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31 Dicembre 2008 |
LEONESSA "Bruschettata" in
corso San Giuseppe - Fino al 6
gennaio in scena a Leonessa il ricco
contenitore di eventi "Insieme per il
Natale". Prossimo appuntamento domani,
in corso San Giuseppe, con "la
bruschettata"; alle 18,30, nella chiesa
di S. Maria Grande, concerto di
Capodanno tenuto dall'Ensemble d'archi
Sequenza (direttore Angelo M. Bruzzese,
solista Fabio-la Battaglini-xylophone);
alle 21,30, al teatro parrocchiale San
Pietro, il circolo culturale "Durante
Dorio" riproporrà la commedia in
vernacolo di Nardino Cesaretti "Lu
Fantasma".
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31 Dicembre 2008 |
Terminillo, il nodo
irrisolto del rilancio della montagna -
No, il 2008 non è stato ancora l'anno
giusto per il ritornoo al Terminillo ma
poco c'è mancato che non fosse quello
della fuga di Leonessa, da Rieti e dal
Lazio. Poco più che una provocazione,
quella lanciata dall'ex sindaco Paolo
Trancassini un anno fa giusto di questi
tempi, che però col rotolare dei mesi si
ingrossa fino a diventare una piccola
valanga politica che poteva avere
effetti letali sul fragilissimo sistema
territoriale di una Provincia in perenne
ricerca di identità. Ma i 926 sì che si
contano nel gelido pomeriggio del primo
dicembre nei tre seggi aperti a Leonessa
se salvano il referendum non bastano
però ad innescare il processo di
secessione del comune dal Lazio. E tra
tanta soddisfazione da parte di Regione
e Provincia ecco anche il rammarico di
Melilli, per essere stato lasciato solo
a difendere l'integrità della "sua"
Provincia.
Con Leonessa tutto cominciò con le
mancate risposte della Regione al piano
sul Terminillo promosso dalla Provincia
nel giugno 2006 e del quale era parte
integrante il progetto per lo
sfruttamento sciistico della Vallonina
della società Isic. Per il sindaco
Alfredo Rauco e una buona fetta di
leonessani è solo da quel progetto
(valore stimato in 50 milioni di euro,
tutti a carico di privati) che per
Leonessa può arrivare un futuro,
coniugando montagna a sviluppo: dunque i
"no" espliciti ed impliciti a quel piano
suonano come schiaffi ad una comunità
piccola ma orgogliosa della sua identità
e specificità. Così, strada facendo,
diventano questi i termini chiave della
battaglia, che dal paese e dalle ville
di Leonessa scende a valle accendendo
curiosità e riuscendo, per un attimo
almeno, a coagulare intomo a quel «via
dal Lazio, torniamo in Umbria» se non
proprio consensi certo interesse e una
malcelata simpatia.
I giorni passano, e se nel reatino si
discute se ci sia o meno un'idea una di
provincia di Rieti, a Roma in consiglio
regionale affiora il caso della
secessione di Leonessa e con essa del
piano mai partorito per il rilancio del
Terminino. Piano che però la Provincia
nel frattempo ha cambiato: accantonato
quello con gli impianti in Vallonina, si
lavora su un'altra ipotesi che prevede
un radicale ammodernamento degli
impianti esistenti, lo scavalco tra i
due versanti, lo sviluppo di Campo
Stella, l'integrità di Vallonina.
Aspettando il progetto, il consiglio
regionale impegna la giunta Marrazzo ad
approvarlo quanto prima. Come e quando
lo scopriremo nel 2009.
(Alessandra Lancia)
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28 Dicembre 2008 |
Cinque milioni di euro per rilanciare fl turismo La Sabina punta su verde,borghi,alberghi e
ostelli - Dalla Regione Lazio in arrivo cinque milioni e mezzo di
euro per alberghi e ostelli: nel progetto saranno coinvolti 37
comuni della provincia di Rieti.
Natura, verde, borghi, storia, e presto anche strutture
ricettive pubbliche in grado di accogliere i turisti nel modo
migliore e a basso costo: per i comuni dell'Appennino laziale si
apre una nuova prospettiva di sviluppo turistico, grazie ai 5
milioni e mezzo di euro che la Regione Lazio ha destinato alla
riqualificazione e al potenziamento della ricettività delle zone
montane. Su proposta dell'assessore al Turismo Claudio Mancini,
la giunta Marrazzo ha infatti deciso di mettere a disposizione
di 64 comuni dell'Appennino, nelle province di Rieti, Roma e
Frosinone, le risorse provenienti dal Fondo Unico Regionale per
il Turismo, attraverso un avviso pubblico rivolto agli enti
locali. «L'obiettivo è rafforzare il sistema dell'accoglienza,
nell'ottica di uno sviluppo "sostenibile nei territori montaani
della regione attraverso l'incremento e la riqualificazione
delle strutture ricettive di proprietà pubblica. Tutto questo
per migliorare la fruibilità del territorio dell'Appennino
laziale, ricco di grandi potenzialità turistiche, dove vogliamo
incentivare l'aumento dei posti letto e la crescita di
un'offerta diversificata ed ecocompatibile», spiega l'assessore
al Turismo della Regione Lazio, Claudio Mancini.
Quattro le tipologie di intervento cui sono destinate le
risorse, che verranno gestite da Sviluppo Lazio. Innanzitutto la
riqualificazione di strutture ricettive turistiche pubbliche già
esistenti, per l'adeguamento alle norme di sicurezza e per
l'abbattimento delle barriere architettoniche, cui sono
destinati 3 milioni di euro (in questo ciascun contributo potrà
variare da un minimo di 200mila a un massimo di 8OOmila euro).
All'incentivazione del risparmio energetico, del turismo
sostenibile ed ecocompatibile vanno invece TOOmila euro, per
contributi compresi tra un minimo di 25mila a un massimo di
1OOmila euro. Alla realizzazione o al completamento di strutture
già realizzate è destinato poi un milione e mezzo di euro (ogni
contributo potrà variare tra i 1OOmila e i 250mila euro). Infine
SOOmila euro sono destinati alla dotazione di sistemi
informatici innovativi e di sistemi per l'e-commerce, con
l'installazione di applicazioni che consentano di provvedere via
computer all'obbligo di registrare gli ospiti - pratica
utilizzata per i fini statistici - ma anche di verifìcare la
soddisfazione dei clienti (i contributi andranno da un minimo di
1Omila a un massimo di 50mila euro).
In provincia di Rieti 37 i comuni che potranno presentare
domanda.
I paesi coinvolti dal progetto I COMUNI che possono presentare
domanda per il finanziamento degli interventi sono: in Provincia
di Rieti, Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Ascrea, Borbona,
Borgorose, Borgovelino, Cantalice, Castel di Torà, Castel Sant'Angelo,
Cittaducale, Cittareale, Collalto Sabino, Colle di Torà,
Collegiove. Colli sul Velino, Concerviano, Contigliano,
Fiamignano, Greccio, Labro, Leonessa, Marcetelli, Micigliano,
Monte S. Giovanni Reatino, Montenero Sabino, Morrò Reatino,
Nespolo, Paganico Sabino, Pescorocchiano, Petrella Salto, Poggio
Bustone, Posta, Rieti, Rivodutri, Turania e Varco Sabino. In
Provincia di Roma: Arcinazzo Romano, Arsoli, Camerata Nuova,
Cervara di Roma, Jenne, Riofreddo, Subiaco, Vallepietra,
Vallinfreda e Vivaro Romano. In Provincia di Fresinone:
Acquafonda, Alvito, Campoli Appennino, Collepardo, Filettino,
Guarcino, Pescosolido, Picinisco, San Biagio Saracinisco, San
Donato Val Comino, Settefrati, Sora, Trevi nel Lazio,
Vallerotonda, Veroli, Vico nel Lazio e Viticuso.
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27 Dicembre 2008 |
LEONESSA Polenta bruschettà e salsicciata
in piazza Le feste si riempiono di tanti buoni sapori E' assai ricco di
appuntamenti il programma dei festeggiamenti per le vacanze natalizie di
Leonessa. Tutti siono organizzati da Comune, Pro loco e parrocchia. Si inizia
domani, sabato 27, alle 18.30 nella chiesa di Santa Maria con il concerto della
"Corale San Giuseppe" di Leonessa.
Domenica, alle 21.30, nel teatro parrocchiale di San Pietro, il circolo
culturale Durante Dorio presenta invece la commedia in vernacolo "Lu Fantasma"
di Nardino Cesaretti. Martedi 30 l'appuntamento è culinario: alle 17.30 "polentata"
in corso San Giuseppe a cura dei commercianti, mentre mercoledì alle 18 nella
chiesa di Santa Maria c'è la "Messa di ringraziamento".
Diversi appuntamenti sono previsti anche per il giorno di Capodanno: alle 16.30
"La bruschetta" in corso San Giuseppe a cura dei commercianti, alle 18.30 nella
chiesa di Santa Maria, grande "Concerto di Capodanno" dell'Ensemble d'archi
"Sequenza", diretto da An gelo Maria Bruzzese e solista Fabiola Battaglini ed
infine, alle 21.30, replica della commedia "Lu Fantasma" che verrà messa in
scena anche nei giorni seguenti. Venerdì 2 gennaio, alle 18.30 nella chiesa di
Santa Maria, il concreto del Quartetto di clarinetti "Emesto Cavallini".
Ancora musica classica in calendario per domenica 4 gennaio con il Quartetto
d'Archi "Interludium" di Roma, in programma alle 18.30 nell'Auditorium Santa
Lucia.
Il 5 gennaio alle 18.30 si toma alla gastronomia locale con l'organizzazione
della ormai classica salsicciata e il vin brulé in piazza che si terrà in
occasione della premiazione del concorso "Scopriamo i presepi dell'altipiano
Leonessa". Alle 21.30, nel centro sportivo, spettacolo di cabaret con Giangranco
Fino e Gianluca Giuliarelli.
Per il giorno della Befana, infine, alla 8.30, tradizionale "Messa della
Bambina" aperta solo agli uomini e dell'Epifania; quindi, alle 12, arrivo della
Befana con i doni per bambini nella chiesa di Santa Maria.
(Francesco Chiaretti)
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24 Dicembre 2008 |
Il bilancio passa, le polemiche restano Trancassini (An): «Melilli dimostra di
non avere una linea politica per il territorio» Notte di veglia in Provincia per
l'approvazione del bilancio di previsione del 2009, passato con i soli voti
della maggioranza e il "no" dei 4 irriducibili della minoranza capeggiati da
Paolo Trancassini. Ammonta a 124 milioni e 700mila euro il volume complessivo di
entrate e spese dell'ente, con le entrate garantite quest'anno da alienazioni,
trasferimenti di capitale e riscossione di credito per 70 milioni di euro, dai
contributi di Stato e Regione (30 milioni di euro), tributi ( 14 milioni di
euro). 44 i milioni di euro di spesa corren te (di cui 14 milioni di euro per il
persoale), 71 i milioni di euro di spese in conto capitale, 1,1 milioni per
rimborso prestiti, 7,3 milioni di euro per servizi per conto terzi. Approvato
anche il piano triennale delle opere pubbliche su cui ha relazionato l'assessore
Rufino Battisti.
«L'ultimo bilancio approvato dimostra ancora una volta che la giunta Melilli non
ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio», il giudizio del
consigliere Paolo Trancassini. «Non uno slancio, ne un'idea e neppure un'analisi
del territorio e delle sue potenzialità dalle quali partire per il rilancio
dell'economia. Cosa è stata la Provincia di Melilli? A cosa potrà essere
associato il suo mandato? Non una risposta, su questo, è venuta dai banchi della
maggioranza». Forse perché i consiglieri erano impegnati nella lettura del
documento della Sinistra democratica sulla questione morale nel Pd. «Visto lo
strappo, mi aspettavo una risposta anche su questo», chiudeTrancassini. Ma si è
fatto tardi. Notte.
A.L.
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24 Dicembre 2008 |
Attacco Impietoso - il
capogruppo di An; «Bilancio mediocre»
Trancassini boccia la Provincia -
L'ultimo bilancio preventivo
dell'amministrazione guidata da Fabio
Melilli non ha fatto una buona
impressione all'opposizione.
A spiegare i motivi, e a puntare i
riflettori sui problemi del
centrosinistra a pochi mesi dalle
elezioni provinciali, è ancora una volta
il consigliere di minoranza Paolo
Trancassini.
«La presidenza di Fabio Melilli - spiega
Trancassini - si è caratterizzata per
una navigazione a vista e l'ultimo
documento di programmazione ne è la
conferma: non uno slancio, ne un'idea,
ma soprattutto nessuna analisi attenta
del territorio provinciale e delle sue
potenzialità, dalle quali partire per il
rilancio». A cosa associare il mandato
di Melilli? È questa la domanda che si
ripete Trancassini. Una delle risposte è
che «se l'amministrazione provinciale
non deciderà di ripartire dalle
peculiarità del territorio e della sua
storia continuerà a celebrare i funerali
delle industrie».
Torna anche su Leonessa Trancassini,
spiegando che «con il referendum si è
dimostrato che la politica quando ha la
capacità e la tenacia di battersi per il
proprio territorio ottiene importati
risultati. Oggi si parla del Terminino e
del suo rilancio e verranno rea lizzati
nuovi impianti di risalita: tutto questo
lo si deve alla ostinazione di una
splendida e passionale battaglia
democratica che ha avuto al centro il
territorio». Infine Trancassini affonda
sulla «questione morale» del Pd, facendo
riferimento al duro comunicato emesso
dagli alleati di Sinistra democratica,
del quale vi abbiamo dato conto ieri.
«Considerato che tale formazione
politica amministra la Provincia di
Rieti mi aspetto un chiarimento. In
consiglio risposte non ne abbiamo avute.
Auspico che Melilli e Sinistra
democratica lo facciamo al più presto,
visto che c'è poco da interpretare su
quanto scritto da Sd. Lo strappo è
evidente».
(Marco Fuggetta)
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24 Dicembre 2008 |
Il consigliere Trancassini all'attacco
della giunta Melilli "Gli impianti al
Terminillo? Una vittoria di Leonessa" -
"La Provincia non è in grado di garantire sviluppo"
"I nuovi impianti al Terminillo sono la vittoria della battaglia compiuta da
Leonessa. La giunta alla guida della Provincia di Rieti non ha una linea
politica capace di dare un futuro al territorio". Non usa mezzi termini il
consigliere provinciale Paolo Trancassini, che muove una severa critica alla
gestione Melilli.
"L'ultimo bilancio approvato dimostra ancora una volta che la giunta alla guida
della Provincia non ha una linea politica capace di dare un futuro al
territorio". E' quanto dichiarato dal consigliere provinciale Paolo Trancassini.
"La presidenza di Fabio Melilli - spiega Trancassini - si è caratterizzata per
una navigazione a vista e l'ultimo documento di programmazione ne è la conferma:
non uno slancio, ne un'idea, ma soprattutto nessuna analisi attenta del
territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali partire per il
rilancio dell'economia. Qual è stata la Provincia di Melilli? A cosa potrà
essere associato il suo mandato? Non una risposta in tal senso dai banchi della
maggioranza. Se l'amministrazione provinciale non deciderà di ripartire dalle
peculiarità del territorio e della sua storia continuerà a celebrare i funerali
delle industrie. Occorre, infatti, una seria politica di rilancio
dell'artigianato, del commercio, del turismo e dell'agricoltura e di questo non
v'è traccia nell'ultimo bilancio e nemmeno in quelli degli anni precedenti".
Nel corso della seduta di lunedì Paolo Trancassini è stato chiamato in causa
ripetutamente dai consiglieri di maggioranza sul tema della consultazione
referendaria di Leonessa. "Con il referendum ú spiega il consigliere provinciale
- si è dimostrato che la politica quando ha la capacità e la tenacia di battersi
per il proprio territorio ottiene importati risultati. Oggi si parla del
Terminillo .e del suo rilancio e verranno realizzati nuovi impianti di risalita:
tutto questo lo si deve alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia
democratica che ha avuto al centro il territorio e il suo sviluppo".
La incapacità della giunta di centrosinistra nel realizzare e progettare si è
palesata anche nella disfatta in materia di Piano territoriale provinciale
generale (Ptpg). "È evidente - continua Trancassini - il fallimento nella
mancata approvazione del Ptpg, annunciato più volte dal vicepresidente Roberto
Giocondi come una grande possibilità di sviluppo per le deleghe 'a cascata' che
avrebbe avuto questo Piano. Dopo cinque anni, non è stato approvato perché più
volte rimandato indietro per l'incapacità di progettare da parte di questa
amministrazione provinciale".
Chiarimenti vengono chiesti, inoltre, sulle gravi affermazioni riportate in una
nota di Sinistra democratica in merito alla ó cosiddetta questione morale
all'interno del Pd. "Mentre la nostra è una condanna politica per il
centrosinistra - commenta Trancassini ieri si è registrato un attacco sulla
moralità del Partito democratico presente sul nostro territòrio. Considerato che
tale formazione politica amministra la Provincia di Rieti mi aspetto un
chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo avute. Auspico che Melilli e
Sinistra democratica lo facciamo al più presto, visto che c'è poco da
interpretare su quanto scritto da Sd. Lo strappo che si è consumato è evidente".
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www.ilgiornaledirieti.it |
23 Dicembre 2008 |
«L’ultimo bilancio approvato dimostra
ancora una volta che la giunta alla
guida della Provincia non ha una linea
politica capace di dare un futuro al
territorio». Lo dichiara il consigliere
provinciale Paolo Trancassini.
«La presidenza di Fabio Melilli
– continua Trancassini - si è caratterizzata per una navigazione a vista
e l’ultimo documento di programmazione ne è la conferma: non uno
slancio, né un’idea, ma soprattutto nessuna analisi attenta del
territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali partire per
il rilancio dell’economia. Qual è stata la Provincia di Melilli? A cosa
potrà essere associato il suo mandato? Non una risposta in tal senso dai
banchi della maggioranza. Se l’amministrazione provinciale non deciderà
di ripartire dalle peculiarità del territorio e della sua storia
continuerà a celebrare i funerali delle industrie. Occorre, infatti, una
seria politica di rilancio dell’artigianato, del commercio, del turismo
e dell’agricoltura e di questo non v’è traccia nell’ultimo bilancio e
nemmeno in quelli degli anni precedenti».
Nel corso della seduta di ieri,
Paolo Trancassini è stato chiamato in causa ripetutamente dai
consiglieri di maggioranza sul tema della consultazione referendaria di
Leonessa.
«Con il referendum – spiega il
consigliere provinciale – si è dimostrato che la politica quando ha la
capacità e la tenacia di battersi per il proprio territorio ottiene
importati risultati. Oggi si parla del Terminillo e del suo rilancio e
verranno realizzati nuovi impianti di risalita: tutto questo lo si deve
alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia democratica che
ha avuto al centro il territorio e il suo sviluppo».
«La incapacità della giunta di
centrosinistra nel realizzare e progettare si è palesata anche nella
disfatta in materia di Piano territoriale provinciale generale (Ptpg). È
evidente – continua Trancassini - il fallimento nella mancata
approvazione del Ptpg, annunciato più volte dal vicepresidente Roberto
Giocondi come una grande possibilità di sviluppo per le deleghe ‘a
cascata’ che avrebbe avuto questo Piano. Dopo cinque anni, non è stato
approvato perché più volte rimandato indietro per l’incapacità di
progettare da parte di questa amministrazione provinciale».
Chiarimenti vengono chiesti,
inoltre, sulle gravi affermazioni riportate in una nota di Sinistra
democratica in merito alla cosiddetta questione morale all’interno del
Pd. «Mentre la nostra è una condanna politica per il centrosinistra –
commenta Trancassini - ieri si è registrato un attacco sulla moralità
del Partito democratico presente sul nostro territorio. Considerato che
tale formazione politica amministra la Provincia di Rieti mi aspetto un
chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo avute. Auspico che
Melilli e Sinistra democratica lo facciamo al più presto, visto che c’è
poco da interpretare su quanto scritto da Sd. Lo strappo che si è
consumato è evidente».
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Avv. Giuseppe La Bella |
23 Dicembre 2008 |
Torno a scrivere sul “nostro” sito,
ma questa volta solo a titolo personale,
dopo l’aspra, ma leale, campagna
referendaria e dopo i tentativi, già
denunciati, di mistificarne i risultati.
Questa volta, visti i precedenti senza
alcuna meraviglia, leggo sulla stampa (e
non) che il “grimaldello” (io l’avevo
chiamata clava!) del referendum porterà
gli impianti sciistici a Leonessa…con
ben due piste del “Progetto ISIC”, oltre
a quelle, ovviamente, tanto vituperate
del “Progetto Costantini” che ora,
stranamente, troverebbero tutti
d’accordo. Morale della favola: il
“piatto di lenticchie” (ovvero questa
soluzione) che era già pronto e
“cucinato” prima del referendum (ricordo
le mie dichiarazioni, di TRANCASSINI e
soprattutto di MELILLI), viene ora
servito “riscaldato” offerto ed
accettato dagli “sconfitti”. I meriti di
tutta l’operazione? Di chi ovviamente lo
aveva da tempo accettato..
Questi sono i
miracoli della politica…
Ringrazio comunque
tutti coloro che mi sono stati accanto in questa importante avventura ed
anche quelli che si sono trovati sul fronte contrapposto. Tra questi
ultimi uno in particolare. Quello che con tono rassegnato mi disse sulle
scale di Palazzo Mongalli, subito dopo le varie conferenze stampa
dell’indimenticabile (per noi!) pomeriggio del 1 Dicembre, se fosse
giusto che me ne andassi così…abbandonando Leonessa.
Non aveva sentito
sicuramente le mie dichiarazioni. Avevo riferito, ed è riportato, a
futura memoria, nell’articolo della LANCIA, pubblicato, peraltro, nella
Vostra rassegna, che sarei andato “a riscuotere le cambiali” (rectius:
promesse) che mi avevano sottoscritto Regione e Provincia.
Loro le stanno
onorando senza alcuna preventiva “messa in mora” e soprattutto senza
offrire alcun “contorno” in cambio…
Quindi mi
aspetterei che TRANCASSINI, nella sua “corsa alla Dorando Petri“ alla
poltrona di Presidente di quella stessa Provincia che riteneva inutile
(per gli altri…), unitamente ai suoi “biografi”, abbiano la lealtà di
non parlare più di questo referendum. Avranno sicuramente altri validi
argomenti, magari proponendo il “modello Leonessa” per la Provincia di
Rieti…
Colgo,
infine, l’occasione per augurare a tutti i leonessani un sereno Natale
ed a Leonessa un 2009 di rinascita.
Giuseppe LA
BELLA
labella@studiolabella.it
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Comunicato Stampa |
23 Dicembre 2008 |
COMUNICATO STAMPA
“L’ultimo bilancio
approvato dimostra ancora una volta che la giunta alla guida della
Provincia non ha una linea politica capace di dare un futuro al
territorio”. Lo dichiara il consigliere provinciale Paolo Trancassini.
“La presidenza di
Fabio Melilli – continua Trancassini - si è caratterizzata per una
navigazione a vista e l’ultimo documento di programmazione ne è la
conferma: non uno slancio, né un’idea, ma soprattutto nessuna analisi
attenta del territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali
partire per il rilancio dell’economia. Qual è stata la Provincia di
Melilli? A cosa potrà essere associato il suo mandato? Non una risposta
in tal senso dai banchi della maggioranza. Se l’amministrazione
provinciale non deciderà di ripartire dalle peculiarità del territorio e
della sua storia continuerà a celebrare i funerali delle industrie.
Occorre, infatti, una seria politica di rilancio dell’artigianato, del
commercio, del turismo e dell’agricoltura e di questo non v’è traccia
nell’ultimo bilancio e nemmeno in quelli degli anni precedenti”.
Nel corso della
seduta di ieri, Paolo Trancassini è stato chiamato in causa
ripetutamente dai consiglieri di maggioranza sul tema della
consultazione referendaria di Leonessa. “Con il referendum – spiega il
consigliere provinciale – si è dimostrato che la politica quando ha la
capacità e la tenacia di battersi per il proprio territorio ottiene
importati risultati. Oggi si parla del Terminillo e del suo rilancio e
verranno realizzati nuovi impianti di risalita: tutto questo lo si deve
alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia democratica che
ha avuto al centro il territorio e il suo sviluppo”.
La incapacità della
giunta di centrosinistra nel realizzare e progettare si è palesata anche
nella disfatta in materia di Piano territoriale provinciale generale (Ptpg).
“È evidente – continua Trancassini - il fallimento nella mancata
approvazione del Ptpg, annunciato più volte dal vicepresidente Roberto
Giocondi come una grande possibilità di sviluppo per le deleghe ‘a
cascata’ che avrebbe avuto questo Piano. Dopo cinque anni, non è stato
approvato perché più volte rimandato indietro per l’incapacità di
progettare da parte di questa amministrazione provinciale”.
Chiarimenti vengono
chiesti, inoltre, sulle gravi affermazioni riportate in una nota di
Sinistra democratica in merito alla cosiddetta questione morale
all’interno del Pd. “Mentre la nostra è una condanna politica per il
centrosinistra – commenta Trancassini - ieri si è registrato un attacco
sulla moralità del Partito democratico presente sul nostro territorio.
Considerato che tale formazione politica amministra la Provincia di
Rieti mi aspetto un chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo
avute. Auspico che Melilli e Sinistra democratica lo facciamo al più
presto, visto che c’è poco da interpretare su quanto scritto da Sd. Lo
strappo che si è consumato è evidente”.
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Regione Lazio |
23 Dicembre 2008 |
PERILLI: FONDI REGIONALI PER IL TURISMO MONTANO
Sono stati stanziati 5 milioni e mezzo di euro come fondo unico
regionale del turismo, che interesseranno 37 comuni della provincia
di Rieti. A darne notizia il consigliere regionale Mario Perilli:<<un
nuovo investimento per la provincia di Rieti – dichiara Perilli –
che sarà distribuito ai comuni della regione, in totale 67, di cui
trentasette della provincia di Rieti, che riguarderanno interventi
per ristrutturazione e riqualificazione di strutture recettive
turistiche pubbliche, incentivazioni al risparmio energetico, del
turismo sostenibile ed eco compatibile, realizzazione di nuove
strutture ricettive turistiche pubbliche e implementazione di
sistemi informatici "innovativi" e di sistemi per l'e – commerce.
Una ulteriore spinta ad incentivare il turismo montano, dopo il
grande impegno finanziario di 20 milioni di euro che riguarda il
Terminillo. Questo finanziamento aiuterà ancora di più la
valorizzazione del turismo montano e che nella portata del
finanziamento premia in modo oggettivo proprio la provincia di
Rieti, a cui va ad aggiungersi l'approvazione di oggi del Distretto
della Montagna reatina>>. I comuni interessati, saranno quelli di
Accumuli, Amatrice, Antrodoco, Ascrea, Borbona, Borgorose,
Borgovelino, Cantalice, Castel di Tora, Castel Sant'Angelo,
Cittaducale, Cittareale, Collalto, Colle di Tora, Collegiove, Colli
sul Velino, Concerviano, Consigliano, Fiamignano, Greccio, Labro,
Leonessa, Marcetelli, Micigliano, Monte San Giovanni, Montenero,
Morro, Nespolo, Paganico, Pescorocchiano, Petrella, Poggio Bustone,
Posta, Rieti, Rivodutri, Turania e Varco.
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20 Dicembre 2008 |
Secondo voi,
senza Leonessa ed il suo Referendum,
sarebbe successo ?
La Redazione di www.leonessa.org
La Regione allenta i vincoli - Si riaccende la speranza per
gli impianti sulla Vallonina - La Regione "allenta" a sorpresa i
vincoli nelle zone Sic e Zps del Lazio e per questo riprende quota il
progetto della Isic per la realizzazione di impianti da sci sulla
Vallonina nel versante nord del Terminillo. Il referendum
"secessionista" di Leonessa è passato ormai da una ventina di giorni ma
ecco che, con una delibera di Giunta, la Regione Lazio fa clamorosamente
retromarcia rispetto ai regolamenti da applicare nelle zone a protezione
speciale togliendo quelle norme che, di fatto, impedivano la
realizzazione del progetto Isic. La delibera è del 17 dicembre e
modifica appunto il regolamento approvato nel maggio scorso che - per
dirla con le parole del consigliere provinciale Paolo Trancassini che
contro di esso ha ingaggiato una battaglia campale - "andavano oltre le
direttive impartite dall'allora ministro dell'Ambiente Pecoraro Scarno
impedendo la realizzazione anche di quegli impianti in corso di
approvazione".
Contro quelle norme - oltre al referendum - il Comune di Leonessa
(assistita in qualità di legale da Paolo Trancassini gratuitamente)
aveva ingaggiato una battaglia legale impugnando la delibera davanti al
tribunale amministrativo regionale del Lazio. Tutti erano in attesa
della fissazione dell'udienza in cui i giudici sarebbero dovuti entrare
nel merito. Ma non ce ne sarà bisogno. La Regione ha fatto retromarcia,
di fatto, da se. Sette pagine di delibera che riportano tutto al punto
di partenza. Più o meno. Le modifiche si sono ritenute necessario anche
considerando il fatto - si legge nella delibera - che "per quanto
attiene i comprensori sciistici appenninici o preappenninici del Lazio
alcune amministrazioni locali hanno manifestato, in incontri ufficiali
con l'assessorato Ambiente e Cooperazione tra i popoli, l'interesse al
completamento dei comprensori medesimi per soddisfare le aspettative
maturate nel tempo al fine di garantire uno sviluppo dei tenitori
montani sui quali da tempo si registra un abbandono delle popolazioni
locali anche per la cronica mancanza di opportunità di lavoro". Per
questo - adeguandosi alle normative nazionali - sono fatti salvi dai
divieti "gli impianti per i quali sia stato avviato il procedimento di
autorizzazione, mediante deposito del progetto esecutivo comprensivo di
valutazione d'incidenza". Ora si tratterà di capire se il progetto ISIC
può rientrare in questa casistica.
(Paolo Di Basilio)
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21 Dicembre 20008 |
I consiglieri regionali Massimi e Perilli confermano gli
investimenti "Terminillo, promesse mantenute"- Approvati i 20 milioni
per gli impianti sciistici - 20 milioni di euro per la realizzazione dei
nuovi impianti al Terminillo: la Finanziaria regionale ha approvato un
emendamento presentato , dai consiglieri regionali Perilli e
Massimi, che esprimono soddisfazione: "Sono state mantenute le
promesse". La finanziaria regionale in corso di approvazione al
Consiglio del Lazio ha appena approvato un emendamento presentato
dai consiglieri Massimi e Perilli che stanzia in totale 20 milioni di
euro per la realizzazione dei nuovi impianti al Terminillo.
"Una grande soddisfazione - hanno dichiarato Perilli e Massimi - questa
è la conferma del nostro sostegno concreto e l'attenzione al
comprensorio sciistico del Terminillo. Avevamo preso un impegno e lo
abbiamo mantenuto; questo intervento finanziario, concordato da tempo
con il Presidente della Regione Piero Marrazzo e il Presidente della
Provincia Fabio Melilli, andrà a definire la strategia di sviluppo del
Terminillo, sul quale sia la Regione che la Provincia hanno sempre
dimostrato massima attenzione". Venti milioni di euro, spalmati nel
bilancio triennale 2009-2011 (4 milioni nel 2009, 8 milioni nel 2010 gli
ultimi 8 nel 2011): "C'è stato un grande lavoro di mediazione politica,
la cifra è consistente e credo che assieme all'Amministrazione
provinciale potremmo finalmente chiudere questo capitolo e rilanciare
definitivamente il turismo invernale della nostra montagna".
 |
21 Dicembre 2008 |
Venti milioni di euro in tre anni
per gli impianti del Terminillo - Il
consiglio regionale, nell' ambito della
discussione della finanziaria, ha deciso
lo stanziamento di 20 milioni di euro in
tre anni (4 nel 2009, 8 nel 2010 e 8 nel
2011) per la progettazione e la
realizzazione di impianti sciistici nel
comprensorio del Terminillo. «C'è stato
un grande lavoro di mediazione politica
ha commentato Mario Perilli la cifra è
consistente e credo che assieme
all'amministrazione provinciale potremo
finalmente rilanciare il turismo
invernale della nostra montagna».
Soddisfatta anche Anna Maria Massimi che
collega lo stanziamento a quanto
avvenuto a Leonessa. «Lo stanziamento
dell'ingente somma rappresenta la
conclusione migliore di un percorso che
ha animato il nostro territorio con
gesti anche sconsiderati, vedi il
referendum - ha detto la Massimi -
questo traguardo rappresenta e sostiene
quanti hanno lottato per battersi a
favore del comitato del No dimostrando
piena fiducia nel nostro lavoro che è
sempre andato in direzione degli
interessi di tutta la comunità». Ora
però sarà necessario mettere in campo un
progetto serio e nel più breve tempo
possibile.
(Marco Fuggetta)
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21 Dicembre 2008 |
Il finanziamento inserito dalla
Regione nella legge finanziaria-
Sostegno al progetto della Provincia
Fioccano soldi sul monte Terminillo
- Stanziati 20 milioni, in tre anni, per
realizzare i nuovi impianti sciistici
-Terminillo, prima la neve, adesso i
soldi, 20 milioni di euro da qui a tre
anni dalla Regione per la progettazione
e la realizzazione di impianti
sciistici. Nella corsa alla finanziaria
regionale i consiglieri reatini Mario
Perilli e Anna Maria Massimi hanno
"strappato" un emendamento che stanzia 4
milioni di euro nel 2009, 8 nel 2010,
altrettanti nel 2011 così da garantire
una prima "riserva" al piano
intercomunale per il rilancio della
Montagna cui sta lavorando la Provincia
(piano del valore complessivo di 70
milioni di euro).
«Avevamo preso un impegno e lo abbiamo
mantenuto - dichiarano Perilli e la
Massimi ripensando al grigio autunno
leonessano - questa è la conferma della
nostra attenzione e del nostro sostegno
concreto al comprensorio sciistico del
Terminillo. Tale intervento finanziario,
concordato da tempo con il presidente
della Regione Marrazzo e il presidente
della Provincia Melilli, servirà a
definire la strategia di sviluppo del
Terminillo». Anche Melilli canta
vittoria pure se il piano intercomunale
sul quale questi soldi saranno spesi non
è stato ancora completamente definito.
«Contiamo di presentarlo entro l'anno e
comunque le riunioni con l'assessore
regionale Zaratti si susseguono», dice.
Dentro, come si ricorderà, ci sono
nuovi impianti di risalita progettati
nel versante reatino, un "aggancio" al
Terminino da Cantalice, lo scavalco con
una funicor a 100 posti alla selletta di
Leonessa, una serie di impianti nel
versante leonessano di Campo Stella e
due bacini idrici per l'innevamento
artificiale.
Un progetto da 70 milioni di euro che,
nel dettaglio, è ancora allo studio in
Provincia ma per il quale il tecnico
veneto Daniele Costantini sta già
lavorando alla valutazione di incidenza,
uno dei passaggi chiave per un primo,
complessivo via libera dalla Regione.
Via libera che la giunta regionale, come
si ricorderà, si era impegnata a dare su
mandato del consiglio quale gesto di
buona volontà e maggiore attenzione alle
tematiche della montagna reatina
"rotolate a valle" col referendum
secessionista promosso da Leonessa. E
proprio all'indomani di quel voto,
insufficiente a staccare il comune
reatino dal Lazio, che i consiglieri
regionali Perilli e Massimi si erano
impegnati anche sul fronte economico
invitando ad aspettare la prossima
finanziaria per stimarne gli esiti. E
ieri ecco i 20 milioni di euro su scala
triennale. «Lo stanziamento di questa
somma - ha dichiarato la Massimi, la più
esposta al vento freddo leonessano -
rappresenta la conclusione migliore di
un percorso che ha animato il nostro
territorio con gesti anche sconsiderati,
in quanto si rivendicavano giuste
pretese ma con un percorso sbagliato».
Tra le priorità già indicate
nell'ipotesi progettuale della Provincia
c'è il nuovo impianto per la Cardito
Nord, la pista più bella del Terminillo
da due anni off limits perché la vecchia
seggiovia era ormai fuori legge.
Aspettate però un anno almeno a infilare
gli sci...
(Alessandra Lancia)
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21 Dicembre 2008 |
Lo stanziamento approvato
dal consiglio regionale Terminino, 20
milioni per le piste Terminino
Stanziamento approvato dal consiglio
regionale Venti milioni di euro per le
piste Penili e Massimi: "Via atto
sviluppo sciistico"
RIETI - Dopo l'allentamento dei vicoli
alle Zone protette, comprese quelle del
Terminillo, deciso dalla giunta
regionale su proposta dell'assessore
all'Ambiente Filiberto Zaratti, ora
arrivano anche i soldi per lo sviluppo
sciistico del comprensorio. Il consiglio
regionale ha stanziato 20 milioni di
euro inseriti nella Finanziaria
regionale. L'annuncio è stato fatto ieri
dai consiglieri regionali Anna Maria
Massimi e Mario Perilli che, tengono a
sottolinerare in una nota, "hanno
sostenuto con grande lavoro e interesse
l'iter della prosposta fino alla sua
approvazione".
Ora, ovviamente, non possono che
esprimere soddisfazione, soprattutto la
Massimi che nelle scorse settimane è
stata una delle protagoniste della
campagna referendaria a Leonessa dalla
parte del "fronte per il No" per il
passaggio in Umbria e che alla fine,
seppur per effetto del doppio quorum non
raggiunto, ha avuto la meglio nella
contesa elettorale.
"Lo stanziamento dell'ingente somma
dichiara - rappresenta la conclusione
migliore di un percorso che ha animato
il nostro territorio con gesti anche
sconsiderati, vedi il referendum, che
rivendicava con un percorso sbagliato le
giuste pretese di un territorio che
chiedeva investimenti e aiuti di vario
tipo per essere rilanciato. Questo
traguardo rappresenta e sostiene quanti
hanno lottato a favore del comitato del
No, dimostrando piena fiducia nel nostro
lavoro che è sempre andato in direzione
degli interessi di tutta la comunità".
Con la cifra stanziata verranno
realizzati nuovi impianti sciistici che
miglioreranno la dualità nell'offerta
turistica del Terminillo e di Leonessa
con modalità progettuali da valutare.
E sta proprio qui il punto. Quali
saranno questi impianti? Quelli proposti
a ridosso del referendum dalla Provincia
attraverso il "progetto Costantini"
oppure quelli, ormai famosi, sulla
Vallonina, pagati con un project
financing - il privato paga e gestisce
per un periodo di tempo prestabilito
quanto realizzato - e che sono stati
fermati? Molto probabilmente ci sarà una
sorta di "terza via" che sarà una
sintesi. A questo si lavorerà nelle
prossime settimane e si è lavorato anche
a ridosso, del referendum. Il "segnale",
arrivato dalla giunta regionale che di
fatto ha tolto alcuni degli ostacoli che
impedivano la realizzazione delle piste
sulla Vallonina, è stato recepito
positivamente anche da Paolo Trancassini.
"E' la dimostrazione - dice al telefono
che il referendum a qualche cosa è
servito, quantomeno ad aprire dei tavoli
tecnici in cui si è iniziato a parlare
dei progetti in maniera seria. Ora si
deve riconoscere all'amministrazione
comunale di aver rispettato le
istituzioni pur avendo portato fino in
fondo il referendum. Per quanto mi
riguarda - conclude - sono convinto che
almeno una parte del progetto Isic (le
piste più m alto, ndr] verrà realizzato,
cosi come non ho niente contro una
stazione a Cantalice o contro lo
scavalco. Penso che gli incontri che
abbiamo avuto con Zaratti fino a qualche
giorno prima del voto abbiano lasciato
un segno. Ora però bisogna
concretizzare".
(Paolo Di Basilio)
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20 Dicembre 2008 |
La Regione allenta i vincoli
- Si riaccende la speranza per gli
impianti sulla Vallonina - La
Regione "allenta" a sorpresa i vincoli
nelle zone Sic e Zps del Lazio e per
questo riprende quota il progetto della
Isic per la realizzazione di impianti da
sci sulla Vallonina nel versante nord
del Terminillo. Il referendum
"secessionista" di Leonessa è passato
ormai da una ventina di giorni ma ecco
che, con una delibera di Giunta, la
Regione Lazio fa clamorosamente
retromarcia rispetto ai regolamenti da
applicare nelle zone a protezione
speciale togliendo quelle norme che, di
fatto, impedivano la realizzazione del
progetto Isic. La delibera è del 17
dicembre e modifica appunto il
regolamento approvato nel maggio scorso
che - per dirla con le parole del
consigliere provinciale Paolo
Trancassini che contro di esso ha
ingaggiato una battaglia campale -
"andavano oltre le direttive impartite
dall'allora ministro dell'Ambiente
Pecoraro Scarno impedendo la
realizzazione anche di quegli impianti
in corso di approvazione".
Contro quelle norme - oltre al
referendum - il Comune di Leonessa
(assistita in qualità di legale da Paolo
Trancassini gratuitamente) aveva
ingaggiato una battaglia legale
impugnando la delibera davanti al
tribunale amministrativo regionale del
Lazio. Tutti erano in attesa della
fissazione dell'udienza in cui i giudici
sarebbero dovuti entrare nel merito. Ma
non ce ne sarà bisogno. La Regione ha
fatto retromarcia, di fatto, da se.
Sette pagine di delibera che riportano
tutto al punto di partenza. Più o meno.
Le modifiche si sono ritenute necessario
anche considerando il fatto - si legge
nella delibera - che "per quanto attiene
i comprensori sciistici appenninici o
preappenninici del Lazio alcune
amministrazioni locali hanno
manifestato, in incontri ufficiali con
l'assessorato Ambiente e Cooperazione
tra i popoli, l'interesse al
completamento dei comprensori medesimi
per soddisfare le aspettative maturate
nel tempo al fine di garantire uno
sviluppo dei tenitori montani sui quali
da tempo si registra un abbandono delle
popolazioni locali anche per la cronica
mancanza di opportunità di lavoro". Per
questo - adeguandosi alle normative
nazionali - sono fatti salvi dai divieti
"gli impianti per i quali sia stato
avviato il procedimento di
autorizzazione, mediante deposito del
progetto esecutivo comprensivo di
valutazione d'incidenza". Ora si
tratterà di capire se il progetto ISIC
può rientrare in questa casistica.
(Paolo Di Basilio)
|
Regione Lazio |
20 Dicembre 2008 |
Siamo
assolutamente convinti che il Referendum
non sia stato un gesto sconsiderato.
Solo grazie alla "dirompente" iniziativa
della Giunta di Maggioranza del Comune di Leonessa (peraltro avallato in
prima istanza dalla Giunta di Minoranza), siamo arrivati ai 20 milioni
di Euro. Grimaldello,
non gesto sconsiderato.
Questa per adesso è solo campagna
elettorale: ci sono le difficoltà di perenne genesi di una compagine
politica, c'è l'inchiesta di Napoli che è bella cha arrivata a Roma, c'è
il timore di giungere alla inaugurazione dei nuovi impianti di Leonessa
con un giunta non proprio "allineata".
Bisognerebbe essere tutti "allineati"
all'idea Leonessa: ma questa è un'altra storia.
Noi, nel nostro piccolo, aspettiamo.
Aspettiamo un progetto, che ancora non c'è: aspettiamo i fatti.
Saremo i primi a congratularci (sempre per
quello che vale il nostro giudizio, cioè meno che zero).
Buona Natale a tutti.
La Redazione di www.leonessa.org
Il Consiglio Regionale del Lazio, in
seduta per approvare la Finanziaria 2009, ha deliberato lo stanziamento
di 20 milioni di euro per lo sviluppo sciistico del comprensorio del
Terminillo.
La Regione Lazio stanzia 20 milioni di
euro per lo sviluppo sciistico del comprensorio del Terminillo che con
questa soluzione potrà puntare ad un consistente rilancio del sito
montano. L’importante decisione è stata annunciata dai consiglieri
regionali Annamaria Massimi e Mario Perilli che hanno sostenuto con
grande lavoro e interesse l’ iter della proposta fino alla sua
approvazione.
“Lo stanziamento dell’ingente somma –
ha dichiarato Annamaria Massimi – rappresenta la conclusione migliore di
un percorso che ha animato il nostro territorio con gesti anche
sconsiderati, vedi il referendum, che rivendicava con un percorso
sbagliato le giuste pretese di un territorio che chiedeva investimenti e
aiuti di vario tipo per essere rilanciato. Questo traguarda rappresenta
e sostiene quanti hanno lottato per battersi a favore del comitato del
NO dimostrando piena fiducia nel nostro lavoro che è sempre andato in
direzione degli interessi di tutta la comunità”.
Con la cifra stanziata verranno
realizzati nuovi impianti sciistici che miglioreranno la qualità
dell’offerta turistica del sito sciistico del Terminillo e di Leonessa
con modalità progettuali da valutare.
Cordiali saluti
On. Anna Maria Massimi
|
Regione Lazio |
20 Dicembre 2008 |
PERILLI E MASSIMI: "MANTENUTE LE
PROMESSE SUL TERMINILLO"
La finanziaria regionale in corso di
approvazione al Consiglio del Lazio, ha appena approvato un
emendamento presentato dai consiglieri regionali Mario Perilli e
Anna Maria Massimi che stanzia in totale 20 milioni di euro per la
progettazione e la realizzazione di impianti sciistici al
Terminillo. <<Una grande soddisfazione – hanno dichiarato Perilli e
Massimi – questa è la conferma del nostro sostegno concreto e
l'attenzione al comprensorio sciistico del Terminillo. Avevamo preso
un impegno e lo abbiamo mantenuto; questo intervento finanziario,
concordato da tempo con il Presidente della Regione Piero Marrazzo e
il Presidente della Provincia Fabio Melilli, andrà a definire la
strategia di sviluppo del Terminillo, sul quale sia la Regione che
la Provincia hanno sempre dimostrato massima attenzione>>. Venti
milioni di euro, spalmati nel bilancio triennale 2009 – 2011 (4
milioni nel 2009, 8° milioni nel 2010 gli ultimi 8 nel 2011):<<c'è
stato un grande lavoro di mediazione politica, la cifra è
consistente e credo che assieme all'Amministrazione provinciale
potremmo finalmente chiudere questo capitolo e rilanciare
definitivamente il turismo invernale della nostra montagna>>..
|
I Nostri Lettori |
16 Dicembre 2008 |
Come si fà ad avere una qualsiasi
notizia sulla apertura degli impianti?
Riguardo al famoso referendum,non
sarebbe stato meglio regalare a qualche
benefattore i leonessani con relativi
politicanti e
ricominciare tutto dal principio?
Saluti
Gigi Presciutti
 |
12 Dicembre 20008 |
"L'ABOLIZIONE delle Province causerebbe una situazione di caos
senza precèdenti". Ha concluso così la propria intervista andata in onda
la sera di mercoledì a Matrìx il presidente Upi Fabio Melilli.
La trasmissione di Canale 5 condotta da Enrico Montana ha dedicato la
puntata alla questione relativa alla richiesta sollevata da più parti
dell'abolizione dell'ente provincia: in studio tra gli altri 'Vittorio
Feltri, che sta portando avanti una raccolta di firme per proporre al
governo l'abolizione dell'ente: "Siamo già a quota 32mila, presto
presenteremo la petizione al governo e non potranno far finta di
niente". n presidente delTUpi e della Provincia di Rieti dal canto suo
ha ribadito il perché dell'impossibilità del taglio: "Intanto per la
situazione di forte indebitamento delle Province: chi erediterebbe il
debito? - si è chiesto Melilli - Inoltre d sarebbero gravissimi problemi
occupazionali e per la redistribuzione dei compiti amministrativi
attualmente detenuti dalle Province".
|
Frontiera |
12 Dicembre 2008 |
|
I Nostri Lettori |
12 Dicembre 2008 |
Grazie 2
volte ...
Una volta per i complimenti, sempre graditi.
Ma soprattutto per aver ricordato i nostri
amici di Campo Stella. Fantastici.
Per il resto, lo ripetiamo : aspettiamo i
fatti, dopo le promesse di chi ha vinto il Referendum.
Felice Natale, Francesco !!
La Redazione di www.leonessa.org
Buonasera spettabile redazione di
Leonessa,inviandovi a tutti Voi gli auguri di Natale e
complimentandomi per il bellissimo e sempre aggiornato sito,che
leggo ogni giorno volentieri,con profondo rammarico devo pero'
dire,della delusione provata per gli esiti negativi degli impianti
sciistici di Campo stella.
Con una annata come questa,con la
neve che non si vedeva da 60 anni,vedere Campo Stella chiuso e'
veramente deprimente,forse tanta grazia di Dio per un paese di
montagna come il vostro e' sprecata,sono anni e anni,che soltanto
chiacchiere imbevute di tanta politica non hanno portato a nulla e a
nulla porteranno in futuro.
Ci vogliono i fatti,se la vostra
montagna era al nord o tantomeno in Abruzzo,Leonessa ora sarebbe una
fiorente stazione sciistica,con un turismo invernale sviluppato,che
avrebbe dato respiro alla vostra economia locale ,ma soprattutto
lavoro ai vostri tanti giovani,che sono costretti ad emigrare per un
posto di lavoro.
La politica non fa' il bene delle
persone e dei territori,ma procura soltanto poltrone di potere,per
cui Campo Stella rimane una bellissima realta' da ammirare
soltanto nelle foto.
Un saluto a tutti ed in particolare a
quei pochi temerari o forse io chiamerei pionieri,che con tanto
sacrificio e amore ci hanno permesso in questi ultimi due anni di
passare delle bellissime domeniche a sciare a Campo Stella,curando
le piste con un impegno notevole,rendendole perfette,anche con i
pochissimi mezzi a disposizione,lasciando le promesse soltanto alle
chiacchiere di chi cercava una poltrona,e non una discesa con gli
sci.
