanti ricadenti nei
comuni di Cantalice e Rieti, nell'ottica di un migliore posizionamento
delle strutture già esistenti.
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Comunicato Stampa Consigliere
Provinciale AN Paolo Trancassini |
15 giugno 2008 |
“L'assessore
regionale Filiberto Zaratti ha messo fine al progetto di realizzazione
del comprensorio sciistico di Leonessa con una norma che contraddice
addirittura quanto deciso dall'ex ministro dell'Ambiente, Alfonso
Pecoraro Scanio”. Lo ha dichiarato Paolo Trancassini, capogruppo di
Alleanza nazionale alla Provincia di Rieti, illustrando la propria
interrogazione sulle misure di conservazione delle Zps dei monti Reatini
durante il consiglio provinciale odierno.
“Nel 2007
– continua Trancassini – un decreto ministeriale ha vietato la
costruzione di impianti di risalita all'interno delle zps, prevedendo,
però, che fossero fatti salvi i progetti che fossero in corso di
approvazione. L'assessore Zaratti, con norma regionale, ha cancellato
quella previsione e ha di fatto reso impossibile la costruzione del
comprensorio di Leonessa. Non si sono limitati a recepire il decreto, ma
sono andati oltre, ampliando le restrizioni. Quello che aggrava ancor di
più tale situazione - prosegue - è anche l'atteggiamento dell'assessore
Zaratti. Infatti, il giorno prima dell'incontro con i sindaci per
discutere le zps ha previsto questa norma senza che noi ne fossimo a
conoscenza”. Tutto ciò a dispetto delle assicurazioni avute in
precedenza sull'argomento rilasciate dal presidente della Regione, Piero
Marrazzo e dai consiglieri regionali, Massimi e Perilli”.
Le zps
hanno ormai perso il loro senso originale, degenerando in previsioni che
contraddicono anche la stessa cultura politica dalla quale provengono.
“La loro
perimetrazione è allucinante – spiega il consigliere Trancassini – si è
arrivati al paradosso che per attuare le zone a protezione speciale si
mette a rischio la costruzione di un impianto eolico nei pressi di
Rivodutri. Si parla di potenziamento di energie alternative e poi lo
stesso schieramento politico che lo invoca lo rende inattuabile. Con la
nuova delibera sulle zps, infatti, è impossibile innalzare gli impianti
eolici perché causa di pericolo per la fauna. Inoltre, e questo palesa
la mancanza di concertazione con la Regione, prima di elaborare le zps
si è disattesa la direttiva Habitat che impone di stilare un quadro
conoscitivo delle realtà socio economiche del territorio prima di
inserirle nelle zps. Questi studi sono fondamentali per permettere la
compatibilità tra attività umane e zps. E questo non è stato fatto”. Tra
l'altro la delibera vieta l'eliminazione di siepi e filari, la pratica
dello spietramento, l'arrampicata sportiva e l'utilizzo di sommità,
pareti e scarpate. Addirittura si fa divieto di avvicinarsi a una
distanza inferiore ai 500 metri a pareti e scarpate.
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15 giugno 2008 |
La Provincia ha stanziato un milione e centomila euro. La
seggiovia sarà sostituita Nuovo impianto per Campo Stella Leonessa
Previsto anche l'ampliamento del bacino sciistico per attrarre turisti .
In attesa di una svolta per il megaprogetto sciistico sul versante Nord
del Terminillo, Leonessa porta a casa «nuovi» impianti per Campo Stella.
Infatti il presidente della Provincia Fabio Melilli e il sindaco della
cittadina dalla bandiera arancione Alfredo Rauco, hanno sottoscritto un
protocollo d'intesa che prevede la sostituzione del vecchio impianto di
risalita a fune del comprensorio di Campo Stella giunto ormai al termine
del proprio ciclo vitale. Per la sostituzione dell'impianto il Comune di
Leonessa riceverà da Palazzo d'Oltre Velino un finanziamento pari a 1
milione e 1OOmila euro. Inoltre nel protocollo è previsto l'affidamento
di un incarico tecnico al fine di sviluppare l'offerta turistica del
comprensorio attraverso strumenti di ampliamento del bacino sciistico
che verranno sottoposti all'attenzione della Regione.Una decisione che
tenta di soddisfare sia le richieste del Comune - che aveva proposto la
sostituzione dell'impianto obsoleto con uno nuovo - sia del Comitato
Campo Stella che aveva auspicato un «progetto di sviluppo più generale».
Soddisfatto il sindaco Rauco che, oltre a ringraziare Melilli,
sottolinea «l'importanza vitale di questo finanziamento per Leonessa
visti i tempi, ristretti in previsione dall'apertura della prossima
stagione sciistica. Ora dovremo espletare in fretta tutti gli atti per
procedere all'acquisto, al posizionamento e al collaudo dell'impianto
così da essere pronti per l'inverno». Marco Fuggetta
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15 giugno 2008 |
Stanziati da Palazzo d'Oltre Velino i fondi per il rinnovamento
del sito sciistico - LEONESSA, firmato il protocollo per lo sviluppo e
l'ampliamento dell'offerta turistica di Campo Stella. Il presidente
della Provincia di Rieti Fabio Melilli e il sindaco di Leonessa, Alfredo
Rauco, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede la
sostituzione dell'impianto di risalita a fune della stazione sciistica
di Campo Stella. La Provincia concederà al Comune di Leonessa un
finanziamento pari a 1,1 milioni di euro per l'acquisto dello stesso
impianto che andrà a sostituire quello esistente ormai obsoleto. La
Provincia darà tempestivamente incarico tecnico per sviluppare l'offerta
turistica di Campo Stella, di concerto con il Comune di Leonessa,
attraverso strumenti di ampliamento del bacino sciistico che verranno
sottoposti all'approvazione della Regione Lazio. L'offerta turistica
verrà migliorata anche coinvolgendo maggiormente i versanti ricadenti
nei comuni di Cantalice e Rieti nell'ottica di un migliore
posizionamento delle strutture già esistenti.
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29 maggio 2008 |
Leonessa. Annullata la sentenza di Rieti
Discarica di Valle Foglia, Trancassini e Rauco assolti in Corte
d'Appello In primo grado, a Rieti, la sentenza era stata pesante: il
sindaco e l'ex sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco e Paolo
Trancassini erano stati condannati a 7 mesi e 10 giorni di arresto
oltre a 35mila euro di ammenda (Rauco) e a 5 mesi e 10 giorni di
arresto nonché a 25mila euro di ammenda (Trancassini), accusati di
danneggiamento ambientale e violazione della legge sullo smaltimento
dei rifiuti. Ieri la Corte d'Appello ha ribaltato quella sentenza
del 6 giugno dello scorso anno e ha assolto i due imputati "perché
il fatto non sussiste", così come aveva chiesto anche la procura
generale. Di quel processo, l'unica condanna resta perciò quella
riportata da Giandomenico Rosati, responsabile della cooperativa che
curava il trasferimento dei rifiuti nella discarica, condannato a 4
mesi di arresto e a 1721 euro di ammenda, sentenza contro la quale
l'imputato non aveva proposto appello. Il colpo di spugna dei
giudici di secondo grado ha chiuso quindi una vicenda che non poche
polemiche aveva suscitato a Leonessa e legata alla discarica di
Valle Foglia, dove 11 Comune aveva autorizzato il trasferimento dei
rifiuti solidi urbani, e rimasta in funzione da venticinque anni. A
dare il via alla fase giudiziaria furono invece, nel 2004, i
carabinieri del Nucleo operativo ecologico, dopo un esposto
presentato dal Comune di Monteleone di Spoleto in seguito
all'inquinamento del torrente Vorga, un corso d'acqua che parte dal
territorio leonessano per finire in quello umbro dove i. liquami
provenienti dalla discarica abusiva, una volta trasportati a valle,
finivano infatti per disperdersi nei terreni. L'inchiesta accertò
comunque che Valle Foglia non godeva di alcuna autorizzazione da
parte della Regione e neppure il depuratore che il Comune aveva
fatto costruire, era in grado di filtrare i residui. 'ó Per
Trancassini e Rauco, difesi dall'avvocato lerardi di Roma, "La
sentenza rende giustizia al nostro operato di sin-daci, perché non
c'è mai stata da parte nostra la volontà di perseguire attività
illegali, ma solo quella di garantire il servizio di raccolta". M.Cav. ("Il Messaggero" 29 maggio 2008).
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Provincia di Rieti |
28 Maggio 2008 |
L’assessorato alle infrastrutture della Provincia di
Rieti rende noto che ha sollecitato la Regione Lazio affinché acquisisca
da parte dell’Anas la necessaria autorizzazione per l’intervento sulla
strada regionale 521 (Rieti, Morro Leonessa). Il Dipartimento del
territorio della Regione, ha nel frattempo chiesto autorizzazione all’Anas
per intervenire ad eliminare delle viziosità planimetriche del fondo
stradale. <<Grazie all’interessamento del consigliere Regionale Anna
Maria Massimi – dichiara l’Assessore alle infrastrutture della Provincia
di Rieti Rufino Battisti – stiamo verificando la possibilità di ottenere
un finanziamento straordinario che ci consentirà di mettere in sicurezza
un tratto di strada, che soprattutto nel periodo invernale, non assicura
una percorribilità agevole e che è importante per il collegamento tra il
capoluogo e Leonessa. La Provincia porrà la massima attenzione sugli
sviluppi dell’iter procedurale tra Anas e Regione Lazio
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23 Maggio 2008 |
LA SABINA è un luogo di grande, fascinosa, ancora in gran parte
intatta bellezza, tutta da visitare. Per una gita nella quiete e nella
natura, Leonessa, adagiata su un altopiano circondato dalle montagne è
una sosta a tutto tondo. Il borgo è quieto sereno, con antiche case,
chiese tutte da scoprire e una bella fontana farnesiana . La sosta
golosa è in un piccolo ristorante proprio sulla via principale,
autentico avamposto di cucina "doc". Al Leond'Oro (Corso San Giuseppe
120 - tel. 0746.923320). L'ambiente è raccolto, la brace garantisce
genuinità di cotture delle ottime carni locali, mentre l'esordio è
affidato a ottimi crostini e salumi. Tutto da godere il capitolo primi:
gnocchi in vati modi, ma sempre preparati con le saporite patate di
Leonessa, buone paste di casa, e ottima polenta. A seguire oltre le
carni dell'altipiano alla brace (i golosi non manchino una sosta alla
Macelleria Nicoli, sempre in corso San Giuseppe al n.111, con abbacchi,
castrati, vitellone, tutti animali allevati allo stato semi-brado in
montagna), prima di concludere con dolci di antica golosità, dalle
crostate con frutta selvatica, a una riuscita combinazione di ricotta e
miele. Ancora, per restare al formaggio, da non perdere un passaggio
nella vicina frazione di Albaneto da Domenico Stocchi (tel.0746925056),
un autentico guru della qualità, oltre che promotore del Festival della
Transumanza, che si tiene ogni agosto sul Terminello. Impedibili la sua
ricotta, ma anche gli squisiti pecorini affinati in grotta e in cantina.
Insomma una bella occasione per conoscere Leonessa e organizzare una
visita per fine giugno a San Pietro, quando si disputerà lo storico
Palio del Velluto, una scenografica festa di piazza, col coinvolgimento
di tutta la città e i suoi sestieri.
giacomo.dente@ilmessaggero.it
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8 Maggio 2008 |
Campo Stella a rischio chiusura - Ieri
l'incontro tra il Comune di Leonessa e i gestori degli impianti.
