Rassegna Stampa 
  
     
 

 

 

 

 31  Dicembre 2008

 LEONESSA "Bruschettata" in corso San Giuseppe  - Fino al 6 gennaio in scena a Leonessa il ricco contenitore di eventi "Insieme per il Natale". Prossimo appuntamento domani, in corso San Giuseppe, con "la bruschettata"; alle 18,30, nella chiesa di S. Maria Grande, concerto di Capodanno tenuto dall'Ensemble d'archi Sequenza (direttore Angelo M. Bruzzese, solista Fabio-la Battaglini-xylophone); alle 21,30, al teatro parrocchiale San Pietro, il circolo culturale "Durante Dorio" riproporrà la commedia in vernacolo di Nardino Cesaretti "Lu Fantasma".

 31  Dicembre 2008

 Terminillo, il nodo irrisolto del rilancio della montagna - No, il 2008 non è stato ancora l'anno giusto per il ritornoo al Terminillo ma poco c'è mancato che non fosse quello della fuga di Leonessa, da Rieti e dal Lazio. Poco più che una provocazione, quella lanciata dall'ex sindaco Paolo Trancassini un anno fa giusto di questi tempi, che però col rotolare dei mesi si ingrossa fino a diventare una piccola valanga politica che poteva avere effetti letali sul fragilissimo sistema territoriale di una Provincia in perenne ricerca di identità. Ma i 926 sì che si contano nel gelido pomeriggio del primo dicembre nei tre seggi aperti a Leonessa se salvano il referendum non bastano però ad innescare il processo di secessione del comune dal Lazio. E tra tanta soddisfazione da parte di Regione e Provincia ecco anche il rammarico di Melilli, per essere stato lasciato solo a difendere l'integrità della "sua" Provincia.
Con Leonessa tutto cominciò con le mancate risposte della Regione al piano sul Terminillo promosso dalla Provincia nel giugno 2006 e del quale era parte integrante il progetto per lo sfruttamento sciistico della Vallonina della società Isic. Per il sindaco Alfredo Rauco e una buona fetta di leonessani è solo da quel progetto (valore stimato in 50 milioni di euro, tutti a carico di privati) che per Leonessa può arrivare un futuro, coniugando montagna a sviluppo: dunque i "no" espliciti ed impliciti a quel piano suonano come schiaffi ad una comunità piccola ma orgogliosa della sua identità e specificità. Così, strada facendo, diventano questi i termini chiave della battaglia, che dal paese e dalle ville di Leonessa scende a valle accendendo curiosità e riuscendo, per un attimo almeno, a coagulare intomo a quel «via dal Lazio, torniamo in Umbria» se non proprio consensi certo interesse e una malcelata simpatia.
I giorni passano, e se nel reatino si discute se ci sia o meno un'idea una di provincia di Rieti, a Roma in consiglio regionale affiora il caso della secessione di Leonessa e con essa del piano mai partorito per il rilancio del Terminino. Piano che però la Provincia nel frattempo ha cambiato: accantonato quello con gli impianti in Vallonina, si lavora su un'altra ipotesi che prevede un radicale ammodernamento degli impianti esistenti, lo scavalco tra i due versanti, lo sviluppo di Campo Stella, l'integrità di Vallonina. Aspettando il progetto, il consiglio regionale impegna la giunta Marrazzo ad approvarlo quanto prima. Come e quando lo scopriremo nel 2009.
(Alessandra Lancia)
 

 28  Dicembre 2008

Cinque milioni di euro per rilanciare fl turismo La Sabina punta su verde,borghi,alberghi e ostelli  - Dalla Regione Lazio in arrivo cinque milioni e mezzo di euro per alberghi e ostelli: nel progetto saranno coinvolti 37 comuni della provincia di Rieti.
Natura, verde, borghi, storia, e presto anche strutture ricettive pubbliche in grado di accogliere i turisti nel modo migliore e a basso costo: per i comuni dell'Appennino laziale si apre una nuova prospettiva di sviluppo turistico, grazie ai 5 milioni e mezzo di euro che la Regione Lazio ha destinato alla riqualificazione e al potenziamento della ricettività delle zone montane. Su proposta dell'assessore al Turismo Claudio Mancini, la giunta Marrazzo ha infatti deciso di mettere a disposizione di 64 comuni dell'Appennino, nelle province di Rieti, Roma e Frosinone, le risorse provenienti dal Fondo Unico Regionale per il Turismo, attraverso un avviso pubblico rivolto agli enti locali. «L'obiettivo è rafforzare il sistema dell'accoglienza, nell'ottica di uno sviluppo "sostenibile nei territori montaani della regione attraverso l'incremento e la riqualificazione delle strutture ricettive di proprietà pubblica. Tutto questo per migliorare la fruibilità del territorio dell'Appennino laziale, ricco di grandi potenzialità turistiche, dove vogliamo incentivare l'aumento dei posti letto e la crescita di un'offerta diversificata ed ecocompatibile», spiega l'assessore al Turismo della Regione Lazio, Claudio Mancini.
Quattro le tipologie di intervento cui sono destinate le risorse, che verranno gestite da Sviluppo Lazio. Innanzitutto la riqualificazione di strutture ricettive turistiche pubbliche già esistenti, per l'adeguamento alle norme di sicurezza e per l'abbattimento delle barriere architettoniche, cui sono destinati 3 milioni di euro (in questo ciascun contributo potrà variare da un minimo di 200mila a un massimo di 8OOmila euro).
All'incentivazione del risparmio energetico, del turismo sostenibile ed ecocompatibile vanno invece TOOmila euro, per contributi compresi tra un minimo di 25mila a un massimo di 1OOmila euro. Alla realizzazione o al completamento di strutture già realizzate è destinato poi un milione e mezzo di euro (ogni contributo potrà variare tra i 1OOmila e i 250mila euro). Infine SOOmila euro sono destinati alla dotazione di sistemi informatici innovativi e di sistemi per l'e-commerce, con l'installazione di applicazioni che consentano di provvedere via computer all'obbligo di registrare gli ospiti - pratica utilizzata per i fini statistici - ma anche di verifìcare la soddisfazione dei clienti (i contributi andranno da un minimo di 1Omila a un massimo di 50mila euro).
In provincia di Rieti 37 i comuni che potranno presentare domanda.
I paesi coinvolti dal progetto I COMUNI che possono presentare domanda per il finanziamento degli interventi sono: in Provincia di Rieti, Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Ascrea, Borbona, Borgorose, Borgovelino, Cantalice, Castel di Torà, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Cittareale, Collalto Sabino, Colle di Torà, Collegiove. Colli sul Velino, Concerviano, Contigliano, Fiamignano, Greccio, Labro, Leonessa, Marcetelli, Micigliano, Monte S. Giovanni Reatino, Montenero Sabino, Morrò Reatino, Nespolo, Paganico Sabino, Pescorocchiano, Petrella Salto, Poggio Bustone, Posta, Rieti, Rivodutri, Turania e Varco Sabino. In Provincia di Roma: Arcinazzo Romano, Arsoli, Camerata Nuova, Cervara di Roma, Jenne, Riofreddo, Subiaco, Vallepietra, Vallinfreda e Vivaro Romano. In Provincia di Fresinone: Acquafonda, Alvito, Campoli Appennino, Collepardo, Filettino, Guarcino, Pescosolido, Picinisco, San Biagio Saracinisco, San Donato Val Comino, Settefrati, Sora, Trevi nel Lazio, Vallerotonda, Veroli, Vico nel Lazio e Viticuso.

 

 27  Dicembre 2008

LEONESSA Polenta bruschettà e salsicciata in piazza Le feste si riempiono di tanti buoni sapori E' assai ricco di appuntamenti il programma dei festeggiamenti per le vacanze natalizie di Leonessa. Tutti siono organizzati da Comune, Pro loco e parrocchia. Si inizia domani, sabato 27, alle 18.30 nella chiesa di Santa Maria con il concerto della "Corale San Giuseppe" di Leonessa.
Domenica, alle 21.30, nel teatro parrocchiale di San Pietro, il circolo culturale Durante Dorio presenta invece la commedia in vernacolo "Lu Fantasma" di Nardino Cesaretti. Martedi 30 l'appuntamento è culinario: alle 17.30 "polentata" in corso San Giuseppe a cura dei commercianti, mentre mercoledì alle 18 nella chiesa di Santa Maria c'è la "Messa di ringraziamento".
Diversi appuntamenti sono previsti anche per il giorno di Capodanno: alle 16.30 "La bruschetta" in corso San Giuseppe a cura dei commercianti, alle 18.30 nella chiesa di Santa Maria, grande "Concerto di Capodanno" dell'Ensemble d'archi "Sequenza", diretto da An gelo Maria Bruzzese e solista Fabiola Battaglini ed infine, alle 21.30, replica della commedia "Lu Fantasma" che verrà messa in scena anche nei giorni seguenti. Venerdì 2 gennaio, alle 18.30 nella chiesa di Santa Maria, il concreto del Quartetto di clarinetti "Emesto Cavallini".
Ancora musica classica in calendario per domenica 4 gennaio con il Quartetto d'Archi "Interludium" di Roma, in programma alle 18.30 nell'Auditorium Santa Lucia.
Il 5 gennaio alle 18.30 si toma alla gastronomia locale con l'organizzazione della ormai classica salsicciata e il vin brulé in piazza che si terrà in occasione della premiazione del concorso "Scopriamo i presepi dell'altipiano Leonessa". Alle 21.30, nel centro sportivo, spettacolo di cabaret con Giangranco Fino e Gianluca Giuliarelli.
Per il giorno della Befana, infine, alla 8.30, tradizionale "Messa della Bambina" aperta solo agli uomini e dell'Epifania; quindi, alle 12, arrivo della Befana con i doni per bambini nella chiesa di Santa Maria.
(Francesco Chiaretti)
 

 24  Dicembre 2008

Il bilancio passa, le polemiche restano Trancassini (An): «Melilli dimostra di non avere una linea politica per il territorio» Notte di veglia in Provincia per l'approvazione del bilancio di previsione del 2009, passato con i soli voti della maggioranza e il "no" dei 4 irriducibili della minoranza capeggiati da Paolo Trancassini. Ammonta a 124 milioni e 700mila euro il volume complessivo di entrate e spese dell'ente, con le entrate garantite quest'anno da alienazioni, trasferimenti di capitale e riscossione di credito per 70 milioni di euro, dai contributi di Stato e Regione (30 milioni di euro), tributi ( 14 milioni di euro). 44 i milioni di euro di spesa corren te (di cui 14 milioni di euro per il persoale), 71 i milioni di euro di spese in conto capitale, 1,1 milioni per rimborso prestiti, 7,3 milioni di euro per servizi per conto terzi. Approvato anche il piano triennale delle opere pubbliche su cui ha relazionato l'assessore Rufino Battisti.
«L'ultimo bilancio approvato dimostra ancora una volta che la giunta Melilli non ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio», il giudizio del consigliere Paolo Trancassini. «Non uno slancio, ne un'idea e neppure un'analisi del territorio e delle sue potenzialità dalle quali partire per il rilancio dell'economia. Cosa è stata la Provincia di Melilli? A cosa potrà essere associato il suo mandato? Non una risposta, su questo, è venuta dai banchi della maggioranza». Forse perché i consiglieri erano impegnati nella lettura del documento della Sinistra democratica sulla questione morale nel Pd. «Visto lo strappo, mi aspettavo una risposta anche su questo», chiudeTrancassini. Ma si è fatto tardi. Notte.
A.L.
 

 24  Dicembre 2008

Attacco Impietoso -  il capogruppo di An; «Bilancio mediocre» Trancassini boccia la Provincia - L'ultimo bilancio preventivo dell'amministrazione guidata da Fabio Melilli non ha fatto una buona impressione all'opposizione.
A spiegare i motivi, e a puntare i riflettori sui problemi del centrosinistra a pochi mesi dalle elezioni provinciali, è ancora una volta il consigliere di minoranza Paolo Trancassini.
«La presidenza di Fabio Melilli - spiega Trancassini - si è caratterizzata per una navigazione a vista e l'ultimo documento di programmazione ne è la conferma: non uno slancio, ne un'idea, ma soprattutto nessuna analisi attenta del territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali partire per il rilancio». A cosa associare il mandato di Melilli? È questa la domanda che si ripete Trancassini. Una delle risposte è che «se l'amministrazione provinciale non deciderà di ripartire dalle peculiarità del territorio e della sua storia continuerà a celebrare i funerali delle industrie».
Torna anche su Leonessa Trancassini, spiegando che «con il referendum si è dimostrato che la politica quando ha la capacità e la tenacia di battersi per il proprio territorio ottiene importati risultati. Oggi si parla del Terminino e del suo rilancio e verranno rea lizzati nuovi impianti di risalita: tutto questo lo si deve alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia democratica che ha avuto al centro il territorio». Infine Trancassini affonda sulla «questione morale» del Pd, facendo riferimento al duro comunicato emesso dagli alleati di Sinistra democratica, del quale vi abbiamo dato conto ieri. «Considerato che tale formazione politica amministra la Provincia di Rieti mi aspetto un chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo avute. Auspico che Melilli e Sinistra democratica lo facciamo al più presto, visto che c'è poco da interpretare su quanto scritto da Sd. Lo strappo è evidente».
(Marco Fuggetta)

 

 24  Dicembre 2008

Il consigliere Trancassini all'attacco della giunta Melilli "Gli impianti al Terminillo? Una vittoria di Leonessa" - "La Provincia non è in grado di garantire sviluppo"
"I nuovi impianti al Terminillo sono la vittoria della battaglia compiuta da Leonessa. La giunta alla guida della Provincia di Rieti non ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio". Non usa mezzi termini il consigliere provinciale Paolo Trancassini, che muove una severa critica alla gestione Melilli.
"L'ultimo bilancio approvato dimostra ancora una volta che la giunta alla guida della Provincia non ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio". E' quanto dichiarato dal consigliere provinciale Paolo Trancassini.
"La presidenza di Fabio Melilli - spiega Trancassini - si è caratterizzata per una navigazione a vista e l'ultimo documento di programmazione ne è la conferma: non uno slancio, ne un'idea, ma soprattutto nessuna analisi attenta del territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali partire per il rilancio dell'economia. Qual è stata la Provincia di Melilli? A cosa potrà essere associato il suo mandato? Non una risposta in tal senso dai banchi della maggioranza. Se l'amministrazione provinciale non deciderà di ripartire dalle peculiarità del territorio e della sua storia continuerà a celebrare i funerali delle industrie. Occorre, infatti, una seria politica di rilancio dell'artigianato, del commercio, del turismo e dell'agricoltura e di questo non v'è traccia nell'ultimo bilancio e nemmeno in quelli degli anni precedenti".
Nel corso della seduta di lunedì Paolo Trancassini è stato chiamato in causa ripetutamente dai consiglieri di maggioranza sul tema della consultazione referendaria di Leonessa. "Con il referendum ú spiega il consigliere provinciale - si è dimostrato che la politica quando ha la capacità e la tenacia di battersi per il proprio territorio ottiene importati risultati. Oggi si parla del Terminillo .e del suo rilancio e verranno realizzati nuovi impianti di risalita: tutto questo lo si deve alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia democratica che ha avuto al centro il territorio e il suo sviluppo".
La incapacità della giunta di centrosinistra nel realizzare e progettare si è palesata anche nella disfatta in materia di Piano territoriale provinciale generale (Ptpg). "È evidente - continua Trancassini - il fallimento nella mancata approvazione del Ptpg, annunciato più volte dal vicepresidente Roberto Giocondi come una grande possibilità di sviluppo per le deleghe 'a cascata' che avrebbe avuto questo Piano. Dopo cinque anni, non è stato approvato perché più volte rimandato indietro per l'incapacità di progettare da parte di questa amministrazione provinciale".
Chiarimenti vengono chiesti, inoltre, sulle gravi affermazioni riportate in una nota di Sinistra democratica in merito alla ó cosiddetta questione morale all'interno del Pd. "Mentre la nostra è una condanna politica per il centrosinistra - commenta Trancassini ieri si è registrato un attacco sulla moralità del Partito democratico presente sul nostro territòrio. Considerato che tale formazione politica amministra la Provincia di Rieti mi aspetto un chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo avute. Auspico che Melilli e Sinistra democratica lo facciamo al più presto, visto che c'è poco da interpretare su quanto scritto da Sd. Lo strappo che si è consumato è evidente".
 

www.ilgiornaledirieti.it  23  Dicembre 2008

«L’ultimo bilancio approvato dimostra ancora una volta che la giunta alla guida della Provincia non ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio». Lo dichiara il consigliere provinciale Paolo Trancassini.

«La presidenza di Fabio Melilli – continua Trancassini - si è caratterizzata per una navigazione a vista e l’ultimo documento di programmazione ne è la conferma: non uno slancio, né un’idea, ma soprattutto nessuna analisi attenta del territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali partire per il rilancio dell’economia. Qual è stata la Provincia di Melilli? A cosa potrà essere associato il suo mandato? Non una risposta in tal senso dai banchi della maggioranza. Se l’amministrazione provinciale non deciderà di ripartire dalle peculiarità del territorio e della sua storia continuerà a celebrare i funerali delle industrie. Occorre, infatti, una seria politica di rilancio dell’artigianato, del commercio, del turismo e dell’agricoltura e di questo non v’è traccia nell’ultimo bilancio e nemmeno in quelli degli anni precedenti».

Nel corso della seduta di ieri, Paolo Trancassini è stato chiamato in causa ripetutamente dai consiglieri di maggioranza sul tema della consultazione referendaria di Leonessa.

«Con il referendum – spiega il consigliere provinciale – si è dimostrato che la politica quando ha la capacità e la tenacia di battersi per il proprio territorio ottiene importati risultati. Oggi si parla del Terminillo e del suo rilancio e verranno realizzati nuovi impianti di risalita: tutto questo lo si deve alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia democratica che ha avuto al centro il territorio e il suo sviluppo».

«La incapacità della giunta di centrosinistra nel realizzare e progettare si è palesata anche nella disfatta in materia di Piano territoriale provinciale generale (Ptpg). È evidente – continua Trancassini - il fallimento nella mancata approvazione del Ptpg, annunciato più volte dal vicepresidente Roberto Giocondi come una grande possibilità di sviluppo per le deleghe ‘a cascata’ che avrebbe avuto questo Piano. Dopo cinque anni, non è stato approvato perché più volte rimandato indietro per l’incapacità di progettare da parte di questa amministrazione provinciale».

Chiarimenti vengono chiesti, inoltre, sulle gravi affermazioni riportate in una nota di Sinistra democratica in merito alla cosiddetta questione morale all’interno del Pd. «Mentre la nostra è una condanna politica per il centrosinistra – commenta Trancassini - ieri si è registrato un attacco sulla moralità del Partito democratico presente sul nostro territorio. Considerato che tale formazione politica amministra la Provincia di Rieti mi aspetto un chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo avute. Auspico che Melilli e Sinistra democratica lo facciamo al più presto, visto che c’è poco da interpretare su quanto scritto da Sd. Lo strappo che si è consumato è evidente».

 

Avv. Giuseppe La Bella  23  Dicembre 2008

 Torno a scrivere sul “nostro” sito, ma questa volta solo a titolo personale, dopo l’aspra, ma leale, campagna referendaria e dopo i tentativi, già denunciati, di mistificarne i risultati.  Questa volta, visti i precedenti senza alcuna meraviglia, leggo sulla stampa (e non) che il “grimaldello” (io l’avevo chiamata clava!) del referendum porterà gli impianti sciistici a Leonessa…con ben due piste del “Progetto ISIC”, oltre a quelle, ovviamente, tanto vituperate del “Progetto Costantini” che ora, stranamente, troverebbero tutti d’accordo.  Morale della favola: il “piatto di lenticchie” (ovvero questa soluzione) che era già pronto e “cucinato” prima del referendum (ricordo le mie dichiarazioni, di TRANCASSINI e soprattutto di MELILLI), viene ora servito “riscaldato” offerto ed accettato dagli “sconfitti”. I meriti di tutta l’operazione? Di chi ovviamente lo aveva da tempo accettato..

Questi sono i miracoli della politica… 

Ringrazio comunque tutti coloro che mi sono stati accanto in questa importante avventura ed anche quelli che si sono trovati sul fronte contrapposto. Tra questi ultimi uno in particolare. Quello che con tono rassegnato mi disse sulle scale di Palazzo Mongalli, subito dopo le varie conferenze stampa dell’indimenticabile (per noi!) pomeriggio del 1 Dicembre, se fosse giusto che me ne andassi così…abbandonando Leonessa.

Non aveva sentito sicuramente le mie dichiarazioni.  Avevo riferito, ed è riportato, a futura memoria, nell’articolo della LANCIA, pubblicato, peraltro, nella Vostra rassegna, che sarei andato “a riscuotere le cambiali” (rectius: promesse) che mi avevano sottoscritto Regione e Provincia.

Loro le stanno onorando senza alcuna preventiva “messa in mora” e soprattutto senza offrire alcun “contorno” in cambio…

Quindi mi aspetterei che TRANCASSINI, nella sua “corsa alla Dorando Petri“ alla poltrona di Presidente di quella stessa Provincia che riteneva inutile (per gli altri…), unitamente ai suoi “biografi”, abbiano la lealtà di non parlare più di questo referendum. Avranno sicuramente altri validi argomenti, magari proponendo il “modello Leonessa” per la Provincia di Rieti…

 Colgo, infine, l’occasione per augurare a tutti i leonessani un sereno Natale ed a Leonessa un 2009 di rinascita.

 Giuseppe LA BELLA 

 labella@studiolabella.it

 

Comunicato  Stampa  23 Dicembre 2008

COMUNICATO STAMPA

“L’ultimo bilancio approvato dimostra ancora una volta che la giunta alla guida della Provincia non ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio”. Lo dichiara il consigliere provinciale Paolo Trancassini.

“La presidenza di Fabio Melilli – continua Trancassini - si è caratterizzata per una navigazione a vista e l’ultimo documento di programmazione ne è la conferma: non uno slancio, né un’idea, ma soprattutto nessuna analisi attenta del territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali partire per il rilancio dell’economia. Qual è stata la Provincia di Melilli? A cosa potrà essere associato il suo mandato? Non una risposta in tal senso dai banchi della maggioranza. Se l’amministrazione provinciale non deciderà di ripartire dalle peculiarità del territorio e della sua storia continuerà a celebrare i funerali delle industrie. Occorre, infatti, una seria politica di rilancio dell’artigianato, del commercio, del turismo e dell’agricoltura e di questo non v’è traccia nell’ultimo bilancio e nemmeno in quelli degli anni precedenti”.

Nel corso della seduta di ieri, Paolo Trancassini è stato chiamato in causa ripetutamente dai consiglieri di maggioranza sul tema della consultazione referendaria di Leonessa. “Con il referendum – spiega il consigliere provinciale – si è dimostrato che la politica quando ha la capacità e la tenacia di battersi per il proprio territorio ottiene  importati risultati. Oggi si parla del Terminillo e del suo rilancio e verranno realizzati nuovi impianti di risalita: tutto questo lo si deve alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia democratica che ha avuto al centro il territorio e il suo sviluppo”.

La incapacità della giunta di centrosinistra nel realizzare e progettare si è palesata anche nella disfatta in materia di Piano territoriale provinciale generale (Ptpg). “È evidente – continua Trancassini - il fallimento nella mancata approvazione del Ptpg, annunciato più volte dal vicepresidente Roberto Giocondi come una grande possibilità di sviluppo per le deleghe ‘a cascata’ che avrebbe avuto questo Piano. Dopo cinque anni, non è stato approvato perché più volte rimandato indietro per l’incapacità di progettare da parte di questa amministrazione provinciale”.

Chiarimenti vengono chiesti, inoltre, sulle gravi affermazioni riportate in una nota di Sinistra democratica in merito alla cosiddetta questione morale all’interno del Pd. “Mentre la nostra è una condanna politica per il centrosinistra – commenta Trancassini - ieri si è registrato un attacco sulla moralità del Partito democratico presente sul nostro territorio. Considerato che tale formazione politica amministra la Provincia di Rieti mi aspetto un chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo avute. Auspico che Melilli e Sinistra democratica lo facciamo al più presto, visto che c’è poco da interpretare su quanto scritto da Sd. Lo strappo che si è consumato è evidente”.

 

Regione Lazio  23  Dicembre 2008

 

PERILLI: FONDI REGIONALI PER IL TURISMO MONTANO

 

Sono stati stanziati 5 milioni e mezzo di euro come fondo unico regionale del turismo, che interesseranno 37 comuni della provincia di Rieti. A darne notizia il consigliere regionale Mario Perilli:<<un nuovo investimento per la provincia di Rieti – dichiara Perilli – che sarà distribuito ai comuni della regione, in totale 67, di cui trentasette della provincia di Rieti, che riguarderanno interventi  per ristrutturazione e riqualificazione di strutture recettive turistiche pubbliche, incentivazioni al risparmio energetico, del turismo sostenibile ed eco compatibile, realizzazione di nuove strutture ricettive turistiche pubbliche e implementazione di sistemi informatici "innovativi" e di sistemi per l'e – commerce. Una ulteriore spinta ad incentivare il turismo montano, dopo il grande impegno finanziario di 20 milioni di euro che riguarda il Terminillo. Questo finanziamento aiuterà ancora di più la valorizzazione del turismo montano e che nella portata del finanziamento premia in modo oggettivo proprio la provincia di Rieti, a cui va ad aggiungersi l'approvazione di oggi del Distretto della Montagna reatina>>. I comuni interessati, saranno quelli di Accumuli, Amatrice, Antrodoco, Ascrea, Borbona, Borgorose, Borgovelino, Cantalice, Castel di Tora, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Cittareale, Collalto, Colle di Tora, Collegiove, Colli sul Velino, Concerviano, Consigliano, Fiamignano, Greccio, Labro, Leonessa, Marcetelli, Micigliano, Monte San Giovanni, Montenero, Morro, Nespolo, Paganico, Pescorocchiano, Petrella, Poggio Bustone, Posta, Rieti, Rivodutri, Turania e Varco.
 
 
20 Dicembre 2008

Secondo voi, senza Leonessa ed il suo Referendum, sarebbe successo ?

La Redazione di www.leonessa.org

La Regione allenta i vincoli  - Si riaccende la speranza per gli impianti sulla Vallonina  - La Regione "allenta" a sorpresa i vincoli nelle zone Sic e Zps del Lazio e per questo riprende quota il progetto della Isic per la realizzazione di impianti da sci sulla Vallonina nel versante nord del Terminillo. Il referendum "secessionista" di Leonessa è passato ormai da una ventina di giorni ma ecco che, con una delibera di Giunta, la Regione Lazio fa clamorosamente retromarcia rispetto ai regolamenti da applicare nelle zone a protezione speciale togliendo quelle norme che, di fatto, impedivano la realizzazione del progetto Isic. La delibera è del 17 dicembre e modifica appunto il regolamento approvato nel maggio scorso che - per dirla con le parole del consigliere provinciale Paolo Trancassini che contro di esso ha ingaggiato una battaglia campale - "andavano oltre le direttive impartite dall'allora ministro dell'Ambiente Pecoraro Scarno impedendo la realizzazione anche di quegli impianti in corso di approvazione".
Contro quelle norme - oltre al referendum - il Comune di Leonessa (assistita in qualità di legale da Paolo Trancassini gratuitamente) aveva ingaggiato una battaglia legale impugnando la delibera davanti al tribunale amministrativo regionale del Lazio. Tutti erano in attesa della fissazione dell'udienza in cui i giudici sarebbero dovuti entrare nel merito. Ma non ce ne sarà bisogno. La Regione ha fatto retromarcia, di fatto, da se. Sette pagine di delibera che riportano tutto al punto di partenza. Più o meno. Le modifiche si sono ritenute necessario anche considerando il fatto - si legge nella delibera - che "per quanto attiene i comprensori sciistici appenninici o preappenninici del Lazio alcune amministrazioni locali hanno manifestato, in incontri ufficiali con l'assessorato Ambiente e Cooperazione tra i popoli, l'interesse al completamento dei comprensori medesimi per soddisfare le aspettative maturate nel tempo al fine di garantire uno sviluppo dei tenitori montani sui quali da tempo si registra un abbandono delle popolazioni locali anche per la cronica mancanza di opportunità di lavoro". Per questo - adeguandosi alle normative nazionali - sono fatti salvi dai divieti "gli impianti per i quali sia stato avviato il procedimento di autorizzazione, mediante deposito del progetto esecutivo comprensivo di valutazione d'incidenza". Ora si tratterà di capire se il progetto ISIC può rientrare in questa casistica.
(Paolo Di Basilio)

 

21  Dicembre 20008

I consiglieri regionali Massimi e Perilli confermano gli investimenti "Terminillo, promesse mantenute"- Approvati i 20 milioni per gli impianti sciistici - 20 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi impianti al Terminillo: la Finanziaria regionale ha approvato un emendamento presentato , dai consiglieri regionali Perilli  e Massimi, che esprimono soddisfazione: "Sono state mantenute le promesse".  La finanziaria regionale in corso di approvazione al Consiglio del Lazio ha appena approvato un  emendamento presentato dai consiglieri Massimi e Perilli che stanzia in totale 20 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi impianti al Terminillo.
"Una grande soddisfazione - hanno dichiarato Perilli e Massimi - questa è la conferma del nostro sostegno concreto e l'attenzione al comprensorio sciistico del Terminillo. Avevamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto; questo intervento finanziario, concordato da tempo con il Presidente della Regione Piero Marrazzo e il Presidente della Provincia Fabio Melilli, andrà a definire la strategia di sviluppo del Terminillo, sul quale sia la Regione che la Provincia hanno sempre dimostrato massima attenzione". Venti milioni di euro, spalmati nel bilancio triennale 2009-2011 (4 milioni nel 2009, 8 milioni nel 2010 gli ultimi 8 nel 2011): "C'è stato un grande lavoro di mediazione politica, la cifra è consistente e credo che assieme all'Amministrazione provinciale potremmo finalmente chiudere questo capitolo e rilanciare definitivamente il turismo invernale della nostra montagna".

 21 Dicembre 2008

Venti milioni di euro in tre anni per gli impianti del Terminillo - Il consiglio regionale, nell' ambito della discussione della finanziaria, ha deciso lo stanziamento di 20 milioni di euro in tre anni (4 nel 2009, 8 nel 2010 e 8 nel 2011) per la progettazione e la realizzazione di impianti sciistici nel comprensorio del Terminillo. «C'è stato un grande lavoro di mediazione politica ha commentato Mario Perilli la cifra è consistente e credo che assieme all'amministrazione provinciale potremo finalmente rilanciare il turismo invernale della nostra montagna». Soddisfatta anche Anna Maria Massimi che collega lo stanziamento a quanto avvenuto a Leonessa. «Lo stanziamento dell'ingente somma rappresenta la conclusione migliore di un percorso che ha animato il nostro territorio con gesti anche sconsiderati, vedi il referendum - ha detto la Massimi - questo traguardo rappresenta e sostiene quanti hanno lottato per battersi a favore del comitato del No dimostrando piena fiducia nel nostro lavoro che è sempre andato in direzione degli interessi di tutta la comunità». Ora però sarà necessario mettere in campo un progetto serio e nel più breve tempo possibile.

(Marco Fuggetta)

 21 Dicembre 2008

Il finanziamento inserito dalla Regione nella legge finanziaria- Sostegno al progetto della Provincia Fioccano soldi sul monte Terminillo  - Stanziati 20 milioni, in tre anni, per realizzare i nuovi impianti sciistici -Terminillo, prima la neve, adesso i soldi, 20 milioni di euro da qui a tre anni dalla Regione per la progettazione e la realizzazione di impianti sciistici. Nella corsa alla finanziaria regionale i consiglieri reatini Mario Perilli e Anna Maria Massimi hanno "strappato" un emendamento che stanzia 4 milioni di euro nel 2009, 8 nel 2010, altrettanti nel 2011 così da garantire una prima "riserva" al piano intercomunale per il rilancio della Montagna cui sta lavorando la Provincia (piano del valore complessivo di 70 milioni di euro).
«Avevamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto - dichiarano Perilli e la Massimi ripensando al grigio autunno leonessano - questa è la conferma della nostra attenzione e del nostro sostegno concreto al comprensorio sciistico del Terminillo. Tale intervento finanziario, concordato da tempo con il presidente della Regione Marrazzo e il presidente della Provincia Melilli, servirà a definire la strategia di sviluppo del Terminillo». Anche Melilli canta vittoria pure se il piano intercomunale sul quale questi soldi saranno spesi non è stato ancora completamente definito. «Contiamo di presentarlo entro l'anno e comunque le riunioni con l'assessore regionale Zaratti si susseguono», dice. Dentro, come si ricorderà, ci  sono nuovi impianti di risalita progettati nel versante reatino, un "aggancio" al Terminino da Cantalice, lo scavalco con una funicor a 100 posti alla selletta di Leonessa, una serie di impianti nel versante leonessano di Campo Stella e due bacini idrici per l'innevamento artificiale.
Un progetto da 70 milioni di euro che, nel dettaglio, è ancora allo studio in Provincia ma per il quale il tecnico veneto Daniele Costantini sta già lavorando alla valutazione di incidenza, uno dei passaggi chiave per un primo, complessivo via libera dalla Regione. Via libera che la giunta regionale, come si ricorderà, si era impegnata a dare su mandato del consiglio quale gesto di buona volontà e maggiore attenzione alle tematiche della montagna reatina "rotolate a valle" col referendum secessionista promosso da Leonessa. E proprio all'indomani di quel voto, insufficiente a staccare il comune reatino dal Lazio, che i consiglieri regionali Perilli e Massimi si erano impegnati anche sul fronte economico invitando ad aspettare la prossima finanziaria per stimarne gli esiti. E ieri ecco i 20 milioni di euro su scala triennale. «Lo stanziamento di questa somma - ha dichiarato la Massimi, la più esposta al vento freddo leonessano - rappresenta la conclusione migliore di un percorso che ha animato il nostro territorio con gesti anche sconsiderati, in quanto si rivendicavano giuste pretese ma con un percorso sbagliato». Tra le priorità già indicate nell'ipotesi progettuale della Provincia c'è il nuovo impianto per la Cardito Nord, la pista più bella del Terminillo da due anni off limits perché la vecchia seggiovia era ormai fuori legge. Aspettate però un anno almeno a infilare gli sci...
(Alessandra Lancia)
 

21 Dicembre 2008

 Lo stanziamento approvato dal consiglio regionale Terminino, 20 milioni per le piste Terminino Stanziamento approvato dal consiglio regionale Venti milioni di euro per le piste Penili e Massimi: "Via atto sviluppo sciistico"
RIETI - Dopo l'allentamento dei vicoli alle Zone protette, comprese quelle del Terminillo, deciso dalla giunta regionale su proposta dell'assessore all'Ambiente Filiberto Zaratti, ora arrivano anche i soldi per lo sviluppo sciistico del comprensorio. Il consiglio regionale ha stanziato 20 milioni di euro inseriti nella Finanziaria regionale. L'annuncio è stato fatto ieri dai consiglieri regionali Anna Maria Massimi e Mario Perilli che, tengono a sottolinerare in una nota, "hanno sostenuto con grande lavoro e interesse l'iter della prosposta fino alla sua approvazione".
Ora, ovviamente, non possono che esprimere soddisfazione, soprattutto la Massimi che nelle scorse settimane è stata una delle protagoniste della campagna referendaria a Leonessa dalla parte del "fronte per il No" per il passaggio in Umbria e che alla fine, seppur per effetto del doppio quorum non raggiunto, ha avuto la meglio nella contesa elettorale.
"Lo stanziamento dell'ingente somma dichiara - rappresenta la conclusione migliore di un percorso che ha animato il nostro territorio con gesti anche sconsiderati, vedi il referendum, che rivendicava con un percorso sbagliato le giuste pretese di un territorio che chiedeva investimenti e aiuti di vario tipo per essere rilanciato. Questo traguardo rappresenta e sostiene quanti hanno lottato a favore del comitato del No, dimostrando piena fiducia nel nostro lavoro che è sempre andato in direzione degli interessi di tutta la comunità". Con la cifra stanziata verranno realizzati nuovi impianti sciistici che miglioreranno la dualità nell'offerta turistica del Terminillo e di Leonessa con modalità progettuali da valutare.
E sta proprio qui il punto. Quali saranno questi impianti? Quelli proposti a ridosso del referendum dalla Provincia attraverso il "progetto Costantini" oppure quelli, ormai famosi, sulla Vallonina, pagati con un project financing - il privato paga e gestisce per un periodo di tempo prestabilito quanto realizzato - e che sono stati fermati? Molto probabilmente ci sarà una sorta di "terza via" che sarà una sintesi. A questo si lavorerà nelle prossime settimane e si è lavorato anche a ridosso, del referendum. Il "segnale", arrivato dalla giunta regionale che di fatto ha tolto alcuni degli ostacoli che impedivano la realizzazione delle piste sulla Vallonina, è stato recepito positivamente anche da Paolo Trancassini.
"E' la dimostrazione - dice al telefono che il referendum a qualche cosa è servito, quantomeno ad aprire dei tavoli tecnici in cui si è iniziato a parlare dei progetti in maniera seria. Ora si deve riconoscere all'amministrazione comunale di aver rispettato le istituzioni pur avendo portato fino in fondo il referendum. Per quanto mi riguarda - conclude - sono convinto che almeno una parte del progetto Isic (le piste più m alto, ndr] verrà realizzato, cosi come non ho niente contro una stazione a Cantalice o contro lo scavalco. Penso che gli incontri che abbiamo avuto con Zaratti fino a qualche giorno prima del voto abbiano lasciato un segno. Ora però bisogna concretizzare".
(Paolo Di Basilio)
 

20 Dicembre 2008

La Regione allenta i vincoli  - Si riaccende la speranza per gli impianti sulla Vallonina  - La Regione "allenta" a sorpresa i vincoli nelle zone Sic e Zps del Lazio e per questo riprende quota il progetto della Isic per la realizzazione di impianti da sci sulla Vallonina nel versante nord del Terminillo. Il referendum "secessionista" di Leonessa è passato ormai da una ventina di giorni ma ecco che, con una delibera di Giunta, la Regione Lazio fa clamorosamente retromarcia rispetto ai regolamenti da applicare nelle zone a protezione speciale togliendo quelle norme che, di fatto, impedivano la realizzazione del progetto Isic. La delibera è del 17 dicembre e modifica appunto il regolamento approvato nel maggio scorso che - per dirla con le parole del consigliere provinciale Paolo Trancassini che contro di esso ha ingaggiato una battaglia campale - "andavano oltre le direttive impartite dall'allora ministro dell'Ambiente Pecoraro Scarno impedendo la realizzazione anche di quegli impianti in corso di approvazione".
Contro quelle norme - oltre al referendum - il Comune di Leonessa (assistita in qualità di legale da Paolo Trancassini gratuitamente) aveva ingaggiato una battaglia legale impugnando la delibera davanti al tribunale amministrativo regionale del Lazio. Tutti erano in attesa della fissazione dell'udienza in cui i giudici sarebbero dovuti entrare nel merito. Ma non ce ne sarà bisogno. La Regione ha fatto retromarcia, di fatto, da se. Sette pagine di delibera che riportano tutto al punto di partenza. Più o meno. Le modifiche si sono ritenute necessario anche considerando il fatto - si legge nella delibera - che "per quanto attiene i comprensori sciistici appenninici o preappenninici del Lazio alcune amministrazioni locali hanno manifestato, in incontri ufficiali con l'assessorato Ambiente e Cooperazione tra i popoli, l'interesse al completamento dei comprensori medesimi per soddisfare le aspettative maturate nel tempo al fine di garantire uno sviluppo dei tenitori montani sui quali da tempo si registra un abbandono delle popolazioni locali anche per la cronica mancanza di opportunità di lavoro". Per questo - adeguandosi alle normative nazionali - sono fatti salvi dai divieti "gli impianti per i quali sia stato avviato il procedimento di autorizzazione, mediante deposito del progetto esecutivo comprensivo di valutazione d'incidenza". Ora si tratterà di capire se il progetto ISIC può rientrare in questa casistica.
(Paolo Di Basilio)

 

Regione Lazio  20  Dicembre 2008

Siamo assolutamente convinti che il Referendum non sia stato un gesto sconsiderato.

Solo grazie alla "dirompente" iniziativa della Giunta di Maggioranza del Comune di Leonessa (peraltro avallato in prima istanza dalla Giunta di Minoranza), siamo arrivati ai 20 milioni di Euro.         Grimaldello, non gesto sconsiderato.

Questa  per adesso è solo campagna elettorale: ci sono le difficoltà di perenne genesi di una compagine politica, c'è l'inchiesta di Napoli che è bella cha arrivata a Roma, c'è il timore di giungere alla inaugurazione dei nuovi impianti di Leonessa con un giunta non proprio "allineata".

Bisognerebbe essere tutti "allineati" all'idea Leonessa: ma questa è un'altra storia.

Noi, nel nostro piccolo, aspettiamo. Aspettiamo un progetto, che ancora non c'è: aspettiamo i fatti.

Saremo i primi a congratularci (sempre per quello che vale il nostro giudizio, cioè meno che zero).

Buona Natale a tutti.

La Redazione di www.leonessa.org

 

Il Consiglio Regionale del Lazio, in seduta per approvare la Finanziaria 2009, ha deliberato lo stanziamento di 20 milioni di euro per lo sviluppo sciistico del comprensorio del Terminillo.

La Regione Lazio stanzia 20 milioni di euro per lo sviluppo sciistico del comprensorio del Terminillo che con questa soluzione potrà puntare ad un consistente rilancio del sito montano. L’importante decisione è stata annunciata dai consiglieri regionali Annamaria Massimi e Mario Perilli che hanno sostenuto con grande lavoro e interesse l’ iter della proposta fino alla sua approvazione.

“Lo stanziamento dell’ingente somma – ha dichiarato Annamaria Massimi – rappresenta la conclusione migliore di un percorso che ha animato il nostro territorio con gesti anche sconsiderati, vedi il referendum, che rivendicava con un percorso sbagliato le giuste pretese di un territorio che chiedeva investimenti e aiuti di vario tipo per essere rilanciato. Questo traguarda rappresenta e sostiene quanti hanno lottato per battersi a favore del comitato del NO dimostrando piena fiducia nel nostro lavoro che è sempre andato in direzione degli interessi di tutta la comunità”.

Con la cifra stanziata verranno realizzati nuovi impianti sciistici che miglioreranno la qualità dell’offerta turistica del sito sciistico del Terminillo e di Leonessa con modalità progettuali da valutare.  

Cordiali saluti

On. Anna Maria Massimi

Regione Lazio  20  Dicembre 2008

 

PERILLI E MASSIMI:  "MANTENUTE LE PROMESSE SUL TERMINILLO"

La finanziaria regionale in corso di approvazione al Consiglio del Lazio, ha appena approvato un emendamento presentato dai consiglieri regionali Mario Perilli e Anna Maria Massimi che stanzia in totale 20 milioni di euro per la progettazione e la realizzazione di impianti sciistici al Terminillo. <<Una grande soddisfazione – hanno dichiarato Perilli e Massimi – questa è la conferma del nostro sostegno concreto e l'attenzione al comprensorio sciistico del Terminillo. Avevamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto; questo intervento finanziario, concordato da tempo con il Presidente della Regione Piero Marrazzo e il Presidente della Provincia Fabio Melilli, andrà a definire la strategia di sviluppo del Terminillo, sul quale sia la Regione che la Provincia hanno sempre dimostrato massima attenzione>>. Venti milioni di euro, spalmati nel bilancio triennale 2009 – 2011 (4 milioni nel 2009, 8° milioni nel 2010 gli ultimi 8 nel 2011):<<c'è stato un grande lavoro di  mediazione politica, la cifra è consistente e credo che assieme all'Amministrazione provinciale potremmo finalmente chiudere questo capitolo e rilanciare definitivamente il turismo invernale della nostra montagna>>..

 

I Nostri Lettori  16 Dicembre 2008

 

Come si fà ad avere una qualsiasi notizia sulla apertura degli impianti? Riguardo al famoso referendum,non sarebbe stato meglio regalare a qualche benefattore i leonessani con relativi politicanti e
ricominciare tutto dal principio?

Saluti

Gigi Presciutti

 

12  Dicembre 20008

"L'ABOLIZIONE delle Province causerebbe una situazione di caos senza precèdenti". Ha concluso così la propria intervista andata in onda la sera di mercoledì a Matrìx il presidente Upi Fabio Melilli.
La trasmissione di Canale 5 condotta da Enrico Montana ha dedicato la puntata alla questione relativa alla richiesta sollevata da più parti dell'abolizione dell'ente provincia: in studio tra gli altri 'Vittorio Feltri, che sta portando avanti una raccolta di firme per proporre al governo l'abolizione dell'ente: "Siamo già a quota 32mila, presto presenteremo la petizione al governo e non potranno far finta di niente". n presidente delTUpi e della Provincia di Rieti dal canto suo ha ribadito il perché dell'impossibilità del taglio: "Intanto per la situazione di forte indebitamento delle Province: chi erediterebbe il debito? - si è chiesto Melilli - Inoltre d sarebbero gravissimi problemi occupazionali e per la redistribuzione dei compiti amministrativi attualmente detenuti dalle Province".

 

Frontiera  12 Dicembre 2008

 

 

 

 

 

 

I Nostri Lettori  12 Dicembre 2008

Grazie 2 volte ...

Una volta per i complimenti, sempre graditi.

Ma soprattutto per aver ricordato i nostri amici di Campo Stella. Fantastici.

Per il resto, lo ripetiamo : aspettiamo i fatti, dopo le promesse di chi ha vinto il Referendum.

Felice Natale, Francesco !!

La Redazione di www.leonessa.org

Buonasera spettabile redazione di Leonessa,inviandovi a tutti Voi gli auguri di Natale e complimentandomi per il bellissimo e sempre aggiornato sito,che leggo ogni giorno volentieri,con profondo rammarico devo pero' dire,della delusione provata per gli esiti negativi degli impianti sciistici di  Campo stella.
Con una annata come questa,con la neve che non si vedeva da 60 anni,vedere Campo Stella chiuso e' veramente deprimente,forse tanta grazia di Dio per un paese di montagna come il vostro e' sprecata,sono anni e anni,che soltanto chiacchiere imbevute di tanta politica non hanno portato a nulla e a nulla porteranno in futuro.
Ci vogliono i fatti,se la vostra montagna era al nord o tantomeno in Abruzzo,Leonessa ora sarebbe una fiorente stazione sciistica,con un  turismo invernale sviluppato,che avrebbe dato respiro alla vostra economia locale ,ma soprattutto lavoro ai vostri tanti giovani,che sono costretti ad emigrare per un posto di lavoro.
La politica non fa' il bene delle persone e dei territori,ma procura soltanto poltrone di potere,per cui  Campo Stella rimane una bellissima realta' da ammirare  soltanto nelle foto.
Un saluto a tutti ed in particolare a quei pochi temerari o forse io chiamerei pionieri,che con tanto sacrificio e amore ci hanno permesso in questi ultimi due anni di passare delle bellissime domeniche a sciare a Campo Stella,curando le piste con un impegno notevole,rendendole perfette,anche con i pochissimi mezzi a  disposizione,lasciando le promesse soltanto alle chiacchiere di chi cercava  una poltrona,e non una discesa con gli sci.
 
 
Cordiali saluti
                        
                                 Francesco   Gondola

     

 10 Dicembre 2008

RIETI-ROMA IL TRENO DELLE BEFFE - Sembra proprio una persecuzione: il feeling tra i sabini e il settore dei trasporti resta un sogno. Potrebbe essere scritto un libro sulle numerose vicende che hanno caratterizzato (negativamente) le stagioni dei pendolari di casa nostra. Disagi notevoli, promesse disattese, collegamenti vecchi, incompleti e inefficienti. Strade e ferrovie rappresentano purtroppo un calvario per tutta la provincia di Rieti, che paga lo scotto di un isolamento atavico sotto molteplici profili, a cominciare da quello socioeconomico. Non si contano più gli annunci della realizzazione (imminente) di importanti opere pubbliche - sia stradali, sia ferroviarie - in grado di determinare una svolta storica nel precario equilibrio tra infrastrutture, lavoro, economia e pendolarismo. A nulla, o quasi, sono valse le infinite richieste dei vari comitati che si sono battuti in modo encomiabile per ottenere mezzi più moderni per la Capitale. Dal 13 dicembre entrerà in funzione il treno dei desideri che collegllerà Rieti a. Roma (via Terni) senza cambi. Sembrava una conquista,\na presenta il colore di una beffa per giunta molto costosa a ridosso di consultazioni elettorali. Viene danneggiata di nuovo la classe dei pendolari, quella che deve trovarsi tutti i giorni entro le 8 o al massimo le 8.30 a Roma. Sapete a che ora parte il treno da Rieti? Alle 7.56. L'arrivo è previsto non prima delle 9.30. Ultimo particolare, tutt'altro che irrilevante: ferma solo alla stazione Tiburtina. Cui prodest?
( FRANCESCO DI SALVATORE)
 

www.ilgiornaledirieti.it  10 Dicembre 2008

«Dal 15 dicembre i cittadini di Rieti potranno andare a Roma diretti, senza cambio a Terni. Benissimo. Ma quelli della provincia come faranno ad arrivare a Rieti o Terni?».

A chiederselo Paola Francia, presidente del circolo di Alleanza nazionale di Greccio, “Nuova Italia”. Va bene la tanta attenzione dedicata alla questione da Provincia e Regione, ma, prosegue Francia «questi enti si sono dimenticati dei cittadini, quelli che vanno a scuola, al lavoro o che devono recarsi nel capoluogo per visite o fare degli acquisti. Ebbene, questi cittadini di serie b, da lunedì, il treno lo vedranno solo passare nei loro comuni perché non si fermerà più se non in rare occasioni».

«Si potrebbe pensare – prosegue l’esponente di An - che stiamo parlando di stazioni minori, di poca importanza sia per popolazione residente che per storia ma, non è così, parliamo niente di meno che di Greccio, paese di 1500 abitanti, famoso in tutto il mondo e méta costante di turisti, in particolare nel mese di dicembre che, da lunedì prossimo, vedrà, ridotte le fermate della tratta Rieti-Terni di più del 50 per cento».

«Il presidente Melilli – sottolinea Francia - dimentica troppo spesso che la provincia da lui amministrata non termina in Sabina, per la quale tanto si adopera, ma comprende territori altrettanto importanti e così oggi Greccio, come ieri Leonessa, spariscono dagli interessi amministrativi della sua giunta forse perché troppo lontani dalla sua tanta amata terra natia».

«Non so come si possa parlare di rilancio dei piccoli centri e di turismo quando poi si va nella direzione opposta. Siamo stanchi di futili promesse e di una politica dell’immagine che si traduce solo in disagi maggiori per tutti. Solo ieri Marazzo - sostenuto da tutta l’amministrazione provinciale - dichiarava che la cessione della tratta Rieti-Terni alla centrale umbra avrebbe portato solo benefici ai reatini. Sono passati pochi mesi e la realtà è venuta a galla: questa operazione è servita solo ad accontentare la regione umbra a discapito dei cittadini del Lazio, perché il treno – denuncia Francia -, per questi signori, non è un servizio pubblico ma un affare privato».

«Si chiede al presidente Melilli – conclude Francia - di intervenire presso chi di competenza affinché si possa prima del 15 dicembre porre rimedio a questa situazione, come ad altre, che creeranno un grande disagio per i cittadini e un danno all’economia turistica di questi territori».

 

I Nostri Lettori  8 Dicembre 2008

Ringraziamo di cuore il Signor Rauco per l'apprezzamento.

Con la sincera speranza che continui a seguire il nostro lavoro, senza far mai mancare il suo prezioso contributo.

Riteniamo che l'imparzialità non sia di questo mondo.

Siamo uomini faziosi, ma liberi.

La Redazione di www.leonessa.org

Ho seguito con molto interesse sul vostro sito tutte le vicissitudini del referendum e sono qui a complimentarmi per l'ampia esposizione dei fatti e il dettaglio nel comunicare ogni piccolo avanzamento.

Peccato per l'eccessiva faziosità che spesso è andata a discapito di una chiarezza nell'esposizione dei fatti.

Vi confermo in ogni caso i miei complimenti, continuerò a seguire il vostro sito con la stessa frequenza usata durante questi giorni.

Achille Rauco

 
www.mepradio.it  8 Dicembre 2008

 

A cura dell'Avv. Gianfranco Paris, direttore di "Mondo Sabino"

<< Finalmente un evento politico! Il noioso piccolo mondo politico locale è stato finalmente “scosso” da un evento politico. L’epicentro a Leonessa, nel cuore dell’Appennino centrale, a due passi da tutte le vette più alte. Gran maestro d’eruttazione Paolo Trancassini. E chi meglio di Lui che ha respirato fin quasi dalle “fasce” il calore della “fiamma tricolore”! Trancassini, già sindaco di Leonessa da tempo, asfissiato dalla mancanza più totale di qualsiasi fatto che avesse la parvenza di una iniziativa politica, s’è inventato un referendum da sottoporre al giudizio dei leonessani che aveva per oggetto il quesito: Vuoi abbandonare il Lazio e passare con l’Umbria?
A prima vista la cosa poteva apparire come una battuta. Invece non è stato così, essa ben presto si è rivelata una bomba ad orologeria fermata al 30 novembre 2008, ed ha costretto tutti i suoi avversari ad una corsa ad ostacoli per disinnescarla. Dico tutti, perché subito si è capito che la cosa non era gradita né agli avversari della sinistra, né ai “camerati” della destra con i quali milita Trancassini nel consiglio provinciale. Ma Trancassini ha un pregio che in politica oggi è un vizio: ragionare con la propria testa ed agire di conseguenza. Tutti sanno che la provincia di Rieti è abbandonata a se stessa e che alcuni paesi periferici, pur avendone le potenzialità, con questa classe politica non faranno mai un passo avanti.
Leonessa lamenta soprattutto di non poter diventare una stazione sciistica importante dell’Italia centrale nord che gravita sull’Umbria e sulle Marche. Tutti sanno che stando nel Lazio non ci diventerà mai. Il principale ostacolo è che coloro che stanno al potere di volta in volta, invece di pensare al loro territorio dal quale provengono si accontentano di fare la loro piccola carriera di gregari ed obbediscono a direttive politiche che non comprendono l’occuparsi di Leonessa.
Trancassini lo sa perché frequenta da anni le “sacre” botteghe del potere. Ha sopportato fino ad oggi, poi si è stufato. Evidentemente non è uno che si appaga di piccole prebende personali, anche perché, essendo un libero professionista, fprse se lo può permettere. E’ un qualche cosa che ho vissuto anch’io sulla mia pelle negli anni settanta, e lo comprendo a pieno.
Così ha preso Lui l’iniziativa e non ha guardato in faccia a nessuno: amici e avversari, puntando sul popolo dei leonessani, sui suoi concittadini, che del resto lo hanno eletto per due volte sindaco di Leonessa.La cosa ha preso tutti di contropiede. Dapprima hanno sottovalutato, poi hanno cominciato ad aver paura e alla fine è partita una controffensiva senza esclusione di colpi. Una vera e propria guerra per bande!
Alla fine hanno vinto loro, i politici di sinistra e di destra della provincia di Rieti perché, a causa di un meccanismo elettorale reso difficile dal legislatore, sono riusciti ad evitare che la procedura della separazione vada avanti per 220 voti, ma i leonessani hanno dato un solenne schiaffo alla classe politica locale votando in 926 per la separazione e solo 238 per la permanenza nel Lazio. Gli altri non sono andati a votare. Gli avversari di Trancassini diranno che non votando hanno espresso un no, come ha fatto la chiesa di recente per un referendum sui diritti civili, ma questi sono giochetti di parole perché molte persone non sono andate a votare certo anche per impedimento e, data la poca differenza dal quorum, possiamo certo dire che più della metà della popolazione di Leonessa amerebbe andarsene con l’Umbria. Un giudizio certamente non lusinghiero per tipi come Melilli, Giocondi, Cicchetti, Perilli, Massini, ecc…
Ora è chiaro che le cose non potranno essere più come prima. Un motivo di fondo contro il SI è stato quello che per ottenere bisogna chiedere, insistere come questuanti, costringere politicamente la Provincia e soprattutto la Regione Lazio ad occuparsi di Leonessa (e non solo di Leonessa ma di tutta la provincia di Rieti dico io). Giocondi poi ha promesso attraverso una intervista a Mondo Sabino che il problema del bacino sciistico del Terminillo deve considerarsi quasi risolto!
Ora che il pericolo più grosso è scomparso dall’orizzonte politico immediato vedremo se questi signori sapranno avere un sussulto d’orgoglio o si accontenteranno di continuare a riempire solo il loro “grecile”!
Saranno capaci di fare qualcosa di positivo per davvero? Io ci credo poco! Continueranno a fare il piccolo cabotaggio del sottogoverno ed a comprare tizio e caio come fanno da sempre. Trancassini intanto ha capito che una azione politica che tenga conto delle esigenze del territorio non può essere fatta qui da noi né con politici di destra, né con politici di sinistra e subito si è dimesso da AN. Se Melilli &C. cantano vittoria, fanno molto male perché non si accorgono che l’ignavia ha un limite, e qui da noi gli effetti dell’ignavia stanno superando ogni limite consentito. Nel Nord quando l’immobilismo della DC divenne ignavia, nacque la Lega, i cui effetti negativi ci sovrastano tutt’oggi.
Dobbiamo invogliare Trancassini a fondare anche qui da noi una Lega di liberazione? In politica tutto può accadere. A me non piacciono le contestazioni arrabbiate, ma quando ce vo’, ce vo’! A meno che la lezione non sia servita, e allora forse cominceremo a respirare aria nuova >>.

 

 7 Dicembre 2008

Questo colorato di arancione è l'articolo comparso il 4 dicembre 2008 sul quotidiano "Nuovo Rieti oggi".

Quello colorato di grigio (almeno in partenza) è l'articolo comparso sul Tempo il 7 dicembre 2008.

Il primo articolo (quello arancione) parla di lettera aperta ai Leonessani

Il secondo articolo (quello grigio) parla anch'esso  di lettera aperta ai leonesani.

Nell'articolo grigio trovate evidenziati  in blu i passaggi identici tra i due articoli.

Concludendo: l'articolo de "Il Tempo" del 7 dicembre 2008 è praticamente lo stesso di quello pubblicato da "Nuovo Rieti Oggi" il 4 dicembre 2008.

Tranne che per un piccolo dettaglio: nell'articolo de"Il Tempo" viene omesso il passaggio :"...ed impegnarsi a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per cambiare amministrazione. Quella sì che va cambiata.........!"

Chiediamo scusa per l'effetto cromatico. Crediamo però sia più discutibile quanto accaduto.

La Redazione di www.leonessa.org

Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco di Leonessa dal Lazio Annamaria Massimi ringrazia i cittadini "In questo momento c'è grande soddisfazione per l'esito del voto"
RIETI - Annamaria Massimi scrive una lettera aperta ai Leonessani per ringraziarli della fiducia dimostrata.
Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà necessario ripensare il futuro comune".
Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco del Comune di Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria, ad esprimere piena soddisfazione per l'esito del voto, è l'Onorevole Annamaria Massimi, leonessana alla guida della commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università.
"Da leonessana e da Consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del Comitato del No, tutti i Leonessani che si sono recati alle urne per esprimere parere negativo all'eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare; hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell'istituzione regionale e provinciale. Da oggi continuerà incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica di tutta la Regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni assunti e per questo continuerò a farmi garante e portavoce di un territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione Lazio. E' importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente Marrazzo abbia sottolineato che" Leonessa è un Comune che non vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina". » Verso lo steso obiettivo è stato anche il sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli al quale va un plauso per aver difeso gli interessi dei territorio all'insegna dell'unità.
Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro
ed impegnarsi a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per cambiare amministrazione. Quella sì che va cambiata.........!"
 

Annamaria Massimi, consigliere regionale alla guida della commissione Scuola, ha scritto questa lettera aperta ai leonessani all'indomani del voto per il referendum.
«Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà necessario ripensare il futuro comune. Da leonessana e da consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del Comitato del No, tutti i leonessani che si sono recati alle urne per esprimere parere negativo all'eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare. Hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell'istituzione regionale e provinciale».
«Da oggi continuerà incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il Comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica di tutta la Regione».
«È importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente Marrazzo abbia sottolineato che "Leonessa è un Comune che non vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina". Verso lo stesso obiettivo è stato anche il sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli. Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro».
 

I Nostri Lettori  6 Dicembre 2008

Egregio Avv. La Bella

 Raccolgo con piacere il Suo invito fare i “conti numerici” del Referendum appena trascorso, munendomi, come da Suo consiglio, di idonea calcolatrice. A dire la verità non ne avrei bisogno, ma visto che Ella avrà certamente usato quelle che ha trovato nei luoghi di lavoro dei Suoi amici, ho preferito cautelarmi.Comunque i numeri, quelli si, sono galantuomini. 

Ulteriore doverosa premessa: ho votato – con estrema convinzione – SI-. Passiamo ora ai numeri.

 Percentuale votanti alle elezioni politiche dell’aprile duemilaotto:  77%

Tenuto conto di tutti i fattori negativi che hanno caratterizzato i due giorni di votazione, manteniamo la stessa percentuale per il voto del Referendum.

 - Elettori iscritti a votare:  n. 2.290

- 77% di 2.290                : n. 1763  

 voti:                         favorevoli al      Si  :  n. 926

                                 favorevoli al      No:  n. 238

                                 bianche  e nulle    :  n.   43

                                   __________________________

                                   per un totale di           1.207

 quindi non hanno votato (1763-1207) = 556 persone. 

Anche sommando i “non votanti effettivi” con i voti “no” si raggiunge la cifra di

(238+556) = 794 persone.

 Quindi, come la giri, la giri, sempre meno voti sono.

Ma a proposito, avvocato La Bella, quelli che hanno votato “no” hanno ascoltato le Sue chiare direttive o erano partecipanti ad una altra festa ?

 Ed allora, chi sono quelli che non hanno votato ?

 Ma, Lei, queste domande se le è poste? Ovvero le ha poste a quelli che forse facevano parte del Suo staff elettorale ?

E si che i seggi erano strettamente tenuti sotto controllo dall’apparente fronte del “ni-na-no” (per semplicità ed assonanza “ninnaò”)-.

 Non se la prenda avvocato, questa è, purtroppo, nonostante tutto, ancora Leonessa e questo è il male peggiore…

 Buone cose. 

                                                                                  Vittorio  Lucece

 

  5 Dicembre 2008

 "Che il nostro Comitato non goda di 'buona stampa' è uno dei dati oggettivi registrati, ma ciò che più infastidisce è leggere ora il tentativo di mistificare il risultato del referendum". Si apre cosi la nota dell'avvocato Giuseppe La Bella, promotore, nel recente referendum di Leonessa, del Comitato per il No al passaggio all'Umbria. "Ricordo - aggiunge che il collega Paolo Trancassini (promotore del Comitato per il Si), da persona leale, ha ammesso immediatamente e pubblicamente la sconfitta del suo Comitato venendosi a congratulare con il sottoscritto. Ero quindi rimasto a lunedì scorso...'Ora invece leggo, che taluni 'mistificatori" non hanno capito che il referendum è stato perso dai 'secessionisti' e vinto da chi è voluto rimanere nel Lazio. Cioè da noi". La Bella ha infatti letto, "non senza indignazione", che taluni avrebbero attributo ai Si la vittoria, "ignorando, in assoluta malafede, che agli astenuti bisognava aggiungere i No per leggere oggettivamente i dati delle urne". "Noteranno - conclude La Bella - con questo piccolo sforzo, che a Leonessa c'è una nuova maggioranza 'laziale', che ha causato conseguentemente la delegittimazione della Giunta Rauco che sul referendum aveva messo m gioco tutta la sua credibilità politica".
 

 
I Nostri Lettori  4 Dicembre 2008

 

Credo che Leonessa abbia dato l'ennesima prova di democrazia, ma allo stesso tempo abbia perso un'occasione storica e irripetibile. Il nostro non era e non è un fuggire meschino, ne tanto meno un salto nel buio. Pretendiamo soltanto rispetto e magari un pizzico di attenzione in più. Questa battaglia era ed è la battaglia di Leonessa e quando si combatte per una giusta causa non ci deve essere spazio per odio e divisioni. Questo lo avrebbe capito anche il " picchio dal dorso bianco " che vive a Sella di Leonessa. Voglio ringraziare pubblicamente, come dovrebbe fare ogni buon leonessano, chi ha dato l'anima per questa battaglia e per questo territorio, con lo stile e la classe che da sempre Lo contraddistinguono; chi ha avuto il coraggio di metterci la faccia in prima persona, quel coraggio che solo i veri uomini hanno. Grazie Paolo.
Con amicizia e stima,
Alessandro Vanni

 

www.leonessa.org  4 Dicembre 2008

Per quanto riguarda il nostro pensiero, ribadiamo che:

-  Il comitato per li SI ha perso la battaglia referendaria, e crediamo sia stata una grossa delusione.

- Non siamo  e non eravamo d'accordo su chi basa  le sue battaglie sull'astensione.

- Il dato politico è che il comitato per il SI si ritrova 926 elettori che avevano sposato la sua causa.

- 238 leonessani hanno preferito esprimere il loro dissenso nelle urne, e non con l'astensione.

- 1207 elettori hanno di fatto disertato l'invito a non andare a votare (52,7% della forza elettorale).

- Chiaramente , è questione di rispettabilissime opinioni : visto che l'affluenza alle ultime elezioni è stata all'incirca della stessa percentuale, non riusciamo a scorgere (almeno per ora e forse per ignoranza) la nuova maggioranza.

Ribadiamo altresì che Leonessa, a nostro modestissimo parere, adesso aspetta che la compagine politica di riferimento del Comitato per il  No mantenga gli impegni entro aprile-giugno 2009, data delle prossime elezioni comunali.

Se saranno solo promesse elettorali, siamo curiosi di verificare poi quale sarà la nuova maggioranza che governerà Leonessa.

A noi, sinceramente, non sembra di aver mistificato.

Per quanto riguarda la "buona stampa" non credo sia un problema nostro: non siamo giornalisti.

Per quanto riguarda le dimissioni della Giunta Rauco, senza i 926, si, sarebbero state, sempre a nostro modestissimo parere, quasi obbligate. Ma allo stato dei fatti, visto che si vuole dare alla vicenda un valore politico, si tengano sempre a mente i 926 elettori.

Ribadiamo altresì con forza che non siamo gli avvocati difensori di nessuno: esprimiamo solamente il nostro libero pensiero.

Ringraziamo di cuore, come sempre,l'Avv. Giuseppe La Bella per l'attenzione.

La Redazione di www.leonessa.org

 
Comitato per il NO  4 Dicembre 2008

 

Che il nostro Comitato non gode di “buona stampa” in piena violazione, peraltro, alla cd. “par condicio”, è uno dei dati oggettivi registrati, ma ciò che più infastidisce ora è leggere il tentativo di “mistificare” il risultato del Referendum.

Ricordo che il Collega Paolo TRANCASSINI, da persona leale, ha ammesso immediatamente e pubblicamente la sconfitta del suo Comitato venendosi a congratulare con lo scrivente.

Ero quindi rimasto a Lunedì scorso….

Ora invece leggo che taluni “mistificatori” non hanno capito che il Referendum è stato perso dai “secessionisti” e vinto da chi è voluto rimanere nel Lazio. Cioè da noi! Ho letto a tal proposito, non senza indignazione, che taluni hanno attributo ai SI la vittoria, ignorando, in assoluta malafede, che agli astenuti bisognava aggiungere, con un minimo di sforzo intellettivo e quindi senza alcuna fantasia, i NO per leggere oggettivamente i dati delle urne.

A detti personaggi, pertanto, rivolgo l’invito di dotarsi di una calcolatrice e di fare bene i conti.Noteranno, con questo piccolo sforzo, che a Leonessa c’è una nuova maggioranza “laziale” che ha causato conseguentemente la delegittimazione della Giunta RAUCO che sul Referendum aveva messo in gioco tutta la sua credibilità politica.

Per questo motivo abbiamo chiesto un atto di coerenza e quindi le sue dimissioni. Lasciateci, quindi, godere questa meritata vittoria!

 Avv. Giuseppe LA BELLA

 labella@studiolabella.it

 

 4 Dicembre 2008

 Rieti Nicolai (Fi): «A Trancassini la guida del Pdl» -»  «Trancassini alla guida del Pdl»  Paolo Trancassini alla guida del Pdl provinciale. E la proposta che arriva a sorpresa da uno degli uomini più rappresentativi di Forza Italia in provincia di Rieti e che nelle scorse settimane era stato indicato da molti per la corsa alla Presidenza della Provincia. «Invito con tutte le mie forze Paolo Trancassini a rimanere nel Pdl - afferma il sindaco di Borgorose e consigliere provinciale, Michele Nicolai II Popolo delle Libertà non può nascere senza uomini come Paolo. Dico di più, un uomo delle sue capacità politiche e umane sarebbe la persona ideale per guidare il Pdl provinciale in questa fase». Una vera e propria sopresa che non mancherà, di far discutere. Intanto nei giorni scorsi uno dei primi ad invitare il capogruppo provinciale di An a 'ripensarci è stato il Senatore Cicolani che ha anche aggiunto: «L'esito del voto a Leonessa non lascia dubbi. La popolazione ha scelto una prospettiva di sviluppo del sistema Terminillo attraverso il potenziamento degli impianti di risalita ed il collegamento fra le varie aree». Per questo Trancassini«continuare ad essere il punto di forza e di garanzia di tutto il centrodestra per questa battaglia che, dopo il voto, ha più possibilità di concludersi positivamente».
(Marco Fuggetta).

 

 4 Dicembre 20008

 Il senatore del Pdl Cicolani commenta resito del referendum Leonessa ha scelto lo sviluppo "Sarà determinante il rilancio del Terminillo"
"L'ESITO del voto a Leonessa non lascia dubbi: la popolazione ha scelto una prospettiva di sviluppo del sistema Terminillo attraverso il potenziamento degli impianti di risalita ed il collegamento fra le varie  aree". E' il commento del senatore del Pdl Angelo Maria Cicolani sull'esito del referendum di Leonessa, che ha sì trattenuto ii corfune nel Lazio, ma ha confermato con gli oltre 900 sì dei separatisti, la grande voglia di sviluppo dei cittadini.
"E il problema non interessa solo il Comune di Leonessa - riprende Cicolani, che negli ultimi mesi aveva seguito molto da vicino la questione Sotto il senatore Angelo Maria Cicolani A destra veduta di Leonessa del referendum non risparmiando qualche critica alle amministrazioni di Provincia di Rieti e Regione, ritenute dal senatore responsabili delle scelte secessionista dell'amministrazione comunale leonessana - ma è centrale in ogni ipotesi di progresso dell'intera provincia. Per questo credo che tutto il popolo delle libertà debba invitare l'avvocato Paolo Trancassini a non fare passi indietro, ma a continuare ad essere il punto di forza e di garanzia di tutto il centrodestra per questa battaglia che, dopo il voto di domenica e lunedì, ha più possibilità di concludersi positivamente".
 

  4 Dicembre 2008

 Lettera aperta del consigliere regionale Massimi ai leonessani "D nostro impegno per questo territorio^ II giorno dopo il referendum consultivo, per il distacco del comune di Leoessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria (referendum che ha deciso la permanenza di Leonessa nel Lazio), ad esprimere piena soddisfazione per l'esito del voto e;il consigliere regionale Annamaria Massimi, konessana alla guida della commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università della Regione. - "Da leonessana e da consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del comitato del No; tutti i leonessani che si sono recati alle urne per esprimere parere negativo all'eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare; hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell'istituzione regionale e provinciale. Da oggi - scrive la Massimi - continuerà incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica di tutta la regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni assunti e per questo continuerò a farmi garante e portavoce di un territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione Lazio. E' importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente Marrazzo abbia sottolineato che 'Leonessa è un Comune che non vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio, che la giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina".
 

 4 Dicembre 20008

 Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco di Leonessa dal Lazio Annamaria Massimi ringrazia i cittadini "In questo momento c'è grande soddisfazione per l'esito del voto"
RIETI - Annamaria Massimi scrive una lettera aperta ai Leonessani per ringraziarli della fiducia dimostrata.
Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà necessario ripensare il futuro comune".
Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco del Comune di Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria, ad esprimere piena soddisfazione per l'esito del voto, è l'Onorevole Annamaria Massimi, leonessana alla guida della commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università.
"Da leonessana e da Consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del Comitato del No, tutti i Leonessani che si sono recati alle urne per esprimere parere negativo all'eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare; hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell'istituzione regionale e provinciale. Da oggi continuerà incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica di tutta la Regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni assunti e per questo continuerò a farmi garante e portavoce di un territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione Lazio. E' importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente Marrazzo abbia sottolineato che" Leonessa è un Comune che non vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina". » Verso lo steso obiettivo è stato anche il sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli al quale va un plauso per aver difeso gli interessi dei territorio all'insegna dell'unità.
Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro ed impegnarsi a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per cambiare amministrazione. Quella sì che va cambiata.........!"
 

 

www.leonessa.org   3 Dicembre 2008

Non sempre battere il ferro finchè è caldo o picchiare per primi perchè si picchia due volte porta i risultati sperati.

Non avevo dubbi che i "vincitori" del referendum alzassero subito i toni, cavalcando un'onda che, sinceramente, non vedo.

Bisognava avere gli attributi, on. Massimi, per dire agli elettori leonessani di andare a votare NO: raramente si sono visti politici che spingono la gente al non voto.

Ritengo la vostra vittoria al referendum una mezza disfatta politica, visto i 926 elettori che volevano andare in Umbria e i 238 elettori che, civilmente, hanno voluto testimoniare il loro dissenso con il formidabile strumento del voto.

1207  leonessani che hanno detto NO alla vostra condotta politica.

Dov'è la vittoria ?

E poi ci sono le promesse : il Presidente Melilli ha affermato durante il comizio di chiusura del comitato per il NO:

"...voi potete cominciare a sperare insieme a me che siamo arrivati al punto di svolta quando abbiamo approvato la valutazione di incidenza, quando i tecnici della Regione mettono la firma sulla valutazione di incidenza noi abbiamo svoltato..."

Il Presidente Melilli non ha in fondo promesso nulla, ma ha "elegantemente" scaricato  il destino dei vostri mega impianti da sci sulle spalle dei tecnici della Regione.

Il tempo stringe, On. Massimi, mancano 6 mesi o poco più alle elezioni comunali.

E allora è meglio  far partire subito la campagna elettorale, cavalchiamola questa "ondina".

Io aspetto nei prossimi giorni la valutazione di incidenza ("...Il Referendum lo vinciamo e quando abbiamo finito di festeggià, portiamo a casa la valutazione di incidenza...", Melilli dixit ) e le ruspe appena terminata la stagione sciistica.

Altrimenti saranno le solite promesse.

E gli amici di Leonessa stavolta sapranno valutare bene la situazione, partendo presumibilmente da quota 926.

Grazie per  l'attenzione

giannibolletta@leonessa.org

On. Massimi (PD)   3 Dicembre 2008

 

Anna Maria Massimi scrive una lettera aperta ai Leonessani per ringraziarli della fiducia dimostrata.

 

Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà necessario ripensare il futuro comune”.

 

Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco del Comune di Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria, ad esprimere piena soddisfazione per l’esito del voto, è l’Onorevole Annamaria Massimi, leonessana alla guida della commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università.

“Da leonessana e da Consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del Comitato del No,  tutti i  Leonessani che si sono recati alle urne  per esprimere parere negativo all’eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare; hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell’istituzione regionale e provinciale. Da oggi continuerà incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il comune abbia  l’attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuol dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare uno dei più importanti centri d’attrazione turistica di tutta la Regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni assunti e per questo continuerò a farmi  garante e portavoce di un territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione Lazio. E’ importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente Marrazzo abbia sottolineato che” Leonessa è un Comune che non vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina”.

Verso lo stesso obiettivo è stato  anche il sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli al quale va un plauso per aver difeso gli interessi del territorio all’insegna dell’unità.

Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro ed impegnarsi a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per  cambiare amministrazione. Quella sì che va cambiata………!”

Cordiali saluti

On. Anna Maria Massimi  (Presidente commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università Regione Lazio)

 

 

  3 Dicembre 2008

 Il dopo referendum a Leonessa -  Trancassini prepara un nuovo movimento  - E' bufera dopo le dimissioni dell'ex sindaco di Leonessa da Alleanza nazionale Trancassini diventa autonomista - Potrebbe costituire un movimento a carattere territoriale - Una sorta di movimento autonomo o autonomista, un raggruppamento che parla ai territori senza condizionamenti partitici. Passata la delusione per il referendum perso, con ogni probabilità Paolo Trancassini ci farà un pensierino.
 Lunedì pomerig-gio quando, parole sue, Leonessa si è fermata a 40 metri dall'Umbria, si è 'dimesso dal suo partito, An,ma ha  annunciato che non lascerà la politica. Una politica, ha specificato, "che deve ' assomigliare a quella che ho fatto durante questa battaglia; referendaria, parlando con laa gente normale che esprime il meglio della politica". Il giorno dopo la conferenza stampa choc (ma nemmeno più di tanto) in Comune a Leonessa, l'ex sindaco è, ormai ex capogruppo di An in consiglio provinciale, non fa un passo indietro anzi. A poco sembra essere servita la "chiacchierata" in diretta su Mep Radio nell'immediatezza delle dimissioni con il presidente provinciale di An Chicco Cestini, che aveva invitato "Paolo" a "non prendere decisioni dettate dallo stato d'animo del momento". Ieri mattina però Paolo, dopo un'udienza in tribunale, non mostrava ancora segni di ripensamento. Allora le cose sono due: o e ancora afflitto per l'esito del referendum oppure la  sua decisione è irreversibile. "Buona la seconda - risponde lui al cellulare, tranquillo come sempre - se avevo qualche dubbio tutto è svanito dopo le numerose telefonate di stima che. ho avuto lunedì sera". Del futuro non parla anche se lunedì pomeriggio, di fatto, ha tracciato le linee di un futuro movimento "autonomo": "Tante volte, quando vediamo i leghisti in televisione, ci chiediamo come fanno quelle persone ad essere rappresentate da certi individui. Poi conosci gli amministratori leghisti che si battono sul territorio e tutto diventa chiaro". Insomma una sorta di movimento dallo spirito leghista in grado di far parlare i territori. Quella della lista autonoma è un'ipotesi che ha preso, in considerazione anche Chicco Cestini, che avverte: "La  battaglia del referendum dovrebbe insegnare qualcosa: e cioè che le battaglie seppur giuste a livello ideale devono essere realizzabili. In questo modo. si rischia di indebolire la battaglia del territorio, il contrario di ciò che vorrebbe ottenere Trancassini. Paolo - continua Costini - sapeva che il partito provinciale non poteva sostenere una battaglia secessionista, ma questo non significa che non abbiamo ottenuto le rivendicazioni leonessane: vedi il progetto Leonessa Superski". Chi sarà il nuovo capogruppo di An in Provincia? -"Prima aspetto le dimissioni ufficiali di Trancassini", chiude Costini. ( Paolo Di Basilio)

  3 Dicembre 2008

 La Destra di Rieti offre una spalla a Trancassini per consolarsi, atempo di record .Andrea Di Nicola, responsabile del partito a Rieti, esprime solidarietà ali'ex capogruppo di An in consiglio provinciale: ."Ha perfettamente ragione Paolo Trancassini nello stigmatizzare l'atteggiaménto osservato da quello che è ormai il suo ex partito (Alleanza nazionale) in occasione del referendum svoltasi a Leonessa per separarsi dal Lazio confluendo nell'Umbria - scrive in una nota Di Nicola  Un partito che non capisce o finge di non capire più la gente, che non è più a fianco delle esigenze del popolo ma, come dice Trancassini, è solo attento ai numeri della sua confluenza nel Pdl, ha perso definitivamente ogni riferimento con la sua storia".

I Nostri Lettori   2 Dicembre 2008

 

Caro Ferruccio,

più passano le ore e più mi convinco che questa è una vittoria storica per Leonessa. Ora non si può più barare, non si può più promettere a vuoto.

Chi ha promesso si è troppo esposto per permettersi il lusso di non fare. E gli amici di Leonessa sapranno giudicare nel modo migliore.

Sono io che ti ringrazio di cuore, per l'appassionato contributo a queste pagine e soprattutto per l'amore  che provi per la nostra fantastica città (passami il "nostra", ci tengo troppo!!!)

Felice Vita

Gianni Bolletta

Passata la notte e smaltito il risultato negativo, ma non troppo, del referendum permettimi caro Gianni di ringraziarti per avermi spesso ospitato nel sito che ritengo della massima importanza per la nostra Leonessa. Inoltre permettimi di ringraziare il Sindaco Alfredo Rauco e Trancassini Paolo, i quali con questa iniziativa, mi hanno fatto risentire l'emozione che per lungo tempo non sentivo più e che mi hanno fatto credere ad un sogno che anche se non si è realizzato, come da mia intenzione, spero vivamente che sia di utilità per Leonessa per quanto riguarda lo sviluppo, che soprattutto per fare isolare dai leonessani sani quei personaggi che per motivi del tutto personalistici, si sono opposti velenosamente  ad una iniziativa che poteva essere di vitale importanza per Leonessa e che purtroppo non potrà mai più ripetersi. 
Ed ora andiamo avanti, non possiamo arrenderci, dobbiamo continuare a lottare per Leonessa. Molti sono i leonessani che ci credono.  Ciao
Ferruccio Armeni 

 

Sen. Cicolani (AN)   2 Dicembre 2008

Comunicato Stampa

 L'esito del voto a Leonessa non lascia dubbi. La popolazione ha scelto una prospettiva di sviluppo del sistema Terminillo attraverso il potenziamento degli impianti di risalita ed il collegamento fra le varie aree. Il problema non interessa solo il Comune di Leonessa, ma è centrale in ogni ipotesi di progresso dell'intera provincia. Per questo credo che tutto il popolo delle libertà debba invitare l'avv. Paolo Trancassini a non fare passi indietro, ma a continuare ad essere il punto di forza e di garanzia di tutto il centrodestra per questa battaglia che, dopo il voto di domenica e lunedì, ha più possibilità di concludersi positivamente. 

Sen. Angelo Maria Cicolani

I nostri Lettori   2 Dicembre 2008

 

Avete perso una occasione d'oro per sviluppare finalmente il Vostro territorio, io sono di Roma, e vengo a Leonessa di tanto in tanto, mi spiace per voi, ma il treno passa una sola volta: ora rimarrete sempre l'ultima ruota del carro, non credete a nessun cialtrone che promette mari e monti, (soprattutto monti...).
Io verrò comunque nella vostra bellissima cittadina.
Vi serve un grande in bocca al lupo........perchè mi sa che dovrete emigrare per campare
un amaro saluto Luigi Passi 

 

www.ilgiornaledirieti.it   2 Dicembre 2008

 

Non conosco Paolo Trancassini, ma lo ammiro per la sua capacità di aver messo in luce le contraddizioni della destra, per la sua carica comunicativa, per il suo coraggio e per il suo disprezzo nei confronti delle logiche di comodo della politica, per la sua capacità di interpretare il senso del comune sentire. Ma soprattutto gli riconosco un merito, quello di aver sfidato logiche spartitorie e consociative senza alcun timore di perdere i propri piccoli privilegi. La sua è stata una provocazione, non importa che abbia vinto o abbia perso, la posta in gioco era ben altra. Era quella di dimostrare che si può incidere sulla realtà di una comunità, sul suo futuro, anche al di fuori delle strategie decise sopra le teste degli abitanti. Non vorrei fare una citazione abusatissima di Obama, il cui slogan "Yes we can" è del resto copiato da una canzone di Eros Ramazzotti in coppia con Cher del 2002. Se fossi in Trancassini mi verrebbe da dire "I care, We can, They Win" (Io mi do da fare, noi possiamo, loro vincono).

Allora propongo un altro slogan "All i can" (si può fare tutto, o almeno proviamoci). C'è una regola nella comunicazione e nell'innovazione che i politici non conoscono: non importa quanto sia buona la tua idea, sei sempre a 18 mesi dal fallimento. Questo perché si è costatato che ogni 18 mesi si compie un ciclo evolutivo tecnologico, quindi ogni innovazione, ogni nuovo prodotto, ogni nuova invenzione per quanto valida è destinata a diventare presto obsoleta, inutile. Purtroppo per la nostra burocrazia 18 mesi sono il tempo minimo necessario ad avviare le pratiche o prendere una decisione, convocare una commissione. Purtroppo per i nostri politici, poco abituati a questi ritmi, 18 mesi sono lo stretto necessario per comprendere che qualcosa sta cambiando. I cambiamenti sono per loro esclusiva di luoghi lontani come l'America, quindi ininfluenti su di noi, ma non è così. Fanno fatica a capire che anche in un luogo abbandonato a se stesso come Leonessa qualcuno si preoccupi di cambiare, di mettersi al passo.

Allora sotto con le idee, le idee sono buone solo se efficaci ed efficaci solo se tempestive. Non so se l'idea di Trancassini fosse buona, ma sicuramente tempestiva ed efficace, ed infatti tutti si sono detti pronti, nonostante la sconfitta, a salire sul carro del perdente. Ho fiducia in Trancassini: i politici di mestiere ci metteranno più di 18 mesi a prendere qualche decisione, nel frattempo verranno superati da qualche altra buona idea. Il referendum è perso, ma non invano, si è dimostrato che la politica mostra sempre più la sua "incapacità di attrarre", di rapportarsi in modo positivo e propositivo con il mondo a lei esterno, di influenzare,in una parola di aprirsi ed essere inclusiva. È ormai in atto una tendenza a contrastarla con menti aperte e cervelli disponibili, non con camerieri a tutto servizio incapaci di esprimere idee, misure, progetti.

 2 Dicembre 2008

 Leonessa non abbandona la Regione Lazio - Ha vinto il si ma Leonessa non potrà lasciare il Lazio perché i sostenitori della secessione non hanno ottenuto i numeri richiesti. Con 926 si, 238 no il referendum ha sancito il mantenimento dello status quo.
 Non c'è il quorum Leonessa resta laziale -  Fallisce il referendum e il comune reatino non va in Umbria - Leonessa resta attaccata al Lazio, li piccolo comune in provincia di Rieri rimarrà infatti al suo posto senza poter annettersi, come sperava, all'Umbria. Eppure il quorum era stato raggiunto. Il sindaco Alfredo Rauco era riuscito, insieme con i rappresentanti del "comitato del Si", a convincere buona parte della popolazione a recarsi alle urne. Su 2207 aventi diritto al voto infatti, ben 1208 persone sono andate alle urne. Sarebbero bastati 1146 voti per avviare le pratiche di annessione alla confinante Umbria. Ma all'ultimo minuto anche chi aveva deciso, per scelta o per imposizione - come hanno denunciato diversi abitanti - di non recarsi al seggio, alla fine c'è andato. Con il risultato che 238 cittadini hanno votato no e 926 hanno detto sì: voti che però non sono bastati a far stappare bottiglie al sindaco del municipio del paese a 969 metri sul mare. Se ne riparlerà fra cinque anni. Perché loro, quelli che ce l'hanno con la Regione Lazio, non si arrendono facilmente. E pur di far diventare Leonessa la "Cortina del centro Italia", convinti di avere tutte le carte in regola per poter giocare e vincere con il loro "oro bianco"
giurano che ci riproveranno ancora. E questa volta con una campagna di informazione più completa. Magari con un faccia a faccia televisivo tra i rappresentanti del sì e del no che questa volta non c'è stato. Magari scegliendo dei giorni più assolati, perché ieri per le strade di Leonessa di gente in giro ce n'era poca. Senza neanche quei sotterfugi denunciati da alcuni esponenti del fronte del si.
Ad alcuni è stato detto e ribadito che in caso di sconfinamento verso la vicinissima Umbria, che dista a soli 8 chilometri dal centro, avrebbero dovuto recarso fino a Foligno per fare le analisi del sangue; che il pullman per Rieti sarebbe stato soppresso e che, addirittura, avrebbero perso pure le pensioni.
Malignità che probabilmente hanno contribuito a dare forfait il giorno del referendum o a votare no. Quelli del comitato dei no erano certo felici, ma la loro vittoria è un fuoco di paglia rispetto alla battaglia che i fautori del si sono sicuri di aver raggiunto. Con il quorum raggiunto, con la bassa percentuale di astenuti rispetto alle previsioni e con la loro voce che comunque ha fatto eco nella vallata, giù, passando per Rieti, fino ad arrivare in via Cristoforo Colombo, alla Regione, il "sì", stanotte può di certo andare a letto soddisfatto. Che qualcosa si è mosso, che le ragioni di chi se ne vorrebbe andare, abbiano un peso non irrilevante, lo dimostra la dichiarazione di Marrazzo. « È un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio. La Giunta intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina», le sue parole. Che per i leonessani hanno il  sapore della beffa, visto che «è stato proprio Marrazzo a bocciare un progetto di ampliamento e ristrutturazione degli impianti sciistici, approvato dalla giunta Storace», denuncia un esponente del comune. Il paradosso è che i cittadini di leonessa chiedono solo l'appoggio burocratico e non finanziario, visto che esiste una società privata pronta a metterci i soldi.
PARLA IL SINDACO ALFREDO RAUCO « Fra cinque anni ci riproviamo». Quel che si respira nella stanza del sindaco di Leonessa, con la finestra che domina sulla piazza principale del paese è la delusione che il primo cittadino, Alfredo Rauco, candidato con una lista civica ed eletto il 13 giugno del 2004, non riesce a nascondere dopo aver ricevuto i risultati dai quattro seggi del paese e dai dati inconfondibili: Leonessa resterà laziale. E non basta l'affetto degli esponenti del "comitato del sì", e di qualche cittadino, accorsi nella sede del Comune, che dai banchi allineati ai lati del corridoio che conduce alla stanza del sindaco, ricorda una chiesa.
Dica la verità, lei si sentiva già un po'umbro?
«Diciamo che per storia siamo stati sempre un po' umbri...» E continuerete ad esserlo anche se ufficialmente far parte della Regione Lazio...
«I nostri rapporti con la provincia umbra, soprattutto con Temi, continueranno ad essere sempre gli stessi. Al di là di come sono andate le cose, noi continueremo sempre a coltivare questi nostri contatti».
Il sentimento che prova, però, è di profonda amarezza?
«No, no. Mi ritengo molto soddisfatto». Per cosa, se il referendum non è passato? «Sono soddisfatto perché in ogni caso la nostra è stata una vittoria politica. E ringrazio quanti hanno fatto in modo che Leonessa avesse un po' di attrazione.».
La prossima vostra mossa quale sarà? «Se permane questo stato di cose ci vedremo qui ancora per recriminare le mancate attenzioni da parte della Provincia e della Regione. Ricordando loro il dato politico di questa due giorni». Ovvero?
«La metà degli aventi diritto al voto è andata alle urne. Già questa è comunque una prima vittoria». La seconda quale? «Beh, di questi l'80% ha votato sì». Che per uno scherzo del destino non sono bastati... «Quantomeno hanno alzato l'attenzione verso Leonessa nella speranza che le lacune che si sono create fino ad oggi vengano sanate». In ogni caso tornerete all'attacco? «Fra cinque anni».
(Tiziana La Pelosa - Raffaele M. Maiorano)

 2 Dicembre 2008

A leonessa vince il si,ma mancano i numeri per separarsi dal Lazio

Leonessa non lascerà il Lazio, anche se ha vinto il sì, i sostenitori della secessione non hanno ottenuto i numeri richiesti. Con 926 sì, 238 no, 19 schede bianche e 24 nulle a fronte di un totale di 1.207 cittadini andati alle urne, pari al 52,7% della popolazione, il referendum sulla secessione di Leonessa dalla provincia di Rieti e dal Lazio per migrare verso l'Umbria, ha sancito il mantenimento dello status quo.

Ci sarebbero voluti almeno 1.146 voti a favore per far vincere il Comitato del sì, guidato dall'ex sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini. «Il risultato del referendum - ha detto Giuseppe La Bella, coordinatore del Comitato per il no - ha dimostrato che i leonessani vogliono rimanere nella Regione Lazio. Spero che ad un momento di sovraesposizione non segua il silenzio e per questo ho coinvolto anche alla vigilia del referendum il presidente della Provincia Fabio Melilli, e la consigliera regionale Anna Maria Massimi, chiedendo loro impegni sostanziali e non formali per Leonessa».

Ritiene che sia stato sconfitto il partito dell'astensionismo Paolo Trancassini, che alla notizia del risultato ha annunciato le dimissioni da capogruppo di An in Provincia e dal partito. «Quando uno si batte in prima persona e scopre di avere al suo fianco persone semplici ed il territorio ed il tuo partito non capisce e pensa solo ai numeri della confluenza di An nel Pdl - ha detto Trancassini - ho capito di non voler rimanere nel partito». 

Soddisfatto Marrazzo «È un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina», sottolineato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. «Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di Leonessa, non voglio dimenticare - aggiunge- che, come rappresentante di tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che ha votato per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi, l'occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto, anche perchè, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di responsabilità per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel rispetto dell'identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un polo d'attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio rafforzerà Leonessa, non la indebolirà».

 2 Dicemmbre 2008

 Il sindaco Rauco: "Adesso Provincia e Regione ascoltino le nostre esigenze" - Così il sindaco Rauco nel commentare gli oltre 900 "sì" con cui si è concluso il referendum per il trasferimento del Lazio. "Aver raggiunto il quorum dei votanti rappresenta un successo enorme. Da domani le amministrazioni di Regione e Provincia non potranno più eludere la questione: dovranno sedersi con noi intorno ad un tavolo e capire quali sono i problemi che abbiamo voluto sollevare. Anche perché nel frattempo altri comune della zona, come Magliano Sabino e Amatrice, potrebbero riprovarci, magari con migliore fortuna". Alfredo Rauco sindaco di Leonessa e accesissimo esponente del fronte del sì nel referendum che chiedeva il passaggio della cittadina reatina dal Lazio all'Umbria non sembra affatto uno sconfìtto. "Perché questo risultato - spiega - dimostra che la maggioranza dei mie concittadini ha capito il senso della mia iniziativa. Noi possiamo avere crescita e sviluppo solo dal turismo e dalla montagna e il modo in cui siamo stati fin qui delusi dal potere centrale regionale su questioni come la viabilità e la sanità ci ha spinto ad alzare la voce con un'operazione ".
 