Cordiali saluti
 |
10 Dicembre 2008 |
RIETI-ROMA IL TRENO DELLE BEFFE -
Sembra proprio una persecuzione: il
feeling tra i sabini e il settore dei
trasporti resta un sogno. Potrebbe
essere scritto un libro sulle numerose
vicende che hanno caratterizzato
(negativamente) le stagioni dei
pendolari di casa nostra. Disagi
notevoli, promesse disattese,
collegamenti vecchi, incompleti e
inefficienti. Strade e ferrovie
rappresentano purtroppo un calvario per
tutta la provincia di Rieti, che paga lo
scotto di un isolamento atavico sotto
molteplici profili, a cominciare da
quello socioeconomico. Non si contano
più gli annunci della realizzazione
(imminente) di importanti opere
pubbliche - sia stradali, sia
ferroviarie - in grado di determinare
una svolta storica nel precario
equilibrio tra infrastrutture, lavoro,
economia e pendolarismo. A nulla, o
quasi, sono valse le infinite richieste
dei vari comitati che si sono battuti in
modo encomiabile per ottenere mezzi più
moderni per la Capitale. Dal 13 dicembre
entrerà in funzione il treno dei
desideri che collegllerà Rieti a. Roma
(via Terni) senza cambi. Sembrava una
conquista,\na presenta il colore di una
beffa per giunta molto costosa a ridosso
di consultazioni elettorali. Viene
danneggiata di nuovo la classe dei
pendolari, quella che deve trovarsi
tutti i giorni entro le 8 o al massimo
le 8.30 a Roma. Sapete a che ora parte
il treno da Rieti? Alle 7.56. L'arrivo è
previsto non prima delle 9.30. Ultimo
particolare, tutt'altro che irrilevante:
ferma solo alla stazione Tiburtina. Cui
prodest?
( FRANCESCO DI SALVATORE)
|
www.ilgiornaledirieti.it |
10 Dicembre 2008 |
«Dal 15 dicembre i cittadini di
Rieti potranno andare a Roma diretti,
senza cambio a Terni. Benissimo. Ma
quelli della provincia come faranno ad
arrivare a Rieti o Terni?».
A chiederselo Paola Francia, presidente
del circolo di Alleanza nazionale di
Greccio, “Nuova Italia”. Va bene la
tanta attenzione dedicata alla questione
da Provincia e Regione, ma, prosegue
Francia «questi enti si sono dimenticati
dei cittadini, quelli che vanno a
scuola, al lavoro o che devono recarsi
nel capoluogo per visite o fare degli
acquisti. Ebbene, questi cittadini di
serie b, da lunedì, il treno lo vedranno
solo passare nei loro comuni perché non
si fermerà più se non in rare
occasioni».
«Si potrebbe pensare – prosegue
l’esponente di An - che stiamo parlando
di stazioni minori, di poca importanza
sia per popolazione residente che per
storia ma, non è così, parliamo niente
di meno che di Greccio, paese di 1500
abitanti, famoso in tutto il mondo e
méta costante di turisti, in particolare
nel mese di dicembre che, da lunedì
prossimo, vedrà, ridotte le fermate
della tratta Rieti-Terni di più del 50
per cento».
«Il presidente Melilli – sottolinea
Francia - dimentica troppo spesso che la
provincia da lui amministrata non
termina in Sabina, per la quale tanto si
adopera, ma comprende territori
altrettanto importanti e così oggi
Greccio, come ieri Leonessa, spariscono
dagli interessi amministrativi della sua
giunta forse perché troppo lontani dalla
sua tanta amata terra natia».
«Non so come si possa parlare di
rilancio dei piccoli centri e di turismo
quando poi si va nella direzione
opposta. Siamo stanchi di futili
promesse e di una politica dell’immagine
che si traduce solo in disagi maggiori
per tutti. Solo ieri Marazzo - sostenuto
da tutta l’amministrazione provinciale -
dichiarava che la cessione della tratta
Rieti-Terni alla centrale umbra avrebbe
portato solo benefici ai reatini. Sono
passati pochi mesi e la realtà è venuta
a galla: questa operazione è servita
solo ad accontentare la regione umbra a
discapito dei cittadini del Lazio,
perché il treno – denuncia Francia -,
per questi signori, non è un servizio
pubblico ma un affare privato».
«Si chiede al presidente Melilli –
conclude Francia - di intervenire presso
chi di competenza affinché si possa
prima del 15 dicembre porre rimedio a
questa situazione, come ad altre, che
creeranno un grande disagio per i
cittadini e un danno all’economia
turistica di questi territori».
|
I Nostri Lettori |
8 Dicembre 2008 |
Ringraziamo
di cuore il Signor Rauco per
l'apprezzamento.
Con la sincera speranza che continui a
seguire il nostro lavoro, senza far mai mancare il suo prezioso
contributo.
Riteniamo che l'imparzialità non sia di
questo mondo.
Siamo uomini faziosi, ma liberi.
La Redazione di www.leonessa.org
Ho seguito con molto interesse sul vostro sito tutte le
vicissitudini del referendum e sono qui a complimentarmi per l'ampia
esposizione dei fatti e il dettaglio nel comunicare ogni piccolo
avanzamento.
Peccato per l'eccessiva faziosità che spesso è andata a discapito
di una chiarezza nell'esposizione dei fatti.
Vi confermo in ogni caso i miei complimenti, continuerò a seguire
il vostro sito con la stessa frequenza usata durante questi giorni.
Achille Rauco
|
www.mepradio.it |
8 Dicembre 2008 |
A cura
dell'Avv. Gianfranco Paris, direttore di
"Mondo Sabino"
<< Finalmente un evento politico! Il noioso piccolo mondo politico
locale è stato finalmente “scosso” da un evento politico. L’epicentro a
Leonessa, nel cuore dell’Appennino centrale, a due passi da tutte le
vette più alte. Gran maestro d’eruttazione Paolo Trancassini. E chi
meglio di Lui che ha respirato fin quasi dalle “fasce” il calore della
“fiamma tricolore”! Trancassini, già sindaco di Leonessa da tempo,
asfissiato dalla mancanza più totale di qualsiasi fatto che avesse la
parvenza di una iniziativa politica, s’è inventato un referendum da
sottoporre al giudizio dei leonessani che aveva per oggetto il quesito:
Vuoi abbandonare il Lazio e passare con l’Umbria?
A prima vista la cosa poteva apparire come una battuta. Invece non è
stato così, essa ben presto si è rivelata una bomba ad orologeria
fermata al 30 novembre 2008, ed ha costretto tutti i suoi avversari ad
una corsa ad ostacoli per disinnescarla. Dico tutti, perché subito si è
capito che la cosa non era gradita né agli avversari della sinistra, né
ai “camerati” della destra con i quali milita Trancassini nel consiglio
provinciale. Ma Trancassini ha un pregio che in politica oggi è un
vizio: ragionare con la propria testa ed agire di conseguenza. Tutti
sanno che la provincia di Rieti è abbandonata a se stessa e che alcuni
paesi periferici, pur avendone le potenzialità, con questa classe
politica non faranno mai un passo avanti.
Leonessa lamenta soprattutto di non poter diventare una stazione
sciistica importante dell’Italia centrale nord che gravita sull’Umbria e
sulle Marche. Tutti sanno che stando nel Lazio non ci diventerà mai. Il
principale ostacolo è che coloro che stanno al potere di volta in volta,
invece di pensare al loro territorio dal quale provengono si
accontentano di fare la loro piccola carriera di gregari ed obbediscono
a direttive politiche che non comprendono l’occuparsi di Leonessa.
Trancassini lo sa perché frequenta da anni le “sacre” botteghe del
potere. Ha sopportato fino ad oggi, poi si è stufato. Evidentemente non
è uno che si appaga di piccole prebende personali, anche perché, essendo
un libero professionista, fprse se lo può permettere. E’ un qualche cosa
che ho vissuto anch’io sulla mia pelle negli anni settanta, e lo
comprendo a pieno.
Così ha preso Lui l’iniziativa e non ha guardato in faccia a nessuno:
amici e avversari, puntando sul popolo dei leonessani, sui suoi
concittadini, che del resto lo hanno eletto per due volte sindaco di
Leonessa.La cosa ha preso tutti di contropiede. Dapprima hanno
sottovalutato, poi hanno cominciato ad aver paura e alla fine è partita
una controffensiva senza esclusione di colpi. Una vera e propria guerra
per bande!
Alla fine hanno vinto loro, i politici di sinistra e di destra della
provincia di Rieti perché, a causa di un meccanismo elettorale reso
difficile dal legislatore, sono riusciti ad evitare che la procedura
della separazione vada avanti per 220 voti, ma i leonessani hanno dato
un solenne schiaffo alla classe politica locale votando in 926 per la
separazione e solo 238 per la permanenza nel Lazio. Gli altri non sono
andati a votare. Gli avversari di Trancassini diranno che non votando
hanno espresso un no, come ha fatto la chiesa di recente per un
referendum sui diritti civili, ma questi sono giochetti di parole perché
molte persone non sono andate a votare certo anche per impedimento e,
data la poca differenza dal quorum, possiamo certo dire che più della
metà della popolazione di Leonessa amerebbe andarsene con l’Umbria. Un
giudizio certamente non lusinghiero per tipi come Melilli, Giocondi,
Cicchetti, Perilli, Massini, ecc…
Ora è chiaro che le cose non potranno essere più come prima. Un motivo
di fondo contro il SI è stato quello che per ottenere bisogna chiedere,
insistere come questuanti, costringere politicamente la Provincia e
soprattutto la Regione Lazio ad occuparsi di Leonessa (e non solo di
Leonessa ma di tutta la provincia di Rieti dico io). Giocondi poi ha
promesso attraverso una intervista a Mondo Sabino che il problema del
bacino sciistico del Terminillo deve considerarsi quasi risolto!
Ora che il pericolo più grosso è scomparso dall’orizzonte politico
immediato vedremo se questi signori sapranno avere un sussulto
d’orgoglio o si accontenteranno di continuare a riempire solo il loro “grecile”!
Saranno capaci di fare qualcosa di positivo per davvero? Io ci credo
poco! Continueranno a fare il piccolo cabotaggio del sottogoverno ed a
comprare tizio e caio come fanno da sempre. Trancassini intanto ha
capito che una azione politica che tenga conto delle esigenze del
territorio non può essere fatta qui da noi né con politici di destra, né
con politici di sinistra e subito si è dimesso da AN. Se Melilli &C.
cantano vittoria, fanno molto male perché non si accorgono che l’ignavia
ha un limite, e qui da noi gli effetti dell’ignavia stanno superando
ogni limite consentito. Nel Nord quando l’immobilismo della DC divenne
ignavia, nacque la Lega, i cui effetti negativi ci sovrastano tutt’oggi.
Dobbiamo invogliare Trancassini a fondare anche qui da noi una Lega di
liberazione? In politica tutto può accadere. A me non piacciono le
contestazioni arrabbiate, ma quando ce vo’, ce vo’! A meno che la
lezione non sia servita, e allora forse cominceremo a respirare aria
nuova >>.
 |
7 Dicembre 2008 |
Questo colorato di arancione è
l'articolo comparso il 4 dicembre 2008
sul quotidiano "Nuovo Rieti oggi".
Quello colorato di grigio (almeno in partenza) è l'articolo
comparso sul Tempo il 7 dicembre 2008.
Il primo articolo (quello arancione) parla di lettera aperta ai
Leonessani
Il secondo articolo (quello grigio) parla anch'esso di
lettera aperta ai leonesani.
Nell'articolo grigio trovate evidenziati in blu i passaggi
identici tra i due articoli.
Concludendo: l'articolo de "Il Tempo" del 7 dicembre 2008 è
praticamente lo stesso di quello pubblicato da "Nuovo Rieti Oggi" il 4
dicembre 2008.
Tranne che per un piccolo dettaglio: nell'articolo de"Il Tempo"
viene omesso il passaggio :"...ed impegnarsi
a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per cambiare
amministrazione. Quella sì che va cambiata.........!"
Chiediamo scusa per l'effetto cromatico. Crediamo però sia più
discutibile quanto accaduto.
La Redazione di www.leonessa.org
Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco di
Leonessa dal Lazio Annamaria Massimi ringrazia i cittadini "In questo
momento c'è grande soddisfazione per l'esito del voto"
RIETI - Annamaria Massimi scrive una lettera aperta ai Leonessani per
ringraziarli della fiducia dimostrata.
Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà necessario ripensare
il futuro comune".
Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco del Comune di
Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria, ad
esprimere piena soddisfazione per l'esito del voto, è l'Onorevole
Annamaria Massimi, leonessana alla guida della commissione scuola,
diritto allo studio, formazione professionale e università.
"Da leonessana e da Consigliere regionale del Lazio ringrazio i
rappresentanti del Comitato del No, tutti i Leonessani che si sono
recati alle urne per esprimere parere negativo all'eventuale passaggio
in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare;
hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia
nell'istituzione regionale e provinciale. Da oggi continuerà
incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti
affinchè il comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa
non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli
impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano
che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica
di tutta la Regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni
assunti e per questo continuerò a farmi garante e portavoce di un
territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione
Lazio. E' importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso
presidente Marrazzo abbia sottolineato che" Leonessa è un Comune che non
vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro
territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere
insieme a tutta la provincia reatina". » Verso lo steso obiettivo è
stato anche il sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio
Melilli al quale va un plauso per aver difeso gli interessi dei
territorio all'insegna dell'unità.
Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro
ed impegnarsi
a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per cambiare
amministrazione. Quella sì che va cambiata.........!"
Annamaria Massimi, consigliere regionale alla guida della
commissione Scuola, ha scritto questa lettera aperta ai leonessani
all'indomani del voto per il referendum.
«Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà
necessario ripensare il futuro comune. Da leonessana e da consigliere
regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del Comitato del No,
tutti i leonessani che si sono recati alle urne per esprimere parere
negativo all'eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che
volutamente non si sono recati a votare. Hanno tutti dimostrato non solo
buon senso, ma anche piena fiducia nell'istituzione regionale e
provinciale».
«Da oggi continuerà incessantemente il lavoro per
Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il Comune abbia
l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuoi dire solo darsi
da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma
sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare
uno dei più importanti centri d'attrazione turistica di tutta la
Regione».
«È importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente
Marrazzo abbia sottolineato che "Leonessa è un Comune che non vogliamo
perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio
che la giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a
tutta la provincia reatina". Verso lo stesso obiettivo è stato anche il
sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli.
Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro».
|
I Nostri Lettori |
6 Dicembre 2008 |
Egregio Avv. La
Bella
Raccolgo con piacere il Suo invito fare i
“conti numerici” del Referendum appena trascorso, munendomi, come da Suo
consiglio, di idonea calcolatrice. A dire la verità non ne avrei
bisogno, ma visto che Ella avrà certamente usato quelle che ha trovato
nei luoghi di lavoro dei Suoi amici, ho preferito cautelarmi.Comunque i
numeri, quelli si, sono galantuomini.
Ulteriore doverosa premessa: ho votato – con
estrema convinzione – SI-. Passiamo ora ai numeri.
Percentuale votanti alle elezioni politiche
dell’aprile duemilaotto: 77%
Tenuto conto di tutti i fattori negativi che
hanno caratterizzato i due giorni di votazione, manteniamo la stessa
percentuale per il voto del Referendum.
- Elettori iscritti a votare: n. 2.290
- 77% di 2.290 : n. 1763
voti: favorevoli
al Si : n. 926
favorevoli
al No: n. 238
bianche e
nulle : n. 43
__________________________
per un totale
di 1.207
quindi non hanno votato (1763-1207) = 556
persone.
Anche sommando i “non votanti effettivi” con i
voti “no” si raggiunge la cifra di
(238+556) = 794 persone.
Quindi, come la giri, la giri, sempre meno voti
sono.
Ma a proposito, avvocato La Bella, quelli che
hanno votato “no” hanno ascoltato le Sue chiare direttive o erano
partecipanti ad una altra festa ?
Ed allora, chi sono quelli che non hanno votato
?
Ma, Lei, queste domande se le è poste? Ovvero
le ha poste a quelli che forse facevano parte del Suo staff elettorale ?
E si che i seggi erano strettamente tenuti sotto
controllo dall’apparente fronte del “ni-na-no” (per semplicità ed
assonanza “ninnaò”)-.
Non se la prenda avvocato, questa è, purtroppo,
nonostante tutto, ancora Leonessa e questo è il male peggiore…
Buone cose.
Vittorio Lucece
 |
5 Dicembre 2008 |
"Che il nostro Comitato non
goda di 'buona stampa' è uno dei dati
oggettivi registrati, ma ciò che più
infastidisce è leggere ora il tentativo
di mistificare il risultato del
referendum". Si apre cosi la nota
dell'avvocato Giuseppe La Bella,
promotore, nel recente referendum di
Leonessa, del Comitato per il No al
passaggio all'Umbria. "Ricordo -
aggiunge che il collega Paolo
Trancassini (promotore del Comitato per
il Si), da persona leale, ha ammesso
immediatamente e pubblicamente la
sconfitta del suo Comitato venendosi a
congratulare con il sottoscritto. Ero
quindi rimasto a lunedì scorso...'Ora
invece leggo, che taluni 'mistificatori"
non hanno capito che il referendum è
stato perso dai 'secessionisti' e vinto
da chi è voluto rimanere nel Lazio. Cioè
da noi". La Bella ha infatti letto, "non
senza indignazione", che taluni
avrebbero attributo ai Si la vittoria,
"ignorando, in assoluta malafede, che
agli astenuti bisognava aggiungere i No
per leggere oggettivamente i dati delle
urne". "Noteranno - conclude La Bella -
con questo piccolo sforzo, che a
Leonessa c'è una nuova maggioranza 'laziale',
che ha causato conseguentemente la
delegittimazione della Giunta Rauco che
sul referendum aveva messo m gioco tutta
la sua credibilità politica".
|
I Nostri Lettori |
4 Dicembre 2008 |
Credo che Leonessa abbia dato l'ennesima prova di democrazia, ma
allo stesso tempo abbia perso un'occasione storica e irripetibile.
Il nostro non era e non è un fuggire meschino, ne tanto meno un
salto nel buio. Pretendiamo soltanto rispetto e magari un pizzico di
attenzione in più. Questa battaglia era ed è la battaglia di
Leonessa e quando si combatte per una giusta causa non ci deve
essere spazio per odio e divisioni. Questo lo avrebbe capito anche
il " picchio dal dorso bianco " che vive a Sella di Leonessa. Voglio
ringraziare pubblicamente, come dovrebbe fare ogni buon leonessano,
chi ha dato l'anima per questa battaglia e per questo territorio,
con lo stile e la classe che da sempre Lo contraddistinguono; chi ha
avuto il coraggio di metterci la faccia in prima persona, quel
coraggio che solo i veri uomini hanno. Grazie Paolo.
Con amicizia e stima,
Alessandro Vanni
|
www.leonessa.org |
4 Dicembre 2008 |
Per quanto
riguarda il nostro pensiero, ribadiamo
che:
- Il comitato per li SI ha perso la
battaglia referendaria, e crediamo sia stata una grossa delusione.
- Non siamo e non eravamo d'accordo su
chi basa le sue battaglie sull'astensione.
- Il dato politico è che il comitato per il
SI si ritrova 926 elettori che avevano sposato la sua causa.
- 238 leonessani hanno preferito esprimere
il loro dissenso nelle urne, e non con l'astensione.
- 1207 elettori hanno di fatto disertato
l'invito a non andare a votare (52,7% della forza elettorale).
- Chiaramente , è questione di
rispettabilissime opinioni : visto che l'affluenza alle ultime elezioni
è stata all'incirca della stessa percentuale, non riusciamo a scorgere
(almeno per ora e forse per ignoranza) la nuova maggioranza.
Ribadiamo altresì che Leonessa, a nostro
modestissimo parere, adesso aspetta che la compagine politica di
riferimento del Comitato per il No mantenga gli impegni entro
aprile-giugno 2009, data delle prossime elezioni comunali.
Se saranno solo promesse elettorali, siamo
curiosi di verificare poi quale sarà la nuova maggioranza che governerà
Leonessa.
A noi, sinceramente, non sembra di aver
mistificato.
Per quanto riguarda la "buona stampa" non
credo sia un problema nostro: non siamo giornalisti.
Per quanto riguarda le dimissioni della
Giunta Rauco, senza i 926, si, sarebbero state, sempre a nostro
modestissimo parere, quasi obbligate. Ma allo stato dei fatti, visto che
si vuole dare alla vicenda un valore politico, si tengano sempre a mente
i 926 elettori.
Ribadiamo altresì con forza che non siamo
gli avvocati difensori di nessuno: esprimiamo solamente il nostro libero
pensiero.
Ringraziamo di cuore, come sempre,l'Avv.
Giuseppe La Bella per l'attenzione.
La Redazione di www.leonessa.org
|
Comitato per il NO |
4 Dicembre 2008 |
Che il nostro Comitato non gode di “buona stampa” in piena
violazione, peraltro, alla cd. “par condicio”, è uno dei dati
oggettivi registrati, ma ciò che più infastidisce ora è leggere il
tentativo di “mistificare” il risultato del Referendum.
Ricordo che il
Collega Paolo TRANCASSINI, da persona leale, ha ammesso immediatamente e
pubblicamente la sconfitta del suo Comitato venendosi a congratulare con
lo scrivente.
Ero quindi rimasto a
Lunedì scorso….
Ora invece leggo che
taluni “mistificatori” non hanno capito che il Referendum è stato perso
dai “secessionisti” e vinto da chi è voluto rimanere nel Lazio. Cioè da
noi! Ho letto a tal proposito, non senza indignazione, che taluni
hanno attributo ai SI la vittoria, ignorando, in assoluta malafede, che
agli astenuti bisognava aggiungere, con un minimo di sforzo intellettivo
e quindi senza alcuna fantasia, i NO per leggere oggettivamente i dati
delle urne.
A detti personaggi,
pertanto, rivolgo l’invito di dotarsi di una calcolatrice e di fare bene
i conti.Noteranno, con questo piccolo sforzo, che a Leonessa c’è una
nuova maggioranza “laziale” che ha causato conseguentemente la
delegittimazione della Giunta RAUCO che sul Referendum aveva messo in
gioco tutta la sua credibilità politica.
Per questo motivo
abbiamo chiesto un atto di coerenza e quindi le sue dimissioni.
Lasciateci, quindi, godere questa meritata vittoria!
Avv. Giuseppe LA
BELLA
labella@studiolabella.it
 |
4 Dicembre 2008 |
Rieti Nicolai (Fi): «A
Trancassini la guida del Pdl» -» «Trancassini
alla guida del Pdl» Paolo
Trancassini alla guida del Pdl
provinciale. E la proposta che arriva a
sorpresa da uno degli uomini più
rappresentativi di Forza Italia in
provincia di Rieti e che nelle scorse
settimane era stato indicato da molti
per la corsa alla Presidenza della
Provincia. «Invito con tutte le mie
forze Paolo Trancassini a rimanere nel
Pdl - afferma il sindaco di Borgorose e
consigliere provinciale, Michele Nicolai
II Popolo delle Libertà non può nascere
senza uomini come Paolo. Dico di più, un
uomo delle sue capacità politiche e
umane sarebbe la persona ideale per
guidare il Pdl provinciale in questa
fase». Una vera e propria sopresa che
non mancherà, di far discutere. Intanto
nei giorni scorsi uno dei primi ad
invitare il capogruppo provinciale di An
a 'ripensarci è stato il Senatore
Cicolani che ha anche aggiunto: «L'esito
del voto a Leonessa non lascia dubbi. La
popolazione ha scelto una prospettiva di
sviluppo del sistema Terminillo
attraverso il potenziamento degli
impianti di risalita ed il collegamento
fra le varie aree». Per questo
Trancassini«continuare ad essere il
punto di forza e di garanzia di tutto il
centrodestra per questa battaglia che,
dopo il voto, ha più possibilità di
concludersi positivamente».
(Marco Fuggetta).
 |
4 Dicembre 20008 |
Il senatore del Pdl Cicolani commenta resito del referendum
Leonessa ha scelto lo sviluppo "Sarà determinante il rilancio del
Terminillo"
"L'ESITO del voto a Leonessa non lascia dubbi: la popolazione ha scelto
una prospettiva di sviluppo del sistema Terminillo attraverso il
potenziamento degli impianti di risalita ed il collegamento fra le varie
aree". E' il commento del senatore del Pdl Angelo Maria Cicolani
sull'esito del referendum di Leonessa, che ha sì trattenuto ii corfune
nel Lazio, ma ha confermato con gli oltre 900 sì dei separatisti, la
grande voglia di sviluppo dei cittadini.
"E il problema non interessa solo il Comune di Leonessa - riprende
Cicolani, che negli ultimi mesi aveva seguito molto da vicino la
questione Sotto il senatore Angelo Maria Cicolani A destra veduta di
Leonessa del referendum non risparmiando qualche critica alle
amministrazioni di Provincia di Rieti e Regione, ritenute dal senatore
responsabili delle scelte secessionista dell'amministrazione comunale
leonessana - ma è centrale in ogni ipotesi di progresso dell'intera
provincia. Per questo credo che tutto il popolo delle libertà debba
invitare l'avvocato Paolo Trancassini a non fare passi indietro, ma a
continuare ad essere il punto di forza e di garanzia di tutto il
centrodestra per questa battaglia che, dopo il voto di domenica e
lunedì, ha più possibilità di concludersi positivamente".
 |
4 Dicembre 2008 |
Lettera aperta del consigliere regionale Massimi ai
leonessani "D nostro impegno per questo territorio^ II giorno dopo il
referendum consultivo, per il distacco del comune di Leoessa dalla
Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria (referendum che ha deciso
la permanenza di Leonessa nel Lazio), ad esprimere piena soddisfazione
per l'esito del voto e;il consigliere regionale Annamaria Massimi,
konessana alla guida della commissione scuola, diritto allo studio,
formazione professionale e università della Regione. - "Da leonessana e
da consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del
comitato del No; tutti i leonessani che si sono recati alle urne per
esprimere parere negativo all'eventuale passaggio in Umbria e tutti
coloro che volutamente non si sono recati a votare; hanno tutti
dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell'istituzione
regionale e provinciale. Da oggi - scrive la Massimi - continuerà
incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti
affinchè il comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa
non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli
impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano
che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica
di tutta la regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni
assunti e per questo continuerò a farmi garante e portavoce di un
territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione
Lazio. E' importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso
presidente Marrazzo abbia sottolineato che 'Leonessa è un Comune che non
vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro
territorio, che la giunta regionale intende valorizzare e far crescere
insieme a tutta la provincia reatina".
 |
4 Dicembre 20008 |
Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco di
Leonessa dal Lazio Annamaria Massimi ringrazia i cittadini "In questo
momento c'è grande soddisfazione per l'esito del voto"
RIETI - Annamaria Massimi scrive una lettera aperta ai Leonessani per
ringraziarli della fiducia dimostrata.
Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà necessario ripensare
il futuro comune".
Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco del Comune di
Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria, ad
esprimere piena soddisfazione per l'esito del voto, è l'Onorevole
Annamaria Massimi, leonessana alla guida della commissione scuola,
diritto allo studio, formazione professionale e università.
"Da leonessana e da Consigliere regionale del Lazio ringrazio i
rappresentanti del Comitato del No, tutti i Leonessani che si sono
recati alle urne per esprimere parere negativo all'eventuale passaggio
in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare;
hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia
nell'istituzione regionale e provinciale. Da oggi continuerà
incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti
affinchè il comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa
non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli
impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano
che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica
di tutta la Regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni
assunti e per questo continuerò a farmi garante e portavoce di un
territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione
Lazio. E' importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso
presidente Marrazzo abbia sottolineato che" Leonessa è un Comune che non
vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro
territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere
insieme a tutta la provincia reatina". » Verso lo steso obiettivo è
stato anche il sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio
Melilli al quale va un plauso per aver difeso gli interessi dei
territorio all'insegna dell'unità.
Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro ed impegnarsi
a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per cambiare
amministrazione. Quella sì che va cambiata.........!"
|
www.leonessa.org |
3 Dicembre 2008 |
Non sempre battere il ferro finchè è caldo o
picchiare per primi perchè si picchia due volte porta i risultati
sperati.
Non avevo dubbi che i "vincitori" del
referendum alzassero subito i toni, cavalcando un'onda che,
sinceramente, non vedo.
Bisognava avere gli attributi, on. Massimi,
per dire agli elettori leonessani di andare a votare NO: raramente si
sono visti politici che spingono la gente al non voto.
Ritengo la vostra vittoria al referendum una
mezza disfatta politica, visto i 926 elettori che volevano andare in
Umbria e i 238 elettori che, civilmente, hanno voluto testimoniare il
loro dissenso con il formidabile strumento del
voto.
1207 leonessani che hanno detto NO
alla vostra condotta politica.
Dov'è la vittoria ?
E poi ci sono le promesse : il Presidente
Melilli ha affermato durante il comizio di chiusura del comitato per il
NO:
"...voi potete cominciare a sperare insieme
a me che siamo arrivati al punto di svolta quando abbiamo approvato la
valutazione di incidenza, quando i tecnici della Regione mettono la
firma sulla valutazione di incidenza noi abbiamo svoltato..."
Il Presidente Melilli non ha in fondo
promesso nulla, ma ha "elegantemente" scaricato il destino dei
vostri mega impianti da sci sulle spalle dei tecnici della Regione.
Il tempo stringe, On. Massimi, mancano 6
mesi o poco più alle elezioni comunali.
E allora è meglio far partire subito
la campagna elettorale, cavalchiamola questa "ondina".
Io aspetto nei prossimi giorni la
valutazione di incidenza ("...Il Referendum
lo vinciamo e quando abbiamo finito di festeggià, portiamo a casa la
valutazione di incidenza...", Melilli dixit
) e le ruspe appena terminata la stagione sciistica.
Altrimenti saranno le solite promesse.
E gli amici di Leonessa stavolta sapranno
valutare bene la situazione, partendo presumibilmente da quota 926.
Grazie per l'attenzione
giannibolletta@leonessa.org
|
On. Massimi (PD) |
3 Dicembre 2008 |
Anna Maria Massimi scrive una lettera aperta ai Leonessani per
ringraziarli della fiducia dimostrata.
Dopo aver scongiurato il passaggio in
Umbria sarà necessario ripensare il futuro comune”.
Il
giorno dopo il referendum consultivo per il distacco del Comune di
Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria, ad
esprimere piena soddisfazione per l’esito del voto, è l’Onorevole
Annamaria Massimi, leonessana alla guida della commissione scuola,
diritto allo studio, formazione professionale e università.
“Da
leonessana e da Consigliere regionale del Lazio ringrazio i
rappresentanti del Comitato del No, tutti i Leonessani che si sono
recati alle urne per esprimere parere negativo all’eventuale passaggio
in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare;
hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia
nell’istituzione regionale e provinciale. Da oggi continuerà
incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti
affinchè il comune abbia l’attenzione che merita. Lavorare per Leonessa
non vuol dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli
impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano
che potrà diventare uno dei più importanti centri d’attrazione turistica
di tutta la Regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni
assunti e per questo continuerò a farmi garante e portavoce di un
territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione
Lazio. E’ importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso
presidente Marrazzo abbia sottolineato che” Leonessa è un Comune che non
vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro
territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere
insieme a tutta la provincia reatina”.
Verso
lo stesso obiettivo è stato anche il sostegno del presidente della
Provincia di Rieti Fabio Melilli al quale va un plauso per aver difeso
gli interessi del territorio all’insegna dell’unità.
Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro ed
impegnarsi a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per
cambiare amministrazione. Quella sì che va cambiata………!”
Cordiali saluti
On. Anna Maria Massimi
(Presidente commissione scuola, diritto allo studio, formazione
professionale e università Regione Lazio)
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3 Dicembre 2008 |
Il dopo referendum a Leonessa - Trancassini prepara un
nuovo movimento - E' bufera dopo le dimissioni dell'ex sindaco di
Leonessa da Alleanza nazionale Trancassini diventa autonomista -
Potrebbe costituire un movimento a carattere territoriale - Una sorta di
movimento autonomo o autonomista, un raggruppamento che parla ai
territori senza condizionamenti partitici. Passata la delusione per il
referendum perso, con ogni probabilità Paolo Trancassini ci farà un
pensierino.
Lunedì pomerig-gio quando, parole sue, Leonessa si è fermata a 40 metri
dall'Umbria, si è 'dimesso dal suo partito, An,ma ha annunciato
che non lascerà la politica. Una politica, ha specificato, "che deve '
assomigliare a quella che ho fatto durante questa battaglia;
referendaria, parlando con laa gente normale che esprime il meglio della
politica". Il giorno dopo la conferenza stampa choc (ma nemmeno più di
tanto) in Comune a Leonessa, l'ex sindaco è, ormai ex capogruppo di An
in consiglio provinciale, non fa un passo indietro anzi. A poco sembra
essere servita la "chiacchierata" in diretta su Mep Radio
nell'immediatezza delle dimissioni con il presidente provinciale di An
Chicco Cestini, che aveva invitato "Paolo" a "non prendere decisioni
dettate dallo stato d'animo del momento". Ieri mattina però Paolo, dopo
un'udienza in tribunale, non mostrava ancora segni di ripensamento.
Allora le cose sono due: o e ancora afflitto per l'esito del referendum
oppure la sua decisione è irreversibile. "Buona la seconda -
risponde lui al cellulare, tranquillo come sempre - se avevo qualche
dubbio tutto è svanito dopo le numerose telefonate di stima che. ho
avuto lunedì sera". Del futuro non parla anche se lunedì pomeriggio, di
fatto, ha tracciato le linee di un futuro movimento "autonomo": "Tante
volte, quando vediamo i leghisti in televisione, ci chiediamo come fanno
quelle persone ad essere rappresentate da certi individui. Poi conosci
gli amministratori leghisti che si battono sul territorio e tutto
diventa chiaro". Insomma una sorta di movimento dallo spirito leghista
in grado di far parlare i territori. Quella della lista autonoma è
un'ipotesi che ha preso, in considerazione anche Chicco Cestini, che
avverte: "La battaglia del referendum dovrebbe insegnare qualcosa:
e cioè che le battaglie seppur giuste a livello ideale devono essere
realizzabili. In questo modo. si rischia di indebolire la battaglia del
territorio, il contrario di ciò che vorrebbe ottenere Trancassini. Paolo
- continua Costini - sapeva che il partito provinciale non poteva
sostenere una battaglia secessionista, ma questo non significa che non
abbiamo ottenuto le rivendicazioni leonessane: vedi il progetto Leonessa
Superski". Chi sarà il nuovo capogruppo di An in Provincia? -"Prima
aspetto le dimissioni ufficiali di Trancassini", chiude Costini. ( Paolo
Di Basilio)
 |
3 Dicembre 2008 |
La Destra di Rieti offre una spalla a Trancassini per
consolarsi, atempo di record .Andrea Di Nicola, responsabile del partito
a Rieti, esprime solidarietà ali'ex capogruppo di An in consiglio
provinciale: ."Ha perfettamente ragione Paolo Trancassini nello
stigmatizzare l'atteggiaménto osservato da quello che è ormai il suo ex
partito (Alleanza nazionale) in occasione del referendum svoltasi a
Leonessa per separarsi dal Lazio confluendo nell'Umbria - scrive in una
nota Di Nicola Un partito che non capisce o finge di non capire
più la gente, che non è più a fianco delle esigenze del popolo ma, come
dice Trancassini, è solo attento ai numeri della sua confluenza nel Pdl,
ha perso definitivamente ogni riferimento con la sua storia".
|
I Nostri Lettori |
2 Dicembre 2008 |
Caro Ferruccio,
più passano le ore e più mi convinco che
questa è una vittoria storica per Leonessa. Ora non si può più barare,
non si può più promettere a vuoto.
Chi ha promesso si è troppo esposto per
permettersi il lusso di non fare. E gli amici di Leonessa sapranno
giudicare nel modo migliore.
Sono io che ti ringrazio di cuore, per
l'appassionato contributo a queste pagine e soprattutto per l'amore
che provi per la nostra fantastica città (passami il "nostra", ci tengo
troppo!!!)
Felice Vita
Gianni Bolletta
Passata la notte e smaltito il
risultato negativo, ma non troppo, del referendum permettimi caro
Gianni di ringraziarti per avermi spesso ospitato nel sito che
ritengo della massima importanza per la nostra Leonessa. Inoltre
permettimi di ringraziare il Sindaco Alfredo Rauco e Trancassini
Paolo, i quali con questa iniziativa, mi hanno fatto risentire
l'emozione che per lungo tempo non sentivo più e che mi hanno fatto
credere ad un sogno che anche se non si è realizzato, come da mia
intenzione, spero vivamente che sia di utilità per Leonessa per
quanto riguarda lo sviluppo, che soprattutto per fare isolare dai
leonessani sani quei personaggi che per motivi del tutto
personalistici, si sono opposti velenosamente ad una iniziativa che
poteva essere di vitale importanza per Leonessa e che purtroppo non
potrà mai più ripetersi.
Ed ora andiamo avanti, non possiamo
arrenderci, dobbiamo continuare a lottare per Leonessa. Molti sono i
leonessani che ci credono. Ciao
Ferruccio Armeni
|
Sen. Cicolani (AN) |
2 Dicembre 2008 |
Comunicato Stampa
L'esito
del voto a Leonessa non lascia dubbi. La popolazione ha scelto una
prospettiva di sviluppo del sistema Terminillo attraverso il
potenziamento degli impianti di risalita ed il collegamento fra le varie
aree. Il problema non interessa solo il Comune di Leonessa, ma è
centrale in ogni ipotesi di progresso dell'intera provincia. Per questo
credo che tutto il popolo delle libertà debba invitare l'avv. Paolo
Trancassini a non fare passi indietro, ma a continuare ad essere il
punto di forza e di garanzia di tutto il centrodestra per questa
battaglia che, dopo il voto di domenica e lunedì, ha più possibilità di
concludersi positivamente.
Sen.
Angelo Maria Cicolani
|
I nostri Lettori |
2 Dicembre 2008 |
Avete perso una occasione d'oro per sviluppare finalmente il
Vostro territorio, io sono di Roma, e vengo a Leonessa di tanto
in tanto, mi spiace per voi, ma il treno passa una sola volta:
ora rimarrete sempre l'ultima ruota del carro, non credete a
nessun cialtrone che promette mari e monti, (soprattutto
monti...).
Io verrò comunque nella vostra bellissima cittadina.
Vi serve un grande in bocca al lupo........perchè mi sa che
dovrete emigrare per campare
un amaro saluto Luigi Passi
|
www.ilgiornaledirieti.it |
2 Dicembre 2008 |
Non conosco Paolo Trancassini,
ma lo ammiro per la sua capacità di aver messo in luce le contraddizioni
della destra, per la sua carica comunicativa, per il suo coraggio e per
il suo disprezzo nei confronti delle logiche di comodo della politica,
per la sua capacità di interpretare il senso del comune sentire. Ma
soprattutto gli riconosco un merito, quello di aver sfidato logiche
spartitorie e consociative senza alcun timore di perdere i propri
piccoli privilegi. La sua è stata una provocazione, non importa che
abbia vinto o abbia perso, la posta in gioco era ben altra. Era quella
di dimostrare che si può incidere sulla realtà di una comunità, sul suo
futuro, anche al di fuori delle strategie decise sopra le teste degli
abitanti. Non vorrei fare una citazione abusatissima di Obama, il cui
slogan "Yes we can" è del resto copiato da una canzone di Eros
Ramazzotti in coppia con Cher del 2002. Se fossi in Trancassini mi
verrebbe da dire "I care, We can, They Win" (Io mi do da fare, noi
possiamo, loro vincono).
Allora propongo un altro slogan
"All i can" (si può fare tutto, o almeno proviamoci). C'è una regola
nella comunicazione e nell'innovazione che i politici non conoscono: non
importa quanto sia buona la tua idea, sei sempre a 18 mesi dal
fallimento. Questo perché si è costatato che ogni 18 mesi si compie un
ciclo evolutivo tecnologico, quindi ogni innovazione, ogni nuovo
prodotto, ogni nuova invenzione per quanto valida è destinata a
diventare presto obsoleta, inutile. Purtroppo per la nostra burocrazia
18 mesi sono il tempo minimo necessario ad avviare le pratiche o
prendere una decisione, convocare una commissione. Purtroppo per i
nostri politici, poco abituati a questi ritmi, 18 mesi sono lo stretto
necessario per comprendere che qualcosa sta cambiando. I cambiamenti
sono per loro esclusiva di luoghi lontani come l'America, quindi
ininfluenti su di noi, ma non è così. Fanno fatica a capire che anche in
un luogo abbandonato a se stesso come Leonessa qualcuno si preoccupi di
cambiare, di mettersi al passo.
Allora sotto con le idee, le
idee sono buone solo se efficaci ed efficaci solo se tempestive. Non so
se l'idea di Trancassini fosse buona, ma sicuramente tempestiva ed
efficace, ed infatti tutti si sono detti pronti, nonostante la
sconfitta, a salire sul carro del perdente. Ho fiducia in Trancassini: i
politici di mestiere ci metteranno più di 18 mesi a prendere qualche
decisione, nel frattempo verranno superati da qualche altra buona idea.
Il referendum è perso, ma non invano, si è dimostrato che la politica
mostra sempre più la sua "incapacità di attrarre", di rapportarsi in
modo positivo e propositivo con il mondo a lei esterno, di
influenzare,in una parola di aprirsi ed essere inclusiva. È ormai in
atto una tendenza a contrastarla con menti aperte e cervelli
disponibili, non con camerieri a tutto servizio incapaci di esprimere
idee, misure, progetti.
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2 Dicembre 2008 |
Leonessa non abbandona la Regione Lazio - Ha vinto il si ma
Leonessa non potrà lasciare il Lazio perché i sostenitori della
secessione non hanno ottenuto i numeri richiesti. Con 926 si, 238 no il
referendum ha sancito il mantenimento dello status quo.
Non c'è il quorum Leonessa resta laziale - Fallisce il referendum e
il comune reatino non va in Umbria - Leonessa resta attaccata al Lazio,
li piccolo comune in provincia di Rieri rimarrà infatti al suo posto
senza poter annettersi, come sperava, all'Umbria. Eppure il quorum era
stato raggiunto. Il sindaco Alfredo Rauco era riuscito, insieme con i
rappresentanti del "comitato del Si", a convincere buona parte della
popolazione a recarsi alle urne. Su 2207 aventi diritto al voto infatti,
ben 1208 persone sono andate alle urne. Sarebbero bastati 1146 voti per
avviare le pratiche di annessione alla confinante Umbria. Ma all'ultimo
minuto anche chi aveva deciso, per scelta o per imposizione - come hanno
denunciato diversi abitanti - di non recarsi al seggio, alla fine c'è
andato. Con il risultato che 238 cittadini hanno votato no e 926 hanno
detto sì: voti che però non sono bastati a far stappare bottiglie al
sindaco del municipio del paese a 969 metri sul mare. Se ne riparlerà
fra cinque anni. Perché loro, quelli che ce l'hanno con la Regione
Lazio, non si arrendono facilmente. E pur di far diventare Leonessa la
"Cortina del centro Italia", convinti di avere tutte le carte in regola
per poter giocare e vincere con il loro "oro bianco"
giurano che ci riproveranno ancora. E questa volta con una campagna di
informazione più completa. Magari con un faccia a faccia televisivo tra
i rappresentanti del sì e del no che questa volta non c'è stato. Magari
scegliendo dei giorni più assolati, perché ieri per le strade di
Leonessa di gente in giro ce n'era poca. Senza neanche quei sotterfugi
denunciati da alcuni esponenti del fronte del si.
Ad alcuni è stato detto e ribadito che in caso di sconfinamento verso la
vicinissima Umbria, che dista a soli 8 chilometri dal centro, avrebbero
dovuto recarso fino a Foligno per fare le analisi del sangue; che il
pullman per Rieti sarebbe stato soppresso e che, addirittura, avrebbero
perso pure le pensioni.
Malignità che probabilmente hanno contribuito a dare forfait il giorno
del referendum o a votare no. Quelli del comitato dei no erano certo
felici, ma la loro vittoria è un fuoco di paglia rispetto alla battaglia
che i fautori del si sono sicuri di aver raggiunto. Con il quorum
raggiunto, con la bassa percentuale di astenuti rispetto alle previsioni
e con la loro voce che comunque ha fatto eco nella vallata, giù,
passando per Rieti, fino ad arrivare in via Cristoforo Colombo, alla
Regione, il "sì", stanotte può di certo andare a letto soddisfatto. Che
qualcosa si è mosso, che le ragioni di chi se ne vorrebbe andare,
abbiano un peso non irrilevante, lo dimostra la dichiarazione di
Marrazzo. « È un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una
parte importante del nostro territorio. La Giunta intende valorizzare e
far crescere insieme a tutta la provincia reatina», le sue parole. Che
per i leonessani hanno il sapore della beffa, visto che «è stato
proprio Marrazzo a bocciare un progetto di ampliamento e
ristrutturazione degli impianti sciistici, approvato dalla giunta
Storace», denuncia un esponente del comune. Il paradosso è che i
cittadini di leonessa chiedono solo l'appoggio burocratico e non
finanziario, visto che esiste una società privata pronta a metterci i
soldi.
PARLA IL SINDACO ALFREDO RAUCO « Fra cinque anni ci riproviamo». Quel
che si respira nella stanza del sindaco di Leonessa, con la finestra che
domina sulla piazza principale del paese è la delusione che il primo
cittadino, Alfredo Rauco, candidato con una lista civica ed eletto il 13
giugno del 2004, non riesce a nascondere dopo aver ricevuto i risultati
dai quattro seggi del paese e dai dati inconfondibili: Leonessa resterà
laziale. E non basta l'affetto degli esponenti del "comitato del sì", e
di qualche cittadino, accorsi nella sede del Comune, che dai banchi
allineati ai lati del corridoio che conduce alla stanza del sindaco,
ricorda una chiesa.
Dica la verità, lei si sentiva già un po'umbro?
«Diciamo che per storia siamo stati sempre un po' umbri...» E
continuerete ad esserlo anche se ufficialmente far parte della Regione
Lazio...
«I nostri rapporti con la provincia umbra, soprattutto con Temi,
continueranno ad essere sempre gli stessi. Al di là di come sono andate
le cose, noi continueremo sempre a coltivare questi nostri contatti».
Il sentimento che prova, però, è di profonda amarezza?
«No, no. Mi ritengo molto soddisfatto». Per cosa, se il referendum non è
passato? «Sono soddisfatto perché in ogni caso la nostra è stata una
vittoria politica. E ringrazio quanti hanno fatto in modo che Leonessa
avesse un po' di attrazione.».
La prossima vostra mossa quale sarà? «Se permane questo stato di cose ci
vedremo qui ancora per recriminare le mancate attenzioni da parte della
Provincia e della Regione. Ricordando loro il dato politico di questa
due giorni». Ovvero?
«La metà degli aventi diritto al voto è andata alle urne. Già questa è
comunque una prima vittoria». La seconda quale? «Beh, di questi l'80% ha
votato sì». Che per uno scherzo del destino non sono bastati...
«Quantomeno hanno alzato l'attenzione verso Leonessa nella speranza che
le lacune che si sono create fino ad oggi vengano sanate». In ogni caso
tornerete all'attacco? «Fra cinque anni».
(Tiziana La Pelosa - Raffaele M. Maiorano)
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2 Dicembre 2008 |
A leonessa vince il si,ma mancano
i numeri per separarsi dal Lazio
Leonessa non lascerà il Lazio, anche
se ha vinto il sì, i sostenitori della secessione non hanno ottenuto i
numeri richiesti. Con 926 sì, 238 no, 19 schede bianche e 24 nulle a
fronte di un totale di 1.207 cittadini andati alle urne, pari al 52,7%
della popolazione, il referendum sulla secessione di Leonessa dalla
provincia di Rieti e dal Lazio per migrare verso l'Umbria, ha sancito il
mantenimento dello status quo.
Ci sarebbero voluti almeno 1.146 voti a favore per far vincere il
Comitato del sì, guidato dall'ex sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini.
«Il risultato del referendum - ha detto Giuseppe La Bella, coordinatore
del Comitato per il no - ha dimostrato che i leonessani vogliono
rimanere nella Regione Lazio. Spero che ad un momento di
sovraesposizione non segua il silenzio e per questo ho coinvolto anche
alla vigilia del referendum il presidente della Provincia Fabio Melilli,
e la consigliera regionale Anna Maria Massimi, chiedendo loro impegni
sostanziali e non formali per Leonessa».
Ritiene che sia stato sconfitto il partito dell'astensionismo Paolo
Trancassini, che alla notizia del risultato ha annunciato le dimissioni
da capogruppo di An in Provincia e dal partito. «Quando uno si batte in
prima persona e scopre di avere al suo fianco persone semplici ed il
territorio ed il tuo partito non capisce e pensa solo ai numeri della
confluenza di An nel Pdl - ha detto Trancassini - ho capito di non voler
rimanere nel partito».
Soddisfatto Marrazzo «È un Comune che non vogliamo perdere, perché
rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta
regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la
provincia reatina», sottolineato il presidente della Regione Lazio,
Piero Marrazzo. «Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di
Leonessa, non voglio dimenticare - aggiunge- che, come rappresentante di
tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che
ha votato per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi,
l'occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non
sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al
confronto, anche perchè, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di
responsabilità per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel
rispetto dell'identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un
polo d'attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio
rafforzerà Leonessa, non la indebolirà».
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2 Dicemmbre 2008 |
Il sindaco Rauco: "Adesso Provincia e Regione ascoltino le
nostre esigenze" - Così il sindaco Rauco nel commentare gli oltre 900
"sì" con cui si è concluso il referendum per il trasferimento del Lazio.
"Aver raggiunto il quorum dei votanti rappresenta un successo enorme. Da
domani le amministrazioni di Regione e Provincia non potranno più
eludere la questione: dovranno sedersi con noi intorno ad un tavolo e
capire quali sono i problemi che abbiamo voluto sollevare. Anche perché
nel frattempo altri comune della zona, come Magliano Sabino e Amatrice,
potrebbero riprovarci, magari con migliore fortuna". Alfredo Rauco
sindaco di Leonessa e accesissimo esponente del fronte del sì nel
referendum che chiedeva il passaggio della cittadina reatina dal Lazio
all'Umbria non sembra affatto uno sconfìtto. "Perché questo risultato -
spiega - dimostra che la maggioranza dei mie concittadini ha capito il
senso della mia iniziativa. Noi possiamo avere crescita e sviluppo solo
dal turismo e dalla montagna e il modo in cui siamo stati fin qui delusi
dal potere centrale regionale su questioni come la viabilità e la sanità
ci ha spinto ad alzare la voce con un'operazione ".