Nulla di certo per gli impianti di Campo Stella dopo il primo
incontro sul futuro delle strutture leonessane tenutosi ieri in
Provincia. Le opzioni sul tavolo sembrerebbero essere due. La
prima fornita dal Comune, proprietario degli impianti, che
propone l'acquisto di una struttura del costo di circa un
milione e mezzo di euro da riposizionare sul comprensorio al
fine di scongiurare la chiusura degli impianti che avverrebbe a
fine anno a causa del termine del cicio vitale degli stessi. La
seconda e invece la proposta dal Comitato CampoStella che
preferirebbe puntare da subito su un «progetto di sviluppo più
generale. Questo comporterebbe però un allungamento dei tempi in
quanto bisognerebbe prima trovare i fondi, intorno ai 7 milioni
di euro, poi effettuare i lavori ed inevitabilmente alla fine
dell'anno Campo Stella chiuderebbe. «Per noi e meglio chiudere
un anno avendo garanzie però di una ristrutturazione complessiva» commenta Felici del Comitato, mentre gli
amministratori leonessani con Trancassini si dicono «contenti
che finalmente gli imprenditori di Leonessa si interessino di
questi problemi». In attesa di sviluppi, secondo quanto riferito
da Felici, il Presidente provinciale Fabio Melilli dovrebbe
sondare il campo in Regione per sapere se una parte dei 2
milioni di euro annunciati qualche mese fa dalla Pisana per le
stazioni sciistiche regionali possa essere a disposizione di
Campo Stella. (Marco Fuggetta )
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6 Maggio 2008 |
Leonessa insiste: "Meglio l'Umbria" -
Rallenta il cammino di Leonessa verso la tanto sognata Umbria.Ieri doveva essere il gran giorno del
deposito degli atti per richiedere il referendum presso la Corte di Cassazione,
invece 1'appuntamento slitterà di qualche settimana. Il Comune,messo al
corrente di un probabile vizio di forma contenuto nella delibera del Consiglio
comunale che ha data il via libera all'iter,ha deciso di aspettare. "Un rischio
- spiega il sindaco Alfredo Rauco - era quello di vedersi bocciare1'istanza solo
per una formalita".La formalità di cui parla il primo cittadino e legata alla
tempistica con la quale e stata messa ai voti la delibera. Insomma non
sareb-bero stati rispettati tutti i passaggi che la legge impone. Risultato?,
L'amministrazione comunale, dopo il confronto in Cassazione e un consulto con il
proprio legale, ha deciso di aspettare ancora un po' e di riportare la delibera,
questa volta redatta nella forma corretta, in consiglio comunale. "Ma - avverte
e precisa Rauco - nessuno si illuda, non torneremo indietro. Prima possibile la
delibera tornerà in Consiglio, poi prenderemo un nuovo appuntamento in
Cassazione per depositare tutti gli atti. I leonessani vogliono il referendum e
referendum sarà". La discussione della delibera "corretta" potrebbe essere
fissata entro maggio e per l'estate 1'amministrazione vuole tornare a Roma con
tutte le carte in regola. A quel punto dipenderà dalla Cassazione: se si
pronuncerà in fretta forse si potrà votare a novembre altrimenti si arrivera
(più probabile) alla primavera del 2009. Sulle ragioni che hanno portato
Leonessa a chiedere un referendum per lasciare Rieti il sindaco Rauco appare più
convinto di due mesi fa quando venne votatala delibera del Consiglio. "Da allora
- dice il primo cittadino - non abbiamo riceyuto nemmeno una telefonata
dagli uomini politici della Regione. Fanno eccezio-ne solo i consiglieri Anna
Maria Massimi e Mario Perilli con cui ho avuto un incontro e che si erano
impegnati a prendere in esame le nostre richieste. Ma da allora nulla. Anzi,
qualcuno ci ha fatto sapere che gli impianti sulla Vallonina non si possono
fare". (Paolo Di Basilio)
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6 Maggio 2008 |
A Leonessa progetto del comitato - "Campo Stella" al bivio: nuova
vita all' impianto di sci oppure la chiusura diventa inevitabile. Nuovo
sviluppo, almeno sulla carta, per gli impianti sciistici di Leonessa. Sabato
scorso il"Comitato impianti Campo Stella" ha presentato a turisti e residenti il
piano di ristrutturazione del comprensorio sciistico di "Campo Stella", situato
sul versante nord del Terminillo. Il progetto, cosi come il comitato, e nato
dall'esigenza di dare nuova vita a un impianto che sia per la vetustà, che lo
rende ormai prossimo alla chiusura totale, sia per le ridotte dimensioni,
necessita ormai inderogabilmente di una globale ristrutturazione. L'idea è
quella di riallocare per quanto possibile gli impianti sui percorsi esistenti e,
solo dove necessario, intervenire con qualche piccola modifica che inciderà solo
marginalmente sull'ambiente. II progetto,che .non è sostitutivo di quello
presentato a suo tempo dalla società Isic che riguarda il versante nord
della Vallonina ed è ad oggi al vaglio della Regione Lazio, tende ad integrare
le realtà esistenti di Campo Stella e del Terminillo sposandosi con il progetto
di collegamento redatto e finananziato dalla Provincia di Rieti. Soddisfazione
per il progetto è stata espressa dal presidente del Comitato, Rauco Massimo, e
da tutto il direttivo per il risultato ottenuto nei pochi mesi di vita. Il
comitato si augura ora una collaborazione concreta tra le istituzioni
interessate, primo fra tutti il Comune di Leonessa proprietario degli
impianti, affinchè in breve tempo si possa giungere ad un comprensorio che funga
da traino per il turismo invernale e per 1'economia della zona. «Essenziale -
spiega Rauco - è non lasciarci sfuggire le opportunità di finanziamcnto
dell'opera attingendo sia alla dichiarata disponibilità della Regione Lazio e
della Provincia di Rieti che dai finanziamenti europei specificamente previsti».
Alia fine della presentazione pubblica del progetto sono state ricordate le
prossi me scadenze nel calendario del comitato: 1'incontro di lavoro tra Regione
Provincia e Comune di Leonessa che si terra domani in Provincia proprio per
parlare di questo progetto ed il prossimo sopralluogo da parte della società Ccm
che, su invito del comitato, verrà gratuitamente a Leonessa per effettuare un
sopralluogo utile adottenere consigli sull'ottimizzazione delle risorse e lo
sfruttamento delle potenzialità che la zona offre. Il tutto sempre con 1'occhio
attento a minimizzare 1'impatto ambientale in una zona di pregio come quella del
versante nord del Terminillo. A seguire si sono tenute le elezioni del direttivo
e i partecipanti al comitato hanno eletto Massimo Rauco, Mario Felici, Danilo
Rauco, Pierluigi Coppari, Massimo Pettinelli, Giuseppe Rauco, Giancarlo Falconi,
GetullioVesperini, Giovanni Lucci Cordisco e Valter Di Valerio.
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Franco Bonelli |
4 Aprile 2008 |
Riceviamo dal nostro Capo Redattore e
volentieri pubblichiamo.
La Redazione
Spett.le Redazione,
recentemente nella
rassegna stampa del sito è stato riportato il testo di un articolo da me
originariamente scritto per il periodico RM Borbona. (Qui
l'articolo)
Nell’articolo
riportavo alcune considerazioni sulla vicenda dell’arcinoto progetto per
l’ampliamento del bacino sciistico leonessano.
Certamente non potevo
immaginare che il solo citare l’inerzia decisionale delle
amministrazioni provinciale e regionale e,soprattutto, l’esprimere un
plauso per la straordinaria prova di unità cittadina che la maggioranza
e la minoranza dell’amministrazione comunale hanno di recente dimostrato
, potesse farmi diventare oggetto di una missiva che è difficile non
definire intimidatoria e,direbbe qualcuno, di marca prettamente
“fascista”.
Non c’è stata infatti
una pubblica replica sulla stampa, ma ho ricevuto al mio domicilio di
Roma una lunga missiva contenente un “invito” pressante a non occuparmi
delle cose leonessane , invito ovviamente anonimo, a meno che non si
voglia definire firma la scritta apposta in calce, in rigoroso
carattere stampatello , che recita “Innamorati della nostra città”.
Preferisco non
inoltrarvi il testo della missiva che potrebbe anche essere il frutto di
un momento di follia d’amore non certo indirizzato a Leonessa!
A volte la politica
si esprime con questi metodi, ma mi auguro che almeno le giovani
generazioni riescano a distinguere la differenza tra opinioni
legittimamente divergenti e minacciosa faziosità!
Grazie per
l’ospitalità e buon lavoro!
Franco Bonelli
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27 Marzo 2008 |
DITE LA VOSTRA «Con l'Umbria per scuotere l'indolenza del Reatino»
Una delle nostre cittadine più caratteristiche e dotate dalla natura.
Leonessa, si sente abbandonata dalla Provincia e ha già deliberato un
referendum per aggregarsi all'Umbria. La Provincia è naturalmente
contraria, sbagliando come al solito, perché potrebbe approfittare
dell'occasione per trasferirsi anch'essa, armi e bagagli, visto che è
trascurata e quasi ignorata, tranne in periodo elettorale, dalla
Regione. Non è una provocazione ma la constatazione di una dura realtà,
poiché da qualche lustro è iniziato il nostro declino che sta scivolando
inesorabilmente verso la recessione. Molti comuni sono a rischio
d'estinzione, Rieti la stanno depredando di tutto e contiamo ben poco
nel Lazio. L'Umbria, che ha solo due province, forse ci valuterebbe
molto di più, ci scuoterebbe dall'indolenza e probabilmente ci doterebbe
delle oniriche infrastrutture. strade e ferrovia, indispensabili per un
rilancio. Sarebbe un ritorno alle origini perché fino al 1927 la Sabina
era provincia di Perugia e la zona confinante dell'Umbria, tra Norcia e
Spoleto, è stata popolata dai Sabini. Prima o poi Roma vorrà allargarsi
nell'area metropolitana perlomeno fino a Fara Sabina, a est qualcuno
vuole passare alle Marche e qualche altro si sente abruzzese: c'è
pericolo di uno smembramento della nostra Sabina, stavolta senza
ritorno. Insomma sarebbe una secessione da prendere in seria
considerazione se non fosse che, per la nostra critica situazione, o
piuttosto improbabile che l'Umbria ci accolga. Certo, scelte ed errori
madornali ne sono stati fatti tanti: se con tutti quei miliardi sprecati
per la galleria Colle Giardino, si ammodernava la Salaria da Rieti a
Passo Corese e se il Nucleo industriale...Ma sarebbe un discorso troppo
lungo. Forse se ne riparlerà. (Roberto Civetti)
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Paolo Tancassini (An) |
20 Marzo 2008 |
Al Presidente della Giunta
Dott. Fabio Melilli
Al Presidente del Consiglio Dott. Giosuè Calabrese
Al Presidente VII Commissione Cons. Paolo Camici
All'Assessore Giacomo Marchioni
S E D E
p.c. Al Presidente della Regione Lazio
Dott. Piero Marrazzo
Al Consigliere Regionale
Mario Perilli Al Consigliere Regionale Anna Maria
Massimi Al Consigliere Regionale Antonio Cicchetti
Ai Sig.ri Sindaci di :
Cantalice Castel S.Angelo Cittaducale Leonessa
Micigliano Morro Reatino Poggio Bustone
Rivodutri
LORO
SEDI
Organi
d'Informazione
Facendo seguito alla riunione tenutasi in
Provincia ieri, 19 marzo 2008, relativa al piano di gestione Provinciale
dei SIC e ZPS, nella quale tra l'altro abbiamo appreso della proposta di
disincentivare l'escursione a piedi nelle nostre montagne per non
disturbare il picchio dal dorso bianco, ribadisco l'esigenza di
convocare, con cortese urgenza, l'apposita commissione al fine di
adottare, insieme ai Sindaci interessati, un documento nel quale
chiedere alla Regione Lazio ed al Ministro dell'Ambiente, di rivedere
tutta la recente normativa ambientale che penalizza pesantemente il
nostro territorio.
Il Capogruppo di A.N.
Consigliere Paolo Trancassini
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13 Marzo 2008 |
Il "No" dell'assessore regionale Zaratti agli impianti di
sci in Vallonina raggiunge Paolo Trancassini a Cortina dov'è in
settimana bianca. «La faccio semplice, come me l'ha messa mia figlia
Alice: perché qui fare nuovi impianti, costruire nuove baite e rifugi è
possibile e da noi no?». Perché le leggi che reggono vincoli e tutela
ambientale non lo consentono: «Io non credo che sia così - dice il
vicesindaco di Leonessa e capogruppo di An in Provincia - io credo che i
veri vincoli siano politici e leghino il presidente Melilli e il suo
vice Giocondi, che pure avevano fatto loro il nostro progetto per la
Vallonina, a fare un discorso più di coalizione che non di territorio.
Altrimenti non mi spiego le rassicurazioni di Marrazzo e dei consiglieri
regionali Perilli e Massimi. Sia chiara una cosa: se tramonta il
discorso degli impianti lo stesso accadrà con il parco. E se fin qui a
protestare siamo andati a Roma con gli sci e i battipista, ora ci
andremo con gli allevatori e i loro animali». In Regione sono avvisati.