 2 Dicembre 2008

Il capogruppo alla Provincia, dopo la sconfitta nel referendum, apre un fronte di polemica nel centrodestra accusando il PdL Trancassini vuole lasciare An «II nuovo partito dovrebbe nascere dal territorio e non dai posti ma non è cosi» «Noi siamo abituati SS Viso sereno, tono pacato ma deciso. Trancassini si presenta così in sala consiliare per la conferenza stampa decisa pochi minuti prima quando ancora era ad assistere allo spoglio. La bomba politica però la sgancia subito. E non è rivolta contro Provincia e Regione, sulle cui disattenzioni e scelte errate ha speso la maggior parte del suo tempo negli ultimi mesi e alle quali riserverà pure diversi minuti nella conferenza.
No, a sopresa il primo argomento della sua valutazioni è il nascente Popolo della Libertà. «Senza avere l'appoggio di nessuno siamo riusciti a far parlare finalmente la politica del Terminillo e del territorio. Abbiamo messo paura a tanti - spiega Trancassini - e vi annuncio che presenterò le dimissioni da capogruppo provinciale di An e uscirò dal partito anche se resto consigliere a Palazzo d'Oltre Velino». Qualcuno si soprende, altri accennano un applauso. «Noi siamo abituati a parlare con la gente e a parlare di territorio. Invece il Pdl in queste settimane ha dimostrato di avere problemi di numeri. Abbiamo sentito discutere su quanti posti spettavano ali' a parlare con la gente, chi sta arrivando no» Marco Fuggetta uno o all'altro. A me però non piace giocare al superenaiotto. Non è il mio gioco, quel tipo di politica non è per me. Non può essere mio quel gruppo che ha come problematica più granii presidente Cestini: «Spero che ci ci ripensi, non capisco i suoi motivi politici» de quella di formare un partito di numeri e non di persone. La nostra è stata una battaglia per un territorio ha aggiunto Trancassini mi aspettavo che il Pdl nascesse come partito di territorio ma cosi non è stato».
E adesso? «Continuerò nelle battaglie per la gente e non smetto di fare politica anche se i miei ideali restano». Ma non più nel Pdl. Pochi minuti dopo, ai microfoni di MepRadio va in scena il confronto tra Trancassini e il presidente provinciale di An, Felice Costini. «Sono dispiaciuto della decisione di Paolo - ha detto Cestini - Tenterò di farlo recedere ma non capisco le motivazioni politiche. Visto anche l'ottimo risultato ottenuto. Paolo deve riportare questa battaglia dentro i luoghi istituzionali. Al di là della sovraecci tazione del momento però non riesco a capire le motivazioni anche se farò tutto il possibile per farlo tornare sulle sue decisioni».
(Marco Fuggetta)

  2 Dicembre 2008

Leonessa resterà nel Lazio Vincono i sì mala secessione non passa -  Conferenza stampa amara dopo l'alta affluenza ai seggi che aveva fatto pensare a una vittoria dei sì -  Paolo Trancassini lascia Alleanza nazionale  - L'ex capogruppo in Provincia si sfoga: non hanno sostenuto la nostra battaglia per il territorio  - "Sono arrivato a 45 anni per capire che 'questa' politica non fa più per me". Sono le 17.15 di ieri quando Paolo Trancassini "a caldo" da le dimissioni da An e da capogruppo del partito in Consiglio provinciale. E' l'epilogo di un pomeriggio denso di emozioni per i promotori del comitato per il Sì al referendum per il distacco di Leonessa dal Lazio e l'annessione all'Umbria: prima la mattinata spesa a "convincere" la gente ad andare a votare, poi quella fiammella di speranza che si è accesa quando è stato reso noto il dato dell'affluenza alle urne (1207), infine il verdetto delle urne. Tra Leonessa e l'Umbria ci sono 202 voti: quelli che sono mancati per arrivare al quo rum del 50 per cento più uno fissato a 1146 voti. Eccolo allora l'ex sindaco, il consigliere provinciale, l'animatore delle battaglie leonessane annunciare - circondato da amministratori comunali e sostenitori del Sì - le sue dimissioni da An. Ha passato due giorni intensi ora appare provato e dopo aver commentato i dati arrivati non lascia spazio alle interpretazioni: "Mi dimetto da capogruppo e dal partito di An, perché il partito non ha sostenuto la battaglia del territorio. Mentre noi eravamo-impegnati nelle trattative per lo sviluppo del nostro territorio oppure parte cipavamo ai tavoli, il mio partito era 'impegnato' con problemi di numeri: 23, 32, 42. Un esercizio da Superenalotto - ha rincarato scuro in volto Trancassini - che non fa per me. Uno deve avere l'onestà intellettuale di convincersi, a 45 anni suonati, che evidentemente certe cose non fanno per lui". Applausi dalla sala del consiglio comunale di Palazzo Mongalli. Un fulmine a ciel sereno, ma nemmeno più di tanto. E' lo stesso Trancassini a dirlo durante la conferenza stampa-sfogo di ieri: "Questa decisione l'avevo maturata da tempo. Il Pdl che non guarda al territorio non è una forza politica che mi affascina: togliermi la casacca prima della battaglia referendaria avrebbe significato prendere in giro l'elettorato. Lo faccio a risultato del referendum acquisito". Ma che significa? Che ^protagonista di tanti consigli provinciali e di tutte le battaglie leonessane degli ultimi anni si ritirerà? No, assolutamente. Trancassini rimarrà consigliere provinciale "per occuparsi del territorio senza condizionamenti". La battaglia anzi riparte "da questo referendum e dal sapore autentico della politica che abbiamo espresso in queste settimane, una politica che parla dei problemi della gente e non del numero dei posti". E' in vista la costituzione di un movimento capeggiato da Trancassini? L'ex sindaco non lo dice ma lo lascia intendere:"La battaglia è appena iniziata - dice alla platea - e i movimenti di Amatrice, Accumoli o Magliano ci convincono che i problemi sollevati da Leonessa con questo referendum non sono campati in aria". E si arriva all'esito referendario. Paolo Trancassini è stato tra i promotori della consultazione - anche se negli anni scorsi era stato contrario (1997) - e ne è stato, indiscutibilmente, l'assoluto protagonista. Nel bene e nel male. C'era lui quando il centro anziani di Leonessa protestò sotto la Pisana. C'era lui ad occupare il Consiglio Provinciale insieme ai leonessani. C'era lui un anno fa, più o meno, ad annunciare il referendum. C'èra anche ieri quando in mattinata cercava a convincere anche l'ultimo elettore. Poi quando le prime schede scrutinate nei seggi della scuola del capoluogo hanno allontanato il quorum si è dovuto arrendere. Senza arrendersi, però. Erano le 16,40 quando è arrivato in Comune: attraversa il corridoio al primo piano scuro in volto ed entra nella stanza del sindaco Alfredo Rauco che dal primo pomeriggio stava riunito con gli ammini-. strafori: "Parlerò dopo e non vi deluderò". E così è stato. Per quanto riguarda il referendum "il partito del non voto è stato sonoramente sconfitto, così come sono stati sconfitti, vedi Marrazzo, tutti quelli che pensavano che tutto questo fosse uno scherzo". In ogni caso il risultato "è stata una sconfitta perché abbiamo promosso questa consultazione per vincere. Sapevamo - ha continuato - che la batta- glia era difficile ed ardua perché non eravamo battezzati da nessuna forza politica. Ingenuamente e forse un po' pateticamente abbiamo pensato che si poteva superare tutto mettendoci il cuore: Leonessa ce l'ha messo e questo va riconosciuto. Su questo abbiamo vinto". Quando parla della campagna elettorale Trancassini riconosce agli avversar! del comitato del No, l'avvocato Giuseppe La Bella in primis, di "essere stati corretti" ma non tutti. "Non avrei mai pensato - ha rincarato l'ex sindaco - di dover convincere un'anziana signora di 75 anni che non avrebbe 'perso la pensione: ecco, sarebbe bene per tutti mettere da parte certe pratiche". Per quanto riguarda l'amministrazione comunale a caldo l'avvocato Giuseppe La Bella ha chiesto le dimissioni della giunta dopo la sconfitta dell'ipotesi secessionista. "Invito il portavoce del comitato per il No - ha risposto Trancassini - ha riguardarsi i voti presi da questa amministrazione, non penso che ci possano essere delle ripercussioni per  l'ammistrazione Rauco". Appunto, la prossima primavera ci saranno le elezioni comunali.Trancassini ha lasciato An, non  la politica. Almeno a Leonessa. (Paolo di Basilio)

  2 Dicembre 2008

 Nessuna delega in bianco Hanno perso i politici: tutti -  LEONESSA -  Hanno perso i politici: quelli che invitavano i leonessani a non andare a votare, e quelli che li invitavano a votare sì. In definitiva, con il voto di domenica e di lunedì, i cittadini di Leonessa ci hanno voluto avvertire politici e amministratori: nessuno venga fin quassù a tentare di fare il bello e il cattivo tempo. I cittadini hanno deciso di restare nel Lazio, ma senza consegnare deleghe in bianco a nessuno: destra, sinistra, centro, secessionisti e contrari. E a pochi mesi dalle elezioni amministrative nelle quali si decideranno le sorti della Provincia il messaggio è stato forte e chiaro. Dunque: gli amministratori si decidano a passare dalle parole ai fatti e aiutare Leonessa a diventare quel centro turistico che merita di essere. Uh secondo passaggio è certamente la resa dei conti dentro An. Un assaggio lo si è avuto ieri pomeriggio con le dimissioni di Paolo Trancassini da An, il suo partito, quel partito che non ha visto mai di buon occhio questo referendum. Trancassini ha deciso di correre da solo. E a pochi mesi dalle elezioni anche questo è un messaggio chiaro.(B.M.)
 

 2 Dicembre 2008

I commenti del presidente della Provincia, dei consiglieri regionali e del coordinatore del Pd di Rieti Melilli e Rinaldi: «Adesso al lavoro per il rilancio» Perilli e Massimi: «L'esito del voto riporta serenità» ó Come da copione non sono mancate le immediate reazioni di Provincia e Regione.
«Sono davvero contento che la proposta del Comune di Leonessa non sia passata - ha detto il Presidente della Provincia Fabio Melilli - Se vinceva il si Leonessa rischiava, nei prossimi tre o quattro anni, di restare isolata ed è importante che non sia avvenuto».
La Provincia, secondo Melilli «si è trovata a difendere in solitario la permanenza di Leonessa nella nostra regione e schierarsi era un dovere istituzionale». L adesso? «Lavoriamo da domani e continueremo a tarlo anche in futuro, con l'impegno di sempre, per trovare una soluzione e anche questo è un dovere istituzionale affinchè le nostre comunità ottengano quello che non hanno avuto negli ultimi venti anni».
«Questo risultato riporta serenità in un paese che decide di rimanere all'interno della nostra regione - hanno dichiarato i consiglieri regionali del partito democratico Anna Maria Massimi e Mario Perilli - I cittadini hanno capito che le scelte di chi l'ha promosso erano deboli e troppo cariche di strumentalità ed ora dobbiamo essere rispettosi degli impegni assunti, insieme anche al presidente della Provincia Melilli, che porteremo avanti con grande vigore».
Infine in serata arrivano anche le dichiarazioni del coordinatore provinciale del Partito democratico Giuseppe Rinaló di secondo il quale «ha prevalso il buon senso. Fuggire, eravamo convinti e ora lo siamo ancor di più, non avrebbe aiutato a dare risposte ai leonessani e al territorio di Leonessa.
Adesso, però, dobbiamo immediatamente rimetterci al lavoro per trovare le soluzioni idonee a tutte quelle problematiche che hanno portato molti leonessani a esprimere la loro volontà di passare all'Umbria». Tutti inoltre hanno fatto riferimento al progetto relativo al comprensorio del Terminilloo. (Marco Fuggetta).
 

  2 Dicembre 2008

Perilli  e Massimi: "Vince la ragione". Soddisfatto il presidente della Regione Marrazzo "Un voto che rafforza il paese" LEONESSA - "Restare nel Lazio la rafforzerà", questo il commento del presidente della Regione Piero Marrazzo: "Apprendo con soddisfazione la notizia che i cittadini di Leonessa intendono rimanere nel Lazio. E' un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina. Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di Leonessa, non voglio dimenticare che, come rappresentante di tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che ha votato .per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi, l'occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto". "A Leonessa vince la ragione", questo il commento a caldo dei consiglieri regionali Mario Perilli e Anna Maria Massimi: "Siamo soddisfatti - sostengono i due esponenti del partito democratico - del risultato del referendum di Leonessa che riporta serenità in un paese che decide di rimanere all'interno della nostra regione. I cittadini leonessani hanno capito che le scelte di chi l'ha promosso, erano deboli e troppo cariche di strumentalità. Oltre la soddisfazione per i risultati, un ringraziamento va sicuramente al senso di responsabilità dei cittadini che hanno avuto nei confronti delle istituzioni, apprezzando il lavoro svolto 'dal comitato per il no". Infine il commento della Destra: "Ha perfettamente ragione Paolo Trancassini nello stigmatizzare l'atteggiamento osservato da quello che è ormai il suo ex partito (Alleanza nazionale) in occasione del referendum. Un partito che non capisce o finge di non capire più la gente, che non è più a fianco delle esigenze del popolo ma, come dice Trancassini, è solo attento ai numeri della sua confluenza nel Pdl, ha perso definitivamente ogni riferimento con la sua storia.

 

 2 Dicembre 2008


 «Abbiamo scosso molte coscienze» Il  sindaco: «Ottimo risultato»  È soddisfatto comunque il sindaco Alfredo Rauco, a capo della battaglia per il referendum per il distacco dal Lazio dallo scorso 30 gennaio, quando condusse l'intero consiglio comunale a votare all'unanimità la richiesta di indizione del referendum stesso. «È terminata una campagna elettorale tutto sommato corretta, tranne qualche caso isolato. È emersa comunque la voglia dei leonessani di combattere.
Diciamo che siamo stati i pionieri di una battaglia tesa a dare un segnale ad una provincia e ad una regione fino ad ora troppo lacunose e distanti. Ora ripartiamo per dare, attraverso Leonessa, un messaggio forte e chiaro all'intera politica della provincia di Rieti. E del resto il nostro gesto ha attirato le attenzioni di tutte le istituzioni.
Da oggi abbiamo il dovere di ripartire per dare tutti insieme risposte ad un territorio che è stato lasciato purtroppo per troppi, lunghissimi anni abbandonato. La nostra consultazione referendaria - ha aggiunto il primo cittadino Alfredo Rauco - ha posto all'attenzione dell'opinione pubblica dell'intera Regione Lazio il problema di uno dei tanti comuni della zona vittime di una politica romanocentrica». E infine alla richiesta di dimissioni della giunta Comunale di Leonessa arrivata dal portavo ce del Comitato per il No Giuseppe La Bella, Rauco risponde picche ribadendo che «facendo un confronto con le recenti politiche dove hanno votato 1588 elettori, i 1207 di questa tornata elettorale rappresentano oltre il 70% di quel dato e pari all'80% dei consensi». Insomma l'obiettivo più alto non è stato raggiunto ma anche il sindaco Alfredo Rauco si schiera dalla parte di chi è comunque soddisfatto, auspicando che i quasi 1000 «Sì» servano per invertire la rotta nei rapporti tra i piccoli comuni e gli enti maggiori.

 2 Dicembre 2008


 Il presidente Marrazzo: «Bene così, ora Leonessa si rafforzerà»  «Apprendo con soddisfazione la notizia che i cittadini di Leonessa intendono rimanere nel Lazio. È un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme con tutta la provincia reatina». Sono le prime dichiarazioni del presidente della Giunta regionale Piero Marrazzo al termine dello scrutinio del referendum consultivo che ha sancito la netta vittoria dei «Sì» ma i voti non sono stati sufficienti per decretare l'annessione di Leonessa all'Umbria. «Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di Leonessa - aggiunge il presidente della Giunta regionale del Lazio - non voglio dimenticare che, come rappresentante di tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che ha votato per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi, l'occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto, anche perché, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di responsabilità per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel rispetto dell'identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un polo d'attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio rafforzerà Leonessa, non la indebolirà».
 

 2 Dicembre 20008

 L'esito del referendum dice che il tentativo di fuga in Umbria è fallito ma i separatisti si dicono soddisfatti -  In 1207 al voto: 926 i sì, 238 i no e 43 le schede annullate Raggiunto il quorum ma per la secessione non basta - LEONESSA resta nel Lazio. E' questo che hanno deciso i 1.207 elettori che tra domenica e ieri si sono recati alle urne per il referendum che offriva la possibilità ai cittadini di 'trasferire' Leonessa in Umbria.
Alla fine in 926 hanno rotato "sì", 238 "no" e 43 sono state le schede nulle.
Nei fatti una vittoria dei sostenitori del "no", visto che Leonessa resta nel Lazio ad attendere il sospirato piano di rilancio del Terminillo. Anche se gli oltre 900  di cittadini che avrebbero compiuto il grande passo fa esutlare anche il comitato del "sì": 'ora Regione Lazio e Provincia di Rieti dovranno "fare i conti con 926 elettori che volevano andar via. Una grande vittoria della gente", spiegano i separatisti.
C'era naturalmente grande attesa e per conoscere l'esito del referendum che nel caso di vittoria del "sì" avrebbe aperto scenari storici, visto che avrebbe annesso Leonessa all'Umbria e alla provincia di Terni. Come detto, a votare sono andate 1207 persone, il 52,7% degli aventi diritto.
Nonostante il cospicuo numero di "si", Leonessa rimane in Provincia di Rieti per non aver raggiunto il quorum previsto dal referendum per passare in Umbria (serviva il voto favorevole della metà più uno degli elettori totali).
Ben 926 le persone che hanno dato il loro voto perché il Comune potesse passare in Umbria, mentre 238 hanno votato per il no. Oltre 40 (43) le schede nulle.
"La popolazione è voluta rimanere nel Lazio" ha commentato a caldo il portavoce del comitato per il no, Giuseppe La Bella.
Dal comitato per il sì hanno invece commentato: "Abbiamo battuto il partito del non voto e coloro che pensavano fosse uno scherzo, come il presidente Marrazzo", ha detto il portavoce Paolo Trancassini.
"Questo dimostra - ha aggiunto - quanto la politica sia distante dai territori. Dobbiamo riconoscere la sconfìtta, sapevamo che era una partita impossibile, ma dobbiamo avere la capacità di riconoscere che cosa ha dato questa competizione elettorale. Ribadisco con forza e senza timore di essere smentito che grazie alla battaglia di Leonessa una battaglia "comunque l'abbiamo vinta: una parte dei progetti del versante nord del Terminillo si faranno, a testimonianza del fatto che  Leonessa non è arrogante, ma Leonessa  ha mediato, ha lavorato".
Come ormai noto, a scatenare l'esigenza "secessionista" dell'amministrazione comunale leonessana erano stati i rabaditi no al progetto di realizzazione dei nuovi impianti sciistici sul versante leonessano del Terminillo. Un piano da oltre 50 milioni di euro al quale le amministrazioni di centrosinistra si erano sempre opposte per salvaguardare i numerosi ettari di bosco che avrebbero dovuto lasciare il posto alle nuove strutture turistiche.
Proprio pochi giorni fa però dalla Pisana hanno garantito un nuovo progetto di sviluppo e rilancio del Terminillo, che ora a Leonessa si augurano non sia stata solo l'ennesima promessa fatta anche per dissuadere altri secessionisti al momento di votare per il referendum.
Il sindaco Rauco: "Adesso Provincia e Regione ascoltino le nostre esigenze"
"ADESSO Regione e Provincia non potranno più trascurare le esigenze di Leonessa". Così il sindaco Rauco nel commentare gli oltre 900 "sì" con cui si è concluso il referendum per il trasferimento del Lazio.
"Aver raggiunto il quorum dei votanti rappresenta un successo enorme. Da domani le amministrazioni di Regione e Provincia non potranno più eludere la questione: dovranno sedersi con noi intorno ad un tavolo e capire quali sono i problemi che abbiamo voluto sollevate. Anche perché nel frattempo altri comune della zona, come Magliano Sabino e Amatrice, potrebbero riprovarci, magari con migliore fortuna".
Alfredo Rauco sindaco di Leonessa e accesissimo esponente del fronte del sì nel referendum che chiedeva il passaggio della cittadina reatina dal Lazio all'Umbria non sembra affatto uno sconfitto. "Perché questo risultato - spiega - dimostra che la maggioranza dei mie concittadini ha capito il senso della mia iniziativa. Noi possiamo avere crescita e sviluppo solo dal turismo e dalla montagna e il modo in cui siamo stati fin qui delusi dal potere centrale regionale su questioni come la viabilità e la sanità ci ha spinto ad alzare la voce con un'operazione che era anche, ma non soltanto, una provocazione politica".
"Restando nel lazio Leonessa si rafforzerà" Questo il commento all'esito del referendum del presidente della Regione Piero Marrazzo.
"Apprendo con soddisfazione la notizia che i cittadini di Leonessa  intendono rimanere nel Lazio. E' un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina", ha dichiarato Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio. "Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di Leonessa - continua - non voglio dimentcare che, come rappresentante dì tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che ha votato per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi, l'occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto, anche perché, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di responsabilità per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel rispetto dell'identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un polo d'attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio rafforzerà Leonessa, non la indebolirà".
 

 2 Dicembre 2008

 Vince il Sì ma Leonessa resta  - Quorum raggiunto, però i 926 consensi non bastano per trasferire la cittadina in Umbria -  Leonessa resta nel Lazio. E questo è il primo dato certo e incontrovertibile. La gente è andata a votare. E questo è il secondo. Il referendum avrà ripercussioni sulla politica reatina. E questa è la terza e ultima certezza. Su tutto il resto invece già da ieri pomeriggio come da copione fioccano valutazioni e commenti, divisioni e riflessioni. 1207 votanti pari al 52,71% degli aventi diritto, 926 si, 258 no, 19 schede bianche, 24 nulle Queste i dati, nudi e crudi, che ben prima delle 17 arrivano in via definita a Palazzo Mongalli dove il sindaco Alfredo Rauco e qualche assessore li attendevano già da un po'. Il suo predecessore e portavoce del Comitato per il Si al referendum, Paolo Trancassini, e l'avversario portavoce del Comitato per il No, Giuseppe La Bella, sono invece a poche centinaia di metri, presso la scuola elementare che ospita i due seggi più numerosi dei quattro previsti. Trancassini e La Bella per l'intero spoglio restano a colloquio con i rispettivi gruppetti di sostenitori all'interno dell'atrio della scuola. Già dalle prime battute dello scrutinio si capisce però che il sogno di vincere questo referendum svanirà di li a poco, perché dalle urne non escono solo schede che riportano la croce sulla casella del «Sì», ma anche alcune decine con un segno sul «No». La soddisfazione per i sostenitori del Sì al referendum c'è comunque, soprat tutto per aver portato cosi tanta gente a votare contro ogni previsione.
La gioia vera però rimane strozzata in gola perché l'ultimo scatto verso il traguardo non è arrivato. Anche sull'altro fronte, quello dei contrari al referendum che avevano invitato all'astensione, c'è soddisfazione, ma la tanta gente che ha deciso comunque di andare a votare pur votando «No» e gli oltre 1200 leonessani andati complessivamente alle urne non permettono di dire che la battaglia sia stata stravinta. E allora dalle scuole elementari, non appena concluso lo spoglio degli ultimi due seggi, entrambi i contendenti salgono in Municipio a rilasciare interviste, stringere mani e fare le prime valutazioni a caldo. Tran cassini e Rauco convocano una conferenza stampa seduta stante, La Bella assiste e riflette. La conferenza termina, ancora un giro di taccuini e microfoni e i due contendenti si ritrovano faccia a faccia nel corridoio del Comune, davanti alla stanza dove fino a qualche minuto prima il Sindaco Alfredo Rauco leggeva e valutava i dati che arrivavano. Si abbracciano, si danno la mano Trancassini e La Bella, sorridono e si fanno finalmente i complimenti per la sfida condotta. Tutto nel giro di pochi istanti, sempre lì, di fronte alla stanza che dalla prossima primavera ospiterà il nuovo (o il vecchio) Sindaco. Chissà che non sia un segno del destino.
 «Partito del non voto sconfitto» Comitato Sì «Così si è tornati a parlare di sviluppo e Terminillo» Velocità Scrutatori al lavoro, i risultati sono stati resi noti poco dopo la chiusura dei seggi ú Il Comitato per il Sì arriva alla conferenza stampa indetta presso la sala consiliare del Comune compatto. Si schiera ai lati di Paolo Trancassini e di Alfredo Rauco, quasi a voler dimostrare la vicinanza ai due.
C'è la giunta al completo, c'è la presidente della Pro Loco, c'è anche qualcuno di coloro che il passaggio in Umbria lo proponevano già dal 1997. Di qua del tavolo invece ci sono, oltre ai tanti cronisti, anche molti del Comitato per il No, compreso Giuseppe La Bella che ascolta in piedi stretto tra la gente che affollava oltremodo la sala. «Ringrazio e faccio i complimenti a tutti - esordisce Trancassini con Rauco che al suo fianco annuisce - Abbiamo sconfitto il partito del non voto. Abbiamo sconfitto anche i tanti che pensavano che il nostro fosse uno scherzo. La verità è che la gente di questo Comune ha dimostrato la propria voglia di volersi confrontare sui temi dello sviluppo. Ora però - ha invitato l'ormai ex capogruppo provinciale di An - dobbiamo avere la capacità di riconoscere la sconfitta anche se sapevamo fin dall'inizio che stavamo conducendo una battaglia impossibile».
Cosa lascia questa com petizione? «Senza alcun timore di smentita, posso dire che grazie alla battaglia di Leonessa si è tornati a parlare di sfruttamento della neve, di sviluppo del Terminillo».
«Se l'assessore Zaratti svela Trancassini - confermerà quanto detto mercoledì scorso in un incontro con me e con il presidente Melilli, almeno una parte del progetto di impianti di risalita verrà comunque realizzato. Il dato certo comunque - ha concluso a nome del comitato per il Sì - è che Leonessa ha condotto una battaglia per interessi che vanno al di là dei propri confini, per l'intera provincia».
Giuseppe La Bella brinda per la vittoria e attacca l'amministrazione comunale n No: ora la giunta deve dimettersi ó «È una vittoria da festeggiare». A dirlo è Giuseppe La Bella, portavoce del Comitato per il No, subito dopo la conferenza stampa dei rivali del Sì. «Per le analisi approfondite ci sarà tempo. Il dato di fatto però è che il referendum per andare in Umbria non è passato. È dunque una vittoria di chi voleva rimanere nel Lazio. I 926 sì significano la delegittimazione della giunta comunale che ha puntato ed ha investito tutto su questo referendum. Mi aspetterei che, così come sono arrivate le dimissioni da capogruppo di An di Tran- cassini, arrivino anche quelle della giunta del Comune di Leonessa. Mi aspetterei un uguale atto di coerenza visto che le urne hanno detto che una maggioranza c'è, e non sono certo i Sì. Il problema è morale, non certo di legittimità amministrativa, ma ripeto questa giunta ha investito tempo ed immagine su questo referendum». E come la mettiamo con le 258 persone che hanno deciso di andare a votare no, quando voi invitavate all'astensione? «Probabilmente queste persone si sono sentite in dovere di recarsi comunque alle ur ne, ma hanno espresso la volontà di rimanere nel Lazio e non andare in Umbria. E questo è il dato oggettivo che conta. Ora qualcuno dovrà riflettere». A chi gli chiede infine se sono arrivati i complimenti dei consiglieri regionali o del Presidente della Provincia La Bella risponde: «Non ho avuto il tempo di sentire neanche mia moglie. Solo le mie figlio mi hanno inviato un messaggio». Più apprezzato, c'è da giurarci, di tante altre telefonate.
(Marco Fuggetta).

 

 1 Dicembre 2008

QUEL RUGGITO NON CADA NEL VUOTO -Non è stata ne la vittoria, ne la sconfitta del sindaco Rauco. Ma è indubbio che per Leonessa, con i suoi 2290 aventi diritto, si tratta di un risultato importante. 926 si, 238 no è un quorum superato di misura, non possono passare inosservati. Soprattutto agli occhi della Provincia di Rieri, e di Melilli, a quelli della Regione Lazio e di Marrazzo. Leonessa ha chiamato, ora è doveroso rispondere. I numeri dimostrano che non si trattava di un ruggito d'orgoglio, ma di una richiesta di equità amministrativa: «Trattateci come gli altri, non penalizzate questo Comune solo perché si trova al confine». Del resto, sorvolando sulla mancata approvazione da parte di Provincia e Regione del progetto per i nuovi impianti sciistici, questo giornale ha più volte raccontato la versione di chi vive ogni giorno i problemi di un paese di montagna e che è stufo di essere ancora penalizzato, nel 2008, da una questione geografica. Ma questo voto ha anche un valore di modernità. In un'Italia sempre più decentrata, o federalista, vedremo altri referendum e, come accade nella sana competizione aziendale, i Comuni decideranno legittimamente se rivolgersi a un miglior offerente.
(Matteo Vincenzoni)

www.mepradio.it   1 Dicembre 2008

Leonessa: Referendum 2008 - vince il SI - non bastano i numeri per la secessione dal Lazio - grande prova di democrazia

Leonessa non lascerà il Lazio, anche se ha vinto il SI, i sostenitori della secessione non hanno ottenuto i numeri richiesti. Con 926 SI, 238 NO, 19 schede bianche e 24 nulle a fronte di un totale di 1207 cittadini andati alle urne, pari al 52,7% della popolazione, il Referendum sul distacco di Leonessa dalla Regione Lazio per aggregarsi all'Umbria, ha sancito il mantenimento dello status quo. Ci sarebbero voluti almeno 1146 voti a favore per far vincere il Comitato del SI, guidato dall'ex Sindaco di Leonessa, Paolo TRANCASSINI. << Il risultato del referendum - ha dichiarato Giuseppe LA BELLA, Portavoce del Comitato per il NO - ha dimostrato che i leonessani vogliono rimanere nella Regione Lazio. Spero che ad un momento di sovraesposizione non segua il silenzio e per questo ho coinvolto anche alla vigilia del referendum il Presidente della Provincia Fabio MELILLI e la Consigliera regionale Anna Maria MASSIMI, chiedendo loro impegni sostanziali e non formali per Leonessa >>. Ritiene che sia stato sconfitto il partito dell'astensionismo Paolo TRANCASSINI, Portavoce del Comitato per il SI, che alla notizia del risultato ha annunciato le dimissioni da Capogruppo di AN in Provincia e dal partito. << Quando uno si batte in prima persona e scopre di avere al suo fianco persone semplici ed il territorio ed il tuo partito non capisce e pensa solo ai numeri della confluenza di AN nel PdL ho capito di non voler rimanere nel partito >>.

www.ilgiornaledirieti.it   1 Dicembre 2008

Leonessa, non passa il referendum per passare in Umbria - Rauco : "Soddisfatto comunque: abbiamo posto un problema e riscosso l'80% dei SI "

Almeno per ora il Comune di Leonessa resterà nel Lazio. I risultati del referendum che proponeva il cambio di regione hanno visto 926 voti per il sì, 238 per il no e 43 schede nulle (24 nulle, 19 bianche). Ma, per quanto schiacciante nei numeri relativi, la vittoria di chi voleva passare in territorio umbro non è sufficiente. Per il distacco dal Lazio ci voleva infatti il consenso della maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Dunque almeno 1246 dei 2290 iscritti nelle liste elettorali locali.

Il sindaco di Leonessa Alfredo Rauco, fra i più accesi promotori del referendum ‘secessionista’, si dichiara comunque soddisfatto per una consultazione che «ha posto all'attenzione dell'opinione pubblica regionale il problema di uno dei tanti comuni della zona vittime di una politica romanocentrica».

Alla richiesta di La Bella, leader del comitato del no, di dimissioni della giunta comunale, Rauco ribadisce che «facendo un confronto con le recenti politiche dove hanno votato 1588 elettori, i 1207 di questa tornata elettorale rappresentano oltre il 70% di quel dato e pari all’80% dei consensi»

 

www.ilgiornaledirieti.it   1 Dicembre 2008

"Sconfitto il partito dell'astensionismo" dice Paolo Trancassini che annuncia le dimissioni da AN e da Capogruppo alla Provincia

Ha vinto il sì ma Leonessa non potrà lasciare il Lazio perché i sostenitori della secessione non hanno ottenuto i numeri richiesti. Con 926 sì, 238 no, 19 schede bianche e 24 nulle a fronte di un totale di 1.207 cittadini andati alle urne, pari al 52,7% della popolazione, il referendum sulla secessione di Leonessa dalla provincia di Rieti e dal Lazio per migrare verso l'Umbria, ha sancito il mantenimento dello status quo. Ci sarebbero voluti almeno 1.146 voti a favore per far vincere il Comitato del sì, guidato dall'ex sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini.

«Il risultato del referendum - ha detto Giuseppe La Bella, coordinatore del Comitato per il no - ha dimostrato che i leonessani vogliono rimanere nella Regione Lazio. Spero che ad un momento di sovraesposizione non segua il silenzio e per questo ho coinvolto anche alla vigilia del referendum il presidente della Provincia Fabio Melilli, e la consigliera regionale Anna Maria Massimi, chiedendo loro impegni sostanziali e non formali per Leonessa».

Ritiene che sia stato sconfitto il partito dell'astensionismo Paolo Trancassini, che alla notizia del risultato ha annunciato le dimissioni da capogruppo di An in Provincia e dal partito. «Quando uno si batte in prima persona e scopre di avere al suo fianco persone semplici ed il territorio ed il tuo partito non capisce e pensa solo ai numeri della confluenza di An nel Pdl - ha detto Trancassini - ho capito di non voler rimanere nel partito».

 

www.ilgiornaledirieti.it   1 Dicembre 2008

Leonessa, solo una questione di numeri - Mancata per poco la secessione. Pochi sorrisi e meno trionfalismi per un problema non risolto

Succede sempre così, dappertutto. Si vince o si perde ma tutti cantano puntualmente vittoria, adducendo mille interpretazioni ed altrettante giustificazioni. Ed anche in questa occasione non si è rinunciato alla solita recita. Chiuse le urne, diramati i numeri, c’è stato chi ha sorriso un po’ di più, ma non tanto, chi ha messo il broncio, ma non troppo. Sicuramente i numeri non sono quelli sbandierati; dal Presidente della Regione Lazio che parla di «minoranza che ha votato per il distacco» a quelli di illustri politici locali che davano per non più di 300 elettori al voto. Ma i numeri sono numeri: 1207 elettori non sono 300, e 926 SI contro i 238 NO non sono una minoranza. «Ci siamo fermati a Trognano – commenta ironico Paolo Trancassini durante la conferenza stampa di questo pomeriggio, - quasi in Umbria». Ed è proprio così. C’è mancato poco e chissà quante camice sudate sono in questo momento in lavanderia per restituirgli il candore originale, quello perso nelle ultime ore tra più di qualche poltrona traballante che avrebbe annullato o messo in discussione anche alcune candidature alle prossime provinciali e poi quelle regionali. E chissà quali altre. O chi si gingilla tra i ticket regionali, sempre più lontano da Rieti e dai reatini. E si, perché tutto è girato anche intorno a questo. Ed invece di riflettere, di capire i perché del tanto urlato disagio di una comunità che ha risposto in massa alla verifica elettorale, clamorosamente sconfitti, gli astensionisti, quelli che – ascoltati – hanno sperato in una tormenta di neve apocalittica (chissà come sarebbe andata se le urne si fossero aperte per il ponte dell’8 dicembre), invece di pensare ai propri errori ed alla scarsa credibilità, attaccano, come sempre, chiedendo addirittura le dimissioni della giunta comunale. Sorride Rauco al comitato per il NO, ricordando che alle ultime politiche, a Leonessa, hanno votato 1588 aventi diritto, contro i 1207 di questa tornata elettorale che rappresentano «oltre il 70% di quel dato» e che i consensi, ovvero i SI, sono pari «all’80% dei voti espressi».

I numeri sono numeri e c’è poco da sorridere. Ma, forse, è bene quello che è successo. Forse sono contenti entrambi gli schieramenti; sicuramente tutti i reatini che avrebbero mal digerito il distacco di una città come Leonessa, che ha sempre regalato fin troppo a chi mai è riuscito ad apprezzarlo. E non basta elargire contributi a manifestazioni per rendere tranquilla la nostra coscienza. Non basta, così è troppo facile. Ci vuole attenzione, costanza, sacrificio e la capacità di mettersi in gioco, anche rinunciando alla nostra bella e “sudata” indennità. E in tutto questo, tra le mille riflessioni, chi ne pagherà le conseguenze è Paolo Trancassini, ex sindaco di Leonessa, presidente del comitato per il SI, “uno di quassù”.

«Il Pdl – dichiara in conferenza stampa - aveva un problema di numeri: del 33%, del 47%, del 52%: un esercizio del Superenalotto rispetto agli argomenti posti. Io non gioco al Superenalotto, - dice - non ne sono capace. E quindi devo prendere atto che questo non è il mio gioco e che , a 45 anni suonati, non fa per me questo tipo di politica». Ed annuncia una decisione maturata «qualche mese fa: mi dimetto da Alleanza Nazionale e da capogruppo di opposizione alla Provincia di Rieti, perché un partito che non ha la capacità di capire quanto grande era questa battaglia, non è il mio partito». «Ma anche dalla Provincia?» gli chiedono: «No, perché mi piace fare politica, è la mia vita».

Giù, un’altra sconfitta per tutti gli schieramenti politici reatini che, forse, finalmente tireranno un sospiro di sollievo per essersi liberati di una persona “scomoda”, troppo intraprendente che avrebbe, prima o poi, minacciato qualche poltrona “importante”. È turbato Trancassini, ci credeva davvero. Ma non nella poltrona di Melilli; credeva in tutta l’operazione, sprofondato negli sguardi sinceri di quelle persone che vivono nel silenzio, a Terzone, a Corvatello, a Viesci, a San Vito, a Ocre. Piccoli paesi abbandonati, con il 90% delle case chiuse, tra fiochi lampioni stradali e solo il fuoco del camino a farti compagnia. Sempre, perché non c’è altro.

E mentre ambientalisti, escursionisti, pensano a salvaguardare, anche a ragione, le storiche faggete leonessane, in questi paesi si muore, soli, tra l’indifferenza di tutti. È bello l’estate, tra i mille giochi dei noiosissimi comitati. Si mangia, si beve, si balla tra centinaia e migliaia di persone. Tante, a volte troppe. Ma il problema sono gli altri dieci mesi dell’anno, con le mille difficoltà di un territorio abbandonato da tutti, fatto di anziani, di speranze perdute, di delusioni e incertezze che quassù diventano spesso drammatiche. Luoghi abbandonati anche dalla politica, quella con i soldi, che si sbraccia per mandare contributi al Palio del Velluto o alla Sagra della patata, perché è il sistema più facile per esserci: una delibera e via, «siamo sul territorio (se ne ricorderanno alle prossime elezioni?)»...

Ma se loro, a dispetto di tutti, hanno voluto provare a fare di più, ad alzare la voce, a richiamare l’attenzione di tutti su queste terre sempre più fredde, sempre più desolate, perché gioire di una sconfitta che non paga nessuno e che dovrebbe far riflettere. Tutti. Anche i politici, soprattutto quelli che hanno rischiato grosso: solo 220 voti e sarebbero “volati” dopo Trognano. Non lontanissimi e, forse, neanche migliorati, ma sicuramente distanti da ogni logica politica che guarda troppo ai numeri, soprattutto quelli della bassa Sabina, a quei voti che permettono di essere eletti. Numeri… quelli che in questo referendum, loro, fanno finta di non capire.

(Andrea Magliano)

Regione Lazio   1 Dicembre 2008

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE PIERO MARRAZZO

1 DICEMBRE 2008 

Referendum Leonessa, Marrazzo: “Restare nel Lazio la rafforzerà”

 Apprendo con soddisfazione la notizia che i cittadini di Leonessa intendono rimanere nel Lazio. E’ un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina.

Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di Leonessa, non voglio dimenticare che, come rappresentante di tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che ha votato per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi, l’occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto, anche perché, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di responsabilità per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel rispetto dell’identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un polo d’attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio rafforzerà Leonessa, non la indebolirà

Provincia di Rieti   1 Dicembre 2008
Amministrazione Provinciale di Rieti
Ufficio Stampa
 
NOTA DELLA PRESIDENZA
 
"E’ stata una battaglia difficile e questo risultato mi soddisfa anche se non mi fa distrarre dall’obiettivo. Sono davvero contento che la proposta del Comune di Leonessa non sia passata, se vinceva il sì Leonessa avrebbe rischiato, nei prossimi tre o quattro anni, di restare isolata e tutto questo è importante che non sia avvenuto. La provincia si è trovata a difendere in solitario la permanenza di Leonessa dentro la nostra regione e in questa battaglia schierarsi era un dovere istituzionale. Lavoriamo da domani e continueremo a farlo anche in futuro, con l’impegno di sempre, per trovare una soluzione e anche questo è un dovere istituzionale affinché le nostre comunità ottengano quello che non hanno avuto negli ultimi venti anni. Troveremo una risposta possibile, tenendo ben presente il disagio espresso dalla popolazione leonessana in questa occasione. Desidero ringraziare quanti si sono adoperati all'interno del Comitato per il NO perché si conseguisse questo risultato. Ora il nostro obiettivo è quello di far approvare un piano di rilancio nel più breve tempo possibile per dare risposte ai bisogni della montagna reatina nel suo complesso e naturalmente continueremo a collaborare con la comunità leonessana."
 
E' quanto dichiara il presidente della Provincia, Fabio Melilli, commentando il risultato del referendum consultivo per il distacco del Comune di Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione alla Regione Umbria.
 
Rieti, 1 dicembre 2008

Fabrizio Colarieti
Ufficio Stampa Provincia di Rieti
Mob. 348/1551445 Uff. 0746/286301

 

Perilli -Massimi (PD)   1 Dicembre 2008

 

PERILLI E MASSIMI: "A LEONESSA VINCE LA RAGIONE"
 
SIAMO SODDISFATTI DEL RISULTATO DEL REFERENDUM DI LEONESSA (RI) CHE RIPORTA SERENITA' IN UN PAESE CHE DECIDE DI RIMANERE ALL'INTERNO DELLA NOSTRA REGIONE.  I CITTADINI LEONESSANI HANNO CAPITO CHE LE SCELTE DI CHI L'HA PROMOSSO, ERANO DEBOLI E TROPPO CARICHE DI STRUMENTALITA'. OLTRE LA SODDISFAZIONE PER I RIUSULTATI, UN RINGRAZIAMENTO VA SICURAMENTE AL SENSO DI REPONSABILITA' DEI CITTADINI CHE HANNO AVUTO NEI CONFRONTI DELLE ISTITUZIONI, APPREZZANDO IL LAVORO SVOLTO DAL COMITATO PER IL NO. ORA DOBBIAMO ESSERE RISPETTOSI DEGLI IMPEGNI ASSUNTI, INSIEME ANCHE AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA MELILLI, CHE PORTEREMO AVANTI CON GRANDE VIGORE, ASSUMENDOCI LE REPONSABILITA' DEL CASO. GIA' DALLA PROSSIMA FINANZIARIA REGIONALE, SOSTERREMO LE PROPOSTE AVANZATE PER IL COMUNE DI LEONESSA, CHE SONO STATE RIBADITE QUALCHE GIORNO FA NELL'INCONTRO CHE ABBIAMO AVUTO CON IL GRUPPO DEL PARTITO DEMOCRATICO REGIONALE, ALLA PRESENZA DEL NEO SEGRETARIO MORASSOUT E DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIERO MARRAZZO. CON QUESTO ESITO ELETTORALE, SI RAFFORZA L'IMPEGNO PER QUESTO TERRITORIO CHE RIENTRA A PIENO TITOLO NELLE POLITICHE DELLA REGIONE LAZIO.

 

Andrea Di Nicola         (La Destra)   1 Dicembre 2008
 

Ha perfettamente ragione Paolo Trancassini nello stigmatizzare l’atteggiamento osservato da quello che è ormai il suo ex partito (Alleanza nazionale) in occasione del referendum svoltosi oggi a Leonessa per separarsi dal Lazio confluendo nell’Umbria.Un partito che non capisce o finge di non capire più la gente, che non è più a fianco delle esigenze del popolo ma, come dice Trancassini, è solo attento ai numeri della sua confluenza nel Pdl, ha perso definitivamente ogni riferimento con la sua storia.

L’amarezza del consigliere provinciale di Leonessa  è comprensibilissima: l’atteggiamento di An ha avuto la conseguenza di trasformare la sconfitta del fronte del no in una vittoria di Melilli, della consigliera regionale Massimi, del presidente della Regione Marrazzo e della sua giunta che si dicono ora, e solo ora, pronti a varare pacchetti di provvedimenti a favore della cittadina dell’altopiano.

La Federazione reatina de La Destra è vicina umanamente a Paolo Trancassini. 

Rieti 1 dicembre 2008                                                Andrea Di Nicola

 

Giuseppe Rinaldi         (PD)   1 Dicembre 2008
 

Referendum Leonessa: dichiarazioni Rinaldi

 “Sono soddisfatto della decisione espressa dai cittadini di Leonessa di restare nel Lazio e nella Provincia di Rieti. Al referendum, nonostante il tentativo di forzature politiche, ha prevalso il buon senso. Fuggire, eravamo convinti e ora lo siamo ancor di più, non avrebbe aiutato a dare risposte ai leonessani e al territorio di Leonessa. Adesso, però, dobbiamo immediatamente rimetterci al lavoro per trovare le soluzioni idonee a tutte quelle problematiche che hanno portato molti leonessani a esprimere la loro volontà di passare all’Umbria. Oggi siamo ancora più sicuri che i disagi avvertiti dai cittadini di Leonessa possano essere superati purché si lavori tutti insieme, dobbiamo continuare nella strada intrapresa dall’attuale Amministrazione provinciale guidata da Fabio Melilli che, superando logiche di appartenenza, è pronta a far partire un progetto per il rilancio organico del Terminillo".Sono le dichiarazione del coordinatore provinciale del Pd di Rieti, Giuseppe Rinaldi,  in merito al Referendum di Leonessa

 

  1 Dicembre 2008

Complimenti a Rosella Vivio( Corriere di Rieti)  e Francesco di Salvatore (Il Tempo): a nostro giudizio i migliori articoli intorno alla vicenda Leonessa.

Peccato li abbiano scritti solo oggi: qualche giorno prima e molti  più elettori si sarebbero presentati alle urne.

La Redazione di www.leonessa.org

 Referendum di Leonessa Cause ed effetti confusi - Una nazione che ha il i nostro debito pubblico, senza avere un PIL  capace di sostenerlo, deve ridurre le pretese. E così il Governo si è messo a tagliare, con una frenesia da Edward mani di forbice. Tagli alla scuola, alla sanità, alle risorse regionali, ai servizi sociali, alla sicurezza, alla difesa. Tagli ovunque, fuorché all'elefantiaco sistema amministrativo, dotato di troppi livelli di governo, di amministrazione, di confusione e sovrapposizioni di funzione e di una quantità sterminata di oligarchie politiche operanti nel reticolo di enti ed entini che da decenni nascono senza sosta. La nostra democrazia è la più costosa d'Europa. Ogni cittadino paga per mantenere l'apparato amministrativo 5564 euro l'anno (da una indagine della  Cgia di Mestre del 2007). Ed è anche la più inefficiente. Cosa che, unita alle note disfunzioni della giustizia, tiene ben lontani gli investitori esteri. Qualcuno dice che la democrazia costa, perbacco. Certo, ma il nostro apparato burocratico è più simile alle corti tedesche ottocentesche che alle consorelle moderne d'Europa e nemmeno il tosto Tremonti ha osato sfidare il campanilismo territoriale e le argomentazioni speciose dei difensori del nostro sistema borbonico, da cui la partitocrazia attinge posti da distribuire ai grandi e piccoli portatori di voto e clientele. Per dirne una, gli enti con meno di 50 dipendenti, che, secondo quanto stabilito con l'ultima finanziaria di Prodi dovevano essere sciolti automaticamente entro il 30 giugno scorso, sono ancora lì, grazie alla legge 133 dell'attuale governo, insieme all'Ente per la soppressione degli enti inutili. Cosa tragicomica per chiunque abbia un minimo senso del ridicolo. Nel mentre, agli indigenti arriveranno per Natale 40 euro di carità di Stato. Certo, meglio dì niente. Ma il problema è, appunto, il "niente" politico che scontano la valanga di poveraccci e di non garantiti d'Italia, tra cui molti giovani, capri espiatori dell'inettitudine dei padri e delle madri, impossibilitati a mettere su famiglia per mancanza di lavoro o per precarietà lavorativa, e a mettere al mondo quei figli che oggi confidiamo di avere dagli immigrati. Questa maggioranza, poi, in fase elettorale aveva promesso l'abolizione delle province. E qui veniamo al nostro territorio dove soffiano venti e spifferi di secessione comunale verso le province di altre regioni, mentre, d'altra parte, ci sono comuni che vorrebbero far parte della provincia sabina, come Palombara Sabina. Chi è andato fino in fondo, per ora, è il comune di Leonessa che oggi conclude l'avventura della consultazione, referendaria. Oggi sapremo se i leonessani vogliono restare laziali o diventare umbri. "Non è facile dire come finirà - mi dice la proprietaria del ristorante Leon D'oro da me interpellata telefonicamente - Comunque, per noi che viviamo di turismo, il referendum è stata una buona cosa. Abbiamo avuto molti  turisti umbri incuriositi dalla faccenda". Chiudiamo, per ora, in attesa del risultato, con questa considerazione e con i complimenti, qualsiasi risultato, emergerà dalle urne, alla indomita Leonessa, che è ricorsa ad uno strumento democratico per dare voce ai cittadini. Ma, lo dico ai secessionisti, non confondiamo l'effetto con le cause:il problema non è questa Provincia o questa Regione, il problema è che con tutti i galli che stanno a cantare, per chi aspira alla fine degli etemi rinvii e dei rimpalli di responsabilità su ogni decisione, diffìcilmente si fa giorno. Di qualsiasi provincia si faccia parte.
(Rosella Vivio)

 1 Dicembre 2008

LEONESSA UN MONITO PER TUTTI - Oggi sapremo se Leonessa ha deciso di passare con l'Umbria o restare con il Lazio. Un risultato molto atteso quello del referendum consultivo che si è svolto ieri e oggi (le urne chiudono alle 15) non soltanto dalla popolazione di uno dei paesi più interessanti turisticamente e culturalmente della provincia sabina. Con le orecchie tese staranno anche alcuni pubblici amministratori comunali, provinciali e regionali. Se vinceranno i «Sì» e si creeranno i presupposti per l'annessione di Leonessa all'Umbria la classe dirigente che guida Regione e Provincia dovrà quanto meno fare un approfondito esame di coscienza. Nel caso in cui prevarranno i «No» una riflessione sarà comunque necessaria. Leonessa (il discorso riguarda tutta l'area montana) si è sentita snobbata per molto tempo. Impianti sciistici, infrastrutture viarie, servizi sanitari: la lista delle richieste (tutte disattese) è lunga. Un vero campanello d'allarme. Da oggi pomeriggio, indipendentemente dall'esito delle urne, sarà opportuno rimboccarsi le mantelle e mettersi al lavoro per colmare le lacune. Con un accorgimento: niente rivalse, ripicche e piccole vendette. Recuperiamo in fretta il terreno perduto.

(Francesco D Salvatore)

 1 Dicembre 2008

 Si è chiuso il primo giorno di votazioni per il referendum che propone il distacco dalla Regione Lazio e l'annessione all'Umbria. Le operazioni di voto si sono aperte regolarmente alle 8 di ieri mattina e si sono chiuse alle 22. A quell'ora i votanti sono stati 901, pari al 39,34% dei 2290 aventi diritto. In definitiva una a Leonessa tanti alle urne per rispondere al referendum .
Si proseguirà a votare anche nella giornata di oggi nei quattro seggi a disposizione, due presso la scuola elementare, uno nella frazione Villa Lucci e l'ultimo presso la frazione di Terzone. Oggi si potrà votare fino alle 15 e le operazioni di scrutinio inizieranno non appena saranno concluse quelle di voto.
In contemporanea al Comune di Leonessa sta votando anche il Comune di Meduna di Livenza, in provincia di Treviso, che dal Veneto propone la sua aggregazione al Friuli Venezia Giulia.
Sempre per oggi la Prefettura di Rieti ha allestito una Sala Stampa per la diffusione dei risultati del le votazioni, elaborati dall'ufficio elettorale, che verrà aperta dalle ore 15. Ricordiamo ovviamente che il quesito oggetto della consultazione referendaria sarà approvato se le risposte affermative non saranno inferiori alla maggioranza (50% più uno) degli elettori.
inferiori alla maggioranza (50% più uno) degli elettori.
 

 1 Dicembre 2008

 I cittadini devono decidere se passare o meno in Umbria. Oggi urne aperte fino alle 14  poi lo spoglio Referendum, il quorum ancora lontano - A Leonessa, per la consultazione secessionista, ieri ha votato il 39,34 per cento-  Saranno pure i giorni del silenzio, a Leonessa ma in paese tutto parla di referendum, e col dato delle 22 attestato al 39,34 per cento pari a 901 votanti, c'è da scommettere che anche oggi la maratona dei promotori non si fermerà che alle tre del pomeriggio, orario di chiusura dei seggi. E si perché non si parla o ci si tiene sul vago a Leonessa, ma ci si muove eccome, nell'uno come nell'altro fronte, chi per tenere la gente a casa e chi, all'occorrenza, per andarla anche a prendere e gentilmente accompagnarla al seggio.
D'altronde, con l'area dei contrari alla secessione guidata dall'avvocato Giuseppe La Bella che si è schierata per l'astensione, il solo gesto di andare a votare equivale in un certo senso ad una dichiarazione di voto per il sì. La giornata, fredda e grigia, davvero non ha incoraggiato gli elettori ma non ha per questo fermato Paolo Trancassini e i suoi, attivissimi sin dalla mattina presto. Leonessa con la sua Bandiera arancione del Touring e le folle richiamate per la rassegna delle regioni a cavallo come per il palio del velluto ieri erano solo un ricordo a colori: piazza deserta ancora fino a metà mattinata, negozi regolarmente aperti ma gente solo in quelli di generi alimentari; viceversa tante le finestre chiuse di quelle case che si aprono solo al fine settimana e nelle feste. Sono i leonessani di ritorno, che vivono sì a Roma o a Rieti, ma che avendo quassù la residenza potevano davvero fare la differenza. Eppure è su di loro che il comitato per il sì faceva gran conto per arrivare alla soglia dei 1150 votanti necessari a far scattare il quorum, fermo restando che per questo genere di referendum il solo dato dei votanti non basta a convalidare la consultazione.
Alla scuola elementare del capoluogo intitolata a don Concezio Chiaretti, dove ci sono le due sezioni più numerose del comune (le altre due sono una a Villa Lucci, un'altra a Terzone San Pietro), l'afflusso è lento ma costante: è qui che arrivano le troupes del tg regionale della Rai, prima l'Umbria e poi il Lazio e per questi ultimi c'è un po' da faticare per avere l'okay alle riprese. Il pomeriggio di oggi invece sarà ad appannaggio della radio, con Mep che è già pronta a seguire lo spoglio in diretta (collegamenti a partire dalle 15,40). (Alessandra Lancia)

  1 Dicembre 2008

Leonessa Urne aperte anche oggi dalle 7 alle 15 nei quattro seggi comunali Referendum: ha già vatato il l39,34%  - I cittadini devono decidere se restare o no nel Lazio -  Leonessa Urne aperte anche oggi dalle 7 alle 15, subito dopo il via allo spoglio - Ieri alle 22 in 901 avevano  deciso se restare o no nel Lazio RIETI - Operazioni di voto regolari a Leonessa, dove 2290 persone (1129 maschi e 1161 femmine) sono chiamate al voto per decidere se restare nella regione Lazio oppure passare con l'Umbria. Le  urne si sono aperte regolarmente alle 8 di ieri mattina nonostante un violento nubifragio, con tanto di neve e grandine, abbia spazzato l'intera area per alcune ore. Alle ore 22 avevano votato 901 residenti pari al 39,34% degli aventi diritto. Le urne apriranno nuovamente stamattina alle 7 per chiudersi alle 15. Subito dopo prenderà il via lo spoglio nei quattro seggi allestiti nel comune: il numero 1 ed il numero 2 presso la scuola media statale di viale Moro, il numero 3 nella ex scuola elementare di Villa Lucci e il numero 4 nella scuola di Terzone San Pietro. Il quorum fissato per convalidare il referendum è di 1146 voti. Il referendum è stato indetto con decreto nel corso della riunione del Consiglio dei ministri dello scorso 11 settembre 2008.
Gli studenti torneranno sui banchi domani mattina. Gli elettori che si recheranno alle urne potranno scegliere di barrare il: Si o il No per decidere rispettivamente di cambiare regione passando in Umbria o lasciare tutto cosi com'è restando nel Lazio.
Il quorum fissato per convalidare ;il referendum è di 1146 voti.Il referendum è stato indetto con decreto nel corso della riunione del Consiglio dei ministri dello scorso 11  settembre 2008.  Al voto, insieme a Leonessa, anche il Comune di Meduna di Livenza (Treviso) che aspira al passaggio dal Veneto al Friuli Venezia-Giulia. Le proposte oggetto di referendum saranno approvate se il numero dei voti attribuiti alla  risposta affermativa al quesito referendario non sarà inferiore alla maggioranza degli elettori. L'artìcolo 132, secondo comma, della Costituzione stabilisce infatti che con legge della Repubblica possa darsi corso alla proposta;di variazione: territoriale, sentiti i consigli regionali interessati.
.Ai-sensi dell'articolo 45, quarto comma, della legge 25 maggio 1970, numero 352, il ministro dell'Interno, entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della notizia del risultato del referendum, presenta al Parlamento il relativo disegno di legge.
 

  30 novembre 2008

 

Il ruggito di Leonessa - Vota il referendum per abbracciare l'Umbria

 

  30 novembre 2008

 Ora non resta che aspettare gli esiti della consultazione  -  Gli appelli dei comitati Fautori del Sì e del No si sono dati battaglia per mesi  - Tutti in coda per decidere l'immediato futuro amministrativo del comune montano e a caratterizzare gli ultimi giorni di campagna elettorale ecco i dibattiti e gli incontri. Tra gli appelli dei rappresentanti del comitato del Si al centro dell'attenzione temi su "diritti negati e voglia di esserci in un futuro migliore per tutti, per avere finalmente la- possibilità concreta di urlare la rabbia e la delusione per una vita che meritiamo migliore, con gli stessi diritti di tutti gli italiani.
Meritiamo strade migliori, servizi sanitari.sicuri ed efficienti, istituzioni vicine che ascoltino le esigenze della popolazione, che partecipino attivamente a quanto sperato di ottenere da tutti noi e che non siano ostaggio di foro stessi anche a scapito di una popolazione,che ambisce ad un futuro di prospettive di sviluppo concrete;-Qualunque sia la prossima amministrazione comunale, potrà usare questo risultato come grimaldello nei confronti delle istituzioni e contare su una popolazione coesa nell'intento comune di rivendicare i propri diritti". Per il comitato del No ecco invece i motivi per i quali astenersi. "La nostra è una posizione contro chi vuole scaricare sulla Provincia di Rieti e sulla Regione le responsabilità di un ventennio di amministrazione comunale fallimentare e arrogante,contro chi nasconde ai cittadini che il consiglio regionale del Lazio ha approvato una mozione sul progetto presentato dalla Provincia che prevede lo sviluppo sciistico dei Comuni di Leonessa, Cantalice e del Terminillo, con collegamento funiviario in quota dei tre versanti, contro chi risiede a Roma e a  Rieti, fa l'amministratore a Leonessa il mercoledì, il sabato e la domenica e ci vuole mandare in Umbria.contro chi impone inutili consultazioni, contro chi fa appello alla unità della comunità Leonessana; ma da sempre ha agito per dividerla, osteggiando ogni dissenso", E chi vivrà, vedrà.
(Leonardo Ranalli)

 

  30 novembre 2008

Oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15 seggi aperti per il referendum - Umbria o Lazio?  - Leonessa vota Gli elettori chiamati alle urne sono 2.290  - Arriva la due giorni di passione elettorale: oggi e domani i residenti di Leonessa potranno recarsi alle urne per barrare il Si o il No del tanto atteso referendum che tiene col fiato sospeso tutti. Il momento tanto atteso è finalmente arrivato e per saper quale sarà il futuro del comune montano, che  ha riempito le cronache dei media degli ultimi mesi, bisognerà aspettare poche ore. Da stamattina alle 8 sono stati aperti i seggi ai 2290 aventi diritto, 1129 uomini e 1161 donne, che, fino alle 22 di oggi e dalle 7 alle 15 di domani, potranno esprimere il parere su una questione nodale dalla quale dipenderà il futuro politico ed amministrativo del comune. Quattro i seggi elettorali presso i quali si potranno recare gli elettori: il numero 1 ed il numero 2 presso la scuola media statale di viale Moro, il numero 3 nella ex scuola elementare di Villa Lucci e il numero 4 nella scuola di Terzone San Pietro. Gli elettori che si recheranno alle urne potranno scegliere di barrare il Si o il No per decidere rispettivamente di cambiare regione passando in Umbria o "lasciare tutto così com'è restando nel Lazio: Il quorum fissato per convalidare il referendum è di 1146 voti e lo spoglio delle schede inizierà, al termine delle votazioni. I risultati sono attesi per la metà del pomeriggio. Ancora poche ore quindi per conoscere il destino del comune di Leonessa e per sapere se resterà nel Lazio o se andrà in Umbria. I riflettori resteranno ancora accesi su questa vicenda che vede i leonessani al centro di un processo a dir poco unico per il territorio reatino e che, in base al risultato elettorale che ne verrà fuori, determinerà riflessioni in merito alla calda bagarre elettorale. "Volete voi che il territorio del Comune di Leonessa sia separato dalla Regio Lazio per entrare a far parte integrante della Regione Umbria?" sarà la domanda che gli elettori troveranno sulla scheda e, in attesa del verdetto, sale la febbre per uno spoglio dai molteplici significati.Intatnto a tenere banco sul fronte referendario per il cambio di Regione non è solo il comune leonessano. Protagonista di un referendum speculare a quello reatino , nonostante siano interessate regioni differenti, sarà un piccolo comune che si trova esattamente a 500 chilometri di distanza dalla montagna del centro Italia: Meduna di Livenza. Anche ai residenti di tale località il Consiglio dei Ministri ha dato parere favorevole per recarsi alle urne oggi e domani e votare l'eventuale distacco dalla regione in  cui si trovano, il Veneto  e passare nel territorio del Friuli-Venezia  Giulia, regione a statuto speciale, dove poi potranno casomai scegliere  se andare  nelle province di Treviso  Pordenone. I residenti del comune in questione aventi diritto sono: 2667, di cui 1294 uomini e 1373 donne, pochi di più di quelli di Leonessa. .Le Proposte oggetto dei due referendum saranno approvate se il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito referendario sarà pari alla maggioranza più uno. L'articolo 132 della Costituzione al secondo comma stabilisce che: "Si può, con l'approvazione della maggioranza dellepopolazioni della Proyipcia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un'altra". Ai sensi poi dell'articolo 45,quarto comma, della legge 25 maggio 1970, numero 352, il ministro dell'Interno, entro 60 giorni dalla pubblicazione nella.Gazzetta ufficiale della notizia dei risultato del referendum, presenta al Parlamento il relativo disegno di legge e sulla scorta di quanto avvenuto a Cortina, nel caso dovesse vincere il Si, avrebbe luogo l'apertura di un lungo iter per sancire ufficialmente l'eventuale cambio di regione. Quello del referendum  è un evento che terrà col fiato sospeso ancora per poco e, comunque vada, è fattore che ha portato alla ribalta piccole realtà che, in terre di confine, stanno provando, a fare un colpo di coda per cercare di 'tornare al centro delle attenzioni. (Leonardo Ranalli)

 30 novembre 2008

Il comitato per il NO: In Umbria? Non c'è motivo" .Secondo il comitato per il 'no' il referendum è "inventato da chi vuole scaricare sulla Provincia di Rieti e sulla Regione Lazio le responsabilità di un ventennio di amministrazione comunale fallimentare e arrogante. Da chi ci vuole 'spedire' in Umbria senza alcun valido motivo, ma solo per una personale ripicca legata alla mancata approvazione del progetto Isic. Da chi nasconde ai cittadini che il giorno 12 novembre 2008 il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato una mozione sul progetto presentato dalla Provincia di Rieti che prevede lo sviluppo sciistico dei Comuni di Leonessa, Cantalice e del Terminillo, con collegamento funiviario in quota dei tre versanti. Da chi risiede a Roma e Rieti,'fa l'amministratore a Leonessa il mercoledì, il sabato e la domenica e ci vuole mandare in Umbria. Da chi impone una inutile consultazione alla popolazione senza aver preventivamente preso accordi ne con la Provincia di Terni, ne con quella di Perugia, tanto meno con la Regione Umbria. Da chi vorrebbe scappare dalla Regione Lazio per giustificare la mancata risoluzione dei problemi di Leonessa: è l'ennesima arma da distrazione di  chi fa appello alla unità della Comunità Leonessana, ma da sempre ha agito per dividerla, osteggiando ogni dissenso. Leonessani, siamo stanchi di essere presi in giro per l'ennesima volta! E' ora di dire basta. Riconosciamo l'infondatezza e l'inutilità di questo referendum! Non andiamo a votare!".

 30 novembre 2008

"Un fatto unico ed irripetibile" - Dal Comitato per il Si Luciano Runci spiega agli elettori come il referendum rappresenti "un fatto unico ed irripetibile per la storia del nostro Comune. Non avremo , in futuro, nessuna altra occasione per esprimere ciò che democraticamente, in totale libertà, potremo esprimere domenica 30 e lunedì 1 a riguardo del nostro futuro, quello cioè che più direttamente ci riguarda come cittadini del Comune di Leonessa . Si sentono nei luoghi più disparati versioni a volte uguali, a volte discordanti, su che cosa potremmo essere o avremmo voluto essere, con sempre maggiore passione, a volte con alcuni dubbi ma, per la prima volta, con ognuno la possibilità di sentire proprio il voto che si appresta ad esprimere. Questa prossima è la prima espressione popolare che non vede 'candidati', che non conosce colori politici, che non si presenta con le 'facce' di politici imposti dai partiti, presenti solo in occasioni di voto, che non conoscono e non tentano nemmeno di conoscere i problemi di una popolazione che qui, in mezzo a queste montagne, ci vive, ci alleva i propri figli, ci si consuma le ossa e la pazienza per mantenerci una attività, ci spera di invecchiarci, magari non dovendo vedere che, dalla finestra, non si vede più nessuno. Qui non si tratta di stabilire se è meglio una parte piuttosto che un'altra,ci si potrebbero fare elenchi interminabili di fatti oggettivi di cui farò a meno, si tratta invece di dare voce al disagio, alle sofferenze, ai diritti negati e alla voglia di esserci in un futuro migliore per tutti noi, di avere finalmente la possibilità concreta di urlare la nostra rabbia e la nostra delusione, per una vita che meritiamo migliore, con gli stessi diritti di tutti gli Italiani. Meritiamo strade migliori, servizi sani-tari sicuri ed efficienti, istituzioni vicine che ascoltino le esigenze della popolazione, che partecipino attivamente a quanto sperato di ottenere da tutti noi, che non siano ostaggio di loro stessi anche a scapito di una popolazione che ambisce ad un futuro di prospettive di sviluppo concrete. Ritengo fondamentale andare a votare, votare SI, per un motivo semplice e di interesse generale: qualunque sia la prossima amministrazione comunale, potrà usare questo risultato come grimaldello nei confronti delle istituzioni provinciali e regionali, potrà contare su una popolazione coesa nell'intento comune di rivendicare i propri diritti. Questo voto è realmente un voto dato a tutti noi, è come se sulla scheda, sul segno del SI, ci fossero impresse le foto dei nostri familiari, dei nostri amici, di tutti noi. Non mi sentirei a posto con la coscienza se dovessi deluderli, avrò almeno tentato di regalare a tutti loro una prospettiva migliore, sperando facciate tutti la stessa cosa.

 

 30 novembre 2008

Leonessa, il grande giorno - Per la secessione saranno necessarie 1.146 preferenze per il SI - Oggi e domani al voto per il referendum: i cittadini decideranno se lasciare il comune nel Lazio o se spostarne i confini nella vicina Umbria. Per dar corso a questa seconda ipotesi occorrono 1.146 voti a favore. Il gran giorno è arrivato: oggi e domani i cittadini di Leonessa andranno al voto per il referendum per il distacco del comune dal Lazio e il 'transito' in Umbria. Il referendum è la conclusione di una vicenda durata per anni: un'azione lanciata dalla giunta di centrodestra del Comune di Leonessa, guidata dal sindaco Alfredo Rauco, minacciata già dal novembre 2007, per contestare i mancati interventi della Regione'Lazio per sviluppare a fini turistici il versante leonessano del Terminillo, ed in particolare in relazione al progetto di sfruttamento sciistico della Vallonina. La questione risale al 2001, quando a guidare l'amministrazione comunale di Leonessa c'era Paolo Trancassini, attualmente capogruppo di An alla Provincia di Rieti. Tutto parte dalla proposta da parte di una società privata, di realizzare una serie di impianti sciistici nella parte nord del Terminillo, sulla base della quale il Comune fa partire l'iter burocratico che si inceppa sulla presenza di vincoli paesistici sui I8mila ettari di bosco interessati dal progetto. La precedente giunta laziale, guidata da Storace, aveva modificato i piani con una deroga, ma la condizione originaria era stata ripristinata dall'attuale giunta Marrazzo. Attualmente, l'orientamento e' quello di realizzare un parco del Terminillo che non escluderebbe la costruzione di impianti sciistici, ma il Comune di Leonessa ha deciso comunque di scegliere la strada del referendum anche a causa della lentezza con cui la questione si starebbe muovendo. Oggi gli elettori interessati alla consultazione, sulla base dei dati della revisione straordinaria delle liste elettorali, sono: 2.290, di cui 1.129 maschi e 1.161 femmine, distribuiti su quattro sezioni. Le operazioni di votazione si svolgeranno domenica 30 novembre, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 1 dicembre, dalle ore 7 alle ore 15. La proposta oggetto di referendum sarà approvata se il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito referendario non sarà inferiore alla maggioranza degli elettori. In caso di  approvazione, l'art. 132, secondo comma, della Costituzione stabilisce che con legge della Repubblica possa darsi corso alle proposte di variazione territoriale, sentiti i Consigli regionali interessati.

 30 novembre 2008


Leonessa sceglie oggi tra Lazio e Umbria II giorno tanto atteso è arrivato: oggi e domani Leonessa» il comune per ora in provincia di Rieti,deciderà se far parte o meno della, per ora, confinante Umbria. Per il referendum,alle  urne sono chiamati 2.290 abitanti. Potranno votare fino alle 15 di domani.
Al referendum si è arrivati perché buona parte dei cittadini non ha gradito la bocciatura da parte della Regione Lazio per realizzare nuove piste di sci sul Terminillo. Una decisione che, per il fronte del si, blocca di fatto lo sviluppo del territorio, quindi la costruzione dì case da costruire e da vendere. Il fronte del no, quello che vuole continuare a far parte del Lazio e che diserterà le urne, a nuove piste da sci preferirebbe l'istituzione del Parco del "Monte Terminillo e dei Monti Reatini".
Per impedire in qualche modo il distacco del Terminillo, la Regione Lazio ha tentato di correre ai ripari. Nelle scorse settimane, infatti, il consiglio regionale ha varato un pacchetto per rilanciare il comprensorio con interventi a favore della cosiddetta "montagna di Roma". La Regione, in pratica, si impegna a garantire, entro la fine dell'anno, l'approvazione di un progetto per l'ampliamento  del demanio sciistico di Campo Stella, a nord di Leonessa. Via libera dalla Regione anche al progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel comune di Rieti, in sostìtuzione del vecchio skilift, stralciandolo dal Programma degli Interventi. Bisognerà capire, però, se i leonessani  vorranno continuare ad essere laziali o diventare umbri (Tiziana Lapelosa)
 

 29 novembre 2008

Leonessa. La Bella difende il "No" e afferma: «II progetto Isic è soltanto un bluff, non rappresenta il futuro della città» - Conto alla rovescia per il referendum Melilli: «Per ascoltare il comune, ho rischiato di far saltare la mia coalizione» .Separati in patria, i Leonessani del referendum e quelli dell'astensione, per evitare che il teatrino parrocchiale diventasse teatro di scontro fra Trancassini e La Bella, ieri orari e uscite diverse dalla sala San Pietro. Alle cinque quelli del "No" (al referendum), alle sette quelli del "Sì" (alla secessione). Comincia La Bella, che affonda sul progetto Isic - «Un bluff, non è il futuro di Leonessa ma un grosso affare solo per taluni leonessani» - e quindi sul referendum: «Non andate a votare perché non c'è niente da scegliere. E non è codardia, questa: codardo è chi fugge». Poi tocca a Franco Boccanera, capogruppo di minoranza: c'è da spiegare la posizione del centro sinistra, di quel "Sì" al referendum espresso in gennaio e l'astensione espressa in maggio, Buona la seconda, dice Boccanera, sia per la nullità formale della prima delibera, sia per i contornii che nel frattempo andava prendendo la vicenda: «Non la difesa dei nostri diritti ma uno scontro strumentale con Provincia e Regione che non avrebbe portato nulla di buono al Comune». Quindi tocca al presidente Fabio Melilli, che nonostante una platea che non supera le 50, 60 persone per colpa del maltempo, fa un intervento da manuale della politica, ora blandendo - «Io per ascoltare il comune di Leonessa ho rischiato di far saltare la mia coalizione» - ora minacciando - «Vi ho dato un milione e 100 mila euro per Campo Stella, se non inaugurate gli impianti ad inizio stagione mi arrabbio»- ora lusingando - «Vedo qui Garattini ma con gli amici della Isic sono stato a cena. D'altronde un amministratore di fronte a potenziali investitori si sdraia a tappeto» - ora rampognando - «Ma non crediate che gli imprenditori vengono a fare il bene dei territori. Io invece sono un amministratore pubblico e lavoro per il bene di tutti». E il "bene di tutti" è il rilancio del Terminillo, «che non si fa con i soldi perché se mancano io ce li metto, ma con i progetti approvati. E per il nostro siamo a un passo dall'okay della Regione». Dunque, tutti all'erta: «Prima verrò a festeggiare la vittoria del referendum, poi il via libera al progetto su Terminillo e Campo Stella». Non fosse altro perché, come ricorda la consigliere regionale Anna Maria Massimi, «Chi lascia la strada vecchia per la nuova,  sa quel che lascia ma non sa quel che trova». Poca cosa rispetto alle corde che tocca Paolo Trancassini: «Noi siamo come quelle squadre sconosciute che in un campionato del mondo si ritrovano in finale. Siamo una piccola comunità che ha sfidato la politica arrogante e abbiamo già vinto. Domenica e lunedì ce la giochiamo». Per vincere, naturalmente. «E da Leonessa arriverà un messaggio alla politica che conta: perché non sia solo mercato e numeri, ma cuore, territorio, tradizioni, cultura. Questo è in gioco col referendum: noi non chiediamo di essere uguali a chi vive a piazza di Spagna a Roma ma di essere speciali». Insomma, leonessani.
 

 29 novembre 2008

Chiusa ieri sera,la campagna prima delle votazioni in programma per domani e lunedì - Leonessa, il dilemma del futuro  - Referendum ,Trancassini: «Meglio l'Umbria». La Bella: «Restiamo nel Lazio»  Fino a ieri sera gli ultimi appelli per il passaggio o meno all'Umbria. Urne aperte domani e lunedì -  Chiude tra i veleni la campagna del referendum La Bella: «Non votate». Trancassini: «È vittoria».  Leonessa .Si è chiusa ieri sera la campagna elettorale, atipica, per il referendum in programma domani con il quale i cittadini di Leonessa dovranno esprimersi sulla possibilità di distaccarsi dalla Regione Lazio ed eventualmente aggregarsi alla confinante Regione Umbria. Lo scenario dell'ultimo confronto a distanza è stato il teatro parrocchiale della cittadina. I primi a chiudere la campagna elettorale sono stati i fautori della permanenza nel Lazio con il portavoce del Comitato del No . Giuseppe La Bella, il capogruppo della minoranza in Consiglio Comunale Franco Boccanera, il consigliere regionale Anna Maria Massimi e il Presidente della Provincia Fabio Melilli. «Non andate a votare amici di Leonessa - ha detto il portavoce del Comitato del No Giuseppe La Bella - perché andare in Umbria sarebbe un salto nel buio. Piuttosto noi abbiamo il dovere di ragionare con i nostri amministratori pubblici e cercare occasioni di sviluppo qui nella Provincia di Rieri e nella Regione Lazio. Non si risolvono i problemi scappando e questo referendum lo vinceremo». Un paio di ore più tardi la chiusura della campagna elettorale del Comitato per il Sì con Paolo Trancassini. «Noi il referendum già l'abbiamo vinto ha detto l'ex sindaco di Leonessa - perché siamo riusciti ad aprire un varco nel muro della politica. Abbiamo costretto, chi non ci voleva neanche sentire a cominciare ad ascoltare Leonessa e a parlare del nostro sviluppo. Purtroppo la situazione di Leonessa è stata determinata da quello che è diventata la politica, e cioè la difesa di una coalizione e non di un territorio. Qui nel centro sud spesso guardiamo come marziani i militanti della Lega Nord. In realtà lì la Lega vince anche in terre ricche perché è fatta di uomini del territorio che lottano contro la politica dell' eterna mediazione che se ne frega delle istanza del territorio ma cerca solo di. salvare se stessa. Comunque vada, noi siamo uomini del Territorio e questo referendum l'abbiamo già vinto (Marco Fuggetta - Vincenzoni)

 29 novembre 2008

 Referendum Urne aperte domani e lunedì. Cittadinanza spaccata come alle amministrative  - Secessionisti? Lazio o Umbria, Leonessa sceglie  - All'una e mezzo del pomeriggio il sole scende dietro il Terminillo e Leonessa finisce nell'ombra. I suoi abitanti, con le mani nelle tasche delle giacche pesanti si chiedono se valga la pena, domani, votare o meno l'annessione del Comune all'Umbria. Se sia giusto farlo per i figli e i nipoti che se ne sono andati da un pezzo, se sia solo un puntiglio del sindaco, se il paese meriti una Provincia più attenta di quella di Rieti, più ricca, come Terni, più intraprendente, come Perugia. E il paese si divide come la montagna, con un versante verso destra, l'altro verso sinistra. Perché la politica è politica. Anche se l'ago della bilancia, probabilmente, non saranno quelli che resistono a 1000 metri di quota e a temperature siberiane. Saranno quelli che Leonessa lo vedono Scritto solo sulla carta d'identità accanto alla dicitura «residenza», che abitano a valle, o a Roma, e che forse non vorranno tarsi 2 ore di curve per scrivere si o no. In questo caso, allora, addio quorum. Ma soprattutto addio, a dirlo come lo direbbe il sindaco Rauco, «a quel progetto turistico da 56 milioni di euro, finanziato da privati, che trasformerebbe Leonessa in una nuova Roccaraso, che metterebbe in ombra i modesti impianti del versante reatino, che darebbe lavoro a tanta gente, che farebbe tornare i giovani a casa», ma a cui ne Marrazzo, ne il presidente della Provincia di Rieti Melilli, possono o vogliono dire di sì. Per gli anziani che si godono in piazza il sole di mezzogiorno davanti al bar Palla, il sì è quasi scontato. Per Domenico Felici e Edolo Rauco, sostanzialmente «se c'è un progetto già pronto che può portare ricchezza al Paese, ben venga» e «se Regione e Provincia fanno tanti problemi allora votiamo sì e ce lo facciamo approvare dall'Umbria», anche se ci vorrà del tempo. Alberto Palmieri con la spilletta del «sì» sulla giacca e una ditta che si occupa della manutenzione degli impianti sciistici che già ci sono, non può che essere convinto. Algerico Clivi, che di anni ne ha 86, fa sì con la testa mentre l'amico Domenico racconta che la Provincia, del resto, «ha già dimostrato che non gli importa di Leonessa». Ricorda di quella volta che cadde un masso sulla strada che porta a Rieti: «Per rimuoverlo ci hanno messo 40 giorni e la strada è rimasta chiusa per tutto quel tempo». «E lo spazzaneve? - gli suggerisce Edolo - Quello del Comune è costretto a fare il lavoro che dovrebbero fare i mezzi della Provincia, perché quelli, prima che arrivano!». Le speranze di Edolo e Domenico si fondono con quelle di Antonio Alesse e Angelo Di Valerio, due signori del centro anziani che hanno a cuore il tema della sanità: «Roba che se ti fai male e devi metterti qualche punto devi fare un'ora di macchina fino a Rieri», come in tanti paesi isolati d'Italia, ma con la differenza «di aver un presidio sanitario ben fornito, in Umbria, a 20 minuti». Fuori dal coro Roberto Renzi: per lui il Comune s'è svegliato adesso, «ma se sono anni che non fanno un c...». Punto su cui si concentra decisamente il fronte del no. Quella parte di residenti che, pur credendo alla versione di Vittorio Tedeschi, per il quale - pur votando sì - il referendum è in qualche modo un segnale per dire a Melilli e Marrazzo che siamo stanchi di non essere considerati», sono convinti che alla fine non cambierà niente. Quelli del «tanto rumore per nulla», del «c'erano cose più importanti da fare» e «che le amministrazioni di centrodestra, compresa questa, non hanno fatto». «E poi - spiegano Paolo Falconi, 35 anni, e Maria Paola Clivi - chi ci assicura che l'Umbria ci sta aspettando a braccia aperte, che il mega-progetto non. sia poi osteggiato anche da quella giunta. L'Umbria, del resto, è governata dal centrosinistra, perché dovrebbero fare uno sgarbo a Marrazzo? Qualcuno, dall'Umbria, è venuto qui a Leonessa a spiegarci che progetti hanno in serbo per noi? No. E allora perché dovremmo credere a quello che dice il sindaco, a una parte politica che ha lasciato che gli impianti che c'erano andassero in malora. Quelli di Monte Tilia sono fermi da 9 anni». Ma c'è di più. «Crediamo invece che con i fondi messi a disposizione per ammodernare Campo Stella, la Provincia di Rieti abbia fatto capire che in qualche modo il Terminillo e Leonessa non possono essere abbandonati. Se il sindaco vuole fare a braccio di ferro con Melilli, non usi le nostre braccia. Va a finire che ci ritroviamo senza Lazio e senza Umbria». Comunque sia, domani, gli abitanti di questa vecchia Leonessa, sceglieranno se farla ruggire o farle indossare la "parannanza" per un'altra sagra della patata. Senza nulla togliere al tubero.      (Matteo Vincenzoni)

 29 novembre 2008

Melilli: «Non c'è mai stata tanta attenzione come ora» - «Qui non c'è assolutamente disattenzione». A dirlo è il presidente della Provincia di Rieri, nonché Presidente dell'Unione delle Province Italiane, Fabio Melilli, presente ieri a Leonessa in occasione della chiusura della campagna elettorale.
«Sono qui per sostenere gli amici che hanno deciso di condurre una battaglia affinchè Leonessa rimanga nel Lazio come è naturale che sia. Sarebbe strano che non fosse così proprio nel momento in cui si sta per realizzare una delle operazioni più importanti nella storia di Leonessa e mi riferisco al progetto del comprensorio del Terminillo. Posso dire - ha concluso Melilli - che per Leonessa c'è un'attenzione come mai c'è stata in passato, a prescindere dal referendum».
Mar. Fug.

 

 29 novembre 2008

Sos di un paese dimenticato L'intervista II sindaco Rauco: «Un segnale forte e chiaro» - Alfredo Rauco è il sindaco di Leonessa dal 2004.
Perché andare in Umbria?
«Per dare voce alla comunità leonessana, aspirare a uno sviluppo socio-economico sfruttando il nostro territorio e per dare un segnale a una Regione troppo romanocentrica, non più in grado di rispondere alle esigenze delle realtà montane».
Si riferisce al progetto di impianti sciistici presentato dal Comune di Leonessa e mai realizzato?
«Diciamo che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso».
Com'è andata?
«Nel 2002 Leonessa stipulò una convenzione con la società Isic per lo sfruttamento del versante Nord del Terminillo. Nel 2003 presentammo il progetto alla Regione e nel 2004 la Giunta Storace modificò la legge sui vincoli paesaggistici, permettendoci di andare in deroga e realizzare gli impianti. Nel 2006, però, la Giunta Marrazzo eliminò quell'articolo di legge e tutto si è bloccato».
Ma Provincia e Regione nelle ultime settimane hanno proposto un progetto di impianti da sci alternativo al vostro. Se l'obiettivo è rilanciare lo sci a Leonessa, non potevate accettare e discutere qauesto progetto?
«Il progetto della Provincia in realtà è arrivato troppo tardi, e poi bisogna essere realisti. Il nostro è un progetto totalmente sostenuto da privati, abbatte 23 ettari di alberi, costa 56 milioni di euro ed è già pronto. Dall'altra parte non c'è un progetto esecutivo, bisognerebbe abbattere il triplo di alberi e costerebbe 20 milioni in più. Con il "piccolo" particolare che i soldi per il progetto della Provincia bisogna ancora trovarli».
Possibile che si tenti di cambiare Regione solo per un progetto non realizzato?
«Certamente no. Ci sono tanti piccoli problema riassumibili in un completo disinteresse verso Leonessa.
Perché proprio l'Umbria?
«Perché ci sarebbe la possibilità di sviluppare il turismo ed entrare a sistema con Cascia, Norcia, la cascata delle Marmore e altro. Questo tipo di sviluppo a Rieti è impossibile. Basti pensare che nella guida turistica della provincia Leonessa neanche figura».
Dall'Umbria avete avuto garanzie in positivo?
«Abbiamo avuto segnali incoraggianti. Contatti ci sono stati anche sotto il profilo turistico».
(Marco Fuggetta)

 29 novembre 2008

La governatrice Lorenzetti «Lusingati da Leonessa ma sbilanciarsi adesso sarebbe fuori luogo» - «L'Umbria guarda con rispetto alle scelte autonome delle popolazioni locali», ma non si sbilancia. Anzi, ci tiene, per adesso, a mantenere le distanze. Maria Rita Lorenzetti, governatrice della Regione, ex diessina e appartenente all'area Pd come il suo collega Marrazzo, non può che rassicurare i leonessani: «In caso di sì, al Comune verranno certamente riconosciute le stesse opportunità concesse dal Lazio. Ma è presto e fuori luogo, in ogni caso, azzardare ogni ipotesi di annessione». Sarà per questo che la Lorenzettì, ci tine anche a precisare «di non aver mai incontrato, ne ricevuto il sindaco Rauco e - cosa più importante - di non conoscere, se non per sentito dire, il progetto degli impianti sciistici per il quale si sta battendo Rauco». L'Umbria, e questo non è un mistero, ha dimostrato certo più attenzione del Lazio verso i piccoli centri montani. «La nostra Regione ha varato una legge ad hoc per rilanciare le comunità locali», ma «sarebbe sbagliato pensare che all'indomani di un ipotetico sì Leonessa possa trarre immediati e automatici vantaggi economici e sociali». «Ciò non toglie - ci tiene a precisare la governatrice - che la riflessione della comunità leonessana lusinga la nostra Regione».
Mat. Vin.

  29 novembre 2008

Leonessa Da domani urne aperte in quattro seggi. Lunedì i risultati - Referendum: 2.290 al voto - Le scuole resteranno chiuse fino a martedì - LEONESSA - La scheda elettorale è azzurra: una volta aperta leonessani si troveranno di fronte il seguente quesito: "Volete voi che il territorio del Comune di Leonessa sia separato dalla Regione Lazio per entrare a far parte integrante della Regione Umbria?" Mancano 24 ore all'apertura delle urne per il referendum secessionista di Leonessa, la consultazione della rabbia nata dopo il tira e molla infinito per gli impianti sciistici sul versante Nord del Terminillo lungo la Vallonina. Domani e dopodomani si voterà. Lunedì lo spoglio e dopo qualche ora si saprà se il cammino di Leonessa verso la verde Umbria potrà continuare. Sono 2290 (1129 maschi e 1161 donne) gli elettori chiamati alle urne in 4 sezioni: la numero 1 e 2 presso la scuola media statale di viale Moro nel Capoluogo, la numero 3 nell'ex scuola elementare della frazione di Villa Lucci e la numero 4 nella scuola di Terzone San Pietro. Le scuole sono chiuse da ieri alle 13.30 e riapriranno solo mercoledì dopo che martedì si procederà a rimuovere i seggi. Si potrà votare dalle ore 8 alle 22 di domani, e dalle 7 alle 15 di lunedì. Subito dopo partirà lo spoglio delle schede. Visto come è stata impostata la campagna elettorale dei due contrapposti comitati sarà decisivo o quasi, il numero dei votanti. Infatti il comitato per il No, come noto,invita gli elettori a non andare a votare proprio in virtù del fatto che per passare la proposta del trasferimento in Umbria c'è bisogno del 50 per cento più uno di Si (la quota è 1146.lnsomma la maggioranza degli elettori deve comunque dire Sì per passare in Umbria. Un percorso che a quel punto - come insegnano anche gli altri referendum - (Cortina, Lamon, eccetera) - non è per niente concluso. Infatti nel caso di una vittoria secessionista dopo il voto, che avrà comunque un forte valore "politico", è previsto,un lungo iter che coinvolge i due consigli regionali (quello che lascia e quello che dovrebbe prendere) e il  Parlamento (Paolo di Basilio).

 

Prefettura di Rieti  28 novembre 2008

 In occasione del “referendum consultivo per il distacco del Comune di Leonessa dalla regione Lazio e la sua aggregazione alla regione Umbria” di domenica 30 novembre e lunedì 1° dicembre prossimi, l’Ufficio di Gabinetto comunica che  la Sala Stampa per la diffusione dei risultati delle votazioni, elaborati dall’Ufficio Elettorale della Prefettura, sarà aperta dalle ore 15,00 di lunedì 1° dicembre.

Per gli accrediti i giornalisti potranno rivolgersi direttamente all’URP lo stesso giorno di lunedì 1^ dicembre dalle ore 14,30.

Sul sito web della Prefettura di Rieti (http//www.prefettura.it/rieti) verranno pubblicati, sia domenica 30 novembre che lunedì 1° dicembre i dati elettorali nonché i risultati dello scrutinio.

Il Capo di Gabinetto Lucia Raffaela Palma

 

www.leonessa.org  28 novembre 2008

Questo articolo a firma Alessandra Lancia, apparso sull'ultimo numero di "Frontiera", contiene l'ennesima imprecisione. Imprecisione evitabile con poche, semplici domande. Magari rivolte alla nostra Redazione.

"Quel www.leonessa.org curato in prima battuta dalla Pro Loco"  è affermazione assolutamente falsa.

www.leonessa.org non ha nessun legame con l'Associazione Turistica Pro Loco di Leonessa, ne con nessuna delle istituzioni leonessane.

wwww.leonessa.org è un piccolo satellite del pianeta Leonessa, risponde solamente a Leonessa ed è assolutamente riduttivo confinare il fantastico lavoro della Redazione a "pagine relative a sagre e lotterie paesane".

Sul fatto che poi  "sempre che ci sia qualcuno in ascolto" volevamo tranquillizzare Alessandra Lancia.

Qualcuno in ascolto c'è. E sa anche leggere.

Felice Vita.

giannibolletta@leonessa.org

 

 

www.leonessa.org  28 novembre 2008

 

Grazie di cuore.

giannibolletta@leonessa.org

Sono a scrivere su queste pagine il mio pensiero su quello che, a mio modesto parere, si presenta come un fatto unico ed irripetibile per la storia del nostro Comune. Non avremo, in futuro, nessuna altra occasione per esprimere ciò che democraticamente, in totale libertà, potremmo esprimere domenica 30 e lunedì 1 prossimi a riguardo del Nostro Futuro, quello cioè che più direttamente ci riguarda come cittadini del Comune di Leonessa.

Si sentono nei luoghi più disparati versioni a volte uguali, a volte discordanti, su che cosa potremmo essere o avremmo voluto essere, con sempre maggiore passione, a volte con alcuni dubbi ma, per la prima volta, con ognuno la possibilità di sentire proprio il voto che si appresta ad esprimere. Questa prossima è la prima espressione popolare che non vede "candidati", che non conosce colori politici, che non si presenta con le "facce" di politici imposti dai partiti, presenti solo in occasioni di voto, che non conoscono e non tentano nemmeno di conoscere i problemi di una popolazione che qui, in mezzo a queste montagne, ci vive, ci alleva i propri figli, ci si consuma le ossa e la pazienza per mantenerci una attività, ci spera di invecchiarci, magari non dovendo vedere che, dalla finestra, non si vede più nessuno. 

Qui non si tratta di stabilire se è meglio una parte piuttosto che un'altra, ci si potrebbero fare elenchi interminabili di fatti oggettivi di cui farò a meno, si tratta invece di dare voce al disagio, alle sofferenze, ai diritti negati e alla voglia di esserci in un futuro migliore per tutti noi, di avere finalmente la possibilità concreta di urlare la nostra rabbia e la nostra delusione, per una vita che meritiamo migliore, con gli stessi diritti di tutti gli Italiani. Meritiamo strade migliori, servizi sanitari sicuri ed efficienti, istituzioni vicine che ascoltino le esigenze della popolazione, che partecipino attivamente a quanto sperato di ottenere da tutti noi, che non siano ostaggio di loro stessi anche a scapito di una popolazione che ambisce ad un futuro di prospettive di sviluppo concrete.

Ritengo fondamentale andare a votare, votare SI, per un motivo semplice e di interesse generale: qualunque sia la prossima amministrazione comunale, potrà usare questo risultato come grimaldello nei confronti delle istituzioni provinciali e regionali, potrà contare su una popolazione coesa nell'intento comune di rivendicare i propri diritti.

Questo voto è realmente un voto dato a tutti noi, è come se sulla scheda, sul segno del SI, ci fossero impresse le foto dei nostri familiari, dei nostri amici, di tutti noi. Non mi sentirei a posto con la coscienza se dovessi deluderli, avrò almeno tentato di regalare a tutti loro una prospettiva migliore, sperando facciate tutti la stessa cosa.

Con affetto,

Luciano Runci

 27 novembre 2008

Ultimi confronti da parte dei leader degli opposti schieramenti. I secessionisti: «Svolta epocale» Leonessa sceglie la sua regione  - Domenica si vota per decidere se passare con l' Umbria o restare nel Lazio  - Un momento del confronto tra La Bella e Trancassini sul referendum di Leonessa a Mep Radio. Altri tre giorni e poi a Leonessa si andrà al voto. Per i cittadini si tratterà di scegliere se andare  in Umbria, dando corpo alla volontà secessionista, o decidere di restare nel Lazio. Ieri l'ultimoo faccia a faccia tra i leader degli opposti schieramenti.


