Rassegna Stampa
  
 
 

 

 15 giugno 2008

Nuovo impianto a Campo Stella - Sci, nuovo impianto a Campo Stella Una pista innevata LEONESSA -Il presidente della Provincia, Fabio Melilli, e il sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede la sostituzione dell'impianto di risalita a fune della stazione sciistica di Campo Stella. L'amministrazione comunale concederà al Comune di Leonessa un finanziamento pari a 1,1 milione di euro per 'acquisto dello stesso impianto che andrà a sostituire quello esistente, ormai obsoleto. Il protocollo d'intesa prevede, inoltre, che la Provincia darà tempestivamente incarico tecnico per sviluppare l'offerta turistica di Campo Stella, di concerto con il Comune leonessano, attraverso strumenti di ampliamento del bacino sciistico che verranno sottoposti all'approvazione della Regione Lazio. L'offerta turistica verrà migliorata anche coinvolgendo maggiormente i versanti ricadenti nei comuni di Cantalice e Rieti, nell'ottica di un migliore posizionamento delle strutture già esistenti.

 

Comunicato Stampa Consigliere Provinciale AN Paolo Trancassini  15 giugno 2008

“L'assessore regionale Filiberto Zaratti ha messo fine al progetto di realizzazione del comprensorio  sciistico di Leonessa con una norma che contraddice addirittura quanto deciso dall'ex ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio”. Lo ha dichiarato Paolo Trancassini, capogruppo di Alleanza nazionale alla Provincia di Rieti, illustrando la propria interrogazione sulle misure di conservazione delle Zps dei monti Reatini durante il consiglio provinciale odierno.

            “Nel 2007 – continua Trancassini – un decreto ministeriale ha vietato la costruzione di impianti di risalita all'interno delle zps, prevedendo, però, che fossero fatti salvi i progetti che fossero in corso di approvazione. L'assessore Zaratti, con norma regionale, ha cancellato quella previsione e ha di fatto reso impossibile la costruzione del comprensorio di Leonessa. Non si sono limitati a recepire il decreto, ma sono andati oltre, ampliando le restrizioni. Quello che aggrava ancor di più tale situazione - prosegue - è anche l'atteggiamento dell'assessore Zaratti. Infatti, il giorno prima dell'incontro con i sindaci per discutere le zps ha previsto questa norma senza che noi ne fossimo a conoscenza”. Tutto ciò a dispetto delle assicurazioni avute in precedenza sull'argomento rilasciate dal presidente della Regione, Piero Marrazzo e dai consiglieri regionali, Massimi e Perilli”.

            Le zps hanno ormai perso il loro senso originale, degenerando in previsioni che contraddicono anche la stessa cultura politica dalla quale provengono.

            “La loro perimetrazione è allucinante – spiega il consigliere Trancassini – si è arrivati al paradosso che per attuare le zone a protezione speciale si mette a rischio la costruzione di un impianto eolico nei pressi di Rivodutri. Si parla di potenziamento di energie alternative e poi lo stesso schieramento politico che lo invoca lo rende inattuabile. Con la nuova delibera sulle zps, infatti, è impossibile innalzare gli impianti eolici perché causa di pericolo per la fauna. Inoltre, e questo palesa la mancanza di concertazione con la Regione, prima di elaborare le zps si è disattesa la direttiva Habitat che impone di stilare un quadro conoscitivo delle realtà socio economiche del territorio prima di inserirle nelle zps. Questi studi sono fondamentali per permettere la compatibilità tra attività umane e zps. E questo non è stato fatto”. Tra l'altro la delibera vieta l'eliminazione di siepi e filari, la pratica dello spietramento, l'arrampicata sportiva e l'utilizzo di sommità, pareti e scarpate. Addirittura si fa divieto di avvicinarsi a una distanza inferiore ai 500 metri a pareti e scarpate.

 

  15 giugno 2008

La Provincia ha stanziato un milione e centomila euro. La seggiovia sarà sostituita Nuovo impianto per Campo Stella Leonessa Previsto anche l'ampliamento del bacino sciistico per attrarre turisti . In attesa di una svolta per il megaprogetto sciistico sul versante Nord del Terminillo, Leonessa porta a casa «nuovi» impianti per Campo Stella. Infatti il presidente della Provincia Fabio Melilli e il sindaco della cittadina dalla bandiera arancione Alfredo Rauco, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede la sostituzione del vecchio impianto di risalita a fune del comprensorio di Campo Stella giunto ormai al termine del proprio ciclo vitale. Per la sostituzione dell'impianto il Comune di Leonessa riceverà da Palazzo d'Oltre Velino un finanziamento pari a 1 milione e 1OOmila euro. Inoltre nel protocollo è previsto l'affidamento di un incarico tecnico al fine di sviluppare l'offerta turistica del comprensorio attraverso strumenti di ampliamento del bacino sciistico che verranno sottoposti all'attenzione della Regione.Una decisione che tenta di soddisfare sia le richieste del Comune - che aveva proposto la sostituzione dell'impianto obsoleto con uno nuovo - sia del Comitato Campo Stella che aveva auspicato un «progetto di sviluppo più generale». Soddisfatto il sindaco Rauco che, oltre a ringraziare Melilli, sottolinea «l'importanza vitale di questo finanziamento per Leonessa visti i tempi, ristretti in previsione dall'apertura della prossima stagione sciistica. Ora dovremo espletare in fretta tutti gli atti per procedere all'acquisto, al posizionamento e al collaudo dell'impianto così da essere pronti per l'inverno». Marco Fuggetta
 

  15 giugno 2008

Stanziati da Palazzo d'Oltre Velino i fondi per il rinnovamento del sito sciistico - LEONESSA, firmato il protocollo per lo sviluppo e l'ampliamento dell'offerta turistica di Campo Stella. Il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli e il sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede la sostituzione dell'impianto di risalita a fune della stazione sciistica di Campo Stella. La Provincia concederà al Comune di Leonessa un finanziamento pari a 1,1 milioni di euro per l'acquisto dello stesso impianto che andrà a sostituire quello esistente ormai obsoleto. La Provincia darà tempestivamente incarico tecnico per sviluppare l'offerta turistica di Campo Stella, di concerto con il Comune di Leonessa, attraverso strumenti di ampliamento del bacino sciistico che verranno sottoposti all'approvazione della Regione Lazio. L'offerta turistica verrà migliorata anche coinvolgendo maggiormente i versanti ricadenti nei comuni di Cantalice e Rieti nell'ottica di un migliore posizionamento delle strutture già esistenti.

 

 29 maggio 2008

Leonessa. Annullata la sentenza di Rieti Discarica di Valle Foglia, Trancassini e Rauco assolti in Corte d'Appello In primo grado, a Rieti, la sentenza era stata pesante: il sindaco e l'ex sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco e Paolo Trancassini erano stati condannati a 7 mesi e 10 giorni di arresto oltre a 35mila euro di ammenda (Rauco) e a 5 mesi e 10 giorni di arresto nonché a 25mila euro di ammenda (Trancassini), accusati di danneggiamento ambientale e violazione della legge sullo smaltimento dei rifiuti. Ieri la Corte d'Appello ha ribaltato quella sentenza del 6 giugno dello scorso anno e ha assolto i due imputati "perché il fatto non sussiste", così come aveva chiesto anche la procura generale. Di quel processo, l'unica condanna resta perciò quella riportata da Giandomenico Rosati, responsabile della cooperativa che curava il trasferimento dei rifiuti nella discarica, condannato a 4 mesi di arresto e a 1721 euro di ammenda, sentenza contro la quale l'imputato non aveva proposto appello. Il colpo di spugna dei giudici di secondo grado ha chiuso quindi una vicenda che non poche polemiche aveva suscitato a Leonessa e legata alla discarica di Valle Foglia, dove 11 Comune aveva autorizzato il trasferimento dei rifiuti solidi urbani, e rimasta in funzione da venticinque anni. A dare il via alla fase giudiziaria furono invece, nel 2004, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico, dopo un esposto presentato dal Comune di Monteleone di Spoleto in seguito all'inquinamento del torrente Vorga, un corso d'acqua che parte dal territorio leonessano per finire in quello umbro dove i. liquami provenienti dalla discarica abusiva, una volta trasportati a valle, finivano infatti per disperdersi nei terreni. L'inchiesta accertò comunque che Valle Foglia non godeva di alcuna autorizzazione da parte della Regione e neppure il depuratore che il Comune aveva fatto costruire, era in grado di filtrare i residui. 'ó Per Trancassini e Rauco, difesi dall'avvocato lerardi di Roma, "La sentenza rende giustizia al nostro operato di sin-daci, perché non c'è mai stata da parte nostra la volontà di perseguire attività illegali, ma solo quella di garantire il servizio di raccolta".                                                      M.Cav. ("Il Messaggero" 29 maggio 2008).

 

Provincia di Rieti   28  Maggio 2008

L’assessorato alle infrastrutture della Provincia di Rieti rende noto che ha sollecitato la Regione Lazio affinché acquisisca da parte dell’Anas la necessaria autorizzazione per l’intervento sulla strada regionale 521 (Rieti, Morro Leonessa). Il Dipartimento del territorio della Regione, ha nel frattempo chiesto autorizzazione all’Anas per intervenire ad eliminare delle viziosità planimetriche del fondo stradale. <<Grazie all’interessamento del consigliere Regionale Anna Maria Massimi – dichiara l’Assessore alle infrastrutture della Provincia di Rieti Rufino Battisti – stiamo verificando la possibilità di ottenere un finanziamento straordinario che ci consentirà di mettere in sicurezza un tratto di strada, che soprattutto nel periodo invernale, non assicura una percorribilità agevole e che è importante per il collegamento tra il capoluogo e Leonessa. La Provincia porrà la massima attenzione sugli sviluppi dell’iter procedurale tra Anas e Regione Lazio

 

  23 Maggio 2008

LA SABINA è un luogo di grande, fascinosa, ancora in gran parte intatta bellezza, tutta da visitare. Per una gita nella quiete e nella natura, Leonessa, adagiata su un altopiano circondato dalle montagne è una sosta a tutto tondo. Il borgo è quieto sereno, con antiche case, chiese tutte da scoprire e una bella fontana farnesiana . La sosta golosa è in un piccolo ristorante proprio sulla via principale, autentico avamposto di cucina "doc". Al Leond'Oro (Corso San Giuseppe 120 - tel. 0746.923320). L'ambiente è raccolto, la brace garantisce genuinità di cotture delle ottime carni locali, mentre l'esordio è affidato a ottimi crostini e salumi. Tutto da godere il capitolo primi: gnocchi in vati modi, ma sempre preparati con le saporite patate di Leonessa, buone paste di casa, e ottima polenta. A seguire oltre le carni dell'altipiano alla brace (i golosi non manchino una sosta alla Macelleria Nicoli, sempre in corso San Giuseppe al n.111, con abbacchi, castrati, vitellone, tutti animali allevati allo stato semi-brado in montagna), prima di concludere con dolci di antica golosità, dalle crostate con frutta selvatica, a una riuscita combinazione di ricotta e miele. Ancora, per restare al formaggio, da non perdere un passaggio nella vicina frazione di Albaneto da Domenico Stocchi (tel.0746925056), un autentico guru della qualità, oltre che promotore del Festival della Transumanza, che si tiene ogni agosto sul Terminello. Impedibili la sua ricotta, ma anche gli squisiti pecorini affinati in grotta e in cantina.
Insomma una bella occasione per conoscere Leonessa e organizzare una visita per fine giugno a San Pietro, quando si disputerà lo storico Palio del Velluto, una scenografica festa di piazza, col coinvolgimento di tutta la città e i suoi sestieri.


giacomo.dente@ilmessaggero.it
 

 