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12 Marzo 2008 |
L'assessore Zaratti boccia i piani di sfruttamento
sponsorizzati dal Comune di Leonessa e dalla Provincia - Vallonina senza
sci, lo dice la Regione - Porte aperte invece allo scavalco tra i due
versanti e alle piste di Cantalice - Insieme alla nevicata attesa per
Natale ma buona anche per Pasqua, al Terminillo sembra arrivata la
parola fine ai piani di sfruttamento sciistico della Vallonina,
sponsorizzati dal Comune di Leonessa e fatti propri dalla Provincia. A
ripetere ancora lunedì sera «che quell'operazione lassù non si può fare
e non perché i Verdi o la Sinistra arcobaleno direbbero di no ma perché
è la legge, nazionale e comunitaria, a vietarlo» è stato l'assessore
regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti. «Semmai - ha detto Zaratti -
aspetto di poter condividere con gli enti locali e con i privati che
vorranno farlo, proposte di cose concrete da fare e da fare subito: ne
abbiamo già discusso in incontri operativi con la Provincia, nella
finanziaria regionale c'è un finanziamento di 3 milioni di euro che
aspetta solo di essere utilizzato. E quando dico cose concrete non mi
riferisco a semplici bonifiche di vecchi impianti, pure necessarie. Lo
scavalco tra i due versanti, impegnativo sotto molti punti di vista, è
tra queste cose concrete che si può fare. Le piste su Cantalice pure».
Avviarsi su questa strada significa mandare in archivio il Terminillo
Supersky, presentato alla Regione dalla Provincia nel giugno 2006?
Zaratti non lo dice ma lo lascia intendere. -Al contrario in Provincia
pure essendosi finalmente messi al lavoro su una serie di "opere
cantierabili" (tra queste anche il rilancio degli impianti leonessani di
Campostella e soprattutto il restyling della Cardito Nord, uno degli
impianti più importanti del Terminillo, chiuso ormai da due stagioni)
nessuno mette la faccia e la firma sotto l'archiviazione del "faldone
Vallonina". «E perché mai? - dice il presidente Fabio Melilli - mentre
lavoriamo sulle opere che possono essere fatte presto continuiamo a
insistere su procedure assai più complesse come lo sono quelle che
investono zone tutelate come sic: prima o poi ci arriveremo. Di mettere
una parola fine proprio non me la sento». Nemmeno di fronte alla
constatazione dell'assessore regionale che quegli interventi proprio non
si possono fare? «Non c'è niente che non si possa fare: se ci sono norme
che ostacolano certi processi si può vedere come superarle». Leonessa,
insomma, porti pazienza. Viceversa dev'essere per davvero tornato nel
cassetto il progetto di fare un Consorzio tra i comuni del Terminillo
almeno per cominciare a gestire in forma associata un po' di servizi
pubblici. Lanciata dal sindaco di Cittaducale Falcone d'intesa con
l'assessore comunale reatino Costini, è sparita da agende e discussioni.
Pronta ad essere rispolverata magari la prossima stagione. ( ALESSANDRA
LANCIA )
Leonessa, una città offesa...
Una pagina storica quella
scritta da Leonessa mercoledì 30 gennaio 2008!
Il Consiglio Comunale ha
deliberato all’unanimità l’indizione del referendum popolare per il
distacco dal Lazio e la conseguente annessione all’Umbria.
Certo,in un periodo nel
quale la politica nazionale mostra uno spettacolo a dir poco
squallido,Leonessa ed i suoi rappresentanti politici hanno offerto una
eccezionale immagine di unità che traguarda esclusivamente l’ obiettivo
di sviluppo del nostro altipiano. Complimenti quindi alla tenacia di un
Sindaco, Alfredo Rauco, che,insieme ad una maggioranza coesa ed ad una
minoranza libera dai condizionamenti di schieramento,sta combattendo una
battaglia di grande efficacia e ciò non solo per ottenere le
autorizzazioni allo sviluppo della propria montagna,ma per riaffermare
il diritto dell’uomo a governare il territorio in cui vive.
Ripercorrere la storia di
questa vicenda serve a comprendere come funziona la politica in Italia e
la provincia di Rieti e la Regione Lazio non fanno purtroppo eccezione.
Quando infatti Leonessa
nei mesi passati espresse l’intenzione di cambiare regione ci si poteva
aspettare che qualcuno dei rappresentanti provinciali o regionali
mostrasse una sia pur minima reazione. E ciò sarebbe stato politicamente
ed economicamente saggio. Leonessa infatti rappresenta il fiore
all’occhiello del turismo reatino.La sua storia, le sue bellezze
artistiche,il suo vivacissimo mercato immobiliare,le sue manifestazioni
di rilevanza nazionale,la sua peculiarità dal punto di vista religioso
rischiano di andarsene dal Lazio?
Cosa fanno la Provincia e
la Regione per evitare tutto questo?
Nulla perché le alchimie
politiche hanno tolto qualsiasi capacità di manovra e di iniziativa a
questi elefanti amministrativi. D’altronde nel corso di un recente
contradditorio radiofonico con il consigliere provinciale Trancassini il
Presidente Marrazzo aveva condiviso le motivazioni della protesta
leonessana confessando di essere “impantanato” in condizionamenti di
natura politica mentre ,a valle della decisione leonessana, ci sono
state alcune dichiarazioni politiche tradizionalmente vacue : Anna
Maria Massimi, consigliere regionale del Pd e originaria di Leonessa
“questa è chiaramente una sfida posta dal consiglio comunale” (mah!!) e
ancora Mario Perilli,consigliere regionale Pd, “Non so se in Umbria
conoscano o meno questa volontà di Leonessa. Ho avuto modo di dire al
Sindaco di Leonessa di seguitare a lavorare per un progetto di rilancio
del comprensorio del Terminillo affinché possa essere approvato dalla
Regione Lazio”(un po’ poco dopo anni di attesa!).
Tutto questo alla faccia
dell’interesse delle nostre popolazioni!
Il ruggito di
Leonessa,come ha definito la vicenda il quotidiano Libero,è la giusta
reazione di una città offesa,ma orgogliosamente unita!
Franco Bonelli
(Torna da capo)
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MONDO SABINO |
26 Febbraio 2008 |
Alla fine di gennaio è stata
approvata ad unanimità dal consiglio
comunale di Leonessa, la richiesta di un
referendum per lasciare la provincia di
Rieti, e quindi il Lazio, e passare alla
regione Umbria. Questa forte iniziativa
era stata annunciata dall'ex sindaco
Trancassini, dopo la mancata
approvazione dell'emendamento
sulla modifica della legge regionale sui
piani paesistici, ritenuto
dall'esponente di An fondamentale per
avviare il progetto per la costruzione
degli impianti sciistici
Leonessa-Terminillo; naturalmente questa
vicenda ha provocato una lunga querelle
di dichairazioni. "I cittadini di
Leonessa" ha sostenuto Marrazzo,
governatore del Lazio, "devono rimanere
laziali e io mi impegno affinchè
riescano a percepire
l'attenzione cha la Regione ha nei loro
confronti". Il sindaco Alfredo Rauco
ammette che "è stata una decisione
sofferta e dolorosa, scaturita da una
serie di episodi negativi da parte della
Provincia di Rieti e della Regione
Lazio, che ci hanno fatto capire che non
ci sopportano; siamo stati abbandonati
sulla viabilità, sulla sanità e
soprattutto sulla nostra iniziativa di
realizzazione di impianti di risalita
che può rilanciare l'economia non solo
di Leonessa, ma di tutta la provincia di
Rieti. La popolazione è tutta con noi, i
cittadini ci sostengono". Da
sottolineare, in effetti la compattezza
del consiglio comunale su questo
provvedimento. Il capogruppo di
opposizione Boccanera:" Non possiamo non
condividere l'importanza dell'evento,
che avevo già proposto nel 1997. Sia
chiaro, che questo non deve essere un
discorso pre-elettorale perchè parliamo
di un problema reale e serio, e non di
destra o di sinistra". Non è dello
stesso parere il vice presidente
provinciale Giocondi, che ritiene
questa, una azione prettamente politica
orchestrata da An. "E' scorretto
buttarla in politica" risponde Rauco a
Giocondi, "sono due anni che lavoriamo
su questo progetto; mi dispiace, la sera
del voto io sono stato in attesa di
almeno una telefonata anche dall'ultimo
portaborse della Regione...qui la
popolazione è stremata". Ha preso
decisamente a cuore la faccenda di
Leonessa, il capogruppo alla Regione dei
Socialisti Riformisti Rubilotta, che
precisa "non servono le parole di
Marrazzo, ma i fatti: occorre rivedere
la perimetrazione della zona Zps e Sic e
cancellare la norma di divieto alla
sciovia di Leonessa". Questa
impostazione sembra approvata anche
dagli esponenti sindacali : per
Pescetelli (Cisl) " vanno chiariti i
vincoli esistenti", mentre Di Berardino
(Cgil) suggerisce che "il problema si
risolve combattendo, e non scappando, ma
a questo punto la Regione deve venire
subito quello che si può fare sul
Terminillo". I consiglieri Massimi e
Perilli all'accusa di "latitanza della
Regione" sostenuta da Costini replicano:
"Noi rispondiamo con atti concreti.
Siamo impegnati in queste settimane ad
incontrare gli amministratori del
territorio provinciale. Ribadiamo
l'assoluta attenzione al Terminillo,
come a tutte le aree della nostra
provincia che hanno bisogno di
interventi mirati ", aggiungendo: "Cosa
avrebbero dovuto fare quei comuni del
reatino dimenticati dalla giunta
Storace? Se avessero deciso l'abbandono,
oggi la provincia di Rieti non
esisterebbe più". Sulla giunta Storace
interviene Cicchetti "E' stato
l'onorevole Bonelli dei Verdi, che nel
2005 alla Regione, ha chiesto per primo
la revoca, puntualmente eseguita, di
quel provvedimento di legge fatto ai
tempi di Storace, il quale prevedeva che
quando c'era la necessità di rimuovere
alberi per ammodernare o per realizzare
nuovi impianti sciistici, bisognava
ripiantarne il doppio in una zona
adiacente. Faccio presente che Leonessa
non sta chiedendo soldi alla Regione,
poichè il progetto è finanziato
interamente da privati, i quali non
credo abbiano una pazienza infinita".
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IL GIORNALE DI RIETI.IT |
26 Febbraio 2008 |
«Comprendo il nervosismo di
Trancassini sulla questione del
Terminillo. Ormai Trancassini si è
ridotto ad abbaiare alla luna vedendo i
suoi argomenti cadere uno ad uno, e
sentendo arrivare il momento in cui
dovrà spiegare ai cittadini di Leonessa
un bel po’ di cose».
Secondo Roberto Lorenzetti, presidente
dei Verdi reatini, tra le cose che il
capogruppo di An a Palazzo d’Oltre
Velino dovrà spiegare c’è « il perché il
suo progetto, che naviga tra un ente e
l'altro, tra una manifestazione e
l'altra, non è mai neanche giunto in una
qualsivoglia sede regionale per
l’approvazione o la bocciatura». «La
colpa è del sottoscritto (caspita,
quanto potere ritiene che io abbia)? Dei
Verdi, della Sinistra l’Arcobaleno?
Indipendentemente dalla valutazione
politica che se ne possa dare, quel
progetto è inaccoglibile. Non è una
nostra opinione è un fatto, e
francamente è stucchevole doverne
continuare a discutere».
«La stratosferica forza politica che lo
sostiene – continua Lorenzetti -, e gran
parte del centrosinistra, cambino prima
le leggi e poi concretizzino quel
progetto. Noi siamo davvero pochi per
impedirlo. L’unica nostra colpa è di
aver sempre ricordato che non esistono
leggi che lo rendano possibile. Due o
tre anni di bizzarri tentativi sono
andati a vuoto. A respingerli non
c’eravamo noi, ma le leggi, le regole.
Noi riteniamo che le leggi e le regole
esistano per essere rispettate».
«Trancassini, a cui si è aggiunto oggi
anche qualche sindacalista che sta
mortificando al storia del sindacato,
ritengono che debbano essere aggirate.
Confidiamo che ci sia consentito di
restare della nostra opinione. L’unica
nostra presunzione – sottolinea
Lorenzetti - è quella di ritenere che ci
siano ancora margini per il rispetto
delle regole, e siamo davvero
preoccupati della facilità con cui oggi
impunemente si cerca di eluderle».
«Tanto tempo perso per realizzare
davvero lo sviluppo del Terminillo. Noi
– spiega il responsabile dei Verdi -
continuiamo a pensare al Terminillo
tutto, e non solo al versante leonessano.
Tanto tempo in cui alcune cose potevano
essere già state fatte, ed invece credo
che dovremmo, ora, cominciare a pensare
di farle».