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2 Dicembre 2008 |
Il capogruppo alla Provincia, dopo la sconfitta nel referendum,
apre un fronte di polemica nel centrodestra accusando il PdL Trancassini
vuole lasciare An «II nuovo partito dovrebbe nascere dal territorio e
non dai posti ma non è cosi» «Noi siamo abituati SS Viso sereno, tono
pacato ma deciso. Trancassini si presenta così in sala consiliare per la
conferenza stampa decisa pochi minuti prima quando ancora era ad
assistere allo spoglio. La bomba politica però la sgancia subito. E non
è rivolta contro Provincia e Regione, sulle cui disattenzioni e scelte
errate ha speso la maggior parte del suo tempo negli ultimi mesi e alle
quali riserverà pure diversi minuti nella conferenza.
No, a sopresa il primo argomento della sua valutazioni è il nascente
Popolo della Libertà. «Senza avere l'appoggio di nessuno siamo riusciti
a far parlare finalmente la politica del Terminillo e del territorio.
Abbiamo messo paura a tanti - spiega Trancassini - e vi annuncio che
presenterò le dimissioni da capogruppo provinciale di An e uscirò dal
partito anche se resto consigliere a Palazzo d'Oltre Velino». Qualcuno
si soprende, altri accennano un applauso. «Noi siamo abituati a parlare
con la gente e a parlare di territorio. Invece il Pdl in queste
settimane ha dimostrato di avere problemi di numeri. Abbiamo sentito
discutere su quanti posti spettavano ali' a parlare con la gente, chi
sta arrivando no» Marco Fuggetta uno o all'altro. A me però non piace
giocare al superenaiotto. Non è il mio gioco, quel tipo di politica non
è per me. Non può essere mio quel gruppo che ha come problematica più
granii presidente Cestini: «Spero che ci ci ripensi, non capisco i suoi
motivi politici» de quella di formare un partito di numeri e non di
persone. La nostra è stata una battaglia per un territorio ha aggiunto
Trancassini mi aspettavo che il Pdl nascesse come partito di territorio
ma cosi non è stato».
E adesso? «Continuerò nelle battaglie per la gente e non smetto di fare
politica anche se i miei ideali restano». Ma non più nel Pdl. Pochi
minuti dopo, ai microfoni di MepRadio va in scena il confronto tra
Trancassini e il presidente provinciale di An, Felice Costini. «Sono
dispiaciuto della decisione di Paolo - ha detto Cestini - Tenterò di
farlo recedere ma non capisco le motivazioni politiche. Visto anche
l'ottimo risultato ottenuto. Paolo deve riportare questa battaglia
dentro i luoghi istituzionali. Al di là della sovraecci tazione del
momento però non riesco a capire le motivazioni anche se farò tutto il
possibile per farlo tornare sulle sue decisioni».
(Marco Fuggetta)
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2 Dicembre 2008 |
Leonessa resterà nel Lazio Vincono i sì mala secessione non passa
- Conferenza stampa amara dopo l'alta affluenza ai seggi che aveva
fatto pensare a una vittoria dei sì - Paolo Trancassini lascia
Alleanza nazionale - L'ex capogruppo in Provincia si sfoga: non
hanno sostenuto la nostra battaglia per il territorio - "Sono
arrivato a 45 anni per capire che 'questa' politica non fa più per me".
Sono le 17.15 di ieri quando Paolo Trancassini "a caldo" da le
dimissioni da An e da capogruppo del partito in Consiglio provinciale.
E' l'epilogo di un pomeriggio denso di emozioni per i promotori del
comitato per il Sì al referendum per il distacco di Leonessa dal Lazio e
l'annessione all'Umbria: prima la mattinata spesa a "convincere" la
gente ad andare a votare, poi quella fiammella di speranza che si è
accesa quando è stato reso noto il dato dell'affluenza alle urne (1207),
infine il verdetto delle urne. Tra Leonessa e l'Umbria ci sono 202 voti:
quelli che sono mancati per arrivare al quo rum del 50 per cento più uno
fissato a 1146 voti. Eccolo allora l'ex sindaco, il consigliere
provinciale, l'animatore delle battaglie leonessane annunciare -
circondato da amministratori comunali e sostenitori del Sì - le sue
dimissioni da An. Ha passato due giorni intensi ora appare provato e
dopo aver commentato i dati arrivati non lascia spazio alle
interpretazioni: "Mi dimetto da capogruppo e dal partito di An, perché
il partito non ha sostenuto la battaglia del territorio. Mentre noi
eravamo-impegnati nelle trattative per lo sviluppo del nostro territorio
oppure parte cipavamo ai tavoli, il mio partito era 'impegnato' con
problemi di numeri: 23, 32, 42. Un esercizio da Superenalotto - ha
rincarato scuro in volto Trancassini - che non fa per me. Uno deve avere
l'onestà intellettuale di convincersi, a 45 anni suonati, che
evidentemente certe cose non fanno per lui". Applausi dalla sala del
consiglio comunale di Palazzo Mongalli. Un fulmine a ciel sereno, ma
nemmeno più di tanto. E' lo stesso Trancassini a dirlo durante la
conferenza stampa-sfogo di ieri: "Questa decisione l'avevo maturata da
tempo. Il Pdl che non guarda al territorio non è una forza politica che
mi affascina: togliermi la casacca prima della battaglia referendaria
avrebbe significato prendere in giro l'elettorato. Lo faccio a risultato
del referendum acquisito". Ma che significa? Che ^protagonista di tanti
consigli provinciali e di tutte le battaglie leonessane degli ultimi
anni si ritirerà? No, assolutamente. Trancassini rimarrà consigliere
provinciale "per occuparsi del territorio senza condizionamenti". La
battaglia anzi riparte "da questo referendum e dal sapore autentico
della politica che abbiamo espresso in queste settimane, una politica
che parla dei problemi della gente e non del numero dei posti". E' in
vista la costituzione di un movimento capeggiato da Trancassini? L'ex
sindaco non lo dice ma lo lascia intendere:"La battaglia è appena
iniziata - dice alla platea - e i movimenti di Amatrice, Accumoli o
Magliano ci convincono che i problemi sollevati da Leonessa con questo
referendum non sono campati in aria". E si arriva all'esito
referendario. Paolo Trancassini è stato tra i promotori della
consultazione - anche se negli anni scorsi era stato contrario (1997) -
e ne è stato, indiscutibilmente, l'assoluto protagonista. Nel bene e nel
male. C'era lui quando il centro anziani di Leonessa protestò sotto la
Pisana. C'era lui ad occupare il Consiglio Provinciale insieme ai
leonessani. C'era lui un anno fa, più o meno, ad annunciare il
referendum. C'èra anche ieri quando in mattinata cercava a convincere
anche l'ultimo elettore. Poi quando le prime schede scrutinate nei seggi
della scuola del capoluogo hanno allontanato il quorum si è dovuto
arrendere. Senza arrendersi, però. Erano le 16,40 quando è arrivato in
Comune: attraversa il corridoio al primo piano scuro in volto ed entra
nella stanza del sindaco Alfredo Rauco che dal primo pomeriggio stava
riunito con gli ammini-. strafori: "Parlerò dopo e non vi deluderò". E
così è stato. Per quanto riguarda il referendum "il partito del non voto
è stato sonoramente sconfitto, così come sono stati sconfitti, vedi
Marrazzo, tutti quelli che pensavano che tutto questo fosse uno
scherzo". In ogni caso il risultato "è stata una sconfitta perché
abbiamo promosso questa consultazione per vincere. Sapevamo - ha
continuato - che la batta- glia era difficile ed ardua perché non
eravamo battezzati da nessuna forza politica. Ingenuamente e forse un
po' pateticamente abbiamo pensato che si poteva superare tutto
mettendoci il cuore: Leonessa ce l'ha messo e questo va riconosciuto. Su
questo abbiamo vinto". Quando parla della campagna elettorale
Trancassini riconosce agli avversar! del comitato del No, l'avvocato
Giuseppe La Bella in primis, di "essere stati corretti" ma non tutti.
"Non avrei mai pensato - ha rincarato l'ex sindaco - di dover convincere
un'anziana signora di 75 anni che non avrebbe 'perso la pensione: ecco,
sarebbe bene per tutti mettere da parte certe pratiche". Per quanto
riguarda l'amministrazione comunale a caldo l'avvocato Giuseppe La Bella
ha chiesto le dimissioni della giunta dopo la sconfitta dell'ipotesi
secessionista. "Invito il portavoce del comitato per il No - ha risposto
Trancassini - ha riguardarsi i voti presi da questa amministrazione, non
penso che ci possano essere delle ripercussioni per l'ammistrazione
Rauco". Appunto, la prossima primavera ci saranno le elezioni comunali.Trancassini
ha lasciato An, non la politica. Almeno a Leonessa. (Paolo di
Basilio)
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2 Dicembre 2008 |
Nessuna delega in bianco Hanno perso i politici: tutti -
LEONESSA - Hanno perso i politici: quelli che invitavano i
leonessani a non andare a votare, e quelli che li invitavano a votare
sì. In definitiva, con il voto di domenica e di lunedì, i cittadini di
Leonessa ci hanno voluto avvertire politici e amministratori: nessuno
venga fin quassù a tentare di fare il bello e il cattivo tempo. I
cittadini hanno deciso di restare nel Lazio, ma senza consegnare deleghe
in bianco a nessuno: destra, sinistra, centro, secessionisti e contrari.
E a pochi mesi dalle elezioni amministrative nelle quali si decideranno
le sorti della Provincia il messaggio è stato forte e chiaro. Dunque:
gli amministratori si decidano a passare dalle parole ai fatti e aiutare
Leonessa a diventare quel centro turistico che merita di essere. Uh
secondo passaggio è certamente la resa dei conti dentro An. Un assaggio
lo si è avuto ieri pomeriggio con le dimissioni di Paolo Trancassini da
An, il suo partito, quel partito che non ha visto mai di buon occhio
questo referendum. Trancassini ha deciso di correre da solo. E a pochi
mesi dalle elezioni anche questo è un messaggio chiaro.(B.M.)
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2 Dicembre 2008 |
I commenti del presidente della
Provincia, dei consiglieri regionali e
del coordinatore del Pd di Rieti Melilli
e Rinaldi: «Adesso al lavoro per il
rilancio» Perilli e Massimi: «L'esito
del voto riporta serenità» ó Come da
copione non sono mancate le immediate
reazioni di Provincia e Regione.
«Sono davvero contento che la proposta
del Comune di Leonessa non sia passata -
ha detto il Presidente della Provincia
Fabio Melilli - Se vinceva il si
Leonessa rischiava, nei prossimi tre o
quattro anni, di restare isolata ed è
importante che non sia avvenuto».
La Provincia, secondo Melilli «si è
trovata a difendere in solitario la
permanenza di Leonessa nella nostra
regione e schierarsi era un dovere
istituzionale». L adesso? «Lavoriamo da
domani e continueremo a tarlo anche in
futuro, con l'impegno di sempre, per
trovare una soluzione e anche questo è
un dovere istituzionale affinchè le
nostre comunità ottengano quello che non
hanno avuto negli ultimi venti anni».
«Questo risultato riporta serenità in un
paese che decide di rimanere all'interno
della nostra regione - hanno dichiarato
i consiglieri regionali del partito
democratico Anna Maria Massimi e Mario
Perilli - I cittadini hanno capito che
le scelte di chi l'ha promosso erano
deboli e troppo cariche di strumentalità
ed ora dobbiamo essere rispettosi degli
impegni assunti, insieme anche al
presidente della Provincia Melilli, che
porteremo avanti con grande vigore».
Infine in serata arrivano anche le
dichiarazioni del coordinatore
provinciale del Partito democratico
Giuseppe Rinaló di secondo il quale «ha
prevalso il buon senso. Fuggire, eravamo
convinti e ora lo siamo ancor di più,
non avrebbe aiutato a dare risposte ai
leonessani e al territorio di Leonessa.
Adesso, però, dobbiamo immediatamente
rimetterci al lavoro per trovare le
soluzioni idonee a tutte quelle
problematiche che hanno portato molti
leonessani a esprimere la loro volontà
di passare all'Umbria». Tutti inoltre
hanno fatto riferimento al progetto
relativo al comprensorio del Terminilloo.
(Marco Fuggetta).
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2 Dicembre 2008 |
Perilli e Massimi: "Vince la ragione". Soddisfatto il
presidente della Regione Marrazzo "Un voto che rafforza il paese"
LEONESSA - "Restare nel Lazio la rafforzerà", questo il commento del
presidente della Regione Piero Marrazzo: "Apprendo con soddisfazione la
notizia che i cittadini di Leonessa intendono rimanere nel Lazio. E' un
Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante
del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far
crescere insieme a tutta la provincia reatina. Nella soddisfazione per
la scelta dei cittadini di Leonessa, non voglio dimenticare che, come
rappresentante di tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche
della minoranza che ha votato .per il distacco e comprenderne le
ragioni. Colgo, quindi, l'occasione per tranquillizzare questi cittadini
e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di
tornare al confronto". "A Leonessa vince la ragione", questo il commento
a caldo dei consiglieri regionali Mario Perilli e Anna Maria Massimi:
"Siamo soddisfatti - sostengono i due esponenti del partito democratico
- del risultato del referendum di Leonessa che riporta serenità in un
paese che decide di rimanere all'interno della nostra regione. I
cittadini leonessani hanno capito che le scelte di chi l'ha promosso,
erano deboli e troppo cariche di strumentalità. Oltre la soddisfazione
per i risultati, un ringraziamento va sicuramente al senso di
responsabilità dei cittadini che hanno avuto nei confronti delle
istituzioni, apprezzando il lavoro svolto 'dal comitato per il no".
Infine il commento della Destra: "Ha perfettamente ragione Paolo
Trancassini nello stigmatizzare l'atteggiamento osservato da quello che
è ormai il suo ex partito (Alleanza nazionale) in occasione del
referendum. Un partito che non capisce o finge di non capire più la
gente, che non è più a fianco delle esigenze del popolo ma, come dice
Trancassini, è solo attento ai numeri della sua confluenza nel Pdl, ha
perso definitivamente ogni riferimento con la sua storia.
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2 Dicembre 2008 |
«Abbiamo scosso molte coscienze» Il sindaco: «Ottimo risultato»
È soddisfatto comunque il sindaco
Alfredo Rauco, a capo della battaglia
per il referendum per il distacco dal
Lazio dallo scorso 30 gennaio, quando
condusse l'intero consiglio comunale a
votare all'unanimità la richiesta di
indizione del referendum stesso. «È
terminata una campagna elettorale tutto
sommato corretta, tranne qualche caso
isolato. È emersa comunque la voglia dei
leonessani di combattere.
Diciamo che siamo stati i pionieri di
una battaglia tesa a dare un segnale ad
una provincia e ad una regione fino ad
ora troppo lacunose e distanti. Ora
ripartiamo per dare, attraverso
Leonessa, un messaggio forte e chiaro
all'intera politica della provincia di
Rieti. E del resto il nostro gesto ha
attirato le attenzioni di tutte le
istituzioni.
Da oggi abbiamo il dovere di ripartire
per dare tutti insieme risposte ad un
territorio che è stato lasciato
purtroppo per troppi, lunghissimi anni
abbandonato. La nostra consultazione
referendaria - ha aggiunto il primo
cittadino Alfredo Rauco - ha posto
all'attenzione dell'opinione pubblica
dell'intera Regione Lazio il problema di
uno dei tanti comuni della zona vittime
di una politica romanocentrica». E
infine alla richiesta di dimissioni
della giunta Comunale di Leonessa
arrivata dal portavo ce del Comitato per
il No Giuseppe La Bella, Rauco risponde
picche ribadendo che «facendo un
confronto con le recenti politiche dove
hanno votato 1588 elettori, i 1207 di
questa tornata elettorale rappresentano
oltre il 70% di quel dato e pari all'80%
dei consensi». Insomma l'obiettivo più
alto non è stato raggiunto ma anche il
sindaco Alfredo Rauco si schiera dalla
parte di chi è comunque soddisfatto,
auspicando che i quasi 1000 «Sì» servano
per invertire la rotta nei rapporti tra
i piccoli comuni e gli enti maggiori.
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2 Dicembre 2008 |
Il presidente Marrazzo:
«Bene così, ora Leonessa si rafforzerà»
«Apprendo con soddisfazione la notizia
che i cittadini di Leonessa intendono
rimanere nel Lazio. È un Comune che non
vogliamo perdere, perché rappresenta una
parte importante del nostro territorio
che la Giunta regionale intende
valorizzare e far crescere insieme con
tutta la provincia reatina». Sono le
prime dichiarazioni del presidente della
Giunta regionale Piero Marrazzo al
termine dello scrutinio del referendum
consultivo che ha sancito la netta
vittoria dei «Sì» ma i voti non sono
stati sufficienti per decretare
l'annessione di Leonessa all'Umbria.
«Nella soddisfazione per la scelta dei
cittadini di Leonessa - aggiunge il
presidente della Giunta regionale del
Lazio - non voglio dimenticare che, come
rappresentante di tutti, ho il dovere di
ascoltare le richieste anche della
minoranza che ha votato per il distacco
e comprenderne le ragioni. Colgo,
quindi, l'occasione per tranquillizzare
questi cittadini e invitarli a non
sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è
il momento di tornare al confronto,
anche perché, con la Giunta, stiamo
lavorando con senso di responsabilità
per lo sviluppo di Leonessa, per
favorirne il turismo nel rispetto
dell'identità e di quelle bellezze
naturali che la rendono un polo
d'attrazione non solo nella nostra
regione. Restare nel Lazio rafforzerà
Leonessa, non la indebolirà».
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2 Dicembre 20008 |
L'esito del referendum dice che il tentativo di fuga in
Umbria è fallito ma i separatisti si dicono soddisfatti - In 1207
al voto: 926 i sì, 238 i no e 43 le schede annullate Raggiunto il quorum
ma per la secessione non basta - LEONESSA resta nel Lazio. E' questo che
hanno deciso i 1.207 elettori che tra domenica e ieri si sono recati
alle urne per il referendum che offriva la possibilità ai cittadini di
'trasferire' Leonessa in Umbria.
Alla fine in 926 hanno rotato "sì", 238 "no" e 43 sono state le schede
nulle.
Nei fatti una vittoria dei sostenitori del "no", visto che Leonessa
resta nel Lazio ad attendere il sospirato piano di rilancio del
Terminillo. Anche se gli oltre 900 di cittadini che avrebbero
compiuto il grande passo fa esutlare anche il comitato del "sì": 'ora
Regione Lazio e Provincia di Rieti dovranno "fare i conti con 926
elettori che volevano andar via. Una grande vittoria della gente",
spiegano i separatisti.
C'era naturalmente grande attesa e per conoscere l'esito del referendum
che nel caso di vittoria del "sì" avrebbe aperto scenari storici, visto
che avrebbe annesso Leonessa all'Umbria e alla provincia di Terni. Come
detto, a votare sono andate 1207 persone, il 52,7% degli aventi diritto.
Nonostante il cospicuo numero di "si", Leonessa rimane in Provincia di
Rieti per non aver raggiunto il quorum previsto dal referendum per
passare in Umbria (serviva il voto favorevole della metà più uno degli
elettori totali).
Ben 926 le persone che hanno dato il loro voto perché il Comune potesse
passare in Umbria, mentre 238 hanno votato per il no. Oltre 40 (43) le
schede nulle.
"La popolazione è voluta rimanere nel Lazio" ha commentato a caldo il
portavoce del comitato per il no, Giuseppe La Bella.
Dal comitato per il sì hanno invece commentato: "Abbiamo battuto il
partito del non voto e coloro che pensavano fosse uno scherzo, come il
presidente Marrazzo", ha detto il portavoce Paolo Trancassini.
"Questo dimostra - ha aggiunto - quanto la politica sia distante dai
territori. Dobbiamo riconoscere la sconfìtta, sapevamo che era una
partita impossibile, ma dobbiamo avere la capacità di riconoscere che
cosa ha dato questa competizione elettorale. Ribadisco con forza e senza
timore di essere smentito che grazie alla battaglia di Leonessa una
battaglia "comunque l'abbiamo vinta: una parte dei progetti del versante
nord del Terminillo si faranno, a testimonianza del fatto che
Leonessa non è arrogante, ma Leonessa ha mediato, ha lavorato".
Come ormai noto, a scatenare l'esigenza "secessionista"
dell'amministrazione comunale leonessana erano stati i rabaditi no al
progetto di realizzazione dei nuovi impianti sciistici sul versante
leonessano del Terminillo. Un piano da oltre 50 milioni di euro al quale
le amministrazioni di centrosinistra si erano sempre opposte per
salvaguardare i numerosi ettari di bosco che avrebbero dovuto lasciare
il posto alle nuove strutture turistiche.
Proprio pochi giorni fa però dalla Pisana hanno garantito un nuovo
progetto di sviluppo e rilancio del Terminillo, che ora a Leonessa si
augurano non sia stata solo l'ennesima promessa fatta anche per
dissuadere altri secessionisti al momento di votare per il referendum.
Il sindaco Rauco: "Adesso Provincia e Regione ascoltino le nostre
esigenze"
"ADESSO Regione e Provincia non potranno più trascurare le esigenze di
Leonessa". Così il sindaco Rauco nel commentare gli oltre 900 "sì" con
cui si è concluso il referendum per il trasferimento del Lazio.
"Aver raggiunto il quorum dei votanti rappresenta un successo enorme. Da
domani le amministrazioni di Regione e Provincia non potranno più
eludere la questione: dovranno sedersi con noi intorno ad un tavolo e
capire quali sono i problemi che abbiamo voluto sollevate. Anche perché
nel frattempo altri comune della zona, come Magliano Sabino e Amatrice,
potrebbero riprovarci, magari con migliore fortuna".
Alfredo Rauco sindaco di Leonessa e accesissimo esponente del fronte del
sì nel referendum che chiedeva il passaggio della cittadina reatina dal
Lazio all'Umbria non sembra affatto uno sconfitto. "Perché questo
risultato - spiega - dimostra che la maggioranza dei mie concittadini ha
capito il senso della mia iniziativa. Noi possiamo avere crescita e
sviluppo solo dal turismo e dalla montagna e il modo in cui siamo stati
fin qui delusi dal potere centrale regionale su questioni come la
viabilità e la sanità ci ha spinto ad alzare la voce con un'operazione
che era anche, ma non soltanto, una provocazione politica".
"Restando nel lazio Leonessa si rafforzerà" Questo il commento all'esito
del referendum del presidente della Regione Piero Marrazzo.
"Apprendo con soddisfazione la notizia che i cittadini di Leonessa
intendono rimanere nel Lazio. E' un Comune che non vogliamo perdere,
perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la
Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la
provincia reatina", ha dichiarato Piero Marrazzo, presidente della
Regione Lazio. "Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di
Leonessa - continua - non voglio dimentcare che, come rappresentante dì
tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che
ha votato per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi,
l'occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non
sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al
confronto, anche perché, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di
responsabilità per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel
rispetto dell'identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un
polo d'attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio
rafforzerà Leonessa, non la indebolirà".
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2 Dicembre 2008 |
Vince il Sì ma Leonessa
resta - Quorum raggiunto, però i
926 consensi non bastano per trasferire
la cittadina in Umbria - Leonessa
resta nel Lazio. E questo è il primo
dato certo e incontrovertibile. La gente
è andata a votare. E questo è il
secondo. Il referendum avrà
ripercussioni sulla politica reatina. E
questa è la terza e ultima certezza. Su
tutto il resto invece già da ieri
pomeriggio come da copione fioccano
valutazioni e commenti, divisioni e
riflessioni. 1207 votanti pari al 52,71%
degli aventi diritto, 926 si, 258 no, 19
schede bianche, 24 nulle Queste i dati,
nudi e crudi, che ben prima delle 17
arrivano in via definita a Palazzo
Mongalli dove il sindaco Alfredo Rauco e
qualche assessore li attendevano già da
un po'. Il suo predecessore e portavoce
del Comitato per il Si al referendum,
Paolo Trancassini, e l'avversario
portavoce del Comitato per il No,
Giuseppe La Bella, sono invece a poche
centinaia di metri, presso la scuola
elementare che ospita i due seggi più
numerosi dei quattro previsti.
Trancassini e La Bella per l'intero
spoglio restano a colloquio con i
rispettivi gruppetti di sostenitori
all'interno dell'atrio della scuola. Già
dalle prime battute dello scrutinio si
capisce però che il sogno di vincere
questo referendum svanirà di li a poco,
perché dalle urne non escono solo schede
che riportano la croce sulla casella del
«Sì», ma anche alcune decine con un
segno sul «No». La soddisfazione per i
sostenitori del Sì al referendum c'è
comunque, soprat tutto per aver portato
cosi tanta gente a votare contro ogni
previsione.
La gioia vera però rimane strozzata in
gola perché l'ultimo scatto verso il
traguardo non è arrivato. Anche
sull'altro fronte, quello dei contrari
al referendum che avevano invitato
all'astensione, c'è soddisfazione, ma la
tanta gente che ha deciso comunque di
andare a votare pur votando «No» e gli
oltre 1200 leonessani andati
complessivamente alle urne non
permettono di dire che la battaglia sia
stata stravinta. E allora dalle scuole
elementari, non appena concluso lo
spoglio degli ultimi due seggi, entrambi
i contendenti salgono in Municipio a
rilasciare interviste, stringere mani e
fare le prime valutazioni a caldo. Tran
cassini e Rauco convocano una conferenza
stampa seduta stante, La Bella assiste e
riflette. La conferenza termina, ancora
un giro di taccuini e microfoni e i due
contendenti si ritrovano faccia a faccia
nel corridoio del Comune, davanti alla
stanza dove fino a qualche minuto prima
il Sindaco Alfredo Rauco leggeva e
valutava i dati che arrivavano. Si
abbracciano, si danno la mano
Trancassini e La Bella, sorridono e si
fanno finalmente i complimenti per la
sfida condotta. Tutto nel giro di pochi
istanti, sempre lì, di fronte alla
stanza che dalla prossima primavera
ospiterà il nuovo (o il vecchio)
Sindaco. Chissà che non sia un segno del
destino.
«Partito del non voto sconfitto» Comitato Sì «Così si è tornati a parlare
di sviluppo e Terminillo» Velocità
Scrutatori al lavoro, i risultati sono
stati resi noti poco dopo la chiusura
dei seggi ú Il Comitato per il Sì arriva
alla conferenza stampa indetta presso la
sala consiliare del Comune compatto. Si
schiera ai lati di Paolo Trancassini e
di Alfredo Rauco, quasi a voler
dimostrare la vicinanza ai due.
C'è la giunta al completo, c'è la
presidente della Pro Loco, c'è anche
qualcuno di coloro che il passaggio in
Umbria lo proponevano già dal 1997. Di
qua del tavolo invece ci sono, oltre ai
tanti cronisti, anche molti del Comitato
per il No, compreso Giuseppe La Bella
che ascolta in piedi stretto tra la
gente che affollava oltremodo la sala.
«Ringrazio e faccio i complimenti a
tutti - esordisce Trancassini con Rauco
che al suo fianco annuisce - Abbiamo
sconfitto il partito del non voto.
Abbiamo sconfitto anche i tanti che
pensavano che il nostro fosse uno
scherzo. La verità è che la gente di
questo Comune ha dimostrato la propria
voglia di volersi confrontare sui temi
dello sviluppo. Ora però - ha invitato
l'ormai ex capogruppo provinciale di An
- dobbiamo avere la capacità di
riconoscere la sconfitta anche se
sapevamo fin dall'inizio che stavamo
conducendo una battaglia impossibile».
Cosa lascia questa com petizione? «Senza
alcun timore di smentita, posso dire che
grazie alla battaglia di Leonessa si è
tornati a parlare di sfruttamento della
neve, di sviluppo del Terminillo».
«Se l'assessore Zaratti svela
Trancassini - confermerà quanto detto
mercoledì scorso in un incontro con me e
con il presidente Melilli, almeno una
parte del progetto di impianti di
risalita verrà comunque realizzato. Il
dato certo comunque - ha concluso a nome
del comitato per il Sì - è che Leonessa
ha condotto una battaglia per interessi
che vanno al di là dei propri confini,
per l'intera provincia».
Giuseppe La Bella brinda per la vittoria
e attacca l'amministrazione comunale n
No: ora la giunta deve dimettersi ó «È
una vittoria da festeggiare». A dirlo è
Giuseppe La Bella, portavoce del
Comitato per il No, subito dopo la
conferenza stampa dei rivali del Sì.
«Per le analisi approfondite ci sarà
tempo. Il dato di fatto però è che il
referendum per andare in Umbria non è
passato. È dunque una vittoria di chi
voleva rimanere nel Lazio. I 926 sì
significano la delegittimazione della
giunta comunale che ha puntato ed ha
investito tutto su questo referendum. Mi
aspetterei che, così come sono arrivate
le dimissioni da capogruppo di An di
Tran- cassini, arrivino anche quelle
della giunta del Comune di Leonessa. Mi
aspetterei un uguale atto di coerenza
visto che le urne hanno detto che una
maggioranza c'è, e non sono certo i Sì.
Il problema è morale, non certo di
legittimità amministrativa, ma ripeto
questa giunta ha investito tempo ed
immagine su questo referendum». E come
la mettiamo con le 258 persone che hanno
deciso di andare a votare no, quando voi
invitavate all'astensione?
«Probabilmente queste persone si sono
sentite in dovere di recarsi comunque
alle ur ne, ma hanno espresso la volontà
di rimanere nel Lazio e non andare in
Umbria. E questo è il dato oggettivo che
conta. Ora qualcuno dovrà riflettere». A
chi gli chiede infine se sono arrivati i
complimenti dei consiglieri regionali o
del Presidente della Provincia La Bella
risponde: «Non ho avuto il tempo di
sentire neanche mia moglie. Solo le mie
figlio mi hanno inviato un messaggio».
Più apprezzato, c'è da giurarci, di
tante altre telefonate.
(Marco Fuggetta).
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1 Dicembre 2008 |
QUEL RUGGITO NON CADA NEL VUOTO
-Non è stata ne la vittoria, ne la
sconfitta del sindaco Rauco. Ma è
indubbio che per Leonessa, con i suoi
2290 aventi diritto, si tratta di un
risultato importante. 926 si, 238 no è
un quorum superato di misura, non
possono passare inosservati. Soprattutto
agli occhi della Provincia di Rieri, e
di Melilli, a quelli della Regione Lazio
e di Marrazzo. Leonessa ha chiamato, ora
è doveroso rispondere. I numeri
dimostrano che non si trattava di un
ruggito d'orgoglio, ma di una richiesta
di equità amministrativa: «Trattateci
come gli altri, non penalizzate questo
Comune solo perché si trova al confine».
Del resto, sorvolando sulla mancata
approvazione da parte di Provincia e
Regione del progetto per i nuovi
impianti sciistici, questo giornale ha
più volte raccontato la versione di chi
vive ogni giorno i problemi di un paese
di montagna e che è stufo di essere
ancora penalizzato, nel 2008, da una
questione geografica. Ma questo voto ha
anche un valore di modernità. In
un'Italia sempre più decentrata, o
federalista, vedremo altri referendum e,
come accade nella sana competizione
aziendale, i Comuni decideranno
legittimamente se rivolgersi a un
miglior offerente.
(Matteo Vincenzoni)
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1 Dicembre 2008 |
Leonessa: Referendum 2008 - vince il SI - non bastano i numeri per
la secessione dal Lazio - grande prova di democrazia
Leonessa non lascerà il Lazio, anche se ha vinto il SI, i
sostenitori della secessione non hanno ottenuto i numeri richiesti. Con
926 SI, 238 NO, 19 schede bianche e 24 nulle a fronte di un totale di
1207 cittadini andati alle urne, pari al 52,7% della popolazione, il
Referendum sul distacco di Leonessa dalla Regione Lazio per aggregarsi
all'Umbria, ha sancito il mantenimento dello status quo. Ci sarebbero
voluti almeno 1146 voti a favore per far vincere il Comitato del SI,
guidato dall'ex Sindaco di Leonessa, Paolo TRANCASSINI. << Il risultato
del referendum - ha dichiarato Giuseppe LA BELLA, Portavoce del Comitato
per il NO - ha dimostrato che i leonessani vogliono rimanere nella
Regione Lazio. Spero che ad un momento di sovraesposizione non segua il
silenzio e per questo ho coinvolto anche alla vigilia del referendum il
Presidente della Provincia Fabio MELILLI e la Consigliera regionale Anna
Maria MASSIMI, chiedendo loro impegni sostanziali e non formali per
Leonessa >>. Ritiene che sia stato sconfitto il partito
dell'astensionismo Paolo TRANCASSINI, Portavoce del Comitato per il SI,
che alla notizia del risultato ha annunciato le dimissioni da Capogruppo
di AN in Provincia e dal partito. << Quando uno si batte in prima
persona e scopre di avere al suo fianco persone semplici ed il
territorio ed il tuo partito non capisce e pensa solo ai numeri della
confluenza di AN nel PdL ho capito di non voler rimanere nel partito >>.
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1 Dicembre 2008 |
Leonessa, non passa il referendum per passare in Umbria - Rauco :
"Soddisfatto comunque: abbiamo posto un problema e riscosso l'80% dei SI
"
Almeno per ora il Comune di
Leonessa resterà nel Lazio. I risultati del referendum che proponeva il
cambio di regione hanno visto 926 voti per il sì, 238 per il no e 43
schede nulle (24 nulle, 19 bianche). Ma, per quanto schiacciante nei
numeri relativi, la vittoria di chi voleva passare in territorio umbro
non è sufficiente. Per il distacco dal Lazio ci voleva infatti il
consenso della maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Dunque
almeno 1246 dei 2290 iscritti nelle liste elettorali locali.
Il sindaco di Leonessa Alfredo
Rauco, fra i più accesi promotori del referendum ‘secessionista’, si
dichiara comunque soddisfatto per una consultazione che «ha posto
all'attenzione dell'opinione pubblica regionale il problema di uno dei
tanti comuni della zona vittime di una politica romanocentrica».
Alla richiesta di La Bella,
leader del comitato del no, di dimissioni della giunta comunale, Rauco
ribadisce che «facendo un confronto con le recenti politiche dove hanno
votato 1588 elettori, i 1207 di questa tornata elettorale rappresentano
oltre il 70% di quel dato e pari all’80% dei consensi»
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1 Dicembre 2008 |
"Sconfitto il partito dell'astensionismo" dice Paolo Trancassini
che annuncia le dimissioni da AN e da Capogruppo alla Provincia
Ha vinto il sì ma Leonessa non
potrà lasciare il Lazio perché i sostenitori della secessione non hanno
ottenuto i numeri richiesti. Con 926 sì, 238 no, 19 schede bianche e 24
nulle a fronte di un totale di 1.207 cittadini andati alle urne, pari al
52,7% della popolazione, il referendum sulla secessione di Leonessa
dalla provincia di Rieti e dal Lazio per migrare verso l'Umbria, ha
sancito il mantenimento dello status quo. Ci sarebbero voluti almeno
1.146 voti a favore per far vincere il Comitato del sì, guidato dall'ex
sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini.
«Il risultato del referendum -
ha detto Giuseppe La Bella, coordinatore del Comitato per il no - ha
dimostrato che i leonessani vogliono rimanere nella Regione Lazio. Spero
che ad un momento di sovraesposizione non segua il silenzio e per questo
ho coinvolto anche alla vigilia del referendum il presidente della
Provincia Fabio Melilli, e la consigliera regionale Anna Maria Massimi,
chiedendo loro impegni sostanziali e non formali per Leonessa».
Ritiene che sia stato sconfitto
il partito dell'astensionismo Paolo Trancassini, che alla notizia del
risultato ha annunciato le dimissioni da capogruppo di An in Provincia e
dal partito. «Quando uno si batte in prima persona e scopre di avere al
suo fianco persone semplici ed il territorio ed il tuo partito non
capisce e pensa solo ai numeri della confluenza di An nel Pdl - ha detto
Trancassini - ho capito di non voler rimanere nel partito».
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1 Dicembre 2008 |
Leonessa, solo una questione di numeri - Mancata per poco la
secessione. Pochi sorrisi e meno trionfalismi per un problema non
risolto
Succede sempre così,
dappertutto. Si vince o si perde ma tutti cantano puntualmente vittoria,
adducendo mille interpretazioni ed altrettante giustificazioni. Ed anche
in questa occasione non si è rinunciato alla solita recita. Chiuse le
urne, diramati i numeri, c’è stato chi ha sorriso un po’ di più, ma non
tanto, chi ha messo il broncio, ma non troppo. Sicuramente i numeri non
sono quelli sbandierati; dal Presidente della Regione Lazio che parla di
«minoranza che ha votato per il distacco» a quelli di illustri politici
locali che davano per non più di 300 elettori al voto. Ma i numeri sono
numeri: 1207 elettori non sono 300, e 926 SI contro i 238 NO non sono
una minoranza. «Ci siamo fermati a Trognano – commenta ironico Paolo
Trancassini durante la conferenza stampa di questo pomeriggio, - quasi
in Umbria». Ed è proprio così. C’è mancato poco e chissà quante camice
sudate sono in questo momento in lavanderia per restituirgli il candore
originale, quello perso nelle ultime ore tra più di qualche poltrona
traballante che avrebbe annullato o messo in discussione anche alcune
candidature alle prossime provinciali e poi quelle regionali. E chissà
quali altre. O chi si gingilla tra i ticket regionali, sempre più
lontano da Rieti e dai reatini. E si, perché tutto è girato anche
intorno a questo. Ed invece di riflettere, di capire i perché del tanto
urlato disagio di una comunità che ha risposto in massa alla verifica
elettorale, clamorosamente sconfitti, gli astensionisti, quelli che –
ascoltati – hanno sperato in una tormenta di neve apocalittica (chissà
come sarebbe andata se le urne si fossero aperte per il ponte dell’8
dicembre), invece di pensare ai propri errori ed alla scarsa
credibilità, attaccano, come sempre, chiedendo addirittura le dimissioni
della giunta comunale. Sorride Rauco al comitato per il NO, ricordando
che alle ultime politiche, a Leonessa, hanno votato 1588 aventi diritto,
contro i 1207 di questa tornata elettorale che rappresentano «oltre il
70% di quel dato» e che i consensi, ovvero i SI, sono pari «all’80% dei
voti espressi».
I numeri sono numeri e c’è poco
da sorridere. Ma, forse, è bene quello che è successo. Forse sono
contenti entrambi gli schieramenti; sicuramente tutti i reatini che
avrebbero mal digerito il distacco di una città come Leonessa, che ha
sempre regalato fin troppo a chi mai è riuscito ad apprezzarlo. E non
basta elargire contributi a manifestazioni per rendere tranquilla la
nostra coscienza. Non basta, così è troppo facile. Ci vuole attenzione,
costanza, sacrificio e la capacità di mettersi in gioco, anche
rinunciando alla nostra bella e “sudata” indennità. E in tutto questo,
tra le mille riflessioni, chi ne pagherà le conseguenze è Paolo
Trancassini, ex sindaco di Leonessa, presidente del comitato per il SI,
“uno di quassù”.
«Il Pdl – dichiara in conferenza
stampa - aveva un problema di numeri: del 33%, del 47%, del 52%: un
esercizio del Superenalotto rispetto agli argomenti posti. Io non gioco
al Superenalotto, - dice - non ne sono capace. E quindi devo prendere
atto che questo non è il mio gioco e che , a 45 anni suonati, non fa per
me questo tipo di politica». Ed annuncia una decisione maturata «qualche
mese fa: mi dimetto da Alleanza Nazionale e da capogruppo di opposizione
alla Provincia di Rieti, perché un partito che non ha la capacità di
capire quanto grande era questa battaglia, non è il mio partito». «Ma
anche dalla Provincia?» gli chiedono: «No, perché mi piace fare
politica, è la mia vita».
Giù, un’altra sconfitta per
tutti gli schieramenti politici reatini che, forse, finalmente tireranno
un sospiro di sollievo per essersi liberati di una persona “scomoda”,
troppo intraprendente che avrebbe, prima o poi, minacciato qualche
poltrona “importante”. È turbato Trancassini, ci credeva davvero. Ma non
nella poltrona di Melilli; credeva in tutta l’operazione, sprofondato
negli sguardi sinceri di quelle persone che vivono nel silenzio, a
Terzone, a Corvatello, a Viesci, a San Vito, a Ocre. Piccoli paesi
abbandonati, con il 90% delle case chiuse, tra fiochi lampioni stradali
e solo il fuoco del camino a farti compagnia. Sempre, perché non c’è
altro.
E mentre ambientalisti,
escursionisti, pensano a salvaguardare, anche a ragione, le storiche
faggete leonessane, in questi paesi si muore, soli, tra l’indifferenza
di tutti. È bello l’estate, tra i mille giochi dei noiosissimi comitati.
Si mangia, si beve, si balla tra centinaia e migliaia di persone. Tante,
a volte troppe. Ma il problema sono gli altri dieci mesi dell’anno, con
le mille difficoltà di un territorio abbandonato da tutti, fatto di
anziani, di speranze perdute, di delusioni e incertezze che quassù
diventano spesso drammatiche. Luoghi abbandonati anche dalla politica,
quella con i soldi, che si sbraccia per mandare contributi al Palio del
Velluto o alla Sagra della patata, perché è il sistema più facile per
esserci: una delibera e via, «siamo sul territorio (se ne ricorderanno
alle prossime elezioni?)»...
Ma se loro, a dispetto di tutti,
hanno voluto provare a fare di più, ad alzare la voce, a richiamare
l’attenzione di tutti su queste terre sempre più fredde, sempre più
desolate, perché gioire di una sconfitta che non paga nessuno e che
dovrebbe far riflettere. Tutti. Anche i politici, soprattutto quelli che
hanno rischiato grosso: solo 220 voti e sarebbero “volati” dopo Trognano.
Non lontanissimi e, forse, neanche migliorati, ma sicuramente distanti
da ogni logica politica che guarda troppo ai numeri, soprattutto quelli
della bassa Sabina, a quei voti che permettono di essere eletti. Numeri…
quelli che in questo referendum, loro, fanno finta di non capire.
(Andrea Magliano)
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Regione Lazio |
1 Dicembre 2008 |
DICHIARAZIONE DEL
PRESIDENTE PIERO MARRAZZO
1
DICEMBRE 2008
Referendum Leonessa,
Marrazzo: “Restare nel Lazio la rafforzerà”
Apprendo
con soddisfazione la notizia che i cittadini di Leonessa intendono
rimanere nel Lazio. E’ un Comune che non vogliamo perdere, perché
rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta
regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la
provincia reatina.
Nella soddisfazione
per la scelta dei cittadini di Leonessa, non voglio dimenticare che,
come rappresentante di tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste
anche della minoranza che ha votato per il distacco e comprenderne
le ragioni. Colgo,
quindi, l’occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli
a non sentirsi esclusi.
Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto, anche
perché, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di responsabilità
per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel rispetto
dell’identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un polo
d’attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio rafforzerà Leonessa, non la
indebolirà
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Provincia di Rieti |
1 Dicembre 2008 |
Amministrazione
Provinciale di Rieti
Ufficio
Stampa
NOTA DELLA PRESIDENZA
"E’
stata una battaglia difficile e questo risultato mi soddisfa
anche se non mi fa distrarre dall’obiettivo. Sono davvero
contento che la proposta del Comune di Leonessa non sia passata,
se vinceva il sì Leonessa avrebbe rischiato, nei prossimi tre o
quattro anni, di restare isolata e tutto questo è importante che
non sia avvenuto. La provincia si è trovata a difendere in
solitario la permanenza di Leonessa dentro la nostra regione e
in questa battaglia schierarsi era un dovere istituzionale.
Lavoriamo da domani e continueremo a farlo anche in futuro, con
l’impegno di sempre, per trovare una soluzione e anche questo è
un dovere istituzionale affinché le nostre comunità ottengano
quello che non hanno avuto negli ultimi venti anni. Troveremo
una risposta possibile, tenendo ben presente il disagio espresso
dalla popolazione leonessana in questa occasione. Desidero
ringraziare quanti si sono adoperati all'interno del Comitato
per il NO perché si conseguisse questo risultato. Ora il nostro
obiettivo è quello di far approvare un piano di rilancio nel più
breve tempo possibile per dare risposte ai bisogni della
montagna reatina nel suo complesso e naturalmente continueremo a
collaborare con la comunità leonessana."
E' quanto dichiara
il presidente della Provincia, Fabio Melilli,
commentando il risultato del referendum consultivo per il
distacco del Comune di Leonessa dalla Regione Lazio e la sua
aggregazione alla Regione Umbria.
Rieti, 1 dicembre 2008
Fabrizio Colarieti
Ufficio Stampa Provincia di Rieti
Mob. 348/1551445 Uff. 0746/286301
|
Perilli -Massimi (PD) |
1 Dicembre 2008 |
PERILLI E MASSIMI: "A LEONESSA VINCE LA RAGIONE"
SIAMO SODDISFATTI DEL RISULTATO DEL REFERENDUM DI LEONESSA (RI)
CHE RIPORTA SERENITA' IN UN PAESE CHE DECIDE DI RIMANERE ALL'INTERNO
DELLA NOSTRA REGIONE. I CITTADINI LEONESSANI HANNO CAPITO CHE LE
SCELTE DI CHI L'HA PROMOSSO, ERANO DEBOLI E TROPPO CARICHE DI
STRUMENTALITA'. OLTRE LA SODDISFAZIONE PER I RIUSULTATI, UN
RINGRAZIAMENTO VA SICURAMENTE AL SENSO DI REPONSABILITA' DEI
CITTADINI CHE HANNO AVUTO NEI CONFRONTI DELLE ISTITUZIONI,
APPREZZANDO IL LAVORO SVOLTO DAL COMITATO PER IL NO. ORA DOBBIAMO
ESSERE RISPETTOSI DEGLI IMPEGNI ASSUNTI, INSIEME ANCHE AL PRESIDENTE
DELLA PROVINCIA MELILLI, CHE PORTEREMO AVANTI CON GRANDE VIGORE,
ASSUMENDOCI LE REPONSABILITA' DEL CASO. GIA' DALLA PROSSIMA
FINANZIARIA REGIONALE, SOSTERREMO LE PROPOSTE AVANZATE PER IL COMUNE
DI LEONESSA, CHE SONO STATE RIBADITE QUALCHE GIORNO FA NELL'INCONTRO
CHE ABBIAMO AVUTO CON IL GRUPPO DEL PARTITO DEMOCRATICO REGIONALE,
ALLA PRESENZA DEL NEO SEGRETARIO MORASSOUT E DEL PRESIDENTE DELLA
REGIONE PIERO MARRAZZO. CON QUESTO ESITO ELETTORALE, SI RAFFORZA
L'IMPEGNO PER QUESTO TERRITORIO CHE RIENTRA A PIENO TITOLO NELLE
POLITICHE DELLA REGIONE LAZIO.
|
Andrea Di Nicola
(La Destra) |
1 Dicembre 2008 |
Ha
perfettamente ragione Paolo Trancassini nello stigmatizzare
l’atteggiamento osservato da quello che è ormai il suo ex partito
(Alleanza nazionale) in occasione del referendum svoltosi oggi a
Leonessa per separarsi dal Lazio confluendo nell’Umbria.Un partito
che non capisce o finge di non capire più la gente, che non è più a
fianco delle esigenze del popolo ma, come dice Trancassini, è solo
attento ai numeri della sua confluenza nel Pdl, ha perso
definitivamente ogni riferimento con la sua storia.
L’amarezza del consigliere provinciale di
Leonessa è comprensibilissima: l’atteggiamento di An ha avuto la
conseguenza di trasformare la sconfitta del fronte del no in una
vittoria di Melilli, della consigliera regionale Massimi, del
presidente della Regione Marrazzo e della sua giunta che si dicono
ora, e solo ora, pronti a varare pacchetti di provvedimenti a favore
della cittadina dell’altopiano.
La Federazione reatina de La Destra è vicina
umanamente a Paolo Trancassini.
Rieti 1 dicembre 2008
Andrea Di Nicola
|
Giuseppe Rinaldi
(PD) |
1 Dicembre 2008 |
Referendum Leonessa:
dichiarazioni Rinaldi
“Sono soddisfatto della decisione espressa dai
cittadini di Leonessa di restare nel Lazio e nella Provincia di Rieti.
Al referendum, nonostante il tentativo di forzature politiche, ha
prevalso il buon senso. Fuggire, eravamo convinti e ora lo siamo ancor
di più, non avrebbe aiutato a dare risposte ai leonessani e al
territorio di Leonessa. Adesso, però, dobbiamo immediatamente rimetterci
al lavoro per trovare le soluzioni idonee a tutte quelle problematiche
che hanno portato molti leonessani a esprimere la loro volontà di
passare all’Umbria. Oggi siamo ancora più sicuri che i disagi avvertiti
dai cittadini di Leonessa possano essere superati purché si lavori tutti
insieme, dobbiamo continuare nella strada intrapresa dall’attuale
Amministrazione provinciale guidata da Fabio Melilli che, superando
logiche di appartenenza, è pronta a far partire un progetto per il
rilancio organico del Terminillo".Sono
le dichiarazione del coordinatore provinciale del Pd di Rieti, Giuseppe
Rinaldi, in merito al Referendum di Leonessa
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1 Dicembre 2008 |
Complimenti a Rosella
Vivio( Corriere di Rieti) e Francesco di Salvatore (Il Tempo): a
nostro giudizio i migliori articoli intorno alla vicenda Leonessa.
Peccato
li abbiano scritti solo oggi: qualche giorno prima e molti
più elettori si sarebbero presentati
alle urne.
