Rassegna Stampa 
  
     
 

 

 

 

 31  Dicembre 2008

 LEONESSA "Bruschettata" in corso San Giuseppe  - Fino al 6 gennaio in scena a Leonessa il ricco contenitore di eventi "Insieme per il Natale". Prossimo appuntamento domani, in corso San Giuseppe, con "la bruschettata"; alle 18,30, nella chiesa di S. Maria Grande, concerto di Capodanno tenuto dall'Ensemble d'archi Sequenza (direttore Angelo M. Bruzzese, solista Fabio-la Battaglini-xylophone); alle 21,30, al teatro parrocchiale San Pietro, il circolo culturale "Durante Dorio" riproporrà la commedia in vernacolo di Nardino Cesaretti "Lu Fantasma".

 31  Dicembre 2008

 Terminillo, il nodo irrisolto del rilancio della montagna - No, il 2008 non è stato ancora l'anno giusto per il ritornoo al Terminillo ma poco c'è mancato che non fosse quello della fuga di Leonessa, da Rieti e dal Lazio. Poco più che una provocazione, quella lanciata dall'ex sindaco Paolo Trancassini un anno fa giusto di questi tempi, che però col rotolare dei mesi si ingrossa fino a diventare una piccola valanga politica che poteva avere effetti letali sul fragilissimo sistema territoriale di una Provincia in perenne ricerca di identità. Ma i 926 sì che si contano nel gelido pomeriggio del primo dicembre nei tre seggi aperti a Leonessa se salvano il referendum non bastano però ad innescare il processo di secessione del comune dal Lazio. E tra tanta soddisfazione da parte di Regione e Provincia ecco anche il rammarico di Melilli, per essere stato lasciato solo a difendere l'integrità della "sua" Provincia.
Con Leonessa tutto cominciò con le mancate risposte della Regione al piano sul Terminillo promosso dalla Provincia nel giugno 2006 e del quale era parte integrante il progetto per lo sfruttamento sciistico della Vallonina della società Isic. Per il sindaco Alfredo Rauco e una buona fetta di leonessani è solo da quel progetto (valore stimato in 50 milioni di euro, tutti a carico di privati) che per Leonessa può arrivare un futuro, coniugando montagna a sviluppo: dunque i "no" espliciti ed impliciti a quel piano suonano come schiaffi ad una comunità piccola ma orgogliosa della sua identità e specificità. Così, strada facendo, diventano questi i termini chiave della battaglia, che dal paese e dalle ville di Leonessa scende a valle accendendo curiosità e riuscendo, per un attimo almeno, a coagulare intomo a quel «via dal Lazio, torniamo in Umbria» se non proprio consensi certo interesse e una malcelata simpatia.
I giorni passano, e se nel reatino si discute se ci sia o meno un'idea una di provincia di Rieti, a Roma in consiglio regionale affiora il caso della secessione di Leonessa e con essa del piano mai partorito per il rilancio del Terminino. Piano che però la Provincia nel frattempo ha cambiato: accantonato quello con gli impianti in Vallonina, si lavora su un'altra ipotesi che prevede un radicale ammodernamento degli impianti esistenti, lo scavalco tra i due versanti, lo sviluppo di Campo Stella, l'integrità di Vallonina. Aspettando il progetto, il consiglio regionale impegna la giunta Marrazzo ad approvarlo quanto prima. Come e quando lo scopriremo nel 2009.
(Alessandra Lancia)
 

 28  Dicembre 2008

Cinque milioni di euro per rilanciare fl turismo La Sabina punta su verde,borghi,alberghi e ostelli  - Dalla Regione Lazio in arrivo cinque milioni e mezzo di euro per alberghi e ostelli: nel progetto saranno coinvolti 37 comuni della provincia di Rieti.
Natura, verde, borghi, storia, e presto anche strutture ricettive pubbliche in grado di accogliere i turisti nel modo migliore e a basso costo: per i comuni dell'Appennino laziale si apre una nuova prospettiva di sviluppo turistico, grazie ai 5 milioni e mezzo di euro che la Regione Lazio ha destinato alla riqualificazione e al potenziamento della ricettività delle zone montane. Su proposta dell'assessore al Turismo Claudio Mancini, la giunta Marrazzo ha infatti deciso di mettere a disposizione di 64 comuni dell'Appennino, nelle province di Rieti, Roma e Frosinone, le risorse provenienti dal Fondo Unico Regionale per il Turismo, attraverso un avviso pubblico rivolto agli enti locali. «L'obiettivo è rafforzare il sistema dell'accoglienza, nell'ottica di uno sviluppo "sostenibile nei territori montaani della regione attraverso l'incremento e la riqualificazione delle strutture ricettive di proprietà pubblica. Tutto questo per migliorare la fruibilità del territorio dell'Appennino laziale, ricco di grandi potenzialità turistiche, dove vogliamo incentivare l'aumento dei posti letto e la crescita di un'offerta diversificata ed ecocompatibile», spiega l'assessore al Turismo della Regione Lazio, Claudio Mancini.
Quattro le tipologie di intervento cui sono destinate le risorse, che verranno gestite da Sviluppo Lazio. Innanzitutto la riqualificazione di strutture ricettive turistiche pubbliche già esistenti, per l'adeguamento alle norme di sicurezza e per l'abbattimento delle barriere architettoniche, cui sono destinati 3 milioni di euro (in questo ciascun contributo potrà variare da un minimo di 200mila a un massimo di 8OOmila euro).
All'incentivazione del risparmio energetico, del turismo sostenibile ed ecocompatibile vanno invece TOOmila euro, per contributi compresi tra un minimo di 25mila a un massimo di 1OOmila euro. Alla realizzazione o al completamento di strutture già realizzate è destinato poi un milione e mezzo di euro (ogni contributo potrà variare tra i 1OOmila e i 250mila euro). Infine SOOmila euro sono destinati alla dotazione di sistemi informatici innovativi e di sistemi per l'e-commerce, con l'installazione di applicazioni che consentano di provvedere via computer all'obbligo di registrare gli ospiti - pratica utilizzata per i fini statistici - ma anche di verifìcare la soddisfazione dei clienti (i contributi andranno da un minimo di 1Omila a un massimo di 50mila euro).
In provincia di Rieti 37 i comuni che potranno presentare domanda.
I paesi coinvolti dal progetto I COMUNI che possono presentare domanda per il finanziamento degli interventi sono: in Provincia di Rieti, Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Ascrea, Borbona, Borgorose, Borgovelino, Cantalice, Castel di Torà, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Cittareale, Collalto Sabino, Colle di Torà, Collegiove. Colli sul Velino, Concerviano, Contigliano, Fiamignano, Greccio, Labro, Leonessa, Marcetelli, Micigliano, Monte S. Giovanni Reatino, Montenero Sabino, Morrò Reatino, Nespolo, Paganico Sabino, Pescorocchiano, Petrella Salto, Poggio Bustone, Posta, Rieti, Rivodutri, Turania e Varco Sabino. In Provincia di Roma: Arcinazzo Romano, Arsoli, Camerata Nuova, Cervara di Roma, Jenne, Riofreddo, Subiaco, Vallepietra, Vallinfreda e Vivaro Romano. In Provincia di Fresinone: Acquafonda, Alvito, Campoli Appennino, Collepardo, Filettino, Guarcino, Pescosolido, Picinisco, San Biagio Saracinisco, San Donato Val Comino, Settefrati, Sora, Trevi nel Lazio, Vallerotonda, Veroli, Vico nel Lazio e Viticuso.

 

 27  Dicembre 2008

LEONESSA Polenta bruschettà e salsicciata in piazza Le feste si riempiono di tanti buoni sapori E' assai ricco di appuntamenti il programma dei festeggiamenti per le vacanze natalizie di Leonessa. Tutti siono organizzati da Comune, Pro loco e parrocchia. Si inizia domani, sabato 27, alle 18.30 nella chiesa di Santa Maria con il concerto della "Corale San Giuseppe" di Leonessa.
Domenica, alle 21.30, nel teatro parrocchiale di San Pietro, il circolo culturale Durante Dorio presenta invece la commedia in vernacolo "Lu Fantasma" di Nardino Cesaretti. Martedi 30 l'appuntamento è culinario: alle 17.30 "polentata" in corso San Giuseppe a cura dei commercianti, mentre mercoledì alle 18 nella chiesa di Santa Maria c'è la "Messa di ringraziamento".
Diversi appuntamenti sono previsti anche per il giorno di Capodanno: alle 16.30 "La bruschetta" in corso San Giuseppe a cura dei commercianti, alle 18.30 nella chiesa di Santa Maria, grande "Concerto di Capodanno" dell'Ensemble d'archi "Sequenza", diretto da An gelo Maria Bruzzese e solista Fabiola Battaglini ed infine, alle 21.30, replica della commedia "Lu Fantasma" che verrà messa in scena anche nei giorni seguenti. Venerdì 2 gennaio, alle 18.30 nella chiesa di Santa Maria, il concreto del Quartetto di clarinetti "Emesto Cavallini".
Ancora musica classica in calendario per domenica 4 gennaio con il Quartetto d'Archi "Interludium" di Roma, in programma alle 18.30 nell'Auditorium Santa Lucia.
Il 5 gennaio alle 18.30 si toma alla gastronomia locale con l'organizzazione della ormai classica salsicciata e il vin brulé in piazza che si terrà in occasione della premiazione del concorso "Scopriamo i presepi dell'altipiano Leonessa". Alle 21.30, nel centro sportivo, spettacolo di cabaret con Giangranco Fino e Gianluca Giuliarelli.
Per il giorno della Befana, infine, alla 8.30, tradizionale "Messa della Bambina" aperta solo agli uomini e dell'Epifania; quindi, alle 12, arrivo della Befana con i doni per bambini nella chiesa di Santa Maria.
(Francesco Chiaretti)
 

 24  Dicembre 2008

Il bilancio passa, le polemiche restano Trancassini (An): «Melilli dimostra di non avere una linea politica per il territorio» Notte di veglia in Provincia per l'approvazione del bilancio di previsione del 2009, passato con i soli voti della maggioranza e il "no" dei 4 irriducibili della minoranza capeggiati da Paolo Trancassini. Ammonta a 124 milioni e 700mila euro il volume complessivo di entrate e spese dell'ente, con le entrate garantite quest'anno da alienazioni, trasferimenti di capitale e riscossione di credito per 70 milioni di euro, dai contributi di Stato e Regione (30 milioni di euro), tributi ( 14 milioni di euro). 44 i milioni di euro di spesa corren te (di cui 14 milioni di euro per il persoale), 71 i milioni di euro di spese in conto capitale, 1,1 milioni per rimborso prestiti, 7,3 milioni di euro per servizi per conto terzi. Approvato anche il piano triennale delle opere pubbliche su cui ha relazionato l'assessore Rufino Battisti.
«L'ultimo bilancio approvato dimostra ancora una volta che la giunta Melilli non ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio», il giudizio del consigliere Paolo Trancassini. «Non uno slancio, ne un'idea e neppure un'analisi del territorio e delle sue potenzialità dalle quali partire per il rilancio dell'economia. Cosa è stata la Provincia di Melilli? A cosa potrà essere associato il suo mandato? Non una risposta, su questo, è venuta dai banchi della maggioranza». Forse perché i consiglieri erano impegnati nella lettura del documento della Sinistra democratica sulla questione morale nel Pd. «Visto lo strappo, mi aspettavo una risposta anche su questo», chiudeTrancassini. Ma si è fatto tardi. Notte.
A.L.
 

 24  Dicembre 2008

Attacco Impietoso -  il capogruppo di An; «Bilancio mediocre» Trancassini boccia la Provincia - L'ultimo bilancio preventivo dell'amministrazione guidata da Fabio Melilli non ha fatto una buona impressione all'opposizione.
A spiegare i motivi, e a puntare i riflettori sui problemi del centrosinistra a pochi mesi dalle elezioni provinciali, è ancora una volta il consigliere di minoranza Paolo Trancassini.
«La presidenza di Fabio Melilli - spiega Trancassini - si è caratterizzata per una navigazione a vista e l'ultimo documento di programmazione ne è la conferma: non uno slancio, ne un'idea, ma soprattutto nessuna analisi attenta del territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali partire per il rilancio». A cosa associare il mandato di Melilli? È questa la domanda che si ripete Trancassini. Una delle risposte è che «se l'amministrazione provinciale non deciderà di ripartire dalle peculiarità del territorio e della sua storia continuerà a celebrare i funerali delle industrie».
Torna anche su Leonessa Trancassini, spiegando che «con il referendum si è dimostrato che la politica quando ha la capacità e la tenacia di battersi per il proprio territorio ottiene importati risultati. Oggi si parla del Terminino e del suo rilancio e verranno rea lizzati nuovi impianti di risalita: tutto questo lo si deve alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia democratica che ha avuto al centro il territorio». Infine Trancassini affonda sulla «questione morale» del Pd, facendo riferimento al duro comunicato emesso dagli alleati di Sinistra democratica, del quale vi abbiamo dato conto ieri. «Considerato che tale formazione politica amministra la Provincia di Rieti mi aspetto un chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo avute. Auspico che Melilli e Sinistra democratica lo facciamo al più presto, visto che c'è poco da interpretare su quanto scritto da Sd. Lo strappo è evidente».
(Marco Fuggetta)

 

 24  Dicembre 2008

Il consigliere Trancassini all'attacco della giunta Melilli "Gli impianti al Terminillo? Una vittoria di Leonessa" - "La Provincia non è in grado di garantire sviluppo"
"I nuovi impianti al Terminillo sono la vittoria della battaglia compiuta da Leonessa. La giunta alla guida della Provincia di Rieti non ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio". Non usa mezzi termini il consigliere provinciale Paolo Trancassini, che muove una severa critica alla gestione Melilli.
"L'ultimo bilancio approvato dimostra ancora una volta che la giunta alla guida della Provincia non ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio". E' quanto dichiarato dal consigliere provinciale Paolo Trancassini.
"La presidenza di Fabio Melilli - spiega Trancassini - si è caratterizzata per una navigazione a vista e l'ultimo documento di programmazione ne è la conferma: non uno slancio, ne un'idea, ma soprattutto nessuna analisi attenta del territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali partire per il rilancio dell'economia. Qual è stata la Provincia di Melilli? A cosa potrà essere associato il suo mandato? Non una risposta in tal senso dai banchi della maggioranza. Se l'amministrazione provinciale non deciderà di ripartire dalle peculiarità del territorio e della sua storia continuerà a celebrare i funerali delle industrie. Occorre, infatti, una seria politica di rilancio dell'artigianato, del commercio, del turismo e dell'agricoltura e di questo non v'è traccia nell'ultimo bilancio e nemmeno in quelli degli anni precedenti".
Nel corso della seduta di lunedì Paolo Trancassini è stato chiamato in causa ripetutamente dai consiglieri di maggioranza sul tema della consultazione referendaria di Leonessa. "Con il referendum ú spiega il consigliere provinciale - si è dimostrato che la politica quando ha la capacità e la tenacia di battersi per il proprio territorio ottiene importati risultati. Oggi si parla del Terminillo .e del suo rilancio e verranno realizzati nuovi impianti di risalita: tutto questo lo si deve alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia democratica che ha avuto al centro il territorio e il suo sviluppo".
La incapacità della giunta di centrosinistra nel realizzare e progettare si è palesata anche nella disfatta in materia di Piano territoriale provinciale generale (Ptpg). "È evidente - continua Trancassini - il fallimento nella mancata approvazione del Ptpg, annunciato più volte dal vicepresidente Roberto Giocondi come una grande possibilità di sviluppo per le deleghe 'a cascata' che avrebbe avuto questo Piano. Dopo cinque anni, non è stato approvato perché più volte rimandato indietro per l'incapacità di progettare da parte di questa amministrazione provinciale".
Chiarimenti vengono chiesti, inoltre, sulle gravi affermazioni riportate in una nota di Sinistra democratica in merito alla ó cosiddetta questione morale all'interno del Pd. "Mentre la nostra è una condanna politica per il centrosinistra - commenta Trancassini ieri si è registrato un attacco sulla moralità del Partito democratico presente sul nostro territòrio. Considerato che tale formazione politica amministra la Provincia di Rieti mi aspetto un chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo avute. Auspico che Melilli e Sinistra democratica lo facciamo al più presto, visto che c'è poco da interpretare su quanto scritto da Sd. Lo strappo che si è consumato è evidente".
 

www.ilgiornaledirieti.it  23  Dicembre 2008

«L’ultimo bilancio approvato dimostra ancora una volta che la giunta alla guida della Provincia non ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio». Lo dichiara il consigliere provinciale Paolo Trancassini.

«La presidenza di Fabio Melilli – continua Trancassini - si è caratterizzata per una navigazione a vista e l’ultimo documento di programmazione ne è la conferma: non uno slancio, né un’idea, ma soprattutto nessuna analisi attenta del territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali partire per il rilancio dell’economia. Qual è stata la Provincia di Melilli? A cosa potrà essere associato il suo mandato? Non una risposta in tal senso dai banchi della maggioranza. Se l’amministrazione provinciale non deciderà di ripartire dalle peculiarità del territorio e della sua storia continuerà a celebrare i funerali delle industrie. Occorre, infatti, una seria politica di rilancio dell’artigianato, del commercio, del turismo e dell’agricoltura e di questo non v’è traccia nell’ultimo bilancio e nemmeno in quelli degli anni precedenti».

Nel corso della seduta di ieri, Paolo Trancassini è stato chiamato in causa ripetutamente dai consiglieri di maggioranza sul tema della consultazione referendaria di Leonessa.

«Con il referendum – spiega il consigliere provinciale – si è dimostrato che la politica quando ha la capacità e la tenacia di battersi per il proprio territorio ottiene importati risultati. Oggi si parla del Terminillo e del suo rilancio e verranno realizzati nuovi impianti di risalita: tutto questo lo si deve alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia democratica che ha avuto al centro il territorio e il suo sviluppo».

«La incapacità della giunta di centrosinistra nel realizzare e progettare si è palesata anche nella disfatta in materia di Piano territoriale provinciale generale (Ptpg). È evidente – continua Trancassini - il fallimento nella mancata approvazione del Ptpg, annunciato più volte dal vicepresidente Roberto Giocondi come una grande possibilità di sviluppo per le deleghe ‘a cascata’ che avrebbe avuto questo Piano. Dopo cinque anni, non è stato approvato perché più volte rimandato indietro per l’incapacità di progettare da parte di questa amministrazione provinciale».

Chiarimenti vengono chiesti, inoltre, sulle gravi affermazioni riportate in una nota di Sinistra democratica in merito alla cosiddetta questione morale all’interno del Pd. «Mentre la nostra è una condanna politica per il centrosinistra – commenta Trancassini - ieri si è registrato un attacco sulla moralità del Partito democratico presente sul nostro territorio. Considerato che tale formazione politica amministra la Provincia di Rieti mi aspetto un chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo avute. Auspico che Melilli e Sinistra democratica lo facciamo al più presto, visto che c’è poco da interpretare su quanto scritto da Sd. Lo strappo che si è consumato è evidente».

 

Avv. Giuseppe La Bella  23  Dicembre 2008

 Torno a scrivere sul “nostro” sito, ma questa volta solo a titolo personale, dopo l’aspra, ma leale, campagna referendaria e dopo i tentativi, già denunciati, di mistificarne i risultati.  Questa volta, visti i precedenti senza alcuna meraviglia, leggo sulla stampa (e non) che il “grimaldello” (io l’avevo chiamata clava!) del referendum porterà gli impianti sciistici a Leonessa…con ben due piste del “Progetto ISIC”, oltre a quelle, ovviamente, tanto vituperate del “Progetto Costantini” che ora, stranamente, troverebbero tutti d’accordo.  Morale della favola: il “piatto di lenticchie” (ovvero questa soluzione) che era già pronto e “cucinato” prima del referendum (ricordo le mie dichiarazioni, di TRANCASSINI e soprattutto di MELILLI), viene ora servito “riscaldato” offerto ed accettato dagli “sconfitti”. I meriti di tutta l’operazione? Di chi ovviamente lo aveva da tempo accettato..

Questi sono i miracoli della politica… 

Ringrazio comunque tutti coloro che mi sono stati accanto in questa importante avventura ed anche quelli che si sono trovati sul fronte contrapposto. Tra questi ultimi uno in particolare. Quello che con tono rassegnato mi disse sulle scale di Palazzo Mongalli, subito dopo le varie conferenze stampa dell’indimenticabile (per noi!) pomeriggio del 1 Dicembre, se fosse giusto che me ne andassi così…abbandonando Leonessa.

Non aveva sentito sicuramente le mie dichiarazioni.  Avevo riferito, ed è riportato, a futura memoria, nell’articolo della LANCIA, pubblicato, peraltro, nella Vostra rassegna, che sarei andato “a riscuotere le cambiali” (rectius: promesse) che mi avevano sottoscritto Regione e Provincia.

Loro le stanno onorando senza alcuna preventiva “messa in mora” e soprattutto senza offrire alcun “contorno” in cambio…

Quindi mi aspetterei che TRANCASSINI, nella sua “corsa alla Dorando Petri“ alla poltrona di Presidente di quella stessa Provincia che riteneva inutile (per gli altri…), unitamente ai suoi “biografi”, abbiano la lealtà di non parlare più di questo referendum. Avranno sicuramente altri validi argomenti, magari proponendo il “modello Leonessa” per la Provincia di Rieti…

 Colgo, infine, l’occasione per augurare a tutti i leonessani un sereno Natale ed a Leonessa un 2009 di rinascita.

 Giuseppe LA BELLA 

 labella@studiolabella.it

 

Comunicato  Stampa  23 Dicembre 2008

COMUNICATO STAMPA

“L’ultimo bilancio approvato dimostra ancora una volta che la giunta alla guida della Provincia non ha una linea politica capace di dare un futuro al territorio”. Lo dichiara il consigliere provinciale Paolo Trancassini.

“La presidenza di Fabio Melilli – continua Trancassini - si è caratterizzata per una navigazione a vista e l’ultimo documento di programmazione ne è la conferma: non uno slancio, né un’idea, ma soprattutto nessuna analisi attenta del territorio provinciale e delle sue potenzialità, dalle quali partire per il rilancio dell’economia. Qual è stata la Provincia di Melilli? A cosa potrà essere associato il suo mandato? Non una risposta in tal senso dai banchi della maggioranza. Se l’amministrazione provinciale non deciderà di ripartire dalle peculiarità del territorio e della sua storia continuerà a celebrare i funerali delle industrie. Occorre, infatti, una seria politica di rilancio dell’artigianato, del commercio, del turismo e dell’agricoltura e di questo non v’è traccia nell’ultimo bilancio e nemmeno in quelli degli anni precedenti”.

Nel corso della seduta di ieri, Paolo Trancassini è stato chiamato in causa ripetutamente dai consiglieri di maggioranza sul tema della consultazione referendaria di Leonessa. “Con il referendum – spiega il consigliere provinciale – si è dimostrato che la politica quando ha la capacità e la tenacia di battersi per il proprio territorio ottiene  importati risultati. Oggi si parla del Terminillo e del suo rilancio e verranno realizzati nuovi impianti di risalita: tutto questo lo si deve alla ostinazione di una splendida e passionale battaglia democratica che ha avuto al centro il territorio e il suo sviluppo”.

La incapacità della giunta di centrosinistra nel realizzare e progettare si è palesata anche nella disfatta in materia di Piano territoriale provinciale generale (Ptpg). “È evidente – continua Trancassini - il fallimento nella mancata approvazione del Ptpg, annunciato più volte dal vicepresidente Roberto Giocondi come una grande possibilità di sviluppo per le deleghe ‘a cascata’ che avrebbe avuto questo Piano. Dopo cinque anni, non è stato approvato perché più volte rimandato indietro per l’incapacità di progettare da parte di questa amministrazione provinciale”.

Chiarimenti vengono chiesti, inoltre, sulle gravi affermazioni riportate in una nota di Sinistra democratica in merito alla cosiddetta questione morale all’interno del Pd. “Mentre la nostra è una condanna politica per il centrosinistra – commenta Trancassini - ieri si è registrato un attacco sulla moralità del Partito democratico presente sul nostro territorio. Considerato che tale formazione politica amministra la Provincia di Rieti mi aspetto un chiarimento. In consiglio risposte non ne abbiamo avute. Auspico che Melilli e Sinistra democratica lo facciamo al più presto, visto che c’è poco da interpretare su quanto scritto da Sd. Lo strappo che si è consumato è evidente”.

 

Regione Lazio  23  Dicembre 2008

 

PERILLI: FONDI REGIONALI PER IL TURISMO MONTANO

 

Sono stati stanziati 5 milioni e mezzo di euro come fondo unico regionale del turismo, che interesseranno 37 comuni della provincia di Rieti. A darne notizia il consigliere regionale Mario Perilli:<<un nuovo investimento per la provincia di Rieti – dichiara Perilli – che sarà distribuito ai comuni della regione, in totale 67, di cui trentasette della provincia di Rieti, che riguarderanno interventi  per ristrutturazione e riqualificazione di strutture recettive turistiche pubbliche, incentivazioni al risparmio energetico, del turismo sostenibile ed eco compatibile, realizzazione di nuove strutture ricettive turistiche pubbliche e implementazione di sistemi informatici "innovativi" e di sistemi per l'e – commerce. Una ulteriore spinta ad incentivare il turismo montano, dopo il grande impegno finanziario di 20 milioni di euro che riguarda il Terminillo. Questo finanziamento aiuterà ancora di più la valorizzazione del turismo montano e che nella portata del finanziamento premia in modo oggettivo proprio la provincia di Rieti, a cui va ad aggiungersi l'approvazione di oggi del Distretto della Montagna reatina>>. I comuni interessati, saranno quelli di Accumuli, Amatrice, Antrodoco, Ascrea, Borbona, Borgorose, Borgovelino, Cantalice, Castel di Tora, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Cittareale, Collalto, Colle di Tora, Collegiove, Colli sul Velino, Concerviano, Consigliano, Fiamignano, Greccio, Labro, Leonessa, Marcetelli, Micigliano, Monte San Giovanni, Montenero, Morro, Nespolo, Paganico, Pescorocchiano, Petrella, Poggio Bustone, Posta, Rieti, Rivodutri, Turania e Varco.
 
 
20 Dicembre 2008

Secondo voi, senza Leonessa ed il suo Referendum, sarebbe successo ?

La Redazione di www.leonessa.org

La Regione allenta i vincoli  - Si riaccende la speranza per gli impianti sulla Vallonina  - La Regione "allenta" a sorpresa i vincoli nelle zone Sic e Zps del Lazio e per questo riprende quota il progetto della Isic per la realizzazione di impianti da sci sulla Vallonina nel versante nord del Terminillo. Il referendum "secessionista" di Leonessa è passato ormai da una ventina di giorni ma ecco che, con una delibera di Giunta, la Regione Lazio fa clamorosamente retromarcia rispetto ai regolamenti da applicare nelle zone a protezione speciale togliendo quelle norme che, di fatto, impedivano la realizzazione del progetto Isic. La delibera è del 17 dicembre e modifica appunto il regolamento approvato nel maggio scorso che - per dirla con le parole del consigliere provinciale Paolo Trancassini che contro di esso ha ingaggiato una battaglia campale - "andavano oltre le direttive impartite dall'allora ministro dell'Ambiente Pecoraro Scarno impedendo la realizzazione anche di quegli impianti in corso di approvazione".
Contro quelle norme - oltre al referendum - il Comune di Leonessa (assistita in qualità di legale da Paolo Trancassini gratuitamente) aveva ingaggiato una battaglia legale impugnando la delibera davanti al tribunale amministrativo regionale del Lazio. Tutti erano in attesa della fissazione dell'udienza in cui i giudici sarebbero dovuti entrare nel merito. Ma non ce ne sarà bisogno. La Regione ha fatto retromarcia, di fatto, da se. Sette pagine di delibera che riportano tutto al punto di partenza. Più o meno. Le modifiche si sono ritenute necessario anche considerando il fatto - si legge nella delibera - che "per quanto attiene i comprensori sciistici appenninici o preappenninici del Lazio alcune amministrazioni locali hanno manifestato, in incontri ufficiali con l'assessorato Ambiente e Cooperazione tra i popoli, l'interesse al completamento dei comprensori medesimi per soddisfare le aspettative maturate nel tempo al fine di garantire uno sviluppo dei tenitori montani sui quali da tempo si registra un abbandono delle popolazioni locali anche per la cronica mancanza di opportunità di lavoro". Per questo - adeguandosi alle normative nazionali - sono fatti salvi dai divieti "gli impianti per i quali sia stato avviato il procedimento di autorizzazione, mediante deposito del progetto esecutivo comprensivo di valutazione d'incidenza". Ora si tratterà di capire se il progetto ISIC può rientrare in questa casistica.
(Paolo Di Basilio)

 

21  Dicembre 20008

I consiglieri regionali Massimi e Perilli confermano gli investimenti "Terminillo, promesse mantenute"- Approvati i 20 milioni per gli impianti sciistici - 20 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi impianti al Terminillo: la Finanziaria regionale ha approvato un emendamento presentato , dai consiglieri regionali Perilli  e Massimi, che esprimono soddisfazione: "Sono state mantenute le promesse".  La finanziaria regionale in corso di approvazione al Consiglio del Lazio ha appena approvato un  emendamento presentato dai consiglieri Massimi e Perilli che stanzia in totale 20 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi impianti al Terminillo.
"Una grande soddisfazione - hanno dichiarato Perilli e Massimi - questa è la conferma del nostro sostegno concreto e l'attenzione al comprensorio sciistico del Terminillo. Avevamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto; questo intervento finanziario, concordato da tempo con il Presidente della Regione Piero Marrazzo e il Presidente della Provincia Fabio Melilli, andrà a definire la strategia di sviluppo del Terminillo, sul quale sia la Regione che la Provincia hanno sempre dimostrato massima attenzione". Venti milioni di euro, spalmati nel bilancio triennale 2009-2011 (4 milioni nel 2009, 8 milioni nel 2010 gli ultimi 8 nel 2011): "C'è stato un grande lavoro di mediazione politica, la cifra è consistente e credo che assieme all'Amministrazione provinciale potremmo finalmente chiudere questo capitolo e rilanciare definitivamente il turismo invernale della nostra montagna".

 21 Dicembre 2008

Venti milioni di euro in tre anni per gli impianti del Terminillo - Il consiglio regionale, nell' ambito della discussione della finanziaria, ha deciso lo stanziamento di 20 milioni di euro in tre anni (4 nel 2009, 8 nel 2010 e 8 nel 2011) per la progettazione e la realizzazione di impianti sciistici nel comprensorio del Terminillo. «C'è stato un grande lavoro di mediazione politica ha commentato Mario Perilli la cifra è consistente e credo che assieme all'amministrazione provinciale potremo finalmente rilanciare il turismo invernale della nostra montagna». Soddisfatta anche Anna Maria Massimi che collega lo stanziamento a quanto avvenuto a Leonessa. «Lo stanziamento dell'ingente somma rappresenta la conclusione migliore di un percorso che ha animato il nostro territorio con gesti anche sconsiderati, vedi il referendum - ha detto la Massimi - questo traguardo rappresenta e sostiene quanti hanno lottato per battersi a favore del comitato del No dimostrando piena fiducia nel nostro lavoro che è sempre andato in direzione degli interessi di tutta la comunità». Ora però sarà necessario mettere in campo un progetto serio e nel più breve tempo possibile.