«Gli scivoloni personalistici di
Trancassini, poi, ispirano al massimo un
triste sorriso nel vedere a quali
livelli possa essere giunto il degrado
politico. A Trancassini vorrei solo
ricordare che 18 voti sono anche tanti
per chi non ne ha chiesto neanche uno,
ed anche il commissariamento della
Riserva – puntualizza Lorenzetti -
rientra nella necessità di rispettare le
regole e non è stato certo cercato dal
sottoscritto, ben disposto a cedere il
passo a organi legittimati ad
amministrare questo ente e, come ben sa
Trancassini, è esattamente in questo
tempo che non il sottoscritto - del
tutto impossibilitato in tal senso - ma
il centrosinistra sta lavorando in tale
direzione».
«In ogni caso – conclude Lorenzetti -
Trancassini provi anche a spiegare ai
suoi concittadini cosa centrino questi
argomenti con il problema degli impianti
di Leonessa. Pensa davvero di intimorire
qualcuno con tanta pochezza di pensiero?
Il sottoscritto non ha alcuna intenzione
di ricordare a Trancassini che chi
subisce condanne dai tribunali dovrebbe
avere il buon senso di tacere. Per dare
lezioni ci vuole ben altro»
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Frontiera |
23 Febbraio 2008 |
"Posso comprendere le ragioni di Leonessa e la sua voglia di
determinare migliori condizioni per il proprio sviluppo, tema che
peraltro riguarda tutte le nostre comunità. Ciò che non condivido
è che si metta in discussione l'appartenenza alla nostra provincia di
cui Leonessa è parte integrante e sostanziale. I problemi non si
risolvono fuggendo ma confrontandosi e trovando solidarietà che, per
quanto mi riguarda, la comunità leonessana ne ha tuta intera". Così in
consiglio provinciale il presidente Fabio Melilli ha respinto non tanto
e non solo l'ultimo affondo di Paolo Trancassini ma il disegno stesso di
una politica che preferisce lo strappo alla paziente tessitura, e
curiosamente lo fa proprio nel giorno in cui lo stesso sarebbe tentato
di fare altrettanto per le note vicissitudini del momento. Alla fine,
comunque, della lunga discussione in consiglio, dei due documenti
presentati e discussi è passato quello della maggioranza firmato Filippo
Lucentini (Pd), che se da un lato "impegna la giunta provinciale ad
assicurware lo sviluppo del comprensorio montano dell'intera provincia e
scongiurare ogni altro eventuale tentativo di disgregare l'assetto
territoriale" nonchè "a sollecitare la Regione per un rapido
pronunciamento sul progetto di sviluppo integrato elaborato dalla
Provincia" dall'altro invita Leonessa a "rivedere la propria posizione".
Insomma, a recedere dal proposito di chiedere il distacco dal
Lazio e l'annessione all'Umbria. Un'iniziativa "non condivisa" dal
consiglio provinciale in quanto "penalizzante per Leonessa e per la
provincia di Rieti". Questa risoluzione, ai voti, 13 a 5, ha avuto la
meglio su quella presentata dal consigliere e vice sindaco di Leonessa
Paolo Trancassini (An) che invitava invece il consiglio a
"censurare il comportamento dilatorio della Regione, più attento a
logiche di coalizione che non al rispetto di un territorio e alle sue
leggittime e concrete possibilità di sviluppo" e "ad approvare senza
indugio il programma degli interventi sul Terminillo". Ma la discussione
in consiglio non ha certo esaurito l'argomento, anzi. E coda polemica a
parte, con una numerosa e "appassionata" partecipazione dei
leonessani al corteo dello sciopero generale del 15 febbraio, si
può dire che forse il dialogo tra le "parti" è cominciato solo adesso.
In Regione l'11 febbraio c'è stato un secondo incontro sulle tematiche
del Terminillo di taglio finalmente operativo e a Leonessa, il 16
febbraio, sono saliti con la massima riservatezza i consiglieri
regionali Massimi e Perilli per un faccia a faccia con la giunta Rauco.
Insomma, dalla fase della protesta si è passati a quella della
discussione sulle cose per provare a fare almeno quelle possibili e alla
portata.
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14 Febbraio 2008 |
MONTEPIANO reatino, firmato il protocollo d'intesa con la
Regione Lazio. Il presidente Fabio Melilli e l'assessore regionale
all'Ambiente, Filiberto Zaratti, hanno sottoscritto oggi pomeriggio un
protocollo d'intesa per indivi duare una strategia condivisa e integrata
di sviluppo locale. Si tratta di un importante accordo programmatico,
come già accennato, che individua interventi e risorse coerenti con le
politiche ambientali rappresentate nel Programma Integrato del
Montepiano Reatino elaborato dalla Provincia. Il Protocollo d'intesa era
stato già sottoscritto da tutti i sindaci del Montepiano (Rieti,
Contigliano, Cantalice, Cittaducale, Morrò Reatino, Colli sul Velino,
Rivodutri, Labro, Greccio, Monte San Giovanni, Leonessa, Poggio Bustone,
Montenero), dal presidente della V Comunità Montana e dal Commissario
della Riserva dei Laghi. L'accordo - come hanno illustrato Melilli e
Zaratti - ha come oggetto la condivisione di una proposta pragrammatica
per la tutela e la promozione del Montepiano Reatino da parte della
Regione, della Provincia e degli altri enti sottoscrittori, mettendo in
sinergia le risorse finanziarie, umane e logistiche a disposizione degli
stessi enti. Regione e Provincia ritengono, infatti, sia possibile
instaurare, a partire dalla sottoscrizione di questo documento, un
rapporto di collaborazione per semplificare ed agevolare l'attuazione di
interventi coordinati attinenti la conservazione delle risorse naturali,
lo sviluppo sostenibile dei territori dei comuni del Montepiano e la
promozione del suo patrimonio" naturalistico, ambientale, e
storico-culturale. Nel protocollo d'intesa vengono individuati i
seguenti obiettivi strategici: la conservazione delle biodiversità; la
promozione dell'offerta turistica di qualità e del turismo sostenibile;
la valorizzazione e la qualificazione dei beni architettonici e storico
culturali; la salvaguardia delle componenti ambientali fondamentali
(acqua, aria, suolo e sottosuolo); il coinvolgimento degli operatori
economici. Il protocollo d'intesa ,come ha sottolineato il
vicepresidente Roberto Giocondi - contiene un programma integrato degli
interventi che prevede investimenti sul territorio reatino per oltre 10
milioni di euro sui quali la Provincia attende il parere della Regione
che a breve, come ha confermato Zaratti, redigerà un cronoprogramma
degli investimenti. Investimenti che vanno, per esempio,
dall'istituzione del Parco Fluviale del Velino, alla creazione di un
circuito per il trecking montano, al complletamento della rete di piste
ciclabili nel Montepiano, alla sistemazione del verde nel Parco delia
Musica che sorgerà a Villa Battstini e ad altri interventi previsti in
ognuno dei comuni interessati. Alla firma del protocollo erano presenti
i consiglieri regionali Anna Maria Massimi e Mario Perilli, i sindaci
che lo hanno sottoscritto, il presidente della V Comunità Montana,
Saturno Sampalmieri, e il Commissario della Riserva dei Laghi, Roberto
Lorenzetti.
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26 Febbraio 2008 |
Provincia Siglato il protocollo d'intesa su tutela e
promozione del Montepiano reatino dal presidente Melilli e
dall'assessore regionale: dieci milioni di investimenti - II rilancio
parte dall'ambiente -Zarattì: «Ma per il Terminillo e Leonessa c'è
ancora da attendere» È arrivato ieri a Palazzo d'Oltre Velino
l'assessore regionale all'ambiente Filiberto Zaratti, giusto dopo
l'ennesima polemica tra Roberto Lorenzetti e Paolo Trancassini sulla
vicenda degli impianti sciistici. L'occasione era la presentazione del
"Protocollo d'intesa per una strategia condivisa e integrata di sviluppo
locale", all'interno del Programma Integrato per il Montepiano Reatino.
Presenti in sala, tra gli altri, i Sindaci ed il Presidente della V
Comunità Montana Saturno Sampalmieri. "Questo protocollo è importante" -
ha detto Fabio Melilli - "È un metodo che ci piace e che utilizzeremo
anche per altri territori, come le zone interne". I finanziamenti
concreti della lista di progetti contenuta in esso si conosceranno però
solo tra "un paio di mesi" - spiega Zaratti - "quando presenteremo un
cronoprogramma". Il Vicepresidente Roberto Giocondi, a scanso di
equivoci, ricorda che in un precedente convegno sul tema a Labbro era
stato specificato "che questo protocollo si sarebbe riferito
esclusivamente a tematiche ambientali, mentre per tutto il resto, come
ad esempio i Cammini di Fede, ci sono altri percorsi". Una precisazione
che però non evita la sottolineatura del Sindaco di Leonessa Alfredo
Rauco e del Presidente della V Comunità Montana che pur "dando atto di
essere ad una ' fase avanzata di un contenitore che la Regione dovrà
riempire" esprimono l'auspicio che "si faccia chiarezza sul Terminillo".
E allora Zaratti risponde, spiega che nel convegno di Labro "c'era un
progetto più ampio" e che 'questo è solo un pezzo di percorso" mentre il
tema del Terminillo "va affrontato seriamente, valutando come farlo
diventare un attrattore, facendo le cose che è possibile fare in un
tempo breve". Rauco di chiarezza non ne rintraccia poi molta e allora
rilancia ricordando che "già 18 mesi fa ci incontrammo e lei garantì di
attivarsi immediatamente" e chiede "quando ci sarà una firma" su un
protocollo ad hoc per il nodo Terminillo. "Quando, ci lavoreremo" chiude
Zaratti, ricordando però "che ci sono norme nazionali, ed europee".
Lorenzetti annuisce e Rauco aspetta ancora.
È siamo sempre lì.( Marco Fuggetta )
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26 Febbraio 2008 |
«Il Terminillo? Bisogna farlo ridiventare quello che era, un
attrattore turistico in grado di garantire sviluppo. Ma al Terminillo
vanno fatte le cose che si possono fare, a cominciare dal ripristino di
una serie di infrastrutture e ragionando in termini di sviluppo
integrato, che coniughi cioè turismo e ambiente». A domanda -
l'ennesima, posta a stretto giro di tavolo dal sindaco di Leonessa
Alfredo Rauco - risponde l'assessore regionale all'Ambiente Filiberto
Zaratti, ieri pomeriggio in Provincia per firmare un protocollo d'intesa
con comuni e comunità montana del Montepiano per una serie di opere da
realizzare nell'area. E quello che non dice lui ad alta voce altri lo
sussurrano a voce più bassa: «A Terminillo si può fare tanto, con Rieti,
Cittareale, Cantalice. Ma non in Vallonina». Meglio allora scendere a
valle, dove dribblando le incursioni di lupi e cinghiali - per i quali
agricoltori e pianaroli chiedono in diretta all'assessore di fare presto
con i rimborsi -«sindaci e amministratori provinciali hanno messo in
campo una positiva capacità di programmazione dal basso - dice il
presidente della Provincia Fabio Melilli - Non siamo più al singolo che
va in Regione a chiedere soldi ma siamo ad un territorio che superando
logiche di campanile e valorizzando i propri punti di forza programma e
chiede attenzione». Nel dettaglio entra il vice presidente Roberto
Giocondi, che da mesi porta avanti il tema del Montepiano e che oggi
presenta un piano di opere pubbliche sottoscritto da 11 comuni (da Rieti
a Montenero passando per Leonessa), la Quinta Comunità Montana e la
Riserva dei Laghi. Due liste di interventi che attengono al solo filone
ambientale. In tema di biodiversità ecco il redivivo parco fluviale del
Velino, un parco attrezzato nel tratto urbano del fiume (350 mila Euro),
la navigabilità del Velino (750 mila Euro), il risanamento del lago di
Ventina (500 mila) e dei laghi Lungo e Ripasottile (500 mila e), la
riqualificazione delle sorgenti di Santa Susanna ( 150 mila), la
valorizzazione del paesaggio agrario e dell'edilizia rurale (500 mila) e
la riqualificazione del quercete di Poggio Bustone (80 mila euro).