La Redazione di
www.leonessa.org
Referendum di Leonessa Cause ed effetti confusi - Una
nazione che ha il i nostro debito pubblico, senza avere un PIL
capace di sostenerlo, deve ridurre le pretese. E così il Governo si è
messo a tagliare, con una frenesia da Edward mani di forbice. Tagli alla
scuola, alla sanità, alle risorse regionali, ai servizi sociali, alla
sicurezza, alla difesa. Tagli ovunque, fuorché all'elefantiaco sistema
amministrativo, dotato di troppi livelli di governo, di amministrazione,
di confusione e sovrapposizioni di funzione e di una quantità sterminata
di oligarchie politiche operanti nel reticolo di enti ed entini che da
decenni nascono senza sosta. La nostra democrazia è la più costosa
d'Europa. Ogni cittadino paga per mantenere l'apparato amministrativo
5564 euro l'anno (da una indagine della Cgia di Mestre del 2007).
Ed è anche la più inefficiente. Cosa che, unita alle note disfunzioni
della giustizia, tiene ben lontani gli investitori esteri. Qualcuno dice
che la democrazia costa, perbacco. Certo, ma il nostro apparato
burocratico è più simile alle corti tedesche ottocentesche che alle
consorelle moderne d'Europa e nemmeno il tosto Tremonti ha osato sfidare
il campanilismo territoriale e le argomentazioni speciose dei difensori
del nostro sistema borbonico, da cui la partitocrazia attinge posti da
distribuire ai grandi e piccoli portatori di voto e clientele. Per dirne
una, gli enti con meno di 50 dipendenti, che, secondo quanto stabilito
con l'ultima finanziaria di Prodi dovevano essere sciolti
automaticamente entro il 30 giugno scorso, sono ancora lì, grazie alla
legge 133 dell'attuale governo, insieme all'Ente per la soppressione
degli enti inutili. Cosa tragicomica per chiunque abbia un minimo senso
del ridicolo. Nel mentre, agli indigenti arriveranno per Natale 40 euro
di carità di Stato. Certo, meglio dì niente. Ma il problema è, appunto,
il "niente" politico che scontano la valanga di poveraccci e di non
garantiti d'Italia, tra cui molti giovani, capri espiatori
dell'inettitudine dei padri e delle madri, impossibilitati a mettere su
famiglia per mancanza di lavoro o per precarietà lavorativa, e a mettere
al mondo quei figli che oggi confidiamo di avere dagli immigrati. Questa
maggioranza, poi, in fase elettorale aveva promesso l'abolizione delle
province. E qui veniamo al nostro territorio dove soffiano venti e
spifferi di secessione comunale verso le province di altre regioni,
mentre, d'altra parte, ci sono comuni che vorrebbero far parte della
provincia sabina, come Palombara Sabina. Chi è andato fino in fondo, per
ora, è il comune di Leonessa che oggi conclude l'avventura della
consultazione, referendaria. Oggi sapremo se i leonessani vogliono
restare laziali o diventare umbri. "Non è facile dire come finirà - mi
dice la proprietaria del ristorante Leon D'oro da me interpellata
telefonicamente - Comunque, per noi che viviamo di turismo, il
referendum è stata una buona cosa. Abbiamo avuto molti turisti
umbri incuriositi dalla faccenda". Chiudiamo, per ora, in attesa del
risultato, con questa considerazione e con i complimenti, qualsiasi
risultato, emergerà dalle urne, alla indomita Leonessa, che è ricorsa ad
uno strumento democratico per dare voce ai cittadini. Ma, lo dico ai
secessionisti, non confondiamo l'effetto con le cause:il problema non è
questa Provincia o questa Regione, il problema è che con tutti i galli
che stanno a cantare, per chi aspira alla fine degli etemi rinvii e dei
rimpalli di responsabilità su ogni decisione, diffìcilmente si fa
giorno. Di qualsiasi provincia si faccia parte.
(Rosella Vivio)
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1 Dicembre 2008 |
LEONESSA UN MONITO PER TUTTI -
Oggi sapremo se Leonessa ha deciso di
passare con l'Umbria o restare con il
Lazio. Un risultato molto atteso quello
del referendum consultivo che si è
svolto ieri e oggi (le urne chiudono
alle 15) non soltanto dalla popolazione
di uno dei paesi più interessanti
turisticamente e culturalmente della
provincia sabina. Con le orecchie tese
staranno anche alcuni pubblici
amministratori comunali, provinciali e
regionali. Se vinceranno i «Sì» e si
creeranno i presupposti per l'annessione
di Leonessa all'Umbria la classe
dirigente che guida Regione e Provincia
dovrà quanto meno fare un approfondito
esame di coscienza. Nel caso in cui
prevarranno i «No» una riflessione sarà
comunque necessaria. Leonessa (il
discorso riguarda tutta l'area montana)
si è sentita snobbata per molto tempo.
Impianti sciistici, infrastrutture
viarie, servizi sanitari: la lista delle
richieste (tutte disattese) è lunga. Un
vero campanello d'allarme. Da oggi
pomeriggio, indipendentemente dall'esito
delle urne, sarà opportuno rimboccarsi
le mantelle e mettersi al lavoro per
colmare le lacune. Con un accorgimento:
niente rivalse, ripicche e piccole
vendette. Recuperiamo in fretta il
terreno perduto.
(Francesco D Salvatore)
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1 Dicembre 2008 |
Si è chiuso il primo giorno
di votazioni per il referendum che
propone il distacco dalla Regione Lazio
e l'annessione all'Umbria. Le operazioni
di voto si sono aperte regolarmente alle
8 di ieri mattina e si sono chiuse alle
22. A quell'ora i votanti sono stati
901, pari al 39,34% dei 2290 aventi
diritto. In definitiva una a Leonessa
tanti alle urne per rispondere al
referendum .
Si proseguirà a votare anche nella
giornata di oggi nei quattro seggi a
disposizione, due presso la scuola
elementare, uno nella frazione Villa
Lucci e l'ultimo presso la frazione di
Terzone. Oggi si potrà votare fino alle
15 e le operazioni di scrutinio
inizieranno non appena saranno concluse
quelle di voto.
In contemporanea al Comune di Leonessa
sta votando anche il Comune di Meduna di
Livenza, in provincia di Treviso, che
dal Veneto propone la sua aggregazione
al Friuli Venezia Giulia.
Sempre per oggi la Prefettura di Rieti
ha allestito una Sala Stampa per la
diffusione dei risultati del le
votazioni, elaborati dall'ufficio
elettorale, che verrà aperta dalle ore
15. Ricordiamo ovviamente che il quesito
oggetto della consultazione referendaria
sarà approvato se le risposte
affermative non saranno inferiori alla
maggioranza (50% più uno) degli
elettori.
inferiori alla maggioranza (50% più uno)
degli elettori.
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1 Dicembre 2008 |
I cittadini devono decidere
se passare o meno in Umbria. Oggi urne
aperte fino alle 14 poi lo spoglio
Referendum, il quorum ancora lontano - A
Leonessa, per la consultazione
secessionista, ieri ha votato il 39,34
per cento- Saranno pure i giorni
del silenzio, a Leonessa ma in paese
tutto parla di referendum, e col dato
delle 22 attestato al 39,34 per cento
pari a 901 votanti, c'è da scommettere
che anche oggi la maratona dei promotori
non si fermerà che alle tre del
pomeriggio, orario di chiusura dei
seggi. E si perché non si parla o ci si
tiene sul vago a Leonessa, ma ci si
muove eccome, nell'uno come nell'altro
fronte, chi per tenere la gente a casa e
chi, all'occorrenza, per andarla anche a
prendere e gentilmente accompagnarla al
seggio.
D'altronde, con l'area dei contrari alla
secessione guidata dall'avvocato
Giuseppe La Bella che si è schierata per
l'astensione, il solo gesto di andare a
votare equivale in un certo senso ad una
dichiarazione di voto per il sì. La
giornata, fredda e grigia, davvero non
ha incoraggiato gli elettori ma non ha
per questo fermato Paolo Trancassini e i
suoi, attivissimi sin dalla mattina
presto. Leonessa con la sua Bandiera
arancione del Touring e le folle
richiamate per la rassegna delle regioni
a cavallo come per il palio del velluto
ieri erano solo un ricordo a colori:
piazza deserta ancora fino a metà
mattinata, negozi regolarmente aperti ma
gente solo in quelli di generi
alimentari; viceversa tante le finestre
chiuse di quelle case che si aprono solo
al fine settimana e nelle feste. Sono i
leonessani di ritorno, che vivono sì a
Roma o a Rieti, ma che avendo quassù la
residenza potevano davvero fare la
differenza. Eppure è su di loro che il
comitato per il sì faceva gran conto per
arrivare alla soglia dei 1150 votanti
necessari a far scattare il quorum,
fermo restando che per questo genere di
referendum il solo dato dei votanti non
basta a convalidare la consultazione.
Alla scuola elementare del capoluogo
intitolata a don Concezio Chiaretti,
dove ci sono le due sezioni più numerose
del comune (le altre due sono una a
Villa Lucci, un'altra a Terzone San
Pietro), l'afflusso è lento ma costante:
è qui che arrivano le troupes del tg
regionale della Rai, prima l'Umbria e
poi il Lazio e per questi ultimi c'è un
po' da faticare per avere l'okay alle
riprese. Il pomeriggio di oggi invece
sarà ad appannaggio della radio, con Mep
che è già pronta a seguire lo spoglio in
diretta (collegamenti a partire dalle
15,40). (Alessandra Lancia)
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1 Dicembre 2008 |
Leonessa Urne aperte anche oggi dalle 7 alle 15 nei quattro seggi
comunali Referendum: ha già vatato il l39,34% - I cittadini devono
decidere se restare o no nel Lazio - Leonessa Urne aperte anche
oggi dalle 7 alle 15, subito dopo il via allo spoglio - Ieri alle 22 in
901 avevano deciso se restare o no nel Lazio RIETI - Operazioni di
voto regolari a Leonessa, dove 2290 persone (1129 maschi e 1161 femmine)
sono chiamate al voto per decidere se restare nella regione Lazio oppure
passare con l'Umbria. Le urne si sono aperte regolarmente alle 8
di ieri mattina nonostante un violento nubifragio, con tanto di neve e
grandine, abbia spazzato l'intera area per alcune ore. Alle ore 22
avevano votato 901 residenti pari al 39,34% degli aventi diritto. Le
urne apriranno nuovamente stamattina alle 7 per chiudersi alle 15.
Subito dopo prenderà il via lo spoglio nei quattro seggi allestiti nel
comune: il numero 1 ed il numero 2 presso la scuola media statale di
viale Moro, il numero 3 nella ex scuola elementare di Villa Lucci e il
numero 4 nella scuola di Terzone San Pietro. Il quorum fissato per
convalidare il referendum è di 1146 voti. Il referendum è stato indetto
con decreto nel corso della riunione del Consiglio dei ministri dello
scorso 11 settembre 2008.
Gli studenti torneranno sui banchi domani mattina. Gli elettori che si
recheranno alle urne potranno scegliere di barrare il: Si o il No per
decidere rispettivamente di cambiare regione passando in Umbria o
lasciare tutto cosi com'è restando nel Lazio.
Il quorum fissato per convalidare ;il referendum è di 1146 voti.Il
referendum è stato indetto con decreto nel corso della riunione del
Consiglio dei ministri dello scorso 11 settembre 2008. Al
voto, insieme a Leonessa, anche il Comune di Meduna di Livenza (Treviso)
che aspira al passaggio dal Veneto al Friuli Venezia-Giulia. Le proposte
oggetto di referendum saranno approvate se il numero dei voti attribuiti
alla risposta affermativa al quesito referendario non sarà
inferiore alla maggioranza degli elettori. L'artìcolo 132, secondo
comma, della Costituzione stabilisce infatti che con legge della
Repubblica possa darsi corso alla proposta;di variazione: territoriale,
sentiti i consigli regionali interessati.
.Ai-sensi dell'articolo 45, quarto comma, della legge 25 maggio 1970,
numero 352, il ministro dell'Interno, entro 60 giorni dalla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della notizia del risultato del
referendum, presenta al Parlamento il relativo disegno di legge.
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30 novembre 2008 |
Il ruggito di Leonessa - Vota il
referendum per abbracciare l'Umbria
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30 novembre 2008 |
Ora non resta che aspettare gli esiti della consultazione
- Gli appelli dei comitati Fautori del Sì e del No si sono dati
battaglia per mesi - Tutti in coda per decidere l'immediato futuro
amministrativo del comune montano e a caratterizzare gli ultimi giorni
di campagna elettorale ecco i dibattiti e gli incontri. Tra gli appelli
dei rappresentanti del comitato del Si al centro dell'attenzione temi su
"diritti negati e voglia di esserci in un futuro migliore per tutti, per
avere finalmente la- possibilità concreta di urlare la rabbia e la
delusione per una vita che meritiamo migliore, con gli stessi diritti di
tutti gli italiani.
Meritiamo strade migliori, servizi sanitari.sicuri ed efficienti,
istituzioni vicine che ascoltino le esigenze della popolazione, che
partecipino attivamente a quanto sperato di ottenere da tutti noi e che
non siano ostaggio di foro stessi anche a scapito di una popolazione,che
ambisce ad un futuro di prospettive di sviluppo concrete;-Qualunque sia
la prossima amministrazione comunale, potrà usare questo risultato come
grimaldello nei confronti delle istituzioni e contare su una popolazione
coesa nell'intento comune di rivendicare i propri diritti". Per il
comitato del No ecco invece i motivi per i quali astenersi. "La nostra è
una posizione contro chi vuole scaricare sulla Provincia di Rieti e
sulla Regione le responsabilità di un ventennio di amministrazione
comunale fallimentare e arrogante,contro chi nasconde ai cittadini che
il consiglio regionale del Lazio ha approvato una mozione sul progetto
presentato dalla Provincia che prevede lo sviluppo sciistico dei Comuni
di Leonessa, Cantalice e del Terminillo, con collegamento funiviario in
quota dei tre versanti, contro chi risiede a Roma e a Rieti, fa
l'amministratore a Leonessa il mercoledì, il sabato e la domenica e ci
vuole mandare in Umbria.contro chi impone inutili consultazioni, contro
chi fa appello alla unità della comunità Leonessana; ma da sempre ha
agito per dividerla, osteggiando ogni dissenso", E chi vivrà, vedrà.
(Leonardo Ranalli)
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30 novembre 2008 |
Oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15 seggi aperti per il
referendum - Umbria o Lazio? - Leonessa vota Gli elettori chiamati
alle urne sono 2.290 - Arriva la due giorni di passione
elettorale: oggi e domani i residenti di Leonessa potranno recarsi alle
urne per barrare il Si o il No del tanto atteso referendum che tiene col
fiato sospeso tutti. Il momento tanto atteso è finalmente arrivato e per
saper quale sarà il futuro del comune montano, che ha riempito le
cronache dei media degli ultimi mesi, bisognerà aspettare poche ore. Da
stamattina alle 8 sono stati aperti i seggi ai 2290 aventi diritto, 1129
uomini e 1161 donne, che, fino alle 22 di oggi e dalle 7 alle 15 di
domani, potranno esprimere il parere su una questione nodale dalla quale
dipenderà il futuro politico ed amministrativo del comune. Quattro i
seggi elettorali presso i quali si potranno recare gli elettori: il
numero 1 ed il numero 2 presso la scuola media statale di viale Moro, il
numero 3 nella ex scuola elementare di Villa Lucci e il numero 4 nella
scuola di Terzone San Pietro. Gli elettori che si recheranno alle urne
potranno scegliere di barrare il Si o il No per decidere rispettivamente
di cambiare regione passando in Umbria o "lasciare tutto così com'è
restando nel Lazio: Il quorum fissato per convalidare il referendum è di
1146 voti e lo spoglio delle schede inizierà, al termine delle
votazioni. I risultati sono attesi per la metà del pomeriggio. Ancora
poche ore quindi per conoscere il destino del comune di Leonessa e per
sapere se resterà nel Lazio o se andrà in Umbria. I riflettori
resteranno ancora accesi su questa vicenda che vede i leonessani al
centro di un processo a dir poco unico per il territorio reatino e che,
in base al risultato elettorale che ne verrà fuori, determinerà
riflessioni in merito alla calda bagarre elettorale. "Volete voi che il
territorio del Comune di Leonessa sia separato dalla Regio Lazio per
entrare a far parte integrante della Regione Umbria?" sarà la domanda
che gli elettori troveranno sulla scheda e, in attesa del verdetto, sale
la febbre per uno spoglio dai molteplici significati.Intatnto a tenere
banco sul fronte referendario per il cambio di Regione non è solo il
comune leonessano. Protagonista di un referendum speculare a quello
reatino , nonostante siano interessate regioni differenti, sarà un
piccolo comune che si trova esattamente a 500 chilometri di distanza
dalla montagna del centro Italia: Meduna di Livenza. Anche ai residenti
di tale località il Consiglio dei Ministri ha dato parere favorevole per
recarsi alle urne oggi e domani e votare l'eventuale distacco dalla
regione in cui si trovano, il Veneto e passare nel
territorio del Friuli-Venezia Giulia, regione a statuto speciale,
dove poi potranno casomai scegliere se andare nelle province
di Treviso Pordenone. I residenti del comune in questione aventi
diritto sono: 2667, di cui 1294 uomini e 1373 donne, pochi di più di
quelli di Leonessa. .Le Proposte oggetto dei due referendum saranno
approvate se il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al
quesito referendario sarà pari alla maggioranza più uno. L'articolo 132
della Costituzione al secondo comma stabilisce che: "Si può, con
l'approvazione della maggioranza dellepopolazioni della Proyipcia o
delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati
espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i
Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne facciano
richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un'altra". Ai
sensi poi dell'articolo 45,quarto comma, della legge 25 maggio 1970,
numero 352, il ministro dell'Interno, entro 60 giorni dalla
pubblicazione nella.Gazzetta ufficiale della notizia dei risultato del
referendum, presenta al Parlamento il relativo disegno di legge e sulla
scorta di quanto avvenuto a Cortina, nel caso dovesse vincere il Si,
avrebbe luogo l'apertura di un lungo iter per sancire ufficialmente
l'eventuale cambio di regione. Quello del referendum è un evento
che terrà col fiato sospeso ancora per poco e, comunque vada, è fattore
che ha portato alla ribalta piccole realtà che, in terre di confine,
stanno provando, a fare un colpo di coda per cercare di 'tornare al
centro delle attenzioni. (Leonardo Ranalli)
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30 novembre 2008 |
Il comitato per il NO: In Umbria? Non c'è motivo" .Secondo il
comitato per il 'no' il referendum è "inventato da chi vuole scaricare
sulla Provincia di Rieti e sulla Regione Lazio le responsabilità di un
ventennio di amministrazione comunale fallimentare e arrogante. Da chi
ci vuole 'spedire' in Umbria senza alcun valido motivo, ma solo per una
personale ripicca legata alla mancata approvazione del progetto Isic. Da
chi nasconde ai cittadini che il giorno 12 novembre 2008 il Consiglio
Regionale del Lazio ha approvato una mozione sul progetto presentato
dalla Provincia di Rieti che prevede lo sviluppo sciistico dei Comuni di
Leonessa, Cantalice e del Terminillo, con collegamento funiviario in
quota dei tre versanti. Da chi risiede a Roma e Rieti,'fa
l'amministratore a Leonessa il mercoledì, il sabato e la domenica e ci
vuole mandare in Umbria. Da chi impone una inutile consultazione alla
popolazione senza aver preventivamente preso accordi ne con la Provincia
di Terni, ne con quella di Perugia, tanto meno con la Regione Umbria. Da
chi vorrebbe scappare dalla Regione Lazio per giustificare la mancata
risoluzione dei problemi di Leonessa: è l'ennesima arma da distrazione
di chi fa appello alla unità della Comunità Leonessana, ma da
sempre ha agito per dividerla, osteggiando ogni dissenso. Leonessani,
siamo stanchi di essere presi in giro per l'ennesima volta! E' ora di
dire basta. Riconosciamo l'infondatezza e l'inutilità di questo
referendum! Non andiamo a votare!".
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30 novembre 2008 |
"Un fatto unico ed irripetibile" - Dal Comitato per il Si Luciano
Runci spiega agli elettori come il referendum rappresenti "un fatto
unico ed irripetibile per la storia del nostro Comune. Non avremo , in
futuro, nessuna altra occasione per esprimere ciò che democraticamente,
in totale libertà, potremo esprimere domenica 30 e lunedì 1 a riguardo
del nostro futuro, quello cioè che più direttamente ci riguarda come
cittadini del Comune di Leonessa . Si sentono nei luoghi più disparati
versioni a volte uguali, a volte discordanti, su che cosa potremmo
essere o avremmo voluto essere, con sempre maggiore passione, a volte
con alcuni dubbi ma, per la prima volta, con ognuno la possibilità di
sentire proprio il voto che si appresta ad esprimere. Questa prossima è
la prima espressione popolare che non vede 'candidati', che non conosce
colori politici, che non si presenta con le 'facce' di politici imposti
dai partiti, presenti solo in occasioni di voto, che non conoscono e non
tentano nemmeno di conoscere i problemi di una popolazione che qui, in
mezzo a queste montagne, ci vive, ci alleva i propri figli, ci si
consuma le ossa e la pazienza per mantenerci una attività, ci spera di
invecchiarci, magari non dovendo vedere che, dalla finestra, non si vede
più nessuno. Qui non si tratta di stabilire se è meglio una parte
piuttosto che un'altra,ci si potrebbero fare elenchi interminabili di
fatti oggettivi di cui farò a meno, si tratta invece di dare voce al
disagio, alle sofferenze, ai diritti negati e alla voglia di esserci in
un futuro migliore per tutti noi, di avere finalmente la possibilità
concreta di urlare la nostra rabbia e la nostra delusione, per una vita
che meritiamo migliore, con gli stessi diritti di tutti gli Italiani.
Meritiamo strade migliori, servizi sani-tari sicuri ed efficienti,
istituzioni vicine che ascoltino le esigenze della popolazione, che
partecipino attivamente a quanto sperato di ottenere da tutti noi, che
non siano ostaggio di loro stessi anche a scapito di una popolazione che
ambisce ad un futuro di prospettive di sviluppo concrete. Ritengo
fondamentale andare a votare, votare SI, per un motivo semplice e di
interesse generale: qualunque sia la prossima amministrazione comunale,
potrà usare questo risultato come grimaldello nei confronti delle
istituzioni provinciali e regionali, potrà contare su una popolazione
coesa nell'intento comune di rivendicare i propri diritti. Questo voto è
realmente un voto dato a tutti noi, è come se sulla scheda, sul segno
del SI, ci fossero impresse le foto dei nostri familiari, dei nostri
amici, di tutti noi. Non mi sentirei a posto con la coscienza se dovessi
deluderli, avrò almeno tentato di regalare a tutti loro una prospettiva
migliore, sperando facciate tutti la stessa cosa.
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30 novembre 2008 |
Leonessa, il grande giorno - Per la secessione saranno necessarie
1.146 preferenze per il SI - Oggi e domani al voto per il referendum: i
cittadini decideranno se lasciare il comune nel Lazio o se spostarne i
confini nella vicina Umbria. Per dar corso a questa seconda ipotesi
occorrono 1.146 voti a favore. Il gran giorno è arrivato: oggi e domani
i cittadini di Leonessa andranno al voto per il referendum per il
distacco del comune dal Lazio e il 'transito' in Umbria. Il referendum è
la conclusione di una vicenda durata per anni: un'azione lanciata dalla
giunta di centrodestra del Comune di Leonessa, guidata dal sindaco
Alfredo Rauco, minacciata già dal novembre 2007, per contestare i
mancati interventi della Regione'Lazio per sviluppare a fini turistici
il versante leonessano del Terminillo, ed in particolare in relazione al
progetto di sfruttamento sciistico della Vallonina. La questione risale
al 2001, quando a guidare l'amministrazione comunale di Leonessa c'era
Paolo Trancassini, attualmente capogruppo di An alla Provincia di Rieti.
Tutto parte dalla proposta da parte di una società privata, di
realizzare una serie di impianti sciistici nella parte nord del
Terminillo, sulla base della quale il Comune fa partire l'iter
burocratico che si inceppa sulla presenza di vincoli paesistici sui
I8mila ettari di bosco interessati dal progetto. La precedente giunta
laziale, guidata da Storace, aveva modificato i piani con una deroga, ma
la condizione originaria era stata ripristinata dall'attuale giunta
Marrazzo. Attualmente, l'orientamento e' quello di realizzare un parco
del Terminillo che non escluderebbe la costruzione di impianti
sciistici, ma il Comune di Leonessa ha deciso comunque di scegliere la
strada del referendum anche a causa della lentezza con cui la questione
si starebbe muovendo. Oggi gli elettori interessati alla consultazione,
sulla base dei dati della revisione straordinaria delle liste
elettorali, sono: 2.290, di cui 1.129 maschi e 1.161 femmine,
distribuiti su quattro sezioni. Le operazioni di votazione si
svolgeranno domenica 30 novembre, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 1
dicembre, dalle ore 7 alle ore 15. La proposta oggetto di referendum
sarà approvata se il numero dei voti attribuiti alla risposta
affermativa al quesito referendario non sarà inferiore alla maggioranza
degli elettori. In caso di approvazione, l'art. 132, secondo
comma, della Costituzione stabilisce che con legge della Repubblica
possa darsi corso alle proposte di variazione territoriale, sentiti i
Consigli regionali interessati.
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30 novembre 2008 |
Leonessa sceglie oggi tra Lazio e Umbria II giorno tanto atteso è
arrivato: oggi e domani Leonessa» il comune per ora in provincia di
Rieti,deciderà se far parte o meno della, per ora, confinante Umbria.
Per il referendum,alle urne sono chiamati 2.290 abitanti. Potranno
votare fino alle 15 di domani.
Al referendum si è arrivati perché buona parte dei cittadini non ha
gradito la bocciatura da parte della Regione Lazio per realizzare nuove
piste di sci sul Terminillo. Una decisione che, per il fronte del si,
blocca di fatto lo sviluppo del territorio, quindi la costruzione dì
case da costruire e da vendere. Il fronte del no, quello che vuole
continuare a far parte del Lazio e che diserterà le urne, a nuove piste
da sci preferirebbe l'istituzione del Parco del "Monte Terminillo e dei
Monti Reatini".
Per impedire in qualche modo il distacco del Terminillo, la Regione
Lazio ha tentato di correre ai ripari. Nelle scorse settimane, infatti,
il consiglio regionale ha varato un pacchetto per rilanciare il
comprensorio con interventi a favore della cosiddetta "montagna di
Roma". La Regione, in pratica, si impegna a garantire, entro la fine
dell'anno, l'approvazione di un progetto per l'ampliamento del
demanio sciistico di Campo Stella, a nord di Leonessa. Via libera dalla
Regione anche al progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel
comune di Rieti, in sostìtuzione del vecchio skilift, stralciandolo dal
Programma degli Interventi. Bisognerà capire, però, se i leonessani
vorranno continuare ad essere laziali o diventare umbri (Tiziana
Lapelosa)
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29 novembre 2008 |
Leonessa. La Bella difende il "No"
e afferma: «II progetto Isic è soltanto
un bluff, non rappresenta il futuro
della città» - Conto alla rovescia per
il referendum Melilli: «Per ascoltare il
comune, ho rischiato di far saltare la
mia coalizione» .Separati in patria, i
Leonessani del referendum e quelli
dell'astensione, per evitare che il
teatrino parrocchiale diventasse teatro
di scontro fra Trancassini e La Bella,
ieri orari e uscite diverse dalla sala
San Pietro. Alle cinque quelli del "No"
(al referendum), alle sette quelli del
"Sì" (alla secessione). Comincia La
Bella, che affonda sul progetto Isic -
«Un bluff, non è il futuro di Leonessa
ma un grosso affare solo per taluni
leonessani» - e quindi sul referendum:
«Non andate a votare perché non c'è
niente da scegliere. E non è codardia,
questa: codardo è chi fugge». Poi tocca
a Franco Boccanera, capogruppo di
minoranza: c'è da spiegare la posizione
del centro sinistra, di quel "Sì" al
referendum espresso in gennaio e
l'astensione espressa in maggio, Buona
la seconda, dice Boccanera, sia per la
nullità formale della prima delibera,
sia per i contornii che nel frattempo
andava prendendo la vicenda: «Non la
difesa dei nostri diritti ma uno scontro
strumentale con Provincia e Regione che
non avrebbe portato nulla di buono al
Comune». Quindi tocca al presidente
Fabio Melilli, che nonostante una platea
che non supera le 50, 60 persone per
colpa del maltempo, fa un intervento da
manuale della politica, ora blandendo -
«Io per ascoltare il comune di Leonessa
ho rischiato di far saltare la mia
coalizione» - ora minacciando - «Vi ho
dato un milione e 100 mila euro per
Campo Stella, se non inaugurate gli
impianti ad inizio stagione mi
arrabbio»- ora lusingando - «Vedo qui
Garattini ma con gli amici della Isic
sono stato a cena. D'altronde un
amministratore di fronte a potenziali
investitori si sdraia a tappeto» - ora
rampognando - «Ma non crediate che gli
imprenditori vengono a fare il bene dei
territori. Io invece sono un
amministratore pubblico e lavoro per il
bene di tutti». E il "bene di tutti" è
il rilancio del Terminillo, «che non si
fa con i soldi perché se mancano io ce
li metto, ma con i progetti approvati. E
per il nostro siamo a un passo dall'okay
della Regione». Dunque, tutti all'erta:
«Prima verrò a festeggiare la vittoria
del referendum, poi il via libera al
progetto su Terminillo e Campo Stella».
Non fosse altro perché, come ricorda la
consigliere regionale Anna Maria
Massimi, «Chi lascia la strada vecchia
per la nuova, sa quel che lascia
ma non sa quel che trova». Poca cosa
rispetto alle corde che tocca Paolo
Trancassini: «Noi siamo come quelle
squadre sconosciute che in un campionato
del mondo si ritrovano in finale. Siamo
una piccola comunità che ha sfidato la
politica arrogante e abbiamo già vinto.
Domenica e lunedì ce la giochiamo». Per
vincere, naturalmente. «E da Leonessa
arriverà un messaggio alla politica che
conta: perché non sia solo mercato e
numeri, ma cuore, territorio,
tradizioni, cultura. Questo è in gioco
col referendum: noi non chiediamo di
essere uguali a chi vive a piazza di
Spagna a Roma ma di essere speciali».
Insomma, leonessani.
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29 novembre 2008 |
Chiusa ieri sera,la campagna prima
delle votazioni in programma per domani
e lunedì - Leonessa, il dilemma del
futuro - Referendum ,Trancassini:
«Meglio l'Umbria». La Bella: «Restiamo
nel Lazio» Fino a ieri sera gli
ultimi appelli per il passaggio o meno
all'Umbria. Urne aperte domani e lunedì
- Chiude tra i veleni la campagna
del referendum La Bella: «Non votate».
Trancassini: «È vittoria».
Leonessa .Si è chiusa ieri sera la
campagna elettorale, atipica, per il
referendum in programma domani con il
quale i cittadini di Leonessa dovranno
esprimersi sulla possibilità di
distaccarsi dalla Regione Lazio ed
eventualmente aggregarsi alla confinante
Regione Umbria. Lo scenario dell'ultimo
confronto a distanza è stato il teatro
parrocchiale della cittadina. I primi a
chiudere la campagna elettorale sono
stati i fautori della permanenza nel
Lazio con il portavoce del Comitato del
No . Giuseppe La Bella, il capogruppo
della minoranza in Consiglio Comunale
Franco Boccanera, il consigliere
regionale Anna Maria Massimi e il
Presidente della Provincia Fabio Melilli.
«Non andate a votare amici di Leonessa -
ha detto il portavoce del Comitato del
No Giuseppe La Bella - perché andare in
Umbria sarebbe un salto nel buio.
Piuttosto noi abbiamo il dovere di
ragionare con i nostri amministratori
pubblici e cercare occasioni di sviluppo
qui nella Provincia di Rieri e nella
Regione Lazio. Non si risolvono i
problemi scappando e questo referendum
lo vinceremo». Un paio di ore più tardi
la chiusura della campagna elettorale
del Comitato per il Sì con Paolo
Trancassini. «Noi il referendum già
l'abbiamo vinto ha detto l'ex sindaco di
Leonessa - perché siamo riusciti ad
aprire un varco nel muro della politica.
Abbiamo costretto, chi non ci voleva
neanche sentire a cominciare ad
ascoltare Leonessa e a parlare del
nostro sviluppo. Purtroppo la situazione
di Leonessa è stata determinata da
quello che è diventata la politica, e
cioè la difesa di una coalizione e non
di un territorio. Qui nel centro sud
spesso guardiamo come marziani i
militanti della Lega Nord. In realtà lì
la Lega vince anche in terre ricche
perché è fatta di uomini del territorio
che lottano contro la politica dell'
eterna mediazione che se ne frega delle
istanza del territorio ma cerca solo di.
salvare se stessa. Comunque vada, noi
siamo uomini del Territorio e questo
referendum l'abbiamo già vinto (Marco
Fuggetta - Vincenzoni)
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29 novembre 2008 |
Referendum Urne aperte domani e
lunedì. Cittadinanza spaccata come alle amministrative - Secessionisti?
Lazio o Umbria, Leonessa sceglie - All'una e mezzo del pomeriggio il
sole scende dietro il Terminillo e Leonessa finisce nell'ombra. I suoi abitanti,
con le mani nelle tasche delle giacche pesanti si chiedono se valga la pena,
domani, votare o meno l'annessione del Comune all'Umbria. Se sia giusto farlo
per i figli e i nipoti che se ne sono andati da un pezzo, se sia solo un
puntiglio del sindaco, se il paese meriti una Provincia più attenta di quella di
Rieti, più ricca, come Terni, più intraprendente, come Perugia. E il paese si
divide come la montagna, con un versante verso destra, l'altro verso sinistra.
Perché la politica è politica. Anche se l'ago della bilancia, probabilmente, non
saranno quelli che resistono a 1000 metri di quota e a temperature siberiane.
Saranno quelli che Leonessa lo vedono Scritto solo sulla carta d'identità
accanto alla dicitura «residenza», che abitano a valle, o a Roma, e che forse
non vorranno tarsi 2 ore di curve per scrivere si o no. In questo caso, allora,
addio quorum. Ma soprattutto addio, a dirlo come lo direbbe il sindaco Rauco, «a
quel progetto turistico da 56 milioni di euro, finanziato da privati, che
trasformerebbe Leonessa in una nuova Roccaraso, che metterebbe in ombra i
modesti impianti del versante reatino, che darebbe lavoro a tanta gente, che
farebbe tornare i giovani a casa», ma a cui ne Marrazzo, ne il presidente della
Provincia di Rieti Melilli, possono o vogliono dire di sì. Per gli anziani che
si godono in piazza il sole di
mezzogiorno davanti al bar Palla, il sì
è quasi scontato. Per Domenico Felici e
Edolo Rauco, sostanzialmente «se c'è un
progetto già pronto che può portare ricchezza al Paese, ben venga» e «se Regione
e Provincia fanno tanti problemi allora votiamo sì e ce lo facciamo approvare
dall'Umbria», anche se ci vorrà del tempo. Alberto Palmieri con la spilletta del
«sì» sulla giacca e una ditta che si occupa della manutenzione degli impianti
sciistici che già ci sono, non può che essere convinto. Algerico Clivi, che di
anni ne ha 86, fa sì con la testa mentre l'amico Domenico racconta che la
Provincia, del resto, «ha già dimostrato che non gli importa di Leonessa».
Ricorda di quella volta che cadde un masso sulla strada che porta a Rieti: «Per
rimuoverlo ci hanno messo 40 giorni e la strada è rimasta chiusa per tutto quel
tempo». «E lo spazzaneve? - gli suggerisce Edolo - Quello del Comune è costretto
a fare il lavoro che dovrebbero fare i mezzi della Provincia, perché quelli,
prima che arrivano!». Le speranze di Edolo e Domenico si fondono con quelle di
Antonio Alesse e Angelo Di Valerio, due signori del centro anziani che hanno a
cuore il tema della sanità: «Roba che se ti fai male e devi metterti qualche
punto devi fare un'ora di macchina fino a Rieri», come in tanti paesi isolati
d'Italia, ma con la differenza «di aver un presidio sanitario ben fornito, in
Umbria, a 20 minuti». Fuori dal coro Roberto Renzi: per lui il Comune s'è
svegliato adesso, «ma se sono anni che non fanno un c...». Punto su cui si
concentra decisamente il fronte del no. Quella parte di residenti che, pur
credendo alla versione di Vittorio Tedeschi, per il quale - pur votando sì - il
referendum è in qualche modo un segnale per dire a Melilli e Marrazzo che siamo
stanchi di non essere considerati», sono convinti che alla fine non cambierà
niente. Quelli del «tanto rumore per nulla», del «c'erano cose più importanti
da fare» e «che le amministrazioni di centrodestra, compresa questa, non hanno
fatto». «E poi - spiegano Paolo Falconi, 35 anni, e Maria Paola Clivi - chi ci
assicura che l'Umbria ci sta aspettando a braccia aperte, che il mega-progetto
non. sia poi osteggiato anche da quella giunta. L'Umbria, del resto, è governata
dal centrosinistra, perché dovrebbero fare uno sgarbo a Marrazzo? Qualcuno,
dall'Umbria, è venuto qui a Leonessa a spiegarci che progetti hanno in serbo per
noi? No. E allora perché dovremmo credere a quello che dice il sindaco, a una
parte politica che ha lasciato che gli impianti che c'erano andassero in malora.
Quelli di Monte Tilia sono fermi da 9 anni». Ma c'è di più. «Crediamo invece che
con i fondi messi a disposizione per ammodernare Campo Stella, la Provincia di
Rieti abbia fatto capire che in qualche modo il Terminillo e Leonessa non
possono essere abbandonati. Se il sindaco vuole fare a braccio di ferro con
Melilli, non usi le nostre braccia. Va a finire che ci ritroviamo senza Lazio e
senza Umbria». Comunque sia, domani, gli abitanti di questa vecchia Leonessa,
sceglieranno se farla ruggire o farle indossare la "parannanza" per
un'altra sagra della patata. Senza nulla
togliere al tubero.
(Matteo Vincenzoni)
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29 novembre 2008 |
Melilli: «Non c'è mai stata tanta attenzione come
ora» - «Qui non c'è assolutamente disattenzione». A dirlo è il presidente della
Provincia di Rieri, nonché Presidente dell'Unione delle Province Italiane, Fabio Melilli, presente ieri a Leonessa in occasione della chiusura della campagna
elettorale.
«Sono qui per sostenere gli amici che hanno deciso di condurre una battaglia
affinchè Leonessa rimanga nel Lazio come è naturale che sia. Sarebbe strano che
non fosse così proprio nel momento in cui si sta per realizzare una delle
operazioni più importanti nella storia di Leonessa e mi riferisco al progetto
del comprensorio del Terminillo. Posso dire - ha concluso Melilli - che per
Leonessa c'è un'attenzione come mai c'è stata in passato, a prescindere dal
referendum».
Mar. Fug.
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29 novembre 2008 |
Sos di un paese dimenticato L'intervista II
sindaco Rauco: «Un segnale forte e
chiaro» - Alfredo Rauco è il
sindaco di Leonessa dal 2004.
Perché andare in Umbria?
«Per dare voce alla comunità leonessana, aspirare a uno sviluppo socio-economico
sfruttando il nostro territorio e per dare un segnale a una Regione troppo
romanocentrica, non più in grado di rispondere alle esigenze delle realtà
montane».
Si riferisce al progetto di impianti sciistici presentato dal Comune di Leonessa
e mai realizzato?
«Diciamo che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso».
Com'è andata?
«Nel 2002 Leonessa stipulò una convenzione con la società Isic per lo
sfruttamento del versante Nord del Terminillo. Nel 2003 presentammo il progetto
alla Regione e nel 2004 la Giunta Storace modificò la legge sui vincoli
paesaggistici, permettendoci di andare in deroga e realizzare gli impianti.
Nel 2006, però, la Giunta Marrazzo eliminò quell'articolo di legge e tutto si è
bloccato».
Ma Provincia e Regione nelle ultime settimane hanno proposto un progetto di
impianti da sci alternativo al vostro. Se l'obiettivo è rilanciare lo sci a
Leonessa, non potevate accettare e discutere qauesto progetto?
«Il progetto della Provincia in realtà è arrivato troppo tardi, e poi bisogna
essere realisti. Il nostro è un progetto totalmente sostenuto da privati,
abbatte 23 ettari di alberi, costa 56 milioni di euro ed è già pronto.
Dall'altra parte non c'è un progetto esecutivo, bisognerebbe abbattere il triplo
di alberi e costerebbe 20 milioni in più. Con il "piccolo" particolare che i
soldi per il progetto della Provincia bisogna ancora trovarli».
Possibile che si tenti di cambiare Regione solo per un progetto non realizzato?
«Certamente no. Ci sono tanti piccoli problema riassumibili in un completo
disinteresse verso Leonessa.
Perché proprio l'Umbria?
«Perché ci sarebbe la possibilità di sviluppare il turismo ed entrare a sistema
con Cascia, Norcia, la cascata delle Marmore e altro. Questo tipo di sviluppo a
Rieti è impossibile. Basti pensare che nella guida turistica della provincia
Leonessa neanche figura».
Dall'Umbria avete avuto garanzie in positivo?
«Abbiamo avuto segnali incoraggianti. Contatti ci sono stati anche sotto il
profilo turistico».
(Marco Fuggetta)
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29 novembre 2008 |
La governatrice Lorenzetti «Lusingati da
Leonessa ma sbilanciarsi adesso sarebbe fuori luogo» - «L'Umbria guarda con
rispetto alle scelte autonome delle popolazioni locali», ma non si sbilancia.
Anzi, ci tiene, per adesso, a mantenere le distanze. Maria Rita Lorenzetti,
governatrice della Regione, ex diessina e appartenente all'area Pd come il suo
collega Marrazzo, non può che rassicurare i leonessani: «In caso di sì, al
Comune verranno certamente riconosciute le stesse opportunità concesse dal
Lazio. Ma è presto e fuori luogo, in ogni caso, azzardare ogni ipotesi di
annessione». Sarà per questo che la Lorenzettì, ci tine anche a precisare «di
non aver mai incontrato, ne ricevuto il sindaco Rauco e - cosa più importante -
di non conoscere, se non per sentito dire, il progetto degli impianti sciistici
per il quale si sta battendo Rauco». L'Umbria, e questo non è un mistero, ha
dimostrato certo più attenzione del Lazio verso i piccoli centri montani. «La
nostra Regione ha varato una legge ad hoc per rilanciare le comunità locali», ma
«sarebbe sbagliato pensare che all'indomani di un ipotetico sì Leonessa possa
trarre immediati e automatici vantaggi economici e sociali». «Ciò non toglie -
ci tiene a precisare la governatrice - che la riflessione della comunità
leonessana lusinga la nostra Regione».
Mat. Vin.
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29 novembre 2008 |
Leonessa Da domani urne aperte in
quattro seggi. Lunedì i risultati - Referendum: 2.290 al voto - Le
scuole resteranno chiuse fino a martedì - LEONESSA - La scheda
elettorale è azzurra: una volta aperta leonessani si troveranno di
fronte il seguente quesito: "Volete voi che il territorio del Comune di
Leonessa sia separato dalla Regione Lazio per entrare a far parte
integrante della Regione Umbria?" Mancano 24 ore all'apertura delle urne
per il referendum secessionista di Leonessa, la consultazione della
rabbia nata dopo il tira e molla infinito per gli impianti sciistici sul
versante Nord del Terminillo lungo la Vallonina. Domani e dopodomani si
voterà. Lunedì lo spoglio e dopo qualche ora si saprà se il cammino di
Leonessa verso la verde Umbria potrà continuare. Sono 2290 (1129 maschi
e 1161 donne) gli elettori chiamati alle urne in 4 sezioni: la numero 1
e 2 presso la scuola media statale di viale Moro nel Capoluogo, la
numero 3 nell'ex scuola elementare della frazione di Villa Lucci e la
numero 4 nella scuola di Terzone San Pietro. Le scuole sono chiuse da
ieri alle 13.30 e riapriranno solo mercoledì dopo che martedì si
procederà a rimuovere i seggi. Si potrà votare dalle ore 8 alle 22 di
domani, e dalle 7 alle 15 di lunedì. Subito dopo partirà lo spoglio
delle schede. Visto come è stata impostata la campagna elettorale dei
due contrapposti comitati sarà decisivo o quasi, il numero dei votanti.
Infatti il comitato per il No, come noto,invita gli elettori a non
andare a votare proprio in virtù del fatto che per passare la proposta
del trasferimento in Umbria c'è bisogno del 50 per cento più uno di Si
(la quota è 1146.lnsomma la maggioranza degli elettori deve comunque
dire Sì per passare in Umbria. Un percorso che a quel punto - come
insegnano anche gli altri referendum - (Cortina, Lamon, eccetera) - non
è per niente concluso. Infatti nel caso di una vittoria secessionista
dopo il voto, che avrà comunque un forte valore "politico", è
previsto,un lungo iter che coinvolge i due consigli regionali (quello
che lascia e quello che dovrebbe prendere) e il Parlamento (Paolo
di Basilio).
|
Prefettura di Rieti |
28 novembre 2008 |
In
occasione del “referendum consultivo per
il distacco del Comune di Leonessa dalla
regione Lazio e la sua aggregazione alla
regione Umbria” di domenica 30 novembre
e lunedì 1° dicembre prossimi, l’Ufficio
di Gabinetto comunica che la Sala
Stampa per la diffusione dei risultati
delle votazioni, elaborati dall’Ufficio
Elettorale della Prefettura, sarà aperta
dalle ore 15,00 di lunedì 1° dicembre.
Per gli
accrediti i giornalisti potranno rivolgersi direttamente all’URP lo
stesso giorno di lunedì 1^ dicembre dalle ore 14,30.
Sul
sito web della Prefettura di Rieti (http//www.prefettura.it/rieti)
verranno pubblicati, sia domenica 30 novembre che lunedì 1° dicembre i
dati elettorali nonché i risultati dello scrutinio.
Il Capo di Gabinetto Lucia
Raffaela Palma
|
www.leonessa.org |
28 novembre 2008 |
Questo articolo a firma Alessandra
Lancia, apparso sull'ultimo numero di
"Frontiera", contiene l'ennesima
imprecisione. Imprecisione evitabile con
poche, semplici domande. Magari rivolte
alla nostra Redazione.
"Quel www.leonessa.org curato in
prima battuta dalla Pro Loco" è affermazione assolutamente falsa.
www.leonessa.org non ha nessun
legame con l'Associazione Turistica Pro Loco di Leonessa, ne con nessuna
delle istituzioni leonessane.
wwww.leonessa.org è un piccolo
satellite del pianeta Leonessa, risponde solamente a Leonessa ed è
assolutamente riduttivo confinare il fantastico lavoro della Redazione a
"pagine relative a sagre e lotterie paesane".
Sul fatto che poi "sempre che
ci sia qualcuno in ascolto" volevamo tranquillizzare Alessandra Lancia.
Qualcuno in ascolto c'è. E sa anche
leggere.
Felice Vita.
giannibolletta@leonessa.org
|
www.leonessa.org |
28 novembre 2008 |
Grazie di
cuore.
giannibolletta@leonessa.org
Sono a scrivere su queste pagine il mio pensiero su quello che, a mio
modesto parere, si presenta come un fatto unico ed irripetibile per la storia
del nostro Comune. Non avremo, in futuro, nessuna altra occasione per esprimere
ciò che democraticamente, in totale libertà, potremmo esprimere domenica 30 e
lunedì 1 prossimi a riguardo del Nostro Futuro, quello cioè che più direttamente
ci riguarda come cittadini del Comune di Leonessa.
Si sentono nei luoghi più disparati versioni a volte uguali, a volte
discordanti, su che cosa potremmo essere o avremmo voluto essere, con sempre
maggiore passione, a volte con alcuni dubbi ma, per la prima volta, con ognuno
la possibilità di sentire proprio il voto che si appresta ad esprimere. Questa
prossima è la prima espressione popolare che non vede "candidati", che non
conosce colori politici, che non si presenta con le "facce" di politici imposti
dai partiti, presenti solo in occasioni di voto, che non conoscono e non tentano
nemmeno di conoscere i problemi di una popolazione che qui, in mezzo a queste
montagne, ci vive, ci alleva i propri figli, ci si consuma le ossa e la pazienza
per mantenerci una attività, ci spera di invecchiarci, magari non dovendo vedere
che, dalla finestra, non si vede più nessuno.
Qui non si tratta di stabilire se è meglio una parte piuttosto che
un'altra, ci si potrebbero fare elenchi interminabili di fatti oggettivi di cui
farò a meno, si tratta invece di dare voce al disagio, alle sofferenze, ai
diritti negati e alla voglia di esserci in un futuro migliore per tutti noi, di
avere finalmente la possibilità concreta di urlare la nostra rabbia e la nostra
delusione, per una vita che meritiamo migliore, con gli stessi diritti di tutti
gli Italiani. Meritiamo strade migliori, servizi sanitari sicuri ed efficienti,
istituzioni vicine che ascoltino le esigenze della popolazione, che partecipino
attivamente a quanto sperato di ottenere da tutti noi, che non siano ostaggio di
loro stessi anche a scapito di una popolazione che ambisce ad un futuro di
prospettive di sviluppo concrete.
Ritengo fondamentale andare a votare, votare SI, per un motivo semplice e
di interesse generale: qualunque sia la prossima amministrazione comunale, potrà
usare questo risultato come grimaldello nei confronti delle istituzioni
provinciali e regionali, potrà contare su una popolazione coesa nell'intento
comune di rivendicare i propri diritti.
Questo voto è realmente un voto dato a tutti noi, è come se sulla scheda,
sul segno del SI, ci fossero impresse le foto dei nostri familiari, dei nostri
amici, di tutti noi. Non mi sentirei a posto con la coscienza se dovessi
deluderli, avrò almeno tentato di regalare a tutti loro una prospettiva
migliore, sperando facciate tutti la stessa cosa.