  8 Maggio 2008

Campo Stella a rischio chiusura - Ieri l'incontro tra il Comune di Leonessa e i gestori degli impianti. Nulla di certo per gli impianti di Campo Stella dopo il primo incontro sul futuro delle strutture leonessane tenutosi ieri in Provincia. Le opzioni sul tavolo sembrerebbero essere due. La prima fornita dal Comune, proprietario degli impianti, che propone l'acquisto di una struttura del costo di circa un milione e mezzo di euro da riposizionare sul comprensorio al fine di scongiurare la chiusura degli impianti che avverrebbe a fine anno a causa del termine del cicio vitale degli stessi. La seconda e invece la proposta dal Comitato CampoStella che preferirebbe puntare da subito su un «progetto di sviluppo più generale. Questo comporterebbe però un allungamento dei tempi in quanto bisognerebbe prima trovare i fondi, intorno ai 7 milioni di euro, poi effettuare i lavori ed inevitabilmente alla fine dell'anno Campo Stella chiuderebbe. «Per noi e meglio chiudere un anno avendo garanzie però di una ristrutturazione complessiva» commenta Felici del Comitato, mentre gli amministratori leonessani con Trancassini si dicono «contenti che finalmente gli imprenditori di Leonessa si interessino di questi problemi». In attesa di sviluppi, secondo quanto riferito da Felici, il Presidente provinciale Fabio Melilli dovrebbe sondare il campo in Regione per sapere se una parte dei 2 milioni di euro annunciati qualche mese fa dalla Pisana per le stazioni sciistiche regionali possa essere a disposizione di Campo Stella. (Marco Fuggetta )

 

  6  Maggio 2008

Leonessa insiste: "Meglio l'Umbria" -   Rallenta il cammino di Leonessa verso la tanto sognata Umbria.Ieri doveva essere il gran giorno del deposito degli atti per richiedere il referendum presso la Corte di Cassazione, invece 1'appuntamento slitterà  di qualche settimana. Il Comune,messo al corrente di un probabile vizio di forma contenuto nella delibera del Consiglio comunale che ha data il via libera all'iter,ha deciso di aspettare. "Un rischio - spiega il sindaco Alfredo Rauco - era quello di vedersi bocciare1'istanza solo per una formalita".La formalità di cui parla il primo cittadino e legata alla  tempistica con la quale e stata messa ai voti la delibera. Insomma non sareb-bero stati rispettati tutti i passaggi che la legge impone. Risultato?, L'amministrazione comunale, dopo il confronto in Cassazione e un consulto con il proprio legale, ha deciso di aspettare ancora un po' e di riportare la delibera, questa volta redatta nella forma corretta, in consiglio comunale. "Ma - avverte e precisa Rauco - nessuno si illuda, non torneremo indietro. Prima possibile la delibera tornerà in Consiglio, poi prenderemo un nuovo appuntamento in Cassazione per depositare tutti gli atti. I leonessani vogliono il referendum e referendum sarà". La discussione della delibera "corretta" potrebbe essere fissata entro maggio e per l'estate 1'amministrazione vuole tornare a Roma con tutte le carte in regola. A quel punto dipenderà dalla Cassazione: se si pronuncerà in fretta forse si potrà votare a novembre altrimenti si arrivera (più probabile) alla primavera del 2009. Sulle ragioni che hanno portato Leonessa a chiedere un referendum per lasciare Rieti il sindaco Rauco appare più convinto di due mesi fa quando venne votatala delibera del Consiglio. "Da allora - dice il primo cittadino - non abbiamo riceyuto  nemmeno una telefonata dagli uomini politici della Regione. Fanno eccezio-ne solo i consiglieri Anna Maria Massimi e Mario Perilli con cui ho avuto un incontro e che si erano impegnati a prendere in esame le nostre richieste. Ma da allora nulla. Anzi, qualcuno ci ha fatto sapere che gli impianti sulla Vallonina non si possono fare". (Paolo Di Basilio)

  6 Maggio 2008

A Leonessa progetto del comitato -  "Campo Stella" al bivio:  nuova vita all' impianto di sci oppure la chiusura diventa inevitabile. Nuovo sviluppo, almeno sulla carta, per gli impianti sciistici di Leonessa. Sabato scorso il"Comitato impianti Campo Stella" ha presentato a turisti e residenti il piano di ristrutturazione del comprensorio sciistico di "Campo Stella", situato sul versante nord del Terminillo. Il progetto, cosi come il comitato, e nato dall'esigenza di dare nuova vita a un impianto che sia per la vetustà, che lo rende ormai prossimo alla chiusura totale, sia per le ridotte dimensioni, necessita ormai inderogabilmente di una globale ristrutturazione. L'idea è quella di riallocare per quanto possibile gli impianti sui percorsi esistenti e, solo dove necessario, intervenire con qualche piccola modifica che inciderà solo marginalmente sull'ambiente. II progetto,che .non è sostitutivo di quello presentato a suo tempo dalla società  Isic che riguarda il versante nord della Vallonina ed è ad oggi al vaglio della Regione Lazio, tende ad integrare le realtà esistenti di Campo Stella e del Terminillo sposandosi con il progetto di collegamento redatto e finananziato dalla Provincia di Rieti. Soddisfazione per il progetto è stata espressa dal presidente del Comitato, Rauco Massimo, e da tutto il direttivo per il risultato ottenuto nei pochi mesi di vita. Il comitato si augura ora una collaborazione concreta tra le istituzioni interessate, primo fra tutti il Comune di  Leonessa proprietario degli impianti, affinchè in breve tempo si possa giungere ad un comprensorio che funga da traino per il turismo invernale e per 1'economia della zona. «Essenziale - spiega Rauco - è non lasciarci sfuggire le opportunità di finanziamcnto dell'opera attingendo sia alla dichiarata disponibilità della Regione Lazio e della Provincia di Rieti che dai finanziamenti europei specificamente previsti». Alia fine della presentazione pubblica del progetto sono state ricordate le prossi me scadenze nel calendario del comitato: 1'incontro di lavoro tra Regione Provincia e Comune di Leonessa che si terra domani in Provincia proprio per parlare di questo progetto ed il prossimo sopralluogo da parte della società Ccm che, su invito del comitato, verrà gratuitamente a Leonessa per effettuare un sopralluogo utile adottenere consigli sull'ottimizzazione delle risorse e lo sfruttamento delle potenzialità che la zona offre. Il tutto sempre con 1'occhio attento a minimizzare 1'impatto ambientale in una zona di pregio come quella del versante nord del Terminillo. A seguire si sono tenute le elezioni del direttivo e i partecipanti al comitato hanno eletto Massimo Rauco, Mario Felici, Danilo Rauco, Pierluigi Coppari, Massimo Pettinelli, Giuseppe Rauco, Giancarlo Falconi, GetullioVesperini, Giovanni Lucci Cordisco e Valter Di Valerio.

 

Franco Bonelli  4 Aprile 2008

Riceviamo dal nostro Capo Redattore  e volentieri pubblichiamo.

La Redazione

Spett.le Redazione,

recentemente nella rassegna stampa del sito è stato riportato il testo di un articolo da me originariamente scritto per il periodico RM Borbona. (Qui l'articolo)

Nell’articolo riportavo alcune considerazioni sulla vicenda dell’arcinoto progetto per l’ampliamento del bacino sciistico leonessano.

Certamente non potevo immaginare che il solo citare l’inerzia decisionale delle amministrazioni provinciale e regionale e,soprattutto, l’esprimere un plauso per la straordinaria prova di unità cittadina che la maggioranza e la minoranza dell’amministrazione comunale hanno di recente dimostrato , potesse farmi diventare oggetto di una missiva che è difficile non definire intimidatoria e,direbbe qualcuno, di marca prettamente “fascista”.

Non c’è stata infatti una pubblica replica sulla stampa, ma ho ricevuto al mio domicilio di Roma una lunga missiva contenente un “invito” pressante  a non occuparmi delle cose leonessane , invito ovviamente anonimo, a meno che non si voglia definire firma la scritta apposta in calce, in rigoroso  carattere stampatello , che recita “Innamorati della nostra città”.

Preferisco non inoltrarvi il testo della missiva che potrebbe anche essere il frutto di un momento di follia d’amore non certo indirizzato a  Leonessa!

A volte la politica si esprime con questi metodi, ma mi auguro che almeno le giovani generazioni riescano a distinguere la differenza tra opinioni legittimamente divergenti e minacciosa faziosità!

Grazie per l’ospitalità e buon lavoro!

Franco Bonelli

 

27 Marzo 2008

DITE LA VOSTRA «Con l'Umbria per scuotere l'indolenza del Reatino» Una delle nostre cittadine più caratteristiche e dotate dalla natura. Leonessa, si sente abbandonata dalla Provincia e ha già deliberato un referendum per aggregarsi all'Umbria. La Provincia è naturalmente contraria, sbagliando come al solito, perché potrebbe approfittare dell'occasione per trasferirsi anch'essa, armi e bagagli, visto che è trascurata e quasi ignorata, tranne in periodo elettorale, dalla Regione. Non è una provocazione ma la constatazione di una dura realtà, poiché da qualche lustro è iniziato il nostro declino che sta scivolando inesorabilmente verso la recessione. Molti comuni sono a rischio d'estinzione, Rieti la stanno depredando di tutto e contiamo ben poco nel Lazio. L'Umbria, che ha solo due province, forse ci valuterebbe molto di più, ci scuoterebbe dall'indolenza e probabilmente ci doterebbe delle oniriche infrastrutture. strade e ferrovia, indispensabili per un rilancio. Sarebbe un ritorno alle origini perché fino al 1927 la Sabina era provincia di Perugia e la zona confinante dell'Umbria, tra Norcia e Spoleto, è stata popolata dai Sabini. Prima o poi Roma vorrà allargarsi nell'area metropolitana perlomeno fino a Fara Sabina, a est qualcuno vuole passare alle Marche e qualche altro si sente abruzzese: c'è pericolo di uno smembramento della nostra Sabina, stavolta senza ritorno. Insomma sarebbe una secessione da prendere in seria considerazione se non fosse che, per la nostra critica situazione, o piuttosto improbabile che l'Umbria ci accolga. Certo, scelte ed errori madornali ne sono stati fatti tanti: se con tutti quei miliardi sprecati per la galleria Colle Giardino, si ammodernava la Salaria da Rieti a Passo Corese e se il Nucleo industriale...Ma sarebbe un discorso troppo lungo. Forse se ne riparlerà. (Roberto Civetti)

 

Paolo Tancassini (An)  20 Marzo 2008

                                                                              Al Presidente della Giunta        Dott. Fabio Melilli 

                                                                              Al Presidente del Consiglio       Dott. Giosuè Calabrese

                                                                              Al Presidente  VII Commissione    Cons. Paolo Camici

                                                                               All'Assessore  Giacomo Marchioni

                                                                                                                           S E D E 

                                                               p.c.         Al Presidente della Regione Lazio

                                                                              Dott. Piero Marrazzo  

                                                                             Al Consigliere Regionale Mario Perilli      Al Consigliere Regionale Anna Maria Massimi    Al Consigliere Regionale Antonio Cicchetti

                                                                              Ai Sig.ri Sindaci di :

                                                                             Cantalice    Castel S.Angelo  Cittaducale     Leonessa         Micigliano      Morro Reatino      Poggio Bustone   Rivodutri                                                                    

                                                                              LORO SEDI

                                                                             Organi d'Informazione

 Facendo seguito alla riunione tenutasi in Provincia ieri, 19 marzo 2008, relativa al piano di gestione Provinciale dei SIC e ZPS, nella quale tra l'altro abbiamo appreso della proposta di disincentivare l'escursione a piedi nelle nostre montagne per non disturbare il picchio dal dorso bianco,  ribadisco l'esigenza di convocare,  con cortese urgenza, l'apposita commissione al fine di adottare, insieme ai Sindaci interessati, un documento nel quale chiedere alla Regione Lazio ed al Ministro dell'Ambiente, di rivedere tutta la recente normativa ambientale che penalizza pesantemente il nostro territorio.       

                                                                                           Il Capogruppo di A.N.