(Marco Fuggetta)

 21 Dicembre 2008

Il finanziamento inserito dalla Regione nella legge finanziaria- Sostegno al progetto della Provincia Fioccano soldi sul monte Terminillo  - Stanziati 20 milioni, in tre anni, per realizzare i nuovi impianti sciistici -Terminillo, prima la neve, adesso i soldi, 20 milioni di euro da qui a tre anni dalla Regione per la progettazione e la realizzazione di impianti sciistici. Nella corsa alla finanziaria regionale i consiglieri reatini Mario Perilli e Anna Maria Massimi hanno "strappato" un emendamento che stanzia 4 milioni di euro nel 2009, 8 nel 2010, altrettanti nel 2011 così da garantire una prima "riserva" al piano intercomunale per il rilancio della Montagna cui sta lavorando la Provincia (piano del valore complessivo di 70 milioni di euro).
«Avevamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto - dichiarano Perilli e la Massimi ripensando al grigio autunno leonessano - questa è la conferma della nostra attenzione e del nostro sostegno concreto al comprensorio sciistico del Terminillo. Tale intervento finanziario, concordato da tempo con il presidente della Regione Marrazzo e il presidente della Provincia Melilli, servirà a definire la strategia di sviluppo del Terminillo». Anche Melilli canta vittoria pure se il piano intercomunale sul quale questi soldi saranno spesi non è stato ancora completamente definito. «Contiamo di presentarlo entro l'anno e comunque le riunioni con l'assessore regionale Zaratti si susseguono», dice. Dentro, come si ricorderà, ci  sono nuovi impianti di risalita progettati nel versante reatino, un "aggancio" al Terminino da Cantalice, lo scavalco con una funicor a 100 posti alla selletta di Leonessa, una serie di impianti nel versante leonessano di Campo Stella e due bacini idrici per l'innevamento artificiale.
Un progetto da 70 milioni di euro che, nel dettaglio, è ancora allo studio in Provincia ma per il quale il tecnico veneto Daniele Costantini sta già lavorando alla valutazione di incidenza, uno dei passaggi chiave per un primo, complessivo via libera dalla Regione. Via libera che la giunta regionale, come si ricorderà, si era impegnata a dare su mandato del consiglio quale gesto di buona volontà e maggiore attenzione alle tematiche della montagna reatina "rotolate a valle" col referendum secessionista promosso da Leonessa. E proprio all'indomani di quel voto, insufficiente a staccare il comune reatino dal Lazio, che i consiglieri regionali Perilli e Massimi si erano impegnati anche sul fronte economico invitando ad aspettare la prossima finanziaria per stimarne gli esiti. E ieri ecco i 20 milioni di euro su scala triennale. «Lo stanziamento di questa somma - ha dichiarato la Massimi, la più esposta al vento freddo leonessano - rappresenta la conclusione migliore di un percorso che ha animato il nostro territorio con gesti anche sconsiderati, in quanto si rivendicavano giuste pretese ma con un percorso sbagliato». Tra le priorità già indicate nell'ipotesi progettuale della Provincia c'è il nuovo impianto per la Cardito Nord, la pista più bella del Terminillo da due anni off limits perché la vecchia seggiovia era ormai fuori legge. Aspettate però un anno almeno a infilare gli sci...
(Alessandra Lancia)
 

21 Dicembre 2008

 Lo stanziamento approvato dal consiglio regionale Terminino, 20 milioni per le piste Terminino Stanziamento approvato dal consiglio regionale Venti milioni di euro per le piste Penili e Massimi: "Via atto sviluppo sciistico"
RIETI - Dopo l'allentamento dei vicoli alle Zone protette, comprese quelle del Terminillo, deciso dalla giunta regionale su proposta dell'assessore all'Ambiente Filiberto Zaratti, ora arrivano anche i soldi per lo sviluppo sciistico del comprensorio. Il consiglio regionale ha stanziato 20 milioni di euro inseriti nella Finanziaria regionale. L'annuncio è stato fatto ieri dai consiglieri regionali Anna Maria Massimi e Mario Perilli che, tengono a sottolinerare in una nota, "hanno sostenuto con grande lavoro e interesse l'iter della prosposta fino alla sua approvazione".
Ora, ovviamente, non possono che esprimere soddisfazione, soprattutto la Massimi che nelle scorse settimane è stata una delle protagoniste della campagna referendaria a Leonessa dalla parte del "fronte per il No" per il passaggio in Umbria e che alla fine, seppur per effetto del doppio quorum non raggiunto, ha avuto la meglio nella contesa elettorale.
"Lo stanziamento dell'ingente somma dichiara - rappresenta la conclusione migliore di un percorso che ha animato il nostro territorio con gesti anche sconsiderati, vedi il referendum, che rivendicava con un percorso sbagliato le giuste pretese di un territorio che chiedeva investimenti e aiuti di vario tipo per essere rilanciato. Questo traguardo rappresenta e sostiene quanti hanno lottato a favore del comitato del No, dimostrando piena fiducia nel nostro lavoro che è sempre andato in direzione degli interessi di tutta la comunità". Con la cifra stanziata verranno realizzati nuovi impianti sciistici che miglioreranno la dualità nell'offerta turistica del Terminillo e di Leonessa con modalità progettuali da valutare.
E sta proprio qui il punto. Quali saranno questi impianti? Quelli proposti a ridosso del referendum dalla Provincia attraverso il "progetto Costantini" oppure quelli, ormai famosi, sulla Vallonina, pagati con un project financing - il privato paga e gestisce per un periodo di tempo prestabilito quanto realizzato - e che sono stati fermati? Molto probabilmente ci sarà una sorta di "terza via" che sarà una sintesi. A questo si lavorerà nelle prossime settimane e si è lavorato anche a ridosso, del referendum. Il "segnale", arrivato dalla giunta regionale che di fatto ha tolto alcuni degli ostacoli che impedivano la realizzazione delle piste sulla Vallonina, è stato recepito positivamente anche da Paolo Trancassini.
"E' la dimostrazione - dice al telefono che il referendum a qualche cosa è servito, quantomeno ad aprire dei tavoli tecnici in cui si è iniziato a parlare dei progetti in maniera seria. Ora si deve riconoscere all'amministrazione comunale di aver rispettato le istituzioni pur avendo portato fino in fondo il referendum. Per quanto mi riguarda - conclude - sono convinto che almeno una parte del progetto Isic (le piste più m alto, ndr] verrà realizzato, cosi come non ho niente contro una stazione a Cantalice o contro lo scavalco. Penso che gli incontri che abbiamo avuto con Zaratti fino a qualche giorno prima del voto abbiano lasciato un segno. Ora però bisogna concretizzare".
(Paolo Di Basilio)
 

20 Dicembre 2008

La Regione allenta i vincoli  - Si riaccende la speranza per gli impianti sulla Vallonina  - La Regione "allenta" a sorpresa i vincoli nelle zone Sic e Zps del Lazio e per questo riprende quota il progetto della Isic per la realizzazione di impianti da sci sulla Vallonina nel versante nord del Terminillo. Il referendum "secessionista" di Leonessa è passato ormai da una ventina di giorni ma ecco che, con una delibera di Giunta, la Regione Lazio fa clamorosamente retromarcia rispetto ai regolamenti da applicare nelle zone a protezione speciale togliendo quelle norme che, di fatto, impedivano la realizzazione del progetto Isic. La delibera è del 17 dicembre e modifica appunto il regolamento approvato nel maggio scorso che - per dirla con le parole del consigliere provinciale Paolo Trancassini che contro di esso ha ingaggiato una battaglia campale - "andavano oltre le direttive impartite dall'allora ministro dell'Ambiente Pecoraro Scarno impedendo la realizzazione anche di quegli impianti in corso di approvazione".
Contro quelle norme - oltre al referendum - il Comune di Leonessa (assistita in qualità di legale da Paolo Trancassini gratuitamente) aveva ingaggiato una battaglia legale impugnando la delibera davanti al tribunale amministrativo regionale del Lazio. Tutti erano in attesa della fissazione dell'udienza in cui i giudici sarebbero dovuti entrare nel merito. Ma non ce ne sarà bisogno. La Regione ha fatto retromarcia, di fatto, da se. Sette pagine di delibera che riportano tutto al punto di partenza. Più o meno. Le modifiche si sono ritenute necessario anche considerando il fatto - si legge nella delibera - che "per quanto attiene i comprensori sciistici appenninici o preappenninici del Lazio alcune amministrazioni locali hanno manifestato, in incontri ufficiali con l'assessorato Ambiente e Cooperazione tra i popoli, l'interesse al completamento dei comprensori medesimi per soddisfare le aspettative maturate nel tempo al fine di garantire uno sviluppo dei tenitori montani sui quali da tempo si registra un abbandono delle popolazioni locali anche per la cronica mancanza di opportunità di lavoro". Per questo - adeguandosi alle normative nazionali - sono fatti salvi dai divieti "gli impianti per i quali sia stato avviato il procedimento di autorizzazione, mediante deposito del progetto esecutivo comprensivo di valutazione d'incidenza". Ora si tratterà di capire se il progetto ISIC può rientrare in questa casistica.
(Paolo Di Basilio)

 

Regione Lazio  20  Dicembre 2008

Siamo assolutamente convinti che il Referendum non sia stato un gesto sconsiderato.

Solo grazie alla "dirompente" iniziativa della Giunta di Maggioranza del Comune di Leonessa (peraltro avallato in prima istanza dalla Giunta di Minoranza), siamo arrivati ai 20 milioni di Euro.         Grimaldello, non gesto sconsiderato.

Questa  per adesso è solo campagna elettorale: ci sono le difficoltà di perenne genesi di una compagine politica, c'è l'inchiesta di Napoli che è bella cha arrivata a Roma, c'è il timore di giungere alla inaugurazione dei nuovi impianti di Leonessa con un giunta non proprio "allineata".

Bisognerebbe essere tutti "allineati" all'idea Leonessa: ma questa è un'altra storia.

Noi, nel nostro piccolo, aspettiamo. Aspettiamo un progetto, che ancora non c'è: aspettiamo i fatti.

Saremo i primi a congratularci (sempre per quello che vale il nostro giudizio, cioè meno che zero).

Buona Natale a tutti.

La Redazione di www.leonessa.org

 

Il Consiglio Regionale del Lazio, in seduta per approvare la Finanziaria 2009, ha deliberato lo stanziamento di 20 milioni di euro per lo sviluppo sciistico del comprensorio del Terminillo.

La Regione Lazio stanzia 20 milioni di euro per lo sviluppo sciistico del comprensorio del Terminillo che con questa soluzione potrà puntare ad un consistente rilancio del sito montano. L’importante decisione è stata annunciata dai consiglieri regionali Annamaria Massimi e Mario Perilli che hanno sostenuto con grande lavoro e interesse l’ iter della proposta fino alla sua approvazione.

“Lo stanziamento dell’ingente somma – ha dichiarato Annamaria Massimi – rappresenta la conclusione migliore di un percorso che ha animato il nostro territorio con gesti anche sconsiderati, vedi il referendum, che rivendicava con un percorso sbagliato le giuste pretese di un territorio che chiedeva investimenti e aiuti di vario tipo per essere rilanciato. Questo traguarda rappresenta e sostiene quanti hanno lottato per battersi a favore del comitato del NO dimostrando piena fiducia nel nostro lavoro che è sempre andato in direzione degli interessi di tutta la comunità”.

Con la cifra stanziata verranno realizzati nuovi impianti sciistici che miglioreranno la qualità dell’offerta turistica del sito sciistico del Terminillo e di Leonessa con modalità progettuali da valutare.  

Cordiali saluti

On. Anna Maria Massimi

Regione Lazio  20  Dicembre 2008

 

PERILLI E MASSIMI:  "MANTENUTE LE PROMESSE SUL TERMINILLO"

La finanziaria regionale in corso di approvazione al Consiglio del Lazio, ha appena approvato un emendamento presentato dai consiglieri regionali Mario Perilli e Anna Maria Massimi che stanzia in totale 20 milioni di euro per la progettazione e la realizzazione di impianti sciistici al Terminillo. <<Una grande soddisfazione – hanno dichiarato Perilli e Massimi – questa è la conferma del nostro sostegno concreto e l'attenzione al comprensorio sciistico del Terminillo. Avevamo preso un impegno e lo abbiamo mantenuto; questo intervento finanziario, concordato da tempo con il Presidente della Regione Piero Marrazzo e il Presidente della Provincia Fabio Melilli, andrà a definire la strategia di sviluppo del Terminillo, sul quale sia la Regione che la Provincia hanno sempre dimostrato massima attenzione>>. Venti milioni di euro, spalmati nel bilancio triennale 2009 – 2011 (4 milioni nel 2009, 8° milioni nel 2010 gli ultimi 8 nel 2011):<<c'è stato un grande lavoro di  mediazione politica, la cifra è consistente e credo che assieme all'Amministrazione provinciale potremmo finalmente chiudere questo capitolo e rilanciare definitivamente il turismo invernale della nostra montagna>>..

 

I Nostri Lettori  16 Dicembre 2008

 

Come si fà ad avere una qualsiasi notizia sulla apertura degli impianti? Riguardo al famoso referendum,non sarebbe stato meglio regalare a qualche benefattore i leonessani con relativi politicanti e
ricominciare tutto dal principio?

Saluti

Gigi Presciutti

 

12  Dicembre 20008

"L'ABOLIZIONE delle Province causerebbe una situazione di caos senza precèdenti". Ha concluso così la propria intervista andata in onda la sera di mercoledì a Matrìx il presidente Upi Fabio Melilli.
La trasmissione di Canale 5 condotta da Enrico Montana ha dedicato la puntata alla questione relativa alla richiesta sollevata da più parti dell'abolizione dell'ente provincia: in studio tra gli altri 'Vittorio Feltri, che sta portando avanti una raccolta di firme per proporre al governo l'abolizione dell'ente: "Siamo già a quota 32mila, presto presenteremo la petizione al governo e non potranno far finta di niente". n presidente delTUpi e della Provincia di Rieti dal canto suo ha ribadito il perché dell'impossibilità del taglio: "Intanto per la situazione di forte indebitamento delle Province: chi erediterebbe il debito? - si è chiesto Melilli - Inoltre d sarebbero gravissimi problemi occupazionali e per la redistribuzione dei compiti amministrativi attualmente detenuti dalle Province".

 

Frontiera  12 Dicembre 2008

 

 

 

 

 

 

I Nostri Lettori  12 Dicembre 2008

Grazie 2 volte ...

Una volta per i complimenti, sempre graditi.

Ma soprattutto per aver ricordato i nostri amici di Campo Stella. Fantastici.

Per il resto, lo ripetiamo : aspettiamo i fatti, dopo le promesse di chi ha vinto il Referendum.

Felice Natale, Francesco !!

La Redazione di www.leonessa.org

Buonasera spettabile redazione di Leonessa,inviandovi a tutti Voi gli auguri di Natale e complimentandomi per il bellissimo e sempre aggiornato sito,che leggo ogni giorno volentieri,con profondo rammarico devo pero' dire,della delusione provata per gli esiti negativi degli impianti sciistici di  Campo stella.
Con una annata come questa,con la neve che non si vedeva da 60 anni,vedere Campo Stella chiuso e' veramente deprimente,forse tanta grazia di Dio per un paese di montagna come il vostro e' sprecata,sono anni e anni,che soltanto chiacchiere imbevute di tanta politica non hanno portato a nulla e a nulla porteranno in futuro.
Ci vogliono i fatti,se la vostra montagna era al nord o tantomeno in Abruzzo,Leonessa ora sarebbe una fiorente stazione sciistica,con un  turismo invernale sviluppato,che avrebbe dato respiro alla vostra economia locale ,ma soprattutto lavoro ai vostri tanti giovani,che sono costretti ad emigrare per un posto di lavoro.
La politica non fa' il bene delle persone e dei territori,ma procura soltanto poltrone di potere,per cui  Campo Stella rimane una bellissima realta' da ammirare  soltanto nelle foto.
Un saluto a tutti ed in particolare a quei pochi temerari o forse io chiamerei pionieri,che con tanto sacrificio e amore ci hanno permesso in questi ultimi due anni di passare delle bellissime domeniche a sciare a Campo Stella,curando le piste con un impegno notevole,rendendole perfette,anche con i pochissimi mezzi a  disposizione,lasciando le promesse soltanto alle chiacchiere di chi cercava  una poltrona,e non una discesa con gli sci.
 
 
Cordiali saluti
                        
                                 Francesco   Gondola

     

 10 Dicembre 2008

RIETI-ROMA IL TRENO DELLE BEFFE - Sembra proprio una persecuzione: il feeling tra i sabini e il settore dei trasporti resta un sogno. Potrebbe essere scritto un libro sulle numerose vicende che hanno caratterizzato (negativamente) le stagioni dei pendolari di casa nostra. Disagi notevoli, promesse disattese, collegamenti vecchi, incompleti e inefficienti. Strade e ferrovie rappresentano purtroppo un calvario per tutta la provincia di Rieti, che paga lo scotto di un isolamento atavico sotto molteplici profili, a cominciare da quello socioeconomico. Non si contano più gli annunci della realizzazione (imminente) di importanti opere pubbliche - sia stradali, sia ferroviarie - in grado di determinare una svolta storica nel precario equilibrio tra infrastrutture, lavoro, economia e pendolarismo. A nulla, o quasi, sono valse le infinite richieste dei vari comitati che si sono battuti in modo encomiabile per ottenere mezzi più moderni per la Capitale. Dal 13 dicembre entrerà in funzione il treno dei desideri che collegllerà Rieti a. Roma (via Terni) senza cambi. Sembrava una conquista,\na presenta il colore di una beffa per giunta molto costosa a ridosso di consultazioni elettorali. Viene danneggiata di nuovo la classe dei pendolari, quella che deve trovarsi tutti i giorni entro le 8 o al massimo le 8.30 a Roma. Sapete a che ora parte il treno da Rieti? Alle 7.56. L'arrivo è previsto non prima delle 9.30. Ultimo particolare, tutt'altro che irrilevante: ferma solo alla stazione Tiburtina. Cui prodest?
( FRANCESCO DI SALVATORE)
 

www.ilgiornaledirieti.it  10 Dicembre 2008

«Dal 15 dicembre i cittadini di Rieti potranno andare a Roma diretti, senza cambio a Terni. Benissimo. Ma quelli della provincia come faranno ad arrivare a Rieti o Terni?».

A chiederselo Paola Francia, presidente del circolo di Alleanza nazionale di Greccio, “Nuova Italia”. Va bene la tanta attenzione dedicata alla questione da Provincia e Regione, ma, prosegue Francia «questi enti si sono dimenticati dei cittadini, quelli che vanno a scuola, al lavoro o che devono recarsi nel capoluogo per visite o fare degli acquisti. Ebbene, questi cittadini di serie b, da lunedì, il treno lo vedranno solo passare nei loro comuni perché non si fermerà più se non in rare occasioni».

«Si potrebbe pensare – prosegue l’esponente di An - che stiamo parlando di stazioni minori, di poca importanza sia per popolazione residente che per storia ma, non è così, parliamo niente di meno che di Greccio, paese di 1500 abitanti, famoso in tutto il mondo e méta costante di turisti, in particolare nel mese di dicembre che, da lunedì prossimo, vedrà, ridotte le fermate della tratta Rieti-Terni di più del 50 per cento».

«Il presidente Melilli – sottolinea Francia - dimentica troppo spesso che la provincia da lui amministrata non termina in Sabina, per la quale tanto si adopera, ma comprende territori altrettanto importanti e così oggi Greccio, come ieri Leonessa, spariscono dagli interessi amministrativi della sua giunta forse perché troppo lontani dalla sua tanta amata terra natia».

«Non so come si possa parlare di rilancio dei piccoli centri e di turismo quando poi si va nella direzione opposta. Siamo stanchi di futili promesse e di una politica dell’immagine che si traduce solo in disagi maggiori per tutti. Solo ieri Marazzo - sostenuto da tutta l’amministrazione provinciale - dichiarava che la cessione della tratta Rieti-Terni alla centrale umbra avrebbe portato solo benefici ai reatini. Sono passati pochi mesi e la realtà è venuta a galla: questa operazione è servita solo ad accontentare la regione umbra a discapito dei cittadini del Lazio, perché il treno – denuncia Francia -, per questi signori, non è un servizio pubblico ma un affare privato».

«Si chiede al presidente Melilli – conclude Francia - di intervenire presso chi di competenza affinché si possa prima del 15 dicembre porre rimedio a questa situazione, come ad altre, che creeranno un grande disagio per i cittadini e un danno all’economia turistica di questi territori».

 

I Nostri Lettori  8 Dicembre 2008

Ringraziamo di cuore il Signor Rauco per l'apprezzamento.

Con la sincera speranza che continui a seguire il nostro lavoro, senza far mai mancare il suo prezioso contributo.

Riteniamo che l'imparzialità non sia di questo mondo.

Siamo uomini faziosi, ma liberi.

La Redazione di www.leonessa.org

Ho seguito con molto interesse sul vostro sito tutte le vicissitudini del referendum e sono qui a complimentarmi per l'ampia esposizione dei fatti e il dettaglio nel comunicare ogni piccolo avanzamento.

Peccato per l'eccessiva faziosità che spesso è andata a discapito di una chiarezza nell'esposizione dei fatti.

Vi confermo in ogni caso i miei complimenti, continuerò a seguire il vostro sito con la stessa frequenza usata durante questi giorni.

Achille Rauco

 
www.mepradio.it  8 Dicembre 2008

 

A cura dell'Avv. Gianfranco Paris, direttore di "Mondo Sabino"

<< Finalmente un evento politico! Il noioso piccolo mondo politico locale è stato finalmente “scosso” da un evento politico. L’epicentro a Leonessa, nel cuore dell’Appennino centrale, a due passi da tutte le vette più alte. Gran maestro d’eruttazione Paolo Trancassini. E chi meglio di Lui che ha respirato fin quasi dalle “fasce” il calore della “fiamma tricolore”! Trancassini, già sindaco di Leonessa da tempo, asfissiato dalla mancanza più totale di qualsiasi fatto che avesse la parvenza di una iniziativa politica, s’è inventato un referendum da sottoporre al giudizio dei leonessani che aveva per oggetto il quesito: Vuoi abbandonare il Lazio e passare con l’Umbria?
A prima vista la cosa poteva apparire come una battuta. Invece non è stato così, essa ben presto si è rivelata una bomba ad orologeria fermata al 30 novembre 2008, ed ha costretto tutti i suoi avversari ad una corsa ad ostacoli per disinnescarla. Dico tutti, perché subito si è capito che la cosa non era gradita né agli avversari della sinistra, né ai “camerati” della destra con i quali milita Trancassini nel consiglio provinciale. Ma Trancassini ha un pregio che in politica oggi è un vizio: ragionare con la propria testa ed agire di conseguenza. Tutti sanno che la provincia di Rieti è abbandonata a se stessa e che alcuni paesi periferici, pur avendone le potenzialità, con questa classe politica non faranno mai un passo avanti.
Leonessa lamenta soprattutto di non poter diventare una stazione sciistica importante dell’Italia centrale nord che gravita sull’Umbria e sulle Marche. Tutti sanno che stando nel Lazio non ci diventerà mai. Il principale ostacolo è che coloro che stanno al potere di volta in volta, invece di pensare al loro territorio dal quale provengono si accontentano di fare la loro piccola carriera di gregari ed obbediscono a direttive politiche che non comprendono l’occuparsi di Leonessa.
Trancassini lo sa perché frequenta da anni le “sacre” botteghe del potere. Ha sopportato fino ad oggi, poi si è stufato. Evidentemente non è uno che si appaga di piccole prebende personali, anche perché, essendo un libero professionista, fprse se lo può permettere. E’ un qualche cosa che ho vissuto anch’io sulla mia pelle negli anni settanta, e lo comprendo a pieno.
Così ha preso Lui l’iniziativa e non ha guardato in faccia a nessuno: amici e avversari, puntando sul popolo dei leonessani, sui suoi concittadini, che del resto lo hanno eletto per due volte sindaco di Leonessa.La cosa ha preso tutti di contropiede. Dapprima hanno sottovalutato, poi hanno cominciato ad aver paura e alla fine è partita una controffensiva senza esclusione di colpi. Una vera e propria guerra per bande!
Alla fine hanno vinto loro, i politici di sinistra e di destra della provincia di Rieti perché, a causa di un meccanismo elettorale reso difficile dal legislatore, sono riusciti ad evitare che la procedura della separazione vada avanti per 220 voti, ma i leonessani hanno dato un solenne schiaffo alla classe politica locale votando in 926 per la separazione e solo 238 per la permanenza nel Lazio. Gli altri non sono andati a votare. Gli avversari di Trancassini diranno che non votando hanno espresso un no, come ha fatto la chiesa di recente per un referendum sui diritti civili, ma questi sono giochetti di parole perché molte persone non sono andate a votare certo anche per impedimento e, data la poca differenza dal quorum, possiamo certo dire che più della metà della popolazione di Leonessa amerebbe andarsene con l’Umbria. Un giudizio certamente non lusinghiero per tipi come Melilli, Giocondi, Cicchetti, Perilli, Massini, ecc…
Ora è chiaro che le cose non potranno essere più come prima. Un motivo di fondo contro il SI è stato quello che per ottenere bisogna chiedere, insistere come questuanti, costringere politicamente la Provincia e soprattutto la Regione Lazio ad occuparsi di Leonessa (e non solo di Leonessa ma di tutta la provincia di Rieti dico io). Giocondi poi ha promesso attraverso una intervista a Mondo Sabino che il problema del bacino sciistico del Terminillo deve considerarsi quasi risolto!
Ora che il pericolo più grosso è scomparso dall’orizzonte politico immediato vedremo se questi signori sapranno avere un sussulto d’orgoglio o si accontenteranno di continuare a riempire solo il loro “grecile”!
Saranno capaci di fare qualcosa di positivo per davvero? Io ci credo poco! Continueranno a fare il piccolo cabotaggio del sottogoverno ed a comprare tizio e caio come fanno da sempre. Trancassini intanto ha capito che una azione politica che tenga conto delle esigenze del territorio non può essere fatta qui da noi né con politici di destra, né con politici di sinistra e subito si è dimesso da AN. Se Melilli &C. cantano vittoria, fanno molto male perché non si accorgono che l’ignavia ha un limite, e qui da noi gli effetti dell’ignavia stanno superando ogni limite consentito. Nel Nord quando l’immobilismo della DC divenne ignavia, nacque la Lega, i cui effetti negativi ci sovrastano tutt’oggi.
Dobbiamo invogliare Trancassini a fondare anche qui da noi una Lega di liberazione? In politica tutto può accadere. A me non piacciono le contestazioni arrabbiate, ma quando ce vo’, ce vo’! A meno che la lezione non sia servita, e allora forse cominceremo a respirare aria nuova >>.

 

 7 Dicembre 2008

Questo colorato di arancione è l'articolo comparso il 4 dicembre 2008 sul quotidiano "Nuovo Rieti oggi".

Quello colorato di grigio (almeno in partenza) è l'articolo comparso sul Tempo il 7 dicembre 2008.

Il primo articolo (quello arancione) parla di lettera aperta ai Leonessani

Il secondo articolo (quello grigio) parla anch'esso  di lettera aperta ai leonesani.

Nell'articolo grigio trovate evidenziati  in blu i passaggi identici tra i due articoli.

Concludendo: l'articolo de "Il Tempo" del 7 dicembre 2008 è praticamente lo stesso di quello pubblicato da "Nuovo Rieti Oggi" il 4 dicembre 2008.

Tranne che per un piccolo dettaglio: nell'articolo de"Il Tempo" viene omesso il passaggio :"...ed impegnarsi a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per cambiare amministrazione. Quella sì che va cambiata.........!"

Chiediamo scusa per l'effetto cromatico. Crediamo però sia più discutibile quanto accaduto.

La Redazione di www.leonessa.org

Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco di Leonessa dal Lazio Annamaria Massimi ringrazia i cittadini "In questo momento c'è grande soddisfazione per l'esito del voto"
RIETI - Annamaria Massimi scrive una lettera aperta ai Leonessani per ringraziarli della fiducia dimostrata.
Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà necessario ripensare il futuro comune".
Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco del Comune di Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria, ad esprimere piena soddisfazione per l'esito del voto, è l'Onorevole Annamaria Massimi, leonessana alla guida della commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università.
"Da leonessana e da Consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del Comitato del No, tutti i Leonessani che si sono recati alle urne per esprimere parere negativo all'eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare; hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell'istituzione regionale e provinciale. Da oggi continuerà incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica di tutta la Regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni assunti e per questo continuerò a farmi garante e portavoce di un territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione Lazio. E' importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente Marrazzo abbia sottolineato che" Leonessa è un Comune che non vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina". » Verso lo steso obiettivo è stato anche il sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli al quale va un plauso per aver difeso gli interessi dei territorio all'insegna dell'unità.
Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro
ed impegnarsi a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per cambiare amministrazione. Quella sì che va cambiata.........!"
 

Annamaria Massimi, consigliere regionale alla guida della commissione Scuola, ha scritto questa lettera aperta ai leonessani all'indomani del voto per il referendum.
«Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà necessario ripensare il futuro comune. Da leonessana e da consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del Comitato del No, tutti i leonessani che si sono recati alle urne per esprimere parere negativo all'eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare. Hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell'istituzione regionale e provinciale».
«Da oggi continuerà incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il Comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica di tutta la Regione».
«È importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente Marrazzo abbia sottolineato che "Leonessa è un Comune che non vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina". Verso lo stesso obiettivo è stato anche il sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli. Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro».
 

I Nostri Lettori  6 Dicembre 2008

Egregio Avv. La Bella

 Raccolgo con piacere il Suo invito fare i “conti numerici” del Referendum appena trascorso, munendomi, come da Suo consiglio, di idonea calcolatrice. A dire la verità non ne avrei bisogno, ma visto che Ella avrà certamente usato quelle che ha trovato nei luoghi di lavoro dei Suoi amici, ho preferito cautelarmi.Comunque i numeri, quelli si, sono galantuomini. 

Ulteriore doverosa premessa: ho votato – con estrema convinzione – SI-. Passiamo ora ai numeri.

 Percentuale votanti alle elezioni politiche dell’aprile duemilaotto:  77%

Tenuto conto di tutti i fattori negativi che hanno caratterizzato i due giorni di votazione, manteniamo la stessa percentuale per il voto del Referendum.

 - Elettori iscritti a votare:  n. 2.290

- 77% di 2.290                : n. 1763  

 voti:                         favorevoli al      Si  :  n. 926

                                 favorevoli al      No:  n. 238

                                 bianche  e nulle    :  n.   43

                                   __________________________

                                   per un totale di           1.207

 quindi non hanno votato (1763-1207) = 556 persone. 

Anche sommando i “non votanti effettivi” con i voti “no” si raggiunge la cifra di

(238+556) = 794 persone.

 Quindi, come la giri, la giri, sempre meno voti sono.

Ma a proposito, avvocato La Bella, quelli che hanno votato “no” hanno ascoltato le Sue chiare direttive o erano partecipanti ad una altra festa ?

 Ed allora, chi sono quelli che non hanno votato ?

 Ma, Lei, queste domande se le è poste? Ovvero le ha poste a quelli che forse facevano parte del Suo staff elettorale ?

E si che i seggi erano strettamente tenuti sotto controllo dall’apparente fronte del “ni-na-no” (per semplicità ed assonanza “ninnaò”)-.

 Non se la prenda avvocato, questa è, purtroppo, nonostante tutto, ancora Leonessa e questo è il male peggiore…

 Buone cose. 

                                                                                  Vittorio  Lucece

 

  5 Dicembre 2008

 "Che il nostro Comitato non goda di 'buona stampa' è uno dei dati oggettivi registrati, ma ciò che più infastidisce è leggere ora il tentativo di mistificare il risultato del referendum". Si apre cosi la nota dell'avvocato Giuseppe La Bella, promotore, nel recente referendum di Leonessa, del Comitato per il No al passaggio all'Umbria. "Ricordo - aggiunge che il collega Paolo Trancassini (promotore del Comitato per il Si), da persona leale, ha ammesso immediatamente e pubblicamente la sconfitta del suo Comitato venendosi a congratulare con il sottoscritto. Ero quindi rimasto a lunedì scorso...'Ora invece leggo, che taluni 'mistificatori" non hanno capito che il referendum è stato perso dai 'secessionisti' e vinto da chi è voluto rimanere nel Lazio. Cioè da noi". La Bella ha infatti letto, "non senza indignazione", che taluni avrebbero attributo ai Si la vittoria, "ignorando, in assoluta malafede, che agli astenuti bisognava aggiungere i No per leggere oggettivamente i dati delle urne". "Noteranno - conclude La Bella - con questo piccolo sforzo, che a Leonessa c'è una nuova maggioranza 'laziale', che ha causato conseguentemente la delegittimazione della Giunta Rauco che sul referendum aveva messo m gioco tutta la sua credibilità politica".
 

 
I Nostri Lettori  4 Dicembre 2008

 

Credo che Leonessa abbia dato l'ennesima prova di democrazia, ma allo stesso tempo abbia perso un'occasione storica e irripetibile. Il nostro non era e non è un fuggire meschino, ne tanto meno un salto nel buio. Pretendiamo soltanto rispetto e magari un pizzico di attenzione in più. Questa battaglia era ed è la battaglia di Leonessa e quando si combatte per una giusta causa non ci deve essere spazio per odio e divisioni. Questo lo avrebbe capito anche il " picchio dal dorso bianco " che vive a Sella di Leonessa. Voglio ringraziare pubblicamente, come dovrebbe fare ogni buon leonessano, chi ha dato l'anima per questa battaglia e per questo territorio, con lo stile e la classe che da sempre Lo contraddistinguono; chi ha avuto il coraggio di metterci la faccia in prima persona, quel coraggio che solo i veri uomini hanno. Grazie Paolo.
Con amicizia e stima,
Alessandro Vanni

 

www.leonessa.org  4 Dicembre 2008

Per quanto riguarda il nostro pensiero, ribadiamo che:

-  Il comitato per li SI ha perso la battaglia referendaria, e crediamo sia stata una grossa delusione.

- Non siamo  e non eravamo d'accordo su chi basa  le sue battaglie sull'astensione.

- Il dato politico è che il comitato per il SI si ritrova 926 elettori che avevano sposato la sua causa.

- 238 leonessani hanno preferito esprimere il loro dissenso nelle urne, e non con l'astensione.

- 1207 elettori hanno di fatto disertato l'invito a non andare a votare (52,7% della forza elettorale).

- Chiaramente , è questione di rispettabilissime opinioni : visto che l'affluenza alle ultime elezioni è stata all'incirca della stessa percentuale, non riusciamo a scorgere (almeno per ora e forse per ignoranza) la nuova maggioranza.

Ribadiamo altresì che Leonessa, a nostro modestissimo parere, adesso aspetta che la compagine politica di riferimento del Comitato per il  No mantenga gli impegni entro aprile-giugno 2009, data delle prossime elezioni comunali.

Se saranno solo promesse elettorali, siamo curiosi di verificare poi quale sarà la nuova maggioranza che governerà Leonessa.

A noi, sinceramente, non sembra di aver mistificato.

Per quanto riguarda la "buona stampa" non credo sia un problema nostro: non siamo giornalisti.