LA SECESSIONE DI LEONESSA  -  Fuggire o non fuggire? Dilemma da sciogliere -  Domenica il voto per decidere se andare in Umbria - La Bella invita a disertare le urne Trancassini: «Una scelta epocale» «Progetti su cui contarci o dividerci non ce ne sono, e allora rimaniamo nel Lazio e facciamoci sentire, a cominciare dal presidente della Provincia Melilli e dalla consigliera regionale Massimi che saranno a Leonessa venerdì pomeriggio. Fuggire non serve a niente, e l'interregno che si aprirebbe in caso di vittoria del si peggiorerebbe solo la situazione».
E' così che Giuseppe La Bella invita i leonessani a disertare il referendum di domenica e lunedì, quella che invece per Paolo Trancassini è l'ultima partita di un campionato cruciale per rivendicare il nostro diritto allo sviluppo». Per cui, «restiamo uniti e lavoriamo insieme per il no al di là delle appartenenze politiche». E se qualcuno tentennasse «ricordatevi della strada che fate tutte le mattine per accompagnare i figli a scuola o dei soldi che ci sfilarono dal traforo. Perché Leonessa è stata sì terra di confine ma ha sempre avuto la capacità di imporsi».
Finisce così, con un appello al voto che tanto rituale non è. La Bella invita infatti a non andarci a votare - l'ora di faccia a faccia tra "Peppe"e"Paolo" - «sennò se tu sei La Bella io sono la bestia», scherza Trancassini - ospitato ieri pomeriggio negli studi di Mep Radio, in attesa di risentirsi ancora venerdì pomeriggio, stavolta dal teatrino parrocchiale di Leonessa, per le manifestazioni conclusive della campagna referendaria.
I temi sul tappeto li srotola per l'ennesima volta il conduttore, Marco Fuggetta: gli impianti sciistici, per cominciare, quelli in Vallonina targati Isic - «un progetto che non c'è» per La Bella, «un piano pure tori pronti a finanziarlo e sul quale solo adesso in Regione hanno accettato di ragionare», per Trancassini - e quelli della Provincia su cui sta lavorando Daniele Costantini - «da sciatore ho vagliato entrambe le Ultimi appelli Faccia a faccia a Mep Radio ipotesi: mi sembra più praticabile questa, che insiste in aree già compromesse piuttosto che quella che va a intaccare la Vallonina, che è bene che resti com'è», dice La Bella. «Ma sul piano ambientale mi si deve spiegare perché i 23 ettari di disboscamento del piano Isic erano uno scempio, i 63 ettari del piano Costantini sono ambientalmente compatibili», ribatte Trancassini. E allora, domanda a Trancassini, se la Regione avesse detto sì il referendum sarebbe saltato? «Probabilmente sì», concede l'ex sindaco, «così come sarebbe stato convincente uno stanziamento per rifare la Morro-Leonessa...».
«Il famoso piatto di lenticchie», affonda La Bella. Dagli impianti alle prospettive di sviluppo: «In Umbria per noi ce ne sarebbero - dice Trancassini - è una Regione che ha puntato tutto sui piccoli centri, sa fare rete e sistema e a noi questo serve, non un Lazio con una Roma famelica o una Apt di Rieti che finanzia la gara della torta della nonna e pensa che sia quella la politica di promozione del turismo. Nel Lazio siamo nel terzo mondo, noi aspiriamo ad altro».
«Ma per andare in casa d'altri bisogna bussare - ribatte La Bella - in una Regione dove poi i vincoli ambientali sono assai più rigidi che nel Lazio.
Che fine farebbe non dico il progetto della Isic ma anche il piano regolatore comunale?». Ecco, le "comunali": il referendum sarà mica l'anticipo delle elezioni di aprile? «Non per me - dice Trancassini - faccio campagna per il no con gente che non mi voterebbe mai». «Nemmeno per me - si schernisce La Bella - il mio impegno finisce alle 5 del pomeriggio di lunedì primo dicembre. Altri dovranno prendersi degli impegni con i leonessani». Il riferimento è al presidente della Provincia Melilli e alla consigliere regionale Massimi.
«Venerdì li ho invitati a chiudere la campagna per l'astensionismo e sono sicuro che avremo le risposte che ci aspettiamo». «Non credo - ribatte Trancassini - sono politici che hanno come riferimento la coalizione di appartenenza, non i territori. E il caso di Leonessa è esemplare: se si fa una battaglia di numeri noi perdiamo. Se si fa una questione di specificità possiamo solo vincere perché abbiamo dalla nostra la ragione di chi è rimasto a scommettere sul futuro di comunità antiche. Ma la politica guarda ai numeri. E' per questo che io sono fuori anche dalle prossime Provinciali, perché questa è la logica che vige anche nel Pdl». E comunque i numeri conteranno anche domenica e lunedì a Leonessa, per un referendum che è diventato pro e contro tante cose: la Regione Lazio, la Provincia di Rieti, la giunta di Leonessa, Paolo Trancassini. A ciascuno la sua scelta.


IL REFERENDUM: la parola magica pronunciata per la prima volta un anno fa in Provincia - Che decidano di andare o non andare a votare, per i leonessani il referendum "secessionista" promesso dalla giunta del sidnaco Rauco davvero non è una novità. E non avrebbe dovuto esserlo nemmeno per quella che una volta si chiamava "classe politica" ed era a Rieti e a Roma. La parola "referendum" fu pronunciata a prima volta in una saletta del palazzo della Provincia la mattina del 5 dicembre 2007: da Leonessa insieme al sindaco Alfredo Rauco e al consigliere provinciale Paolo Trancassini era scesa la giunta al completo e parte del consiglio per lanciare la sfida. «Noi ci sentiamo leonessani, reatini e sabini - disse Rauco - però siamo stufi di una Provincia che appena ci sopporta e non ci supporta. Da qui a gennaio aspettiamo un segnale concreto di attenzione sulle nostre richieste: se non verrà, il 30 gennaio in consiglio comunale avvieremo la procedura per la scissione dalla Provincia di Rieti e dal Lazio per confluire in Umbria». Nel silenzio totalmente indifferente della giunta Marrazzo e in quello appena un po' più consapevole della giunta Melilli, prima in gennaio poi in maggio il consiglio comunale delibera il referendum, che supera il vaglio della Cassazione e viene indetto dal presidente della Repubblica per domenica 30 novembre e lunedì primo dicembre. Ad un anno esatto da quella sfida-provocazione si va dunque al voto, non senza ambiguità. Se infatti la giunta Rauco spinta da Trancassini cannoneggia da mesi sul "sì", la minoranza consiliare di centrosinistra guidata da Francesco Boccanera ha avuto una linea più ondivaga, ritrovandosi infine d'accordo sull'astensione piuttosto che su un "no" esplicito. A cavalcare il movimento astensionista è stato però soprattutto l'avvocato leonessano Giuseppe La Bella. Perché a giorni c'è il referendum, ma tra qualche mesi si voterà per il sindaco.


MOTIVO DI ROTTURA Lo sfruttamento sciistico della Vallonina mai partorito Si scrive Vallonina, si legge Isic: è questo il nome della società che dal 2002, col placet del Comune di Leonessa, lavora allo sfruttamento sciistico del comprensorio della Vallonina, versante leonessano del massiccio del Terminillo. Si tratta di un'area vergine, anche in ragione della tutela ambientale massima riconosciuta, a valle della quale corre l'omonima strada provinciale che d'inverno rimane a lungo chiusa per il massiccio innevamento. Sintesi del problema: in Vallonina la neve c'è ma ci sono anche i vincoli. La Isic prepara un progetto che prevede una rete di piste e di impianti da capogiro: il consiglio comunale nel 2003 lo approva e lo manda in Regione per i pareri del caso. Nel 2004, con la giunta Storace ancora in carica, viene rivista parte della normativa sui piani paesistici che fa pregustare ai leonessani l'approvazione del loro progetto; ma c'è chi considera quell'apertura legislativa (che consentirebbe la realizzazione di nuovi impianti tagliando boschi) comunque inservibile perché il pianò di cui si discute non è intercomunale ma riguarda solo il territorio leonessano. Cambia la giunta regionale e, sul finire del 2005, cambia anche la norma sui piani paesistici ripristinando i vincoli originali. Nel frattempo però il progetto della Isic imbocca la pista della Provincia: il vicepresidene Roberto Giocondi e l'architetto Gianni Celestili includono il progetto di Leonessa, seppur Da sei anni si rincorrono progetti e dinieghi dalla Regione Lazio ridimensionato nella dotazione strutturale e nell'impatto ambientale, in un più generale piano di interventi sul Terminino che vuoi essere una sorta di "progetto quadro" sulla Montagna reatina e che ha nella creazione di un parco naturale e nell'ampliamento a nord del bacino sciistico i suoi due cardini. Ma di mezzo ci sono i piani paesistici del '98, i cui vincoli possono essere superati solo con l'intervento politico del consiglio regionale. «E' una strada lunga e complessa - dichiara Giocondi al Messaggero il 2 febbraio 2006 - ma è quella che vorremmo percorrere per uscire dalle secche di dibattiti annosi sul futuro del Terminino che non portano mai a niente». In giugno la Provincia fa suo questo piano di interventi (con dentro anche quello della Isic ridimensionato) e lo inoltra alla Regione ma nonostante una serie di iniziative e di mobilitazione da parte dei leonessani, passano mesi e poi anni senza che dalla giunta Marrazzo arrivi un pronunciamento politico chiaro. Nell'agosto del 2008, con la macchina del referendum ormai in moto e il piano del Terminillo finito su un binario morto, in Provincia si cambia in corsa tecnico e piano: lo sfruttamento sciistico della Vallonina scompare e in ottobre il consiglio regionale impegna la giunta Marrazzo ad approvare il nuovo piano entro l'anno.

IL COMUNE DI CONFINE - Solo 30 anni fa due i parroci: uno di Spoleto e l'altro reatino. Cittadina bella e ricchissima, per storia, sede e commerci, Leonessa, ma sempre di confine, ora di regni, ora di circondari, poi di province, di regione per non dire di diocesi. Non bisogna risalire alla notte dei tempi ma appena al 1976 per veder correre lungo il centralissimo Corso San Giuseppe il confine tra la diocesi di Rieti e quella di Spoleto, con il paese affidato a due parroci (uno di nomina vescovile reatina, l'altro spoletino) e con analoga divisione che si riproponeva tra le ville e le frazioni. Ne bisogna fare molta strada, partiti da Leonessa, per arrivare in Umbria: ci si va quotidianamente non solo a lavorare ma anche, per esempio, a fare benzina visto che un distributore nel versante "reatino" non c'è. Su un tessuto geografico particolarmente intrecciato (il legame con l'Umbria passa sia per la Valnerina che per il circuito Cascia e Norcia) la storia ha avuto buon gioco nel tessere le sue trame: Gonessa, o Leonessa - che deve il nome al casato angioino - era ai confini fra Regno di Napoli, Ducato Spoletino e Patrimonio di San Pietro. Nel 1539 entrò a far parte degli Stati Famesiani d'Abruzzo, che poi altro non erano se non la "dote" di re Carlo d'Angiò alla figlia Margherita d'Asburgo an data in sposa a Ottavio Farnese. Il legame con l'Abruzzo si mantenne quando.nel 1731,anchequesto lembo di territorio entrò a far parte del Regno delle Due Sicilie.
Il centralissimo corso San Giuseppe segnava il confine tra la diocesi umbra e quella di Rieti Insomma, cattolici sì ma papalini i leonessani non lo sono stati mai, semmai regnicoli. E anche dopo la costituzione del regno d'Italia, Leonessa non seguì Rieti nella sua collocazione umbra, ma insieme a Cittaducale restò circondario dipendente da L'Aquila. Questo fino al 1927, quando nel riassetto amministrativo voluto dallo Stato fascista, Rieti si costituì provincia assorbendo proprio il circondario di Cittaducale, con dentro Leonessa. Sfumati negli anni i legami con l'Abruzzo, si sono al contrario venuti rafforzando quelli con l'Umbria.
Così, quando sul finire del 2007 il sindaco Rauco e l'ex sindaco Trancassini scesero a Rieti a "minacciare" la secessione per colpa del silenzio caduto sul progetto della Isic per la Vallonina evocarono l'Umbria come approdo. Cammin facendo, però, ed è cronaca di queste ultime settimane, la nostalgia per l'Umbria ha finito per affiorare anche in quei territori del reatino che umbri lo sono stati per davvero (uno per tutti, Magliano Sabina). Contatti formali e informali di amministratori leonessani (di centrodestra) con la vicina Provincia di Terni (e con la stessa Regione, di centrosinistra, come Provincia di Rieti e Regione Lazio) non sono mancati ma ciò che storia e geografia (e spesso anche cronaca) incoraggiano, la politica snobba. Per adesso.
 

(Alessandra Lancia)

  27 novembre 2008

Si vota domenica 30 novembre e lunedì Referendum: ultimi appelli LEONESSA - Dopo mesi di polemiche, ultimi giorni prima del referendum con il quale i leonessani decideranno se restare nel Lazio oppure andare in Umbria. Si vota infatti domenica 30 novembre e lunedì primo dicembre. Sono oltre duemila i cittadini chiamati al voto.5i moltiplicano, intanto, gli ultimi appelli dei due comitati: quello del sì rappresentato da Paolo Trancassini e quello per il no, o meglio per il non voto, rappresentato da Giuseppe La Bella. Su 2734 residenti sono 2285 gli aventi diritto che avranno il potere di scegliere il futuro politico del comune montano. Calcolando che il referendum potrà essere ritenuto valido con il raggiungimento del quorum, la quota che renderà valide le operazioni di voto dovrà essere quella della metà dei residenti più uno: Alla luce dei numeri e dei fatti dovranno quindi votare 1143 residenti affinchè il referendum possa esser considerato valido. Comitato del sì e comitato del no continuano intanto a portare avanti nel paese le proprie ragioni e fino al giorno del voto sarà di certo bagarre. Il referendum verrà a costare 28mila euro, circa 12 euro per abitante.

 27 novembre 2008

 Ultimo faccia a faccia in vista del referendum in programma per domenica e lunedì Trancassini: «Andremo con l'Umbria» La Bella: «Lottiamo restando nel Lazio» - Vivace dibattito su Mep Radio tra il Comitato del «Sì» e quello del «No» . Ultimo faccia a faccia reatino (prima di quello romano a Roma Sat andato in scena in tarda serata) quello tenutosi ieri presso gli studi di Mep Radio, tra il portavoce del comitato del Si al referendum per l' aggregazione all'Umbria, Paolo Trancassini, e il portavoce del No, Giuseppe La Bella.
Un'ora nella quale è stato protagonista ancora una volta il tema degli impianti sciistici che gli stessi promotori del referendum hanno definito «il litro che ha fatto traboccare il vaso». E' proprio su questo che si accende la discussione fra Trancassini e La Bella. 11 primo a ribadire che «la conduzione della vicenda da parte della Regione ha dimostrato l'assenza totale di attenzione verso i bisogni del territorio» ed il secondo a ribattere «che tutto il referendum è basato su questo litro, senza che in realtà ci sia il vaso». Alla domanda se l'approvazione degli impianti da parte della Pisana avrebbe fatto desistere dagli intenti secessionisti, Trancassini ammette che «se fosse arrivato un gesto d'attenzione di tale portata sicuramente avremmo fatto fatica a decidere di andare in Umbria, così come se qualcuno ci avesse dato 5 o 10 milioni di euro per migliorare la viabilità da Rieti, ma nulla di tutto ciò è arrivato». La soluzione ai mali del territorio leonessano secondo La Bella «sono da cercare nel Lazio, perché le prospettive di sviluppo ci sono. Bisogna però combattere in questa terra e chiamare gli amministratori provinciali e regionali alle proprie responsabilità». Diversa ovviamente la rotta tracciata dall'ex sindaco di Leonessa che vede nel referendum una «battaglia epocale per la nostra città, una grande prova di democrazia, e mi piacerebbe che da questo partisse un grande dibattito sul futuro e sulle prospettive dell' intera provincia di Rieti». Nel mezzo del confronto anche un paio di simpatiche punzecchiature con La Bella che si immagina il laziale Trancassini «costretto a tifare Ternana» e con Trancassini che risponde dicendosi «sicuro che anche La Bella se fosse residente a Leonessa (lo è a Civita Castellana, ndr) voterebbe per il Si».
Domani ultimi fuochi a San Pietro i della campagna elettorale per il referendum di aggregazione all'Umbria che si terrà a Leonessa domenica e lunedì. Entrambi i comitati, quello per il Sì e quello per il No, chiuderanno domani la propria campagna elettorale presso il teatro parrocchiale di San Pietro, in piazza VII Aprile. Alle 17:00 inizierà il «No», con il portavoce Giuseppe La Bella, il presidente della Provincia Fabio Melilli ed il consigliere regionale Anna Maria Massimi. Alle 19 la scena sarà per il «Sì», con il portavoce Paolo Trancassini e la giunta comunale. (Marco Fuggetta)

 27 novembre 2008

Sabato e domenica i cittadini chiamati a scegliere tra Lazio e Umbria Leonessa, in 2.290 al voto per il referendum Ultimi giorni: il Comune si prepara a vivere un momento storico '*.
Leonessa, sabato e domenica in 2.290 al voto per il referendum MANCANO oramai pochi giorni al referendum tramite il quale i cittadini di Leonessa potranno decidere per il distacco dalla regione Lazio e la successiva "annessione" all'amministrazione regionale umbra.
Domenica 30 novembre e lunedì primo dicembre infatti si svolgeranno due referendum: oltre a leonessa andranno al voto in Italia anche i cittadini del comune di Meduna di Livenza (Treviso) che dovranno decidere per la "secessione ' dalla regione Veneto e la sua aggregazione alla regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Gli elettori interessati alic due consultazioni, sulla base dei dati della revisione straordinaria delle liste elettorali, sono nel comune di Leonessa, 2.290, di cui 1.129 maschi e 1.161 femmine, distribuiti su quattro sezioni. Le operazioni di votazione si svolgeranno domenica 30 novembre dalle ore 8 alle 22 e lunedì primo dicembre 2008, dalle 7 alle 15. Ai sensi dell'articolo 45, secondo comma, della legge 25 maggio 1970, n. 352, le proposte fatte oggetto di referendum in ognuno dei due comuni saranno approvate se il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito referendario non sarà inferiore alla maggioranza degli elettori. In caso di approvazione, l'articolo 132, secondo comma, della Costituzione stabilisce che con legge della Repubblica possa darsi corso alle proposte di variazione territoriale, sentiti i Consigli regionali interessati.

 

  26 novembre 2008

Chiaramente Giuseppe La Bella e il portavoce del Comitato per il NO  e Paolo Trancassini portavoce del Comitato per il SI.

Certe imprecisioni dovrebbero essere evitate: c'è già chi fa esercizio di confusione.

La Redazione di www.leonessa.org

Con ravvicinarsi della data del referendum leonessano, in programma il 30 novembre e primo dicembre, fioriscono le iniziative tese ad informare e ad approfondire i contenuti del dibattito tra coloro che sostengono la necessità di andare al voto e votare sì al passaggio di Leonessa in Umbria e coloro che, al contrario, invitano all'astensione, per rimanere nel Lazio.
Cosi questa sera, alle 22.30 all' interno della trasmissione "Spazio Fedeli" sul canale 851 Roma Sat - SKY o in chiaro sulle frequenze di Gold Tv nel Lazio, si confronteranno in diretta i due, portavoce dei comitati per il referendum di Leonessa: gli avvocati Giuseppe La Bella (comitato per il Sì) e Paolo Trancassini (comitato per il No). Sempre oggi, alle 18, in diretta dagli studi di Mep Radio Organizzazione si svolgerà il secondo faccia a faccia fra Trancassini e La Bella. La trasmissione sarà condotta da Marco Fuggetta. Streaming audio sul sito www.mepradio.it. Come vivono Leonessa e i leonessani l'approssimarsi del referendum? Certamente nella consapevolezza che ad aver alimentato una simile inizativa sia un diffuso. sentimento di malessere legato all'isolamento del territorio, "che finora non ha trovato risposta dalla "lontana" Rieti e ancor più dalla "lontana" Roma.
 

  26 novembre 2008

 

Approvato dalla Regione lazio il piano triennale delle opere pubbliche, oltre 6 milioni e mezzo di euro che arriveranno direttamente a 33 Comuni del Reatino per interventi di riqualificazione dei centri storici, reti idriche, scuole pubbliche e abbattimento delle barriere archietttoniche. Questa la lista dei Comuni beneficiari e gli interventi richiesti: Antrodoco (opere di completamento rsa/terme), Ascrea (impianto potabilizzazione reti idriche, sistemazione strada comunale dell'Obito), Belmonte (opera di riqualificazione centro storico), Borgorose (completamento rete fognante), Cantalice (completamento acquedotto ed eliminazione pericolo circolazione stradale), Casaprota (sistemazione strade interne, copertura ex scuola elementare Collelungo e copertura palestra comunale), Castel S. Angelo (sistemazione piazza nella frazione di Ponte Alto, eliminazione barriere architettoniche centro storico), Castelnuovo di Farfa (completamento allestimento museo dell'olio), Cittaducale (riqualificazione beni storici e turistici), Collalto (rete idrica e fognante), Contigliano (sistemazione viale della Repubblica), Fara Sabina (rotatoria via Garibaldi), Forano (manutenzione edifici comunali destinati a scuola pubblica), Leonessa (rifacimento strada di accesso a villa Bigioni), Magliano (riqualificazione piazza Castello e accesso al centro storico di Foglia e adeguamento impianto di depurazione), Monteleone (messa a norma impianto termico scuola materna di Ginestra), Montenero (recupero centro storico), Montopoli di Sabina (pavimentazione e sottoservizi centro storico), Orvinio (sistemazione giardini pubblici comunali), Paganico (sistemazione strada litoranea e ristrutturazione muro di contenimento piazza Trieste), Pescorocchiano (parco giochi e area polivalente frazione Leofreni), Petrella (valorizzazione centri storici), P. Catino (pavimentazione centro storico), P. Moiano (recupero centro storico e messa in sicurezza scarpata sottostante giardini pubblici), Rieti (pubblica illuminazione Borgo e Città Giardino, rete idrica a Pie’ di Moggio e San Giovanni Reatino, riqualificazione piazze e strade dei centri storici), Roccasinibalda (riqualificazione parco pubblico), Roccantica (pavimentazione centro storico), Scandriglia (manutenzione straordinaria strada comunale Passo Corese-Orvinio), Selci (percorso naturalistico e riqualificazione piscina comunale), Stimigliano (sistemazione via dei Casali, sistemazione strada località S. Francesco e chiesa di Stimigliano Scalo), Tarano (rete fognaria centro abitato di Borgonuovo), Toffia (realizzazione sede amministrativa unione e ristrutturazione scuola elementare), Varco Sabino (completamento pavimentazione e arredo centri storici). “Una ulteriore dimostrazione - commentano i consiglieri regionali Massimi e Perilli - del lavoro costante che ci vede impegnati per garantire al nostro territorio sostegno economico ed attenzioni”

 

www.leonessa.org   25 novembre 2008

Era assolutamente scontata l'offensiva mediatica a supporto di uno dei due "schieramenti".

Assolutamente in grande stile : 4 milioni di euro per la pista ciclabile della conca reatina, 70 milioni di euro per gli impianti da sci sponsorizzati dalla provincia di Rieti.

Speravamo, sinceramente, in una maggiore misura.

La Redazione di www.leonessa.org

 

www.mepradio.it   25 novembre 2008

 

Leonessa: Referendum 2008 - il rush finale - TRANCASSINI vs LA BELLA in onda su MEP Radio - MELILLI in campo per il NO

    Meno di una settimana all'atteso voto che dovrà ratificare l'eventuale cambio di regione del Comune di Leonessa, con il relativo passaggio in Umbria. Domenica 30 novembre e lunedì 1° dicembre si voterà anche a Meduna di Livenza (in Provincia di Treviso) per il distacco dal Veneto e la sua aggregazione al Friuli-Venezia Giulia. A Leonessa gli elettori interessati saranno 2.290 (1.129 uomini e 1.161 donne). I seggi (Leonessa 1 e 2, presso la scuola elementare, e nelle frazioni di Villa Lucci e Terzone) verranno aperti la domenica, dalle ore 08.00 alle ore 22.00, e lunedì, dalle ore 07.00 alle ore 15.00. Intanto, mercoledì 26 novembre, alle ore 18.00, in diretta dagli studi di MEP Radio Organizzazione, si svolgerà il secondo "faccia a faccia" tra Paolo TRANCASSINI (Comitato per il SI) e Giuseppe LA BELLA (Comitato per il NO). La trasmissione, nell'ambito degli spazi della comunicazione referendaria a carattere gratuito, sarà condotta da Marco FUGGETTA. Ultimi preparativi anche per i comizi di chiusura che si terranno nel pomeriggio di venerdì 28. Arena locale per l'ultimo appello agli elettori sarà il teatrino parrocchiale di San Pietro, in Piazza VII Aprile. Alle ore 17.00 sarà la volta del Comitato per il NO, che vedrà l'inattesa presenza del Presidente dell'Amministrazione provinciale di Rieti, Fabio MELILLI, insieme al Consigliere regionale Anna Maria MASSIMI. Di seguito, intorno alle ore 19.00, entreranno in scena i rappresentati del Comitato per il SI.

 

 25 novembre 2008

 Società mista pubblico-privata per la gestione del progetto: Rieti, Leonessa e Cantalice i comuni coinvolti - Terminillo, ecco il piano di rilancio -  Trentotto chilometri di piste, 68 ettari di rimboschimento e 70 milioni di euro -  Razionalizzare il demanio sciabile esistente e potenziarlo dove si può, perché riqualificare quello che c'è è possibile, creare insediamenti ex novo in aree vergini non lo è più. Questa la filosofia del "piano Costantini" per il Terminillo, che ha guidato la "mano" dell'esperto forestale padovano nel ridisegnare il bacino sciistico reatino «in un'ottica di multistagionalità». Dieci impianti in tutto a servizio di 38 chilometri di piste per un totale di 130 ettari di territorio investito e 63 ettari di rimboschimento per mascherare gli impianti, due bacini idropotabili per l'innevamento artificiale, tre municipalità coinvolte (Rieti, Leonessa, Cantalice), un volume di investimenti di 70 milioni di euro in grado di attivare a regime 80/100 occupati direttamente più un indotto di 200, 300 persone.
«Al Tonale, dove ho seguito un piano di riqualificazione analogo, tra la progettazione e l'attuazione ci sono voluti tre anni», dice Daniele Costantini, la scorsa settimana di nuovo a Rieti per un altro giro di confronti su quel piano che la Provincia promette di presentare in Regione entro il mese e che la Regióne si impegna ad approvare, se non entro l'anno, almeno entro gennaio. Dire tre anni nella terra dei trenta anni è un po' azzardato: «Credo però che stavolta siamo davvero a un passo dalla soluzione - dice Costantini, che sarà pure nuovo di Rieti e reatini ma in questi tre mesi ha fatto in fretta ad imparare perché quello che muove tutto, finanziatori compresi, è l'approvabilità del piano. La Regione, che pure vagherà, valuterà e magari qualcosa boccerà, si è però impegnata a dare una risposta certa in tempi brevi. E il motore che muove tutto è questo». L'ipotesi di gestione del progetto sarebbe quella di una società mista, pubblico-privata, «e se anche è nota la fase di depressione economica che vive Rieti, c'è Roma ad un passo dove si possono trovare imprenditori interessati».
Da Leonessa dicono che loro li hanno trovati da un bei pezzo: imprenditori e soldi pronti ad essere spesi, non fosse stato per quel progetto sulla Vallonina considerato, dopo lunga ed estenuante trattativa, irricevibile dalla Regione.
«Guardi, non è mio costume dare valutazioni del lavoro altrui. Dico solo che per il quadro normativo e vincolistico esistente è molto più facile riqualificare zone già investite da infrastrutture che pensare di andarne ad occupare altre che invece sono vergini. Il nostro progetto si muove su questi binari, è stato affidato ad un tecnico specializzato soprattutto nelle riqualificazioni ambientali e presenta una minore concentrazione di interventi in aree sic, senza dimenticare che ci muoviamo comunque dentro una grande zps e nel pieno rispetto di vincoli idrogeologici non meno importanti di quelli ambientali».
Vi viene però rimproverata, da parte leonessana, la scelta di posizionare impianti e piste in zone interessate da valanghe?
«Se un problema valanghe c'è, al Terminillo, è nella zona della Vallonina e questo è noto non solo agli sciatori ma anche a chi sa bene che in inverno la strada che vi passa sotto resta chiusa. Tant'è che il progetto per la Vallonina prevedeva un ricorso massiccio ai paravalanghe, che fanno anche quelli un voluminoso impatto. Noi, per le zone a rischio valanghe, e tra queste c'è Campo Stella, prevediamo l'impiego di gasex, cannoni che sparano gas e le cui onde sonore fanno scivolare i banchi nevosi a valle in maniera programmata e sicura. Così come programmato sarà l'innevamento, perché non c'è più posto sciistico in Italia dove si pensino impianti senza un sistema artificiale di innevamento».
Neve che proprio in queste ore è arrivata in maniera cospicua sul monte Terminillo, così come sono in arrivo nell'ordine, a brevissima scadenza, il referendum di Leonessa, l'andirivieni dei progetti tra Provincia e Regione e le elezioni amministrative del 2009. «Eppure stavolta siamo davvero a un passo dalla soluzione», azzarda a dire Costantini.
(Alessandro Lancia)

 25 novembre 2008

Mentre Legambiente relega all'87mo posto in classifica la città per pedonabilità e ciclabilità Arriva la pista per due ruote 142 km, voluti dalla Provincia, uniranno i comuni della Conca Reatina -  Dura la vita per un ciclista, anche in città. Non è un centro a misura di passeggiata il capoluogo reatino che viene "scaricato" quasi a fondo classifica nella graduatoria di Legambiente e proposta dal quotidiano «II Sole 24 Ore». Tra i 103 capoluoghi italiani, dove Mantova spicca grazie al suo primato assoluto della classifica generale per pedonabilità e ciclabilità, Rieti si attesta all'87mo posto con sette punti totalizzati sulla base dell'indice sintetico (da O a 100) che evidenzia le migliori e le peggiori città in termini di isole pedonali, piste ciclabili, Ztl e verde urbano.
11 "sette in condotta" del capoluogo reatino, condiviso in sieme all'altra laziale Latina e a Catania, Teramo, Tarante e Campobasso, fa riferimento alla ciclo-pedonalità di fonte comunale relativa al 2007.
E pensare che proprio in queste settimane è in via di completamento la bella pista ciclabile realizzata dal Comune di Rieti che lambisce il corso del fiume Velino, mentre ieri mattina la Provincia ha presentato la sua ciclovia di 42 chilometri che unirà i comuni che insistono nella Conca Reatina. La ciclovia made in provincia è divisa in due anelli di 20 chilometri ciascuno, uno di questi in fase di costruzione e pronto per la prossima primavera con la previsione di punti ristoro, area pie nic, fontanelle di acqua potabile.
L'anello sud proposto dalla Provincia toccherà l'aeroporto, Chiesa Nuova, Tema, Consigliano, Piani di Poggio Fidoni e Sant'Elia, case San Benedetto e lambirà Rieti. L'anello nord in progettazione toccherà Cantalice, le sorgenti di Santa Susanna, Laghi Lungo e Ripasottile e Greccio.
«La Provincia ha deciso di investire in questa importante opera circa un milione e ottocento mila euro messi a disposizione dalla Regione Lazio ha spiegato il presidente Fabio Melilli - evitando di frammentare tale finanziamento in mille rivoli per interventi che, seppur di indubbia validità, sicuramente non avrebbero potuto garantire prospettive di sviluppo e di crescita paragonabili».
(Alessandra Pasqualotto)

 

  25 novembre 2008

Si accende la campagna del referendum secessionista LEONESSA - Riflettori puntati sul referendum leonessano. Domenica e lunedì prossimi i cittadini saranno chiamati a scegliere se trasferirsi in Umbria (perciò andare al voto scegliendo il Sì) oppure rimanere nel Lazio (dunque rimanere a casa come consigliano dal comitato per il No). Intanto, com'è ovvio, la campagna referendaria si fa più tirata: domani nuovo faccia a faccia tra i portavoce dei comitati del Sì e del No (o non voto), Paolo Trancassini e Giuseppe La Bella, prima a MepRadio, poi in Tv su ReteOro. Venerdì poi, prima del silenzio elettorale, salirà a Leonessa il presidente della Provincia Fabio Melilli e il consigliere regionale, di origini leonessane, Anna Maria Massimi, che insieme all'avvocato La Bella hanno organizzato l'iniziativa "Leonessa ia provincia di Rieti e nella regione Lazio". L'appuntamento è alle 17 presso il teatro parrocchiale di San Pietro. Sono stati pubblicati anche gli appelli al voto. Il comitato per il Sì ha fatto girare alcuni volantini da giorni in cui si .specifica che "non sono mai esistiti confini tra l'Umbria e Leonessa". "Questo referendum - risponde sui manifesti il comitato per il No - è inventato da chi 'vuole scaricare sulla Provincia di Rieti e sulla Regione Lazio le responsabilità di un ventennio di amministrazione comunale fallimentare e arrogante'".

 

 25 novembre 2008

Una ciclovia per unire i comuni della Conca - LA PROVINCIA di Rieti ha deciso di realizzare una ciclovia di circa 42 chilometri che unirà i comuni che insistono nella Conca Reatina.Ieri è stato presentato l'inizio dei lavori (appaltati all'impresa Francucci Sri di Macerata) del primo anello di circa 20 chilometri della pista ciclabile che permetterà già dalla prossima primavera ai reatini e ai turisti che arriveranno all'ombra del Terminillo di poter immergersi in quella natura incontaminata che fu fonte d'ispirazione anche per San Francesco d'Assisi. L'importante infrastruttura è stata presentata questa mattina dal presidente della Provincia, Fabio Melilli, dall'assessore alle Infrastnitture, Rufino Battisti, e dai sindaci di Rieti e Contigliano, Giuseppe Emili e Nella Melchiorri. «La Provincia ha deciso di investire in questa importante opera circa un milione e ottocento mila euro messi a disposizione dalla Regione Lazio - ha spiegato Melilli - evitando di frammentare tale finanziamento in mille rivoli per interventi che, seppur di indubbia validità, sicuramente non avrebbero potuto garantire prospettive di sviluppo e di crescita paragonabili. La ciclovia, infatti, oltre a rispondere ad un bisogno più volte evidenziato dai cittadini, si inserisce organicamente nelle molteplici azioni. messe in campo dall'amministrazione provinciale - ha aggiunto per garantire al territorio un solido e armonioso sviluppo turistico. Basti pensare alla complementarità tra questa pista ciclabile e il Cammino di Francesco. La ciclovia potrà essere un'ulteriore attrattiva non solo per i fedeli che arriveranno a Rieti per visitare i luoghi francescani, ma anche per tutti gli altri turisti che potranno godere appieno delle bellezze ambientali che la Conca reatina offre, addentrandosi, ad esempio, nella Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile in bicicletta e perché no, a piedi, oppure, ha proseguito il presidente della Provincia - scoprendo la ruvida bellezza dei borghi che vi insistono. Una volta completato anche il secondo anello da 22 chilometri, da Rieti si potrà raggiungere Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri, Colli sul Velino, Greccio e Contigliano. Non bisogna dimenticare che sarà una strada dove i genitori potranno portare i propri figli in assoluta tranquillità e sicurezza, essendo la ciclovia completamente inibita al traffico, veicolare e grazie ad essa - conclude - i reatini potranno scoprire, o forse riscoprire, scorci incantévoli troppo spesso dimenticati». La ciclovia si svilupperà principalmente su piste rurali e strade vicinali di proprietà comunale. Nella scelta del percorso sono stati privilegiati gli aspetti della sicurezza, della fruibilità e della valorizzazione del contesto naturalistico e paesaggistico. In alcuni tratti verranno sistemate le strade già esistenti. Nelle strade secondarie, già pavimentate, interessate da traffico locale molto marginale, per le quali si rende necessario il solo rifacimento del tappetino di usura, è prevista la bonifica dalla vegetazione e il ripristino della massicciata stradale e degli strati di collegamento. Per le strade interessate da traffico più sostenuto, per le quali si rende necessaria la distinzione dei traffici veicolare e ciclabile, saranno apposti cigli spartitraffico invalicabili. Mentre per i tratti di nuova costruzione si utilizzerà la fresatura vegetale e stabilizzazione a calce di argille, una procedura che ridurrà l'impatto ambientale in fase di realizzazione e di manutenzione. Una ulteriore lavorazione, presente in entrambi le tipologie, quelle di nuova realizzazione e la sistemazione di strade già esistenti, è costituita dalla colorazione della pavimentazione stradale con vernici ecologiche a base di acqua del colore della gamma delle terre naturali, che viene l'inserimento nel contesto ambientale, per motivi di sicurezza e per garantire l'orientamento del ciclista lungo il percorso. Per garantire una maggiore sicurezza agli utenti della pista ciclabile in corrispondenza degli attraversamenti a raso di strade urbane ed extraurbane saranno installate bande sonore su entrambe le carreggiate, mentre nei tratti accanto a strade trafficate saranno installati marker stradali che producono luce retroriflessa di alta intensità e cartelli per segnalare agli utenti la presenza di intersezioni e il conseguente pericolo di uscita mezzi. Il progetto prevede la realizzazione lungo il tracciato di due aree di sosta e ristoro, piantumate con alberi ad alto fusto, che saranno dotate di tavoli pic-nic in legno con panche integrate, rastrelliere per la sosta delle biciclette, bacheche per l'esposizione di mappe indicanti il percorso, cestini per i rifiuti e fontanelle di acqua potabile.

 

 25 novembre 2008

Viaggiare per la Piana in bicicletta Venti chilometri di pista immersa nella natura tra Rieti e Contigliano Presentato il progetto Lavori al via a dicembre e consegna a primavera . Dimenticate                  l'attuale giro de Rieti per chi parte da Contigliano, o giro de Contigliano per chi la bicicletta la inforca da Rieti: da primavera il giro della piana in bici con calma e senza Strappi lo faremo in ciclovia, seguendo la pista di 20 km a cui sin dalle prossime settimane lavoreranno gli operai e i tecnici della ditta marchigiana Francucci che si è aggiudicata l'appalto del primo lotto di piste ciclabili della conca reatina, programmate dalla Provincia con fondi della Regione (1,8 milioni di euro) e con il placet dei Comuni di Rieti e di Contigliano. Il primo "anello" di piste va dalla città a Contigliano e ritomo toccando Piani di Sant'Elia, Terria e Chiesa Nuova: fin qui niente di nuovo, almeno per le schiere di reatini econtiglianesi ciclo-muniti avvezzi al giro, in realtà sarà nuovo il percorso, che non ricalca se non in minima parte le attuali strade provinciali e comunali (d'altronde molto pericolose per chi vi si avventura su due ruote). «La maggior parte della ciclovia si svilupperà tra i campi, lungo gli argini dei fiumi e dei canali che solcano la piana e persino a scavalcarli, con passaggi in legno lamellare», spiega il geometra Luigi Francucci, intervenuto ieri alla conferenza stampa in Provincia con la quale il presidente Fabio Melilli, l'assessore Rufino Battisti, e i sindaci d i Rieti e Contigliano Giuseppe Emili e Nella Melchiorri hanno presentato l'iniziativa. Dove la ciclovia necessariamente si snoderà lungo le strade saranno posti cigli spartitraffico, dove invece si svilupperà exnovo nellacampagna verranno utilizzate procedure di costruzione e materiali che riducano al minimo l'impatto ambientale. In entrambi i casi, a "suggerire" la pista ai ciclisti sarà la colorazione della pavimentazione, quella ancora da scegliere. «C'è ancora da convincere qualche proprietario ad agevolare il passaggio - dice Melilli - ma c'è anche da ringraziare il Consorzio di bonifica e le Ferrovie per la loro disponibilità a lasciarci strada». La fine dei lavori è prevista entro maggio, e qui la ditta promette davvero di correre. Anche la politica, però, dovrà tenere il passo: quello presentato ieri è solo il primo dei due anelli che con 42 km complessivi di piste permetteranno di girare la conca reatina in bici su piste dedicate e che fanno il verso ad altre dimensioni già presenti sul territorio quali il Cammino di Francesco e la riserva dei Laghi. Del secondo anello - altri 20 km, per arrivare ad una spesa complessiva col primo di 4 milioni di euro - c'è il progetto ma non ancora i fondi, che il presidente Melilli aspetta fiducioso dalla Regione, «non fosse altro per non smentire la voca- dintomi». E fiduciosi aspettano anche i reatini di città, «che ci chiedono da sempre piste ciclabili», ha detto il sindaco Emili. Quelle attualmente in costruzione dal Comune lungo l'argine del Velino tra Ponte Romano e Ponte Cavallotti saranno perciò destinate a riunirsi con quelle programmate dalla Provincia nella Piana. Miracoli che riescono solo a pedalare in equilibrio. Su due ruote. (ALESSANDRA LANCIA)

 

  25 novembre 2008

Ieri la presentazione del progetto Una pista ciclabile sulla Piana reatina » Lunga 42 chilometri, ha un costo complessivo di 4 milioni - Pista ciclabile, ieri Fapertura del cantiere RIETI - Da quando se ne parla? "Ero piccolo e nonno già ne parlava". Invece da ieri è aperto il cantiere con l'inizio dei lavori per i primi 20 km (anello sud) della ciclovia (costo 1 milione SOOmila euro) che, partendo da Rieti, doppia i Piani di Sant'Elia e Poggio Fidoni, Contigliano, Tema, Chiesa Nuova, Aeroporto, Rieti. Il restante tratto (22 km, costo complessivo di tutti i 42 km 4 milioni di euro) sarà realizzato dopo la variante urbanistica per i tratti interessanti il Comune capoluogo. Direttore dei lavori l'ingegner Antonio Miluzzo. Ieri il progetto, realizzato in proprio dalla Provincia, è stato presentato dal presidente Fabio Melilli e dai siedaci Giuseppe Emili e, per il tratto contiglianese, da Nella Melchiorri. L'impresa che realizza la pista ciclabile è la maceratese Francucci, vincitrice della gara (ha già proposto degli accorgimenti per "la riduzione dell'impatto, ambientale"). Il secondo tratto (anello nord), agganciandosi all'altezza di Tema, entra nella Riserva dei laghi Lungo e Ripasottile e, costeggiando in parte il Velino, aggancia Piedifiume, Settecamini, Santa Susahna, il campo di volo per deltaplani a Poggio Bustone, Cantalice inferiore, Aero' porto, n progetto, spiega il presidente Melilli, "che viene certificato dal diretto interessamento della Regione, è una diretta risposta al bisogno collettivo di chi fa sport e passeggiate ecologiche" mettendo in risalto il fatto come tutto il tracciato "si sviluppi in aperta campagna e quindi non laterale alle strade motoristiche, la qualcosa non può non rendere più sicuro l'intrattenimento soprattutto per i bambini". Il tracciato (lambisce il cammino di Francesco) potrebbe essere "modificato per alcuni espropri" pre cisa Melilli il quale ringrazia "per la loro concreta disponibilità e collaborazione il consorzio di bo- . nifica e le ferrovie". Il sindaco Emili mette in risalto "l'interesse ,che l'opera rappresenta per l'intera Conca reatina e.la sua assoluta compatibilita con il territorio" assicurando "il perfetto combaciamento del Comune anche con le iniziative sul lavoro e sull'università". Per la Melchiorri "il progetto è anche importante per la valorizzazione delle varie aziende territoriali che operano nel turismo". Progetto che tira un notevole indotto: aree di sosta e di ristoro in 2 zone con tavoli per pic-nic e bacheche con grafici indicanti il percorso, fontanelle di acqua e, negli attraversamenti a raso di alcune strade, bande sonore che pongono inallarme il guidatore. (Ajmone Filiberto Milli )

  22 novembre 2008

 

Referendum, confronto in redazione  - "Leonessa non può competere in una Regione che ha il Colosseo, meglio con una Regione come l'Umbria che e a misura nostra". "No,chi scappa ha sempre torto, restiamo e facciamo valere le nostre ragioni nel Lazio". Oltre 70 minuti di confronto nella redazione del Corriere di Rieti tra Paolo Trancassini, portavoce del comitato per il Sì al referendum per l'aggregazìone all'Umbria, e Giuseppe La Bella, portavoce del comitato per il No che invece invita gli elettori a restare a casa. - TRANCASSINI: "Vìviamo in una Regione che dal punto di vista economico, soprattutto culturale non può avere attenzione per i piccoli territori come la Provincia di Rieti o per i piccoli Comuni come Leonessa. Ci sarà un motivo se a Rieti si continuano a percorrere le strade costruite dagli antichi romani, mentre in Umbria, a Norcia, che non è certo Tokyo, si riesce a progettare e realizzare il traforo di Forche Canapine. Succede questo perché siamo all'interno di una Regione, il Lazio, dove se decido di parlare di Salaria dall'altra parte mi parlano della terza corsia del Raccordo Andare è chiaro che perdo io. Allora il primo motivo per trasferirci in Umbria è che quella è una Regione a misura nostra: vai via da una Regione di 6 milioni di abitanti per andare in una di 600mila; In Umbria in questi mesi abbiamo discusso di progetti importanti: la Provincia di Terni ci ha proposto di migliorare la viabilità già esistente che ci collega a Polino. Inoltre fare un sistema  con  Cascia e Norcia  è un progetto sicuramente affascinante,come è affascinante dare una vetta al lago di Piediluco. LA BELLA: Non è un salto di qualità ma un salto nel buio. E' un salto nel buio che in realtà cela tutt'altre ragioni che sono legate al "litro" non tanto al vaso, utilizzando la metafora ormai famosa di Paolo Trancassini, nel senso che gli impianti sciistici sono stati la miccia che ha fatto esplodere questo fenomeno. Il referendum era una clava che doveva servire per sensibilizzare le Istituzioni rispetto alle esigenze di sviluppo sciistico di questo Comune. Dall'altra parte che c'è? Monteleone di 'Spoleto è  un borgo vicino a noi, ed ha le stesse problematiche che abbiamo noi; Labro, che è invece in provincia di Rieti, è un centro valorizzato, grazie anche all'impegno di capitali esteri, quindi non si può fare di tutta. Perciò dire che siamo stati abbandonati mi sembra inopportuno. Bisogna ammettere che questa clava è servita ad attirare l'attenzione su Leonessa ma porterà, se vincera questo referendum, ad una condizione di oblio perchè Leonessa verrà messa in frigorifero in attesa che il Parlamento possa ratificare o meno il verdetto.Cosa che probabilmente non accadrà perchè c'è tutta una volontà politica trasversale di non spezzettare i collegi elettorali, e quindi ci sarà sicuramente una bocciatura. TRANCASSINI: Sugli impianti sciistici sulla Vallonina la società Isic ha. presentato un investimento dì oltre 50 milioni di euro ed è stata derisa da Provincia e Regione;al contrario, penso che in Umbria si può partire immediatamente.I vincoli che ci sono nel Lazio sonò gli  stessi dell'Umbria e sono vincoli che permettono la realizzazione degli impianti perché l'unica normativa di carattere generale è il decreto di Pecoraro Scanio che a noi ci salva perchè dice che nei Sic-Zps non si possono realizzare impianti di risalita, ad eccezione di quelli già in fase di approvazione, come il nostro. Il Lazio, con un regolamento, ha  fatto di più: gli impianti non sì possono fare, tutti, In Umbria questo regolamento per esempio non c'è. Parliamo di viabilità? Perché la strada che collega Leonessa e Terminillo è chiusa 6 mesi l'anno? Forse il vero dramma di quella strada è il nome "Panoramica del Terminillo", e uardiamo il panorama...LA BELLA: Sugli impianti sciistici bisogna fare  completa informazione:la Provincia di Rieti ha concesso un milione e 100mila euro (impianti Campo Stella, ndr) e la Regione si è impegnata a sviluppare il comprensorio del Terminillo. Sulla storia degli impianti ritengo che la Regione Umbria non mostrerebbe lo stesso interesse.Basta soltanto vedere che tipo di sviluppo sciistico hanno avuto alcune località edell'Umbria, insomma, quella Regione ha focalizzato i propri interessi su tutt'altri settori. Ma visto che dobbiamo votare e che è palese che la vera problematica è il litro e non tutto il vaso, dobbiamo prendere atto che la Regione e la Provincia rispetto al progetto di sviluppo del bacino sciistico che potrà essere discutibile ma va preso in considerazione. TRANCASSINI: Ricordo che l'anno scorso, non cento anni fa, gli impianti presentati da noi e fatti propri dalla Provincia sono stati inseriti nel documento di  programmazione econòmica, e finanziari. Nel bilancio della Regione c'era scritto:nel 2006,approviamo il programma di interventi. Non è stato fatto nulla. L'amministrazione comunale più che proporre la più grande azienda della Provincia di Rieti completamente  finanziata per 55 milioni di euro cosa doveva fare? Adesso ci ritroviamo a dover ripartire daccapo, non c'è un progetto cantierabile, ma solo un'idea, e ci sono 63 ettari di bosco da tagliare. Tra l'altro questa storia avviene nel silenzio di Lorenzetti (segretario dei Verdi di Rieti, ndr}: Non so, telefonategli: chiedetegli che pensa, sono francamente preoccupato.LA BELLA: Per quanto riguarda la strada del Terminillo si è cercato nel corso degli anni di creare un isolamento, anche geografico, tra Terminillo e Leonessa, il collegamento è invece necessario come è necessario che vì sia un progetto di sviluppo sciistico che non può prescindere da Leonessa dove c'è là migliore neve dei massiccio. Per quanto riguarda la Isic è una società dentro la quale si studiano progetti, si realizzano, dopodiché si vanno a collocare le azioni.Queste azioni vengono collocate in un momento successivo, dopo che comunque il progetto è approvato e dopo che c'è una fattibilità, una cantierabilità certa. Dire che ad oggi ci sono questi soldi non è assolutamente corretto. Abbiamo una scatola vuota che dovrà essere riempita attraverso il collocamento di queste azioni. Oggi non ci sono i soldi, ci sono le aspettative di come riempire queste scatole: una società seria, controllata dalla Consob,è una società che ha tutte le credenziali per realizzare il progetto, ma abbiamo una scatola vuota. Scatola vuota da una parte: Regione, e scatola vuota dall'altra: Isic. TRANCASSINL II progetto Isic è una finanza di progetto che ha fatto tutto il suo percorso, è arrivata alla fine ad avere la certificazione dalla banca. Iniziamo col dire che la Finanza di progetto c'è, è chiusa, inoltre ci sono i preliminari di acquisto delle quote. Per quanto riguarda le presunte speculazioni edilizie al tavolo tecnico in Regione per Leonessa la prima volta ci siamo sentiti rispondere: "Ma noi mica sapevamo che dovevamo parlare di Leonessa". Alla riunione successiva i tecnici aprono il progetto e dicono: "Vedete qui, c'è un'area lottizzata che non si vede nelle foto aeree e qui ci sono previste villette e alberghi...". Per dare l'idea della sciatteria, questa è una lottizzazione chiusa nel 1966: ci sono strade, illuminazione, ostello della gioventù, ci stanno 4 ville che però non si vedono dall'alto. Hanno concordato, ma solo dopo 4 anni. LA BELLA: Possiamo dire quello che vogliamo, possiamo dire che i Verdi diventano Verdi per la Vallonina mentre non diventano Verdi per l'altro progetto, possiamo dire che i boschi da una parte sono più pregiati e dall'altra, anche se se ne tagliano di più, non sono pregiati, possiamo direche i Zps-Sic da una parte hanno senso e dall'altra non hanno senso, possiamo dire tutto quello che vogliamo, però questo come argomento per poter passare in Umbria è assolutamente riduttivo. Passare in Umbria è scappare. Chi scappa ha sempre torto chi abbandona ha sempre torto.  TRANCASSINL La nostra provincia è piccola come una traversa di via Aurelia a Roma. Rieti perciò è marginale. Qui c'è un forte bisogno di politica, "da Lega". Ho conosciuto amministratori leghisti straordinari: la verità è che se loro conseguono quei risultati è perché sono in mezzo alla gente e sul territorio, non esiste destra o sinistra, lì quando c'è un problema si sta sul territorio e ci si batte contro tutti. LA BELLA: In 20 anni di amministrazione dì centrodestra, di amministrazione di Paolo Trancassini per essere chiari perché è stato sempre un autorevole esponente di questa amministrazione non si  è sentita mai l'esigenza di evadere in Umbria. Il referendum e strumentale, altrimenti si sarebbe parlato anche di opere pubbliche, di come utilizzare l'ex Bosi, dell'artigianato, invece si parla solo degli impianti. Per quanto riguarda Paolo Trancassini si e trattato di una clava agitata per una autocandidatura alla presidenza della Provincia che io personalmente auspico perché nutro molta stima nei confronti di Paolo Trancassini. TRANCASSINI: Sei l'unico che mi ha candidato. LA BELLA: Diteci perché dobbiamo passare in Umbria, fateci vedere un progetto e poi ne parliamo. Per adesso invitiamo a non votare perché non si vota un progetto che non c'è. TRANCASSINI: II problema è molto più complesso. Faccio un esempio nella speranza di farmi capire, A febbraio invito tutti a recarsi alla borsa intemazionale del turismo. Ci sono gli stand della Sicilia, della Sardegna, dell'Umbria, eccetera. Andate a quello del Lazio e vi renderete conto che non c'è il turismo del Lazio. C'è solo Roma. Tu vai allo stand e chiedi di Leonessa e quelli ti danno un euro per andarti a comprare un caffè. Per questo noi ci siamo guardati intorno e abbiamo scelto il modello di sviluppo dell'Umbria dove almeno saremo tutti uguali. LA BELLA: Chi scappa ha sempre torto. Rimaniamo nel Lazio è chiamiamo i rappresentati di Regione, Provincia e Comune alle proprie responsabilità politiche.

  22 novembre 2008

E in principio fu Isic  Spa. Potrebbe essere questo l'attacco di un diario da lasciare ai posteri per raccontare, qualunque sarà la fine, le lunghe vicende legate al referendum più discusso del centro Italia. Tutto è iniziato nel 2001 quando l'allora sindaco di Leonessa Paolo Trancassini ricevette un'offerta apparentemente indecente da una società privata. Ritenuta come un'azienda di alto profilo e dalla certa attendibilità la Isic Spa, Impianti Sportivi Italia e Costruzioni, società protagonista della proposta; presentò un project financing da ben 55 milionidi euro. L'offerta avanzata riguardava l'area nord del massiccio del monte Terminillo, ovvero la parte che beneficia  delle migliori condizioni climatiche per sviluppare un progetto legato allo sviluppo sciistico dell'area per il periodo più lungo dell'anno. Il progetto iniziale prevedeva la costruzioe di 8 impianti di risalita e di 15 nuove piste per un  totale di 52 chilometri di cui 36 a innevamento artificiale. Un progetto ambizioso che poteva far gola a molti, ma che nel tempo si è arenato  e che. date le complicazioni venute fuori, fece ritirare l'offerta d'acquisto del 70 per cento delle azioni della ISIC avanzate da Philippe Gausset, presidente della società Transmontagne sas,leader del settore, che poi ha orientato i suoi investimenti su Bardonecchia.

 

I nostri lettori   22 novembre 2008

 

Finalmente il comitato del NO, anzi del non voto, si è fatto sentire con due comunicati ufficiali. Uno a firma anonima, sgrammaticato e difficile da capire, il secondo più chiaro a firma del Comitato del NO, dal quale emerge evidente l'odio viscerale nei confronti di Trancassini ( anche se non fa il suo nome), iniziando di fatto la campagna elettorale per tentare la scalata a Palazzo Mongalli.
Più volte in questi giorni ho tentato di far capire che tutto questo è una cosa di cui potremmo riparlare nella prossima primavera e che ora è invece il momento di essere uniti per portare avanti una battaglia comune per tutti i leonessani. Tentare di far capire alle varie istituzioni che finalmente ci siamo svegliati, che siamo stanchi di essere presi in giro, che Leonessa deve essere trattata con più attenzione e rispetto e che i leonessani sono stanchi di firmare una cambiale in bianco che non sarà mai pagata.
Questo per rispondere a chi ha dimenticato che non è solo per il progetto ISIC che si chiede il passaggio con l'Umbria, ma per una viabilità indecente rimasta agli anni 60, il traforo dimenticato i cui soldi per lo studio di fattibilità sono deviati per altri lidi, il turismo perchè, nonostante la bandiera arancione e le manifestazioni di importanza nazionale, per la nostra Provincia, Leonessa non esiste. (Lo sapevate che le indicazioni stradali per Leonessa ce le siamo messe da soli? Che sulla guida a cura della Provincia, Leonessa non appare? le promesse dei politici di qualsiasi colore mai rispettate, e tante altre cose.
Le promesse della Regione Lazio fatte ad un passo dal referendum non bastano più, ci vogliono i fatti e questi tardano a venire.
Recriminare il fatto che l'amministratore è residente a Roma e Rieti e ci onora della sua presenza solo il mercoledì e il fine settimana è per Leonessa ormai un vizio abituale della nostra amministrazione comunale, tanto è vero che per la prossima consultazione elettorale ci viene proposto ancora un probabile sindaco non residente a Leonessa e che forse non avrà il tempo neanche di onorarci della sua presenza di tutti i fine settimana. Allora?
Per quanto riguarda l'aver consultato o preso accordi con la regione che dovrebbe ospitarci, vorrei ricordare che da ben dieci anni siamo in contatto con le Autorità locali dell' Umbria e che i contatti sono più che favorevoli, che il nostro commercio si svolge verso l'Umbria al 90% da sempre e che gli umbri ci hanno da una vita onorato della loro presenza, al contrario dei reatini che non conoscono neanche la strada per Leonessa.
Infine non so se è "l'innominato" amministratore che vuole scappare dalla Regione Lazio, o non sono invece i leonessani che vorrebbero andarsene da una Regione dove Leonessa non conta assolutamente nulla perchè parte integrante di una Provincia che non conta assolutamente niente.
Se siete veramente stanchi di essere presi in giro sappiate riconoscere chi veramente lo sta facendo e cercate per una volta di staccare la spina da chi vi tiene al guinzaglio perchè altrimenti  non fate altro che continuare ad essere complici di personaggi che grazie a voi possono seguitare a fare i propri interessi.
Per ultimo voglio ringraziare Franco per aver pubblicato gli articoli di giornale che ricordano l'avventura che insieme portammo avanti nel lontano 1997, quei ritagli di giornale mi sono serviti ad aprire gli occhi che fino ad ora, forse anche per mio volere, avevo tenuto per lungo tempo socchiusi.

 

Ferruccio   Armeni 

 

  22 novembre 2008

Leonessa -  A pochi giorni dal voto si iniziano a fare i conti in vista del prossimo referendum che ormai da mesi divide l'opinione pubblica di politici e non. Su 2734 residenti sono 2285 gli aventi diritto che avranno il potere di scegliere il futuro politico del comune montano. Calcolando che il referendum potrà essere ritenuto valido con il raggiungimento del quorum, la quota che renderà valide le operazioni di voto dovrà essere quella della metà dei residenti più uno. Alla luce dei numeri e dei fatti dovranno quindi votare 1143 residenti affinchè  il referendum possa essere valido . Comitato del Si e comitato del No continuano intanto a portare avanti nel paese le proprie ragioni e fino al giorno del voto sarà certo bagarre. Intanto il referendum verrà a costare 28mila Euro, circa 12 euro per abitante, cifra questa che per il comitato per il No sarebbe potuta servire per fare spese più oculate rispetto a quella del referendum e che invece, per ilcomitato per il Si, rappresenta un potenziale punto di svolta.

  22 novembre 2008

Rieti - Dal confronto tra i due comitati non poteva non uscir fuori lo "scivolone", poi smentito, di Melilli riportato dall'Ansa in merito all'ipotesi che a cambiare regione sarebbe stata tutta la Provincia. A cogliere la palla al balzo è stato Trancassini: "Melilli è il baluardo contro il referendum. Ci sarà stato un motivo se il presidente, nel momento in cui lo chiudono fuori dalla porta di una riunione, come prima cosa ha detto di andare in Umbria? Sono appassionato di cinema e leggendo le dichiarazioni ho pensato ad una scena di uno dei più grande filma che siano mai stati girati: il Marchese del Grillo. Nello specifico, quando ieri ho letto il comunicato, ho pensato alla scena in cui >Ricciotto si affaccia dalla finestra e fa:"S'è svegliato...".

I nostri lettori   21 novembre 2008

Scusatemi se intervengo ancora ma penso che questo dibattito stia scivolando in personalismi che portano la comunità in un vicolo cieco aspettando la panacea dell'annessione all'Umbria.Spero di non urtare sucettibilità non è mio interesse e mi dispiacerebbe.
Cerco di spegare che cosa ho capito
Sul referendum è stato messo un cappello politico grande come un sombrero, basta vedere il comunicato del responsabile reatino di AN o il senatore Rositani di AN che sono i referenti del capogruppo di AN alla Provincia nonchè portavoce del sì, questo punto mi chiedo perchè non interviene il  PDL forse c'è un problema nel centrodestra reatino ed in vista delle elezioni future tutto fa brodo.
Leggo che si vuole andare in Umbria senza specificare se con Terni o Perugia. La Valnerina o  Cascia-Norcia non è la stessa cosa e l'onestà politica non può pensare che l'Umbria faccia eccezioni per Leonessa.
Penso che il reale interesse sia l'interesse economico per i campi di sci e non è certo uno scandalo.
Vorrei fare qualche domanda che ho già fatto
-  Chi c'è dietro il gruppo economico che vuole fare i nuovi impianti?
- Con quali strumenti finanziari interverrà?
- Come l'mprenditoria del territorio interverrà?
- Come la comunitè di Leonessa controllerà il tutto?
Chi fa capo al Comitato di Campo Stella, sono operatori o una cooperativa di bagnini di Riccione che vuole portare il windsurf in montagna? Qual è la loro opinione?
Perchè se vado a Monteleone di Spoleto trovo delle buste di farro con un bel marchio ,vado a Norcia e i salumi sono tutti marchiati,
vengo a Leonessa e non si mette un biglietto sulle retine delle meravigliose patate per indicare la provenienza, la fanno ovunque; compro meravigliosi salumi che vorrei regalare facendo sapere in giro la loro provenienza ma non c'è un biglietto e lo devo dire a voce. fare sistama e amministrare è anche creare marchi.
Scusatemi se continuo
2005
S.Michele al Tagliamento,Lamon
2006
Pramaggiore,graro,Teglio Veneto,Cinto Maggiore,Savignano Irpino,Sovramonte,Noasca,Casteldici,Maiolo;Novafeltria,Pennabili,S.Agata Feltria,San Leo,Talamello
2007
Asiago,Conco Enego,Foza Gallio,Lusiana,Roana,Rotzo,Montecopiolo,Sassofeltrio,Cortina d'Ampezzo,Livinallongo del Col di Lana,Colle S.Lucia
2008
Monte Grimano Terme, Mercatino Conca,Sappada, Pedemonte;valvestino,Magasa
Sono i comuni dove si è svolto  ed in gran parte vinto il referendum, sapete quanti sono i comuni che hanno cambiato regione?
NESSUNO
Vorrei che forze giovani e fresche di qualsiasi colore portassero aria nuova
Sarebbe bello che rientrasse in funzione la cabinovia di Monte Tilla ed i vecchi del paese salissero in cima con i loro nipotini indicassero  i luoghi della loro memoria.
Scusatemi della lunghezza, ma volevo portare un contributo
Raffaele Pirisi

 

www.mepradio.it   20 novembre 2008

    Nell'ambito degli spazi dedicati al Referendum secessionista promosso dal Comune di Leonessa per passare dal Lazio alla Regione Umbria, mercoledì 26 novembre, alle ore 18.00, in diretta dagli studi di MEP Radio Organizzazione, si svolgerà un "faccia a faccia" tra Paolo TRANCASSINI (Comitato per il SI) e Giuseppe LA BELLA (Comitato per il NO). La trasmissione sarà condotta da Marco FUGGETTA.

 

I nostri lettori   20 novembre 2008

 

Come solito a Leonessa ogni cosa ricade nella politica, quella sporca. Vorrei ricordare a Franco la nostra battaglia di dieci anni fa. Anche allora i motivi erano quelli di oggi, solo che allora non c'era Trancassini. E questo è il vero motivo dalle sua astensione, almeno è la scusa, anche se io non credo a questa motivazione, altrimenti faremmo come quel tizio che per fare dispetto alla moglie si tagliò gli attributi.
A me non è mai interessato  quali persone ora chiedono il referendum, ma interessa solo il bene di Leonessa, pur se tra me e loro restano tutti i motivi per cui a suo tempo li ho combattuti. Questa è una occasione che non si ripeterà più nel futuro, quindi sarebbe bene approfittarne sorvolando su molte cose soprattutto la politica per la quale c'è tempo di parlarne la prossima primavera.
Cerchiamo almeno questa volta di ragionare con la nostra testa se è possibile.

 

Ferruccio Armeni

 

www.leonessa.org   19 novembre 2008

Franco Boccanera, Capogruppo di Minoranza al Comune di Leonessa, in relazione all'articolo del "Messaggero" del 14 novembre a firma Alessandra Lancia e all'articolo del Corriere di Rieti del 1 febbraio 2008 riguardanti i  "due volti" della minoranza rispetto alla vicenda Referendum, ci invia testimonianza scritta di una coerenza di comportamento Sua e della Giunta di Minoranza che, sinceramente, non avevamo  rilevato, almeno dall'esame dei documenti  in nostro possesso.

Pubblichiamo volentieri quanto ricevuto : una nota inviata alla Redazione a commento del comunicato stampa del 7 novembre 2008 inviato dai Consiglieri di Minoranza ai quotidiani di interesse provinciale e da cui è derivato l'articolo del Messaggero del 14/11,un articolo del "Messaggero" del 11/12/1997 a firma Francesco Chiaretti riguardante la costituzione di un comitato referendario per il passaggio in Umbria e la dichiarazione di voto a verbale della Minoranza in occasione della seduta consiliare del 21/05/2008 che aveva per oggetto la richiesta di referendum per l'aggregazione del Comune di Leonessa alla Regione Umbria.

Ne viene fuori un quadro sicuramente diverso da quello fornitoci da articoli quanto meno da prendere con le "molle".

Pur continuando a nutrire dei dubbi riguardo le scelte della Giunta di Minoranza e, di conseguenza, del suo Capogruppo, ci sembra doveroso riconoscere a Franco Boccanera un percorso ideologico almeno coerente con una posizione, giusta o sbagliata che sia.

Ci scusiamo perciò  per un commento abbastanza forte, scaturito sicuramente da informazioni parziali.

Grazie per l'attenzione

La redazione di www.leonessa.org

 

Caro Bolletta,

affinchè sia resa giustizia alla verità dei fatti così come susseguitisi nel tempo ti invio copia della dichiarazione di voto del gruppo di Minoranza, allegato quale parte integrante, alla delibera consigliare n°18 del 21/05/2008, adottata in sostituzione della n°1 del 30/01/2008, nella quale il gruppo di Minoranza, assumendo una posizione critica, si ASTENEVA.

La suddetta posizione di astensione era giustificata dal fatto che la delibera Consigliare n°1 del 30/01/2008, adottata con voti unanimi favorevoli anche del gruppo di Minoranza, era stata resa nulla per decadenza dei termini, ovvero per non essere stata presentata, dall’Amministrazione alla Corte di Cassazione, entro i termini previsti e perentori dei 90 giorni dall’adozione. 

Ti invio inoltre copia del comunicato stampa, rimesso per la pubblicazione ai quotidiani di interesse provinciale, “alterato” e stravolto nell’articolo del “Messaggero” del 14/11/2008.

  

-COMUNICATO STAMPA-

 

In merito alla ormai prossima consultazione popolare e referendaria, il gruppo Consigliare di Minoranza del Comune di Leonessa, vuole ricordare e precisare che il referendum è stato indetto con l’adozione della delibera consigliare n° 18 del 21/05/2008, unico provvedimento attualmente in vigore e regolarmente valido ai fini giuridici ed amministrativi, approvato con i voti favorevoli dei soli Consiglieri Comunali dell’attuale Maggioranza, essendosi astenuto l’intero Gruppo di Minoranza.

Nel ribadire la strumentalità delle motivazioni e la disapprovazione per il ricercato e voluto scontro tra gli enti interessati (comune, provincia e regione), inevitabile conseguenza negativa della politica del muro contro muro, dannosa per la possibile soluzione dei gravi problemi del territorio e della popolazione di Leonessa, il gruppo Consigliare di Minoranza ribadisce la propria posizione, chiara e netta, di ASTENSIONE dalla consultazione referendaria, posizione questa pubblicamente assunta in piena autonomia nella seduta del Consiglio Comunale del 21 maggio 2008.

Il Gruppo Consigliare di Minoranza prende altresì atto, con soddisfazione, che il  Comitato del “NO”, di recentissima costituzione, ha manifestato identica posizione di Astensione dal Referendum, con ciò senza aggiungere ed apportare nulla di nuovo e di diverso da quanto ampiamente discusso, deciso e fatto verbalizzare dalla Minoranza nella seduta del Consiglio Comunale del 21/05/2008.

 

 Leonessa lì 7 Novembre 2008

Il Capogruppo di Minoranza            I Consiglieri di Minoranza

Boccanera  Dr.Francesco                 Bigioni Dr. Luciano

                                                               Zelli Alessia

                                                              Tocchi Walter                                                  

  19 novembre 2008

 Leonessa piange il suo premio Oscar Ennio De Concini  - Leonessa piange il suo premio Oscar. E' morto a Roma a 85 anni, dopo una lunga malattia, Ennio De Concini, uno dei maestri del cinema italiano: nella sua lunghissima carriera di sceneggiatore e regista, premio. Oscar nel 1963 per "Divorzio all'Italiana", aveva lavorato con i nomi più famosi del cinema mondiale, da Dino Risi ad Alec Guinness, da Totò ad Audrey Hepbum, e poi Vittorio De Sica, Sergio Leone, Pietro Germi, sceneggiando oltre 200 film. Da sempre legato a Leonessa, in particolare ad Albaneto, paese natale della moglie, era stato onorato della "cittadinanza onoraria" e della presidenza onoraria dell'Ente "Palio del Velluto" alla sua costituzione. Aveva dedicato la sua passione di narratore anche collaborando con gli storici locali nello studio delle tradizioni popolari, pubblicando tra gli altri "II paradiso del diavolo" con Mario Polia, una vita di San Giuseppe con Luigi Nicoli, un libro di memorie con Don Elio Zocchi di Cascia e la trasposizione  in rima delle ricette dei conventi di Leonessa con il libro "Mangia et Labora". "L'amministrazione comunale e la popolazione di Leonessa lo ricordano per lo splendido rapporto e per la sensibilità dimostrata nei loro confronti, ringraziandolo per aver fatto conoscere il nome di Leonessa anche oltre i confini locali".
 

I nostri Lettori   19 novembre 2008

 

Vorrei che Franco Boccanera pubblicasse anche la prima delibera del 31/01/2008 votata  con voto unanime da tutto il consiglio comunale  per l'indizione del referendum.

Grazie Franco

 

Roscetti Mario

 

La Stampa   18 novembre 2008

Chissà quale finale avrà immaginato. E quante volte lo avrà scritto e riscritto prima di quest’ultima dissolvenza di vita. Ieri sera a Roma, nella sua casa di via Stoppani nel quartiere Parioli si è spento Ennio De Concini, il più prolifico sceneggiatore del cinema italiano. In silenzio.Ad accompagnarlo la moglie Ninni, il figlio Corrado e quel «rumore» del silenzio, così mistico, irreale, che sempre rimbomba nel sonoro delle colonne cinematografiche. Ennio lo metteva sempre, nei suoi lavori. Era il suo sigillo, il marchio inconfondibile di un grande scrittore, ma anche di un grande personaggio. Schivo, riservato, umile e generoso, che ai clamori della ribalta preferiva le passeggiate silenziose nel piccolo borgo di Albaneto.

E lì, in quel minuscolo centro di cinquanta famiglie, alla porte di Leonessa salivano tutti, personaggi noti e meno noti, amici, vip, grandi attori e registi. Tutti per un consiglio, una visita,masoprattutto alla ricerca di idee. E di idee Ennio ne aveva tantissime, e grazie alle idee aveva fatto la sua grande fortuna di autoremaanche quella di decine di produttori. Era «il maestro». Per tutti, indiscusso, riverito, osannato, talvolta addirittura inarrivabile. Gli amici, da Risi a Montaldo, lo definivano il «più grande architetto del cinema». Ma De Concini era anche altro e, soprattutto, uno straordinario cantore di emozioni. Uno scrittore di razza, colto e raffinato, che da oggi lascia un grande vuoto nel panorama cinematografico italiano, e che nella sua lunga carriera ha raccontato pagine straordinarie di cinema ma anche di televisione. Nei suoi lavori guardava l’Italia, un Paese diverso, in continua evoluzione.

Sua l’intuizione della Piovra televisiva, maanche di Storia d’amore e di amicizia, di Operazione San Gennaro, e di Divorzio all’italiana con il quale, insieme a Germi e Giannetti, ottenne nel ‘63 l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Ennio lo chiamava «l’Oscaretto», lo teneva appoggiato nella sua libreria insieme a decine di altri premi e a migliaia di volumi, di ogni genere, che lo hanno sempre accompagnato nella sua lunga carriera. Ma per Ennio, in fondo, non contavano poi così tanto. A lui interessavano la vita, le emozioni. Ogni giorno, ora dopo ora.Amavariflettere, isolarsi nella scrittura, pensare e soprattutto sperare. Era enigmatico, curioso, alla continua ricerca di se stesso, dell’aldilà. E nei suoi lavori raccontava i suoi dubbi, le incertezze dell’uomo, la precarietà della vita. Avrebbe voluto fare solo lo scrittore e invece diceva di essersi ritrovato, grazie al cinema, come«un fallito di successo». Di grande successo, con oltre 200 film scritti. Aveva iniziato come aiuto regista in Sciuscià, poi la scrittura.

Arrivò il successo, i successi uno dopo l’altro come perle in fila di una lunga collana: Mambo, L’ombrellone, La lunga notte del ‘43, Il ferroviere, Italiani brava gente, Il grido. Ma anche film epici, storici, quelli che De Concini chiamava «i sandaloni», come Il Colosso di Rodi. E tanta televisione. Di tutti i generi: da Disperatamente Giulia a Little Italy, fino a Storia d’amore e d’amicizia.

(Paolo Festuccia)

I nostri lettori   17 novembre 2008

 

Torno dopo qualche giorno e.... sorpresa! Ma non troppo, i componenti della minoranza dopo aver votato favorevolmente per il referendum, dichiarano ufficialmente la loro astensione. Per me è la conferma palese che come dieci anni fa anche ora qualcuno ha voluto tradire la mia amicizia e fiducia. Cosa è successo? ci sono state pressioni? E bene ricordarsi che anche oggi come allora esiste la stessa ragione e la richiesta del distacco dal Lazio e da Rieti è e rimane sempre la stessa. La politica non centrava nulla allora e non centra oggi ed è assolutamente piacevole il dover vedere che anche coloro che dieci anni fa ci davano (o mi davano) torto  ora anche loro sono della mia stessa idea perchè si era nel giusto allora come lo si è oggi. Ma a questo punto ho la conferma che il mio isolamento di allora fu voluto di proposito, forse per gli stessi motivi di oggi.

 

Ferruccio  Armeni

 

I nostri lettori   17 novembre 2008

DEDICATO AGLI IGNAVI

« E io ch'avea d'error la testa cinta,
dissi: "Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?".

Ed elli a me: "Questo misero modo
tegnon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli".

E io: "Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?".
Rispuose: "Dicerolti molto breve.

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa". »

(Dante Alighieri, Inferno III, 31-51)

L'istanza  sollevata da una piccola ma battagliera comunità sta sollevando una valanga istituzionale.  Le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Rieti evidenziano una profonda contraddizione ed un disagio evidente (malgrado il goffo distinguo  tra quanto sostenuto a mezzo stampa dal Presidente stesso e la specificità  del referendum leonessano).

E' evidente che oggi non è solo la Provincia di Rieti ad essere virtuale, ma tutta la Regione Lazio.

Roma con il suo hinterland, attraverso il riconoscimento di status di Area Metropolitana, potrebbe dare una risposta alle proprie esigenze specifiche,  così come risposte potrebbero esserci per territori oggi marginalizziti  che, con l'assorbimento in una Regione Metropolitana romana di quella parte dell'attuale provincia reatina posta più a sud, potrebbero trovare in territori confinanti la possibilità di "fare sistema". 

Per Leonessa l' "opzione umbra" con lo scopo primario di instaurare un rapporto proficuo con i confinanti Comuni della Valnerina, grazie ad una consultazione popolare , è un' occasione storica  e la scelta per il SI potrebbe avere un significato politico ben più ampio di quello strettamente territoriale. 

 Saluti cordiali. Luigi Pulcini

 

 16 novembre 2008

Rieti - Melilli e il Lazio: non voglio fuggire come Leonessa Il presidente della Provincia Melilli spiega il suo cenno all'uscita di Rieti dal Lazio «Non fuggo come Leonessa» - Il nodo è nella dimensione e nei poteri che Roma vuole assumere .  Le dichiarazioni del presidente della Provincia Fabio Melilli in merito ad un possibile futuro trasloco della provincia reatina in un'altra Regione avevano fatto subito discutere ma il presidente dell'Upi ha voluto spiegare meglio il suo pensiero.
Sull'area metropolitana di Roma Melilli ribadisce che «l'ipotesi dell'assegnazione alla Capitale di poteri normativi che la renderebbero simile ad una Regione, di fatto provocherebbe la scomparsa della Regione Lazio» ma aggiunge che «non esiste una Regione delle province senza Roma». Qualora si verifìcasse questa ipotesi «le province del Nord sarebbero costrette a guardare inevitabilmente alle Regioni confinanti». Diverso invece il discorso, anche per quanto riguarda l'obiettivo di riaggregare l'intera area della Sabina divisa tra quella reatina e quella romana, perseguendo invece l'ipotesi di «città metropolitana che superi i confini del Comune di Roma» perché «in questo caso andrebbe lasciata alle comunità più lontane da Roma la libertà di scelta di essere dentro l'area o collocarsi nelle province limitrofe».
Infine arriva la stoccata a Leonessa. «Altra questione - conclude Melilli - sono le fughe in avanti di qualche Comune che pensa di risolvere i problemi scegliendo isolatamente un'altra Regione».            (Marco Fuggetta)


 

 15 novembre 2008


 L'affermazione del presidente, poi smentita, scatena le reazioni dei secessionisti di Leonessa -  Melilli scivola su Roma Capitale «Provincia senza ragion d'essere. Meglio l'Umbria»: esplode il putiferio -«Con il conferimento dei poteri speciali a Roma, il Lazio rischia di non esistere più o, comunque non avere più senso». Ma con la Regione in dissoluzione «la mia Provincia non potrebbe far altro che guardarsi intorno e cercare nella vicina Umbria o in Toscana una nuova collocazione istituzionale». Così parlò - secondo il lancio Ansa delle 13,53 - Fabio Melilli al convegno su "Province e distretti per lo sviluppo economico del territorio" promosso dall'Upi a Viterbo. Concetto già espresso, vero, quello di un Lazio che non ha più ragion d'essere con Roma Capitale (e metropolitana) e le province intorno ridotte ad ectoplasmi, ma la brutalità della sintesi giornalistica delle tesi espressa a Viterbo - «allora è meglio andare in Umbria» - nel versante reatino suona come una stecca formidabile. Con un referendum di secessione praticamente in corso a Leonessa (e proprio per andare in Umbria) che vede il presidente della Provincia discretamente impegnato a sgonfiarne esiti ed effetti.
«Letto le agenzie? - colpisce rapido Paolo Trancassini da Leonessa - Se pure Melilli vuole andare in Umbria a questo punto io, promosso un referendum in tal senso in tempi assolutamente non sospetti, posso poi pensare di candidarmi alla presidenza della Provincia». «Il fatto è che non ce lo vogliono i suoi di An, per questo si è inventato il referendum», prova a schivare il colpo Melilli. «Però quella dell'Umbria e della Toscana è una dichiarazione che non ho fatto, o per lo meno che va interpretata nel suo contesto». Che sarebbe? «Quello di un Lazio che con Roma capitale con poteri pari o superiori a quelli della stessa Regione vedrebbe rimanere sul campo quattro province senza più collante istituzionale. E con Latina che medita di fare una superprovincia del sud con Frosinone, Rieti e Viterbo sarebbero naturalmente spinte verso a Nord». E a nord troverebbero Umbria e Toscana: «Vabbé, diciamo l'Etruria». E pensare che tutte le strade, un tempo, portavano a Roma... (Alessandra Lancia)

 

 15 novembre 2008


«In futuro potremmo guardare tutti all'Umbria». A dirlo questa volta non è stato un abitante o un amministratore di Leonessa, ma il presidente della Provincia di Rieti, nonché presidente dell'Unione delle province italiane, Fabio Melilli.

«Con il conferimento dei poteri speciali a Roma, il Lazio rischia di non esistere più, o comunque non avere più senso - ha detto Melilli a Viterbo intervenendo al convegno «Province e distretti per lo sviluppo economico del territorio» - Il Lazio come regione si dissolverebbe. La mia provincia non potrebbe far altro che guardarsi intorno e cercare nella vicina Umbria o in Toscana una nuova collocazione istituzionale».
Pronta la replica del capogruppo provinciale di An e portavoce del Comitato per il Sì al referendum leonessano, Paolo Trancassini. «Ricordo che Melilli ci disse che di fronte ai problemi non si fugge, ma essendo cristiani siamo disposti ad accogliere il figliol prodigo e lo inviteremo ad entrare nel nostro comitato - esordisce ironicamente - Comunque se anche Melilli ha compreso che nel Lazio è difficile far crescere un territorio ben venga. La differenza tra noi e lui è che noi in Umbria cerchiamo sviluppo, lui asilo».(Marco Fuggetta)

 15 novembre 2008

 Clamorosa uscita del presidente Upi al convegno di San Martino al Cimino Roma capitale? Ho l'Umbria a un passo - Mentre è impegnato a Trattenere Leonessa Melilli minaccia la fuga dell'intera provincia: L'accentramento dei poteri ci costringerebbe" -  Clamorosa uscita del presidente Upi che proprio mentre cercai ' di trattenere Leonessa minaccia la "fuga" dell'intera provincia -  Roma capitale? Ho l'Umbrìa a un passo Melilli: "Con l'accentramento dei poteri non ha più senso neanche il ruolo del Lazio"
Anche Rieti verso l'Umbria. Potrebbe essere questo secondo il presidente della Provincia Fabio Melilli il clamoroso effetto del piano per Roma Capitale.
Mentre fa di tutto per trattenere Leonessa nella provìncia reatina e nel Lazio, il numero uno di Palazzo d'Oltre Velino ammette che anche per Rieti "l'Umbria e la Toscana sono a due passi". La clamorosa uscita del presidente Melilli è giunta nel corso del convegno "Province e distretti per lo sviluppo economico del territorio" che si è tenuto ieri a San Martino al Cimino, in provincia di Viterbo. Anche Rieti verso Umbria. Potrebbe essere questo secondo il presidente della Provincia Fabio Melilli il clamoroso effetto del piano per Roma Capitale.
Il numero uno dell'Upi, l'Unione delle province d'Italia analizzando quelli che sembrano essere gli intenti di Alemanno nell'ambito dei piani per Roma Capitale ha affermato che "se il sindaco di Roma ritenesse di poter chiudere i poteri speciali di Roma nelle mura della Capitale le altre province dovrebbero trovarsi altri sbocchi istituzionali. Io, ad esempio, ho l'Umbria e la Toscana a due passi".
Da tempo Melilli sta insistendo sulla questione, sottolineando come l'accentramento istituzionale dei poteri all'interno del Grande raccordo anulare priverebbe di significato l'esistenza non solo delle altre province, ma della stessa Regione Lazio. Così ieri il presidente della Provincia reatina ha presentato il conto ad Alemanno: "Dopo il conferimento dei poteri speciali per Roma capitale il Lazio non esisterebbe più. La mia e le altre province non possono continuare a dare acqua, aria e suolo a Roma senza avere nulla in cambio". Un pensiero duro, che in serata il presidente Melilli ha tenuto a meglio precisare tramite un comunicato: "l'ipotesi dell'assegnazione alla Capitale di poteri normativi che la renderebbero simile ad una Regione, di fatto Regione Lazio. Non esiste una Regione delle province senza Roma, che rappresenta l'anello di congiunzione tra il Nord e il Sud del Lazio. Se accadesse tutto ciò le province del Nord sarebbero costrette a guardare inevitabilmente alle Regioni confinanti. Altra cosa è invece immaginare la costituzione di una città metropolitana che superi i confini del Comune di Roma e crei un nuovo modello di governance con i comuni della Provincia di Roma. In questo caso andrebbe lasciata alle comunità più lontane da Roma la libertà di scelta di essere dentro l'area metropolitana o collocarsi nelle province limitrofe. Il nuovo disegno istituzionale che il governo adotterà è un tema con il quale tutta la classe dirigente della Regione dovrà misurarsi nei prossimi mesi. Altra questione sono le fughe in avanti di qualche Comune che pensa di risolvere i propri problemi scegliendo isolatamente un'altra Regione."


 

 15 novembre 2008


 Intervento del presidente dell'Upi e della Provincia di Rieti, Fabio Melilli "Il Lazio rischia di non esistere più " - Critiche al progetto di Roma Capitale arrivano anche da parte di Marrazzo: "Serve un nuovo modello. Ogni riforma deve essere inserita in un contesto più vasto» » L'assetto istituzionale deve coinvolgere tutte le Province  - «Le ipotesi di riforma su Roma Capitale su cui si sta discutendo appartengono all'anacronismo istituzionale. Serve un nuovo modello che faccia diventare il Lazio la Regione della Capitale e delle sue province». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, intervenendo ieri a S. Martino al Cimino, al terzo convegno nazionale «Province e distretti per lo sviluppo economico del territorio», promosso dall'Upi e dalla Provincia di Viterbo.
«Roma - ha aggiunto Marrazzo - ha da tempo travalicato il proprio perimetro: il suo approvvigionamento idrico dipende da Rieti, il suo secondo aeroporto sarà costruito a Viterbo, i suoi distretti industriali s'insinuano profondamente nelle province di Latina e Frosinone, il suo porto è a Civitavecchia.
Tutto questo fa di Roma e del Lazio un territorio unico, senza eguali in Italia. Quindi ogni riforma sulla Capitale deve essere inserita in un contesto che va da Acquapendente, al nord del Viterbese, a Minturno, nel sud Pontino».
Per Marrazzo, l'ipotesi intorno alla quale bisogna iniziare a discutere «è quella di un Lazio che sia la Regione della Capitale e delle sue province».
Sull'argomento, nell'ambito dello stesso convegno tenutosi vicino Viterbo, è intervenuto anche Fabio Melilli, presidente dell'Unione Province Italiane nonché presidente della Provincia di Rieti: «Con il conferimento dei poteri speciali a Roma, il Lazio rischia di non esistere più, o comunque non avere più senso».
«Se il sindaco di Roma ha aggiunto Melilli - ritenesse di poter rinchiudere i poteri speciali all'interno delle Mura Aureliane, senza creare un'osmosi con il resto del territorio regionale non avrebbe più senso perché le province continuassero a fornire acqua, aria e suolo alla capitale senza avere nulla in cambio».
Secondo Melilli, senza un assetto istituzionale che coinvolga anche le province, «il Lazio come regione si dissolverebbe. La mia provincia - ha concluso il Presidente della Provincia di Rieti - non potrebbe far altro che guardarsi intorno e cercare nella vicina Umbria o in Toscana una nuova collocazione istituzionale».
Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti.



 

Questo sotto riportato è un articolo del "Corriere di Rieti" del 1 febbraio 2008, all'indomani del voto unanime del Consiglio Comunale : favorevoli all'indizione del Referendum, è bene ricordarlo, sia la maggioranza che la minoranza, per alzata di mano.

Di notevole impatto le parole del Capogruppo di minoranza Francesco Boccanera che, immediatamente dopo il voto, dichiara:

"Non è questo un problema di destra ne di sinistra, piuttosto è un tema sentito in maniera viscerale da tutta la popolazione, da tutti quei giovani costretti ad andar via da un territorio che non offre alcuna possibilità - ha puntualizzato il capogruppo di minoranza Francesco Boccanera - Per questo vogliamo manifestare il nostro favorevole parere al referendum e alla consultazione popolare".

Questo, ripetiamo, accadeva il 1 febbraio 2008.

Il 14 novembre 2008, nove mesi e mezzo dopo, "Il Messaggero," a firma Alessandra Lancia, riporta:

«Ci siamo astenuti in consiglio comunale al momento dell'indizione del referendum, il 21 maggio scorso, e quella posizione ribadiamo», scrivono i consiglieri Luciano Bigioni, Alessia Zelli e Walter Tocchi guidati dal capogruppo Francesco Boccanera. «Nel ribadire la strumentalità delle motivazioni e la disapprovazione per il ricercato e voluto scontro tra gli enti interessati (Comune, Provincia, Regione) - si legge in una nota - inevitabile conseguenza negative della politica del muro contro muro, dannosa per la soluzione dei gravi problemi del territorio e della popolazione di Leonessa, ribadiamo la posizione di astensione dalla consultazione referendaria».

I due articoli sono riportati, come al solito, integralmente.

La Redazione di www.leonessa.org

  1 Febbraio 2008

"Quanto sta succedendo a Leonessa non può passare sotto silenzio o essere considerato come una vicenda di ordinaria amministrazione. Si tratta di un ricco pezzo di storia della nostra provincia, di una comunità di circa 3000 abitanti tutti impegnati ad affrontare con grande dignità il problema del pane quotidiano attraverso qualificate iniziative di natura economico-commerciale, turistica e culturale anche di livello nazionale". Si apre così la lettera inviata dall'onorevole Guglielmo Rositani al presidente della giunta regionale del Lazio, della Provincia di Rieti, al prefetto, ai Comuni della provincia di Rieti e alle organizzazioni sindacali. "Un centro-turistico importante - dice - che molti passi avanti ha fatto e che chiede di poter completare il suo intelligente progetto di sviluppo. Non si può bloccare un'opera di tale portata, utile non soltanto per il comune di Leonessa, ma per l'intero comprensorio del Terminillo, con generiche motivazioni ambientali che sanno di dispetto e di discriminazione. L'assessore regionale competente dovrebbe ricordare a se stesso ed ai suoi capi nazionali che la difesa dell' ambiente non è un'ideologia, ma una necessità culturale che ha lo scopo di difendere la natura della quale fa parte anche l'uomo. A tale proposito lo invito a leggersi -il contenuto dei commi 3 e 4 dell' arti della Legge Quadro sulle  aree protette n. 394 del 1991, che affermano: 'applicazione di'metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare un'integrazione tra uomo e ambiente naturale' e 'nelle aree protette possono essere promosse la valorizzazione e la sperimentazione di attività produttive compatibili'".

 La Regione: deve restare laziale -  Leonessa è pronta a diventare umbra  .Dopo il sì del consiglio comunale al referendum per la secessione "Una svolta importante" II sindaco incontrerà a febbraio il presidente della Regione Umbria- LEONESSA - Alle 20 in punto di - mercoledì 30 gennaio il consiglio comunale di Leonessa ha approvato all'unanimità la delibera relativa al referendum per l'annessione del comune reatino all'Umbria. La seduta straordinaria dell'assise cittadina, convocata dal sindaco Alfredo Rauco, ha avuto un solo  punto all'ordine del giorno: "Richiesta di referendum per l'aggregazione del Comune di Leonessa alla Regione dell'Umbria". L'annosa vicenda ha inizio con l'abrogazione, da parte della giunta Marrazzo, con un emendamento della legge finanziaria regionale per l'esercizio 2006, della norma che  avrebbe consentito la alizzazione di nuovi impianti sul comprensorio sciistico Terminillo-Leonessa (la legge del 28 aprile 2006 ha abrogato il comma 3bis dell'ari. 8 della legge regionale 24 del 98)..Le numerose proteste della popolazione leonessana dei mesi successivi al provvedimento hanno trovato ratio nell'esistenza di un progetto per la realizzazione di nuovi impianti di risalita sul versante nord del Terminillo con un " investimento privato di 55 milioni di euro e nelle vane rassicurazioni ed impegni assunti dalla giunta Marrazzo e mai rispettati. "Nonostante la nostra intenzione di dedicare una sessione straordinaria del consiglio comunale all'ipotesi del referendum sia stata annunciata in sede di conferenza stampa 60 giorni fa, nessun segnale è arrivato dalla Regione in questi mesi, nemmeno una telefonata - ha dichiarato il primo cittadino Rauco . Oggi in discussione ci sono interessi e bisogni di una popolazione nata a Leonessa e che qui vuole continuare a vivere". "Non è questo un problema di destra ne di sinistra, piuttosto è un tema sentito in maniera viscerale da tutta la popolazione, da tutti quei giovani costretti ad andar via da un territorio che non offre alcuna possibilità - ha puntualizzato il capogruppo di minoranza Francesco Boccanera - Per questo vogliamo manifestare il nostro favorevole parere al referendum e alla consultazione popolare". Rauco ha ringraziato le organizzazioni sindacali di Rieti Cgil, Cisi e Uil  per l'attenzione dedicata al progetto "che non è semplicemente una colata di cemento sul Terminillo, ma ben altro. Non chiediamo soldi ne alla Provincia di Rieti ne alla Regione Lazio, semplicemente autorizzazioni". Il primo cittadino ha preannunciato un incontro con il presidente della Regione Umbria da tenersi nel mese di febbraio per concordare quale sarà la provincia (Temi o Perugia) sotto la cui giurisdizione ricadrà il Comune di Leonessa e per discutere di tutta la vicenda ed ha concluso il suo intervento rallegrandosi per "la nota di colore al di là delle polemiche" rappresentata dall'approvazione della delibera all'unanimità, primo passo verso il distacco di Leonessa da Rieti: "La decisione di questa sera rappresenta un segnale chiaro e preciso ed è una pagina importante per la nostra storia, di democrazia e di appartenenza al territorio - ha aggiunto al  termine della seduta il consigliere provinciale Paolo Trancassini, promotore dell'iniziativa -. Abbiamo bisogno di risposte dalla politica e finora non le abbiamo ricevute. Il problema è che i nostri amministratori sono uomini di partito e non 'di territorio'. Non solleciterò su questo tema la discussione in Provincia perché non mi aspetto risposte, ne mi aspetto di essere compresi". "Sono scelte che sicuramente non si fanno a cuor leggero - ha ribadito Rauco all'indomani della seduta -. Stamane (ieri per chi legge ndr} ho ricevuto una telefonata dalla Prefettura informata dell'accaduto dai giornali. Ho ribadito le nostre intenzioni e motivazioni. Vorremmo far capire all'amministrazione regionale che questa iniziativa rappresenta l'estremo grido di dolore di una popolazione che si sente trascurata e vuole alzare la testa nei confronti delle istituzioni non cosi vicine come dovrebbero. Vogliamo essere supportati e non sopportati! Credo che ci sia disinteresse da parte delle istituzioni e, se così è, noi perseguiremo la nostra strada, questa volta senza ripensamenti. La richiesta di referendum sarà ora presentata alla Corte di Cassazione che dovrà pronunciarsi sulla sua ammissibilità e stabilire una data per lo svolgimento della consultazione popolare, cosi come dispone l'art. 132 comma 2 della Costituzione".                    (Daniela Caretta )
 

 

 14 novembre 2008

A Leonessa si andrà al voto il prossimo 30 novembre. Anche la federazione provinciale di An prende posizione - Il  fronte del referendum non arretra  - L'approvazione in Regione del piano per il Terminillo non placa il comitato.   Meglio non prendere impegni, a Leonessa e dintorni, per l'ultima domenica di novembre: il referendum per la secessione dal Lazio si farà. «Ovviamente - dice l'ex sindaco Paolo Trancassini - perché se serviva una dimostrazione della totale incomunicabilità tra politica e territori, anche questa volta l'abbiamo avuta. Ma dico, davvero con il rito della grande soddisfazione per la mozione di intenti votata in consiglio regionale i vari Melilli, Perilli, Massimi potevano pensare di sistemare la questione di Leonessa? Davvero pensavano di comprare il paese con una mancia, per di più con soldi falsi? Il progetto per il Terminillo "benedetto" dal consiglio regionale in realtà non c'è. Quello che c'era, presentato dalla Provincia nel 2006 che inglobava il nostro sulla Vallonina, è stato votato dal centrodestra e bocciato dal centrosinistra e tutto questo dovrebbe essere salutato con soddisfazione e bastare ad annullare il referendum?».
C'è però più scoramento che baldanza nel tono di Trancassini. Paura di perdere, dopo la battaglia della vigilia, anche il referendum? «Se è per questo la politica ha già perso. In questo territorio abbiamo poco, pochissimo. E per quel poco che abbiamo non c'è la capacità di battersi: d'altronde come la vinci la marginalità, se non puntando sulla specificità? La Lega avrebbe molto da insegnare alla nostra classe politica. Al nord quello che contano sono i territori, qui andiamo ancora avanti con la coalizione, con le parole d'ordine dei capipartito. Peccato non parlino più alla gente. Il nostro referendum va ben al di là della questione degli impianti: sarà un modo per dire basta a questo tipo di politica, perché sotto alle parole un po' di sostanza ci deve pur stare». Anche la federazione reatina di An prende le distanze dalla "beffa" del consiglio regionale: «La realtà triste è che davanti al rischio di secessione di un Comune importante si tenta, attraverso un inganno, di prendere tempo - scrive il presidente Chicco Costini - ancora una volta i consiglieri Perilli e Massimi dovendo scegliere tra la difesa della loro terra e l'interesse di parte non hanno avuto «Noi ci asterremo», dicono i consiglieri comunali leonessani del centrosinistra dubbi: mai contraddire Marrazzo». Dunque col referendum che si avvicina e la giunta Rauco a sostenere il "sì" alla secessione, la minoranza di centrosinistra in consiglio comunale, invita la popolazione all'astensione. «Ci siamo astenuti in consiglio comunale al momento dell'indizione del referendum, il 21 maggio scorso, e quella posizione ribadiamo», scrivono i consiglieri Luciano Bigioni, Alessia Zelli e Walter Tocchi guidati dal capogruppo Francesco Boccanera. «Nel ribadire la strumentalità delle motivazioni e la disapprovazione per il ricercato e voluto scontro tra gli enti interessati (Comune, Provincia, Regione) - si legge in una nota - inevitabile conseguenza negative della politica del muro contro muro, dannosa per la soluzione dei gravi problemi del territorio e della popolazione di Leonessa, ribadiamo la posizione di astensione dalla consultazione referendaria». Posizione analoga a quella assunta dal comitato del "no".