                                                                                       Consigliere Paolo Trancassini

 

 13 Marzo 2008

Il  "No" dell'assessore regionale Zaratti agli impianti di sci in Vallonina raggiunge Paolo Trancassini a Cortina dov'è in settimana bianca. «La faccio semplice, come me l'ha messa mia figlia Alice: perché qui fare nuovi impianti, costruire nuove baite e rifugi è possibile e da noi no?». Perché le leggi che reggono vincoli e tutela ambientale non lo consentono: «Io non credo che sia così - dice il vicesindaco di Leonessa e capogruppo di An in Provincia - io credo che i veri vincoli siano politici e leghino il presidente Melilli e il suo vice Giocondi, che pure avevano fatto loro il nostro progetto per la Vallonina, a fare un discorso più di coalizione che non di territorio. Altrimenti non mi spiego le rassicurazioni di Marrazzo e dei consiglieri regionali Perilli e Massimi. Sia chiara una cosa: se tramonta il discorso degli impianti lo stesso accadrà con il parco. E se fin qui a protestare siamo andati a Roma con gli sci e i battipista, ora ci andremo con gli allevatori e i loro animali». In Regione sono avvisati.

 12 Marzo 2008

 L'assessore Zaratti boccia i piani di sfruttamento sponsorizzati dal Comune di Leonessa e dalla Provincia - Vallonina senza sci, lo dice la Regione - Porte aperte invece allo scavalco tra i due versanti e alle piste di Cantalice - Insieme alla nevicata attesa per Natale ma buona anche per Pasqua, al Terminillo sembra arrivata la parola fine ai piani di sfruttamento sciistico della Vallonina, sponsorizzati dal Comune di Leonessa e fatti propri dalla Provincia. A ripetere ancora lunedì sera «che quell'operazione lassù non si può fare e non perché i Verdi o la Sinistra arcobaleno direbbero di no ma perché è la legge, nazionale e comunitaria, a vietarlo» è stato l'assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti. «Semmai - ha detto Zaratti - aspetto di poter condividere con gli enti locali e con i privati che vorranno farlo, proposte di cose concrete da fare e da fare subito: ne abbiamo già discusso in incontri operativi con la Provincia, nella finanziaria regionale c'è un finanziamento di 3 milioni di euro che aspetta solo di essere utilizzato. E quando dico cose concrete non mi riferisco a semplici bonifiche di vecchi impianti, pure necessarie. Lo scavalco tra i due versanti, impegnativo sotto molti punti di vista, è tra queste cose concrete che si può fare. Le piste su Cantalice pure». Avviarsi su questa strada significa mandare in archivio il Terminillo Supersky, presentato alla Regione dalla Provincia nel giugno 2006? Zaratti non lo dice ma lo lascia intendere. -Al contrario in Provincia pure essendosi finalmente messi al lavoro su una serie di "opere cantierabili" (tra queste anche il rilancio degli impianti leonessani di Campostella e soprattutto il restyling della Cardito Nord, uno degli impianti più importanti del Terminillo, chiuso ormai da due stagioni) nessuno mette la faccia e la firma sotto l'archiviazione del "faldone Vallonina". «E perché mai? - dice il presidente Fabio Melilli - mentre lavoriamo sulle opere che possono essere fatte presto continuiamo a insistere su procedure assai più complesse come lo sono quelle che investono zone tutelate come sic: prima o poi ci arriveremo. Di mettere una parola fine proprio non me la sento». Nemmeno di fronte alla constatazione dell'assessore regionale che quegli interventi proprio non si possono fare? «Non c'è niente che non si possa fare: se ci sono norme che ostacolano certi processi si può vedere come superarle». Leonessa, insomma, porti pazienza. Viceversa dev'essere per davvero tornato nel cassetto il progetto di fare un Consorzio tra i comuni del Terminillo almeno per cominciare a gestire in forma associata un po' di servizi pubblici. Lanciata dal sindaco di Cittaducale Falcone d'intesa con l'assessore comunale reatino Costini, è sparita da agende e discussioni. Pronta ad essere rispolverata magari la prossima stagione. ( ALESSANDRA LANCIA )

RM  Marzo 2008

Leonessa, una città offesa...

Una pagina storica quella scritta da Leonessa mercoledì 30 gennaio 2008!

Il Consiglio Comunale ha deliberato all’unanimità l’indizione del referendum popolare per il distacco dal Lazio e la conseguente annessione all’Umbria.

Certo,in un periodo nel quale la politica nazionale mostra uno spettacolo a dir poco squallido,Leonessa ed i suoi rappresentanti politici hanno offerto una eccezionale immagine di unità che traguarda esclusivamente l’ obiettivo di sviluppo del nostro altipiano. Complimenti quindi alla tenacia di un Sindaco, Alfredo Rauco, che,insieme ad una maggioranza coesa ed ad una minoranza libera dai condizionamenti di schieramento,sta combattendo una battaglia di grande efficacia e ciò non solo per ottenere le autorizzazioni allo sviluppo della propria montagna,ma per riaffermare il diritto dell’uomo a governare il territorio in cui vive.

Ripercorrere la storia di questa vicenda serve a comprendere come funziona la politica in Italia e la provincia di Rieti e la Regione Lazio non fanno purtroppo eccezione.

Quando infatti Leonessa nei mesi passati  espresse l’intenzione di cambiare regione ci si poteva aspettare che qualcuno dei rappresentanti provinciali o regionali mostrasse una sia pur minima reazione. E ciò sarebbe stato politicamente ed economicamente saggio. Leonessa infatti rappresenta il fiore all’occhiello del turismo reatino.La sua storia, le sue bellezze artistiche,il suo vivacissimo mercato immobiliare,le sue manifestazioni di rilevanza nazionale,la sua peculiarità dal punto di vista religioso rischiano di andarsene dal Lazio?

Cosa fanno la Provincia e la Regione per evitare tutto questo?

Nulla perché le alchimie politiche hanno tolto qualsiasi capacità di manovra e di iniziativa a questi elefanti amministrativi. D’altronde nel corso di un recente contradditorio radiofonico con il consigliere provinciale Trancassini il Presidente Marrazzo aveva condiviso le motivazioni della protesta leonessana confessando di essere “impantanato” in condizionamenti di natura politica mentre ,a valle della decisione leonessana, ci sono state alcune dichiarazioni politiche tradizionalmente vacue :  Anna Maria Massimi, consigliere regionale del Pd e originaria di Leonessa “questa è chiaramente una sfida posta dal consiglio comunale” (mah!!) e ancora Mario Perilli,consigliere regionale Pd, “Non so se in Umbria conoscano o meno questa volontà di Leonessa. Ho avuto modo di dire al Sindaco di Leonessa di seguitare a lavorare per un progetto di rilancio del comprensorio del Terminillo affinché possa essere approvato dalla Regione Lazio”(un po’ poco dopo anni di attesa!).

Tutto questo alla faccia dell’interesse delle nostre popolazioni!

Il ruggito di Leonessa,come ha definito la vicenda il quotidiano Libero,è la giusta reazione di una città offesa,ma orgogliosamente unita!

Franco Bonelli                 (Torna da capo)

MONDO SABINO  26 Febbraio 2008

Alla fine di gennaio è stata approvata ad unanimità dal consiglio comunale di Leonessa, la richiesta di un referendum per lasciare la provincia di Rieti, e quindi il Lazio, e passare alla regione Umbria. Questa forte iniziativa era stata annunciata dall'ex sindaco Trancassini, dopo la mancata approvazione dell'emendamento  sulla modifica della legge regionale sui piani paesistici, ritenuto dall'esponente di An fondamentale per avviare il progetto per la costruzione degli impianti sciistici Leonessa-Terminillo; naturalmente questa vicenda ha provocato una lunga querelle di dichairazioni. "I cittadini di Leonessa" ha sostenuto Marrazzo, governatore del Lazio, "devono rimanere laziali e io mi impegno affinchè riescano   a percepire l'attenzione cha la Regione ha nei loro confronti". Il sindaco Alfredo Rauco ammette che "è stata una decisione sofferta e dolorosa, scaturita da una serie di episodi negativi da parte della Provincia di Rieti e della Regione Lazio, che ci hanno fatto capire che non ci sopportano; siamo stati abbandonati sulla viabilità, sulla sanità e soprattutto sulla nostra iniziativa di realizzazione di impianti di risalita che può rilanciare l'economia non solo di Leonessa, ma di tutta la provincia di Rieti. La popolazione è tutta con noi, i cittadini ci sostengono". Da sottolineare, in effetti la compattezza del consiglio comunale su questo provvedimento. Il capogruppo di opposizione Boccanera:" Non possiamo non condividere l'importanza dell'evento, che avevo già proposto nel 1997. Sia chiaro, che questo non deve essere un discorso pre-elettorale perchè parliamo di un problema reale e serio, e non di destra o di sinistra". Non è dello stesso parere  il vice presidente provinciale Giocondi, che ritiene questa, una azione prettamente politica orchestrata da An. "E' scorretto buttarla in politica" risponde Rauco a Giocondi, "sono due anni che lavoriamo su questo progetto; mi dispiace, la sera del voto io sono stato in attesa di almeno una telefonata anche dall'ultimo portaborse della Regione...qui la popolazione è stremata". Ha preso decisamente a cuore la faccenda di Leonessa, il capogruppo alla Regione dei Socialisti Riformisti Rubilotta, che precisa "non servono le parole di Marrazzo, ma i fatti: occorre rivedere la perimetrazione della zona Zps e Sic e cancellare la norma di divieto alla sciovia di Leonessa". Questa impostazione sembra approvata anche dagli esponenti sindacali : per Pescetelli (Cisl) " vanno chiariti i vincoli esistenti", mentre Di Berardino (Cgil) suggerisce che "il problema si risolve combattendo, e non scappando, ma a questo punto la Regione deve venire subito quello che si può fare sul Terminillo". I consiglieri Massimi e Perilli all'accusa di "latitanza della Regione" sostenuta da Costini replicano: "Noi rispondiamo con atti concreti. Siamo impegnati in queste settimane ad incontrare gli amministratori del territorio provinciale. Ribadiamo l'assoluta attenzione al Terminillo, come a tutte le aree della nostra provincia che hanno bisogno di interventi mirati ", aggiungendo: "Cosa avrebbero dovuto fare quei comuni del reatino dimenticati dalla giunta Storace? Se avessero deciso l'abbandono, oggi la provincia di Rieti non esisterebbe più". Sulla giunta Storace interviene Cicchetti "E' stato l'onorevole Bonelli dei Verdi, che nel 2005 alla Regione, ha chiesto per primo la revoca, puntualmente eseguita, di quel provvedimento di legge fatto ai tempi di Storace, il quale prevedeva che quando c'era la necessità di rimuovere alberi per ammodernare o per realizzare nuovi impianti sciistici, bisognava ripiantarne il doppio in una zona adiacente. Faccio presente che Leonessa non sta chiedendo soldi alla Regione, poichè il progetto è finanziato interamente da privati, i quali non credo abbiano una pazienza infinita".

IL GIORNALE DI RIETI.IT  26 Febbraio 2008

«Comprendo il nervosismo di Trancassini sulla questione del Terminillo. Ormai Trancassini si è ridotto ad abbaiare alla luna vedendo i suoi argomenti cadere uno ad uno, e sentendo arrivare il momento in cui dovrà spiegare ai cittadini di Leonessa un bel po’ di cose».

Secondo Roberto Lorenzetti, presidente dei Verdi reatini, tra le cose che il capogruppo di An a Palazzo d’Oltre Velino dovrà spiegare c’è « il perché il suo progetto, che naviga tra un ente e l'altro, tra una manifestazione e l'altra, non è mai neanche giunto in una qualsivoglia sede regionale per l’approvazione o la bocciatura». «La colpa è del sottoscritto (caspita, quanto potere ritiene che io abbia)? Dei Verdi, della Sinistra l’Arcobaleno? Indipendentemente dalla valutazione politica che se ne possa dare, quel progetto è inaccoglibile. Non è una nostra opinione è un fatto, e francamente è stucchevole doverne continuare a discutere».

«La stratosferica forza politica che lo sostiene – continua Lorenzetti -, e gran parte del centrosinistra, cambino prima le leggi e poi concretizzino quel progetto. Noi siamo davvero pochi per impedirlo. L’unica nostra colpa è di aver sempre ricordato che non esistono leggi che lo rendano possibile. Due o tre anni di bizzarri tentativi sono andati a vuoto. A respingerli non c’eravamo noi, ma le leggi, le regole. Noi riteniamo che le leggi e le regole esistano per essere rispettate».