Per quanto riguarda le dimissioni della Giunta Rauco, senza i 926, si, sarebbero state, sempre a nostro modestissimo parere, quasi obbligate. Ma allo stato dei fatti, visto che si vuole dare alla vicenda un valore politico, si tengano sempre a mente i 926 elettori.

Ribadiamo altresì con forza che non siamo gli avvocati difensori di nessuno: esprimiamo solamente il nostro libero pensiero.

Ringraziamo di cuore, come sempre,l'Avv. Giuseppe La Bella per l'attenzione.

La Redazione di www.leonessa.org

 
Comitato per il NO  4 Dicembre 2008

 

Che il nostro Comitato non gode di “buona stampa” in piena violazione, peraltro, alla cd. “par condicio”, è uno dei dati oggettivi registrati, ma ciò che più infastidisce ora è leggere il tentativo di “mistificare” il risultato del Referendum.

Ricordo che il Collega Paolo TRANCASSINI, da persona leale, ha ammesso immediatamente e pubblicamente la sconfitta del suo Comitato venendosi a congratulare con lo scrivente.

Ero quindi rimasto a Lunedì scorso….

Ora invece leggo che taluni “mistificatori” non hanno capito che il Referendum è stato perso dai “secessionisti” e vinto da chi è voluto rimanere nel Lazio. Cioè da noi! Ho letto a tal proposito, non senza indignazione, che taluni hanno attributo ai SI la vittoria, ignorando, in assoluta malafede, che agli astenuti bisognava aggiungere, con un minimo di sforzo intellettivo e quindi senza alcuna fantasia, i NO per leggere oggettivamente i dati delle urne.

A detti personaggi, pertanto, rivolgo l’invito di dotarsi di una calcolatrice e di fare bene i conti.Noteranno, con questo piccolo sforzo, che a Leonessa c’è una nuova maggioranza “laziale” che ha causato conseguentemente la delegittimazione della Giunta RAUCO che sul Referendum aveva messo in gioco tutta la sua credibilità politica.

Per questo motivo abbiamo chiesto un atto di coerenza e quindi le sue dimissioni. Lasciateci, quindi, godere questa meritata vittoria!

 Avv. Giuseppe LA BELLA

 labella@studiolabella.it

 

 4 Dicembre 2008

 Rieti Nicolai (Fi): «A Trancassini la guida del Pdl» -»  «Trancassini alla guida del Pdl»  Paolo Trancassini alla guida del Pdl provinciale. E la proposta che arriva a sorpresa da uno degli uomini più rappresentativi di Forza Italia in provincia di Rieti e che nelle scorse settimane era stato indicato da molti per la corsa alla Presidenza della Provincia. «Invito con tutte le mie forze Paolo Trancassini a rimanere nel Pdl - afferma il sindaco di Borgorose e consigliere provinciale, Michele Nicolai II Popolo delle Libertà non può nascere senza uomini come Paolo. Dico di più, un uomo delle sue capacità politiche e umane sarebbe la persona ideale per guidare il Pdl provinciale in questa fase». Una vera e propria sopresa che non mancherà, di far discutere. Intanto nei giorni scorsi uno dei primi ad invitare il capogruppo provinciale di An a 'ripensarci è stato il Senatore Cicolani che ha anche aggiunto: «L'esito del voto a Leonessa non lascia dubbi. La popolazione ha scelto una prospettiva di sviluppo del sistema Terminillo attraverso il potenziamento degli impianti di risalita ed il collegamento fra le varie aree». Per questo Trancassini«continuare ad essere il punto di forza e di garanzia di tutto il centrodestra per questa battaglia che, dopo il voto, ha più possibilità di concludersi positivamente».
(Marco Fuggetta).

 

 4 Dicembre 20008

 Il senatore del Pdl Cicolani commenta resito del referendum Leonessa ha scelto lo sviluppo "Sarà determinante il rilancio del Terminillo"
"L'ESITO del voto a Leonessa non lascia dubbi: la popolazione ha scelto una prospettiva di sviluppo del sistema Terminillo attraverso il potenziamento degli impianti di risalita ed il collegamento fra le varie  aree". E' il commento del senatore del Pdl Angelo Maria Cicolani sull'esito del referendum di Leonessa, che ha sì trattenuto ii corfune nel Lazio, ma ha confermato con gli oltre 900 sì dei separatisti, la grande voglia di sviluppo dei cittadini.
"E il problema non interessa solo il Comune di Leonessa - riprende Cicolani, che negli ultimi mesi aveva seguito molto da vicino la questione Sotto il senatore Angelo Maria Cicolani A destra veduta di Leonessa del referendum non risparmiando qualche critica alle amministrazioni di Provincia di Rieti e Regione, ritenute dal senatore responsabili delle scelte secessionista dell'amministrazione comunale leonessana - ma è centrale in ogni ipotesi di progresso dell'intera provincia. Per questo credo che tutto il popolo delle libertà debba invitare l'avvocato Paolo Trancassini a non fare passi indietro, ma a continuare ad essere il punto di forza e di garanzia di tutto il centrodestra per questa battaglia che, dopo il voto di domenica e lunedì, ha più possibilità di concludersi positivamente".
 

  4 Dicembre 2008

 Lettera aperta del consigliere regionale Massimi ai leonessani "D nostro impegno per questo territorio^ II giorno dopo il referendum consultivo, per il distacco del comune di Leoessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria (referendum che ha deciso la permanenza di Leonessa nel Lazio), ad esprimere piena soddisfazione per l'esito del voto e;il consigliere regionale Annamaria Massimi, konessana alla guida della commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università della Regione. - "Da leonessana e da consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del comitato del No; tutti i leonessani che si sono recati alle urne per esprimere parere negativo all'eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare; hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell'istituzione regionale e provinciale. Da oggi - scrive la Massimi - continuerà incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica di tutta la regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni assunti e per questo continuerò a farmi garante e portavoce di un territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione Lazio. E' importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente Marrazzo abbia sottolineato che 'Leonessa è un Comune che non vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio, che la giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina".
 

 4 Dicembre 20008

 Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco di Leonessa dal Lazio Annamaria Massimi ringrazia i cittadini "In questo momento c'è grande soddisfazione per l'esito del voto"
RIETI - Annamaria Massimi scrive una lettera aperta ai Leonessani per ringraziarli della fiducia dimostrata.
Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà necessario ripensare il futuro comune".
Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco del Comune di Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria, ad esprimere piena soddisfazione per l'esito del voto, è l'Onorevole Annamaria Massimi, leonessana alla guida della commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università.
"Da leonessana e da Consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del Comitato del No, tutti i Leonessani che si sono recati alle urne per esprimere parere negativo all'eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare; hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell'istituzione regionale e provinciale. Da oggi continuerà incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il comune abbia l'attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuoi dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare uno dei più importanti centri d'attrazione turistica di tutta la Regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni assunti e per questo continuerò a farmi garante e portavoce di un territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione Lazio. E' importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente Marrazzo abbia sottolineato che" Leonessa è un Comune che non vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina". » Verso lo steso obiettivo è stato anche il sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli al quale va un plauso per aver difeso gli interessi dei territorio all'insegna dell'unità.
Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro ed impegnarsi a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per cambiare amministrazione. Quella sì che va cambiata.........!"
 

 

www.leonessa.org   3 Dicembre 2008

Non sempre battere il ferro finchè è caldo o picchiare per primi perchè si picchia due volte porta i risultati sperati.

Non avevo dubbi che i "vincitori" del referendum alzassero subito i toni, cavalcando un'onda che, sinceramente, non vedo.

Bisognava avere gli attributi, on. Massimi, per dire agli elettori leonessani di andare a votare NO: raramente si sono visti politici che spingono la gente al non voto.

Ritengo la vostra vittoria al referendum una mezza disfatta politica, visto i 926 elettori che volevano andare in Umbria e i 238 elettori che, civilmente, hanno voluto testimoniare il loro dissenso con il formidabile strumento del voto.

1207  leonessani che hanno detto NO alla vostra condotta politica.

Dov'è la vittoria ?

E poi ci sono le promesse : il Presidente Melilli ha affermato durante il comizio di chiusura del comitato per il NO:

"...voi potete cominciare a sperare insieme a me che siamo arrivati al punto di svolta quando abbiamo approvato la valutazione di incidenza, quando i tecnici della Regione mettono la firma sulla valutazione di incidenza noi abbiamo svoltato..."

Il Presidente Melilli non ha in fondo promesso nulla, ma ha "elegantemente" scaricato  il destino dei vostri mega impianti da sci sulle spalle dei tecnici della Regione.

Il tempo stringe, On. Massimi, mancano 6 mesi o poco più alle elezioni comunali.

E allora è meglio  far partire subito la campagna elettorale, cavalchiamola questa "ondina".

Io aspetto nei prossimi giorni la valutazione di incidenza ("...Il Referendum lo vinciamo e quando abbiamo finito di festeggià, portiamo a casa la valutazione di incidenza...", Melilli dixit ) e le ruspe appena terminata la stagione sciistica.

Altrimenti saranno le solite promesse.

E gli amici di Leonessa stavolta sapranno valutare bene la situazione, partendo presumibilmente da quota 926.

Grazie per  l'attenzione

giannibolletta@leonessa.org

On. Massimi (PD)   3 Dicembre 2008

 

Anna Maria Massimi scrive una lettera aperta ai Leonessani per ringraziarli della fiducia dimostrata.

 

Dopo aver scongiurato il passaggio in Umbria sarà necessario ripensare il futuro comune”.

 

Il giorno dopo il referendum consultivo per il distacco del Comune di Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione all'Umbria, ad esprimere piena soddisfazione per l’esito del voto, è l’Onorevole Annamaria Massimi, leonessana alla guida della commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università.

“Da leonessana e da Consigliere regionale del Lazio ringrazio i rappresentanti del Comitato del No,  tutti i  Leonessani che si sono recati alle urne  per esprimere parere negativo all’eventuale passaggio in Umbria e tutti coloro che volutamente non si sono recati a votare; hanno tutti dimostrato non solo buon senso, ma anche piena fiducia nell’istituzione regionale e provinciale. Da oggi continuerà incessantemente il lavoro per Leonessa e per tutti i suoi abitanti affinchè il comune abbia  l’attenzione che merita. Lavorare per Leonessa non vuol dire solo darsi da fare per realizzare il progetto degli impianti sciistici, ma sviluppare e puntare su un intero sistema montano che potrà diventare uno dei più importanti centri d’attrazione turistica di tutta la Regione. Ora tocca alla politica far rispettare gli impegni assunti e per questo continuerò a farmi  garante e portavoce di un territorio che dovrà essere al centro delle attenzioni della Regione Lazio. E’ importante, e per questo lo ringrazio, che lo stesso presidente Marrazzo abbia sottolineato che” Leonessa è un Comune che non vogliamo perdere perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina”.

Verso lo stesso obiettivo è stato  anche il sostegno del presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli al quale va un plauso per aver difeso gli interessi del territorio all’insegna dell’unità.

Terminata la fase referendaria è tempo di pensare al futuro ed impegnarsi a stare vicini a quanti vorranno scendere in campo per  cambiare amministrazione. Quella sì che va cambiata………!”

Cordiali saluti

On. Anna Maria Massimi  (Presidente commissione scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università Regione Lazio)

 

 

  3 Dicembre 2008

 Il dopo referendum a Leonessa -  Trancassini prepara un nuovo movimento  - E' bufera dopo le dimissioni dell'ex sindaco di Leonessa da Alleanza nazionale Trancassini diventa autonomista - Potrebbe costituire un movimento a carattere territoriale - Una sorta di movimento autonomo o autonomista, un raggruppamento che parla ai territori senza condizionamenti partitici. Passata la delusione per il referendum perso, con ogni probabilità Paolo Trancassini ci farà un pensierino.
 Lunedì pomerig-gio quando, parole sue, Leonessa si è fermata a 40 metri dall'Umbria, si è 'dimesso dal suo partito, An,ma ha  annunciato che non lascerà la politica. Una politica, ha specificato, "che deve ' assomigliare a quella che ho fatto durante questa battaglia; referendaria, parlando con laa gente normale che esprime il meglio della politica". Il giorno dopo la conferenza stampa choc (ma nemmeno più di tanto) in Comune a Leonessa, l'ex sindaco è, ormai ex capogruppo di An in consiglio provinciale, non fa un passo indietro anzi. A poco sembra essere servita la "chiacchierata" in diretta su Mep Radio nell'immediatezza delle dimissioni con il presidente provinciale di An Chicco Cestini, che aveva invitato "Paolo" a "non prendere decisioni dettate dallo stato d'animo del momento". Ieri mattina però Paolo, dopo un'udienza in tribunale, non mostrava ancora segni di ripensamento. Allora le cose sono due: o e ancora afflitto per l'esito del referendum oppure la  sua decisione è irreversibile. "Buona la seconda - risponde lui al cellulare, tranquillo come sempre - se avevo qualche dubbio tutto è svanito dopo le numerose telefonate di stima che. ho avuto lunedì sera". Del futuro non parla anche se lunedì pomeriggio, di fatto, ha tracciato le linee di un futuro movimento "autonomo": "Tante volte, quando vediamo i leghisti in televisione, ci chiediamo come fanno quelle persone ad essere rappresentate da certi individui. Poi conosci gli amministratori leghisti che si battono sul territorio e tutto diventa chiaro". Insomma una sorta di movimento dallo spirito leghista in grado di far parlare i territori. Quella della lista autonoma è un'ipotesi che ha preso, in considerazione anche Chicco Cestini, che avverte: "La  battaglia del referendum dovrebbe insegnare qualcosa: e cioè che le battaglie seppur giuste a livello ideale devono essere realizzabili. In questo modo. si rischia di indebolire la battaglia del territorio, il contrario di ciò che vorrebbe ottenere Trancassini. Paolo - continua Costini - sapeva che il partito provinciale non poteva sostenere una battaglia secessionista, ma questo non significa che non abbiamo ottenuto le rivendicazioni leonessane: vedi il progetto Leonessa Superski". Chi sarà il nuovo capogruppo di An in Provincia? -"Prima aspetto le dimissioni ufficiali di Trancassini", chiude Costini. ( Paolo Di Basilio)

  3 Dicembre 2008

 La Destra di Rieti offre una spalla a Trancassini per consolarsi, atempo di record .Andrea Di Nicola, responsabile del partito a Rieti, esprime solidarietà ali'ex capogruppo di An in consiglio provinciale: ."Ha perfettamente ragione Paolo Trancassini nello stigmatizzare l'atteggiaménto osservato da quello che è ormai il suo ex partito (Alleanza nazionale) in occasione del referendum svoltasi a Leonessa per separarsi dal Lazio confluendo nell'Umbria - scrive in una nota Di Nicola  Un partito che non capisce o finge di non capire più la gente, che non è più a fianco delle esigenze del popolo ma, come dice Trancassini, è solo attento ai numeri della sua confluenza nel Pdl, ha perso definitivamente ogni riferimento con la sua storia".

I Nostri Lettori   2 Dicembre 2008

 

Caro Ferruccio,

più passano le ore e più mi convinco che questa è una vittoria storica per Leonessa. Ora non si può più barare, non si può più promettere a vuoto.

Chi ha promesso si è troppo esposto per permettersi il lusso di non fare. E gli amici di Leonessa sapranno giudicare nel modo migliore.

Sono io che ti ringrazio di cuore, per l'appassionato contributo a queste pagine e soprattutto per l'amore  che provi per la nostra fantastica città (passami il "nostra", ci tengo troppo!!!)

Felice Vita

Gianni Bolletta

Passata la notte e smaltito il risultato negativo, ma non troppo, del referendum permettimi caro Gianni di ringraziarti per avermi spesso ospitato nel sito che ritengo della massima importanza per la nostra Leonessa. Inoltre permettimi di ringraziare il Sindaco Alfredo Rauco e Trancassini Paolo, i quali con questa iniziativa, mi hanno fatto risentire l'emozione che per lungo tempo non sentivo più e che mi hanno fatto credere ad un sogno che anche se non si è realizzato, come da mia intenzione, spero vivamente che sia di utilità per Leonessa per quanto riguarda lo sviluppo, che soprattutto per fare isolare dai leonessani sani quei personaggi che per motivi del tutto personalistici, si sono opposti velenosamente  ad una iniziativa che poteva essere di vitale importanza per Leonessa e che purtroppo non potrà mai più ripetersi. 
Ed ora andiamo avanti, non possiamo arrenderci, dobbiamo continuare a lottare per Leonessa. Molti sono i leonessani che ci credono.  Ciao
Ferruccio Armeni 

 

Sen. Cicolani (AN)   2 Dicembre 2008

Comunicato Stampa

 L'esito del voto a Leonessa non lascia dubbi. La popolazione ha scelto una prospettiva di sviluppo del sistema Terminillo attraverso il potenziamento degli impianti di risalita ed il collegamento fra le varie aree. Il problema non interessa solo il Comune di Leonessa, ma è centrale in ogni ipotesi di progresso dell'intera provincia. Per questo credo che tutto il popolo delle libertà debba invitare l'avv. Paolo Trancassini a non fare passi indietro, ma a continuare ad essere il punto di forza e di garanzia di tutto il centrodestra per questa battaglia che, dopo il voto di domenica e lunedì, ha più possibilità di concludersi positivamente. 

Sen. Angelo Maria Cicolani

I nostri Lettori   2 Dicembre 2008

 

Avete perso una occasione d'oro per sviluppare finalmente il Vostro territorio, io sono di Roma, e vengo a Leonessa di tanto in tanto, mi spiace per voi, ma il treno passa una sola volta: ora rimarrete sempre l'ultima ruota del carro, non credete a nessun cialtrone che promette mari e monti, (soprattutto monti...).
Io verrò comunque nella vostra bellissima cittadina.
Vi serve un grande in bocca al lupo........perchè mi sa che dovrete emigrare per campare
un amaro saluto Luigi Passi 

 

www.ilgiornaledirieti.it   2 Dicembre 2008

 

Non conosco Paolo Trancassini, ma lo ammiro per la sua capacità di aver messo in luce le contraddizioni della destra, per la sua carica comunicativa, per il suo coraggio e per il suo disprezzo nei confronti delle logiche di comodo della politica, per la sua capacità di interpretare il senso del comune sentire. Ma soprattutto gli riconosco un merito, quello di aver sfidato logiche spartitorie e consociative senza alcun timore di perdere i propri piccoli privilegi. La sua è stata una provocazione, non importa che abbia vinto o abbia perso, la posta in gioco era ben altra. Era quella di dimostrare che si può incidere sulla realtà di una comunità, sul suo futuro, anche al di fuori delle strategie decise sopra le teste degli abitanti. Non vorrei fare una citazione abusatissima di Obama, il cui slogan "Yes we can" è del resto copiato da una canzone di Eros Ramazzotti in coppia con Cher del 2002. Se fossi in Trancassini mi verrebbe da dire "I care, We can, They Win" (Io mi do da fare, noi possiamo, loro vincono).

Allora propongo un altro slogan "All i can" (si può fare tutto, o almeno proviamoci). C'è una regola nella comunicazione e nell'innovazione che i politici non conoscono: non importa quanto sia buona la tua idea, sei sempre a 18 mesi dal fallimento. Questo perché si è costatato che ogni 18 mesi si compie un ciclo evolutivo tecnologico, quindi ogni innovazione, ogni nuovo prodotto, ogni nuova invenzione per quanto valida è destinata a diventare presto obsoleta, inutile. Purtroppo per la nostra burocrazia 18 mesi sono il tempo minimo necessario ad avviare le pratiche o prendere una decisione, convocare una commissione. Purtroppo per i nostri politici, poco abituati a questi ritmi, 18 mesi sono lo stretto necessario per comprendere che qualcosa sta cambiando. I cambiamenti sono per loro esclusiva di luoghi lontani come l'America, quindi ininfluenti su di noi, ma non è così. Fanno fatica a capire che anche in un luogo abbandonato a se stesso come Leonessa qualcuno si preoccupi di cambiare, di mettersi al passo.

Allora sotto con le idee, le idee sono buone solo se efficaci ed efficaci solo se tempestive. Non so se l'idea di Trancassini fosse buona, ma sicuramente tempestiva ed efficace, ed infatti tutti si sono detti pronti, nonostante la sconfitta, a salire sul carro del perdente. Ho fiducia in Trancassini: i politici di mestiere ci metteranno più di 18 mesi a prendere qualche decisione, nel frattempo verranno superati da qualche altra buona idea. Il referendum è perso, ma non invano, si è dimostrato che la politica mostra sempre più la sua "incapacità di attrarre", di rapportarsi in modo positivo e propositivo con il mondo a lei esterno, di influenzare,in una parola di aprirsi ed essere inclusiva. È ormai in atto una tendenza a contrastarla con menti aperte e cervelli disponibili, non con camerieri a tutto servizio incapaci di esprimere idee, misure, progetti.

 2 Dicembre 2008

 Leonessa non abbandona la Regione Lazio - Ha vinto il si ma Leonessa non potrà lasciare il Lazio perché i sostenitori della secessione non hanno ottenuto i numeri richiesti. Con 926 si, 238 no il referendum ha sancito il mantenimento dello status quo.
 Non c'è il quorum Leonessa resta laziale -  Fallisce il referendum e il comune reatino non va in Umbria - Leonessa resta attaccata al Lazio, li piccolo comune in provincia di Rieri rimarrà infatti al suo posto senza poter annettersi, come sperava, all'Umbria. Eppure il quorum era stato raggiunto. Il sindaco Alfredo Rauco era riuscito, insieme con i rappresentanti del "comitato del Si", a convincere buona parte della popolazione a recarsi alle urne. Su 2207 aventi diritto al voto infatti, ben 1208 persone sono andate alle urne. Sarebbero bastati 1146 voti per avviare le pratiche di annessione alla confinante Umbria. Ma all'ultimo minuto anche chi aveva deciso, per scelta o per imposizione - come hanno denunciato diversi abitanti - di non recarsi al seggio, alla fine c'è andato. Con il risultato che 238 cittadini hanno votato no e 926 hanno detto sì: voti che però non sono bastati a far stappare bottiglie al sindaco del municipio del paese a 969 metri sul mare. Se ne riparlerà fra cinque anni. Perché loro, quelli che ce l'hanno con la Regione Lazio, non si arrendono facilmente. E pur di far diventare Leonessa la "Cortina del centro Italia", convinti di avere tutte le carte in regola per poter giocare e vincere con il loro "oro bianco"
giurano che ci riproveranno ancora. E questa volta con una campagna di informazione più completa. Magari con un faccia a faccia televisivo tra i rappresentanti del sì e del no che questa volta non c'è stato. Magari scegliendo dei giorni più assolati, perché ieri per le strade di Leonessa di gente in giro ce n'era poca. Senza neanche quei sotterfugi denunciati da alcuni esponenti del fronte del si.
Ad alcuni è stato detto e ribadito che in caso di sconfinamento verso la vicinissima Umbria, che dista a soli 8 chilometri dal centro, avrebbero dovuto recarso fino a Foligno per fare le analisi del sangue; che il pullman per Rieti sarebbe stato soppresso e che, addirittura, avrebbero perso pure le pensioni.
Malignità che probabilmente hanno contribuito a dare forfait il giorno del referendum o a votare no. Quelli del comitato dei no erano certo felici, ma la loro vittoria è un fuoco di paglia rispetto alla battaglia che i fautori del si sono sicuri di aver raggiunto. Con il quorum raggiunto, con la bassa percentuale di astenuti rispetto alle previsioni e con la loro voce che comunque ha fatto eco nella vallata, giù, passando per Rieti, fino ad arrivare in via Cristoforo Colombo, alla Regione, il "sì", stanotte può di certo andare a letto soddisfatto. Che qualcosa si è mosso, che le ragioni di chi se ne vorrebbe andare, abbiano un peso non irrilevante, lo dimostra la dichiarazione di Marrazzo. « È un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio. La Giunta intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina», le sue parole. Che per i leonessani hanno il  sapore della beffa, visto che «è stato proprio Marrazzo a bocciare un progetto di ampliamento e ristrutturazione degli impianti sciistici, approvato dalla giunta Storace», denuncia un esponente del comune. Il paradosso è che i cittadini di leonessa chiedono solo l'appoggio burocratico e non finanziario, visto che esiste una società privata pronta a metterci i soldi.
PARLA IL SINDACO ALFREDO RAUCO « Fra cinque anni ci riproviamo». Quel che si respira nella stanza del sindaco di Leonessa, con la finestra che domina sulla piazza principale del paese è la delusione che il primo cittadino, Alfredo Rauco, candidato con una lista civica ed eletto il 13 giugno del 2004, non riesce a nascondere dopo aver ricevuto i risultati dai quattro seggi del paese e dai dati inconfondibili: Leonessa resterà laziale. E non basta l'affetto degli esponenti del "comitato del sì", e di qualche cittadino, accorsi nella sede del Comune, che dai banchi allineati ai lati del corridoio che conduce alla stanza del sindaco, ricorda una chiesa.
Dica la verità, lei si sentiva già un po'umbro?
«Diciamo che per storia siamo stati sempre un po' umbri...» E continuerete ad esserlo anche se ufficialmente far parte della Regione Lazio...
«I nostri rapporti con la provincia umbra, soprattutto con Temi, continueranno ad essere sempre gli stessi. Al di là di come sono andate le cose, noi continueremo sempre a coltivare questi nostri contatti».
Il sentimento che prova, però, è di profonda amarezza?
«No, no. Mi ritengo molto soddisfatto». Per cosa, se il referendum non è passato? «Sono soddisfatto perché in ogni caso la nostra è stata una vittoria politica. E ringrazio quanti hanno fatto in modo che Leonessa avesse un po' di attrazione.».
La prossima vostra mossa quale sarà? «Se permane questo stato di cose ci vedremo qui ancora per recriminare le mancate attenzioni da parte della Provincia e della Regione. Ricordando loro il dato politico di questa due giorni». Ovvero?
«La metà degli aventi diritto al voto è andata alle urne. Già questa è comunque una prima vittoria». La seconda quale? «Beh, di questi l'80% ha votato sì». Che per uno scherzo del destino non sono bastati... «Quantomeno hanno alzato l'attenzione verso Leonessa nella speranza che le lacune che si sono create fino ad oggi vengano sanate». In ogni caso tornerete all'attacco? «Fra cinque anni».
(Tiziana La Pelosa - Raffaele M. Maiorano)

 2 Dicembre 2008

A leonessa vince il si,ma mancano i numeri per separarsi dal Lazio

Leonessa non lascerà il Lazio, anche se ha vinto il sì, i sostenitori della secessione non hanno ottenuto i numeri richiesti. Con 926 sì, 238 no, 19 schede bianche e 24 nulle a fronte di un totale di 1.207 cittadini andati alle urne, pari al 52,7% della popolazione, il referendum sulla secessione di Leonessa dalla provincia di Rieti e dal Lazio per migrare verso l'Umbria, ha sancito il mantenimento dello status quo.

Ci sarebbero voluti almeno 1.146 voti a favore per far vincere il Comitato del sì, guidato dall'ex sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini. «Il risultato del referendum - ha detto Giuseppe La Bella, coordinatore del Comitato per il no - ha dimostrato che i leonessani vogliono rimanere nella Regione Lazio. Spero che ad un momento di sovraesposizione non segua il silenzio e per questo ho coinvolto anche alla vigilia del referendum il presidente della Provincia Fabio Melilli, e la consigliera regionale Anna Maria Massimi, chiedendo loro impegni sostanziali e non formali per Leonessa».

Ritiene che sia stato sconfitto il partito dell'astensionismo Paolo Trancassini, che alla notizia del risultato ha annunciato le dimissioni da capogruppo di An in Provincia e dal partito. «Quando uno si batte in prima persona e scopre di avere al suo fianco persone semplici ed il territorio ed il tuo partito non capisce e pensa solo ai numeri della confluenza di An nel Pdl - ha detto Trancassini - ho capito di non voler rimanere nel partito». 

Soddisfatto Marrazzo «È un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina», sottolineato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. «Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di Leonessa, non voglio dimenticare - aggiunge- che, come rappresentante di tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che ha votato per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi, l'occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto, anche perchè, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di responsabilità per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel rispetto dell'identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un polo d'attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio rafforzerà Leonessa, non la indebolirà».

 2 Dicemmbre 2008

 Il sindaco Rauco: "Adesso Provincia e Regione ascoltino le nostre esigenze" - Così il sindaco Rauco nel commentare gli oltre 900 "sì" con cui si è concluso il referendum per il trasferimento del Lazio. "Aver raggiunto il quorum dei votanti rappresenta un successo enorme. Da domani le amministrazioni di Regione e Provincia non potranno più eludere la questione: dovranno sedersi con noi intorno ad un tavolo e capire quali sono i problemi che abbiamo voluto sollevare. Anche perché nel frattempo altri comune della zona, come Magliano Sabino e Amatrice, potrebbero riprovarci, magari con migliore fortuna". Alfredo Rauco sindaco di Leonessa e accesissimo esponente del fronte del sì nel referendum che chiedeva il passaggio della cittadina reatina dal Lazio all'Umbria non sembra affatto uno sconfìtto. "Perché questo risultato - spiega - dimostra che la maggioranza dei mie concittadini ha capito il senso della mia iniziativa. Noi possiamo avere crescita e sviluppo solo dal turismo e dalla montagna e il modo in cui siamo stati fin qui delusi dal potere centrale regionale su questioni come la viabilità e la sanità ci ha spinto ad alzare la voce con un'operazione ".
 