Secondo obiettivo, la valorizzazione delle strutture per promuovere la
fruizione dell'ambiente e delle risorse naturali: sotto questa voce
troviamo il circuito del trekking montano del Montepiano (1,5 milioni di
euro), le piste ciclabili, nella Piana (4 milioni di euro), la
sistemazione del parco di Villa Battistini (300 mila e), parchi pubblici
a San Pastore (250 mila e) e Labro (200 mila), itinerari a Colli sul
Velino (150 mila), sistemazione rifugio Monte Tancia (100 mila),
riqualificazione paesaggistica Campo Stella (500 mila e), free climbing
a Grotti di Cittaducale (200 mila), riqualificazione dell'eremo San
Michele di Morrò (100 mila), riqualificazione dell'ex azienda Monte
Secordaro di Montenero (500 mila euro). «Entro due mesi - promette
Zaratti - la Regione farà un cronoprogramma specificando quanti soldi
metterà e quando sulle opere previste in questo protocollo». (ALESSANDRA
LANCIA)
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Paolo Trancassini |
23 febbraio 2008 |
Ho appena letto il
“manifesto” della sinistra arcobaleno sul Terminillo e sono deluso,
stupito e sorpreso.L'ho letto 18 volte, lo meritava, ed ogni lettura mi
convinceva che il Messia finalmente si era rivelato. Tutti sbagliano,
persino i sindacati “caduti nella trappola”, la “destra urla” mentre la
sinistra dispensa sentenze definitive senza proporre ricette.18 volte
l'ho letto e mi sono smarrito di fronte all'arroganza di chi per avere
un po' di visibilità calpesta un paese, la sua voglia di riscatto, ed
oggettive verità tecniche.
Colpiscono i toni ed il
sarcasmo del comunicato della sinistra arcobaleno,anche se a leggere
bene più che un intervento politico sembra un disperato bisogno di
apparire, ad ogni costo, anche quello di mistificare la realtà.18 volte
l'ho letto ed ho scoperto quanto può essere arrogante credere che tutti
quelli che non la pensano come me sbagliano e conseguentemente affermare
che la concertazione con i territori vale solo lì dove questi sposano la
tesi della sinistra.(vedi Tav).No Leonessa non andrà in Africa a cercare
il suo sviluppo lotterà con la sua forza democratica dimostrata sin qui
consapevole della bontà del suo progetto di sviluppo e della sua
fattibilità tecnico-giuridica.
Quando vorrà la
sinistra arcobaleno potrà verificare perché il progetto è oggi
compatibile con le norme nazionali ed europee e quanto sia agevole il
percorso per le modifiche necessarie in sede regionale per la sua
approvazione.
Se lo vorrà noi saremo
sempre pronti. GIA' se lo vorrà.....
All'estensore del
comunicato della sinistra arcobaleno sottolineo che il vento che tira e
la politica del nuovo PD mi spingono a consigliarli, 18 volte, di
muoversi per tempo per conservare dorati ed illogici mandati, sì perché
nemmeno in Tunisia chi ottiene 18 voti di preferenza viene premiato
dalla politica con un dorato commissariamento alla riserva dei laghi.
Paolo Trancassini
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Sinistra Arcobaleno |
22 febbraio 2008 |
Gli impianti non si
possono fare ma, citiamo testualmente "Un progetto serio fatto dentro le
regole in grado di trasformare davvero il Terminillo in una risorsa per
tutti. Noi riteniamo che un simile progetto si possa fare, e magari
dentro di esso possano anche ampliarsi gli impianti esistenti, e se
servirà congiungerli anche con quelli di Leonessa". Quali impianti di
Leonessa ?La Redazione
Il dibattito sulla
questione del Terminillo sta diventando stucchevole e chiarezza e
verità sono state ormai relegate su uno sfondo che ci si ostina a
non voler guardare.Perfino il sindacato è caduto nella trappola di
offrire una penosa occasione in più alla destra per urlare, falsità
di ogni genere. Il cosiddetto progetto di Leonessa non viene
realizzato, semplicemente perché non è realizzabile. Non è una
questione di volontà politiche. Non cozza solo contro le norme
regionali, ma anche contro quelle nazionali e europee. Bisognerà
pure che qualcuno glielo dica al comune di Leonessa che tali norme
valgono anche se Leonessa passasse in Umbria, oppure in Toscana, o
in Sardegna o nel terzo arrondissement di Parigi. Il presidente
della Regione Lorenzetti ed altri esponenti della politica
regionale, lo hanno già fatto ma a quanto pare non c’è peggior sordo
di chi non vuol sentire, oppure si ha il sospetto che la querelle
sia solo strumentale.Per liberarsi di quello che a Leonessa viene
considerato un insopportabile fardello, occorrerebbe trasferire
Leonessa nella provincia di Tunisi o negli Emirati Arabi. Solo
cosi si potrà evitare di rispettare le norme che regolano un Sito di
importanza comunitaria come quello della Vallonina.Non sappiamo se
qualcuno l’ha spiegato agli abitanti di Leonessa, ma quelle norme
varrebbero fino in fondo anche in Umbria dove per altro non solo
rispettano fino in fondo i SIC e le ZPS, come per altro fanno tutti
in Europa, ma li hanno anche individuato delle specifiche zone a
protezione speciale regionale.Pensa davvero Leonessa di poter
realizzare li quello che non è riuscita a realizzare nel Lazio?
Auguri. In Umbria a dire il vero vorremmo andarci in molti anche
perché proprio dal rispetto di quelle norme tanto odiate da
Leonessa che l’Umbria ha costruito la sua fortuna.Vista che si è
fatta una stupidaggine, bisogna trovare anche un colpevole di tutto
questo. La colpa? È della Sinistra che boicotterebbe Leonessa. Non
c’è onestà intellettuale in questo dibattito ma solo un uso
strumentale della vicenda Terminillo per mere questione di
potere.Aldilà di ogni considerazione e di ogni convinzione, viene da
chiedersi se qualcuno ha spiegato ai cittadini di Leonessa che le
forze della Sinistra alla Regione Lazio possono contare su una
decina di consiglieri che potrebbero votare contro a quel progetto.
Il Partito Democratico lo vuole, AN e FI e tutta al destra lo vuole.
Perché non lo si fa allora? Semplicemente perché non si può fare.
Come sosteniamo da sempre e i fatti continuano a darcene ragione.
Questo dibattito ci sta facendo perder e un sacco di tempo. Tempo
utile per pensare invece ad un serio progetto di rilancio del
Terminillo. No ad una banale e incosciente svendita del territorio
ad un privato.E’ quello che chiediamo da sempre. Un progetto
complessivo che possa consentire di far vivere la nostra montagna
per tutto l’anno e non trasformarla in una patetica gardaland dello
sci per qualche settimana di neve in più , per altro destinata
progressivamente a ridursi ulteriormente a causa dei cambiamenti
climatici. Un progetto che veda coinvolte tutte le comunità, e non
passi per la svendita di un parte consistente di questo nostro
straordinario patrimonio a privati.
Un progetto serio fatto dentro le regole in grado di trasformare
davvero il Terminillo in una risorsa per tutti. Noi riteniamo che
un simile progetto si possa fare, e magari dentro di esso possano
anche ampliarsi gli impianti esistenti, e se servirà congiungerli
anche con quelli di Leonessa.Un dibattito serio e non farneticante
come quello che si sta facendo, forse ci porterà a trasformare
Terminillo in una reale risorsa.Noi siamo disponibili a farlo. Lo
siamo oggi come ieri. Restiamo in attesa che questo percorso si
apra. Siamo disposti a dare il nostro contributo in questa direzione
ma per favore parliamo di cose serie e la si smetta di continuare a
prendere in giro i cittadini proponendo loro cose insensate, e
inventando poi dei colpevoli perché queste non si possono
realizzare.
La Sinistra Arcobaleno della provincia di Rieti
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Il Sole 24Ore |
16 febbraio 2008 |
Leonessa vuole andare in Umbria. Un'azione avviata
pochi giorni fa dal consiglio comunale che ha votato all'unanimità la
richiesta di referendum per abbandonare la provincia di Rieti ed essere
"annessi" all'Umbria. A causare la levata di scudi i mancati interventi
della Regione Lazio per sviluppare turisticamente il versante leonessano
del Terminillo. La questione risale al 2001, quando a guidare
l'amministrazione di Leonesssa c'era Paolo Trancassini, oggi capogruppo
di An alla provincia di Rieti. Tutto parte dalla proposta della società
privata ISIC S.p.A. di realizzare in project financing una serie di
impianti sciistici sul versante nord del Terminillo, dove, spiega
Trancassini, "se spari la neve a gennaioo puoi sciare fino a maggio".Il
progetto ha un valore di 50 milioni di Euro e punta a completare
l'offerta sciistica terminillese che attualmente può contare su pochi
impianti aperti. Così il COmune fa partire l'iter burocratico che si
inceppa sui vincoli paesistici. La Giunta Storace modifica i piani
con una deroga ma con Marrazzo viene ripristinata la condizione
iniziale. Da qui la scelta dei leonessani di tentare la strada della
"secessione"; per quanto il consiglio provinciale di Rieti abbia tentato
di dissuaderli , qualche giorno fa con un odg specifico, e un primo stop
sia arrivato da Legambiente Umbria, la cui presidente Alessandra
Paciotto, ha definito il progetto della ISIC "insostenibile" :
"Anche la Regione Umbria è dotata di regole per la tutela ambientale" ;
mentre Enrico Melasecche, consigliere regionale Udc e consigliere
comunale a Terni , ha chiesto al Presidente della Regione Umbria Maria
Rita Lorenzetti in un'interrogazione di "comunicare non solo se vorrà o
meno favorire la richiesta dei leonessani, ma anche se ritenga più
logico l'accorpamento con la Provincia di Terni" piuttosto che con
Perugia. Fermo in regione nel frattempo anche il piano degli interventi
per il paesaggio nel comprensorio del Terminillo presentato dalla
Provincia di Rieti, che, come spiegato dal vicepresidente Roberto
Giocondi "recepisce il progetto di Leonessa ma lo amplia in un'ottica di
sviluppo dell'intero comprensorio". Eppure la volontà politica di far
rinascere il Terminillo non manca, come dimostra l'inclusione di una
scheda specifica nel Progetto Rieti 2015 coordinato dalla Regione. Il
nodo da sciogliere continua ad essere quello dei vincoli : la
localizzazione dei nuovi impianti coinvolge infatti la Zps (Zona di
protezione speciale) Monte Reatini e le aree Sic (Siti di importanza
comunitaria) Bosco Vallonina e Gruppo Monte Terminillo. Una questione
ribadita da Cai,Legambiente e Comitato Difesa Acqua Pubblica, che oltre
a segnalare i danni all'ecosistema provocati "dall'abbattimento della
quarta faggeta più antica d'Europa e dall'innevamento artificiale oltre
all'alto rischio valanghe e frane in quell'area", si interrogano se
"dietro questi progetti non ci siano solo speculazioni edilizie,
considerando che sembra assurdo realizzare nuovi impianti quando ad oggi
le stazioni sciistiche alpine sono in crisi per mancanza di neve" come
spiegato dal responsabile Cai di Rieti Pierino Ratti. Le pressioni
di Leonessa e di altri comuni del comprensorio, tuttavia, sembrano aver
contrubuito a smuovere le acque. A confermarlo Mario Perilli e Anna
Maria Massimi, consiglieri reatini del Pd, presenti con il presidente
della Provincia, Fabio Melilli ad un recente incontro alla Pisana
dedicato al Terminillo. " I tecnici regionali stanno verificando quanto
si può fare per avviare almeno la parte del progetto" ha spiegato
Perilli. "La risposta sul futuro del Terminillo ? Tra pochi giorni".
(di Paola Cuzzocrea)
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www.tuttoggi.info |
16 febbraio 2008 |
Una valutazione senz'altro concreta quella
dell'Onorevole Capotosti che usa anche un linguaggio
esplicito per far intendere la sua soddisfazione
sull'Affaire "Leonessa". Al contrario delle
preoccupazioni ambientali che ieri erano l'argomento di
discussione per Legambiente l'On. Capotosti suggerisce,
per sgomberare il campo, il sempre verde binomio terra
di santi e santini.
"Trovo esaltante la richiesta di Leonessa - spiega
Capotosti - di essere annessa all'Umbria: arricchirebbe
la Valnerina sotto il profilo demografico e,
soprattutto, migliorerebbe la vendibilità dell'offerta
turistica. Gli amministratori dovrebbero prima di tutto
valorizzare ciò che esiste, per poi guardare a fenomeni
accessori: in Umbria, purtroppo, spesso succede il
contrario. Comunque sia è importante chiudere il ciclo
religioso 'S. Giuseppe, S. Rita, S. Benedetto' -
conclude - e poterlo vendere in un unico blocco".