«Trancassini, a cui si è aggiunto oggi anche qualche sindacalista che sta mortificando al storia del sindacato, ritengono che debbano essere aggirate. Confidiamo che ci sia consentito di restare della nostra opinione. L’unica nostra presunzione – sottolinea Lorenzetti - è quella di ritenere che ci siano ancora margini per il rispetto delle regole, e siamo davvero preoccupati della facilità con cui oggi impunemente si cerca di eluderle».

«Tanto tempo perso per realizzare davvero lo sviluppo del Terminillo. Noi – spiega il responsabile dei Verdi - continuiamo a pensare al Terminillo tutto, e non solo al versante leonessano. Tanto tempo in cui alcune cose potevano essere già state fatte, ed invece credo che dovremmo, ora, cominciare a pensare di farle».

«Gli scivoloni personalistici di Trancassini, poi, ispirano al massimo un triste sorriso nel vedere a quali livelli possa essere giunto il degrado politico. A Trancassini vorrei solo ricordare che 18 voti sono anche tanti per chi non ne ha chiesto neanche uno, ed anche il commissariamento della Riserva – puntualizza Lorenzetti - rientra nella necessità di rispettare le regole e non è stato certo cercato dal sottoscritto, ben disposto a cedere il passo a organi legittimati ad amministrare questo ente e, come ben sa Trancassini, è esattamente in questo tempo che non il sottoscritto - del tutto impossibilitato in tal senso - ma il centrosinistra sta lavorando in tale direzione».

«In ogni caso – conclude Lorenzetti - Trancassini provi anche a spiegare ai suoi concittadini cosa centrino questi argomenti con il problema degli impianti di Leonessa. Pensa davvero di intimorire qualcuno con tanta pochezza di pensiero? Il sottoscritto non ha alcuna intenzione di ricordare a Trancassini che chi subisce condanne dai tribunali dovrebbe avere il buon senso di tacere. Per dare lezioni ci vuole ben altro»

Frontiera 23 Febbraio 2008

"Posso comprendere le ragioni di Leonessa e la sua voglia di determinare migliori condizioni per il proprio sviluppo, tema che peraltro riguarda  tutte le nostre comunità. Ciò che non condivido è che si metta in discussione l'appartenenza alla nostra provincia di cui Leonessa è parte integrante e sostanziale. I problemi  non si risolvono fuggendo ma confrontandosi e trovando solidarietà che, per quanto mi riguarda, la comunità leonessana ne ha tuta intera". Così in consiglio provinciale il presidente Fabio Melilli ha respinto non tanto e non solo l'ultimo affondo di Paolo Trancassini ma il disegno stesso di una politica che preferisce lo strappo alla paziente tessitura, e curiosamente lo fa proprio nel giorno in cui lo stesso sarebbe tentato di fare altrettanto per le note vicissitudini del momento. Alla fine, comunque, della lunga discussione in consiglio, dei due documenti presentati e discussi è passato quello della maggioranza firmato Filippo Lucentini (Pd), che se da un lato "impegna la giunta provinciale ad assicurware lo sviluppo del comprensorio montano dell'intera provincia e scongiurare ogni altro eventuale tentativo di disgregare l'assetto territoriale" nonchè "a sollecitare la Regione per un rapido pronunciamento sul progetto di sviluppo integrato elaborato dalla Provincia" dall'altro invita Leonessa a "rivedere la propria posizione". Insomma,  a recedere dal proposito di chiedere il distacco dal Lazio e l'annessione all'Umbria. Un'iniziativa "non condivisa" dal consiglio provinciale in quanto "penalizzante per Leonessa e per la provincia di Rieti". Questa risoluzione, ai voti, 13 a 5, ha avuto la meglio su quella presentata dal consigliere e vice sindaco di Leonessa Paolo Trancassini (An) che invitava  invece il consiglio a "censurare il comportamento dilatorio della Regione, più attento a logiche di coalizione che non al rispetto di un territorio e alle sue leggittime e concrete possibilità di sviluppo" e "ad approvare senza indugio il programma degli interventi sul Terminillo". Ma la discussione in consiglio non ha certo esaurito l'argomento, anzi. E coda polemica a parte, con una numerosa e "appassionata"  partecipazione dei leonessani  al corteo dello sciopero generale del 15 febbraio, si può dire che forse il dialogo tra le "parti" è cominciato solo adesso. In Regione l'11 febbraio c'è stato un secondo incontro sulle tematiche del Terminillo di taglio finalmente operativo e a Leonessa, il 16 febbraio, sono saliti con la massima riservatezza i consiglieri regionali Massimi e Perilli per un faccia a faccia con la giunta Rauco. Insomma, dalla fase della protesta si è passati a quella della discussione sulle cose per provare a fare almeno quelle possibili e alla portata.

  14 Febbraio 2008

 MONTEPIANO reatino, firmato il protocollo d'intesa con la Regione Lazio. Il presidente Fabio Melilli e l'assessore regionale all'Ambiente, Filiberto Zaratti, hanno sottoscritto oggi pomeriggio un protocollo d'intesa per indivi duare una strategia condivisa e integrata di sviluppo locale. Si tratta di un importante accordo programmatico, come già accennato, che individua interventi e risorse coerenti con le politiche ambientali rappresentate nel Programma Integrato del Montepiano Reatino elaborato dalla Provincia. Il Protocollo d'intesa era stato già sottoscritto da tutti i sindaci del Montepiano (Rieti, Contigliano, Cantalice, Cittaducale, Morrò Reatino, Colli sul Velino, Rivodutri, Labro, Greccio, Monte San Giovanni, Leonessa, Poggio Bustone, Montenero), dal presidente della V Comunità Montana e dal Commissario della Riserva dei Laghi. L'accordo - come hanno illustrato Melilli e Zaratti - ha come oggetto la condivisione di una proposta pragrammatica per la tutela e la promozione del Montepiano Reatino da parte della Regione, della Provincia e degli altri enti sottoscrittori, mettendo in sinergia le risorse finanziarie, umane e logistiche a disposizione degli stessi enti. Regione e Provincia ritengono, infatti, sia possibile instaurare, a partire dalla sottoscrizione di questo documento, un rapporto di collaborazione per semplificare ed agevolare l'attuazione di interventi coordinati attinenti la conservazione delle risorse naturali, lo sviluppo sostenibile dei territori dei comuni del Montepiano e la promozione del suo patrimonio" naturalistico, ambientale, e storico-culturale. Nel protocollo d'intesa vengono individuati i seguenti obiettivi strategici: la conservazione delle biodiversità; la promozione dell'offerta turistica di qualità e del turismo sostenibile; la valorizzazione e la qualificazione dei beni architettonici e storico culturali; la salvaguardia delle componenti ambientali fondamentali (acqua, aria, suolo e sottosuolo); il coinvolgimento degli operatori economici. Il protocollo d'intesa ,come ha sottolineato il vicepresidente Roberto Giocondi - contiene un programma integrato degli interventi che prevede investimenti sul territorio reatino per oltre 10 milioni di euro sui quali la Provincia attende il parere della Regione che a breve, come ha confermato Zaratti, redigerà un cronoprogramma degli investimenti. Investimenti che vanno, per esempio, dall'istituzione del Parco Fluviale del Velino, alla creazione di un circuito per il trecking montano, al complletamento della rete di piste ciclabili nel Montepiano, alla sistemazione del verde nel Parco delia Musica che sorgerà a Villa Battstini e ad altri interventi previsti in ognuno dei comuni interessati. Alla firma del protocollo erano presenti i consiglieri regionali Anna Maria Massimi e Mario Perilli, i sindaci che lo hanno sottoscritto, il presidente della V Comunità Montana, Saturno Sampalmieri, e il Commissario della Riserva dei Laghi, Roberto Lorenzetti.

 

  26 Febbraio 2008

 Provincia Siglato il protocollo d'intesa su tutela e promozione del Montepiano reatino dal presidente Melilli e dall'assessore regionale: dieci milioni di investimenti - II rilancio parte dall'ambiente -Zarattì: «Ma per il Terminillo e Leonessa c'è ancora da attendere»  È arrivato ieri a Palazzo d'Oltre Velino l'assessore regionale all'ambiente Filiberto Zaratti, giusto dopo l'ennesima polemica tra Roberto Lorenzetti e Paolo Trancassini sulla vicenda degli impianti sciistici. L'occasione era la presentazione del "Protocollo d'intesa per una strategia condivisa e integrata di sviluppo locale", all'interno del Programma Integrato per il Montepiano Reatino. Presenti in sala, tra gli altri, i Sindaci ed il Presidente della V Comunità Montana Saturno Sampalmieri. "Questo protocollo è importante" - ha detto Fabio Melilli - "È un metodo che ci piace e che utilizzeremo anche per altri territori, come le zone interne". I finanziamenti concreti della lista di progetti contenuta in esso si conosceranno però solo tra "un paio di mesi" - spiega Zaratti - "quando presenteremo un cronoprogramma". Il Vicepresidente Roberto Giocondi, a scanso di equivoci, ricorda che in un precedente convegno sul tema a Labbro era stato specificato "che questo protocollo si sarebbe riferito esclusivamente a tematiche ambientali, mentre per tutto il resto, come ad esempio i Cammini di Fede, ci sono altri percorsi". Una precisazione che però non evita la sottolineatura del Sindaco di Leonessa Alfredo Rauco e del Presidente della V Comunità Montana che pur "dando atto di essere ad una ' fase avanzata di un contenitore che la Regione dovrà riempire" esprimono l'auspicio che "si faccia chiarezza sul Terminillo". E allora Zaratti risponde, spiega che nel convegno di Labro "c'era un progetto più ampio" e che 'questo è solo un pezzo di percorso" mentre il tema del Terminillo "va affrontato seriamente, valutando come farlo diventare un attrattore, facendo le cose che è possibile fare in un tempo breve". Rauco di chiarezza non ne rintraccia poi molta e allora rilancia ricordando che "già 18 mesi fa ci incontrammo e lei garantì di attivarsi immediatamente" e chiede "quando ci sarà una firma" su un protocollo ad hoc per il nodo Terminillo. "Quando, ci lavoreremo" chiude Zaratti, ricordando però "che ci sono norme nazionali, ed europee". Lorenzetti annuisce e Rauco aspetta ancora.                              È siamo sempre lì.( Marco Fuggetta )
 

 26 Febbraio 2008

 «Il Terminillo? Bisogna farlo ridiventare quello che era, un attrattore turistico in grado di garantire sviluppo. Ma al Terminillo vanno fatte le cose che si possono fare, a cominciare dal ripristino di una serie di infrastrutture e ragionando in termini di sviluppo integrato, che coniughi cioè turismo e ambiente». A domanda - l'ennesima, posta a stretto giro di tavolo dal sindaco di Leonessa Alfredo Rauco - risponde l'assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti, ieri pomeriggio in Provincia per firmare un protocollo d'intesa con comuni e comunità montana del Montepiano per una serie di opere da realizzare nell'area. E quello che non dice lui ad alta voce altri lo sussurrano a voce più bassa: «A Terminillo si può fare tanto, con Rieti, Cittareale, Cantalice. Ma non in Vallonina». Meglio allora scendere a valle, dove dribblando le incursioni di lupi e cinghiali - per i quali agricoltori e pianaroli chiedono in diretta all'assessore di fare presto con i rimborsi -«sindaci e amministratori provinciali hanno messo in campo una positiva capacità di programmazione dal basso - dice il presidente della Provincia Fabio Melilli - Non siamo più al singolo che va in Regione a chiedere soldi ma siamo ad un territorio che superando logiche di campanile e valorizzando i propri punti di forza programma e chiede attenzione». Nel dettaglio entra il vice presidente Roberto Giocondi, che da mesi porta avanti il tema del Montepiano e che oggi presenta un piano di opere pubbliche sottoscritto da 11 comuni (da Rieti a Montenero passando per Leonessa), la Quinta Comunità Montana e la Riserva dei Laghi. Due liste di interventi che attengono al solo filone ambientale. In tema di biodiversità ecco il redivivo parco fluviale del Velino, un parco attrezzato nel tratto urbano del fiume (350 mila Euro), la navigabilità del Velino (750 mila Euro), il risanamento del lago di Ventina (500 mila) e dei laghi Lungo e Ripasottile (500 mila e), la riqualificazione delle sorgenti di Santa Susanna ( 150 mila), la valorizzazione del paesaggio agrario e dell'edilizia rurale (500 mila) e la riqualificazione del quercete di Poggio Bustone (80 mila euro). Secondo obiettivo, la valorizzazione delle strutture per promuovere la fruizione dell'ambiente e delle risorse naturali: sotto questa voce troviamo il circuito del trekking montano del Montepiano (1,5 milioni di euro), le piste ciclabili, nella Piana (4 milioni di euro), la sistemazione del parco di Villa Battistini (300 mila e), parchi pubblici a San Pastore (250 mila e) e Labro (200 mila), itinerari a Colli sul Velino (150 mila), sistemazione rifugio Monte Tancia (100 mila), riqualificazione paesaggistica Campo Stella (500 mila e), free climbing a Grotti di Cittaducale (200 mila), riqualificazione dell'eremo San Michele di Morrò (100 mila), riqualificazione dell'ex azienda Monte Secordaro di Montenero (500 mila euro). «Entro due mesi - promette Zaratti - la Regione farà un cronoprogramma specificando quanti soldi metterà e quando sulle opere previste in questo protocollo». (ALESSANDRA LANCIA)
 

 

Paolo Trancassini   23 febbraio 2008

Ho appena letto il “manifesto” della sinistra arcobaleno sul Terminillo e sono deluso, stupito e sorpreso.L'ho letto 18 volte, lo meritava, ed ogni lettura mi convinceva che il Messia finalmente si era rivelato. Tutti sbagliano, persino i sindacati “caduti nella trappola”, la “destra urla” mentre la sinistra dispensa sentenze definitive senza proporre ricette.18 volte l'ho letto e mi sono smarrito di fronte all'arroganza di chi per avere un po' di visibilità calpesta un paese, la sua voglia di riscatto, ed oggettive verità tecniche.