 2 Dicembre 2008

Il capogruppo alla Provincia, dopo la sconfitta nel referendum, apre un fronte di polemica nel centrodestra accusando il PdL Trancassini vuole lasciare An «II nuovo partito dovrebbe nascere dal territorio e non dai posti ma non è cosi» «Noi siamo abituati SS Viso sereno, tono pacato ma deciso. Trancassini si presenta così in sala consiliare per la conferenza stampa decisa pochi minuti prima quando ancora era ad assistere allo spoglio. La bomba politica però la sgancia subito. E non è rivolta contro Provincia e Regione, sulle cui disattenzioni e scelte errate ha speso la maggior parte del suo tempo negli ultimi mesi e alle quali riserverà pure diversi minuti nella conferenza.
No, a sopresa il primo argomento della sua valutazioni è il nascente Popolo della Libertà. «Senza avere l'appoggio di nessuno siamo riusciti a far parlare finalmente la politica del Terminillo e del territorio. Abbiamo messo paura a tanti - spiega Trancassini - e vi annuncio che presenterò le dimissioni da capogruppo provinciale di An e uscirò dal partito anche se resto consigliere a Palazzo d'Oltre Velino». Qualcuno si soprende, altri accennano un applauso. «Noi siamo abituati a parlare con la gente e a parlare di territorio. Invece il Pdl in queste settimane ha dimostrato di avere problemi di numeri. Abbiamo sentito discutere su quanti posti spettavano ali' a parlare con la gente, chi sta arrivando no» Marco Fuggetta uno o all'altro. A me però non piace giocare al superenaiotto. Non è il mio gioco, quel tipo di politica non è per me. Non può essere mio quel gruppo che ha come problematica più granii presidente Cestini: «Spero che ci ci ripensi, non capisco i suoi motivi politici» de quella di formare un partito di numeri e non di persone. La nostra è stata una battaglia per un territorio ha aggiunto Trancassini mi aspettavo che il Pdl nascesse come partito di territorio ma cosi non è stato».
E adesso? «Continuerò nelle battaglie per la gente e non smetto di fare politica anche se i miei ideali restano». Ma non più nel Pdl. Pochi minuti dopo, ai microfoni di MepRadio va in scena il confronto tra Trancassini e il presidente provinciale di An, Felice Costini. «Sono dispiaciuto della decisione di Paolo - ha detto Cestini - Tenterò di farlo recedere ma non capisco le motivazioni politiche. Visto anche l'ottimo risultato ottenuto. Paolo deve riportare questa battaglia dentro i luoghi istituzionali. Al di là della sovraecci tazione del momento però non riesco a capire le motivazioni anche se farò tutto il possibile per farlo tornare sulle sue decisioni».
(Marco Fuggetta)

  2 Dicembre 2008

Leonessa resterà nel Lazio Vincono i sì mala secessione non passa -  Conferenza stampa amara dopo l'alta affluenza ai seggi che aveva fatto pensare a una vittoria dei sì -  Paolo Trancassini lascia Alleanza nazionale  - L'ex capogruppo in Provincia si sfoga: non hanno sostenuto la nostra battaglia per il territorio  - "Sono arrivato a 45 anni per capire che 'questa' politica non fa più per me". Sono le 17.15 di ieri quando Paolo Trancassini "a caldo" da le dimissioni da An e da capogruppo del partito in Consiglio provinciale. E' l'epilogo di un pomeriggio denso di emozioni per i promotori del comitato per il Sì al referendum per il distacco di Leonessa dal Lazio e l'annessione all'Umbria: prima la mattinata spesa a "convincere" la gente ad andare a votare, poi quella fiammella di speranza che si è accesa quando è stato reso noto il dato dell'affluenza alle urne (1207), infine il verdetto delle urne. Tra Leonessa e l'Umbria ci sono 202 voti: quelli che sono mancati per arrivare al quo rum del 50 per cento più uno fissato a 1146 voti. Eccolo allora l'ex sindaco, il consigliere provinciale, l'animatore delle battaglie leonessane annunciare - circondato da amministratori comunali e sostenitori del Sì - le sue dimissioni da An. Ha passato due giorni intensi ora appare provato e dopo aver commentato i dati arrivati non lascia spazio alle interpretazioni: "Mi dimetto da capogruppo e dal partito di An, perché il partito non ha sostenuto la battaglia del territorio. Mentre noi eravamo-impegnati nelle trattative per lo sviluppo del nostro territorio oppure parte cipavamo ai tavoli, il mio partito era 'impegnato' con problemi di numeri: 23, 32, 42. Un esercizio da Superenalotto - ha rincarato scuro in volto Trancassini - che non fa per me. Uno deve avere l'onestà intellettuale di convincersi, a 45 anni suonati, che evidentemente certe cose non fanno per lui". Applausi dalla sala del consiglio comunale di Palazzo Mongalli. Un fulmine a ciel sereno, ma nemmeno più di tanto. E' lo stesso Trancassini a dirlo durante la conferenza stampa-sfogo di ieri: "Questa decisione l'avevo maturata da tempo. Il Pdl che non guarda al territorio non è una forza politica che mi affascina: togliermi la casacca prima della battaglia referendaria avrebbe significato prendere in giro l'elettorato. Lo faccio a risultato del referendum acquisito". Ma che significa? Che ^protagonista di tanti consigli provinciali e di tutte le battaglie leonessane degli ultimi anni si ritirerà? No, assolutamente. Trancassini rimarrà consigliere provinciale "per occuparsi del territorio senza condizionamenti". La battaglia anzi riparte "da questo referendum e dal sapore autentico della politica che abbiamo espresso in queste settimane, una politica che parla dei problemi della gente e non del numero dei posti". E' in vista la costituzione di un movimento capeggiato da Trancassini? L'ex sindaco non lo dice ma lo lascia intendere:"La battaglia è appena iniziata - dice alla platea - e i movimenti di Amatrice, Accumoli o Magliano ci convincono che i problemi sollevati da Leonessa con questo referendum non sono campati in aria". E si arriva all'esito referendario. Paolo Trancassini è stato tra i promotori della consultazione - anche se negli anni scorsi era stato contrario (1997) - e ne è stato, indiscutibilmente, l'assoluto protagonista. Nel bene e nel male. C'era lui quando il centro anziani di Leonessa protestò sotto la Pisana. C'era lui ad occupare il Consiglio Provinciale insieme ai leonessani. C'era lui un anno fa, più o meno, ad annunciare il referendum. C'èra anche ieri quando in mattinata cercava a convincere anche l'ultimo elettore. Poi quando le prime schede scrutinate nei seggi della scuola del capoluogo hanno allontanato il quorum si è dovuto arrendere. Senza arrendersi, però. Erano le 16,40 quando è arrivato in Comune: attraversa il corridoio al primo piano scuro in volto ed entra nella stanza del sindaco Alfredo Rauco che dal primo pomeriggio stava riunito con gli ammini-. strafori: "Parlerò dopo e non vi deluderò". E così è stato. Per quanto riguarda il referendum "il partito del non voto è stato sonoramente sconfitto, così come sono stati sconfitti, vedi Marrazzo, tutti quelli che pensavano che tutto questo fosse uno scherzo". In ogni caso il risultato "è stata una sconfitta perché abbiamo promosso questa consultazione per vincere. Sapevamo - ha continuato - che la batta- glia era difficile ed ardua perché non eravamo battezzati da nessuna forza politica. Ingenuamente e forse un po' pateticamente abbiamo pensato che si poteva superare tutto mettendoci il cuore: Leonessa ce l'ha messo e questo va riconosciuto. Su questo abbiamo vinto". Quando parla della campagna elettorale Trancassini riconosce agli avversar! del comitato del No, l'avvocato Giuseppe La Bella in primis, di "essere stati corretti" ma non tutti. "Non avrei mai pensato - ha rincarato l'ex sindaco - di dover convincere un'anziana signora di 75 anni che non avrebbe 'perso la pensione: ecco, sarebbe bene per tutti mettere da parte certe pratiche". Per quanto riguarda l'amministrazione comunale a caldo l'avvocato Giuseppe La Bella ha chiesto le dimissioni della giunta dopo la sconfitta dell'ipotesi secessionista. "Invito il portavoce del comitato per il No - ha risposto Trancassini - ha riguardarsi i voti presi da questa amministrazione, non penso che ci possano essere delle ripercussioni per  l'ammistrazione Rauco". Appunto, la prossima primavera ci saranno le elezioni comunali.Trancassini ha lasciato An, non  la politica. Almeno a Leonessa. (Paolo di Basilio)

  2 Dicembre 2008

 Nessuna delega in bianco Hanno perso i politici: tutti -  LEONESSA -  Hanno perso i politici: quelli che invitavano i leonessani a non andare a votare, e quelli che li invitavano a votare sì. In definitiva, con il voto di domenica e di lunedì, i cittadini di Leonessa ci hanno voluto avvertire politici e amministratori: nessuno venga fin quassù a tentare di fare il bello e il cattivo tempo. I cittadini hanno deciso di restare nel Lazio, ma senza consegnare deleghe in bianco a nessuno: destra, sinistra, centro, secessionisti e contrari. E a pochi mesi dalle elezioni amministrative nelle quali si decideranno le sorti della Provincia il messaggio è stato forte e chiaro. Dunque: gli amministratori si decidano a passare dalle parole ai fatti e aiutare Leonessa a diventare quel centro turistico che merita di essere. Uh secondo passaggio è certamente la resa dei conti dentro An. Un assaggio lo si è avuto ieri pomeriggio con le dimissioni di Paolo Trancassini da An, il suo partito, quel partito che non ha visto mai di buon occhio questo referendum. Trancassini ha deciso di correre da solo. E a pochi mesi dalle elezioni anche questo è un messaggio chiaro.(B.M.)
 

 2 Dicembre 2008

I commenti del presidente della Provincia, dei consiglieri regionali e del coordinatore del Pd di Rieti Melilli e Rinaldi: «Adesso al lavoro per il rilancio» Perilli e Massimi: «L'esito del voto riporta serenità» ó Come da copione non sono mancate le immediate reazioni di Provincia e Regione.
«Sono davvero contento che la proposta del Comune di Leonessa non sia passata - ha detto il Presidente della Provincia Fabio Melilli - Se vinceva il si Leonessa rischiava, nei prossimi tre o quattro anni, di restare isolata ed è importante che non sia avvenuto».
La Provincia, secondo Melilli «si è trovata a difendere in solitario la permanenza di Leonessa nella nostra regione e schierarsi era un dovere istituzionale». L adesso? «Lavoriamo da domani e continueremo a tarlo anche in futuro, con l'impegno di sempre, per trovare una soluzione e anche questo è un dovere istituzionale affinchè le nostre comunità ottengano quello che non hanno avuto negli ultimi venti anni».
«Questo risultato riporta serenità in un paese che decide di rimanere all'interno della nostra regione - hanno dichiarato i consiglieri regionali del partito democratico Anna Maria Massimi e Mario Perilli - I cittadini hanno capito che le scelte di chi l'ha promosso erano deboli e troppo cariche di strumentalità ed ora dobbiamo essere rispettosi degli impegni assunti, insieme anche al presidente della Provincia Melilli, che porteremo avanti con grande vigore».
Infine in serata arrivano anche le dichiarazioni del coordinatore provinciale del Partito democratico Giuseppe Rinaló di secondo il quale «ha prevalso il buon senso. Fuggire, eravamo convinti e ora lo siamo ancor di più, non avrebbe aiutato a dare risposte ai leonessani e al territorio di Leonessa.
Adesso, però, dobbiamo immediatamente rimetterci al lavoro per trovare le soluzioni idonee a tutte quelle problematiche che hanno portato molti leonessani a esprimere la loro volontà di passare all'Umbria». Tutti inoltre hanno fatto riferimento al progetto relativo al comprensorio del Terminilloo. (Marco Fuggetta).
 

  2 Dicembre 2008

Perilli  e Massimi: "Vince la ragione". Soddisfatto il presidente della Regione Marrazzo "Un voto che rafforza il paese" LEONESSA - "Restare nel Lazio la rafforzerà", questo il commento del presidente della Regione Piero Marrazzo: "Apprendo con soddisfazione la notizia che i cittadini di Leonessa intendono rimanere nel Lazio. E' un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina. Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di Leonessa, non voglio dimenticare che, come rappresentante di tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che ha votato .per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi, l'occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto". "A Leonessa vince la ragione", questo il commento a caldo dei consiglieri regionali Mario Perilli e Anna Maria Massimi: "Siamo soddisfatti - sostengono i due esponenti del partito democratico - del risultato del referendum di Leonessa che riporta serenità in un paese che decide di rimanere all'interno della nostra regione. I cittadini leonessani hanno capito che le scelte di chi l'ha promosso, erano deboli e troppo cariche di strumentalità. Oltre la soddisfazione per i risultati, un ringraziamento va sicuramente al senso di responsabilità dei cittadini che hanno avuto nei confronti delle istituzioni, apprezzando il lavoro svolto 'dal comitato per il no". Infine il commento della Destra: "Ha perfettamente ragione Paolo Trancassini nello stigmatizzare l'atteggiamento osservato da quello che è ormai il suo ex partito (Alleanza nazionale) in occasione del referendum. Un partito che non capisce o finge di non capire più la gente, che non è più a fianco delle esigenze del popolo ma, come dice Trancassini, è solo attento ai numeri della sua confluenza nel Pdl, ha perso definitivamente ogni riferimento con la sua storia.

 

 2 Dicembre 2008


 «Abbiamo scosso molte coscienze» Il  sindaco: «Ottimo risultato»  È soddisfatto comunque il sindaco Alfredo Rauco, a capo della battaglia per il referendum per il distacco dal Lazio dallo scorso 30 gennaio, quando condusse l'intero consiglio comunale a votare all'unanimità la richiesta di indizione del referendum stesso. «È terminata una campagna elettorale tutto sommato corretta, tranne qualche caso isolato. È emersa comunque la voglia dei leonessani di combattere.
Diciamo che siamo stati i pionieri di una battaglia tesa a dare un segnale ad una provincia e ad una regione fino ad ora troppo lacunose e distanti. Ora ripartiamo per dare, attraverso Leonessa, un messaggio forte e chiaro all'intera politica della provincia di Rieti. E del resto il nostro gesto ha attirato le attenzioni di tutte le istituzioni.
Da oggi abbiamo il dovere di ripartire per dare tutti insieme risposte ad un territorio che è stato lasciato purtroppo per troppi, lunghissimi anni abbandonato. La nostra consultazione referendaria - ha aggiunto il primo cittadino Alfredo Rauco - ha posto all'attenzione dell'opinione pubblica dell'intera Regione Lazio il problema di uno dei tanti comuni della zona vittime di una politica romanocentrica». E infine alla richiesta di dimissioni della giunta Comunale di Leonessa arrivata dal portavo ce del Comitato per il No Giuseppe La Bella, Rauco risponde picche ribadendo che «facendo un confronto con le recenti politiche dove hanno votato 1588 elettori, i 1207 di questa tornata elettorale rappresentano oltre il 70% di quel dato e pari all'80% dei consensi». Insomma l'obiettivo più alto non è stato raggiunto ma anche il sindaco Alfredo Rauco si schiera dalla parte di chi è comunque soddisfatto, auspicando che i quasi 1000 «Sì» servano per invertire la rotta nei rapporti tra i piccoli comuni e gli enti maggiori.

 2 Dicembre 2008


 Il presidente Marrazzo: «Bene così, ora Leonessa si rafforzerà»  «Apprendo con soddisfazione la notizia che i cittadini di Leonessa intendono rimanere nel Lazio. È un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme con tutta la provincia reatina». Sono le prime dichiarazioni del presidente della Giunta regionale Piero Marrazzo al termine dello scrutinio del referendum consultivo che ha sancito la netta vittoria dei «Sì» ma i voti non sono stati sufficienti per decretare l'annessione di Leonessa all'Umbria. «Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di Leonessa - aggiunge il presidente della Giunta regionale del Lazio - non voglio dimenticare che, come rappresentante di tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che ha votato per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi, l'occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto, anche perché, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di responsabilità per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel rispetto dell'identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un polo d'attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio rafforzerà Leonessa, non la indebolirà».
 

 2 Dicembre 20008

 L'esito del referendum dice che il tentativo di fuga in Umbria è fallito ma i separatisti si dicono soddisfatti -  In 1207 al voto: 926 i sì, 238 i no e 43 le schede annullate Raggiunto il quorum ma per la secessione non basta - LEONESSA resta nel Lazio. E' questo che hanno deciso i 1.207 elettori che tra domenica e ieri si sono recati alle urne per il referendum che offriva la possibilità ai cittadini di 'trasferire' Leonessa in Umbria.
Alla fine in 926 hanno rotato "sì", 238 "no" e 43 sono state le schede nulle.
Nei fatti una vittoria dei sostenitori del "no", visto che Leonessa resta nel Lazio ad attendere il sospirato piano di rilancio del Terminillo. Anche se gli oltre 900  di cittadini che avrebbero compiuto il grande passo fa esutlare anche il comitato del "sì": 'ora Regione Lazio e Provincia di Rieti dovranno "fare i conti con 926 elettori che volevano andar via. Una grande vittoria della gente", spiegano i separatisti.
C'era naturalmente grande attesa e per conoscere l'esito del referendum che nel caso di vittoria del "sì" avrebbe aperto scenari storici, visto che avrebbe annesso Leonessa all'Umbria e alla provincia di Terni. Come detto, a votare sono andate 1207 persone, il 52,7% degli aventi diritto.
Nonostante il cospicuo numero di "si", Leonessa rimane in Provincia di Rieti per non aver raggiunto il quorum previsto dal referendum per passare in Umbria (serviva il voto favorevole della metà più uno degli elettori totali).
Ben 926 le persone che hanno dato il loro voto perché il Comune potesse passare in Umbria, mentre 238 hanno votato per il no. Oltre 40 (43) le schede nulle.
"La popolazione è voluta rimanere nel Lazio" ha commentato a caldo il portavoce del comitato per il no, Giuseppe La Bella.
Dal comitato per il sì hanno invece commentato: "Abbiamo battuto il partito del non voto e coloro che pensavano fosse uno scherzo, come il presidente Marrazzo", ha detto il portavoce Paolo Trancassini.
"Questo dimostra - ha aggiunto - quanto la politica sia distante dai territori. Dobbiamo riconoscere la sconfìtta, sapevamo che era una partita impossibile, ma dobbiamo avere la capacità di riconoscere che cosa ha dato questa competizione elettorale. Ribadisco con forza e senza timore di essere smentito che grazie alla battaglia di Leonessa una battaglia "comunque l'abbiamo vinta: una parte dei progetti del versante nord del Terminillo si faranno, a testimonianza del fatto che  Leonessa non è arrogante, ma Leonessa  ha mediato, ha lavorato".
Come ormai noto, a scatenare l'esigenza "secessionista" dell'amministrazione comunale leonessana erano stati i rabaditi no al progetto di realizzazione dei nuovi impianti sciistici sul versante leonessano del Terminillo. Un piano da oltre 50 milioni di euro al quale le amministrazioni di centrosinistra si erano sempre opposte per salvaguardare i numerosi ettari di bosco che avrebbero dovuto lasciare il posto alle nuove strutture turistiche.
Proprio pochi giorni fa però dalla Pisana hanno garantito un nuovo progetto di sviluppo e rilancio del Terminillo, che ora a Leonessa si augurano non sia stata solo l'ennesima promessa fatta anche per dissuadere altri secessionisti al momento di votare per il referendum.
Il sindaco Rauco: "Adesso Provincia e Regione ascoltino le nostre esigenze"
"ADESSO Regione e Provincia non potranno più trascurare le esigenze di Leonessa". Così il sindaco Rauco nel commentare gli oltre 900 "sì" con cui si è concluso il referendum per il trasferimento del Lazio.
"Aver raggiunto il quorum dei votanti rappresenta un successo enorme. Da domani le amministrazioni di Regione e Provincia non potranno più eludere la questione: dovranno sedersi con noi intorno ad un tavolo e capire quali sono i problemi che abbiamo voluto sollevate. Anche perché nel frattempo altri comune della zona, come Magliano Sabino e Amatrice, potrebbero riprovarci, magari con migliore fortuna".
Alfredo Rauco sindaco di Leonessa e accesissimo esponente del fronte del sì nel referendum che chiedeva il passaggio della cittadina reatina dal Lazio all'Umbria non sembra affatto uno sconfitto. "Perché questo risultato - spiega - dimostra che la maggioranza dei mie concittadini ha capito il senso della mia iniziativa. Noi possiamo avere crescita e sviluppo solo dal turismo e dalla montagna e il modo in cui siamo stati fin qui delusi dal potere centrale regionale su questioni come la viabilità e la sanità ci ha spinto ad alzare la voce con un'operazione che era anche, ma non soltanto, una provocazione politica".
"Restando nel lazio Leonessa si rafforzerà" Questo il commento all'esito del referendum del presidente della Regione Piero Marrazzo.
"Apprendo con soddisfazione la notizia che i cittadini di Leonessa  intendono rimanere nel Lazio. E' un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina", ha dichiarato Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio. "Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di Leonessa - continua - non voglio dimentcare che, come rappresentante dì tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che ha votato per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi, l'occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto, anche perché, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di responsabilità per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel rispetto dell'identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un polo d'attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio rafforzerà Leonessa, non la indebolirà".
 

 2 Dicembre 2008

 Vince il Sì ma Leonessa resta  - Quorum raggiunto, però i 926 consensi non bastano per trasferire la cittadina in Umbria -  Leonessa resta nel Lazio. E questo è il primo dato certo e incontrovertibile. La gente è andata a votare. E questo è il secondo. Il referendum avrà ripercussioni sulla politica reatina. E questa è la terza e ultima certezza. Su tutto il resto invece già da ieri pomeriggio come da copione fioccano valutazioni e commenti, divisioni e riflessioni. 1207 votanti pari al 52,71% degli aventi diritto, 926 si, 258 no, 19 schede bianche, 24 nulle Queste i dati, nudi e crudi, che ben prima delle 17 arrivano in via definita a Palazzo Mongalli dove il sindaco Alfredo Rauco e qualche assessore li attendevano già da un po'. Il suo predecessore e portavoce del Comitato per il Si al referendum, Paolo Trancassini, e l'avversario portavoce del Comitato per il No, Giuseppe La Bella, sono invece a poche centinaia di metri, presso la scuola elementare che ospita i due seggi più numerosi dei quattro previsti. Trancassini e La Bella per l'intero spoglio restano a colloquio con i rispettivi gruppetti di sostenitori all'interno dell'atrio della scuola. Già dalle prime battute dello scrutinio si capisce però che il sogno di vincere questo referendum svanirà di li a poco, perché dalle urne non escono solo schede che riportano la croce sulla casella del «Sì», ma anche alcune decine con un segno sul «No». La soddisfazione per i sostenitori del Sì al referendum c'è comunque, soprat tutto per aver portato cosi tanta gente a votare contro ogni previsione.
La gioia vera però rimane strozzata in gola perché l'ultimo scatto verso il traguardo non è arrivato. Anche sull'altro fronte, quello dei contrari al referendum che avevano invitato all'astensione, c'è soddisfazione, ma la tanta gente che ha deciso comunque di andare a votare pur votando «No» e gli oltre 1200 leonessani andati complessivamente alle urne non permettono di dire che la battaglia sia stata stravinta. E allora dalle scuole elementari, non appena concluso lo spoglio degli ultimi due seggi, entrambi i contendenti salgono in Municipio a rilasciare interviste, stringere mani e fare le prime valutazioni a caldo. Tran cassini e Rauco convocano una conferenza stampa seduta stante, La Bella assiste e riflette. La conferenza termina, ancora un giro di taccuini e microfoni e i due contendenti si ritrovano faccia a faccia nel corridoio del Comune, davanti alla stanza dove fino a qualche minuto prima il Sindaco Alfredo Rauco leggeva e valutava i dati che arrivavano. Si abbracciano, si danno la mano Trancassini e La Bella, sorridono e si fanno finalmente i complimenti per la sfida condotta. Tutto nel giro di pochi istanti, sempre lì, di fronte alla stanza che dalla prossima primavera ospiterà il nuovo (o il vecchio) Sindaco. Chissà che non sia un segno del destino.
 «Partito del non voto sconfitto» Comitato Sì «Così si è tornati a parlare di sviluppo e Terminillo» Velocità Scrutatori al lavoro, i risultati sono stati resi noti poco dopo la chiusura dei seggi ú Il Comitato per il Sì arriva alla conferenza stampa indetta presso la sala consiliare del Comune compatto. Si schiera ai lati di Paolo Trancassini e di Alfredo Rauco, quasi a voler dimostrare la vicinanza ai due.
C'è la giunta al completo, c'è la presidente della Pro Loco, c'è anche qualcuno di coloro che il passaggio in Umbria lo proponevano già dal 1997. Di qua del tavolo invece ci sono, oltre ai tanti cronisti, anche molti del Comitato per il No, compreso Giuseppe La Bella che ascolta in piedi stretto tra la gente che affollava oltremodo la sala. «Ringrazio e faccio i complimenti a tutti - esordisce Trancassini con Rauco che al suo fianco annuisce - Abbiamo sconfitto il partito del non voto. Abbiamo sconfitto anche i tanti che pensavano che il nostro fosse uno scherzo. La verità è che la gente di questo Comune ha dimostrato la propria voglia di volersi confrontare sui temi dello sviluppo. Ora però - ha invitato l'ormai ex capogruppo provinciale di An - dobbiamo avere la capacità di riconoscere la sconfitta anche se sapevamo fin dall'inizio che stavamo conducendo una battaglia impossibile».
Cosa lascia questa com petizione? «Senza alcun timore di smentita, posso dire che grazie alla battaglia di Leonessa si è tornati a parlare di sfruttamento della neve, di sviluppo del Terminillo».
«Se l'assessore Zaratti svela Trancassini - confermerà quanto detto mercoledì scorso in un incontro con me e con il presidente Melilli, almeno una parte del progetto di impianti di risalita verrà comunque realizzato. Il dato certo comunque - ha concluso a nome del comitato per il Sì - è che Leonessa ha condotto una battaglia per interessi che vanno al di là dei propri confini, per l'intera provincia».
Giuseppe La Bella brinda per la vittoria e attacca l'amministrazione comunale n No: ora la giunta deve dimettersi ó «È una vittoria da festeggiare». A dirlo è Giuseppe La Bella, portavoce del Comitato per il No, subito dopo la conferenza stampa dei rivali del Sì. «Per le analisi approfondite ci sarà tempo. Il dato di fatto però è che il referendum per andare in Umbria non è passato. È dunque una vittoria di chi voleva rimanere nel Lazio. I 926 sì significano la delegittimazione della giunta comunale che ha puntato ed ha investito tutto su questo referendum. Mi aspetterei che, così come sono arrivate le dimissioni da capogruppo di An di Tran- cassini, arrivino anche quelle della giunta del Comune di Leonessa. Mi aspetterei un uguale atto di coerenza visto che le urne hanno detto che una maggioranza c'è, e non sono certo i Sì. Il problema è morale, non certo di legittimità amministrativa, ma ripeto questa giunta ha investito tempo ed immagine su questo referendum». E come la mettiamo con le 258 persone che hanno deciso di andare a votare no, quando voi invitavate all'astensione? «Probabilmente queste persone si sono sentite in dovere di recarsi comunque alle ur ne, ma hanno espresso la volontà di rimanere nel Lazio e non andare in Umbria. E questo è il dato oggettivo che conta. Ora qualcuno dovrà riflettere». A chi gli chiede infine se sono arrivati i complimenti dei consiglieri regionali o del Presidente della Provincia La Bella risponde: «Non ho avuto il tempo di sentire neanche mia moglie. Solo le mie figlio mi hanno inviato un messaggio». Più apprezzato, c'è da giurarci, di tante altre telefonate.
(Marco Fuggetta).

 

 1 Dicembre 2008

QUEL RUGGITO NON CADA NEL VUOTO -Non è stata ne la vittoria, ne la sconfitta del sindaco Rauco. Ma è indubbio che per Leonessa, con i suoi 2290 aventi diritto, si tratta di un risultato importante. 926 si, 238 no è un quorum superato di misura, non possono passare inosservati. Soprattutto agli occhi della Provincia di Rieri, e di Melilli, a quelli della Regione Lazio e di Marrazzo. Leonessa ha chiamato, ora è doveroso rispondere. I numeri dimostrano che non si trattava di un ruggito d'orgoglio, ma di una richiesta di equità amministrativa: «Trattateci come gli altri, non penalizzate questo Comune solo perché si trova al confine». Del resto, sorvolando sulla mancata approvazione da parte di Provincia e Regione del progetto per i nuovi impianti sciistici, questo giornale ha più volte raccontato la versione di chi vive ogni giorno i problemi di un paese di montagna e che è stufo di essere ancora penalizzato, nel 2008, da una questione geografica. Ma questo voto ha anche un valore di modernità. In un'Italia sempre più decentrata, o federalista, vedremo altri referendum e, come accade nella sana competizione aziendale, i Comuni decideranno legittimamente se rivolgersi a un miglior offerente.
(Matteo Vincenzoni)

www.mepradio.it   1 Dicembre 2008

Leonessa: Referendum 2008 - vince il SI - non bastano i numeri per la secessione dal Lazio - grande prova di democrazia

Leonessa non lascerà il Lazio, anche se ha vinto il SI, i sostenitori della secessione non hanno ottenuto i numeri richiesti. Con 926 SI, 238 NO, 19 schede bianche e 24 nulle a fronte di un totale di 1207 cittadini andati alle urne, pari al 52,7% della popolazione, il Referendum sul distacco di Leonessa dalla Regione Lazio per aggregarsi all'Umbria, ha sancito il mantenimento dello status quo. Ci sarebbero voluti almeno 1146 voti a favore per far vincere il Comitato del SI, guidato dall'ex Sindaco di Leonessa, Paolo TRANCASSINI. << Il risultato del referendum - ha dichiarato Giuseppe LA BELLA, Portavoce del Comitato per il NO - ha dimostrato che i leonessani vogliono rimanere nella Regione Lazio. Spero che ad un momento di sovraesposizione non segua il silenzio e per questo ho coinvolto anche alla vigilia del referendum il Presidente della Provincia Fabio MELILLI e la Consigliera regionale Anna Maria MASSIMI, chiedendo loro impegni sostanziali e non formali per Leonessa >>. Ritiene che sia stato sconfitto il partito dell'astensionismo Paolo TRANCASSINI, Portavoce del Comitato per il SI, che alla notizia del risultato ha annunciato le dimissioni da Capogruppo di AN in Provincia e dal partito. << Quando uno si batte in prima persona e scopre di avere al suo fianco persone semplici ed il territorio ed il tuo partito non capisce e pensa solo ai numeri della confluenza di AN nel PdL ho capito di non voler rimanere nel partito >>.

www.ilgiornaledirieti.it   1 Dicembre 2008

Leonessa, non passa il referendum per passare in Umbria - Rauco : "Soddisfatto comunque: abbiamo posto un problema e riscosso l'80% dei SI "

Almeno per ora il Comune di Leonessa resterà nel Lazio. I risultati del referendum che proponeva il cambio di regione hanno visto 926 voti per il sì, 238 per il no e 43 schede nulle (24 nulle, 19 bianche). Ma, per quanto schiacciante nei numeri relativi, la vittoria di chi voleva passare in territorio umbro non è sufficiente. Per il distacco dal Lazio ci voleva infatti il consenso della maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Dunque almeno 1246 dei 2290 iscritti nelle liste elettorali locali.

Il sindaco di Leonessa Alfredo Rauco, fra i più accesi promotori del referendum ‘secessionista’, si dichiara comunque soddisfatto per una consultazione che «ha posto all'attenzione dell'opinione pubblica regionale il problema di uno dei tanti comuni della zona vittime di una politica romanocentrica».

Alla richiesta di La Bella, leader del comitato del no, di dimissioni della giunta comunale, Rauco ribadisce che «facendo un confronto con le recenti politiche dove hanno votato 1588 elettori, i 1207 di questa tornata elettorale rappresentano oltre il 70% di quel dato e pari all’80% dei consensi»

 

www.ilgiornaledirieti.it   1 Dicembre 2008

"Sconfitto il partito dell'astensionismo" dice Paolo Trancassini che annuncia le dimissioni da AN e da Capogruppo alla Provincia

Ha vinto il sì ma Leonessa non potrà lasciare il Lazio perché i sostenitori della secessione non hanno ottenuto i numeri richiesti. Con 926 sì, 238 no, 19 schede bianche e 24 nulle a fronte di un totale di 1.207 cittadini andati alle urne, pari al 52,7% della popolazione, il referendum sulla secessione di Leonessa dalla provincia di Rieti e dal Lazio per migrare verso l'Umbria, ha sancito il mantenimento dello status quo. Ci sarebbero voluti almeno 1.146 voti a favore per far vincere il Comitato del sì, guidato dall'ex sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini.

«Il risultato del referendum - ha detto Giuseppe La Bella, coordinatore del Comitato per il no - ha dimostrato che i leonessani vogliono rimanere nella Regione Lazio. Spero che ad un momento di sovraesposizione non segua il silenzio e per questo ho coinvolto anche alla vigilia del referendum il presidente della Provincia Fabio Melilli, e la consigliera regionale Anna Maria Massimi, chiedendo loro impegni sostanziali e non formali per Leonessa».

Ritiene che sia stato sconfitto il partito dell'astensionismo Paolo Trancassini, che alla notizia del risultato ha annunciato le dimissioni da capogruppo di An in Provincia e dal partito. «Quando uno si batte in prima persona e scopre di avere al suo fianco persone semplici ed il territorio ed il tuo partito non capisce e pensa solo ai numeri della confluenza di An nel Pdl - ha detto Trancassini - ho capito di non voler rimanere nel partito».

 

www.ilgiornaledirieti.it   1 Dicembre 2008

Leonessa, solo una questione di numeri - Mancata per poco la secessione. Pochi sorrisi e meno trionfalismi per un problema non risolto

Succede sempre così, dappertutto. Si vince o si perde ma tutti cantano puntualmente vittoria, adducendo mille interpretazioni ed altrettante giustificazioni. Ed anche in questa occasione non si è rinunciato alla solita recita. Chiuse le urne, diramati i numeri, c’è stato chi ha sorriso un po’ di più, ma non tanto, chi ha messo il broncio, ma non troppo. Sicuramente i numeri non sono quelli sbandierati; dal Presidente della Regione Lazio che parla di «minoranza che ha votato per il distacco» a quelli di illustri politici locali che davano per non più di 300 elettori al voto. Ma i numeri sono numeri: 1207 elettori non sono 300, e 926 SI contro i 238 NO non sono una minoranza. «Ci siamo fermati a Trognano – commenta ironico Paolo Trancassini durante la conferenza stampa di questo pomeriggio, - quasi in Umbria». Ed è proprio così. C’è mancato poco e chissà quante camice sudate sono in questo momento in lavanderia per restituirgli il candore originale, quello perso nelle ultime ore tra più di qualche poltrona traballante che avrebbe annullato o messo in discussione anche alcune candidature alle prossime provinciali e poi quelle regionali. E chissà quali altre. O chi si gingilla tra i ticket regionali, sempre più lontano da Rieti e dai reatini. E si, perché tutto è girato anche intorno a questo. Ed invece di riflettere, di capire i perché del tanto urlato disagio di una comunità che ha risposto in massa alla verifica elettorale, clamorosamente sconfitti, gli astensionisti, quelli che – ascoltati – hanno sperato in una tormenta di neve apocalittica (chissà come sarebbe andata se le urne si fossero aperte per il ponte dell’8 dicembre), invece di pensare ai propri errori ed alla scarsa credibilità, attaccano, come sempre, chiedendo addirittura le dimissioni della giunta comunale. Sorride Rauco al comitato per il NO, ricordando che alle ultime politiche, a Leonessa, hanno votato 1588 aventi diritto, contro i 1207 di questa tornata elettorale che rappresentano «oltre il 70% di quel dato» e che i consensi, ovvero i SI, sono pari «all’80% dei voti espressi».

I numeri sono numeri e c’è poco da sorridere. Ma, forse, è bene quello che è successo. Forse sono contenti entrambi gli schieramenti; sicuramente tutti i reatini che avrebbero mal digerito il distacco di una città come Leonessa, che ha sempre regalato fin troppo a chi mai è riuscito ad apprezzarlo. E non basta elargire contributi a manifestazioni per rendere tranquilla la nostra coscienza. Non basta, così è troppo facile. Ci vuole attenzione, costanza, sacrificio e la capacità di mettersi in gioco, anche rinunciando alla nostra bella e “sudata” indennità. E in tutto questo, tra le mille riflessioni, chi ne pagherà le conseguenze è Paolo Trancassini, ex sindaco di Leonessa, presidente del comitato per il SI, “uno di quassù”.

«Il Pdl – dichiara in conferenza stampa - aveva un problema di numeri: del 33%, del 47%, del 52%: un esercizio del Superenalotto rispetto agli argomenti posti. Io non gioco al Superenalotto, - dice - non ne sono capace. E quindi devo prendere atto che questo non è il mio gioco e che , a 45 anni suonati, non fa per me questo tipo di politica». Ed annuncia una decisione maturata «qualche mese fa: mi dimetto da Alleanza Nazionale e da capogruppo di opposizione alla Provincia di Rieti, perché un partito che non ha la capacità di capire quanto grande era questa battaglia, non è il mio partito». «Ma anche dalla Provincia?» gli chiedono: «No, perché mi piace fare politica, è la mia vita».