(Alessandra Lancia)

 14 novembre 2008

Il presidente della Federazione provinciale di An non crede al progetto di rilancio del Terminillp approvato dalla Pisana - La  Regione ci prende in giro -  Costini; " Marrazzo boccia un piano finanziato e ne approva uno sconosciuto; perché?"
"Caso Leonessa, dalla Regione Lazio solo una ennesima presa in giro per il nostro territorio". Questo il commento rilasciato dal presidente della Federazione provinciale di Alleanza Nazionale Felice Costini, all'approvazione da parte del Consiglio della Pisana della mozione riguardante un piano d'interventi per il rilancio del Terminillo. Le dichiarazioni di Cestini suonano come una risposta inequivocabile all'invito rivolto ieri alla comunità di Leonessa dal presidente della Provincia di Rieti Melilli a "non celebrare" il referendum.
In merito alla mozione approvata dalla Regione Lazio riguardante il piano d'interventi per il rilancio Terminillo, il Presidente di Alleanza Nazionale Felice Costini replica senza mezzi termini: "Rimango abbastanza stupito della soddisfazione  espressa dal Presidente della provincia rispetto all'ennesima presa in giro della regione Lazio a danno del nostro territorio. Da una parte la giunta Marrazzo boccia il progetto di Leonessa, che ricordiamo era compreso nel piano degli interventi approvato e fatto proprio dalla stessa giunta Melilli, e che era figlio di una concertazione con i tenitori interessati ed interamente finanziato da privati e dall'altra viene approvato un progetto, che nessuno conosce, il cui bando è stato affisso dal 1 al 12 agosto, che ha dei costi maggiori e che deve essere tutto finanziato dagli enti pubblici. Inoltre non si capisce perché in un caso (quello di Leonessa) esistono problemi di vincoli ambientali per fare nuove piste, mentre nel secondo caso questi vincoli sono superabili. Sottolineando che nel progetto di Leonessa il taglio riguardava 22.8 ettari di bosco, in quello che piace a Marrazzo si tagliano oltre 60 ettari di bosco! E i verdi che dicono? La realtà, triste, è che davanti al rischio di secessione di un comune importante, si tenta, attraverso un inganno, di prendere tempo, ed ancora una volta la totale inconsistenza dei due consiglieri regionali del PD colpisce come una mannaia la nostra provincia. Ancora una volta la Massimi e Perilli dovendo scegliere tra la difesa della loro terra ed il proprio interesse di parte non hanno dubbi: mai contraddire Marrazzo! Dispiace che ancora una volta al danno si aggiunge la beffa".

 

 14 novembre 2008

Referendum La Pisana continua a boicottare il progetto di Leonessa e insiste con il suo piano che scontenta tutti e va contro il verde della zona Terminillo, Regione lumaca Per il Pd «è il massimo risultato» ma la Destra insorge  - Il rilancio del massiccio del Terminillo procede a passo di lumaca. E per la Regione Lazio, soprattutto, lo sci del futuro non passa per la Vallonina. "Troppo poco e troppo diluito nel tempo - ha commentato Felice Costini, terminillese doc e presidente di An - e in particolare si continua a prender tempo, mortificando reatini e leonessani. Della mozione approvata dalla Regione ciò  che mi fa restare oiù stupito è la soddisfazione espressa dal presidente della Provincia rispetto all'ennesima presa in giro di Marrazzo a danno del nostro territorio".Nelle stanze pro-Leonessa del Pd provinciale il commento è cauto ma ottimista: si è ottenuto il massimo per un territorio che conta per i 150 mila abitanti che vi abitano. Ma nel Popolo della Libertà si continua a criticare pesantemente la linea della Pisana. «Da una parte - incalza Costini - la giunta Marrazzo boccia il progetto di Leonessa, che ricordiamo era compreso nel piano degli interventi approvato e fatto proprio dalla stessa giunta Melilli, e che era figlio di una concertazione con i territori interessati ed interamente finanziato da privati e dall'altra viene approvato un progetto, che nessuno conosce, il cui bando è stato affisso dal 1 al 12 agosto, che ha dei costi maggiori e che deve essere tutto finanziato dagli enti pubblici. Inoltre non si capisce perché in un caso, quello di Leonessa, esistono problemi di vincoli ambientali per fare nuove piste, mentre nel secondo caso questi vincoli sono superabili». Sembra, infatti, che nel progetto di Leonessa il taglio e il ripristino degli alberi riguardava 22.8 ettari di bosco, in quello che piace a Marrazzo si tagliano oltre 60 ettari di bosco. «E i verdi che dicono? La realtà, triste, è che davanti al rischio di secessione di un comune importante, si tenta, attraverso un inganno, di prendere tempo - conclude Costini - trovo inconsistente la politica dei due consiglieri regionali del PD, che colpisce come una mannaia la nostra provincia. Ancora una volta la Massimi e Penili dovendo scegliere tra la difesa della loro terra ed il proprio interesse di partito non hanno dubbi: mai contraddire Marrazzo! Dispiace che ancora una volta al danno si aggiunga la beffa» .                                                                                                                             Non resta che attendere i prossimi mesi e valutare ancora più da vicino gli sviluppi del massiccio terminillese, Leonessa compresa. (Paolo di Lorenzo)

 14 novembre 2008

Largo Martiri delle Foibe, domani l'igurazione Il comune di Leonessa ricorda la strage con l'intitolazione di una piazza -  A Leonessa si onora il ricordo con una piazza: domani, alle 11 sarà inaugurato largo dei Martiri delle Foibe Istriane.
Sabato 15 novembre verrà intitolato ai Martiri delle Foibe Istriane lo slargo prospiciente la Chiesa dell'Immagine, che taglia a metà il lungo Viale Francesco Crispi.
Alla presenza dei delegati dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, della Società di Studi Fiumani e dell'Associazione per la Cultura Fiumana, Istriana e Dalmata, della popolazione leonessana e delle autorità intervenute, il Sindaco Alfredo Rauco scoprirà la targa di intitolazione.
Prosegue così, nel segno della civiltà e del rispetto, l'opera dell'amministrazione comunale di Leonessa, che dopo l'intitolazione di una strada ai Martiri di Nassiriya, ha inteso onorare i nostri fratelli delle terre orientali d'Italia, che a migliaia persero la vita alla fine dell'ultimo conflitto mondiale per cieca ferocia e odio etnico. I superstiti e i loro familiari che parteciperanno alla cerimonia, aiuteranno a ricordare a tutti un triste episodio della nostra storia recente, per troppi anni rimasto volutamente sotto silenzio e mai nominato nei libri di storia, nel tentativo di cancellarlo dalla nostra memoria nazionale. E' stato necessario un intervento legislativo, nel 2004, per istituire il "Giorno del Ricordo" il 10 febbraio e far riemergere dall'oblio la vicenda di questi italiani dimenticati e di quelli che, a centinaia di migliaia, profughi e spogliati di tutti i loro averi, si dispersero nelle varie città italiane.

 

I nostri lettori   14 novembre 2008

 

Questa è l'ultima presa in giro,

perchè il progetto della Regione non si realizzerà mai per  mancanza di soldi, per  rischio idrogeologico,perchè  in quella zona la neve non ci sarà mai in quanto situata a sud ed esposta al vento.

VORREI  ANCHE SUGGERIRE ALLA ISIC DI SPORGERE DENUNCIA ALLA REGIONE LAZIO ED ALLA PROVINCIA DI RIETI PER DANNI ECONOMICI E DI IMMAGINE, VISTO CHE AL MOMENTO DELLA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO VIGEVA UNA DETERMINATA NORMATIVA CHE E' STATA  POI MODIFICATA SUCCESSIVAMENTE DALLA GIUNTA MARAZZO E TENENDO PRESENTE  ANCHE ,CHE LA LEGGE PECORARO SCANIO FACEVA SALVI TUTTI GLI IMPIANTI A FUNE I  CUI PROGETTI ERANO STATI GIA PRESENTATI PRIMA DEL SUO DECRETO LEGGE,  CREDO FERMAMENTE CHE LA ISIC ABBIA TUTTO DA GUADAGNARE.
                                                                                                                                               

DOBBIAMO VOTARE COMPATTI SI IL 30 NOVEMBRE E 1 DICEMBRE

Mario Roscetti

 

I nostri lettori   13 novembre 2008

Ma cosa credono questi signori? E' vero che siamo montanari, ma non portiamo mica l'orecchino al naso! Sono anni che ci stiamo facendo prendere per i fondelli: adesso sarebbe ora di dire basta. Non ci contentiamo più di puerili promesse che non si potranno mai mantenere!!

Ferrucci Armeni

 

Comunicato Stampa   13 novembre 2008

In merito alla mozione approvata dalla Regione Lazio riguardante il piano d’interventi per il rilancio Terminillo, il Presidente di Alleanza Nazionale Felice Costini dichiara quanto segue: “Rimango abbastanza stupito della soddisfazione espressa dal Presidente della provincia rispetto all’ennesima presa in giro della regione Lazio a danno del nostro territorio. Da una parte la giunta Marrazzo boccia il progetto di Leonessa, che ricordiamo era compreso nel piano degli interventi approvato e fatto proprio dalla stessa giunta Melilli, e che era figlio di una concertazione con i territori interessati ed interamente finanziato da privati e dall’altra viene approvato un progetto, che nessuno conosce, il cui bando è stato affisso dal 1 al 12 agosto,che ha dei costi maggiori e che deve essere tutto finanziato dagli enti pubblici. Inoltre non si capisce perché in un caso (quello di Leonessa) esistono problemi di vincoli ambientali per fare nuove piste, mentre nel secondo caso questi vincoli sono superabili. Sottolineando che nel progetto di Leonessa il taglio riguardava 22.8 ettari di bosco, in quello che piace a Marrazzo si tagliano oltre 60 ettari di bosco! E i verdi che dicono? La realtà, triste, è che davanti al rischio di secessione di un comune importante, si tenta, attraverso un inganno, di prendere tempo, ed ancora una volta la totale inconsistenza dei due consiglieri regionali del PD colpisce come una mannaia la nostra provincia. Ancora una volta la Massimi e Perilli dovendo scegliere tra la difesa della loro terra ed il proprio interesse di parte non hanno dubbi: mai contraddire Marrazzo! Dispiace che ancora una volta al danno si aggiunge la beffa.

 L’ADDETTO STAMPA FEDERAZIONE PROVINCIALE AN

 13 novembre 2008

 Interventi sul Terminillo  - Impianti Vallonina, la Regione dice no - Il volo è arrivato mentre era in corso un tavolo tecnico all'assessorato all'Ambiente. Via libera al programma di interventi sul Terminillo  - Impianti sulla Vallonina "bocciati" dal Consiglio regionale RIETI -  Il Consiglio regionale del Lazio dice sì al programma degli interventi sul Terminillo della Provincia e "boccia" quello della Vallonina contenuto invece nella mozione presentata dalla minoranza. Ma proprio mentre il Consiglio votava i tecnici del Comune di Leonessa erano in riunione con quelli dell'assessorato all'Ambiente della Regione per "studiare" il progetto tanto caro all'amministrazione leonessana. Quegli impianti sul versante nord del Terminillo - il progetto della Isic (56 milioni di euro già finanziati dai privati) -secondo l'impostazione della mozione di maggioranza (primo firmatario Mario Penili) non si possono fare perché prevedono "ostacoli 'insuperabili' della vigente legislazione in materia di siti di interesse comunitario (Sic)". La proposta ha l'ambizione di dare una risposta anche a Leonessa ma da lassù arrivano voci tutt'altro che concilianti, specialmente da chi guida il fronte per il Sì al referendum, che si terrà il 30 novembre, per il distacco del Comune dalla Regione Umbria. "Va bene che ho sempre sostenuto di non aspettarmi miracoli - dice Paolo Trancassin, portavoce del comitato - ma qui siamo al saltinbanco della politica. Quello che è successo oggi è qualcosa da circo di paese: il nostro progetto è stato ignorato per anni, la Regione se ne accorge in ritardo, convoca un tavolo tecnico (2 giorni fa) vengono chiariti tutti gli aspetti del progetto, poi arriva questo voto che dice che gli impiantì non si possono fare per insormontabili norme: tanto per intenderci se le norme valgono per la Vallonina valgono anche per buona parte del progetto della Provincia". Cosa prevede la mozione votata dal Consiglio? Entro la fine dell'anno sarà data un'impostazione progettuale per ampliare Campo Stella (Leonessa), lo scavalco con il versante reatino degli impianti e l'estensione del versante nord fino nel territorio di Cantalice. Il Consiglio inoltre ha impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel Comune, di Rieti, in sostituzione del vecchio skilift, strlciandolo dal Programma degli Interventi. Questo per non bloccare, nella prossima stagione invernale, l'utilizzo della più importante pista del comprensorio sciistico del Tenninillo. Con tale mozione si impegna la Giunta anche a reperire nella prossima legge di bilancio e programmazione finanziaria le risorse necessario a garantire l'avvio di tali interventi. risorse necessario a garantire l'avvio di tali interventi.  (Paolo di Basilio)

 13 novembre 2008

 I consiglieri Perilli e Massimi: "Finalmente un nuovo impulso" "Si tratta di una scelta dettata dalla responsabilità partendo dall'ipotesi progettuale dell'amministrazione provinciale, che in questi anni ha dato dimostrazione di grande capacità di coordinamento, scevro da ogni condizionamento politico, abbiamo voluto dare impulso al nuovo rilancio del Tenninillo". Queste le prime dichiarazioni dei consiglieri regionali Mario Perilli ed Anna Maria Massimi, che continuano: "Una iniziativa che guarda al generale e non al particolare, mettendo come principio cardine quello di avere una visione di sviluppo complessiva, che dia un messaggio di speranza e di rassicurazione verso chi, oggi, non ha ben chiaro quale sia la soluzione migliore da affrontare. La Regione ha dato risposte chiare di assoluta disponibilità ad affrontare tutte le-sfide che ci attendono per rilanciare la nostra Montagna. E' possibile fare uno scatto in avanti, avendo impegnato la Giunta Regionale a sostenere anche economicamente il rilancio del Terminino con ulteriori finanziamenti, e favorire la nascita di un Parco, come suggerito dal progetto elaborato dalla Provincia di Rieti. Se è vero che abbiamo una visione comune di sviluppo e crescita, allora è bene che non cediamo a .posizioni che diventano mera contrapposizione politica, che porterebbero solo ad un rallentamento dell'idea di sviluppo che oggi trova la massima collaborazione di tutti gli enti coinvolti, comuni compresi. In questi anni abbiamo lavorato affinchè si trovassero soluzioni compatibili e soprattutto fattibili, rispettando norme che ci impongono di verificare sistemi di interventi rispettosi dell'ambiente e dei territori di quelle zone, qualità ambientali che, in questo caso, assumono un valore aggiunto"

 

 13 novembre 2008

 Adesso si eviti il referendum Melilli: "Per la prima volta in 30 anni una concreta possibilità di sviluppo" Il Consiglio regionale del Lazio da incarico.alla Giunta per il piano di sviluppo e rilancio della montagna del Terminillo: il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli sottolinea l'importanza dell'operato della Pisana che "per la prima volta dopo trent'anni rende concrete le possibilità di ' rilancio del Terminillo". Gli impianti sciistici al Terminillo arriveranno. Almeno questo è l'impegno che ieri ha assunto la Regione Lazio nel corso di' una seduta di Consiglio che aveva all'ordine del giorno proprio la discussione del referendum di Leonessa. Il comune sabino infatti il prossimo 30 novembre e primo dicembre andrà al voto per decidere se rimanere nel Lazio  o passare sotto la gestione amministrativa della gestione regionale dell'Umbria. E la mancata possibilità di sviluppare il settore turistico invernale del Terminillo era stata una delle motivazioni che aveva spinto l'amministrazione di Leonessa ad avviare l'iter per la secessione." Risolto il caso (dopo anni di "no" ribaditi dagli ambientalisti) secondo Melilli non dovrebbero più esserci motivi per guardare oltre confine e il messaggio a Leonessa da parte del  Presidente della  Provincia di Rieti. è chiaro; -"Priendiamo atto dell'importante scelta compiuta oggi dal Consiglio Regionale del Lazio con l'approvazione della mozione riguardante gli interventi per il rilancio del Terminillo - afferma il numero uno di Palazzo d'Oltre Velino - La Provincia di Rieti è già da tempo a lavoro per individuare una soluzione condivisa che sappia dare soddisfazione ai comuni di Rieti, Leonessa e Cantalice. Già nei prossimi giorni presenteremo gli elaborati alla Regione e speriamo di poter condividere le nostre scelte  soprattutto con  ll Comurie di Leonessa che non può sottovalutare che per la prima volta dopo trent'anni diventano concrete le possibilità di rilancio del Terminillo, sia sul versante reatino che su  quello leonessano". Ma le promesse di rilancio del Terminillo saranno sufficienti a far tornare sui propri passi Leonessa, oramai a ridosso dal voto? L'invito del presidente della Provincia alla comunità leonessana resta infatti quello di lavorare "insieme in queste ore per  trovare una soluzione condivìsa  che " sappia anche superare là celebrazione del referendum".

 

 13 novembre 2008

 Dal Consiglio della Pisana l'impegno per un piano di rilancio del Terminillo  - la Regione si riprende leonessa Arriva il sospiralo "sì" alla realizzazione degli impianti sciistici-  Ili presidente della Provincia Melilli: 'Ora si eviti li referendum" Tra gli impegni l'ampliamento del demanio sciistico Terminillo, verso il rilancio della "Montagna di Roma" LA REGIONE Lazio pronta a rilanciare il Terminillo per "tenersi" stretta Leonessa: in vista del referendum del prossimo 30 novembre tramite il quale il comune sabino dovrà decidere se passare sotto l'amministrazione dell'Umbria, il Consiglio della Pisana ha impegnato la giunta per la realizzazione degli impianti sciistici. Era questo il nodo più intricato da sciogliere. Proprio a causa dei continui "no" sul fronte impianti l'amministrazione comunale di Leonessa aveva deciso di avviare l'iter per ottenere l'annessione all'Umbria. «Rilanciare l'intero comprensorio del Terminillo e quindi anche Leonessa».Ieri il Consiglio regionale del Lazio ha impegnato la Giunta - con voto a maggioranza.- per gli interventi a favore della cosiddetta "montagna di Roma".  II primo è quello di garantire, entro la fine dell'anno, l'approvazione di un'impostazione progettuale che ampli il demanio sciistico di Campo Stella (versante nord di Leonessa), che preveda il collegamento con il versante reatino del Terminillo - con l'ammodernamento e allargamento di tale bacino - e un'estensione sul versante nord nel comune d, Cantalice.Tale impostazione dovrà costituire una cornice di riferimento per "i successivi approfondimenti esecutivi che la Provincia di Rieti dovrà trasferire in puntuali proposte progettuali". Il Consiglio inoltre ha impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel comune di Rieti, in sostituzione del vecchio skilift, stralciandolo dal programma degli Interventi. Questo per non bloccare, nella prossima stagione invernale, l'utilizzo della più importante pista del comprensorio sciistico del Terminillo. Con tale mozione si impegna la Giunta anche a reperire nella prossima legge di Bilancio e programmazione finanziaria le risorse necessario a garantire l'ayvio di tali interventi. La mozione è stata firmata dai consiglieri Mario Pe-rilli (Pd), Anna Maria Massimi (Pd), Giuseppe Mariani (Verdi), Ivano Pe-duzzi (Prc), Enzo Foschi (Pd), Enrico Fontana. (Verdi), Giovanni Colagrossi (Idv), Luisa Laureili (Pd), Giovanni Carapella (Pd), Giuseppe Parroncini (Pd), Claudio Moscardelli (Pd), Donato Rob-lotta (SR - PdL) e Claudio Bucci (Idv). Tra le motivazioni che hanno portato alla proposta approvata, che rafforza un precedente impegno preso in sede di Dpefr (documento di programmazione economica e finanziaria regionale), anche la volontà di dare una risposta a Leonessa, che ha in calendario a fine novembre un referendum per passare in, Umbria. Infattj il programma di interventì del giugno 2006 della Provincia di Rieti, che prevede la realizzazione di impianti a Leonessa, presenta ostacoli "insuperabili" dalla vigente legislazione in materia di siti di interesse comunitario (Sic). E' stata respinta a maggioranza una seconda mozione dell'opposizione, a firma di Antonio Cicchetti (An - PdL), Alfredo Pallone (FI -PdL), Donato Robilotta (SR - PdL) e Bruno Prestagiovanni (An - PdL). Il documento, oltre al via libera della seggiovia Cardito Nord, proponeva di impegnare la Giunta a garantire, entro la fine dell'anno, l'approvazione del programma di interventi approvato prima e presentato poi dalla Provincia di Rieti.

 13 novembre 2008

 Il Consiglio regionale ha impegnato ieri la Giunta a predisporre interventi per gli impianti sciistici Terminillo, ok al piano di rilancio Leonessa Ampliamento a Campo Stella e collegamento col versante reatino ó «Rilanciare l'intero comprensorio del Terminillo e quindi anche Leonessa». Il Consiglio Regionale del Lazio ha impegnato la Giunta con voto a maggioranza per gli interventi a favore della montagna di Roma. Il primo è quello di garantire, entro la fine dell'anno, l'approvazione di un'impostazione progettuale che ampli il demanio sciistico di Campo Stella (versante nord di Leonessa), che preveda il collegamento con il versante reati* no del Terminillo - con ammodernamento e allargamento di tale bacino - e un'estensione sul versante nord, nel comune di Cantalice. Tale impostazione dovrà costituire una comice di riferimento per «i successivi approfondimenti esecutivi che la Provincia di Rieri dovrà trasferire in puntuali proposte progettuali. Il Consiglio inoltre ha impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardilo Nord, nel Comune di Rieti, in sostituzione del vecchio skilift, stralciandolo dal Programma degli interventi. Questo per non bloccare, nella prossima stagione invernale, l'utilizzo della più importante pista del comprensorio sciistico del Terminillo. Con tale mozione si impegna la Giunta anche a reperire nella prossi ma legge di'bilancio e programmazione finanziaria le risorse necessario a garantire l'avvio di tali interventi. La mozione è stata firmata dai consiglieri Mario Perilli (Pd), Anna'Maria Massima (Pd), Giuseppe Mariani (Verdi), Ivano Peduzzi (Prc), Enzo Foschi (Pd), Enrico Fontana (Verdi), Giovanni Colagrossi (Idv), Luisa Laureili (Pd). Giovanni Carapella (Pd), Giuseppe Parroncini (Pd), Claudio Moscardelli (Pd), Donato Robilotta (SR - PdL) e Claudio Bucci (Idv). Tra le motivazioni che hanno portato alla proposta approvata, che rafforza" un precedente impegno preso in sede di Dpefr (Documento di programmazione economica e finanziaria regionale), anche la volontà di dare una risposta a Leonessa, che ha in calendario a fine novembre un referen-' dum per passare in Umbria. Positivi i primi commenti. Il presidente della Provincia Melili! e i consiglieri del Pd: «Una scelta molto importante quella presa dal Consiglio regionale».
 

www.leonessa.org   13 novembre 2008

Ma cosa significa tutto questo ? Il consiglio regionale di fatto seppellisce per sempre il progetto ISIC mentre su un altro tavolo tecnici della stessa regione discutono (e pare discuteranno ancora nei prossimi giorni) del progetto appena bocciato...

Che altro dire....

La Redazione di www.leonessa.org

 

 12 novembre 2008

Si inaugura il Largo dei Martiri delle Foibe LEONESSA - Sabato 15 novembre, alle 11, avrà luogo a Leonessa l'inaugurazione del Largo dei Martiri delle Foibe istriane. AUa^cerimonia interverranno il sindaco Rauco, il consigliere provinciale Trancassini e rappresentanti dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dahnazia.
 

 

Comunicato Stampa   12 novembre 2008
Amministrazione Provinciale di Rieti
Ufficio Stampa
 
NOTA DELLA PRESIDENZA
 
"Prendiamo atto dell'importante scelta compiuta oggi dal Consiglio Regionale del Lazio con l'approvazione della mozione riguardante gli interventi per il rilancio del Terminillo. La Provincia di Rieti è già da tempo a lavoro per individuare una soluzione condivisa che sappia dare soddisfazione ai comuni di Rieti, Leonessa e Cantalice. Già nei prossimi giorni presenteremo gli elaborati alla Regione e speriamo di poter condividere le nostre scelte soprattutto con il Comune di Leonessa che non può sottovalutare che per la prima volta dopo trent'anni diventano concrete le possibilità di rilancio del Terminillo, sia sul versante reatino che su quello leonessano. L'invito del presidente della Provincia alla comunità leonessana resta quello di lavorare insieme in queste ore per trovare una soluzione condivisa che sappia anche superare la celebrazione del referendum."
 
E' quanto dichiara il presidente della Provincia, Fabio Melilli, commentando l'approvazione da parte del Consiglio Regionale del Lazio della mozione 349/08 riguardante il Programma di interventi sul Terminillo.
 
DICHIARAZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI
 
"E' una scelta dettata dalla responsabilità partendo dall’ipotesi progettuale dell’Amministrazione provinciale, che in questi anni ha dato dimostrazione di grande capacità di coordinamento, scevro da ogni condizionamento politico, abbiamo voluto dare impulso al nuovo rilancio del Terminillo. Una iniziativa che guarda al generale e non al particolare, mettendo come principio cardine quello di avere una visione di sviluppo complessiva, che dia un messaggio di speranza e di rassicurazione verso chi, oggi, non ha ben chiaro quale sia la soluzione migliore da affrontare. La Regione ha dato risposte chiare di assoluta disponibilità ad affrontare tutte le sfide che ci attendono per rilanciare la nostra Montagna. E’ possibile fare uno scatto in avanti, avendo impegnato la Giunta Regionale a sostenere anche economicamente il rilancio del Terminillo con ulteriori finanziamenti, e favorire la nascita di un Parco, come suggerito dal progetto elaborato dalla Provincia di Rieti. Se è vero che abbiamo una visione comune di sviluppo e crescita, allora è bene che non cediamo a posizioni che diventano mera contrapposizione politica, che porterebbero solo ad un rallentamento dell’idea di sviluppo che oggi trova la massima collaborazione di tutti gli enti coinvolti, comuni compresi. In questi anni abbiamo lavorato affinché si trovassero soluzioni compatibili e soprattutto fattibili, rispettando norme che ci impongono di verificare sistemi di interventi rispettosi dell’ambiente e dei territori di quelle zone, qualità ambientali che, in questo caso, assumo un valore aggiunto."
 
E' quanto dichiarano i consiglieri regionali Mario Perilli ed Anna Maria Massimi.

Rieti, 12 novembre 2008

Fabrizio Colarieti
Ufficio Stampa Provincia di Rieti
Mob. 348/1551445 Uff. 0746/286301

 

Comunicato Stampa   12 novembre 2008

 

LAZIO: CONSIGLIO IMPEGNA GIUNTA A RILANCIARE IL TERMINILLO

 

Rilanciare l’intero comprensorio del Terminillo e quindi anche Leonessa. Il Consiglio Regionale del Lazio ha impegnato la Giunta – con voto a maggioranza – per gli interventi a favore della cosiddetta “montagna di Roma”. Il primo è quello di garantire, entro la fine dell’anno, l’approvazione di un’impostazione progettuale che ampli il demanio sciistico di Campo Stella (versante nord di Leonessa), che preveda il collegamento con il versante reatino del Terminillo – con ammodernamento e allargamento di tale bacino – e un’estensione sul versante nord, nel comune di Cantalice. Tale impostazione dovrà costituire una cornice di riferimento per “i successivi approfondimenti esecutivi che la Provincia di Rieti dovrà trasferire in puntuali proposte progettuali”.

 

Il Consiglio inoltre ha impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel Comune di Rieti, in sostituzione del vecchio skilift, stralciandolo dal Programma degli Interventi. Questo per non bloccare, nella prossima stagione invernale, l’utilizzo della più importante pista del comprensorio sciistico del Terminillo. Con tale mozione si impegna la Giunta anche a reperire nella prossima legge di bilancio e programmazione finanziaria le risorse necessarie a garantire l’avvio di tali interventi.

 

La mozione è stata firmata dai consiglieri Mario Perilli (Pd), Anna Maria Massimi (Pd), Giuseppe Mariani (Verdi), Ivano Peduzzi (Prc), Enzo Foschi (Pd), Enrico Fontana (Verdi), Giovanni Colagrossi (Idv), Luisa Laurelli (Pd), Giovanni Carapella (Pd), Giuseppe Parroncini (Pd), Claudio Moscardelli (Pd), Donato Robilotta (SR - PdL) e Claudio Bucci (Idv).

 

Tra le motivazioni che hanno portato alla proposta approvata, che rafforza un precedente impegno preso in sede di Dpefr (Documento di programmazione economica e finanziaria regionale), anche la volontà di dare una risposta a Leonessa, che ha in calendario a fine novembre un referendum per passare in Umbria. Infatti il Programma di interventi del giugno 2006 della Provincia di Rieti, che prevede la realizzazione di impianti a Leonessa, presenta ostacoli “insuperabili” dalla vigente legislazione in materia di siti di interesse comunitario (SIC).

 

E’ stata respinta a maggioranza una seconda mozione dell’opposizione, a firma di Antonio Cicchetti (An - PdL), Alfredo Pallone (FI  - PdL), Donato Robilotta (SR – PdL) e Bruno Prestagiovanni (An – PdL). Il documento, oltre al via libera della seggiovia Cardito Nord, proponeva di impegnare la Giunta a garantire, entro la fine dell’anno, l’approvazione del Programma di Interventi approvato prima e presentato poi dalla Provincia di Rieti.

 

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 12 novembre 2008

Vallonina "supersky",non basta una seduta in Regione per rivedere il progetto ISIC - A tu per tu con la delegazione di Leonessa. Incontro solo tecnico, quello di lunedì, "molto sereneo e proficuo  per Paolo Trancassini ,che pure tecnico non è,finalmente  si sono aperti i nostri 44 faldoni di progetto esecutivo e si è cominciato a discutere. Cosa che forse si poteva fare prima, senza tumulti nè referendum". Già, il referendum: restano meno di tre settimane utili per trovare una via d'uscita, se non dei leonessani dal Lazio, della "politica" in generale dal pasticcio. Con le riunioni tecniche ceh continuano - sul piano originario di Leonessa come su quello sul Terminillo della Provincia - è facile che slitti ancora la discussione del caso in consiglio regionale prevista in apertura di seduta proprio oggi. Anche li, le montagne non si spostano ma le posizioni si se due mozioni che c'erano in discussione se n'è tirata fuori una sola. Leonessa val bene lo sforzo.

(Alessandra Lancia)

 

I nostri lettori   11 novembre 2008

Ho ascoltato la registrazione del confronto tra i rappresentati del Comitato per il SI e quello per l'astensione del 1° u.s. :
Ho colto con favore l'accenno del Consigliere Provinciale Paolo Trancassini alla strada Leonessa-Villa Pulcini-Terni attraverso Forca delle Sportelle come una di quelle risorse che con un auspicabile passaggio del territorio leonessano alla Regione Umbria verrebbero sicuramente valorizzate e nel caso specifico potenziate ed adeguate dopo i provvidenziali interventi già predisposti dalle amministrazioni comunali di Leonessa, Polino e Ferentillo.
Ho sempre creduto che quella strada, che rappresenta il naturale e storico collegamento tra l'altipiano e la Valnerina, possa rappresentare una preziosa occasione di sviluppo anche per le frazioni del Piano di Sotto(Bigioni/Lucci/Carmine/Colapietro/Pulcini etc.). nei termini in cui si può sviluppare un territorio montano come quello leonessano, ovvero: turismo ambientale, religioso  e sportivo, allevamento e agricoltura e conseguentemente proposta di prodotti tipici.
Guardare a nord è determinante per allargare il "mercato" leonessano, sia per favorire nuovi flussi, che per entrare in circuiti turistici più ampi e diversificati. Con la realizzazione di collegamenti efficenti e sicuri con la Statale della Valnerina e quindi  con le arterie realizzate in Umbria per rendere più facile la penetrazione nei territori montani (Tunnel di Forca di Cerro) il turismo che si rivolge a strutture leonessane potrebbe raggiungere Spoleto/Foligno/Spello/Assisi/Perugia tra i 50' e l'ora e mezza).
Un miglioramento della mobilità in direzione dell'Umbria attraverso Forca delle Sportelle consentirebbe di raggiungere con facilità Ospedali, Scuole, Università .

Colgo l'occasione per attestare la mia fiducia  al Comitato per il Si.

Luigi Pulcini

 10 novembre 2008

 La Vallonina in Consiglio - Gli impianti in Consiglio  - Appuntamento mercoledì 12 novembre, alle 11.30, e giovedì 13, alle 12.30, con il consiglio regionale del Lazio, che presenta un nutrito ordine del giorno. Al primo punto è prevista la prosecuzione della discussione sulla mozione 348, presentata dai consiglieri Chicchetti, Pallone, Robilotta e Prestagiovanni sugli impianti sciistici nella Vallonina (Leonessa Rieti), e 349 dei consiglieri Perilli, Massimi, Fontana, Di Resta, Battaglia, Carapella, Pineschi, Gargano, Foschi sul programma di interventi per il Terminillo. Una discussione alla quale guardano con rinnovata attenzione la comunità e gli amministratori di Leonessa, chiamati in ogni caso, il 30 novembre e primo dicembre prossimo, al referendum per il passaggio alla Regione Umbria. Gioved 13 le comunicazioni del presidente della Regione e commissario, ad acta per la realizzazione del piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario in merito al "Piano di riqualificazione della rete ospedaliere e di potenziamento dell'offerta territoriale nella regione Lazio".

 9 novembre 2008

 Mercoledì la questione sarà affrontata dal Consiglio Leonessa al referendum, ultima parola alla Regione -  Improbabili soprese ma è l'estrema tappa prima del voto  - REFERENDUM di Leonessa, si avvicina il gran giorno: mercoledì 12 il Consiglio regionale si riunirà per discutere della questione "secessione". Molto probabilmente l'assise della Pisana potrebbe essere l'ultima possibilità per evitare che il 30 novembre e il primo dicembre i cittadini del centro sabino si ritrovino al voto per decidere se lasciare il Lazio e passare sotto l'amministrazione della Regione Umbria.
"Solo la Regione può fermare il referendum che rischia di privare la nostra provincia di uno dei suoi comuni più importanti". Pochi giorni fa il senatore reatino Angelo Maria Cicolani aveva confermato in un'intervista rilasciata al nostro quotidiano che neanche il Governo ha la facoltà di fermare l'iter avviato (e ormai portato quasi a conclusione) dall'amministrazione comunale di Leonessa, decisa a separarsi dalla "poco amica" amministrazione della Regione Lazio per "annettersi" all'Umbria. E il prossimo mercoledì il Consiglio regionale finalmente discuterà della questione, anche se ormai i tempi sono talmente serrati (il 30 novembre, data fissata per il referendum, è dietro l'angolo) che è difficile immaginare qualche clamoroso colpo di scena. Nelle ultime settimane da Provincia di Rieti e Regione erano arrivati segnali di apertura sul fronte "caldo", ovvero quello della realizzazione dei nuovi impianti sciistici al Terminillo, ma a questo punto è difficile credere che ulteriori promesse possano dissuadere i "separatisti" dal proprio intento. Il ribadito "no" agli impianti giunto negli ultimi anni da parte delle amministrazioni di Pisana e Palazzo d'Oltre Velino ha rappresentato il nodo attorno al quale l'amministrazione comunale leonessana ha avviato l'iter di secessione. "Gli impianti o ce ne andiamo". Questa in poche parole l'inequivocabile richiesta formulata dal comune sabino. "E la decisione adottata dall'amministrazione del Comune di Leonessa è più che comprensibile - aveva commentato il senatore Cicolani - Esiste un progetto esecutivo già approvato e i finanziatori disposti a fornire gli oltre 50 milioni richiesti per l'opera. Eppure da Provincia e Regione gli ambientalisti continuano a mettere un veto. Un comportamento che definisco assolutamente irresponsabile: il nuovo impianto del Terminillo rappresenterebbe non solo per Leonessa ma per l'intero territorio reatino un motore di rilancio in chiave di occupazione e sviluppo".
Come detto il Consiglio regionale si riunirà mercoledì' 12 novembre ore 11,30. Probabilmente una seduta decisiva per le sorti del comune di Leonessa e dell'intera provincia reatina.


 

www.mepradio.it   7 novembre 2008

 

LAZIO, LA SETTIMANA IN CONSIGLIO REGIONALE

 

Il Presidente Guido Milana ha convocato il Consiglio regionale del Lazio, in seduta ordinaria, mercoledì 12 novembre, alle ore 11.30 e giovedì 13 novembre alle ore 12.30.

 

All’ordine del giorno:

1.   Prosecuzione della discussione unificata sulle mozioni: n. 348 dei consiglieri Chicchetti, Pallone, Robilotta, Prestagiovanni sugli impianti sciistici nella Vallonina (Leonessa - Rieti) e n. 349 dei consiglieri Perilli, Massimi, Fontana, Di Resta, Battaglia, Carapella, Pineschi, Gargano, Foschi sul programma di interventi per il Terminillo.

2.   Proposta di deliberazione consiliare n. 65 del 26 marzo 2008, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 111 del 22 febbraio 2008, concernente l'approvazione del piano della riserva naturale di Monte Mario di cui all'articolo 26 della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29 "Norme in materia di aree naturali protette regionali" e successive modifiche ed integrazioni.

3.   Proposta di legge regionale n. 133 del 5 aprile 2006, adottata dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 148 del 22 marzo 2006, per l'istituzione del parco naturale dei Monti Ausoni e lago di Fondi nonché dell'ente di gestione del parco e del monumento naturale Tempio di Giove Anxur.

4.   Proposta di legge regionale n. 68 del 4 novembre 2005 concernente: promozione ed attuazione delle iniziative per favorire i processi di disarmo e la cultura della pace.

5.   Proposte di legge regionale esaminate in forma abbinata ai sensi dell'art. 61 del Regolamento:

  • Proposta di legge regionale n. 106 del 16 gennaio 2006 concernente: attribuzione della qualifica di ospedale montano all'ospedale A. Angelucci di Subiaco.
  • Proposta di legge regionale n. 116 del 13 febbraio 2006, di iniziativa dei Consigli comunali di Subiaco, Agosta, Affile, Arcinazzo Romano, Roiate, concernente: norme in materia di ospedali di montagna
  • Proposta di legge regionale n. 117 del 13 febbraio 2006, di iniziativa dei Consigli comunali di: Subiaco, Agosta, Affile, Arcinazzo Romano, Roiate, concernente: Norme in materia di assistenza sanitari nei territori montani.
  • Proposta di legge regionale n. 119 del 16 febbraio 2006 concernente: Asl Rmg ospedale Angelucci di Subiaco - qualifica di ospedale di comunita' montana.
  • Proposta di legge regionale n. 121 del 20 febbraio 2006 concernente: caratteristiche per la definizione di "ospedale montano". riconoscimento della qualifica di "ospedale montano" all'ospedale A. Angelucci di Subiaco.
  • Proposta di legge regionale n. 128 del 14 marzo 2006 concernente: norme in materia di ospedali di montagna.
  • Proposta di legge regionale del 16 maggio 2006 concernente: attribuzione della qualifica di ospedale montano all'ospedale A. Angelucci di Subiaco. (testo unificato ai sensi dell'art. 61, c.3, reg.).

6. Discussione unificata sulle mozioni:

  • n. 331 dei consiglieri Moscardelli, Parroncini, Gargano, Ciaraldi, Pigliacelli, Gigli, Forte, Colagrossi, Brianti, D'Ambrosio concernente: sistema elettorale voto Parlamento europeo.
  • n. 345 dei consiglieri Forte, Gigli, Pigliacelli, D'Ambrosio, Brancati, Peduzzi, Cirilli, Parroncini, Fontana, Mariani, Grosso, Celli, Ciaraldi, Colagrossi, Zanon concernente: conservazione del voto di preferenza alle elezioni europee.
  • n. 351 dei consiglieri Peduzzi, Luciani, Pizzo, Colagrossi, Grosso, Brancati, Ciaraldi, Mariani, Celli, Alagna concernente: rispetto della pluralita' e dei diritti dei cittadini nel sistema elettorale per le elezioni europee.

Il Consiglio Regionale è inoltre convocato, in seduta straordinaria, per giovedì 13 novembre 2008 alle ore 12,30 per le comunicazioni del Presidente della Regione e Commissario ad acta per la realizzazione del piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario in merito al "Piano di riqualificazione della rete ospedaliera e di potenziamento dell'offerta territoriale nella Regione Lazio".

 

* * *

Da lunedì 10 a venerdì 14 novembre le commissioni permanenti e speciali del Consiglio regionale hanno programmato il proprio lavoro secondo il seguente calendario:

 

LUNEDI’ 10, alle ore 10.30, il presidente Luigi Canali (Pd) ha convocato la commissione Sanità per proseguire le audizioni sulla bozza del Piano sanitario regionale elaborato dall’Asp.

 

Alle ore 13, la commissione Risorse umane, Demanio, Patrimonio, Affari Istituzionali, Enti Locali, Tutela dei Consumatori e Semplificazione amministrativa, presieduta da Wanda Ciaraldi (Pd), affronterà la Proposta di legge regionale n. 412 del 20 ottobre 2008 concernente “Destinazione pubblica del complesso ospedaliero S. Giacomo di Roma”; la Proposta di legge regionale n. 413 del 21 ottobre 2008 “Destinazione uso pubblico dei complessi ospedalieri S. Giacomo e Forlanini di Roma”; la Proposta di legge regionale n. 418 del 4 novembre 2008 “Destinazione ad uso pubblico del complesso immobiliare denominato presidio ospedaliero S. Giacomo di Roma e la Proposta di legge regionale n. 415 del 3 novembre 2008 “Modifiche alla legge regionale 13 giugno 201 n.13 (Riconoscimento della funzione sociale ed educativa degli oratori).

 

MARTEDI’ 11, alle ore 10 in commissione Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali, presieduta da Giuseppe Mariani (Verdi), si discuterà la proposta di legge n.311 del 23 luglio 2007 concernente: ”Istituzione del Centro di Accesso Unificato per la Disabilità CAUD, costituzione dell’anagrafe delle persone disabili”. Prima firmataria consigliera Grosso; la proposta di legge n. 397 concernente:”Disciplina degli interventi regionali per prevenire e curare la devianza giovanile e in particolar modo il fenomeno del bullismo”. Primo firmatario consigliere Pigliacelli”. E la proposta di legge n. 318 del 5 settembre 2007 concernente:”Disposizioni per la promozione degli orti urbani”. Primo firmatario consigliere Peduzzi.

 

Alle ore 13,30, si svolgerà la seduta della commissione Bilancio, presieduta da Carlo Umberto Ponzo (Pd), all’ordine del giorno: S.D. n. 278 concernente: "Approvazione del Piano triennale strategico 2008-2010 e Piano degli interventi 2008, con allegata nota informativa, della Agenzia Regionale per gli investimenti e lo Sviluppo del Lazio SpA (art. 24. L.R. N. 6/1999)"; P.L. n. 225 del 22/12/2006 concernente: “Istituzione a Oriolo Romano (VT) del "Museo del pane e della alimentazione contadina; P.L. n. 185 dell' 17/10//2006 concernente: "Intervento straordinario per il consolidamento, il risanamento e la riqualificazione del borgo storico del comune di Vejano”. P.L. n. 406 del 19/09/2008 concernente: "Modifiche alla legge regionale 25 novembre 1976, n. 58 (Istituzione della consulta femminile regionale) e successive modifiche".

 

 

Per aggiornamenti sull’agenda di Consiglio regionale e commissioni si può consultare il sito www.consiglio.regione.lazio.it.

 

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I nostri lettori   7 novembre 2008

Perfettamente d'accordo.

giannibolletta@leonessa.org

 

Anche se francamente inutile, al solo fine di evitare fraintendimenti, preciso che nessuno ha messo in dubbio la moralità dell'altro. Altrimenti non ci sarebbe stato il confronto di Sabato scorso che ha dimostrato a tutti il notevole grado di civiltà della nostra popolazione. La contrapposizione di idee porta a volte ad un confronto duro ma è indispensabile la lealtà. E questa, mi sembra francamente, non è mai mancata. Ispirare sentimenti di "tenerezza" piuttosto che di "odio" mi lusinga, anche se il nostro lettore rivolge l'accezione in senso negativo. Lo tranquillizzo. Non c'è nessun "Comitato dell'Odio". Ci sono solo delle persone che sono stufe di essere prese in giro e stanno finalmente reagendo...disturba?
Mi dispiace ma anche a Leonessa c'è democrazia!
Avv. Giuseppe LA BELLA
 
 
 
labella@studiolabella.it

 

 6 novembre 2008

Referendum, nuovo dibattito in Regione Slitta a mercoledì prossimo la discussione in consiglio regionale della mozione Terminillo per scongiurare con quella il referendum secessionista lanciato dal Comune di Leonessa. Ma a slittare è solo la "rappresentazione politica" del caso, visto che sul piano tecnico la discussione su infrastrutture e sviluppo della montagna reatina è apertissima. Lunedì prossimo il sindaco Rauco e il capogruppo in provincia di An Trancassini torneranno a Roma dall'assessore Filiberto Zaratti per confrontarsi sul progetto Isic per lo sfruttamento sciistico della Vallonina. L'obiettivo è quello di chiarire una volta per tutte se e perché quel tipo di proposta progettuale sia da considerare "irricevibile" dalla Regione. Nel frattempo prosegue la discussione sull'ipotesi Costantini, l'altro progetto per il rilancio del Terminillo su cui la Provincia punta tutte le sue carte. Lunedì sera se n'è discusso a lungo a Cantalice nel corso di una riunione chiesta dagli esponenti del Pd locale e alla quale sono intervenuti il presidente della Provincia Melilli, il vice presidente Giocondi e la consigliera regionale Massimi. Dal versante cantaliciano della montagna è arrivato il sostanziale via libera all'operazione. A patto che, stavolta, si arrivi da qualche parte. meglio se direttamente al Terminino.
A.L.

 

I nostri lettori   5 novembre 2008

Signor Roscetti,

voglio sperare che a dettare i toni di una contrapposizione di idee (anche dura) sia solo un convincimento dettato dalle proprie di idee, e dalle  esperienze maturate.

E non spinto da altri sentimenti. Se  vera la Sua ipotesi e a vincere fosse un "comitato dell'odio", Leonessa non avrebbe nessuna speranza.

Mi auguro  che Lei si sbagli.

giannibolletta@leonessa.org

 Lo sa Avvocato ( L'avvocato La Bella, portavoce del Comitato per il No, ndr) che il 1/11/2008 alla riunione mi ha fatto tenerezza , ho capito solo una cosa che quelle persone gli hanno trasmesso solo odio nei confronti di persone serie ed oneste, che secondo loro vanno combattute con l'odio. Gli ripeto che i nostri amministratori sono persone dalla moralità integra e sono sensibili ai problemi della gente.  

roscetti mario  

 

 5 novembre 2008

Si anima il dibattito sul referendum di annessione all'Umbria che si fa sempre più vicino  -  Per il Sì l'astensionismo è deleterio  - Insiste il No: Leonessa, non votare - Tanta curiosità su quanto tempo occorrerebbe per il cambio di regione Concludiamo la carrellata su alcuni degli interventi registrati nella seconda parte dell'affollato dibattito tra i sostenitori del Sì e quelli del No e dell'astensione al referendum per l'aggregazione all'Umbria, tenutosi sabato a Leonessa. «Qualcuno ha dello che fare un confronto tra il portavoce del Sì e quello del No a così poca distanza dal referendum non era un sano comportamento civico - ha ricordato Maria Rosaria Rauco - ma io invece chiedo se sia un sano comportamento civico invitare i cittadini a non andare a votare. Non sarebbe meglio spiegare ai cittadini le proprie ragioni per restare nel Lazio e invitarli ad andare a votare e votare no?».
Diverse le opinioni di Danilo Rauco, fermo sostenitore dell'astensione. «Si parla spesso di disattenzione, di disinteresse della Regione e della Provincia nei confronti di Leonessa, ma allora mi chiedo perché la Provincia ha stanziato un milione e centomila euro per Campo Stella se c'era tutto questo disinteresse?».
Apertamente per il Sì invece Maurizio Rosati che ha invitato i sostenitori del No «a non dipingere sempre male Leonessa, perché nonostante il disinteresse e l'isolamento la gente a Leonessa c'è. Piuttosto per contribuire alla causa leonessana dovreste donare - ha detto sempre riferendosi ai sostenitori dell'astensione - un quarto d'ora del vostro tempo al volontariato per Leonessa, per tutte le manifestazioni di richiamo che faticosamente portiamo avanti e abbiamo fatto crescere».
Rosati inoltre ha voluto ricordare la sproporzione di servizi sanitari tra la provincia reatina e la Capitale e l'annoso problema della «assoluta mancanza di posti letto di Rsa, a fronte degli oltre 400 previsti. È questo è solo uno dei tanti esempi».
Infine altro interessante intervento è stato quello di Antonio Fagiani che ha chiesto delucidazioni tecniche sull' iter referendario. «Quanto tempo ci vorrebbe per passare definitivamente .in Umbria?». Una domanda sulla quale si comincerà a ragionare, forse, dopo il 1 dicembre.
 (MARCO FUGGETTA)

I nostri lettori   4 novembre 2008

RAPPRESENTANZA e SENSO di APPARTENENZA

La distanza geografica e mentale dal nostro territorio rispetto a chi dovrebbe rappresentarci in Regione non garantisce alcuna sintonia per affrontare i problemi dell’isolamento di Leonessa .

In Regione Lazio su 60 sono solo 3 i consiglieri regionali della provincia di Rieti. Allora tutto gira intorno ai grandi numeri di Roma capitale e raramente su quelli di Viterbo, di Frosinone e di Latina.. Rieti non viene mai preso in considerazione . Basta ascoltare il TGR ..Rieti non esiste…. e da anni non ha più neanche l’inviato RAI. Se Rieti non esiste…. figuriamoci quanto si possa RAPPRESENTARE Leonessa .La Provincia di Rieti nasce nel 1927 per le famiglie nobili di Roma e per i signori locali che vollero una montagna vicina a Roma come il Terminillo quale centro di vacanze e salotto politico per Mussolini. Una provincia nata allora senza il consenso ed il coinvolgimento di chi vive nel territorio  nasce ma è inevitabilmente destinata a morire. Il Terminillo è già in agonia da tanti anni e tantissimi comuni, allora “arruolati”, se ne vogliono andare. Leonessa è solo la prima a ribellarsi ma: Amatrice, Borgorose, Magliano, Poggio Bustone ed altri, già si stanno muovendo.Se la provincia non ha una identità storica non può esserci il SENSO di APPARTENENZA.

 LA MONTAGNA i CONFINI e le DIMENSIONI

Ambientalisti “da cattedra” a Roma dettano e fanno promulgare leggi regionali e regolamenti senza neanche conoscere le nostre montagne, il nostro mondo contadino, le nostre attività imprenditoriali il vivere il quotidiano a Leonessa .Noi percorriamo  ancora le stesse strade di quaranta anni fa dove , guarda caso, l’appartenenza allora del nostro territorio al Collegio della Camera dei Deputati di Perugia, Terni, Rieti permise di realizzare quelle che furono le ultime opere pubbliche per Leonessa.Gli allora On. Micheli e Radi, che erano umbri, promossero le ultime opere per la nostra terra di MONTAGNA.Sono passati 40 anni e tutto è rimasto fermo. Di sicuro, se fossimo già Umbria, Leonessa avrebbe fatto sinergia con i vicini comuni di Norcia, Cascia, Polino, Monteleone e con tutti gli altri e sarebbe entrata in un programma che la Regione Umbria  da tempo ha avviato in termini di promozione turistica , di assistenza domiciliale per gli anziani , di attenzione e supporto  alle piccole attività a conduzione familiare, di investimenti per i siti archeologici, di penetrazione di strade adeguate ai territori montani, di regolamenti snelli e partecipati per la caccia, per il taglio dei boschi e le attività imprenditoriali .

I Leonessani che hanno bisogno di ospedalizzazione già da anni vanno in Umbria. (Terni e Cascia).

I commercianti e gli artigiani di Leonessa si riforniscono da sempre su grossisti Umbri riversando di conseguenza, da sempre, in Umbria i ns. soldi . I margini di guadagno e le tasse, frutto di quanto noi spendiamo, vanno in Umbria e, con il federalismo alle porte, quella regione li utilizzerà per i suoi territori. Di fatto non sono mai esistiti tra Leonessa e l’Umbria i CONFINI.

Questa è l’ultima occasione per dimostrarci uniti in quanto cittadini di Leonessa per rivendicare la nostra rappresentatività e dignità di territorio.

Le amministrazioni passano ma i problemi di Leonessa restano . Alle prossime elezione i Leonessani ,se lo vogliono, possono mandare a casa chi li amministra ma i problemi di Leonessa non vanno a casa ; quelli restano tutti.Guai a non andare a votare se si è convinti che è ora di cambiare e di passare in una regione piccola e vicina. Una regione delle dimensioni giuste per confrontarci sullo sviluppo del nostro territorio.Portare programmi di sviluppo economico e sociale per Leonessa  in Umbria  significa porli su un tavolo che rappresenta 600.000 cittadini e non 6.000.000 come nel Lazio  . Di sicuro su quel tavolo potranno essere presi in considerazione.  Su quello di Roma mai saranno oggetto di discussione.

Piccole realtà unite insieme senza una megalopoli a succhiare.

E’ solo un problema di DIMENSIONI .

Bernardino Cesaretti

 4 novembre 2008

Terminillo Da una parte il progetto della Provincia, dall'altra quello sulla Vallonina - Comuni divisi sugli impianti - I sindaci di Leonessa e Cantalice difendono le loro scelte Terminillo le piste che dividono -  Ma i sindaci dia Leonessa e Cantalice negano ogni contrasto  - A complicare le cose il diavolo ci mette anche la coda. Già il "caso Leonessa" , con il relativo referendum per "definire se rimanere nella provincia di Rieti o trasferirsi in Umbria,  è un caso di tutto rispetto, adesso anche il contenzioso che opporrebbe Leonessa a Cantalice per il piano sciistico proposto dalla Provincia: il circuito. Rieti-Cantalice-Campostella con la "contiguità" di Vallonina. Leonessa contesterebbe nel merito la proposta della Provincia nel tratto cantaliciano con la chiamata in causa l'area del rifugio "Castiglioni". Per la Provincia la posizione di Leonessa sarebbe strumentale perché in effetti mirata a far fallire il progetto e quindi sul territorio delle possibilità rimarrebbe soltanto il progetto leonessano per la Vallonina.
Alla verifica del "se è vero e perché" queste le posizioni dei sindaci del rispettivi Comuni. Alfredo Rauco (Leonessa), Paolo Patacchiola (Cantalice), Rauco: "Le dicerie, perché soltanto dicerie sono, si basano sulla pura fantasia e quindi sono false. Noi non abbiamo alcuna intenzione di ostacolare in alcun modo il progetto della Provincia e men che meno prenderemmo a pretesto il fraterno comune di Cantalice. Diciamo soltanto che Leonessa ha già un proprio progetto assolutamente fattibile e già ampiamente finanziato al quale, per diventare realtà, manca soltanto la dovuta autorizzazione". Per Rauco "se la Provincia propone una rivisitazione del nostro progetto secondo il progetto loro, rispondiamo che, la cosa potrebbe anche andar bene senonché a finanziare il nostro progetto non è il Comune o la Provincia ma il capitale privato il quale, da noi interpellato, ha semplicemente fornito una risposta di mercato: 'Io non vado a costruire le piste laddove non c'è neve o ce n'è poca come nelle piste di Pian de' Valli'. Insomma nella zona a destra di Campostella, dopo Cantalice. Per cui noi non possiamo costruire dove vorrebbe la Provincia".
Patacchiola: "Le chiacchiere non ci appartengono perché il nostro Comune fa parte del Piano provinciale per gli interventi sul Terminillo ed esattamente per Valle Organo e Valle degli Angeli. Tatto il resto non ci riguarda. Relativamente all'area del rifugio 'Castiglioni' essa rappresenta l'obbligato collegamento con il versante leonessano di Sassetelli".
Ma, a parte tali precisazioni che farebbero pulizia delle "dicerie" e delle dietrologie, rimane per aria il referendum leonessano. (30 novembre) votato alla unanimità da quel Consiglio comunale, referendum per il quale il presidente della Provincia, Fabio Melilli, lavorerà "fino all'ultimo giorno per trovare un accordo e quindi svuotarlo e renderlo vano anche se per legge ormai non si può più abrogare. Però un accordo a mezza strada con il Comune di Leonessa si può sempre trovare e per raggiungere tale traguardo seguiterò a lavorare".
Ed il sindaco Rauco? "Il referen dum ormai è avviato ed ormai non c'è nulla che possa fermarlo. Se si troverà un accordo, bene: gli. elettori, per propria libera scelta, potrebbero anche non recarsi alle urne. Altrimenti dura lex sed lex. Circa un possibile ed uspicabile accordo, attendiamo di essere convocati dalla Provincia".
Ajmone Filiberto Milli
 

 4 novembre 2008

Leonessa -  La spesa per l'organizzazione a carico del Comune del referendum costerà 25mila euro - Ma quanto costerà ai cittadini di Leonessa il referendum? "Dai 22 ai 28mila euro", ha chiarito il sindaco di Leonessa Alfredo Rauco al termine del confronto tra i comitati del Si e del No che si è svolto sabato scorso. Denari che, come prevede la legge, saranno a carico del bilancio comunale e che serviranno in .gran parte a pagare i costi della struttura: "18mila euro - ha spiegato il primo cittadino davanti alla platea numerosa e rispondendo ad un paio di sollecitazioni arrivate in merito, serviranno a pagare il personale perciò si tratta di soldi che resteranno comunque nel territorio". Per Rauco la spesa per il referendum è "un investimento necessario per una battaglia di democrazia: quando c'è in ballo la volontà popolare non si spende mai tanto". Già dalla data in cui il referendum è stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione il Comune di Leonessa si è interfacciato continuamente con la Prefettura di Rieti per tutti gli aspetti "tecnici": prima l'indivinduazione di una data, poi, una volta che questa è stata ufficializzata (si vota il 30 novembre e 1 dicembre) per tutte le procedure da mettere in campo per la consultazione. Dai seggi agli scrutatori, dalle schede al personale del Comune che dovrà fare gli straordinari. Tutto questo lo prevede proprio la legge - dovrà essere pagato dai leonessani. "Abbiamo rinunciato per anni ai rimborsi chilometrici - conclude Rauco possiamo permetterci di spendere questi soldi per capire cosa vogliono i nostri cittadini".
 

 4 novembre 2008

Il confronto sul referendum a Leonessa Prende quota - L'ipotesi di una "terza via"
Il tema dei due progetti sul Terminillo che si vogliono opposti si intreccia, per forza di cose, con il refendum secessionista di Leonessa. Ed infatti il tema è stato uno dei più caldi durante il confronto pubblico tra i portavoce del Sì (Paolo Trancassini) e del No (Giuseppe La Bella) andato in scena sabato scorso al teatro parrocchiale di, Leonessa. L'ex sindaco ha fatto capire chiaro e tondo che il progetto della Provincia cosi com'è a lui, e a coloro che stanno facendo la crociata pro Umbria non va bene. "Perché dobbiamo lasciare un progetto finanziato per uno buono? Resta inteso che come amministratori abbiamo l'obbligo di sederci a tutti i tavoli per vedere se ci sono delle soluzioni fattibili e condivise". Si va verso una "terza via"? Ossia verso una soluzione che mette insieme il progetto della Isic sulla Vallonina e quello della Provincia? L'avvocato La Bella, sostenitore del No, ne ha parlato apertamente: "Questa storia del referendum, come vado ripetendo da tempo è un bluff per ottenere di sedersi ad un tavolo tecnico: per ora Leonessa è stata fatta sedere, prima o poi, magari dopo il voto si arriverà anche ala 'terza via' di cui si vocifera ma nessuno'ne vuole parlare".
Una soluzione che ormai - a 24 giorni dal referendum - non può fermare la consultazione.
Ma per "accontentare" Leonessa ci sarà in ogni caso tempo. Infatti anche nell'eventualità di un voto favorevole alla secessione il lungo iter che è previsto per il trasferimento permetterà una mediazione. La stessa consigliera Anna Maria Massimi nel suo intevento di sabato ha parlato di una possibilità di sintesi "rispettando tutte le sensibilità".
Anche dopo il voto ci sarà tempo per trovare l'intesa

 

www.ilgiornaledirieti.it   3 novembre 2008

Sembra incredibile, dopo che per anni si è atteso invano che qualcuno facesse qualcosa di vero, concreto, tangibile e significativo per lo sviluppo della montagna nella provincia di Rieti e dopo promesse, smentite, altre promesse, picchetti in Regione, cambi e ricambi di leggi; ora che finalmente esiste una sensibilità da parte delle istituzioni riguardo a questo tema, ora che c'è la possibilità di fare qualcosa e che anche in Regione Lazio qualcuno ascolta questa dimenticata Provincia, qualcosa si inceppa. La società privata I.S.I.C. ha da tempo presentato un progetto per lo sfruttamento a fini sciistici del versante della Vallonina, mentre la Provincia di Rieti, coadiuvata dall'Ing. Costantini, ha redatto un progetto per la ristrutturazione degli impianti di Campo Stella e di Terminillo ed il loro collegamento ed ampliamento. A questo punto gli operatori economici di Leonessa e del Terminillo dovrebbero tirare un sospiro di sollievo. Che sia l'uno o l'altro progetto ad essere preferito ed avere il placet della Regione poco importa, è comunque una grande vittoria per chi tutto l'anno spera e prega per l'arrivo di qualche turista che gli consenta di tirare avanti. Cosa importa se sono 37 o 40 i chilometri di pista? L'importante è fare. Bene, anzi male perché proprio quando tutto sembra in procinto di arrivare alla sua naturale conclusione, proprio quando anche dalla Regione e dal temutissimo assessorato all'ambiente arrivano segnali di disponibilità, ecco che torna alla ribalta la “sporca”, vecchia politica. Anziché chiudere alle polemiche ed ingoiare anche il rospo per il bene di tutti, si ritorna alla carica con vecchie recriminazioni di oggi e di anni fa, con reciproci scambi di accuse, con azioni partigiane, richieste di tavoli tecnici (o pseudo tali) che servono soltanto a boicottare l'uno o l'altro progetto, senza considerare che da questa divisione potrebbe scaturire un nulla di fatto per entrambi i progetti. Tutto questo per togliersi i sassolini nella scarpa? Per vendetta? Per dire sono io il più bravo, o quello con l'intuizione giusta? Sono entrambi progetti che, se attuati, faranno la differenza per riportare il Terminillo ad essere una stazione sciistica di tutto rispetto e riportare un po' di vita nella lunghissima stagione invernale.

Essere politici, significa credere nel bene della popolazione che si amministra, significa fare tutto quanto possibile per migliorarne le condizioni, per vedere e dare opportunità di lavoro e di sviluppo. Il politico deve essere colui che risolve i problemi, non che li crea.

(Mario Felici)

I nostri lettori   3 novembre 2008

Caro Ferruccio,

Per me è un onore avere a Leonessa amici come te.

Felice Vita (ancora un volta, ancora una volta con estrema sincerità ed affetto).

giannibolletta@leonessa.org

 

Innanzi tutto vorrei scusarmi con tutti coloro che non residenti si interessano delle sorti di Leonessa i quali dopo le mie ultime affermazioni hanno creduto che io non apprezzassi il loro contributo al dibattito in questione. Anzi mi fa piacere sentitre i loro pareri. Inoltre sono convinto che senza di loro Leonessa sarebbe già morta e sepolta da tempo. Grazie amici. Le mie affermazioni non erano per disprezzare i vostri preziosi interventi, ma solo uno modo per tentare di spronare i residenti, quelli che dovrebbero essere più interessati, a dare il loro apporto alla discussione, e mi pare che, almeno in parte, ci sia riuscito.
Voglio ora tornare al confronto/dibattito dell'altra sera presso il teatrino parrocchiale.
Durante tutto il dibattito sarebbe dovuto emergere il perchè del SI ed il perchè del NO, invece, come d'altronde ho già affermato in altre circostanze, da parte dei fautori del NO (anzi del non voto) è emerso solo tanto livore in corpo nei confronti della Amministrazione comunale facendo affermazioni che erano prettamente politiche e utili a preparare la prossima campagna elettorale, deviando completamente il discorso del referendum.
Le elezioni amministrative si terranno ad aprile prossimo e solo in quella occasione vedremo quale sarà la squadra vincente che governerà Leonessa, ora il discorso è un altro, dobbiamo scegliere se si vuole passare in Umbria per cercare di migliorare o restare nel Lazio e continuare a vivere come abbiamo sempre vissuto, cioè nel completo abbandono da parte delle istituzioni.
  Spero proprio che i leonessani presenti al dibattito di sabato sera, dopo gli interventi, spesso alquanto ridicoli,  abbiano aperto gli occhi ed il 30 novembre/1 dicembre prossimi vadano a votare e dare il loro contributo al rilancio di Leonessa.
Caro Felice Vita, scusami, ma non posso fare a meno di farti una battuta, sperando non te la prenda, "Non è mai troppo tardi" il dover riconoscere di aver sbagliato non può che farti onore.
Ferruccio Armeni 

 

I nostri lettori   3 novembre 2008

 

Ho assistito al dibattito sul referendum e cosa ho visto Una diatriba politica vecchia e stucchevole.
Un vecchio e consumato politico che ripeteva una lezioncina preparata ma non rispondeva ad alcuni quesiti che ritengo importanti
chi c'è dietro il gruppo economico che vuole investire a Leonessa, con quali strumenti economici agisce, quale sarà il controllo del comune, quali sono i gruppi economici locali interessati. Troppo facile prendersela con la consigliera Massimi che con una uscita infelice  ha dimostrato la sua impreparazione; anche se,se si voleva sentirla veramente forse non doveva essere considerato il suo un intervento del pubblico e dargli un po' più di tempo. Avrei voluto capire perchè andare in Umbria fosse la panacea di tutti i mali e sopratutto perchè a Terni e non a Perugia.Avrei voluto sentire un operatore scistico, un operatore turistico, un commerciante, un agricoltore,un allevatore,un artigiano, un vecchio del paese o di qualche frazione, un giovane studente.Mi è sembrato che tutto fosse un gioco poltico ben definito. Penso che forse ci sia bisogno di forze giovani e fresche che VIVONO ed ABITANO nel territorio di Leonessa. La campagna elettorale è evidentemente iniziata. Non so se questo referendum servirà a Leonessa, sicuramente perderà un sacco di tempo. Saranno comunque gli abitanti di Leonessa a decidere e questo è giusto.
Un saluto affettuoso
Raffaele Pirisi

 

 3 novembre 2008

Referendum Dibattito a Leonessa -  Verso il referendum Faccia a faccia tra i rappresentanti del Sì e del No -  Un voto per progettare il futuro -  Confronto acceso a Leonessa: in sala oltre duecento persone  - "Non andate a votare, perché non si vota per un progetto che non c'è". "Votate Sì per lasciare una Regione troppo distratta da Roma". Così Giuseppe La Bella (comitato per il No) e Paolo Trancassini (Sì) hanno concluso gli appelli al voto a chiusura del confronto pubblico che è andato in scena - davanti ad una platea di circa 200 persone - sabato pomeriggio al teatro parrocchiale di Leonessa.
 "Non andate a votare, perché non si vota per un progetto che non c'è", "Votate Sì per lasciare una Regione troppo distratta da Roma". Così Giuseppe La Bella (comitato per il No) e Paolo Trancassini (Sì) hanno concluso gli appelli al voto, a chiusura del confronto pubblico che è andato in scena - davanti ad una platea di circa 200 persone, compresa Anna Maria Massimi, consigliere regionale - sabato pomeriggio al  teatro parrocchiale. Un'ora e venti minuti circa di botta e risposta tra i due portavoce che hanno dato vita a uno scontro .gustoso che è sempre rimasto nei binari della pacatezza e della correttezza. Gli animi in sala si sono accesi, invece, solo dopo, quando hanno preso la parola diversi cittadini, qualche politico o amministratore è, per forza di cose, nel dibattito sono entrate vecchie ruggini legate a questioni amministrative locali. Le stesse che il portavoce del Sì, Trancassini ha  tentato di mantenere lontane dal dibattito fin dall'inizio: "Il nostro è un movimento trasversale, oggi mi trovo dalla stessa parte di persone che mi hanno combattuto per anni. Questa - ha continuato - non è una battaglia  per fazioni  politiche, visto che il Lazio deve pensare, giustamente, alle grandi  questioni della capitale e nostri problemi passano per forza di cose in secondo piano perciò chiediamo di trasferirci dove possiamo avere quantomeno più attenzione". La Bel la nella prima replica affonda subito: "Se ci sono dei problemi non bisogna scappare ma chiamare alle proprie responsabilità tutti: Regione, Provincia e amministrazione comunale. Poi - ha proseguito - ancora nessuno ci ha detto se dall'altra parte, l'Umbria, sono  pronti ad accettare i nostri progetti. Tutta questa storia mi pare più un bluff non riuscito".. Un tema caldo questo, e  Trancassini non si sottrae: "Abbiamo parlato di viabilità, .di sistemi turistici e di sanità, finché uno di questi vertici non è uscito sui giornali creando problemi". Il discorso in breve è scivolato su quello che Trancassini ha ribattezzato "il litro che ha fatto traboccare il vaso" ossia il no agli impianti della Isic sulla Vallonina. Il portavoce dei secessionisti parte dal progetto, alternativo, della Provincia: "Ci dicono che tagliare 30 ettari di bosco è un danno immane perciò ne abbattono 60, che i Sic-Zps che valgono da una parte si possono oltraggiare dall'altra, che bisogna lasciare un progetto cantierabile per uno sulla carta. Mancano i sette nani, poi la favola è completa". La Bella non si scompone e ribatte: "Regione e Provincia non hanno detto no agli impianti, hanno solo presentato un progetto alternativo che nelle prossime settimane avrà anche un copertura finanziaria. Perché dobbiamo dire no a priori? Poi siamo sicuri che il progetto della Isic è totalmente finanziato? Da quanto ne so io si tratta di un fondo immobiliare da riempire e visti i tempi che corrono...".Il dibattito entra nel vivo, come ci si aspettava, sugli impianti e Trancassini non tarda a replicare:."Quello è un progetto chiuso; pronto per essere realizzato: e se c'è una norma che vieta la realizzazione dir  quegli impianti di risalita me la attacco nel bagno perché non mi sopporto più. Quel progetto è stato approvato da Comune, Provincia, assessori provinciali ed un primo tempo dalla Regione. Tutti ignoranti! C'è, è pronto, perché ne devo fare un altro?" Allora La Bella torna sulla storia del bluff: "Il problema non è l'isolamento, ma gli impianti, o meglio quegli impianti di risalita".( Paolo Di Basilio )

 3 novembre 2008

Referendum -  Sabato il lungo e proficuo confronto tra i Comitati del Sì e del No all'Umbria ha rivelato che il vero obiettivo è di essere di nuovo ascoltati dalle istituzioni Leonessa contro l'isolamento -  I favorevoli: «Ai tempi dell'unità d'Italia guardavamo a quella regione» - Sarebbe servito almeno il doppio dello spazio del teatrino parrocchiale di Leonessa per contenere la massa di cittadini che sabato hanno voluto assistere all'atteso confronto tra il portavoce del Comitato per il Sì al referendum di aggregazione all' Umbria, Paolo Trancassini, e il portavoce del No, Giuseppe La Bella.
Quasi 200 persone hanno affollato i locali dove i due hanno spiegato le loro ragioni, in un clima si caldo, ma assolutamente sereno. Oltre due ore e mezza di dibattito colmo di contenuti iniziato con gli appelli di Trancassini e La Bella ai propri concittadini. Tra gli argomenti affrontati le ragioni storico culturali dell' eventuale passaggio, l'annosa e sentita vicenda degli impianti da sci, gli eventuali scenari di sviluppo e la necessità di combattere l'isolamento della comunità leonessana.
Trancassini da parte sua ha ricordato diversi finanziamenti che nel corso degli anni sarebbero potuti arrivare nelle casse leonessana poi dirottate dagli enti sovraordinati su altre destinazioni demograficamente più consistenti. E ancora, ha puntato sulla disattenzione della Regione verso le esigenze più volte sottolineate da Leonessa per sviluppare la propria capacità economica e occupazionale, vedi impianti Isic. «Questa non è una battaglia politica ma di territorio". Ormai, anche a chi aveva dubbi, e chiaro che questa mossa per il sottoscritto non è conveniente a livello politico, ma sono orgoglioso di portare avanti. questa battaglia perché in una Regione di 600 mila abitanti sicuramente le nostre ragioni saranno ascoltate, cosi come quelle di altre piccole comunità - ha detto Trancassini - e, storicamente, nel momento della costituzione dell'Italia Leonessa guardava all'Umbria».
«Pensare che si possa indire un referendum solo per gli impianti da sci della Isic non è accettabile - ha spiegato invece La Bella dal punto di vista storico, sin dalla costituzione della provincia reatina Leonessa ne è parte integrante, quindi noi non vogliamo fare salti nel buio. Non vi è un eventuale progetto di sviluppo futuro che giustifichi il passaggio in Umbria. Riteniamo che si debba rimanere in questa Regione, fare le nostre battaglie qui, cambiare registro qui, spingere sui nostri rappresentanti provinciali e regionali per risolvere i problemi».
 Marco Fuggetta

 3 novembre 2008

 Affollata assemblea al teatro parrocchiale: Paolo Trancassini per il sì e Giuseppe La Bella per il no al referendum "accende" Leonessa - Il richiamo dell'Umbria sempre più forte, ma si teme il salto nel buio di - Come in chiesa per un matrimonio, i "parenti" del sì da una parte - con scritte e coccardine, però quelli del no dall'altra, e al tavolo del teatro parrocchiale gli officiantii di un rito, quello referendario pro o contro l'Umbria, ne liberatorio ne purificatore. Non ancora, almeno, perché se fair play e rispetto pure c'è stato tra l'avvocato Paolo Trancassini - peroratore della causa umbra - e l'avvocato Giuseppe La Bella - difensore dell'onorabilità laziale - nel dibattito insieme al confronto sugli orizzonti "geopolitici" del momento si son fatte sentire pure vecchie tensioni tutte paesane. Ma Leonessa è paese di campanili, e i leonessani gente impastata di orgoglio montanaro e spirito di cambiamento: diversamente non si passa un pomeriggio intero al teatro (almeno 200 i presenti) a ragionare di ciò che si è stati - abruzzesi, fino al 1927 come puntigliosamente ricordano i fautori del "no" - e ciò che si è, reatini sì ma con buona parte della vita sociale ed economica del paese che gravita sulla confinante Umbria, come senza sforzo ribadiscono i sostenitori del "sì". L'incontro, moderato con sagacia da Marco Fuggetta del Tempo (oggi trasmesso da MepRadio a partire dalle 12,40), comincia con una sorta di intervista a Trancassini e a La Bella - che da' loro la possibilità di riepilogare le posizioni pro o contro la secessione - e prosegue con gli interventi del pubblico, e tra il pubblico anche la consigliera regionale Anna Maria Massimi. Difendere lazialità e reatinità è dura per tutti ma ci si prova e comunque, finalmente, ci si confronta: non bastasse il veto sugli impianti della Isic in Vallonina si torna indietro nel tempo fino a rispolverare il sogno della galleria per Leonessa (con i soldi del progetto preliminare dirottati nella provincia romana dalla Regione). Ne lusinga più di tanto Trancassini e i suoi l'afflato per la Sabina di alcuni comuni della provincia romana e che il collega consigliere provinciale Vincenzo Lodovisi coltiva da qualche settimana fidando nell'ospitalità di un altro teatro parrocchiale, quello di Passo Corese. Un segno dei tempi, certo, con l'asse che scivola sempre più verso la Sabina, ma se la Massimi invita a cogliere l'occasione della "ristrutturazione" dell'hinterland romano a seguito dell'avvento di Roma capitale, Trancassini, al contrario, invita a scappare dal Lazio più in fretta ancora, trovando sulla strada dell'Umbria un compagno di viaggio come il presidente provinciale dei Verdi Roberto Lorenzetti chissà quanto gradito. Sono i paradossi della politica, con i territori che premono per avere occasioni di confronto (stasera a Cantalice i compagni del Pd hanno chiamato "a rapporto" i vertici del partito sul nuovo progetto di rilancio del Terminillo) e cercano spazi. Così qualcuno ha chiesto conto dei contatti già avuti con l'Umbria, perché poi la paura - vera e/o agitata - è che alla fine si cambi tutto per non cambiare nulla. Lasciando insomma a Leonessa pur sempre lo status di paese di frontiera. Mai comodissimo.
(ALESSANDRA LANCIA)

 

www.leonessa.org   2 novembre 2008

Non sono residente a Leonessa, e quindi non ho titoli, come molti amici leonessani pensano a ragione, per poter parlare del referendum. Mi sembra oltremodo corretto non pronunciarmi, perchè i veri problemi li conosce chi abita a Leonessa tutto l'anno, e non un semplice villeggiante come me. Ma da semplice cittadino elettore, spero mi consentiate una riflessione. La giunta Marrazzo "governa" il Lazio anche "per merito" del sottoscritto, ed è anche "per merito" del sottoscritto che consiglieri regionali come Anna Maria Massimi si impegnano ogni giorno del loro mandato per il buon governo della Regione. Sinceramente tutto mi sarei aspettato (e dico tutto), meno veder risollevata, nel corso del dibattito pubblico sul Referendum del 30 novembre - 1 dicembre,l'annosa questione concernente il Meridione d'Italia.

Credo non fossero queste le risposte che si attendeva la comunità leonessana, almeno la parte che ha compreso quanto sia fondamentale il passaggio referendario per il proprio futuro.

Proprio l'Onorevole Massimi ha affermato :

" Come cittadina e persona che conosce un po' la storia e che è abituata per cultura a fare analisi sociali, economiche,storiche , io vorrei dire che è vero, Leonessa è una zona di confine e la storia ha dimostrato proprio perchè Leonessa nella storia ma da tanto, tanto indietro, è passata continuamente da uno stato all'altro, da una situazione all'altra. E questo probabilmente non le ha consentito di avere un identità. Però, proprio per questo motivo, credo sia importante, trovarla questa identità e creare questa identità. E non so Paolo (Paolo Trancassini, portavoce Comitato per il SI,ndr) perchè tu sei molto sicuro circa questo, non so se questa identità Leonessa la potrà trovare passando in Umbria. Dico questo perchè Qualche giorno fa è uscito un bellissimo articolo di una storica di Rieti, della Provincia di Rieti, che concludeva con questa domanda: Ma è meglio per Leonessa appartenere al Lazio Nord o all'Umbria sud? Non è una cosa indifferente. Noi sappiamo perfettamente che in ogni stato, in ogni territorio, in ogni regione, il nord, guarda caso, è sempre più ricco ed il sud  è sempre più povero o comunque ci sono differenze di questo tipo...."

Lascio ai lettori ogni commento.

Avrei preferito che l'Onorevole Massimi ci avesse spiegato il significato della Sua affermazione (cito testualmente)  "Gli impianti di Leonessa sono un problema di sensibilità politica".

Avrei preferito che L'Onorevole Massimi ci avesse raccontato perchè è stato fatto fallire un progetto come quello della ISIC, non di identità.

Leonessa non cerca  un'identità, perchè la sua è già forte ed orgogliosa. Cerca una certezza di sviluppo.

Ed il mio innamorato augurio è che trovi prestissimo questa certezza.

Ma sono sicuro però, e di questo chiedo scusa ai miei amici di Leonessa, che il mio voto è stato per la loro città solo un ostacolo.

Non succederà più, promesso.

Felice Vita.

giannibolletta@leonessa.org

I Nostri Lettori   30 ottobre 2008

 

Vorrei rispondere a Danilo Rauco, con il quale ho avuto la fortuna ed il piacere di fare diverse sciate primaverili, proprio dove dovrebbero sorgere gli impianti della ISIC, devo dire che dove li prevede il Comitato Campostella la neve si era sciolta  già da un pezzo.
Ha pienamente ragione quando afferma che a Leonessa non c'è la sensibilità per sfruttare a pieno ciò che la natura ci offre con tanta abbondanza, è altrettanto vero, però, che purtroppo ricadiamo in una regione che, nonostante il suo territorio sia per il 54% montano, la sua amministrazione non prevede un assessorato alla montagna, non c'è la possibilità di creare figure professionali che possano approfittare della montagna, vedi Accompagnatori e Guide, però, in compenso, abbondano enti inutili come le comunità montane.
Anche gli interventi della provincia, sembrano privi di una seria programmazione: basti pensare che ha finanziato la costruzione di una piscina coperta a Pian de valli e nel frattempo la "Cardito Nord" è chiusa.
Vogliamo parlare della scuola a Leonessa? Quanti POF(Piani di Offerta Formativi) prevedono corsi di educazione ambientale? (lo sapevate che a Leonessa esiste un Laboratorio di Educazione Ambientale), quanti bambini sanno distinguere un faggio da un cerro...? Quanti sono mai stati accompagnati al Riofuggio.
L'amministrazione comunale avrà tutti i difetti ma non credo sia la madre di tutti i mali: ce n'è un pò per tutti: avanziamo critiche ma sempre liberi da lacci e lacciuoli!!!!
 
 
Saluti
 
Roberto Armeni

 

www.mepradio.it   31 ottobre 2008

Leonessa: Referendum 2008 - sabato 1° novembre - alle ore 17.00 - confronto pubblico tra TRANCASSINI e LA BELLA

E' ormai tutto pronto per l'attesissimo incontro-dibattito pubblico che aprirà la campagna elettorale leonessana riguardante il Referendum secessionista per chiedere l'aggregazione alla Regione Umbria. L'appuntamento, che vedrà il confronto tra i portavoce dei due comitati referendari, Paolo TRANCASSINI per il SI e Giuseppe LA BELLA per il NO, si svolgerà sabato 1° novembre, alle ore 17.00, presso il teatro parrocchiale della chiesa di San Pietro, in Piazza VII Aprile. Moderatore il collega Marco FUGGETTA (de Il Tempo). La manifestazione, che sarà registrata integralmente da MEP Radio Organizzazione, verrà riproposta lunedì 3 novembre, alle ore 12.40 (subito dopo il GR nazionale di POPOLARE Network).

I Nostri Lettori   31 ottobre 2008

Nella rassegna stampa di questa mattina, come ultimamente succede spesso,compare il nome di Annamaria Massimi, consigliere della regione Lazio. La signora Massimi, molto impegnata a trovare una sintesi tra il progetto della ISIC e quello della provincia, è la stessa signora che in una pubblica assemblea, organizzata a Leonessa (Hotel La Torre) subito dopo le elezioni regionali, dai rappresentanti di quello che oggi si definirebbe pd, prendendo la parola, affermò che ciò che Leonessa aveva ricevuto dalla precedente amministrazione regionale era ormai acqua passata, la situazione era cambiata ed in sostanza non avrebbe più goduto dei favori dalla nuova amministrazione. Si spinse  anche oltre, minacciando di interrompere anche i contributi già stanziati se in quel momento non ci fossero stati i mandati di pagamento pronti.
A quella assemblea io c'ero e c'erano anche molti di coloro che sono impegnati nel comitato per il NO. Mi chiedo: come fanno costoro ancora a difendere l'indifendibile? Lo fanno veramente in maniera disinteressata? Oppure hanno qualche "obbligo" politico a cui sottostare?

Saluti

Roberto Armeni

I Nostri Lettori   31 ottobre 2008

Questa e-mail  è giunta in redazione il 30 ottobre 2008 alle ore 18:39 ma è finita, stranamente nei messaggi scartati come "spam". Ci scusiamo per il ritardo con cui viene pubblicata.

Noi siamo veramente lusingati che anche Danilo Rauco, come tanti altri amici di www.leonessa.org, legga con frequenza giornaliera questa rassegna stampa.

E non ci sembra affatto una stranezza.

Grazie per l'attenzione

                                                                                                                                       La Redazione di www.leonessa.org

 

Ho preso l’abitudine, strano ma vero, di leggere con quasi una frequenza giornaliera, la rassegna stampa della vostra redazione e mi sono sentito coinvolto dall’invito rivolto da Ferruccio sulla scarsa partecipazione al dibattito di leonessani che vivono la realtà (quale?) di Leonessa. Leonessa è ormai un paese che vive in completa solitudine, ma non perchè mancano le vie di comunicazioni (che sono certamente importanti), ma perché ormai l’isolamento lo abbiamo raggiunto grazie alla mancanza di quella comunicazione “verbale” necessaria e fondamentale per far crescere una piccola realtà come la nostra. Non siamo più capaci di confrontarci, di coinvolgerci, di costruire qualcosa insieme per il “bene comune” perché ormai è stato letteralmente perso di vista (il bene comune). Tornando al referendum sono condivisibili (non accettabili) tutte le opinioni ma, certamente, il mea culpa dovrebbero essere altri soggetti a farselo e non, come abituati, a scaricare le proprie colpe addosso ai vari rappresentanti politici provinciali o regionali. Si impronta un referendum portando alla ribalta impianti da sci, strade interrotte, battaglie di territorio, della fauna selvatica, del fatto che da quando siamo bambini non è cambiato nulla! Ma i progetti, quelli veri, concreti, quelli che cambiano, dove sono? Quali sono gli argomenti veri su cui dovremmo o avremmo dovuto coinvolgerci tutti insieme per iniziare questo percorso (referendum)? La risposta è semplice: non ci sono! A leonessa sono anni che non si realizzano progetti perché non esiste la benché minima cognizione di progettare qualcosa di concreto; come si fa a rimproverare alla politica provinciale o regionale che non siamo ascoltati quando non abbiamo argomenti da proporre? Potrei condividere quanto dice Roberto Armeni sul cammino di Francesco, ma non sono d’accordo perché noi non siamo pronti a parlare di sentieri di montagna; i nostri politici comunali non hanno la minima idea di come va sfruttata la montagna. Lo dimostra il sentiero che era stato realizzato qualche anno fa e che collega leonessa con la torre di Fuscello; basta passarci per vedere in che condizioni è ridotto! Non siamo pronti a parlare di sviluppo sciistico perché non abbiamo alcuna idea di come si fa; lo dimostrano le stazioni sciistiche di Monte Tilia e Campo Stella acquistate dal comune e lasciate nel più completo abbandono. Lo dimostra lo stesso progetto Isic redatto in un territorio completamente vincolato da un SIC (sito di interesse comunitario) accettato dallo stesso comune e che purtroppo ha vincolato anche una piccola porzione di Campo Stella. Lo dimostra la totale incompetenza di alcuni soggetti che parlano di vento, di condizioni climatiche, di rischi idrogeologici come se fossero “professionisti” del mestiere ma che in realtà non conoscono neanche minimamente le “loro” montagne! Concludendo dobbiamo ripartire dalla comunicazione che è l’unica strada percorribile per risolvere i nostri innumerevoli problemi e mettere prima di ogni altra cosa l’interesse del “bene comune” che è da troppi anni ormai perso di vista e non fuggire di fronte alle nostre responsabilità.

 

Cordiali saluti

Rauco Danilo

 

  31 ottobre 2008

Domani nella Sala parrocchiale tra i portavoce dei comitati de "si" e del "no" - Leonessa si prepara al confronto - Fino a sera il consiglio regionale non ha affrontato la discussione - Il consiglio regionale è iniziato  in ritardo   e all 17 ancora si discuteva l'articolo 3 della legge regionale "Disposizioni per il contenimento della spesa pubblica relativa agli organi delle comunità montane", presentato dai consiglieri Ciaralli, Brancati, Laurelli, Gargano, Celli. Sono stati presentati diversi emendamenti, discussi in un clima poco collaborativo, tanto che all 17:30 circa il OCnsiglio è stato sospeso per circa 30 minuti, su richiesta del consigliere e vicepresidente del consiglio, Bruno Prestagiovanni  (An) . La minoranza propende per l'eliminazione delle Comunità montane a favore dell'associazionismo sovracomunale e il consigliere Cicchetti aveva da poco terminato di dire che i cittadini "hanno una fila di enti che li sovrastano, li schiacciano e legano le mani". Al momento no sappiamo se la seduta consiliare andrà avanti ad oltranza per discutere i punti successivi, vale a dire la mozione presentata da Cicchetti, Pallone , Rubilotta, Prestagiovanni "impianti sciistici della Vallonina" e la mozione "Programma interventi per il Terminillo" presentata dai consiglieri Perilli, Massimi, Fontana,Carapella,Fineschi,Garano,Foschi. Al pinto successivo la definizione e qualifica di ospedale di montagna e le norme di assistenza sanitaria nei territori montani. Dunque Leonessa ed i Leonessani, ancora una volta, possono aspettare. Tempo per revocare il Referendum ci sarebbe ancora, bisognerà vedere gli esiti del secondo tavolo tecnico promesso dall'assessore Zaratti, ma non ancora convocato. Nascerà un punto di incontro fra il progetto Isic e il progetto presentato dalla Provincia? Manca un mese al 30 novembre. Il Referendum dovrà avere una maggioranza assoluta (50% + 1) degli aventi diritto al voto, poi bisognerà vedere se vincerà il si o il no,dopodichè la parola passerà al Parlamento. Domani, alle 17, nel teatrino della sala parrocchiale di Leonessa, si confronteranno per la prima volta i portavoce dei due fronti: Paolo Trancassini per il si, Giuseppe La Bella per il no. Il sindaco Alfredo Rauco annuncia che sarà un dibattito di larghe vedute:"Non chiediamo il referendum solo per la Vallonina, semmai questa è stata la goccia finale. C'è stata una carenza generale di attenzione cha ha riguardato, tra l'altro, la viabilità e la difesa del Presidio 118". Per La Bella il passaggio in Umbria sarebbe "un salto nel buio: senza presentare alla Regione umbra un progetto di sviluppo complessivo ci sono solo delle aspettative e non mi risulta che il Comune di Leonessa abbia chiesto su l'Umbria ci vuole; vorrei aggiungere che gli urbanisti umbri hanno vincoli anche più pesanti". Per La Bella ci sono anche delle strade per lo sviluppo del territorio, non solamente lo sci. "Nessuno ha mai chiesto un Dop (denominazione di origine protetta, ndr) per la patata di Leonessa, anche se ogmni anno si tiene la Sagra. Trancassini è stato eletto vicesindaco 18 anni fa: perchè ci ha messo così tanto a chiedere il referendum?. Il dibattito si annuncia interessante, anche perchè La Bella  non condivide nemmeno le ragioni di carattere etnico e culturale "più vicine all'Abruzzo che all'Umbria". Paolo Trancassini difenderà le sue ragioni fino in fondo, anche perchè, come ha sottolineato nel corso del consiglio provinciale "questa non è una fuga, perchè ci vuole del coraggio ad andarsene, ma non vediamo altre alternative". Trancassini chiede inutilmente una risposta: "Perchè non è stato applicato il decreto di Pecoraro Scanio per salvare dai vincoli i progetti in itinere".