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16 Febbraio 2008 |
Leonessa, sfila anche la voglia di secessione - Il più
nero è il consigliere provinciale di An Paolo Trancassini - «Ma non di
umore, pechè oggi è una bella giornata»- il più istituzionale è il
sindaco Alfredo Rauco, che sfila con la fascia tricolore, ma chi da voce
e volto al corteo di Leonessa è Maria la melona. Fosse per lei sarebbe
venuta dal paese direttamente con gli sci a ribadire il concetto che in
quanto a neve e a montagne i leonessani non sono secondi a nessuno. E'
quel silenzio che volge al "no" sugli impianti in Vallonina che proprio
non piace: e se pure è la Regione che tace, non potendo acconsentire, è
sotto la Provincia che scatta la contestazione. Gli uffici sono deserti
ma il «buffoni-buffoni» è tutto per gli inquilini del Palazzo, che
martedì a avevano respinto un documento presentato da Trancassini in cui
si chiedeva alla Provincia di fare causa comune col paese contro la
Regione; Respinti con perdite l'altra sera, ieri mattina i leonessani si
sono presi la loro rivincita. (A. Lancia)
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16 Febbraio 2008 |
Al Comune di Leonessa la solidarietà della piazza RIETI - Sciopero
generale per una politica di sviluppo sì, ma anche contro una politica
del rinvio e del "non fare" di cui sono stati accusati gli
amministratori locali. A non rimanere immobili sono stati diversi
politici locali che non hanno esitato nel reridersi partecipi del
corteo. Tra questi l'assessore del Comune reatino Costini che ha
espresso massima solidarietà ai manifestanti. "Condivido a pieno lo
sciopero generale. Tragicamente questo si è dimostrato l'unico modo per
dar voce a una provincia che sta morendo. Oggi si stanno mettendo
insieme le rivendicazioni di un territorio che non vede risposte di
nessun genere. Questa - conclude Costini - è la vera sconfitta
della politica". A dare un segnale di unità è stato invece il comune di
Leonessa che ha compostamente sfilato per le vie del centro con sindaco
e assessori in prima fila. Per loro è giunta la solidarietà da parte dei
sindacati che non si sono astenuti dal ringraziarli durante il comizio
come nel caso di Paolucci che ha fatto un appello per non fare il
referendum per uscire dalla Regione Lazio e passare a quella Umbria in
quanto "Rieti e i sindacati riuniti sono con voi per lo sviluppo del
territorio". Tra i manifestanti presente anche il presidente del
Consiglio del comune di Cittaducale Miluzzi che da lavoratore
sindacalista ha espresso "solidarietà per i lavoratori in mobilità, in
cassa integrazione e per gli Lsu che fanno sforzi notevoli per arrivare
a fine mese senza speranze apparenti di miglioramenti". Tra i
manifestanti, nel corteo degli studenti, presenti anche diversi gruppi
appartenenti a schieramenti politici come Controvento e Rinnovazione che
hanno sfilato in modo congiunto per manifestare a favore dei propri
diritti e per sperare in un futuro migliore nella città di Rieti. Sempre
a favore della manifestazione si erano schierati nei giorni scorsi i
consiglieri comunali Stazzi, Rositani ed Emili. Tra gli altri politici
intervenuti presenti anche Tigli, Taddei e Petrangeli. (L. R.)
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www.ilgiornaledirieti.it |
15 febbraio 2008 |
Il gruppo giovanile Rinnovazione, già lista più
votata dell’elezioni del Consiglio dei Giovani, intende rendere nota la
sua partecipazione in qualità di promotore insieme ad altri gruppi
giovanili, allo sciopero generale di oggi, venerdi 15. «In particolare
abbiamo deciso di promuovere un corteo studentesco e universitario che
vedrà il suo concentramento alle 8.30 a Piazza Cavour, per confluire nel
corteo generale e salire in Piazza Vittorio Emanuele».
«A questo corteo parteciperanno insieme componenti
studentesche e giovanili di destra e di sinistra, uniti per una volta a
manifestare per l’interesse generale, di tutti, per lo sviluppo e la
dignità di una Provincia che è stata totalmente abbandonata a se stessa
dal ex Governo Prodi, dall’amministrazione Regionale e che non trova un
megafono acceso e pronto ad urlare nell’amministrazione Provinciale. Una
provincia “sordo-muta” perché da un lato non viene ascoltata da nessuno
e dall’altro chi ci rappresenta e dovrebbe puntare i piedi e alzare la
voce non apre neanche bocca».
«Noi invece abbiamo deciso di urlare venerdi
mattina, di far vedere che i giovani ci sono e sono anche stanchi;
stanchi di far spendere alle loro famiglie 600/700 euro al mese per
studiare fuori, stanchi di tornare a Rieti dopo 5/6 anni di esilio
forzato e non trovare neanche l’ombra di un lavoro, stanchi di una città
ferma culturalmente perché tutte le energie nuove vengono disperse fuori
dal territorio, stanchi delle promesse non mantenute, delle chiacchiere
e delle passerelle dei nostri rappresentanti provinciali e regionali.
Vogliamo risposte e vogliamo fatti! Basta parole, basta giustificazioni,
basta campagne elettorali, basta giochi di potere. La politica deve
tornare ad essere quella con la P maiuscola, quella che sta in mezzo
alla gente, quella che capisce e lotta per le necessità di un popolo e
di un territorio».
«Noi ci saremo questa mattina e il nostro sarà un
contributo aggiuntivo alla protesta dei sindacati. Si perché sarebbe
stato ingiusto e troppo comodo partecipare in maniera passiva allo
sciopero, andare così, solo a far numero. Noi abbiamo scelto di parlare
e mobilitarci da giovani, appoggiando tutti i punti dello sciopero ma
ponendo l’accento sul problema universitario e dei trasporti che è
quello che ci tocca più da vicino. Invitiamo tutti i giovani a
partecipare al corteo domani mattina alle 8.30 a piazza Cavour, per i
collegamenti, per il turismo, per l’università, per la cultura, per il
lavoro, per lo sviluppo, per il futuro, per Rieti».
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15 Febbraio 2008 |
Una decisione della Regione Lazio Pianificazione paesistica: il
piano territoriale è online RIETI - Pianificazione paesistica: il piano
territoriale è online. L'assessore regionale all'Urbanistica e
vicepresidente Massimo Pompili spiega: "Si tratta di un'operazione di
grande trasparenza che ha l'obiettivo di facilitare cittadini e
amministrazioni nell'individuazione delle aree vincolate, il tipo di
paesaggio a cui appartengono e le relative prescrizioni". E' pubblicato
anche su internet sulle pagine della Regione Lazio www.
regione.lazio.it. Online nella sezione urbanistica del sito regionale è
consultabile l'intero piano: la relazione generale, la normativa, la
cartografia, la partecipazione dei cittadini e gli adempimenti dei
Comuni, La ricerca, possibile anche per singolo Comune, consente di
visualizzare 4 tipi di tavole cartografiche: le tavole A che individuano
"i Sistemi ed Ambiti del Paesaggio", le tavole B che indicano i vincoli
"i Beni paesaggistici" e le "Aree agricole identitarie", le tavole C
"Beni dei Patrimoni Naturale e Culturale" e le tavole D "Proposte
comunali di modifica dei PTP vigenti". L'assessorato regionale
all'Urbanistica aveva nei giorni scorsi già inviato il Piano a tutti i
comuni e alle Province per l'affissione presso i loro Albi Pretori.
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14 Febbraio 2008 |
Per Legambiente l'operazione nasconde fini imprenditoriali -
LEONESSA con l'Umbria? Legambiente sente puzza di bruciato:
l'associazione ambientalista punta il dito su «Terminillo Superski», che
sarebbe il vero motivo per cui il Comune sabino vorrebbe separarsi dal
Lazio e annettersi all'Umbria. Risale a pochi giorni fa l'approvazione
del Consiglio di Leonessa di cambiare regione. L'obiettivo del Comune di
Leonessa però, secondo i rappresentanti i Legambiente è il piano che
faciliterebbe la serie di iniziative tese a realizzare il progetto «TerminilloSuperski»:
24 nuovi impianti di risalita, altri 25 km di piste, senza considerare
che a causa dei cambiamenti climatici le precipitazioni nevose sono
sempre meno consistenti. Niente paura, sono previsti anche tre bacini di
ritenuta idrica per l'innevamento artificiale, nuovo sviluppo edilizio e
tutte le conseguenti opere infrastrutturali accessorie. Tutto questo, in
una delle aree di maggior pregio del monte Terminillo. Il giudizio di
Legambiente Umbria, d'accordo con il circolo di Legambiente Bassa
Sabina, è categorico: si tratta di un progetto insostenibile. Sarà
davvero questo progetto ad attivare un percorso virtuoso per l'intera
regione? Legambiente ci tiene a precisare che anche la Regione Umbria è
dotata di regole per la tutela delle sue risorse ambientali e naturali,
del paesaggio e dei luoghi più pregevoli e identitari. In modo ancor più
incisivo Legambiente ricorda che la Direttiva dell'Unione Europea
«Habitat» n. 43 del 1992, prevede che gli Stati dell'Unione Europea, ma
anche e soprattutto gli Enti locali, contribuiscano alla conservazione
della diversità biologica e, in particolare, alla tutela di una Serie
di, habitat (Sic, siti di interesse comunitario e Zps, zone di
protezione speciale), e specie animali e vegetali particolarmente rari
proprio come accade per l'area del Terminillo. «Ci permettiamo di
affermare - dichiara Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente
Umbria - che questa è una visione politica miope e portatrice di un'idea
di sviluppo ormai stantia e superata. Questi atteggiamenti sono frutto
di un malinteso concetto di valorizzazione e salvaguardia. E' grave che
Leonessa considera il territorio umbro come una terra di conquista dove
speculare ai danni dell'ambiente. Non crediamo che questi progetti
porteranno maggiore ricchezza e posti di lavoro al territorio del
Terminillo. Lo sviluppo di un territorio marginale, povero
economicamente, ma ricco di un grande patrimonio naturale, ambientale e
culturale come quello di Leonessa, lo si costruisce attraverso politiche
di gestione, di tutela e di valorizzazione».
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14 Febbraio 2008 |
Domani la mobilitazione Sciopero contro la crisi reatina"-
RIETI - Lavoratori di tutta Rieti, unitevi. "Per una politica di
sviluppo e contro questa politica del rinvio e del non fare"
l'appuntamento è alle ore 8.30 in piazza Mazzini per poi partecipare al
comizio delle 11.30 in piazza Vittorio Emanuele. A 24 ore dalla ma
nifestazione indetta per lo sciopero generale,di Cgil, Cisi e Uil si
tirano le fila per fare il punto della situazione. "La giornata di
venerdì - ha illustrato il segretario della Cgil Di Berardino - dovrà
riaccendere i riflettori e riportare alla luce i problemi irrisolti .da
lunghi anni del nostro territorio. Una situazione ormai in declino per
responsabilità del mondo istituzionale e di quello imprenditoriale che
"hanno taciuto i problemi pregressi". Non una manifestazione quindi di
un solo settore, ma quella generale che va "dal mondo della scuola a
quello bancario passando per il settore dei trasporti fino ad arrivare
al pubblico impiego e alla sanità senza però dimenticare l'edilizia e
l'industria. Dalla: Regione -ha continuato il segretario - volevamo
risposte concrete al malcontento di un intero territorio e invece
abbiamo ottenuto solo indicazioni metodologiche. Il 15 manifesteremo per
una politica di sviluppo, contro questa politica del rinvio e del non
fare partendo dalle priorità per lo sviluppo". Appuntamento quindi perle
8.30; a P.za Mazzini dove confluiranno gli aderenti tranne i lavoratori
dell'Asm e dell'Emmezeta che partiranno con i propri cortei dalle
rispettive sedi lavorative per poi convogliare con i sindacati. A dare
manforte ci saranno anche gli studenti che offriranno un loro contributo
anche al comizio. Per preparare la manifestazione ci sono volute 63
assemblee di categoria ed è stata ben accolta l'adesione della' Ugl e
dell'Ascom che dalla sua ha indetto dalle 11 alle 13 la chiusura delle
serrande, per gli esercizi associati. "Quella del 15 sarà una
manifestazione per lo sviluppo e contro un certo tipo di politica - ha
dichiarato il segretario della Cisi Raccogli - manifestato dal
Presidente della Provincia, dagli onorevoli e dai sindaci del nostro
territorio. A preoccuparmi poi ci sono le annunciate dimissioni di
Melilli che dicendo di volersi candidare al nazionale per garantire
maggiormente il territorio reatino, il che sarebbe giusto, lascia al
tempo stesso un vuoto istituzionale che va a congelare, le politiche
avviate. Il territorio l'avrebbe dovuto garantire con l'esercizio della
sua delega. A dare continuità ci saranno allora i sindacati che saranno
presenti anche con un gazebo, su iniziativa nazionale, per la raccolta
firme per avere meno tasse, più salari e più pensioni. Lo sciopero sarà
di tutti e per tutti". 'A fare il punto sull'adesione degli operatori
della scuola è il segretario organizzativo Uil Scuola Melchiorre che ha
illustrato le criticità del settore rappresentato e l'opera di
sensibilizzazione avviata verso una categoria che solitamente manifesta
a basse percentuali in quanto "erroneamente si ritiene lontana e a se
stante dalle problematiche del territorio". (Leonardo Ranalli)
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14 Febbraio 2008 |
L'annuncio del presidente dela Provincia: resto nell'interesse del
Reatino - Melilli ci ripensa e non si dimette Si tratta per un posto da
assessore in Regione - Clamoroso colpo di scena. Il presidente
della Provincia rinuncia alle politiche - Melilli ci ripensa e non
si dimette Si tratta per un posto da assessore regionale a Mario Perilli.