Giù, un’altra sconfitta per tutti gli schieramenti politici reatini che, forse, finalmente tireranno un sospiro di sollievo per essersi liberati di una persona “scomoda”, troppo intraprendente che avrebbe, prima o poi, minacciato qualche poltrona “importante”. È turbato Trancassini, ci credeva davvero. Ma non nella poltrona di Melilli; credeva in tutta l’operazione, sprofondato negli sguardi sinceri di quelle persone che vivono nel silenzio, a Terzone, a Corvatello, a Viesci, a San Vito, a Ocre. Piccoli paesi abbandonati, con il 90% delle case chiuse, tra fiochi lampioni stradali e solo il fuoco del camino a farti compagnia. Sempre, perché non c’è altro.

E mentre ambientalisti, escursionisti, pensano a salvaguardare, anche a ragione, le storiche faggete leonessane, in questi paesi si muore, soli, tra l’indifferenza di tutti. È bello l’estate, tra i mille giochi dei noiosissimi comitati. Si mangia, si beve, si balla tra centinaia e migliaia di persone. Tante, a volte troppe. Ma il problema sono gli altri dieci mesi dell’anno, con le mille difficoltà di un territorio abbandonato da tutti, fatto di anziani, di speranze perdute, di delusioni e incertezze che quassù diventano spesso drammatiche. Luoghi abbandonati anche dalla politica, quella con i soldi, che si sbraccia per mandare contributi al Palio del Velluto o alla Sagra della patata, perché è il sistema più facile per esserci: una delibera e via, «siamo sul territorio (se ne ricorderanno alle prossime elezioni?)»...

Ma se loro, a dispetto di tutti, hanno voluto provare a fare di più, ad alzare la voce, a richiamare l’attenzione di tutti su queste terre sempre più fredde, sempre più desolate, perché gioire di una sconfitta che non paga nessuno e che dovrebbe far riflettere. Tutti. Anche i politici, soprattutto quelli che hanno rischiato grosso: solo 220 voti e sarebbero “volati” dopo Trognano. Non lontanissimi e, forse, neanche migliorati, ma sicuramente distanti da ogni logica politica che guarda troppo ai numeri, soprattutto quelli della bassa Sabina, a quei voti che permettono di essere eletti. Numeri… quelli che in questo referendum, loro, fanno finta di non capire.

(Andrea Magliano)

Regione Lazio   1 Dicembre 2008

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE PIERO MARRAZZO

1 DICEMBRE 2008 

Referendum Leonessa, Marrazzo: “Restare nel Lazio la rafforzerà”

 Apprendo con soddisfazione la notizia che i cittadini di Leonessa intendono rimanere nel Lazio. E’ un Comune che non vogliamo perdere, perché rappresenta una parte importante del nostro territorio che la Giunta regionale intende valorizzare e far crescere insieme a tutta la provincia reatina.

Nella soddisfazione per la scelta dei cittadini di Leonessa, non voglio dimenticare che, come rappresentante di tutti, ho il dovere di ascoltare le richieste anche della minoranza che ha votato per il distacco e comprenderne le ragioni. Colgo, quindi, l’occasione per tranquillizzare questi cittadini e invitarli a non sentirsi esclusi. Dico loro, anzi, che è il momento di tornare al confronto, anche perché, con la Giunta, stiamo lavorando con senso di responsabilità per lo sviluppo di Leonessa, per favorirne il turismo nel rispetto dell’identità e di quelle bellezze naturali che la rendono un polo d’attrazione non solo nella nostra regione. Restare nel Lazio rafforzerà Leonessa, non la indebolirà

Provincia di Rieti   1 Dicembre 2008
Amministrazione Provinciale di Rieti
Ufficio Stampa
 
NOTA DELLA PRESIDENZA
 
"E’ stata una battaglia difficile e questo risultato mi soddisfa anche se non mi fa distrarre dall’obiettivo. Sono davvero contento che la proposta del Comune di Leonessa non sia passata, se vinceva il sì Leonessa avrebbe rischiato, nei prossimi tre o quattro anni, di restare isolata e tutto questo è importante che non sia avvenuto. La provincia si è trovata a difendere in solitario la permanenza di Leonessa dentro la nostra regione e in questa battaglia schierarsi era un dovere istituzionale. Lavoriamo da domani e continueremo a farlo anche in futuro, con l’impegno di sempre, per trovare una soluzione e anche questo è un dovere istituzionale affinché le nostre comunità ottengano quello che non hanno avuto negli ultimi venti anni. Troveremo una risposta possibile, tenendo ben presente il disagio espresso dalla popolazione leonessana in questa occasione. Desidero ringraziare quanti si sono adoperati all'interno del Comitato per il NO perché si conseguisse questo risultato. Ora il nostro obiettivo è quello di far approvare un piano di rilancio nel più breve tempo possibile per dare risposte ai bisogni della montagna reatina nel suo complesso e naturalmente continueremo a collaborare con la comunità leonessana."
 
E' quanto dichiara il presidente della Provincia, Fabio Melilli, commentando il risultato del referendum consultivo per il distacco del Comune di Leonessa dalla Regione Lazio e la sua aggregazione alla Regione Umbria.
 
Rieti, 1 dicembre 2008

Fabrizio Colarieti
Ufficio Stampa Provincia di Rieti
Mob. 348/1551445 Uff. 0746/286301

 

Perilli -Massimi (PD)   1 Dicembre 2008

 

PERILLI E MASSIMI: "A LEONESSA VINCE LA RAGIONE"
 
SIAMO SODDISFATTI DEL RISULTATO DEL REFERENDUM DI LEONESSA (RI) CHE RIPORTA SERENITA' IN UN PAESE CHE DECIDE DI RIMANERE ALL'INTERNO DELLA NOSTRA REGIONE.  I CITTADINI LEONESSANI HANNO CAPITO CHE LE SCELTE DI CHI L'HA PROMOSSO, ERANO DEBOLI E TROPPO CARICHE DI STRUMENTALITA'. OLTRE LA SODDISFAZIONE PER I RIUSULTATI, UN RINGRAZIAMENTO VA SICURAMENTE AL SENSO DI REPONSABILITA' DEI CITTADINI CHE HANNO AVUTO NEI CONFRONTI DELLE ISTITUZIONI, APPREZZANDO IL LAVORO SVOLTO DAL COMITATO PER IL NO. ORA DOBBIAMO ESSERE RISPETTOSI DEGLI IMPEGNI ASSUNTI, INSIEME ANCHE AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA MELILLI, CHE PORTEREMO AVANTI CON GRANDE VIGORE, ASSUMENDOCI LE REPONSABILITA' DEL CASO. GIA' DALLA PROSSIMA FINANZIARIA REGIONALE, SOSTERREMO LE PROPOSTE AVANZATE PER IL COMUNE DI LEONESSA, CHE SONO STATE RIBADITE QUALCHE GIORNO FA NELL'INCONTRO CHE ABBIAMO AVUTO CON IL GRUPPO DEL PARTITO DEMOCRATICO REGIONALE, ALLA PRESENZA DEL NEO SEGRETARIO MORASSOUT E DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIERO MARRAZZO. CON QUESTO ESITO ELETTORALE, SI RAFFORZA L'IMPEGNO PER QUESTO TERRITORIO CHE RIENTRA A PIENO TITOLO NELLE POLITICHE DELLA REGIONE LAZIO.

 

Andrea Di Nicola         (La Destra)   1 Dicembre 2008
 

Ha perfettamente ragione Paolo Trancassini nello stigmatizzare l’atteggiamento osservato da quello che è ormai il suo ex partito (Alleanza nazionale) in occasione del referendum svoltosi oggi a Leonessa per separarsi dal Lazio confluendo nell’Umbria.Un partito che non capisce o finge di non capire più la gente, che non è più a fianco delle esigenze del popolo ma, come dice Trancassini, è solo attento ai numeri della sua confluenza nel Pdl, ha perso definitivamente ogni riferimento con la sua storia.

L’amarezza del consigliere provinciale di Leonessa  è comprensibilissima: l’atteggiamento di An ha avuto la conseguenza di trasformare la sconfitta del fronte del no in una vittoria di Melilli, della consigliera regionale Massimi, del presidente della Regione Marrazzo e della sua giunta che si dicono ora, e solo ora, pronti a varare pacchetti di provvedimenti a favore della cittadina dell’altopiano.

La Federazione reatina de La Destra è vicina umanamente a Paolo Trancassini. 

Rieti 1 dicembre 2008                                                Andrea Di Nicola

 

Giuseppe Rinaldi         (PD)   1 Dicembre 2008
 

Referendum Leonessa: dichiarazioni Rinaldi

 “Sono soddisfatto della decisione espressa dai cittadini di Leonessa di restare nel Lazio e nella Provincia di Rieti. Al referendum, nonostante il tentativo di forzature politiche, ha prevalso il buon senso. Fuggire, eravamo convinti e ora lo siamo ancor di più, non avrebbe aiutato a dare risposte ai leonessani e al territorio di Leonessa. Adesso, però, dobbiamo immediatamente rimetterci al lavoro per trovare le soluzioni idonee a tutte quelle problematiche che hanno portato molti leonessani a esprimere la loro volontà di passare all’Umbria. Oggi siamo ancora più sicuri che i disagi avvertiti dai cittadini di Leonessa possano essere superati purché si lavori tutti insieme, dobbiamo continuare nella strada intrapresa dall’attuale Amministrazione provinciale guidata da Fabio Melilli che, superando logiche di appartenenza, è pronta a far partire un progetto per il rilancio organico del Terminillo".Sono le dichiarazione del coordinatore provinciale del Pd di Rieti, Giuseppe Rinaldi,  in merito al Referendum di Leonessa

 

  1 Dicembre 2008

Complimenti a Rosella Vivio( Corriere di Rieti)  e Francesco di Salvatore (Il Tempo): a nostro giudizio i migliori articoli intorno alla vicenda Leonessa.

Peccato li abbiano scritti solo oggi: qualche giorno prima e molti  più elettori si sarebbero presentati alle urne.

La Redazione di www.leonessa.org

 Referendum di Leonessa Cause ed effetti confusi - Una nazione che ha il i nostro debito pubblico, senza avere un PIL  capace di sostenerlo, deve ridurre le pretese. E così il Governo si è messo a tagliare, con una frenesia da Edward mani di forbice. Tagli alla scuola, alla sanità, alle risorse regionali, ai servizi sociali, alla sicurezza, alla difesa. Tagli ovunque, fuorché all'elefantiaco sistema amministrativo, dotato di troppi livelli di governo, di amministrazione, di confusione e sovrapposizioni di funzione e di una quantità sterminata di oligarchie politiche operanti nel reticolo di enti ed entini che da decenni nascono senza sosta. La nostra democrazia è la più costosa d'Europa. Ogni cittadino paga per mantenere l'apparato amministrativo 5564 euro l'anno (da una indagine della  Cgia di Mestre del 2007). Ed è anche la più inefficiente. Cosa che, unita alle note disfunzioni della giustizia, tiene ben lontani gli investitori esteri. Qualcuno dice che la democrazia costa, perbacco. Certo, ma il nostro apparato burocratico è più simile alle corti tedesche ottocentesche che alle consorelle moderne d'Europa e nemmeno il tosto Tremonti ha osato sfidare il campanilismo territoriale e le argomentazioni speciose dei difensori del nostro sistema borbonico, da cui la partitocrazia attinge posti da distribuire ai grandi e piccoli portatori di voto e clientele. Per dirne una, gli enti con meno di 50 dipendenti, che, secondo quanto stabilito con l'ultima finanziaria di Prodi dovevano essere sciolti automaticamente entro il 30 giugno scorso, sono ancora lì, grazie alla legge 133 dell'attuale governo, insieme all'Ente per la soppressione degli enti inutili. Cosa tragicomica per chiunque abbia un minimo senso del ridicolo. Nel mentre, agli indigenti arriveranno per Natale 40 euro di carità di Stato. Certo, meglio dì niente. Ma il problema è, appunto, il "niente" politico che scontano la valanga di poveraccci e di non garantiti d'Italia, tra cui molti giovani, capri espiatori dell'inettitudine dei padri e delle madri, impossibilitati a mettere su famiglia per mancanza di lavoro o per precarietà lavorativa, e a mettere al mondo quei figli che oggi confidiamo di avere dagli immigrati. Questa maggioranza, poi, in fase elettorale aveva promesso l'abolizione delle province. E qui veniamo al nostro territorio dove soffiano venti e spifferi di secessione comunale verso le province di altre regioni, mentre, d'altra parte, ci sono comuni che vorrebbero far parte della provincia sabina, come Palombara Sabina. Chi è andato fino in fondo, per ora, è il comune di Leonessa che oggi conclude l'avventura della consultazione, referendaria. Oggi sapremo se i leonessani vogliono restare laziali o diventare umbri. "Non è facile dire come finirà - mi dice la proprietaria del ristorante Leon D'oro da me interpellata telefonicamente - Comunque, per noi che viviamo di turismo, il referendum è stata una buona cosa. Abbiamo avuto molti  turisti umbri incuriositi dalla faccenda". Chiudiamo, per ora, in attesa del risultato, con questa considerazione e con i complimenti, qualsiasi risultato, emergerà dalle urne, alla indomita Leonessa, che è ricorsa ad uno strumento democratico per dare voce ai cittadini. Ma, lo dico ai secessionisti, non confondiamo l'effetto con le cause:il problema non è questa Provincia o questa Regione, il problema è che con tutti i galli che stanno a cantare, per chi aspira alla fine degli etemi rinvii e dei rimpalli di responsabilità su ogni decisione, diffìcilmente si fa giorno. Di qualsiasi provincia si faccia parte.
(Rosella Vivio)

 1 Dicembre 2008

LEONESSA UN MONITO PER TUTTI - Oggi sapremo se Leonessa ha deciso di passare con l'Umbria o restare con il Lazio. Un risultato molto atteso quello del referendum consultivo che si è svolto ieri e oggi (le urne chiudono alle 15) non soltanto dalla popolazione di uno dei paesi più interessanti turisticamente e culturalmente della provincia sabina. Con le orecchie tese staranno anche alcuni pubblici amministratori comunali, provinciali e regionali. Se vinceranno i «Sì» e si creeranno i presupposti per l'annessione di Leonessa all'Umbria la classe dirigente che guida Regione e Provincia dovrà quanto meno fare un approfondito esame di coscienza. Nel caso in cui prevarranno i «No» una riflessione sarà comunque necessaria. Leonessa (il discorso riguarda tutta l'area montana) si è sentita snobbata per molto tempo. Impianti sciistici, infrastrutture viarie, servizi sanitari: la lista delle richieste (tutte disattese) è lunga. Un vero campanello d'allarme. Da oggi pomeriggio, indipendentemente dall'esito delle urne, sarà opportuno rimboccarsi le mantelle e mettersi al lavoro per colmare le lacune. Con un accorgimento: niente rivalse, ripicche e piccole vendette. Recuperiamo in fretta il terreno perduto.

(Francesco D Salvatore)

 1 Dicembre 2008

 Si è chiuso il primo giorno di votazioni per il referendum che propone il distacco dalla Regione Lazio e l'annessione all'Umbria. Le operazioni di voto si sono aperte regolarmente alle 8 di ieri mattina e si sono chiuse alle 22. A quell'ora i votanti sono stati 901, pari al 39,34% dei 2290 aventi diritto. In definitiva una a Leonessa tanti alle urne per rispondere al referendum .
Si proseguirà a votare anche nella giornata di oggi nei quattro seggi a disposizione, due presso la scuola elementare, uno nella frazione Villa Lucci e l'ultimo presso la frazione di Terzone. Oggi si potrà votare fino alle 15 e le operazioni di scrutinio inizieranno non appena saranno concluse quelle di voto.
In contemporanea al Comune di Leonessa sta votando anche il Comune di Meduna di Livenza, in provincia di Treviso, che dal Veneto propone la sua aggregazione al Friuli Venezia Giulia.
Sempre per oggi la Prefettura di Rieti ha allestito una Sala Stampa per la diffusione dei risultati del le votazioni, elaborati dall'ufficio elettorale, che verrà aperta dalle ore 15. Ricordiamo ovviamente che il quesito oggetto della consultazione referendaria sarà approvato se le risposte affermative non saranno inferiori alla maggioranza (50% più uno) degli elettori.
inferiori alla maggioranza (50% più uno) degli elettori.
 

 1 Dicembre 2008

 I cittadini devono decidere se passare o meno in Umbria. Oggi urne aperte fino alle 14  poi lo spoglio Referendum, il quorum ancora lontano - A Leonessa, per la consultazione secessionista, ieri ha votato il 39,34 per cento-  Saranno pure i giorni del silenzio, a Leonessa ma in paese tutto parla di referendum, e col dato delle 22 attestato al 39,34 per cento pari a 901 votanti, c'è da scommettere che anche oggi la maratona dei promotori non si fermerà che alle tre del pomeriggio, orario di chiusura dei seggi. E si perché non si parla o ci si tiene sul vago a Leonessa, ma ci si muove eccome, nell'uno come nell'altro fronte, chi per tenere la gente a casa e chi, all'occorrenza, per andarla anche a prendere e gentilmente accompagnarla al seggio.
D'altronde, con l'area dei contrari alla secessione guidata dall'avvocato Giuseppe La Bella che si è schierata per l'astensione, il solo gesto di andare a votare equivale in un certo senso ad una dichiarazione di voto per il sì. La giornata, fredda e grigia, davvero non ha incoraggiato gli elettori ma non ha per questo fermato Paolo Trancassini e i suoi, attivissimi sin dalla mattina presto. Leonessa con la sua Bandiera arancione del Touring e le folle richiamate per la rassegna delle regioni a cavallo come per il palio del velluto ieri erano solo un ricordo a colori: piazza deserta ancora fino a metà mattinata, negozi regolarmente aperti ma gente solo in quelli di generi alimentari; viceversa tante le finestre chiuse di quelle case che si aprono solo al fine settimana e nelle feste. Sono i leonessani di ritorno, che vivono sì a Roma o a Rieti, ma che avendo quassù la residenza potevano davvero fare la differenza. Eppure è su di loro che il comitato per il sì faceva gran conto per arrivare alla soglia dei 1150 votanti necessari a far scattare il quorum, fermo restando che per questo genere di referendum il solo dato dei votanti non basta a convalidare la consultazione.
Alla scuola elementare del capoluogo intitolata a don Concezio Chiaretti, dove ci sono le due sezioni più numerose del comune (le altre due sono una a Villa Lucci, un'altra a Terzone San Pietro), l'afflusso è lento ma costante: è qui che arrivano le troupes del tg regionale della Rai, prima l'Umbria e poi il Lazio e per questi ultimi c'è un po' da faticare per avere l'okay alle riprese. Il pomeriggio di oggi invece sarà ad appannaggio della radio, con Mep che è già pronta a seguire lo spoglio in diretta (collegamenti a partire dalle 15,40). (Alessandra Lancia)

  1 Dicembre 2008

Leonessa Urne aperte anche oggi dalle 7 alle 15 nei quattro seggi comunali Referendum: ha già vatato il l39,34%  - I cittadini devono decidere se restare o no nel Lazio -  Leonessa Urne aperte anche oggi dalle 7 alle 15, subito dopo il via allo spoglio - Ieri alle 22 in 901 avevano  deciso se restare o no nel Lazio RIETI - Operazioni di voto regolari a Leonessa, dove 2290 persone (1129 maschi e 1161 femmine) sono chiamate al voto per decidere se restare nella regione Lazio oppure passare con l'Umbria. Le  urne si sono aperte regolarmente alle 8 di ieri mattina nonostante un violento nubifragio, con tanto di neve e grandine, abbia spazzato l'intera area per alcune ore. Alle ore 22 avevano votato 901 residenti pari al 39,34% degli aventi diritto. Le urne apriranno nuovamente stamattina alle 7 per chiudersi alle 15. Subito dopo prenderà il via lo spoglio nei quattro seggi allestiti nel comune: il numero 1 ed il numero 2 presso la scuola media statale di viale Moro, il numero 3 nella ex scuola elementare di Villa Lucci e il numero 4 nella scuola di Terzone San Pietro. Il quorum fissato per convalidare il referendum è di 1146 voti. Il referendum è stato indetto con decreto nel corso della riunione del Consiglio dei ministri dello scorso 11 settembre 2008.
Gli studenti torneranno sui banchi domani mattina. Gli elettori che si recheranno alle urne potranno scegliere di barrare il: Si o il No per decidere rispettivamente di cambiare regione passando in Umbria o lasciare tutto cosi com'è restando nel Lazio.
Il quorum fissato per convalidare ;il referendum è di 1146 voti.Il referendum è stato indetto con decreto nel corso della riunione del Consiglio dei ministri dello scorso 11  settembre 2008.  Al voto, insieme a Leonessa, anche il Comune di Meduna di Livenza (Treviso) che aspira al passaggio dal Veneto al Friuli Venezia-Giulia. Le proposte oggetto di referendum saranno approvate se il numero dei voti attribuiti alla  risposta affermativa al quesito referendario non sarà inferiore alla maggioranza degli elettori. L'artìcolo 132, secondo comma, della Costituzione stabilisce infatti che con legge della Repubblica possa darsi corso alla proposta;di variazione: territoriale, sentiti i consigli regionali interessati.
.Ai-sensi dell'articolo 45, quarto comma, della legge 25 maggio 1970, numero 352, il ministro dell'Interno, entro 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della notizia del risultato del referendum, presenta al Parlamento il relativo disegno di legge.
 

  30 novembre 2008

 

Il ruggito di Leonessa - Vota il referendum per abbracciare l'Umbria

 

  30 novembre 2008

 Ora non resta che aspettare gli esiti della consultazione  -  Gli appelli dei comitati Fautori del Sì e del No si sono dati battaglia per mesi  - Tutti in coda per decidere l'immediato futuro amministrativo del comune montano e a caratterizzare gli ultimi giorni di campagna elettorale ecco i dibattiti e gli incontri. Tra gli appelli dei rappresentanti del comitato del Si al centro dell'attenzione temi su "diritti negati e voglia di esserci in un futuro migliore per tutti, per avere finalmente la- possibilità concreta di urlare la rabbia e la delusione per una vita che meritiamo migliore, con gli stessi diritti di tutti gli italiani.
Meritiamo strade migliori, servizi sanitari.sicuri ed efficienti, istituzioni vicine che ascoltino le esigenze della popolazione, che partecipino attivamente a quanto sperato di ottenere da tutti noi e che non siano ostaggio di foro stessi anche a scapito di una popolazione,che ambisce ad un futuro di prospettive di sviluppo concrete;-Qualunque sia la prossima amministrazione comunale, potrà usare questo risultato come grimaldello nei confronti delle istituzioni e contare su una popolazione coesa nell'intento comune di rivendicare i propri diritti". Per il comitato del No ecco invece i motivi per i quali astenersi. "La nostra è una posizione contro chi vuole scaricare sulla Provincia di Rieti e sulla Regione le responsabilità di un ventennio di amministrazione comunale fallimentare e arrogante,contro chi nasconde ai cittadini che il consiglio regionale del Lazio ha approvato una mozione sul progetto presentato dalla Provincia che prevede lo sviluppo sciistico dei Comuni di Leonessa, Cantalice e del Terminillo, con collegamento funiviario in quota dei tre versanti, contro chi risiede a Roma e a  Rieti, fa l'amministratore a Leonessa il mercoledì, il sabato e la domenica e ci vuole mandare in Umbria.contro chi impone inutili consultazioni, contro chi fa appello alla unità della comunità Leonessana; ma da sempre ha agito per dividerla, osteggiando ogni dissenso", E chi vivrà, vedrà.
(Leonardo Ranalli)

 

  30 novembre 2008

Oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15 seggi aperti per il referendum - Umbria o Lazio?  - Leonessa vota Gli elettori chiamati alle urne sono 2.290  - Arriva la due giorni di passione elettorale: oggi e domani i residenti di Leonessa potranno recarsi alle urne per barrare il Si o il No del tanto atteso referendum che tiene col fiato sospeso tutti. Il momento tanto atteso è finalmente arrivato e per saper quale sarà il futuro del comune montano, che  ha riempito le cronache dei media degli ultimi mesi, bisognerà aspettare poche ore. Da stamattina alle 8 sono stati aperti i seggi ai 2290 aventi diritto, 1129 uomini e 1161 donne, che, fino alle 22 di oggi e dalle 7 alle 15 di domani, potranno esprimere il parere su una questione nodale dalla quale dipenderà il futuro politico ed amministrativo del comune. Quattro i seggi elettorali presso i quali si potranno recare gli elettori: il numero 1 ed il numero 2 presso la scuola media statale di viale Moro, il numero 3 nella ex scuola elementare di Villa Lucci e il numero 4 nella scuola di Terzone San Pietro. Gli elettori che si recheranno alle urne potranno scegliere di barrare il Si o il No per decidere rispettivamente di cambiare regione passando in Umbria o "lasciare tutto così com'è restando nel Lazio: Il quorum fissato per convalidare il referendum è di 1146 voti e lo spoglio delle schede inizierà, al termine delle votazioni. I risultati sono attesi per la metà del pomeriggio. Ancora poche ore quindi per conoscere il destino del comune di Leonessa e per sapere se resterà nel Lazio o se andrà in Umbria. I riflettori resteranno ancora accesi su questa vicenda che vede i leonessani al centro di un processo a dir poco unico per il territorio reatino e che, in base al risultato elettorale che ne verrà fuori, determinerà riflessioni in merito alla calda bagarre elettorale. "Volete voi che il territorio del Comune di Leonessa sia separato dalla Regio Lazio per entrare a far parte integrante della Regione Umbria?" sarà la domanda che gli elettori troveranno sulla scheda e, in attesa del verdetto, sale la febbre per uno spoglio dai molteplici significati.Intatnto a tenere banco sul fronte referendario per il cambio di Regione non è solo il comune leonessano. Protagonista di un referendum speculare a quello reatino , nonostante siano interessate regioni differenti, sarà un piccolo comune che si trova esattamente a 500 chilometri di distanza dalla montagna del centro Italia: Meduna di Livenza. Anche ai residenti di tale località il Consiglio dei Ministri ha dato parere favorevole per recarsi alle urne oggi e domani e votare l'eventuale distacco dalla regione in  cui si trovano, il Veneto  e passare nel territorio del Friuli-Venezia  Giulia, regione a statuto speciale, dove poi potranno casomai scegliere  se andare  nelle province di Treviso  Pordenone. I residenti del comune in questione aventi diritto sono: 2667, di cui 1294 uomini e 1373 donne, pochi di più di quelli di Leonessa. .Le Proposte oggetto dei due referendum saranno approvate se il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito referendario sarà pari alla maggioranza più uno. L'articolo 132 della Costituzione al secondo comma stabilisce che: "Si può, con l'approvazione della maggioranza dellepopolazioni della Proyipcia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un'altra". Ai sensi poi dell'articolo 45,quarto comma, della legge 25 maggio 1970, numero 352, il ministro dell'Interno, entro 60 giorni dalla pubblicazione nella.Gazzetta ufficiale della notizia dei risultato del referendum, presenta al Parlamento il relativo disegno di legge e sulla scorta di quanto avvenuto a Cortina, nel caso dovesse vincere il Si, avrebbe luogo l'apertura di un lungo iter per sancire ufficialmente l'eventuale cambio di regione. Quello del referendum  è un evento che terrà col fiato sospeso ancora per poco e, comunque vada, è fattore che ha portato alla ribalta piccole realtà che, in terre di confine, stanno provando, a fare un colpo di coda per cercare di 'tornare al centro delle attenzioni. (Leonardo Ranalli)

 30 novembre 2008

Il comitato per il NO: In Umbria? Non c'è motivo" .Secondo il comitato per il 'no' il referendum è "inventato da chi vuole scaricare sulla Provincia di Rieti e sulla Regione Lazio le responsabilità di un ventennio di amministrazione comunale fallimentare e arrogante. Da chi ci vuole 'spedire' in Umbria senza alcun valido motivo, ma solo per una personale ripicca legata alla mancata approvazione del progetto Isic. Da chi nasconde ai cittadini che il giorno 12 novembre 2008 il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato una mozione sul progetto presentato dalla Provincia di Rieti che prevede lo sviluppo sciistico dei Comuni di Leonessa, Cantalice e del Terminillo, con collegamento funiviario in quota dei tre versanti. Da chi risiede a Roma e Rieti,'fa l'amministratore a Leonessa il mercoledì, il sabato e la domenica e ci vuole mandare in Umbria. Da chi impone una inutile consultazione alla popolazione senza aver preventivamente preso accordi ne con la Provincia di Terni, ne con quella di Perugia, tanto meno con la Regione Umbria. Da chi vorrebbe scappare dalla Regione Lazio per giustificare la mancata risoluzione dei problemi di Leonessa: è l'ennesima arma da distrazione di  chi fa appello alla unità della Comunità Leonessana, ma da sempre ha agito per dividerla, osteggiando ogni dissenso. Leonessani, siamo stanchi di essere presi in giro per l'ennesima volta! E' ora di dire basta. Riconosciamo l'infondatezza e l'inutilità di questo referendum! Non andiamo a votare!".

 30 novembre 2008

"Un fatto unico ed irripetibile" - Dal Comitato per il Si Luciano Runci spiega agli elettori come il referendum rappresenti "un fatto unico ed irripetibile per la storia del nostro Comune. Non avremo , in futuro, nessuna altra occasione per esprimere ciò che democraticamente, in totale libertà, potremo esprimere domenica 30 e lunedì 1 a riguardo del nostro futuro, quello cioè che più direttamente ci riguarda come cittadini del Comune di Leonessa . Si sentono nei luoghi più disparati versioni a volte uguali, a volte discordanti, su che cosa potremmo essere o avremmo voluto essere, con sempre maggiore passione, a volte con alcuni dubbi ma, per la prima volta, con ognuno la possibilità di sentire proprio il voto che si appresta ad esprimere. Questa prossima è la prima espressione popolare che non vede 'candidati', che non conosce colori politici, che non si presenta con le 'facce' di politici imposti dai partiti, presenti solo in occasioni di voto, che non conoscono e non tentano nemmeno di conoscere i problemi di una popolazione che qui, in mezzo a queste montagne, ci vive, ci alleva i propri figli, ci si consuma le ossa e la pazienza per mantenerci una attività, ci spera di invecchiarci, magari non dovendo vedere che, dalla finestra, non si vede più nessuno. Qui non si tratta di stabilire se è meglio una parte piuttosto che un'altra,ci si potrebbero fare elenchi interminabili di fatti oggettivi di cui farò a meno, si tratta invece di dare voce al disagio, alle sofferenze, ai diritti negati e alla voglia di esserci in un futuro migliore per tutti noi, di avere finalmente la possibilità concreta di urlare la nostra rabbia e la nostra delusione, per una vita che meritiamo migliore, con gli stessi diritti di tutti gli Italiani. Meritiamo strade migliori, servizi sani-tari sicuri ed efficienti, istituzioni vicine che ascoltino le esigenze della popolazione, che partecipino attivamente a quanto sperato di ottenere da tutti noi, che non siano ostaggio di loro stessi anche a scapito di una popolazione che ambisce ad un futuro di prospettive di sviluppo concrete. Ritengo fondamentale andare a votare, votare SI, per un motivo semplice e di interesse generale: qualunque sia la prossima amministrazione comunale, potrà usare questo risultato come grimaldello nei confronti delle istituzioni provinciali e regionali, potrà contare su una popolazione coesa nell'intento comune di rivendicare i propri diritti. Questo voto è realmente un voto dato a tutti noi, è come se sulla scheda, sul segno del SI, ci fossero impresse le foto dei nostri familiari, dei nostri amici, di tutti noi. Non mi sentirei a posto con la coscienza se dovessi deluderli, avrò almeno tentato di regalare a tutti loro una prospettiva migliore, sperando facciate tutti la stessa cosa.

 

 30 novembre 2008

Leonessa, il grande giorno - Per la secessione saranno necessarie 1.146 preferenze per il SI - Oggi e domani al voto per il referendum: i cittadini decideranno se lasciare il comune nel Lazio o se spostarne i confini nella vicina Umbria. Per dar corso a questa seconda ipotesi occorrono 1.146 voti a favore. Il gran giorno è arrivato: oggi e domani i cittadini di Leonessa andranno al voto per il referendum per il distacco del comune dal Lazio e il 'transito' in Umbria. Il referendum è la conclusione di una vicenda durata per anni: un'azione lanciata dalla giunta di centrodestra del Comune di Leonessa, guidata dal sindaco Alfredo Rauco, minacciata già dal novembre 2007, per contestare i mancati interventi della Regione'Lazio per sviluppare a fini turistici il versante leonessano del Terminillo, ed in particolare in relazione al progetto di sfruttamento sciistico della Vallonina. La questione risale al 2001, quando a guidare l'amministrazione comunale di Leonessa c'era Paolo Trancassini, attualmente capogruppo di An alla Provincia di Rieti. Tutto parte dalla proposta da parte di una società privata, di realizzare una serie di impianti sciistici nella parte nord del Terminillo, sulla base della quale il Comune fa partire l'iter burocratico che si inceppa sulla presenza di vincoli paesistici sui I8mila ettari di bosco interessati dal progetto. La precedente giunta laziale, guidata da Storace, aveva modificato i piani con una deroga, ma la condizione originaria era stata ripristinata dall'attuale giunta Marrazzo. Attualmente, l'orientamento e' quello di realizzare un parco del Terminillo che non escluderebbe la costruzione di impianti sciistici, ma il Comune di Leonessa ha deciso comunque di scegliere la strada del referendum anche a causa della lentezza con cui la questione si starebbe muovendo. Oggi gli elettori interessati alla consultazione, sulla base dei dati della revisione straordinaria delle liste elettorali, sono: 2.290, di cui 1.129 maschi e 1.161 femmine, distribuiti su quattro sezioni. Le operazioni di votazione si svolgeranno domenica 30 novembre, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 1 dicembre, dalle ore 7 alle ore 15. La proposta oggetto di referendum sarà approvata se il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito referendario non sarà inferiore alla maggioranza degli elettori. In caso di  approvazione, l'art. 132, secondo comma, della Costituzione stabilisce che con legge della Repubblica possa darsi corso alle proposte di variazione territoriale, sentiti i Consigli regionali interessati.