Con affetto,
Luciano Runci
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27 novembre 2008 |
Ultimi confronti da parte
dei leader degli opposti schieramenti. I secessionisti: «Svolta epocale»
Leonessa sceglie la sua regione - Domenica si vota per decidere se passare con
l' Umbria o restare nel Lazio - Un momento del confronto tra La Bella e Trancassini
sul referendum di Leonessa a Mep Radio. Altri tre giorni e poi a Leonessa si
andrà al voto. Per i cittadini si tratterà di scegliere se andare in Umbria,
dando corpo alla volontà secessionista, o decidere di restare nel Lazio. Ieri l'ultimoo
faccia a faccia tra i leader degli opposti schieramenti.
LA SECESSIONE DI LEONESSA - Fuggire o
non fuggire? Dilemma da sciogliere - Domenica il voto per decidere se
andare in Umbria - La Bella invita a
disertare le urne Trancassini: «Una scelta epocale»
«Progetti su cui contarci o dividerci non ce ne sono, e allora rimaniamo nel
Lazio e facciamoci sentire, a cominciare dal presidente della Provincia Melilli
e dalla consigliera regionale Massimi che saranno a Leonessa venerdì pomeriggio.
Fuggire non serve a niente, e l'interregno che si aprirebbe in caso di vittoria
del si peggiorerebbe solo la situazione».
E' così che Giuseppe La Bella invita i leonessani a disertare il referendum di
domenica e lunedì, quella che invece per Paolo Trancassini è l'ultima partita di
un campionato cruciale per rivendicare il nostro diritto allo sviluppo». Per cui,
«restiamo uniti e lavoriamo insieme per il no al di là delle appartenenze
politiche». E se qualcuno tentennasse «ricordatevi della strada che fate tutte
le mattine per accompagnare i figli a scuola o dei soldi che ci sfilarono dal
traforo. Perché Leonessa è stata sì terra di confine ma ha sempre avuto la
capacità di imporsi».
Finisce così, con un appello al voto che tanto rituale non è. La Bella invita
infatti a non andarci a votare - l'ora di faccia a faccia tra "Peppe"e"Paolo" -
«sennò se tu sei La Bella io sono la bestia», scherza Trancassini - ospitato
ieri pomeriggio negli studi di Mep Radio, in attesa di risentirsi ancora venerdì
pomeriggio, stavolta dal teatrino parrocchiale di Leonessa, per le
manifestazioni conclusive della campagna referendaria.
I temi sul tappeto li srotola per l'ennesima volta il conduttore, Marco Fuggetta:
gli impianti sciistici, per cominciare, quelli in Vallonina targati Isic - «un
progetto che non c'è» per La Bella, «un piano pure tori pronti a finanziarlo e
sul quale solo adesso in Regione hanno accettato di ragionare», per Trancassini
- e quelli della Provincia su cui sta lavorando Daniele Costantini - «da
sciatore ho vagliato entrambe le Ultimi appelli Faccia a faccia a Mep Radio
ipotesi: mi sembra più praticabile questa, che insiste in aree già compromesse
piuttosto che quella che va a intaccare la Vallonina, che è bene che resti
com'è», dice La Bella. «Ma sul piano ambientale mi si deve spiegare perché i 23
ettari di disboscamento del piano Isic erano uno scempio, i 63 ettari del piano
Costantini sono ambientalmente compatibili», ribatte Trancassini. E allora,
domanda a Trancassini, se la Regione avesse detto sì il referendum sarebbe
saltato? «Probabilmente sì», concede l'ex sindaco, «così come sarebbe stato
convincente uno stanziamento per rifare la Morro-Leonessa...».
«Il famoso piatto di lenticchie», affonda La Bella. Dagli impianti alle
prospettive di sviluppo: «In Umbria per noi ce ne sarebbero - dice Trancassini
- è una Regione che ha puntato tutto sui piccoli centri, sa fare rete e sistema
e a noi questo serve, non un Lazio con una Roma famelica o una Apt di Rieti che
finanzia la gara della torta della nonna e pensa che sia quella la politica di
promozione del turismo. Nel Lazio siamo nel terzo mondo, noi aspiriamo ad
altro».
«Ma per andare in casa d'altri bisogna bussare - ribatte La Bella - in una
Regione dove poi i vincoli ambientali sono assai più rigidi che nel Lazio.
Che fine farebbe non dico il progetto della Isic ma anche il piano regolatore
comunale?». Ecco, le "comunali": il referendum sarà mica l'anticipo delle
elezioni di aprile? «Non per me - dice Trancassini - faccio campagna per il no
con gente che non mi voterebbe mai». «Nemmeno per me - si schernisce La Bella -
il mio impegno finisce alle 5 del pomeriggio di lunedì primo dicembre. Altri
dovranno prendersi degli impegni con i leonessani». Il riferimento è al
presidente della Provincia Melilli e alla consigliere regionale Massimi.
«Venerdì li ho invitati a chiudere la campagna per l'astensionismo e sono sicuro
che avremo le risposte che ci aspettiamo». «Non credo - ribatte Trancassini -
sono politici che hanno come riferimento la coalizione di appartenenza, non i
territori. E il caso di Leonessa è esemplare: se si fa una battaglia di numeri
noi perdiamo. Se si fa una questione di specificità possiamo solo vincere perché
abbiamo dalla nostra la ragione di chi è rimasto a scommettere sul futuro di
comunità antiche. Ma la politica guarda ai numeri. E' per questo che io sono
fuori anche dalle prossime Provinciali, perché questa è la logica che vige anche
nel Pdl». E comunque i numeri conteranno anche domenica e lunedì a Leonessa, per
un referendum che è diventato pro e contro tante cose: la Regione Lazio, la
Provincia di Rieti, la giunta di Leonessa, Paolo Trancassini. A ciascuno la sua
scelta.
IL REFERENDUM: la parola magica pronunciata per la prima volta un anno fa
in Provincia - Che decidano di andare o non andare a votare, per i leonessani il
referendum "secessionista" promesso dalla giunta del sidnaco Rauco davvero non è
una novità. E non avrebbe dovuto esserlo nemmeno per quella che una volta si chiamava
"classe politica" ed era a Rieti e a Roma. La parola "referendum" fu pronunciata
a prima volta in una saletta del palazzo della Provincia la mattina del 5
dicembre 2007: da Leonessa insieme al sindaco Alfredo Rauco e al consigliere
provinciale Paolo Trancassini era scesa la giunta al completo e parte del
consiglio per lanciare la sfida. «Noi ci sentiamo leonessani, reatini e sabini -
disse Rauco - però siamo stufi di una Provincia che appena ci sopporta e non ci
supporta. Da qui a gennaio aspettiamo un segnale concreto di attenzione sulle
nostre richieste: se non verrà, il 30 gennaio in consiglio comunale avvieremo la
procedura per la scissione dalla Provincia di Rieti e dal Lazio per confluire in
Umbria». Nel silenzio totalmente indifferente della giunta Marrazzo e in quello
appena un po' più consapevole della giunta Melilli, prima in gennaio poi in
maggio il consiglio comunale delibera il referendum, che supera il vaglio della
Cassazione e viene indetto dal presidente della Repubblica per domenica 30
novembre e lunedì primo dicembre. Ad un anno esatto da quella sfida-provocazione
si va dunque al voto, non senza ambiguità. Se infatti la giunta Rauco spinta da
Trancassini cannoneggia da mesi sul "sì", la minoranza consiliare di
centrosinistra guidata da Francesco Boccanera ha avuto una linea più ondivaga,
ritrovandosi infine d'accordo sull'astensione piuttosto che su un "no"
esplicito. A cavalcare il movimento astensionista è stato però soprattutto
l'avvocato leonessano Giuseppe La Bella. Perché a giorni c'è il referendum, ma
tra qualche mesi si voterà per il sindaco.
MOTIVO DI ROTTURA Lo sfruttamento sciistico della Vallonina
mai partorito Si scrive Vallonina, si legge Isic: è questo il nome della società
che dal 2002, col placet del Comune di Leonessa, lavora allo sfruttamento
sciistico del comprensorio della Vallonina, versante leonessano del massiccio
del Terminillo.
Si tratta di un'area vergine, anche in ragione della tutela ambientale massima
riconosciuta, a valle della quale corre l'omonima strada provinciale che
d'inverno rimane a lungo chiusa per il massiccio innevamento. Sintesi del
problema: in Vallonina la neve c'è ma ci sono anche i vincoli. La Isic prepara
un progetto che prevede una rete di piste e di impianti da capogiro: il
consiglio comunale nel 2003 lo approva e lo manda in Regione per i pareri del
caso. Nel 2004, con la giunta Storace ancora in carica, viene rivista parte
della normativa sui piani paesistici che fa pregustare ai leonessani
l'approvazione del loro progetto; ma c'è chi considera quell'apertura
legislativa (che consentirebbe la realizzazione di nuovi impianti tagliando
boschi) comunque inservibile perché il pianò di cui si discute non è
intercomunale ma riguarda solo il territorio leonessano. Cambia la giunta
regionale e, sul finire del 2005, cambia anche la norma sui piani paesistici
ripristinando i vincoli originali. Nel frattempo però il progetto della Isic
imbocca la pista della Provincia: il vicepresidene Roberto Giocondi e
l'architetto Gianni Celestili includono il progetto di Leonessa, seppur Da sei
anni si rincorrono progetti e dinieghi dalla Regione Lazio ridimensionato nella
dotazione strutturale e nell'impatto ambientale, in un più generale piano di
interventi sul Terminino che vuoi essere una sorta di "progetto quadro" sulla
Montagna reatina e che ha nella creazione di un parco naturale e
nell'ampliamento a nord del bacino sciistico i suoi due cardini. Ma di mezzo ci
sono i piani paesistici del '98, i cui vincoli possono essere superati solo con
l'intervento politico del consiglio regionale. «E' una strada lunga e complessa
- dichiara Giocondi al Messaggero il 2 febbraio 2006 - ma è quella che vorremmo
percorrere per uscire dalle secche di dibattiti annosi sul futuro del Terminino
che non portano mai a niente». In giugno la Provincia fa suo questo piano di
interventi (con dentro anche quello della Isic ridimensionato) e lo inoltra alla
Regione ma nonostante una serie di iniziative e di mobilitazione da parte dei
leonessani, passano mesi e poi anni senza che dalla giunta Marrazzo arrivi un
pronunciamento politico chiaro. Nell'agosto del 2008, con la macchina del
referendum ormai in moto e il piano del Terminillo finito su un binario morto, in
Provincia si cambia in corsa tecnico e piano: lo sfruttamento sciistico della
Vallonina scompare e in ottobre il consiglio regionale impegna la giunta
Marrazzo ad approvare il nuovo piano entro l'anno.
IL COMUNE DI CONFINE - Solo 30 anni fa due i parroci: uno di Spoleto e l'altro reatino. Cittadina bella e ricchissima, per storia,
sede e commerci, Leonessa, ma
sempre di confine, ora di regni, ora di circondari, poi di province, di regione
per non dire di diocesi. Non bisogna risalire alla notte dei tempi ma appena al
1976 per veder correre lungo il centralissimo Corso San Giuseppe il confine tra
la diocesi di Rieti e quella di Spoleto, con il paese affidato a due parroci (uno di
nomina vescovile reatina, l'altro spoletino) e con analoga divisione che si
riproponeva tra le ville e le frazioni. Ne bisogna fare molta strada, partiti da
Leonessa, per arrivare in Umbria: ci si va quotidianamente non solo a lavorare
ma anche, per esempio, a fare benzina visto che un distributore nel versante "reatino"
non c'è. Su un tessuto geografico particolarmente intrecciato (il legame con
l'Umbria passa sia per la Valnerina che per il circuito Cascia e Norcia) la
storia ha avuto buon gioco nel tessere le sue trame: Gonessa, o Leonessa - che
deve il nome al casato angioino - era ai confini fra Regno di Napoli, Ducato
Spoletino e Patrimonio di San Pietro. Nel 1539 entrò a far parte degli Stati
Famesiani d'Abruzzo, che poi altro non erano se non la "dote" di re Carlo d'Angiò
alla figlia Margherita d'Asburgo an data in sposa a Ottavio Farnese. Il legame
con l'Abruzzo si mantenne quando.nel 1731,anchequesto lembo di territorio entrò a
far parte del Regno delle Due Sicilie.
Il centralissimo corso San Giuseppe segnava il confine tra la diocesi umbra e
quella di Rieti Insomma, cattolici sì ma papalini i leonessani non lo sono stati
mai, semmai regnicoli. E anche dopo la costituzione del regno d'Italia, Leonessa
non seguì Rieti nella sua collocazione umbra, ma insieme a Cittaducale restò
circondario dipendente da L'Aquila. Questo fino al 1927, quando nel riassetto
amministrativo voluto dallo Stato fascista, Rieti si costituì provincia
assorbendo proprio il circondario di Cittaducale, con dentro Leonessa. Sfumati
negli anni i legami con l'Abruzzo, si sono al contrario venuti rafforzando
quelli con l'Umbria.
Così, quando sul finire del 2007 il sindaco Rauco e l'ex sindaco Trancassini
scesero a Rieti a "minacciare" la secessione per colpa del silenzio caduto sul
progetto della Isic per la Vallonina evocarono l'Umbria come approdo. Cammin
facendo, però, ed è cronaca di queste ultime settimane, la nostalgia per
l'Umbria ha finito per affiorare anche in quei territori del reatino che umbri
lo sono stati per davvero (uno per tutti, Magliano Sabina). Contatti formali e
informali di amministratori leonessani (di centrodestra) con la vicina Provincia
di Terni (e con la stessa Regione, di centrosinistra, come Provincia di Rieti e
Regione Lazio) non sono mancati ma ciò che storia e geografia (e spesso anche
cronaca) incoraggiano, la politica snobba. Per adesso.
(Alessandra Lancia)
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27 novembre 2008 |
Si vota domenica 30 novembre e lunedì
Referendum: ultimi appelli LEONESSA - Dopo mesi di polemiche, ultimi giorni
prima del referendum con il quale i leonessani decideranno se restare nel Lazio
oppure andare in Umbria. Si vota infatti domenica 30 novembre e lunedì primo
dicembre. Sono oltre duemila i cittadini chiamati al voto.5i moltiplicano,
intanto, gli ultimi appelli dei due comitati: quello del sì rappresentato da
Paolo Trancassini e quello per il no, o meglio per il non voto, rappresentato da
Giuseppe La Bella. Su 2734 residenti sono 2285 gli aventi diritto che avranno il
potere di scegliere il futuro politico del comune montano. Calcolando che il
referendum potrà essere ritenuto valido con il raggiungimento del quorum, la
quota che renderà valide le operazioni di voto dovrà essere quella della metà
dei residenti più uno: Alla luce dei numeri e dei fatti dovranno quindi votare
1143 residenti affinchè il referendum possa esser considerato valido. Comitato
del sì e comitato del no continuano intanto a portare avanti nel paese le
proprie ragioni e fino al giorno del voto sarà di certo bagarre. Il referendum
verrà a costare 28mila euro, circa 12 euro per abitante.
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27 novembre 2008 |
Ultimo faccia a faccia in vista del
referendum in programma per domenica e lunedì Trancassini: «Andremo con l'Umbria»
La Bella: «Lottiamo restando nel Lazio» - Vivace dibattito su Mep Radio
tra il Comitato del «Sì» e quello del «No» . Ultimo faccia a
faccia reatino (prima di quello romano a Roma Sat andato in scena in tarda
serata) quello tenutosi ieri presso gli studi di Mep Radio, tra il portavoce del
comitato del Si al referendum per l' aggregazione all'Umbria, Paolo Trancassini,
e il portavoce del No, Giuseppe La Bella.
Un'ora nella quale è stato protagonista ancora una volta il tema degli impianti
sciistici che gli stessi promotori del referendum hanno definito «il litro che
ha fatto traboccare il vaso». E' proprio su questo che si accende la
discussione fra Trancassini e La Bella. 11 primo a ribadire che «la conduzione
della vicenda da parte della Regione ha dimostrato l'assenza totale di
attenzione verso i bisogni del territorio» ed il secondo a ribattere «che tutto
il referendum è basato su questo litro, senza che in realtà ci sia il vaso».
Alla domanda se l'approvazione degli impianti da parte della Pisana avrebbe
fatto desistere dagli intenti secessionisti, Trancassini ammette che «se fosse
arrivato un gesto d'attenzione di tale portata sicuramente avremmo fatto fatica
a decidere di andare in Umbria, così come se qualcuno ci avesse dato 5 o 10
milioni di euro per migliorare la viabilità da Rieti, ma nulla di tutto ciò è
arrivato». La soluzione ai mali del territorio leonessano secondo La Bella «sono da
cercare nel Lazio, perché le prospettive di sviluppo ci sono. Bisogna però
combattere in questa terra e chiamare gli amministratori provinciali e regionali
alle proprie responsabilità». Diversa ovviamente la rotta tracciata dall'ex
sindaco di Leonessa che vede nel referendum una «battaglia epocale per la nostra
città, una grande prova di democrazia, e mi piacerebbe che da questo partisse un
grande dibattito sul futuro e sulle prospettive dell' intera provincia di
Rieti». Nel mezzo del confronto anche un paio di simpatiche punzecchiature con
La Bella che si immagina il laziale Trancassini «costretto a tifare Ternana» e
con Trancassini che risponde dicendosi «sicuro che anche La Bella se fosse
residente a Leonessa (lo è a Civita Castellana, ndr) voterebbe per il Si».
Domani ultimi fuochi a San Pietro i della campagna elettorale per
il referendum di aggregazione all'Umbria che si terrà a Leonessa domenica e
lunedì. Entrambi i comitati, quello per il Sì e quello per il No, chiuderanno
domani la propria campagna elettorale presso il teatro parrocchiale di San
Pietro, in piazza VII Aprile. Alle 17:00 inizierà il «No», con il portavoce Giuseppe
La Bella, il presidente della Provincia Fabio Melilli ed il consigliere
regionale Anna Maria Massimi. Alle 19 la scena sarà per il «Sì», con il
portavoce Paolo Trancassini e la giunta comunale. (Marco Fuggetta)
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27 novembre 2008 |
Sabato e domenica i cittadini chiamati
a scegliere tra Lazio e Umbria Leonessa, in 2.290 al voto per il referendum
Ultimi giorni: il Comune si prepara a vivere un momento storico '*.
Leonessa, sabato e domenica in 2.290 al voto per il referendum MANCANO oramai
pochi giorni al referendum tramite il quale i cittadini di Leonessa potranno
decidere per il distacco dalla regione Lazio e la successiva "annessione"
all'amministrazione regionale umbra.
Domenica 30 novembre e lunedì primo dicembre infatti si svolgeranno due
referendum: oltre a leonessa andranno al voto in Italia anche i cittadini del
comune di Meduna di Livenza (Treviso) che dovranno decidere per la "secessione '
dalla regione Veneto e la sua aggregazione alla regione autonoma Friuli-Venezia
Giulia. Gli elettori interessati alic due consultazioni, sulla base dei dati
della revisione straordinaria delle liste elettorali, sono nel comune di
Leonessa, 2.290, di cui 1.129 maschi e 1.161 femmine, distribuiti su quattro
sezioni. Le operazioni di votazione si svolgeranno domenica 30 novembre dalle
ore 8 alle 22 e lunedì primo dicembre 2008, dalle 7 alle 15. Ai sensi
dell'articolo 45, secondo comma, della legge 25 maggio 1970, n. 352, le proposte
fatte oggetto di referendum in ognuno dei due comuni saranno approvate se il
numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito referendario non
sarà inferiore alla maggioranza degli elettori. In caso di approvazione,
l'articolo 132, secondo comma, della Costituzione stabilisce che con legge della
Repubblica possa darsi corso alle proposte di variazione territoriale, sentiti i
Consigli regionali interessati.
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26 novembre 2008 |
Chiaramente Giuseppe La Bella e il portavoce
del Comitato per il NO e Paolo Trancassini portavoce del Comitato
per il SI.
Certe imprecisioni dovrebbero essere evitate: c'è
già chi fa esercizio di confusione.
La Redazione di www.leonessa.org
Con ravvicinarsi della data del referendum leonessano, in programma il
30 novembre e primo dicembre, fioriscono le iniziative tese ad informare e ad
approfondire i contenuti del dibattito tra coloro che sostengono la necessità di
andare al voto e votare sì al passaggio di Leonessa in Umbria e coloro che, al
contrario, invitano all'astensione, per rimanere nel Lazio.
Cosi questa sera, alle 22.30 all' interno della trasmissione "Spazio Fedeli" sul
canale 851 Roma Sat - SKY o in chiaro sulle frequenze di Gold Tv nel Lazio, si
confronteranno in diretta i due, portavoce dei comitati per il referendum di
Leonessa: gli avvocati Giuseppe La Bella (comitato per il Sì) e Paolo
Trancassini (comitato per il No). Sempre oggi, alle 18, in diretta dagli studi
di Mep Radio Organizzazione si svolgerà il secondo faccia a faccia fra
Trancassini e La Bella. La trasmissione sarà condotta da Marco Fuggetta.
Streaming audio sul sito www.mepradio.it. Come vivono Leonessa e i leonessani
l'approssimarsi del referendum? Certamente nella consapevolezza che ad aver
alimentato una simile inizativa sia un diffuso. sentimento di malessere legato
all'isolamento del territorio, "che finora non ha trovato risposta dalla
"lontana" Rieti e ancor più dalla "lontana" Roma.
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26 novembre 2008 |
Approvato dalla Regione lazio il piano triennale delle opere pubbliche, oltre 6
milioni e mezzo di euro che arriveranno direttamente a 33 Comuni del Reatino per
interventi di riqualificazione dei centri storici, reti idriche, scuole
pubbliche e abbattimento delle barriere archietttoniche. Questa la lista dei
Comuni beneficiari e gli interventi richiesti: Antrodoco (opere di completamento
rsa/terme), Ascrea (impianto potabilizzazione reti idriche, sistemazione strada
comunale dell'Obito), Belmonte (opera di riqualificazione centro storico),
Borgorose (completamento rete fognante), Cantalice (completamento acquedotto ed
eliminazione pericolo circolazione stradale), Casaprota (sistemazione strade
interne, copertura ex scuola elementare Collelungo e copertura palestra
comunale), Castel S. Angelo (sistemazione piazza nella frazione di Ponte Alto,
eliminazione barriere architettoniche centro storico), Castelnuovo di Farfa
(completamento allestimento museo dell'olio), Cittaducale (riqualificazione beni
storici e turistici), Collalto (rete idrica e fognante), Contigliano
(sistemazione viale della Repubblica), Fara Sabina (rotatoria via Garibaldi),
Forano (manutenzione edifici comunali destinati a scuola pubblica), Leonessa
(rifacimento strada di accesso a villa Bigioni), Magliano (riqualificazione
piazza Castello e accesso al centro storico di Foglia e adeguamento impianto di
depurazione), Monteleone (messa a norma impianto termico scuola materna di
Ginestra), Montenero (recupero centro storico), Montopoli di Sabina
(pavimentazione e sottoservizi centro storico), Orvinio (sistemazione giardini
pubblici comunali), Paganico (sistemazione strada litoranea e ristrutturazione
muro di contenimento piazza Trieste), Pescorocchiano (parco giochi e area
polivalente frazione Leofreni), Petrella (valorizzazione centri storici), P.
Catino (pavimentazione centro storico), P. Moiano (recupero centro storico e
messa in sicurezza scarpata sottostante giardini pubblici), Rieti (pubblica
illuminazione Borgo e Città Giardino, rete idrica a Pie’ di Moggio e San
Giovanni Reatino, riqualificazione piazze e strade dei centri storici),
Roccasinibalda (riqualificazione parco pubblico), Roccantica (pavimentazione
centro storico), Scandriglia (manutenzione straordinaria strada comunale Passo
Corese-Orvinio), Selci (percorso naturalistico e riqualificazione piscina
comunale), Stimigliano (sistemazione via dei Casali, sistemazione strada
località S. Francesco e chiesa di Stimigliano Scalo), Tarano (rete fognaria
centro abitato di Borgonuovo), Toffia (realizzazione sede amministrativa unione
e ristrutturazione scuola elementare), Varco Sabino (completamento
pavimentazione e arredo centri storici). “Una ulteriore dimostrazione -
commentano i consiglieri regionali Massimi e Perilli - del lavoro costante che
ci vede impegnati per garantire al nostro territorio sostegno economico ed
attenzioni”
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www.leonessa.org |
25 novembre 2008 |
Era assolutamente scontata l'offensiva
mediatica a supporto di uno dei due "schieramenti".
Assolutamente in grande stile : 4 milioni di euro
per la pista ciclabile della conca reatina, 70 milioni di euro per gli impianti
da sci sponsorizzati dalla provincia di Rieti.
Speravamo, sinceramente, in una maggiore misura.
La Redazione di www.leonessa.org
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www.mepradio.it |
25 novembre 2008 |
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Leonessa: Referendum
2008 - il rush
finale - TRANCASSINI
vs LA BELLA in onda
su MEP Radio -
MELILLI in campo per
il NO
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Meno
di una
settimana
all'atteso
voto che
dovrà ratificare
l'eventuale
cambio di
regione del
Comune di
Leonessa,
con il
relativo
passaggio in
Umbria.
Domenica 30
novembre e
lunedì 1°
dicembre si
voterà anche
a Meduna di
Livenza (in
Provincia di
Treviso) per
il distacco
dal Veneto e
la sua
aggregazione
al
Friuli-Venezia
Giulia. A
Leonessa gli
elettori
interessati
saranno
2.290 (1.129
uomini e
1.161
donne). I
seggi
(Leonessa 1
e 2, presso
la scuola
elementare,
e nelle
frazioni di
Villa Lucci
e Terzone)
verranno
aperti la
domenica,
dalle ore
08.00 alle
ore 22.00, e
lunedì,
dalle ore
07.00 alle
ore 15.00.
Intanto,
mercoledì 26
novembre,
alle ore
18.00, in
diretta
dagli studi
di MEP Radio
Organizzazione,
si svolgerà
il secondo
"faccia a
faccia" tra
Paolo
TRANCASSINI
(Comitato
per il SI) e
Giuseppe LA
BELLA
(Comitato
per il NO).
La
trasmissione,
nell'ambito
degli spazi
della
comunicazione
referendaria
a carattere
gratuito,
sarà
condotta da
Marco
FUGGETTA.
Ultimi
preparativi
anche per i
comizi di
chiusura che
si terranno
nel
pomeriggio
di venerdì
28. Arena
locale per
l'ultimo
appello agli
elettori
sarà il
teatrino
parrocchiale
di San
Pietro, in
Piazza VII
Aprile. Alle
ore 17.00
sarà la
volta del
Comitato per
il NO, che
vedrà
l'inattesa
presenza del
Presidente
dell'Amministrazione
provinciale
di Rieti,
Fabio
MELILLI,
insieme al
Consigliere
regionale
Anna Maria
MASSIMI. Di
seguito,
intorno alle
ore 19.00,
entreranno
in scena i
rappresentati
del Comitato
per il SI.
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25 novembre 2008 |
Società mista
pubblico-privata per la gestione del
progetto: Rieti, Leonessa e Cantalice i
comuni coinvolti - Terminillo, ecco il
piano di rilancio - Trentotto
chilometri di piste, 68 ettari di
rimboschimento e 70 milioni di euro -
Razionalizzare il demanio sciabile
esistente e potenziarlo dove si può,
perché riqualificare quello che c'è è
possibile, creare insediamenti ex novo
in aree vergini non lo è più. Questa la
filosofia del "piano Costantini" per il
Terminillo, che ha guidato la "mano"
dell'esperto forestale padovano nel
ridisegnare il bacino sciistico reatino
«in un'ottica di multistagionalità».
Dieci impianti in tutto a servizio di 38
chilometri di piste per un totale di 130
ettari di territorio investito e 63
ettari di rimboschimento per mascherare
gli impianti, due bacini idropotabili
per l'innevamento artificiale, tre
municipalità coinvolte (Rieti, Leonessa,
Cantalice), un volume di investimenti di
70 milioni di euro in grado di attivare
a regime 80/100 occupati direttamente
più un indotto di 200, 300 persone.
«Al Tonale, dove ho seguito un piano di
riqualificazione analogo, tra la
progettazione e l'attuazione ci sono
voluti tre anni», dice Daniele
Costantini, la scorsa settimana di nuovo
a Rieti per un altro giro di confronti
su quel piano che la Provincia promette
di presentare in Regione entro il mese e
che la Regióne si impegna ad approvare,
se non entro l'anno, almeno entro
gennaio. Dire tre anni nella terra dei
trenta anni è un po' azzardato: «Credo
però che stavolta siamo davvero a un
passo dalla soluzione - dice Costantini,
che sarà pure nuovo di Rieti e reatini
ma in questi tre mesi ha fatto in fretta
ad imparare perché quello che muove
tutto, finanziatori compresi, è l'approvabilità
del piano. La Regione, che pure vagherà,
valuterà e magari qualcosa boccerà, si è
però impegnata a dare una risposta certa
in tempi brevi. E il motore che muove
tutto è questo». L'ipotesi di gestione
del progetto sarebbe quella di una
società mista, pubblico-privata, «e se
anche è nota la fase di depressione
economica che vive Rieti, c'è Roma ad un
passo dove si possono trovare
imprenditori interessati».
Da Leonessa dicono che loro li hanno
trovati da un bei pezzo: imprenditori e
soldi pronti ad essere spesi, non fosse
stato per quel progetto sulla Vallonina
considerato, dopo lunga ed estenuante
trattativa, irricevibile dalla Regione.
«Guardi, non è mio costume dare
valutazioni del lavoro altrui. Dico solo
che per il quadro normativo e
vincolistico esistente è molto più
facile riqualificare zone già investite
da infrastrutture che pensare di andarne
ad occupare altre che invece sono
vergini. Il nostro progetto si muove su
questi binari, è stato affidato ad un
tecnico specializzato soprattutto nelle
riqualificazioni ambientali e presenta
una minore concentrazione di interventi
in aree sic, senza dimenticare che ci
muoviamo comunque dentro una grande zps
e nel pieno rispetto di vincoli
idrogeologici non meno importanti di
quelli ambientali».
Vi viene però rimproverata, da parte
leonessana, la scelta di posizionare
impianti e piste in zone interessate da
valanghe?
«Se un problema valanghe c'è, al
Terminillo, è nella zona della Vallonina
e questo è noto non solo agli sciatori
ma anche a chi sa bene che in inverno la
strada che vi passa sotto resta chiusa.
Tant'è che il progetto per la Vallonina
prevedeva un ricorso massiccio ai
paravalanghe, che fanno anche quelli un
voluminoso impatto. Noi, per le zone a
rischio valanghe, e tra queste c'è Campo
Stella, prevediamo l'impiego di gasex,
cannoni che sparano gas e le cui onde
sonore fanno scivolare i banchi nevosi a
valle in maniera programmata e sicura.
Così come programmato sarà
l'innevamento, perché non c'è più posto
sciistico in Italia dove si pensino
impianti senza un sistema artificiale di
innevamento».
Neve che proprio in queste ore è
arrivata in maniera cospicua sul monte
Terminillo, così come sono in arrivo
nell'ordine, a brevissima scadenza, il
referendum di Leonessa, l'andirivieni
dei progetti tra Provincia e Regione e
le elezioni amministrative del 2009.
«Eppure stavolta siamo davvero a un
passo dalla soluzione», azzarda a dire
Costantini.
(Alessandro Lancia)
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25 novembre 2008 |
Mentre Legambiente relega all'87mo
posto in classifica la città per
pedonabilità e ciclabilità Arriva la
pista per due ruote 142 km, voluti dalla
Provincia, uniranno i comuni della Conca
Reatina - Dura la vita per un
ciclista, anche in città. Non è un
centro a misura di passeggiata il
capoluogo reatino che viene "scaricato"
quasi a fondo classifica nella
graduatoria di Legambiente e proposta
dal quotidiano «II Sole 24 Ore». Tra i
103 capoluoghi italiani, dove Mantova
spicca grazie al suo primato assoluto
della classifica generale per
pedonabilità e ciclabilità, Rieti si
attesta all'87mo posto con sette punti
totalizzati sulla base dell'indice
sintetico (da O a 100) che evidenzia le
migliori e le peggiori città in termini
di isole pedonali, piste ciclabili, Ztl
e verde urbano.
11 "sette in condotta" del capoluogo
reatino, condiviso in sieme all'altra
laziale Latina e a Catania, Teramo,
Tarante e Campobasso, fa riferimento
alla ciclo-pedonalità di fonte comunale
relativa al 2007.
E pensare che proprio in queste
settimane è in via di completamento la
bella pista ciclabile realizzata dal
Comune di Rieti che lambisce il corso
del fiume Velino, mentre ieri mattina la
Provincia ha presentato la sua ciclovia
di 42 chilometri che unirà i comuni che
insistono nella Conca Reatina. La
ciclovia made in provincia è divisa in
due anelli di 20 chilometri ciascuno,
uno di questi in fase di costruzione e
pronto per la prossima primavera con la
previsione di punti ristoro, area pie
nic, fontanelle di acqua potabile.
L'anello sud proposto dalla Provincia
toccherà l'aeroporto, Chiesa Nuova,
Tema, Consigliano, Piani di Poggio
Fidoni e Sant'Elia, case San Benedetto e
lambirà Rieti. L'anello nord in
progettazione toccherà Cantalice, le
sorgenti di Santa Susanna, Laghi Lungo e
Ripasottile e Greccio.
«La Provincia ha deciso di investire in
questa importante opera circa un milione
e ottocento mila euro messi a
disposizione dalla Regione Lazio ha
spiegato il presidente Fabio Melilli -
evitando di frammentare tale
finanziamento in mille rivoli per
interventi che, seppur di indubbia
validità, sicuramente non avrebbero
potuto garantire prospettive di sviluppo
e di crescita paragonabili».
(Alessandra Pasqualotto)
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25 novembre 2008 |
Si accende la campagna del referendum secessionista LEONESSA - Riflettori
puntati sul referendum leonessano. Domenica e lunedì prossimi i cittadini
saranno chiamati a scegliere se trasferirsi in Umbria (perciò andare al voto
scegliendo il Sì) oppure rimanere nel Lazio (dunque rimanere a casa come
consigliano dal comitato per il No). Intanto, com'è ovvio, la campagna
referendaria si fa più tirata: domani nuovo faccia a faccia tra i portavoce dei
comitati del Sì e del No (o non voto), Paolo Trancassini e Giuseppe La Bella,
prima a MepRadio, poi in Tv su ReteOro. Venerdì poi, prima del silenzio
elettorale, salirà a Leonessa il presidente della Provincia Fabio Melilli e il
consigliere regionale, di origini leonessane, Anna Maria Massimi, che insieme
all'avvocato La Bella hanno organizzato l'iniziativa "Leonessa ia provincia di
Rieti e nella regione Lazio". L'appuntamento è alle 17 presso il teatro
parrocchiale di San Pietro. Sono stati pubblicati anche gli appelli al voto. Il
comitato per il Sì ha fatto girare alcuni volantini da giorni in cui si
.specifica che "non sono mai esistiti confini tra l'Umbria e Leonessa". "Questo
referendum - risponde sui manifesti il comitato per il No - è inventato da chi
'vuole scaricare sulla Provincia di Rieti e sulla Regione Lazio le
responsabilità di un ventennio di amministrazione comunale fallimentare e
arrogante'".
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25 novembre 2008 |
Una ciclovia per unire i comuni della Conca - LA PROVINCIA di Rieti ha
deciso di realizzare una ciclovia di circa 42 chilometri che unirà i comuni che
insistono nella Conca Reatina.Ieri è stato presentato l'inizio dei lavori
(appaltati all'impresa Francucci Sri di Macerata) del primo anello di circa 20
chilometri della pista ciclabile che permetterà già dalla prossima primavera ai
reatini e ai turisti che arriveranno all'ombra del Terminillo di poter
immergersi in quella natura incontaminata che fu fonte d'ispirazione anche per
San Francesco d'Assisi. L'importante infrastruttura è stata presentata questa
mattina dal presidente della Provincia, Fabio Melilli, dall'assessore alle
Infrastnitture, Rufino Battisti, e dai sindaci di Rieti e Contigliano, Giuseppe
Emili e Nella Melchiorri. «La Provincia ha deciso di investire in questa
importante opera circa un milione e ottocento mila euro messi a disposizione
dalla Regione Lazio - ha spiegato Melilli - evitando di frammentare tale
finanziamento in mille rivoli per interventi che, seppur di indubbia validità,
sicuramente non avrebbero potuto garantire prospettive di sviluppo e di crescita
paragonabili. La ciclovia, infatti, oltre a rispondere ad un bisogno più volte
evidenziato dai cittadini, si inserisce organicamente nelle molteplici azioni.
messe in campo dall'amministrazione provinciale - ha aggiunto per garantire al
territorio un solido e armonioso sviluppo turistico. Basti pensare alla
complementarità tra questa pista ciclabile e il Cammino di Francesco. La
ciclovia potrà essere un'ulteriore attrattiva non solo per i fedeli che
arriveranno a Rieti per visitare i luoghi francescani, ma anche per tutti gli
altri turisti che potranno godere appieno delle bellezze ambientali che la Conca
reatina offre, addentrandosi, ad esempio, nella Riserva dei Laghi Lungo e
Ripasottile in bicicletta e perché no, a piedi, oppure, ha proseguito il
presidente della Provincia - scoprendo la ruvida bellezza dei borghi che vi
insistono. Una volta completato anche il secondo anello da 22 chilometri, da
Rieti si potrà raggiungere Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri, Colli sul
Velino, Greccio e Contigliano. Non bisogna dimenticare che sarà una strada dove
i genitori potranno portare i propri figli in assoluta tranquillità e sicurezza,
essendo la ciclovia completamente inibita al traffico, veicolare e grazie ad
essa - conclude - i reatini potranno scoprire, o forse riscoprire, scorci
incantévoli troppo spesso dimenticati». La ciclovia si svilupperà principalmente
su piste rurali e strade vicinali di proprietà comunale. Nella scelta del
percorso sono stati privilegiati gli aspetti della sicurezza, della fruibilità e
della valorizzazione del contesto naturalistico e paesaggistico. In alcuni
tratti verranno sistemate le strade già esistenti. Nelle strade secondarie, già
pavimentate, interessate da traffico locale molto marginale, per le quali si
rende necessario il solo rifacimento del tappetino di usura, è prevista la
bonifica dalla vegetazione e il ripristino della massicciata stradale e degli
strati di collegamento. Per le strade interessate da traffico più sostenuto, per
le quali si rende necessaria la distinzione dei traffici veicolare e ciclabile,
saranno apposti cigli spartitraffico invalicabili. Mentre per i tratti di nuova
costruzione si utilizzerà la fresatura vegetale e stabilizzazione a calce di
argille, una procedura che ridurrà l'impatto ambientale in fase di realizzazione
e di manutenzione. Una ulteriore lavorazione, presente in entrambi le tipologie,
quelle di nuova realizzazione e la sistemazione di strade già esistenti, è
costituita dalla colorazione della pavimentazione stradale con vernici
ecologiche a base di acqua del colore della gamma delle terre naturali, che
viene l'inserimento nel contesto ambientale, per motivi di sicurezza e per
garantire l'orientamento del ciclista lungo il percorso. Per garantire una
maggiore sicurezza agli utenti della pista ciclabile in corrispondenza degli
attraversamenti a raso di strade urbane ed extraurbane saranno installate bande
sonore su entrambe le carreggiate, mentre nei tratti accanto a strade trafficate
saranno installati marker stradali che producono luce retroriflessa di alta
intensità e cartelli per segnalare agli utenti la presenza di intersezioni e il
conseguente pericolo di uscita mezzi. Il progetto prevede la realizzazione lungo
il tracciato di due aree di sosta e ristoro, piantumate con alberi ad alto
fusto, che saranno dotate di tavoli pic-nic in legno con panche integrate,
rastrelliere per la sosta delle biciclette, bacheche per l'esposizione di mappe
indicanti il percorso, cestini per i rifiuti e fontanelle di acqua potabile.
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25 novembre 2008 |
Viaggiare per la Piana in bicicletta Venti chilometri di pista
immersa nella natura tra Rieti e Contigliano Presentato il progetto
Lavori al via a dicembre e consegna a primavera . Dimenticate
l'attuale giro de Rieti per chi parte da Contigliano, o giro de
Contigliano per chi la bicicletta la inforca da Rieti: da primavera il
giro della piana in bici con calma e senza Strappi lo faremo in ciclovia,
seguendo la pista di 20 km a cui sin dalle prossime settimane
lavoreranno gli operai e i tecnici della ditta marchigiana Francucci che
si è aggiudicata l'appalto del primo lotto di piste ciclabili della
conca reatina, programmate dalla Provincia con fondi della Regione (1,8
milioni di euro) e con il placet dei Comuni di Rieti e di Contigliano.
Il primo "anello" di piste va dalla città a Contigliano e ritomo
toccando Piani di Sant'Elia, Terria e Chiesa Nuova: fin qui niente di
nuovo, almeno per le schiere di reatini econtiglianesi ciclo-muniti
avvezzi al giro, in realtà sarà nuovo il percorso, che non ricalca se
non in minima parte le attuali strade provinciali e comunali (d'altronde
molto pericolose per chi vi si avventura su due ruote). «La maggior
parte della ciclovia si svilupperà tra i campi, lungo gli argini dei
fiumi e dei canali che solcano la piana e persino a scavalcarli, con
passaggi in legno lamellare», spiega il geometra Luigi Francucci,
intervenuto ieri alla conferenza stampa in Provincia con la quale il
presidente Fabio Melilli, l'assessore Rufino Battisti, e i sindaci d i
Rieti e Contigliano Giuseppe Emili e Nella Melchiorri hanno presentato
l'iniziativa. Dove la ciclovia necessariamente si snoderà lungo le
strade saranno posti cigli spartitraffico, dove invece si svilupperà
exnovo nellacampagna verranno utilizzate procedure di costruzione e
materiali che riducano al minimo l'impatto ambientale. In entrambi i
casi, a "suggerire" la pista ai ciclisti sarà la colorazione della
pavimentazione, quella ancora da scegliere. «C'è ancora da convincere
qualche proprietario ad agevolare il passaggio - dice Melilli - ma c'è
anche da ringraziare il Consorzio di bonifica e le Ferrovie per la loro
disponibilità a lasciarci strada». La fine dei lavori è prevista entro
maggio, e qui la ditta promette davvero di correre. Anche la politica,
però, dovrà tenere il passo: quello presentato ieri è solo il primo dei
due anelli che con 42 km complessivi di piste permetteranno di girare la
conca reatina in bici su piste dedicate e che fanno il verso ad altre
dimensioni già presenti sul territorio quali il Cammino di Francesco e
la riserva dei Laghi. Del secondo anello - altri 20 km, per arrivare ad
una spesa complessiva col primo di 4 milioni di euro - c'è il progetto
ma non ancora i fondi, che il presidente Melilli aspetta fiducioso dalla
Regione, «non fosse altro per non smentire la voca- dintomi». E
fiduciosi aspettano anche i reatini di città, «che ci chiedono da sempre
piste ciclabili», ha detto il sindaco Emili. Quelle attualmente in
costruzione dal Comune lungo l'argine del Velino tra Ponte Romano e
Ponte Cavallotti saranno perciò destinate a riunirsi con quelle
programmate dalla Provincia nella Piana. Miracoli che riescono solo a
pedalare in equilibrio. Su due ruote. (ALESSANDRA LANCIA)
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25 novembre 2008 |
Ieri la presentazione del progetto Una pista ciclabile sulla Piana
reatina » Lunga 42 chilometri, ha un costo complessivo di 4 milioni -
Pista ciclabile, ieri Fapertura del cantiere RIETI - Da quando se ne
parla? "Ero piccolo e nonno già ne parlava". Invece da ieri è aperto il
cantiere con l'inizio dei lavori per i primi 20 km (anello sud) della
ciclovia (costo 1 milione SOOmila euro) che, partendo da Rieti, doppia i
Piani di Sant'Elia e Poggio Fidoni, Contigliano, Tema, Chiesa Nuova,
Aeroporto, Rieti. Il restante tratto (22 km, costo complessivo di tutti
i 42 km 4 milioni di euro) sarà realizzato dopo la variante urbanistica
per i tratti interessanti il Comune capoluogo. Direttore dei lavori
l'ingegner Antonio Miluzzo. Ieri il progetto, realizzato in proprio
dalla Provincia, è stato presentato dal presidente Fabio Melilli e dai
siedaci Giuseppe Emili e, per il tratto contiglianese, da Nella
Melchiorri. L'impresa che realizza la pista ciclabile è la maceratese
Francucci, vincitrice della gara (ha già proposto degli accorgimenti per
"la riduzione dell'impatto, ambientale"). Il secondo tratto (anello
nord), agganciandosi all'altezza di Tema, entra nella Riserva dei laghi
Lungo e Ripasottile e, costeggiando in parte il Velino, aggancia
Piedifiume, Settecamini, Santa Susahna, il campo di volo per deltaplani
a Poggio Bustone, Cantalice inferiore, Aero' porto, n progetto, spiega
il presidente Melilli, "che viene certificato dal diretto interessamento
della Regione, è una diretta risposta al bisogno collettivo di chi fa
sport e passeggiate ecologiche" mettendo in risalto il fatto come tutto
il tracciato "si sviluppi in aperta campagna e quindi non laterale alle
strade motoristiche, la qualcosa non può non rendere più sicuro
l'intrattenimento soprattutto per i bambini". Il tracciato (lambisce il
cammino di Francesco) potrebbe essere "modificato per alcuni espropri"
pre cisa Melilli il quale ringrazia "per la loro concreta disponibilità
e collaborazione il consorzio di bo- . nifica e le ferrovie". Il sindaco
Emili mette in risalto "l'interesse ,che l'opera rappresenta per
l'intera Conca reatina e.la sua assoluta compatibilita con il
territorio" assicurando "il perfetto combaciamento del Comune anche con
le iniziative sul lavoro e sull'università". Per la Melchiorri "il
progetto è anche importante per la valorizzazione delle varie aziende
territoriali che operano nel turismo". Progetto che tira un notevole
indotto: aree di sosta e di ristoro in 2 zone con tavoli per pic-nic e
bacheche con grafici indicanti il percorso, fontanelle di acqua e, negli
attraversamenti a raso di alcune strade, bande sonore che pongono
inallarme il guidatore. (Ajmone Filiberto Milli )
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22 novembre 2008 |
Referendum, confronto in redazione -
"Leonessa non può competere in una Regione che ha il Colosseo, meglio con una
Regione come l'Umbria che e a misura nostra". "No,chi scappa ha sempre torto,
restiamo e facciamo valere le nostre ragioni nel Lazio". Oltre 70 minuti di
confronto nella redazione del Corriere di Rieti tra Paolo Trancassini, portavoce
del comitato per il Sì al referendum per l'aggregazìone all'Umbria, e Giuseppe
La Bella, portavoce del comitato per il No che invece invita gli elettori a
restare a casa. - TRANCASSINI: "Vìviamo in una
Regione che dal punto di vista economico, soprattutto culturale non può avere
attenzione per i piccoli territori come la Provincia di Rieti o per i piccoli
Comuni come Leonessa. Ci sarà un motivo se a Rieti si continuano a percorrere le
strade costruite dagli antichi romani, mentre in Umbria, a Norcia, che non è
certo Tokyo, si riesce a progettare e realizzare il traforo di Forche Canapine.
Succede questo perché siamo all'interno di una Regione, il Lazio, dove se decido
di parlare di Salaria dall'altra parte mi parlano della terza corsia del
Raccordo Andare è chiaro che perdo io. Allora il primo motivo per trasferirci in
Umbria è che quella è una Regione a misura nostra: vai via da una Regione di 6
milioni di abitanti per andare in una di 600mila; In Umbria in questi mesi
abbiamo discusso di progetti importanti: la Provincia di Terni ci ha proposto di
migliorare la viabilità già esistente che ci collega a Polino. Inoltre fare un
sistema con Cascia e Norcia è un progetto sicuramente
affascinante,come è affascinante dare una vetta al lago di Piediluco.
LA BELLA: Non è un salto di qualità ma un salto nel
buio. E' un salto nel buio che in realtà cela tutt'altre ragioni che sono legate
al "litro" non tanto al vaso, utilizzando la metafora ormai famosa di Paolo
Trancassini, nel senso che gli impianti sciistici sono stati la miccia che ha
fatto esplodere questo fenomeno. Il referendum era una clava che doveva servire
per sensibilizzare le Istituzioni rispetto alle esigenze di sviluppo sciistico
di questo Comune. Dall'altra parte che c'è? Monteleone di 'Spoleto è un
borgo vicino a noi, ed ha le stesse problematiche che abbiamo noi; Labro, che è
invece in provincia di Rieti, è un centro valorizzato, grazie anche all'impegno
di capitali esteri, quindi non si può fare di tutta. Perciò dire che siamo stati
abbandonati mi sembra inopportuno. Bisogna ammettere che questa clava è servita
ad attirare l'attenzione su Leonessa ma porterà, se vincera questo referendum,
ad una condizione di oblio perchè Leonessa verrà messa in frigorifero in attesa
che il Parlamento possa ratificare o meno il verdetto.Cosa che probabilmente non
accadrà perchè c'è tutta una volontà politica trasversale di non spezzettare i
collegi elettorali, e quindi ci sarà sicuramente una bocciatura.
TRANCASSINI: Sugli impianti sciistici sulla
Vallonina la società Isic ha. presentato un investimento dì oltre 50 milioni di
euro ed è stata derisa da Provincia e Regione;al contrario, penso che in Umbria
si può partire immediatamente.I vincoli che ci sono nel Lazio sonò gli
stessi dell'Umbria e sono vincoli che permettono la realizzazione degli impianti
perché l'unica normativa di carattere generale è il decreto di Pecoraro Scanio
che a noi ci salva perchè dice che nei Sic-Zps non si possono realizzare
impianti di risalita, ad eccezione di quelli già in fase di approvazione, come
il nostro. Il Lazio, con un regolamento, ha fatto di più: gli impianti non
sì possono fare, tutti, In Umbria questo regolamento per esempio non c'è.