Pressato da gente comune, sindaci (e dalla famiglia) il presidente della
Provmcia, Melilli, non si dimette più anche se, benché criticato come
metodo, viene ben compreso lo spirito provocatorio dell'atto volto ad
una maggiore attenzione di Roma verso il Reatino. C'è anche una
telefonata del presidente Marrazzo. Ed un incasso c'è stato per il
Reatino: la possibilità che un nostro consigliere (Perilli?) possa far
pane del governo regionale, precisi impegni per la Salaria e per la
definizione delle concessioni per le sorgenti del Peschiera (con i
relativi milionari incassi, per 30 anni, dal Reatino e dalla Provincia).
Critica ai sindacati per la eslusione di Provincia e Comune dallo
sciopero di domani: "Non siamo una controparte ma istituzioni dalla
stessa parte". E poi la dimostrazione chiarificatoria che "la minaccia
delle dimissioni non sono un fatto di Melilli ma un atto volto a favore
dell'intero Reatino e dei suoi problemi". RIETI - II presidente della
Provincia di Rieti e dell'Upi, Fabio Melilli, ha annunciato durante una
conferenza stampa di non volersi dimettere a differenza di quanto ieri
annunciato durante il consiglio provinciale reatino. "Sono arrivate una
serie di telefonate da sindaci, amministratori, gente comune oltre che
dai vertici nazionali del Pd e dal presidente della Regione Lazio, Piero
Marrazzo che mi invitavano a rimanere al mio posto - ha dichiarato
Melilli - ed ho deciso di non dimettermi. Ho chiesto a Marrazzo garanzie
per questo territorio ed ai vertici del partito nelle prossime elezioni
politiche: nel caso di una partita vinta avrei corso per le elezioni, in
caso di una partita aperta abbiamo nel partito uomini e donne che
possono farlo. Io sono fuori definitivamente dalla battaglia del
Parlamento - ha chiarito - oggi penso di poterlo dire". Melilli ha anche
spiegato che nella sua decisione di non dimettersi ha pesato il fatto
che fossero «in fase di concretizzazione nei prossimi giorni vicende
rilevantissime per questo territorio".
RIETI - Non si dimette. Il presidente della Provincia; Fabio Melilli,
nonostante "la provocazione verso Roma rimanga a favore del
Reatino", non si dimette dopo una giornata (e soprattutto una notte
quasi intera) "passata a rispondere alle molte telefonate di amici,
gente comune, amministrarori pubblici e soprattutto da sindaci del
Reatino: tuttì concordi che non mi sarei dovuto dimettere da presidente
della Provincia anche se condividon in pieno i motivi del gesto volto ad
attirare l'attenzione dei centri decisionali romani e della Regione (una
telefonata dallo stesso presidente della Regione, Marrazzo) circa la
necessità di dare una visibilità ed una posizione dignitosa nelle liste
elettorali, ad un Reatino con i suoi mille problemi sociali ed
infrastrutturali". Intervento anche della famiglia: pur riconoscendo il
senso della cosa, "tu hai assunto un impegno con l'elettorato e
l'impegno va mantenuto". Ma, al di là di tutto e delle varie
contraddittorietà metodologiche, la minaccia di rassegnare le dimissioni
a qualcosa e servita agli occhi di Roma: per esempio trovare uno spazio
"alla presenza reatina a livello di governo regionale. Di più Melilli
non dice ma ciò non impedisce il dilagare di "radio retrologia" ed al
botteghino delle scommesse appare maggioritaria la seguente
interpretazione: la possibilità delle dimissioni del consigliere Mario
Perilli (Pd e Ds) che diventerebbe assessore e l'entrata di Vincenzo
Lodovisi (Pd ex Margherita) al suo posto. Fantapolitica? E poi il
richiamo alla Regio- , ne sulla "questione acqua" relativamente alla
concessione per le sorgenti del Peschiera attualmente alla romana Acea:
a parte le concessioni, al Reatino devono essere dati, quale
risarcimento, 8 milioni di euro per 30 anni più 25 milioni alla
Provincia. Ed un richiamo per la Salaria. E poi i sindacati in relazione
allo sciopero generale di domani da dove sono state escluse Provincia e
Comune: "E' un errore grave non considerare dalla loro parte sia me che
il sindaco Emili per ciò che istituzionalmente rappresentiamo e quindi è
fuori luogo la lettura che i sindacati fanno del processo di lotta. E'
grave considerare la politica dall'altra parte e non dalla stessa.
Saranno smentiti dalle nostre realizzazioni". Metodo (molto criticato) a
parte, a qualcosa la "provocazione" di Melilli è servita. Anche a
chiarire che "Non è stato un fatto personale ma per una attenzione di
Roma sul Reatino". atto personale ma per una attenzione di Roma sul
Reatino". (Ajmone Filiberto)
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14 Febbraio 2008 |
Da Zingaretti a Marazzo, dalla moglie Tiziana alla gente: «Non
lasciare la guida della Provincia» Dietro front, Melilli non si dimette
n presidente: «La battaglia per Rieti continua». Perilli verso la Giunta
della Pisana Nicola (Zingaretti, segretario regionale Pd) chiama a
conferenza stampa appena iniziata, il Governatore Marrazzo manda anche
una dichiarazione, «i vertici del Pd, partito del quale siedo in
direzione nazionale» hanno chiamato pure loro «anche se, vi confesso,
che le telefonate che fanno più piacere sono quelle dei sindaci e della
gente comune». Tanti numeri sul display, un solo messaggio: presidente
Melilli non ti dimettere. Ma più convincente di tutti dev'essere stata
la moglie Tiziana: «e l'impegno che hai preso con la gente di Rieti?».
No, Fabio Melilli non si dimette e Sergio Pirozzi, che ci aveva
scommesso, si tiene la sua Murtipla a metano: «la battaglia per avere
attenzione su Rieti continua», ma al momento bastano, oltre alle
telefonate, l'impegno di Zingaretti «perché Rieti abbia spazi giusti» -
evidentemente nelle liste delle Politiche - e, neanche tanto in
subordine, che lo stesso accada in Giunta regionale. Da giorni si
ipotizza un ingresso "risarcitorio" in Giunta di Mario Perilli così da
aprire le porte del consiglio regionale a Vincenzo Lodovisi. E la Sabina
è a posto. Quanto al «posto al sole per Rieti» alle politiche «la
partita è aperta, ma non per me, io sono fuori», precisa Melilli. E'
sarebbero disponibili solo posti dignitosi e, per come è congegnato il
sistema, le chance maggiori le avrebbero le donne. Per questo si parla
di una possibile candidatura di Elena Leonardi, quota femminile nella
disponibilità di Enrico Letta. Più considerazione di cosìi... Intanto
nel centro destra è già tempo di festeggiamenti: lo fa, stasera alla
"Foresta" l'onorevole Guglielmo Rositani infilando con il 70esimo
compleanno e la festa di San Valentino anche la probabile, imminente
ricandidatura al Parlamento (dove è già stato eletto quattro volte,
prima candidatura nel 1968). E' il regalo atteso dalla guest star della
serata, Altero Matteoli, che in questi giorni affianca Fini nella
partita delle candidature. Se così fosse Antonio Cicchetti avrebbe poco
da stare allegro: ma tanto lui alla festa non era invitato comunque.
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14 Febbraio 2008 |
Il Presidente Melilli si dimette per dare risalto ai problemi Una
scelta fatta per sensibilizzare la RegioneLazio sui tanti problemi del
territorio reatino e dintorni - Il presidente della Provincia di Rieti,
Fabio Melilli , ha annunciato di volersi dimettere per attirare
l'attenzione sui problemi del suo territorio. Il presidente, in un
consiglio straordinario dell'assemblea provinciale, ha precisato che
Tutto voglio fare tranne creare difficoltà: ma, se abbassiamo i toni,
rischiamo di non essere ascoltati da Roma. Non rivendichiamo spazi, ma
dignità". " La provincia ha bisogno di una rappresentanza forte, di
contare di più, lo dicono i sindacati. Abbiamo bisogno di dare a questa
provincia delle prospettive certe di crescita. La gente ci chiede di
fare. Abbiamo bisogno di rafforzare lo spirito unitario". "Ad oggi - ha
chiarito - posso dire che sto per compiere un gesto, quello di
dimettermi, che sarà molto probabile, tenendo conto che non ne uscirò
bene. Nelle prossime ore condurrò una battaglia affinchè il territorio
reatino abbia una rappresentanza più forte e questi quindici giorni ci
consentiranno di poter avanzare richieste per la nostra comunità"
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14 Febbraio 2008 |
Elezioni - II presidente della Provincia ha sciolto le
riserve: «Sono fuori dalla battaglia per il Parlamento» Nessuna garanzia
dai vertici del Pd del posto sicuro in lista e tenuta della coalizione a
rischio Melilli non si dimette. «Per Rieti» La richiesta di tanti
sindaci, Ato3, piano rifiuti e Salaria i motivi della rinuncia .
Contrordine. Non si dimette più. Fabio Melilli resta Presidente della
Provincia di Rieti anche "perché c'era il rischio rispetto alla tenuta
della coalizione". Oltre ai pericoli di sfaldamen-to di un
centrosinistra "che a livello nazionale non c'è più" ma che a Palazzo
d'Oltre Velino continua a governare, la decisione è stata presa
soprattutto perché non è arrivata dai vertici nazionali del Pd la
garanzia di un posto sicuro in lista, uno dei primi posti per
intenderci, che avrebbe offerto la chance di "maggiore rappresentanza di
Rieti". Melilli non parla direttamente di posti in lista ma racconta
che, nonostante "non si possa fare con la stessa forza visto che non
sono direttamente in campo", continuerà la "battaglia" chiedendo ai
vertici del Pd "le giuste garanzie per il territorio". Per il momento la
battaglia per ottenere dei posti nella lista del Partito Democratico per
le prossime politiche, dopo i colloqui con il segretario regionale
Nicola Zingaretti, ha ottenuto l'unico risultato di "avere garanzie
importanti a livello di possibilità di elezione". Traducendo dal
politichese si capisce che per il momento le caselle che il Pd è
disposto a concedere ai reatini non sono di primissi-mo ordine ma più
probabil mente intorno a quelle stesse posizioni che impedirono ad altri
di essere eletti nel 2006, cioè quelle intermedie. "Le riflessioni vanno
avanti", ha assicurato il Presidente. Riflessioni e pensieri che
potrebbero coinvolgere anche Mario Perilli e Anna Maria Massimi (che nel
pomeriggio fanno sapere di aver "apprezzato molto la scelta difficile
del presidente Melilli"), "perché le elezioni liberano dei posti in
regione e sono convinto che sarebbe giusto che tutti insieme cercassimo
di aumentare la nostra forza". Altri motivi di questa scelta? Melilli
spiega di essersi reso conto che "la gente non avrebbe capito,
interpretando il gesto in mòdo diverso da quelli che erano i miei
intendimenti. Il sospetto che privilegiavo un posto al sole faceva
pagare un prezzo troppo alto a me, alla coalizione e al Pd". Certo che
comunque anche questo circuito di voci, simili annunci e poi smentite di
dimissioni, al riparo delle critiche non lo metterà di certo. "Capisco
che ci sono elementi che possono essere letti come contraddittori".