 30 novembre 2008


Leonessa sceglie oggi tra Lazio e Umbria II giorno tanto atteso è arrivato: oggi e domani Leonessa» il comune per ora in provincia di Rieti,deciderà se far parte o meno della, per ora, confinante Umbria. Per il referendum,alle  urne sono chiamati 2.290 abitanti. Potranno votare fino alle 15 di domani.
Al referendum si è arrivati perché buona parte dei cittadini non ha gradito la bocciatura da parte della Regione Lazio per realizzare nuove piste di sci sul Terminillo. Una decisione che, per il fronte del si, blocca di fatto lo sviluppo del territorio, quindi la costruzione dì case da costruire e da vendere. Il fronte del no, quello che vuole continuare a far parte del Lazio e che diserterà le urne, a nuove piste da sci preferirebbe l'istituzione del Parco del "Monte Terminillo e dei Monti Reatini".
Per impedire in qualche modo il distacco del Terminillo, la Regione Lazio ha tentato di correre ai ripari. Nelle scorse settimane, infatti, il consiglio regionale ha varato un pacchetto per rilanciare il comprensorio con interventi a favore della cosiddetta "montagna di Roma". La Regione, in pratica, si impegna a garantire, entro la fine dell'anno, l'approvazione di un progetto per l'ampliamento  del demanio sciistico di Campo Stella, a nord di Leonessa. Via libera dalla Regione anche al progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel comune di Rieti, in sostìtuzione del vecchio skilift, stralciandolo dal Programma degli Interventi. Bisognerà capire, però, se i leonessani  vorranno continuare ad essere laziali o diventare umbri (Tiziana Lapelosa)
 

 29 novembre 2008

Leonessa. La Bella difende il "No" e afferma: «II progetto Isic è soltanto un bluff, non rappresenta il futuro della città» - Conto alla rovescia per il referendum Melilli: «Per ascoltare il comune, ho rischiato di far saltare la mia coalizione» .Separati in patria, i Leonessani del referendum e quelli dell'astensione, per evitare che il teatrino parrocchiale diventasse teatro di scontro fra Trancassini e La Bella, ieri orari e uscite diverse dalla sala San Pietro. Alle cinque quelli del "No" (al referendum), alle sette quelli del "Sì" (alla secessione). Comincia La Bella, che affonda sul progetto Isic - «Un bluff, non è il futuro di Leonessa ma un grosso affare solo per taluni leonessani» - e quindi sul referendum: «Non andate a votare perché non c'è niente da scegliere. E non è codardia, questa: codardo è chi fugge». Poi tocca a Franco Boccanera, capogruppo di minoranza: c'è da spiegare la posizione del centro sinistra, di quel "Sì" al referendum espresso in gennaio e l'astensione espressa in maggio, Buona la seconda, dice Boccanera, sia per la nullità formale della prima delibera, sia per i contornii che nel frattempo andava prendendo la vicenda: «Non la difesa dei nostri diritti ma uno scontro strumentale con Provincia e Regione che non avrebbe portato nulla di buono al Comune». Quindi tocca al presidente Fabio Melilli, che nonostante una platea che non supera le 50, 60 persone per colpa del maltempo, fa un intervento da manuale della politica, ora blandendo - «Io per ascoltare il comune di Leonessa ho rischiato di far saltare la mia coalizione» - ora minacciando - «Vi ho dato un milione e 100 mila euro per Campo Stella, se non inaugurate gli impianti ad inizio stagione mi arrabbio»- ora lusingando - «Vedo qui Garattini ma con gli amici della Isic sono stato a cena. D'altronde un amministratore di fronte a potenziali investitori si sdraia a tappeto» - ora rampognando - «Ma non crediate che gli imprenditori vengono a fare il bene dei territori. Io invece sono un amministratore pubblico e lavoro per il bene di tutti». E il "bene di tutti" è il rilancio del Terminillo, «che non si fa con i soldi perché se mancano io ce li metto, ma con i progetti approvati. E per il nostro siamo a un passo dall'okay della Regione». Dunque, tutti all'erta: «Prima verrò a festeggiare la vittoria del referendum, poi il via libera al progetto su Terminillo e Campo Stella». Non fosse altro perché, come ricorda la consigliere regionale Anna Maria Massimi, «Chi lascia la strada vecchia per la nuova,  sa quel che lascia ma non sa quel che trova». Poca cosa rispetto alle corde che tocca Paolo Trancassini: «Noi siamo come quelle squadre sconosciute che in un campionato del mondo si ritrovano in finale. Siamo una piccola comunità che ha sfidato la politica arrogante e abbiamo già vinto. Domenica e lunedì ce la giochiamo». Per vincere, naturalmente. «E da Leonessa arriverà un messaggio alla politica che conta: perché non sia solo mercato e numeri, ma cuore, territorio, tradizioni, cultura. Questo è in gioco col referendum: noi non chiediamo di essere uguali a chi vive a piazza di Spagna a Roma ma di essere speciali». Insomma, leonessani.
 

 29 novembre 2008

Chiusa ieri sera,la campagna prima delle votazioni in programma per domani e lunedì - Leonessa, il dilemma del futuro  - Referendum ,Trancassini: «Meglio l'Umbria». La Bella: «Restiamo nel Lazio»  Fino a ieri sera gli ultimi appelli per il passaggio o meno all'Umbria. Urne aperte domani e lunedì -  Chiude tra i veleni la campagna del referendum La Bella: «Non votate». Trancassini: «È vittoria».  Leonessa .Si è chiusa ieri sera la campagna elettorale, atipica, per il referendum in programma domani con il quale i cittadini di Leonessa dovranno esprimersi sulla possibilità di distaccarsi dalla Regione Lazio ed eventualmente aggregarsi alla confinante Regione Umbria. Lo scenario dell'ultimo confronto a distanza è stato il teatro parrocchiale della cittadina. I primi a chiudere la campagna elettorale sono stati i fautori della permanenza nel Lazio con il portavoce del Comitato del No . Giuseppe La Bella, il capogruppo della minoranza in Consiglio Comunale Franco Boccanera, il consigliere regionale Anna Maria Massimi e il Presidente della Provincia Fabio Melilli. «Non andate a votare amici di Leonessa - ha detto il portavoce del Comitato del No Giuseppe La Bella - perché andare in Umbria sarebbe un salto nel buio. Piuttosto noi abbiamo il dovere di ragionare con i nostri amministratori pubblici e cercare occasioni di sviluppo qui nella Provincia di Rieri e nella Regione Lazio. Non si risolvono i problemi scappando e questo referendum lo vinceremo». Un paio di ore più tardi la chiusura della campagna elettorale del Comitato per il Sì con Paolo Trancassini. «Noi il referendum già l'abbiamo vinto ha detto l'ex sindaco di Leonessa - perché siamo riusciti ad aprire un varco nel muro della politica. Abbiamo costretto, chi non ci voleva neanche sentire a cominciare ad ascoltare Leonessa e a parlare del nostro sviluppo. Purtroppo la situazione di Leonessa è stata determinata da quello che è diventata la politica, e cioè la difesa di una coalizione e non di un territorio. Qui nel centro sud spesso guardiamo come marziani i militanti della Lega Nord. In realtà lì la Lega vince anche in terre ricche perché è fatta di uomini del territorio che lottano contro la politica dell' eterna mediazione che se ne frega delle istanza del territorio ma cerca solo di. salvare se stessa. Comunque vada, noi siamo uomini del Territorio e questo referendum l'abbiamo già vinto (Marco Fuggetta - Vincenzoni)

 29 novembre 2008

 Referendum Urne aperte domani e lunedì. Cittadinanza spaccata come alle amministrative  - Secessionisti? Lazio o Umbria, Leonessa sceglie  - All'una e mezzo del pomeriggio il sole scende dietro il Terminillo e Leonessa finisce nell'ombra. I suoi abitanti, con le mani nelle tasche delle giacche pesanti si chiedono se valga la pena, domani, votare o meno l'annessione del Comune all'Umbria. Se sia giusto farlo per i figli e i nipoti che se ne sono andati da un pezzo, se sia solo un puntiglio del sindaco, se il paese meriti una Provincia più attenta di quella di Rieti, più ricca, come Terni, più intraprendente, come Perugia. E il paese si divide come la montagna, con un versante verso destra, l'altro verso sinistra. Perché la politica è politica. Anche se l'ago della bilancia, probabilmente, non saranno quelli che resistono a 1000 metri di quota e a temperature siberiane. Saranno quelli che Leonessa lo vedono Scritto solo sulla carta d'identità accanto alla dicitura «residenza», che abitano a valle, o a Roma, e che forse non vorranno tarsi 2 ore di curve per scrivere si o no. In questo caso, allora, addio quorum. Ma soprattutto addio, a dirlo come lo direbbe il sindaco Rauco, «a quel progetto turistico da 56 milioni di euro, finanziato da privati, che trasformerebbe Leonessa in una nuova Roccaraso, che metterebbe in ombra i modesti impianti del versante reatino, che darebbe lavoro a tanta gente, che farebbe tornare i giovani a casa», ma a cui ne Marrazzo, ne il presidente della Provincia di Rieti Melilli, possono o vogliono dire di sì. Per gli anziani che si godono in piazza il sole di mezzogiorno davanti al bar Palla, il sì è quasi scontato. Per Domenico Felici e Edolo Rauco, sostanzialmente «se c'è un progetto già pronto che può portare ricchezza al Paese, ben venga» e «se Regione e Provincia fanno tanti problemi allora votiamo sì e ce lo facciamo approvare dall'Umbria», anche se ci vorrà del tempo. Alberto Palmieri con la spilletta del «sì» sulla giacca e una ditta che si occupa della manutenzione degli impianti sciistici che già ci sono, non può che essere convinto. Algerico Clivi, che di anni ne ha 86, fa sì con la testa mentre l'amico Domenico racconta che la Provincia, del resto, «ha già dimostrato che non gli importa di Leonessa». Ricorda di quella volta che cadde un masso sulla strada che porta a Rieti: «Per rimuoverlo ci hanno messo 40 giorni e la strada è rimasta chiusa per tutto quel tempo». «E lo spazzaneve? - gli suggerisce Edolo - Quello del Comune è costretto a fare il lavoro che dovrebbero fare i mezzi della Provincia, perché quelli, prima che arrivano!». Le speranze di Edolo e Domenico si fondono con quelle di Antonio Alesse e Angelo Di Valerio, due signori del centro anziani che hanno a cuore il tema della sanità: «Roba che se ti fai male e devi metterti qualche punto devi fare un'ora di macchina fino a Rieri», come in tanti paesi isolati d'Italia, ma con la differenza «di aver un presidio sanitario ben fornito, in Umbria, a 20 minuti». Fuori dal coro Roberto Renzi: per lui il Comune s'è svegliato adesso, «ma se sono anni che non fanno un c...». Punto su cui si concentra decisamente il fronte del no. Quella parte di residenti che, pur credendo alla versione di Vittorio Tedeschi, per il quale - pur votando sì - il referendum è in qualche modo un segnale per dire a Melilli e Marrazzo che siamo stanchi di non essere considerati», sono convinti che alla fine non cambierà niente. Quelli del «tanto rumore per nulla», del «c'erano cose più importanti da fare» e «che le amministrazioni di centrodestra, compresa questa, non hanno fatto». «E poi - spiegano Paolo Falconi, 35 anni, e Maria Paola Clivi - chi ci assicura che l'Umbria ci sta aspettando a braccia aperte, che il mega-progetto non. sia poi osteggiato anche da quella giunta. L'Umbria, del resto, è governata dal centrosinistra, perché dovrebbero fare uno sgarbo a Marrazzo? Qualcuno, dall'Umbria, è venuto qui a Leonessa a spiegarci che progetti hanno in serbo per noi? No. E allora perché dovremmo credere a quello che dice il sindaco, a una parte politica che ha lasciato che gli impianti che c'erano andassero in malora. Quelli di Monte Tilia sono fermi da 9 anni». Ma c'è di più. «Crediamo invece che con i fondi messi a disposizione per ammodernare Campo Stella, la Provincia di Rieti abbia fatto capire che in qualche modo il Terminillo e Leonessa non possono essere abbandonati. Se il sindaco vuole fare a braccio di ferro con Melilli, non usi le nostre braccia. Va a finire che ci ritroviamo senza Lazio e senza Umbria». Comunque sia, domani, gli abitanti di questa vecchia Leonessa, sceglieranno se farla ruggire o farle indossare la "parannanza" per un'altra sagra della patata. Senza nulla togliere al tubero.      (Matteo Vincenzoni)

 29 novembre 2008

Melilli: «Non c'è mai stata tanta attenzione come ora» - «Qui non c'è assolutamente disattenzione». A dirlo è il presidente della Provincia di Rieri, nonché Presidente dell'Unione delle Province Italiane, Fabio Melilli, presente ieri a Leonessa in occasione della chiusura della campagna elettorale.
«Sono qui per sostenere gli amici che hanno deciso di condurre una battaglia affinchè Leonessa rimanga nel Lazio come è naturale che sia. Sarebbe strano che non fosse così proprio nel momento in cui si sta per realizzare una delle operazioni più importanti nella storia di Leonessa e mi riferisco al progetto del comprensorio del Terminillo. Posso dire - ha concluso Melilli - che per Leonessa c'è un'attenzione come mai c'è stata in passato, a prescindere dal referendum».
Mar. Fug.

 

 29 novembre 2008

Sos di un paese dimenticato L'intervista II sindaco Rauco: «Un segnale forte e chiaro» - Alfredo Rauco è il sindaco di Leonessa dal 2004.
Perché andare in Umbria?
«Per dare voce alla comunità leonessana, aspirare a uno sviluppo socio-economico sfruttando il nostro territorio e per dare un segnale a una Regione troppo romanocentrica, non più in grado di rispondere alle esigenze delle realtà montane».
Si riferisce al progetto di impianti sciistici presentato dal Comune di Leonessa e mai realizzato?
«Diciamo che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso».
Com'è andata?
«Nel 2002 Leonessa stipulò una convenzione con la società Isic per lo sfruttamento del versante Nord del Terminillo. Nel 2003 presentammo il progetto alla Regione e nel 2004 la Giunta Storace modificò la legge sui vincoli paesaggistici, permettendoci di andare in deroga e realizzare gli impianti. Nel 2006, però, la Giunta Marrazzo eliminò quell'articolo di legge e tutto si è bloccato».
Ma Provincia e Regione nelle ultime settimane hanno proposto un progetto di impianti da sci alternativo al vostro. Se l'obiettivo è rilanciare lo sci a Leonessa, non potevate accettare e discutere qauesto progetto?
«Il progetto della Provincia in realtà è arrivato troppo tardi, e poi bisogna essere realisti. Il nostro è un progetto totalmente sostenuto da privati, abbatte 23 ettari di alberi, costa 56 milioni di euro ed è già pronto. Dall'altra parte non c'è un progetto esecutivo, bisognerebbe abbattere il triplo di alberi e costerebbe 20 milioni in più. Con il "piccolo" particolare che i soldi per il progetto della Provincia bisogna ancora trovarli».
Possibile che si tenti di cambiare Regione solo per un progetto non realizzato?
«Certamente no. Ci sono tanti piccoli problema riassumibili in un completo disinteresse verso Leonessa.
Perché proprio l'Umbria?
«Perché ci sarebbe la possibilità di sviluppare il turismo ed entrare a sistema con Cascia, Norcia, la cascata delle Marmore e altro. Questo tipo di sviluppo a Rieti è impossibile. Basti pensare che nella guida turistica della provincia Leonessa neanche figura».
Dall'Umbria avete avuto garanzie in positivo?
«Abbiamo avuto segnali incoraggianti. Contatti ci sono stati anche sotto il profilo turistico».
(Marco Fuggetta)

 29 novembre 2008

La governatrice Lorenzetti «Lusingati da Leonessa ma sbilanciarsi adesso sarebbe fuori luogo» - «L'Umbria guarda con rispetto alle scelte autonome delle popolazioni locali», ma non si sbilancia. Anzi, ci tiene, per adesso, a mantenere le distanze. Maria Rita Lorenzetti, governatrice della Regione, ex diessina e appartenente all'area Pd come il suo collega Marrazzo, non può che rassicurare i leonessani: «In caso di sì, al Comune verranno certamente riconosciute le stesse opportunità concesse dal Lazio. Ma è presto e fuori luogo, in ogni caso, azzardare ogni ipotesi di annessione». Sarà per questo che la Lorenzettì, ci tine anche a precisare «di non aver mai incontrato, ne ricevuto il sindaco Rauco e - cosa più importante - di non conoscere, se non per sentito dire, il progetto degli impianti sciistici per il quale si sta battendo Rauco». L'Umbria, e questo non è un mistero, ha dimostrato certo più attenzione del Lazio verso i piccoli centri montani. «La nostra Regione ha varato una legge ad hoc per rilanciare le comunità locali», ma «sarebbe sbagliato pensare che all'indomani di un ipotetico sì Leonessa possa trarre immediati e automatici vantaggi economici e sociali». «Ciò non toglie - ci tiene a precisare la governatrice - che la riflessione della comunità leonessana lusinga la nostra Regione».
Mat. Vin.

  29 novembre 2008

Leonessa Da domani urne aperte in quattro seggi. Lunedì i risultati - Referendum: 2.290 al voto - Le scuole resteranno chiuse fino a martedì - LEONESSA - La scheda elettorale è azzurra: una volta aperta leonessani si troveranno di fronte il seguente quesito: "Volete voi che il territorio del Comune di Leonessa sia separato dalla Regione Lazio per entrare a far parte integrante della Regione Umbria?" Mancano 24 ore all'apertura delle urne per il referendum secessionista di Leonessa, la consultazione della rabbia nata dopo il tira e molla infinito per gli impianti sciistici sul versante Nord del Terminillo lungo la Vallonina. Domani e dopodomani si voterà. Lunedì lo spoglio e dopo qualche ora si saprà se il cammino di Leonessa verso la verde Umbria potrà continuare. Sono 2290 (1129 maschi e 1161 donne) gli elettori chiamati alle urne in 4 sezioni: la numero 1 e 2 presso la scuola media statale di viale Moro nel Capoluogo, la numero 3 nell'ex scuola elementare della frazione di Villa Lucci e la numero 4 nella scuola di Terzone San Pietro. Le scuole sono chiuse da ieri alle 13.30 e riapriranno solo mercoledì dopo che martedì si procederà a rimuovere i seggi. Si potrà votare dalle ore 8 alle 22 di domani, e dalle 7 alle 15 di lunedì. Subito dopo partirà lo spoglio delle schede. Visto come è stata impostata la campagna elettorale dei due contrapposti comitati sarà decisivo o quasi, il numero dei votanti. Infatti il comitato per il No, come noto,invita gli elettori a non andare a votare proprio in virtù del fatto che per passare la proposta del trasferimento in Umbria c'è bisogno del 50 per cento più uno di Si (la quota è 1146.lnsomma la maggioranza degli elettori deve comunque dire Sì per passare in Umbria. Un percorso che a quel punto - come insegnano anche gli altri referendum - (Cortina, Lamon, eccetera) - non è per niente concluso. Infatti nel caso di una vittoria secessionista dopo il voto, che avrà comunque un forte valore "politico", è previsto,un lungo iter che coinvolge i due consigli regionali (quello che lascia e quello che dovrebbe prendere) e il  Parlamento (Paolo di Basilio).

 

Prefettura di Rieti  28 novembre 2008

 In occasione del “referendum consultivo per il distacco del Comune di Leonessa dalla regione Lazio e la sua aggregazione alla regione Umbria” di domenica 30 novembre e lunedì 1° dicembre prossimi, l’Ufficio di Gabinetto comunica che  la Sala Stampa per la diffusione dei risultati delle votazioni, elaborati dall’Ufficio Elettorale della Prefettura, sarà aperta dalle ore 15,00 di lunedì 1° dicembre.

Per gli accrediti i giornalisti potranno rivolgersi direttamente all’URP lo stesso giorno di lunedì 1^ dicembre dalle ore 14,30.

Sul sito web della Prefettura di Rieti (http//www.prefettura.it/rieti) verranno pubblicati, sia domenica 30 novembre che lunedì 1° dicembre i dati elettorali nonché i risultati dello scrutinio.

Il Capo di Gabinetto Lucia Raffaela Palma

 

www.leonessa.org  28 novembre 2008

Questo articolo a firma Alessandra Lancia, apparso sull'ultimo numero di "Frontiera", contiene l'ennesima imprecisione. Imprecisione evitabile con poche, semplici domande. Magari rivolte alla nostra Redazione.

"Quel www.leonessa.org curato in prima battuta dalla Pro Loco"  è affermazione assolutamente falsa.

www.leonessa.org non ha nessun legame con l'Associazione Turistica Pro Loco di Leonessa, ne con nessuna delle istituzioni leonessane.

wwww.leonessa.org è un piccolo satellite del pianeta Leonessa, risponde solamente a Leonessa ed è assolutamente riduttivo confinare il fantastico lavoro della Redazione a "pagine relative a sagre e lotterie paesane".

Sul fatto che poi  "sempre che ci sia qualcuno in ascolto" volevamo tranquillizzare Alessandra Lancia.

Qualcuno in ascolto c'è. E sa anche leggere.

Felice Vita.

giannibolletta@leonessa.org

 

 

www.leonessa.org  28 novembre 2008

 

Grazie di cuore.

giannibolletta@leonessa.org

Sono a scrivere su queste pagine il mio pensiero su quello che, a mio modesto parere, si presenta come un fatto unico ed irripetibile per la storia del nostro Comune. Non avremo, in futuro, nessuna altra occasione per esprimere ciò che democraticamente, in totale libertà, potremmo esprimere domenica 30 e lunedì 1 prossimi a riguardo del Nostro Futuro, quello cioè che più direttamente ci riguarda come cittadini del Comune di Leonessa.

Si sentono nei luoghi più disparati versioni a volte uguali, a volte discordanti, su che cosa potremmo essere o avremmo voluto essere, con sempre maggiore passione, a volte con alcuni dubbi ma, per la prima volta, con ognuno la possibilità di sentire proprio il voto che si appresta ad esprimere. Questa prossima è la prima espressione popolare che non vede "candidati", che non conosce colori politici, che non si presenta con le "facce" di politici imposti dai partiti, presenti solo in occasioni di voto, che non conoscono e non tentano nemmeno di conoscere i problemi di una popolazione che qui, in mezzo a queste montagne, ci vive, ci alleva i propri figli, ci si consuma le ossa e la pazienza per mantenerci una attività, ci spera di invecchiarci, magari non dovendo vedere che, dalla finestra, non si vede più nessuno. 

Qui non si tratta di stabilire se è meglio una parte piuttosto che un'altra, ci si potrebbero fare elenchi interminabili di fatti oggettivi di cui farò a meno, si tratta invece di dare voce al disagio, alle sofferenze, ai diritti negati e alla voglia di esserci in un futuro migliore per tutti noi, di avere finalmente la possibilità concreta di urlare la nostra rabbia e la nostra delusione, per una vita che meritiamo migliore, con gli stessi diritti di tutti gli Italiani. Meritiamo strade migliori, servizi sanitari sicuri ed efficienti, istituzioni vicine che ascoltino le esigenze della popolazione, che partecipino attivamente a quanto sperato di ottenere da tutti noi, che non siano ostaggio di loro stessi anche a scapito di una popolazione che ambisce ad un futuro di prospettive di sviluppo concrete.

Ritengo fondamentale andare a votare, votare SI, per un motivo semplice e di interesse generale: qualunque sia la prossima amministrazione comunale, potrà usare questo risultato come grimaldello nei confronti delle istituzioni provinciali e regionali, potrà contare su una popolazione coesa nell'intento comune di rivendicare i propri diritti.

Questo voto è realmente un voto dato a tutti noi, è come se sulla scheda, sul segno del SI, ci fossero impresse le foto dei nostri familiari, dei nostri amici, di tutti noi. Non mi sentirei a posto con la coscienza se dovessi deluderli, avrò almeno tentato di regalare a tutti loro una prospettiva migliore, sperando facciate tutti la stessa cosa.

Con affetto,

Luciano Runci

 27 novembre 2008

Ultimi confronti da parte dei leader degli opposti schieramenti. I secessionisti: «Svolta epocale» Leonessa sceglie la sua regione  - Domenica si vota per decidere se passare con l' Umbria o restare nel Lazio  - Un momento del confronto tra La Bella e Trancassini sul referendum di Leonessa a Mep Radio. Altri tre giorni e poi a Leonessa si andrà al voto. Per i cittadini si tratterà di scegliere se andare  in Umbria, dando corpo alla volontà secessionista, o decidere di restare nel Lazio. Ieri l'ultimoo faccia a faccia tra i leader degli opposti schieramenti.


LA SECESSIONE DI LEONESSA  -  Fuggire o non fuggire? Dilemma da sciogliere -  Domenica il voto per decidere se andare in Umbria - La Bella invita a disertare le urne Trancassini: «Una scelta epocale» «Progetti su cui contarci o dividerci non ce ne sono, e allora rimaniamo nel Lazio e facciamoci sentire, a cominciare dal presidente della Provincia Melilli e dalla consigliera regionale Massimi che saranno a Leonessa venerdì pomeriggio. Fuggire non serve a niente, e l'interregno che si aprirebbe in caso di vittoria del si peggiorerebbe solo la situazione».
E' così che Giuseppe La Bella invita i leonessani a disertare il referendum di domenica e lunedì, quella che invece per Paolo Trancassini è l'ultima partita di un campionato cruciale per rivendicare il nostro diritto allo sviluppo». Per cui, «restiamo uniti e lavoriamo insieme per il no al di là delle appartenenze politiche». E se qualcuno tentennasse «ricordatevi della strada che fate tutte le mattine per accompagnare i figli a scuola o dei soldi che ci sfilarono dal traforo. Perché Leonessa è stata sì terra di confine ma ha sempre avuto la capacità di imporsi».
Finisce così, con un appello al voto che tanto rituale non è. La Bella invita infatti a non andarci a votare - l'ora di faccia a faccia tra "Peppe"e"Paolo" - «sennò se tu sei La Bella io sono la bestia», scherza Trancassini - ospitato ieri pomeriggio negli studi di Mep Radio, in attesa di risentirsi ancora venerdì pomeriggio, stavolta dal teatrino parrocchiale di Leonessa, per le manifestazioni conclusive della campagna referendaria.
I temi sul tappeto li srotola per l'ennesima volta il conduttore, Marco Fuggetta: gli impianti sciistici, per cominciare, quelli in Vallonina targati Isic - «un progetto che non c'è» per La Bella, «un piano pure tori pronti a finanziarlo e sul quale solo adesso in Regione hanno accettato di ragionare», per Trancassini - e quelli della Provincia su cui sta lavorando Daniele Costantini - «da sciatore ho vagliato entrambe le Ultimi appelli Faccia a faccia a Mep Radio ipotesi: mi sembra più praticabile questa, che insiste in aree già compromesse piuttosto che quella che va a intaccare la Vallonina, che è bene che resti com'è», dice La Bella. «Ma sul piano ambientale mi si deve spiegare perché i 23 ettari di disboscamento del piano Isic erano uno scempio, i 63 ettari del piano Costantini sono ambientalmente compatibili», ribatte Trancassini. E allora, domanda a Trancassini, se la Regione avesse detto sì il referendum sarebbe saltato? «Probabilmente sì», concede l'ex sindaco, «così come sarebbe stato convincente uno stanziamento per rifare la Morro-Leonessa...».
«Il famoso piatto di lenticchie», affonda La Bella. Dagli impianti alle prospettive di sviluppo: «In Umbria per noi ce ne sarebbero - dice Trancassini - è una Regione che ha puntato tutto sui piccoli centri, sa fare rete e sistema e a noi questo serve, non un Lazio con una Roma famelica o una Apt di Rieti che finanzia la gara della torta della nonna e pensa che sia quella la politica di promozione del turismo. Nel Lazio siamo nel terzo mondo, noi aspiriamo ad altro».
«Ma per andare in casa d'altri bisogna bussare - ribatte La Bella - in una Regione dove poi i vincoli ambientali sono assai più rigidi che nel Lazio.
Che fine farebbe non dico il progetto della Isic ma anche il piano regolatore comunale?». Ecco, le "comunali": il referendum sarà mica l'anticipo delle elezioni di aprile? «Non per me - dice Trancassini - faccio campagna per il no con gente che non mi voterebbe mai». «Nemmeno per me - si schernisce La Bella - il mio impegno finisce alle 5 del pomeriggio di lunedì primo dicembre. Altri dovranno prendersi degli impegni con i leonessani». Il riferimento è al presidente della Provincia Melilli e alla consigliere regionale Massimi.
«Venerdì li ho invitati a chiudere la campagna per l'astensionismo e sono sicuro che avremo le risposte che ci aspettiamo». «Non credo - ribatte Trancassini - sono politici che hanno come riferimento la coalizione di appartenenza, non i territori. E il caso di Leonessa è esemplare: se si fa una battaglia di numeri noi perdiamo. Se si fa una questione di specificità possiamo solo vincere perché abbiamo dalla nostra la ragione di chi è rimasto a scommettere sul futuro di comunità antiche. Ma la politica guarda ai numeri. E' per questo che io sono fuori anche dalle prossime Provinciali, perché questa è la logica che vige anche nel Pdl». E comunque i numeri conteranno anche domenica e lunedì a Leonessa, per un referendum che è diventato pro e contro tante cose: la Regione Lazio, la Provincia di Rieti, la giunta di Leonessa, Paolo Trancassini. A ciascuno la sua scelta.


IL REFERENDUM: la parola magica pronunciata per la prima volta un anno fa in Provincia - Che decidano di andare o non andare a votare, per i leonessani il referendum "secessionista" promesso dalla giunta del sidnaco Rauco davvero non è una novità. E non avrebbe dovuto esserlo nemmeno per quella che una volta si chiamava "classe politica" ed era a Rieti e a Roma. La parola "referendum" fu pronunciata a prima volta in una saletta del palazzo della Provincia la mattina del 5 dicembre 2007: da Leonessa insieme al sindaco Alfredo Rauco e al consigliere provinciale Paolo Trancassini era scesa la giunta al completo e parte del consiglio per lanciare la sfida. «Noi ci sentiamo leonessani, reatini e sabini - disse Rauco - però siamo stufi di una Provincia che appena ci sopporta e non ci supporta. Da qui a gennaio aspettiamo un segnale concreto di attenzione sulle nostre richieste: se non verrà, il 30 gennaio in consiglio comunale avvieremo la procedura per la scissione dalla Provincia di Rieti e dal Lazio per confluire in Umbria». Nel silenzio totalmente indifferente della giunta Marrazzo e in quello appena un po' più consapevole della giunta Melilli, prima in gennaio poi in maggio il consiglio comunale delibera il referendum, che supera il vaglio della Cassazione e viene indetto dal presidente della Repubblica per domenica 30 novembre e lunedì primo dicembre. Ad un anno esatto da quella sfida-provocazione si va dunque al voto, non senza ambiguità. Se infatti la giunta Rauco spinta da Trancassini cannoneggia da mesi sul "sì", la minoranza consiliare di centrosinistra guidata da Francesco Boccanera ha avuto una linea più ondivaga, ritrovandosi infine d'accordo sull'astensione piuttosto che su un "no" esplicito. A cavalcare il movimento astensionista è stato però soprattutto l'avvocato leonessano Giuseppe La Bella. Perché a giorni c'è il referendum, ma tra qualche mesi si voterà per il sindaco.