Parliamo di viabilità? Perché la strada che collega Leonessa e Terminillo è
chiusa 6 mesi l'anno? Forse il vero dramma di quella strada è il nome
"Panoramica del Terminillo", e uardiamo il panorama...LA
BELLA: Sugli impianti sciistici bisogna fare completa
informazione:la Provincia di Rieti ha concesso un milione e 100mila euro
(impianti Campo Stella, ndr) e la Regione si è impegnata a sviluppare il
comprensorio del Terminillo. Sulla storia degli impianti ritengo che la Regione
Umbria non mostrerebbe lo stesso interesse.Basta soltanto vedere che tipo di
sviluppo sciistico hanno avuto alcune località edell'Umbria, insomma, quella
Regione ha focalizzato i propri interessi su tutt'altri settori. Ma visto che
dobbiamo votare e che è palese che la vera problematica è il litro e non tutto
il vaso, dobbiamo prendere atto che la Regione e la Provincia rispetto al
progetto di sviluppo del bacino sciistico che potrà essere discutibile ma va
preso in considerazione. TRANCASSINI: Ricordo che
l'anno scorso, non cento anni fa, gli impianti presentati da noi e fatti propri
dalla Provincia sono stati inseriti nel documento di programmazione
econòmica, e finanziari. Nel bilancio della Regione c'era scritto:nel
2006,approviamo il programma di interventi. Non è stato fatto nulla.
L'amministrazione comunale più che proporre la più grande azienda della
Provincia di Rieti completamente finanziata per 55 milioni di euro cosa
doveva fare? Adesso ci ritroviamo a dover ripartire daccapo, non c'è un progetto
cantierabile, ma solo un'idea, e ci sono 63 ettari di bosco da tagliare. Tra
l'altro questa storia avviene nel silenzio di Lorenzetti (segretario dei Verdi
di Rieti, ndr}: Non so, telefonategli: chiedetegli che pensa, sono francamente
preoccupato.LA BELLA: Per quanto riguarda la strada
del Terminillo si è cercato nel corso degli anni di creare un isolamento, anche
geografico, tra Terminillo e Leonessa, il collegamento è invece necessario come
è necessario che vì sia un progetto di sviluppo sciistico che non può
prescindere da Leonessa dove c'è là migliore neve dei massiccio. Per quanto
riguarda la Isic è una società dentro la quale si studiano progetti, si
realizzano, dopodiché si vanno a collocare le azioni.Queste azioni vengono
collocate in un momento successivo, dopo che comunque il progetto è approvato e
dopo che c'è una fattibilità, una cantierabilità certa. Dire che ad oggi ci sono
questi soldi non è assolutamente corretto. Abbiamo una scatola vuota che dovrà
essere riempita attraverso il collocamento di queste azioni. Oggi non ci sono i
soldi, ci sono le aspettative di come riempire queste scatole: una società
seria, controllata dalla Consob,è una società che ha tutte le credenziali per
realizzare il progetto, ma abbiamo una scatola vuota. Scatola vuota da una
parte: Regione, e scatola vuota dall'altra: Isic.
TRANCASSINL II progetto Isic è una finanza di progetto che ha fatto tutto
il suo percorso, è arrivata alla fine ad avere la certificazione dalla banca.
Iniziamo col dire che la Finanza di progetto c'è, è chiusa, inoltre ci sono i
preliminari di acquisto delle quote. Per quanto riguarda le presunte
speculazioni edilizie al tavolo tecnico in Regione per Leonessa la prima volta
ci siamo sentiti rispondere: "Ma noi mica sapevamo che dovevamo parlare di
Leonessa". Alla riunione successiva i tecnici aprono il progetto e dicono:
"Vedete qui, c'è un'area lottizzata che non si vede nelle foto aeree e qui ci
sono previste villette e alberghi...". Per dare l'idea della sciatteria, questa
è una lottizzazione chiusa nel 1966: ci sono strade, illuminazione, ostello
della gioventù, ci stanno 4 ville che però non si vedono dall'alto. Hanno
concordato, ma solo dopo 4 anni. LA BELLA: Possiamo
dire quello che vogliamo, possiamo dire che i Verdi diventano Verdi per la
Vallonina mentre non diventano Verdi per l'altro progetto, possiamo dire che i
boschi da una parte sono più pregiati e dall'altra, anche se se ne tagliano di
più, non sono pregiati, possiamo direche i Zps-Sic da una parte hanno senso e
dall'altra non hanno senso, possiamo dire tutto quello che vogliamo, però questo
come argomento per poter passare in Umbria è assolutamente riduttivo. Passare in
Umbria è scappare. Chi scappa ha sempre torto chi abbandona ha sempre torto.
TRANCASSINL La nostra provincia è piccola come una
traversa di via Aurelia a Roma. Rieti perciò è marginale. Qui c'è un forte
bisogno di politica, "da Lega". Ho conosciuto amministratori leghisti
straordinari: la verità è che se loro conseguono quei risultati è perché sono in
mezzo alla gente e sul territorio, non esiste destra o sinistra, lì quando c'è
un problema si sta sul territorio e ci si batte contro tutti.
LA BELLA: In 20 anni di amministrazione dì
centrodestra, di amministrazione di Paolo Trancassini per essere chiari perché è
stato sempre un autorevole esponente di questa amministrazione non si è
sentita mai l'esigenza di evadere in Umbria. Il referendum e strumentale,
altrimenti si sarebbe parlato anche di opere pubbliche, di come utilizzare l'ex
Bosi, dell'artigianato, invece si parla solo degli impianti. Per quanto riguarda
Paolo Trancassini si e trattato di una clava agitata per una autocandidatura
alla presidenza della Provincia che io personalmente auspico perché nutro molta
stima nei confronti di Paolo Trancassini. TRANCASSINI:
Sei l'unico che mi ha candidato. LA BELLA: Diteci perché dobbiamo passare in
Umbria, fateci vedere un progetto e poi ne parliamo. Per adesso invitiamo a non
votare perché non si vota un progetto che non c'è.
TRANCASSINI: II problema è molto più complesso. Faccio un esempio nella
speranza di farmi capire, A febbraio invito tutti a recarsi alla borsa
intemazionale del turismo. Ci sono gli stand della Sicilia, della Sardegna,
dell'Umbria, eccetera. Andate a quello del Lazio e vi renderete conto che non
c'è il turismo del Lazio. C'è solo Roma. Tu vai allo stand e chiedi di Leonessa
e quelli ti danno un euro per andarti a comprare un caffè. Per questo noi ci
siamo guardati intorno e abbiamo scelto il modello di sviluppo dell'Umbria dove
almeno saremo tutti uguali. LA BELLA: Chi scappa ha
sempre torto. Rimaniamo nel Lazio è chiamiamo i rappresentati di Regione,
Provincia e Comune alle proprie responsabilità politiche.
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22 novembre 2008 |
E in principio fu Isic Spa. Potrebbe essere questo l'attacco
di un diario da lasciare ai posteri per raccontare, qualunque sarà la
fine, le lunghe vicende legate al referendum più discusso del centro
Italia. Tutto è iniziato nel 2001 quando l'allora sindaco di Leonessa
Paolo Trancassini ricevette un'offerta apparentemente indecente da una
società privata. Ritenuta come un'azienda di alto profilo e dalla certa
attendibilità la Isic Spa, Impianti Sportivi Italia e Costruzioni,
società protagonista della proposta; presentò un project financing da
ben 55 milionidi euro. L'offerta avanzata riguardava l'area nord del
massiccio del monte Terminillo, ovvero la parte che beneficia
delle migliori condizioni climatiche per sviluppare un progetto legato
allo sviluppo sciistico dell'area per il periodo più lungo dell'anno. Il
progetto iniziale prevedeva la costruzioe di 8 impianti di risalita e di
15 nuove piste per un totale di 52 chilometri di cui 36 a
innevamento artificiale. Un progetto ambizioso che poteva far gola a
molti, ma che nel tempo si è arenato e che. date le complicazioni
venute fuori, fece ritirare l'offerta d'acquisto del 70 per cento delle
azioni della ISIC avanzate da Philippe Gausset, presidente della società
Transmontagne sas,leader del settore, che poi ha orientato i suoi
investimenti su Bardonecchia.
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I nostri lettori |
22 novembre 2008 |
Finalmente il comitato del NO, anzi del non
voto, si è fatto sentire con due comunicati ufficiali. Uno a firma anonima,
sgrammaticato e difficile da capire, il secondo più chiaro a firma del
Comitato del NO, dal quale emerge evidente l'odio viscerale nei confronti di
Trancassini ( anche se non fa il suo nome), iniziando di fatto la campagna
elettorale per tentare la scalata a Palazzo Mongalli.
Più volte in questi giorni ho tentato di far
capire che tutto questo è una cosa di cui potremmo riparlare nella prossima
primavera e che ora è invece il momento di essere uniti per portare avanti
una battaglia comune per tutti i leonessani. Tentare di far capire alle
varie istituzioni che finalmente ci siamo svegliati, che siamo stanchi di
essere presi in giro, che Leonessa deve essere trattata con più attenzione e
rispetto e che i leonessani sono stanchi di firmare una cambiale in bianco
che non sarà mai pagata.
Questo per rispondere a chi ha dimenticato
che non è solo per il progetto ISIC che si chiede il passaggio con l'Umbria,
ma per una viabilità indecente rimasta agli anni 60, il traforo dimenticato
i cui soldi per lo studio di fattibilità sono deviati per altri lidi, il
turismo perchè, nonostante la bandiera arancione e le manifestazioni di
importanza nazionale, per la nostra Provincia, Leonessa non esiste. (Lo
sapevate che le indicazioni stradali per Leonessa ce le siamo messe da soli?
Che sulla guida a cura della Provincia, Leonessa non appare? le promesse dei
politici di qualsiasi colore mai rispettate, e tante altre cose.
Le promesse della Regione Lazio fatte ad un
passo dal referendum non bastano più, ci vogliono i fatti e questi tardano a
venire.
Recriminare il fatto che l'amministratore è
residente a Roma e Rieti e ci onora della sua presenza solo il mercoledì e
il fine settimana è per Leonessa ormai un vizio abituale della nostra
amministrazione comunale, tanto è vero che per la prossima consultazione
elettorale ci viene proposto ancora un probabile sindaco non residente a
Leonessa e che forse non avrà il tempo neanche di onorarci della sua
presenza di tutti i fine settimana. Allora?
Per quanto riguarda l'aver consultato o preso
accordi con la regione che dovrebbe ospitarci, vorrei ricordare che da ben
dieci anni siamo in contatto con le Autorità locali dell' Umbria e che i
contatti sono più che favorevoli, che il nostro commercio si svolge verso
l'Umbria al 90% da sempre e che gli umbri ci hanno da una vita onorato della
loro presenza, al contrario dei reatini che non conoscono neanche la strada
per Leonessa.
Infine non so se è "l'innominato"
amministratore che vuole scappare dalla Regione Lazio, o non sono invece i
leonessani che vorrebbero andarsene da una Regione dove Leonessa non conta
assolutamente nulla perchè parte integrante di una Provincia che non conta
assolutamente niente.
Se siete veramente stanchi di essere presi in
giro sappiate riconoscere chi veramente lo sta facendo e cercate per una
volta di staccare la spina da chi vi tiene al guinzaglio perchè altrimenti
non fate altro che continuare ad essere complici di personaggi che grazie a
voi possono seguitare a fare i propri interessi.
Per ultimo voglio ringraziare Franco per aver
pubblicato gli articoli di giornale che ricordano l'avventura che insieme
portammo avanti nel lontano 1997, quei ritagli di giornale mi sono serviti
ad aprire gli occhi che fino ad ora, forse anche per mio volere, avevo
tenuto per lungo tempo socchiusi.
Ferruccio Armeni
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22 novembre 2008 |
Leonessa - A pochi giorni dal voto si iniziano a fare i
conti in vista del prossimo referendum che ormai da mesi divide
l'opinione pubblica di politici e non. Su 2734 residenti sono 2285 gli
aventi diritto che avranno il potere di scegliere il futuro politico del
comune montano. Calcolando che il referendum potrà essere ritenuto
valido con il raggiungimento del quorum, la quota che renderà valide le
operazioni di voto dovrà essere quella della metà dei residenti più uno.
Alla luce dei numeri e dei fatti dovranno quindi votare 1143 residenti
affinchè il referendum possa essere valido . Comitato del Si e
comitato del No continuano intanto a portare avanti nel paese le proprie
ragioni e fino al giorno del voto sarà certo bagarre. Intanto il
referendum verrà a costare 28mila Euro, circa 12 euro per abitante,
cifra questa che per il comitato per il No sarebbe potuta servire per
fare spese più oculate rispetto a quella del referendum e che invece,
per ilcomitato per il Si, rappresenta un potenziale punto di svolta.
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22 novembre 2008 |
Rieti - Dal confronto tra i due comitati non poteva non uscir fuori lo
"scivolone", poi smentito, di Melilli riportato dall'Ansa in merito all'ipotesi
che a cambiare regione sarebbe stata tutta la Provincia. A cogliere la palla al
balzo è stato Trancassini: "Melilli è il baluardo contro il referendum. Ci sarà
stato un motivo se il presidente, nel momento in cui lo chiudono fuori dalla
porta di una riunione, come prima cosa ha detto di andare in Umbria? Sono
appassionato di cinema e leggendo le dichiarazioni ho pensato ad una scena di
uno dei più grande filma che siano mai stati girati: il Marchese del Grillo.
Nello specifico, quando ieri ho letto il comunicato, ho pensato alla scena in
cui >Ricciotto si affaccia dalla finestra e fa:"S'è svegliato...".
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I nostri lettori |
21 novembre 2008 |
Scusatemi se intervengo ancora ma penso che questo
dibattito stia scivolando in personalismi che portano la comunità in un
vicolo cieco aspettando la panacea dell'annessione all'Umbria.Spero di
non urtare sucettibilità non è mio interesse e mi dispiacerebbe.
Cerco di spegare che cosa ho capito
Sul referendum è stato messo un cappello politico grande come un
sombrero, basta vedere il comunicato del responsabile reatino di AN o il
senatore Rositani di AN che sono i referenti del capogruppo di AN alla
Provincia nonchè portavoce del sì, questo punto mi chiedo perchè non
interviene il PDL forse c'è un problema nel centrodestra reatino ed in
vista delle elezioni future tutto fa brodo.
Leggo che si vuole andare in Umbria senza specificare se con Terni o
Perugia. La Valnerina o Cascia-Norcia non è la stessa cosa e l'onestà
politica non può pensare che l'Umbria faccia eccezioni per Leonessa.
Penso che il reale interesse sia l'interesse economico per i campi di
sci e non è certo uno scandalo.
Vorrei fare qualche domanda che ho già fatto
- Chi c'è dietro il gruppo economico che vuole fare i nuovi impianti?
- Con quali strumenti finanziari interverrà?
- Come l'mprenditoria del territorio interverrà?
- Come la comunitè di Leonessa controllerà il tutto?
Chi fa capo al Comitato di Campo Stella, sono operatori o una
cooperativa di bagnini di Riccione che vuole portare il windsurf in
montagna? Qual è la loro opinione?
Perchè se vado a Monteleone di Spoleto trovo delle buste di farro con un
bel marchio ,vado a Norcia e i salumi sono tutti marchiati,
vengo a Leonessa e non si mette un biglietto sulle retine delle
meravigliose patate per indicare la provenienza, la fanno ovunque;
compro meravigliosi salumi che vorrei regalare facendo sapere in giro la
loro provenienza ma non c'è un biglietto e lo devo dire a voce. fare
sistama e amministrare è anche creare marchi.
Scusatemi se continuo
2005
S.Michele al Tagliamento,Lamon
2006
Pramaggiore,graro,Teglio Veneto,Cinto Maggiore,Savignano Irpino,Sovramonte,Noasca,Casteldici,Maiolo;Novafeltria,Pennabili,S.Agata
Feltria,San Leo,Talamello
2007
Asiago,Conco Enego,Foza Gallio,Lusiana,Roana,Rotzo,Montecopiolo,Sassofeltrio,Cortina
d'Ampezzo,Livinallongo del Col di Lana,Colle S.Lucia
2008
Monte Grimano Terme, Mercatino Conca,Sappada, Pedemonte;valvestino,Magasa
Sono i comuni dove si è svolto ed in gran parte vinto il referendum,
sapete quanti sono i comuni che hanno cambiato regione?
NESSUNO
Vorrei che forze giovani e fresche di qualsiasi colore portassero aria
nuova
Sarebbe bello che rientrasse in funzione la cabinovia di Monte Tilla ed
i vecchi del paese salissero in cima con i loro nipotini indicassero i
luoghi della loro memoria.
Scusatemi della lunghezza, ma volevo portare un contributo
Raffaele Pirisi
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www.mepradio.it |
20 novembre 2008 |
Nell'ambito degli spazi dedicati al Referendum secessionista
promosso dal Comune di Leonessa per passare dal Lazio alla Regione
Umbria, mercoledì 26 novembre, alle ore 18.00, in diretta dagli
studi di MEP Radio Organizzazione, si svolgerà un "faccia a faccia"
tra Paolo TRANCASSINI (Comitato per il SI) e Giuseppe LA BELLA
(Comitato per il NO). La trasmissione sarà condotta da Marco
FUGGETTA.
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I nostri lettori |
20 novembre 2008 |
Come solito a Leonessa ogni cosa ricade nella
politica, quella sporca. Vorrei ricordare a Franco la nostra battaglia di
dieci anni fa. Anche allora i motivi erano quelli di oggi, solo che allora
non c'era Trancassini. E questo è il vero motivo dalle sua astensione,
almeno è la scusa, anche se io non credo a questa motivazione, altrimenti
faremmo come quel tizio che per fare dispetto alla moglie si tagliò gli
attributi.
A me non è mai interessato quali persone ora
chiedono il referendum, ma interessa solo il bene di Leonessa, pur se tra me
e loro restano tutti i motivi per cui a suo tempo li ho combattuti. Questa è
una occasione che non si ripeterà più nel futuro, quindi sarebbe bene
approfittarne sorvolando su molte cose soprattutto la politica per la quale
c'è tempo di parlarne la prossima primavera.
Cerchiamo almeno questa volta di ragionare
con la nostra testa se è possibile.
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www.leonessa.org |
19 novembre 2008 |
Franco
Boccanera, Capogruppo di Minoranza al Comune di Leonessa, in relazione
all'articolo del "Messaggero" del 14 novembre a firma Alessandra Lancia
e all'articolo del Corriere di Rieti del 1 febbraio 2008 riguardanti i
"due volti" della minoranza rispetto alla vicenda Referendum, ci invia
testimonianza scritta di una coerenza di comportamento Sua e della
Giunta di Minoranza che, sinceramente, non avevamo rilevato, almeno dall'esame dei documenti
in nostro possesso.
Pubblichiamo
volentieri quanto ricevuto : una nota inviata alla Redazione a commento del
comunicato stampa del 7 novembre 2008 inviato dai Consiglieri di Minoranza ai
quotidiani di interesse provinciale e da cui è derivato l'articolo del
Messaggero del 14/11,un articolo del "Messaggero" del 11/12/1997 a firma
Francesco Chiaretti riguardante la costituzione di un comitato referendario per
il passaggio in Umbria e la dichiarazione di voto a verbale della Minoranza in
occasione della seduta consiliare del 21/05/2008 che aveva per oggetto la
richiesta di referendum per l'aggregazione del Comune di Leonessa alla Regione
Umbria.
Ne viene fuori un
quadro sicuramente diverso da quello fornitoci da articoli quanto meno da
prendere con le "molle".
Pur continuando a
nutrire dei dubbi riguardo le scelte della Giunta di Minoranza e, di
conseguenza, del suo Capogruppo, ci sembra doveroso riconoscere a Franco Boccanera un percorso ideologico almeno coerente con una posizione, giusta o
sbagliata che sia.
Ci scusiamo perciò
per un commento abbastanza forte, scaturito sicuramente da informazioni parziali.
Grazie per
l'attenzione
La redazione di www.leonessa.org
Caro
Bolletta,
affinchè
sia resa giustizia alla verità dei fatti così come susseguitisi nel tempo ti
invio copia della dichiarazione di voto del gruppo di Minoranza, allegato quale
parte integrante, alla delibera consigliare n°18 del 21/05/2008, adottata in
sostituzione della n°1 del 30/01/2008, nella quale il gruppo di Minoranza,
assumendo una posizione critica, si ASTENEVA.
La
suddetta posizione di astensione era giustificata dal fatto che la delibera
Consigliare n°1 del 30/01/2008, adottata con voti unanimi favorevoli anche del
gruppo di Minoranza, era stata resa nulla per decadenza dei termini, ovvero per
non essere stata presentata, dall’Amministrazione alla Corte di Cassazione,
entro i termini previsti e perentori dei 90 giorni dall’adozione.
Ti invio
inoltre copia del comunicato stampa, rimesso per la pubblicazione ai quotidiani
di interesse provinciale, “alterato” e stravolto nell’articolo del “Messaggero”
del 14/11/2008.
-COMUNICATO STAMPA-
In merito alla
ormai prossima consultazione popolare e referendaria, il gruppo Consigliare di
Minoranza del Comune di Leonessa, vuole ricordare e precisare che il referendum
è stato indetto con l’adozione della delibera consigliare n° 18 del 21/05/2008,
unico provvedimento attualmente in vigore e regolarmente valido ai fini
giuridici ed amministrativi, approvato con i voti favorevoli dei soli
Consiglieri Comunali dell’attuale Maggioranza, essendosi astenuto l’intero
Gruppo di Minoranza.
Nel ribadire
la strumentalità delle motivazioni e la disapprovazione per il ricercato e
voluto scontro tra gli enti interessati (comune, provincia e regione),
inevitabile conseguenza negativa della politica del muro contro muro, dannosa
per la possibile soluzione dei gravi problemi del territorio e della popolazione
di Leonessa, il gruppo Consigliare di Minoranza ribadisce la propria posizione,
chiara e netta, di ASTENSIONE dalla consultazione referendaria, posizione questa
pubblicamente assunta in piena autonomia nella seduta del Consiglio Comunale del
21 maggio 2008.
Il Gruppo
Consigliare di Minoranza prende altresì atto, con soddisfazione, che il
Comitato del “NO”, di recentissima costituzione, ha manifestato identica
posizione di Astensione dal Referendum, con ciò senza aggiungere ed apportare
nulla di nuovo e di diverso da quanto ampiamente discusso, deciso e fatto
verbalizzare dalla Minoranza nella seduta del Consiglio Comunale del 21/05/2008.
Leonessa lì 7 Novembre 2008
Il Capogruppo di Minoranza
I Consiglieri di Minoranza
Boccanera Dr.Francesco
Bigioni Dr. Luciano
Zelli Alessia
Tocchi Walter
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19 novembre 2008 |
Leonessa piange il suo premio Oscar Ennio De Concini -
Leonessa piange il suo premio Oscar. E' morto a Roma a 85 anni, dopo una
lunga malattia, Ennio De Concini, uno dei maestri del cinema italiano:
nella sua lunghissima carriera di sceneggiatore e regista, premio. Oscar
nel 1963 per "Divorzio all'Italiana", aveva lavorato con i nomi più
famosi del cinema mondiale, da Dino Risi ad Alec Guinness, da Totò ad
Audrey Hepbum, e poi Vittorio De Sica, Sergio Leone, Pietro Germi,
sceneggiando oltre 200 film. Da sempre legato a Leonessa, in particolare
ad Albaneto, paese natale della moglie, era stato onorato della
"cittadinanza onoraria" e della presidenza onoraria dell'Ente "Palio del
Velluto" alla sua costituzione. Aveva dedicato la sua passione di
narratore anche collaborando con gli storici locali nello studio delle
tradizioni popolari, pubblicando tra gli altri "II paradiso del diavolo"
con Mario Polia, una vita di San Giuseppe con Luigi Nicoli, un libro di
memorie con Don Elio Zocchi di Cascia e la trasposizione in rima
delle ricette dei conventi di Leonessa con il libro "Mangia et Labora".
"L'amministrazione comunale e la popolazione di Leonessa lo ricordano
per lo splendido rapporto e per la sensibilità dimostrata nei loro
confronti, ringraziandolo per aver fatto conoscere il nome di Leonessa
anche oltre i confini locali".
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I nostri Lettori |
19 novembre 2008 |
Vorrei che
Franco Boccanera pubblicasse anche la prima delibera del 31/01/2008 votata
con voto unanime da tutto il consiglio comunale per l'indizione del
referendum.
Grazie
Franco
Roscetti
Mario
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La Stampa |
18 novembre 2008 |
Chissà quale finale avrà immaginato. E quante volte
lo avrà scritto e riscritto prima di quest’ultima dissolvenza di vita.
Ieri sera a Roma, nella sua casa di via Stoppani nel quartiere Parioli
si è spento Ennio De Concini, il più prolifico sceneggiatore del cinema
italiano. In silenzio.Ad accompagnarlo la moglie Ninni, il figlio
Corrado e quel «rumore» del silenzio, così mistico, irreale, che sempre
rimbomba nel sonoro delle colonne cinematografiche. Ennio lo metteva
sempre, nei suoi lavori. Era il suo sigillo, il marchio inconfondibile
di un grande scrittore, ma anche di un grande personaggio. Schivo,
riservato, umile e generoso, che ai clamori della ribalta preferiva le
passeggiate silenziose nel piccolo borgo di Albaneto.
E lì, in quel minuscolo centro di cinquanta famiglie, alla porte di
Leonessa salivano tutti, personaggi noti e meno noti, amici, vip, grandi
attori e registi. Tutti per un consiglio, una visita,masoprattutto alla
ricerca di idee. E di idee Ennio ne aveva tantissime, e grazie alle idee
aveva fatto la sua grande fortuna di autoremaanche quella di decine di
produttori. Era «il maestro». Per tutti, indiscusso, riverito, osannato,
talvolta addirittura inarrivabile. Gli amici, da Risi a Montaldo, lo
definivano il «più grande architetto del cinema». Ma De Concini era
anche altro e, soprattutto, uno straordinario cantore di emozioni. Uno
scrittore di razza, colto e raffinato, che da oggi lascia un grande
vuoto nel panorama cinematografico italiano, e che nella sua lunga
carriera ha raccontato pagine straordinarie di cinema ma anche di
televisione. Nei suoi lavori guardava l’Italia, un Paese diverso, in
continua evoluzione.
Sua l’intuizione della Piovra televisiva, maanche di Storia d’amore
e di amicizia, di Operazione San Gennaro, e di
Divorzio all’italiana con il quale, insieme a Germi e Giannetti,
ottenne nel ‘63 l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Ennio lo
chiamava «l’Oscaretto», lo teneva appoggiato nella sua libreria insieme
a decine di altri premi e a migliaia di volumi, di ogni genere, che lo
hanno sempre accompagnato nella sua lunga carriera. Ma per Ennio, in
fondo, non contavano poi così tanto. A lui interessavano la vita, le
emozioni. Ogni giorno, ora dopo ora.Amavariflettere, isolarsi nella
scrittura, pensare e soprattutto sperare. Era enigmatico, curioso, alla
continua ricerca di se stesso, dell’aldilà. E nei suoi lavori raccontava
i suoi dubbi, le incertezze dell’uomo, la precarietà della vita. Avrebbe
voluto fare solo lo scrittore e invece diceva di essersi ritrovato,
grazie al cinema, come«un fallito di successo». Di grande successo, con
oltre 200 film scritti. Aveva iniziato come aiuto regista in Sciuscià,
poi la scrittura.
Arrivò il successo, i successi uno dopo l’altro come perle in fila di
una lunga collana: Mambo, L’ombrellone, La lunga
notte del ‘43, Il ferroviere, Italiani brava gente,
Il grido. Ma anche film epici, storici, quelli che De Concini
chiamava «i sandaloni», come Il Colosso di Rodi. E tanta
televisione. Di tutti i generi: da Disperatamente Giulia a
Little Italy, fino a Storia d’amore e d’amicizia.
(Paolo Festuccia)
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I nostri lettori |
17 novembre 2008 |
Torno dopo qualche giorno e.... sorpresa! Ma
non troppo, i componenti della minoranza dopo aver votato favorevolmente per
il referendum, dichiarano ufficialmente la loro astensione. Per me è la
conferma palese che come dieci anni fa anche ora qualcuno ha voluto tradire
la mia amicizia e fiducia. Cosa è successo? ci sono state pressioni? E bene
ricordarsi che anche oggi come allora esiste la stessa ragione e la
richiesta del distacco dal Lazio e da Rieti è e rimane sempre la stessa. La
politica non centrava nulla allora e non centra oggi ed è assolutamente
piacevole il dover vedere che anche coloro che dieci anni fa ci davano (o mi
davano) torto ora anche loro sono della mia stessa idea perchè si era nel
giusto allora come lo si è oggi. Ma a questo punto ho la conferma che il mio
isolamento di allora fu voluto di proposito, forse per gli stessi motivi di
oggi.
Ferruccio Armeni
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I nostri lettori |
17 novembre 2008 |
DEDICATO AGLI IGNAVI
« E io ch'avea d'error la
testa cinta,
dissi: "Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?".
Ed elli a me: "Questo misero modo
tegnon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.
Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli".
E io: "Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?".
Rispuose: "Dicerolti molto breve.
Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa". »
(Dante Alighieri,
Inferno III, 31-51)
L'istanza sollevata
da una piccola ma battagliera comunità sta sollevando una valanga
istituzionale. Le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Rieti
evidenziano una profonda contraddizione ed un disagio evidente (malgrado
il goffo distinguo tra quanto sostenuto a mezzo stampa dal Presidente
stesso e la specificità del referendum leonessano).
E' evidente che oggi non è
solo la Provincia di Rieti ad essere virtuale, ma tutta la Regione Lazio.
Roma con il suo
hinterland, attraverso il riconoscimento di status di Area Metropolitana,
potrebbe dare una risposta alle proprie esigenze specifiche, così come risposte
potrebbero esserci per territori oggi marginalizziti che, con l'assorbimento in
una Regione Metropolitana romana di quella parte dell'attuale provincia reatina posta
più a sud, potrebbero trovare in territori confinanti la possibilità di "fare
sistema".
Per Leonessa l' "opzione umbra" con
lo scopo primario di instaurare un rapporto proficuo con i confinanti Comuni
della Valnerina, grazie ad una consultazione popolare , è un' occasione storica
e la scelta per il SI potrebbe avere un significato
politico ben più ampio di quello strettamente territoriale.
Saluti cordiali.
Luigi Pulcini
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16 novembre 2008 |
Rieti - Melilli e il Lazio: non voglio fuggire come Leonessa
Il presidente della Provincia Melilli spiega il suo cenno all'uscita di Rieti
dal Lazio «Non fuggo come Leonessa» - Il nodo è nella dimensione e nei poteri
che Roma vuole assumere . Le dichiarazioni del presidente della Provincia
Fabio Melilli in merito ad un possibile futuro trasloco della provincia reatina
in un'altra Regione avevano fatto subito discutere ma il presidente dell'Upi ha
voluto spiegare meglio il suo pensiero.
Sull'area metropolitana di Roma Melilli ribadisce che «l'ipotesi
dell'assegnazione alla Capitale di poteri normativi che la renderebbero simile
ad una Regione, di fatto provocherebbe la scomparsa della Regione Lazio» ma
aggiunge che «non esiste una Regione delle province senza Roma». Qualora si
verifìcasse questa ipotesi «le province del Nord sarebbero costrette a guardare
inevitabilmente alle Regioni confinanti». Diverso invece il discorso, anche per
quanto riguarda l'obiettivo di riaggregare l'intera area della Sabina divisa tra
quella reatina e quella romana, perseguendo invece l'ipotesi di «città
metropolitana che superi i confini del Comune di Roma» perché «in questo caso
andrebbe lasciata alle comunità più lontane da Roma la libertà di scelta di
essere dentro l'area o collocarsi nelle province limitrofe».
Infine arriva la stoccata a Leonessa. «Altra questione - conclude Melilli - sono
le fughe in avanti di qualche Comune che pensa di risolvere i problemi
scegliendo isolatamente un'altra Regione».
(Marco Fuggetta)
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15 novembre 2008 |
L'affermazione del presidente, poi smentita, scatena le
reazioni dei secessionisti di Leonessa - Melilli scivola su Roma
Capitale «Provincia senza ragion d'essere. Meglio l'Umbria»: esplode il
putiferio -«Con il conferimento dei poteri speciali a Roma, il Lazio
rischia di non esistere più o, comunque non avere più senso». Ma con la
Regione in dissoluzione «la mia Provincia non potrebbe far altro che
guardarsi intorno e cercare nella vicina Umbria o in Toscana una nuova
collocazione istituzionale». Così parlò - secondo il lancio Ansa delle
13,53 - Fabio Melilli al convegno su "Province e distretti per lo
sviluppo economico del territorio" promosso dall'Upi a Viterbo. Concetto
già espresso, vero, quello di un Lazio che non ha più ragion d'essere
con Roma Capitale (e metropolitana) e le province intorno ridotte ad
ectoplasmi, ma la brutalità della sintesi giornalistica delle tesi
espressa a Viterbo - «allora è meglio andare in Umbria» - nel versante
reatino suona come una stecca formidabile. Con un referendum di
secessione praticamente in corso a Leonessa (e proprio per andare in
Umbria) che vede il presidente della Provincia discretamente impegnato a
sgonfiarne esiti ed effetti.
«Letto le agenzie? - colpisce rapido Paolo Trancassini da Leonessa - Se
pure Melilli vuole andare in Umbria a questo punto io, promosso un
referendum in tal senso in tempi assolutamente non sospetti, posso poi
pensare di candidarmi alla presidenza della Provincia». «Il fatto è che
non ce lo vogliono i suoi di An, per questo si è inventato il
referendum», prova a schivare il colpo Melilli. «Però quella dell'Umbria
e della Toscana è una dichiarazione che non ho fatto, o per lo meno che
va interpretata nel suo contesto». Che sarebbe? «Quello di un Lazio che
con Roma capitale con poteri pari o superiori a quelli della stessa
Regione vedrebbe rimanere sul campo quattro province senza più collante
istituzionale. E con Latina che medita di fare una superprovincia del
sud con Frosinone, Rieti e Viterbo sarebbero naturalmente spinte verso a
Nord». E a nord troverebbero Umbria e Toscana: «Vabbé, diciamo l'Etruria».
E pensare che tutte le strade, un tempo, portavano a Roma... (Alessandra
Lancia)
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15 novembre 2008 |
«In futuro potremmo guardare tutti
all'Umbria». A dirlo questa volta non è stato un
abitante o un amministratore di Leonessa, ma il
presidente della Provincia di Rieti, nonché
presidente dell'Unione delle province italiane,
Fabio Melilli.
«Con il conferimento dei poteri speciali a Roma, il Lazio
rischia di non esistere più, o comunque non avere più senso - ha detto Melilli a
Viterbo intervenendo al convegno «Province e distretti per lo sviluppo economico
del territorio» - Il Lazio come regione si dissolverebbe. La mia provincia non
potrebbe far altro che guardarsi intorno e cercare nella vicina Umbria o in
Toscana una nuova collocazione istituzionale».
Pronta la replica del capogruppo provinciale di An e portavoce del Comitato per
il Sì al referendum leonessano, Paolo Trancassini. «Ricordo che Melilli ci disse
che di fronte ai problemi non si fugge, ma essendo cristiani siamo disposti ad
accogliere il figliol prodigo e lo inviteremo ad entrare nel nostro comitato -
esordisce ironicamente - Comunque se anche Melilli ha compreso che nel Lazio è
difficile far crescere un territorio ben venga. La differenza tra noi e lui è
che noi in Umbria cerchiamo sviluppo, lui asilo».(Marco Fuggetta)
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15 novembre 2008 |
Clamorosa uscita del presidente Upi al convegno di San
Martino al Cimino Roma capitale? Ho l'Umbria a un passo - Mentre è impegnato a
Trattenere Leonessa Melilli minaccia la fuga dell'intera provincia:
L'accentramento dei poteri ci costringerebbe" - Clamorosa uscita del
presidente Upi che proprio mentre cercai ' di trattenere Leonessa minaccia la
"fuga" dell'intera provincia - Roma capitale? Ho l'Umbrìa a un passo
Melilli: "Con l'accentramento dei poteri non ha più senso neanche il ruolo del
Lazio"
Anche Rieti verso l'Umbria. Potrebbe essere questo secondo il presidente della
Provincia Fabio Melilli il clamoroso effetto del piano per Roma Capitale.
Mentre fa di tutto per trattenere Leonessa nella provìncia reatina e nel Lazio,
il numero uno di Palazzo d'Oltre Velino ammette che anche per Rieti "l'Umbria e
la Toscana sono a due passi". La clamorosa uscita del presidente Melilli è
giunta nel corso del convegno "Province e distretti per lo sviluppo economico
del territorio" che si è tenuto ieri a San Martino al Cimino, in provincia di
Viterbo. Anche Rieti verso Umbria. Potrebbe essere questo secondo il presidente
della Provincia Fabio Melilli il clamoroso effetto del piano per Roma Capitale.
Il numero uno dell'Upi, l'Unione delle province d'Italia analizzando quelli che
sembrano essere gli intenti di Alemanno nell'ambito dei piani per Roma Capitale
ha affermato che "se il sindaco di Roma ritenesse di poter chiudere i poteri
speciali di Roma nelle mura della Capitale le altre province dovrebbero trovarsi
altri sbocchi istituzionali. Io, ad esempio, ho l'Umbria e la Toscana a due
passi".
Da tempo Melilli sta insistendo sulla questione, sottolineando come
l'accentramento istituzionale dei poteri all'interno del Grande raccordo anulare
priverebbe di significato l'esistenza non solo delle altre province, ma della
stessa Regione Lazio. Così ieri il presidente della Provincia reatina ha
presentato il conto ad Alemanno: "Dopo il conferimento dei poteri speciali per
Roma capitale il Lazio non esisterebbe più. La mia e le altre province non
possono continuare a dare acqua, aria e suolo a Roma senza avere nulla in
cambio". Un pensiero duro, che in serata il presidente Melilli ha tenuto a
meglio precisare tramite un comunicato: "l'ipotesi dell'assegnazione alla
Capitale di poteri normativi che la renderebbero simile ad una Regione, di fatto
Regione Lazio. Non esiste una Regione delle province senza Roma, che rappresenta
l'anello di congiunzione tra il Nord e il Sud del Lazio. Se accadesse tutto ciò
le province del Nord sarebbero costrette a guardare inevitabilmente alle Regioni
confinanti. Altra cosa è invece immaginare la costituzione di una città
metropolitana che superi i confini del Comune di Roma e crei un nuovo modello di
governance con i comuni della Provincia di Roma. In questo caso andrebbe
lasciata alle comunità più lontane da Roma la libertà di scelta di essere dentro
l'area metropolitana o collocarsi nelle province limitrofe. Il nuovo disegno
istituzionale che il governo adotterà è un tema con il quale tutta la classe
dirigente della Regione dovrà misurarsi nei prossimi mesi. Altra questione sono
le fughe in avanti di qualche Comune che pensa di risolvere i propri problemi
scegliendo isolatamente un'altra Regione."
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15 novembre 2008 |
Intervento del presidente dell'Upi e della Provincia di Rieti, Fabio
Melilli "Il Lazio rischia di non esistere più " - Critiche al progetto di Roma
Capitale arrivano anche da parte di Marrazzo: "Serve un nuovo modello. Ogni
riforma deve essere inserita in un contesto più vasto» » L'assetto istituzionale
deve coinvolgere tutte le Province - «Le ipotesi di riforma su Roma
Capitale su cui si sta discutendo appartengono all'anacronismo istituzionale.
Serve un nuovo modello che faccia diventare il Lazio la Regione della Capitale e
delle sue province». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Piero
Marrazzo, intervenendo ieri a S. Martino al Cimino, al terzo convegno nazionale
«Province e distretti per lo sviluppo economico del territorio», promosso dall'Upi
e dalla Provincia di Viterbo.
«Roma - ha aggiunto Marrazzo - ha da tempo travalicato il proprio perimetro: il
suo approvvigionamento idrico dipende da Rieti, il suo secondo aeroporto sarà
costruito a Viterbo, i suoi distretti industriali s'insinuano profondamente
nelle province di Latina e Frosinone, il suo porto è a Civitavecchia.
Tutto questo fa di Roma e del Lazio un territorio unico, senza eguali in Italia.
Quindi ogni riforma sulla Capitale deve essere inserita in un contesto che va da
Acquapendente, al nord del Viterbese, a Minturno, nel sud Pontino».
Per Marrazzo, l'ipotesi intorno alla quale bisogna iniziare a discutere «è
quella di un Lazio che sia la Regione della Capitale e delle sue province».
Sull'argomento, nell'ambito dello stesso convegno tenutosi vicino Viterbo, è
intervenuto anche Fabio Melilli, presidente dell'Unione Province Italiane nonché
presidente della Provincia di Rieti: «Con il conferimento dei poteri speciali a
Roma, il Lazio rischia di non esistere più, o comunque non avere più senso».
«Se il sindaco di Roma ha aggiunto Melilli - ritenesse di poter rinchiudere i
poteri speciali all'interno delle Mura Aureliane, senza creare un'osmosi con il
resto del territorio regionale non avrebbe più senso perché le province
continuassero a fornire acqua, aria e suolo alla capitale senza avere nulla in
cambio».
Secondo Melilli, senza un assetto istituzionale che coinvolga anche le province,
«il Lazio come regione si dissolverebbe. La mia provincia - ha concluso il
Presidente della Provincia di Rieti - non potrebbe far altro che guardarsi
intorno e cercare nella vicina Umbria o in Toscana una nuova collocazione
istituzionale».
Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti.
Questo sotto riportato è un articolo
del "Corriere di Rieti" del 1 febbraio 2008, all'indomani del voto unanime del
Consiglio Comunale : favorevoli all'indizione del Referendum, è bene ricordarlo,
sia la maggioranza che la minoranza, per alzata di mano.
Di notevole impatto le parole del
Capogruppo di minoranza Francesco Boccanera che, immediatamente dopo il voto,
dichiara:
"Non è questo un problema di destra ne di
sinistra, piuttosto è un tema sentito in maniera viscerale da tutta la
popolazione, da tutti quei giovani costretti ad andar via da un
territorio che non offre alcuna possibilità - ha puntualizzato il
capogruppo di minoranza Francesco Boccanera - Per questo vogliamo
manifestare il nostro favorevole parere al referendum e alla consultazione
popolare".
Questo, ripetiamo, accadeva il 1
febbraio 2008.
Il 14 novembre 2008, nove mesi e mezzo
dopo, "Il Messaggero," a firma Alessandra Lancia, riporta:
«Ci siamo astenuti in consiglio
comunale al momento dell'indizione del referendum, il 21 maggio scorso, e quella
posizione ribadiamo», scrivono i consiglieri Luciano Bigioni, Alessia
Zelli e Walter Tocchi guidati dal capogruppo Francesco Boccanera. «Nel
ribadire la strumentalità delle motivazioni e la disapprovazione per il
ricercato e voluto scontro tra gli enti interessati (Comune, Provincia, Regione)
- si legge in una nota - inevitabile conseguenza negative della politica del
muro contro muro, dannosa per la soluzione dei gravi problemi del territorio e
della popolazione di Leonessa, ribadiamo la posizione di astensione dalla
consultazione referendaria».
I due articoli sono riportati, come al
solito, integralmente.
La Redazione di www.leonessa.org
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1 Febbraio 2008 |
"Quanto sta succedendo a Leonessa non può passare sotto silenzio o
essere considerato come una vicenda di ordinaria amministrazione. Si
tratta di un ricco pezzo di storia della nostra provincia, di una
comunità di circa 3000 abitanti tutti impegnati ad affrontare con grande
dignità il problema del pane quotidiano attraverso qualificate
iniziative di natura economico-commerciale, turistica e culturale anche
di livello nazionale". Si apre così la lettera inviata dall'onorevole
Guglielmo Rositani al presidente della giunta regionale del Lazio, della
Provincia di Rieti, al prefetto, ai Comuni della provincia di Rieti e
alle organizzazioni sindacali. "Un centro-turistico importante - dice -
che molti passi avanti ha fatto e che chiede di poter completare il suo
intelligente progetto di sviluppo. Non si può bloccare un'opera di tale
portata, utile non soltanto per il comune di Leonessa, ma per l'intero
comprensorio del Terminillo, con generiche motivazioni ambientali che
sanno di dispetto e di discriminazione. L'assessore regionale competente
dovrebbe ricordare a se stesso ed ai suoi capi nazionali che la difesa
dell' ambiente non è un'ideologia, ma una necessità culturale che ha lo
scopo di difendere la natura della quale fa parte anche l'uomo. A tale
proposito lo invito a leggersi -il contenuto dei commi 3 e 4 dell' arti
della Legge Quadro sulle aree protette n. 394 del 1991, che
affermano: 'applicazione di'metodi di gestione o di restauro ambientale
idonei a realizzare un'integrazione tra uomo e ambiente naturale' e
'nelle aree protette possono essere promosse la valorizzazione e la
sperimentazione di attività produttive compatibili'".
La Regione: deve restare laziale - Leonessa è pronta a
diventare umbra .Dopo il sì del consiglio comunale al referendum
per la secessione "Una svolta importante" II sindaco incontrerà a
febbraio il presidente della Regione Umbria- LEONESSA - Alle 20 in punto
di - mercoledì 30 gennaio il consiglio comunale di Leonessa ha approvato
all'unanimità la delibera relativa al referendum per l'annessione del
comune reatino all'Umbria. La seduta straordinaria dell'assise
cittadina, convocata dal sindaco Alfredo Rauco, ha avuto un solo
punto all'ordine del giorno: "Richiesta di referendum per l'aggregazione
del Comune di Leonessa alla Regione dell'Umbria". L'annosa vicenda ha
inizio con l'abrogazione, da parte della giunta Marrazzo, con un
emendamento della legge finanziaria regionale per l'esercizio 2006,
della norma che avrebbe consentito la alizzazione di nuovi
impianti sul comprensorio sciistico Terminillo-Leonessa (la legge del 28
aprile 2006 ha abrogato il comma 3bis dell'ari. 8 della legge regionale
24 del 98)..Le numerose proteste della popolazione leonessana dei mesi
successivi al provvedimento hanno trovato ratio nell'esistenza di un
progetto per la realizzazione di nuovi impianti di risalita sul versante
nord del Terminillo con un " investimento privato di 55 milioni di euro
e nelle vane rassicurazioni ed impegni assunti dalla giunta Marrazzo e
mai rispettati. "Nonostante la nostra intenzione di dedicare una
sessione straordinaria del consiglio comunale all'ipotesi del referendum
sia stata annunciata in sede di conferenza stampa 60 giorni fa, nessun
segnale è arrivato dalla Regione in questi mesi, nemmeno una telefonata
- ha dichiarato il primo cittadino Rauco . Oggi in discussione ci sono
interessi e bisogni di una popolazione nata a Leonessa e che qui vuole
continuare a vivere". "Non è questo un problema di destra ne di
sinistra, piuttosto è un tema sentito in maniera viscerale da tutta la
popolazione, da tutti quei giovani costretti ad andar via da un
territorio che non offre alcuna possibilità - ha puntualizzato il
capogruppo di minoranza Francesco Boccanera - Per questo vogliamo
manifestare il nostro favorevole parere al referendum e alla
consultazione popolare". Rauco ha ringraziato le organizzazioni
sindacali di Rieti Cgil, Cisi e Uil per l'attenzione dedicata al
progetto "che non è semplicemente una colata di cemento sul Terminillo,
ma ben altro. Non chiediamo soldi ne alla Provincia di Rieti ne alla
Regione Lazio, semplicemente autorizzazioni". Il primo cittadino ha
preannunciato un incontro con il presidente della Regione Umbria da
tenersi nel mese di febbraio per concordare quale sarà la provincia
(Temi o Perugia) sotto la cui giurisdizione ricadrà il Comune di
Leonessa e per discutere di tutta la vicenda ed ha concluso il suo
intervento rallegrandosi per "la nota di colore al di là delle
polemiche" rappresentata dall'approvazione della delibera all'unanimità,
primo passo verso il distacco di Leonessa da Rieti: "La decisione di
questa sera rappresenta un segnale chiaro e preciso ed è una pagina
importante per la nostra storia, di democrazia e di appartenenza al
territorio - ha aggiunto al termine della seduta il consigliere
provinciale Paolo Trancassini, promotore dell'iniziativa -. Abbiamo
bisogno di risposte dalla politica e finora non le abbiamo ricevute. Il
problema è che i nostri amministratori sono uomini di partito e non 'di
territorio'. Non solleciterò su questo tema la discussione in Provincia
perché non mi aspetto risposte, ne mi aspetto di essere compresi". "Sono
scelte che sicuramente non si fanno a cuor leggero - ha ribadito Rauco
all'indomani della seduta -. Stamane (ieri per chi legge ndr} ho
ricevuto una telefonata dalla Prefettura informata dell'accaduto dai
giornali. Ho ribadito le nostre intenzioni e motivazioni. Vorremmo far
capire all'amministrazione regionale che questa iniziativa rappresenta
l'estremo grido di dolore di una popolazione che si sente trascurata e
vuole alzare la testa nei confronti delle istituzioni non cosi vicine
come dovrebbero. Vogliamo essere supportati e non sopportati! Credo che
ci sia disinteresse da parte delle istituzioni e, se così è, noi
perseguiremo la nostra strada, questa volta senza ripensamenti. La
richiesta di referendum sarà ora presentata alla Corte di Cassazione che
dovrà pronunciarsi sulla sua ammissibilità e stabilire una data per lo
svolgimento della consultazione popolare, cosi come dispone l'art. 132
comma 2 della Costituzione". (Daniela Caretta )
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14 novembre 2008 |
A Leonessa si andrà al voto
il prossimo 30 novembre. Anche la federazione provinciale di An prende
posizione - Il fronte del referendum non arretra - L'approvazione in Regione
del piano per il Terminillo non placa il comitato. Meglio non prendere impegni, a Leonessa e dintorni, per l'ultima
domenica di novembre: il referendum per la secessione dal Lazio si farà.