(Francesca Sammarco)

  30 ottobre 2008

 

 Leonessa, rinvio in Consiglio  - Tiene banco la discussione sulle Comunità montane  - Leonessa, atto terzo: ancora un rinvio. Il consiglio regionale di ieri è stato sospeso e rinviato a questa mattina, ma prima di passare all'esame delle due mozioni per Leonessa il Consiglio dovrà concludere la discussione sul riassetto degli enti montani, iniziata ieri mattina. Anche questo punto rappresenta un grosso scoglio da superare e si potrebbe profilare un ulteriore rinvio. La mozione dei consiglieri di maggioranza, Penili e Massimi, "sollecita la giunta ad approvare il progetto presentato dalla Provincia" (alternativo a quello della Isic ndr), la mozione del consigliere di minoranza Antonio Cicchetti chiede di "includere nel progetto la Vallonina", il che significa ruotare continuamente intorno allo stesso problema. Un tavolo tecnico si è tenuto in Regione martedì  scorso e questa volta c'erano tutti: il sindaco Rauco, il consigliere provinciale Trancassini, i tecnici del Comune di Leonessa, Paciucci e Zelli, il geologo Chiaretti, l'ingegnere Pignatelli della Isic, il presidente della Provincia Melilli, il vice presidente Giocondi con il geometra Costantini, i consiglieri regionali Massimi e Cicchetti, l'assessore regionale all'ambiente Zaratti con il dirigente Cecconi; Correva l'anno 2006 quando l'ufficio regionale all'Ambiente, presa visione del progetto della Isic, aveva chiesto di presentare l'impatto ambientale, cosa che Leonessa ha fatto, ma la vantazione regionale sull'impatto ambientale non è mai arrivata, mentre il Comune aspettava fiduciosa una risposta. L'ipotesi progettuale presentata dalla Provincia non tocca la Vallonina, dove ci sono vincoli europei insormontabili (non è possibile il taglio di 30 ettari di bosco dove ci sono Sic e Zps), "ma anche il progetto della Provincia - replica Trancassini - prevede un taglio di bosco (63 ettari) e anche in quella zona, che è il versante Leonessa Cantalice, ci sono Sic e Zps. Il progetto costa di più (70 milioni di euro) e il geologo ha sollevato problemi idrogeologici, senza contare che la zona e particolannente ventosa, e il vento è il peggior nemico per la neve". Molto pragmaticamente Trancassini ha detto a Zaratti: "Se un sacrificio ambientale va fatto, che si faccia dove ha una utilità". L'assessore si è detto disponibile ad un ulteriore incontro tecnico e vedremo come si potrà uscire da questa empasse. Annamaria Massimi non nasconde la delicatezza della questione: "Le osservazioni sono già state prese in considerazione dai tecnici della Provincia, comunque verificheremo ancora il progetto della Isic e quello della Provincia in un ulteriore tavolo tecnico". (Francesca Sammarco)

I Nostri Lettori   30 ottobre 2008

 

Spero che le ultime notizie arrivate dalla Regione facciano aprire occhi e mente a chi  vuol far finta di non capire; ,il progetto della Provincia o del comitato di Campostella è aria fritta e soprattutto irrealizzabile  poichè quella zona è  a rischio Idrogeologico come è evidenziato dagli atti depositati in Provincia ed in comunità Montana. Inoltre i settanta milioni di Euro  per la realizzazione dove li prendono ? Il  bilancio  della regione come noi tutti sappiamo e  in rosso  (basti vedere i tagli alla sanità, alla Addizionale Regionale che paghiamo e che è  tra le più alte d'Italia e cioè  1,40% ). Ed il bilancio della Provincia è in rosso scuro...
E  gli imprenditori  ci sono?
Se quella zona era idonea la ISIC  l'avrebbe presa in esame  è avrebbe concentrato tutto li.
Leonessani spero che adesso vi siete fatti un idea  di dove sia la verità e dove albergano le frottole; qualcuno vuole che rimaniamo nella povertà e nell'isolamento cosi posso avere buon gioco, confidando nell'ignoranza della gente. Questo è un treno che passa e che bisogna assolutamente prendere tutti insieme,per il bene di Leonessa  e per un futuro  migliore e felice per tutti.
Ed è per questo che dobbiamo andare a Votare in massa  e Votare SI.
                                                                                                                                              ROSCETTI MARIO

 

I Nostri Lettori   30 ottobre 2008

Purtroppo è vero, si sta parlando troppo di impianti di risalita, ma vorrei ricordare che se non fosse stata brandita la "clava" del referendum, i vari progetti sarebbero rimasti chiusi in qualche faldone della provincia o della regione e nessuno se ne sarebbe mai occupato.
Parlando invece dell'attenzione da parte delle amministrazioni nei confronti del territorio di Leonessa, vorrei fare solo un esempio: qualcuno di voi ha mai sentito parlare del Cammino di Francesco? Bene, è un percorso che collega i Santuari francescani della provincia di Rieti; parte di questo cammino va da Poggiobustone, sfiora il territorio di Leonessa ed arriva addirittura a Pian de valli, dove non mi sembra ci sia nessun santuario.
Allora, se hanno ritenuto opportuno coinvolgere Pian del valli, non si poteva coinvolgere anche Leonessa, dove invece i francescani ci sono stati ed hanno lasciato anche tracce importanti?
Perchè la provincia di Rieti non ha mai coinvolto Leonessa nei suoi piani di sviluppo turistico? sempre che ce ne fossero....
A questo proposito, vorrei ricordare che non più tardi di un mese fa circa, la Provincia di Terni ha invitato il Sindaco di Leonessa insieme a quello di Polino, per sviluppare insieme un percorso turistico che, partendo dalle Cascate delle Marmore (400000 visitatori l'anno!) arrivi fino al nostro Comune: solo rapporti di buon vicinato?

Cordiali saluti.

Roberto Armeni

I Nostri Lettori  30 ottobre 2008

 

Sono molto soddisfatto di aver ridato vita al dibattito sul referendum. Credevo che non interessasse più a nessuno, ma avrei piacere che al dibattito ne prendesse parte qualche leonessano che vive la realta di Leonessa perchè ci abita per tutto l'anno,  no solo chi conosce Leonessa a fine settimana. Forse sarebbe più interessante.

 

Ferruccio Armeni

 

Noi non finiremo mai di ringraziare quanti hanno scelto queste pagine per esprimere la loro opinione, con educazione e rispetto.

E, soprattutto, in assoluta libertà.

Di tutto questo, siamo orgogliosamente fieri.

Forza Leonessa, forza....

La Redazione di www.leonessa.org

I Nostri Lettori   29 ottobre 2008

Rispondo a Ferruccio ARMENI fornendo un mio personale contributo al dibattito. Lo spirito “ecumenico” di cui è intrisa la sua nota merita senz’altro un plauso. Non sono tuttavia d’accordo con lui sul richiamo all’unità-identità leonessana al “buio”.E si perché il Referendum, così come proposto, per usare un termine di moda, è “irricevibile”.Torno, infatti, a ribadire che se questo nobile strumento di democrazia non fosse stato usato come una “clava” da brandire per ottenere gli Impianti targati ISIC, avrebbe avuto senz’altro un senso.Il senso, ovviamente, doveva essere fondato su un “progetto”. Mi spiego: vado nella Provincia di Terni e quindi nella Regione Umbria perché “è” l’unica possibilità per veder realizzati i progetti, e non i sogni, di una popolazione.Presentarsi senza progetti, ma solo con una “rabbia atavica”, non servirà a niente ed a nessuno…anzi! E poi noi siamo abituati a combattere contro tutto e contro tutti ed il “tentativo di fuga” non è certamente onorevole.Le colpe inoltre, finalmente anche qualcuno del “SI” lo ammette, sono solo nostre. Nostre perché abbiamo permesso che il nostro Altipiano fosse amministrato per quasi un ventennio in maniera, eufemisticamente scrivendo, disastrosa. Nostre perché abbiamo concesso fiducia a dei rappresentanti provinciali, regionali e soprattutto statali che non hanno dato nulla forse perché non sono stati messi in condizione di poterlo fare.Serve quindi “scappare” o forse sarebbe meglio solo cambiare registro?Questo Referendum, ed è sotto gli occhi di tutti, è chiaramente un “bluff” e come tale è stato già scoperto.Se davvero, infatti, fosse stato messo in discussione  l’ “orgoglio leonessano” o in atto “la Madre di tutte le battaglie per il territorio” avrebbe avuto senso partecipare al “teatrino” delle Commissioni Tecniche per ottenere una “via d’uscita diplomatica” al Referendum (rectius: “piatto di lenticchie riscaldate”)?

Ho visto, inoltre, porre in atto un tentativo, risibile più che goffo, di dare un contenuto etnico a questa “battaglia”.  Cerchiamo, sempre se possibile, di essere seri….il “ricongiungimento alla Madre Umbria” è la peggiore delle offese all’intelligenza del leonessano.

L’invito dell’ARMENI di non fare la nostra politica ma la loro non può essere peraltro accolto!

 Giuseppe LA BELLA

labella@studolabella.it

I Nostri Lettori   29 ottobre 2008

 

A me sembra che si stia discutendo solo di impianti di sci che significano interessi economici non indifferenti. Non ho mai visto gruppi economici ( mi farebbe piacere sapere quali sono ) che intervengono senza tornaconti. Dove c' è troppo denaro che circola ci vuole un controllo sociale ferreo;è in grado il comune e gli amministratori di praticarlo? Si faccia quello che può servire allo sviluppo, ma si consideri che la bellissima Leonessa è il suo territorio fatto di borghi, di agricoltura, allevamento, commercio la vecchia e sana old-economy che ha permesso alla popolazione di non morire di fame nei momenti più bui della storia. C'e un grande schieramento mediatico di radio, televisioni e giornali con personaggi politici che appaiono in posa e di profilo per affermare la loro presenza con le elezioni che si avvicinano, ma ormai la politica è diventata solo questo. Il referendum mi sembra una inutile perdita di tempo, Cortina dovrebbe insegnare qualcosa. Si creino consorzi con i comuni umbri vicini, si sviluppino economie legate ai prodotti locali farro, patata,allevamenti ecc. Si faccia agricoltura a Km O. Sono stato anni fa a Redipuglia al sacrario della prima guerra mondiale ho visto le trincee dove sono morti migliaia di uomini che non sapevano nemmeno parlare in italiano e mi veniva una tristezza a pensare che adesso si pensa che la via più semplice sembra sia  dividere il nostro paese, è patetico pensare che Tarquinia vuole andare in Toscana e Gaeta in Campania ( la redazione di una radio ha dato la notizia come una conquista .... bah!) per non parlare di chi parla di Padania. Sabato si assisterà ad un gioco delle parti molto preciso ma stantio. Mi sembra comunque molto deleterio questo continuo piangersi addosso ed accusare regione ,provincia,comune, se ci sono forze economiche e secondo me nel comune ci sono agiscano e facciano proposte che portino fuori dalla logica impianti si o no.      

Scusatemi ma a me Leonessa  piace troppo.

Raffaele Pirisi

 

 

I due articoli sotto riportati riferiscono della stessa riunione.

Sinceramente, sembrano due riunioni differenti...

Ci chiediamo : e se fosse vero che il progetto alternativo della Provincia ( ma è quello del Comitato impianti Campo Stella ?) taglia più ettari di bosco e costa di più di quello tanto osteggiato della ISIC e sponsorizzato dal Comune di Leonessa,

ma allora, di che si discute ??

La Redazione

 29 ottobre 2008

Referendum - II progetto di Leonessa per il Terminillo fa concorrenza a quello della Pisana -  La Regione apre sugli impianti  -  Così la giunta Marrazzo prova a bloccare il movimento pro Umbria Marco Fuggetta ó Si è tenuto ieri a Roma il tanto atteso tavolo tecnico sul futuro del Terminillo e, in particolar modo, sul nodo relativo agli impianti da sci che i leonessani vorrebbero veder sorgere sulla Vallonina. In Regione erano presenti il sindaco Alfredo Rauco, il portavoce del comitato per il Sì all'adesione all'Umbria Paolo Trancassini, il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli, il vice Roberto Giocondi, tecnici delle varie amministrazioni e infine l'assessore regionale all'ambiente Filiberto Zaratti oltre, ovviamente, ai tre consiglieri regionali Mario Perilli e Anna Maria Massimi (Pd) e Antonio Cicchetti (An).
«Almeno siamo stati presi in considerazione», commentano i sostenitori del progetto Isic, il progetto di impianti sciistici sostenuto dagli amministatori leonessani. Sul tavolo ieri però è finito soprattutto il progetto alternativo. Per capirci, quello presentato al consiglio regionale da Perilli e Massimi e approfondito in Consiglio provinciale dall' assessore Roberto Giocondi.
«Il loro progetto - commenta Trancassini - prevede il taglio di 63 ettari di bosco, il doppio di quelli previsti dal nostro progetto, e costerebbe intorno ai settanta milioni di euro, contro i nostri cinquanta». Oltretutto «il progetto di Regione e Provincia sorgerebbe in una zona piena di vento e con rischi idrogeologici. Alla fine del tavolo l'assessore Zaratti ha detto che guarderà finalmente con serenità al nostro progetto».
«Se è vero che ormai anche in Regione si è fatta strada l'idea che per lo sviluppo bisogna essere pronti ad un sacrificio ambientale, noi saremmo pronti a confrontarci, magari anche rivedendo il progetto Isic conclude il consigliere provinciale - Ma ho paura che si continui a fare melina».
Oggi stesso Zaratti dovrebbe concordare con i reatini una data per l'aggiornamento del tavolo mentre nel Consiglio odierno il punto all'odg riguardante il piano di interventi sul Terminino potrebbe essere ritirato.
(Marco Fuggetta)
 

  29 ottobre 2008

 Alta tensione alla Regione sui progetti per il Terminillo -  Molto tesa, per essere una riunione solo informale, quella di ieri pomeriggio in Regione sulla nuova ipotesi progettuale in (ehm) pista per il rilancio del Terminillo.. Davanti all'assessore regionale Filiberto Zaratti e ai tecnici del settore Ambiente le delegazioni di Provincia e Comune di Leonessa si sono presentate sostanzialmente l'una contro l'altra armate e così quello che doveva essere l'esame del nuovo progetto della Provincia a cui sta lavorando l'architetto Daniele Costantini è diventato una sorta di confronto all'ultimo impianto con la versione originale della Isic fatta poi propria nel 2006 dalla Giunta Melilli. L'incontro è durato un paio d'ore ed ha avuto momenti molto aspri con la delegazione di Leonessa guidata dal sindaco Rauco e dal capogruppo di An Trancassini ma composta anche di tecnici di fiducia dell'amministrazione oltre che dei progettisti dell'Isic - che è tornata a chiedere conto del mancato via libera al progetto che faceva della Vallonina il fulcro dei nuovi impianti e delle nuove piste di sci del Terminillo. Per la Provincia c'erano il presidente Fabio Melilli, che ha ribadito la necessità di non lasciar cadere questa nuova opportunità che si apre per cercare uno sviluppo complessivo della montagna, e il vice Roberto Giocondi che ha affiancato l'architetto Costantini nell'illustrazione del suo piano di massima. Presenti all'incontro anche i consiglieri regionali Cicchetti (An) e Massimi(Pd), in cerca di una mediazione difficile al momento da trovare. Nessuna decisione nel merito è stata infatti assunta e difficilmente lo sarà oggi, nonostante il punto sia all'odg nell'odierna seduta di consiglio regionale: Leonessa ha chiesto infatti alla Regione un nuovo incontro tecnico stavolta tutto sul progetto Isic, perché di rinunciare alla neve della Vallonina non se ne vuole sentir parlare.
A.L.

 

I Nostri Lettori   29 ottobre 2008

Dopo gli ultimi articoli de "Il Tempo" con le interviste dei fautori del SI e del NO mi è sembrato chiaro una cosa: E' iniziata la campagna elettorale per conquistare l'ambita poltrona da Sindaco.
I fautori del NO al passaggio di Leonessa in Umbria con le loro dichiarazioni dimostrano la loro viscerale avversione all'attuale Amministrazione comunale plaudendo allo stesso modo il comportamento delle Amministrazioni Provinciale e Regionale.
Io personalmente non ho nulla in contrario nell'asserire che l'attuale Amministrazione comunale è stata in questi anni alcuanto latitante, ma non posso dire certamente che quella provinciale e quella regionale si siano comportate molto bene, soprattutto nei confronti di Leonessa.
Ora però sarebbe opportuno di lasciare perdere tutto ciò, anche perchè le elezioni amministrative sono alquanto vicine e nessuno sa come andranno a finire, pensiamo invece al referendum e vediamo se votando SI al passasggio in Umbria potremmo avere o no dei benefici.
Iniziamo con il precisare a chi asserisce che la nostra storia va verso l'Abruzzo che, intanto non essendoci continuità territoriale, tornare con L'Aquila non è proprio possibile, quindi mi piace ricordare che la nostra vicinanza storica all'Umbria è molto più certa di quanto non si lo creda. Il Castello più impurtante del territorio leonessano vorrei ricordare che è stato quello di Narnate, il Comune di Leonessa, al sorgere del Regno d'Italia, aveva richiesto con più atti deliberativi di far parte del territorio umbro, fino a qualche anno fa inoltre la maggior parte del territorio leonessano ricadeva giuridicamente nella Curia Vescovile di Spoleto.
Prima di parlare di storia sarebbe meglio documentarsi.
Inoltre sarebbe da notare che la gran parte dei leonessani per cure varie si riversano spesso verso l'Umbria. Sarà per caso? I nostri commercianti si riforniscono quasi esclusivamente in Umbria e questo non certo da oggi. Per ultimo sarebbe bene notare che le uniche volte in cui Leonessa ha avoto qualche beneficio, pochi per la verità, è successo quando la nostra circoscrizione ricadeva con Terni e Perugia e soprattutto grazie a politici umbri.
A questo punto vogliamo parlare di viabilità? non mi sembra asolutamente da trascurare.Norcia, Cascia ed altri paesi dopo il terremoto sono risorte, e noi?
Ma insomma non vi sembra che questo dovrebbe essere il momento buono per alzare la testa per farci ascoltare! Qui non è questione di impianti si o impianti no, che sono impirtanti capiamoci ma non sono tutto.
Per una volta dimostriamo di essere uniti e facciamo come in più occasioni i nostri predecessori hanno dato prova di essere leonessani veri.
Ferruccio Armeni   
 

 

 27 ottobre 2008

«Leonessa umbra? Ma qui siamo più legati all'Abruzzo» - il nostro viaggio tra i sostenitori del Sì o del No al referendum, ancora in programma, per il distacco dalla Regione Lazio- Proseguiamo nel viaggio all'interno della popolazione di Leonessa tra le ragioni del Sì e quelle del No al distacco dal Lazio. «Sospetto che questa storia del referendum sia il tentativo di coprire il fallimento delle ultime amministrazioni comunali - spiega Stelvio Cerroni contrario all' aggregazione all'Umbria - Si parla di andare in Umbria ma non c'è una progettualità, non c'è nulla di serio. Oltretutto non abbiamo proprio nessun contatto con l'altra provincia nella quale dovremmo andare. Anche dal punto di vista storico siamo più legati all'Abruzzo che all'Umbria».
«Francamente noi non sappiamo perché è stato indetto il referendum - aggiunge Celeste Perilli tra i sostenitori del No - Addirittura ho sentito parlare di referendum della rabbia. Il Comune si lamenta dell'isolamento di Leonessa, ma mi viene da chiedere: loro cosa hanno fatto per stringere i rapporti con Provincia e Regione? Non c'è mai stata collaborazione, dal Comune non hanno mai recepito un progetto, hanno cercato lo scontro. Faccio un esempio. È solo grazie alla Provincia che abbiamo ottenuto un milione di euro per Campo Stella. A Leonessa sono anni che non viene un rappresentante politico, ma semplicemente perché neanche li invitano».
«Abbiamo iniziato questa lunga e sofferta battaglia - spiega invece Antimo Cipicchia, sostenitore del Sì - solo per i nostri diritti. Qui non ci sono colori politici, è una battaglia di territorio che portiamo avanti da circa quattro anni. E comunque noi non parliamo solo degli impianti da sci.Le problematiche leonessane irrisolte sono tante: dalla viabilità alla caccia, passando per la sanità, fino ad arrivare alla cattiva gestione dei fondi per i rimborsi dei danni da fauna selvatica».
«L'errore di fondo - sottolinea Nardino Cesaretti del Comitato per il Sì - è che qualcuno non ha capito che questa poteva essere l'occasione per dimostrarci uniti nel rivendicare i nostri diritti e invece si sta trasformando in una contrapposizione politica che non giova a nessuno. Soffriamo la distanza mentale da Roma. Qualsiasi richiesta di piccole comunità, come la nostra, a Roma finisce in un mucchio di altre e non viene neanche presa in considerazione. In Umbria invece c'è sensibilità per i piccoli territori e prima o poi le richieste vengono almeno discusse. Sono 35 anni che a Leonessa non vengono realizzate opere. Caso strano le ultime sono state realizzate prooprio quando il collegio elettorale era formato da Rieti, Terni e Perugia. Pensate alla rappresentanza politica di oggi, quasi tutti sabini. Con tutto il rispetto per la bassa Sabina, ma a noi chi ci rappresenta?».
( Marco Fuggetta)

 26 ottobre 2008

Leonessa : a confronto le tesi di chi è favorevole o contrario al referendum per abbandonare il Lazio. Il paese si sente trascurato «Forse l' Umbria ci darà gli impiantì» Quelli del No accusano: nessuno ha ascoltato prima cosa pensasse la popolazione - Siamo andati a Leonessa per tastare l'umore dei sostenitori del Sì e del No in vista dei referendum per l'aggregazione all'Umbria in programma per il 30 novembre e il 1° dicembre. «Sarebbe stato più democratico ascoltare 1a popolazione prima di deliberare la richiesta di referendum - commenta Antonella Antonelli, contraria al distacco dal Lazio - Nessuno conosce i motivi per cui bisognerebbe andare in Umbria. Mi sembra anche un paradosso che Leonessa chieda finanziamenti per Campo Stella e poi porti avanti questa lotta sugli impianti della Isic che non prevedono un rilancio di Campo Stella». Dello stesso avviso Marisa Coiante. «Andarsene dal Lazio solo per gli impianti è riduttivo, pensando soprattutto al fatto che l'Umbria ha vincoli e tutele ambientali ancora più stringenti. Non c'è neanche affinità tra l'amministrazione comunale e quella umbra. Vorrei chiedere ai promotori del Si, molti dei quali residenti a Roma e Rieti, se anche loro verranno con noi in Umbria se dovesse passare il referendum, È un'evidente contraddizione». «È ora di finirla di farci i dispetti - spiega invece Giancarlo Rosati, sostenitore del Sì - Bisognerebbe lasciar perdere politica e campanilismi, questa era ed è una battaglia da condurre tutti insieme per il futuro. Non possiamo continuare a ragionare con la testa di chi Leonessa neanche la conosce. Gli impianti sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Qualcuno parla di disagi che potrebbero esserci cambiando regione ma io porto un solo esempio tra i tanti: l'anno scorso abbiamo dovuto aspettare quasi un mese per vedere rimuovere un sasso che impediva il transito sulla strada». «Il nostro comitato non è formato, per la grande maggioranza, di gente che fa politica e non è legato all'amministrazione comunale - aggiunge un altro sostenitore del Sì, Ruggero Zelli - Consideravamo gli impianti l'ultima chanche per il futuro. Da quando sono bambino qui non è cambiato nulla, non è stata fatta nessuna opera, neanche la strada è diversa. Ci volevano togliere anche il 118. Sugli impianti ci hanno preso in giro. Adesso qualcuno per convincere a non andare in Umbria sta portando ad esempio ipotetici disagi francamente paradossali. A Leonessa i cittadini hanno voglia di cambiare, di essere ascoltati e rispettati. Con il referendum siamo convinti di poter dare un futuro ai nostri figli e, se non dovesse passare, nessuno potrà rimproverarci nulla».
(Marco Fuggetta)

 24  ottobre 2008

Dal Touring Club "bandiera arancione" -  Leonessa, confermata la Bandiera arancione -  Il riconoscimento del Touring Club  -  Confermata alla città di Leonessa la "Bandiera arancione" del Touring Club Italiano, E' arrivata nei giorni scorsi al Comune di Leonessa la notizia della conferma della "Bandiera arancioone", marchio di qualità per le località dell'entroterra promosso dal Tri. Il prestigioso riconoscimento, concesso a Leonessa nel 2003, è stato riconfermato per avere "soddisfatto, in tutte le aree di analisi, i requisiti richiesti dal Modello di Analisi Territoriale", come ha sottolineato la comunicazione del Tci. Ricordiamo che il riconoscimento viene sottoposto a verifica biennale, dopo una lunga analisi delle caratteristiche ambientali, turistiche e di accoglienza del territorio. Il riconoscimento, valido fino a tutto il 2010, premia l'impegno costante dell'Amministrazione Comunale al raggiungimento di una ottimale qualità di vita, sia per i residenti che per i numerosi turisti che continuano ad apprezzare, in maniera sempre maggiore, il territorio leonessano. .

 

  23 ottobre 2008

Leonessa, la Regione rimanda la palla al Comune di - Consiglio regionale lampo sul caso Leonessa: discussione aperta e chiusa in fretta in attesa che il Comune prenda visione del nuovo progetto sul Terminillo allo studio della Provincia e valuti se al di là dello stralcio della Vallonina impianti e piste previste anche per il comprensorio leonessano possano essere considerate una buona occasione o comunque un motivo sufficiente per fermare la macchina già accesa del referendum pro-secessione dal Lazio. «Prendo atto del rinvio chiesto dai consiglieri regionali per sviscerare nel dettaglio i due programmi, il nostro e il loro - ha detto il sindaco Alfredo Rauco ai microfoni di Mep Radio - Come noi, anche la Isic si riserva di valutare i problemi sorti e le soluzioni prospettate. Dispiace che delle cose di cui stiamo parlando oggi se ne poteva discutere già due anni fa, mettendosi intorno a un tavolo, valutando le disponibilità del pubblico e quelle del privato: come comune di Leonessa saremmo favorevoli anche ad una società mista se gli obiettivi sono condivisi. Solo che ci devono spiegare bene se c'è una scappatoia oppure dov'è che sta il vincolo insormontabile». E mentre a Roma il consiglio regionale procede nel suo ordine del giorno - c'è il riordino delle comunità montane, roba che a occhio e croce pure dovrebbe interessarci - e i consiglieri reatini confabulano con l'assessore all'Ambiente Filiberto Zaratti, da Rieti "in ascolto" il vice presidente della Provincia Roberto Giocondi scalpita: «II nostro progetto è qui a disposizione di tutti, di Leonessa e del consigliere Cicchetti: unica condizione, che lo si analizzi senza pregiudizi. Ma quand'è che vengono a vedere le carte? Ho chiesto personalmente al sindaco Rauco di farlo, mi ha risposto che prima aspettava l'esito del consiglio regionale...». Un po' lungo e tortuoso come giro, anche per un leonessano abituato alle curve. (Alessandra Lancia)

  23 ottobre 2008

 Ieri si è riunito il consiglio, prossima seduta in programma mercoledì Leonessa: fumata nera in Regione - Convocato per lunedì mattina il tavolo tecnico La mozione per discutere le proposte di Perilli, Massimi e Cicchetti  - Liquidata in pochi minuti Leonessa e Terminillo, altro rinvio -  Lunedì incontro tecnico e mercoledì nuovo consiglio regionale -  Leonessa e lo sviluppo del Terminillo: ennesimo rinvio. La mozione per discutere le proposte presentate dai consiglieri di maggioranza Mario Perilli e Anna Maria Massimi e quella del consigliere di minoranza Antonio Cicchetti, liquidato in pochi minuti. Lunedì si terrà un incontro tecnico e mercoledì è fissato un nuovo consiglio. Intanto il 30 novembre, data del referendum, si avvicina a grandi passi. Oltre al progetto originario della Isic e a quello proposto la scorsa settimana in consiglio provinciale, si affaccia una terza ipotesi progettuale, che potrebbe rappresentare un compromesso fra i due. Ma il nodo è sempre quello: trovare una scappatoia ai vincoli ambientali, perché entrambi i progetti prevedono abbattimento di alberi.Il tempo a questo punto stringe, e un annesimo rinvio non sarebbe visto bene dai leonessani.
"Sarà la consigliera Anna Maria Massimi a farsi portavoce delle nostre problematiche - commenta a caldo il sindaco Rauco - a noi non resta che prendere atto  di questo ulteriore rinvio, che servirà, spero, a trovare soluzioni. Nulla in contrario alla fusione dei due progetti, con interventi pubblici e privati, ma non voglio essere preso in giro e se esiste una scappatoia ce lo devono dire". Più diretto il consigliere Antonio Cicchetti "il primo passo per una discussione seria è che mercoledì il consiglio approvi la modifica, abrogazione o sospensione dell' efficacia della legge regionale che pone i vincoli sull'abbattimento degli alberi nella Vallonina. Il resto si risolve. Cicchetti richiama al decreto dell'ex Ministro Pecoraro Scanio,che faceva  salvi progetti già in itinere e quello della Isic era cantierabile". "I vincoli strangolano Leonessa e lunedì sarà un tavolo tecnico, non politico -prosegue - perché ci deve essere il contraddittorio con gli esperti di neve a Leonessa e al Terminillo. La neve sciabile, che non viene spazzata via dal vento e che dura fino a maggio è a Vallonina. Non vorrei che il progetto della Provincia individui una zona dove la neve viene spazzata via, cosa che richiederebbe interventi che il privato non intende fare e servirebbero fondi pubblici". Il consigliere Mario Perilli ha spiegato il tavolo tecnico che si è tenuto martedì in Provincia per discutere la terza soluzione e non esclude "fondi in finanziaria 2009 con risorse triennali per strutture al Terminiillo". Al tavolo di martedì scorso in provincia "noi comunque non siamo stati invitati" ha sottolineato 'Rauco. Intanto, siccome "perder tempo a chi più sa più spiace", Paolo Trancassini e il sindaco Rauco hanno tenuto una riunione di giunta nella "sala Rutuli" del consiglio regionale. "Non è la prima volta che facciamo una riunione di giunta fuori dai confini comunali. Un anno e mezzo fa la facemmo a Palazzo Chigi". Tra le delibere approvate dalla giunta "in trasferta" l'accordo integrativo per la bonifica del sito inquinato di Valle Foglia a Leonessa "su cui sia io che Trancassini siamo stati indagati e prosciolti" e un accordo con gli allevatori per l'utilizzo delle biomasse. Trancassini ironizza come sempre: "Il Terminillo diventerà la terza favola della Provincia, dopo la ferrovia e il raddoppio della Salaria. La mia sensazione è che questa è una palla che scotta e non c'è il coraggio di andare in consiglio e fare un atto di forza, anche con il rischio di spaccare la maggioranza. C'è un solo progetto credibile e finanziabile, il nostro". Fra i presenti alla Pisana anche tre tecnici della Isic. Sabato a Leonessa è prevista una riunione del Comitato per il no con i membri del direttivo, per decidere le prossime mosse e concordare con la controparte il confronto tra i due portavoce referendari: Paolo Trancassini per il sì e Giuseppe La Bella per il no.
(Francesca Sammarco)

 23 ottobre 2008

 Referendum e impianti sciistici, la Regione prende tempo - Dopo una «pausa di riflessione» di una settimana per trovare una mediazione sul caso Leonessa, ieri il Consiglio regionale doveva scrivere la parola fine sull'annosa vicenda degli impianti. E invece la soluzione adottata dalla Pisana è stata un nuovo rinvio della discussione in merito alla mozione presentata dalla maggioranza la settimana scorsa nella quale si prospettava un progetto alternativo rispetto a quello di impianti sciistici targato Isic, sostenuto dai leonessani, «per provare a trovare una soluzione terza che coinvolga tutti» - ha spiegato il consigliere Mario Perilli (Pd) - «Ci sono tutti i presupposti». Di tutt'altro avviso gli amministratori leonessani che ieri hanno voluto, simbolicamente, tenere la riunione di giunta presso i locali per il pubblico della sede regionale. «Prendo atto dell'ennesimo rinvio di una settimana - commenta Alfredo Rauco - Speriamo che stavolta questo rinvio sia utilizzato veramente per mettere a confronto tecnicamente i due progetti. Resta il rammarico dato dal fatto che ciò di cui si parla oggi poteva essere discusso almeno da due anni».
Consigliere Mario Perilli alla ricerca di una soluzione che accontenti tutti . Nel corso della seduta avanzata la proposta di un terzo progetto.(Marco Fuggetta)


 

  21 ottobre 2008

Oggi l'ultima occasione per evitare il referendum  - Terminillo il consiglio regionale  - LEONESSA - Dopo sette giorni si ritorna al punto di partenza. O quasi. E' convocato per oggi il consiglio regionale. All'ordine del giorno ci sono di nuovo, come mercoledì scorso, le mozioni denominate "Interventi sul Terminillo" che hanno l'ambizione di disinnescare la bomba del referendum secessionista di Leonessa. Probabilmente verrà replicato il copione di sette giorni fa con le mozioni contrapposte di maggioranza (firmate anche dai consiglieri regionale Mario Perilli e Anna Maria Massimi) che ingloba di fatto il piano di interventi della Provincia che prevedono l'ampliamento delle aree sciabili anche sul versante nord, ma non nella Vallonina e quella della minoranza (firmata anche da Cicchetti) che invece ingloba il progetto che la società Isic intenderebbe realizzare e finanziare sul versante nord, Vallonina compresa. Molto si giocherà sulla capacità di portare credenziali (leggi fondi, ossia soldi) al progetto della Provincia. In ogni caso sembra difficilissimo fermare il cammino del referendum che dovrebbe svolgersi, salvo colpi di scena, il 30 novembre ed il 1 dicembre.

 

 19 ottobre 2008

Risposte lacunose e tardive. Non sarà facile far recedere a questo punto  i leonessani dalle loro intenzioni dì staccarsi dai Lazio per passare con l'Umbria. Il referendum,indetto per il 30 novembre e il i dicembre, molto probabilmente si svolgerà. Sarà necessario un piccolo miracolo per fai cambiare idea a una popolazione fortemente delusa dalle scelte politiche, dalle polemiche e dalle contrapposizioni tra partiti, enti e istituzioni. Dibattiti, annunci, promesse disattese, comizi: ne abbiamo viste di tutti i colorì. I risultati, però, sono stati poco soddisfacenti. A volte addirittura inesistenti. Non sempre, purtroppo, gli interessi delle popolazioni delle aree montane sono state tenute nella giusta considerazione. E successo così che sugli impianti sciistici progettati per assicurare sviluppo al territorio di leonessa (e non solo) è stata fatta confusione a non finire. Screzi, ripicche, presunte conveniente personali e partitiche hanno posto il velo su decisioni importanti che andavano adottate. Nell'interesse di tutti. Ora si tenta dì correre ai ripari dimostrando di avere idee poco chiare. Come se la lezione non fosse servita. Ma saranno i cittadini, statene certi, a presentare il conto. Che s'annuncia salato.
(FRANCESCO DI SALVATORE)

 

  18 ottobre 2008

Leonessa in Umbria? Colpa di Provincia e Regione -"LEONESSA verso l'Umbria? La comprensibile reazione di un'amministrazione che si sente ostacolata dall'irresponsabile comportamento di Provincia e Regione". Un nuovo impianto al Terminillo nel versante leonessano rappresenta uno dei nodi di rilancio dell'economia non solo per il comune ma per l'intera provincia. Per questo continuare a ostacolare la realizzazione di un progetto già approvato e finanziato mi sembra un comportamento assolutamente irresponsabile da parte delle amministrazioni di Provincia e Regione; Comprendo a questo punto la volontà di fuggire da parte dell'amministrazione di Leonessa che si vede ostacolata nel proprio tentativo di sviluppo". Non usa mezzi termini il Senatore Cicolani per muovere una critica alle amministrazioni di Provincia e Regione, da tempo "in lite" con Leonessa per la realizzazione dei nuovi impianti sciistici al Termiinillo. "Definirei irresponsabile il comportamento di Provincia di Rieti e Regione Lazio che a fronte di un progetto esecutivo approvato e con la presenza di investitori pronti a mettere sul tavolo i 56 milioni di euro necessari per l'opera, ancora ostacolano la realizzazione del nuovo impianto sciistico sul monte Terminillo - denuncia Cicolani - Si tratta di un'occasione irripetibile, un motore che trainerebbe lo sviluppo dell'intera provincia di Rieti: si garantirebbero centinaia di posti di lavoro già nei prossimi due o tre anni per i lavori di realizzazione della struttura. E successivamente ci sarebbero decine di occupati sugli impianti e altre centinaia e centinaia se si considera l'indotto turistico e quello a supporto della nuova struttura. Mi sto battendo perché il dibattito in Provincia e in Regione si" concluda ma non con l'ennesimo blocco da parte dei Verdi e degli ambientalisti: blocco incomprensibile in questo contesto di crisi". Ma intanto, pur di ottenere il proprio impianto, l'amministrazione di Leonessa è disposta a 'fuggire' in Umbria. Il prossimo 30 novembre e primo dicembre i cittadini andranno al referendum per decidere dell'eventuale trasferimento': "Mi viene in mente la situazione di un ragazzo che trattato male e trascurato dai genitori alla fine scappa di casa. Il comune vede nell'avversione dell'amministrazione di Provincia e Regione un ostacolo al proprio sviluppo e ha una reazione. Un comportamento comprensibile.' Però siamo ancora in tempo, perché di fronte a possibilità di sviluppo concrete l'ammministrazione di Leonessa potrebbe revocare il referendum. Provvedimenti del governo? Si tratta di una questione della quale rispondono Regione e Provincia. I miei appelli erano finalizzati a un 'pressing' nei confronti della Pisana per trovare una soluzione", conclude Cicolani.
 

I Nostri Lettori   18 ottobre 2008

 

Come immaginavo il referendum si sta riducendo ad una diatriba stantia tra Melilli e Trancassini e tra forze politiche.
Vorrei sentire un agricoltore, un artigiano ( fabbro,ciabattino...), un abitante dei borchi, un boscaiolo, un ristoratore,un commercinte di prodotti locali,qualcuno che viene a Leonessa per la bellezza dei luoghi.
La grancassa mediatica si è messa in moto, ormai si pensa che la politica si fa così . Io penso che le persone nel loro piccolo e le comunità di popolo possono ancora contare.
Raffaele Pirisi

 
Comunicato Stampa   18 ottobre 2008

 

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LAZIO, LA SETTIMANA IN CONSIGLIO REGIONALE

 

Il Presidente Guido Milana ha convocato il Consiglio Regionale del Lazio, in seduta ordinaria, nelle giornate di lunedì 20 ottobre alle ore 14.30,  e mercoledì 22 ottobre, alle 15, in via della Pisana.

 

All'ordine del giorno di lunedì 20 la  proposta di legge regionale n. 408 del 7 ottobre 2008 concernente: "Misure urgenti in materia sanitaria".


Gli argomenti prioritari all’ordine del giorno di mercoledì 22, invece, sono i seguenti:

 

1. Interrogazioni a risposta immediata all'assessore ai Lavori pubblici Bruno Astorre concernenti: "Comune di Anzio-sito archeologico antico porto romano" e "Assegnazione di 115 milioni di euro ai piccoli Comuni".


2. Interrogazioni a risposta immediata all'assessore all'Ambiente Filiberto Zaratti concernenti: "Autorizzazione discarica amianto-località Valle Caja (Pomezia)", "Inquinamento da polveri sottili nel comune di Guidonia", "Situazione ambientale della città di Frosinone-tratto stradale Monti Lepini", "Aumenti tariffe Tarsu nei comuni serviti dal consorzio Gaia", "Tutela, salvaguardia e piano di assetto del parco dell'Appia Antica", "Acque di balneazione di Fregene nel comune di Fiumicino", "Area camping posta in Colfelice (FR)-Via Selva".


3. Mozioni concernenti: "Programma di interventi per il Terminillo".


4. Proposte di legge regionale esaminate in forma abbinata ai sensi dell'art.61 reg.:


-proposta di legge regionale n. 383 del 5 giugno 2008: "Soppressione delle comunità montane ed interventi regionali a favore dell'associazionismo sovracomunale".

-proposta di legge regionale n. 390 del 23 giugno 2008: "Primo riordino delle comunità montane in attuazione dell'art. 2 della legge 24 dicembre 2007 n. 244".

- proposta di legge regionale n. 404 del 12 settembre 2008: "Disposizioni per il contenimento della spesa pubblica relativa agli organi delle comunità montane".

Proposta di legge regionale n. 404 del 12 settembre 2008 concernente "Disposizioni per il contenimento della spesa pubblica relativa agli organi delle comunità montane e per la revisione delle zone omogenee di cui alla legge regionale 22 giugno 1999 n. 9 (Legge sulla montagna) e successive modifiche" (testo base ai sensi dell'art.. 61, c. 3, Reg.).

5. Designazione di tre esperti in materie giuridiche ed economiche nel Comitato tecnico per il monitoraggio degli enti pubblici dipendenti.

6. Designazione di quattro componenti nel Comitato regionale per le comunicazioni – CORECOM.


7. Designazione di un componente nella Consulta regionale per la salute mentale in sostituzione del Signor Rinaldo Perini, dimissionario.


8. Elezione del Difensore Civico della regione Lazio.


9. Designazione di tre componenti del Consiglio di Amministrazione dell'Agenzia regionale per la promozione turistica di Roma e del Lazio S.p.A..

10. Proposta di deliberazione consiliare n. 65 del 26 marzo 2008 sull'approvazione del Piano della riserva naturale di Monte Mario, di cui all'art. 26 della legge regionale 6 ottobre 1997 n. 29 "Norme in materia di aree naturali protette regionali" e successive modifiche ed integrazioni.

11. Proposte di legge regionale esaminate in forma abbinata ai sensi dell'art. 61 Reg.:


- Proposta di legge regionale n. 106 del 16 gennaio 2006: "Attribuzione della qualifica di ospedale montano all'ospedale A. Angelucci di Subiaco".


- Proposta di legge regionale n. 116 del 13 febbraio 2006: "Norme in materia di ospedali di montagna".


- Proposta di legge regionale n. 117 del 13 febbraio 2006: "Norme in materia di assistenza sanitaria nei territori montani".


- Proposta di legge regionale n. 119 del 16 febbraio 2006: "Asl RM/G Ospedale Angelucci di Subiaco - Qualifica di ospedale di comunità montana".

- Proposta di legge regionale n. 121 del 20 febbraio 2006: "Caratteristiche per la definizione di 'ospedale montano'. Riconoscimento della qualifica di 'ospedale montano' all'Ospedale A. Angelucci di Subiaco".



- Proposta del legge regionale n. 128 del 14 marzo 2006: "Norme in materia di ospedali di montagna"


Proposta di legge regionale del 16 maggio 2006 concernente: "Attribuzione della qualifica di ospedale montano all'Ospedale A. Angelucci di Subiaco" (Testo Unificato ai sensi dell'art. 61, c. 3, Reg.)


12. Mozione n. 331 concernente: "Sistema elettorale voto parlamento europeo".

 

Da lunedì 20 a venerdì 24 ottobre le commissioni permanenti e speciali del Consiglio regionale hanno programmato il proprio lavoro secondo il seguente calendario.

 

LUNEDI’ 20 alle ore 11, la  commissione Piccola e media impresa, commercio, artigianato presieduta da Gianfranco Bafundi (Pd) si occuperà dell’esame di sei schemi di deliberazione della Giunta regionale concernenti l'autorizzazione all'esercizio di altrettante cave, di cui due in provincia di Roma (di pozzolana a Genazzano e di calcare a Civitavecchia), due in provincia di Viterbo (basalto a Ischia di Castro e sabbia e ghiaia a Graffignano), una in provincia di Latina (pozzolana a Cisterna di Latina) e, infine, una in provincia di Frosinone (argilla a Pontecorvo). Seguirà l’esame di una proposta di deliberazione consiliare concernente una variante al Prg del Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Rieti. Infine sarà sottoposta all’esame della commissione la proposta di legge n. 349 del 21 dicembre 2007 concernente "Istituzione del Distretto industriale di lavoro e servizi di Fiumicino, denominato 'Città del volo'".

Alle ore 12 si terrà la seduta congiunta delle commissioni   Sicurezza, Lavoro e Scuola, presiedute rispettivamente da Luisa Laurelli (Pd), Giuseppe Mariani (Verdi) e Anna Maria Massimi (Pd). All'ordine del giorno la verifica dello stato di attuazione della legge regionale 10/2008 "Disposizioni per la promozione e la tutela dell'esercizio dei diritti civili e sociali e la piena uguaglianza dei cittadini stranieri immigrati.

 

MARTEDI’ 21 alle 11.30 la commissione Sanità presieduta da Luigi Canali (Pd) terrà l’audizione del direttore generale dell'azienda ospedaliera “San Camillo – Forlanini”, Luigi Marchitella, sulle “Problematiche chirurgia d'urgenza”.

Sempre alle 11.30 è prevista anche la seduta della commissione Sviluppo economico, ricerca, innovazione, turismo, presieduta da Domenico Di Resta (Pd). All’ordine del giorno lo schema di delibera n. 263/15^ “Approvazione schema di Avviso Pubblico per la manifestazione di interesse ai fini dell’individuazione degli interventi  straordinari per lo sviluppo economico del litorale laziale”, la proposta di legge n. 349 del 21dicembre 2007  “Istituzione del distretto industriale di lavoro e servizi di Fiumicino denominato ‘Città del volo’”.

 

 
MepRadio (www.mepradio.it)   17 ottobre 2008

 

Mentre dalla Pisana viene confermata per mercoledì 22 ottobre, alle ore 15.00, la seconda seduta regionale indirettamente dedicata al Referendum secessionista leonesano (punto n°3 dell’O.d.G. “Programma di interventi per il Terminillo”), sabato prossimo a Leonessa è prevista una riunione del Comitato per il NO, ristretta ai membri del direttivo, per meglio decidere le prossime mosse e concordare con la controparte l’atteso confronto tra i due portavoce referendari: Paolo TRANCASSINI per il SI e Giuseppe LA BELLA per il NO. Intanto, dopo la seduta di ieri del Consiglio provinciale, nessuna novità a riguardo della convocazione, da parte dell’Assessore all’Ambiente ZARATTI, del tavolo tecnico per il confronto definitivo tra il programma di interventi regionali e il progetto proposto dal Comune di Leonessa per la Vallonina. Ultimo tentativo, prima dell’Assise romana, per trovare un compromesso onorevole che possa disinnescare il Referendum del 30 novembre e 1 dicembre. << È il referendum della rabbia di chi non crede più, non nel territorio, ma alla politica - ha dichiarato TRANCASSINI. Finora è stato un teatrino sulle spalle di chi ha investito in previsione della realizzazione del progetto degli impianti di risalita. Il voto servirà a ribadire la dignità di una comunità che per motivi politici finora è stata calpestata. La battaglia di Leonessa è anche per conto terzi, è fatta per la montagna nella sua totalità. Bisogna avere la capacità di cambiare l'attuale sistema della politica e se questo non accade occorre avere il coraggio di andarsene e non la codardia del fuggire >>. << Spero che questa vicenda si chiuda con un accordo comune - ha risposto il Presidente dell’Ente Provincia MELILLI. E' importante continuare a lavorare con la Regione Lazio per trovare questo momento di rilancio. Non ho sottovalutato lo sforzo compiuto dalla società Isic S.p.A., nel costruire un'ipotesi di rilancio della stazione sciistica di Leonessa di cui comunque terremo conto. La Provincia è pronta ad entrare in società con il Comune di Leonessa anche domani per gestire insieme il rilancio dei suoi impianti. Voglio percorrere fino in fondo questa strada perché c'è ancora la possibilità di rilanciare insieme il territorio e da questa missione non possiamo sottrarci. Alla comunità di Leonessa vorrei dire solo una cosa: non si fugge. Abbiamo il dovere di raggiungere un obiettivo possibile ed io ci proverò fino in fondo. Abbiamo il dovere di rilanciare il Terminillo e siamo arrivati ad un passo dalla soluzione. Per questo chiedo a Leonessa di esserci e di fermare il referendum perché c'è ancora spazio per fermarsi. Invito la comunità leonessana a riflettere sulle difficoltà che l'aspettano - ha concluso Fabio MELILLI - nell'intraprendere un percorso che potrebbe essere lungo e tortuoso e che non si fermerà al solo esito del referendum, già di per sé un gesto di grande forza >>.

 

 17 ottobre 2008

Leonessa Referendum Melilli tuona «Fermatevi» - Leonessa - Smorza gli entusiasmi l'esito della seduta del Consiglio provinciale di ieri. Difficilmente il progetto del Terminillo vedrà la luce. Accuse e polemiche Referendum, passo indietro del presidente Melilli: «Ripensateci». Trancassini: «La rabbia è grande» - Difficilmente il Consiglio provinciale ad hoc sulla vicenda Leonessa tenutosi ieri fino a tarda sera produrrà effetti nella corsa verso il referendum di fine novembre. Il consiglio, che si era aperto pacatamente con l'intervento-appello del Presidente Fabio Melilli e la risposta pacata ma appassionata di Paolo Trancassini, nel prosieguo ha visto scaldarsi gli animi sia dei consiglieri sia del pubblico. Quasi tutti gli interventi si sono concentrati sul progetto di impianti di risalita, finanziato dai privati, che i leonessani vorrebbero realizzare da anni. Stando però alle parole della maggioranza questo progetto diffìcilmente vedrà la luce viste le decisioni sul Terminillo, confermate anche ieri, assunte dalla Regione Lazio. Semmai, un giorno non si sa quanto lontano, potrebbe realizzarsi un progetto alternativo, quello presentato mercoledì alla Pisana dai consiglieri Perilli e Massimi. «Siamo arrivati ad un passo dal rilancio del Terminillo - ha detto Melilli - Perciò chiedo a Leonessa di esserci e di fermare il referendum perché c'è ancora spazio per fermarsi». «È il referendum della rabbia di chi non crede più, non nel territorio, ma alla politica - ha risposto Trancassini - Finora è stato un teatrino sulle spalle di chi ha investito in previsione della realizzazione del progetto degli impianti di risalita. E nessuno ci ha ancora detto quale è la legge nazionale o europea che impedisce la realizzazione del progetto». Grande sostegno a Leonessa e al progetto Isic dall'intero centrodestra con Nicolai, Leonardi, Micarelli, Nobili e Cicchetti. Quest'ultimo ha ricordato che «lo stesso Marrazzo disse che gli impedimenti normativi erano superabili. Gli ampliamenti di piste si fanno dovunque». Infine Cicchetti ha rilanciato la proposta di «fare riunioni tecniche, basandosi sui dati, per l'intera settimana per decidere le sorti di una provincia e di una popolazione che si ritiene particolarmente legata a questo progetto». (Marco Fuggetta)
 

  17 ottobre 2008


VOGLIA DI SECESSIONE -  Non solo Leonessa, altri comuni reatini vogliono lasciare il Lazio. Non ci sono solo i movimenti di Leonessa a "sognare" di abbandonare il Lazio per confluire in una nuova Regione. In altri Comuni della Provincia di Rieri ci sono "cellule separatiste" che covano progeni analoghi. Ieri il consiglio provinciale della Sabina ha discusso proprio della scelta del referendum che a Leonessa porterà il 30 novembre e il primo dicembre a una consultazione popolare per scegliere se passare alla Provincia di Temi. Ma non c'è solo il paese della patata a voler andar via. Nelle vie del borgo di Amatrice, nella punta estrema a nordest della Regione, c'è chi ha lanciato l'idea di spostarsi nella Regione Marche, sotto la Provincia di Ascoli Piceno. Poi, ancora in Sabina ma in uno dei versanti opposti alla patria dell'amatriciana, nel Cicolano, c'è stato chi vorrebbe andare in Abruzzo, nella Provincia dell'Aquila. E, nell'angolo costeggiato dall'autostrada A1, a Magliano Sabina, un movimento preferisce muovere i propri passi per la provincia di Temi, in Umbria. Ma, allo stesso tempo, da parte opposta, si immagina anche il progetto della riunificazione della Sabina con la definizione dei confini dell'area metropolitana di Roma. Ieri il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli è stato relatore in consiglio provinciale proprio su Leonessa. «Faccio un appello all'unità», ha spiegato Melilli, «il legame tra Leonessa e il Lazio è indiscutibile. Volgere le spalle a Roma non risolve i problemi. Chiedo che oggi in consiglio provinciale non ci siano ne vincitori, ne vinti. Siamo a ridosso della rinascita del Tenninillo».
Mercoledì, in consiglio regionale, l'assemblea della Pisana aveva proprio discusso del programma di interventi per lo sviluppo del monte Termiinillo: è stata rinviata la votazione delle mozioni (una di maggioranza, l'altra di opposizione), per la prossima settimana. E proprio gli impianti sciistici della "montagna di Roma" sembrano essere, il motivo del contendere dei leonessani: «Abbiamo indetto il referendum per trasferirci dalla Regione Lazio alla Regione Umbria. Senza assicurazioni reali sullo sviluppo del Termiinillo noi andremo avanti con la scelta popolare. Il nostro obiettivo è di realizzare gli impianti sciistici», aveva detto infatti il sindaco di Leonessa Alfredo Rauco a margine dei lavori della Pisana. Intanto, pero, diverse altre comunità della Sabina guardano con interesse alla proposta separatista leonessana.
 

 

 16 ottobre 2008

  In cinquantamila sono venuti da tutto il Centro Italia per il tradizionale appuntamento gastronomico della Sabina Sagra della patata, successo mai visto  -  Leonessa Cittadina presa d'assalto- Preparati cento quintali  di patate  serviti in cinque piatti . - LEONESSA  - Un successo senza precedenti. Una manifestazione che si è definitivamente imposta come una delle più importanti del Centro Italia. Viste le polemiche di questi giorni, e la marcia di avvicinamento al referendum per aggregarsi all'Umbria, non si sa per quanto ancora questa festa farà parte dell'offerta turistica reatina anche in futuro. Ovviamente stiamo parlando della sagra della patata di Leonessa, che nel weekend trascorso ha calamitato nella cittadina guidata dal Sindaco Alfredo Rauco circa 50 mila persone.
Una fila interminabile di automobili che per l'intera giornata di domenica ha affollato la Salaria verso Ascoli Piceno e la strada che da Rieti giunge a Leonessa. Altro dato confortante è stato quello dei caravan e dei camper che hanno sostato per due-tre giorni a Leonessa. Anche in considerazione del grande afflusso degli anni precedenti infatti l'amministrazione comunale ha allestito diverse aree di sosta dove centinaia di camperisti hanno sistemato le loro vetture. E la festa è stata grande anche in termini di prodotti sistemati nel centro storico della cittadina assolutamente soddisfatti del riscontro avuto. Anche per la protagonista della festa si è registrato un successo clamoroso, con cento quintali di patate preparate per i cinque piatti proposti dal menù: gnocchi al sugo, gnocchi al tartufo, patate ripassate con salsiccia, patate fritte e lesse.
E ancora, tantissime persone, nonostante una giornata intera passata a Leonessa, hanno atteso lo spettacolo pirotecnico della «pupazza» svoltosi intorno alle 9.15 e il successivo, splendido, finale pieno di fuochi e musica proposto dal maestro Telesforo Morsani. Soddisfazione è stata espressa dall'amministrazione, dai volontari  e dalla Presidente della Pro Loco Elena Rauco.
( "Il Tempo" 16 ottobre -Marco Fuggetta)

 16 ottobre 2008

La Provincia Melilli: «Sarà un'occasione da sfruttare» - «Ormai la linea è chiara. L'intervento dell'assessore Zaratti ha ribadito la linea della Regione Lazio». A commentare a caldo l'esito del consiglio regionale sul caso Leonessa è il presidente della Provincia Fabio Melilli. «Siamo alla vigilia dell'atteso rilancio del Terminillo ha aggiunto - e vorrei fare appello a non perdere questa opportunità storica. Il progetto non soddisferà pienamente il Comune di Leonessa perché non riguarda la Vallonina ma comunque interviene su Campo Stella, Cantalice, sul Terminillo in generale, insomma può essere la grande opportunità di rilancio che tutti attendevamo. Domani (oggi per chi legge ndr) in consiglio provinciale lancerò un appello alla comunità leonessana affinchè lavori insieme a noi per far sì che questa opportunità di rilancio del Terminillo si concretizzi». Mar. Fug.
 

  16 ottobre 2008


Consiglio regionale semideserto per la discussione del caso Leonessa, l'amarezza del sindaco Rauco «Sviluppo del Termiinillo o scissione» Tocca all'assessore Zaratti mettere la parola "fine" alla vicenda Vallonina - Consiglio regionale semi deserto per la discussione sul caso Leonessa: una quindicina i consiglieri in aula, che dopo tre ore di discussione sulle due mozioni nel frattempo fiorite anche tra i banchi dell'opposizione, riaggioma i lavori alla prossima settimana. Il tempo di dare alle parti in causa la possibilità di confrontarsi e al consiglio provinciale, giusto oggi pomeriggio, di esprimersi compiutamente sulla vicenda. Vicenda dirottata dalla piazza e dalle frazioni del paese - da mesi in fibrillazione - fin sul crinale terminillese, con la maggioranza del centro sinistra che ha orientale la discussione al tema eterno del rilancio del Terminillo e con il centro destra a fare il tifo per gli impianti sciistici in Vallonina per sventare il referendum secessionista. Assente dal dibattito il presidente Marrazzo, tocca all'assessore Filiberto Zaratti mettere la parola "fine" alla querelle "Vallonina" e invitare (anche i leonessani) piuttosto a far tesoro di un piano più complessivo di rilancio del comprensorio terminillese, che potenzi l'attuale offerta impiantistica sia su Rieti che su Cantalice e Leonessa compatibilmente con il sistema dei vincoli presenti. «Mai creduto ai miracoli - il commento di Paolo Trancassini - e comunque da cattolico credo possano farli solo i santi. Qui dentro non vedo consiglieri con l'aureola». Più sconsolato ancora il sindaco, Alfredo Rauco: «Che dire? Sono deluso, cercavamo finalmente soluzioni e ci ritroviamo con tanto fumo». Un fumo che, nell'altro versante della barricata politica diventa invece «una risposta concreta alle istanze dei cittadini di Leonessa», come la mettono i consiglieri regionali del Pd Mario Perilli e Anna Maria Massimi. «Concreto il piano sul Terminillo? Ma per favore, di concreto al momento c'è solo la delibera della Provincia del giugno 2006 che comprendeva anche lo sviluppo della Vallonina con i soldi di finanziatori privati - dice il consigliere regionale di An Antonio Cicchetti - Il  piano che hanno tirato fuori ora non solo è ancora molto molto vago ma dovrebbe reggersi su finanziamenti pubblici e considerato lo stato delle casse della Regione non credo possa vantare una qualche concretezza».
 «II problema del rilancio del Terminillo sta nei vincoli - interviene a distanza il presidente della Provincia Fabio Melilli - E allora che si depongano le armi, che la politica si incarichi di trovare una sintesi e soprattutto che non si perda quest'occasione di dare all'intero complesso del Terminillo un piano di rilancio». Piano ancora un po' vago, però: «Perché è ancora in progresso: tempo 15 giorni e si andrà ad una definizione di maggior dettaglio con la Regione che per la prima volta ci da' non solo i fondi ma ci offre anche le piste su cui lavorare». E questo basterà ai leonessani per riporre le "armi"? «Agli amici di Leonessa dico che il separatismo non porta da nessuna parte ma che lavorando insieme per fare quello che si può .fare possiamo finalmente dare una soluzione a problemi annosi. E questa battaglia non deve avere ne vincitori ne vinti: lo dico sia ai sostenitori del sì che del no...». Per il resto appuntamento in aula consiliare alle 16,30. A microfoni (di Mep Radio) aperti, naturalmente. (Alessandra Lancia)

 

  16 ottobre 2008

 Convocato per oggi pomeriggio il consiglio "Caso Leonessa55 in Provincia RIETI - II Consiglio provinciale è stato convocato in seduta straordinaria ed urgente per oggi pomeriggio alle ore 15.30 (inizio lavori ore 16.30) per esaminare e discutere il seguente ordine del giorno: consultazione referendaria promossa dall'amministrazione comunale di Leonessa per il passaggio alla Regione Umbria (relatore Fabio Melillij; consiglio delle autonomie locali, designazione del rappresentante del consiglio provinciale di Rieti (relatore Giosuè Calabrese).
E' chiaro che sarà il primo punto all'ordine del giorno ad attirare maggiormente l'attenzione, e a incrementare il dibattito. Del problema, infatti, si è discusso anche m Regione, in considerazione del fatto che il voto referendario è stato fissato per il 30 novembre e il primo dicembre.
 

Cinque Giorni   16 ottobre 2008

Terminillo e referendum Leonessa, dibattito in Consiglio regionale Al termine di un lungo dibattito sul programma degli interventi per il Terminillo e sul referendum del 30 novembre prossimo per il passaggio di Leonessa all'Umbria, il Consiglio regionale del Lazio ha rinviato la discussione e il voto delle mozioni alla prossima settimana. La decisione è stata concordata tra maggioranza e opposizione in attesa del Consiglio provinciale di Rieti previsto per domani pomeriggio. Unanime, negli interventi dei consiglieri, l'impegno a evitare la consultazione per il distacco di Leonessa dal Lazio, primo referendum del genere nella storia della Regione. Il Consiglio di oggi era chiamato a discutere la mozione "Programma di interventi per il Terminillo" proposta da Mario Perilli (Pd), Anna Maria Massimi (Pd) e altri esponenti della maggioranza. Nel corso della seduta è stata presentata, dai banchi dell'opposizione, anche una seconda mozione a firma dei capigruppo Antonio Cicchetti (An - PdL), Alfredo Pallone (FI - PdL), Donato Robilotta (SR - PdL) e il vicepresidente del Consiglio regionale Bruno Prestagiovanni (An - PdL). Entrambe le mozioni cercano di offrire una risposta alle esigenze che hanno portato il Comune di Leonessa a indire la consultazione per il passaggio all'Umbria. La maggioranza, appoggiata dall'assessore all'Ambiente Filippo Zaratti, ha sostenuto un ampliamento del bacino sciistico del massiccio del Terminino legato anche a uno sviluppo del turismo estivo, compatibilmente con i vincoli ambientali che insistono sulla montagna. In proposito esiste un'ipotesi progettuale all'esame dell'Amministrazione provinciale di Rieti. Di contro, l'opposizione ha chiesto di rimuovere gli ostacoli alla realizzazione degli impianti - finanziati da privati per 50 milioni - nella zona della Vallonina a Leonessa, come previsto nel Programma degli interventi della Provincia di Rieti a oggi ancora "non revocato".
 

 16 ottobre 2008

 Leonessa -  La Regione affronta la questione della zona montana ma si è guardata bene dal considerare il problema della votazione per chiedere il passaggio all'Umbria- Il  Terminillo o il referendum - Tutto rinviato e, come in una corsa contro il tempo, ci sarà una settimana a disposizione della Regione Lazio per tentare di far retrocedere i leonessani dalla volontà di diventare umbri. Dopo circa due ore di discussione (assente il presidente Marrazzo) il consiglio regionale accetta la proposta del capogruppo di An, Antonio Cicchetti, e rimanda ogni decisione su Leonessa e sul futuro del Terminino, probabilmente, a mercoledì prossimo.
La seduta si era aperta con la presentazione della mozione della maggioranza sul piano di interventi per il Terminillo che non comprendeva il progetto della Vallonina fortemente voluto dal Comune di Leonessa. A questa si è aggiunta un'altra mozione, primo firmatario Cicchetti, che tendeva invece a trovare una soluzione soddisfacente per i leonessani, tale da indurii a stoppare la corsa verso l'Umbria.
«La nostra proposta può realmente dare risposte al leonessano - ha spiegato nel suo intervento Mario Perilli (Pd) - e mi auguro che possa essere utile per un ripensamento circa il referendum». «I leonessani avvertono il senso di abbandono - ha risposto poco dopo Cicchetti - II loro progetto non costerebbe nulla al pubblico e può costituire un'occasione di decollo per l'intera zona del Terminino. Non c'è più tempo da perdere. Non si può rinviare tutto ad un progetto futuribile, non corredato neanche di una relazione tecnica e non finanziato, quando ce n'è uno già pronto».
Prima dell'intervento dell'assessore all'ambiente Filiberto Zaratti, che ha ribadito che gli interventi da realizzare devono essere «assolutamente compatibili con l'ambiente» e che lo sviluppo deve essere «sostenibile», è toccato anche alla leonessana Anna Maria Massimi (Pd) dire la sua. «La nostra è una soluzione rispettosa dei vincoli normativi e idrogeologici», ha detto la Massimi spiegando che l'altro progetto, quello sponsorizzato appunto dai promotori del referendum, «insiste su zone pericolose a rischio valanghe». Tesi, quelle di Zaratti e della Massimi, contestate dal sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco, e dal suo predecessore Paolo Trancassini, presenti ieri in aula. Il primo si è detto «indignato da alcuni interventi» e al secondo «non ha fatto piacere il riferimento ad un rischio valanghe che non c'è».
A lasciare accesa qualche residua speranza è arrivata però la mossa di Antonio Cicchetti che ha chiesto una settimana di tempo con la «messa a dispozione degli uffici della Regione per valutare tutti i dati relativi a entrambi i progetti in modo da convincerci della bontà dell' uno o dell'altro».
 Marco Fuggetta

 

Comunicato Stampa Paolo Trancassini   16 ottobre 2008

COMUNICATO STAMPA

            “È il referendum della rabbia di chi non crede più, non nel territorio, ma alla politica. Finora è stato un teatrino sulle spalle di chi ha investito in previsione della realizzazione del progetto degli impianti di risalita”. Così il capogruppo di An alla Provincia, Paolo Trancassini nel corso della seduta odierna del consiglio provinciale dedicata al voto referendario del Comune di Leonessa.

            “Il voto servirà a ribadire la dignità di una comunità – prosegue Trancassini - che per motivi politici finora è stata calpestata. La battaglia di Leonessa è anche per conto terzi, è fatta per la montagna nella sua totalità. Bisogna avere la capacità di cambiare l'attuale sistema della politica e se questo non accade occorre avere il coraggio di andarsene e non la codardia del fuggire”.

            Contestata anche la politica dell'amministrazione provinciale. “Siamo una Provincia virtuale – commenta il capogruppo di An – perché da anni non si fa quello che chiedono le persone e questo è uno degli altri aspetti del referendum di Leonessa. Non ci sono mai stati scatti di orgoglio di questa Provincia verso una politica regionale che non tiene conto dei territori”.

            “Se qualcuno - aggiunge Trancassini – mi avesse mostrato quale è la legge nazionale o europea che impedisce la costruzione degli impianti, io l'avrei già fatta mia e me ne sarei fatta una ragione. Nessuno, però, in tutti i passaggi politici e istituzionali che ci sono stati in questi anni si è mai accorto delle cosiddette 'legge insormontabili' esistenti,”. Trancassini ricorda i confronti avuti con la Provincia e la Regione. “Abbiamo avuto un fase di mediazione con l'amministrazione provinciale – spiega – per vedere realizzato il progetto. In quello iniziale abbiamo spostato le piste, eliminato il parcheggio ed è stata accetta la creazione del parco. Con la Regione, nell'ordine del giorno allora approvato, abbiamo chiesto la contestualità dell'inclusione dello scavalco, degli impianti e del parco”.

            Un aspetto risulta più intollerabile. “Nel documento di programmazione finanziaria della Regione Lazio – continua Trancassini – abbiamo approvato il programma di interventi entro il 2008.  È ovvio che se esistono leggi insormontabili sono quelle della politica. Sarebbe stato meglio che ci avessero detto che esisteva un motivo politico per non realizzare gli impianti”.

Comunicato Stampa Presidente Melilli   16 ottobre 2008

 

Amministrazione Provinciale di Rieti
Ufficio Stampa
 
Melilli: chiedo a Leonessa di fermare il referendum per rilanciare insieme la montagna reatina
 
"Il Consiglio provinciale è chiamato oggi a riflettere su questioni di grande rilevanza per il nostro territorio e per le nostre comunità. Sono convinto che questa riflessione era necessaria e abbiamo fatto bene a costruire insieme questo momento, perché la comunità di Leonessa lo merita". E' quanto ha affermato il presidente, Fabio Melilli, intervenendo in apertura dei lavori in Consiglio provinciale sul tema della consultazione referendaria promossa dal Comune di Leonessa per il passaggio alla Regione Umbria. "Questa è una questione che non ha colore politico, - ha proseguito - che pone all'attenzione di tutti l'espressione di disagio di una comunità di cui noi tutti dobbiamo farci carico. La Provincia ha a cuore il rilancio della montagna reatina che ha grandi potenzialità. Ne ha fatto una battaglia fin dall'inizio e contro tutti coloro che ci consigliavano di non occuparcene. La nostra montagna ha bisogno di un progetto di sviluppo e questa è una sfida in cui noi crediamo perché riguarda la crescita della nostra comunità. Per questo abbiamo osato, tante volte, andare oltre l'ordinario ed immaginare scenari futuri: lo abbiamo fatto con il progetto sulla navigabilità del Tevere oppure sostenendo il rilancio del turismo con i cammini di fede. Intendiamo proseguire su questa strada occupandoci fino in fondo della montagna nel suo insieme, del Terminillo e di Leonessa. Spero - ha proseguito Melilli parlando al Consiglio provinciale - che questa vicenda si chiuda con un accordo comune. E' importante continuare a lavorare con la Regione Lazio per trovare questo momento di rilancio. Non ho sottovalutato lo sforzo compiuto dalla società Isic Spa, nel costruire un'ipotesi di rilancio della stazione sciistica di Leonessa di cui comunque terremo conto. La Provincia è pronta ad entrare in società con il Comune di Leonessa anche domani per gestire insieme il rilancio dei suoi impianti. Voglio percorrere fino in fondo questa strada perché c'è ancora la possibilità di rilanciare insieme il territorio e da questa missione non possiamo sottrarci. Alla comunità di Leonessa vorrei dire solo una cosa: non si fugge. Abbiamo il dovere di raggiungere un obiettivo possibile ed io ci proverò fino in fondo. Abbiamo il dovere di rilanciare il Terminillo e siamo arrivati ad un passo dalla soluzione. Per questo chiedo a Leonessa di esserci e di fermare il referendum perché c'è ancora spazio per fermarsi. Invito la comunità leonessana a riflettere sulle difficoltà che l'aspettano - ha concluso il presidente della Provincia - nell'intraprendere un percorso che potrebbe essere lungo e tortuoso e che non si fermerà al solo esito del referendum, già di per sé un gesto di grande forza."

Rieti, 16 ottobre 2008

 

I Nostri Lettori   15 ottobre 2008

 

Cari Leonessani sono sconcertato per come ci considera la Pisana,infatti il primo punto del consiglio Regionale del 15/10/2008 e stato rimosso, questo ci dovrebbe spingere tutti a VOTARE SI.
Sono veramente discustato di questo modo di fare politica usiamo la nostra arma "il Voto" 
Rieti 15/10/2008                                       
                                                                                                                                         Giuseppe Paciucci 

 

Comunicato Stampa Perilli Massimi   15 ottobre 2008

 

PERILLI MASSIMI: IL TERMINILLO HA IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO

 Nella seduta odierna del Consiglio regionale del Lazio, si è discusso il punto all’ordine del giorno riguardante la discussione sulla mozione n. 341 presentata dal Consigliere regionale Mario Perilli e Anna Maria Massimi, riguardante “Programma di Interventi sul Terminillo”. <<Vogliamo dare una risposta concreta alle istanze dei cittadini del Comune di Leonessa – ha dichiarato in aula il consigliere Perilli – per questo credo sia opportuno, valutare bene tutte le posizioni e intervenire, se necessario sul progetto della Provincia che domani ha convocato un consiglio straordinario sulla questione “referendum” di Leonessa, ritirando le mozioni che vedono contrapposta maggioranza ed opposizione in consiglio e votare direttamente lunedì prossimo, come determinato dal Presidnete del Consiglio regionale Guido Milana. Questo però non mi limita a fare considerazioni sul tema del Terminillo che ci ha visti impegnati in questi anni. Vogliamo invertire la rotta e dare risposte alle difficoltà delle aree interne dell’area reatina. Partendo dall’ipotesi progettuale della Provincia di Rieti, non possiamo dimenticare che questo lavoro ha visto coinvolti tutti i comuni del comprensorio del Terminillo e che ha prodotto un piano di intervento capace di rilanciare una nuova iniziativa per quanto riguarda il rilancio degli sport invernali in quel bacino, integrandole con le offerte di tipo naturalistico. E’ possibile fare uno scatto in avanti, impegnando la Giunta Regionale a sostenere economicamente il rilancio del Terminillo con ulteriori finanziamenti, e favorire la nascita di un Parco, come suggerito dal progetto elaborato dalla Provincia di Rieti. Non volgiamo assolutamente lasciare soli i cittadini di Leonessa, molti sono gli interventi sulla montagna che in questi anni abbiamo legiferato, mi riferisco al Distretto della montagna, al Piano di sviluppo Rurale; strumenti capaci di sostenere lo sviluppo di quelle zone. Spero che si giunga presto ad una soluzione che veda al primo posto una definitiva soluzione al rilancio del Terminillo, convincendo  i promotori del referendum a rinunciare a questa sciagurata decisione che avrà solo effetti negativi>>. L ’intervento del Consigliere regionale Anna Maria Massimi, è stato incentrato sul complessivo intervento da realizzare nel comprensorio del monte Terminillo:<<non possiamo soffermarci sulla specificità di Leonessa – ha dichiarato il consigliere Massimi – ma affrontare il problema nella sua complessità; intervenire sugli impianti esistenti per ammodernarli e ampliarli, creare nuove piste e collegamenti per dare vita ad un comprensorio sciistico che possa dare una nuova impronta a tutti quegli impianti che gravitano sul Terminillo. Ci sono due mozioni che stanno a indicare due diverse risposte agli stessi obiettivi. Il progetto della minoranza, è bene dirlo, si incardina su una porzione di territorio a rischio valanghe, quindi non realizzabile. Se è vero che abbiamo una visione comune di sviluppo e crescita, allora è bene che non cediamo a posizioni che diventano mera contrapposizione politica. In questi anni, abbiamo lavorato affinché si trovassero soluzioni compatibili e soprattutto fattibili, rispettando norme che ci impongono di verificare sistemi di interventi compatibili con il territorio di quelle zone. Così continuando, rischiamo di contrapporre cittadini che vogliono solo uscire da una crisi di isolamento alla quale siamo pronti a dare risposte reali.

 

www.leonessa.org   15 ottobre 2008

 

Rimane sinceramente difficile comprendere il motivo per cui il Comitato Campo Stella voglia "oscurare"  la sezione relativa agli interventi proposti per Campo Stella ed inserita nelle pagine di www.leonessa.org sotto la "bandiera " del Comitato per il NO.
Al di là della "posizione" (si può spostare, ci mancherebbe) mi sembrava una lacuna da colmare la mancanza di informazione   rispetto ad un progetto che quasi tutti pensano  sia quello sponsorizzato dalla Provincia (sbagliato ?), quindi assolutamente alternativo e contrastante quello della ISIC.
Mi sia permesso esprimere l'assoluto convincimento che l'idea di un progetto non può prescindere da quella più generale che guida le azioni di quanti quel progetto vogliono realizzare.
In quanto agli Amministratori che tanto avversate (e qui credo di non sbagliare) sono stati eletti in libere e democratiche elezioni. Ma questa è un'altra storia.
Il progetto ISIC è stato inserito dalla parte del Comitato del SI perchè è per quel progetto mai preso in considerazione che si è arrivati al Referendum.
Mi scuso per l'inconveniente e provvedo subito "all'oscuramento".

Grazie per l'attenzione

 
giannibolletta@leonessa.org

 

Comitato Impianti Campo Stella   15 ottobre 2008
 
Rimane sinceramente difficile comprendere il motivo per cui il Comitato Impianti Campo Stella sia stato associato al fronte del NO nel prossimo referendum, riportando sotto il simbolo del si il progetto della Soc: ISIC e sotto quello del no la nostra idea di ammodernamento, necessario e improrogabile, di Campo Stella (Monte Tilia docet).
Questo Comitato Impianti Campo Stella ha deciso di portare avanti fin dalle prime battute una idea sostenibile e realizzabile nel breve periodo che comunque consentirebbe di far ripartire il turismo invernale nel nostro territorio e questo senza entrare nel merito e in competizione con il progetto della Soc.Isic.
Purtroppo tutto ciò non è stato recepito dai nostri amministratori con il risultato che quest'anno a Leonessa non si scierà e si cercherà ancora una volta di trovare il capro espiatorio a cui addossare tutte le colpe dei propri fallimenti.
Se poi alcuni iscritti al Comitato hanno aderito al fronte del no, tra cui anche il sottoscritto, è perchè si ritiene che tutte le motivazioni addotte per giustificare  il passaggio in Umbria vengono considerate quantomeno pittoresche ritenendo che, alla fine, il valore aggiunto di un territorio lo fa la politica dei propri amministratori a prescindere dalla regione di appartenenza.
Francamente dubito che se ci trovassimo già in Umbria piuttosto che in Abruzzo o nelle Marche la nostra situazione  sarebbe  migliore, in fondo gli amministratori sono sempre gli stessi.
Tanto premesso, per il fatto che l'attività del Comitato Impianti Campo Stella non è riconducibile ad alcuna attività politica,  cortesemente si chiede che la sezione relativa agli interventi proposti per Campo Stella venga oscurata.
Grazie per l'ospitalità
Massimo Rauco
Presidente Comitato Impianti Campo Stella
 
 
Consiglio Regionale del Lazio   15 ottobre 2008

 

LAZIO. TERMINILLO E REFERENDUM LEONESSA, DIBATTITO IN CONSIGLIO

La Pisana tornerà a discutere del caso. Consiglieri al lavoro per rilanciare

lo sviluppo dell’area ed evitare il passaggio in Umbria del Comune reatino

 

Al termine di un lungo dibattito sul programma degli interventi per il Terminillo e sul referendum del 30 novembre prossimo per il passaggio di Leonessa all’Umbria, il Consiglio regionale del Lazio ha rinviato la discussione e il voto delle mozioni alla prossima settimana. La decisione è stata concordata tra maggioranza e opposizione in attesa del Consiglio provinciale di Rieti previsto per domani pomeriggio. Unanime, negli interventi dei consiglieri, l’impegno a evitare la consultazione per il distacco di Leonessa dal Lazio, primo referendum del genere nella storia della Regione.

 

Il Consiglio di oggi era chiamato a discutere la mozione “Programma di interventi per il Terminillo” proposta da Mario Perilli (Pd), Anna Maria Massimi (Pd) e altri esponenti della maggioranza. Nel corso della seduta è stata presentata, dai banchi dell’opposizione, anche una seconda mozione a firma dei capigruppo Antonio Cicchetti (An - PdL), Alfredo Pallone (FI  - PdL), Donato Robilotta (SR – PdL) e il vicepresidente del Consiglio regionale Bruno Prestagiovanni (An – PdL). Entrambe le mozioni cercano di offrire una risposta alle esigenze che hanno portato il Comune di Leonessa a indire la consultazione per il passaggio all’Umbria.

 

La maggioranza, appoggiata dall’assessore all’Ambiente Filippo Zaratti, ha sostenuto un ampliamento del bacino sciistico del massiccio del Terminillo legato anche a uno sviluppo del turismo estivo, compatibilmente con i vincoli ambientali che insistono sulla montagna. In proposito esiste un’ipotesi progettuale all’esame dell’Amministrazione provinciale di Rieti. Di contro, l’opposizione ha chiesto di rimuovere gli ostacoli alla realizzazione degli impianti – finanziati da privati per 50 milioni – nella zona della Vallonina a Leonessa, come previsto nel Programma degli interventi della Provincia di Rieti a oggi ancora “non revocato”.

 

Nel chiedere il rinvio, il consigliere Antonio Cicchetti (An – PdL) ha auspicato che la pausa sia utile per trovare soluzioni concrete e condivise, mentre Mario Perilli (Pd) ha fatto appello al presidente della commissione Bilancio, Umberto Ponzo (Pd), perché sia possibile impegnare la Giunta a prevedere risorse finanziarie a favore dello sviluppo dei territori che gravitano intorno al Terminillo.

 

Sono intervenuti nel dibattito Donato Robilotta (SR – PdL), Francesco Lollobrigida (An – PdL), Aldo Forte (Udc), Nicola Palombi (FI – PdL), Luigi Celori (An – PdL), Fabio Armeni (FI – PdL) e Anna Maria Massimi (Pd).

 
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Consiglio Regionale del Lazio   15 ottobre 2008

 

LAZIO. CONSIGLIO REGIONALE LUNEDI’ 20 ORE 14,30 NON PIU’ DOMANI

 

Il Consiglio Regionale del Lazio tornerà a riunirsi lunedì 20 ottobre alle ore 14,30 per esaminare la proposta di legge di cui è primo firmatario Augusto Battaglia su una norma riguardante i DG delle Asl. Non ci sarà seduta domani, giovedì 16 ottobre. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo, convocata dal Presidente dell’Assemblea Guido Milana, al termine della seduta odierna.

Altra seduta è convocata mercoledì 22 ottobre sempre alle 14,30 per riprendere l’esame delle mozioni sugli interventi per il Terminillo; a seguire, una proposta di deliberazione per il piano della riserva naturale di Monte Mario; la votazione della proposta di legge sulle comunità montane, essendosi stasera concluso il dibattito con la replica dell’assessore Daniele Fichera; le proposte di legge sull’attribuzione della qualifica di “montano” all’ospedale di Subiaco; alcune mozioni.

 

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MepRadio (www.mepradio.it)   13 ottobre 2008

 

Roma: Regione Lazio - salta la discussione del Consiglio regionale dedicato al Referendum secessionista di Leonessa

A sorpresa, salta il primo punto all’O.d.G. della prossima seduta del Consiglio regionale del Lazio (nella foto). L’assise, convocata per mercoledì 15 ottobre, alle ore 11.30, doveva occuparsi dell’imminente Referendum secessionista indetto dal Comune di Leonessa per passare nella Regione Umbria. Dalle ultime notizie, alla Pisana si discuterà indirettamente dell’argomento, visto che al punto 6bis del nuovo Ordine del Giorno verrà presentata la “Mozione n°341 dei consiglieri PERILLI, MARIANI, PEDUZZI, FOSCHI, FONTANA, COLAGROSSI, MASSIMI, LAURELLI, CARAPELLA, PARRONCINI, MOSCARDELLI, BUCCI, CELLI, DI RESTA, concernente: Programma di interventi per il Terminillo”. Intanto, nella giornata odierna, la Prefettura di Rieti ha diramato le direttive sulla disciplina dalla propaganda elettorale inerente la consultazione referendaria leonessana. E non solo nell'Alto Lazio spirano venti di secessione. Anche i comuni di Gaeta e Tarquinia intendono cambiare regione, rispettivamente per andare in Campania e Toscana

 

Comunicato Stampa   13 ottobre 2008

13 ottobre 2008 alle ore 17:18

Riteniamo assurdo quello che è sotto gli occhi di tutti.

Leonessa sparisce dal Consiglio Regionale del Lazio di mercoledì 15 ottobre 2008 (guardate  qui il precedente comunicato stampa).

Credo ci sia poco da commentare.

Un grazie di cuore a Massimo Spadoni e alla Redazione di MepRadio per la tempestiva segnalazione.

La Redazione 

 

 

                                          

       Consiglio Regionale del Lazio              

        Servizio Ufficio di Presidenza                           COMUNICATO STAMPA DEL 13 OTTOBRE 2008

             Area dell’Informazione                                            n. 347/2008/VIII LEGISLATURA

 

 

LAZIO, LA SETTIMANA IN CONSIGLIO REGIONALE

 

Il Presidente Guido Milana ha convocato il Consiglio regionale del Lazio, in seduta ordinaria, mercoledì 15 ottobre, alle ore 11.30 e giovedì 16 ottobre, sempre alle ore 11.30.

 

Argomenti prioritari all’ordine del giorno:

1. Proposta di legge regionale n. 338 del 12 novembre 2007, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 884 del 9 novembre 2007, concernente: "Modifiche a disposizioni legislative in materia di attività produttive di cui alle leggi regionali 18 novembre 1999 n. 33, 27 febbraio 2004 n. 2, 28 aprile 2006 n. 4, 29 novembre 2006 n. 21, e successive modifiche" (prosecuzione esame).

2. Designazione di tre esperti in materie giuridiche ed economiche nel Comitato tecnico per il monitoraggio degli enti pubblici dipendenti.

3. Designazione di quattro componenti nel Comitato regionale per le comunicazioni - CORECOM.

4. Designazione di un componente nella Consulta regionale per la salute mentale in sostituzione del Signor Rinaldo Perini, dimissionario.

5. Elezione del Difensore Civico della regione Lazio.

6. Designazione di tre componenti del Consiglio di Amministrazione dell'Agenzia regionale per la promozione turistica di Roma e del Lazio S.p.A..

6/BIS. Mozione n. 341 dei consiglieri Perilli, Mariani, Peduzzi, Foschi, Fontana, Colagrossi, Massimi, Laurelli, Carapella, Parroncini, Moscardelli, Bucci, Celli, Di Resta, concernente: “Programma di interventi per il Terminillo”.

7. Proposta di deliberazione consiliare n. 65 del giorno 26 marzo 2008, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 111 del giorno 22 febbraio 2008, concernente: “Approvazione del Piano della riserva naturale di Monte Mario di cui all'articolo 26 della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29 "Norme in materia di aree naturali protette regionali" e successive modifiche ed integrazioni".

8. Proposte di legge regionale esaminate in forma abbinata ai sensi dell'art. 61 Reg.:

- Proposta di legge regionale n. 383 del giorno 5 giugno 2008, di iniziativa dei consiglieri Lollobrigida, Robilotta, Maselli, Pallone, Cicchetti, Del Balzo, concernente: "Soppressione delle comunità montane ed interventi regionali a favore dell'associazionismo sovracomunale".


-
Proposta di legge regionale n. 390 del giorno 23 giugno 2008, di iniziativa del consigliere D’Ovidio, concernente: "Primo riordino delle comunità montane in attuazione dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007 n. 244".

-
Proposta di legge regionale n. 404 del giorno 12 settembre 2008, di iniziativa dei consiglieri Ciaraldi, Brancati, Laurelli, Gargano, Celli, concernente: "Disposizioni per il contenimento della spesa pubblica relativa agli organi delle comunità montane".

Proposta di legge regionale n. 404 del giorno 12 settembre 2008, di iniziativa dei consiglieri Ciaraldi, Brancati, Laurelli, Gargano, Celli, concernente: "Disposizioni per il contenimento della spesa pubblica relativa agli organi delle comunità montane e per la revisione delle zone omogenee di cui alla legge regionale 22 giugno 1999, n. 9 (Legge sulla montagna) e successive modifiche" (testo base ai sensi dell'art. 61, c. 3, Reg.).

* * *

Commissioni consiliari

 

Da martedì 14 a venerdì 17 ottobre le commissioni permanenti e speciali del Consiglio regionale hanno programmato il proprio lavoro secondo il seguente calendario:

 

MARTEDI’ 14, alle ore 10, il presidente Claudio Bucci (Idv) ha convocato la commissione Ambiente e cooperazione tra i popoli per esaminare  la P.L. n. 161 del 24/5/06 concernente “Istituzione dell’Azienda Regionale per l’Energia” e della P.D.C. n. 70 del 23/7/08 concernente “Approvazione del Piano energetico Regionale e del relativo Piano d’azione”.

 

A partire dalle ore 10.30 la commissione Sanità, presieduta da Luigi Canali (Pd), si riunirà per una serie di audizioni con: Associazione Italiana difesa interessi diabetici, Dr. S. Capici (Terapia Fisica e Riabilitazione) e Direttore Generale ASL RmE Dr. P. Grasso. A seguire la seduta della commissione per l’esame della P.L. n. 408 del 7/10/08 concernente “Misure urgenti in materia sanitaria” e della P.L. n. 395 del 11/07/08 concernente “Norme per la promozione di stili di vita positivi”.

 

Alle ore 12 in commissione Affari comunitari e internazionali, presieduta da Paola Brianti (Pd), è prevista l’audizione dell’assessore al Bilancio Luigi Nieri (Prc) sul tema “Le modalità di accesso ai finanziamenti della Unione Europea e il loro utilizzo”.

 

Alle ore 15 in commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria e partecipazione, presieduta da Umberto Ponzo (Pd), si discuteranno lo S.D. n., 158 concernente “Variazione al bilancio di previsione della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2007 – art. 28 comma 1 lett. A), L.R. 25/2001”, lo S.D. n. 267 concernente “Variazione al bilancio di previsione della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2008 – art. 28 comma 1 lett. A), L.R. 25/2001” – UPB R33 – Direzione Regionale Attività della Presidenza e il Testo Unificato P. L. 286 del 12/06/07 concernente “Interventi regionali per promuovere l’impiego di cellule staminali emopoietiche da sangue cordonale e placentare per scopi terapeutici, clinici e di ricerca” e P. L. n. 297 del 05/07/07 concernente “Disposizioni in materia di donazione delle cellule staminali emopoietiche da sangue cordonale e placentare per scopi terapeutici, clinici e di ricerca”.

 

VENERDI’ 17, alle ore 10.30, il presidente Alessio D’Amato (Pd), ha convocato la commissione Affari costituzionali e statutari con il seguente ordine del giorno:

Esame modifiche Regolamento Consiglio regionale;

P. L. n. 392 del 26/6/08 concernente “Semplificazione della legislazione regionale”;

P. L. n. 266 del 9/5/08 concernente “Istituzione di una commissione di inchiesta sul fenomeno dell’abusivismo edilizio nel litorale laziale”.

 

* * *

Eventi

 

Martedì 14 alle ore 10, infine, la presidenza del Consiglio regionale e Anci Lazio incontreranno alla Sala Mechelli i sindaci della regione per un confronto sulla proposta di legge regionale n. 164: "Misure a sostegno delle attività economiche, agricole, commerciali artigianali, per la valorizzazione del patrimonio naturale, storico, culturale e per il miglioramento della qualità della vita dei residenti nei piccoli comuni". Parteciperanno all’incontro il presidente del Consiglio regionale Guido Milana, il presidente dell'Anci Lazio Francesco Chiucchiurlotto, l'assessore regionale agli Affari Istituzionali Daniele Fichera, il coordinatore della Consulta dei Borghi d'Italia Nadia Cipriani, il vice presidente del Consiglio regionale Bruno Prestagiovanni e il delegato Anci Roberto Pella.


Seguirà, alle ore 12, la presentazione del volume di Marta Di Cola "La semplificazione del linguaggio amministrativo: un esperimento nel Comune di Palestrina", sorta di manuale finalizzato a migliorare e rendere più comprensibile il livello di comunicazione tra istituzioni e cittadino.

 

Per aggiornamenti sull’agenda di Consiglio regionale, commissioni ed eventi si può consultare il sito www.consiglio.regione.lazio.it.

 

 

 

Area Informazione

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www.ilgiornaledirieti.it   11 ottobre 2008

Millecentoquarantatrè… e siamo in Umbria

1143: è questo il quorum necessario a rendere valido il referendum che il Comune di Leonessa ha promosso per il passaggio alla Regione Umbria. Il 50 per cento degli aventi diritto al voto, più uno, che «dovremo conquistarci porta a porta, in una campagna che non sarà elettorale» ricorda Paolo Trancassini in un’aula stracolma dell’Auditorum S. Lucia.

Un incontro, quello di ieri ( 9 ottobre 2008, ndr), per costituire il ‘Comitato del sì’ che segue di poco quello del ‘no’, contrario alla secessione, guidato dall'avvocato Giuseppe La Bella. «Non sarò breve», annuncia il consigliere provinciale di An, sindaco di Leonessa per due mandati. E non lo è stato. Quaranta minuti, in una sala muta, gli sono serviti per ripercorrere ogni tappa di un tragitto che ha portato i leonessani ad eleggersi proprietari di sè stessi, a tentare di sfuggire ai meccanismi della politica, quella, che a sentir loro, li ha «danneggiati per anni».

«Questa sarà una sfida difficile, una sfida di numeri, per una campagna che sarà durissima» è l’attacco del discorso di Trancassini, che non vuole essere politico e che anticipa una precisazione «importante, forte, chiara, per tutti: questo referendum non ha colori, non ha appartenenze politiche. Non è il referendum di una parte politica e non è la critica ad un’altra parte politica. Questo deve essere chiaro a tutti quelli che tentano di mettere il cappello a questa o quella parte che si confronterà al referendum. E non lo dico per convenienza, ma perché questa è una scelta di territorio. Una specie di riunione di famiglia in cui decidere quello che dobbiamo fare con quei quattro soldi che abbiamo accantonato, magari in una situazione di congiuntura economica particolarmente difficile. E se proprio vogliamo dare i colori a questo referendum, devono essere quelli del nostro stemma, il giallo blu, e non c’è spazio per nessuna altra colorazione politica».

Parte subito all’attacco Trancassini e si rivolge a coloro «che tentano di sporcarlo questo referendum» riferendosi ai numerosi comunicati stampa «molto forti, violenti, con aggressioni anche personali» apparsi in questi giorni.

«Questo credo non sia giusto, al di la della mia naturale predisposizione alla polemica. Quello che noi andiamo a decidere il 30 novembre merita una serenità ed una decisione che con la polemica di carattere personale non può, e non deve entrarci niente».

Mette subito i ‘puntini sulle i’: «Un’altra cosa non permetteremo: questa non sarà una sorta di prova generale per chi vuole diventare sindaco, assessore o consigliere comunale, qui a Leonessa. Perché questa non è una competizione elettorale, non ci sono schieramenti politici: questa è una campagna elettorale che si gioca sul futuro di un territorio e della sua appartenenza».

Trancassini è sicuro «della maturità politica di questo paese, ma non so se la gente ci seguirà in questa battaglia. Non lo so se vinceremo con un quorum molto alto. Ma sono sicuro che questo è un paese estremamente maturo dal punto di vista politico, della possibilità di sviluppo, della volontà di crescita. Siamo esasperati dal confronto con un territorio tutto sommato ostile; penso alle difficoltà della viabilità, a quelle per fare gli artigiani, i commercianti, gli agricoltori. Tutto questo ci ha ‘maturato’ politicamente». Racconta dei tanti motivi che stanno alla base di questa scelta «estremamente sofferta».

«Ci siamo sempre sentiti un po’ di troppo in questa provincia, in questa Regione. Una terra di confine. Non ci siamo mai sentiti particolarmente amati. I sentimenti diffusi di questi giorni, quello che abbiamo letto sui giornali di Magliano Sabino, di Amatrice, di Accumoli di Borgorose: ma possibile che tutti quanti abbiano qualcosa da dire e che oggi per qualsiasi cosa che non ci torna, a livello locale, brandiamo la bandiera della secessione. Non è così. È che tutti quanti hanno capito che la Provincia di Rieti non c’è, non esiste, è virtuale. Ed è virtuale non solo per quella che è l’attuale amministrazione, ma perché lo è sempre stato».

Interroga i presenti Trancassini: «Qual è il modello di sviluppo della provincia di Rieti? Se vi dovessero chiedere cosa fate in provincia di Rieti? Cosa dovremmo rispondere, in cosa siamo specializzati? In niente. Perché in ottant’anni, noi, non abbiamo costruito niente. Non abbiamo mai avuto la capacità di fare una politica di territorio, di cercare di tirare fuori dal territorio quello che c’è. Non siamo una provincia di agricoltori, non siamo una provincia che fa turismo».