MOTIVO DI ROTTURA Lo sfruttamento sciistico della Vallonina mai partorito Si scrive Vallonina, si legge Isic: è questo il nome della società che dal 2002, col placet del Comune di Leonessa, lavora allo sfruttamento sciistico del comprensorio della Vallonina, versante leonessano del massiccio del Terminillo. Si tratta di un'area vergine, anche in ragione della tutela ambientale massima riconosciuta, a valle della quale corre l'omonima strada provinciale che d'inverno rimane a lungo chiusa per il massiccio innevamento. Sintesi del problema: in Vallonina la neve c'è ma ci sono anche i vincoli. La Isic prepara un progetto che prevede una rete di piste e di impianti da capogiro: il consiglio comunale nel 2003 lo approva e lo manda in Regione per i pareri del caso. Nel 2004, con la giunta Storace ancora in carica, viene rivista parte della normativa sui piani paesistici che fa pregustare ai leonessani l'approvazione del loro progetto; ma c'è chi considera quell'apertura legislativa (che consentirebbe la realizzazione di nuovi impianti tagliando boschi) comunque inservibile perché il pianò di cui si discute non è intercomunale ma riguarda solo il territorio leonessano. Cambia la giunta regionale e, sul finire del 2005, cambia anche la norma sui piani paesistici ripristinando i vincoli originali. Nel frattempo però il progetto della Isic imbocca la pista della Provincia: il vicepresidene Roberto Giocondi e l'architetto Gianni Celestili includono il progetto di Leonessa, seppur Da sei anni si rincorrono progetti e dinieghi dalla Regione Lazio ridimensionato nella dotazione strutturale e nell'impatto ambientale, in un più generale piano di interventi sul Terminino che vuoi essere una sorta di "progetto quadro" sulla Montagna reatina e che ha nella creazione di un parco naturale e nell'ampliamento a nord del bacino sciistico i suoi due cardini. Ma di mezzo ci sono i piani paesistici del '98, i cui vincoli possono essere superati solo con l'intervento politico del consiglio regionale. «E' una strada lunga e complessa - dichiara Giocondi al Messaggero il 2 febbraio 2006 - ma è quella che vorremmo percorrere per uscire dalle secche di dibattiti annosi sul futuro del Terminino che non portano mai a niente». In giugno la Provincia fa suo questo piano di interventi (con dentro anche quello della Isic ridimensionato) e lo inoltra alla Regione ma nonostante una serie di iniziative e di mobilitazione da parte dei leonessani, passano mesi e poi anni senza che dalla giunta Marrazzo arrivi un pronunciamento politico chiaro. Nell'agosto del 2008, con la macchina del referendum ormai in moto e il piano del Terminillo finito su un binario morto, in Provincia si cambia in corsa tecnico e piano: lo sfruttamento sciistico della Vallonina scompare e in ottobre il consiglio regionale impegna la giunta Marrazzo ad approvare il nuovo piano entro l'anno.

IL COMUNE DI CONFINE - Solo 30 anni fa due i parroci: uno di Spoleto e l'altro reatino. Cittadina bella e ricchissima, per storia, sede e commerci, Leonessa, ma sempre di confine, ora di regni, ora di circondari, poi di province, di regione per non dire di diocesi. Non bisogna risalire alla notte dei tempi ma appena al 1976 per veder correre lungo il centralissimo Corso San Giuseppe il confine tra la diocesi di Rieti e quella di Spoleto, con il paese affidato a due parroci (uno di nomina vescovile reatina, l'altro spoletino) e con analoga divisione che si riproponeva tra le ville e le frazioni. Ne bisogna fare molta strada, partiti da Leonessa, per arrivare in Umbria: ci si va quotidianamente non solo a lavorare ma anche, per esempio, a fare benzina visto che un distributore nel versante "reatino" non c'è. Su un tessuto geografico particolarmente intrecciato (il legame con l'Umbria passa sia per la Valnerina che per il circuito Cascia e Norcia) la storia ha avuto buon gioco nel tessere le sue trame: Gonessa, o Leonessa - che deve il nome al casato angioino - era ai confini fra Regno di Napoli, Ducato Spoletino e Patrimonio di San Pietro. Nel 1539 entrò a far parte degli Stati Famesiani d'Abruzzo, che poi altro non erano se non la "dote" di re Carlo d'Angiò alla figlia Margherita d'Asburgo an data in sposa a Ottavio Farnese. Il legame con l'Abruzzo si mantenne quando.nel 1731,anchequesto lembo di territorio entrò a far parte del Regno delle Due Sicilie.
Il centralissimo corso San Giuseppe segnava il confine tra la diocesi umbra e quella di Rieti Insomma, cattolici sì ma papalini i leonessani non lo sono stati mai, semmai regnicoli. E anche dopo la costituzione del regno d'Italia, Leonessa non seguì Rieti nella sua collocazione umbra, ma insieme a Cittaducale restò circondario dipendente da L'Aquila. Questo fino al 1927, quando nel riassetto amministrativo voluto dallo Stato fascista, Rieti si costituì provincia assorbendo proprio il circondario di Cittaducale, con dentro Leonessa. Sfumati negli anni i legami con l'Abruzzo, si sono al contrario venuti rafforzando quelli con l'Umbria.
Così, quando sul finire del 2007 il sindaco Rauco e l'ex sindaco Trancassini scesero a Rieti a "minacciare" la secessione per colpa del silenzio caduto sul progetto della Isic per la Vallonina evocarono l'Umbria come approdo. Cammin facendo, però, ed è cronaca di queste ultime settimane, la nostalgia per l'Umbria ha finito per affiorare anche in quei territori del reatino che umbri lo sono stati per davvero (uno per tutti, Magliano Sabina). Contatti formali e informali di amministratori leonessani (di centrodestra) con la vicina Provincia di Terni (e con la stessa Regione, di centrosinistra, come Provincia di Rieti e Regione Lazio) non sono mancati ma ciò che storia e geografia (e spesso anche cronaca) incoraggiano, la politica snobba. Per adesso.
 

(Alessandra Lancia)

  27 novembre 2008

Si vota domenica 30 novembre e lunedì Referendum: ultimi appelli LEONESSA - Dopo mesi di polemiche, ultimi giorni prima del referendum con il quale i leonessani decideranno se restare nel Lazio oppure andare in Umbria. Si vota infatti domenica 30 novembre e lunedì primo dicembre. Sono oltre duemila i cittadini chiamati al voto.5i moltiplicano, intanto, gli ultimi appelli dei due comitati: quello del sì rappresentato da Paolo Trancassini e quello per il no, o meglio per il non voto, rappresentato da Giuseppe La Bella. Su 2734 residenti sono 2285 gli aventi diritto che avranno il potere di scegliere il futuro politico del comune montano. Calcolando che il referendum potrà essere ritenuto valido con il raggiungimento del quorum, la quota che renderà valide le operazioni di voto dovrà essere quella della metà dei residenti più uno: Alla luce dei numeri e dei fatti dovranno quindi votare 1143 residenti affinchè il referendum possa esser considerato valido. Comitato del sì e comitato del no continuano intanto a portare avanti nel paese le proprie ragioni e fino al giorno del voto sarà di certo bagarre. Il referendum verrà a costare 28mila euro, circa 12 euro per abitante.

 27 novembre 2008

 Ultimo faccia a faccia in vista del referendum in programma per domenica e lunedì Trancassini: «Andremo con l'Umbria» La Bella: «Lottiamo restando nel Lazio» - Vivace dibattito su Mep Radio tra il Comitato del «Sì» e quello del «No» . Ultimo faccia a faccia reatino (prima di quello romano a Roma Sat andato in scena in tarda serata) quello tenutosi ieri presso gli studi di Mep Radio, tra il portavoce del comitato del Si al referendum per l' aggregazione all'Umbria, Paolo Trancassini, e il portavoce del No, Giuseppe La Bella.
Un'ora nella quale è stato protagonista ancora una volta il tema degli impianti sciistici che gli stessi promotori del referendum hanno definito «il litro che ha fatto traboccare il vaso». E' proprio su questo che si accende la discussione fra Trancassini e La Bella. 11 primo a ribadire che «la conduzione della vicenda da parte della Regione ha dimostrato l'assenza totale di attenzione verso i bisogni del territorio» ed il secondo a ribattere «che tutto il referendum è basato su questo litro, senza che in realtà ci sia il vaso». Alla domanda se l'approvazione degli impianti da parte della Pisana avrebbe fatto desistere dagli intenti secessionisti, Trancassini ammette che «se fosse arrivato un gesto d'attenzione di tale portata sicuramente avremmo fatto fatica a decidere di andare in Umbria, così come se qualcuno ci avesse dato 5 o 10 milioni di euro per migliorare la viabilità da Rieti, ma nulla di tutto ciò è arrivato». La soluzione ai mali del territorio leonessano secondo La Bella «sono da cercare nel Lazio, perché le prospettive di sviluppo ci sono. Bisogna però combattere in questa terra e chiamare gli amministratori provinciali e regionali alle proprie responsabilità». Diversa ovviamente la rotta tracciata dall'ex sindaco di Leonessa che vede nel referendum una «battaglia epocale per la nostra città, una grande prova di democrazia, e mi piacerebbe che da questo partisse un grande dibattito sul futuro e sulle prospettive dell' intera provincia di Rieti». Nel mezzo del confronto anche un paio di simpatiche punzecchiature con La Bella che si immagina il laziale Trancassini «costretto a tifare Ternana» e con Trancassini che risponde dicendosi «sicuro che anche La Bella se fosse residente a Leonessa (lo è a Civita Castellana, ndr) voterebbe per il Si».
Domani ultimi fuochi a San Pietro i della campagna elettorale per il referendum di aggregazione all'Umbria che si terrà a Leonessa domenica e lunedì. Entrambi i comitati, quello per il Sì e quello per il No, chiuderanno domani la propria campagna elettorale presso il teatro parrocchiale di San Pietro, in piazza VII Aprile. Alle 17:00 inizierà il «No», con il portavoce Giuseppe La Bella, il presidente della Provincia Fabio Melilli ed il consigliere regionale Anna Maria Massimi. Alle 19 la scena sarà per il «Sì», con il portavoce Paolo Trancassini e la giunta comunale. (Marco Fuggetta)

 27 novembre 2008

Sabato e domenica i cittadini chiamati a scegliere tra Lazio e Umbria Leonessa, in 2.290 al voto per il referendum Ultimi giorni: il Comune si prepara a vivere un momento storico '*.
Leonessa, sabato e domenica in 2.290 al voto per il referendum MANCANO oramai pochi giorni al referendum tramite il quale i cittadini di Leonessa potranno decidere per il distacco dalla regione Lazio e la successiva "annessione" all'amministrazione regionale umbra.
Domenica 30 novembre e lunedì primo dicembre infatti si svolgeranno due referendum: oltre a leonessa andranno al voto in Italia anche i cittadini del comune di Meduna di Livenza (Treviso) che dovranno decidere per la "secessione ' dalla regione Veneto e la sua aggregazione alla regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Gli elettori interessati alic due consultazioni, sulla base dei dati della revisione straordinaria delle liste elettorali, sono nel comune di Leonessa, 2.290, di cui 1.129 maschi e 1.161 femmine, distribuiti su quattro sezioni. Le operazioni di votazione si svolgeranno domenica 30 novembre dalle ore 8 alle 22 e lunedì primo dicembre 2008, dalle 7 alle 15. Ai sensi dell'articolo 45, secondo comma, della legge 25 maggio 1970, n. 352, le proposte fatte oggetto di referendum in ognuno dei due comuni saranno approvate se il numero dei voti attribuiti alla risposta affermativa al quesito referendario non sarà inferiore alla maggioranza degli elettori. In caso di approvazione, l'articolo 132, secondo comma, della Costituzione stabilisce che con legge della Repubblica possa darsi corso alle proposte di variazione territoriale, sentiti i Consigli regionali interessati.

 

  26 novembre 2008

Chiaramente Giuseppe La Bella e il portavoce del Comitato per il NO  e Paolo Trancassini portavoce del Comitato per il SI.

Certe imprecisioni dovrebbero essere evitate: c'è già chi fa esercizio di confusione.

La Redazione di www.leonessa.org

Con ravvicinarsi della data del referendum leonessano, in programma il 30 novembre e primo dicembre, fioriscono le iniziative tese ad informare e ad approfondire i contenuti del dibattito tra coloro che sostengono la necessità di andare al voto e votare sì al passaggio di Leonessa in Umbria e coloro che, al contrario, invitano all'astensione, per rimanere nel Lazio.
Cosi questa sera, alle 22.30 all' interno della trasmissione "Spazio Fedeli" sul canale 851 Roma Sat - SKY o in chiaro sulle frequenze di Gold Tv nel Lazio, si confronteranno in diretta i due, portavoce dei comitati per il referendum di Leonessa: gli avvocati Giuseppe La Bella (comitato per il Sì) e Paolo Trancassini (comitato per il No). Sempre oggi, alle 18, in diretta dagli studi di Mep Radio Organizzazione si svolgerà il secondo faccia a faccia fra Trancassini e La Bella. La trasmissione sarà condotta da Marco Fuggetta. Streaming audio sul sito www.mepradio.it. Come vivono Leonessa e i leonessani l'approssimarsi del referendum? Certamente nella consapevolezza che ad aver alimentato una simile inizativa sia un diffuso. sentimento di malessere legato all'isolamento del territorio, "che finora non ha trovato risposta dalla "lontana" Rieti e ancor più dalla "lontana" Roma.
 

  26 novembre 2008

 

Approvato dalla Regione lazio il piano triennale delle opere pubbliche, oltre 6 milioni e mezzo di euro che arriveranno direttamente a 33 Comuni del Reatino per interventi di riqualificazione dei centri storici, reti idriche, scuole pubbliche e abbattimento delle barriere archietttoniche. Questa la lista dei Comuni beneficiari e gli interventi richiesti: Antrodoco (opere di completamento rsa/terme), Ascrea (impianto potabilizzazione reti idriche, sistemazione strada comunale dell'Obito), Belmonte (opera di riqualificazione centro storico), Borgorose (completamento rete fognante), Cantalice (completamento acquedotto ed eliminazione pericolo circolazione stradale), Casaprota (sistemazione strade interne, copertura ex scuola elementare Collelungo e copertura palestra comunale), Castel S. Angelo (sistemazione piazza nella frazione di Ponte Alto, eliminazione barriere architettoniche centro storico), Castelnuovo di Farfa (completamento allestimento museo dell'olio), Cittaducale (riqualificazione beni storici e turistici), Collalto (rete idrica e fognante), Contigliano (sistemazione viale della Repubblica), Fara Sabina (rotatoria via Garibaldi), Forano (manutenzione edifici comunali destinati a scuola pubblica), Leonessa (rifacimento strada di accesso a villa Bigioni), Magliano (riqualificazione piazza Castello e accesso al centro storico di Foglia e adeguamento impianto di depurazione), Monteleone (messa a norma impianto termico scuola materna di Ginestra), Montenero (recupero centro storico), Montopoli di Sabina (pavimentazione e sottoservizi centro storico), Orvinio (sistemazione giardini pubblici comunali), Paganico (sistemazione strada litoranea e ristrutturazione muro di contenimento piazza Trieste), Pescorocchiano (parco giochi e area polivalente frazione Leofreni), Petrella (valorizzazione centri storici), P. Catino (pavimentazione centro storico), P. Moiano (recupero centro storico e messa in sicurezza scarpata sottostante giardini pubblici), Rieti (pubblica illuminazione Borgo e Città Giardino, rete idrica a Pie’ di Moggio e San Giovanni Reatino, riqualificazione piazze e strade dei centri storici), Roccasinibalda (riqualificazione parco pubblico), Roccantica (pavimentazione centro storico), Scandriglia (manutenzione straordinaria strada comunale Passo Corese-Orvinio), Selci (percorso naturalistico e riqualificazione piscina comunale), Stimigliano (sistemazione via dei Casali, sistemazione strada località S. Francesco e chiesa di Stimigliano Scalo), Tarano (rete fognaria centro abitato di Borgonuovo), Toffia (realizzazione sede amministrativa unione e ristrutturazione scuola elementare), Varco Sabino (completamento pavimentazione e arredo centri storici). “Una ulteriore dimostrazione - commentano i consiglieri regionali Massimi e Perilli - del lavoro costante che ci vede impegnati per garantire al nostro territorio sostegno economico ed attenzioni”

 

www.leonessa.org   25 novembre 2008

Era assolutamente scontata l'offensiva mediatica a supporto di uno dei due "schieramenti".

Assolutamente in grande stile : 4 milioni di euro per la pista ciclabile della conca reatina, 70 milioni di euro per gli impianti da sci sponsorizzati dalla provincia di Rieti.

Speravamo, sinceramente, in una maggiore misura.

La Redazione di www.leonessa.org

 

www.mepradio.it   25 novembre 2008

 

Leonessa: Referendum 2008 - il rush finale - TRANCASSINI vs LA BELLA in onda su MEP Radio - MELILLI in campo per il NO

    Meno di una settimana all'atteso voto che dovrà ratificare l'eventuale cambio di regione del Comune di Leonessa, con il relativo passaggio in Umbria. Domenica 30 novembre e lunedì 1° dicembre si voterà anche a Meduna di Livenza (in Provincia di Treviso) per il distacco dal Veneto e la sua aggregazione al Friuli-Venezia Giulia. A Leonessa gli elettori interessati saranno 2.290 (1.129 uomini e 1.161 donne). I seggi (Leonessa 1 e 2, presso la scuola elementare, e nelle frazioni di Villa Lucci e Terzone) verranno aperti la domenica, dalle ore 08.00 alle ore 22.00, e lunedì, dalle ore 07.00 alle ore 15.00. Intanto, mercoledì 26 novembre, alle ore 18.00, in diretta dagli studi di MEP Radio Organizzazione, si svolgerà il secondo "faccia a faccia" tra Paolo TRANCASSINI (Comitato per il SI) e Giuseppe LA BELLA (Comitato per il NO). La trasmissione, nell'ambito degli spazi della comunicazione referendaria a carattere gratuito, sarà condotta da Marco FUGGETTA. Ultimi preparativi anche per i comizi di chiusura che si terranno nel pomeriggio di venerdì 28. Arena locale per l'ultimo appello agli elettori sarà il teatrino parrocchiale di San Pietro, in Piazza VII Aprile. Alle ore 17.00 sarà la volta del Comitato per il NO, che vedrà l'inattesa presenza del Presidente dell'Amministrazione provinciale di Rieti, Fabio MELILLI, insieme al Consigliere regionale Anna Maria MASSIMI. Di seguito, intorno alle ore 19.00, entreranno in scena i rappresentati del Comitato per il SI.

 

 25 novembre 2008

 Società mista pubblico-privata per la gestione del progetto: Rieti, Leonessa e Cantalice i comuni coinvolti - Terminillo, ecco il piano di rilancio -  Trentotto chilometri di piste, 68 ettari di rimboschimento e 70 milioni di euro -  Razionalizzare il demanio sciabile esistente e potenziarlo dove si può, perché riqualificare quello che c'è è possibile, creare insediamenti ex novo in aree vergini non lo è più. Questa la filosofia del "piano Costantini" per il Terminillo, che ha guidato la "mano" dell'esperto forestale padovano nel ridisegnare il bacino sciistico reatino «in un'ottica di multistagionalità». Dieci impianti in tutto a servizio di 38 chilometri di piste per un totale di 130 ettari di territorio investito e 63 ettari di rimboschimento per mascherare gli impianti, due bacini idropotabili per l'innevamento artificiale, tre municipalità coinvolte (Rieti, Leonessa, Cantalice), un volume di investimenti di 70 milioni di euro in grado di attivare a regime 80/100 occupati direttamente più un indotto di 200, 300 persone.
«Al Tonale, dove ho seguito un piano di riqualificazione analogo, tra la progettazione e l'attuazione ci sono voluti tre anni», dice Daniele Costantini, la scorsa settimana di nuovo a Rieti per un altro giro di confronti su quel piano che la Provincia promette di presentare in Regione entro il mese e che la Regióne si impegna ad approvare, se non entro l'anno, almeno entro gennaio. Dire tre anni nella terra dei trenta anni è un po' azzardato: «Credo però che stavolta siamo davvero a un passo dalla soluzione - dice Costantini, che sarà pure nuovo di Rieti e reatini ma in questi tre mesi ha fatto in fretta ad imparare perché quello che muove tutto, finanziatori compresi, è l'approvabilità del piano. La Regione, che pure vagherà, valuterà e magari qualcosa boccerà, si è però impegnata a dare una risposta certa in tempi brevi. E il motore che muove tutto è questo». L'ipotesi di gestione del progetto sarebbe quella di una società mista, pubblico-privata, «e se anche è nota la fase di depressione economica che vive Rieti, c'è Roma ad un passo dove si possono trovare imprenditori interessati».
Da Leonessa dicono che loro li hanno trovati da un bei pezzo: imprenditori e soldi pronti ad essere spesi, non fosse stato per quel progetto sulla Vallonina considerato, dopo lunga ed estenuante trattativa, irricevibile dalla Regione.
«Guardi, non è mio costume dare valutazioni del lavoro altrui. Dico solo che per il quadro normativo e vincolistico esistente è molto più facile riqualificare zone già investite da infrastrutture che pensare di andarne ad occupare altre che invece sono vergini. Il nostro progetto si muove su questi binari, è stato affidato ad un tecnico specializzato soprattutto nelle riqualificazioni ambientali e presenta una minore concentrazione di interventi in aree sic, senza dimenticare che ci muoviamo comunque dentro una grande zps e nel pieno rispetto di vincoli idrogeologici non meno importanti di quelli ambientali».
Vi viene però rimproverata, da parte leonessana, la scelta di posizionare impianti e piste in zone interessate da valanghe?
«Se un problema valanghe c'è, al Terminillo, è nella zona della Vallonina e questo è noto non solo agli sciatori ma anche a chi sa bene che in inverno la strada che vi passa sotto resta chiusa. Tant'è che il progetto per la Vallonina prevedeva un ricorso massiccio ai paravalanghe, che fanno anche quelli un voluminoso impatto. Noi, per le zone a rischio valanghe, e tra queste c'è Campo Stella, prevediamo l'impiego di gasex, cannoni che sparano gas e le cui onde sonore fanno scivolare i banchi nevosi a valle in maniera programmata e sicura. Così come programmato sarà l'innevamento, perché non c'è più posto sciistico in Italia dove si pensino impianti senza un sistema artificiale di innevamento».
Neve che proprio in queste ore è arrivata in maniera cospicua sul monte Terminillo, così come sono in arrivo nell'ordine, a brevissima scadenza, il referendum di Leonessa, l'andirivieni dei progetti tra Provincia e Regione e le elezioni amministrative del 2009. «Eppure stavolta siamo davvero a un passo dalla soluzione», azzarda a dire Costantini.
(Alessandro Lancia)

 25 novembre 2008

Mentre Legambiente relega all'87mo posto in classifica la città per pedonabilità e ciclabilità Arriva la pista per due ruote 142 km, voluti dalla Provincia, uniranno i comuni della Conca Reatina -  Dura la vita per un ciclista, anche in città. Non è un centro a misura di passeggiata il capoluogo reatino che viene "scaricato" quasi a fondo classifica nella graduatoria di Legambiente e proposta dal quotidiano «II Sole 24 Ore». Tra i 103 capoluoghi italiani, dove Mantova spicca grazie al suo primato assoluto della classifica generale per pedonabilità e ciclabilità, Rieti si attesta all'87mo posto con sette punti totalizzati sulla base dell'indice sintetico (da O a 100) che evidenzia le migliori e le peggiori città in termini di isole pedonali, piste ciclabili, Ztl e verde urbano.
11 "sette in condotta" del capoluogo reatino, condiviso in sieme all'altra laziale Latina e a Catania, Teramo, Tarante e Campobasso, fa riferimento alla ciclo-pedonalità di fonte comunale relativa al 2007.
E pensare che proprio in queste settimane è in via di completamento la bella pista ciclabile realizzata dal Comune di Rieti che lambisce il corso del fiume Velino, mentre ieri mattina la Provincia ha presentato la sua ciclovia di 42 chilometri che unirà i comuni che insistono nella Conca Reatina. La ciclovia made in provincia è divisa in due anelli di 20 chilometri ciascuno, uno di questi in fase di costruzione e pronto per la prossima primavera con la previsione di punti ristoro, area pie nic, fontanelle di acqua potabile.
L'anello sud proposto dalla Provincia toccherà l'aeroporto, Chiesa Nuova, Tema, Consigliano, Piani di Poggio Fidoni e Sant'Elia, case San Benedetto e lambirà Rieti. L'anello nord in progettazione toccherà Cantalice, le sorgenti di Santa Susanna, Laghi Lungo e Ripasottile e Greccio.
«La Provincia ha deciso di investire in questa importante opera circa un milione e ottocento mila euro messi a disposizione dalla Regione Lazio ha spiegato il presidente Fabio Melilli - evitando di frammentare tale finanziamento in mille rivoli per interventi che, seppur di indubbia validità, sicuramente non avrebbero potuto garantire prospettive di sviluppo e di crescita paragonabili».
(Alessandra Pasqualotto)

 

  25 novembre 2008

Si accende la campagna del referendum secessionista LEONESSA - Riflettori puntati sul referendum leonessano. Domenica e lunedì prossimi i cittadini saranno chiamati a scegliere se trasferirsi in Umbria (perciò andare al voto scegliendo il Sì) oppure rimanere nel Lazio (dunque rimanere a casa come consigliano dal comitato per il No). Intanto, com'è ovvio, la campagna referendaria si fa più tirata: domani nuovo faccia a faccia tra i portavoce dei comitati del Sì e del No (o non voto), Paolo Trancassini e Giuseppe La Bella, prima a MepRadio, poi in Tv su ReteOro. Venerdì poi, prima del silenzio elettorale, salirà a Leonessa il presidente della Provincia Fabio Melilli e il consigliere regionale, di origini leonessane, Anna Maria Massimi, che insieme all'avvocato La Bella hanno organizzato l'iniziativa "Leonessa ia provincia di Rieti e nella regione Lazio". L'appuntamento è alle 17 presso il teatro parrocchiale di San Pietro. Sono stati pubblicati anche gli appelli al voto. Il comitato per il Sì ha fatto girare alcuni volantini da giorni in cui si .specifica che "non sono mai esistiti confini tra l'Umbria e Leonessa". "Questo referendum - risponde sui manifesti il comitato per il No - è inventato da chi 'vuole scaricare sulla Provincia di Rieti e sulla Regione Lazio le responsabilità di un ventennio di amministrazione comunale fallimentare e arrogante'".

 

 25 novembre 2008

Una ciclovia per unire i comuni della Conca - LA PROVINCIA di Rieti ha deciso di realizzare una ciclovia di circa 42 chilometri che unirà i comuni che insistono nella Conca Reatina.Ieri è stato presentato l'inizio dei lavori (appaltati all'impresa Francucci Sri di Macerata) del primo anello di circa 20 chilometri della pista ciclabile che permetterà già dalla prossima primavera ai reatini e ai turisti che arriveranno all'ombra del Terminillo di poter immergersi in quella natura incontaminata che fu fonte d'ispirazione anche per San Francesco d'Assisi. L'importante infrastruttura è stata presentata questa mattina dal presidente della Provincia, Fabio Melilli, dall'assessore alle Infrastnitture, Rufino Battisti, e dai sindaci di Rieti e Contigliano, Giuseppe Emili e Nella Melchiorri. «La Provincia ha deciso di investire in questa importante opera circa un milione e ottocento mila euro messi a disposizione dalla Regione Lazio - ha spiegato Melilli - evitando di frammentare tale finanziamento in mille rivoli per interventi che, seppur di indubbia validità, sicuramente non avrebbero potuto garantire prospettive di sviluppo e di crescita paragonabili. La ciclovia, infatti, oltre a rispondere ad un bisogno più volte evidenziato dai cittadini, si inserisce organicamente nelle molteplici azioni. messe in campo dall'amministrazione provinciale - ha aggiunto per garantire al territorio un solido e armonioso sviluppo turistico. Basti pensare alla complementarità tra questa pista ciclabile e il Cammino di Francesco. La ciclovia potrà essere un'ulteriore attrattiva non solo per i fedeli che arriveranno a Rieti per visitare i luoghi francescani, ma anche per tutti gli altri turisti che potranno godere appieno delle bellezze ambientali che la Conca reatina offre, addentrandosi, ad esempio, nella Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile in bicicletta e perché no, a piedi, oppure, ha proseguito il presidente della Provincia - scoprendo la ruvida bellezza dei borghi che vi insistono. Una volta completato anche il secondo anello da 22 chilometri, da Rieti si potrà raggiungere Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri, Colli sul Velino, Greccio e Contigliano. Non bisogna dimenticare che sarà una strada dove i genitori potranno portare i propri figli in assoluta tranquillità e sicurezza, essendo la ciclovia completamente inibita al traffico, veicolare e grazie ad essa - conclude - i reatini potranno scoprire, o forse riscoprire, scorci incantévoli troppo spesso dimenticati». La ciclovia si svilupperà principalmente su piste rurali e strade vicinali di proprietà comunale. Nella scelta del percorso sono stati privilegiati gli aspetti della sicurezza, della fruibilità e della valorizzazione del contesto naturalistico e paesaggistico. In alcuni tratti verranno sistemate le strade già esistenti. Nelle strade secondarie, già pavimentate, interessate da traffico locale molto marginale, per le quali si rende necessario il solo rifacimento del tappetino di usura, è prevista la bonifica dalla vegetazione e il ripristino della massicciata stradale e degli strati di collegamento. Per le strade interessate da traffico più sostenuto, per le quali si rende necessaria la distinzione dei traffici veicolare e ciclabile, saranno apposti cigli spartitraffico invalicabili. Mentre per i tratti di nuova costruzione si utilizzerà la fresatura vegetale e stabilizzazione a calce di argille, una procedura che ridurrà l'impatto ambientale in fase di realizzazione e di manutenzione. Una ulteriore lavorazione, presente in entrambi le tipologie, quelle di nuova realizzazione e la sistemazione di strade già esistenti, è costituita dalla colorazione della pavimentazione stradale con vernici ecologiche a base di acqua del colore della gamma delle terre naturali, che viene l'inserimento nel contesto ambientale, per motivi di sicurezza e per garantire l'orientamento del ciclista lungo il percorso. Per garantire una maggiore sicurezza agli utenti della pista ciclabile in corrispondenza degli attraversamenti a raso di strade urbane ed extraurbane saranno installate bande sonore su entrambe le carreggiate, mentre nei tratti accanto a strade trafficate saranno installati marker stradali che producono luce retroriflessa di alta intensità e cartelli per segnalare agli utenti la presenza di intersezioni e il conseguente pericolo di uscita mezzi. Il progetto prevede la realizzazione lungo il tracciato di due aree di sosta e ristoro, piantumate con alberi ad alto fusto, che saranno dotate di tavoli pic-nic in legno con panche integrate, rastrelliere per la sosta delle biciclette, bacheche per l'esposizione di mappe indicanti il percorso, cestini per i rifiuti e fontanelle di acqua potabile.