«Ovviamente - dice l'ex sindaco Paolo Trancassini - perché se serviva
una dimostrazione della totale incomunicabilità tra politica e
territori, anche questa volta l'abbiamo avuta. Ma dico, davvero con il
rito della grande soddisfazione per la mozione di intenti votata in
consiglio regionale i vari Melilli, Perilli, Massimi potevano pensare di
sistemare la questione di Leonessa? Davvero pensavano di comprare il
paese con una mancia, per di più con soldi falsi? Il progetto per il
Terminillo "benedetto" dal consiglio regionale in realtà non c'è. Quello
che c'era, presentato dalla Provincia nel 2006 che inglobava il nostro
sulla Vallonina, è stato votato dal centrodestra e bocciato dal
centrosinistra e tutto questo dovrebbe essere salutato con soddisfazione
e bastare ad annullare il referendum?».
C'è però più scoramento che baldanza nel tono di Trancassini. Paura di
perdere, dopo la battaglia della vigilia, anche il referendum? «Se è per
questo la politica ha già perso. In questo territorio abbiamo poco,
pochissimo. E per quel poco che abbiamo non c'è la capacità di battersi:
d'altronde come la vinci la marginalità, se non puntando sulla
specificità? La Lega avrebbe molto da insegnare alla nostra classe
politica. Al nord quello che contano sono i territori, qui andiamo
ancora avanti con la coalizione, con le parole d'ordine dei capipartito.
Peccato non parlino più alla gente. Il nostro referendum va ben al di là
della questione degli impianti: sarà un modo per dire basta a questo
tipo di politica, perché sotto alle parole un po' di sostanza ci deve
pur stare». Anche la federazione reatina di An prende le distanze dalla
"beffa" del consiglio regionale: «La realtà triste è che davanti al
rischio di secessione di un Comune importante si tenta, attraverso un
inganno, di prendere tempo - scrive il presidente Chicco Costini -
ancora una volta i consiglieri Perilli e Massimi dovendo scegliere tra
la difesa della loro terra e l'interesse di parte non hanno avuto «Noi
ci asterremo», dicono i consiglieri comunali leonessani del
centrosinistra dubbi: mai contraddire Marrazzo». Dunque col referendum
che si avvicina e la giunta Rauco a sostenere il "sì" alla secessione,
la minoranza di centrosinistra in consiglio comunale, invita la
popolazione all'astensione. «Ci siamo astenuti in consiglio comunale al
momento dell'indizione del referendum, il 21 maggio scorso, e quella
posizione ribadiamo», scrivono i consiglieri Luciano Bigioni, Alessia
Zelli e Walter Tocchi guidati dal capogruppo Francesco Boccanera. «Nel
ribadire la strumentalità delle motivazioni e la disapprovazione per il
ricercato e voluto scontro tra gli enti interessati (Comune, Provincia,
Regione) - si legge in una nota - inevitabile conseguenza negative della
politica del muro contro muro, dannosa per la soluzione dei gravi
problemi del territorio e della popolazione di Leonessa, ribadiamo la
posizione di astensione dalla consultazione referendaria». Posizione
analoga a quella assunta dal comitato del "no".
(Alessandra Lancia)
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14 novembre 2008 |
Il presidente della Federazione
provinciale di An non crede al progetto di rilancio del Terminillp approvato
dalla Pisana - La Regione ci prende in giro - Costini; " Marrazzo boccia un piano
finanziato e ne approva uno sconosciuto; perché?"
"Caso Leonessa, dalla Regione Lazio solo una ennesima presa in giro per il
nostro territorio". Questo il commento rilasciato dal presidente della
Federazione provinciale di Alleanza Nazionale Felice Costini, all'approvazione
da parte del Consiglio della Pisana della mozione riguardante un piano
d'interventi per il rilancio del Terminillo. Le dichiarazioni di Cestini suonano come
una risposta inequivocabile all'invito rivolto ieri alla comunità di Leonessa
dal presidente della Provincia di Rieti Melilli a "non celebrare" il referendum.
In merito alla mozione approvata dalla Regione Lazio riguardante il piano
d'interventi per il rilancio Terminillo, il Presidente di Alleanza Nazionale
Felice Costini replica senza mezzi termini: "Rimango abbastanza stupito della
soddisfazione espressa dal Presidente della provincia rispetto
all'ennesima presa in giro della regione Lazio a danno del nostro territorio. Da
una parte la giunta Marrazzo boccia il progetto di Leonessa, che ricordiamo era
compreso nel piano degli interventi approvato e fatto proprio dalla stessa
giunta Melilli, e che era figlio di una concertazione con i tenitori interessati
ed interamente finanziato da privati e dall'altra viene approvato un progetto,
che nessuno conosce, il cui bando è stato affisso dal 1 al 12 agosto, che ha dei costi
maggiori e che deve essere tutto finanziato dagli enti pubblici. Inoltre non si
capisce perché in un caso (quello di Leonessa) esistono problemi di vincoli
ambientali per fare nuove piste, mentre nel secondo caso questi vincoli sono
superabili. Sottolineando che nel progetto di Leonessa il taglio riguardava 22.8
ettari di bosco, in quello che piace a Marrazzo si tagliano oltre 60 ettari di
bosco! E i verdi che dicono? La realtà, triste, è che davanti al rischio di
secessione di un comune importante, si tenta, attraverso un inganno, di prendere
tempo, ed ancora una volta la totale inconsistenza dei due consiglieri regionali
del PD colpisce come una mannaia la nostra provincia. Ancora una volta la
Massimi e Perilli dovendo scegliere tra la difesa della loro terra ed il proprio
interesse di parte non hanno dubbi: mai contraddire Marrazzo! Dispiace che
ancora una volta al danno si aggiunge la beffa".
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14 novembre 2008 |
Referendum La Pisana continua a
boicottare il progetto di Leonessa e insiste con il suo piano che scontenta
tutti e va contro il verde della zona Terminillo, Regione lumaca Per il Pd «è il
massimo risultato» ma la Destra insorge - Il rilancio del
massiccio del Terminillo procede a passo di lumaca. E per la Regione Lazio,
soprattutto, lo sci del futuro non passa per la Vallonina. "Troppo poco e troppo
diluito nel tempo - ha commentato Felice Costini, terminillese doc e presidente
di An - e in particolare si continua a prender tempo, mortificando reatini e
leonessani. Della mozione approvata dalla Regione ciò che mi fa restare
oiù stupito è la soddisfazione espressa dal presidente della Provincia rispetto
all'ennesima presa in giro di Marrazzo a danno del nostro territorio".Nelle stanze pro-Leonessa del Pd provinciale il commento è cauto ma ottimista:
si è ottenuto il massimo per un territorio che conta per i 150 mila abitanti che
vi abitano.
Ma nel Popolo della Libertà si continua a criticare pesantemente la linea della
Pisana. «Da una parte - incalza Costini - la giunta Marrazzo boccia il progetto
di Leonessa, che ricordiamo era compreso nel piano degli interventi approvato e
fatto proprio dalla stessa giunta Melilli, e che era figlio di una concertazione
con i territori interessati ed interamente finanziato da privati e dall'altra
viene approvato un progetto, che nessuno conosce, il cui bando è stato affisso
dal 1 al 12 agosto, che ha dei costi maggiori e che deve essere tutto finanziato
dagli enti pubblici. Inoltre non si capisce perché in un caso, quello di
Leonessa, esistono problemi di vincoli ambientali per fare nuove piste, mentre
nel secondo caso questi vincoli sono superabili».
Sembra, infatti, che nel progetto di Leonessa il taglio e il ripristino degli
alberi riguardava 22.8 ettari di bosco, in quello che piace a Marrazzo si
tagliano oltre 60 ettari di bosco. «E i verdi che dicono? La realtà, triste, è
che davanti al rischio di secessione di un comune importante, si tenta,
attraverso un inganno, di prendere tempo - conclude Costini - trovo inconsistente la politica dei due consiglieri regionali del PD,
che colpisce come una mannaia la nostra provincia. Ancora una volta la Massimi e
Penili dovendo scegliere tra la difesa della loro terra ed il proprio interesse
di partito non hanno dubbi: mai contraddire Marrazzo! Dispiace che ancora una
volta al danno si aggiunga la beffa» .
Non resta che attendere i prossimi mesi e valutare ancora più da vicino gli
sviluppi del massiccio terminillese, Leonessa compresa. (Paolo di Lorenzo)
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14 novembre 2008 |
Largo Martiri delle Foibe, domani
l'igurazione Il comune di Leonessa ricorda la strage con l'intitolazione di una piazza
- A
Leonessa si onora il ricordo con una piazza: domani, alle 11 sarà inaugurato
largo dei Martiri delle Foibe Istriane.
Sabato 15 novembre verrà intitolato ai Martiri delle Foibe Istriane lo slargo
prospiciente la Chiesa dell'Immagine, che taglia a metà il lungo Viale
Francesco Crispi.
Alla presenza dei delegati dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e
Dalmazia, della Società di Studi Fiumani e dell'Associazione per la Cultura
Fiumana, Istriana e Dalmata, della popolazione leonessana e delle autorità
intervenute, il Sindaco Alfredo Rauco scoprirà la targa di intitolazione.
Prosegue così, nel segno della civiltà e del rispetto, l'opera
dell'amministrazione comunale di Leonessa, che dopo l'intitolazione di una
strada ai Martiri di Nassiriya, ha inteso onorare i nostri fratelli delle terre
orientali d'Italia, che a migliaia persero la vita alla fine dell'ultimo
conflitto mondiale per cieca ferocia e odio etnico. I superstiti e i loro
familiari che parteciperanno alla cerimonia, aiuteranno a ricordare a tutti un
triste episodio della nostra storia recente, per troppi anni rimasto volutamente
sotto silenzio e mai nominato nei libri di storia, nel tentativo di cancellarlo
dalla nostra memoria nazionale. E' stato necessario un intervento legislativo,
nel 2004, per istituire il "Giorno del Ricordo" il 10 febbraio e far riemergere
dall'oblio la vicenda di questi italiani dimenticati e di quelli che, a
centinaia di migliaia, profughi e spogliati di tutti i loro averi, si dispersero
nelle varie città italiane.
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I nostri lettori |
14 novembre 2008 |
Questa è
l'ultima presa in giro,
perchè il progetto della Regione non si
realizzerà mai per mancanza di soldi, per rischio
idrogeologico,perchè in quella zona la neve non ci sarà mai in quanto
situata a sud ed esposta al vento.
VORREI
ANCHE SUGGERIRE ALLA ISIC DI SPORGERE DENUNCIA ALLA
REGIONE LAZIO ED ALLA PROVINCIA DI RIETI PER DANNI ECONOMICI E DI
IMMAGINE, VISTO CHE AL MOMENTO DELLA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO VIGEVA
UNA DETERMINATA NORMATIVA CHE E' STATA POI MODIFICATA SUCCESSIVAMENTE
DALLA GIUNTA MARAZZO E TENENDO PRESENTE ANCHE ,CHE LA LEGGE PECORARO
SCANIO FACEVA SALVI TUTTI GLI IMPIANTI A FUNE I CUI PROGETTI ERANO
STATI GIA PRESENTATI PRIMA DEL SUO DECRETO LEGGE, CREDO FERMAMENTE
CHE LA ISIC ABBIA TUTTO DA GUADAGNARE.
DOBBIAMO
VOTARE COMPATTI SI IL 30 NOVEMBRE E 1 DICEMBRE
Mario
Roscetti
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I nostri lettori |
13 novembre 2008 |
Ma cosa credono questi signori? E'
vero che siamo montanari, ma non portiamo mica l'orecchino al naso! Sono
anni che ci stiamo facendo prendere per i fondelli: adesso sarebbe ora
di dire basta. Non ci contentiamo più di puerili promesse che non si
potranno mai mantenere!!
Ferrucci Armeni
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Comunicato Stampa |
13 novembre 2008 |
In merito alla
mozione approvata dalla Regione Lazio riguardante il piano d’interventi
per il rilancio Terminillo, il Presidente di Alleanza Nazionale Felice
Costini dichiara quanto segue: “Rimango abbastanza stupito della
soddisfazione espressa dal Presidente della provincia rispetto
all’ennesima presa in giro della regione Lazio a danno del nostro
territorio. Da una parte la giunta Marrazzo boccia il progetto di
Leonessa, che ricordiamo era compreso nel piano degli interventi
approvato e fatto proprio dalla stessa giunta Melilli, e che era figlio
di una concertazione con i territori interessati ed interamente
finanziato da privati e dall’altra viene approvato un progetto, che
nessuno conosce, il cui bando è stato affisso dal 1 al 12 agosto,che ha
dei costi maggiori e che deve essere tutto finanziato dagli enti
pubblici. Inoltre non si capisce perché in un caso (quello di Leonessa)
esistono problemi di vincoli ambientali per fare nuove piste, mentre nel
secondo caso questi vincoli sono superabili. Sottolineando che nel
progetto di Leonessa il taglio riguardava 22.8 ettari di bosco, in
quello che piace a Marrazzo si tagliano oltre 60 ettari di bosco! E i
verdi che dicono? La realtà, triste, è che davanti al rischio di
secessione di un comune importante, si tenta, attraverso un inganno, di
prendere tempo, ed ancora una volta la totale inconsistenza dei due
consiglieri regionali del PD colpisce come una mannaia la nostra
provincia. Ancora una volta la Massimi e Perilli dovendo scegliere tra
la difesa della loro terra ed il proprio interesse di parte non hanno
dubbi: mai contraddire Marrazzo! Dispiace che ancora una volta al danno
si aggiunge la beffa.
L’ADDETTO STAMPA FEDERAZIONE
PROVINCIALE AN
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13 novembre 2008 |
Interventi sul
Terminillo - Impianti Vallonina, la Regione dice no - Il volo è arrivato
mentre era in corso un tavolo tecnico all'assessorato all'Ambiente. Via libera
al programma di interventi sul Terminillo - Impianti sulla Vallonina
"bocciati" dal Consiglio regionale RIETI - Il Consiglio regionale del
Lazio dice sì al programma degli interventi sul Terminillo della Provincia e
"boccia" quello della Vallonina contenuto invece nella mozione presentata dalla
minoranza. Ma proprio mentre il Consiglio votava i tecnici del Comune di
Leonessa erano in riunione con quelli dell'assessorato all'Ambiente della
Regione per "studiare" il progetto tanto caro all'amministrazione leonessana.
Quegli impianti sul versante nord del Terminillo - il progetto della Isic (56
milioni di euro già finanziati dai privati) -secondo l'impostazione della
mozione di maggioranza (primo firmatario Mario Penili) non si possono fare
perché prevedono "ostacoli 'insuperabili' della vigente legislazione in materia
di siti di interesse comunitario (Sic)". La proposta ha l'ambizione di dare una
risposta anche a Leonessa ma da lassù arrivano voci tutt'altro che concilianti,
specialmente da chi guida il fronte per il Sì al referendum, che si terrà il 30
novembre, per il distacco del Comune dalla Regione Umbria. "Va bene che ho
sempre sostenuto di non aspettarmi miracoli - dice Paolo Trancassin, portavoce
del comitato - ma qui siamo al saltinbanco della politica. Quello che è successo
oggi è qualcosa da circo di paese: il nostro progetto è stato ignorato per anni,
la Regione se ne accorge in ritardo, convoca un tavolo tecnico (2 giorni fa)
vengono chiariti tutti gli aspetti del progetto, poi arriva questo voto che dice
che gli impiantì non si possono fare per insormontabili norme: tanto per
intenderci se le norme valgono per la Vallonina valgono anche per buona parte
del progetto della Provincia". Cosa prevede la mozione votata dal Consiglio?
Entro la fine dell'anno sarà data un'impostazione progettuale per ampliare Campo
Stella (Leonessa), lo scavalco con il versante reatino degli impianti e
l'estensione del versante nord fino nel territorio di Cantalice. Il Consiglio
inoltre ha impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della
seggiovia Cardito Nord, nel Comune, di Rieti, in sostituzione del vecchio
skilift, strlciandolo dal Programma degli Interventi. Questo per non bloccare,
nella prossima stagione invernale, l'utilizzo della più importante pista del
comprensorio sciistico del Tenninillo. Con tale mozione si impegna la Giunta
anche a reperire nella prossima legge di bilancio e programmazione finanziaria
le risorse necessario a garantire l'avvio di tali interventi. risorse necessario
a garantire l'avvio di tali interventi. (Paolo di Basilio)
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13 novembre 2008 |
I consiglieri
Perilli e Massimi: "Finalmente un nuovo impulso" "Si tratta di una
scelta dettata dalla responsabilità partendo dall'ipotesi progettuale
dell'amministrazione provinciale, che in questi anni ha dato
dimostrazione di grande capacità di coordinamento, scevro da ogni
condizionamento politico, abbiamo voluto dare impulso al nuovo rilancio
del Tenninillo". Queste le prime dichiarazioni dei consiglieri regionali
Mario Perilli ed Anna Maria Massimi, che continuano: "Una iniziativa che
guarda al generale e non al particolare, mettendo come principio cardine
quello di avere una visione di sviluppo complessiva, che dia un
messaggio di speranza e di rassicurazione verso chi, oggi, non ha ben
chiaro quale sia la soluzione migliore da affrontare. La Regione ha dato
risposte chiare di assoluta disponibilità ad affrontare tutte le-sfide
che ci attendono per rilanciare la nostra Montagna. E' possibile fare
uno scatto in avanti, avendo impegnato la Giunta Regionale a sostenere
anche economicamente il rilancio del Terminino con ulteriori
finanziamenti, e favorire la nascita di un Parco, come suggerito dal
progetto elaborato dalla Provincia di Rieti. Se è vero che abbiamo una
visione comune di sviluppo e crescita, allora è bene che non cediamo a
.posizioni che diventano mera contrapposizione politica, che
porterebbero solo ad un rallentamento dell'idea di sviluppo che oggi
trova la massima collaborazione di tutti gli enti coinvolti, comuni
compresi. In questi anni abbiamo lavorato affinchè si trovassero
soluzioni compatibili e soprattutto fattibili, rispettando norme che ci
impongono di verificare sistemi di interventi rispettosi dell'ambiente e
dei territori di quelle zone, qualità ambientali che, in questo caso,
assumono un valore aggiunto"
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13 novembre 2008 |
Adesso si eviti
il referendum Melilli: "Per la prima volta in 30 anni una concreta
possibilità di sviluppo" Il Consiglio regionale del Lazio da
incarico.alla Giunta per il piano di sviluppo e rilancio della montagna
del Terminillo: il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli
sottolinea l'importanza dell'operato della Pisana che "per la prima
volta dopo trent'anni rende concrete le possibilità di ' rilancio del
Terminillo". Gli impianti sciistici al Terminillo arriveranno. Almeno
questo è l'impegno che ieri ha assunto la Regione Lazio nel corso di'
una seduta di Consiglio che aveva all'ordine del giorno proprio la
discussione del referendum di Leonessa. Il comune sabino infatti il
prossimo 30 novembre e primo dicembre andrà al voto per decidere se
rimanere nel Lazio o passare sotto la gestione amministrativa
della gestione regionale dell'Umbria. E la mancata possibilità di
sviluppare il settore turistico invernale del Terminillo era stata una
delle motivazioni che aveva spinto l'amministrazione di Leonessa ad
avviare l'iter per la secessione." Risolto il caso (dopo anni di "no"
ribaditi dagli ambientalisti) secondo Melilli non dovrebbero più esserci
motivi per guardare oltre confine e il messaggio a Leonessa da parte del
Presidente della Provincia di Rieti. è chiaro; -"Priendiamo atto
dell'importante scelta compiuta oggi dal Consiglio Regionale del Lazio
con l'approvazione della mozione riguardante gli interventi per il
rilancio del Terminillo - afferma il numero uno di Palazzo d'Oltre
Velino - La Provincia di Rieti è già da tempo a lavoro per individuare
una soluzione condivisa che sappia dare soddisfazione ai comuni di
Rieti, Leonessa e Cantalice. Già nei prossimi giorni presenteremo gli
elaborati alla Regione e speriamo di poter condividere le nostre scelte
soprattutto con ll Comurie di Leonessa che non può sottovalutare
che per la prima volta dopo trent'anni diventano concrete le possibilità
di rilancio del Terminillo, sia sul versante reatino che su quello
leonessano". Ma le promesse di rilancio del Terminillo saranno
sufficienti a far tornare sui propri passi Leonessa, oramai a ridosso
dal voto? L'invito del presidente della Provincia alla comunità
leonessana resta infatti quello di lavorare "insieme in queste ore per
trovare una soluzione condivìsa che " sappia anche superare là
celebrazione del referendum".
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13 novembre 2008 |
Dal Consiglio
della Pisana l'impegno per un piano di rilancio del Terminillo -
la Regione si riprende leonessa Arriva il sospiralo "sì" alla
realizzazione degli impianti sciistici- Ili presidente della
Provincia Melilli: 'Ora si eviti li referendum" Tra gli impegni
l'ampliamento del demanio sciistico Terminillo, verso il rilancio della
"Montagna di Roma" LA REGIONE Lazio pronta a rilanciare il Terminillo
per "tenersi" stretta Leonessa: in vista del referendum del prossimo 30
novembre tramite il quale il comune sabino dovrà decidere se passare
sotto l'amministrazione dell'Umbria, il Consiglio della Pisana ha
impegnato la giunta per la realizzazione degli impianti sciistici. Era
questo il nodo più intricato da sciogliere. Proprio a causa dei continui
"no" sul fronte impianti l'amministrazione comunale di Leonessa aveva
deciso di avviare l'iter per ottenere l'annessione all'Umbria.
«Rilanciare l'intero comprensorio del Terminillo e quindi anche
Leonessa».Ieri il Consiglio regionale del Lazio ha impegnato la Giunta -
con voto a maggioranza.- per gli interventi a favore della cosiddetta
"montagna di Roma". II primo è quello di garantire, entro la fine
dell'anno, l'approvazione di un'impostazione progettuale che ampli il
demanio sciistico di Campo Stella (versante nord di Leonessa), che
preveda il collegamento con il versante reatino del Terminillo - con
l'ammodernamento e allargamento di tale bacino - e un'estensione sul
versante nord nel comune d, Cantalice.Tale impostazione dovrà costituire
una cornice di riferimento per "i successivi approfondimenti esecutivi
che la Provincia di Rieti dovrà trasferire in puntuali proposte
progettuali". Il Consiglio inoltre ha impegnato la Giunta ad approvare
il progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel comune di Rieti,
in sostituzione del vecchio skilift, stralciandolo dal programma degli
Interventi. Questo per non bloccare, nella prossima stagione invernale,
l'utilizzo della più importante pista del comprensorio sciistico del
Terminillo. Con tale mozione si impegna la Giunta anche a reperire nella
prossima legge di Bilancio e programmazione finanziaria le risorse
necessario a garantire l'ayvio di tali interventi. La mozione è stata
firmata dai consiglieri Mario Pe-rilli (Pd), Anna Maria Massimi (Pd),
Giuseppe Mariani (Verdi), Ivano Pe-duzzi (Prc), Enzo Foschi (Pd), Enrico
Fontana. (Verdi), Giovanni Colagrossi (Idv), Luisa Laureili (Pd),
Giovanni Carapella (Pd), Giuseppe Parroncini (Pd), Claudio Moscardelli (Pd),
Donato Rob-lotta (SR - PdL) e Claudio Bucci (Idv). Tra le motivazioni
che hanno portato alla proposta approvata, che rafforza un precedente
impegno preso in sede di Dpefr (documento di programmazione economica e
finanziaria regionale), anche la volontà di dare una risposta a
Leonessa, che ha in calendario a fine novembre un referendum per passare
in, Umbria. Infattj il programma di interventì del giugno 2006 della
Provincia di Rieti, che prevede la realizzazione di impianti a Leonessa,
presenta ostacoli "insuperabili" dalla vigente legislazione in materia
di siti di interesse comunitario (Sic). E' stata respinta a maggioranza
una seconda mozione dell'opposizione, a firma di Antonio Cicchetti (An -
PdL), Alfredo Pallone (FI -PdL), Donato Robilotta (SR - PdL) e Bruno
Prestagiovanni (An - PdL). Il documento, oltre al via libera della
seggiovia Cardito Nord, proponeva di impegnare la Giunta a garantire,
entro la fine dell'anno, l'approvazione del programma di interventi
approvato prima e presentato poi dalla Provincia di Rieti.
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13 novembre 2008 |
Il Consiglio
regionale ha impegnato ieri la Giunta a predisporre interventi per gli
impianti sciistici Terminillo, ok al piano di rilancio Leonessa
Ampliamento a Campo Stella e collegamento col versante reatino ó
«Rilanciare l'intero comprensorio del Terminillo e quindi anche
Leonessa». Il Consiglio Regionale del Lazio ha impegnato la Giunta con
voto a maggioranza per gli interventi a favore della montagna di Roma.
Il primo è quello di garantire, entro la fine dell'anno, l'approvazione
di un'impostazione progettuale che ampli il demanio sciistico di Campo
Stella (versante nord di Leonessa), che preveda il collegamento con il
versante reati* no del Terminillo - con ammodernamento e allargamento di
tale bacino - e un'estensione sul versante nord, nel comune di Cantalice.
Tale impostazione dovrà costituire una comice di riferimento per «i
successivi approfondimenti esecutivi che la Provincia di Rieri dovrà
trasferire in puntuali proposte progettuali. Il Consiglio inoltre ha
impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della seggiovia
Cardilo Nord, nel Comune di Rieti, in sostituzione del vecchio skilift,
stralciandolo dal Programma degli interventi. Questo per non bloccare,
nella prossima stagione invernale, l'utilizzo della più importante pista
del comprensorio sciistico del Terminillo. Con tale mozione si impegna
la Giunta anche a reperire nella prossi ma legge di'bilancio e
programmazione finanziaria le risorse necessario a garantire l'avvio di
tali interventi. La mozione è stata firmata dai consiglieri Mario
Perilli (Pd), Anna'Maria Massima (Pd), Giuseppe Mariani (Verdi), Ivano
Peduzzi (Prc), Enzo Foschi (Pd), Enrico Fontana (Verdi), Giovanni
Colagrossi (Idv), Luisa Laureili (Pd). Giovanni Carapella (Pd), Giuseppe
Parroncini (Pd), Claudio Moscardelli (Pd), Donato Robilotta (SR - PdL) e
Claudio Bucci (Idv). Tra le motivazioni che hanno portato alla proposta
approvata, che rafforza" un precedente impegno preso in sede di Dpefr
(Documento di programmazione economica e finanziaria regionale), anche
la volontà di dare una risposta a Leonessa, che ha in calendario a fine
novembre un referen-' dum per passare in Umbria. Positivi i primi
commenti. Il presidente della Provincia Melili! e i consiglieri del Pd:
«Una scelta molto importante quella presa dal Consiglio regionale».
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www.leonessa.org |
13 novembre 2008 |
Ma cosa significa tutto questo ? Il
consiglio regionale di fatto seppellisce per sempre il progetto ISIC
mentre su un altro tavolo tecnici della stessa regione discutono (e pare
discuteranno ancora nei prossimi giorni) del progetto appena bocciato...
Che altro dire....
La Redazione di www.leonessa.org
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12 novembre 2008 |
Si inaugura il Largo dei Martiri delle Foibe LEONESSA - Sabato 15
novembre, alle 11, avrà luogo a Leonessa l'inaugurazione del Largo dei Martiri
delle Foibe istriane. AUa^cerimonia interverranno il sindaco Rauco, il
consigliere provinciale Trancassini e rappresentanti dell'Associazione nazionale
Venezia Giulia e Dahnazia.
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Comunicato Stampa |
12 novembre 2008 |
Amministrazione Provinciale di Rieti
Ufficio Stampa
NOTA DELLA PRESIDENZA
"Prendiamo atto dell'importante scelta
compiuta oggi dal Consiglio Regionale del Lazio con l'approvazione della
mozione riguardante gli interventi per il rilancio del Terminillo. La
Provincia di Rieti è già da tempo a lavoro per individuare una soluzione
condivisa che sappia dare soddisfazione ai comuni di Rieti, Leonessa e Cantalice.
Già nei prossimi giorni presenteremo gli elaborati alla Regione e speriamo
di poter condividere le nostre scelte soprattutto con il Comune di Leonessa
che non può sottovalutare che per la prima volta dopo trent'anni diventano
concrete le possibilità di rilancio del Terminillo, sia sul versante reatino
che su quello leonessano. L'invito del presidente della Provincia alla
comunità leonessana resta quello di lavorare insieme in queste ore per
trovare una soluzione condivisa che sappia anche superare la celebrazione
del referendum."
E' quanto dichiara il presidente della
Provincia, Fabio Melilli, commentando l'approvazione
da parte del Consiglio Regionale del Lazio della mozione 349/08 riguardante
il Programma di interventi sul Terminillo.
DICHIARAZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI
"E' una scelta dettata dalla responsabilità
partendo dall’ipotesi progettuale dell’Amministrazione provinciale, che in
questi anni ha dato dimostrazione di grande capacità di coordinamento,
scevro da ogni condizionamento politico, abbiamo voluto dare impulso al
nuovo rilancio del Terminillo. Una iniziativa che guarda al generale e non
al particolare, mettendo come principio cardine quello di avere una visione
di sviluppo complessiva, che dia un messaggio di speranza e di
rassicurazione verso chi, oggi, non ha ben chiaro quale sia la soluzione
migliore da affrontare. La Regione ha dato risposte chiare di assoluta
disponibilità ad affrontare tutte le sfide che ci attendono per rilanciare
la nostra Montagna. E’ possibile fare uno scatto in avanti, avendo impegnato
la Giunta Regionale a sostenere anche economicamente il rilancio del
Terminillo con ulteriori finanziamenti, e favorire la nascita di un Parco,
come suggerito dal progetto elaborato dalla Provincia di Rieti. Se è vero
che abbiamo una visione comune di sviluppo e crescita, allora è bene che non
cediamo a posizioni che diventano mera contrapposizione politica, che
porterebbero solo ad un rallentamento dell’idea di sviluppo che oggi trova
la massima collaborazione di tutti gli enti coinvolti, comuni compresi. In
questi anni abbiamo lavorato affinché si trovassero soluzioni compatibili e
soprattutto fattibili, rispettando norme che ci impongono di verificare
sistemi di interventi rispettosi dell’ambiente e dei territori di quelle
zone, qualità ambientali che, in questo caso, assumo un valore aggiunto."
E' quanto dichiarano i consiglieri regionali
Mario Perilli ed Anna Maria Massimi.
Rieti, 12 novembre 2008
Fabrizio Colarieti
Ufficio Stampa Provincia di Rieti
Mob. 348/1551445 Uff. 0746/286301
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Comunicato Stampa |
12 novembre 2008 |
LAZIO: CONSIGLIO IMPEGNA GIUNTA
A RILANCIARE IL TERMINILLO
Rilanciare l’intero comprensorio
del Terminillo e quindi anche Leonessa. Il Consiglio Regionale del Lazio ha
impegnato la Giunta – con voto a maggioranza – per gli interventi a favore
della cosiddetta “montagna di Roma”. Il primo è quello di garantire, entro
la fine dell’anno, l’approvazione di un’impostazione progettuale che ampli
il demanio sciistico di Campo Stella (versante nord di Leonessa), che
preveda il collegamento con il versante reatino del Terminillo – con
ammodernamento e allargamento di tale bacino – e un’estensione sul versante
nord, nel comune di Cantalice. Tale impostazione dovrà costituire una
cornice di riferimento per “i successivi approfondimenti esecutivi che la
Provincia di Rieti dovrà trasferire in puntuali proposte progettuali”.
Il Consiglio inoltre ha
impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della seggiovia
Cardito Nord, nel Comune di Rieti, in sostituzione del vecchio skilift,
stralciandolo dal Programma degli Interventi. Questo per non bloccare, nella
prossima stagione invernale, l’utilizzo della più importante pista del
comprensorio sciistico del Terminillo. Con tale mozione si impegna la Giunta
anche a reperire nella prossima legge di bilancio e programmazione
finanziaria le risorse necessarie a garantire l’avvio di tali interventi.
La mozione è stata firmata dai
consiglieri Mario Perilli (Pd), Anna Maria Massimi (Pd), Giuseppe Mariani
(Verdi), Ivano Peduzzi (Prc), Enzo Foschi (Pd), Enrico Fontana (Verdi),
Giovanni Colagrossi (Idv), Luisa Laurelli (Pd), Giovanni Carapella (Pd),
Giuseppe Parroncini (Pd), Claudio Moscardelli (Pd), Donato Robilotta (SR -
PdL) e Claudio Bucci (Idv).
Tra le motivazioni che hanno
portato alla proposta approvata, che rafforza un precedente impegno preso in
sede di Dpefr (Documento di programmazione economica e finanziaria
regionale), anche la volontà di dare una risposta a Leonessa, che ha in
calendario a fine novembre un referendum per passare in Umbria. Infatti il
Programma di interventi del giugno 2006 della Provincia di Rieti, che
prevede la realizzazione di impianti a Leonessa, presenta ostacoli
“insuperabili” dalla vigente legislazione in materia di siti di interesse
comunitario (SIC).
E’ stata respinta a maggioranza
una seconda mozione dell’opposizione, a firma di Antonio Cicchetti (An - PdL),
Alfredo Pallone (FI - PdL), Donato Robilotta (SR – PdL) e Bruno
Prestagiovanni (An – PdL). Il documento, oltre al via libera della seggiovia
Cardito Nord, proponeva di impegnare la Giunta a garantire, entro la fine
dell’anno, l’approvazione del Programma di Interventi approvato prima e
presentato poi dalla Provincia di Rieti.
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Consiglio regionale del Lazio
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12 novembre 2008 |
Vallonina "supersky",non basta una seduta in Regione per rivedere
il progetto ISIC - A tu per tu con la delegazione di Leonessa. Incontro
solo tecnico, quello di lunedì, "molto sereneo e proficuo per
Paolo Trancassini ,che pure tecnico non è,finalmente si sono
aperti i nostri 44 faldoni di progetto esecutivo e si è cominciato a
discutere. Cosa che forse si poteva fare prima, senza tumulti nè
referendum". Già, il referendum: restano meno di tre settimane utili per
trovare una via d'uscita, se non dei leonessani dal Lazio, della
"politica" in generale dal pasticcio. Con le riunioni tecniche ceh
continuano - sul piano originario di Leonessa come su quello sul
Terminillo della Provincia - è facile che slitti ancora la discussione
del caso in consiglio regionale prevista in apertura di seduta proprio
oggi. Anche li, le montagne non si spostano ma le posizioni si se due
mozioni che c'erano in discussione se n'è tirata fuori una sola.
Leonessa val bene lo sforzo.
(Alessandra Lancia)
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I nostri lettori |
11 novembre 2008 |
Ho ascoltato la registrazione del confronto tra i rappresentati
del Comitato per il SI e quello per l'astensione del 1° u.s. :
Ho colto con favore l'accenno del Consigliere Provinciale Paolo
Trancassini alla strada Leonessa-Villa Pulcini-Terni attraverso Forca
delle Sportelle come una di quelle risorse che con un auspicabile
passaggio del territorio leonessano alla Regione Umbria verrebbero
sicuramente valorizzate e nel caso specifico potenziate ed adeguate dopo
i provvidenziali interventi già predisposti dalle amministrazioni
comunali di Leonessa, Polino e Ferentillo.
Ho sempre creduto che quella strada, che rappresenta il naturale e
storico collegamento tra l'altipiano e la Valnerina, possa rappresentare
una preziosa occasione di sviluppo anche per le frazioni del Piano di
Sotto(Bigioni/Lucci/Carmine/Colapietro/Pulcini etc.). nei termini in cui
si può sviluppare un territorio montano come quello leonessano, ovvero:
turismo ambientale, religioso e sportivo, allevamento e agricoltura e
conseguentemente proposta di prodotti tipici.
Guardare a nord è determinante per allargare il "mercato" leonessano,
sia per favorire nuovi flussi, che per entrare in circuiti turistici più
ampi e diversificati. Con la realizzazione di collegamenti efficenti e
sicuri con la Statale della Valnerina e quindi con le arterie
realizzate in Umbria per rendere più facile la penetrazione nei
territori montani (Tunnel di Forca di Cerro) il turismo che si rivolge a
strutture leonessane potrebbe raggiungere Spoleto/Foligno/Spello/Assisi/Perugia
tra i 50' e l'ora e mezza).
Un miglioramento della mobilità in direzione dell'Umbria attraverso
Forca delle Sportelle consentirebbe di raggiungere con facilità
Ospedali, Scuole, Università .
Colgo l'occasione per attestare la mia fiducia al Comitato per il Si.
Luigi Pulcini
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10 novembre 2008 |
La Vallonina in Consiglio - Gli impianti in Consiglio -
Appuntamento mercoledì 12 novembre, alle 11.30, e giovedì 13, alle 12.30, con il
consiglio regionale del Lazio, che presenta un nutrito ordine del giorno. Al
primo punto è prevista la prosecuzione della discussione sulla mozione 348,
presentata dai consiglieri Chicchetti, Pallone, Robilotta e Prestagiovanni sugli
impianti sciistici nella Vallonina (Leonessa Rieti), e 349 dei consiglieri
Perilli, Massimi, Fontana, Di Resta, Battaglia, Carapella, Pineschi, Gargano,
Foschi sul programma di interventi per il Terminillo. Una discussione alla quale
guardano con rinnovata attenzione la comunità e gli amministratori di Leonessa,
chiamati in ogni caso, il 30 novembre e primo dicembre prossimo, al referendum
per il passaggio alla Regione Umbria. Gioved 13 le comunicazioni del presidente
della Regione e commissario, ad acta per la realizzazione del piano di rientro
dai disavanzi nel settore sanitario in merito al "Piano di riqualificazione
della rete ospedaliere e di potenziamento dell'offerta territoriale nella
regione Lazio".
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9 novembre 2008 |
Mercoledì la questione sarà affrontata dal Consiglio
Leonessa al referendum, ultima parola alla Regione - Improbabili
soprese ma è l'estrema tappa prima del voto - REFERENDUM di
Leonessa, si avvicina il gran giorno: mercoledì 12 il Consiglio
regionale si riunirà per discutere della questione "secessione". Molto
probabilmente l'assise della Pisana potrebbe essere l'ultima possibilità
per evitare che il 30 novembre e il primo dicembre i cittadini del
centro sabino si ritrovino al voto per decidere se lasciare il Lazio e
passare sotto l'amministrazione della Regione Umbria.
"Solo la Regione può fermare il referendum che rischia di privare la
nostra provincia di uno dei suoi comuni più importanti". Pochi giorni fa
il senatore reatino Angelo Maria Cicolani aveva confermato in
un'intervista rilasciata al nostro quotidiano che neanche il Governo ha
la facoltà di fermare l'iter avviato (e ormai portato quasi a
conclusione) dall'amministrazione comunale di Leonessa, decisa a
separarsi dalla "poco amica" amministrazione della Regione Lazio per
"annettersi" all'Umbria. E il prossimo mercoledì il Consiglio regionale
finalmente discuterà della questione, anche se ormai i tempi sono
talmente serrati (il 30 novembre, data fissata per il referendum, è
dietro l'angolo) che è difficile immaginare qualche clamoroso colpo di
scena. Nelle ultime settimane da Provincia di Rieti e Regione erano
arrivati segnali di apertura sul fronte "caldo", ovvero quello della
realizzazione dei nuovi impianti sciistici al Terminillo, ma a questo
punto è difficile credere che ulteriori promesse possano dissuadere i
"separatisti" dal proprio intento. Il ribadito "no" agli impianti giunto
negli ultimi anni da parte delle amministrazioni di Pisana e Palazzo
d'Oltre Velino ha rappresentato il nodo attorno al quale
l'amministrazione comunale leonessana ha avviato l'iter di secessione.
"Gli impianti o ce ne andiamo". Questa in poche parole l'inequivocabile
richiesta formulata dal comune sabino. "E la decisione adottata
dall'amministrazione del Comune di Leonessa è più che comprensibile -
aveva commentato il senatore Cicolani - Esiste un progetto esecutivo già
approvato e i finanziatori disposti a fornire gli oltre 50 milioni
richiesti per l'opera. Eppure da Provincia e Regione gli ambientalisti
continuano a mettere un veto. Un comportamento che definisco
assolutamente irresponsabile: il nuovo impianto del Terminillo
rappresenterebbe non solo per Leonessa ma per l'intero territorio
reatino un motore di rilancio in chiave di occupazione e sviluppo".
Come detto il Consiglio regionale si riunirà mercoledì' 12 novembre ore
11,30. Probabilmente una seduta decisiva per le sorti del comune di
Leonessa e dell'intera provincia reatina.
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7 novembre 2008 |
LAZIO, LA
SETTIMANA IN CONSIGLIO REGIONALE
Il Presidente
Guido Milana ha convocato il Consiglio regionale del Lazio, in
seduta ordinaria, mercoledì 12 novembre, alle ore 11.30 e giovedì
13 novembre alle ore 12.30.
All’ordine del
giorno:
1.
Prosecuzione della discussione
unificata sulle mozioni: n. 348 dei consiglieri Chicchetti, Pallone,
Robilotta, Prestagiovanni sugli impianti sciistici nella Vallonina (Leonessa
- Rieti) e n. 349 dei consiglieri Perilli, Massimi, Fontana, Di Resta,
Battaglia, Carapella, Pineschi, Gargano, Foschi sul programma di interventi
per il Terminillo.
2.
Proposta di deliberazione
consiliare n. 65 del 26 marzo 2008, adottata dalla Giunta regionale con
deliberazione n. 111 del 22 febbraio 2008, concernente l'approvazione del
piano della riserva naturale di Monte Mario di cui all'articolo 26 della
legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29 "Norme in materia di aree naturali
protette regionali" e successive modifiche ed integrazioni.
3.
Proposta di legge regionale n.
133 del 5 aprile 2006, adottata dalla Giunta Regionale con deliberazione n.
148 del 22 marzo 2006, per l'istituzione del parco naturale dei Monti Ausoni
e lago di Fondi nonché dell'ente di gestione del parco e del monumento
naturale Tempio di Giove Anxur.
4.
Proposta di legge regionale n.
68 del 4 novembre 2005 concernente: promozione ed attuazione delle
iniziative per favorire i processi di disarmo e la cultura della pace.
5.
Proposte di legge regionale
esaminate in forma abbinata ai sensi dell'art. 61 del Regolamento:
-
Proposta di
legge regionale n. 106 del 16 gennaio 2006 concernente: attribuzione
della qualifica di ospedale montano all'ospedale A. Angelucci di Subiaco.
-
Proposta di
legge regionale n. 116 del 13 febbraio 2006, di iniziativa dei Consigli
comunali di Subiaco, Agosta, Affile, Arcinazzo Romano, Roiate,
concernente: norme in materia di ospedali di montagna
-
Proposta di
legge regionale n. 117 del 13 febbraio 2006, di iniziativa dei Consigli
comunali di: Subiaco, Agosta, Affile, Arcinazzo Romano, Roiate,
concernente: Norme in materia di assistenza sanitari nei territori
montani.
-
Proposta di
legge regionale n. 119 del 16 febbraio 2006 concernente: Asl Rmg
ospedale Angelucci di Subiaco - qualifica di ospedale di comunita'
montana.
-
Proposta di
legge regionale n. 121 del 20 febbraio 2006 concernente: caratteristiche
per la definizione di "ospedale montano". riconoscimento della qualifica
di "ospedale montano" all'ospedale A. Angelucci di Subiaco.
-
Proposta di
legge regionale n. 128 del 14 marzo 2006 concernente: norme in materia
di ospedali di montagna.
-
Proposta di
legge regionale del 16 maggio 2006 concernente: attribuzione della
qualifica di ospedale montano all'ospedale A. Angelucci di Subiaco.
(testo unificato ai sensi dell'art. 61, c.3, reg.).
6. Discussione
unificata sulle mozioni:
-
n. 331 dei
consiglieri Moscardelli, Parroncini, Gargano, Ciaraldi, Pigliacelli,
Gigli, Forte, Colagrossi, Brianti, D'Ambrosio concernente: sistema
elettorale voto Parlamento europeo.
-
n. 345 dei
consiglieri Forte, Gigli, Pigliacelli, D'Ambrosio, Brancati, Peduzzi,
Cirilli, Parroncini, Fontana, Mariani, Grosso, Celli, Ciaraldi,
Colagrossi, Zanon concernente: conservazione del voto di preferenza alle
elezioni europee.
-
n. 351 dei
consiglieri Peduzzi, Luciani, Pizzo, Colagrossi, Grosso, Brancati,
Ciaraldi, Mariani, Celli, Alagna concernente: rispetto della pluralita'
e dei diritti dei cittadini nel sistema elettorale per le elezioni
europee.
Il Consiglio
Regionale è inoltre convocato, in seduta straordinaria, per giovedì 13
novembre 2008 alle ore 12,30 per le comunicazioni del Presidente della
Regione e Commissario ad acta per la realizzazione del piano di rientro dai
disavanzi nel settore sanitario in merito al "Piano di riqualificazione
della rete ospedaliera e di potenziamento dell'offerta territoriale nella
Regione Lazio".
* * *
Da lunedì 10 a
venerdì 14 novembre le commissioni permanenti e speciali del Consiglio
regionale hanno programmato il proprio lavoro secondo il seguente
calendario:
LUNEDI’ 10, alle
ore 10.30,
il presidente Luigi Canali (Pd) ha convocato la commissione Sanità
per proseguire le audizioni sulla bozza del Piano sanitario regionale
elaborato dall’Asp.
Alle ore 13,
la commissione Risorse umane, Demanio, Patrimonio, Affari Istituzionali,
Enti Locali, Tutela dei Consumatori e Semplificazione amministrativa,
presieduta da Wanda Ciaraldi (Pd), affronterà la Proposta di legge regionale
n. 412 del 20 ottobre 2008 concernente “Destinazione pubblica del complesso
ospedaliero S. Giacomo di Roma”; la Proposta di legge regionale n. 413 del
21 ottobre 2008 “Destinazione uso pubblico dei complessi ospedalieri S.
Giacomo e Forlanini di Roma”; la Proposta di legge regionale n. 418 del 4
novembre 2008 “Destinazione ad uso pubblico del complesso immobiliare
denominato presidio ospedaliero S. Giacomo di Roma e la Proposta di legge
regionale n. 415 del 3 novembre 2008 “Modifiche alla legge regionale 13
giugno 201 n.13 (Riconoscimento della funzione sociale ed educativa degli
oratori).
MARTEDI’ 11,
alle ore 10
in commissione
Lavoro, pari
opportunità, politiche giovanili e politiche sociali,
presieduta da Giuseppe Mariani (Verdi), si discuterà la proposta di legge n.311
del 23 luglio 2007 concernente: ”Istituzione del Centro di Accesso Unificato
per la Disabilità CAUD, costituzione dell’anagrafe delle persone disabili”.
Prima firmataria consigliera Grosso; la proposta di legge n. 397
concernente:”Disciplina degli interventi regionali per prevenire e curare la
devianza giovanile e in particolar modo il fenomeno del bullismo”. Primo
firmatario consigliere Pigliacelli”. E la proposta di legge n. 318 del 5
settembre 2007 concernente:”Disposizioni per la promozione degli orti
urbani”. Primo firmatario consigliere Peduzzi.
Alle ore
13,30, si svolgerà la seduta della commissione Bilancio,
presieduta da Carlo Umberto Ponzo (Pd), all’ordine del giorno: S.D. n. 278
concernente: "Approvazione del Piano triennale strategico 2008-2010 e Piano
degli interventi 2008, con allegata nota informativa, della Agenzia
Regionale per gli investimenti e lo Sviluppo del Lazio SpA (art. 24. L.R. N.
6/1999)"; P.L. n. 225 del 22/12/2006 concernente: “Istituzione a Oriolo
Romano (VT) del "Museo del pane e della alimentazione contadina; P.L. n. 185
dell' 17/10//2006 concernente: "Intervento straordinario per il
consolidamento, il risanamento e la riqualificazione del borgo storico del
comune di Vejano”. P.L. n. 406 del 19/09/2008 concernente: "Modifiche alla
legge regionale 25 novembre 1976, n. 58 (Istituzione della consulta
femminile regionale) e successive modifiche".
Per aggiornamenti
sull’agenda di Consiglio regionale e commissioni si può consultare il sito
www.consiglio.regione.lazio.it.
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I nostri lettori |
7 novembre 2008 |
Perfettamente d'accordo.
giannibolletta@leonessa.org
Anche se francamente inutile, al solo fine
di evitare fraintendimenti, preciso che nessuno ha messo in dubbio la
moralità dell'altro. Altrimenti non ci sarebbe stato il confronto di Sabato
scorso che ha dimostrato a tutti il notevole grado di civiltà della nostra
popolazione. La contrapposizione di idee porta a volte ad un confronto duro
ma è indispensabile la lealtà. E questa, mi sembra francamente, non è mai
mancata. Ispirare sentimenti di "tenerezza" piuttosto che di "odio" mi
lusinga, anche se il nostro lettore rivolge l'accezione in senso negativo.
Lo tranquillizzo. Non c'è nessun "Comitato dell'Odio". Ci sono solo delle
persone che sono stufe di essere prese in giro e stanno finalmente
reagendo...disturba?
Mi dispiace ma anche a Leonessa c'è
democrazia!
Avv. Giuseppe LA BELLA
labella@studiolabella.it
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6 novembre 2008 |
Referendum, nuovo dibattito in Regione Slitta a mercoledì prossimo
la discussione in consiglio regionale della mozione Terminillo per
scongiurare con quella il referendum secessionista lanciato dal Comune
di Leonessa. Ma a slittare è solo la "rappresentazione politica" del
caso, visto che sul piano tecnico la discussione su infrastrutture e
sviluppo della montagna reatina è apertissima. Lunedì prossimo il
sindaco Rauco e il capogruppo in provincia di An Trancassini torneranno
a Roma dall'assessore Filiberto Zaratti per confrontarsi sul progetto
Isic per lo sfruttamento sciistico della Vallonina. L'obiettivo è quello
di chiarire una volta per tutte se e perché quel tipo di proposta
progettuale sia da considerare "irricevibile" dalla Regione. Nel
frattempo prosegue la discussione sull'ipotesi Costantini, l'altro
progetto per il rilancio del Terminillo su cui la Provincia punta tutte
le sue carte. Lunedì sera se n'è discusso a lungo a Cantalice nel corso
di una riunione chiesta dagli esponenti del Pd locale e alla quale sono
intervenuti il presidente della Provincia Melilli, il vice presidente
Giocondi e la consigliera regionale Massimi. Dal versante cantaliciano
della montagna è arrivato il sostanziale via libera all'operazione. A
patto che, stavolta, si arrivi da qualche parte. meglio se direttamente
al Terminino.