Colpiscono i toni ed il sarcasmo del comunicato della sinistra arcobaleno,anche se a leggere bene più che un intervento politico sembra un disperato bisogno di apparire, ad ogni costo, anche quello di mistificare la realtà.18 volte l'ho letto ed ho scoperto quanto può essere arrogante credere che tutti quelli che non la pensano come me sbagliano e conseguentemente affermare che la concertazione con i territori vale solo lì dove questi sposano la tesi della sinistra.(vedi Tav).No Leonessa non andrà in Africa a cercare il suo sviluppo lotterà con la sua forza democratica dimostrata sin qui consapevole della bontà del suo progetto di sviluppo e della sua fattibilità tecnico-giuridica.

Quando vorrà la sinistra arcobaleno potrà verificare perché il progetto è oggi compatibile con le norme nazionali ed europee e quanto sia agevole il percorso per le modifiche necessarie in sede regionale per la sua approvazione.

Se lo vorrà noi saremo sempre pronti. GIA' se lo vorrà.....

All'estensore del comunicato della sinistra arcobaleno sottolineo che il vento che tira e la politica del nuovo PD mi spingono a consigliarli, 18 volte, di muoversi per tempo per conservare dorati ed illogici mandati, sì perché nemmeno in Tunisia chi ottiene 18 voti di preferenza viene premiato dalla politica con un dorato commissariamento alla riserva dei laghi.

Paolo Trancassini

 

Sinistra Arcobaleno   22 febbraio 2008

Gli impianti non si possono fare ma, citiamo testualmente "Un progetto serio fatto dentro le regole in grado di trasformare davvero il Terminillo in una risorsa per  tutti. Noi riteniamo che un simile progetto si possa fare,  e magari dentro di esso possano anche ampliarsi gli impianti esistenti, e se servirà congiungerli anche con quelli di Leonessa". Quali impianti di Leonessa ?La Redazione

Il dibattito sulla questione del Terminillo sta diventando stucchevole e chiarezza e verità sono  state ormai relegate su uno sfondo che ci si ostina a non voler guardare.Perfino il sindacato è caduto nella trappola di offrire una penosa occasione in più alla destra per urlare, falsità di ogni genere. Il cosiddetto progetto di Leonessa non viene realizzato, semplicemente perché non è realizzabile.  Non è una questione di volontà politiche. Non cozza solo contro le norme regionali, ma anche contro quelle nazionali e europee. Bisognerà pure che qualcuno glielo dica al comune di Leonessa che tali norme valgono anche se Leonessa passasse in Umbria, oppure in Toscana, o  in Sardegna o nel terzo arrondissement di Parigi. Il presidente della Regione Lorenzetti ed altri esponenti della politica regionale, lo hanno già fatto ma a quanto pare non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, oppure si ha il sospetto che la querelle sia solo strumentale.Per liberarsi di quello che a Leonessa viene considerato un insopportabile fardello, occorrerebbe trasferire Leonessa  nella provincia di Tunisi o negli Emirati Arabi.  Solo cosi si potrà evitare di rispettare le norme che regolano un Sito di importanza comunitaria come quello della Vallonina.Non sappiamo se qualcuno l’ha spiegato agli abitanti di Leonessa, ma quelle norme varrebbero fino in fondo  anche in Umbria dove per altro non solo rispettano fino in fondo i SIC e le ZPS, come per altro fanno tutti in Europa, ma li  hanno anche individuato delle specifiche zone a protezione speciale regionale.Pensa davvero Leonessa di poter realizzare li quello che non è riuscita a realizzare nel Lazio? Auguri. In Umbria a dire il vero vorremmo andarci in molti anche perché proprio dal rispetto di quelle norme tanto odiate da Leonessa  che l’Umbria ha costruito la sua fortuna.Vista che si è fatta una stupidaggine, bisogna trovare anche un colpevole di tutto questo. La colpa? È della Sinistra che boicotterebbe Leonessa. Non c’è onestà intellettuale in questo dibattito ma solo un uso strumentale della vicenda Terminillo per mere questione di potere.Aldilà di ogni considerazione e di ogni convinzione, viene da chiedersi se qualcuno ha spiegato ai cittadini di Leonessa che le forze della Sinistra alla Regione Lazio possono contare su una decina di consiglieri che potrebbero votare contro a quel progetto. Il Partito Democratico lo vuole, AN e FI e tutta al destra lo vuole. Perché non lo si fa allora? Semplicemente perché non si può fare. Come sosteniamo da sempre e i fatti continuano a darcene ragione. Questo dibattito ci sta facendo perder e un sacco di tempo. Tempo utile per pensare invece ad un serio progetto di rilancio del Terminillo. No ad una banale e incosciente svendita del territorio ad un privato.E’ quello che chiediamo da sempre. Un progetto complessivo che possa consentire di far vivere la nostra montagna per tutto l’anno e non trasformarla in una patetica gardaland dello sci per qualche settimana di neve in più , per altro destinata progressivamente a ridursi ulteriormente a causa dei cambiamenti climatici. Un progetto che veda coinvolte tutte  le comunità, e non passi per la svendita di un parte consistente di questo nostro straordinario patrimonio a privati.
Un progetto serio fatto dentro le regole in grado di trasformare davvero il Terminillo in una risorsa per  tutti. Noi riteniamo che un simile progetto si possa fare,  e magari dentro di esso possano anche ampliarsi gli impianti esistenti, e se servirà congiungerli anche con quelli di Leonessa.Un dibattito serio e non farneticante come quello che si sta facendo, forse ci porterà a trasformare Terminillo in una reale risorsa.Noi siamo disponibili a farlo. Lo siamo oggi come ieri. Restiamo in attesa   che questo percorso si apra. Siamo disposti a dare il nostro contributo in questa direzione ma per favore parliamo di cose serie e la si smetta di continuare a prendere in giro i cittadini proponendo loro cose insensate, e inventando poi dei colpevoli perché queste non si possono realizzare. 

La Sinistra Arcobaleno della provincia di Rieti

 

 

Il Sole 24Ore   16 febbraio 2008

Leonessa vuole andare in Umbria. Un'azione avviata pochi giorni fa dal consiglio comunale che ha votato all'unanimità la richiesta di referendum per abbandonare la provincia di Rieti ed essere "annessi" all'Umbria. A causare la levata di scudi i mancati interventi della Regione Lazio per sviluppare turisticamente il versante leonessano del Terminillo. La questione risale al 2001, quando a guidare l'amministrazione di Leonesssa c'era Paolo Trancassini, oggi capogruppo di An alla provincia di Rieti. Tutto parte dalla proposta della società privata ISIC S.p.A. di realizzare in project financing una serie di impianti sciistici sul versante nord del Terminillo, dove, spiega Trancassini, "se spari la neve a gennaioo puoi sciare fino a maggio".Il progetto ha un valore di 50 milioni di Euro e punta a completare l'offerta sciistica terminillese che attualmente può contare su pochi impianti aperti. Così il COmune fa partire l'iter burocratico che si inceppa sui vincoli paesistici. La Giunta Storace modifica  i piani con una deroga ma con Marrazzo viene ripristinata la condizione iniziale. Da qui la scelta dei leonessani di tentare la strada della "secessione"; per quanto il consiglio provinciale di Rieti abbia tentato di dissuaderli , qualche giorno fa con un odg specifico, e un primo stop sia arrivato da Legambiente Umbria, la cui presidente Alessandra Paciotto, ha definito il progetto della ISIC  "insostenibile" : "Anche la Regione Umbria è dotata di regole per la tutela ambientale" ; mentre Enrico Melasecche, consigliere regionale Udc e consigliere comunale a Terni , ha chiesto al Presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti in un'interrogazione di "comunicare non solo se vorrà o meno favorire la richiesta dei leonessani, ma anche se ritenga più logico l'accorpamento con la Provincia di Terni" piuttosto che con Perugia. Fermo in regione nel frattempo anche il piano degli interventi per il paesaggio nel comprensorio del Terminillo presentato dalla Provincia di Rieti, che, come spiegato dal vicepresidente Roberto Giocondi "recepisce il progetto di Leonessa ma lo amplia in un'ottica di sviluppo dell'intero comprensorio". Eppure la volontà politica di far rinascere il Terminillo non manca, come dimostra l'inclusione di una scheda specifica nel Progetto Rieti 2015 coordinato dalla Regione. Il nodo da sciogliere continua ad essere quello dei vincoli : la localizzazione dei nuovi impianti coinvolge infatti la Zps (Zona di protezione speciale) Monte Reatini e le aree Sic (Siti di importanza comunitaria) Bosco Vallonina e Gruppo Monte Terminillo. Una questione ribadita da Cai,Legambiente e Comitato Difesa Acqua Pubblica, che oltre a segnalare i danni all'ecosistema provocati "dall'abbattimento della quarta faggeta più antica d'Europa e dall'innevamento artificiale oltre all'alto rischio valanghe e frane in quell'area", si interrogano se "dietro questi progetti non ci siano solo speculazioni edilizie, considerando che sembra assurdo realizzare nuovi impianti quando ad oggi le stazioni sciistiche alpine sono in crisi per mancanza di neve" come spiegato dal responsabile Cai di Rieti Pierino Ratti. Le pressioni  di Leonessa e di altri comuni del comprensorio, tuttavia, sembrano aver contrubuito a smuovere le acque. A confermarlo Mario Perilli e Anna Maria Massimi, consiglieri reatini del Pd, presenti con il presidente della Provincia, Fabio Melilli ad un recente incontro alla Pisana dedicato al Terminillo. " I tecnici regionali stanno verificando quanto si può fare per avviare almeno la parte del  progetto" ha spiegato Perilli. "La risposta sul futuro del Terminillo ? Tra pochi giorni".

(di Paola Cuzzocrea)

 

 

www.tuttoggi.info   16 febbraio 2008

 

Una valutazione senz'altro concreta quella dell'Onorevole Capotosti che usa anche un linguaggio esplicito per far intendere la sua soddisfazione sull'Affaire "Leonessa". Al contrario delle preoccupazioni ambientali che ieri erano l'argomento di discussione per Legambiente l'On. Capotosti suggerisce, per sgomberare il campo,  il sempre verde binomio terra di santi e santini.