«La provincia di Rieti ha due record nazionali: è l’unica a non essere stata toccata da un autostrada ed è l’unica che può vantarsi di avere tutte le offerte turistiche nel momento in cui assimiliamo il lago al mare. Noi siamo l’unica provincia d’Italia che ha (che potrebbe avere) un turismo religioso, che potrebbe avere un turismo legato alla montagna, al lago, alla collina, fatto di prodotti tipici. Li abbiamo tutti. Ma abbiamo sviluppato, abbiamo investito? Abbiamo creato qualcosa su tutto questo?».

Per Trancassini le cause dell’arretratezza provinciale sono i motivi per cui «la gente si sta svegliando ed ecco perché io sono convinto che quello che oggi noi stiamo scrivendo a Leonessa è qualcosa di incredibilmente importante per tutti. Noi la dobbiamo svegliare questa gente. Non dobbiamo arrivare alla disgregazione della provincia, non ci interessa. Noi non dobbiamo sperare che tutti quanti se ne vadano. Dobbiamo sperare che Leonessa risolva i suoi problemi e io sono certo che questa grandissima lezione di democrazia e di politica seria faccia sì che tutti si sveglino e capiscano che questi territori hanno necessariamente bisogno, finalmente, di una politica seria e di una politica per il territorio».

Arriva al motivo principale, quello che ha smosso gli animi di tanti leonessani. A quel “litro” (non la goccia) «che ha fatto traboccare il vaso. Perché la storia degli impianti di risalita di Leonessa è una vergogna di proporzioni stratosferiche. E qui ritroviamo il disinteresse, la sciatteria, la non appartenenza ad un territorio, il non capire che quello che promuove Leonessa non è il progetto di Leonessa, è il progetto del Terminillo, è il progetto della provincia di Rieti, è la connotazione di un territorio».

«Ciò che ci ha spinto a chiedere il referendum non è un ‘no’, - prosegue il consigliere provinciale – il motivo è che voi non siete stati degni nemmeno di una risposta negativa. Non ci è stato mai detto ‘no’. E quello che è più grave è che ci siamo sentiti dire, da tutti, “bravi”. Da tutti; non c’è un politico dello schieramento regionale che non ci abbia detto bravi; “questa cosa bisogna farla”, compreso l’assessore all’Ambiente Zaratti, Un verde».

«La politica si sta muovendo - annuncia l’ex sindaco di Leonessa - sta tentando di farci cambiare idea. La cambieremo idea? È difficile. Quasi impossibile. Ma poiché il nostro è un territorio che ha bisogno di risposte, interrogandosi con la famiglia per decidere quello che dobbiamo fare, noi dobbiamo essere sempre attenti a quello che succede intorno a noi. Io sono sicuro che la politica non può darci in 20 giorni quelle risposte che non ci ha dato in 20 anni. Ma sento la responsabilità di ascoltare e di riferire in modo che tutto quello che ci viene proposto possa essere vagliato insieme a voi».

Si avvia alle conclusioni, quelle che in questi casi sono sempre dirette e non vanno lette tra le righe. Fa riferimento alle dichiarazione del ‘Comitato del no’, «del comitato del ‘non so’», ed alle profetiche affermazioni che anticipano il ‘Trancassini venduto’ “per un piatto di lenticchie riscaldate”.

«Provengo da una famiglia di ristoratori – commenta il consigliere provinciale - me ne accorgerei se sono riscaldate». E, rimanendo in tema di ristoranti e piatti tipici, la riflessione finale lo spinge a credere «che questa sia l’occasione vera, importante, per far capire a tutti i nostri politici che dopo cento anni di voti, di tessere, di manifestazioni, di marchette, di disponibilità, di manifesti… è ora di pagare il conto. E noi dobbiamo avere la capacità di far pagare il conto, e salato, a tutta questa gente, dimostrando che siamo pronti e decisi ad andare in una realtà più piccola, più a misura nostra, per avere la possibilità di scegliere e di fare politica in una regione che non ci dà grandi e precise garanzie, ma ci dà la cosa più importante: la misura, e insieme la possibilità di parlare e saper imporre quelle che sono le nostre aspettative. E dato che le aspettative di Leonessa sono grandi e importanti come tutto quello che abbiamo costruito, noi questo passo lo dobbiamo fare. Facciamoglielo pagare il conto, tutti quanti insieme».
Una pura formalità la sua elezione a portavoce del ‘Comitato per il si’ e scontato il brindisi finale.

(Andrea Magliano)

 

I Nostri Lettori   11 ottobre 2008

Questo aggiornamento ha un sapore del tutto particolare.

Avviene da piazza 7 Aprile,a Leonessa, su uno dei tavoli che domani ci vedrà protagonisti di un grande evento leonessano qual'è la Sagra della Patata.

La "macchina infernale" della Sagra è ferma per il pranzo e noi diamo un occhiata alla posta...

Il tempo è splendido .Le avevamo provate tutte : mancava solamente di collegarci in rete dalla piazza (quella vera...).

Vi aspettiamo !!!

Leonessa, Piazza 7 Aprile 1944  - 11 ottobre 2008 ore 13:50

giannibolletta@leonessa.org

E- mail ricevuta l'11 ottobre 2008 alle ore 07:49

Mi sembra che in tutta questa diatriba ci sia chiaramente il silenzio assordante del sindaco di Leonessa ed il moltiplicarsi della presenza in voce,Tv,giornali del sig. Trancassini manca solo la salita sul predellino a Piazza 7 Aprile. Scusatemi ma il referendum mi sembra una...boiata pazzesca..Cortina l'ha fatto da più di un anno e ancora in Veneto sta.
Forse si sta perdendo tempo eppure Leonessa qualcosa da dire l'avrebbe. Ci sono ancora mestieri incredibili come gli agricoltori,gli allevatori, i ristoratori, gli artigiani .In ogni borgo esistono ancora comunità capaci di mantenere un parco giochi  ed un forno comune; finchè ci sono giochi per bambini c'è speranza per il futuro, finchè ci sarà in forno comune vuol dire che la gente parla e..litiga anche , ma si è vivi. Ci sono donne che ricamano e forse potrebbero  vendere i loro ricami. Il paese ed i suoi borghi insieme alle realtà produttive potrebbe fare sistema ed organizzarsi. Ognuno ha parenti, amici conoscenti li inviti a venire non solo l'estate. La pro-loco contatti i gruppi organizzati anche quelli che vendono padelle nei pullman, li faccia venire. Le chiese valorizzatele, i libri dei Vostri conventi dove sono andati a finire? Fateli vedere ,rintracciateli. Gli ordini religiosi che c'erano nel territorio rintracciateli. Le terre di frontiere possono essere le più aperte e creative, fatene un valore. Lo sci è importante si faccia quello che si può fare controllando, diffido di chi mi propone progetti mirabolandi, ma non sia l'unica cosa. Si rimetta in funzione la cabinovia di Monte Tilia vicino al Leo Hotel forse qualche anziano del paese potrà tornare a vedere il paese dalla montagna e molti turisti potranno vedere un laghetto in quota. Si faccia qualsiasi cosa ma non si perda il senso della comunità e del vivere insieme e con gli altri.
Raffaele Pirisi
 
  11 ottobre 2008

«Con Roma Capitale meglio andare in Umbria» «In Umbria? Andiamoci tutti, perché con la Roma Capitale che si prepara e il resto del Lazio che si prepara a scomparire, l'intera provincia di Rieti può e deve legittimamente prendere in considerazione l'ipotesi di una aggregazione all'Umbria». Roberto Lorenzetti schiera anche i Verdi ai blocchi di partenza della corsa verso il temano: chissà che allegria per i leonessani, che in Umbria si preparano ad andarci per davvero (anche) per lasciarsi alle spalle la Regione «prigioniera dei veti dei rossi e degli ambientalisti». «Dibattito sterile quello sul referendum di Leonessa, che non potendo fare gli impianti sciistici in Vallonina vuole andare in Umbria dove ci sono leggi ancor più ferree che impediscono tale ipotesi», scrive Lorenzetti. No, il problema è un altro: «II problema è quello dell'esistenza stèssa della provincia di Rieti nel prossimo'fùturo» di fronte alla prospettiva ormai certa di Roma Capitale e dell'area metropolitana romana. «Giustamente, mesi fa, il presidente della Provincia Melilli avviò un percorso con i centri dell'area romana che avrebbero potuto rafforzare e dare un senso alla provincia di Rieti nel futuro riassetto territoriale del Lazio. Questa ipotesi appare però oggi del tutto impraticabile davan ti al dibattito in atto e alle proposte di legge di Moffa (An) e Ciocchetti (Udc) che prevedono entrambe che l'area metropolitana coincida con l'attuale provincia di Roma, tagliando le ali a qualsiasi ipotesi di allargamento del reatino a centri come Palombara, Monterotondo o Nerola. Davanti a quanto sta accadendo un ripensamento dell'assetto territoriale del Lazio srà inevitabile ed è allora necessario prendere in seria considerazione l'ipotesi di un passaggio in Umbria». I leonessani già in viaggio sono avvisati: si stringano, che vengono anche i Verdi.
A.L.

 

 11 ottobre 2008

Appuntamenti da oggi, ma la giornata clou sarà domani Sagra della patata con stand e musica óDiciannovesima edizione, oltre 40 quintali di patate, oltre 50 volontari, oltre 40 espositori. Sono questi alcuni dei numeri dell'ormai famosissima «Sagra della Patata» leonessana organizzata dal Comune di Leonessa e dalla Pro Loco. Il via stamattina alle 10 con l'apertura degli stand mentre nel pomeriggio, alle 16, gustoso prologo con palatine fritte e salsicce alla brace in piazza. Dalle 19 musica in piazza VII Aprile con l'or chestra Adriano Show. La giornata clou, come sempre, è la domenica quando già dalla mattina riapriranno gli stand degli espositori e dalle 11,30 il gruppo folk La Bandaccia di Ronciglione si esibirà per le vie della cittadina. Dalle 13 inizia la degustazione degli gnocchi al sugo e al tartufo, patatine fritte e patate "rescallate" in piazza VII Aprile, mentre in piazza IV Novembre ancora salsicce alla brace. Alle 14,30 toma per strada il gruppo La Bandaccia e dalle 17 continua la degustazione delle patate in tutte le salse. Alle 18 premiazione della «patata più grande» e dello «stand più bello» e alle 18,30 direttamente dal programma Mediaset «Zelig» il comico Cannine Faraco. Alle 21,30 poi gran finale con la "pupazza" in piazza e con lo spettacolo pirotecnico unito alla musica della Pirotecnica Morsani in collaborazione con il Comitato San- Matteo. . Mar. Fug.

 

I nostri lettori  10 ottobre 2008

Siamo noi “navigatori leonessani” a ringraziare di cuore Voi per il grande e corretto contributo informativo che date in tempo reale.

Comunque andrà questo referendum ci sarà un solo certo vincitore: www.leonessa.org.

Colgo, inoltre, l’occasione per esprimere sincera soddisfazione per la nomina di TRANCASSINI a portavoce del Comitato per il SI.Aspetterò gli esiti, affatto scontati, delle assise regionali e provinciali e quindi lo contatterò per concordare un solo, grande confronto elettorale.Un confronto che sarà sereno, oltre che democratico, perchè fondato sul “minimo comun denominatore” dell’amore sviscerato per il nostro stupendo altipiano.

Saluto, infine, ARMENI sperando che nei suoi pensieri non mi ha abbia visto come “il solito personaggio estivo” che scrive nella sua nota.

Nel frattempo tra “lenticchie” e “patate” concentriamoci su queste ultime e prepariamoci ad un grande momento di festa.

Grazie ancora e buon lavoro.

Peppe LA BELLA  (10 ottobre 2008)...  

 

 

 

Comunicato Stampa  10 ottobre 2008

 

IN UMBRIA ANDIAMOCI TUTTI. I VERDI PRENDERANNO INIZIATIVE IN QUESTA DIREZIONE

Mentre a Rieti continua a tenere banco lo   sterile dibattito sul referendum di Leonessa che, visto che non può fare gli impianti nella Vallonina, vuole  andare in Umbria dove gia gli hanno detto che li ci sono leggi ancor più ferree che impediscono tale ipotesi ,  sta passando in secondo piano un problema di spessore ben maggiore .

Il problema è quello dell’esistenza stessa della provincia di Rieti nel prossimo futuro.
Non perché qualcuno  sia tornato a mettere in discussione l’esistenza delle province, ma perchè è letteralmente da incoscienti non riflettere sul futuro del nostro territorio i davanti  alla certezza dell’area metropolitana romana.

Ormai è cosa fatta, ed è stata fatta forse nel modo peggiore con un emendamento passato all’interno del disegno di legge sul federalismo fiscale da poco  approvato dal Consiglio dei Ministri, ma non c’è dubbio che dopo tanti anni di dibattito andava fatta. 

 

Non v’è dubbio che nei prossimi anni il Lazio sarà un’altra cosa, cosi come non v’è dubbio che l’attenzione sarà polarizzata sulla complessità di “Roma capitale”.

Alcuni anni fa si presentò al stessa ipotesi: Alla guida della Regione Lazio c’era Storace.
Sono dello stesso avviso di allora. Ritengo che l’intera provincia di Rieti possa - e a amio avviso debba - legittimamente prendere in considerazione l'ipotesi di una aggregazione all' Umbria. Nessuna tensione separatistica o rivendicativa ne di protesta in questa proposta, ma semplice logica politica, storica e strategico-territoriale.
Oggi una riflessioni si impone perché siamo davanti alla certezza di questo processo, e non come allora davanti ad una semplice ipotesi
Giustamente qualche mese fa il presidente della provincia Melilli questo problema se lo pose avviando un percorso con centri dell’area romana che avrebbero potuto rafforzare e dare un senso alla provincia di Rieti nel futuro riassetto territoriale del Lazio.
Questa ipotesi appare però oggi del tutto impraticabile  davanti al dibattito in atto e alle proposte di legge presentate da Moffa e Ciocchetti che raccogliendo la corrente di pensiero maggioritaria prevedono entrambe che l’area metropolitana romana collimi con l’attuale provincia di Roma e quindi tagliano le ali ad ogni qualsivoglia ipotesi di allargamentod ella provincia reatina conc entri come Palombara, Monterotondo, Nerola ecc.

Perfino gli stessi estensori delle proposte di legge non nascondono qualche imbarazzo per  il destino del resto del Lazio:
Ciocchetti risolve la questione immaginando un ripensamento del Lazio come Regione a statuto speciale, che non si capisce proprio cosa voglia dire.

Davanti a quanto sta accadendo un ripensamento dell’assetto territoriale del Lazio sarà  inevitabile, ed è necessario prendere in seria considerazione quella di una passaggio in Umbria, magari ragionando anche con una parte della provincia di Viterbo che verrebbe a trovarsi nella nostra situazione.

Nelle prossime settimane i Verdi si attiveranno in questa direzione.

Roberto Lorenzetti

Presidente Provinciale dei Verdi


 
  10 ottobre 2008

Trancassini "capeggia" la secessione - Leonessa L'ex sindaco nominato portavoce del "Comitato per il Sì" - Trancassini capo dei secessionisti  - Per il trasferimento in Umbria "servono 1137 voti ". LEONESSA - Sarà una sfida tra legali. Da una parte l'avvocato Giuseppe La Bella dall'altra l'avvocato Paolo Trancassini, ex sindaco di Leonessa e capogruppo di An in Provincia. Il primo è stato nominato portavoce del comitato per il No sabato scorso, per il secondo invece la nomina è arrivata nella riunione del comitato per il Si che si è svolta mercoledì sera all'auditorium Santa Lucia. Ora entrambi auspicano un confronto pubblico al più presto: "Non rispondo alle parole dei promotori dell'astensione, ma sono pronto a confrontarmi quantomeno per farmi spiegare perché dovremo restare nel Reatino". "Non aspetto altro che confrontarmi con il mio amico Paolo Trancassini - risponde l'avvocato La Bella - scelga lui la data ed il luogo, sono pronto". Un confronto che non avverrà prima delle sedute straordinarie dei Consigli regionale e provinciale, in programma il 15 e 16 ottobre, che si occuperanno del caso Leonessa. Comitato per il Si La riunione del neonato comitato si è svolta alle 21.30 presso l'Auditorium. Circa 120-130 persone hanno riempito la platea per il primo appuntamento pubblico dei promotori del trasferimento in Umbria. Il primo a parlare è stato l'assessore alla Cultura che ha ricordato, nella sua relazione, come il "desiderio" di trasferirsi in Umbria ha radici stanche profonde a Leonessa. Poi è stata la volta di Paolo Trancassini che è stato il vero protagonista, ma non c'erano dubbi, della serata. L'ex sindaco ha parlato per un'ora e mezza circa ricordando che in questa battaglia "bisogna mettere da parte le appartenenze politiche". Il discorso in breve è scivolato sugli impianti di risalita che la società ISIC vorrebbe costruire sul versante nord del Terminillo:  "E' una vergogna che non siamo stati degnati neppure di un no". Alla fine, dopo gli interventi di alcuni cittadini, del vicesindaco. Rosati e del sindaco Alfredo Rauco, Trancassini è stato nominato portavoce del comitato. Parallelamente alla campagna referendaria continua anche il lavoro "diplomatico" per evirare il referendum; "Negli ultimi giorni - dice Trancassini - la politica, di centrodestra e di centrosinistra, si è svegliata: ma sia chiara una cosa, questa volta non ci accontentiamo delle parole o delle pacche sulle spalle. Per farci tornare indietro ci vogliono atti  concreti.' "Continuando ad usare la metafora della ristorazione è arrivato il momento di chiedere il conto alla politica reatina del disinteresse verso Leonessa". Il numero che i sostenitori della secessione devono tenere bene m mente è 1137. Solo ottenendo il 50% più uno dei voti (calcolati sull'intero elettorato) il referendum passerà. Di qui si capisce la strategia astensionistica del Comitato per il NO. Ma Trancassini ed i suoi annusano l'impresa: "Dopo la riunione di mercoledì sono convinto che il Sì passerà". (Paolo di Basilio).

  10 ottobre 2008

 Alla corte di sua eccellenza la Patata -   Domenica a Leonessa la grande sagra dedicata alla varietà locale del prelibato tubero -  Da domani la kermesse Verranno cucinati oltre 40 quintali di patate - La sagra della patata di Leonessa domina la scena gastronomica del prossimo fine settimana. Un appuntamento divenuto in questi ultimi anni tra i più grandi e importanti dell'Italia Centrale. Non a caso, infatti, il numero degli espositori alla mostra mercato dei prodotti tipici aumenta sempre di più. La XIX edizione della kermesse, organizzata da Pro loco e Comune, prende il via domani, anche se la degustazione vera e propria ci sarà domenica a partire dalle 13, con una seconda tornata nel pomeriggio (dalle 17) che si protrarrà fino all'ora di cena. Verranno distribuiti piatti con le ben note cinque specialità diverse, per un totale di oltrequaranta quintali di patate preparate da più di 50 volontari: gnocchi al tartufo, gnocchi al sugo di castrato, patate lesse, patate ripassate in padella con pancetta e salsiccia e patate fritte. E il gusto è assicurato perché gli agricoltori parlano di un'ottima annata come raccolto e come qualità. Questi gli appuntamenti in dettaglio. Domani alle 10 apertura degli stand, alle 16 anteprima della sagra con palatine fritte e alle 19 spettacolo musicale con l''orchestra "Adriano Show". Domenica alle 11.30 musica per le strade con il gruppo folk "La Bandaccia" che si ripeterà anche alle 14.30; alle 13 inizio degustazione delle patate, accompagnata fino a sera dalla musica del "Duo di Pikke". Alle 18.30, dopo la premiazione della patata più grande e dello stand più bello, spettacolo di cabaret con Carmine Farmaco, direttamente da Zelig. Ma la sagra è anche artigianale, valorizzazione dei prodotti locali, spettacolo, musica e divertimento. Per la mostra mercato, è previsto l''arrivo di oltre cinquanta espositori provenienti da tutta Italia, con esposizioni e degustazioni di prodotti tipici come formaggi, salumi e dolci, farro, frutti del bosco, mele, castagne, miele e olio, coltivazioni biologiche, oggetti di artigianato in ferro, legno, uncinetto, materiali di antiquariato e tante altre sorprese. La manifestazione si chiude alle 21.30 con i fuochi d''artificio e la "Pupazza" in via della Ripa in collaborazione con il Comitato di San Matteo. Ulteriori dettagli sul sito: www.leonessa.org. (Francesco Chiaretti)
 

  10 ottobre 2008

 LEONESSA - Referendum secessionista Ecco il comitato per il "sì " - Quasi una serata dell'orgoglio leonessano, quella di mercoledì sera all'Auditorium Santa Lucia, dove una settantina di persone hanno partecipato alla prima riunione del comitato per il "sì", nell''ordine al referendum e alla secessione dal Lazio. Ad aprire l''incontro (che, ripreso da Mep Radio, verrà trasmesso oggi alle 12,40 in versione integrale) è stato Andrea Ungari, che da buon assessore alla Cultura l'ha buttata sul piano storico. Accanto a lui sindaco e vicesindaco e a dare la linea Paolo Trancassini, che una ad una ha toccato tutte le corde dell''orgoglio leonessano. Un amore per il campanile più forte del richiamo della Provincia, con la scelta referendaria che per il capogruppo di An ha significato l'implicita rinuncia ad una possibile candidatura alla corsa contro il centrosinistra per la presa dell'Ex GIL. Niente toni bellicosi, però con il comitato per il sì - cinque i reggenti e al momento nessun portavoce - che cerca di tenere basso con i toni anche gli entusiasmi, perché un conto è lagnarsi contro Rieti e contro Roma, altro è andare a votare di conseguenza. Al referendum, eh «perché - altra precisazione - le amministrative sono un''altra cosa». E saranno a maggio. A.L.
 

Comunicato Stampa  8 ottobre 2008
Amministrazione Provinciale di Rieti
 
Ufficio Stampa
    
Convocazione Consiglio provinciale - 16 ottobre 2008
 
Il Consiglio provinciale è stato convocato in seduta straordinaria ed urgente per il giorno 16 ottobre 2008 alle ore 15.30 (inizio lavori ore 16.30per esaminare e discutere il seguente ordine del giorno:

    

DELIBERAZIONI

 
1. Consultazione referendaria promossa dall’Amministrazione Comunale di Leonessa per il passaggio alla Regione Umbria.(Relatore Fabio Melilli);
 
2. Consiglio delle Autonomie Locali, designazione del rappresentante del Consiglio Provinciale di Rieti. (Relatore Giosuè Calabrese).
 
Rieti, 8 ottobre 2008

Fabrizio Colarieti
Ufficio Stampa Provincia di Rieti
Mob. 348/1551445 Uff. 0746/286301


 
Comitato per il NO   8 ottobre 2008

E-mail del 8/10/2008 Ore 10:17 spedita alla Redazione de "Il Tempo" in risposta all'articolo riportato qui sotto.

Non credo valga la pena invocare la cd. “legge sulla stampa” per chiedere la pubblicazione di pochi, modesti chiarimenti circa quanto da Voi pubblicato in data odierna afferente le dichiarazioni rese da Trancassini.

Ricordo al “Consulente Legale del Comune di Leonessa” (quello dell’euro annuo!), Avv. Paolo Trancassini, che non posso certamente prendere lezioni da lui…..nemmeno sulla Divina Commedia. La qualifica di “ignavi” infatti l’ha dispensata, insieme ad altre “perle”, proprio lui nell’intervista rilasciata a Mep Radio e rivolta a noi promotori dell’astensione.Non ho fatto altro quindi che “girarla” al mittente con la virgolettatura inserita nel termine.

Quindi tale circostanza non sarebbe dovuta sfuggire ad un fine intellettuale come lui.Preciso, inoltre, che non sono il portavoce della Massimi ma di un Comitato Referendario.

Trancassini invece a nome di chi parla a proposito di Referendum? Ha avuto forse il mandato dal Comune di Leonessa?

Circa il contestato “bisogno di visibilità”, rivolto inopinatamente allo scrivente, ricordo infine che tale, forte necessità anima solo l’azione del Trancassini, che dopo la grande vittoria alle penultime comunali romane e la sua strepitosa  conferma anche nelle ultime, tenta di “soffiare” la Candidatura a Presidente della Provincia per il suo schieramento a chi è stato già designato.Vorrebbe presiedere una Provincia dalla quale cerca di scappare auspicandone addirittura la soppressione…(cfr. intervista a MEP RADIO e Vostro articolo).

Fa quindi molto bene il Trancassini a temere il confronto democratico!

Grazie.

Avv. Giuseppe LA BELLA

 labella@studiolabella.it

 

 8 ottobre 2008

Leonessa, stasera il Si all'Umbria scende in campo - Assemblea, il Comitato si presenta a S.Lucia - Timore da Terni :"Si sta muovendo Perugia".

Stasera tocca al Comitato per il SI al referendum di annessione all'Umbria presentarsi ai Leonessani. I cittadini capeggiati dal Sindaco Alfredo Rauco si ritroveranno alle ore 21:30 presso l'Auditorium Santa Lucia. "Spiegheremo a tutti le ragioni di questo gesto - spiega l'ex sindaco di Leonessa e Capogruppo Provinciale di AN Paolo Trancassini - Qualcuno non vuole capire che questa è la battaglia di un territorio contro un certo modo di fare politica". L'appuntamento di stasera arriva dopo pochi giorni da quello del Comitato per il No e Trancassini ne ha anche per il portavoce avversario Giuseppe La Bella, il quale, nel comunicato emanato nei giorni scorsi, non ha avuto parole tenere per gli attuali amministartori leonessani. "I toni e l'aggressione di quel comunicato - commenta ancora Trancassini - dimostrano che c'è bisogno di visibilità ma a noi non interessa scendere su quel piano. Suggerisco solo al portavoce del Comitato per il No di rileggere Dante, visto che gli ignavi sono coloro che non decidono e non chi, come noi, magari anche sbagliando, una scelta l'abbiamo fatta. Loro, invece, lavorano per l'astensione."

Infine Trancassini riserva una battuta anche all'atteso Consiglio Regionale del 15 ottobre nel quale, forse, verrà presentata una proposta legislativa da hoc per scongiurare il referendum. "Mi aspetto moltissimo da quel  Consiglio - conclude - ma sapendo che la Massimi ha partecipato alla riunione del Comitato per il No, presumo che il portavoce di quel Comitato abbia parlato anche a nome suo". Intanto da Terni continuano ad arrivare dei segnali. Ultimo un ordine di tempo quello del consigliere comunale di Forza Italia, Federico Salvati che dalle pagine del suo blog scrive :"La Provincia di Terni e soprattutto i relativi assessori al Turismo e allo Sviluppo economico si segnalano per la totale indifferenza rispetto ad una straordinari opportunità di crescita del nostro territorio. Dopo aver parlato per anni di riequilibrio territoriale, alla prima vera occasione che si prospetta di rafforzare le dimensioni della provincia, gli amministratori locali non assumono nessuna iniziativa. C'è da chiedersi, a questo punto, per quale motivo. - conclude Salvati - Forse perchè a Leonessa la sinistra non ha così tanti seguaci? O forse perchè su quel comune ha già messo gli occhi addosso Perugia e quindi non è possibile contrastare le ambizioni del capoluogo della regione?".

E le volontà reatine avranno un peso nella vicenda ?    (Marco Fuggetta)

I Nostri Lettori   7 ottobre 2008

E-mail   7 ottobre 2008 ore 19:26

Ci scusiamo sinceramente con l'amico Ferruccio Armeni per la nostra "latitanza" , del tutto non voluta.

Abbiamo ricevuto solo le ultime due e-mail  spedite : ci affrettiamo, come nostro costume,  a pubblicare quanto inviato.

Grazie, come sempre, per l'attenzione e la considerazione con cui ci seguite.

giannibolletta@leonessa.org

In questi giorni rimango veramente stupito di come si sta parlando di Leonessa e non solo dai soliti interessati per fini personalistici, ma da personaggi importanti della politica, quei personaggi che a Leonessa approdano o hanno approdato solo  in campagna elettorale per accaparrarsi il voto dei Leonessani, che da decenni vengono loro elargiti sia che siano di destra, di centro o di sinistra, personaggi che una volta eletti, non mettono più piede a Leonessa e dimenticano immediatamente quanto avevano promesso in campagna elettorale.

Magari ci dessero “un piatto di lenticchie riscaldate”!!! Niente.

Sono ormai troppi anni che Leonessa ed i Leonessani subiscono passivamente ed aspettano fiduciosi che qualche politico si ricordi almeno in parte delle promesse fatte in campagna elettorale ma invano. Leonessa è solo un puntino segnato sulla carta geografica. Per la provincia di Rieti invece è sparita persino da li, tanto è vero che nello stampare la guida delle manifestazioni che si svolgono nell’arco dell’anno in tutta la provincia, Leonessa non appare affatto. Eppure le più belle manifestazioni si svolgono proprio a Leonessa, ma!

Ora, come di consueto appare però il solito personaggio, che in vista della prossima consultazione elettorale, si ricorda di Leonessa e viene ad insegnarci cosa dovremmo fare per vivere meglio il mese di agosto. Ed il periodo invernale? Con quali mezzi pensa si possano portare gli stessi turisti di agosto? Lo ha riferito a Marrazzo o magari  a Melilli?

Un appunto vorrei inoltre farlo al Signor Alessio Angelucci, Consigliere circoscrizionale del P.D. a Rieti, il quale, al riguardo del referendum, sul quotidiano il Tempo di alcuni giorni fa, rimproverava i Leonessani dichiarando “ I problemi si affrontano, non si fanno armi e bagagli per trasferirsi altrove”. Ci insegni lui che è pratico come si fa, noi potremmo anche accettare il suo consiglio.

Termino con un appello per i veri Leonessani per ricordare loro che questa è una occasione che non potrà ripetersi nel futuro, ORA O MAI PIU’ . Questo è il momento di restare uniti se vogliamo veramente bene a Leonessa. Dimostriamo a certi personaggi che i Leonessani  hanno tutti gli attributi al loro posto e se vogliamo possiamo avere quello che vogliamo. La battaglia è dura ma questo è il momento in cui possiamo dimostrare che Leonessa non è solo un puntino sulla carta geografica, ma un paese vivo dove abitano persone vive le quali pretendono di avere i loro diritti per sopravvivere.

 Ferruccio Armeni

                                                                                 

Comitato per il NO   7 ottobre 2008

E-mail del 7/10/2008 Ore 15:50 spedita alla Redazione de "Il Messaggero" in risposta all'articolo riportato qui sotto.

Non credo valga la pena invocare la cd. “legge sulla stampa” per chiedere la pubblicazione di due modesti chiarimenti circa quanto da Voi pubblicato in data odierna nell’articolo “La Secessione di Leonessa” ed afferente le dichiarazioni rese da Trancassini. Ricordo al “Consulente Legale del Comune di Leonessa” (quello dell’euro annuo!), Avv. Paolo Trancassini, che non posso certamente prendere lezioni da lui…..nemmeno sulla Divina Commedia.

La qualifica di “ignavi” infatti l’ha dispensata, insieme ad altre “perle”, proprio lui nell’intervista rilasciata a Mep Radio e rivolta a noi promotori dell’astensione. Non ho fatto altro quindi che “girarla” al mittente con la virgolettatura inserita nel termine. Quindi tale circostanza non sarebbe dovuta sfuggire ad un fine intellettuale come lui.

Preciso, inoltre, che non sono il portavoce della Massimi ma di un Comitato Referendario.

Trancassini invece a nome di chi parla a proposito di Referendum?

Tranquillizzo infine la Vostra giornalista….anche lo scrivente “tiene alla patata”.

 

Grazie.

Avv. Giuseppe LA BELLA

 

labella@studiolabella.it

 

  7 ottobre 2008

Si costituisce il fronte del "no" in attesa del dibattito in Regione -  Leonessa, c'è chi dice  no alla secessione dal Lazio e no anche al referendum. E' questa la linea scaturita dall'incontro di sabato pomeriggio in un ristorante della zona promosso da Giuseppe La Bella e al quale hanno partecipato una cinquantina di persone. Leonessani, certo, ma non persone qualsiasi: tra loro la consigliera regionale Anna Maria Massimi, il coordinatore comunale del Pd Cesare Perilli e l'ex sindaco del paese Luigi Cordeschi, fin qui tutti piuttosto abbottonati sulla materia. La Bella invece parla e soprattutto scrive, cominciando con lo spiegare le ragioni del no: «non si può votare no rispetto ad un progetto che non esiste» e poi in un simile referendum andare a votare no sarebbe inutile visto che per il raggiungimento del quorum non fa testo il numero dei votanti ma il numero dei sì. Segue un atto d'accusa durissimo ai promotori della consultazione, «ovvero di coloro che per un ventennio, a titolo diverso, si sono resi responsabili di danni gravissimi all'economia dell''altipiano» salvo scaricare ora tutte le responsabilità a Regione e Provincia. «A pagare il referendum saranno i cittadini leonessani - scrive La Bella - ma chi auspica la fine di certe istituzioni continua a stare sul loro libro paga e si autocandida alla loro presidenza». E qui a Paolo Trancassini sono fischiate forte le orecchie: «La Bella ci taccia di ignavia e poi invita i cittadini all'astensione: forse dovrebbe ripassare la Divina commedia di Dante». Intanto si avvicina la prima data utile per un confronto tra le parti, seppur a distanza, passando da Roma: il 15 ottobre in consiglio regionale si discuterà del caso Leonessa, con l'unica mozione al momento presentata al riguardo che dice "no" agli impianti in Vallonina (primi firmatari Perilli e Massimi) con il consigliere regionale Cicchetti (An) che ha preannunciato un'iniziativa di legge ad hoc. Niente altro che un escamotage per offrire alla destra di Leonessa il modo per uscire indenne dalla vicenda prima della batosta elettorale, per La Bella, che già pregusta «il piatto di lenticchie riscaldate». Trancassini invece prevede un consiglio regionale burla: «Se la Massimi accetta che a parlare per lei sia La Bella...». Quanto al contorno, lui tiene alla patata. A.L.

  7 ottobre 2008

Sagra della patata Si svolgerà sabato 12 e domenica 13 ottobre la 19' edizione della sagra della patata leonessana. Fritta, lessa o 'rescallata' la patata sarà la vera protagonista della kermesse - oramai diventato un appuntamento da non perdere nel panorama degli appuntamenti gastronomici della provincia  leonessana. Durante la manifestazione è previsto l'arrivo di 50 espositori da tutta Italia. Questo il programma: sabato 12, alle 10, l'apertura ufficiale degli stand, ale ore 16 l'anteprima della sagra con palatine fritte in piazza e salsicce alla brace. In serata musica dal vivo. Domenica 13, alle 13, si inizierà la degustazione degli gnocchi al sugo e al tartufo, patate fritte o "rescallate" in piazza 7 Aprile, salsicce alla brace a piazza 4 Novembre. Alle 17 ancora degustazione dei gnocchi e musica con il "II duo di Pikke". Alle 18 a premiazione della patata più grande, poi si chiude con i fuochi d'artificio.

 

  7 ottobre 2008

Referendum, Leonessa spaccata a metà

Consultazione Il Comitato per il "NO" invita i cittadini a non votare. Domani si presentano i sostenitori del "Si"

Cominciano a delinearsi le "coalizioni" che al Leonessa si daranno battaglia tra chi vuol rimanere e chi vuol diventare umbro. Sabato si è costituito il Comitatop per il "No", che in realtà inviterà i cittadini ad astenersi nel referendum del 30 novembre e 1 dicembre.

All'Assemblea costituente, svoltasi presso il ristorante "La Prateria", hanno partecipato tra gli altri il consigliere regionale Anna Maria Massimi e il coordinatore locale del PD Celeste Perilli, mentre è stato eletto portavoce l'avvocato Giuseppe La Bella. L'invito a non andare a votare ha una duplice motivazione. "Il primo risiede nella circostanza che non si può votare "no" rispetto ad un programma che non esiste - è la spiegazione di La Bella - Il secondo è, invece, che contrariamente agli altri referendum che richiedono la partecipazione al voto di almeno il 50 per cento più uno degli aventi diritto, il quorum in questo caso è fissato nella stessa misuram ma di voti esprimenti il Si". Nella nota preparata dal Comitato per il No si esprime "una condanna politica nei confronti dei promotori ovvero di coloro che per un ventennio, a titolo diverso, si sono resi responsabili dei gravissimi danni recati all'economia del nostro altipiano per poi tentare di scaricarli integralmente sulle istituzioni sovraordinate. Attendiamo, quindi con divertità curiosità - si  legge nella conclusione - l'esito dell'operazione di salvataggio degli ignavi promotori del referendum che tenterà Cicchetti il 15 ottobre (data del Consiglio Regionale sulla vicenda, ndr).

E di comitato in comitato, domani verrà presentato quello del "Si". alle 21:30 presso l'Auditorium Santa Lucia. E ancora, sul fronte istituzionale, dopo la convocazione del consiglio regionale del 15 ottobre, si attende di conoscere la data di quello privinciale. I rumors parlano del 16 o 17 ottobre. (Marco Fuggetta) 

 

 

I Nostri Lettori   6 ottobre 2008

E-mail   6 ottobre 2008 ore 13:35

Vorrei capire come il signor Trancassini va al referendum e poi aspira a diventare Presidente della Provincia.
C'è qualcosa che non quadra.Il referendum mi sembra una lotta senza quartiere tra personalismi più che per
il bene dello splendido territorio di Leonessa.

 

Raffaele Pirisi

 

www.leonessa.org   6 ottobre 2008

Ci sono già i primi significativi (ed abbastanza duri) commenti al comunicato stampa del comitato per il NO.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: siamo disposti a pubblicare tutto quello che i gentilissimi amici che da anni ci seguono con affetto e partecipazione decideranno di inviarci.

Ma il tutto non può prescindere dalle solite tre regole fondamentali : nome e cognome, e, se possibile, rispetto ed educazione.

Perchè si può dire tutto (almeno da queste parti...)

Attendiamo le opportune liberatorie per pubblicare quanto ci è stato inviato.

Grazie di cuore per l'attenzione.

Felice Vita

giannibolletta@leonessa.org

 

Comitato per il SI   6 ottobre 2008

L'Assemblea Costituente del Comitato per il SI si terrà a Leonessa mercoledì 8 ottobre 2008 alle ore 21:30 presso l'Auditorium Santa Lucia.

Tutti gli interessati sono caldamente invitati a partecipare

                                                              Comitato per il SI

 

Comitato per il NO   5 ottobre 2008

COMUNICATO STAMPA

COMITATO REFERENDARIO PER IL “NO”

30.11-01.12.2008 LEONESSA 2008

 

Il giorno 4 Ottobre 2008 si è costituto in Leonessa il Comitato Referendario per il “NO” con l’adesione di oltre cinquanta cittadini.

Portavoce del Comitato è stato eletto lo scrivente.

L’Assemblea ha inoltre deliberato di invitare gli elettori a non andare a votare, piuttosto che votare “NO” per un duplice motivo.

Il primo risiede nella circostanza che non si può votare “NO” rispetto ad un progetto che non esiste.

Il secondo, invece, che, contrariamente agli altri referendum che richiedono la partecipazione al voto di almeno il 50% più uno degli aventi diritto, il “quorum”, in questo caso, è fissato nella stessa misura ma di voti esprimenti il “SI”.

Votare “NO” è quindi inutile.

L’assoluta latitanza di progettualità, collegata ai gravosi oneri economici che graveranno unicamente sui cittadini leonessani, perché il Referendum lo pagheranno loro, impongono una durissima condanna politica nei confronti dei promotori ovvero di coloro che per un ventennio, a titolo diverso, si sono resi responsabili dei gravissimi danni recati all’economia del nostro altipiano per poi tentare di scaricarli integralmente sulle istituzioni sovraordinate, auspicandone la fine, ma non solo continuando a stare sul loro libro paga, ma addirittura autocandidandosi alla loro presidenza.

Grande esempio di coerenza!

Attendiamo, quindi, con “divertita curiosità”, l’esito dell’ ”operazione di salvataggio” degli “ignavi promotori del referendum” che tenterà CICCHETTI il 15 Ottobre alla Regione Lazio.

“Un pugno di lenticchie, magari riscaldate” in cambio del Referendum.

Una via di uscita, sicuramente non onorevole, ma meno dolorosa della delegittimazione popolare che imporrebbe il loro “ritorno a casa” anticipato di pochi mesi….

In ogni caso, subito dopo questo “storico” appuntamento, convocheremo un’Assemblea pubblica per promuovere una sana informazione e magari un democratico confronto.-

Avv. Giuseppe LA BELLA

 labella@studiolabella.it

 

 

  3 ottobre 2008

Trancassini e le strategie in Provincia . Non sarebbe persa la candidatura del Pdl a presidente provinciale per Paolo Trancassini, consigliere e capo gruppo di An in Provincia. Il suo appeal politico, alla notizia della convocazione di un consiglio straordinario dedicato per intero al referendum del comune di Leonessa per l''aggregazione all'Umbria, potrebbe infatti risalire. Le sue battaglie a favore del l'annessione leonessana alla provincia di Terni, d'altro canto, avrebbero legato mani e piedi al partito di via Peschiera per la più importante poltrona provinciale. Il no contro il suo nome l'avrebbero fatto in molti. «Trancassini? Impresentabile, per la storia di Leonessa. Come si fa a candidarlo se lui è a capo del referendum scissionistico contro la provincia di Rieti e si porta via uno dei comuni più importanti?», racconta un bene informato. A «salvare» il capogruppo aennino sarebbe stata la decisione dell'attuale presidente provinciale di Giunta. «Credo sia necessaria una riflessione - ha detto Melilli - e quindi la scelta migliore è quella di dedicare a un tema così importante e delicato un apposito Consiglio provinciale». Si profilerebbe dunque una svolta storica nelle cosiddette «pubbliche relazioni» tra comune di Leonessa e Provincia. Forse la possibilità di recuperare su questo versante (per Leonessa quello sciistico in particolare) sarebbe ancora in vita. A questo punto anche la designazione di Trancassini «for president» alla corsa provinciale per il Pdl. Ma lui è lapidario: «No comment».  Stefania Pascucci

  3 ottobre 2008

Il  15 ottobre alla Pisana verrà presentata un''iniziativa legislativa per scongiurare la consultazione Referendum per passare all'Umbria Convocato il Consìglio regionale Leonessa Il sindaco Rauco: «Se non ci daranno certezze andremo avanti» Marco Fuggetta - Se ne era parlato tanto e finalmente è arrivato, anche se ad oggi c''è un grosso punto interrogativo su quali potranno essere i risultati. Stiamo parlando del Consiglio regionale dedicato al caso Leonessa, convocato per mercoledì 15. Come sottolinea anche il comunicalo della Regione Lazio «al momento è depositata una mozione - quella presentala dai consiglieri Anna Malia Massimi e Mario Perilli - ma è probabile che prima del 15 ci sarà anche un''iniziativa legislativa». E qui arriva il primo punto interrogativo. Quale sarà questa iniziativa? E soprattutto, se in tanti mesi il progetto di impianti sciistici sul versante Nord del Terminillo non è mai riuscito a farsi largo in Regione, cosa potrà portare di risolutivo questa iniziativa legislativa? «La proposta legislativa non è stata ancora definita - spiega il consigliere regionale Anna Maria Massimi - Certo, non so quanto potrà rivelarsi utile un confronto in Consiglio per il semplice fatto che alla questione Leonessa siamo sensibili da tempo e l''abbiamo affrontata da tempo in modo approfondito. Ci abbiamo lavoralo e l''abbiamo portata avanti con Penili e Marrazzo. E anche la Provincia con Melilli ha fatto molto, proponendo un progetto e affidandolo ad un esperto del settore. Noi siamo nell'ottica che il progetto debba andare avanti. Ma alcuni vi si oppongono in modo un po'' strumentale». E qui arriva il secondo punto interrogativo, perché il progetto al quale fa riferimento la Massimi è quello della Provincia, che stralcia proprio la parte cara ai leonessani riguardante gli impianti sul Versante Nord. Ma allora il consiglio regionale servirà? «Sicuramente la convocazione è un fatto positivo, ma vorrei utilizzare una frase che in genere si usa negli annunci: No perditempo - commenta il sindaco Alfredo Rauco - Nel senso che sicuramente a livello politico qualcosa si muove, vedi soprattutto la lettera al Governo del senatore Cicolani che ringrazio pubblicamente, ma se non ci vengono date certezze su quelli che sono nostri diritti e sul progetto, noi andiamo avanti per la nostra strada». Che porta dritta dritta al referendum di novembre. Date referendum a Leonessa è stato fissato il 30 novembre eil1° dicembre Sono già in corso i preparativi .Marco Fuggetta

 

Comune di Leonessa   2 ottobre 2008

 

 LAZIO: SEDUTE DI CONSIGLIO REGIONALE 8-15-16-22-29-30 OTTOBRE

 

Il Consiglio Regionale del Lazio è convocato nel mese di ottobre nei giorni 8-15-16-22-29-30. Lo ha deciso oggi la conferenza dei capigruppo, riunita in via della Pisana dal Presidente dell’Assemblea Guido Milana. A partire dall’8 ottobre, ore 11,30 l’ordine del giorno contiene tra gli argomenti prioritari i seguenti punti:

 

1.                  Designazione di tre esperti in materie giuridiche ed economiche nel Comitato tecnico per il monitoraggio degli enti pubblici dipendenti.

2.                  Designazione di quattro componenti nel Comitato regionale per le comunicazioni - CORECOM.

3.                  Designazione di un componente nella Consulta regionale per la salute mentale in sostituzione del Signor Rinaldo Perini, dimissionario. 

4.                  Elezione del Difensore Civico della regione Lazio.

5.                  Designazione di tre componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia regionale per la promozione turistica di Roma e del Lazio S.p.A..

6.                 Proposta di legge regionale n. 338 del 12 novembre 2007, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 884 del 9 novembre 2007, concernente: MODIFICHE A DISPOSIZIONI LEGISLATIVE IN MATERIA DI ATTIVITA’ PRODUTTIVE DI CUI ALLE LEGGI REGIONALI 18 NOVEMBRE 1999 N. 33, 27 FEBBRAIO 2004 N. 2, 28 APRILE 2006 N. 4, 29 NOVEMBRE 2006 N. 21, E SUCCESSIVE MODIFICHE.

7.                 Proposta di deliberazione consiliare n. 51 del giorno 25 maggio 2007, adottata dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 294 del giorno 15 maggio 2007. concernente: CONSORZIO DI SVILUPPO INDUSTRIALE SUD PONTINO DI GAETA. VARIANTE AL P.R.G. CONSORTILE INTERESSANTE IL COMUNE DI SPIGNO SATURNIA. DELIBERA N. 197/C DEL 21.10.1998 DEL COMMISSARIO REGIONALE. APPROVAZIONE.

8.                 Proposta di deliberazione consiliare n. 65 del giorno 26 marzo 2008, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 111 del giorno 22 febbraio 2008, concernente: APPROVAZIONE DEL PIANO DELLA RISERVA NATURALE DI MONTE MARIO DI CUI ALL’ARTICOLO 26 DELLA LEGGE REGIONALE 6 OTTOBRE 1997, N. 29 “NORME IN MATERIA DI AREE NATURALI PROTETTE REGIONALI” E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI.

9.                 Proposta di legge regionale n. 400 del giorno 23 luglio 2008, di iniziativa dei consiglieri BATTAGLIA, MARIANI, PEDUZZI, PARRONCINI, FOSCHI, PONZO, MOSCARDELLI, FONTANA, MASSIMI, LAURELLI, PERILLI, CIARALDI, CELLI, BRANCATI, ALAGNA, COLAGROSSI, GROSSO, concernente: NORME IN MATERIA DI INSERIMENTO AL LAVORO DELLE PERSONE CON DISABILITA’.

 

In sede di conferenza dei capigruppo si è anche deciso che il primo punto all’ordine del giorno del 15 ottobre sarà la questione del comune di Leonessa, in provincia di Rieti, dove è in atto la raccolta di firme per il referendum con cui i proponenti auspicano il distacco del comune dal Lazio per annettersi all’Umbria. Al momento, è depositata una mozione ma è probabile che prima del 15 ci sarà anche un’iniziativa legislativa.

 

Sarà calendarizzata nei prossimi giorni una seduta straordinaria su infiltrazioni e radicamenti della criminalità organizzata in alcune aree del Lazio, su sollecitazione di Enrico Fontana, capogruppo dei Verdi.

 

 

 

 

Area Informazione

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MEP RADIO (www.mepradio.it)   2 ottobre 2008

Roma: Regione Lazio - ufficiale - convocato per il 15 ottobre il Consiglio regionale dedicato al Referendum di Leonessa

L'attesissimo Consiglio regionale straordinario dedicato al Referendum secessionista del Comune di Leonessa è stato convocato per mercoledì 15 ottobre. L'appuntamento è per le ore 11.30 alla Pisana, probabilmente alla presenza di una numerosa delegazione di popolazione leonessana, da quanto ci confermano gli amministratori comunali. Invece, nulla di concreto da "Palazzo d'oltre Velino", dove Giosuè CALABRESE non ha ancora riunito la conferenza dei capogruppi per la convocazione straordinaria del'Assise provinciale. Intanto, in attesa di eventuali segnali dalla politica nazionale, fervono i contatti per la costituzione del Comitato favorevole al passaggio in Umbria. L'assemblea dovrebbe riunirsi mercoledì della prossima settimana. Confermata la costituzione del Comitato per il NO, che si riunirà sabato pomeriggio presso il ristorante "La Prateria".

 

Comunicato Stampa   30 settembre 2008

S.E. Ministro dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare

 S.E. Ministro per i Rapporti con Le Regioni

e.p.c. S.E. Presidente del Consiglio dei Ministri

LORO SEDI

            Gentile Ministro,

 il prossimo 30 novembre nel Comune di Leonessa (Rieti) si terra’ un referendum consultivo nel quale i cittadini saranno chiamati a scegliere se restare nella Regione Lazio oppure passare nella vicina Umbria. Il referendum è frutto dell’esasperazione di un territorio che ritiene di essere stato ingiustamente penalizzato dalla Regione Lazio rispetto ad una sua concreta possibilita’ di sviluppo. Leonessa, infatti,  e’ una citta’ d’arte posta a mille metri sul livello del mare e nel suo territorio ricade il versante nord del massiccio del monte Terminillo. Esiste un progetto, di ingegneria naturalistica, dotato delle relative risorse che consente di compatibilizzare con l’ambiente naturale un nuovo comprensorio sciistico da collegare a quello già esistente nel Comune di Leonessa ed agli altri impianti del Terminillo. Purtroppo, quando tale opportunita’ veniva presentata in conferenza dei servizi per l’approvazione, la Giunta Marrazzo, appena insediata, ripristinava, utilizzando la legge di bilancio, una vecchia normativa paesistica che, di fatto, ne pregiudicava l’approvazione.

         Successivamente, la Provincia di Rieti inseriva tale progetto in uno piu’ complesso, denominato Programma degli interventi per il Terminillo. Tale Programma veniva approvato dalla giunta Provinciale ed inviato in Regione per l’approvazione definitiva. Nonostante una serie di assicurazioni, anche pubbliche, del Presidente Marrazzo,  non solo la Regione Lazio non ha ancora approvato tale programma, ma nel giugno scorso, con la delibera di approvazione dei regolamenti dei Sic e Zps, la giunta stabiliva l’impossibilita’ categorica di realizzare, impianti di risalita nelle zone protette da tali vincoli, come nel caso del Terminillo; tutto cio’ in evidente contrasto con il Decreto Ministeriale emesso in data 17/10/2007 G.U. 6/11/2007 n.258  dall’allora Ministro Pecoraro Scanio che, nel proibire, faceva salvi tutti i progetti in corso di approvazione, come appunto quello di Leonessa e della Provincia di Rieti. Le altre regioni, al contrario, hanno correttamente recepito il citato D.M.

         Contro tale delibera il Comune di Leonessa proponeva ricorso al Tar, il quale si pronunciera’ nei prossimi giorni. E’ bene sottolineare in questa sintetica cronistoria del calvario leonessano, che il progetto de quo rappresenta una importantissima occasione di sviluppo non solo per i territori montani interessati, ma per tutta la Provincia di Rieti, per la quale il Terminillo è stato in passato e può tornare ad essere motore di sviluppo non solo economico, ma anche naturale  al punto che anche la triplice sindacale unitamente all’ugl  si è pronunciata in più occasioni fortemente favorevole all’iniziativa.

         Come  parlamentare politicamente legatissimo alla provincia di Rieti, sento il dovere di intervenire nella vicenda, sia per scongiurare la disgregazione della Provincia, che con il referendum rischia di perdere uno dei suoi comuni piu’ importanti e sia per cercare, attraverso l’azione di governo, di permettere ad un territorio di cogliere le possibili occasioni di sviluppo, come peraltro avviene nelle altre regioni d’Italia: come e’ possibile, infatti,  proibire nel Lazio cio’ che in ogni Regione a vocazione sciistica e’ permesso?

         Questa palese disparita’ normativa, che finisce per incidere sulla qualita’ della vita delle popolazioni, non e’ in contrasto con il principio costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla Legge e delle pari opportunità?

 Per questo, nel rispetto di ciascuna delle Vostre competenze, Vi esorto ad intervenire nella vicenda. 

 Distinti saluti.

 Sen. Angelo Maria Cicolani

  30 settembre 2008

 Una seduta speciale per il "caso Leonessa" Se in Municipio è tempo di marmellata, in Provincia è il miele che corre a fiumi. Così il caso Leonessa, su proposta del presidente Fabio Melilli, viene amabilmente rimandato ad una seduta ad hoc del consiglio, considerando non «rispettoso dei leonessani» la parentesi pomeridiana di ieri che, su richiesta di Paolo Trancassini, il presidente Giosué Calabrese era sul punto di concedere. Nei 20 minuti di "ricreazione", prima cioè della discussione delle variazioni al bilancio 2008 - toccate in sorte al vicepresidente Roberto Giocondi, che infatti si è presentato in aula con lo zainetto in spalla col materiale dentro - altro amabile scambio di vedute tra maggioranza e opposizione sulle dimissioni di Vincenzo Rinaldi. Dimissioni gagliardemente date per il sindaco Michele Nicolai - che un qualche ruolo nella vicenda di Rinaldi pure lo ha avuto, in quel di Borgorose - giuridicamente sospette per l'avvocato Trancassini - «Peccato che gli assessori non godono delle tutele dei lavoratori: qui ci sono tutti gli estremi per pensare siano state subite prima che date, e per quello che Rinaldi faceva fuori dall'orario di lavoro, tipo la sera a cena» - inesistenti sul piano politico, per Giovanni Pompei:'' «Magari una crisetta istituzionale, un problema personale ma niente di politico: chi ha eletto e sostenuto la giunta Melilli sono tutti qui al suo fianco». Tutti tutti proprio no, e dopo la Rosa bianca che ha deciso di sbocciare altrove ecco l'annuncio di Melilli: «Non appena ci saranno le condizioni farò un altro assessore». Magari prima del voto, certo. Più o meno quello che si augura Trancassini per la discussione del caso Leonessa: prima di fine novembre ma possibilmente non a metà ottobre. Quelli sono i giorni della sagra della patata. Roba per stomaci forti, mica miele e marmellate... A.L

 

MEP RADIO (www.mepradio.it)   29 settembre 2008

Non finiremo mai di ringraziare l'amico Massimo Spadoni e tutta la Redazione di MepRadio per l'attenzione ed il portentoso lavoro di raccolta e diffusione delle informazioni riguardanti la nostra città.

MePRadio, Radio ufficiale della Città di Leonessa.

Grazie di cuore !!!

La Redazione di www.leonessa.org

Rieti: Referendum Leonessa - convocazione straordinaria del Consiglio provinciale - si voterà anche in Provincia di Treviso

Ancora nulla di fatto per la convocazione del Consiglio regionale straordinario che sarà dedicato al Referendum secessionista del Comune di Leonessa. Infatti, l’attesa Conferenza dei capigruppo, prevista per la giornata odierna, è stata rinviata a venerdì prossimo. Intanto, il costituendo Comitato contrario al passaggio nella Regione Umbria cambia location per la sua prima assemblea. Rimane invariata la giornata di sabato 4 ottobre, sempre alle ore 17.00, mentre la riunione si svolgerà presso il Ristorante “La Prateria”. Questo pomeriggio, durante lo svolgimento del Consiglio provinciale, in risposta all’interrogazione urgente del Capogruppo di AN TRANCASSINI (tra i maggiori fautori del passaggio di Leonessa in Umbria), il Presidente dell’Amministrazione MELILLI ha suggerito una convocazione ad hoc dell’assise provinciale. << Credo sia necessaria una riflessione - ha dichiarato Fabio MELILLI - e quindi la scelta migliore è quella di dedicare ad un tema così importante e delicato un apposito Consiglio provinciale. Limitare la discussione attorno ad una singola interrogazione in un Consiglio dedicato al Bilancio non avrebbe consentito gli approfondimenti che un tema del genere merita >>. << La proposta di svolgere un Consiglio provinciale esclusivamente sulla vicenda referendaria di Leonessa mi trova pienamente d'accordo. Auspico - ha risposto l'Avv. TRANCASSINI - che il Consiglio, per avere un proprio senso, venga convocato il prima possibile e non a ridosso del voto >>. Domenica 30 novembre e lunedì 1° dicembre non si voterà solo nel territorio leonessano. La consultazione referendaria riguarderà anche il Comune di Meduna di Livenza, in Provincia di Treviso, che dal Veneto propone la sua aggregazione alla Regione Friuli Venezia-Giulia. Le proposte oggetto dei referendum saranno approvate solo se il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito non sarà inferiore alla maggioranza degli elettori. L’art. 132, secondo comma, della Costituzione Italiana stabilisce che, con legge della Repubblica, possa darsi corso alla proposta di variazione territoriale sentiti i consigli regionali interessati (parere non vincolante). Ai sensi dell’art. 45, quarto comma, della legge 25 maggio 1970, n°352, il Ministro dell’Interno, entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della notizia del risultato del referendum, presenterà al Parlamento il relativo disegno di legge.

 

Prefettura di Rieti   25 settembre 2008

 

COMUNICATO STAMPA  

                        Con decreto del Presidente della Repubblica, in data 16 settembre 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 222 del 22 settembre 2008, sono stati convocati, per il giorno di domenica 30 novembre 2008, con prosecuzione delle operazioni di votazione lunedì 1° dicembre 2008, i comizi per lo svolgimento del referendum popolare, ex art. 132, secondo comma della Costituzione, per il distacco del Comune di Leonessa (Ri) dalla regione Lazio e la sua aggregazione alla regione Umbria.

            Le operazioni di voto si svolgeranno, ai sensi della normativa vigente, dalle ore 08,00 alle ore 22,00 di domenica 30 novembre e dalle ore 07,00 alle ore 15,00 di lunedì 1° dicembre 2008.

 

  26 settembre 2008

NUOVO RIETI OGGI  POLITICA - II capogruppo di An accusa di indifferenza l' amministrazione provinciale "Leonessa fùgge e Melilli tace" - Trancassini: 'il presidente sta mostrando un totale disinteresse -  II caso presto in Regione: "Solo Marrano può evitare il referendum - Leonessa verso l'Umbria, il capogruppo provinciale di An denuncia <I comuni scappano Melilli è indifferente" Trancassini: "Ora solo Marrazzo può evitare il referendum "I COMUNI reatini 'fuggono' in Umbria, ma l?amministrazione provinciale rimane indifferente". La denuncia del capogruppo di An di Palazzo d'Oltre Velino Paolo Trancassini : "La questione del referendum di Leonessa verrà affrontata dalla Regione Lazio venerdì in conferenza dei capigruppo. In quella sede sarà decisa la data del consiglio  straordinario con all'ordine del giorno la discussione sulla consultazione referendaria - ha detto  Trancassini intervenendo a una trasmissione dell'emittente radiofonica Mep Radio - È solo grazie  all'intervento dei consiglieri regionali Antonio Cicchetti e Donato Robilotta che la Pisana ha deciso di parlare del referendum".  Il capogruppo di An in Provincia ha mosso una pesante critica nei confronti degli amministratori provinciali, che invitati al dibattito radiofonico sul caso di Leonessa (al quale si sta aggiungendo anche quello di Magliano Sabina, dove è già stata avviata una raccolta di firme per poter avviare l'iter di secessione dal Lazio): "La Provincia ha un totale disinteresse della questione  ha detto Trancassini e Melilli preferisce non partecipare al dibattito e probabilmente la sua posizione politica su questo referendum è l'astensione".  Intanto i consiglieri regionali del Pd, Anna Maria Massimi e Mario Perilli, hanno presentato una  ipotesi di discussione in consiglio che è "irricevibile - commenta il capogruppo di An - In quel documento* Leonessa è descritta come alla deriva e insistono nello stralcio del progetto del versante Nord del Terminillo. È evidente che hanno un problema di tenuta della maggioranza: hanno i numeri per approvare il progetto in consiglio regionale, ma non lo fanno. Un problema politico che ha anche Melilli in Provincia". Viene chiesto se e quando la Provincia dibatterà la questione del referendum. "Presenterò un'interrogazione urgente al prossimo consiglio provinciale-continua Trancassini - e il presidente Calabrese dovrà decidere se dare spazio alla discussione, ma credo che sia difficile che lo faccia". Nel corso della trasmissione è stato domandato se c'è la possibilità .di interrompere il percorso di secessione di Leonessa. "Il referendum lo può fermare solo Marrazzo e la sua giunta con un loro gesto responsabile", spiega il capogruppo di An

 

  26 settembre 2008


MESSAGGERO  : Trancassini (An) rincara la dose: «I vincoli ambientali della Regione peggiori di quelli di Pecoraro Scanio» - Leonessa, l'Umbria è alla finestra La presidente Lorenzetti: «Rispetto per le iniziative di stampo democratico» di ALESSANDRA LANCIA Aspettando che la Regione Lazio metta il "caso Leonessa" all'ordine del giorno del suo consiglio, dall'Umbria rompe il silenzio la presidente Rita Lorenzetti: «No, il sindaco di Leonessa non l'ho mai incontrato ne ho appuntamenti con lui in agenda - fa sapere da Palazzo Cesaroni - Il fatto che delle comunità locali dimostrino cosi tanto interesse e apprezzamento per la nostra Regione e per come o amministrata sinceramente mi lusinga. Nessuno però è autorizzato a pensare che, una volta in Umbria, possa godere di agevolazioni o lavori che altrove gli vengono negati». Sì ma quello di Leonessa non è più solo un semplice "apprezzamento": è l'oggetto di un referendum consultivo per decidere se lasciare o meno il Lazio per passare in Umbria. «Ho grande rispetto per le iniziative popolari di stampo democratico e per l'autonomia delle popolazioni». Punto. Di più per adesso la Lorenzetti non dice, ma già questo più che ad una porta chiusa in taccia fa pensare a qualcuno che sta sull'uscio e aspetta. Anche se  l'Umbria è una regione per lo meno a due velocità - con Perugia che primeggia per suo conto e Temi a sgomitare - l'interesse del comprensorio ternano per quello leonessano è già nelle cose, e non da adesso. Intanto, Paolo Trancassini torna sulla questione degli impianti in Vallonina: «Qui in discussione non c''è tanto la presenza di sic e zps sul Terminillo: quelli sono vincoli presenti ovunque, dal Trentino alla Toscana. Quello che noi combattiamo è la Regione Lazio che nei suoi deliberati di giunta vieta di realizzarvi all'interno degli impianti anche nel caso di iter di approvazione già avviati, dimostrando in questo maggiore severità dell''ex ministro Pecoraro Scanio, che invece in una sua circolare aveva ammesso questa possibilità. E infatti altrove, per esempio nella rossa Toscana, all'Abetone, si disbosca e si potenziano gli impianti, al Terminillo no. Contro quella delibera abbiamo già avviato un ricorso al Tar. Sul resto ci risentiremo lunedì in consiglio provinciale». La diretta su Mep Radio delle sedute consiliari e un palcoscenico a cui Trancassini non rinuncia mai. Solo soletto, ci si trova pure comodo. ALESSANDRA LANCIA


 

www.ilgiornaledirieti.it   25 settembre 2008

Leonessa: nuova vita per gli impianti di Campo Stella

 «Il progetto potrebbe offrire grosse potenzialità di sviluppo riportando nel reatino quel turismo invernale ormai scomparso»

Mario Felici  giovedì 25 settembre 2008

 

Si è riunito domenica, presso la sala congressi del Leo Hotel in Leonessa, il consiglio del "Comitato Impianti Campo Stella" al fine di relazionare gli associati in merito alle novità riguardanti la ristrutturazione degli impianti di Campo Stella ed alla attività svolta in questo periodo dal comitato stesso.

Il Presidente Massimo Rauco ha illustrato ai presenti la bozza di progetto commissionata dal Comitato al dott. Daniele Costantini - uno dei massimi esperti in progettazione realizzazione di piste italiane ed europee - grazie al quale si è potuto mostrare alle istituzioni provinciali e regionali, incontrate in precedenza, le grandi potenzialità derivanti dalla ristrutturazione ed all'ampliamento di un bacino sciistico come quello di Campo Stella che, se ben collegato al versante del Terminillo e con un ampliamento nel versante di Cantalice, potrebbe offrire grosse potenzialità di sviluppo riportando nel reatino quel turismo invernale ormai scomparso.

Grande soddisfazione è stata espressa dai presenti anche in merito alla qualità del lavoro che ha previsto non soltanto la sostituzione degli impianti esistenti e la loro ottimizzazione, ma anche la bonifica delle piste ed il loro ampliamento come anche il recupero ambientale di aree che erano state rovinate e deturpate con la prima realizzazione degli impianti negli anni 80.

È notizia di questi giorni che Costantini ha vinto il bando di concorso predisposto dalla Provincia di Rieti per la trasformazione della bozza da noi commissionata in un progetto definitivo, che riveda ed integri al meglio anche gli interventi da porre in essere nei Comuni di Rieti e di Cantalice al fine di portare al vaglio della regione un progetto che abbia un senso non solo nei chilometri di piste disponibili e nei servizi accessori, ma anche nella successiva gestione che dovrà essere competitiva rispetto al nord Italia. Il progetto definitivo dovrà essere completato entro fine anno cosi da iniziare al più presto l'iter di approvazione, e per questo l'Ing. Costantini è già all'opera nell'area di Campo Stella per effettuare i rilievi necessari.

«Riteniamo - dice il presidente Rauco - di aver ottenuto un significativo successo mostrando a tutti che con la competenza e la buona volontà si possono tagliare traguardi insperati. Ora, il lavoro del comitato proseguirà nel campo delle verifiche del rispetto di tempi e degli impegni presi da tutte le istituzioni coinvolte, come anche nella ricerca dei fondi nazionali e comunitari ai quali attingere per poter realizzare un opera che è sicuramente un vanto ed una grande opportunità per Leonessa e per tutto il Reatino».

 

 

  25 settembre 2008

Contro i vincoli che impediscono la realizzazione degli impianti sciistici Leonessa porta la Regione in tribunale -  Leonessa  - Il Comune impugna la delibera che li impone sul Terminillo Battaglia legale contro i vincoli I giudici del Tar dovrebbero decidere entro ottobre paolo Di basino LEONESSA - II Comune sogna la secessione verso l'Umbria ma intanto trascina la Regione Lazio davanti al tribunale amministrativo per far annullare,le misure di conservazione ed i vincoli imposti sul versante nord del Terminillo che, di fatto, impediscono di realizzare il progetto "Leonessa SuperSki" (impianti sciistici per un totale di 56 milioni di euro). Mentre il referendum per passare in Umbria stava per essere ufficializzato il Comune ha deciso di impugnare davanti al tribunale amministrativo del Lazio la delibera regionale che regolamenta "la rete europea Natura 2000: misure di conservazione obbligatorie da applicarsi nelle zone a protezione speciale (Zps)". Il ricorso è stato presentato con l'assistenza legale dell'ex sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini (che ha offerto la prestazione gratuitamente) e dell'avvocato Maria Cristina Colacino. Il regolamento impugnato -secondo quanto riferisce Trancassini - "prevede dei vincoli che addirittura vanno oltre quelli imposti dall'ex ministro dell'Ambiente. Insomma Zaratti ha superato addirittura Pecoraro Scanio". Il Ministero dell'Ambiente aveva fatto salve dai vincoli tutte le aree interessate da progetti per la costruzione di impianti in corso. Invece nel Lazio la norma - sempre secondo quanto riferisce Trancassini - è stata più restrittiva e alla, fine di fatto ha reso impossibile, almeno finora, la realizzazione degli impianti sul versante nord. Contro il ricorso si è costituita la Regione ed un primo round in Camera di consiglio si è già disputato la scorsa settimana quando si doveva discutere della richiesta di sospensiva degli effetti della delibera avanzata dal Comune di Leonessa. Alla fine le parti hanno concordato di far slittare la discussione sull'istanza cautelare per giocarsi tutto nella discussione "nel merito". "Ci è stato assicurato che l'udienza - dice Trancassini - sarà fissata entro il mese di ottobre anche perché è stata fatta notare la vicinanza del voto per il referendum". Intanto martedì sera dai microfoni di Mep Radio Trancassini ha annunciato che la questione del referendum verrà affrontata dalla Regione Lazio domani in conferenza dei capigruppo. Lotteria S. Giuseppe Questi i numeri della lotteria di beneficenza di San Giuseppe da Leonessa estratti domenica: 1° premio 2599,2° premio 3474, 3° premio 1242 . (Paolo Di Basino)

 

  25 settembre 2008

Si anima il dibattito politico sulla voglia di secessione del comune reatino. Si farà un consiglio straordinario- Leonessa, il caso approda in Regione- La vicenda del referendum per andare in Umbria si discute venerdì a Roma - Aspetta segnali da Roma, da Piero Marrazzo Paolo Trancassini per frenare, se non addirittura fermare la macchina del referendum. «Solo Marrazzo può evitarlo, lui e la sua Giunta con un gesto responsabile». Vale a dire dando una prima copertura politica al progetto della Provincia con dentro gli impianti sciistici in Vallonina. Ma in piena bagarre da deficit sanitario, col San Giacomo e il Forlanini in rivolta e l'sos di ieri l''altro sulle casse vuote che rendono difficile anche arrivare alla fine del mese è difficile che ci sia Leonessa in cima ai pensieri del presidente della Regione Lazio. E allora è all'agognata Umbria che si guarda, ma su questo fronte chi aspetta un cenno, una dichiarazione di intenti è Fabio Melilli. Sabato scorso lo "sgarbo" del collega presidente della Provincia di Terni, Cavicchioli, che aveva ricevuto insieme al sindaco di Polino anche il sindaco di Leonessa Rauco per parlare di infrastrutture e sviluppo del comprensorio. Immediati i contatti tra Rieti e Terni, con tante scuse per l'equivoco dalla segreteria di Cavicchioli, il sindaco Rauco a raccomandare il basso profilo e Melilli a tirare il fiato. Adesso però è dalla Regione che si aspetta un segnale, qualcosa del tipo «bella Leonessa, ma non ci interessa. Annessioni o secessioni non sono rientrano nella nostra politica» perché poi a ben guardare anche in Umbria i tentativi di strappo si sprecano, con Terni sempre più protesa verso Roma e Orvieto che guarda con crescente attenzione a Vterbo, rimproverando alla Regione una visio- ne delle cose un po' troppo perugina. Intanto Trancassini si prepara a rialzare il livello dell''attenzione (e dello scontro) con Melilli e la Regione Lazio: «Lunedì c''è consiglio provinciale, presenterò un''interrogazione urgente per discutere del referendum di Leonessa ma dubito che il presidente Calabrese dia spazio alla discussione», ha dichiarato martedì ospite di Mep Radio. «D''altronde sfuggono al confronto, in radio, sui giornali come nelle sedi istituzionali: Melilli si sottrae e probabilmente la posizione del centro sinistra sul referendum sarà lastensione». Leonessa fatica però anche ad entrare nell'ordine dei lavori del consiglio regionale: «Debbo ringraziare Antonio Cicchetti e Donato Robilotta se venerdì in conferenza dei capigruppo si deciderà la data del consiglio straordinario sul nostro referendum. Quanto alla mozione presentata a riguardo dai consiglieri del Pd Mario Peri Ili e Anna Maria Massimi per noi è irricevibile. In quel documento Leonessa è descritta come una nave alla deriva e poi c'è l'azzeramento del nostro progetto sulla Vallonina. E' evidente che hanno un problema di tenuta della maggioranza: se volessero, potrebbero approvare il progetto in consiglio regionale Melilli in Provincia». In verità, Perilli e la Massimi altro non fanno se non mettere per iscritto quanto prima sussurrato, poi detto e infine ripetuto per mesi ai leonessani, ovvero che ad essere irricevibile è la parte di progetto che prevede lo sfruttamento sciistico della Vallonina e questo per «insormontabili ostacoli di natura normativa, visto che in questa porzione di territorio sono concentrate le più insuperabili norme europee di tutela». Norme che a lume di naso dovrebbero non dispiacere alla rossa Umbria, cuore verde d''Italia.
(ALESSANDRA LANCIA)
 


 

Comitato per il NO   24 settembre 2008

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Confermo che l'Assemblea Costituente del Comitato Referendario per il NO si terrà Sabato 4 Ottobre 2008 alle ore 17.00 presso il Leo Hotel di Leonessa.
 
Alleanza Nazionale  Rieti   24 settembre 2008

COMUNICATO STAMPA

 Alleanza Nazionale Provincia di Rieti

“La questione del referendum di Leonessa verrà affrontata dalla Regione Lazio venerdì in conferenza dei capigruppo. In quella sede sarà decisa la data del consiglio straordinario con all'ordine del giorno la discussione sulla consultazione referendaria. È solo grazie all'intervento dei consiglieri regionali Antonio Cicchetti e Donato Robilotta che la Pisana ha deciso di parlare del referendum”. La dichiarazione del capogruppo di An in Provincia, Paolo Trancassini, è arrivata nel corso di una trasmissione radiofonica di Mep Radio a cui erano stati invitati anche rappresentanti dell'amministrazione provinciale, in particolare il presidente Fabio Melilli, ma nessuno degli esponenti interpellati ha partecipato al dibattito. “La Provincia ha un totale disinteresse della questione – prosegue Trancassini – Melilli preferisce non partecipare al dibattito e probabilmente la sua posizione politica su questo referendum è l'astensione”.

Intanto i consiglieri regionali del Pd, Anna Maria Massimi e Mario Perilli, hanno presentato una ipotesi di discussione in consiglio che è “irricevibile – commenta il capogruppo di An -. In quel documento Leonessa è descritta come alla deriva e insistono nello stralcio del progetto del versante Nord del Terminillo. È evidente che hanno un problema di tenuta della maggioranza: hanno i numeri per approvare il progetto in consiglio regionale, ma non lo fanno. Un problema politico che ha anche Melilli in Provincia”.

Viene chiesto se e quando la Provincia dibatterà la questione del referendum. “Presenterò un'interrogazione urgente al prossimo consiglio provinciale – continua Trancassini – e il presidente Calabrese dovrà decidere se dare spazio alla discussione, ma credo che sia difficile che lo faccia”.

Nel corso della trasmissione è stato domandato se c'è la possibilità di interrompere il percorso di secessione di Leonessa. “Il referendum lo può fermare solo Marrazzo e la sua giunta con un loro gesto responsabile”, spiega il capogruppo di An.  

 

  23 settembre 2008

Referendum a Leonessa, Trancassini ospite di "Punti di vista" a Mep Radio RIETI - In vista del referendum con cui la popolazione del comune di Leonessa dovrà decidere se rimanere nel Lazio o passare atta Regione Umbria, Mep Radio inizia una serie di appuntamenti dedicati all'argomento. Oggi, alle ore 18, per la rubrica "Punti di vista", sarà ospite il capogruppo provinciale di An ed ex sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini.

  23 settembre 2008

 In settimana si dovrebbe costituire il comitato -  I  secessionisti affilano le armi -  La comunicazione ufficiale - quella su carta della Prefettura - che si voterà il 30 novembre ed il 1 dicembre è  arrivata alla fine della scorsa settimana. Ora Leonessa a breve si immergerà nella campagna elettorale per il referendum della secessione. Quello per il cambio di Regione ed il trasferimento in Umbria del Comune. Domani il sindaco Rauco ha convocato la giunta comunale: durante la seduta verrà affrontato anche il tema della consultazione. Dopo di che, assicura il primo cittadino, i promotori del referendum si metteranno al lavoro per costituire - al massimo in dieci giomi - il "Comitato per il si". E' notizia della scorsa settimana che invece il comitato g?r il 'no' - promosso dall'avvocato Giuseppe La Bella - si riunirà il 4 ottobre. Ci sarà un confronto? "Noi che sosteniamo il 'sì' - dice il sindaco - stiamo organizzando una serie di iniziative pubbliche, durante la campagna referendaria, e se ci sarà l'occasione siamo pronti anche a confrontarci con chi è contrario". Intanto dall'Umbria gettano acqua: "Durante l'incontro di sabato-conferma.il presidente della Provincia di Terni, Andrea Cavicchioli - non si è parlato di referendum".
 

Comitato Impianti Campo Stella   21 settembre 2008

 Riceviamo questa e-mail e volentieri la pubblichiamo   (21 settembre 2009 ore 20:42)

E' stata particolarmente apprezzata da questo Comitato la pubblicazione della notizia circa l'impegno  preso dalla Regione Lazio riguardo all'amplimento del bacino sciisctico che ruota intorno al Terminillo ed in particolare agli interventi di ammodernamento e riqualificazione di Campo Stella.
Ci spiace che non sia stato  sottolineato che quanto pubblicato sul quotidiano "IL TEMPO" è il frutto dell'impegno e del grande lavoro svolto da circa un anno dal Comitato Impianti Campo Stella che ha sempre cercato di proporre soluzioni indispensabili e inderogabili supportate anche dallo studio di uno dei tecnici più affermati, a livello europeo, nel campo della progettazione e riqualificazione di aree sciistiche : il Dott. Daniele Costantini.
(www.daniele-costantini.com). Sono sue, tra i lavori che emergono dall'importante curriculum professionale,  le progettazioni e le realizzazioni di tutte le piste di sci alpino (maschili e femminili) delle Olimpiadi di Torino 2006. come saranno sue alcune prossime realizzazioni in Cina e a Soci (Russia meridionale) sede delle Olimpiadi invernali del 2014.
Nonostante tutto abbiamo incontrato l'indisponibilità totale dell'Amministrazione Comunale il cui unico scopo è stato quello di chiedere un finanziamento di 1.100.000 euro per l'acquisto di una seggiovia usata da posizionare al posto della sciovia rubbio, alla fine della vita tecnica, senza la minima preoccupazione di presentare un piano di sviluppo che negli anni avesse portato quel qualcosa in più che Campo Stella merita.
Questo Comitato è orgoglioso del risultato raggiunto  e continuerà a lavorare, solo ed esclusivamente per l'interesse di Leonessa, senza secondi fini che qualcuno in malafede vuole far credere, per vedere finalmente coronare questo sogno che dura purtroppo da troppi anni.
Grazie per l'ospitalità
 

Comitato Impianti Campo Stella

 

  21 settembre 2008

Verso l'Umbria  - Ieri vertice tra il sindaco Rauco e il presidente Cavicchioli  - Terni corteggia Leonessa in silenzio -  Si è parlato di infrastrutture e progetti turistici Verso l'Umbria  - Ieri il vertice tra il sindaco Alfredo Rauco e Andrea Cavicchioli -  Corteggiamento a fari spenti  - Turismo ed infrasfrutture: Leonessa progetta il suo futuro a Terni  LEONESSA - L'incontro era fissato da tempo. Si doveva parlare di pacchetti turistici e infrastrutture, ma con il referendum della secessione alle porte in qualche modo il tema del trasferimento di Leonessa in Umbria è sfato quantomeno sfiorato. Per carità, alla fine del vertice di ieri tutti si sono affrettati a dire, il presidente della Provincia di Temi in testa, che "di referendum non abbiamo parlato". In ogni caso appare sempre più consolidato il rapporto tra Leonessa e la Provincia di Terni. Oggi sono solo rapporti di buon vicinato, dopo il referendum del 30 novembre e del 1 dicembre potrebbero diventare di convivenza. Alla fine del vertice l'amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Alfredo Rauco e l'amministrazione provinciale ternana hanno trovato l'accordo su una serie di temi come pacchetti turistici comuni e la viabilità di alcune strade in comune.  - Quello che in un primo momento era sembrato essere un normale incontro - magari fissato i in calendario da diverso tempo - è apparso subito come una bomba a orologeria che il presidente della Provincia di Terni, Andrea Cavicchioli - ha provveduto a disinnescare: "Di Referendum non si parlerà perché non intendo creare situazioni difficili con altre istituzioni". E, tanto per evitare possibili strumentalizzazioni, ha annunciato che solo domani verrà diramato un comunicato stampa con i risultati del vertice a tre: Provincia di Temi, Comune di Polino e Comune di Leonessa. Si è parlato però di infrastrutture e di sviluppo di territori che si trovano sì su sponde opposte: Umbria e Lazio, ma che certamente in comune hanno molto di più di quanto in questo momento - per cautela istituzionale - si intenda sottolineare sul versante Ternano. Su quello Reatino nulla da dire, visto che le istituzioni preferiscono il silenzio, nel tentativo, anche loro, come Cavicchioli, di disinnescare la bomba. Bomba che tuttavia esploderà, in un verso o nell'altro, a fine novembre con il Referendum. Bomba che, a ben leggere i risultati del faccia a faccia, rischia di esplodere anche prima del tempo, dal momento che non si parlato di Referendum, ma di turismo e task force per lo sviluppo dell'area sì. Meno cauto di sicuro il sindaco di Leonessa Alfredo Rauco: "L'incontro, il primo in assoluto, è stato convocato dal presidente Cavicchioli per chiedere l'assenso alla provincializzazione della strada che unisce i due territori". Questo vuoi dire che la strada comunale che da Leonessa porta nel Ternano, passerà in carico alla Provincia di Terni. E questo, per Rauco, è un primo segnale importante. Il secondo, ben più concreto, riguarda la proposte di porre in essere pacchetti turistici comuni tra il ternano, Leonessa e Polino, per offrire ai turisti la possibilità, una volte ammirate la portentose cascate delle Marmore, di arrivare a Leonessa per un soggiorno a contatto con la montagna, l'arte e la cultura di questo paese di confine: "Si tratta di un segnale concreto di attenzione e di programmi futuri da sviluppare - assicura soddisfatto Rauco che va oltre -. Abbiamo ànèhe ipotizzato la creazione di una task torce con il compito di mettere'a punto azioni concrete". E' chiaro che, il tutto si realizzerà solo dopo il primo dicembre, a urne chiuse e risultati referendari acquisiti. Del resto Cavicchioli ha, per compito istituzionale, contatti frequenti con il suo collega Fabio Melilli che, di Referendum, preferisce non parlare. Rauco, tuttavia, è di prudenza che non vuoi sentir parlare: "L'incontro di ieri è un fatto concreto che tradisce attenzione da parte del territorio ternano. E questo a noi leonessani non può fare altro che piacere. Presto torneremo a incontrarci per capire quali possono essere strategia di sviluppare in comune". Del resto, conclude ironico Rauco, "Cavicchioli mi ha detto che da bambino ha passato diverso tempo sulle nostre piste da neve. Segno che la passione per queste terra gli è rimasta dentro. A differenza di quello che sta succedendo ai rappresentanti reatini di Provincia e soprattutto Regione, disposti solo e sempre a dire no allo sviluppo". Beatrice Masci

  21 settembre 2008

Leonessa, sfiorato l'incidente diplomatico .Doveva essere un incontro quasi di routine, quello di ieri mattina tra i sindaci di Leonessa e Polino, Rauco e Matteucci e il presidente della Provincia di Terni Cavicchioli ma con il referendum che si avvicina la riunione a Palazzo Bazzani ha rischiato di scatenare un mezzo incidente diplomatico con la Provincia di Rieti. Così, di ritorno da Terni, il primo a cercare di tenere basso il profilo è proprio Alfredo Rauco: «I versanti di Leonessa e Pelino sono collegati da una strada della quale il sindaco di Polino chiede da tempo la provincializzazione. E siccome è un tema che riguarda entrambi al di là dei meri confini territoriali tra province e regioni - parliamo di un comprensorio che va dal leonessano alle Marmore - siamo andati a parlare col presidente Cavicchioli per capire quali fossero le intenzioni della Provincia di Terni a riguardo. Tutto qua». E del referendum non si è parlato? «Sì, se n''è parlato ma insomma più che altro fra le righe e con il fair play che si può immaginare da parte loro». Su questo fronte, preoccupazioni rientrate per il presidente Melilli, almeno per ora. Intanto il carteggio della discordia tra Leonessa e resto del Lazio è stato consegnato ieri dallo stesso sindaco Rauco al Prefetto di Rieti Prefetto Silvana Riccio : «Lì dentro c'è tutto, dalla questione degli impianti in Vallonina al paventato trasferimento dell'Ares - dice ancora Rauco - Ci è stato chiesto se c'è ancora qualche margine di mediazione: le porte sono aperte però il tempo stringe e con noi non si è fatto vivo nessuno.

  21 settembre 2008


 Gli istinti separatisti sbarcano in Consiglio  - II Pdl presenta in consiglio comunale un odg contro le tendenze separatiste di alcune popolazioni del Reatino- Il sindaco Giuseppe Emili ritiene che "la tendenza centrifuga è il triste risultato della politica territoriale da parte della Provincia che non offre le dovute garanzie per uno sviluppo omogeneo dell'intero Reatino dove alcune popolazioni tendono non soltanto a pensare di trasferirsi in altre province ma addirittura in altre regioni mentre la regione Lazio continua a considerare il Reatino la cenerentola del Lazio" per cui "intendo rilanciare la battaglia per una revisione della politica del territorio laziale con l'aggregazione della Sabina romana al Reatino". Ma il presidente della Provincia, Fabio Melilli, è di tutt'altro avviso: "Francamente, escluso il caso di Leonessa il cui problema stiamo affrontando perché si giunga ad una sintesi condivisa e quindi si eviti il referendum, non ho elementi circa l'andamento disgregante che accadrebbe altrove per cui parlare, come finora si parla, di sfarinamento del Reatino lo ritengo molto ma molto pericoloso; sia in sé che per la strumentalizzazione che se ne sfa facendo e che ha tutta l'aria di una strumentale tattica" elettorale". Per il presidente Melilli "il fatto ancor più grave è che si parla di disgregazione del Reatino proprio nel momento in cui si ipotizza l'abolizione delle Province per cui ritengo senz'altro più saggio stringersi proprio adesso intorno alla Provincia per un rafforzamento del Reatino le cui opportunità si aprono con fa formazione dell'area metropolitana romana". Nel tema entra l'onorevole Pietro Fausto Carotti, membro del comitato del Pd per i problemi della Giustizia, il quale vede "una profonda contraddizione con quanto già realizzato non per disgregare ma per allargare l'area del Reatino: l'inglobamento dei 10 Comuni delle Sabina romana nel Distretto giudiziario reatino ha aperto la strada ad un allargamento della provincia ma oggi ci troviamo a dover affrontare l'abbandono di quel disegno strategico". Ajmone Filiberto Milli

  21 settembre 2008

 La Provincia di Rieti attende l'ok da parte della Pisana per un piano che dovrebbe includere nell'area sciistica anche il versante di Cantalice - Terminillo, un inverno alla grande -  I consiglieri Perilli e Massimi assicurano che entro la fine dell'anno arriverà l'approvazione del progetto di ampliamento degli impianti - TERMINILLO, i consiglieri regionali reatini Perilli e Massimi assicurano: entro l'anno arriverà l'ok per l'ampliamento dell'area sciistica. Garantire entro la fine dell'anno l'approvazione del progetto che la Provincia di Rieti presenterà alla Regione Lazio per la realizzazione di un ampliamento del demanio  sciistico della Sabina definito da Campo Stella (versante nord di Leonessa), dal collegamento con il versante reatino del Terminillo e l'estensione sul versante nord del Comune di Cantalice. Questo quanto propone una  mozione presentata in Consiglio regionale dai consiglieri Anna Maria  Massimi e Mario Perilli del Partito democratico Dalla Regione arrivano rassicurazione circa  il miglioramento degli impianti sciistici del Terminillo .Buone notizie per gli appassionati degli sport invernali che frequentano la montagna reatina. "Questo progetto - spiegano i due consiglieri - è stato rappresentato in via informale alla Regione ed è ora oggetto di un approfondimento progettuale da parte della Provincia che entro due mesi lo porrà al l'attenzione dell'assessorato all'ambiente". Nella mozione, anche la richiesta di approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel Comune di Rieti, in sostituzione di un vecchio skilift cessato per fine esercizio.

  21 settembre 2008

Impianti sciistici di Campo Stella -  Il comitato «boccia» il Comune - Si fa sempre più acceso a Leonessa il dibattito sul rilancio turistico legato agli impianti da sci. I cittadini, come sempre accade in questi frangenti, si dividono sulle soluzioni da adottare. L'eterna lotta tra guelfi e ghibellini, che dai tempi di Dante ha caratterizzato la storia dei nostri comuni, non ha risparmiato neanche Leonessa. Contro la decisione presa dall''amministrazione comunale di sostituire la sciovia Rubbio, si è costituito un comitato che ha puntato l'attenzione sul rilancio degli impianti sciistici di Campo Stella. Nella sala convegni del «Leo hotel» si è svolto il consiglio direttivo che ha approvato l''attività fino ad ora svolta nel sostegno al progetto di Daniele Costantini, incaricato dalla Provincia di Rieti, per dotare il comprensorio del Terminillo (Campo Stella - Terminillo - Cantalice) degli adeguamenti necessari per il rilancio della stazione sciistica. Il presidente del comitato impianti Campo Stella ha manifestato il suo rammarico per la scelta del Comune di Leonessa di sposare la soluzione tampone della sostituzione della sciovia Rubbio, oramai alla fine della vita tecnica, con una seggiovia usata. «Questa soluzione - ha detto Massimo Rauco - non ci ha trovato d'accordo perché non inciderà sul miglioramento della stazione e i grossi errori progettuali fatti 35 anni fa non potranno più essere sanati, relegando Campo Stella ad un ruolo marginale del turismo invernale». A. Fab.
 

  21 settembre 2008

 Terminillo, un inverno alla grande Iconsiglieri Penili e Massimi assicurano che entro la fine dell''anno arriverà l''approvazione del progetto di ampliamento degli impianti  - La Provincia di Rieti attende l'ok da parte della Pisana per un piano che dovrebbe includere nell'area sciistica anche il versante di Cantalice  - I  consiglieri regionali reatini Penili e Massimi assicurano: entro l''anno arriverà l'ok per l'ampliamento dell'area sciistica. Garantire entro la fine dell'anno l'approvazione del progetto che la Provincia di Rieti presenterà alta Regione Lazio per la realizzazione di un ampliamento del demanio sciistico della Sabina definito da Campo Stella (versante nord di Leonessa), dal collegamento con il versante reatino del Terrminillo e l'estensione sul versante nord del Comune di Cantalice. Questo quanto propone una mozione presentata in Consiglio regionale dai consiglieri Anna Maria Massimi e Mario Perilli del Partito democratico. "Questo progetto - spiegano i due consiglieri - è stato rappresentato in via informale alla Regione ed è ora oggetto di un approfondimento progettuale da parte della Provincia che entro due mesi lo porrà all'attenzione dell'assessorato all'ambiente". Nella mozione, anche la richiesta di approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel Comune di Rieti, in sostituzione di un vecchio skilift cessato per fine esercizio. Dalla Regione arrivano rassicurazione circa il miglioramento degli impianti sciistici del Terminilllo. Buone notizie per gli appassionati degli sport invernali che frequentano la montagna reatina.

  20 settembre 2008

Il caso Leonessa approda alla Pisana Vincoli insormontabili per Vallonina  -  la Regione dice "no" - Si all'ampliamento di Campo Stella, sì al collegamento tra versante reatino e leonessano del Terminillo, sì all'allargamento a Cantalice degli impianti, no allo sfruttamento sciistico della Vallonina per "insuperabili ostacoli di natura normativa, per il fatto che in questa porzione di territorio (bosco di faggi di Vallonina) sono concentrate le più insuperabili norme europee di tutela di cui anche il comune di Leonessa ha preso atto". E' questo il passaggio chiave della mozione che i consiglieri regionali Mario Perilli e Anna Maria Massimi chiederanno al consiglio regionale di discutere quanto prima alla voce"Leonessa" impegnando però la Regione ad approvare entro la fine dell'anno il nuovo piano di interventi sulla montagna reatina che la Provincia sta rimodulando. Piano che dovrà diventare "la cornice di riferimento all'interno della quale potranno poi inserirsi i successivi approfondimenti esecutivi" e tra questi il progetto della seggiovia per la "Cardito nord", alla quale viene riconosciuta la priorità. Ecco dunque formalizzata la posizione della maggioranza alla Regione in tema di sviluppo della montagna reatina e, nello specifico, della Vallonina, dopo mesi di mezze ammissioni e alzate di spalle. E chissà se basterà ad indurre la Giunta Rauco ad un ripensamento sul versante secessionistico: c'è sì, in preambolo una lunga tirata su quanto sia bella Leonessa e quanto sia complicato restarci a vivere e a lavorare ma, sempre restando in tema di ordine del giorno più allettante sembra quello di oggi alla Provincia di Temi . Stamattina, infatti, il sindaco di Leonessa insieme al collega di Polino è atteso dal presidente della Provincia umbra Andrea Cavicchioli "per analizzare le tematiche comuni in ordine alle infrastrutture di collegamento fra le realtà territoriali contigue e allo sviluppo turistico, con particolare riferimento alla montagna e alle prospettive future che riguardano il comparto Leonessa - Polino - Valnerina". Vero, si tratta di rapporti già in essere e dovrebbero comunque essere normali tra territori confinanti, ma a due mesi dal referendum con cui il Comune di Leonessa si prepara a chiedere ai cittadini se andare in Umbria o restare nel Lazio sembrano più che normali.  ALESSANDRA LANCIA

 

  20 settembre 2008

Ospedali salvi e nuovi posti letto - Il  manager Bellini: «Abbiamo posto le basi per venire incontro alle esigenze dei cittadini» - L'accordo in Regione per salvare i nosocomi di Magliano e Amatrice è stato raggiunto. I due presidi si inseriranno in una rete sanitaria che li vedrà diventare «satelliti» del De Lellis a cui saranno collegati." Previsti 150 posti letto in più per lungo degenza, riabilitazione e post acuzie. Soddisfatto il manager Asl Bellini: «Così veniamo incontro alle esigenze dei cittadini». Perché l'intesa diventi effettiva bisognerà aspettare l'approvazione del piano di rientro sanitario attesa entro la fine dell'anno.  Gli ospedali di Amatrice e di Magliano Sabina non chiuderanno. Il piano preparato dal direttore generale della Asl di Rieti Gabriele Bellini ha ricevuto l'assenso della Regione durante la riunione che si è tenuta ieri a Roma. Queste le novità: sono previsti 150 posti letto in più, la nascita di un polo, ospedaliere con al centro il De Lellis da cui dipenderanno i due nosocomi «satelliti» Grifoni di Amatrice e Marini di Magliano. Infine, non ci sarà alcun taglio ai dipendenti ma, anzi, i presidi saranno potenziati. Alla lunga riunione di due ore in Regione, che, ha sbloccato i nodi salienti della sanità  reatina, hanno partecipato, oltre al manager Bellini, anche il presidente della Provincia Fabio Melilli, i sindaci di Magliano e Amatrice Angelo Lini e Carlo Fedeli e il vice presidente della Regione Esterino Montino. Soddisfatto il direttore Bellini «per la larga condivisione registrata attorno al piano sanitario che abbiamo presentato che pone le basi fondamentali per venire incontro al fabbisogno della nostra provincia e alle esigenze delle comunità locali». Bellini  spiega come siano due le novità più importanti: «Innanzitutto i 150 posti letto per lunga degenza, post acuzie e riabilitazione che saranno destinati ai presidi ospedalieri di Amatrice e Magliano, ma anche alla struttura sanitaria di Poggio Mirteto (i lavori dovrebbero finire entro dicembre, ndr) e alla nuova Rsa di Rieti che dovrà nascere nell'ex ospedale psichiatrico. L'altra novità è la creazione di una rete ospedaliera che avrà come struttura centrale il De Lellis di Rieti a cui saranno collegati i presidi di Magliano e Amatrice». In pratica, gli specialisti e i dipendenti di questi due nosocomi potranno essere utilizzati anche al De Lellis. E viceversa. Tutto il personale farà capo alla stessa rete sanitaria provinciale. Andando nello specifico l'ospedale di Magliano manterrà gli attuali quaranta posti letto già operativi a cui se ne aggiungeranno altri quaranta per lunga degenza e day surgery. Il presidio di Amatrice,invece, avrà trenta nuovi posti di lunga degenza. Come spiega il direttore sanitario dell'Asl Carlo Maria Mancini «i due presidi vedranno aumentare le attività di day surgery, day hospital e servizio ambulatoriale». Ma quanto deciso ieri dovrà attendere l'inizio del prossimo anno prima di divenire realtà. E l'iter non si profila per niente semplice. 'Infatti l'impegno preso sarà ''inserito nel piano sanitario regionale che dovrebbe essere approvato entro la fine dell'anno. Con l'avvento del 2009 la sanità reatina dovrebbe cambiare volto per migliorare la qualità del servizio.offerto .