A.L.
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I nostri lettori |
5 novembre 2008 |
Signor Roscetti,
voglio sperare che a dettare i toni di una
contrapposizione di idee (anche dura) sia solo un convincimento dettato dalle
proprie di idee, e dalle esperienze maturate.
E non spinto da altri sentimenti. Se vera la
Sua ipotesi e a vincere fosse un "comitato dell'odio", Leonessa non avrebbe
nessuna speranza.
Mi auguro che Lei si sbagli.
giannibolletta@leonessa.org
Lo sa Avvocato ( L'avvocato La Bella, portavoce del Comitato per il No, ndr)
che il 1/11/2008 alla riunione mi ha fatto tenerezza , ho capito solo una cosa
che quelle persone gli hanno trasmesso solo odio nei confronti di persone serie
ed oneste, che secondo loro vanno combattute con l'odio. Gli ripeto che i nostri
amministratori sono persone dalla moralità integra e sono sensibili ai problemi
della gente.
roscetti mario
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5 novembre 2008 |
Si anima il dibattito sul referendum di annessione all'Umbria che
si fa sempre più vicino - Per il Sì l'astensionismo è
deleterio - Insiste il No: Leonessa, non votare - Tanta curiosità
su quanto tempo occorrerebbe per il cambio di regione Concludiamo la
carrellata su alcuni degli interventi registrati nella seconda parte
dell'affollato dibattito tra i sostenitori del Sì e quelli del No e
dell'astensione al referendum per l'aggregazione all'Umbria, tenutosi
sabato a Leonessa. «Qualcuno ha dello che fare un confronto tra il
portavoce del Sì e quello del No a così poca distanza dal referendum non
era un sano comportamento civico - ha ricordato Maria Rosaria Rauco - ma
io invece chiedo se sia un sano comportamento civico invitare i
cittadini a non andare a votare. Non sarebbe meglio spiegare ai
cittadini le proprie ragioni per restare nel Lazio e invitarli ad andare
a votare e votare no?».
Diverse le opinioni di Danilo Rauco, fermo sostenitore dell'astensione.
«Si parla spesso di disattenzione, di disinteresse della Regione e della
Provincia nei confronti di Leonessa, ma allora mi chiedo perché la
Provincia ha stanziato un milione e centomila euro per Campo Stella se
c'era tutto questo disinteresse?».
Apertamente per il Sì invece Maurizio Rosati che ha invitato i
sostenitori del No «a non dipingere sempre male Leonessa, perché
nonostante il disinteresse e l'isolamento la gente a Leonessa c'è.
Piuttosto per contribuire alla causa leonessana dovreste donare - ha
detto sempre riferendosi ai sostenitori dell'astensione - un quarto
d'ora del vostro tempo al volontariato per Leonessa, per tutte le
manifestazioni di richiamo che faticosamente portiamo avanti e abbiamo
fatto crescere».
Rosati inoltre ha voluto ricordare la sproporzione di servizi sanitari
tra la provincia reatina e la Capitale e l'annoso problema della
«assoluta mancanza di posti letto di Rsa, a fronte degli oltre 400
previsti. È questo è solo uno dei tanti esempi».
Infine altro interessante intervento è stato quello di Antonio Fagiani
che ha chiesto delucidazioni tecniche sull' iter referendario. «Quanto
tempo ci vorrebbe per passare definitivamente .in Umbria?». Una domanda
sulla quale si comincerà a ragionare, forse, dopo il 1 dicembre.
(MARCO FUGGETTA)
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I nostri lettori |
4 novembre 2008 |
RAPPRESENTANZA
e SENSO di APPARTENENZA
La distanza geografica e mentale dal nostro
territorio rispetto a chi dovrebbe rappresentarci in Regione non garantisce
alcuna sintonia per affrontare i problemi dell’isolamento di Leonessa .
In Regione Lazio su 60 sono solo 3 i consiglieri
regionali della provincia di Rieti. Allora tutto gira intorno ai grandi numeri
di Roma capitale e raramente su quelli di Viterbo, di Frosinone e di Latina..
Rieti non viene mai preso in considerazione . Basta ascoltare il TGR ..Rieti non
esiste…. e da anni non ha più neanche l’inviato RAI.
Se Rieti non esiste…. figuriamoci quanto si possa
RAPPRESENTARE Leonessa .La
Provincia di Rieti nasce nel 1927 per le famiglie nobili di Roma e per i signori
locali che vollero una montagna vicina a Roma come il Terminillo quale centro di
vacanze e salotto politico per Mussolini. Una provincia nata allora senza il
consenso ed il coinvolgimento di chi vive nel territorio nasce ma è
inevitabilmente destinata a morire. Il Terminillo è già in agonia da tanti anni
e tantissimi comuni, allora “arruolati”, se ne vogliono andare. Leonessa è solo
la prima a ribellarsi ma: Amatrice, Borgorose, Magliano, Poggio Bustone ed
altri, già si stanno muovendo.Se la provincia non ha una identità storica non
può esserci il
SENSO di APPARTENENZA.
LA
MONTAGNA i CONFINI e le
DIMENSIONI
Ambientalisti “da cattedra” a Roma dettano e fanno
promulgare leggi regionali e regolamenti senza neanche conoscere le nostre
montagne, il nostro mondo contadino, le nostre attività imprenditoriali il
vivere il quotidiano a Leonessa .Noi percorriamo ancora le stesse strade di
quaranta anni fa dove , guarda caso, l’appartenenza allora del nostro territorio
al Collegio della Camera dei Deputati di Perugia, Terni, Rieti permise di
realizzare quelle che furono le ultime opere pubbliche per Leonessa.Gli allora
On. Micheli e Radi, che erano umbri, promossero le ultime opere per la nostra
terra di
MONTAGNA.Sono
passati 40 anni e tutto è rimasto fermo. Di sicuro, se fossimo già Umbria,
Leonessa avrebbe fatto sinergia con i vicini comuni di Norcia, Cascia, Polino,
Monteleone e con tutti gli altri e sarebbe entrata in un programma che la
Regione Umbria da tempo ha avviato in termini di promozione turistica , di
assistenza domiciliale per gli anziani , di attenzione e supporto alle piccole
attività a conduzione familiare, di investimenti per i siti archeologici, di
penetrazione di strade adeguate ai territori montani, di regolamenti snelli e
partecipati per la caccia, per il taglio dei boschi e le attività
imprenditoriali .
I Leonessani che hanno bisogno di ospedalizzazione
già da anni vanno in Umbria. (Terni e Cascia).
I commercianti e gli artigiani di Leonessa si
riforniscono da sempre su grossisti Umbri riversando di conseguenza, da sempre,
in Umbria i ns. soldi . I margini di guadagno e le tasse, frutto di quanto noi
spendiamo, vanno in Umbria e, con il federalismo alle porte, quella regione li
utilizzerà per i suoi territori. Di fatto non sono mai esistiti tra Leonessa e
l’Umbria i CONFINI.
Questa è l’ultima
occasione per dimostrarci uniti in
quanto cittadini di Leonessa per rivendicare la nostra rappresentatività e
dignità di territorio.
Le amministrazioni passano ma i problemi di
Leonessa restano . Alle prossime elezione i Leonessani ,se lo vogliono, possono
mandare a casa chi li amministra ma i problemi di Leonessa non vanno a casa ;
quelli restano tutti.Guai a non andare a votare se si è convinti che è ora di
cambiare e di passare in una regione piccola e vicina. Una regione delle
dimensioni giuste per confrontarci sullo sviluppo del nostro territorio.Portare
programmi di sviluppo economico e sociale per Leonessa in Umbria significa
porli su un tavolo che rappresenta 600.000 cittadini e non 6.000.000 come nel
Lazio . Di sicuro su quel tavolo potranno essere presi in considerazione. Su
quello di Roma mai saranno oggetto di discussione.
Piccole realtà unite insieme senza una megalopoli a
succhiare.
E’ solo un problema di
DIMENSIONI .
Bernardino Cesaretti
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4 novembre 2008 |
Terminillo Da una parte il progetto della Provincia, dall'altra quello sulla
Vallonina - Comuni divisi sugli impianti - I sindaci di Leonessa e Cantalice
difendono le loro scelte Terminillo le piste che dividono - Ma i sindaci
dia Leonessa e Cantalice negano ogni contrasto - A complicare le cose il
diavolo ci mette anche la coda. Già il "caso Leonessa" , con il relativo
referendum per "definire se rimanere nella provincia di Rieti o trasferirsi in
Umbria, è un caso di tutto rispetto, adesso anche il contenzioso che
opporrebbe Leonessa a Cantalice per il piano sciistico proposto dalla Provincia:
il circuito. Rieti-Cantalice-Campostella con la "contiguità" di Vallonina.
Leonessa contesterebbe nel merito la proposta della Provincia nel tratto
cantaliciano con la chiamata in causa l'area del rifugio "Castiglioni". Per la
Provincia la posizione di Leonessa sarebbe strumentale perché in effetti mirata
a far fallire il progetto e quindi sul territorio delle possibilità rimarrebbe
soltanto il progetto leonessano per la Vallonina.
Alla verifica del "se è vero e perché" queste le posizioni dei sindaci del
rispettivi Comuni. Alfredo Rauco (Leonessa), Paolo Patacchiola (Cantalice),
Rauco: "Le dicerie, perché soltanto dicerie sono, si basano sulla pura fantasia
e quindi sono false. Noi non abbiamo alcuna intenzione di ostacolare in alcun
modo il progetto della Provincia e men che meno prenderemmo a pretesto il
fraterno comune di Cantalice. Diciamo soltanto che Leonessa ha già un proprio
progetto assolutamente fattibile e già ampiamente finanziato al quale, per
diventare realtà, manca soltanto la dovuta autorizzazione". Per Rauco "se la
Provincia propone una rivisitazione del nostro progetto secondo il progetto
loro, rispondiamo che, la cosa potrebbe anche andar bene senonché a finanziare
il nostro progetto non è il Comune o la Provincia ma il capitale privato il
quale, da noi interpellato, ha semplicemente fornito una risposta di mercato:
'Io non vado a costruire le piste laddove non c'è neve o ce n'è poca come nelle
piste di Pian de' Valli'. Insomma nella zona a destra di Campostella, dopo
Cantalice. Per cui noi non possiamo costruire dove vorrebbe la Provincia".
Patacchiola: "Le chiacchiere non ci appartengono perché il nostro Comune fa
parte del Piano provinciale per gli interventi sul Terminillo ed esattamente per
Valle Organo e Valle degli Angeli. Tatto il resto non ci riguarda. Relativamente
all'area del rifugio 'Castiglioni' essa rappresenta l'obbligato collegamento con
il versante leonessano di Sassetelli".
Ma, a parte tali precisazioni che farebbero pulizia delle "dicerie" e delle
dietrologie, rimane per aria il referendum leonessano. (30 novembre) votato alla
unanimità da quel Consiglio comunale, referendum per il quale il presidente
della Provincia, Fabio Melilli, lavorerà "fino all'ultimo giorno per trovare un
accordo e quindi svuotarlo e renderlo vano anche se per legge ormai non si può
più abrogare. Però un accordo a mezza strada con il Comune di Leonessa si può
sempre trovare e per raggiungere tale traguardo seguiterò a lavorare".
Ed il sindaco Rauco? "Il referen dum ormai è avviato ed ormai non c'è nulla che
possa fermarlo. Se si troverà un accordo, bene: gli. elettori, per propria
libera scelta, potrebbero anche non recarsi alle urne. Altrimenti dura lex sed
lex. Circa un possibile ed uspicabile accordo, attendiamo di essere convocati
dalla Provincia".
Ajmone Filiberto Milli
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4 novembre 2008 |
Leonessa - La spesa per l'organizzazione a carico del Comune del
referendum costerà 25mila euro - Ma quanto costerà ai cittadini di Leonessa il
referendum? "Dai 22 ai 28mila euro", ha chiarito il sindaco di Leonessa Alfredo
Rauco al termine del confronto tra i comitati del Si e del No che si è svolto
sabato scorso. Denari che, come prevede la legge, saranno a carico del bilancio
comunale e che serviranno in .gran parte a pagare i costi della struttura:
"18mila euro - ha spiegato il primo cittadino davanti alla platea numerosa e
rispondendo ad un paio di sollecitazioni arrivate in merito, serviranno a pagare
il personale perciò si tratta di soldi che resteranno comunque nel territorio".
Per Rauco la spesa per il referendum è "un investimento necessario per una
battaglia di democrazia: quando c'è in ballo la volontà popolare non si spende
mai tanto". Già dalla data in cui il referendum è stato dichiarato ammissibile
dalla Cassazione il Comune di Leonessa si è interfacciato continuamente con la
Prefettura di Rieti per tutti gli aspetti "tecnici": prima l'indivinduazione di
una data, poi, una volta che questa è stata ufficializzata (si vota il 30
novembre e 1 dicembre) per tutte le procedure da mettere in campo per la
consultazione. Dai seggi agli scrutatori, dalle schede al personale del Comune
che dovrà fare gli straordinari. Tutto questo lo prevede proprio la legge -
dovrà essere pagato dai leonessani. "Abbiamo rinunciato per anni ai rimborsi
chilometrici - conclude Rauco possiamo permetterci di spendere questi soldi per
capire cosa vogliono i nostri cittadini".
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4 novembre 2008 |
Il confronto sul referendum a Leonessa Prende quota - L'ipotesi di una
"terza via"
Il tema dei due progetti sul Terminillo che si vogliono opposti si intreccia,
per forza di cose, con il refendum secessionista di Leonessa. Ed infatti il tema
è stato uno dei più caldi durante il confronto pubblico tra i portavoce del Sì
(Paolo Trancassini) e del No (Giuseppe La Bella) andato in scena sabato scorso
al teatro parrocchiale di, Leonessa. L'ex sindaco ha fatto capire chiaro e tondo
che il progetto della Provincia cosi com'è a lui, e a coloro che stanno facendo
la crociata pro Umbria non va bene. "Perché dobbiamo lasciare un progetto
finanziato per uno buono? Resta inteso che come amministratori abbiamo l'obbligo
di sederci a tutti i tavoli per vedere se ci sono delle soluzioni fattibili e
condivise". Si va verso una "terza via"? Ossia verso una soluzione che mette
insieme il progetto della Isic sulla Vallonina e quello della Provincia?
L'avvocato La Bella, sostenitore del No, ne ha parlato apertamente: "Questa
storia del referendum, come vado ripetendo da tempo è un bluff per ottenere di
sedersi ad un tavolo tecnico: per ora Leonessa è stata fatta sedere, prima o
poi, magari dopo il voto si arriverà anche ala 'terza via' di cui si vocifera ma
nessuno'ne vuole parlare".
Una soluzione che ormai - a 24 giorni dal referendum - non può fermare la
consultazione.
Ma per "accontentare" Leonessa ci sarà in ogni caso tempo. Infatti anche
nell'eventualità di un voto favorevole alla secessione il lungo iter che è
previsto per il trasferimento permetterà una mediazione. La stessa consigliera
Anna Maria Massimi nel suo intevento di sabato ha parlato di una possibilità di
sintesi "rispettando tutte le sensibilità".
Anche dopo il voto ci sarà tempo per trovare l'intesa
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www.ilgiornaledirieti.it |
3 novembre 2008 |
Sembra incredibile, dopo che per
anni si è atteso invano che qualcuno facesse qualcosa di vero, concreto,
tangibile e significativo per lo sviluppo della montagna nella provincia
di Rieti e dopo promesse, smentite, altre promesse, picchetti in
Regione, cambi e ricambi di leggi; ora che finalmente esiste una
sensibilità da parte delle istituzioni riguardo a questo tema, ora che
c'è la possibilità di fare qualcosa e che anche in Regione Lazio
qualcuno ascolta questa dimenticata Provincia, qualcosa si inceppa. La
società privata I.S.I.C. ha da tempo presentato un progetto per lo
sfruttamento a fini sciistici del versante della Vallonina, mentre la
Provincia di Rieti, coadiuvata dall'Ing. Costantini, ha redatto un
progetto per la ristrutturazione degli impianti di Campo Stella e di
Terminillo ed il loro collegamento ed ampliamento. A questo punto gli
operatori economici di Leonessa e del Terminillo dovrebbero tirare un
sospiro di sollievo. Che sia l'uno o l'altro progetto ad essere
preferito ed avere il placet della Regione poco importa, è comunque una
grande vittoria per chi tutto l'anno spera e prega per l'arrivo di
qualche turista che gli consenta di tirare avanti. Cosa importa se sono
37 o 40 i chilometri di pista? L'importante è fare. Bene, anzi male
perché proprio quando tutto sembra in procinto di arrivare alla sua
naturale conclusione, proprio quando anche dalla Regione e dal
temutissimo assessorato all'ambiente arrivano segnali di disponibilità,
ecco che torna alla ribalta la “sporca”, vecchia politica. Anziché
chiudere alle polemiche ed ingoiare anche il rospo per il bene di tutti,
si ritorna alla carica con vecchie recriminazioni di oggi e di anni fa,
con reciproci scambi di accuse, con azioni partigiane, richieste di
tavoli tecnici (o pseudo tali) che servono soltanto a boicottare l'uno o
l'altro progetto, senza considerare che da questa divisione potrebbe
scaturire un nulla di fatto per entrambi i progetti. Tutto questo per
togliersi i sassolini nella scarpa? Per vendetta? Per dire sono io il
più bravo, o quello con l'intuizione giusta? Sono entrambi progetti che,
se attuati, faranno la differenza per riportare il Terminillo ad essere
una stazione sciistica di tutto rispetto e riportare un po' di vita
nella lunghissima stagione invernale.
Essere politici, significa credere nel
bene della popolazione che si amministra, significa fare tutto quanto possibile
per migliorarne le condizioni, per vedere e dare opportunità di lavoro e di
sviluppo. Il politico deve essere colui che risolve i problemi, non che li crea.
(Mario Felici)
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I nostri lettori |
3 novembre 2008 |
Caro Ferruccio,
Per me è un onore avere a Leonessa amici come te.
Felice Vita (ancora un volta, ancora una volta con
estrema sincerità ed affetto).
giannibolletta@leonessa.org
Innanzi tutto vorrei scusarmi con tutti
coloro che non residenti si interessano delle sorti di Leonessa i quali dopo
le mie ultime affermazioni hanno creduto che io non apprezzassi il loro
contributo al dibattito in questione. Anzi mi fa piacere sentitre i loro
pareri. Inoltre sono convinto che senza di loro Leonessa sarebbe già morta e
sepolta da tempo. Grazie amici. Le mie affermazioni non erano per
disprezzare i vostri preziosi interventi, ma solo uno modo per tentare di
spronare i residenti, quelli che dovrebbero essere più interessati, a dare
il loro apporto alla discussione, e mi pare che, almeno in parte, ci sia
riuscito.
Voglio ora tornare al confronto/dibattito
dell'altra sera presso il teatrino parrocchiale.
Durante tutto il dibattito sarebbe dovuto
emergere il perchè del SI ed il perchè del NO, invece, come d'altronde ho
già affermato in altre circostanze, da parte dei fautori del NO (anzi del
non voto) è emerso solo tanto livore in corpo nei confronti della
Amministrazione comunale facendo affermazioni che erano prettamente
politiche e utili a preparare la prossima campagna elettorale, deviando
completamente il discorso del referendum.
Le elezioni amministrative si terranno ad
aprile prossimo e solo in quella occasione vedremo quale sarà la squadra
vincente che governerà Leonessa, ora il discorso è un altro, dobbiamo
scegliere se si vuole passare in Umbria per cercare di migliorare o restare
nel Lazio e continuare a vivere come abbiamo sempre vissuto, cioè nel
completo abbandono da parte delle istituzioni.
Spero proprio che i leonessani presenti al
dibattito di sabato sera, dopo gli interventi, spesso alquanto ridicoli,
abbiano aperto gli occhi ed il 30 novembre/1 dicembre prossimi vadano a
votare e dare il loro contributo al rilancio di Leonessa.
Caro Felice Vita, scusami, ma non posso fare
a meno di farti una battuta, sperando non te la prenda, "Non è mai troppo
tardi" il dover riconoscere di aver sbagliato non può che farti onore.
Ferruccio Armeni
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I nostri lettori |
3 novembre 2008 |
Ho assistito al dibattito sul referendum e cosa ho visto Una diatriba
politica vecchia e stucchevole.
Un vecchio e consumato politico che ripeteva una lezioncina preparata ma
non rispondeva ad alcuni quesiti che ritengo importanti
chi c'è dietro il gruppo economico che vuole investire a Leonessa, con
quali strumenti economici agisce, quale sarà il controllo del comune, quali
sono i gruppi economici locali interessati. Troppo facile prendersela con la
consigliera Massimi che con una uscita infelice ha dimostrato la sua
impreparazione; anche se,se si voleva sentirla veramente forse non doveva
essere considerato il suo un intervento del pubblico e dargli un po' più di
tempo. Avrei voluto capire perchè andare in Umbria fosse la panacea di tutti
i mali e sopratutto perchè a Terni e non a Perugia.Avrei voluto sentire un
operatore scistico, un operatore turistico, un commerciante, un
agricoltore,un allevatore,un artigiano, un vecchio del paese o di qualche
frazione, un giovane studente.Mi è sembrato che tutto fosse un gioco poltico
ben definito. Penso che forse ci sia bisogno di forze giovani e fresche che
VIVONO ed ABITANO nel territorio di Leonessa. La campagna elettorale è
evidentemente iniziata. Non so se questo referendum servirà a Leonessa,
sicuramente perderà un sacco di tempo. Saranno comunque gli abitanti di
Leonessa a decidere e questo è giusto.
Un saluto affettuoso
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3 novembre 2008 |
Referendum Dibattito a Leonessa - Verso il referendum Faccia a faccia
tra i rappresentanti del Sì e del No - Un voto per progettare il futuro -
Confronto acceso a Leonessa: in sala oltre duecento persone - "Non andate
a votare, perché non si vota per un progetto che non c'è". "Votate Sì per
lasciare una Regione troppo distratta da Roma". Così Giuseppe La Bella (comitato
per il No) e Paolo Trancassini (Sì) hanno concluso gli appelli al voto a
chiusura del confronto pubblico che è andato in scena - davanti ad una platea di
circa 200 persone - sabato pomeriggio al teatro parrocchiale di Leonessa.
"Non andate a votare, perché non si vota per un progetto che non c'è",
"Votate Sì per lasciare una Regione troppo distratta da Roma". Così Giuseppe La
Bella (comitato per il No) e Paolo Trancassini (Sì) hanno concluso gli appelli
al voto, a chiusura del confronto pubblico che è andato in scena - davanti ad
una platea di circa 200 persone, compresa Anna Maria Massimi, consigliere
regionale - sabato pomeriggio al teatro parrocchiale. Un'ora e venti
minuti circa di botta e risposta tra i due portavoce che hanno dato vita a uno
scontro .gustoso che è sempre rimasto nei binari della pacatezza e della
correttezza. Gli animi in sala si sono accesi, invece, solo dopo, quando hanno
preso la parola diversi cittadini, qualche politico o amministratore è, per
forza di cose, nel dibattito sono entrate vecchie ruggini legate a questioni
amministrative locali. Le stesse che il portavoce del Sì, Trancassini ha
tentato di mantenere lontane dal dibattito fin dall'inizio: "Il nostro è un
movimento trasversale, oggi mi trovo dalla stessa parte di persone che mi hanno
combattuto per anni. Questa - ha continuato - non è una battaglia per
fazioni politiche, visto che il Lazio deve pensare, giustamente, alle
grandi questioni della capitale e nostri problemi passano per forza di
cose in secondo piano perciò chiediamo di trasferirci dove possiamo avere
quantomeno più attenzione". La Bel la nella prima replica affonda subito: "Se ci
sono dei problemi non bisogna scappare ma chiamare alle proprie responsabilità
tutti: Regione, Provincia e amministrazione comunale. Poi - ha proseguito -
ancora nessuno ci ha detto se dall'altra parte, l'Umbria, sono pronti ad
accettare i nostri progetti. Tutta questa storia mi pare più un bluff non
riuscito".. Un tema caldo questo, e Trancassini non si sottrae: "Abbiamo
parlato di viabilità, .di sistemi turistici e di sanità, finché uno di questi
vertici non è uscito sui giornali creando problemi". Il discorso in breve è
scivolato su quello che Trancassini ha ribattezzato "il litro che ha fatto
traboccare il vaso" ossia il no agli impianti della Isic sulla Vallonina. Il
portavoce dei secessionisti parte dal progetto, alternativo, della Provincia:
"Ci dicono che tagliare 30 ettari di bosco è un danno immane perciò ne abbattono
60, che i Sic-Zps che valgono da una parte si possono oltraggiare dall'altra,
che bisogna lasciare un progetto cantierabile per uno sulla carta. Mancano i
sette nani, poi la favola è completa". La Bella non si scompone e ribatte:
"Regione e Provincia non hanno detto no agli impianti, hanno solo presentato un
progetto alternativo che nelle prossime settimane avrà anche un copertura
finanziaria. Perché dobbiamo dire no a priori? Poi siamo sicuri che il progetto
della Isic è totalmente finanziato? Da quanto ne so io si tratta di un fondo
immobiliare da riempire e visti i tempi che corrono...".Il dibattito entra nel
vivo, come ci si aspettava, sugli impianti e Trancassini non tarda a
replicare:."Quello è un progetto chiuso; pronto per essere realizzato: e se c'è
una norma che vieta la realizzazione dir quegli impianti di risalita me la
attacco nel bagno perché non mi sopporto più. Quel progetto è stato approvato da
Comune, Provincia, assessori provinciali ed un primo tempo dalla Regione. Tutti
ignoranti! C'è, è pronto, perché ne devo fare un altro?" Allora La Bella torna
sulla storia del bluff: "Il problema non è l'isolamento, ma gli impianti, o
meglio quegli impianti di risalita".( Paolo Di Basilio )
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3 novembre 2008 |
Referendum - Sabato il lungo e proficuo confronto tra i Comitati del Sì
e del No all'Umbria ha rivelato che il vero obiettivo è di essere di nuovo
ascoltati dalle istituzioni Leonessa contro l'isolamento - I favorevoli:
«Ai tempi dell'unità d'Italia guardavamo a quella regione» - Sarebbe servito
almeno il doppio dello spazio del teatrino parrocchiale di Leonessa per
contenere la massa di cittadini che sabato hanno voluto assistere all'atteso
confronto tra il portavoce del Comitato per il Sì al referendum di aggregazione
all' Umbria, Paolo Trancassini, e il portavoce del No, Giuseppe La Bella.
Quasi 200 persone hanno affollato i locali dove i due hanno spiegato le loro
ragioni, in un clima si caldo, ma assolutamente sereno. Oltre due ore e mezza di
dibattito colmo di contenuti iniziato con gli appelli di Trancassini e La Bella
ai propri concittadini. Tra gli argomenti affrontati le ragioni storico
culturali dell' eventuale passaggio, l'annosa e sentita vicenda degli impianti
da sci, gli eventuali scenari di sviluppo e la necessità di combattere
l'isolamento della comunità leonessana.
Trancassini da parte sua ha ricordato diversi finanziamenti che nel corso degli
anni sarebbero potuti arrivare nelle casse leonessana poi dirottate dagli enti
sovraordinati su altre destinazioni demograficamente più consistenti. E ancora,
ha puntato sulla disattenzione della Regione verso le esigenze più volte
sottolineate da Leonessa per sviluppare la propria capacità economica e
occupazionale, vedi impianti Isic. «Questa non è una battaglia politica ma di
territorio". Ormai, anche a chi aveva dubbi, e chiaro che questa mossa per il
sottoscritto non è conveniente a livello politico, ma sono orgoglioso di portare
avanti. questa battaglia perché in una Regione di 600 mila abitanti sicuramente
le nostre ragioni saranno ascoltate, cosi come quelle di altre piccole comunità
- ha detto Trancassini - e, storicamente, nel momento della costituzione
dell'Italia Leonessa guardava all'Umbria».
«Pensare che si possa indire un referendum solo per gli impianti da sci della
Isic non è accettabile - ha spiegato invece La Bella dal punto di vista storico,
sin dalla costituzione della provincia reatina Leonessa ne è parte integrante,
quindi noi non vogliamo fare salti nel buio. Non vi è un eventuale progetto di
sviluppo futuro che giustifichi il passaggio in Umbria. Riteniamo che si debba
rimanere in questa Regione, fare le nostre battaglie qui, cambiare registro qui,
spingere sui nostri rappresentanti provinciali e regionali per risolvere i
problemi».
Marco Fuggetta
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3 novembre 2008 |
Affollata assemblea al teatro parrocchiale: Paolo Trancassini per il sì
e Giuseppe La Bella per il no al referendum "accende" Leonessa - Il richiamo
dell'Umbria sempre più forte, ma si teme il salto nel buio di - Come in chiesa
per un matrimonio, i "parenti" del sì da una parte - con scritte e coccardine,
però quelli del no dall'altra, e al tavolo del teatro parrocchiale gli
officiantii di un rito, quello referendario pro o contro l'Umbria, ne
liberatorio ne purificatore. Non ancora, almeno, perché se fair play e rispetto
pure c'è stato tra l'avvocato Paolo Trancassini - peroratore della causa umbra -
e l'avvocato Giuseppe La Bella - difensore dell'onorabilità laziale - nel
dibattito insieme al confronto sugli orizzonti "geopolitici" del momento si son
fatte sentire pure vecchie tensioni tutte paesane. Ma Leonessa è paese di
campanili, e i leonessani gente impastata di orgoglio montanaro e spirito di
cambiamento: diversamente non si passa un pomeriggio intero al teatro (almeno
200 i presenti) a ragionare di ciò che si è stati - abruzzesi, fino al 1927 come
puntigliosamente ricordano i fautori del "no" - e ciò che si è, reatini sì ma
con buona parte della vita sociale ed economica del paese che gravita sulla
confinante Umbria, come senza sforzo ribadiscono i sostenitori del "sì".
L'incontro, moderato con sagacia da Marco Fuggetta del Tempo (oggi trasmesso da
MepRadio a partire dalle 12,40), comincia con una sorta di intervista a
Trancassini e a La Bella - che da' loro la possibilità di riepilogare le
posizioni pro o contro la secessione - e prosegue con gli interventi del
pubblico, e tra il pubblico anche la consigliera regionale Anna Maria Massimi.
Difendere lazialità e reatinità è dura per tutti ma ci si prova e comunque,
finalmente, ci si confronta: non bastasse il veto sugli impianti della Isic in
Vallonina si torna indietro nel tempo fino a rispolverare il sogno della
galleria per Leonessa (con i soldi del progetto preliminare dirottati nella
provincia romana dalla Regione). Ne lusinga più di tanto Trancassini e i suoi
l'afflato per la Sabina di alcuni comuni della provincia romana e che il collega
consigliere provinciale Vincenzo Lodovisi coltiva da qualche settimana fidando
nell'ospitalità di un altro teatro parrocchiale, quello di Passo Corese. Un
segno dei tempi, certo, con l'asse che scivola sempre più verso la Sabina, ma se
la Massimi invita a cogliere l'occasione della "ristrutturazione"
dell'hinterland romano a seguito dell'avvento di Roma capitale, Trancassini, al
contrario, invita a scappare dal Lazio più in fretta ancora, trovando sulla
strada dell'Umbria un compagno di viaggio come il presidente provinciale dei
Verdi Roberto Lorenzetti chissà quanto gradito. Sono i paradossi della politica,
con i territori che premono per avere occasioni di confronto (stasera a
Cantalice i compagni del Pd hanno chiamato "a rapporto" i vertici del partito
sul nuovo progetto di rilancio del Terminillo) e cercano spazi. Così qualcuno ha
chiesto conto dei contatti già avuti con l'Umbria, perché poi la paura - vera
e/o agitata - è che alla fine si cambi tutto per non cambiare nulla. Lasciando
insomma a Leonessa pur sempre lo status di paese di frontiera. Mai comodissimo.
(ALESSANDRA LANCIA)
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www.leonessa.org |
2 novembre 2008 |
Non sono residente a
Leonessa, e quindi non ho titoli, come molti amici leonessani pensano a
ragione, per poter parlare del referendum. Mi sembra oltremodo corretto
non pronunciarmi, perchè i veri problemi li conosce chi abita a Leonessa
tutto l'anno, e non un semplice villeggiante come me. Ma da semplice
cittadino elettore, spero mi consentiate una riflessione. La giunta
Marrazzo "governa" il Lazio anche "per merito" del sottoscritto, ed è
anche "per merito" del sottoscritto che consiglieri regionali come Anna
Maria Massimi si impegnano ogni giorno del loro mandato per il buon
governo della Regione. Sinceramente tutto mi sarei aspettato (e dico
tutto), meno veder risollevata, nel corso del dibattito pubblico sul
Referendum del 30 novembre - 1 dicembre,l'annosa questione concernente
il Meridione d'Italia.
Credo non fossero queste le risposte che si attendeva la comunità leonessana,
almeno la parte che ha compreso quanto sia fondamentale il passaggio
referendario per il proprio futuro.
Proprio l'Onorevole Massimi ha affermato :
" Come
cittadina e persona che conosce un po' la storia e che è abituata per cultura a
fare analisi sociali, economiche,storiche , io vorrei dire che è vero, Leonessa
è una zona di confine e la storia ha dimostrato proprio perchè Leonessa nella
storia ma da tanto, tanto indietro, è passata continuamente da uno stato
all'altro, da una situazione all'altra. E questo probabilmente non le ha
consentito di avere un identità. Però, proprio per questo motivo, credo sia
importante, trovarla questa identità e creare questa identità. E non so Paolo
(Paolo Trancassini, portavoce Comitato per il SI,ndr) perchè tu sei molto sicuro
circa questo, non so se questa identità Leonessa la potrà trovare passando in
Umbria. Dico questo perchè Qualche giorno fa è uscito un bellissimo articolo di
una storica di Rieti, della Provincia di Rieti, che concludeva con questa
domanda: Ma è meglio per Leonessa appartenere al Lazio Nord o all'Umbria sud?
Non è una cosa indifferente. Noi sappiamo perfettamente che in ogni stato, in
ogni territorio, in ogni regione, il nord, guarda caso, è sempre più ricco ed il
sud è sempre più povero o comunque ci sono differenze di questo tipo...."
Lascio ai lettori ogni
commento.
Avrei preferito che l'Onorevole
Massimi ci avesse spiegato il significato della Sua affermazione (cito
testualmente) "Gli impianti di Leonessa sono un problema di sensibilità
politica".
Avrei preferito che L'Onorevole
Massimi ci avesse raccontato perchè è stato fatto fallire un progetto come
quello della ISIC, non di identità.
Leonessa non cerca
un'identità, perchè la sua è già forte ed orgogliosa. Cerca una certezza di
sviluppo.
Ed il mio innamorato augurio è
che trovi prestissimo questa certezza.
Ma sono sicuro però, e di
questo chiedo scusa ai miei amici di Leonessa, che il mio voto è stato per la
loro città solo un ostacolo.
Non succederà più, promesso.
Felice Vita.
giannibolletta@leonessa.org
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I Nostri Lettori |
30 ottobre 2008 |
Vorrei rispondere a Danilo Rauco, con il
quale ho avuto la fortuna ed il piacere di fare diverse sciate primaverili,
proprio dove dovrebbero sorgere gli impianti della ISIC, devo dire che dove
li prevede il Comitato Campostella la neve si era sciolta già da un pezzo.
Ha pienamente ragione quando afferma che a
Leonessa non c'è la sensibilità per sfruttare a pieno ciò che la natura ci
offre con tanta abbondanza, è altrettanto vero, però, che purtroppo
ricadiamo in una regione che, nonostante il suo territorio sia per il 54%
montano, la sua amministrazione non prevede un assessorato alla montagna,
non c'è la possibilità di creare figure professionali che possano
approfittare della montagna, vedi Accompagnatori e Guide, però, in compenso,
abbondano enti inutili come le comunità montane.
Anche gli interventi della provincia,
sembrano privi di una seria programmazione: basti pensare che ha finanziato
la costruzione di una piscina coperta a Pian de valli e nel frattempo la "Cardito
Nord" è chiusa.
Vogliamo parlare della scuola a Leonessa?
Quanti POF(Piani di Offerta Formativi) prevedono corsi di educazione
ambientale? (lo sapevate che a Leonessa esiste un Laboratorio di Educazione
Ambientale), quanti bambini sanno distinguere un faggio da un cerro...?
Quanti sono mai stati accompagnati al Riofuggio.
L'amministrazione comunale avrà tutti i
difetti ma non credo sia la madre di tutti i mali: ce n'è un pò per tutti:
avanziamo critiche ma sempre liberi da lacci e lacciuoli!!!!
Saluti
Roberto Armeni
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www.mepradio.it |
31 ottobre 2008 |
Leonessa: Referendum 2008 - sabato 1° novembre - alle ore 17.00 -
confronto pubblico tra TRANCASSINI e LA BELLA
E' ormai tutto pronto per l'attesissimo incontro-dibattito pubblico che
aprirà la campagna elettorale leonessana riguardante il Referendum secessionista
per chiedere l'aggregazione alla Regione Umbria. L'appuntamento, che vedrà il
confronto tra i portavoce dei due comitati referendari, Paolo TRANCASSINI per il
SI e Giuseppe LA BELLA per il NO, si svolgerà sabato 1° novembre, alle ore
17.00, presso il teatro parrocchiale della chiesa di San Pietro, in Piazza VII
Aprile. Moderatore il collega Marco FUGGETTA (de Il Tempo). La manifestazione,
che sarà registrata integralmente da MEP Radio Organizzazione, verrà riproposta
lunedì 3 novembre, alle ore 12.40 (subito dopo il GR nazionale di POPOLARE
Network).
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I Nostri Lettori |
31 ottobre 2008 |
Nella rassegna stampa di questa mattina, come ultimamente succede
spesso,compare il nome di Annamaria Massimi, consigliere della regione
Lazio. La signora Massimi, molto impegnata a trovare una sintesi tra il
progetto della ISIC e quello della provincia, è la stessa signora che in
una pubblica assemblea, organizzata a Leonessa (Hotel La Torre) subito
dopo le elezioni regionali, dai rappresentanti di quello che oggi si
definirebbe pd, prendendo la parola, affermò che ciò che Leonessa aveva
ricevuto dalla precedente amministrazione regionale era ormai acqua
passata, la situazione era cambiata ed in sostanza non avrebbe più
goduto dei favori dalla nuova amministrazione. Si spinse anche oltre,
minacciando di interrompere anche i contributi già stanziati se in quel
momento non ci fossero stati i mandati di pagamento pronti.
A quella assemblea io c'ero e c'erano anche molti di coloro che sono
impegnati nel comitato per il NO. Mi chiedo: come fanno costoro ancora a
difendere l'indifendibile? Lo fanno veramente in maniera disinteressata?
Oppure hanno qualche "obbligo" politico a cui sottostare?
Saluti
Roberto Armeni
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I Nostri Lettori |
31 ottobre 2008 |
Questa e-mail è giunta in redazione il
30 ottobre 2008 alle ore 18:39 ma è finita, stranamente nei messaggi
scartati come "spam". Ci scusiamo per il ritardo con cui viene
pubblicata.
Noi siamo veramente lusingati che anche Danilo
Rauco, come tanti altri amici di www.leonessa.org, legga con frequenza
giornaliera questa rassegna stampa.
E non ci sembra affatto una stranezza.
Grazie per l'attenzione
La Redazione di www.leonessa.org
Ho preso
l’abitudine, strano ma vero, di leggere con quasi una frequenza giornaliera,
la rassegna stampa della vostra redazione e mi sono sentito coinvolto
dall’invito rivolto da Ferruccio sulla scarsa partecipazione al dibattito di
leonessani che vivono la realtà (quale?) di Leonessa. Leonessa è ormai un
paese che vive in completa solitudine, ma non perchè mancano le vie di
comunicazioni (che sono certamente importanti), ma perché ormai l’isolamento
lo abbiamo raggiunto grazie alla mancanza di quella comunicazione “verbale”
necessaria e fondamentale per far crescere una piccola realtà come la
nostra. Non siamo più capaci di confrontarci, di coinvolgerci, di costruire
qualcosa insieme per il “bene comune” perché ormai è stato letteralmente
perso di vista (il bene comune). Tornando al referendum sono condivisibili
(non accettabili) tutte le opinioni ma, certamente, il mea culpa dovrebbero
essere altri soggetti a farselo e non, come abituati, a scaricare le proprie
colpe addosso ai vari rappresentanti politici provinciali o regionali. Si
impronta un referendum portando alla ribalta impianti da sci, strade
interrotte, battaglie di territorio, della fauna selvatica, del fatto che da
quando siamo bambini non è cambiato nulla! Ma i progetti, quelli veri,
concreti, quelli che cambiano, dove sono? Quali sono gli argomenti veri su
cui dovremmo o avremmo dovuto coinvolgerci tutti insieme per iniziare questo
percorso (referendum)? La risposta è semplice: non ci sono! A leonessa sono
anni che non si realizzano progetti perché non esiste la benché minima
cognizione di progettare qualcosa di concreto; come si fa a rimproverare
alla politica provinciale o regionale che non siamo ascoltati quando non
abbiamo argomenti da proporre? Potrei condividere quanto dice Roberto Armeni
sul cammino di Francesco, ma non sono d’accordo perché noi non siamo pronti
a parlare di sentieri di montagna; i nostri politici comunali non hanno la
minima idea di come va sfruttata la montagna. Lo dimostra il sentiero che
era stato realizzato qualche anno fa e che collega leonessa con la torre di
Fuscello; basta passarci per vedere in che condizioni è ridotto! Non siamo
pronti a parlare di sviluppo sciistico perché non abbiamo alcuna idea di
come si fa; lo dimostrano le stazioni sciistiche di Monte Tilia e Campo
Stella acquistate dal comune e lasciate nel più completo abbandono. Lo
dimostra lo stesso progetto Isic redatto in un territorio completamente
vincolato da un SIC (sito di interesse comunitario) accettato dallo stesso
comune e che purtroppo ha vincolato anche una piccola porzione di Campo
Stella. Lo dimostra la totale incompetenza di alcuni soggetti che parlano di
vento, di condizioni climatiche, di rischi idrogeologici come se fossero
“professionisti” del mestiere ma che in realtà non conoscono neanche
minimamente le “loro” montagne! Concludendo dobbiamo ripartire dalla
comunicazione che è l’unica strada percorribile per risolvere i nostri
innumerevoli problemi e mettere prima di ogni altra cosa l’interesse del
“bene comune” che è da troppi anni ormai perso di vista e non fuggire di
fronte alle nostre responsabilità.
Cordiali
saluti
Rauco Danilo
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31 ottobre 2008 |
Domani nella Sala parrocchiale tra i portavoce dei comitati de
"si" e del "no" - Leonessa si prepara al confronto - Fino a sera il
consiglio regionale non ha affrontato la discussione - Il consiglio
regionale è iniziato in ritardo e all 17 ancora si
discuteva l'articolo 3 della legge regionale "Disposizioni per il
contenimento della spesa pubblica relativa agli organi delle comunità
montane", presentato dai consiglieri Ciaralli, Brancati, Laurelli,
Gargano, Celli. Sono stati presentati diversi emendamenti, discussi in
un clima poco collaborativo, tanto che all 17:30 circa il OCnsiglio è
stato sospeso per circa 30 minuti, su richiesta del consigliere e
vicepresidente del consiglio, Bruno Prestagiovanni (An) . La
minoranza propende per l'eliminazione delle Comunità montane a favore
dell'associazionismo sovracomunale e il consigliere Cicchetti aveva da
poco terminato di dire che i cittadini "hanno una fila di enti che li
sovrastano, li schiacciano e legano le mani". Al momento no sappiamo se
la seduta consiliare andrà avanti ad oltranza per discutere i punti
successivi, vale a dire la mozione presentata da Cicchetti, Pallone ,
Rubilotta, Prestagiovanni "impianti sciistici della Vallonina" e la
mozione "Programma interventi per il Terminillo" presentata dai
consiglieri Perilli, Massimi, Fontana,Carapella,Fineschi,Garano,Foschi.
Al pinto successivo la definizione e qualifica di ospedale di montagna e
le norme di assistenza sanitaria nei territori montani. Dunque Leonessa
ed i Leonessani, ancora una volta, possono aspettare. Tempo per revocare
il Referendum ci sarebbe ancora, bisognerà vedere gli esiti del secondo
tavolo tecnico promesso dall'assessore Zaratti, ma non ancora convocato.
Nascerà un punto di incontro fra il progetto Isic e il progetto
presentato dalla Provincia? Manca un mese al 30 novembre. Il Referendum
dovrà avere una maggioranza assoluta (50% + 1) degli aventi diritto al
voto, poi bisognerà vedere se vincerà il si o il no,dopodichè la parola
passerà al Parlamento. Domani, alle 17, nel teatrino della sala
parrocchiale di Leonessa, si confronteranno per la prima volta i
portavoce dei due fronti: Paolo Trancassini per il si, Giuseppe La Bella
per il no. Il sindaco Alfredo Rauco annuncia che sarà un dibattito di
larghe vedute:"Non chiediamo il referendum solo per la Vallonina, semmai
questa è stata la goccia finale. C'è stata una carenza generale di
attenzione cha ha riguardato, tra l'altro, la viabilità e la difesa del
Presidio 118". Per La Bella il passaggio in Umbria sarebbe "un salto nel
buio: senza presentare alla Regione umbra un progetto di sviluppo
complessivo ci sono solo delle aspettative e non mi risulta che il
Comune di Leonessa abbia chiesto su l'Umbria ci vuole; vorrei aggiungere
che gli urbanisti umbri hanno vincoli anche più pesanti". Per La Bella
ci sono anche delle strade per lo sviluppo del territorio, non solamente
lo sci. "Nessuno ha mai chiesto un Dop (denominazione di origine
protetta, ndr) per la patata di Leonessa, anche se ogmni anno si tiene
la Sagra. Trancassini è stato eletto vicesindaco 18 anni fa: perchè ci
ha messo così tanto a chiedere il referendum?. Il dibattito si annuncia
interessante, anche perchè La Bella non condivide nemmeno le
ragioni di carattere etnico e culturale "più vicine all'Abruzzo che
all'Umbria". Paolo Trancassini difenderà le sue ragioni fino in fondo,
anche perchè, come ha sottolineato nel corso del consiglio provinciale
"questa non è una fuga, perchè ci vuole del coraggio ad andarsene, ma
non vediamo altre alternative". Trancassini chiede inutilmente una
risposta: "Perchè non è stato applicato il decreto di Pecoraro Scanio
per salvare dai vincoli i progetti in itinere".
(Francesca Sammarco)
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30 ottobre 2008 |
Leonessa, rinvio in Consiglio - Tiene banco la
discussione sulle Comunità montane - Leonessa, atto terzo: ancora
un rinvio. Il consiglio regionale di ieri è stato sospeso e rinviato a
questa mattina, ma prima di passare all'esame delle due mozioni per
Leonessa il Consiglio dovrà concludere la discussione sul riassetto
degli enti montani, iniziata ieri mattina. Anche questo punto
rappresenta un grosso scoglio da superare e si potrebbe profilare un
ulteriore rinvio. La mozione dei consiglieri di maggioranza, Penili e
Massimi, "sollecita la giunta ad approvare il progetto presentato dalla
Provincia" (alternativo a quello della Isic ndr), la mozione del
consigliere di minoranza Antonio Cicchetti chiede di "includere nel
progetto la Vallonina", il che significa ruotare continuamente intorno
allo stesso problema. Un tavolo tecnico si è tenuto in Regione martedì
scorso e questa volta c'erano tutti: il sindaco Rauco, il consigliere
provinciale Trancassini, i tecnici del Comune di Leonessa, Paciucci e
Zelli, il geologo Chiaretti, l'ingegnere Pignatelli della Isic, il
presidente della Provincia Melilli, il vice presidente Giocondi con il
geometra Costantini, i consiglieri regionali Massimi e Cicchetti,
l'assessore regionale all'ambiente Zaratti con il dirigente Cecconi;
Correva l'anno 2006 quando l'ufficio regionale all'Ambiente, presa
visione del progetto della Isic, aveva chiesto di presentare l'impatto
ambientale, cosa che Leonessa ha fatto, ma la vantazione regionale
sull'impatto ambientale non è mai arrivata, mentre il Comune aspettava
fiduciosa una risposta. L'ipotesi progettuale presentata dalla Provincia
non tocca la Vallonina, dove ci sono vincoli europei insormontabili (non
è possibile il taglio di 30 ettari di bosco dove ci sono Sic e Zps), "ma
anche il progetto della Provincia - replica Trancassini - prevede un
taglio di bosco (63 ettari) e anche in quella zona, che è il versante
Leonessa Cantalice, ci sono Sic e Zps. Il progetto costa di più (70
milioni di euro) e il geologo ha sollevato problemi idrogeologici, senza
contare che la zona e particolannente ventosa, e il vento è il peggior
nemico per la neve". Molto pragmaticamente Trancassini ha detto a
Zaratti: "Se un sacrificio ambientale va fatto, che si faccia dove ha
una utilità". L'assessore si è detto disponibile ad un ulteriore
incontro tecnico e vedremo come si potrà uscire da questa empasse.
Annamaria Massimi non nasconde la delicatezza della questione: "Le
osservazioni sono già state prese in considerazione dai tecnici della
Provincia, comunque verificheremo ancora il progetto della Isic e quello
della Provincia in un ulteriore tavolo tecnico". (Francesca Sammarco)
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I Nostri Lettori |
30 ottobre 2008 |
Spero che le
ultime notizie arrivate dalla Regione facciano