"Trovo esaltante la richiesta di Leonessa - spiega Capotosti - di essere annessa all'Umbria: arricchirebbe la Valnerina sotto il profilo demografico e, soprattutto, migliorerebbe la vendibilità dell'offerta turistica. Gli amministratori dovrebbero prima di tutto valorizzare ciò che esiste, per poi guardare a fenomeni accessori: in Umbria, purtroppo, spesso succede il contrario. Comunque sia è importante chiudere il ciclo religioso 'S. Giuseppe, S. Rita, S. Benedetto' - conclude - e poterlo vendere in un unico blocco".

 

 16 Febbraio 2008

 Leonessa, sfila anche la voglia di secessione -  Il più nero è il consigliere provinciale di An Paolo Trancassini - «Ma non di umore, pechè oggi è una bella giornata»- il più istituzionale è il sindaco Alfredo Rauco, che sfila con la fascia tricolore, ma chi da voce e volto al corteo di Leonessa è Maria la melona. Fosse per lei sarebbe venuta dal paese direttamente con gli sci a ribadire il concetto che in quanto a neve e a montagne i leonessani non sono secondi a nessuno. E' quel silenzio che volge al "no" sugli impianti in Vallonina che proprio non piace: e se pure è la Regione che tace, non potendo acconsentire, è sotto la Provincia che scatta la contestazione. Gli uffici sono deserti ma il «buffoni-buffoni» è tutto per gli inquilini del Palazzo, che martedì a avevano respinto un documento presentato da Trancassini in cui si chiedeva alla Provincia di fare causa comune col paese contro la Regione; Respinti con perdite l'altra sera, ieri mattina i leonessani si sono presi la loro rivincita. (A. Lancia)

 

  16  Febbraio 2008

Al Comune di Leonessa la solidarietà della piazza RIETI - Sciopero generale per una politica di sviluppo sì, ma anche contro una politica del rinvio e del "non fare" di cui sono stati accusati gli amministratori locali. A non rimanere immobili sono stati diversi politici locali che non hanno esitato nel reridersi partecipi del corteo. Tra questi l'assessore del Comune reatino Costini che ha espresso massima solidarietà ai manifestanti. "Condivido a pieno lo sciopero generale. Tragicamente questo si è dimostrato l'unico modo per dar voce a una provincia che sta morendo. Oggi si stanno mettendo insieme le rivendicazioni di un territorio che non vede risposte di nessun genere. Questa - conclude Costini  - è la vera sconfitta della politica". A dare un segnale di unità è stato invece il comune di Leonessa che ha compostamente sfilato per le vie del centro con sindaco e assessori in prima fila. Per loro è giunta la solidarietà da parte dei sindacati che non si sono astenuti dal ringraziarli durante il comizio come nel caso di Paolucci che ha fatto un appello per non fare il referendum per uscire dalla Regione Lazio e passare a quella Umbria in quanto "Rieti e i sindacati riuniti sono con voi per lo sviluppo del territorio". Tra i manifestanti presente anche il presidente del Consiglio del comune di Cittaducale Miluzzi che da lavoratore sindacalista ha espresso "solidarietà per i lavoratori in mobilità, in cassa integrazione e per gli Lsu che fanno sforzi notevoli per arrivare a fine mese senza speranze apparenti di miglioramenti". Tra i manifestanti, nel corteo degli studenti, presenti anche diversi gruppi appartenenti a schieramenti politici come Controvento e Rinnovazione che hanno sfilato in modo congiunto per manifestare a favore dei propri diritti e per sperare in un futuro migliore nella città di Rieti. Sempre a favore della manifestazione si erano schierati nei giorni scorsi i consiglieri comunali Stazzi, Rositani ed Emili. Tra gli altri politici intervenuti presenti anche Tigli, Taddei e Petrangeli. (L. R.)

 

www.ilgiornaledirieti.it   15 febbraio 2008

Il gruppo giovanile Rinnovazione, già lista più votata dell’elezioni del Consiglio dei Giovani, intende rendere nota la sua partecipazione in qualità di promotore insieme ad altri gruppi giovanili, allo sciopero generale di oggi, venerdi 15. «In particolare abbiamo deciso di promuovere un corteo studentesco e universitario che vedrà il suo concentramento alle 8.30 a Piazza Cavour, per confluire nel corteo generale e salire in Piazza Vittorio Emanuele».

«A questo corteo parteciperanno insieme componenti studentesche e giovanili di destra e di sinistra, uniti per una volta a manifestare per l’interesse generale, di tutti, per lo sviluppo e la dignità di una Provincia che è stata totalmente abbandonata a se stessa dal ex Governo Prodi, dall’amministrazione Regionale e che non trova un megafono acceso e pronto ad urlare nell’amministrazione Provinciale. Una provincia “sordo-muta” perché da un lato non viene ascoltata da nessuno e dall’altro chi ci rappresenta e dovrebbe puntare i piedi e alzare la voce non apre neanche bocca».

«Noi invece abbiamo deciso di urlare venerdi mattina, di far vedere che i giovani ci sono e sono anche stanchi; stanchi di far spendere alle loro famiglie 600/700 euro al mese per studiare fuori, stanchi di tornare a Rieti dopo 5/6 anni di esilio forzato e non trovare neanche l’ombra di un lavoro, stanchi di una città ferma culturalmente perché tutte le energie nuove vengono disperse fuori dal territorio, stanchi delle promesse non mantenute, delle chiacchiere e delle passerelle dei nostri rappresentanti provinciali e regionali. Vogliamo risposte e vogliamo fatti! Basta parole, basta giustificazioni, basta campagne elettorali, basta giochi di potere. La politica deve tornare ad essere quella con la P maiuscola, quella che sta in mezzo alla gente, quella che capisce e lotta per le necessità di un popolo e di un territorio».

«Noi ci saremo questa mattina e il nostro sarà un contributo aggiuntivo alla protesta dei sindacati. Si perché sarebbe stato ingiusto e troppo comodo partecipare in maniera passiva allo sciopero, andare così, solo a far numero. Noi abbiamo scelto di parlare e mobilitarci da giovani, appoggiando tutti i punti dello sciopero ma ponendo l’accento sul problema universitario e dei trasporti che è quello che ci tocca più da vicino. Invitiamo tutti i giovani a partecipare al corteo domani mattina alle 8.30 a piazza Cavour, per i collegamenti, per il turismo, per l’università, per la cultura, per il lavoro, per lo sviluppo, per il futuro, per Rieti».

 

  15 Febbraio 2008

Una decisione della Regione Lazio Pianificazione paesistica: il piano territoriale è online RIETI - Pianificazione paesistica: il piano territoriale è online. L'assessore regionale all'Urbanistica e vicepresidente Massimo Pompili spiega: "Si tratta di un'operazione di grande trasparenza che ha l'obiettivo di facilitare cittadini e amministrazioni nell'individuazione delle aree vincolate, il tipo di paesaggio a cui appartengono e le relative prescrizioni". E' pubblicato anche su internet sulle pagine della Regione Lazio www. regione.lazio.it. Online nella sezione urbanistica del sito regionale è consultabile l'intero piano: la relazione generale, la normativa, la cartografia, la partecipazione dei cittadini e gli adempimenti dei Comuni, La ricerca, possibile anche per singolo Comune, consente di visualizzare 4 tipi di tavole cartografiche: le tavole A che individuano "i Sistemi ed Ambiti del Paesaggio", le tavole B che indicano i vincoli "i Beni paesaggistici" e le "Aree agricole identitarie", le tavole C "Beni dei Patrimoni Naturale e Culturale" e le tavole D "Proposte comunali di modifica dei PTP vigenti". L'assessorato regionale all'Urbanistica aveva nei giorni scorsi già inviato il Piano a tutti i comuni e alle Province per l'affissione presso i loro Albi Pretori.

  14 Febbraio 2008

Per Legambiente l'operazione nasconde fini imprenditoriali -  LEONESSA con l'Umbria? Legambiente sente puzza di bruciato: l'associazione ambientalista punta il dito su «Terminillo Superski», che sarebbe il vero motivo per cui il Comune sabino vorrebbe separarsi dal Lazio e annettersi all'Umbria. Risale a pochi giorni fa l'approvazione del Consiglio di Leonessa di cambiare regione. L'obiettivo del Comune di Leonessa però, secondo i rappresentanti i Legambiente è il piano che faciliterebbe la serie di iniziative tese a realizzare il progetto «TerminilloSuperski»: 24 nuovi impianti di risalita, altri 25 km di piste, senza considerare che a causa dei cambiamenti climatici le precipitazioni nevose sono sempre meno consistenti. Niente paura, sono previsti anche tre bacini di ritenuta idrica per l'innevamento artificiale, nuovo sviluppo edilizio e tutte le conseguenti opere infrastrutturali accessorie. Tutto questo, in una delle aree di maggior pregio del monte Terminillo. Il giudizio di Legambiente Umbria, d'accordo con il circolo di Legambiente Bassa Sabina, è categorico: si tratta di un progetto insostenibile. Sarà davvero questo progetto ad attivare un percorso virtuoso per l'intera regione? Legambiente ci tiene a precisare che anche la Regione Umbria è dotata di regole per la tutela delle sue risorse ambientali e naturali, del paesaggio e dei luoghi più pregevoli e identitari. In modo ancor più incisivo Legambiente ricorda che la Direttiva dell'Unione Europea «Habitat» n. 43 del 1992, prevede che gli Stati dell'Unione Europea, ma anche e soprattutto gli Enti locali, contribuiscano alla conservazione della diversità biologica e, in particolare, alla tutela di una Serie di, habitat (Sic, siti di interesse comunitario e Zps, zone di protezione speciale), e specie animali e vegetali particolarmente rari proprio come accade per l'area del Terminillo. «Ci permettiamo di affermare - dichiara Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria - che questa è una visione politica miope e portatrice di un'idea di sviluppo ormai stantia e superata. Questi atteggiamenti sono frutto di un malinteso concetto di valorizzazione e salvaguardia. E' grave che Leonessa considera il territorio umbro come una terra di conquista dove speculare ai danni dell'ambiente. Non crediamo che questi progetti porteranno maggiore ricchezza e posti di lavoro al territorio del Terminillo. Lo sviluppo di un territorio marginale, povero economicamente, ma ricco di un grande patrimonio naturale, ambientale e culturale come quello di Leonessa, lo si costruisce attraverso politiche di gestione, di tutela e di valorizzazione».
 

  14 Febbraio 2008

Domani la mobilitazione Sciopero contro la crisi reatina"-  RIETI - Lavoratori di tutta Rieti, unitevi. "Per una politica di sviluppo e contro questa politica del rinvio e del non fare" l'appuntamento è alle ore 8.30 in piazza Mazzini per poi partecipare al comizio delle 11.30 in piazza Vittorio Emanuele. A 24 ore dalla ma nifestazione indetta per lo sciopero generale,di Cgil, Cisi e Uil si tirano le fila per fare il punto della situazione. "La giornata di venerdì - ha illustrato il segretario della Cgil Di Berardino - dovrà riaccendere i riflettori e riportare alla luce i problemi irrisolti .da lunghi anni del nostro territorio. Una situazione ormai in declino per responsabilità del mondo istituzionale e di quello imprenditoriale che "hanno taciuto i problemi pregressi". Non una manifestazione quindi di un solo settore, ma quella generale che va "dal mondo della scuola a quello bancario passando per il settore dei trasporti fino ad arrivare al pubblico impiego e alla sanità senza però dimenticare l'edilizia e l'industria. Dalla: Regione -ha continuato il segretario - volevamo risposte concrete al malcontento di un intero territorio e invece abbiamo ottenuto solo indicazioni metodologiche. Il 15 manifesteremo per una politica di sviluppo, contro questa politica del rinvio e del non fare partendo dalle priorità per lo sviluppo". Appuntamento quindi perle 8.30; a P.za Mazzini dove confluiranno gli aderenti tranne i lavoratori dell'Asm e dell'Emmezeta che partiranno con i propri cortei dalle rispettive sedi lavorative per poi convogliare con i sindacati. A dare manforte ci saranno anche gli studenti che offriranno un loro contributo anche al comizio. Per preparare la manifestazione ci sono volute 63 assemblee di categoria ed è stata ben accolta l'adesione della' Ugl e dell'Ascom che dalla sua ha indetto dalle 11 alle 13 la chiusura delle serrande, per gli esercizi associati. "Quella del 15 sarà una manifestazione per lo sviluppo e contro un certo tipo di politica - ha dichiarato il segretario della Cisi Raccogli - manifestato dal Presidente della Provincia, dagli onorevoli e dai sindaci del nostro territorio. A preoccuparmi poi ci sono le annunciate dimissioni di Melilli che dicendo di volersi candidare al nazionale per garantire maggiormente il territorio reatino, il che sarebbe giusto, lascia al tempo stesso un vuoto istituzionale che va a congelare, le politiche avviate. Il territorio l'avrebbe dovuto garantire con l'esercizio della sua delega. A dare continuità ci saranno allora i sindacati che saranno presenti anche con un gazebo, su iniziativa nazionale, per la raccolta firme per avere meno tasse, più salari e più pensioni. Lo sciopero sarà di tutti e per tutti". 'A fare il punto sull'adesione degli operatori della scuola è il segretario organizzativo Uil Scuola Melchiorre che ha illustrato le criticità del settore rappresentato e l'opera di sensibilizzazione avviata verso una categoria che solitamente manifesta a basse percentuali in quanto "erroneamente si ritiene lontana e a se stante dalle problematiche del territorio". (Leonardo Ranalli)
 