  20 settembre 2008

  Referendum, Temi strizza l'occhio a Leonessa - Mentre la Ragione Lazio ancora nicchia, in Umbria non sottovalutano affatto ciò che sta succedendo a Leonessa. Stamattina infatti è in programma un incontro tra il Presidente della Provincia di Terni, Andrea Cavicchioli, e il Sindaco di Leonessa Alfredo Rauco, insieme al Sindaco di Polino, Ortenzio Matteucci. Ufficialmente l'incontro «si inserisce -come si legge nella nota dell'ente umbro - nel contesto dei rapporti già attivati fra i territori e nell'azione di attenzione concreta che l'Amministrazione provinciale di Terni ha posto in essere anche in quest'ultimo periodo, intensificando gli scambi e i contatti interistituzionali nel settore del turismo e dello sviluppo". Ci vuole però poco a capire che l'avvicinarsi della data del referendum per l'abbandono del Lazio in favore dell'Umbria (30 novembre e 1° dicembre) influisca non poco sull'interessamento ternano. Dunque si parlerà di infrastrutture di collegamento e sviluppo turistico di realtà contigue con particolare riferimento alla montagna. L'incontro è in calendario alle 11 presso l'Ufficio di Presidenza di Palazzo Bazzani. Intanto a Leonessa si organizza anche il. "comitato per il no" che terrà la propria assemblea costituente il prossimo 4 ottobre. Marco Fuggetta
 

  20 settembre 2008

 Oggi incontro presso la Provincia del capoluogo umbro - Leonessa stringe rapporti con Terni - Rapporti intensificati nei settori del turismo e dello sviluppo - Stamane incontro presso ìa Provincia del capoluogo umbro  - Si svolgerà questa mattina presso l'ufficio di presidenza dell'amministrazione provinciale di Terni un incontro fra il presidente della Provincia, Andrea Cavicchioli, il sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco, e il sindaco di Pelino, Ortenzio Matteucci, per analizzare le tematiche comuni m ordine alle infrastrutture di collegamento fra le realtà territoriali contigue e allo sviluppo turistico, con particolare riferimento alla montagna e alle prospettive future che riguardano il comparto Leonessa-Polino-Valnerina. L'incontro si inserisce nel contesto dei rapporti già attivati fra i territori e nell'azione di attenzione concreta che l'amministrazione provinciale di Terni ha posto in essere anche in quest'ultimo periodo, intensificando gli scambi e i contatti inter-istituzionali nel settore del turismo e dello sviluppo. apporti che testimoniano la comunanza di interessi in diversi ambiti tra il comune reatino e il territorio umbro; comunanza che soffia sul vento secessionista spirato forte negli ultimi mesi e che porterà la popolazione di Leonessa a votare, il 30 novembre e il primo dicembre prossimo, per il referendum per l'annessione all'Umbria. 'Una decisione, quella di Leonessa, forte e pericolosa, espressione di un malcontento che probabilmente la provincia di Rieti non è riuscita ad intercettare.
 

MEP RADIO   19 settembre 2008

Terni: sabato 20 settembre - incontro tra Amministrazione provinciale e i sindaci dei comuni di Leonessa e Polino

Forse anche in vista dell'imminente Referendum del 30 novembre e 1° dicembre, con cui i leonessani dovranno decidere la secessione dal Lazio per l'Umbria, si rafforzano i contatti tra l'Amministrazione provinciale di Terni e quella comunale di Leonessa. Sabato 20 settembre, alle ore 11.00, presso l’Ufficio di Presidenza di Palazzo BAZZANI, si svolgerà un incontro tra il Presidente della Provincia CAVICCHIOLI, il Sindaco di Leonessa RAUCO e il Sindaco di Polino MATTEUCCI, per analizzare le tematiche in ordine alle infrastrutture di collegamento fra le realtà territoriali, con particolare riferimento alla montagna e alle prospettive future che riguardano il comparto Leonessa-Polino-Valnerina. << L’incontro si inserisce - come recita il comunicato dell'Ufficio Stampa dell'Ente ternano - nel contesto dei rapporti già attivati fra i territori e nell’azione di attenzione concreta che l’Amministrazione provinciale di Terni ha posto in essere anche in quest’ultimo periodo, intensificando gli scambi e i contatti interistituzionali nel settore del turismo e dello sviluppo >

MEP RADIO   19 settembre 2008

Roma/Rieti: Referendum Leonessa - convocazioni del Consiglio regionale del Lazio e per il Consiglio comunale di Rieti

Si intravedono i primi “movimenti”, da parte del centrosinistra e del centrodestra, relativi alle problematiche scaturite dal Referendum scissionista leonessano, che tagliano trasversalmente la politica locale. Finanziamenti per varie opere pubbliche, un nuovo interessamento all’ampliamento degli impianti di Campo Stella e il collegamento con il versante reatino del Monte Terminillo, richiesta di una convocazione straordinaria del Consiglio regionale del Lazio. Ed è stato Antonio CICCHETTI (nella foto), Capogruppo di AN alla Pisana, già da qualche giorno, ha proporre la convocazione dell’importante dell’assise, richiesta che sarà sicuramente ripetuta mercoledì 24 durante la seduta delle ore 11.30. Nel campo reatino, sempre per il centrodestra, è notizia di oggi (ancora non ufficializzata) quella del Sindaco di Rieti Giuseppe EMILI e dell’Assessore Felice COSTINI per la convocazione di un Consiglio comunale ad hoc sulla “vertenza Leonessa”, da tenersi nella prima metà di ottobre.

 
  19 settembre 2008

 

 Ampliare gli impianti sciistici della Sabina - L'impegno della Regione per fine anno -  Promesse ed impegni per gli impianti sciistici della Sabina arrivano direttamente dalla Regione. Ma per vedere i risultati bisognerà aspettare ancora come minimo la fine dell'anno. L'impegno preso dai Consiglieri Regionali Massimi e Perilli è quello di garantire entro dicembre l'approvazione del progetto che la Provincia di Rieti presenterà alla Regione Lazio per la realizzazione di un ampliamento del demanio sciistico della Sabina che comprende Campo Stella (versante nord del Terminillo), il collegamento  con il versante reatino del Terminillo e l'estensione sul versante nord del Comune di Cantalice. Questo è quanto propone una mozione presentatata ieri in Consiglio Regionale da Anna Maria Massimi e Mario Perilli del Partito Democratico."Questo progetto- spiegano i due consiglieri - è stato rappresentato in via informale alla Regione ed è ora oggetto di un approfondimento progettuale da parte della Provincia che entro due mesi lo porterà all'attenzione dell'assessorato all'Ambiente". Nella mozione è contenuta anche la richiesta di approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel Comune di Rieti, in sostituzione di un vecchio skilift, la cui attività è cessata per fine esercizio.

  18 settembre 2008

Antonio Cicchetti, capogruppo di An, ha portato la vicenda all'attenzione dell'emiciclo romano -  Leonessa approda alla Pisana, il caso della secessione verso l''Umbria finisce in consiglio regionale . Il caso di Leonessa arriva all''attenzione del consiglio regionale (del Lazio, eh). Ieri mattina, approfittando delle comunicazioni consentite in apertura di seduta, dai banchi di An Antonio Cicchetti ha portato all''attenzione dei colleghi la "vertenza" aperta da mesi dal comune reatino contro l''amministrazione regionale. Solo una provocazione, all''inizio, quella del sindaco Alfredo Rauco e del consigliere provinciale Paolo Trancassini, che però col passare dei mesi ha imboccato decisamente la via istituzionale della secessione dal Lazio per l'Umbria via referendum, già fissato per il 30 novembre. Ma la discussione che ha caratterizzato questo periodo, pure infuocata, se ha lasciato una qualche traccia nei verbali del consiglio provinciale e nelle pagine dei quotidiani locali non ha minimamente lambito la Regione e così il capogruppo di An ha presentato la richiesta di convocazione di un consiglio straordinario "per parlare non solo del referendum in sé ma del fattore scatenante . «La tentazione di staccarsi dal Reatino affiora in molte zone, dobbiamo capire quali motivazioni spingono verso altre regioni» spiega Cicchetti al telefono da Roma - ovvero le mancate risposte da parte della Regione sul piano di sviluppo del Terminil lo a cui il Comune di Leonessa puntava per un rilancio del turismo sciistico". «Sulla necessità di una discussione in aula sul caso Leonessa siamo  d''accordo anche noi - dice il consigliere Pd Mario Perilli - tempo quindici giorni e contiamo di portare in aula il tema. Fermo restando la diversità delle posizioni con Cicchetti: noi non condividiamo la scelta del referendum quale strumento per risolvere problemi tra diversi livelli istituzionali. E volendo entrare nel merito, la richiesta di impianti per la Vallonina è oggettivamente irricevibile, per la mole e il livello dei vincoli che insiste su quel versante. Viceversa, merita maggiore attenzione il lavoro di programmazione territoriale in corso sia sul Terminillo che sul Monte piano: sono cose che stanno andando avanti e che presuppongono incentivi allo sviluppo significativi». Cicchetti invece preferisce spostare l''attenzione al fattore centrifugo insiste nella "provocazione" del Comune di Leonessa: «Ci sono zone periferiche del Reatino dove questa tentazione è molto forte e se Magliano può essere rientrata da un momento all'altro può riproporsi ad Amatrice o a Borgorose. Segno di una sofferenza reale e allora è lì che bisogna poggiare il massimo dell''attenzione se vogliamo evitare che la Provincia salti». La valutazione politica è impietosa: «Se questo accade è perché manca una centralità politica dell'ente Provincia e un'attenzione minima da parte della Regione: due elementi che aiutano non poco questo processo di polverizzazione». Un tema che drasticamente riaffiora nel dibattito politico locale ma che a pochi mesi dalla prossima campagna elettorale che investe proprio Provincia e Comuni potrebbe assumere un valore diverso. Se e quanto strumentale si vedrà.
(ALESSANDRA LANCIA)

 

  18 settembre 2008

 Magliano .Due giorni di raccolta firme per passare all'Umbria -  Secessione, spunta un altro caso - Mentre si attende di conoscere il futuro degli ospedali di Amatrice e Magliano, in Sabina c'è qualcuno che lavora per andare via. Non stiamo parlando di Leonessa, che intanto si avvicina al referendum, ma di Magliano Sabina. L'associazione culturale «Sabinamente»,infatti, dopo il sondaggio internet lanciato in agosto sull'ipotesi di abbandonare il Lazio per l'Umbria, a seguito delle notizie sull'ospedale «Marzio Marini» sta passando all'azione. Negli ultimi giorni è partita una raccolta firme per promuovere anche a Magliano un referendum per abbandonare il Lazio e addirittura sabato e domenica i membri di «Sabinamente» scenderanno in strada per effettuare un volantinaggio al fine di «sensibilizzare la popolazione, relativamente allo proposta del cambio di provincia e regione». Provocazione o no, certo il malcontento di Magliano si somma a quello leonessano. E per il bene di tutti sarebbe il caso che nell'intero territorio provinciale non si continuasse a sottovalutare questo fenomeno che rischia di dilagare. Mar. Rug.
 

  18 settembre 2008

 Caso Leonessa in Regione -  Cicchetti (An) chiede Consiglio straordinario - Verso l'Umbria L'iniziativa di Cicchetti (An) trova un consenso trasversale-  Il caso leonessa va in Regione -  Consiglio straordinario sul referendum. Nasce un comitato per il no - Un consiglio regionale straordinario per scongiurare la secessione di Leonessa. Mentre il neoprefetto Silvana Riccio ieri mattina visitava la cittadina che vuole trasferirsi in Umbria, da Roma rimbalzava la notizia che il capogruppo di Alleanza nazionale alla Pisana, Antonio Cicchetti, ha avanzato all'assemblea la proposta di occuparsi, finalmente, del referendum. Ma il voto è vicinissimo - urne aperte il 30 novembre ed il 1 dicembre - e a Leonessa già si respira aria di campagna elettorale. La novità delle ultime ore è la prossima costituzione del comitato per il 'no' programmata ad inizio ottobre.Un consiglio regionale straordinario per scongiurare la secessione di Leonessa.  Dalla Pisana il colpo di scena e arrivato durante la seduta del consiglio regionale di ieri. In mattinata l'ex sindacò di Rieti, Antonio Cicchett ha dato una scossa alla Regione chiedendo al presidente del Consiglio di discutere del referendum di Leonessa in una delle prossime sedute. Nel primo  pomeriggio la proposta ha preso corpo quando il consigliere ha iniziato a raccogliere adesioni tra i colleghi, primi fra tutti  Mario Perilli e Anna Maria Massimi; L'idea di Cicchetti è quella di -chiedere un consiglio straordinario solo sui Leonessa e su questo sembra esserci l'accordo. In ogni caso si sta studiando anche l'ipotesi di proporre un "semplice" ordine del giorno. Soluzione che accorcerebbe i tempi. "A mio modo di vedere - dice però Cicchetti -  è meglio un consiglio regionale straordinario che potremo ottenere in 10-15 giorni: abbiamo il dovere di dare un segnale chiaro a Leonessa ; affrontando per esempio con serietà la questione che riguarda il blocco agli impianti sciistici sul versante nord del Terminillo. Non possiamo permettere - conclude - che prenda piede la vog ia di secessione altrimenti, come già in qualche modo sta accadendo, si rischia l'effetto domino con la Provincia di Rieti messa a serio rischio".                                                                                    Prefetto a Leonessa -  Ieri Silvana Riccio, prefetto di.Rieti da pochi giorni, ha visitato la città accompagnata dal sindaco Alfredo Rauco. Ovviamente durante l'incontro si è parlato anche della consultazione referendaria che si svolgerà a fine novembre e che vedrà impegnata anche la Prefettura.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Quelli del "no" - Finora sono  restati nell'ombra ma ci sono ed il 4 ottobre si costituiranno in comitato: sono quelli che non vogliono il trasferiménto in Umbria e che, visto che ormai la data del voto è stata fissata, hanno deciso di scendere in campo. Tra i promotori dell'iniziativa c'è l'avvocato Giuseppe La Bella, professionista leonessano con studi legali nel Viterbese e nella Capitale. Perché no all'Umbria? "Qualcuno ci deve ancora spiegare perché sì - risponde il legale - se doveva essere solo una boutade o una rappresaglia bisognava finirla da tempo: ora che si voterà, anche noi contrari al trasferimento di Regione dobbiamo organizzarci decidendo se invitare la gente a votare 'no' oppure spingere per l'astensione. Il problema è lo stop agli impianti? In Umbria certo gli strumenti urbanistici non sono meno stringenti. I problemi - conclude l'avvocato -non si risolvono lasciando il Lazio ma solo chiamando alle proprie responsabilità chi doveva rappresentare Leonessa nelle Istituzioni è non l'ha fatto". Paolo Di Basilio
 

  17 settembre 2008

 

A Massimo Spadoni e a tutti gli amici di MEP Radio, la radio ufficiale della Città di Leonessa, un augurio sincero per questa nuova, stimolante sfida.

Ci vediamo in Umbria !!!

                                                                                                                                             La Redazione

 Mep Radio - Nuovo palinsesto - In concomitanza con l'avvio del nuovo palinsesto radiofonico, Mep Radio Organizzazione offrirà un nuovo, spazio dedicato all'informazione istituzionale. Dopo quello della Regione Lazio, con la programmazione bisettimanale di "Informa-consiglio" (il martedì e il venerdì, alle ore 8.35), è la volta della Regione Umbria con "Regione Umbria news". Il notiziario, realizzato dall'Agenzia di informazione del Consiglio regionale, andrà in onda dal lunedì al sabato, alle ore 19.55.

 

  16 settembre 2008

 

Volantini per passare in Umbria -  Maglìano  Sabina -  Nel prossimo fine settimana volantinaggio a favore del referendum per passare in Umbria - Il grido dei giovani: "Via da Rieti e dal Lazio" -'"Via da -Rieti e dal Lazio!". E' questo lo slogan della campagna che nel fine settimana verrà lanciata a Magliano Sabina. Anche il Comune sabino guarda all'Umbria con sempre maggiore interesse e nel week-end i promotori dell'idea inizieranno a fare sul serio. Dopo la provocazione lanciata sul web prima di Ferragosto, l'associazione "Sabinamente" passerà all'azione. Per sabato e domenica i ragazzi che fanno parte del movimento hanno organizzato un volantinaggio e un punto informativo per sensibilizzare la popolazione relativamente alla proposta del cambio di Provincia e di Regione. Sabato mattina il volantinaggio si svolgerà durante il mercato settimanale in viale XIII Giugno e il punto informativo sarà posizionato nel Belvedere Mazzini. Domenica gli aderenti di Sabinamente si sposteranno in piazza Garibaldi dalle 10 in poi. Insomma qualcuno a Magliano ha deciso che si deve fare come Leonessa ed ora si cercherà di capire anche la reazione della gente. Le ultime vicende legate alla paventata riconversione (o addirittura chiusura) di alcuni reparti dell'ospedale "Marzio Marini" non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco. Tanto è vero che la Sinistra democratica, la scorsa settimana, ha fatto sapere di voler presentare una proposta per "avviare l'iter per il refendum" proprio a causa dei paventati tagli al nosocomio. Paolo Di Basilio
 

    16 settembre 2008

 

Ringraziamo di cuore l'amico Massimo Spadoni e MEP Radio, radio ufficiale di Leonessa, per la tempestiva segnalazione.

Amministrazione Provinciale di Rieti
Ufficio Stampa
 
Sisma 1997: appaltati lavori per oltre 800mila euro in sette comuni
 
Il presidente Fabio Melilli, nella sua veste di Commissario delegato al Sisma 1997, ha appalto i lavori di riparazione e miglioramento sismico di sette edifici siti nei comuni di Rocca Sinibalda, Borbona, Rieti, Posta, Montebuono, Turania e Marcetelli, per complessivi 845mila euro.
 
Nell’elenco delle opere, a cui è stato dato il via ai lavori, compaiono: il complesso parrocchiale di San Gerolamo nel comune di Rocca Sinibalda (50mila euro), la Chiesa di Santa Maria della Misericordia nel comune di Borbona (78mila euro), il Santuario di Fonte Colombo nel comune di Rieti (301mila euro), la Chiesa di S. Antonio nel comune di Posta (157mila euro), la Porta medievale nel comune di Montebuono (87mila euro), la Chiesa di S. Salvatore nel comune di Turania (60mila euro) e la Chiesa di Santa Lucia nel comune di Marcetelli (112mila euro).
 
Nell'ambito del secondo piano stralcio il Commissariato al Sisma 1997 ha finora appaltato circa la metà degli interventi di riparazione e miglioramento sismico previsti nella provincia di Rieti. Secondo l'ultimo censimento sullo stato di avanzamento degli interventi - compiuto ad agosto dalla segreteria tecnica del Commissariato coordinata dal geometra Antonio Ventura - le opere i cui lavori sono stati già appaltati sono 83 su complessive 168, ad ottobre dello scorso anno erano 49. Per ulteriori 12 opere il Commissario è in procinto di appaltare gli interventi. In un anno il Commissario al Sisma ha concluso definitivamente i lavori di 17 opere che sono state già riconsegnate alla collettività.
 
Il Commissario, infine, ha approvato il progetto esecutivo dell'intervento di riparazione e miglioramento sismico della Chiesa di San Giuseppe di Leonessa (160mila euro) e ora si appresta a pubblicare il bando di gara per l'appalto dei lavori.
 
Rieti, 16 settembre 2008
 
Fabrizio Colarieti
Ufficio Stampa Provincia di Rieti
Mob. 348/1551445 Uff. 0746/286301
 
 
 
MEP RADIO  15 settembre 2008

 

Magliano Sabina: 20/21 settembre - "Via da Rieti e dal Lazio !!!"    
 

    Anche in Bassa Sabina sembra che inizino a "spirare" i primi venti di secessione. Mentre per Leonessa si attende ormai solo la firma del Presidente della Repubblica per ufficializzare la data del Referendum (si voterà il 30 novembre e il 1° dicembre), a Magliano Sabina l'Associazione Culturale Sabinamente si sta organizzando per sensibilizzare la popolazione locale. Via da Rieti e dal Lazio !!! Questo lo slogan delle iniziative organizzate per sabato 20 settembre, alle ore 09.30, presso il Belvedere MAZZINI, e domenica 21, alle ore 10.00, presso Piazza GARIBALDI. Nell'occasione, ci sarà un volantinaggio e verrà allestito un punto informativo, relativamente alla proposta del cambio di Provincia e Regione.

 

 
 13 settembre 2008
 
 
 Magliano Il coordinatore di Sd Gasperini: awiamo le procedure "Senza ospedale andiamo in Umbria" - Inizia a fare breccia anche a Magliano Sabina l'idea della secessione. A lanciare il sasso prima di Ferragosto erano stati i ragazzi dell''associazione Sabinamente proponendo un referendum, come quello che si svolgerà a Leonessa il 30 novembre, per trasferire il Comune in Umbria. Dopo che la Regione ha paventato la "riconversione" dell''ospedale di Magliano Sabina anche la Sinistra Democratica fa la stessa proposta. Il coordinatore locale, Carlo Gasperini, ieri ha fatto sapere che alla prossima riunione del comitato che si è formato a difesa dell''ospedale proporrà di dare inizio alle procedure per il cambio di Regione. A meno che, dice in una nota, Marrazzo o chi per lui "non ritiri immediatamente l''ipotesi di riconversione del nostro nosocomio e anzi, si pronunci con un impegno a riportare tale ospedale agli indici di efficienza degli anni passati". Infatti ''-molti nelle scorse 'settimane, quando si è iniziato a parlare di referendum, avevano espresso  perplessità su un eventuale trasferimento di Regione proprio in virtù della presenza di un ospedale. Senza ospedale, ovviamente, cambia tutto. Intanto l''associazione Sabinamente, al massimo tra una decina di giorni, dovrebbe far partire la raccolta firme a sostegno del referendum. In fin dei conti i risultati del sondaggio promosso sul blog dell'associazione sono stati chiarissi mi: su 103 votanti, 90 (87%) si sono detti favorevoli al trasferimento e 13 (12%) contrari. Paolo Di Basilio

 
  13 settembre 2008

 

A Francesco di Salvatore un grazie speciale da parte di tutti quelli che hanno Leonessa nel cuore.

La Redazione

Leonessa rimanga in Sabina - Non perdiamo anche Leonessa. La lista degli "scippi" è già lunga. Si ha la sensazione che il grido di dolore che proviene dalle zone interne non sia stato valutato con attenzione dai responsabili degli enti locali. Provincia e Regione in primis. Il meraviglioso paese della Sabina, ricco di storia, di arte, di tradizioni, di un paesaggio fantastico, di prodotti tipici eccellenti, di una cucina sublime, è alla ribalta nazionale per il referendum sul passaggio all'Umbria. E' dell'altro ieri il placet del Consiglio dei Ministri che ha dato via libera alle votazioni. Il 30 novembre e il 1 dicembre i cittadini di Leonessa si recheranno alle urne: dovranno scegliere se restare  in provincia di Rieti e quindi nel Lazio o se far parte dell'Umbria.  Perchè siamo arrivati a tanto ? Per un motivo semplice: scarsa considerazione per tutta la zona, potenzialmente in grado di offrire moltissimo anche sotto il profilo turistico, da parte della Regione Lazio. La quale sembra rassegnata agli eventi se è vero, come è vero, che nessuno ha mosso un dito per far cambiare idea ai promotori del referendum. E si continua a tacere come se il problema non fosse nostro. Errori su errori. Semplicemente assurdo.

(Francesco di Salvatore)

 

  13 settembre 2008

 Municipi transfughi. Il caso di Leonessa che chiede di passare in Umbria -  Il  polo sciistico del Duce vuole dire addio al Lazio - La «montagna di Roma» rischia di passare all''Umbria. Il 30 novembre il Comune di Leonessa (provincia di Rieti), 2.736 abitanti, un territorio di 205 chilometri quadrati ripartiti in 38 frazioni che d'estate ospita fino a 40 mila persone, deciderà con un referendum se staccarsi dal Lazio per confluire nella vicina Regione. Portando con sé il proprio patrimonio: la sagra della patata leonessana «fritta, lessa e rescallata», il cinquecentesco palio del velluto ma soprattutto il versante nord del Terminillo, il monte di 2.213 metri che il capo del fascismo Benito Mussolini elesse come stazione sciistica della Capitale decidendo la costruzione nel '33 di una strada di collegamento («4 bis Salaria») tra Roma e il capoluogo reatino. Dietro la battaglia condotta dal sindaco Alfredo Rauco e dal suo predecessore Paolo Trancassini (entrambi di An) (Alfredo Rauco è un amministratore in quota UDC, ndr ) ci sono proprio le sorti del Terminillo: da alcuni anni il comune di Leonessa coltiva il desiderio di un potenziamento della Vallonina, il proprio bacino sciistico, per poter gareggiare con le stazioni concorrenti abruzzesi (Ovindoli, Pescasseroli e Campo Felice) e rilanciare il turismo invernale. Nel 2002 fu avviata un''operazione di project financing da 55 milioni di euro che prevedeva la costruzione di 8 impianti di risalita e 15 nuove piste per un totale di 52 chilometri, di cui 36 innevati artificialmente. Un progetto ambizioso che aveva attirato l'interesse di capitali stranieri: due anni dopo, infatti, veniva dato l'annuncio dell'intenzione da parte di una società francese di rilevare il 70% delle azioni di Impianti sportivi Italia e costruzioni (Isic), la Spa costituita per sviluppare il piano. Tutto sembrava pronto, anche perché poco prima era stato fatto saltare l''ultimo ostacolo burocratico: quei 18 mila ettari di bosco delle montagne reatine interessati dal progetto erano infatti sotto vincolo paesaggistico. La Giunta regionale di centrodestra guidata da Francesco Storace (al tempo ancora dirigente di An) era così intervenuta per modificare la legge regionale e concedere delle deroghe. Un aiutino che è stato però soppresso dal successore di centrosinistra Piero Marrazzo. Da allora è partita la protesta di Leonessa per sbloccare il piano: un'azione che ha visto coinvolta non solo la maggioranza di centro-destra ma tutto il Consiglio comunale. Fino al 30 gennaio quando è stata votata all''unanimità la richiesta di referendum per aggregarsi all''Umbria. Domanda accolta dal Consiglio dei ministri di giovedì. Di fronte a un'inedita secessione Marrazzo cerca ora di correre ai ripari. «Andrò a Leonessa - ha annunciato - e lo farò per ascoltare le voci dei cittadini. Ma sarò lì soprattutto per illustrare i provvedimenti che sono stati assunti dalla nostra amministrazione nell''interesse della comunità». Ormai l'attrazione della vicina Regione - ad accogliere il Comune transfuga sarebbe la provincia di Terni - sembra però irresistibile. «La cima ufficiale del Terminillo è a 2.213 metri - racconta divertito il sindaco Rauco -. Ma il punto più alto appartiene al nostro territorio: con il referendum ci porteremo via la prima cima del Lazio». Le origini e la voglia di rilancio La costruzione della stazione sciistica del Terminillo fu realizzata negli anni Trenta. Nel'34 fu costituita infatti la Società anonima funivie per realizzare i primi tre impianti L'anno precedente Benito Mussolini ordinò la costruzione della strada «4 bis Salaria» che collegasse Roma a Rieti. Nel '39 venne inaugurato l'albergo «Roma», dove si trovava l''appartamento presidenziale riservato alla famiglia del Duce .Dopo la pausa imposta dalla guerra, gli anni 50 e poi i 60 segnano fa seconda età felice perii turismo della stazione turistica con la costruzione di nuovi impianti. Oggi il comprensorio aspira a un nuovo rilancio. (Riccardo Ferrazza)

 

  13 settembre 2008

 LEONESSA Referendum per andare in Umbria Si costituisce il "Comitato per il sì" Sembra fatta per Leonessa. «Ora Marrazzo si sarà accorto che non si trattava di uno scherzo stagionale». E'' soddisfatto Paolo Trancassini. Il consiglio dei ministri ha giovedì approvato il decreto per l''indizione del referendum per il distacco di Leonessa dal Lazio e la sua aggregazione all'Umbria. C''è già anche la data: domenica 30 novembre e lunedì primo dicembre. Manca solo il via libera definitivo, che deve arrivare dal Quirinale e, poi, tutti alle urne. «Anche se c'è già chi sta cercando di convincere la gente a non andare a votare», dice l'ex sindaco di Leonessa e attuale capogruppo di An a Palazzo d'Oltre Velino. Una vicenda nata nove mesi fa quando il consiglio comunale approvò la delibera che di fatto ha messo in moto la macchina per il referendum. E ora, dopo la festa per il santo patrono si costituirà il "Comitato per il sì". A dare la stura alla polemica politica tra Leonessa e la Regione Lazio è stato il mancato ampliamento degli impianti sciistici sul versante Nord del Terminillo.
 

  13 settembre 2008

MAGLIANO SABINA I venti di secessione ora soffiano più forte Se c''è un motivo per abbandonare la provincia di Rieti, per Carlo Gasperini (Sd di Magliano) il ridimensionamento dell''ospedale è uno di questi: oggi il principale. Dopo aver aderito al comitato civico a sostegno del "Marini", Gasperini incalza i lavori per l'istituzione del comitato e pone il suo aut aut: «Alla prossima riunione per mettere a punto strategie per scongiurare la minaccia di riconvertire il nosocomio e far pagare ingiustamente i costi di una cattiva gestione della sanità a piccole comunità lontane dai grossi ed eccellenti centri per la cura della salute chiederò a tutti i componenti di votare una proposta che per noi rappresenta una pregiudiziale. Ovvero: o il presidente Marrazzo ritirerà l'ipotesi di riconversione della struttura, impegnandosi a riportare tale ospedale agli indici di efficienza che furono propri negli anni pregressi o si darà il via alle procedure per indire un referendum per il cambio di Regione dal Lazio all'Umbria». Cosa succederà? R.D.C.

  12 settembre 2008

Dal Lazio all'Umbria Leonessa: il consiglio dei Ministri dice sì al referendum - II referendum per decidere il passaggio del comune di Leonessa - attualmente in provincia di Rieti - dal Lazio all''Umbria si farà. Il nulla osta è arrivato dal consiglio dei Ministri, che ieri ha approvato il decreto di indizione del referendum, che si svolgerà domenica 30 novembre 2008 e lunedì primo dicembre. Alfredo Rauco, sindaco di Leonessa, ha annunciato che «dopo la festa del nostro patrono, San Giuseppe da Leonessa, in svolgimento da oggi fino al 14 settembre, costituiremo il Comitato per il sì, mentre so che la controparte si sta muovendo invitando la gente a non andare a votare». Rauco ha anche ricordato che tra le ragioni che hanno spinto il consiglio comunale di Leonessa a votare all''unanimità lo scorso 30 gennaio scorso per il referendum c'è «la mancata attenzione delle istituzioni all'allargamento degli impianti sciistici del versante nord del Terminillo», ma anche «la sensazione di esclusione che prova la popolazione». Ad accogliere Leonessa, 2.736 residenti per una superficie di 205 chilometri quadrati e 38 frazioni, ed una popolazione che diventa di 40 mila abitanti durante l''estate, ci sarebbe la  Regione Umbria. «A braccia aperte», afferma Rauco, «ed in particolare la provincia di Terni, visto che, secondo un esponente di spicco della Regione, tale provincia avrebbe necessità di colmare uno scompenso territoriale». Quanto alle reazioni nel Lazio, Rauco dice che «nessuno dalla Regione si è degnato di chiamarmi e Marrazzo a Rieti ha parlato al - la festa del Pd del nostro referendum come di una boutade». «Il decreto per il referendum rappresenta l'ennesima sconfitta della giunta regionale guidata da Marrazzo. Infatti, il presidente della Regione non riesce neanche a tutelare i Comuni del proprio territorio», dichiara Donato Robilotta, capogruppo dei Socialisti riformisti alla Pisana dove mercoledì prossimo sottoporrà la vicenda all'attenzione dell'aula «perché, fino a questo momento, è stato assordante il silenzio delle istituzioni su una vicenda così importante come quella che sta investendo il Comune di Leonessa». TIZ. LAP.
 

 12 settembre 2008

 LEONESSA - I cittadini sceglieranno se annettersi all'Umbria. E' la vittoria della giunta comunale ' - Il Consiglio dei Ministri ha detto sì al referendum - Al voto il 30 novembre e il primo dicembre  LEONESSA al referendum per entrare in Umbria. Ieri è arrivato l'ultimo e determinante sì: quello del Consiglio Dei Ministri. Il prossimo 30 novembre e primo dicembre i cittadini del comune reatino dovranno decidere se affidarsi all'amministrazione della Regione Umbria. Mancava soltanto il via libera del Consiglio dei Ministri. E non senza generare qualche sorpresa ieri il Consiglio, al quale ha preso parte anche il premier Berlusconi, ha espresso il sì definitivo ufficializzando anche le date del voto. I prossimi 30 novembre e primo dicembre i cittadini dovrano decidere se distaccarsi dal Lazio per entrare in Umbria. Tra poco più di due. mesi dunque si saprà se la popolazione intende essere amministrata dalla regione Umbria.  Ha avuto successo insomma l'azione lanciata dalla giunta di centro-destra del Comune di Leonessa, guidata dal sindaco Alfredo Rauco, minacciata già dal novembre 2007, per contestare i mancati interventi della Regione Lazio per sviluppare a fini turistici il versante leonessano del Terminillo, ed in particolare in relazione al progetto di sfruttamento sciistico della Vallonina. La questione risale al 2001, quando a guidare l'amministrazione comunale di Leonessa c'era Paolo Trancassini, attualmente capogruppo di An alla Provincia di Rieti. Tutto parte dalla proposta da parte di una società' privata, di realizzare una serie di impianti sciistici nella parte nord del Terminillo, sulla base della quale il Comune fa partire l'iter burocratico che si inceppa sulla presenza di vincoli paesistici sui 18mila ettari di bosco interessati dal progetto. La precedente giunta laziale, guidata da Storace, aveva modificato i piani con  deroga, ma la condizione originaria era stata ripristinata dall'attuale giunta Marrazzo. Attualmente, l'orientamento è quello di realizzare un parco del Terminillo che non escluderebbe la costruzione di impianti sciistici, ma il Comune di Leonessa ha deciso comunque di scegliere la strada del referendum anche a causa della lentezza con cui la questione si starebbe muovendo.

 7 settembre 2008

 La secessione - Referendum a Leonessa è campagna elettorale - Leonessa Dopo la Festa di San Giuseppe si costituirà il comitato per il Sì - Referendum è già campagna elettorale - I contrari  alla secessione intenzionati a disertare il voto Paolo Di Basilio LEONESSA - Si sente già odore di campagna elettorale a Leonessa. Non quella per le amministrative che arriveranno la prossima primavera, ma quella per il referendum della secessione da Rieti con il successivo trasferimento del Comune nella vicina e - pensano dall'amministrazione comunale - più accogliente Umbria (Perugia o Terni, fa lo stesso). La data in cui i cittadini saranno chiamati al voto, salvo clamorosi colpi di scena, è il 30 novembre e presto nasceranno i comitati. Quello per il Sì - di cui farà parte la maggioranza, sindaco compreso - nascerà dopo la festa di San Giuseppe, il Santo Patrono, che è in programma la prossima settimana. Intanto si stanno organizzando anche i contrari: la linea che sta passando sarebbe quella di invitare i cittadini ad astenersi per far mancare il quorum. . Di fatto, anche se ancora si attende il via libera del Consiglio dei Ministri ed il successivo decreto del Presidente della repubblica, si voterà nelle giornate del 30 novembre e del 1 dicembre. Perciò il tempo stringe ed ora si deve fare sul serio. Campagna elettorale compresa. "Appena termineranno i festeggiamenti per il Santo Patrono - dice il sindaco Alfredo Rauco - verrà formato il comitato  per il Si al referendum di cui farò parte io e tutti coloro che hanno promosso questa consultazione: si tratta di un movimento trasversale alle forze politiche - ribadisce il pruno cittadino - e che sarà più forte delle strumentalizzazioni". Per quanto riguarda 'invece gli "oppositori" - che finora se ne sono restati in silenzio - c'è dibattito se formare un comitato del No oppure invitare, come sembra, la gente a disertare le urne  per far mancare il quorum.  Intanto a Leonessa sono risuonate le parole pro- nunciate dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo alla festa del Pd di Rieti giovedì sera' "Abbiamo qualche responsabilità e qualche vuoto da colmare, ma dobbiamo contrastare il referendum". "Abbiamo in tutti modi cercato di far capire le nostre ragioni - gli risponde a distanza il sindaco leonessano - ma  ancora oggi, con le urne che si stanno per aprire non si riesce ad ottenere una sola risposta concreta". Dall'Umbria Un sondaggio promosso dal sito del Comune di Temi dal 19 agosto scorso registra risultati degni di attenzione. Hanno votato 411 cittadini: i favorevoli all'annessione di Leonessa m Umbria sono il 57 per cento (27 per cento è favorevole  a condizione che passi sotto la Provincia di Temi), il 5% è contrario, il 6% è indifferente. II Comune dovrà pagare con fondi di bilancio tutte «le spese elettorali della consultazione referendaria. Ancora non sono state ben definite le competenze dell'organizzazione "tecnica". In questo senso si sono susseguiti, negli ultimi giorni, una serie di confatti con la Prefettura di Rieti.  (Paolo Di Basilio)

 

 6 settembre 2008

Nel fronte del centrosinistra Secessione dal Lazio: a Leonessa qualcuno avanza i primi dubbi - Aspettando il referendum promosso dalla giunta Rauco, comincia a prendere forma a Leonessa anche il fronte del "no"'. O per lo meno del no grazie, non vengo a votare. Giovedì sera, ad aspettare pazientemente il presidente della Regione Marrazzo in transito a Rieti per la festa provinciale del Pd c'era anche un gruppo di leonessani guidati dal coordinatore comunale del partito Celeste Penilli. «L'orientamento è quello di invitare la gente a non andare a votare perché deve essere chiaro che quella della secessione è solo una scusa. Comunque, non abbiamo ancora preso una posizione - dice Perilli - la settimana prossima, passata la festa di San Giuseppe, definiremo la linea. C'è già chi preme per creare un comitato  contro, ci stiamo lavorando». Non senza contraddizioni: i consiglieri comunali di centro sinistra, alla prima seduta utile di consiglio in gennaio, votarono insieme alla maggioranza per il referendum trascinati dal capogruppo Francesco Boccanera. Solo al secondo "appello", in primavera, quel voto a favore si mutò in astensione, E oggi c'è chi parla con fastidio del referendum, «solo una bolla di sapone destinata a scoppiare». Ma paradossi e contraddizioni non mancano nemmeno in seno alla maggioranza di centro destra, e senza necessariamente andare a rispolverare i pasdaran pro-Regione Lazio dei tempi di Storace. «Il grosso dei consiglieri che chiede di staccare Leonessa da Rieti e dal Lazio non abita in paese ma a Roma - dice Stelvio Cerroni - un po' comodo prendere decisioni per chi invece qui, nel bene e nel male, ci vive tutto l''anno». E tra i leonessani de Roma tifosi dell'Umbria c''è anche Paolo Trancassini. L'ex sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini, da sempre un sostenitore del referendum per entrare nell'Umbria sindaco del paese che dai banchi di An della Provincia guida da mesi la protesta del Comune. Severo il giudizio di Marrazzo sul referendum - «una sciocchezza» - mentre anche giovedì il presidente Fabio Melilli. nel rilanciare il ruolo essenziale delle Province, ha insistito sulla necessità della loro presenza specie in territori intemi anche per sventare tentazioni di smembramento come questa. «Sulle necessità delle nostre piccole comunità dovremmo forse ascoltare meno editorialisti e commentatori che vivono sempre e solo nelle grandi città e imparare di più dalla Lega», ha detto Melilli, che proprio in questi giorni è impegnato nel confronto Governo enti locali sul federalismo fiscale e sulle aree metropolitane. «Certo, a Rieti abbiamo una città càpoluogo dove tra breve la destra festeggerà il suo ventennio ma la cui debolezza è intrinseca e che come Provincia stiamo provando a colmare. Io-non faccio il sindaco alternativo - ha proseguito Melilli - ma governando il territorio proviamo a creare le     condizioni per lo sviluppo, così da essere più forti rispetto a Roma. Tutti insieme». (Alessandra Lancia)

 

  6 settembre 2008

Piero Marrazzo all'attacco «Il referendum a Leonessa? È una boutade da evitare» ó Nel corso del proprio intervento alla Festa del Partito democratico il Presidente della Regione Lazio ha anche affrontato fugacemente la vicenda Leonessa. Molto probabilmente il 30 novembre si terrà il referendum per l'aggregazione del Comune guidato da Alfredo Rauco alla Regione Umbria e, come noto, molte delle polemiche di questi anni sono state rivolte dai leonessani all'indirizzo della Regione Lazio a causa dei veti che hanno reso impossibile la realizzazione degli impianti sciistici sul versante Nord del Terminillo. «La boutade del referendum di Leonessa va contrastata - ha detto Marrazzo - ma bisogna dire che anche noi abbiamo vuoti da colmare». Marrazzo ha collegato il discorso di Leonessa alle riflessioni sulla coalizione di centrosinistra in Regione, perché «i conti con la sinistra radicale li dobbiamo fare - ha ammesso Marrazzo pochi istanti dopo - ma dobbiamo assumerci la responsabilità di guidare la coalizione tenendo dentro la sinistra ma riuscendo anche a parlare ai moderati». (Marco Fuggetta)

 

 4 settembre 2008

 Referendum secessionista: «Assisteremo il Comune» Tra le questioni che la Prefetto Riccio dovrà a breve affrontare c''è anche quella del referendum promosso dal Comune di Leonessa per annettere il paese alla vicina Umbria. «Se questa è la volontà che esprimeranno i cittadini la registreremo. Poi saranno necessari altri pronunciamenti di organi superiori: noi daremo la nostra assistenza al Comune in tutte le fasi della procedura». Ma al di là dei ruoli e delle funzioni codificate, sembra di capire che dalla Prefetto verrà uno slancio ulteriore a quelle attività di contatto e di confronto più ufficiose ma non meno efficaci: «II Prefetto media, se può previene i problemi specie se non ce ne sono di complessi - dice la Riccio - magari non potremo seguire ogni singola questione ma se ci sarà la possibilità di condividere una strategia o un disegno complessivo faremo la nostra parte», (a.l.)

 

 4 settembre 2008

Il 12 settembre anniversario del gemellaggio La cittadinanza onoraria al 11° Reggimento LEONESSA - Si terrà il 12 settembre prossimo il 30° anniversario del gemellaggio tra il Comune di Leonessa e l'11° Reggimento Trasmissioni che sarà celebrato con un programma ricco di eventi. Alle 16.30 avrà luogo la deposizione della corona di alloro ai Caduti e alle 17.30 lo schieramento dei reparti in armi. Dopo l'assunzione del comando da parte del comandante del battaglione Trasmissioni "Leonessa", gli onori ai Labari delle armi combattentistiche e d'Arma e gli onori al Gonfalone della città di Leonessa, decorato con medaglia d'argento al valor civile, si celebrerà il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del sindaco all'11 ° Reggimento Trasmissioni (erede delle tradizioni di. due battaglioni costituiti in successione durante i tragici eventi della seconda guerra mondiale) con scambio di targhe ricordo. Seguiranno gli onori alle autorità, al Gonfalone e alle associazioni combattentistiche e, per finire, alle 19 il concerto della banda musicale dell'Esercito.

 

 31 agosto 2008

Leonessa II Consiglio dei ministri propone di votare il 30 novembre e 1 Dicembre Secessione, parola al governo le spese della consultazione a carico del Comune Paolo Di Basilio LEONESSA - Dopo che il Comune non ha messo nessun ostacolo alla alle date del 30 novembre e 1 Dicembre, la strada verso jl referendum della secessione ora è in discesa. La palla infatti a questo punto passa al Consiglio dei Ministri che, durante una delle prossime sedute (sicuramente prima di fine settembre) dovrà deliberare la convocazione dei comizi della consultazione referendaria che poi deve essere indetta dal presidente della Repubblica entro tre mesi dalla comunicazione delle ordinanze dell'ufficio centrale per il referendum della Corte Suprema di Cassazione che, il 20 giugno scorso, aveva già'giudicato ammissibile la „ richiesta avanzata dal Comune di Leonessa. Insomma entro il 20 settembre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dovrà indicare la data del voto. Data che non può andare oltre i tre mesi dal decreto di indizione. Perciò, al massimo, si può arrivare al 20 dicembre. In questo senso va la proposta avanzata dal Ministero degli Interni, per tramite della Prefettura di Rieti, al Comune di Leonessa che, non essendoci in quella data particolari manifestazioni che potevano ostacolare le operazioni di voto, ha accettato. "Il Ministero degli interni - si legge nella lettera inviata dal dirigente della Prefettura dottoressa Gallone - valutata la necessità di disporre lo svolgimento contestuale di referendum analoghi, tenuto conto anche dei tempi tecnici decorrenti per predisporre ogni incombente organizzativo e della opportunità di evitare che la data del voto ricada in prossimità delle festività natalizie, ritiene di proporre in occasiona di Uno dei prossimi consigli dei ministri che la data venga fissata per domenica 30 novembre, rammentando che, ai sensi delle leggi vigenti, le operazioni di voto proseguirebbero il lunedì successivo e lo scrutinio avverrebbe subito dopo la chiusura dei seggi". Nella stessa lettera - inviata martedì scorso dalla Prefettura e protocollata dal Comune il giorno stesso -la Prefettura rammenda che, secondo la normativa vigente, tutte le spese relative alle operazioni elettorali saranno a carico del Comune. Insomma schede, cabine, scrutatori ed ore di lavoro straordinario dei dipendenti saranno pagati dall'amministrazione comunale. Va ricordato che il voto favorevole alla secessione non basta per il trasferimento che deve comunque essere ratificato dal Parlamento.

 31 Agosto 2008

Secessione, c''è la data del referendum Una buona notizia e una cattiva, sul fronte secessionistico aperto a Leonessa dalla giunta Rauco: c''è una data-utile possibile per il referendum - ed è domenica 30 novembre - ma non ci sarà sovrapposizione con le elezioni amministrative, per le quali bisognerà aspettare primavera inoltrata. La bomba innescata dal centrodestra sotto la Provincia di centrosinistra rischia insomma di esplodere un po' troppo in anticipo ma che lo scoppio ci sarà e arriverà a sentirsi anche "a valle" questo è fuori discussione. Quanto solo minacciato dal sindaco Alfredo Rauco e dal suo predecessore Paolo Trancassini nel dicembre 2007 - un referendum per decidere se restare nel Lazio o andare in Umbria, protestando così per quell'essere «appena sopportati e mai supportati da Rieti e da Roma» - è arrivato praticamente a destinazione nell'arco di 11 mesi. Undici mesi vissuti "intensamente", con un doppio voto del consiglio comunale (prima unanime, poi con l'astensione della minoranza del centrosinistra) e doppio esame con via libera della Cassazione. Nei giorni scorsi il penultimo passaggio formale, la richiesta della Prefettura al Comune di Leonessa di indicare una data di massima per lo svolgimento della consultazione, data concordata per il 30 novembre. Ora si attende il decreto del presidente della Repubblica in Gazzetta Ufficiale per la convocazione del referendum, che darà la parola ai cittadini di Leonessa. Non sarà ne l'ultima ne, soprattutto, quella vincolante in quanto sulle modifiche ai territori di provincia e di regione è il Parlamento ad avere l'ultima parola e l'orientamento al riguardo è quello di lasciare sostanzialmente i confini inalterati ma l'effetto politico - specie in caso di vittoria del "sì"- ci sarà e ci sarà tutto. «Una bagnarola senza timone ne timoniere», la Provincia di Rieti, ha infierito Trancassini ieri mattina in consiglio provinciale che ha rimproverato alle giunte di centrosinistra che si sono succedute negli ultimi quindici anni di non aver dato nessun progetto di sviluppo al territorio. Nella rossa Umbria magari andrà meglio. A.L.

  31 agosto 2008

30 novembre referendum a Leonessa - Nel corso del proprio intervento in Consiglio Provinciale Paolo Trancassini ha annunciato quella che sarà la data del referendum per il passaggio di Leonessa all'Umbria. l'ex Sindaco di Leonessa ha annunciato che «la data del 30 novembre è stata indicata dalla Prefettura come possibile e subito il Comune di Leonessa ha dato il proprio benestare». Secondo il racconto di Trancassini, dopo il giudizio di ammissibilità del referendum arrivato dalla Corte di Cassazione, il Governo nei giorni scorsi avrebbe comunicato alla Prefettura di Rieti che il referendum doveva tenersi entro il 20 dicembre. A quel punto la Prefettura avrebbe individuato la data del 30 novembre, subito accettata dal Comune guidato da Alfredo Rauco. «Oltre Leonessa - ha commentato Trancassini - i venti di secessione che spirano in molti centri del territorio fanno capire che i cittadini sono stufi di una provincia che naviga a vista e alla quale manca un modello di sviluppo».

 30 agosto 2008

Ares 118,giallo sui trasferimenti - Ieri sono arrivate le lettere agli operatori  - E' giallo sul trasferimento degli infermieri del Ares 118  - LEONESSA -Il trasferimento del personale infermieristico del presidio del 118 di Leonessa è stato "congelato". Solo che, nel frattempo, ieri mattina, gli operatori che lavorano nel territorio leonessano hanno ricevuto la lettera di trasferimento. presso il  presidio di Osteria Nuova.   Insomma quello che solo giovedì sera era stato annunciato dal direttore regionale dell'Ares 118, la dottoressa D'Innocenzo -che aveva rassicurato la popolazione durante un'affollata riunione - sembrava essere stato messo in discussione dai fatti. Già i cittadini erano pronti a manifestare contro il mancato rispetto degli impegni quando, dopo un veloce giro di telefonate tra i rappresentati del Comune e quelli regionali, si è capito che, con ogni probabilità si è trattato solo di un equivoco nelle comunicazioni. ' "Speriamo, come penso - dice il consigliere provinciale Paolo  Trancassini - che la direttrice dell'Ares mantenga la parola, data ai cittadini di bloccare il trasferimento del personale che opera a Leonessa in attesa di un ripensamento generale del servizio Ares 118 che, torno ribadire, non può essere gestito solo con finalità economiche". Giovedì, nel tardo pomeriggio, si è svolta una riunione coordinata dal vicesindaco Maurizio Rosati, alla quale hanno partecipato il consigliere regionale Anna Maria Massimi e il direttore dell'Ares 118 di Rieti, dottar Alfonso Tesoriere. "Ringraziamo il consigliere Massimi -dice il dottar Rosati - per l'interessamento e l'impegno che sta mettendo in questa nostra battaglia. Ora rimane da definire la questione dei volonta-ri: ache la Croce Rossa ha ritenuto che il servizio di soccorso a Leonessa avrebbe bisogno di un'attenzione particolare".
 

 30 agosto 2008

Un territorio che si sente abbandonato LEONESSA -  Gli impianti sciistici sul versante Nord del Termimillo sono stata la scintilla che ha fatto scoppiare il "caso" Leonessa e, in particolare, il rifiuto della Regione di togliere i vincoli sulla Vallonina per realizzare il progetto "Leonessa SuperSki". Cosi, dopo proteste in montagna, presidi sotto la Regione Lazio e conferenze stampa di fuoco gli ammimstratori  hanno deciso di percorrere la strada del referendum. In pochi credevano che si sarebbe arrivati fino in fondo. Invece alle 20  in  punto del 30 gennaio scorso in un affollatissimo. consiglio comunale fu dato il via libera, all'unanimità, alla richiesta di referendum per l'aggregazione di Leonessa alla Regione Umbria. Una città, Leonessa, che, posizionata ai margini del territorio provinciale (confina con Monteleone di Spoleto e Cascia), si sente abbandonata da Rieti. Oltre alla nota faccenda degli impianti sciistici ci sono altri temi su cui la popolazione sente il capoluogo sempre più lontano. E non solo geograficamente. Mancano i servizi (per fare benzina i leonessani devono andare in Umbria) e ora c'è grande preoccupazione per i servizi di soccorso. Negli ultimi giorni tiene banco la questione del "declassamento" del 118, dove al posto degli infermieri si è ipotizzato, per diverse settimane, di portare dei volontari. Infine i collegamenti difficoltosi .con il capoluogo: lo scorso anno, per esempio, la strada per Fuscello fu bloccata diverse settimane per la caduta di un enorme masso isolando tutta la cittadina da Rieti

29 Agosto 2008

Leonessa, all'incontro con la popolazione sul futuro della postazione anche il direttore provinciale dell''Ares, Alfonso Tesoriere 118, sospesi i trasferimenti del personale La responsabile regionale, Marinella D''Innocenzo, prende tempo prima di decidere di FRANCESCO CHIARETTI «Per il momento sospendo la decisione di trasferire il personale dell''Ares 118 da Leonessa a Osteria Nuova in quanto ritengo che sia necessario fare un''ulteriore riflessione sulla riorganizzazione del servizio di emergenza sanitaria. Andrò in Regione a chiedere più fondi per l''Ares al fine di garantire il mantenimento dei nostri dipendenti a Leonessa, ma se le condizioni non potranno cambiare, dovrò dare attuazione alle decisione del 19 giugno scorso». Il direttore regionale dell''Ares (Agenzia regionale emergenza sanitaria), Marinella D'Innocenzo, ha sintetizzato così le conclusioni di un acceso incontro pubblico voluto dal consigliere regionale Anna Maria Massimi che si è svolto ieri a Leonessa alla presenza del direttore provinciale Ares 118 Alfonso Tesoriere, dei rappresentanti del Comune, del consigliere provinciale Paolo Trancassini e di rappresentanti della CRI. «A convincermi della necessità di riflettere ancora - ha spiegato D''Innocenzo - sono state le argomentazioni della Massimi, la buona fede e gli accorati appelli della popolazione presente all''incontro». Per il direttore regionale «il provvedimento adottato a giugno e poi sospeso non pregiudica l'esistenza della postazione di emergenza a Leonessa, ma riguarda solo il trasferimento del personale dipendente Ares per la razionalizzazione del servizio. Tanto è vero che la postazione verrà curata, con la stessa attenzione.Ma è proprio questo il punto contro il quale si sono scagliati tutti i rappresentanti locali. «I volontari non garantiscono lo stesso livello di professionalità e poi, con i miseri compensi della convenzione, non sarebbero in grado di lavorare a Leonessa o in caso di ulteriori restrizioni economiche regionali, Leonessa sarebbe la prima ad essere tagliata», hanno detto tutti gli intervenuti, dal vice sindaco Maurizio Rosati, ai consiglieri Trancassini (che ha proposto la rotazione del personale) e Franco Boccanera (che ha proposto il potenziamento di Leonessa, ai rappresentanti della Cri). «Adesso abbiamo ascoltato e registrato tutte le proposte e problematiche, ne faremo buon uso per riflettere ancora sempre pensando alle esigenze della popolazione», ha concluso il consigliere Anna Maria Massimi. «E' necessario riflettere, ma intanto andrò in Regione a chiedere più fondi per mantenere il servizio»  FRANCESCO CHIARETTI

 
Comune di Leonessa  27 Agosto 2008

 

 

 

Referendum 2008 - Si vota domenica 30 Novembre

 

  26 agosto 2008

 

"L'UMBRIA non è la panacea di tutti i mali". Il consigliere regionale umbro de La Destra Aldo Traccheggiani  frena gli entusiasmi e le aspirazioni dei cittadini di Leonessa e Magliano Sabina che da tempo meditano la "separazione" dal Lazio e l''annessione alla vicina Umbria. "Dobbiamo avvisare gli abitanti di Leonessa e Magliano Sabina che l''Umbria non è la panacea di tutti i mali, come dimostrano i recenti scandali che hanno visto protagonista la giunta perugina e diversi altri settori che necessitano provvedimenti urgenti: sanità, edilizia e ambiente fra tutti, sempre gestiti da personaggi legati ad un colore politico che ha caratterizzato questa regione per decenni". Così Aldo Tracchegiani, consigliere regionale capogruppo de La Destra, esprime il suo parere sull''annunciata volontà dei Comuni di Leonessa e Magliano Sabina di entrare a far parte della Regione Umbria. "Come umbro e come politico - prosegue - non posso che essere contento degli attestati di stima  che  provengono dai cittadini dei comuni di Leonessa e Magliano Sabina, che guardano alla nostra regione come ad un  territorio che riesca a venire maggiormente incontro alle esigenze della popolazione  di cui. desiderano far parte. Le istituzioni provinciali e regionali hanno l'obbligo di tutelare i propri cittadini ed investire sul territorio ed e' increscioso che a Leonessa si voglia declassare il 118 a mera struttura volontaristica, malgrado la bassa densità' abitativa ed il territorio montuoso E' necessario che si punti a qualificare anche quei territori investendo nelle infrastrutture, nella sicurezza della viabilità, nelle sviluppo del turismo con decisione e perseveranza, considerato anche la bellezza dei posti ed il forte richiamo estivo di villeggianti. Se questo non accade è forse perché ci sono politici che mirano ad investimenti che garantiscano risultati immediati e pronti ritorni in termini elettorali. E' certamente più difficile e rischioso - continua Tracchegiani - assumersi la responsabilità di stanziare fondi che daranno frutti a medie o lungo termine, ma che costituiscano quella reale propulsione per il rilancio di un territorio totalmente lasciato a se' stesso, ma ricco di potenzialità".
 

 

 

Ci permettiamo di ricordare alla Signora Alessandra Lancia che gli impianti Campo Stella non sono chiusi: hanno sempre "eroicamente" funzionato, neve permettendo.

Questo grazie alla passione dell'Assessore Vito Paciucci, di Dante Chiaretti, di Alberto mitico "Gattista" e di tutti gli amici addetti agli impianti, che con il loro costante impegno ci hanno regalato giornate uniche, tra le nostre montagne.

E' già arrivato a Leonessa il nuovo impianto di risalita che sostituirà quello oramai  "scaduto" della Rubbio.

E il Palio del Velluto, Signora Lancia, non è medioevale, E' Rinascimentale. Uno dei pochi in Italia.

Per il resto , nulla da eccepire : trattasi di sacrosanti e rispettabilissimi pareri.

Ma non credo che il problema sia il parere dei villeggianti come me : i 37 chilometri di curve sono il marchio di qualità per Leonessa, almeno per chi viene in vacanza: sempre meglio di un buco nella montagna e tonnellate di cemento in pilastri che deturpano il paesaggio.

I problemi sono per chi ci vive a Leonessa, tutto l'anno: e per questi miei amici un buco nella montagna e tonnellate di cemento in pilastri che deturpano il paesaggio potrebbe essere una soluzione. Per la vita. Come potrebbe essere un grande occasione di sviluppo un impianto sciistico sul versante nord del Terminillo.

L'istituto del Referendum è una delle forme più alte di democrazia.

Spero di cuore che i miei amici ne facciano buon uso.

Felice Vita.

giannibolletta@leonessa.org

 6 Agosto 2008

Tanta voglia di Umbria ma c'è anche il timore di essere "ultimi" anche nel nuovo territorio -  Leonessa, il ruggito della secessione - La rabbia dei cittadini per essere stati dimenticati da Provincia e Regione.

Chissà se scenderà mai dalle curve fresche del Fuscello giù fino a Rieti il ruggito di rabbia di Leonessa. Ancora più lunga la strada per arrivare a Roma, con Ornaro a fare da spartiacque. Però con Rieti (ovvero la Provincia) e con Roma (come dire la Regione) che ce l'hanno i leonessani, sia residenti-residenti che quelli di ritorno: "Per loro siamo un peso e si vede", dice Peppe Rauco uno che di chilometri per colpa di strade inesistenti ne macina a centinaia avendo un'impresa di trasporto. Ha pure un ristorante,Rauco,dove spesso fanno tappa i politici di passaggio "Venire quassù è una guerra, si lamentano. E a noi lo dite che qui ci viviamo? Ma voi che fate?"."Il Messaggero" aperto sulla pagina di Leonessa: è così che al bar, sugli scalini del santuario di San Giuseppe e in pasticceria. Ieri parlava il sindaco, Alfredo Rauco. Oggi tocca ai Leonessani e a chi quassù, nonostante tutto, principalmente 37 chilometri di curve e tornanti, continua a venirci in vacanza o tornarci almeno d'estate. "Se vogliamo andare in Umbria? Perchè no" risponde guardinga Eleonora, di turno alla Pro Loco "faremo un referendum, ognuno potrà dire la sua. D'altronde, per come siamo messi, questo non è un paese per i giovani. Ci sarà pure di mezzo la politica, ma che la Regione a noi non ci guardi proprio è la verità". Regione Lazio si intende. Con l'Umbria andrebbe meglio ? "Credo proprio di si: altra gente, altra mentalità, rispondono all'unisono mamma e figlia dell'edicola sul Corso "Sono andata a Castelluccio di Norcia per una pizza, c'era la fila fuori e che fila. Tedeschi, Francesi. Qui tra qualche giorno è tutto finito". "E pensi che andando in Umbria, cambierebbe qualcosa?" gli ribatte Pietro, geometra "per 3/4 umbro". "Ai confini stiamo del Lazio e ai confini staremmo in Umbria. No, credo che non andrò neppure a votare il referendum: non la vedo positiva la cosa, ecco". Però che quella bella cartolina di paesone di montagna che era  Leonessa si sia con gli anni un pò sgualcita lo testimonia anche Delia, romana: "Vengo qui da 35 anni e non solo per il fresco ma già i miei figli e e i miei nipoti non salgono più e noi stiamo pensando di vendere casa". Motivo? "Gli impianti di sci che c'erano sono oramai tutti fermi, hanno rifatto la piazza e l'hanno massacrata per non dire della fine che hanno fatto fare a tigli e abeti. E non parliamo dei servizi: non c'è più nemmeno un benzinaio: per rifornirsi bisogna arrivare a Vindoli o a Ruscio. Continuate a costruire villette su villette (il benvenuto alle porte del paese lo dà l'Immobiliare Leonessa, ndr), ma se alla gente non date servizi chi volete che le compri?". "E a me che ci vivo lo dice? Sapete quanto è dura per noi giovani inventarci un lavoro qua pur di non andar via: mio marito ha aperto una carrozzeria, ma nonostante le leggi, gli obiettivi 5b, non c'è stato verso di prendere un euro". E la rabbia sale: solo dai Battilocchi, dolciumi e pasticceria di gran classe fin giù a Rieti, c'è un po' più di distacco . "Sarà che io durante la settimana vivo a Roma, dice Cristina nel laboratorio che sforna bombe ma di crema, a questa storia della secessione credo fino ad un certo punto. Una provocazione, questo si; e se non sarà per gli impianti in Vallonina che sia almeno per altre cose. Perchè quassù è dura restarci a vivere". Peppe Rauco, che di attività ne ha tre, bar, ristorante e ditta di trasporti, è invece triplamente arrabbiato: con i politici. "Alemanno, Veltroni, Storace, Cicolani: vengono e dicono, arrivare quassù con queste strade, è una guerra. E a noi lo dite ? Fate qualcosa, no?". Con la Provincia. "Siamo un peso: da noi arrivano solo problemi e proteste, molto meglio accontentare la Sabina". E naturalmente con la Regione:"L'Umbria è più piccola e non a Roma a carico: ci sono solo due province e Terni non ha la montagna". E Leonessa è pronta a dargliela. Altro bar, altra analisi :"Qui quello che manca è il lavoro", dice Simone Adone "e non è l'Umbria che risolve: saremmo gli ultimi anche lì. E non al Palio medievale (Alessandra Lancia)

 5 Agosto 2008

Santuario di San Giuseppe: arriva  il parere positivo della Soprintendenza Si prepara L'appalto per 160mila euro Buone nuove per il santuario di San Giuseppe, dopo l'articolo-denuncia del II Messaggero. Per la riparazione e il miglioramento sismico della chiesa, il commissario straordinario al sisma 1997, Fabio Melilli, si appresta ad appaltare i lavori già finanziati per 160mila euro. «L'opera in questione, che nel luglio scorso ha ottenuto gli ultimi pareri necessari per l'appalto dei lavori, era tra le tante che giacevano presso il commissariato al momento della nomina di Melilli», spiega una nota della Provincia. «Da una ricognizione compiuta dai tecnici, al momento dell'insediamento del nuovo commissario - si legge ancora - risultò che l'iter di quest'opera era fermo da un anno. Da allora il commissario ha più volte diffidato i progettisti ad accelerare i tempi, fino all'invio del progetto a tutti gli enti preposti nei primi mesi del 2006. La Soprintendenza ha poi espresso parere negativo sulle proposte fornite dai progettisti e l'elaborato estate rivisto e definitivamente consegnato nel ottobre del 2007. Tutti i pareri necessari sono stati inviati al commissariato al sisma e il 29 luglio scorso la Soprintendenza ha dato il suo via libera a bandire la gara di appalto dei lavori. Le difficoltà incontrate, perciò, sono certamente da attribuire a chi gesti questa pratica lasciandola in eredità al nuovo commissario con notevoli deficit progettuali che hanno compromesso il regolare svolgimento delle operazioni di appalto».
 

 5 Agosto 2008

A Leonessa manovre di secessione -  Dopo il pronunciamento della Cassazione sulla fattibilità del referendum Cresce la voglia di Umbria -  II sindaco Rauco: «Pronti al dialogo ma nel Lazio con chi?» - Scalpita, Leonessa, per andare in Umbria ma le cose si fanno con ordine. Per cominciare, ci si mette in fila per dire la propria: ieri davanti alle telecamere del Tg regionale (umbro, eh, perché il tg Lazio chi l''ha più visto?), in autunno o più probabilmente nella primavera prossima davanti alle cabine elettorali. Dopo il pronunciamento positivo della Cassazione circa la fattibilità del referendum per cambiare regione, si aspetta ora dal capo dello Stato l''indicazione della data. Ed è molto probabile che andrà a coincidere con le amministrative, che nel reatino vogliono dire soprattutto Provinciali: diritti al cuore del problema? «Esatto. Ma da novembre a gennaio c'era tutto il tempo per ascoltarci - ripete il sindaco, Alfredo Rauco - invece è continuato lo stillicidio di sempre: prima la viabilità, poi il voltafaccia sulla Vallonina e da ultimo il declassamento della postazione dell'Ares 118. Lo dicemmo allora e lo ripeto oggi: più che essere supportati da questa Provincia ci sentiamo a malapena sopportati. Ho apprezzato lo sforzo della Massimi di salvare la postazione Ares per tutto agosto: con 40mila persone in paese e nelle frazioni... Ma a settembre il problema si riproporrà per chi qui ha deciso di restarci a vivere». Cos'è che non le torna rispetto alle promesse della Regione e dell'Ares? «Che il livello dell''assistenza si abbassa: ora è assicurato da personale specializzato, domani da non meglio precisati volontari. Quanto all'eliporto, non sono certo due strisce colorate in terra a garantire il servizio: per quello è già attrezzato il campo sportivo». A proposito di campo sportivo: c''è chi dice che la partita che lei e Paolo Trancassini (ex sindaco e attuale capogruppo di An in Provincia) avete ingaggiato sul referendum sia solo una tattica, manfrina politica insomma: «Bè, in quel caso la partita sarebbe finita prima di cominciare per assenza di avversari. O almeno interlocutori: noi eravamo pronti a trattare, l'avevamo detto. Ma con chi? Abbiamo avuto un incontro riservato con Perilli e la Massimi, ma le loro assicurazioni sono cadute nel vuoto». E pensare che gli omologhi della giunta provinciale e del governo regionale - ovvero la minoranza di centrosinistra del comune di Leonessa - erano ' stati, se possibile, ancora più duri del sindaco Rauco: nella registrazione integrale della fatidica seduta con cui il consiglio comunale in gennaio decretò all'Unanimità il ricorso al referendum uno degli interventi pro-secessione più duri e appassionati fu quello di Felice Boccanera, avversario di Rauco alle ultime elezioni, da sempre vicino all'ex presidente della Provincia Calabrese. Meno noti gli esiti della seconda seduta consiliare dedicata al tema (per una questione formale fu necessario riscrivere la delibera e ripetere la votazione): «La minoranza si astenne - ricorda Rauco - forse da Rieti era arrivato il richiamo all''ordine. Ma un'astensione non è comunque un voto contrario. Perché quassù sono praticamente tutti favorevoli». Ci sarà modo per contarsi e sarà in occasione delle Provinciali: e si sa che le elezioni più che unire dividono. Come se ce ne fosse bisogno.(Alessandra Lancia)

 

Comunicato Stampa  1  Agosto 2008

Si è arrabbiato Giocondi ed ha reagito in modo scomposto continuando a mentire a se stesso.

Per questo ricordo a lui e a tutti che stiamo parlando del Terminillo e non di Leonessa, della possibilità di creare la più grande azienda della provincia di Rieti con finanziamento privato e che questo progetto fu fatto proprio su nostre forti pressioni dalla Giunta Provinciale nel giugno 2006.

Perchè Giocondi adottò quella delibera che era in contrasto con la normativa regionale ? Cosa cambia politicamente tra ieri ed oggi ? Ieri hanno chiesto l'approvazione dell'intero programma, oggi stralciano il versante Nord, quello dove c'è la neve. Ma oggi, rispetto a ieri c'è la campagna elettorale ed il PD di Rieti non ha il coraggio di Veltroni di liberarsi della sinistra radicale per affrontare la imminente competizione. Interessi di coalizione altro che strategia per il territorio .

“Coerente” con se stesso Giocondi quando affermava in Consiglio Provinciale che la battaglia vera l'avremmo fatta insieme nelle osservazioni ai piani paesistici, ed oggi lo dimentica.

In merito ai soldi di Campostella ricordo al Vice Presidente che è terminata la vita tecnica di un impianto che andava sostituito e che certamente non è stato vittima di cure sbagliate : è vecchiaia, Giocondi, non malattia.

Quanto allo stile, Assessore, mi creda, mi tengo stretto il mio : io ad esempio non sarei mai andato ad un Convegno DS a sostenere il Progetto di Leonessa invitando tutti i cittadini a restare uniti per mobilitarsi e far partire una raccolta di firme da portare in Regione perchè li c'è chi “ non vuol capire ed è contrario allo sviluppo, per poi lasciarmi IMPORRE nella mia giunta di non perorare con una delibera importante quel progetto. In pubblico “bisognava lottare con ogni mezzo contro l'ambientalismo radicale”, nel segreto della giunta dove deve nascere un atto  politico  invece si subisce e si china la testa.

Si, Giocondi, siamo diversi, io non lo avrei fatto o al massimo me lo sarei ricordato ed oggi, pressato, piuttosto mi sarei dimesso.

  

                                                                         Il Consigliere Provinciale  Paolo Trancassini

 

Comunicato Stampa  1  Agosto 2008

ADDIO TERMINILLO, GRAZIE A GIOCONDI E I VERDI

Il vicepresidente Giocondi, autore di uno degli episodi più risibili dell’amministrazione Melilli, riuscendo con un solo provvedimento a scontentare in egual misura maggioranza ed opposizione, dopo aver sconfessato se stesso in merito al progetto di sviluppo del Terminillo, invece di ammettere la propria impossibilità a decidere, viste le enormi contraddizioni che contraddistinguono la maggioranza, risponde insultando il capogruppo di AN, colpevole di aver sottolineato l’incoerenza e l’inconsistenza del provvedimento adottato dal centrosinistra. Comunque, alla fine della giostra, la realtà nuda e cruda, è che le insanabili divisioni dell’attuale maggioranza di Palazzo velino rischiano di mettere una pietra tombale sullo sviluppo del versante nord della nostra montagna, proprio quando, dopo i sindacati, anche l’assoindustria, sottolineava come il turismo ed in particolare il Terminillo rappresentino la principale opportunità di ripresa per il nostro territorio. Ed invece Giocondi, sottoposto al ricatto politico di una sinistra radicale, minoritaria in termini di consensi ma decisiva per mantenere il potere, sceglie la strada del non decidere, con un documento che nelle premesse sottolinea l’importanza dello sviluppo del versante nord del Terminillo, ma che nelle conclusioni cancella la possibilità di costruire nuovi impianti! Si tratta probabilmente di uno degli episodi più tristi di un’amministrazione che in questi anni ha dimostrato nei fatti le incongruenze di un centrosinistra, che a livello locale cosi come a livello nazionale il Governo Prodi aveva ampiamente provato, ha bisogno dei voti di verdi ed ex comunisti per giungere al potere, ma poi è impossibilitata a governare dal ricatto ideologico, di chi sconfitto nelle urne, non può che scegliere una radicalizzazione del conflitto per sopravvivere, sacrificando sull’altare della propria esistenza gli interessi dei cittadini. Inaccettabile, comunque la reazione dell’ex enfant prodige di Contigliano che tenta di derubricare il problema degli impianti di Terminillo ad una criticità di Leonessa e dell’attuale maggioranza del comune: no caro Giocondi il rilancio del Terminillo è una priorità dell’intera provincia, rappresentando una delle poche possibilità di sviluppo e di occupazione concrete, e non a chiacchiere, e la reazione di Trancassini non è la difesa di un interesse particolare, ma l’urlo di rabbia di un amministratore che ha a cuore il futuro della sua terra. Ed in questo senso che mi appello anche al sindaco di Leonessa a non cadere nella trappola di ridurre il tutto alla semplice seppur sacrosanta rivendicazione di un territorio separato dal resto della provincia; lo sviluppo del versante nord è un problema dell’intera provincia di Rieti, così come se non di più, dello scalo merci di Passo Corese, l’ASI di Passo Corese, l’ex Croce Rossa di Passo Corese, e tutti insieme dobbiamo riuscire a spiegare all’attuale maggioranza che la provincia di Rieti si deve sviluppare anche oltre Osteria Nuova.

Felice Costini

Presidente Provinciale di Alleanza Nazionale

Popolo delle Libertà

 

Comunicato Stampa  31 luglio 2008
 
 
Amministrazione Provinciale di Rieti
 
Ufficio Stampa
 
Risposta del vicepresidente Giocondi al consigliere Trancassini
 
"In un recente comunicato stampa ancora una volta appare nella sua versione migliore lo ”stile” Trancassini: i soliti attacchi personali e l’innata propensione a costruire i nemici su cui scaricare i propri insuccessi. Le osservazioni della Provincia (e non di Giocondi) al Piano Paesistico Regionale (PTPR) rappresentano, al contrario di quanto afferma il consigliere di AN, il tentativo serio e consapevole di costruire le condizioni  affinché, dopo decenni di chiacchiere e polemiche, sia possibile realizzare una modernizzazione dell’impiantistica per lo sci e un dignitoso ampliamento del bacino sciistico. La coerenza delle proposte avanzate  sta nel fatto che ognuna di esse deriva da un’attenta analisi delle possibili soluzioni che le norme prodotte hanno fornito; le osservazioni al PTPR non possono diventare semplici dichiarazioni di principio (come piacerebbe a Trancassini) ma essere, al contrario, lo strumento ragionato con il quale si rende praticabile il programma degli interventi presentato. Al consigliere Trancassini non interessa far conoscere che la norma ci impedisce di allargare anche alla Vallonina le nostre proposte di modifica, perché non farebbe notizia! Non per questo bisogna “impiccare ai faggi” di quel bosco l’intero progetto di ampliamento del bacino sciistico. I risultati si possono ottenere anche per fasi successive, ma di sicuro gli insulti non portano da nessuna parte. Cosa dovevamo fare? Buttare tutto in “caciara” come fa Trancassini e assicurarci un evidente rifiuto da parte della Regione, oppure agire sulla norma e costruire le condizioni per un primo e importante ampliamento del bacino sciistico a Leonessa, Cantalice e Terminillo? Altro che conversioni ad U! Noi preferiamo rappresentare il territorio cercando di realizzare quanto in trenta anni nessuno è riuscito a fare, Trancassini preferisce invece riempire le pagine dei giornali di polemiche e accuse, si nutre principalmente  di questo, salvo poi pretendere dalla Provincia i milioni di euro per ammodernare Campo Stella caduta nel degrado grazie alle “cure” di Trancassini e soci."
 
E' quanto dichiara il vicepresidente, Roberto Giocondi, in risposta alle recenti dichiarazioni rilasciate dal consigliere provinciale, Paolo Trancassini.

Rieti, 31 luglio 2008

Fabrizio Colarieti
Ufficio Stampa Provincia di Rieti
Mob. 348/1551445 Uff. 0746/286301

 

  31 luglio 2008

 Nuove polemiche sul Terminillo nell''ultimo consiglio provinciale. Il dibattito è scaturito in seguito alle osservazioni di Palazzo d''Oltre Velino al Piano Paesistico Territoriale Regionale. «Era l'occasione per chiedere alla Regione di modificare il quadro normativo di riferimento per rendere possibile l''approvazione del programma degli Interventi nel quale era ricompreso il progetto di Leonessa, il collegamento con il Terminino e la costituzione del Parco - attacca il capogruppo di An Paolo Trancassini citando proprio il Programma approvato dalla giunta Melilli nel 2006 e giacente in Regione - ma Giocondi, nel tentativo equilibrista di non scontentare nessuno, riesce nell''ovvia impresa di scontentare tutti, presentando un testo con- traddittorio». Per Trancassini infatti il vicepresidente avrebbe annunciato che «la richiesta di osservazioni che partirà dalla Provincia riguarderà solo i territori già interessati dagli impianti, stralciando lo sviluppo del versante nord del Terminillo, quello dove c''è la neve, quello che ha i finanziamenti privati». Il capogruppo di An va giù duro definendo il tatto una «squallida la inversione ad U» dettata dall''esigenza di salvare l''unità della coalizione di centrosinistra, senza scontentare quindi le anime da sempre contrarie al progetto. Marco Fuggetta
 

 

  31 luglio 2008

 Paolo Trancassini, consigliere provinciale di An, contesta la delibera approvata dal Consiglio provinciale a proposito delle osservazioni ai piani paesistici regionali. «Bruttissima la pagina scritta in Consiglio Provinciale dal vice presidente Giocondi a proposito delle osservazione ai piani paesistici regionali - ha detto Trancassini -. Era difficile riuscire a creare confusione, scontentare tutti e contemporaneamente rinnegare se stesso le proprie idee e le proprie delibere; eppure c''è riuscito. La delibera portata in Consiglio era l''occasione per ribadire un concetto fondamentale sullo sviluppo del Terminillo e cioè che la vincolistica non può bloccare lo sviluppo e lo sfruttamento sportivo e turistico di una delle poche risorse della Provincia di Rieti. Era l''occasione per chiedere alla Regione di modificare il quadro normativo di riferimento per rendere possibile l''approvazione del Programma degli Interventi nel quale era ricompreso il progetto di Leonessa, il collegamento con il Terminino e la costituzione del Parco: programma approvato dalla giunta Melilli nel giugno del 2006 e giacente in Regione. Ma Giocondi nel tentativo equilibrista di non scontentare nessuno riesce nell''ovvia impresa di scontentare tutti, presentando un testo contraddittorio. Nelle premesse della proposta di delibera, infatti, fa riferimento a una provincia depressa bisognosa di sviluppo e sottolinea che "la vincolistica ambientale" non può e non deve bloccare lo sviluppo e per questo propone "osservazioni" che permettano l''approvazione di quel "programma degli interventi" deliberato dal giunta Provinciale. Tutto bene quindi per Leonessa, il Terminillo e i sostenitori dello sviluppo? Tutto male per la sinistra e gli ambientalisti radicali? Sembrava così e invece Giocondi, incalzato dalle domande, mie, per avere garanzie che in un testo contorto fosse chiara la volontà della Provincia di perorare la causa dello sviluppo, e da quelle del Consigliere Pompei, che al contrario voleva sapere se Giocondi avesse rispettato l''accordo di stralciare, dalle osservazioni, la richiesta di sviluppo del versante Nord del Terminillo, ha ammesso che la richiesta di osservazioni che partirà dalla Provincia riguarderà solo i territori già interessati dagli impianti, stralciando lo sviluppo del versante Nord del Terminillo, quello dove c''è la neve, quello che ha i finanziamenti privati. Squallida la conversione "ad U" dell''assessore su un tema così importante per la Provincia di Rieti, non solo per Leonessa e per il Terminillo, squallida per contenuti e per metodo non avendo avuto il coraggio, il vice presidente, di pagare la "marchetta" ad una parte della sua maggioranza con un testo chiaro senza ombre; ombre che hanno costretto il Consigliere Pompei a votare contro la medesima delibera "Vorrei ma non posso" è quello che si legge nella piroetta fatta da Giocondi, rinnegando se stesso, le sue delibere passate, non avendo il coraggio di alzare la testa di fronte ad una parte della sua maggioranza ed alla Regione, facendo così eco al "vorrei ma non posso" che ripete da anni un Marrazzo entusiasta del progetto quando incontra i sostenitori dello stesso. Queste le risposte a un territorio che langue incartato in una crisi industriale irreversibile; queste le risposte ambigue inutili ed offensive di chi sa essere ottimo uomo di coalizione e pessimo uomo di territorio, in un territorio dove mai come in questo momento si sente l''esigenza di chi abbia il coraggio di smarcarsi da pressanti logiche politiche per battersi unicamente per la propria terra».

 

 

 31 luglio 2008

 

Occhi sull’Umbria Leonessa da tempo chiede di lasciare il Lazio per il Cuore Verde

Se il Comune di Leonessa non cambierà idea, come d’altronde non l’ha cambiata fino ad ora, i leonessani potrebbero essere chiamati al voto per decidere se passare o meno in Umbria già nel novembre prossimo. La corte di Cassazione ha, infatti, giudicato ammissibile la richiesta avanzata dal Comune di Leonessa di indire un referendum per chiedere ai residenti se vogliono trasferirsi nella regione confinante. Insomma le carte presentate dall’amministrazione comunale leonessana sono tutte in regola. La consultazione popolare si può fare ed ora è solo questione di date. Sarà infatti il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a decidere quando i leonessani andranno al voto: i periodi più probabili per lo svolgimento della consultazione sono novembre 2008 o aprile 2009. Se non si eviterà in qualche modo il voto, visto il clima che si respira a Leonessa, con la proposta di referendum passata all’unanimità già in consiglio comunale, il verdetto appare scontato: i cittadini, d’altronde, vogliono fortissimamente lasciare il Lazio e passare in Umbria. La decisione di proporre il referendum era arrivata nel gennaio scorso dopo la dura battaglia che l’amministrazione comunale di Leonessa, supportata dai cittadini ma anche dai sindacati provinciali, aveva condotto (e sta ancora conducendo) per vedere realizzato il progetto turistico per la costruzione di nuovi impianti sciistici nella parte Nord del Terminillo. Quella della Vallonina che ricade appunto nel territorio di Leonessa. Un progetto c’è, da tempo, ma ad oggi è irrealizzabile per la presenza di vincoli regionali in quell’area. Negli anni scorsi Leonessa ha provato in tutti i modi di manifestare il proprio disagio: gli incontri con la Provincia di Rieti, le manifestazioni alla Pisana, sede della Regione Lazio, gli appelli pubblici. Ed allora prima è arrivata la minaccia, poi la richiesta di referendum. Dopo un primo passaggio a vuoto in Cassazione (la corte, ricevuti gli atti dal Comune, ha contattato l’amministrazione locale chiedendo l’invio di una una documentazione ulteriore) è quindi arrivato il via libera. Se nessuno si muoverà Leonessa (e i suoi impianti sciistici?) si trasferiranno in Umbria. Ma non subito, perchè l’iter - anche se il referendum avverrà in tempi brevi è ancora molto lungo. Il sì dalla consultazione è fondamentale. Se arriverà c’è tutto un iter burocratico che prevede il passaggio della richiesta anche alle Camere

(Paolo Di Basilio "Corriere dell'Umbria"   31 luglio 2008)
 


 
Comunicato Stampa  30 luglio 2008

Bruttissima la pagina scritta ieri in Consiglio Provinciale dal vice Presidente Giocondi a proposito delle osservazione ai piani paesistici regionali. Era difficile riuscire a creare confusione, scontentare tutti e contemporaneamente rinnegare se stesso le proprie idee e le proprie delibere;eppure c’è riuscito. La delibera portata ieri in Consiglio era l’occasione per ribadire un concetto fondamentale sullo sviluppo del Terminillo e cioè che la vincolistica non può bloccare lo sviluppo e lo sfruttamento sportivo e turistico di una delle poche risorse della Provincia di Rieti. Era l’occasione per chiedere alla Regione di modificare il quadro normativo di riferimento per rendere possibile l’approvazione del Programma degli Interventi nel quale era ricompreso il progetto di Leonessa, il collegamento con il Terminillo e la costituzione del Parco: Programma approvato dalla giunta Melilli nel giugno del 2006 e giacente in Regione. Ma Giocondi nel tentativo equilibrista di non scontentare nessuno riesce nell’ovvia impresa di scontentare tutti, presentando un testo contraddittorio.   Nelle premesse della proposta di delibera, infatti, fa  riferimento ad una provincia depressa bisognosa di sviluppo e sottolinea  che “la vincolistica ambientale” non può e non deve bloccare lo sviluppo e per questo propone “osservazioni” che permettano  l’approvazione di quel  “Programma degli interventi” deliberato dal giunta Provinciale. Tutto bene quindi per Leonessa, il Terminillo ed i sostenitori dello sviluppo? Tutto male per la sinistra e gli ambientalisti radicali? Sembrava così ed invece Giocondi, incalzato dalle  domande, mie, per avere garanzie che in un testo contorto fosse chiara la volontà della Provincia di perorare la causa dello sviluppo, e da quelle del Consigliere Pompei, che al contrario voleva sapere se Giocondi avesse rispettato l’accordo di stralciare, dalle osservazioni, la richiesta di sviluppo del versante Nord del Terminillo, ha ammesso che la richiesta di osservazioni che partirà dalla Provincia riguarderà solo i territori già interessati dagli impianti, stralciando lo sviluppo del versante Nord del Terminillo, quello dove c’è la neve, quello che ha i finanziamenti privati. Squallida la conversione ad U dell’assessore su un tema così importante per la Provincia di Rieti, non solo per Leonessa e per il Terminillo, squallida per contenuti e per metodo non avendo avuto il coraggio, il Vice Presidente, di pagare la “marchetta” ad una parte della sua maggioranza con un testo chiaro senza ombre; ombre che hanno costretto il Consigliere Pompei a votare contro la medesima delibera! ”Vorrei ma non posso” è quello che si legge nella piroetta fatta  ieri da Giocondi,  rinnegando se stesso, le sue delibere passate, non avendo il coraggio di alzare la testa di fronte ad una parte della sua maggioranza ed alla Regione, facendo così  eco al  “vorrei ma non posso” che ripete da anni un Marrazzo entusiasta del progetto quando incontra i sostenitori dello stesso. Queste le risposte ad un territorio che langue incartato in una crisi industriale irreversibile; queste le risposte ambigue inutili ed offensive di chi sa essere ottimo uomo di coalizione e pessimo uomo di territorio, in un territorio dove mai come in questo momento si sente l’esigenza di chi abbia il coraggio di smarcarsi da pressanti logiche politiche per battersi unicamente per la propria terra. Vedremo ancora Giocondi, Melilli e la sua maggioranza sfilare davanti a lavoratori licenziati da fabbriche ormai senza scampo, li sentiremo ancora dare ricette astratte sul   futuro per la nostra provincia, li ascolteremo ancora fare conversioni  pericolose, da ritiro della patente, come sull’acqua ed il Terminillo, ma avranno comunque portato a casa il bene più prezioso, il loro bene più prezioso, la compattezza di una coalizione contraddittoria e conflittuale e su questo, e solo su questo, il giudizio non potrà che essere positivo.

     Il Consigliere Provinciale Paolo Trancassini

 

 17 giugno 2008

Trancassini all'attacco "Addio impianti di sci" - Leonessa II consigliere provinciale Paolo Trancassini va all'attacco "Addio agli impianti di sci"- L'ex sindaco: tutta colpa delle norme regionali . LEONESSA - Impianti sciistici sulla Vallonina addio. Una norma regionale scritta dall'assessore Filiberto Zaratti estende il divieto di impianti di risalita anche nelle aree ricadenti nelle cosidette zone protette speciali  dove sono in corso dì approvazione dei progetti. Insomma il caso di Leonessa dove nei mesi scorsi - anche a causa di questo dei rallentamenti su questo progetto - si è arrivati a chiedere il referendum per passare con l'Umbria. A farsi portavoce del malcontento rispetto alle misure varate dalla Regione per le zone protette speciali dei Monti Sabini è stato ieri, durante la seduta del Consiglio provinciale, il consigliere di opposizione Paolo Trancassini (An) durante la presentazione di una propria interrogazione. "L'assessore regionale Filiberto Zaratti ha messo fine al progetto di realizzazione del comprensorio sciistico di Leonessa con una norma che contraddice addirittura quanto deciso dall'ex ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio", ha tuonato capogruppo di Alleanza nazionale "Nel 2007 - ha continuato Trancassini - un Decreto ministeriale ha vietato la costruzione di impianti di risalita all'intemo delle zps, prevedendo, però, che fossero fatti salvi i progetti che fossero in corso di approvazione.- L'assessore Zaratti, con norma regionale, ha cancellato quella previsione e ha di fatto reso impossibile la costruzione del comprensorio di Leonessa. Non si sono limitati a recepire il decreto, ma sono andati oltre, ampliando le restrizioni. Quello che aggrava ancor di più tale situazione - prosegue - è anche l'atteggiamento dell' assessore Zaratti. Infatti, il giorno prima dell'incontro con i sindaci per discutere le zps ha previsto questa norma senza che noi ne fossimo a conoscenza. Tutto ciò a dispetto delle assicurazioni avute in precedenza sull'argomento rilasciate dal presidente della Regione, Piero Marrazzo e dai consiglieri regionali, Massimi e Perilli". Le zps secondo Trancassini "hanno ormai perso il loro senso originale, degenerando in previsioni che contraddicono anche la stessa cultura politica dalla quale provengono.La loro perimetrazione è allucinante - spiega il consigliere Trancassini - si è arrivati al paradosso che per attuare le zone a protezione speciale si mette a rischio la costruzione di un impianto eolico nei pressi di Rivodutri. Si parla di potenziamento di energie alternative e poi lo stesso schieramento politico che lo invoca lo rende inattuabile. Con la nuova delibera sulle zps, infatti, è impossibile innalzare gli impianti eolici perchè causa di pericolo per la fauna". Tra l'altro la delibera vieta, secondo il capogruppo, l'eliminazione di siepi e filari, la pratica dello spietramento, l'arrampicata sportiva e l'utilizzo di sommità, pareti e scarpate. Addirittura si fa divieto di avvicinarsi a una distanza inferiore ai 500 metri a pareti e scarpate. Reference date : 17/06/08 Data :17/06/08 09.23
 

 

 15 giugno 2008

Nuovo impianto a Campo Stella - Sci, nuovo impianto a Campo Stella Una pista innevata LEONESSA -Il presidente della Provincia, Fabio Melilli, e il sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede la sostituzione dell'impianto di risalita a fune della stazione sciistica di Campo Stella. L'amministrazione comunale concederà al Comune di Leonessa un finanziamento pari a 1,1 milione di euro per 'acquisto dello stesso impianto che andrà a sostituire quello esistente, ormai obsoleto. Il protocollo d'intesa prevede, inoltre, che la Provincia darà tempestivamente incarico tecnico per sviluppare l'offerta turistica di Campo Stella, di concerto con il Comune leonessano, attraverso strumenti di ampliamento del bacino sciistico che verranno sottoposti all'approvazione della Regione Lazio. L'offerta turistica verrà migliorata anche coinvolgendo maggiormente i versanti ricadenti nei comuni di Cantalice e Rieti, nell'ottica di un migliore posizionamento delle strutture già esistenti.

 

Comunicato Stampa Consigliere Provinciale AN Paolo Trancassini  15 giugno 2008

“L'assessore regionale Filiberto Zaratti ha messo fine al progetto di realizzazione del comprensorio  sciistico di Leonessa con una norma che contraddice addirittura quanto deciso dall'ex ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio”. Lo ha dichiarato Paolo Trancassini, capogruppo di Alleanza nazionale alla Provincia di Rieti, illustrando la propria interrogazione sulle misure di conservazione delle Zps dei monti Reatini durante il consiglio provinciale odierno.

            “Nel 2007 – continua Trancassini – un decreto ministeriale ha vietato la costruzione di impianti di risalita all'interno delle zps, prevedendo, però, che fossero fatti salvi i progetti che fossero in corso di approvazione. L'assessore Zaratti, con norma regionale, ha cancellato quella previsione e ha di fatto reso impossibile la costruzione del comprensorio di Leonessa. Non si sono limitati a recepire il decreto, ma sono andati oltre, ampliando le restrizioni. Quello che aggrava ancor di più tale situazione - prosegue - è anche l'atteggiamento dell'assessore Zaratti. Infatti, il giorno prima dell'incontro con i sindaci per discutere le zps ha previsto questa norma senza che noi ne fossimo a conoscenza”. Tutto ciò a dispetto delle assicurazioni avute in precedenza sull'argomento rilasciate dal presidente della Regione, Piero Marrazzo e dai consiglieri regionali, Massimi e Perilli”.