Tradotto ancora dal linguaggio della politica: Melilli lo sa bene.(
Marco Fuggetta)
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13 Febbraio 2008 |
RIETI - "E' la certificazione della crisi della identità
politica del centrosinistra": cosi il capogruppo Giovanni Pompei (Prc)
giudica il politicamente anomalo consiglio provinciale in apertura del
quale il presidente Fabio Melilli annuncia la possibilità delle proprie
dimissioni quali "conseguenza degli ostacoli che una candidatura
parlamentare reatina trova negli ambienti nazionali e regionli del
Partito democratico". Per Melilli "se il Pd cresce .è giusto che lo
faccia anche il Reatino" per cui le dimissioni sono un "gesto di
provocazione o di rottura se il Reatino non dovesse avere uri
riconoscimento territoriale m termini di rappresentanza
politico-parlamentare: una rappresentanza forte, per contare di più: lo
chiedono anche i sindacati" precisando come "non è in gioco la camera di
Melilli" ma "l'avvenire di un intero territorio". E Melilli, al di là
degli umori, "valuterà" serenamente "prima di consegnare agli atti le
mie dimissioni". (che potrebbero essere presentate anche oggi con la
'possibilità di essere ritirate "ove la mia provocazione ottenga
l'effetto desiderato"). E fiammifero è stato acceso da una
interrogazione del capogruppo Gianfranco Gatti (Udc) cui hanno aderito i
capigruppo Paolo Trancassini (An) e Michele Pasquale Nicolai (FI),
interrogazione che si è persa nel mare magnum del dibattito
sull'annuncio di Melilli. Sospensione del consiglio, riunione del
centrosinistra che critica Melilli "per aver assunto in solitudine la
decisione della comunicazione ignorando i partiti ed il loro ruolo". Gli
interventi da parte del centrosinistra hanno avuto tutti la stessa cifra
di stupore per non essere stati quantomeno (lo stesso capogruppo del Pd,
Filippo Lucentini, avrebbe appreso delle possibili dimissioni dagli
organi di informazione). Diversa la cifra degli interventi del
centrodestra: a parte l'interrogazione Gatti-Trancassini-Nicolai,
Emanuele Micarelli (An) non fa sconti circa la "crisi interna al
centrosinistra ritenendo le dimissioni di Melilli al di fuori degli
interessi del territorio" mentre Antonio Cicchetti (An), a proposito
degli impegni assunti con il territorio sociale, ricorda quando "nel
2000 Storace voleva candidarmi alle Regionali ma rifiutai per gli
impegni assunti con la città di cui ero sindaco". Ma se il centrodestra
vede nelle dimissioni di Melilli un fatto "personale e non una
provocazione a favore del Reatino", lo stesso Melilli smentisce la
riduttiva interpretazione in quanto "siccome il 33 percento della lista
deve essere riservato alle donne, io stesso proporrò la candidatura
parlamentare di una donna quale presenza del Reatino". Insomma nulla è
ancora definito e tutto ancora possibile anche se i margini positivi per
una candidatura parlamentare risultano essere al quanto ristretti allo
stesso Melilli. Ma, al di là delle "ragioni dei partiti", qualche
simpatica malignità circolava nei corridoi: la meno cattiva : "Questi
fanno finta di arrabbiarsi perché sono consapevoli che, dopo un anno di
commissariamento della Provincia, difficilmente molti saranno rieletti
perché chi li tiene uniti ed in vita è soltanto Melilli". (Ajmone
Filiberto)
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13 Febbraio 2008 |
LEONESSA - Provincia batte Leonessa 13 a 5: dopo una
lunga maratona oratoria (ce n'era abbastanza per salire e scendere dal
Terminillo) dei due documenti votati dal consiglio è passato quello
della maggioranza firmato da Filippo Lucentini (Pd), che se da un lato
«impegna la Giunta Provinciale (cioè se stessa, ndr} ad assicurare lo
sviluppo del comprensorio montano dell'intera provincia e scongiurare
ogni altro eventuale tentativo di disgregare l'assetto territoriale»
nonché «a sollecitare la Regione per un rapido pronunciamento sul
progetto di sviluppo integrato elaborato dalla Provincia» dall'altro
invita il consiglio comunale di Leonessa «a rivedere la propria
posizione». Ovvero, a fare dietro front rispetto al proposito di
chiedere il distacco dal Lazio e l'annessione all'Umbria. Un'iniziativa
«non condivisa» dal consiglio provinciale in quanto «penalizzante per
Leonessa e per la provincia di Rieti». Questa risoluzione, ai voti, ha
avuto la meglio su quella presentata dal consigliere e vice sindaco di
Leonessa Paolo Trancassini (An) che invitava invece il consiglio a
«censurare il comportamento dilatorio della Regione, più attento a
logiche di coalizione che non al rispetto di un territorio e alle sue
legittime e concrete possibilità di sviluppo» e «ad approvare senza
indugio il programma degli interventi sul Terminillo.
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13 Febbraio 2008 |
Leonessa Provincia di Rieti, no alla "secessione" - Il
Consiglio Provinciale ai Rieri ha votato e approvato a maggioranza -
respingendo l'odg proposto dal capogruppo di An Paolo Trancassini sulla
richiesta di referendum per l'aggregazione di Leonessa alla Regione
Umbria - l'ordine del giorno proposto, e condiviso da tutte le forze di
maggioranza, dal capogruppo del Pd Filippo Lucentini. Il testo dell'odg
appena approvato dal Consiglio Provinciale spiega che: «Il Consiglio
Provinciale, preso atto della deliberazione del Comune di Leonessa
relativa alla indizione del referendum per il distacco dalla Regione
Lazio e per il conseguente accorpamento alla Regione Umbria, non
condivide ogni iniziativa tesa a favorire lo smembramento della
provincia di Rieti. Il Consiglio Provinciale valuta tale iniziativa
penalizzante per Leonessa, per la sua cittadinanza, per la provincia di
Rieti e per la popolazione del territorio provinciale. Invita il
Consiglio Comunale di Leonessa a rivedere la propria posizione espressa
nella suddetta deliberazione. Impegna la Giunta Provinciale ad
assicurare lo sviluppo del comprensorio montano dell'intera provincia e
scongiurare ogni altro eventuale tentativo di disgregare l'assetto
territoriale. Impegna, altresì, la Giunta Provinciale a sollecitare al
Regione Lazio per un rapido pronunciamento sul progetto di Reference.
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13 Febbraio 2008 |
Respinta la scissione di Leonessa - Un Consiglio provinciale
fiume quello andato in scena per l'intera giornata di ieri. Mattinata
dedicata alle comunicazioni di Melilli e alla discussione su due
interrogazioni su consulenze e incarichi esterni presentata da Leonardi
(Fi) e sui contributi allo sport da Pirozzi (An). Pomeriggio
monopolizzato dal dibattito sull' odg presentato dal capogruppo di An
Paolo Trancassini in merito al referendum per l'annessione all'Umbria di
Leonessa. "Posso comprendere le ragioni" - ha detto Melilli -"Ciò che
non condivido è che si metta in discussione l'appartenenza alla nostra
provincia di cui Leonessa è parte integrante e sostanziale. I problemi
non si risolvono ruggendo ma confrontandosi e trovando solidarietà che
per quanto mi riguarda la comunità leonessana ha, tutta intera". Dall'
opposizione è stato Cicchetti (An) a sottolineare che "nonostante tutti
si dicono d'accordo" nulla si muove. "Lo stesso Marrazzo si è detto
d'accordo. Ma è possibile fermare un processo di questo tipo per il veto
di due o tre persone? Una componente (i verdi, ndr) che non influisce
neanche sulla maggioranza". Infine Cicchetti ha annunciato "l'intenzione
di andare avanti su questa vicenda fino in fondo anche in Regione". Alla
fine il consiglio ha votato e approvato a maggioranza -respingendo l'odg
proposto da Trancassini - l'ordine del giorno proposto, e condiviso da
tutte le forze di maggioranza, dal capogruppo del Pd Filippo Lucentini.
Hanno espresso voto contrario i consiglieri: Trancassini, Micarelli,
Leonardi, Nicolai e Cicchetti. La maggioranza si è detta contraria
all'accorpamento alla Regione Umbria, perché porterebbe ad uno
smembramento della provincia di Rieti. Il Consiglio ha valutato
L'iniziativa penalizzante per Leonessa, per la sua cittadinanza, per la
provincia di Rieti e per la popolazione del territorio provinciale
invitando il consiglio di Leonessa a «ripensarci». Mar.Fug.
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13 Febbraio 2008 |
LEONESSA parte integrale del Lazio: il presidente della Provincia
di Rieti Fabio Melilli sembra bocciare la volontà dell'amministrazione
del centro sabino di «annettersi» all'Umbria. «Posso comprendere le
ragioni di Leonessa e la sua voglia di determinare migliori condizioni
per il proprio sviluppo -ha detto Melili; - Ciò che non condivido è che
si metta in discussione l'appartenenza alla nostra provincia di cui
Leonessa è parte integrante e sostanziale. I problemi non si risolvono
fuggendo ma confrontandosi e triivando solidarietà che per quanto mi
riguarda la comunità leonessana ha, tutta intera», ha concluso Fabio
Melilli in merito alla discussione, tuttora in corso in Consiglio
Provinciale, sull'esame dell'istanza presentata dal capogruppo di An,
Paolo Trancassini, relativa alla richiesta di referendum per
l'aggregazione di Leonessa alla Regione Umbria.
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13 Febbraio 2008 |
Elezioni II numero uno della Provincia deciderà dopo il consiglio
dei ministri sulla possibilità di revoca delle dimissioni. La Sinistra
Arcobaleno correrà da sola Melilli «appeso» a un decreto -
Lascerebbe per dare rappresentanza al centrosinistra reatino in
Parlamento-Si dimette, non si dimette? Forse si. Ma poi le revoca? Ieri
mattina era partito il totoscommesse a Palazzo d'Oltre Velino sulle
reali intenzioni del Presidente della Provincia in merito alle
dimissioni da presentare per poter ambire alla candidatura in Parlamento
nelle liste del Partito Democratico. E proprio anticipando
un'interrogazione dell'opposizione, il Presidente Fabio Melili! ha
spiegato la situazione. "La nostra provincia ha bisogno di contare di
più" per questo "sto per compiere un gesto, quello di dimettermi dalla
presidenza della Provincia, che sarà molto probabile, tenendo però conto
che non ne uscirò bene". Insomma solo un «annuncio» di dimissioni "che
potrebbero arrivare stasera (ieri sera, ndr) o domani" ma che, qualora i
vertici regionali e nazionali del Pd non accettino la candidatura,
potrebbero essere revocate. "Valuterò, perciò, cosa fare prima di
consegnare agli atti le mie dimissioni". Le comunicazioni del Presidente
dell'Upi aprono la strada al diluvio di commenti. La sinistra radicale
chiede subito la sospensione del consiglio. Da dieci minuti il break
sfiora l'ora e al rientro in aula Giovanni Pompei (Rc) spiega a Melilli
che "l'intervento non convince" aggiungendo che "sarebbe stato più
opportuno preannunciare le sue dimissioni" e che "il Pd si dovrà
assumere la responsabilità di queste decisioni visto che non c'è stato
nessun tavolo di confronto tra i partiti della coalizione". Infine la
promessa: "nell'eventualità delle dimissioni la Sinistra arcobaleno
andrà da sola alle elezioni provinciali". Dai banchi del centrodestra
Cicchetti (An), anch'egli probabile candidato, bacchetta Melilli perché
"nonostante anch' io sia candidabile non mi passa per la testa di fare i
capricci o dire che sono indispensabile". Trancassini (An) parla di
"ambizioni personali" mentre Nicolai (Fi) di "epilogo che però non si
comprende" e infine Lidia Nobili che attacca Melilli accusandolo di
"aver sempre anteposto i suoi interessi a quelli delle istituzioni". La
sensazione generale è che gli ostacoli romani nel Pd per la candidatura
di Melilli siano concreti e che lo stesso Presidente abbia puntato ad
alzare il tiro inviando messaggi a Roma. Ma, contemporaneamente, questa
mossa ha sortito fatalmente l'effetto di evidenziare i nervi scoperti
tra Pd e Sinistra Arcobaleno a Palazzo d'Oltre Velino. Critiche Dai
banchi dell'opposizione accuse di ambizioni e protagonismo .(Marco
Fuggetta)
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13 Febbraio 2008 |
Alta tensione in consiglio provinciale. Cicchetti: «Io
invece non trad