  14 Febbraio 2008

L'annuncio del presidente dela Provincia: resto nell'interesse del Reatino - Melilli ci ripensa e non si dimette Si tratta per un posto da assessore in Regione  - Clamoroso colpo di scena. Il presidente della Provincia rinuncia alle politiche -  Melilli ci ripensa e non si dimette Si tratta per un posto da assessore regionale a Mario Perilli.  Pressato da gente comune, sindaci (e dalla famiglia) il presidente della Provmcia, Melilli, non si dimette più anche se, benché criticato come metodo, viene ben compreso lo spirito provocatorio dell'atto volto ad una maggiore attenzione di Roma verso il Reatino. C'è anche una telefonata del presidente Marrazzo. Ed un incasso c'è stato per il Reatino: la possibilità che un nostro consigliere (Perilli?) possa far pane del governo regionale, precisi impegni per la Salaria e per la definizione delle concessioni per le sorgenti del Peschiera (con i relativi milionari incassi, per 30 anni, dal Reatino e dalla Provincia). Critica ai sindacati per la eslusione di Provincia e Comune dallo sciopero di domani: "Non siamo una controparte ma istituzioni dalla stessa parte". E poi la dimostrazione chiarificatoria che "la minaccia delle dimissioni non sono un fatto di Melilli ma un atto volto a favore dell'intero Reatino e dei suoi problemi". RIETI - II presidente della Provincia di Rieti e dell'Upi, Fabio Melilli, ha annunciato durante una conferenza stampa di non volersi dimettere a differenza di quanto ieri annunciato durante il consiglio provinciale reatino. "Sono arrivate una serie di telefonate da sindaci, amministratori, gente comune oltre che dai vertici nazionali del Pd e dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo che mi invitavano a rimanere al mio posto - ha dichiarato Melilli - ed ho deciso di non dimettermi. Ho chiesto a Marrazzo garanzie per questo territorio ed ai vertici del partito nelle prossime elezioni politiche: nel caso di una partita vinta avrei corso per le elezioni, in caso di una partita aperta abbiamo nel partito uomini e donne che possono farlo. Io sono fuori definitivamente dalla battaglia del Parlamento - ha chiarito - oggi penso di poterlo dire". Melilli ha anche spiegato che nella sua decisione di non dimettersi ha pesato il fatto che fossero «in fase di concretizzazione nei prossimi giorni vicende rilevantissime per questo territorio".                                                                                                                                                                              RIETI - Non si dimette. Il presidente della Provincia; Fabio Melilli, nonostante "la provocazione verso Roma  rimanga a favore del Reatino", non si dimette dopo una giornata (e soprattutto una notte quasi intera) "passata a rispondere alle molte telefonate di amici, gente comune, amministrarori pubblici e soprattutto da sindaci del Reatino: tuttì concordi che non mi sarei dovuto dimettere da presidente della Provincia anche se condividon in pieno i motivi del gesto volto ad attirare l'attenzione dei centri decisionali romani e della Regione (una telefonata dallo stesso presidente della Regione, Marrazzo) circa la necessità di dare una visibilità ed una posizione dignitosa nelle liste elettorali, ad un Reatino con i suoi mille problemi sociali ed infrastrutturali". Intervento anche della famiglia: pur riconoscendo il senso della cosa, "tu hai assunto un impegno con l'elettorato e l'impegno va mantenuto". Ma, al di là di tutto e delle varie contraddittorietà metodologiche, la minaccia di rassegnare le dimissioni a qualcosa e servita agli occhi di Roma: per esempio trovare uno spazio "alla presenza reatina a livello di governo regionale. Di più Melilli non dice ma ciò non impedisce il dilagare di "radio retrologia" ed al botteghino delle scommesse appare maggioritaria la seguente interpretazione: la possibilità delle dimissioni del consigliere Mario Perilli (Pd e Ds) che diventerebbe assessore e l'entrata di Vincenzo Lodovisi (Pd ex Margherita) al suo posto. Fantapolitica? E poi il richiamo alla Regio- , ne sulla "questione acqua" relativamente alla concessione per le sorgenti del Peschiera attualmente alla romana Acea: a parte le concessioni, al Reatino devono essere dati, quale risarcimento, 8 milioni di euro per 30 anni più 25 milioni alla Provincia. Ed un richiamo per la Salaria. E poi i sindacati in relazione allo sciopero generale di domani da dove sono state escluse Provincia e Comune: "E' un errore grave non considerare dalla loro parte sia me che il sindaco Emili per ciò che istituzionalmente rappresentiamo e quindi è fuori luogo la lettura che i sindacati fanno del processo di lotta. E' grave considerare la politica dall'altra parte e non dalla stessa. Saranno smentiti dalle nostre realizzazioni". Metodo (molto criticato) a parte, a qualcosa la "provocazione" di Melilli è servita. Anche a chiarire che "Non è stato un fatto personale ma per una attenzione di Roma sul Reatino". atto personale ma per una attenzione di Roma sul Reatino". (Ajmone Filiberto)

 

 14 Febbraio 2008

Da Zingaretti a Marazzo, dalla moglie Tiziana alla gente: «Non lasciare la guida della Provincia» Dietro front, Melilli non si dimette n presidente: «La battaglia per Rieti continua». Perilli verso la Giunta della Pisana Nicola (Zingaretti, segretario regionale Pd) chiama a conferenza stampa appena iniziata, il Governatore Marrazzo manda anche una dichiarazione, «i vertici del Pd, partito del quale siedo in direzione nazionale» hanno chiamato pure loro «anche se, vi confesso, che le telefonate che fanno più piacere sono quelle dei sindaci e della gente comune». Tanti numeri sul display, un solo messaggio: presidente Melilli non ti dimettere. Ma più convincente di tutti dev'essere stata la moglie Tiziana: «e l'impegno che hai preso con la gente di Rieti?». No, Fabio Melilli non si dimette e Sergio Pirozzi, che ci aveva scommesso, si tiene la sua Murtipla a metano: «la battaglia per avere attenzione su Rieti continua», ma al momento bastano, oltre alle telefonate, l'impegno di Zingaretti «perché Rieti abbia spazi giusti» - evidentemente nelle liste delle Politiche - e, neanche tanto in subordine, che lo stesso accada in Giunta regionale. Da giorni si ipotizza un ingresso "risarcitorio" in Giunta di Mario Perilli così da aprire le porte del consiglio regionale a Vincenzo Lodovisi. E la Sabina è a posto. Quanto al «posto al sole per Rieti» alle politiche «la partita è aperta, ma non per me, io sono fuori», precisa Melilli. E' sarebbero disponibili solo posti dignitosi e, per come è congegnato il sistema, le chance maggiori le avrebbero le donne. Per questo si parla di una possibile candidatura di Elena Leonardi, quota femminile nella disponibilità di Enrico Letta. Più considerazione di cosìi... Intanto nel centro destra è già tempo di festeggiamenti: lo fa, stasera alla "Foresta" l'onorevole Guglielmo Rositani infilando con il 70esimo compleanno e la festa di San Valentino anche la probabile, imminente ricandidatura al Parlamento (dove è già stato eletto quattro volte, prima candidatura nel 1968). E' il regalo atteso dalla guest star della serata, Altero Matteoli, che in questi giorni affianca Fini nella partita delle candidature. Se così fosse Antonio Cicchetti avrebbe poco da stare allegro: ma tanto lui alla festa non era invitato comunque.

 

 

  14 Febbraio 2008

Il Presidente Melilli si dimette per dare risalto ai problemi Una scelta fatta per sensibilizzare la RegioneLazio sui tanti problemi del territorio reatino e dintorni - Il presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli , ha annunciato di volersi dimettere per attirare l'attenzione sui problemi del suo territorio. Il presidente, in un consiglio straordinario dell'assemblea provinciale, ha precisato che Tutto voglio fare tranne creare difficoltà: ma, se abbassiamo i toni, rischiamo di non essere ascoltati da Roma. Non rivendichiamo spazi, ma dignità". " La provincia ha bisogno di una rappresentanza forte, di contare di più, lo dicono i sindacati. Abbiamo bisogno di dare a questa provincia delle prospettive certe di crescita. La gente ci chiede di fare. Abbiamo bisogno di rafforzare lo spirito unitario". "Ad oggi - ha chiarito - posso dire che sto per compiere un gesto, quello di dimettermi, che sarà molto probabile, tenendo conto che non ne uscirò bene. Nelle prossime ore condurrò una battaglia affinchè il territorio reatino abbia una rappresentanza più forte e questi quindici giorni ci consentiranno di poter avanzare richieste per la nostra comunità"

 

  14 Febbraio 2008

 Elezioni  - II presidente della Provincia ha sciolto le riserve: «Sono fuori dalla battaglia per il Parlamento» Nessuna garanzia dai vertici del Pd del posto sicuro in lista e tenuta della coalizione a rischio Melilli non si dimette. «Per Rieti» La richiesta di tanti sindaci, Ato3, piano rifiuti e Salaria i motivi della rinuncia . Contrordine. Non si dimette più. Fabio Melilli resta Presidente della Provincia di Rieti anche "perché c'era il rischio rispetto alla tenuta della coalizione". Oltre ai pericoli di sfaldamen-to di un centrosinistra "che a livello nazionale non c'è più" ma che a Palazzo d'Oltre Velino continua a governare, la decisione è stata presa soprattutto perché non è arrivata dai vertici nazionali del Pd la garanzia di un posto sicuro in lista, uno dei primi posti per intenderci, che avrebbe offerto la chance di "maggiore rappresentanza di Rieti". Melilli non parla direttamente di posti in lista ma racconta che, nonostante "non si possa fare con la stessa forza visto che non sono direttamente in campo", continuerà la "battaglia" chiedendo ai vertici del Pd "le giuste garanzie per il territorio". Per il momento la battaglia per ottenere dei posti nella lista del Partito Democratico per le prossime politiche, dopo i colloqui con il segretario regionale Nicola Zingaretti, ha ottenuto l'unico risultato di "avere garanzie importanti a livello di possibilità di elezione". Traducendo dal politichese si capisce che per il momento le caselle che il Pd è disposto a concedere ai reatini non sono di primissi-mo ordine ma più probabil mente intorno a quelle stesse posizioni che impedirono ad altri di essere eletti nel 2006, cioè quelle intermedie. "Le riflessioni vanno avanti", ha assicurato il Presidente. Riflessioni e pensieri che potrebbero coinvolgere anche Mario Perilli e Anna Maria Massimi (che nel pomeriggio fanno sapere di aver "apprezzato molto la scelta difficile del presidente Melilli"), "perché le elezioni liberano dei posti in regione e sono convinto che sarebbe giusto che tutti insieme cercassimo di aumentare la nostra forza". Altri motivi di questa scelta? Melilli spiega di essersi reso conto che "la gente non avrebbe capito, interpretando il gesto in mòdo diverso da quelli che erano i miei intendimenti. Il sospetto che privilegiavo un posto al sole faceva pagare un prezzo troppo alto a me, alla coalizione e al Pd". Certo che comunque anche questo circuito di voci, simili annunci e poi smentite di dimissioni, al riparo delle critiche non lo metterà di certo. "Capisco che ci sono elementi che possono essere letti come contraddittori". Tradotto ancora dal linguaggio della politica: Melilli lo sa bene.( Marco Fuggetta)