            Le zps hanno ormai perso il loro senso originale, degenerando in previsioni che contraddicono anche la stessa cultura politica dalla quale provengono.

            “La loro perimetrazione è allucinante – spiega il consigliere Trancassini – si è arrivati al paradosso che per attuare le zone a protezione speciale si mette a rischio la costruzione di un impianto eolico nei pressi di Rivodutri. Si parla di potenziamento di energie alternative e poi lo stesso schieramento politico che lo invoca lo rende inattuabile. Con la nuova delibera sulle zps, infatti, è impossibile innalzare gli impianti eolici perché causa di pericolo per la fauna. Inoltre, e questo palesa la mancanza di concertazione con la Regione, prima di elaborare le zps si è disattesa la direttiva Habitat che impone di stilare un quadro conoscitivo delle realtà socio economiche del territorio prima di inserirle nelle zps. Questi studi sono fondamentali per permettere la compatibilità tra attività umane e zps. E questo non è stato fatto”. Tra l'altro la delibera vieta l'eliminazione di siepi e filari, la pratica dello spietramento, l'arrampicata sportiva e l'utilizzo di sommità, pareti e scarpate. Addirittura si fa divieto di avvicinarsi a una distanza inferiore ai 500 metri a pareti e scarpate.

 

  15 giugno 2008

La Provincia ha stanziato un milione e centomila euro. La seggiovia sarà sostituita Nuovo impianto per Campo Stella Leonessa Previsto anche l'ampliamento del bacino sciistico per attrarre turisti . In attesa di una svolta per il megaprogetto sciistico sul versante Nord del Terminillo, Leonessa porta a casa «nuovi» impianti per Campo Stella. Infatti il presidente della Provincia Fabio Melilli e il sindaco della cittadina dalla bandiera arancione Alfredo Rauco, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede la sostituzione del vecchio impianto di risalita a fune del comprensorio di Campo Stella giunto ormai al termine del proprio ciclo vitale. Per la sostituzione dell'impianto il Comune di Leonessa riceverà da Palazzo d'Oltre Velino un finanziamento pari a 1 milione e 1OOmila euro. Inoltre nel protocollo è previsto l'affidamento di un incarico tecnico al fine di sviluppare l'offerta turistica del comprensorio attraverso strumenti di ampliamento del bacino sciistico che verranno sottoposti all'attenzione della Regione.Una decisione che tenta di soddisfare sia le richieste del Comune - che aveva proposto la sostituzione dell'impianto obsoleto con uno nuovo - sia del Comitato Campo Stella che aveva auspicato un «progetto di sviluppo più generale». Soddisfatto il sindaco Rauco che, oltre a ringraziare Melilli, sottolinea «l'importanza vitale di questo finanziamento per Leonessa visti i tempi, ristretti in previsione dall'apertura della prossima stagione sciistica. Ora dovremo espletare in fretta tutti gli atti per procedere all'acquisto, al posizionamento e al collaudo dell'impianto così da essere pronti per l'inverno». Marco Fuggetta
 

  15 giugno 2008

Stanziati da Palazzo d'Oltre Velino i fondi per il rinnovamento del sito sciistico - LEONESSA, firmato il protocollo per lo sviluppo e l'ampliamento dell'offerta turistica di Campo Stella. Il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli e il sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa che prevede la sostituzione dell'impianto di risalita a fune della stazione sciistica di Campo Stella. La Provincia concederà al Comune di Leonessa un finanziamento pari a 1,1 milioni di euro per l'acquisto dello stesso impianto che andrà a sostituire quello esistente ormai obsoleto. La Provincia darà tempestivamente incarico tecnico per sviluppare l'offerta turistica di Campo Stella, di concerto con il Comune di Leonessa, attraverso strumenti di ampliamento del bacino sciistico che verranno sottoposti all'approvazione della Regione Lazio. L'offerta turistica verrà migliorata anche coinvolgendo maggiormente i versanti ricadenti nei comuni di Cantalice e Rieti nell'ottica di un migliore posizionamento delle strutture già esistenti.

 

 29 maggio 2008

Leonessa. Annullata la sentenza di Rieti Discarica di Valle Foglia, Trancassini e Rauco assolti in Corte d'Appello In primo grado, a Rieti, la sentenza era stata pesante: il sindaco e l'ex sindaco di Leonessa, Alfredo Rauco e Paolo Trancassini erano stati condannati a 7 mesi e 10 giorni di arresto oltre a 35mila euro di ammenda (Rauco) e a 5 mesi e 10 giorni di arresto nonché a 25mila euro di ammenda (Trancassini), accusati di danneggiamento ambientale e violazione della legge sullo smaltimento dei rifiuti. Ieri la Corte d'Appello ha ribaltato quella sentenza del 6 giugno dello scorso anno e ha assolto i due imputati "perché il fatto non sussiste", così come aveva chiesto anche la procura generale. Di quel processo, l'unica condanna resta perciò quella riportata da Giandomenico Rosati, responsabile della cooperativa che curava il trasferimento dei rifiuti nella discarica, condannato a 4 mesi di arresto e a 1721 euro di ammenda, sentenza contro la quale l'imputato non aveva proposto appello. Il colpo di spugna dei giudici di secondo grado ha chiuso quindi una vicenda che non poche polemiche aveva suscitato a Leonessa e legata alla discarica di Valle Foglia, dove 11 Comune aveva autorizzato il trasferimento dei rifiuti solidi urbani, e rimasta in funzione da venticinque anni. A dare il via alla fase giudiziaria furono invece, nel 2004, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico, dopo un esposto presentato dal Comune di Monteleone di Spoleto in seguito all'inquinamento del torrente Vorga, un corso d'acqua che parte dal territorio leonessano per finire in quello umbro dove i. liquami provenienti dalla discarica abusiva, una volta trasportati a valle, finivano infatti per disperdersi nei terreni. L'inchiesta accertò comunque che Valle Foglia non godeva di alcuna autorizzazione da parte della Regione e neppure il depuratore che il Comune aveva fatto costruire, era in grado di filtrare i residui. 'ó Per Trancassini e Rauco, difesi dall'avvocato lerardi di Roma, "La sentenza rende giustizia al nostro operato di sin-daci, perché non c'è mai stata da parte nostra la volontà di perseguire attività illegali, ma solo quella di garantire il servizio di raccolta".                                                      M.Cav. ("Il Messaggero" 29 maggio 2008).

 

Provincia di Rieti   28  Maggio 2008

L’assessorato alle infrastrutture della Provincia di Rieti rende noto che ha sollecitato la Regione Lazio affinché acquisisca da parte dell’Anas la necessaria autorizzazione per l’intervento sulla strada regionale 521 (Rieti, Morro Leonessa). Il Dipartimento del territorio della Regione, ha nel frattempo chiesto autorizzazione all’Anas per intervenire ad eliminare delle viziosità planimetriche del fondo stradale. <<Grazie all’interessamento del consigliere Regionale Anna Maria Massimi – dichiara l’Assessore alle infrastrutture della Provincia di Rieti Rufino Battisti – stiamo verificando la possibilità di ottenere un finanziamento straordinario che ci consentirà di mettere in sicurezza un tratto di strada, che soprattutto nel periodo invernale, non assicura una percorribilità agevole e che è importante per il collegamento tra il capoluogo e Leonessa. La Provincia porrà la massima attenzione sugli sviluppi dell’iter procedurale tra Anas e Regione Lazio

 

  23 Maggio 2008

LA SABINA è un luogo di grande, fascinosa, ancora in gran parte intatta bellezza, tutta da visitare. Per una gita nella quiete e nella natura, Leonessa, adagiata su un altopiano circondato dalle montagne è una sosta a tutto tondo. Il borgo è quieto sereno, con antiche case, chiese tutte da scoprire e una bella fontana farnesiana . La sosta golosa è in un piccolo ristorante proprio sulla via principale, autentico avamposto di cucina "doc". Al Leond'Oro (Corso San Giuseppe 120 - tel. 0746.923320). L'ambiente è raccolto, la brace garantisce genuinità di cotture delle ottime carni locali, mentre l'esordio è affidato a ottimi crostini e salumi. Tutto da godere il capitolo primi: gnocchi in vati modi, ma sempre preparati con le saporite patate di Leonessa, buone paste di casa, e ottima polenta. A seguire oltre le carni dell'altipiano alla brace (i golosi non manchino una sosta alla Macelleria Nicoli, sempre in corso San Giuseppe al n.111, con abbacchi, castrati, vitellone, tutti animali allevati allo stato semi-brado in montagna), prima di concludere con dolci di antica golosità, dalle crostate con frutta selvatica, a una riuscita combinazione di ricotta e miele. Ancora, per restare al formaggio, da non perdere un passaggio nella vicina frazione di Albaneto da Domenico Stocchi (tel.0746925056), un autentico guru della qualità, oltre che promotore del Festival della Transumanza, che si tiene ogni agosto sul Terminello. Impedibili la sua ricotta, ma anche gli squisiti pecorini affinati in grotta e in cantina.
Insomma una bella occasione per conoscere Leonessa e organizzare una visita per fine giugno a San Pietro, quando si disputerà lo storico Palio del Velluto, una scenografica festa di piazza, col coinvolgimento di tutta la città e i suoi sestieri.


giacomo.dente@ilmessaggero.it
 

 

  8 Maggio 2008

Campo Stella a rischio chiusura - Ieri l'incontro tra il Comune di Leonessa e i gestori degli impianti. Nulla di certo per gli impianti di Campo Stella dopo il primo incontro sul futuro delle strutture leonessane tenutosi ieri in Provincia. Le opzioni sul tavolo sembrerebbero essere due. La prima fornita dal Comune, proprietario degli impianti, che propone l'acquisto di una struttura del costo di circa un milione e mezzo di euro da riposizionare sul comprensorio al fine di scongiurare la chiusura degli impianti che avverrebbe a fine anno a causa del termine del cicio vitale degli stessi. La seconda e invece la proposta dal Comitato CampoStella che preferirebbe puntare da subito su un «progetto di sviluppo più generale. Questo comporterebbe però un allungamento dei tempi in quanto bisognerebbe prima trovare i fondi, intorno ai 7 milioni di euro, poi effettuare i lavori ed inevitabilmente alla fine dell'anno Campo Stella chiuderebbe. «Per noi e meglio chiudere un anno avendo garanzie però di una ristrutturazione complessiva» commenta Felici del Comitato, mentre gli amministratori leonessani con Trancassini si dicono «contenti che finalmente gli imprenditori di Leonessa si interessino di questi problemi». In attesa di sviluppi, secondo quanto riferito da Felici, il Presidente provinciale Fabio Melilli dovrebbe sondare il campo in Regione per sapere se una parte dei 2 milioni di euro annunciati qualche mese fa dalla Pisana per le stazioni sciistiche regionali possa essere a disposizione di Campo Stella. (Marco Fuggetta )

 

  6  Maggio 2008

Leonessa insiste: "Meglio l'Umbria" -   Rallenta il cammino di Leonessa verso la tanto sognata Umbria.Ieri doveva essere il gran giorno del deposito degli atti per richiedere il referendum presso la Corte di Cassazione, invece 1'appuntamento slitterà  di qualche settimana. Il Comune,messo al corrente di un probabile vizio di forma contenuto nella delibera del Consiglio comunale che ha data il via libera all'iter,ha deciso di aspettare. "Un rischio - spiega il sindaco Alfredo Rauco - era quello di vedersi bocciare1'istanza solo per una formalita".La formalità di cui parla il primo cittadino e legata alla  tempistica con la quale e stata messa ai voti la delibera. Insomma non sareb-bero stati rispettati tutti i passaggi che la legge impone. Risultato?, L'amministrazione comunale, dopo il confronto in Cassazione e un consulto con il proprio legale, ha deciso di aspettare ancora un po' e di riportare la delibera, questa volta redatta nella forma corretta, in consiglio comunale. "Ma - avverte e precisa Rauco - nessuno si illuda, non torneremo indietro. Prima possibile la delibera tornerà in Consiglio, poi prenderemo un nuovo appuntamento in Cassazione per depositare tutti gli atti. I leonessani vogliono il referendum e referendum sarà". La discussione della delibera "corretta" potrebbe essere fissata entro maggio e per l'estate 1'amministrazione vuole tornare a Roma con tutte le carte in regola. A quel punto dipenderà dalla Cassazione: se si pronuncerà in fretta forse si potrà votare a novembre altrimenti si arrivera (più probabile) alla primavera del 2009. Sulle ragioni che hanno portato Leonessa a chiedere un referendum per lasciare Rieti il sindaco Rauco appare più convinto di due mesi fa quando venne votatala delibera del Consiglio. "Da allora - dice il primo cittadino - non abbiamo riceyuto  nemmeno una telefonata dagli uomini politici della Regione. Fanno eccezio-ne solo i consiglieri Anna Maria Massimi e Mario Perilli con cui ho avuto un incontro e che si erano impegnati a prendere in esame le nostre richieste. Ma da allora nulla. Anzi, qualcuno ci ha fatto sapere che gli impianti sulla Vallonina non si possono fare". (Paolo Di Basilio)

  6 Maggio 2008

A Leonessa progetto del comitato -  "Campo Stella" al bivio:  nuova vita all' impianto di sci oppure la chiusura diventa inevitabile. Nuovo sviluppo, almeno sulla carta, per gli impianti sciistici di Leonessa. Sabato scorso il"Comitato impianti Campo Stella" ha presentato a turisti e residenti il piano di ristrutturazione del comprensorio sciistico di "Campo Stella", situato sul versante nord del Terminillo. Il progetto, cosi come il comitato, e nato dall'esigenza di dare nuova vita a un impianto che sia per la vetustà, che lo rende ormai prossimo alla chiusura totale, sia per le ridotte dimensioni, necessita ormai inderogabilmente di una globale ristrutturazione. L'idea è quella di riallocare per quanto possibile gli impianti sui percorsi esistenti e, solo dove necessario, intervenire con qualche piccola modifica che inciderà solo marginalmente sull'ambiente. II progetto,che .non è sostitutivo di quello presentato a suo tempo dalla società  Isic che riguarda il versante nord della Vallonina ed è ad oggi al vaglio della Regione Lazio, tende ad integrare le realtà esistenti di Campo Stella e del Terminillo sposandosi con il progetto di collegamento redatto e finananziato dalla Provincia di Rieti. Soddisfazione per il progetto è stata espressa dal presidente del Comitato, Rauco Massimo, e da tutto il direttivo per il risultato ottenuto nei pochi mesi di vita. Il comitato si augura ora una collaborazione concreta tra le istituzioni interessate, primo fra tutti il Comune di  Leonessa proprietario degli impianti, affinchè in breve tempo si possa giungere ad un comprensorio che funga da traino per il turismo invernale e per 1'economia della zona. «Essenziale - spiega Rauco - è non lasciarci sfuggire le opportunità di finanziamcnto dell'opera attingendo sia alla dichiarata disponibilità della Regione Lazio e della Provincia di Rieti che dai finanziamenti europei specificamente previsti». Alia fine della presentazione pubblica del progetto sono state ricordate le prossi me scadenze nel calendario del comitato: 1'incontro di lavoro tra Regione Provincia e Comune di Leonessa che si terra domani in Provincia proprio per parlare di questo progetto ed il prossimo sopralluogo da parte della società Ccm che, su invito del comitato, verrà gratuitamente a Leonessa per effettuare un sopralluogo utile adottenere consigli sull'ottimizzazione delle risorse e lo sfruttamento delle potenzialità che la zona offre. Il tutto sempre con 1'occhio attento a minimizzare 1'impatto ambientale in una zona di pregio come quella del versante nord del Terminillo. A seguire si sono tenute le elezioni del direttivo e i partecipanti al comitato hanno eletto Massimo Rauco, Mario Felici, Danilo Rauco, Pierluigi Coppari, Massimo Pettinelli, Giuseppe Rauco, Giancarlo Falconi, GetullioVesperini, Giovanni Lucci Cordisco e Valter Di Valerio.

 

Franco Bonelli  4 Aprile 2008

Riceviamo dal nostro Capo Redattore  e volentieri pubblichiamo.

La Redazione

Spett.le Redazione,

recentemente nella rassegna stampa del sito è stato riportato il testo di un articolo da me originariamente scritto per il periodico RM Borbona. (Qui l'articolo)

Nell’articolo riportavo alcune considerazioni sulla vicenda dell’arcinoto progetto per l’ampliamento del bacino sciistico leonessano.

Certamente non potevo immaginare che il solo citare l’inerzia decisionale delle amministrazioni provinciale e regionale e,soprattutto, l’esprimere un plauso per la straordinaria prova di unità cittadina che la maggioranza e la minoranza dell’amministrazione comunale hanno di recente dimostrato , potesse farmi diventare oggetto di una missiva che è difficile non definire intimidatoria e,direbbe qualcuno, di marca prettamente “fascista”.

Non c’è stata infatti una pubblica replica sulla stampa, ma ho ricevuto al mio domicilio di Roma una lunga missiva contenente un “invito” pressante  a non occuparmi delle cose leonessane , invito ovviamente anonimo, a meno che non si voglia definire firma la scritta apposta in calce, in rigoroso  carattere stampatello , che recita “Innamorati della nostra città”.

Preferisco non inoltrarvi il testo della missiva che potrebbe anche essere il frutto di un momento di follia d’amore non certo indirizzato a  Leonessa!

A volte la politica si esprime con questi metodi, ma mi auguro che almeno le giovani generazioni riescano a distinguere la differenza tra opinioni legittimamente divergenti e minacciosa faziosità!

Grazie per l’ospitalità e buon lavoro!

Franco Bonelli

 

27 Marzo 2008

DITE LA VOSTRA «Con l'Umbria per scuotere l'indolenza del Reatino» Una delle nostre cittadine più caratteristiche e dotate dalla natura. Leonessa, si sente abbandonata dalla Provincia e ha già deliberato un referendum per aggregarsi all'Umbria. La Provincia è naturalmente contraria, sbagliando come al solito, perché potrebbe approfittare dell'occasione per trasferirsi anch'essa, armi e bagagli, visto che è trascurata e quasi ignorata, tranne in periodo elettorale, dalla Regione. Non è una provocazione ma la constatazione di una dura realtà, poiché da qualche lustro è iniziato il nostro declino che sta scivolando inesorabilmente verso la recessione. Molti comuni sono a rischio d'estinzione, Rieti la stanno depredando di tutto e contiamo ben poco nel Lazio. L'Umbria, che ha solo due province, forse ci valuterebbe molto di più, ci scuoterebbe dall'indolenza e probabilmente ci doterebbe delle oniriche infrastrutture. strade e ferrovia, indispensabili per un rilancio. Sarebbe un ritorno alle origini perché fino al 1927 la Sabina era provincia di Perugia e la zona confinante dell'Umbria, tra Norcia e Spoleto, è stata popolata dai Sabini. Prima o poi Roma vorrà allargarsi nell'area metropolitana perlomeno fino a Fara Sabina, a est qualcuno vuole passare alle Marche e qualche altro si sente abruzzese: c'è pericolo di uno smembramento della nostra Sabina, stavolta senza ritorno. Insomma sarebbe una secessione da prendere in seria considerazione se non fosse che, per la nostra critica situazione, o piuttosto improbabile che l'Umbria ci accolga. Certo, scelte ed errori madornali ne sono stati fatti tanti: se con tutti quei miliardi sprecati per la galleria Colle Giardino, si ammodernava la Salaria da Rieti a Passo Corese e se il Nucleo industriale...Ma sarebbe un discorso troppo lungo. Forse se ne riparlerà. (Roberto Civetti)

 

Paolo Tancassini (An)  20 Marzo 2008

                                                                              Al Presidente della Giunta        Dott. Fabio Melilli 

                                                                              Al Presidente del Consiglio       Dott. Giosuè Calabrese

                                                                              Al Presidente  VII Commissione    Cons. Paolo Camici

                                                                               All'Assessore  Giacomo Marchioni

                                                                                                                           S E D E 

                                                               p.c.         Al Presidente della Regione Lazio

                                                                              Dott. Piero Marrazzo  

                                                                             Al Consigliere Regionale Mario Perilli      Al Consigliere Regionale Anna Maria Massimi    Al Consigliere Regionale Antonio Cicchetti

                                                                              Ai Sig.ri Sindaci di :

                                                                             Cantalice    Castel S.Angelo  Cittaducale     Leonessa         Micigliano      Morro Reatino      Poggio Bustone   Rivodutri                                                                    

                                                                              LORO SEDI

                                                                             Organi d'Informazione

 Facendo seguito alla riunione tenutasi in Provincia ieri, 19 marzo 2008, relativa al piano di gestione Provinciale dei SIC e ZPS, nella quale tra l'altro abbiamo appreso della proposta di disincentivare l'escursione a piedi nelle nostre montagne per non disturbare il picchio dal dorso bianco,  ribadisco l'esigenza di convocare,  con cortese urgenza, l'apposita commissione al fine di adottare, insieme ai Sindaci interessati, un documento nel quale chiedere alla Regione Lazio ed al Ministro dell'Ambiente, di rivedere tutta la recente normativa ambientale che penalizza pesantemente il nostro territorio.       

                                                                                           Il Capogruppo di A.N.

                                                                                       Consigliere Paolo Trancassini

 

 13 Marzo 2008

Il  "No" dell'assessore regionale Zaratti agli impianti di sci in Vallonina raggiunge Paolo Trancassini a Cortina dov'è in settimana bianca. «La faccio semplice, come me l'ha messa mia figlia Alice: perché qui fare nuovi impianti, costruire nuove baite e rifugi è possibile e da noi no?». Perché le leggi che reggono vincoli e tutela ambientale non lo consentono: «Io non credo che sia così - dice il vicesindaco di Leonessa e capogruppo di An in Provincia - io credo che i veri vincoli siano politici e leghino il presidente Melilli e il suo vice Giocondi, che pure avevano fatto loro il nostro progetto per la Vallonina, a fare un discorso più di coalizione che non di territorio. Altrimenti non mi spiego le rassicurazioni di Marrazzo e dei consiglieri regionali Perilli e Massimi. Sia chiara una cosa: se tramonta il discorso degli impianti lo stesso accadrà con il parco. E se fin qui a protestare siamo andati a Roma con gli sci e i battipista, ora ci andremo con gli allevatori e i loro animali». In Regione sono avvisati.

 12 Marzo 2008

 L'assessore Zaratti boccia i piani di sfruttamento sponsorizzati dal Comune di Leonessa e dalla Provincia - Vallonina senza sci, lo dice la Regione - Porte aperte invece allo scavalco tra i due versanti e alle piste di Cantalice - Insieme alla nevicata attesa per Natale ma buona anche per Pasqua, al Terminillo sembra arrivata la parola fine ai piani di sfruttamento sciistico della Vallonina, sponsorizzati dal Comune di Leonessa e fatti propri dalla Provincia. A ripetere ancora lunedì sera «che quell'operazione lassù non si può fare e non perché i Verdi o la Sinistra arcobaleno direbbero di no ma perché è la legge, nazionale e comunitaria, a vietarlo» è stato l'assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti. «Semmai - ha detto Zaratti - aspetto di poter condividere con gli enti locali e con i privati che vorranno farlo, proposte di cose concrete da fare e da fare subito: ne abbiamo già discusso in incontri operativi con la Provincia, nella finanziaria regionale c'è un finanziamento di 3 milioni di euro che aspetta solo di essere utilizzato. E quando dico cose concrete non mi riferisco a semplici bonifiche di vecchi impianti, pure necessarie. Lo scavalco tra i due versanti, impegnativo sotto molti punti di vista, è tra queste cose concrete che si può fare. Le piste su Cantalice pure». Avviarsi su questa strada significa mandare in archivio il Terminillo Supersky, presentato alla Regione dalla Provincia nel giugno 2006? Zaratti non lo dice ma lo lascia intendere. -Al contrario in Provincia pure essendosi finalmente messi al lavoro su una serie di "opere cantierabili" (tra queste anche il rilancio degli impianti leonessani di Campostella e soprattutto il restyling della Cardito Nord, uno degli impianti più importanti del Terminillo, chiuso ormai da due stagioni) nessuno mette la faccia e la firma sotto l'archiviazione del "faldone Vallonina". «E perché mai? - dice il presidente Fabio Melilli - mentre lavoriamo sulle opere che possono essere fatte presto continuiamo a insistere su procedure assai più complesse come lo sono quelle che investono zone tutelate come sic: prima o poi ci arriveremo. Di mettere una parola fine proprio non me la sento». Nemmeno di fronte alla constatazione dell'assessore regionale che quegli interventi proprio non si possono fare? «Non c'è niente che non si possa fare: se ci sono norme che ostacolano certi processi si può vedere come superarle». Leonessa, insomma, porti pazienza. Viceversa dev'essere per davvero tornato nel cassetto il progetto di fare un Consorzio tra i comuni del Terminillo almeno per cominciare a gestire in forma associata un po' di servizi pubblici. Lanciata dal sindaco di Cittaducale Falcone d'intesa con l'assessore comunale reatino Costini, è sparita da agende e discussioni. Pronta ad essere rispolverata magari la prossima stagione. ( ALESSANDRA LANCIA )

RM  Marzo 2008

Leonessa, una città offesa...

Una pagina storica quella scritta da Leonessa mercoledì 30 gennaio 2008!

Il Consiglio Comunale ha deliberato all’unanimità l’indizione del referendum popolare per il distacco dal Lazio e la conseguente annessione all’Umbria.

Certo,in un periodo nel quale la politica nazionale mostra uno spettacolo a dir poco squallido,Leonessa ed i suoi rappresentanti politici hanno offerto una eccezionale immagine di unità che traguarda esclusivamente l’ obiettivo di sviluppo del nostro altipiano. Complimenti quindi alla tenacia di un Sindaco, Alfredo Rauco, che,insieme ad una maggioranza coesa ed ad una minoranza libera dai condizionamenti di schieramento,sta combattendo una battaglia di grande efficacia e ciò non solo per ottenere le autorizzazioni allo sviluppo della propria montagna,ma per riaffermare il diritto dell’uomo a governare il territorio in cui vive.

Ripercorrere la storia di questa vicenda serve a comprendere come funziona la politica in Italia e la provincia di Rieti e la Regione Lazio non fanno purtroppo eccezione.

Quando infatti Leonessa nei mesi passati  espresse l’intenzione di cambiare regione ci si poteva aspettare che qualcuno dei rappresentanti provinciali o regionali mostrasse una sia pur minima reazione. E ciò sarebbe stato politicamente ed economicamente saggio. Leonessa infatti rappresenta il fiore all’occhiello del turismo reatino.La sua storia, le sue bellezze artistiche,il suo vivacissimo mercato immobiliare,le sue manifestazioni di rilevanza nazionale,la sua peculiarità dal punto di vista religioso rischiano di andarsene dal Lazio?

Cosa fanno la Provincia e la Regione per evitare tutto questo?

Nulla perché le alchimie politiche hanno tolto qualsiasi capacità di manovra e di iniziativa a questi elefanti amministrativi. D’altronde nel corso di un recente contradditorio radiofonico con il consigliere provinciale Trancassini il Presidente Marrazzo aveva condiviso le motivazioni della protesta leonessana confessando di essere “impantanato” in condizionamenti di natura politica mentre ,a valle della decisione leonessana, ci sono state alcune dichiarazioni politiche tradizionalmente vacue :  Anna Maria Massimi, consigliere regionale del Pd e originaria di Leonessa “questa è chiaramente una sfida posta dal consiglio comunale” (mah!!) e ancora Mario Perilli,consigliere regionale Pd, “Non so se in Umbria conoscano o meno questa volontà di Leonessa. Ho avuto modo di dire al Sindaco di Leonessa di seguitare a lavorare per un progetto di rilancio del comprensorio del Terminillo affinché possa essere approvato dalla Regione Lazio”(un po’ poco dopo anni di attesa!).

Tutto questo alla faccia dell’interesse delle nostre popolazioni!

Il ruggito di Leonessa,come ha definito la vicenda il quotidiano Libero,è la giusta reazione di una città offesa,ma orgogliosamente unita!

Franco Bonelli                 (Torna da capo)

MONDO SABINO  26 Febbraio 2008

Alla fine di gennaio è stata approvata ad unanimità dal consiglio comunale di Leonessa, la richiesta di un referendum per lasciare la provincia di Rieti, e quindi il Lazio, e passare alla regione Umbria. Questa forte iniziativa era stata annunciata dall'ex sindaco Trancassini, dopo la mancata approvazione dell'emendamento  sulla modifica della legge regionale sui piani paesistici, ritenuto dall'esponente di An fondamentale per avviare il progetto per la costruzione degli impianti sciistici Leonessa-Terminillo; naturalmente questa vicenda ha provocato una lunga querelle di dichairazioni. "I cittadini di Leonessa" ha sostenuto Marrazzo, governatore del Lazio, "devono rimanere laziali e io mi impegno affinchè riescano   a percepire l'attenzione cha la Regione ha nei loro confronti". Il sindaco Alfredo Rauco ammette che "è stata una decisione sofferta e dolorosa, scaturita da una serie di episodi negativi da parte della Provincia di Rieti e della Regione Lazio, che ci hanno fatto capire che non ci sopportano; siamo stati abbandonati sulla viabilità, sulla sanità e soprattutto sulla nostra iniziativa di realizzazione di impianti di risalita che può rilanciare l'economia non solo di Leonessa, ma di tutta la provincia di Rieti. La popolazione è tutta con noi, i cittadini ci sostengono". Da sottolineare, in effetti la compattezza del consiglio comunale su questo provvedimento. Il capogruppo di opposizione Boccanera:" Non possiamo non condividere l'importanza dell'evento, che avevo già proposto nel 1997. Sia chiaro, che questo non deve essere un discorso pre-elettorale perchè parliamo di un problema reale e serio, e non di destra o di sinistra". Non è dello stesso parere  il vice presidente provinciale Giocondi, che ritiene questa, una azione prettamente politica orchestrata da An. "E' scorretto buttarla in politica" risponde Rauco a Giocondi, "sono due anni che lavoriamo su questo progetto; mi dispiace, la sera del voto io sono stato in attesa di almeno una telefonata anche dall'ultimo portaborse della Regione...qui la popolazione è stremata". Ha preso decisamente a cuore la faccenda di Leonessa, il capogruppo alla Regione dei Socialisti Riformisti Rubilotta, che precisa "non servono le parole di Marrazzo, ma i fatti: occorre rivedere la perimetrazione della zona Zps e Sic e cancellare la norma di divieto alla sciovia di Leonessa". Questa impostazione sembra approvata anche dagli esponenti sindacali : per Pescetelli (Cisl) " vanno chiariti i vincoli esistenti", mentre Di Berardino (Cgil) suggerisce che "il problema si risolve combattendo, e non scappando, ma a questo punto la Regione deve venire subito quello che si può fare sul Terminillo". I consiglieri Massimi e Perilli all'accusa di "latitanza della Regione" sostenuta da Costini replicano: "Noi rispondiamo con atti concreti. Siamo impegnati in queste settimane ad incontrare gli amministratori del territorio provinciale. Ribadiamo l'assoluta attenzione al Terminillo, come a tutte le aree della nostra provincia che hanno bisogno di interventi mirati ", aggiungendo: "Cosa avrebbero dovuto fare quei comuni del reatino dimenticati dalla giunta Storace? Se avessero deciso l'abbandono, oggi la provincia di Rieti non esisterebbe più". Sulla giunta Storace interviene Cicchetti "E' stato l'onorevole Bonelli dei Verdi, che nel 2005 alla Regione, ha chiesto per primo la revoca, puntualmente eseguita, di quel provvedimento di legge fatto ai tempi di Storace, il quale prevedeva che quando c'era la necessità di rimuovere alberi per ammodernare o per realizzare nuovi impianti sciistici, bisognava ripiantarne il doppio in una zona adiacente. Faccio presente che Leonessa non sta chiedendo soldi alla Regione, poichè il progetto è finanziato interamente da privati, i quali non credo abbiano una pazienza infinita".

IL GIORNALE DI RIETI.IT  26 Febbraio 2008

«Comprendo il nervosismo di Trancassini sulla questione del Terminillo. Ormai Trancassini si è ridotto ad abbaiare alla luna vedendo i suoi argomenti cadere uno ad uno, e sentendo arrivare il momento in cui dovrà spiegare ai cittadini di Leonessa un bel po’ di cose».

Secondo Roberto Lorenzetti, presidente dei Verdi reatini, tra le cose che il capogruppo di An a Palazzo d’Oltre Velino dovrà spiegare c’è « il perché il suo progetto, che naviga tra un ente e l'altro, tra una manifestazione e l'altra, non è mai neanche giunto in una qualsivoglia sede regionale per l’approvazione o la bocciatura». «La colpa è del sottoscritto (caspita, quanto potere ritiene che io abbia)? Dei Verdi, della Sinistra l’Arcobaleno? Indipendentemente dalla valutazione politica che se ne possa dare, quel progetto è inaccoglibile. Non è una nostra opinione è un fatto, e francamente è stucchevole doverne continuare a discutere».

«La stratosferica forza politica che lo sostiene – continua Lorenzetti -, e gran parte del centrosinistra, cambino prima le leggi e poi concretizzino quel progetto. Noi siamo davvero pochi per impedirlo. L’unica nostra colpa è di aver sempre ricordato che non esistono leggi che lo rendano possibile. Due o tre anni di bizzarri tentativi sono andati a vuoto. A respingerli non c’eravamo noi, ma le leggi, le regole. Noi riteniamo che le leggi e le regole esistano per essere rispettate».

«Trancassini, a cui si è aggiunto oggi anche qualche sindacalista che sta mortificando al storia del sindacato, ritengono che debbano essere aggirate. Confidiamo che ci sia consentito di restare della nostra opinione. L’unica nostra presunzione – sottolinea Lorenzetti - è quella di ritenere che ci siano ancora margini per il rispetto delle regole, e siamo davvero preoccupati della facilità con cui oggi impunemente si cerca di eluderle».

«Tanto tempo perso per realizzare davvero lo sviluppo del Terminillo. Noi – spiega il responsabile dei Verdi - continuiamo a pensare al Terminillo tutto, e non solo al versante leonessano. Tanto tempo in cui alcune cose potevano essere già state fatte, ed invece credo che dovremmo, ora, cominciare a pensare di farle».

«Gli scivoloni personalistici di Trancassini, poi, ispirano al massimo un triste sorriso nel vedere a quali livelli possa essere giunto il degrado politico. A Trancassini vorrei solo ricordare che 18 voti sono anche tanti per chi non ne ha chiesto neanche uno, ed anche il commissariamento della Riserva – puntualizza Lorenzetti - rientra nella necessità di rispettare le regole e non è stato certo cercato dal sottoscritto, ben disposto a cedere il passo a organi legittimati ad amministrare questo ente e, come ben sa Trancassini, è esattamente in questo tempo che non il sottoscritto - del tutto impossibilitato in tal senso - ma il centrosinistra sta lavorando in tale direzione».

«In ogni caso – conclude Lorenzetti - Trancassini provi anche a spiegare ai suoi concittadini cosa centrino questi argomenti con il problema degli impianti di Leonessa. Pensa davvero di intimorire qualcuno con tanta pochezza di pensiero? Il sottoscritto non ha alcuna intenzione di ricordare a Trancassini che chi subisce condanne dai tribunali dovrebbe avere il buon senso di tacere. Per dare lezioni ci vuole ben altro»

Frontiera 23 Febbraio 2008

"Posso comprendere le ragioni di Leonessa e la sua voglia di determinare migliori condizioni per il proprio sviluppo, tema che peraltro riguarda  tutte le nostre comunità. Ciò che non condivido è che si metta in discussione l'appartenenza alla nostra provincia di cui Leonessa è parte integrante e sostanziale. I problemi  non si risolvono fuggendo ma confrontandosi e trovando solidarietà che, per quanto mi riguarda, la comunità leonessana ne ha tuta intera". Così in consiglio provinciale il presidente Fabio Melilli ha respinto non tanto e non solo l'ultimo affondo di Paolo Trancassini ma il disegno stesso di una politica che preferisce lo strappo alla paziente tessitura, e curiosamente lo fa proprio nel giorno in cui lo stesso sarebbe tentato di fare altrettanto per le note vicissitudini del momento. Alla fine, comunque, della lunga discussione in consiglio, dei due documenti presentati e discussi è passato quello della maggioranza firmato Filippo Lucentini (Pd), che se da un lato "impegna la giunta provinciale ad assicurware lo sviluppo del comprensorio montano dell'intera provincia e scongiurare ogni altro eventuale tentativo di disgregare l'assetto territoriale" nonchè "a sollecitare la Regione per un rapido pronunciamento sul progetto di sviluppo integrato elaborato dalla Provincia" dall'altro invita Leonessa a "rivedere la propria posizione". Insomma,  a recedere dal proposito di chiedere il distacco dal Lazio e l'annessione all'Umbria. Un'iniziativa "non condivisa" dal consiglio provinciale in quanto "penalizzante per Leonessa e per la provincia di Rieti". Questa risoluzione, ai voti, 13 a 5, ha avuto la meglio su quella presentata dal consigliere e vice sindaco di Leonessa Paolo Trancassini (An) che invitava  invece il consiglio a "censurare il comportamento dilatorio della Regione, più attento a logiche di coalizione che non al rispetto di un territorio e alle sue leggittime e concrete possibilità di sviluppo" e "ad approvare senza indugio il programma degli interventi sul Terminillo". Ma la discussione in consiglio non ha certo esaurito l'argomento, anzi. E coda polemica a parte, con una numerosa e "appassionata"  partecipazione dei leonessani  al corteo dello sciopero generale del 15 febbraio, si può dire che forse il dialogo tra le "parti" è cominciato solo adesso. In Regione l'11 febbraio c'è stato un secondo incontro sulle tematiche del Terminillo di taglio finalmente operativo e a Leonessa, il 16 febbraio, sono saliti con la massima riservatezza i consiglieri regionali Massimi e Perilli per un faccia a faccia con la giunta Rauco. Insomma, dalla fase della protesta si è passati a quella della discussione sulle cose per provare a fare almeno quelle possibili e alla portata.

  14 Febbraio 2008

 MONTEPIANO reatino, firmato il protocollo d'intesa con la Regione Lazio. Il presidente Fabio Melilli e l'assessore regionale all'Ambiente, Filiberto Zaratti, hanno sottoscritto oggi pomeriggio un protocollo d'intesa per indivi duare una strategia condivisa e integrata di sviluppo locale. Si tratta di un importante accordo programmatico, come già accennato, che individua interventi e risorse coerenti con le politiche ambientali rappresentate nel Programma Integrato del Montepiano Reatino elaborato dalla Provincia. Il Protocollo d'intesa era stato già sottoscritto da tutti i sindaci del Montepiano (Rieti, Contigliano, Cantalice, Cittaducale, Morrò Reatino, Colli sul Velino, Rivodutri, Labro, Greccio, Monte San Giovanni, Leonessa, Poggio Bustone, Montenero), dal presidente della V Comunità Montana e dal Commissario della Riserva dei Laghi. L'accordo - come hanno illustrato Melilli e Zaratti - ha come oggetto la condivisione di una proposta pragrammatica per la tutela e la promozione del Montepiano Reatino da parte della Regione, della Provincia e degli altri enti sottoscrittori, mettendo in sinergia le risorse finanziarie, umane e logistiche a disposizione degli stessi enti. Regione e Provincia ritengono, infatti, sia possibile instaurare, a partire dalla sottoscrizione di questo documento, un rapporto di collaborazione per semplificare ed agevolare l'attuazione di interventi coordinati attinenti la conservazione delle risorse naturali, lo sviluppo sostenibile dei territori dei comuni del Montepiano e la promozione del suo patrimonio" naturalistico, ambientale, e storico-culturale. Nel protocollo d'intesa vengono individuati i seguenti obiettivi strategici: la conservazione delle biodiversità; la promozione dell'offerta turistica di qualità e del turismo sostenibile; la valorizzazione e la qualificazione dei beni architettonici e storico culturali; la salvaguardia delle componenti ambientali fondamentali (acqua, aria, suolo e sottosuolo); il coinvolgimento degli operatori economici. Il protocollo d'intesa ,come ha sottolineato il vicepresidente Roberto Giocondi - contiene un programma integrato degli interventi che prevede investimenti sul territorio reatino per oltre 10 milioni di euro sui quali la Provincia attende il parere della Regione che a breve, come ha confermato Zaratti, redigerà un cronoprogramma degli investimenti. Investimenti che vanno, per esempio, dall'istituzione del Parco Fluviale del Velino, alla creazione di un circuito per il trecking montano, al complletamento della rete di piste ciclabili nel Montepiano, alla sistemazione del verde nel Parco delia Musica che sorgerà a Villa Battstini e ad altri interventi previsti in ognuno dei comuni interessati. Alla firma del protocollo erano presenti i consiglieri regionali Anna Maria Massimi e Mario Perilli, i sindaci che lo hanno sottoscritto, il presidente della V Comunità Montana, Saturno Sampalmieri, e il Commissario della Riserva dei Laghi, Roberto Lorenzetti.

 

  26 Febbraio 2008

 Provincia Siglato il protocollo d'intesa su tutela e promozione del Montepiano reatino dal presidente Melilli e dall'assessore regionale: dieci milioni di investimenti - II rilancio parte dall'ambiente -Zarattì: «Ma per il Terminillo e Leonessa c'è ancora da attendere»  È arrivato ieri a Palazzo d'Oltre Velino l'assessore regionale all'ambiente Filiberto Zaratti, giusto dopo l'ennesima polemica tra Roberto Lorenzetti e Paolo Trancassini sulla vicenda degli impianti sciistici. L'occasione era la presentazione del "Protocollo d'intesa per una strategia condivisa e integrata di sviluppo locale", all'interno del Programma Integrato per il Montepiano Reatino. Presenti in sala, tra gli altri, i Sindaci ed il Presidente della V Comunità Montana Saturno Sampalmieri. "Questo protocollo è importante" - ha detto Fabio Melilli - "È un metodo che ci piace e che utilizzeremo anche per altri territori, come le zone interne". I finanziamenti concreti della lista di progetti contenuta in esso si conosceranno però solo tra "un paio di mesi" - spiega Zaratti - "quando presenteremo un cronoprogramma". Il Vicepresidente Roberto Giocondi, a scanso di equivoci, ricorda che in un precedente convegno sul tema a Labbro era stato specificato "che questo protocollo si sarebbe riferito esclusivamente a tematiche ambientali, mentre per tutto il resto, come ad esempio i Cammini di Fede, ci sono altri percorsi". Una precisazione che però non evita la sottolineatura del Sindaco di Leonessa Alfredo Rauco e del Presidente della V Comunità Montana che pur "dando atto di essere ad una ' fase avanzata di un contenitore che la Regione dovrà riempire" esprimono l'auspicio che "si faccia chiarezza sul Terminillo". E allora Zaratti risponde, spiega che nel convegno di Labro "c'era un progetto più ampio" e che 'questo è solo un pezzo di percorso" mentre il tema del Terminillo "va affrontato seriamente, valutando come farlo diventare un attrattore, facendo le cose che è possibile fare in un tempo breve". Rauco di chiarezza non ne rintraccia poi molta e allora rilancia ricordando che "già 18 mesi fa ci incontrammo e lei garantì di attivarsi immediatamente" e chiede "quando ci sarà una firma" su un protocollo ad hoc per il nodo Terminillo. "Quando, ci lavoreremo" chiude Zaratti, ricordando però "che ci sono norme nazionali, ed europee". Lorenzetti annuisce e Rauco aspetta ancora.                              È siamo sempre lì.( Marco Fuggetta )
 

 26 Febbraio 2008

 «Il Terminillo? Bisogna farlo ridiventare quello che era, un attrattore turistico in grado di garantire sviluppo. Ma al Terminillo vanno fatte le cose che si possono fare, a cominciare dal ripristino di una serie di infrastrutture e ragionando in termini di sviluppo integrato, che coniughi cioè turismo e ambiente». A domanda - l'ennesima, posta a stretto giro di tavolo dal sindaco di Leonessa Alfredo Rauco - risponde l'assessore regionale all'Ambiente Filiberto Zaratti, ieri pomeriggio in Provincia per firmare un protocollo d'intesa con comuni e comunità montana del Montepiano per una serie di opere da realizzare nell'area. E quello che non dice lui ad alta voce altri lo sussurrano a voce più bassa: «A Terminillo si può fare tanto, con Rieti, Cittareale, Cantalice. Ma non in Vallonina». Meglio allora scendere a valle, dove dribblando le incursioni di lupi e cinghiali - per i quali agricoltori e pianaroli chiedono in diretta all'assessore di fare presto con i rimborsi -«sindaci e amministratori provinciali hanno messo in campo una positiva capacità di programmazione dal basso - dice il presidente della Provincia Fabio Melilli - Non siamo più al singolo che va in Regione a chiedere soldi ma siamo ad un territorio che superando logiche di campanile e valorizzando i propri punti di forza programma e chiede attenzione». Nel dettaglio entra il vice presidente Roberto Giocondi, che da mesi porta avanti il tema del Montepiano e che oggi presenta un piano di opere pubbliche sottoscritto da 11 comuni (da Rieti a Montenero passando per Leonessa), la Quinta Comunità Montana e la Riserva dei Laghi. Due liste di interventi che attengono al solo filone ambientale. In tema di biodiversità ecco il redivivo parco fluviale del Velino, un parco attrezzato nel tratto urbano del fiume (350 mila Euro), la navigabilità del Velino (750 mila Euro), il risanamento del lago di Ventina (500 mila) e dei laghi Lungo e Ripasottile (500 mila e), la riqualificazione delle sorgenti di Santa Susanna ( 150 mila), la valorizzazione del paesaggio agrario e dell'edilizia rurale (500 mila) e la riqualificazione del quercete di Poggio Bustone (80 mila euro). Secondo obiettivo, la valorizzazione delle strutture per promuovere la fruizione dell'ambiente e delle risorse naturali: sotto questa voce troviamo il circuito del trekking montano del Montepiano (1,5 milioni di euro), le piste ciclabili, nella Piana (4 milioni di euro), la sistemazione del parco di Villa Battistini (300 mila e), parchi pubblici a San Pastore (250 mila e) e Labro (200 mila), itinerari a Colli sul Velino (150 mila), sistemazione rifugio Monte Tancia (100 mila), riqualificazione paesaggistica Campo Stella (500 mila e), free climbing a Grotti di Cittaducale (200 mila), riqualificazione dell'eremo San Michele di Morrò (100 mila), riqualificazione dell'ex azienda Monte Secordaro di Montenero (500 mila euro). «Entro due mesi - promette Zaratti - la Regione farà un cronoprogramma specificando quanti soldi metterà e quando sulle opere previste in questo protocollo». (ALESSANDRA LANCIA)
 

 

Paolo Trancassini   23 febbraio 2008

Ho appena letto il “manifesto” della sinistra arcobaleno sul Terminillo e sono deluso, stupito e sorpreso.L'ho letto 18 volte, lo meritava, ed ogni lettura mi convinceva che il Messia finalmente si era rivelato. Tutti sbagliano, persino i sindacati “caduti nella trappola”, la “destra urla” mentre la sinistra dispensa sentenze definitive senza proporre ricette.18 volte l'ho letto e mi sono smarrito di fronte all'arroganza di chi per avere un po' di visibilità calpesta un paese, la sua voglia di riscatto, ed oggettive verità tecniche.

Colpiscono i toni ed il sarcasmo del comunicato della sinistra arcobaleno,anche se a leggere bene più che un intervento politico sembra un disperato bisogno di apparire, ad ogni costo, anche quello di mistificare la realtà.18 volte l'ho letto ed ho scoperto quanto può essere arrogante credere che tutti quelli che non la pensano come me sbagliano e conseguentemente affermare che la concertazione con i territori vale solo lì dove questi sposano la tesi della sinistra.(vedi Tav).No Leonessa non andrà in Africa a cercare il suo sviluppo lotterà con la sua forza democratica dimostrata sin qui consapevole della bontà del suo progetto di sviluppo e della sua fattibilità tecnico-giuridica.

Quando vorrà la sinistra arcobaleno potrà verificare perché il progetto è oggi compatibile con le norme nazionali ed europee e quanto sia agevole il percorso per le modifiche necessarie in sede regionale per la sua approvazione.

Se lo vorrà noi saremo sempre pronti. GIA' se lo vorrà.....

All'estensore del comunicato della sinistra arcobaleno sottolineo che il vento che tira e la politica del nuovo PD mi spingono a consigliarli, 18 volte, di muoversi per tempo per conservare dorati ed illogici mandati, sì perché nemmeno in Tunisia chi ottiene 18 voti di preferenza viene premiato dalla politica con un dorato commissariamento alla riserva dei laghi.

Paolo Trancassini

 

Sinistra Arcobaleno   22 febbraio 2008

Gli impianti non si possono fare ma, citiamo testualmente "Un progetto serio fatto dentro le regole in grado di trasformare davvero il Terminillo in una risorsa per  tutti. Noi riteniamo che un simile progetto si possa fare,  e magari dentro di esso possano anche ampliarsi gli impianti esistenti, e se servirà congiungerli anche con quelli di Leonessa". Quali impianti di Leonessa ?La Redazione

Il dibattito sulla questione del Terminillo sta diventando stucchevole e chiarezza e verità sono  state ormai relegate su uno sfondo che ci si ostina a non voler guardare.Perfino il sindacato è caduto nella trappola di offrire una penosa occasione in più alla destra per urlare, falsità di ogni genere. Il cosiddetto progetto di Leonessa non viene realizzato, semplicemente perché non è realizzabile.  Non è una questione di volontà politiche. Non cozza solo contro le norme regionali, ma anche contro quelle nazionali e europee. Bisognerà pure che qualcuno glielo dica al comune di Leonessa che tali norme valgono anche se Leonessa passasse in Umbria, oppure in Toscana, o  in Sardegna o nel terzo arrondissement di Parigi. Il presidente della Regione Lorenzetti ed altri esponenti della politica regionale, lo hanno già fatto ma a quanto pare non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, oppure si ha il sospetto che la querelle sia solo strumentale.Per liberarsi di quello che a Leonessa viene considerato un insopportabile fardello, occorrerebbe trasferire Leonessa  nella provincia di Tunisi o negli Emirati Arabi.  Solo cosi si potrà evitare di rispettare le norme che regolano un Sito di importanza comunitaria come quello della Vallonina.Non sappiamo se qualcuno l’ha spiegato agli abitanti di Leonessa, ma quelle norme varrebbero fino in fondo  anche in Umbria dove per altro non solo rispettano fino in fondo i SIC e le ZPS, come per altro fanno tutti in Europa, ma li  hanno anche individuato delle specifiche zone a protezione speciale regionale.Pensa davvero Leonessa di poter realizzare li quello che non è riuscita a realizzare nel Lazio? Auguri. In Umbria a dire il vero vorremmo andarci in molti anche perché proprio dal rispetto di quelle norme tanto odiate da Leonessa  che l’Umbria ha costruito la sua fortuna.Vista che si è fatta una stupidaggine, bisogna trovare anche un colpevole di tutto questo. La colpa? È della Sinistra che boicotterebbe Leonessa. Non c’è onestà intellettuale in questo dibattito ma solo un uso strumentale della vicenda Terminillo per mere questione di potere.Aldilà di ogni considerazione e di ogni convinzione, viene da chiedersi se qualcuno ha spiegato ai cittadini di Leonessa che le forze della Sinistra alla Regione Lazio possono contare su una decina di consiglieri che potrebbero votare contro a quel progetto. Il Partito Democratico lo vuole, AN e FI e tutta al destra lo vuole. Perché non lo si fa allora? Semplicemente perché non si può fare. Come sosteniamo da sempre e i fatti continuano a darcene ragione. Questo dibattito ci sta facendo perder e un sacco di tempo. Tempo utile per pensare invece ad un serio progetto di rilancio del Terminillo. No ad una banale e incosciente svendita del territorio ad un privato.E’ quello che chiediamo da sempre. Un progetto complessivo che possa consentire di far vivere la nostra montagna per tutto l’anno e non trasformarla in una patetica gardaland dello sci per qualche settimana di neve in più , per altro destinata progressivamente a ridursi ulteriormente a causa dei cambiamenti climatici. Un progetto che veda coinvolte tutte  le comunità, e non passi per la svendita di un parte consistente di questo nostro straordinario patrimonio a privati.
Un progetto serio fatto dentro le regole in grado di trasformare davvero il Terminillo in una risorsa per  tutti. Noi riteniamo che un simile progetto si possa fare,  e magari dentro di esso possano anche ampliarsi gli impianti esistenti, e se servirà congiungerli anche con quelli di Leonessa.Un dibattito serio e non farneticante come quello che si sta facendo, forse ci porterà a trasformare Terminillo in una reale risorsa.Noi siamo disponibili a farlo. Lo siamo oggi come ieri. Restiamo in attesa   che questo percorso si apra. Siamo disposti a dare il nostro contributo in questa direzione ma per favore parliamo di cose serie e la si smetta di continuare a prendere in giro i cittadini proponendo loro cose insensate, e inventando poi dei colpevoli perché queste non si possono realizzare. 

La Sinistra Arcobaleno della provincia di Rieti

 

 

Il Sole 24Ore   16 febbraio 2008

Leonessa vuole andare in Umbria. Un'azione avviata pochi giorni fa dal consiglio comunale che ha votato all'unanimità la richiesta di referendum per abbandonare la provincia di Rieti ed essere "annessi" all'Umbria. A causare la levata di scudi i mancati interventi della Regione Lazio per sviluppare turisticamente il versante leonessano del Terminillo. La questione risale al 2001, quando a guidare l'amministrazione di Leonesssa c'era Paolo Trancassini, oggi capogruppo di An alla provincia di Rieti. Tutto parte dalla proposta della società privata ISIC S.p.A. di realizzare in project financing una serie di impianti sciistici sul versante nord del Terminillo, dove, spiega Trancassini, "se spari la neve a gennaioo puoi sciare fino a maggio".Il progetto ha un valore di 50 milioni di Euro e punta a completare l'offerta sciistica terminillese che attualmente può contare su pochi impianti aperti. Così il COmune fa partire l'iter burocratico che si inceppa sui vincoli paesistici. La Giunta Storace modifica  i piani con una deroga ma con Marrazzo viene ripristinata la condizione iniziale. Da qui la scelta dei leonessani di tentare la strada della "secessione"; per quanto il consiglio provinciale di Rieti abbia tentato di dissuaderli , qualche giorno fa con un odg specifico, e un primo stop sia arrivato da Legambiente Umbria, la cui presidente Alessandra Paciotto, ha definito il progetto della ISIC  "insostenibile" : "Anche la Regione Umbria è dotata di regole per la tutela ambientale" ; mentre Enrico Melasecche, consigliere regionale Udc e consigliere comunale a Terni , ha chiesto al Presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti in un'interrogazione di "comunicare non solo se vorrà o meno favorire la richiesta dei leonessani, ma anche se ritenga più logico l'accorpamento con la Provincia di Terni" piuttosto che con Perugia. Fermo in regione nel frattempo anche il piano degli interventi per il paesaggio nel comprensorio del Terminillo presentato dalla Provincia di Rieti, che, come spiegato dal vicepresidente Roberto Giocondi "recepisce il progetto di Leonessa ma lo amplia in un'ottica di sviluppo dell'intero comprensorio". Eppure la volontà politica di far rinascere il Terminillo non manca, come dimostra l'inclusione di una scheda specifica nel Progetto Rieti 2015 coordinato dalla Regione. Il nodo da sciogliere continua ad essere quello dei vincoli : la localizzazione dei nuovi impianti coinvolge infatti la Zps (Zona di protezione speciale) Monte Reatini e le aree Sic (Siti di importanza comunitaria) Bosco Vallonina e Gruppo Monte Terminillo. Una questione ribadita da Cai,Legambiente e Comitato Difesa Acqua Pubblica, che oltre a segnalare i danni all'ecosistema provocati "dall'abbattimento della quarta faggeta più antica d'Europa e dall'innevamento artificiale oltre all'alto rischio valanghe e frane in quell'area", si interrogano se "dietro questi progetti non ci siano solo speculazioni edilizie, considerando che sembra assurdo realizzare nuovi impianti quando ad oggi le stazioni sciistiche alpine sono in crisi per mancanza di neve" come spiegato dal responsabile Cai di Rieti Pierino Ratti. Le pressioni  di Leonessa e di altri comuni del comprensorio, tuttavia, sembrano aver contrubuito a smuovere le acque. A confermarlo Mario Perilli e Anna Maria Massimi, consiglieri reatini del Pd, presenti con il presidente della Provincia, Fabio Melilli ad un recente incontro alla Pisana dedicato al Terminillo. " I tecnici regionali stanno verificando quanto si può fare per avviare almeno la parte del  progetto" ha spiegato Perilli. "La risposta sul futuro del Terminillo ? Tra pochi giorni".

(di Paola Cuzzocrea)

 

 

www.tuttoggi.info   16 febbraio 2008

 

Una valutazione senz'altro concreta quella dell'Onorevole Capotosti che usa anche un linguaggio esplicito per far intendere la sua soddisfazione sull'Affaire "Leonessa". Al contrario delle preoccupazioni ambientali che ieri erano l'argomento di discussione per Legambiente l'On. Capotosti suggerisce, per sgomberare il campo,  il sempre verde binomio terra di santi e santini.

"Trovo esaltante la richiesta di Leonessa - spiega Capotosti - di essere annessa all'Umbria: arricchirebbe la Valnerina sotto il profilo demografico e, soprattutto, migliorerebbe la vendibilità dell'offerta turistica. Gli amministratori dovrebbero prima di tutto valorizzare ciò che esiste, per poi guardare a fenomeni accessori: in Umbria, purtroppo, spesso succede il contrario. Comunque sia è importante chiudere il ciclo religioso 'S. Giuseppe, S. Rita, S. Benedetto' - conclude - e poterlo vendere in un unico blocco".

 

 16 Febbraio 2008

 Leonessa, sfila anche la voglia di secessione -  Il più nero è il consigliere provinciale di An Paolo Trancassini - «Ma non di umore, pechè oggi è una bella giornata»- il più istituzionale è il sindaco Alfredo Rauco, che sfila con la fascia tricolore, ma chi da voce e volto al corteo di Leonessa è Maria la melona. Fosse per lei sarebbe venuta dal paese direttamente con gli sci a ribadire il concetto che in quanto a neve e a montagne i leonessani non sono secondi a nessuno. E' quel silenzio che volge al "no" sugli impianti in Vallonina che proprio non piace: e se pure è la Regione che tace, non potendo acconsentire, è sotto la Provincia che scatta la contestazione. Gli uffici sono deserti ma il «buffoni-buffoni» è tutto per gli inquilini del Palazzo, che martedì a avevano respinto un documento presentato da Trancassini in cui si chiedeva alla Provincia di fare causa comune col paese contro la Regione; Respinti con perdite l'altra sera, ieri mattina i leonessani si sono presi la loro rivincita. (A. Lancia)

 

  16  Febbraio 2008

Al Comune di Leonessa la solidarietà della piazza RIETI - Sciopero generale per una politica di sviluppo sì, ma anche contro una politica del rinvio e del "non fare" di cui sono stati accusati gli amministratori locali. A non rimanere immobili sono stati diversi politici locali che non hanno esitato nel reridersi partecipi del corteo. Tra questi l'assessore del Comune reatino Costini che ha espresso massima solidarietà ai manifestanti. "Condivido a pieno lo sciopero generale. Tragicamente questo si è dimostrato l'unico modo per dar voce a una provincia che sta morendo. Oggi si stanno mettendo insieme le rivendicazioni di un territorio che non vede risposte di nessun genere. Questa - conclude Costini  - è la vera sconfitta della politica". A dare un segnale di unità è stato invece il comune di Leonessa che ha compostamente sfilato per le vie del centro con sindaco e assessori in prima fila. Per loro è giunta la solidarietà da parte dei sindacati che non si sono astenuti dal ringraziarli durante il comizio come nel caso di Paolucci che ha fatto un appello per non fare il referendum per uscire dalla Regione Lazio e passare a quella Umbria in quanto "Rieti e i sindacati riuniti sono con voi per lo sviluppo del territorio". Tra i manifestanti presente anche il presidente del Consiglio del comune di Cittaducale Miluzzi che da lavoratore sindacalista ha espresso "solidarietà per i lavoratori in mobilità, in cassa integrazione e per gli Lsu che fanno sforzi notevoli per arrivare a fine mese senza speranze apparenti di miglioramenti". Tra i manifestanti, nel corteo degli studenti, presenti anche diversi gruppi appartenenti a schieramenti politici come Controvento e Rinnovazione che hanno sfilato in modo congiunto per manifestare a favore dei propri diritti e per sperare in un futuro migliore nella città di Rieti. Sempre a favore della manifestazione si erano schierati nei giorni scorsi i consiglieri comunali Stazzi, Rositani ed Emili. Tra gli altri politici intervenuti presenti anche Tigli, Taddei e Petrangeli. (L. R.)

 

www.ilgiornaledirieti.it   15 febbraio 2008

Il gruppo giovanile Rinnovazione, già lista più votata dell’elezioni del Consiglio dei Giovani, intende rendere nota la sua partecipazione in qualità di promotore insieme ad altri gruppi giovanili, allo sciopero generale di oggi, venerdi 15. «In particolare abbiamo deciso di promuovere un corteo studentesco e universitario che vedrà il suo concentramento alle 8.30 a Piazza Cavour, per confluire nel corteo generale e salire in Piazza Vittorio Emanuele».

«A questo corteo parteciperanno insieme componenti studentesche e giovanili di destra e di sinistra, uniti per una volta a manifestare per l’interesse generale, di tutti, per lo sviluppo e la dignità di una Provincia che è stata totalmente abbandonata a se stessa dal ex Governo Prodi, dall’amministrazione Regionale e che non trova un megafono acceso e pronto ad urlare nell’amministrazione Provinciale. Una provincia “sordo-muta” perché da un lato non viene ascoltata da nessuno e dall’altro chi ci rappresenta e dovrebbe puntare i piedi e alzare la voce non apre neanche bocca».

«Noi invece abbiamo deciso di urlare venerdi mattina, di far vedere che i giovani ci sono e sono anche stanchi; stanchi di far spendere alle loro famiglie 600/700 euro al mese per studiare fuori, stanchi di tornare a Rieti dopo 5/6 anni di esilio forzato e non trovare neanche l’ombra di un lavoro, stanchi di una città ferma culturalmente perché tutte le energie nuove vengono disperse fuori dal territorio, stanchi delle promesse non mantenute, delle chiacchiere e delle passerelle dei nostri rappresentanti provinciali e regionali. Vogliamo risposte e vogliamo fatti! Basta parole, basta giustificazioni, basta campagne elettorali, basta giochi di potere. La politica deve tornare ad essere quella con la P maiuscola, quella che sta in mezzo alla gente, quella che capisce e lotta per le necessità di un popolo e di un territorio».

«Noi ci saremo questa mattina e il nostro sarà un contributo aggiuntivo alla protesta dei sindacati. Si perché sarebbe stato ingiusto e troppo comodo partecipare in maniera passiva allo sciopero, andare così, solo a far numero. Noi abbiamo scelto di parlare e mobilitarci da giovani, appoggiando tutti i punti dello sciopero ma ponendo l’accento sul problema universitario e dei trasporti che è quello che ci tocca più da vicino. Invitiamo tutti i giovani a partecipare al corteo domani mattina alle 8.30 a piazza Cavour, per i collegamenti, per il turismo, per l’università, per la cultura, per il lavoro, per lo sviluppo, per il futuro, per Rieti».

 

  15 Febbraio 2008

Una decisione della Regione Lazio Pianificazione paesistica: il piano territoriale è online RIETI - Pianificazione paesistica: il piano territoriale è online. L'assessore regionale all'Urbanistica e vicepresidente Massimo Pompili spiega: "Si tratta di un'operazione di grande trasparenza che ha l'obiettivo di facilitare cittadini e amministrazioni nell'individuazione delle aree vincolate, il tipo di paesaggio a cui appartengono e le relative prescrizioni". E' pubblicato anche su internet sulle pagine della Regione Lazio www. regione.lazio.it. Online nella sezione urbanistica del sito regionale è consultabile l'intero piano: la relazione generale, la normativa, la cartografia, la partecipazione dei cittadini e gli adempimenti dei Comuni, La ricerca, possibile anche per singolo Comune, consente di visualizzare 4 tipi di tavole cartografiche: le tavole A che individuano "i Sistemi ed Ambiti del Paesaggio", le tavole B che indicano i vincoli "i Beni paesaggistici" e le "Aree agricole identitarie", le tavole C "Beni dei Patrimoni Naturale e Culturale" e le tavole D "Proposte comunali di modifica dei PTP vigenti". L'assessorato regionale all'Urbanistica aveva nei giorni scorsi già inviato il Piano a tutti i comuni e alle Province per l'affissione presso i loro Albi Pretori.

  14 Febbraio 2008

Per Legambiente l'operazione nasconde fini imprenditoriali -  LEONESSA con l'Umbria? Legambiente sente puzza di bruciato: l'associazione ambientalista punta il dito su «Terminillo Superski», che sarebbe il vero motivo per cui il Comune sabino vorrebbe separarsi dal Lazio e annettersi all'Umbria. Risale a pochi giorni fa l'approvazione del Consiglio di Leonessa di cambiare regione. L'obiettivo del Comune di Leonessa però, secondo i rappresentanti i Legambiente è il piano che faciliterebbe la serie di iniziative tese a realizzare il progetto «TerminilloSuperski»: 24 nuovi impianti di risalita, altri 25 km di piste, senza considerare che a causa dei cambiamenti climatici le precipitazioni nevose sono sempre meno consistenti. Niente paura, sono previsti anche tre bacini di ritenuta idrica per l'innevamento artificiale, nuovo sviluppo edilizio e tutte le conseguenti opere infrastrutturali accessorie. Tutto questo, in una delle aree di maggior pregio del monte Terminillo. Il giudizio di Legambiente Umbria, d'accordo con il circolo di Legambiente Bassa Sabina, è categorico: si tratta di un progetto insostenibile. Sarà davvero questo progetto ad attivare un percorso virtuoso per l'intera regione? Legambiente ci tiene a precisare che anche la Regione Umbria è dotata di regole per la tutela delle sue risorse ambientali e naturali, del paesaggio e dei luoghi più pregevoli e identitari. In modo ancor più incisivo Legambiente ricorda che la Direttiva dell'Unione Europea «Habitat» n. 43 del 1992, prevede che gli Stati dell'Unione Europea, ma anche e soprattutto gli Enti locali, contribuiscano alla conservazione della diversità biologica e, in particolare, alla tutela di una Serie di, habitat (Sic, siti di interesse comunitario e Zps, zone di protezione speciale), e specie animali e vegetali particolarmente rari proprio come accade per l'area del Terminillo. «Ci permettiamo di affermare - dichiara Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria - che questa è una visione politica miope e portatrice di un'idea di sviluppo ormai stantia e superata. Questi atteggiamenti sono frutto di un malinteso concetto di valorizzazione e salvaguardia. E' grave che Leonessa considera il territorio umbro come una terra di conquista dove speculare ai danni dell'ambiente. Non crediamo che questi progetti porteranno maggiore ricchezza e posti di lavoro al territorio del Terminillo. Lo sviluppo di un territorio marginale, povero economicamente, ma ricco di un grande patrimonio naturale, ambientale e culturale come quello di Leonessa, lo si costruisce attraverso politiche di gestione, di tutela e di valorizzazione».
 

  14 Febbraio 2008

Domani la mobilitazione Sciopero contro la crisi reatina"-  RIETI - Lavoratori di tutta Rieti, unitevi. "Per una politica di sviluppo e contro questa politica del rinvio e del non fare" l'appuntamento è alle ore 8.30 in piazza Mazzini per poi partecipare al comizio delle 11.30 in piazza Vittorio Emanuele. A 24 ore dalla ma nifestazione indetta per lo sciopero generale,di Cgil, Cisi e Uil si tirano le fila per fare il punto della situazione. "La giornata di venerdì - ha illustrato il segretario della Cgil Di Berardino - dovrà riaccendere i riflettori e riportare alla luce i problemi irrisolti .da lunghi anni del nostro territorio. Una situazione ormai in declino per responsabilità del mondo istituzionale e di quello imprenditoriale che "hanno taciuto i problemi pregressi". Non una manifestazione quindi di un solo settore, ma quella generale che va "dal mondo della scuola a quello bancario passando per il settore dei trasporti fino ad arrivare al pubblico impiego e alla sanità senza però dimenticare l'edilizia e l'industria. Dalla: Regione -ha continuato il segretario - volevamo risposte concrete al malcontento di un intero territorio e invece abbiamo ottenuto solo indicazioni metodologiche. Il 15 manifesteremo per una politica di sviluppo, contro questa politica del rinvio e del non fare partendo dalle priorità per lo sviluppo". Appuntamento quindi perle 8.30; a P.za Mazzini dove confluiranno gli aderenti tranne i lavoratori dell'Asm e dell'Emmezeta che partiranno con i propri cortei dalle rispettive sedi lavorative per poi convogliare con i sindacati. A dare manforte ci saranno anche gli studenti che offriranno un loro contributo anche al comizio. Per preparare la manifestazione ci sono volute 63 assemblee di categoria ed è stata ben accolta l'adesione della' Ugl e dell'Ascom che dalla sua ha indetto dalle 11 alle 13 la chiusura delle serrande, per gli esercizi associati. "Quella del 15 sarà una manifestazione per lo sviluppo e contro un certo tipo di politica - ha dichiarato il segretario della Cisi Raccogli - manifestato dal Presidente della Provincia, dagli onorevoli e dai sindaci del nostro territorio. A preoccuparmi poi ci sono le annunciate dimissioni di Melilli che dicendo di volersi candidare al nazionale per garantire maggiormente il territorio reatino, il che sarebbe giusto, lascia al tempo stesso un vuoto istituzionale che va a congelare, le politiche avviate. Il territorio l'avrebbe dovuto garantire con l'esercizio della sua delega. A dare continuità ci saranno allora i sindacati che saranno presenti anche con un gazebo, su iniziativa nazionale, per la raccolta firme per avere meno tasse, più salari e più pensioni. Lo sciopero sarà di tutti e per tutti". 'A fare il punto sull'adesione degli operatori della scuola è il segretario organizzativo Uil Scuola Melchiorre che ha illustrato le criticità del settore rappresentato e l'opera di sensibilizzazione avviata verso una categoria che solitamente manifesta a basse percentuali in quanto "erroneamente si ritiene lontana e a se stante dalle problematiche del territorio". (Leonardo Ranalli)
 

  14 Febbraio 2008

L'annuncio del presidente dela Provincia: resto nell'interesse del Reatino - Melilli ci ripensa e non si dimette Si tratta per un posto da assessore in Regione  - Clamoroso colpo di scena. Il presidente della Provincia rinuncia alle politiche -  Melilli ci ripensa e non si dimette Si tratta per un posto da assessore regionale a Mario Perilli.  Pressato da gente comune, sindaci (e dalla famiglia) il presidente della Provmcia, Melilli, non si dimette più anche se, benché criticato come metodo, viene ben compreso lo spirito provocatorio dell'atto volto ad una maggiore attenzione di Roma verso il Reatino. C'è anche una telefonata del presidente Marrazzo. Ed un incasso c'è stato per il Reatino: la possibilità che un nostro consigliere (Perilli?) possa far pane del governo regionale, precisi impegni per la Salaria e per la definizione delle concessioni per le sorgenti del Peschiera (con i relativi milionari incassi, per 30 anni, dal Reatino e dalla Provincia). Critica ai sindacati per la eslusione di Provincia e Comune dallo sciopero di domani: "Non siamo una controparte ma istituzioni dalla stessa parte". E poi la dimostrazione chiarificatoria che "la minaccia delle dimissioni non sono un fatto di Melilli ma un atto volto a favore dell'intero Reatino e dei suoi problemi". RIETI - II presidente della Provincia di Rieti e dell'Upi, Fabio Melilli, ha annunciato durante una conferenza stampa di non volersi dimettere a differenza di quanto ieri annunciato durante il consiglio provinciale reatino. "Sono arrivate una serie di telefonate da sindaci, amministratori, gente comune oltre che dai vertici nazionali del Pd e dal presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo che mi invitavano a rimanere al mio posto - ha dichiarato Melilli - ed ho deciso di non dimettermi. Ho chiesto a Marrazzo garanzie per questo territorio ed ai vertici del partito nelle prossime elezioni politiche: nel caso di una partita vinta avrei corso per le elezioni, in caso di una partita aperta abbiamo nel partito uomini e donne che possono farlo. Io sono fuori definitivamente dalla battaglia del Parlamento - ha chiarito - oggi penso di poterlo dire". Melilli ha anche spiegato che nella sua decisione di non dimettersi ha pesato il fatto che fossero «in fase di concretizzazione nei prossimi giorni vicende rilevantissime per questo territorio".                                                                                                                                                                              RIETI - Non si dimette. Il presidente della Provincia; Fabio Melilli, nonostante "la provocazione verso Roma  rimanga a favore del Reatino", non si dimette dopo una giornata (e soprattutto una notte quasi intera) "passata a rispondere alle molte telefonate di amici, gente comune, amministrarori pubblici e soprattutto da sindaci del Reatino: tuttì concordi che non mi sarei dovuto dimettere da presidente della Provincia anche se condividon in pieno i motivi del gesto volto ad attirare l'attenzione dei centri decisionali romani e della Regione (una telefonata dallo stesso presidente della Regione, Marrazzo) circa la necessità di dare una visibilità ed una posizione dignitosa nelle liste elettorali, ad un Reatino con i suoi mille problemi sociali ed infrastrutturali". Intervento anche della famiglia: pur riconoscendo il senso della cosa, "tu hai assunto un impegno con l'elettorato e l'impegno va mantenuto". Ma, al di là di tutto e delle varie contraddittorietà metodologiche, la minaccia di rassegnare le dimissioni a qualcosa e servita agli occhi di Roma: per esempio trovare uno spazio "alla presenza reatina a livello di governo regionale. Di più Melilli non dice ma ciò non impedisce il dilagare di "radio retrologia" ed al botteghino delle scommesse appare maggioritaria la seguente interpretazione: la possibilità delle dimissioni del consigliere Mario Perilli (Pd e Ds) che diventerebbe assessore e l'entrata di Vincenzo Lodovisi (Pd ex Margherita) al suo posto. Fantapolitica? E poi il richiamo alla Regio- , ne sulla "questione acqua" relativamente alla concessione per le sorgenti del Peschiera attualmente alla romana Acea: a parte le concessioni, al Reatino devono essere dati, quale risarcimento, 8 milioni di euro per 30 anni più 25 milioni alla Provincia. Ed un richiamo per la Salaria. E poi i sindacati in relazione allo sciopero generale di domani da dove sono state escluse Provincia e Comune: "E' un errore grave non considerare dalla loro parte sia me che il sindaco Emili per ciò che istituzionalmente rappresentiamo e quindi è fuori luogo la lettura che i sindacati fanno del processo di lotta. E' grave considerare la politica dall'altra parte e non dalla stessa. Saranno smentiti dalle nostre realizzazioni". Metodo (molto criticato) a parte, a qualcosa la "provocazione" di Melilli è servita. Anche a chiarire che "Non è stato un fatto personale ma per una attenzione di Roma sul Reatino". atto personale ma per una attenzione di Roma sul Reatino". (Ajmone Filiberto)

 

 14 Febbraio 2008

Da Zingaretti a Marazzo, dalla moglie Tiziana alla gente: «Non lasciare la guida della Provincia» Dietro front, Melilli non si dimette n presidente: «La battaglia per Rieti continua». Perilli verso la Giunta della Pisana Nicola (Zingaretti, segretario regionale Pd) chiama a conferenza stampa appena iniziata, il Governatore Marrazzo manda anche una dichiarazione, «i vertici del Pd, partito del quale siedo in direzione nazionale» hanno chiamato pure loro «anche se, vi confesso, che le telefonate che fanno più piacere sono quelle dei sindaci e della gente comune». Tanti numeri sul display, un solo messaggio: presidente Melilli non ti dimettere. Ma più convincente di tutti dev'essere stata la moglie Tiziana: «e l'impegno che hai preso con la gente di Rieti?». No, Fabio Melilli non si dimette e Sergio Pirozzi, che ci aveva scommesso, si tiene la sua Murtipla a metano: «la battaglia per avere attenzione su Rieti continua», ma al momento bastano, oltre alle telefonate, l'impegno di Zingaretti «perché Rieti abbia spazi giusti» - evidentemente nelle liste delle Politiche - e, neanche tanto in subordine, che lo stesso accada in Giunta regionale. Da giorni si ipotizza un ingresso "risarcitorio" in Giunta di Mario Perilli così da aprire le porte del consiglio regionale a Vincenzo Lodovisi. E la Sabina è a posto. Quanto al «posto al sole per Rieti» alle politiche «la partita è aperta, ma non per me, io sono fuori», precisa Melilli. E' sarebbero disponibili solo posti dignitosi e, per come è congegnato il sistema, le chance maggiori le avrebbero le donne. Per questo si parla di una possibile candidatura di Elena Leonardi, quota femminile nella disponibilità di Enrico Letta. Più considerazione di cosìi... Intanto nel centro destra è già tempo di festeggiamenti: lo fa, stasera alla "Foresta" l'onorevole Guglielmo Rositani infilando con il 70esimo compleanno e la festa di San Valentino anche la probabile, imminente ricandidatura al Parlamento (dove è già stato eletto quattro volte, prima candidatura nel 1968). E' il regalo atteso dalla guest star della serata, Altero Matteoli, che in questi giorni affianca Fini nella partita delle candidature. Se così fosse Antonio Cicchetti avrebbe poco da stare allegro: ma tanto lui alla festa non era invitato comunque.

 

 

  14 Febbraio 2008

Il Presidente Melilli si dimette per dare risalto ai problemi Una scelta fatta per sensibilizzare la RegioneLazio sui tanti problemi del territorio reatino e dintorni - Il presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli , ha annunciato di volersi dimettere per attirare l'attenzione sui problemi del suo territorio. Il presidente, in un consiglio straordinario dell'assemblea provinciale, ha precisato che Tutto voglio fare tranne creare difficoltà: ma, se abbassiamo i toni, rischiamo di non essere ascoltati da Roma. Non rivendichiamo spazi, ma dignità". " La provincia ha bisogno di una rappresentanza forte, di contare di più, lo dicono i sindacati. Abbiamo bisogno di dare a questa provincia delle prospettive certe di crescita. La gente ci chiede di fare. Abbiamo bisogno di rafforzare lo spirito unitario". "Ad oggi - ha chiarito - posso dire che sto per compiere un gesto, quello di dimettermi, che sarà molto probabile, tenendo conto che non ne uscirò bene. Nelle prossime ore condurrò una battaglia affinchè il territorio reatino abbia una rappresentanza più forte e questi quindici giorni ci consentiranno di poter avanzare richieste per la nostra comunità"

 

  14 Febbraio 2008

 Elezioni  - II presidente della Provincia ha sciolto le riserve: «Sono fuori dalla battaglia per il Parlamento» Nessuna garanzia dai vertici del Pd del posto sicuro in lista e tenuta della coalizione a rischio Melilli non si dimette. «Per Rieti» La richiesta di tanti sindaci, Ato3, piano rifiuti e Salaria i motivi della rinuncia . Contrordine. Non si dimette più. Fabio Melilli resta Presidente della Provincia di Rieti anche "perché c'era il rischio rispetto alla tenuta della coalizione". Oltre ai pericoli di sfaldamen-to di un centrosinistra "che a livello nazionale non c'è più" ma che a Palazzo d'Oltre Velino continua a governare, la decisione è stata presa soprattutto perché non è arrivata dai vertici nazionali del Pd la garanzia di un posto sicuro in lista, uno dei primi posti per intenderci, che avrebbe offerto la chance di "maggiore rappresentanza di Rieti". Melilli non parla direttamente di posti in lista ma racconta che, nonostante "non si possa fare con la stessa forza visto che non sono direttamente in campo", continuerà la "battaglia" chiedendo ai vertici del Pd "le giuste garanzie per il territorio". Per il momento la battaglia per ottenere dei posti nella lista del Partito Democratico per le prossime politiche, dopo i colloqui con il segretario regionale Nicola Zingaretti, ha ottenuto l'unico risultato di "avere garanzie importanti a livello di possibilità di elezione". Traducendo dal politichese si capisce che per il momento le caselle che il Pd è disposto a concedere ai reatini non sono di primissi-mo ordine ma più probabil mente intorno a quelle stesse posizioni che impedirono ad altri di essere eletti nel 2006, cioè quelle intermedie. "Le riflessioni vanno avanti", ha assicurato il Presidente. Riflessioni e pensieri che potrebbero coinvolgere anche Mario Perilli e Anna Maria Massimi (che nel pomeriggio fanno sapere di aver "apprezzato molto la scelta difficile del presidente Melilli"), "perché le elezioni liberano dei posti in regione e sono convinto che sarebbe giusto che tutti insieme cercassimo di aumentare la nostra forza". Altri motivi di questa scelta? Melilli spiega di essersi reso conto che "la gente non avrebbe capito, interpretando il gesto in mòdo diverso da quelli che erano i miei intendimenti. Il sospetto che privilegiavo un posto al sole faceva pagare un prezzo troppo alto a me, alla coalizione e al Pd". Certo che comunque anche questo circuito di voci, simili annunci e poi smentite di dimissioni, al riparo delle critiche non lo metterà di certo. "Capisco che ci sono elementi che possono essere letti come contraddittori". Tradotto ancora dal linguaggio della politica: Melilli lo sa bene.( Marco Fuggetta)

  13 Febbraio 2008

  RIETI - "E' la certificazione della crisi della identità politica del centrosinistra": cosi il capogruppo Giovanni Pompei (Prc) giudica il politicamente anomalo consiglio provinciale in apertura del quale il presidente Fabio Melilli annuncia la possibilità delle proprie dimissioni quali "conseguenza degli ostacoli che una candidatura parlamentare reatina trova negli ambienti nazionali e regionli del Partito democratico". Per Melilli "se il Pd cresce .è giusto che lo faccia anche il Reatino" per cui le dimissioni sono un "gesto di provocazione o di rottura se il Reatino non dovesse avere uri riconoscimento territoriale m termini di rappresentanza politico-parlamentare: una rappresentanza forte, per contare di più: lo chiedono anche i sindacati" precisando come "non è in gioco la camera di Melilli" ma "l'avvenire di un intero territorio". E Melilli, al di là degli umori, "valuterà" serenamente "prima di consegnare agli atti le mie dimissioni". (che potrebbero essere presentate anche oggi con la 'possibilità di essere ritirate "ove la mia provocazione ottenga l'effetto desiderato"). E fiammifero è stato acceso da una interrogazione del capogruppo Gianfranco Gatti (Udc) cui hanno aderito i capigruppo Paolo Trancassini (An) e Michele Pasquale Nicolai (FI), interrogazione che si è persa nel mare magnum del dibattito sull'annuncio di Melilli. Sospensione del consiglio, riunione del centrosinistra che critica Melilli "per aver assunto in solitudine la decisione della comunicazione ignorando i partiti ed il loro ruolo". Gli interventi da parte del centrosinistra hanno avuto tutti la stessa cifra di stupore per non essere stati quantomeno (lo stesso capogruppo del Pd, Filippo Lucentini, avrebbe appreso delle possibili dimissioni dagli organi di informazione). Diversa la cifra degli interventi del centrodestra: a parte l'interrogazione Gatti-Trancassini-Nicolai, Emanuele Micarelli (An) non fa sconti circa la "crisi interna al centrosinistra ritenendo le dimissioni di Melilli al di fuori degli interessi del territorio" mentre Antonio Cicchetti (An), a proposito degli impegni assunti con il territorio sociale, ricorda quando "nel 2000 Storace voleva candidarmi alle Regionali ma rifiutai per gli impegni assunti con la città di cui ero sindaco". Ma se il centrodestra vede nelle dimissioni di Melilli un fatto "personale e non una provocazione a favore del Reatino", lo stesso Melilli smentisce la  riduttiva interpretazione in quanto "siccome il 33 percento della lista deve essere riservato alle donne, io stesso proporrò la candidatura parlamentare di una donna quale presenza del Reatino". Insomma nulla è ancora definito e tutto ancora possibile anche se i margini positivi per una candidatura parlamentare risultano essere al quanto ristretti allo stesso Melilli. Ma, al di là delle "ragioni dei partiti", qualche simpatica malignità circolava nei corridoi: la meno cattiva : "Questi fanno finta di arrabbiarsi perché sono consapevoli che, dopo un anno di commissariamento della Provincia, difficilmente molti saranno rieletti perché chi li tiene uniti ed in vita è soltanto Melilli". (Ajmone Filiberto)

 

 13 Febbraio 2008

 LEONESSA -  Provincia batte Leonessa 13 a 5: dopo una lunga maratona oratoria (ce n'era abbastanza per salire e scendere dal Terminillo) dei due documenti votati dal consiglio è passato quello della maggioranza firmato da Filippo Lucentini (Pd), che se da un lato «impegna la Giunta Provinciale (cioè se stessa, ndr} ad assicurare lo sviluppo del comprensorio montano dell'intera provincia e scongiurare ogni altro eventuale tentativo di disgregare l'assetto territoriale» nonché «a sollecitare la Regione per un rapido pronunciamento sul progetto di sviluppo integrato elaborato dalla Provincia» dall'altro invita il consiglio comunale di Leonessa «a rivedere la propria posizione». Ovvero, a fare dietro front rispetto al proposito di chiedere il distacco dal Lazio e l'annessione all'Umbria. Un'iniziativa «non condivisa» dal consiglio provinciale in quanto «penalizzante per Leonessa e per la provincia di Rieti». Questa risoluzione, ai voti, ha avuto la meglio su quella presentata dal consigliere e vice sindaco di Leonessa Paolo Trancassini (An) che invitava invece il consiglio a «censurare il comportamento dilatorio della Regione, più attento a logiche di coalizione che non al rispetto di un territorio e alle sue legittime e concrete possibilità di sviluppo» e «ad approvare senza indugio il programma degli interventi sul Terminillo.
 

  13 Febbraio 2008

 Leonessa Provincia di Rieti, no alla "secessione" - Il Consiglio Provinciale ai Rieri ha votato e approvato a maggioranza - respingendo l'odg proposto dal capogruppo di An Paolo Trancassini sulla richiesta di referendum per l'aggregazione di Leonessa alla Regione Umbria - l'ordine del giorno proposto, e condiviso da tutte le forze di maggioranza, dal capogruppo del Pd Filippo Lucentini. Il testo dell'odg appena approvato dal Consiglio Provinciale spiega che: «Il Consiglio Provinciale, preso atto della deliberazione del Comune di Leonessa relativa alla indizione del referendum per il distacco dalla Regione Lazio e per il conseguente accorpamento alla Regione Umbria, non condivide ogni iniziativa tesa a favorire lo smembramento della provincia di Rieti. Il Consiglio Provinciale valuta tale iniziativa penalizzante per Leonessa, per la sua cittadinanza, per la provincia di Rieti e per la popolazione del territorio provinciale. Invita il Consiglio Comunale di Leonessa a rivedere la propria posizione espressa nella suddetta deliberazione. Impegna la Giunta Provinciale ad assicurare lo sviluppo del comprensorio montano dell'intera provincia e scongiurare ogni altro eventuale tentativo di disgregare l'assetto territoriale. Impegna, altresì, la Giunta Provinciale a sollecitare al Regione Lazio per un rapido pronunciamento sul progetto di Reference.

 

  13 Febbraio 2008

 Respinta la scissione di Leonessa - Un Consiglio provinciale fiume quello andato in scena per l'intera giornata di ieri. Mattinata dedicata alle comunicazioni di Melilli e alla discussione su due interrogazioni su consulenze e incarichi esterni presentata da Leonardi (Fi) e sui contributi allo sport da Pirozzi (An). Pomeriggio monopolizzato dal dibattito sull' odg presentato dal capogruppo di An Paolo Trancassini in merito al referendum per l'annessione all'Umbria di Leonessa. "Posso comprendere le ragioni" - ha detto Melilli -"Ciò che non condivido è che si metta in discussione l'appartenenza alla nostra provincia di cui Leonessa è parte integrante e sostanziale. I problemi non si risolvono ruggendo ma confrontandosi e trovando solidarietà che per quanto mi riguarda la comunità leonessana ha, tutta intera". Dall' opposizione è stato Cicchetti (An) a sottolineare che "nonostante tutti si dicono d'accordo" nulla si muove. "Lo stesso Marrazzo si è detto d'accordo. Ma è possibile fermare un processo di questo tipo per il veto di due o tre persone? Una componente (i verdi, ndr) che non influisce neanche sulla maggioranza". Infine Cicchetti ha annunciato "l'intenzione di andare avanti su questa vicenda fino in fondo anche in Regione". Alla fine il consiglio ha votato e approvato a maggioranza -respingendo l'odg proposto da Trancassini - l'ordine del giorno proposto, e condiviso da tutte le forze di maggioranza, dal capogruppo del Pd Filippo Lucentini. Hanno espresso voto contrario i consiglieri: Trancassini, Micarelli, Leonardi, Nicolai e Cicchetti. La maggioranza si è detta contraria all'accorpamento alla Regione Umbria, perché porterebbe ad uno smembramento della provincia di Rieti. Il Consiglio ha valutato L'iniziativa penalizzante per Leonessa, per la sua cittadinanza, per la provincia di Rieti e per la popolazione del territorio provinciale invitando il consiglio di Leonessa a «ripensarci». Mar.Fug.

 

  13 Febbraio 2008

LEONESSA parte integrale del Lazio: il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli sembra bocciare la volontà dell'amministrazione del centro sabino di «annettersi» all'Umbria. «Posso comprendere le ragioni di Leonessa e la sua voglia di determinare migliori condizioni per il proprio sviluppo -ha detto Melili; - Ciò che non condivido è che si metta in discussione l'appartenenza alla nostra provincia di cui Leonessa è parte integrante e sostanziale. I problemi non si risolvono fuggendo ma confrontandosi e triivando solidarietà che per quanto mi riguarda la comunità leonessana ha, tutta intera», ha concluso Fabio Melilli in merito alla discussione, tuttora in corso in Consiglio Provinciale, sull'esame dell'istanza presentata dal capogruppo di An, Paolo Trancassini, relativa alla richiesta di referendum per l'aggregazione di Leonessa alla Regione Umbria. 
 

  13 Febbraio 2008

Elezioni II numero uno della Provincia deciderà dopo il consiglio dei ministri sulla possibilità di revoca delle dimissioni. La Sinistra Arcobaleno correrà da sola Melilli «appeso» a un decreto  - Lascerebbe per dare rappresentanza al centrosinistra reatino in Parlamento-Si dimette, non si dimette? Forse si. Ma poi le revoca? Ieri mattina era partito il totoscommesse a Palazzo d'Oltre Velino sulle reali intenzioni del Presidente della Provincia in merito alle dimissioni da presentare per poter ambire alla candidatura in Parlamento nelle liste del Partito Democratico. E proprio anticipando un'interrogazione dell'opposizione, il Presidente Fabio Melili! ha spiegato la situazione. "La nostra provincia ha bisogno di contare di più" per questo "sto per compiere un gesto, quello di dimettermi dalla presidenza della Provincia, che sarà molto probabile, tenendo però conto che non ne uscirò bene". Insomma solo un «annuncio» di dimissioni "che potrebbero arrivare stasera (ieri sera, ndr) o domani" ma che, qualora i vertici regionali e nazionali del Pd non accettino la candidatura, potrebbero essere revocate. "Valuterò, perciò, cosa fare prima di consegnare agli atti le mie dimissioni". Le comunicazioni del Presidente dell'Upi aprono la strada al diluvio di commenti. La sinistra radicale chiede subito la sospensione del consiglio. Da dieci minuti il break sfiora l'ora e al rientro in aula Giovanni Pompei (Rc) spiega a Melilli che "l'intervento non convince" aggiungendo che "sarebbe stato più opportuno preannunciare le sue dimissioni" e che "il Pd si dovrà assumere la responsabilità di queste decisioni visto che non c'è stato nessun tavolo di confronto tra i partiti della coalizione". Infine la promessa: "nell'eventualità delle dimissioni la Sinistra arcobaleno andrà da sola alle elezioni provinciali". Dai banchi del centrodestra Cicchetti (An), anch'egli probabile candidato, bacchetta Melilli perché "nonostante anch' io sia candidabile non mi passa per la testa di fare i capricci o dire che sono indispensabile". Trancassini (An) parla di "ambizioni personali" mentre Nicolai (Fi) di "epilogo che però non si comprende" e infine Lidia Nobili che attacca Melilli accusandolo di "aver sempre anteposto i suoi interessi a quelli delle istituzioni". La sensazione generale è che gli ostacoli romani nel Pd per la candidatura di Melilli siano concreti e che lo stesso Presidente abbia puntato ad alzare il tiro inviando messaggi a Roma. Ma, contemporaneamente, questa mossa ha sortito fatalmente l'effetto di evidenziare i nervi scoperti tra Pd e Sinistra Arcobaleno a Palazzo d'Oltre Velino. Critiche Dai banchi dell'opposizione accuse di ambizioni e protagonismo .(Marco Fuggetta)

 

 13 Febbraio 2008

 Alta tensione in consiglio provinciale. Cicchetti: «Io invece non tradirò il patto con gli elettori» Melilli: «Mi dimetto per aiutare Rieti» Provocazione per «ottenere più rappresentanza per la Sabina» Un po'consiglio provinciale e un po' melidramma quello andato in scena ieri mattina. Voce solista Fabio Melilli, che ha confermato di pensare a possibili sue dimissioni da presidente (peraltro revocabili) quale gesto di provocazione se Rieti non avrà «un riconoscimento territoriale in termini di rappresentanza politica». Controcanto Mario Pompei, che ha chiarito che in caso di elezioni amministrati ve anticipate la Sinistra Arcobaleno correrà da sola pur non considerando esaurita «la spinta propulsiva del centro sinistra del 2004». All'unisono il centro destra, che in un crescendo rossiniano ha infierito su Melilli senza pietà. «Gioca con il territorio una battaglia che è solo personale», attacca Trancassini. «Ben vengano le dimissioni ma per quello che Melilli non ha fatto in quattro anni» - Dimissioni, Melilli sulla graticola II presidente della Provincia attaccato dal centrodestra: Se ne vada per il fallimento della Giunta «Potrei lasciare per aiutare Rieti ad ottenere più peso politico» «Ve dico la verità, non è che ci ho capito tanto ma ce scommetto la Murtipla a metano che il problema è falso e alla fine non succederà niente». Semplifica, Sergio Pirozzi, consigliere provinciale di An e allenatore, ma magari così la gente capisce. «Melilli minaccia le dimissi