  13 Febbraio 2008

  RIETI - "E' la certificazione della crisi della identità politica del centrosinistra": cosi il capogruppo Giovanni Pompei (Prc) giudica il politicamente anomalo consiglio provinciale in apertura del quale il presidente Fabio Melilli annuncia la possibilità delle proprie dimissioni quali "conseguenza degli ostacoli che una candidatura parlamentare reatina trova negli ambienti nazionali e regionli del Partito democratico". Per Melilli "se il Pd cresce .è giusto che lo faccia anche il Reatino" per cui le dimissioni sono un "gesto di provocazione o di rottura se il Reatino non dovesse avere uri riconoscimento territoriale m termini di rappresentanza politico-parlamentare: una rappresentanza forte, per contare di più: lo chiedono anche i sindacati" precisando come "non è in gioco la camera di Melilli" ma "l'avvenire di un intero territorio". E Melilli, al di là degli umori, "valuterà" serenamente "prima di consegnare agli atti le mie dimissioni". (che potrebbero essere presentate anche oggi con la 'possibilità di essere ritirate "ove la mia provocazione ottenga l'effetto desiderato"). E fiammifero è stato acceso da una interrogazione del capogruppo Gianfranco Gatti (Udc) cui hanno aderito i capigruppo Paolo Trancassini (An) e Michele Pasquale Nicolai (FI), interrogazione che si è persa nel mare magnum del dibattito sull'annuncio di Melilli. Sospensione del consiglio, riunione del centrosinistra che critica Melilli "per aver assunto in solitudine la decisione della comunicazione ignorando i partiti ed il loro ruolo". Gli interventi da parte del centrosinistra hanno avuto tutti la stessa cifra di stupore per non essere stati quantomeno (lo stesso capogruppo del Pd, Filippo Lucentini, avrebbe appreso delle possibili dimissioni dagli organi di informazione). Diversa la cifra degli interventi del centrodestra: a parte l'interrogazione Gatti-Trancassini-Nicolai, Emanuele Micarelli (An) non fa sconti circa la "crisi interna al centrosinistra ritenendo le dimissioni di Melilli al di fuori degli interessi del territorio" mentre Antonio Cicchetti (An), a proposito degli impegni assunti con il territorio sociale, ricorda quando "nel 2000 Storace voleva candidarmi alle Regionali ma rifiutai per gli impegni assunti con la città di cui ero sindaco". Ma se il centrodestra vede nelle dimissioni di Melilli un fatto "personale e non una provocazione a favore del Reatino", lo stesso Melilli smentisce la  riduttiva interpretazione in quanto "siccome il 33 percento della lista deve essere riservato alle donne, io stesso proporrò la candidatura parlamentare di una donna quale presenza del Reatino". Insomma nulla è ancora definito e tutto ancora possibile anche se i margini positivi per una candidatura parlamentare risultano essere al quanto ristretti allo stesso Melilli. Ma, al di là delle "ragioni dei partiti", qualche simpatica malignità circolava nei corridoi: la meno cattiva : "Questi fanno finta di arrabbiarsi perché sono consapevoli che, dopo un anno di commissariamento della Provincia, difficilmente molti saranno rieletti perché chi li tiene uniti ed in vita è soltanto Melilli". (Ajmone Filiberto)

 

 13 Febbraio 2008

 LEONESSA -  Provincia batte Leonessa 13 a 5: dopo una lunga maratona oratoria (ce n'era abbastanza per salire e scendere dal Terminillo) dei due documenti votati dal consiglio è passato quello della maggioranza firmato da Filippo Lucentini (Pd), che se da un lato «impegna la Giunta Provinciale (cioè se stessa, ndr} ad assicurare lo sviluppo del comprensorio montano dell'intera provincia e scongiurare ogni altro eventuale tentativo di disgregare l'assetto territoriale» nonché «a sollecitare la Regione per un rapido pronunciamento sul progetto di sviluppo integrato elaborato dalla Provincia» dall'altro invita il consiglio comunale di Leonessa «a rivedere la propria posizione». Ovvero, a fare dietro front rispetto al proposito di chiedere il distacco dal Lazio e l'annessione all'Umbria. Un'iniziativa «non condivisa» dal consiglio provinciale in quanto «penalizzante per Leonessa e per la provincia di Rieti». Questa risoluzione, ai voti, ha avuto la meglio su quella presentata dal consigliere e vice sindaco di Leonessa Paolo Trancassini (An) che invitava invece il consiglio a «censurare il comportamento dilatorio della Regione, più attento a logiche di coalizione che non al rispetto di un territorio e alle sue legittime e concrete possibilità di sviluppo» e «ad approvare senza indugio il programma degli interventi sul Terminillo.
 

  13 Febbraio 2008

 Leonessa Provincia di Rieti, no alla "secessione" - Il Consiglio Provinciale ai Rieri ha votato e approvato a maggioranza - respingendo l'odg proposto dal capogruppo di An Paolo Trancassini sulla richiesta di referendum per l'aggregazione di Leonessa alla Regione Umbria - l'ordine del giorno proposto, e condiviso da tutte le forze di maggioranza, dal capogruppo del Pd Filippo Lucentini. Il testo dell'odg appena approvato dal Consiglio Provinciale spiega che: «Il Consiglio Provinciale, preso atto della deliberazione del Comune di Leonessa relativa alla indizione del referendum per il distacco dalla Regione Lazio e per il conseguente accorpamento alla Regione Umbria, non condivide ogni iniziativa tesa a favorire lo smembramento della provincia di Rieti. Il Consiglio Provinciale valuta tale iniziativa penalizzante per Leonessa, per la sua cittadinanza, per la provincia di Rieti e per la popolazione del territorio provinciale. Invita il Consiglio Comunale di Leonessa a rivedere la propria posizione espressa nella suddetta deliberazione. Impegna la Giunta Provinciale ad assicurare lo sviluppo del comprensorio montano dell'intera provincia e scongiurare ogni altro eventuale tentativo di disgregare l'assetto territoriale. Impegna, altresì, la Giunta Provinciale a sollecitare al Regione Lazio per un rapido pronunciamento sul progetto di Reference.

 

  13 Febbraio 2008

 Respinta la scissione di Leonessa - Un Consiglio provinciale fiume quello andato in scena per l'intera giornata di ieri. Mattinata dedicata alle comunicazioni di Melilli e alla discussione su due interrogazioni su consulenze e incarichi esterni presentata da Leonardi (Fi) e sui contributi allo sport da Pirozzi (An). Pomeriggio monopolizzato dal dibattito sull' odg presentato dal capogruppo di An Paolo Trancassini in merito al referendum per l'annessione all'Umbria di Leonessa. "Posso comprendere le ragioni" - ha detto Melilli -"Ciò che non condivido è che si metta in discussione l'appartenenza alla nostra provincia di cui Leonessa è parte integrante e sostanziale. I problemi non si risolvono ruggendo ma confrontandosi e trovando solidarietà che per quanto mi riguarda la comunità leonessana ha, tutta intera". Dall' opposizione è stato Cicchetti (An) a sottolineare che "nonostante tutti si dicono d'accordo" nulla si muove. "Lo stesso Marrazzo si è detto d'accordo. Ma è possibile fermare un processo di questo tipo per il veto di due o tre persone? Una componente (i verdi, ndr) che non influisce neanche sulla maggioranza". Infine Cicchetti ha annunciato "l'intenzione di andare avanti su questa vicenda fino in fondo anche in Regione". Alla fine il consiglio ha votato e approvato a maggioranza -respingendo l'odg proposto da Trancassini - l'ordine del giorno proposto, e condiviso da tutte le forze di maggioranza, dal capogruppo del Pd Filippo Lucentini. Hanno espresso voto contrario i consiglieri: Trancassini, Micarelli, Leonardi, Nicolai e Cicchetti. La maggioranza si è detta contraria all'accorpamento alla Regione Umbria, perché porterebbe ad uno smembramento della provincia di Rieti. Il Consiglio ha valutato L'iniziativa penalizzante per Leonessa, per la sua cittadinanza, per la provincia di Rieti e per la popolazione del territorio provinciale invitando il consiglio di Leonessa a «ripensarci». Mar.Fug.

 

  13 Febbraio 2008

LEONESSA parte integrale del Lazio: il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli sembra bocciare la volontà dell'amministrazione del centro sabino di «annettersi» all'Umbria. «Posso comprendere le ragioni di Leonessa e la sua voglia di determinare migliori condizioni per il proprio sviluppo -ha detto Melili; - Ciò che non condivido è che si metta in discussione l'appartenenza alla nostra provincia di cui Leonessa è parte integrante e sostanziale. I problemi non si risolvono fuggendo ma confrontandosi e triivando solidarietà che per quanto mi riguarda la comunità leonessana ha, tutta intera», ha concluso Fabio Melilli in merito alla discussione, tuttora in corso in Consiglio Provinciale, sull'esame dell'istanza presentata dal capogruppo di An, Paolo Trancassini, relativa alla richiesta di referendum per l'aggregazione di Leonessa alla Regione Umbria. 
 

  13 Febbraio 2008

Elezioni II numero uno della Provincia deciderà dopo il consiglio dei ministri sulla possibilità di revoca delle dimissioni. La Sinistra Arcobaleno correrà da sola Melilli «appeso» a un decreto  - Lascerebbe per dare rappresentanza al centrosinistra reatino in Parlamento-Si dimette, non si dimette? Forse si. Ma poi le revoca? Ieri mattina era partito il totoscommesse a Palazzo d'Oltre Velino sulle reali intenzioni del Presidente della Provincia in merito alle dimissioni da presentare per poter ambire alla candidatura in Parlamento nelle liste del Partito Democratico. E proprio anticipando un'interrogazione dell'opposizione, il Presidente Fabio Melili! ha spiegato la situazione. "La nostra provincia ha bisogno di contare di più" per questo "sto per compiere un gesto, quello di dimettermi dalla presidenza della Provincia, che sarà molto probabile, tenendo però conto che non ne uscirò bene". Insomma solo un «annuncio» di dimissioni "che potrebbero arrivare stasera (ieri sera, ndr) o domani" ma che, qualora i vertici regionali e nazionali del Pd non accettino la candidatura, potrebbero essere revocate. "Valuterò, perciò, cosa fare prima di consegnare agli atti le mie dimissioni". Le comunicazioni del Presidente dell'Upi aprono la strada al diluvio di commenti. La sinistra radicale chiede subito la sospensione del consiglio. Da dieci minuti il break sfiora l'ora e al rientro in aula Giovanni Pompei (Rc) spiega a Melilli che "l'intervento non convince" aggiungendo che "sarebbe stato più opportuno preannunciare le sue dimissioni" e che "il Pd si dovrà assumere la responsabilità di queste decisioni visto che non c'è stato nessun tavolo di confronto tra i partiti della coalizione". Infine la promessa: "nell'eventualità delle dimissioni la Sinistra arcobaleno andrà da sola alle elezioni provinciali". Dai banchi del centrodestra Cicchetti (An), anch'egli probabile candidato, bacchetta Melilli perché "nonostante anch' io sia candidabile non mi passa per la testa di fare i capricci o dire che sono indispensabile". Trancassini (An) parla di "ambizioni personali" mentre Nicolai (Fi) di "epilogo che però non si comprende" e infine Lidia Nobili che attacca Melilli accusandolo di "aver sempre anteposto i suoi interessi a quelli delle istituzioni". La sensazione generale è che gli ostacoli romani nel Pd per la candidatura di Melilli siano concreti e che lo stesso Presidente abbia puntato ad alzare il tiro inviando messaggi a Roma. Ma, contemporaneamente, questa mossa ha sortito fatalmente l'effetto di evidenziare i nervi scoperti tra Pd e Sinistra Arcobaleno a Palazzo d'Oltre Velino. Critiche Dai banchi dell'opposizione accuse di ambizioni e protagonismo .(Marco Fuggetta)

 

 13 Febbraio 2008

 Alta tensione in consiglio provinciale. Cicchetti: «Io invece non trad