 

 25 novembre 2008

Viaggiare per la Piana in bicicletta Venti chilometri di pista immersa nella natura tra Rieti e Contigliano Presentato il progetto Lavori al via a dicembre e consegna a primavera . Dimenticate                  l'attuale giro de Rieti per chi parte da Contigliano, o giro de Contigliano per chi la bicicletta la inforca da Rieti: da primavera il giro della piana in bici con calma e senza Strappi lo faremo in ciclovia, seguendo la pista di 20 km a cui sin dalle prossime settimane lavoreranno gli operai e i tecnici della ditta marchigiana Francucci che si è aggiudicata l'appalto del primo lotto di piste ciclabili della conca reatina, programmate dalla Provincia con fondi della Regione (1,8 milioni di euro) e con il placet dei Comuni di Rieti e di Contigliano. Il primo "anello" di piste va dalla città a Contigliano e ritomo toccando Piani di Sant'Elia, Terria e Chiesa Nuova: fin qui niente di nuovo, almeno per le schiere di reatini econtiglianesi ciclo-muniti avvezzi al giro, in realtà sarà nuovo il percorso, che non ricalca se non in minima parte le attuali strade provinciali e comunali (d'altronde molto pericolose per chi vi si avventura su due ruote). «La maggior parte della ciclovia si svilupperà tra i campi, lungo gli argini dei fiumi e dei canali che solcano la piana e persino a scavalcarli, con passaggi in legno lamellare», spiega il geometra Luigi Francucci, intervenuto ieri alla conferenza stampa in Provincia con la quale il presidente Fabio Melilli, l'assessore Rufino Battisti, e i sindaci d i Rieti e Contigliano Giuseppe Emili e Nella Melchiorri hanno presentato l'iniziativa. Dove la ciclovia necessariamente si snoderà lungo le strade saranno posti cigli spartitraffico, dove invece si svilupperà exnovo nellacampagna verranno utilizzate procedure di costruzione e materiali che riducano al minimo l'impatto ambientale. In entrambi i casi, a "suggerire" la pista ai ciclisti sarà la colorazione della pavimentazione, quella ancora da scegliere. «C'è ancora da convincere qualche proprietario ad agevolare il passaggio - dice Melilli - ma c'è anche da ringraziare il Consorzio di bonifica e le Ferrovie per la loro disponibilità a lasciarci strada». La fine dei lavori è prevista entro maggio, e qui la ditta promette davvero di correre. Anche la politica, però, dovrà tenere il passo: quello presentato ieri è solo il primo dei due anelli che con 42 km complessivi di piste permetteranno di girare la conca reatina in bici su piste dedicate e che fanno il verso ad altre dimensioni già presenti sul territorio quali il Cammino di Francesco e la riserva dei Laghi. Del secondo anello - altri 20 km, per arrivare ad una spesa complessiva col primo di 4 milioni di euro - c'è il progetto ma non ancora i fondi, che il presidente Melilli aspetta fiducioso dalla Regione, «non fosse altro per non smentire la voca- dintomi». E fiduciosi aspettano anche i reatini di città, «che ci chiedono da sempre piste ciclabili», ha detto il sindaco Emili. Quelle attualmente in costruzione dal Comune lungo l'argine del Velino tra Ponte Romano e Ponte Cavallotti saranno perciò destinate a riunirsi con quelle programmate dalla Provincia nella Piana. Miracoli che riescono solo a pedalare in equilibrio. Su due ruote. (ALESSANDRA LANCIA)

 

  25 novembre 2008

Ieri la presentazione del progetto Una pista ciclabile sulla Piana reatina » Lunga 42 chilometri, ha un costo complessivo di 4 milioni - Pista ciclabile, ieri Fapertura del cantiere RIETI - Da quando se ne parla? "Ero piccolo e nonno già ne parlava". Invece da ieri è aperto il cantiere con l'inizio dei lavori per i primi 20 km (anello sud) della ciclovia (costo 1 milione SOOmila euro) che, partendo da Rieti, doppia i Piani di Sant'Elia e Poggio Fidoni, Contigliano, Tema, Chiesa Nuova, Aeroporto, Rieti. Il restante tratto (22 km, costo complessivo di tutti i 42 km 4 milioni di euro) sarà realizzato dopo la variante urbanistica per i tratti interessanti il Comune capoluogo. Direttore dei lavori l'ingegner Antonio Miluzzo. Ieri il progetto, realizzato in proprio dalla Provincia, è stato presentato dal presidente Fabio Melilli e dai siedaci Giuseppe Emili e, per il tratto contiglianese, da Nella Melchiorri. L'impresa che realizza la pista ciclabile è la maceratese Francucci, vincitrice della gara (ha già proposto degli accorgimenti per "la riduzione dell'impatto, ambientale"). Il secondo tratto (anello nord), agganciandosi all'altezza di Tema, entra nella Riserva dei laghi Lungo e Ripasottile e, costeggiando in parte il Velino, aggancia Piedifiume, Settecamini, Santa Susahna, il campo di volo per deltaplani a Poggio Bustone, Cantalice inferiore, Aero' porto, n progetto, spiega il presidente Melilli, "che viene certificato dal diretto interessamento della Regione, è una diretta risposta al bisogno collettivo di chi fa sport e passeggiate ecologiche" mettendo in risalto il fatto come tutto il tracciato "si sviluppi in aperta campagna e quindi non laterale alle strade motoristiche, la qualcosa non può non rendere più sicuro l'intrattenimento soprattutto per i bambini". Il tracciato (lambisce il cammino di Francesco) potrebbe essere "modificato per alcuni espropri" pre cisa Melilli il quale ringrazia "per la loro concreta disponibilità e collaborazione il consorzio di bo- . nifica e le ferrovie". Il sindaco Emili mette in risalto "l'interesse ,che l'opera rappresenta per l'intera Conca reatina e.la sua assoluta compatibilita con il territorio" assicurando "il perfetto combaciamento del Comune anche con le iniziative sul lavoro e sull'università". Per la Melchiorri "il progetto è anche importante per la valorizzazione delle varie aziende territoriali che operano nel turismo". Progetto che tira un notevole indotto: aree di sosta e di ristoro in 2 zone con tavoli per pic-nic e bacheche con grafici indicanti il percorso, fontanelle di acqua e, negli attraversamenti a raso di alcune strade, bande sonore che pongono inallarme il guidatore. (Ajmone Filiberto Milli )

  22 novembre 2008

 

Referendum, confronto in redazione  - "Leonessa non può competere in una Regione che ha il Colosseo, meglio con una Regione come l'Umbria che e a misura nostra". "No,chi scappa ha sempre torto, restiamo e facciamo valere le nostre ragioni nel Lazio". Oltre 70 minuti di confronto nella redazione del Corriere di Rieti tra Paolo Trancassini, portavoce del comitato per il Sì al referendum per l'aggregazìone all'Umbria, e Giuseppe La Bella, portavoce del comitato per il No che invece invita gli elettori a restare a casa. - TRANCASSINI: "Vìviamo in una Regione che dal punto di vista economico, soprattutto culturale non può avere attenzione per i piccoli territori come la Provincia di Rieti o per i piccoli Comuni come Leonessa. Ci sarà un motivo se a Rieti si continuano a percorrere le strade costruite dagli antichi romani, mentre in Umbria, a Norcia, che non è certo Tokyo, si riesce a progettare e realizzare il traforo di Forche Canapine. Succede questo perché siamo all'interno di una Regione, il Lazio, dove se decido di parlare di Salaria dall'altra parte mi parlano della terza corsia del Raccordo Andare è chiaro che perdo io. Allora il primo motivo per trasferirci in Umbria è che quella è una Regione a misura nostra: vai via da una Regione di 6 milioni di abitanti per andare in una di 600mila; In Umbria in questi mesi abbiamo discusso di progetti importanti: la Provincia di Terni ci ha proposto di migliorare la viabilità già esistente che ci collega a Polino. Inoltre fare un sistema  con  Cascia e Norcia  è un progetto sicuramente affascinante,come è affascinante dare una vetta al lago di Piediluco. LA BELLA: Non è un salto di qualità ma un salto nel buio. E' un salto nel buio che in realtà cela tutt'altre ragioni che sono legate al "litro" non tanto al vaso, utilizzando la metafora ormai famosa di Paolo Trancassini, nel senso che gli impianti sciistici sono stati la miccia che ha fatto esplodere questo fenomeno. Il referendum era una clava che doveva servire per sensibilizzare le Istituzioni rispetto alle esigenze di sviluppo sciistico di questo Comune. Dall'altra parte che c'è? Monteleone di 'Spoleto è  un borgo vicino a noi, ed ha le stesse problematiche che abbiamo noi; Labro, che è invece in provincia di Rieti, è un centro valorizzato, grazie anche all'impegno di capitali esteri, quindi non si può fare di tutta. Perciò dire che siamo stati abbandonati mi sembra inopportuno. Bisogna ammettere che questa clava è servita ad attirare l'attenzione su Leonessa ma porterà, se vincera questo referendum, ad una condizione di oblio perchè Leonessa verrà messa in frigorifero in attesa che il Parlamento possa ratificare o meno il verdetto.Cosa che probabilmente non accadrà perchè c'è tutta una volontà politica trasversale di non spezzettare i collegi elettorali, e quindi ci sarà sicuramente una bocciatura. TRANCASSINI: Sugli impianti sciistici sulla Vallonina la società Isic ha. presentato un investimento dì oltre 50 milioni di euro ed è stata derisa da Provincia e Regione;al contrario, penso che in Umbria si può partire immediatamente.I vincoli che ci sono nel Lazio sonò gli  stessi dell'Umbria e sono vincoli che permettono la realizzazione degli impianti perché l'unica normativa di carattere generale è il decreto di Pecoraro Scanio che a noi ci salva perchè dice che nei Sic-Zps non si possono realizzare impianti di risalita, ad eccezione di quelli già in fase di approvazione, come il nostro. Il Lazio, con un regolamento, ha  fatto di più: gli impianti non sì possono fare, tutti, In Umbria questo regolamento per esempio non c'è. Parliamo di viabilità? Perché la strada che collega Leonessa e Terminillo è chiusa 6 mesi l'anno? Forse il vero dramma di quella strada è il nome "Panoramica del Terminillo", e uardiamo il panorama...LA BELLA: Sugli impianti sciistici bisogna fare  completa informazione:la Provincia di Rieti ha concesso un milione e 100mila euro (impianti Campo Stella, ndr) e la Regione si è impegnata a sviluppare il comprensorio del Terminillo. Sulla storia degli impianti ritengo che la Regione Umbria non mostrerebbe lo stesso interesse.Basta soltanto vedere che tipo di sviluppo sciistico hanno avuto alcune località edell'Umbria, insomma, quella Regione ha focalizzato i propri interessi su tutt'altri settori. Ma visto che dobbiamo votare e che è palese che la vera problematica è il litro e non tutto il vaso, dobbiamo prendere atto che la Regione e la Provincia rispetto al progetto di sviluppo del bacino sciistico che potrà essere discutibile ma va preso in considerazione. TRANCASSINI: Ricordo che l'anno scorso, non cento anni fa, gli impianti presentati da noi e fatti propri dalla Provincia sono stati inseriti nel documento di  programmazione econòmica, e finanziari. Nel bilancio della Regione c'era scritto:nel 2006,approviamo il programma di interventi. Non è stato fatto nulla. L'amministrazione comunale più che proporre la più grande azienda della Provincia di Rieti completamente  finanziata per 55 milioni di euro cosa doveva fare? Adesso ci ritroviamo a dover ripartire daccapo, non c'è un progetto cantierabile, ma solo un'idea, e ci sono 63 ettari di bosco da tagliare. Tra l'altro questa storia avviene nel silenzio di Lorenzetti (segretario dei Verdi di Rieti, ndr}: Non so, telefonategli: chiedetegli che pensa, sono francamente preoccupato.LA BELLA: Per quanto riguarda la strada del Terminillo si è cercato nel corso degli anni di creare un isolamento, anche geografico, tra Terminillo e Leonessa, il collegamento è invece necessario come è necessario che vì sia un progetto di sviluppo sciistico che non può prescindere da Leonessa dove c'è là migliore neve dei massiccio. Per quanto riguarda la Isic è una società dentro la quale si studiano progetti, si realizzano, dopodiché si vanno a collocare le azioni.Queste azioni vengono collocate in un momento successivo, dopo che comunque il progetto è approvato e dopo che c'è una fattibilità, una cantierabilità certa. Dire che ad oggi ci sono questi soldi non è assolutamente corretto. Abbiamo una scatola vuota che dovrà essere riempita attraverso il collocamento di queste azioni. Oggi non ci sono i soldi, ci sono le aspettative di come riempire queste scatole: una società seria, controllata dalla Consob,è una società che ha tutte le credenziali per realizzare il progetto, ma abbiamo una scatola vuota. Scatola vuota da una parte: Regione, e scatola vuota dall'altra: Isic. TRANCASSINL II progetto Isic è una finanza di progetto che ha fatto tutto il suo percorso, è arrivata alla fine ad avere la certificazione dalla banca. Iniziamo col dire che la Finanza di progetto c'è, è chiusa, inoltre ci sono i preliminari di acquisto delle quote. Per quanto riguarda le presunte speculazioni edilizie al tavolo tecnico in Regione per Leonessa la prima volta ci siamo sentiti rispondere: "Ma noi mica sapevamo che dovevamo parlare di Leonessa". Alla riunione successiva i tecnici aprono il progetto e dicono: "Vedete qui, c'è un'area lottizzata che non si vede nelle foto aeree e qui ci sono previste villette e alberghi...". Per dare l'idea della sciatteria, questa è una lottizzazione chiusa nel 1966: ci sono strade, illuminazione, ostello della gioventù, ci stanno 4 ville che però non si vedono dall'alto. Hanno concordato, ma solo dopo 4 anni. LA BELLA: Possiamo dire quello che vogliamo, possiamo dire che i Verdi diventano Verdi per la Vallonina mentre non diventano Verdi per l'altro progetto, possiamo dire che i boschi da una parte sono più pregiati e dall'altra, anche se se ne tagliano di più, non sono pregiati, possiamo direche i Zps-Sic da una parte hanno senso e dall'altra non hanno senso, possiamo dire tutto quello che vogliamo, però questo come argomento per poter passare in Umbria è assolutamente riduttivo. Passare in Umbria è scappare. Chi scappa ha sempre torto chi abbandona ha sempre torto.  TRANCASSINL La nostra provincia è piccola come una traversa di via Aurelia a Roma. Rieti perciò è marginale. Qui c'è un forte bisogno di politica, "da Lega". Ho conosciuto amministratori leghisti straordinari: la verità è che se loro conseguono quei risultati è perché sono in mezzo alla gente e sul territorio, non esiste destra o sinistra, lì quando c'è un problema si sta sul territorio e ci si batte contro tutti. LA BELLA: In 20 anni di amministrazione dì centrodestra, di amministrazione di Paolo Trancassini per essere chiari perché è stato sempre un autorevole esponente di questa amministrazione non si  è sentita mai l'esigenza di evadere in Umbria. Il referendum e strumentale, altrimenti si sarebbe parlato anche di opere pubbliche, di come utilizzare l'ex Bosi, dell'artigianato, invece si parla solo degli impianti. Per quanto riguarda Paolo Trancassini si e trattato di una clava agitata per una autocandidatura alla presidenza della Provincia che io personalmente auspico perché nutro molta stima nei confronti di Paolo Trancassini. TRANCASSINI: Sei l'unico che mi ha candidato. LA BELLA: Diteci perché dobbiamo passare in Umbria, fateci vedere un progetto e poi ne parliamo. Per adesso invitiamo a non votare perché non si vota un progetto che non c'è. TRANCASSINI: II problema è molto più complesso. Faccio un esempio nella speranza di farmi capire, A febbraio invito tutti a recarsi alla borsa intemazionale del turismo. Ci sono gli stand della Sicilia, della Sardegna, dell'Umbria, eccetera. Andate a quello del Lazio e vi renderete conto che non c'è il turismo del Lazio. C'è solo Roma. Tu vai allo stand e chiedi di Leonessa e quelli ti danno un euro per andarti a comprare un caffè. Per questo noi ci siamo guardati intorno e abbiamo scelto il modello di sviluppo dell'Umbria dove almeno saremo tutti uguali. LA BELLA: Chi scappa ha sempre torto. Rimaniamo nel Lazio è chiamiamo i rappresentati di Regione, Provincia e Comune alle proprie responsabilità politiche.

  22 novembre 2008

E in principio fu Isic  Spa. Potrebbe essere questo l'attacco di un diario da lasciare ai posteri per raccontare, qualunque sarà la fine, le lunghe vicende legate al referendum più discusso del centro Italia. Tutto è iniziato nel 2001 quando l'allora sindaco di Leonessa Paolo Trancassini ricevette un'offerta apparentemente indecente da una società privata. Ritenuta come un'azienda di alto profilo e dalla certa attendibilità la Isic Spa, Impianti Sportivi Italia e Costruzioni, società protagonista della proposta; presentò un project financing da ben 55 milionidi euro. L'offerta avanzata riguardava l'area nord del massiccio del monte Terminillo, ovvero la parte che beneficia  delle migliori condizioni climatiche per sviluppare un progetto legato allo sviluppo sciistico dell'area per il periodo più lungo dell'anno. Il progetto iniziale prevedeva la costruzioe di 8 impianti di risalita e di 15 nuove piste per un  totale di 52 chilometri di cui 36 a innevamento artificiale. Un progetto ambizioso che poteva far gola a molti, ma che nel tempo si è arenato  e che. date le complicazioni venute fuori, fece ritirare l'offerta d'acquisto del 70 per cento delle azioni della ISIC avanzate da Philippe Gausset, presidente della società Transmontagne sas,leader del settore, che poi ha orientato i suoi investimenti su Bardonecchia.

 

I nostri lettori   22 novembre 2008

 

Finalmente il comitato del NO, anzi del non voto, si è fatto sentire con due comunicati ufficiali. Uno a firma anonima, sgrammaticato e difficile da capire, il secondo più chiaro a firma del Comitato del NO, dal quale emerge evidente l'odio viscerale nei confronti di Trancassini ( anche se non fa il suo nome), iniziando di fatto la campagna elettorale per tentare la scalata a Palazzo Mongalli.
Più volte in questi giorni ho tentato di far capire che tutto questo è una cosa di cui potremmo riparlare nella prossima primavera e che ora è invece il momento di essere uniti per portare avanti una battaglia comune per tutti i leonessani. Tentare di far capire alle varie istituzioni che finalmente ci siamo svegliati, che siamo stanchi di essere presi in giro, che Leonessa deve essere trattata con più attenzione e rispetto e che i leonessani sono stanchi di firmare una cambiale in bianco che non sarà mai pagata.
Questo per rispondere a chi ha dimenticato che non è solo per il progetto ISIC che si chiede il passaggio con l'Umbria, ma per una viabilità indecente rimasta agli anni 60, il traforo dimenticato i cui soldi per lo studio di fattibilità sono deviati per altri lidi, il turismo perchè, nonostante la bandiera arancione e le manifestazioni di importanza nazionale, per la nostra Provincia, Leonessa non esiste. (Lo sapevate che le indicazioni stradali per Leonessa ce le siamo messe da soli? Che sulla guida a cura della Provincia, Leonessa non appare? le promesse dei politici di qualsiasi colore mai rispettate, e tante altre cose.
Le promesse della Regione Lazio fatte ad un passo dal referendum non bastano più, ci vogliono i fatti e questi tardano a venire.
Recriminare il fatto che l'amministratore è residente a Roma e Rieti e ci onora della sua presenza solo il mercoledì e il fine settimana è per Leonessa ormai un vizio abituale della nostra amministrazione comunale, tanto è vero che per la prossima consultazione elettorale ci viene proposto ancora un probabile sindaco non residente a Leonessa e che forse non avrà il tempo neanche di onorarci della sua presenza di tutti i fine settimana. Allora?
Per quanto riguarda l'aver consultato o preso accordi con la regione che dovrebbe ospitarci, vorrei ricordare che da ben dieci anni siamo in contatto con le Autorità locali dell' Umbria e che i contatti sono più che favorevoli, che il nostro commercio si svolge verso l'Umbria al 90% da sempre e che gli umbri ci hanno da una vita onorato della loro presenza, al contrario dei reatini che non conoscono neanche la strada per Leonessa.
Infine non so se è "l'innominato" amministratore che vuole scappare dalla Regione Lazio, o non sono invece i leonessani che vorrebbero andarsene da una Regione dove Leonessa non conta assolutamente nulla perchè parte integrante di una Provincia che non conta assolutamente niente.
Se siete veramente stanchi di essere presi in giro sappiate riconoscere chi veramente lo sta facendo e cercate per una volta di staccare la spina da chi vi tiene al guinzaglio perchè altrimenti  non fate altro che continuare ad essere complici di personaggi che grazie a voi possono seguitare a fare i propri interessi.
Per ultimo voglio ringraziare Franco per aver pubblicato gli articoli di giornale che ricordano l'avventura che insieme portammo avanti nel lontano 1997, quei ritagli di giornale mi sono serviti ad aprire gli occhi che fino ad ora, forse anche per mio volere, avevo tenuto per lungo tempo socchiusi.

 

Ferruccio   Armeni 

 

  22 novembre 2008

Leonessa -  A pochi giorni dal voto si iniziano a fare i conti in vista del prossimo referendum che ormai da mesi divide l'opinione pubblica di politici e non. Su 2734 residenti sono 2285 gli aventi diritto che avranno il potere di scegliere il futuro politico del comune montano. Calcolando che il referendum potrà essere ritenuto valido con il raggiungimento del quorum, la quota che renderà valide le operazioni di voto dovrà essere quella della metà dei residenti più uno. Alla luce dei numeri e dei fatti dovranno quindi votare 1143 residenti affinchè  il referendum possa essere valido . Comitato del Si e comitato del No continuano intanto a portare avanti nel paese le proprie ragioni e fino al giorno del voto sarà certo bagarre. Intanto il referendum verrà a costare 28mila Euro, circa 12 euro per abitante, cifra questa che per il comitato per il No sarebbe potuta servire per fare spese più oculate rispetto a quella del referendum e che invece, per ilcomitato per il Si, rappresenta un potenziale punto di svolta.

  22 novembre 2008

Rieti - Dal confronto tra i due comitati non poteva non uscir fuori lo "scivolone", poi smentito, di Melilli riportato dall'Ansa in merito all'ipotesi che a cambiare regione sarebbe stata tutta la Provincia. A cogliere la palla al balzo è stato Trancassini: "Melilli è il baluardo contro il referendum. Ci sarà stato un motivo se il presidente, nel momento in cui lo chiudono fuori dalla porta di una riunione, come prima cosa ha detto di andare in Umbria? Sono appassionato di cinema e leggendo le dichiarazioni ho pensato ad una scena di uno dei più grande filma che siano mai stati girati: il Marchese del Grillo. Nello specifico, quando ieri ho letto il comunicato, ho pensato alla scena in cui >Ricciotto si affaccia dalla finestra e fa:"S'è svegliato...".

I nostri lettori   21 novembre 2008

Scusatemi se intervengo ancora ma penso che questo dibattito stia scivolando in personalismi che portano la comunità in un vicolo cieco aspettando la panacea dell'annessione all'Umbria.Spero di non urtare sucettibilità non è mio interesse e mi dispiacerebbe.
Cerco di spegare che cosa ho capito
Sul referendum è stato messo un cappello politico grande come un sombrero, basta vedere il comunicato del responsabile reatino di AN o il senatore Rositani di AN che sono i referenti del capogruppo di AN alla Provincia nonchè portavoce del sì, questo punto mi chiedo perchè non interviene il  PDL forse c'è un problema nel centrodestra reatino ed in vista delle elezioni future tutto fa brodo.
Leggo che si vuole andare in Umbria senza specificare se con Terni o Perugia. La Valnerina o  Cascia-Norcia non è la stessa cosa e l'onestà politica non può pensare che l'Umbria faccia eccezioni per Leonessa.
Penso che il reale interesse sia l'interesse economico per i campi di sci e non è certo uno scandalo.
Vorrei fare qualche domanda che ho già fatto
-  Chi c'è dietro il gruppo economico che vuole fare i nuovi impianti?
- Con quali strumenti finanziari interverrà?
- Come l'mprenditoria del territorio interverrà?
- Come la comunitè di Leonessa controllerà il tutto?
Chi fa capo al Comitato di Campo Stella, sono operatori o una cooperativa di bagnini di Riccione che vuole portare il windsurf in montagna? Qual è la loro opinione?
Perchè se vado a Monteleone di Spoleto trovo delle buste di farro con un bel marchio ,vado a Norcia e i salumi sono tutti marchiati,
vengo a Leonessa e non si mette un biglietto sulle retine delle meravigliose patate per indicare la provenienza, la fanno ovunque; compro meravigliosi salumi che vorrei regalare facendo sapere in giro la loro provenienza ma non c'è un biglietto e lo devo dire a voce. fare sistama e amministrare è anche creare marchi.
Scusatemi se continuo
2005
S.Michele al Tagliamento,Lamon
2006
Pramaggiore,graro,Teglio Veneto,Cinto Maggiore,Savignano Irpino,Sovramonte,Noasca,Casteldici,Maiolo;Novafeltria,Pennabili,S.Agata Feltria,San Leo,Talamello
2007
Asiago,Conco Enego,Foza Gallio,Lusiana,Roana,Rotzo,Montecopiolo,Sassofeltrio,Cortina d'Ampezzo,Livinallongo del Col di Lana,Colle S.Lucia
2008
Monte Grimano Terme, Mercatino Conca,Sappada, Pedemonte;valvestino,Magasa
Sono i comuni dove si è svolto  ed in gran parte vinto il referendum, sapete quanti sono i comuni che hanno cambiato regione?
NESSUNO
Vorrei che forze giovani e fresche di qualsiasi colore portassero aria nuova
Sarebbe bello che rientrasse in funzione la cabinovia di Monte Tilla ed i vecchi del paese salissero in cima con i loro nipotini indicassero  i luoghi della loro memoria.
Scusatemi della lunghezza, ma volevo portare un contributo
Raffaele Pirisi

 

www.mepradio.it   20 novembre 2008

    Nell'ambito degli spazi dedicati al Referendum secessionista promosso dal Comune di Leonessa per passare dal Lazio alla Regione Umbria, mercoledì 26 novembre, alle ore 18.00, in diretta dagli studi di MEP Radio Organizzazione, si svolgerà un "faccia a faccia" tra Paolo TRANCASSINI (Comitato per il SI) e Giuseppe LA BELLA (Comitato per il NO). La trasmissione sarà condotta da Marco FUGGETTA.

 

I nostri lettori   20 novembre 2008

 

Come solito a Leonessa ogni cosa ricade nella politica, quella sporca. Vorrei ricordare a Franco la nostra battaglia di dieci anni fa. Anche allora i motivi erano quelli di oggi, solo che allora non c'era Trancassini. E questo è il vero motivo dalle sua astensione, almeno è la scusa, anche se io non credo a questa motivazione, altrimenti faremmo come quel tizio che per fare dispetto alla moglie si tagliò gli attributi.
A me non è mai interessato  quali persone ora chiedono il referendum, ma interessa solo il bene di Leonessa, pur se tra me e loro restano tutti i motivi per cui a suo tempo li ho combattuti. Questa è una occasione che non si ripeterà più nel futuro, quindi sarebbe bene approfittarne sorvolando su molte cose soprattutto la politica per la quale c'è tempo di parlarne la prossima primavera.
Cerchiamo almeno questa volta di ragionare con la nostra testa se è possibile.

 

Ferruccio Armeni

 

www.leonessa.org   19 novembre 2008

Franco Boccanera, Capogruppo di Minoranza al Comune di Leonessa, in relazione all'articolo del "Messaggero" del 14 novembre a firma Alessandra Lancia e all'articolo del Corriere di Rieti del 1 febbraio 2008 riguardanti i  "due volti" della minoranza rispetto alla vicenda Referendum, ci invia testimonianza scritta di una coerenza di comportamento Sua e della Giunta di Minoranza che, sinceramente, non avevamo  rilevato, almeno dall'esame dei documenti  in nostro possesso.

Pubblichiamo volentieri quanto ricevuto : una nota inviata alla Redazione a commento del comunicato stampa del 7 novembre 2008 inviato dai Consiglieri di Minoranza ai quotidiani di interesse provinciale e da cui è derivato l'articolo del Messaggero del 14/11,un articolo del "Messaggero" del 11/12/1997 a firma Francesco Chiaretti riguardante la costituzione di un comitato referendario per il passaggio in Umbria e la dichiarazione di voto a verbale della Minoranza in occasione della seduta consiliare del 21/05/2008 che aveva per oggetto la richiesta di referendum per l'aggregazione del Comune di Leonessa alla Regione Umbria.

Ne viene fuori un quadro sicuramente diverso da quello fornitoci da articoli quanto meno da prendere con le "molle".

Pur continuando a nutrire dei dubbi riguardo le scelte della Giunta di Minoranza e, di conseguenza, del suo Capogruppo, ci sembra doveroso riconoscere a Franco Boccanera un percorso ideologico almeno coerente con una posizione, giusta o sbagliata che sia.

Ci scusiamo perciò  per un commento abbastanza forte, scaturito sicuramente da informazioni parziali.

Grazie per l'attenzione

La redazione di www.leonessa.org

 

Caro Bolletta,

affinchè sia resa giustizia alla verità dei fatti così come susseguitisi nel tempo ti invio copia della dichiarazione di voto del gruppo di Minoranza, allegato quale parte integrante, alla delibera consigliare n°18 del 21/05/2008, adottata in sostituzione della n°1 del 30/01/2008, nella quale il gruppo di Minoranza, assumendo una posizione critica, si ASTENEVA.

La suddetta posizione di astensione era giustificata dal fatto che la delibera Consigliare n°1 del 30/01/2008, adottata con voti unanimi favorevoli anche del gruppo di Minoranza, era stata resa nulla per decadenza dei termini, ovvero per non essere stata presentata, dall’Amministrazione alla Corte di Cassazione, entro i termini previsti e perentori dei 90 giorni dall’adozione. 

Ti invio inoltre copia del comunicato stampa, rimesso per la pubblicazione ai quotidiani di interesse provinciale, “alterato” e stravolto nell’articolo del “Messaggero” del 14/11/2008.

  

-COMUNICATO STAMPA-

 

In merito alla ormai prossima consultazione popolare e referendaria, il gruppo Consigliare di Minoranza del Comune di Leonessa, vuole ricordare e precisare che il referendum è stato indetto con l’adozione della delibera consigliare n° 18 del 21/05/2008, unico provvedimento attualmente in vigore e regolarmente valido ai fini giuridici ed amministrativi, approvato con i voti favorevoli dei soli Consiglieri Comunali dell’attuale Maggioranza, essendosi astenuto l’intero Gruppo di Minoranza.

Nel ribadire la strumentalità delle motivazioni e la disapprovazione per il ricercato e voluto scontro tra gli enti interessati (comune, provincia e regione), inevitabile conseguenza negativa della politica del muro contro muro, dannosa per la possibile soluzione dei gravi problemi del territorio e della popolazione di Leonessa, il gruppo Consigliare di Minoranza ribadisce la propria posizione, chiara e netta, di ASTENSIONE dalla consultazione referendaria, posizione questa pubblicamente assunta in piena autonomia nella seduta del Consiglio Comunale del 21 maggio 2008.

Il Gruppo Consigliare di Minoranza prende altresì atto, con soddisfazione, che il  Comitato del “NO”, di recentissima costituzione, ha manifestato identica posizione di Astensione dal Referendum, con ciò senza aggiungere ed apportare nulla di nuovo e di diverso da quanto ampiamente discusso, deciso e fatto verbalizzare dalla Minoranza nella seduta del Consiglio Comunale del 21/05/2008.

 

 Leonessa lì 7 Novembre 2008

Il Capogruppo di Minoranza            I Consiglieri di Minoranza

Boccanera  Dr.Francesco                 Bigioni Dr. Luciano

                                                               Zelli Alessia

                                                              Tocchi Walter                                                  

  19 novembre 2008

 Leonessa piange il suo premio Oscar Ennio De Concini  - Leonessa piange il suo premio Oscar. E' morto a Roma a 85 anni, dopo una lunga malattia, Ennio De Concini, uno dei maestri del cinema italiano: nella sua lunghissima carriera di sceneggiatore e regista, premio. Oscar nel 1963 per "Divorzio all'Italiana", aveva lavorato con i nomi più famosi del cinema mondiale, da Dino Risi ad Alec Guinness, da Totò ad Audrey Hepbum, e poi Vittorio De Sica, Sergio Leone, Pietro Germi, sceneggiando oltre 200 film. Da sempre legato a Leonessa, in particolare ad Albaneto, paese natale della moglie, era stato onorato della "cittadinanza onoraria" e della presidenza onoraria dell'Ente "Palio del Velluto" alla sua costituzione. Aveva dedicato la sua passione di narratore anche collaborando con gli storici locali nello studio delle tradizioni popolari, pubblicando tra gli altri "II paradiso del diavolo" con Mario Polia, una vita di San Giuseppe con Luigi Nicoli, un libro di memorie con Don Elio Zocchi di Cascia e la trasposizione  in rima delle ricette dei conventi di Leonessa con il libro "Mangia et Labora". "L'amministrazione comunale e la popolazione di Leonessa lo ricordano per lo splendido rapporto e per la sensibilità dimostrata nei loro confronti, ringraziandolo per aver fatto conoscere il nome di Leonessa anche oltre i confini locali".
 

I nostri Lettori   19 novembre 2008

 

Vorrei che Franco Boccanera pubblicasse anche la prima delibera del 31/01/2008 votata  con voto unanime da tutto il consiglio comunale  per l'indizione del referendum.

Grazie Franco

 

Roscetti Mario

 

La Stampa   18 novembre 2008

Chissà quale finale avrà immaginato. E quante volte lo avrà scritto e riscritto prima di quest’ultima dissolvenza di vita. Ieri sera a Roma, nella sua casa di via Stoppani nel quartiere Parioli si è spento Ennio De Concini, il più prolifico sceneggiatore del cinema italiano. In silenzio.Ad accompagnarlo la moglie Ninni, il figlio Corrado e quel «rumore» del silenzio, così mistico, irreale, che sempre rimbomba nel sonoro delle colonne cinematografiche. Ennio lo metteva sempre, nei suoi lavori. Era il suo sigillo, il marchio inconfondibile di un grande scrittore, ma anche di un grande personaggio. Schivo, riservato, umile e generoso, che ai clamori della ribalta preferiva le passeggiate silenziose nel piccolo borgo di Albaneto.

E lì, in quel minuscolo centro di cinquanta famiglie, alla porte di Leonessa salivano tutti, personaggi noti e meno noti, amici, vip, grandi attori e registi. Tutti per un consiglio, una visita,masoprattutto alla ricerca di idee. E di idee Ennio ne aveva tantissime, e grazie alle idee aveva fatto la sua grande fortuna di autoremaanche quella di decine di produttori. Era «il maestro». Per tutti, indiscusso, riverito, osannato, talvolta addirittura inarrivabile. Gli amici, da Risi a Montaldo, lo definivano il «più grande architetto del cinema». Ma De Concini era anche altro e, soprattutto, uno straordinario cantore di emozioni. Uno scrittore di razza, colto e raffinato, che da oggi lascia un grande vuoto nel panorama cinematografico italiano, e che nella sua lunga carriera ha raccontato pagine straordinarie di cinema ma anche di televisione. Nei suoi lavori guardava l’Italia, un Paese diverso, in continua evoluzione.

Sua l’intuizione della Piovra televisiva, maanche di Storia d’amore e di amicizia, di Operazione San Gennaro, e di Divorzio all’italiana con il quale, insieme a Germi e Giannetti, ottenne nel ‘63 l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Ennio lo chiamava «l’Oscaretto», lo teneva appoggiato nella sua libreria insieme a decine di altri premi e a migliaia di volumi, di ogni genere, che lo hanno sempre accompagnato nella sua lunga carriera. Ma per Ennio, in fondo, non contavano poi così tanto. A lui interessavano la vita, le emozioni. Ogni giorno, ora dopo ora.Amavariflettere, isolarsi nella scrittura, pensare e soprattutto sperare. Era enigmatico, curioso, alla continua ricerca di se stesso, dell’aldilà. E nei suoi lavori raccontava i suoi dubbi, le incertezze dell’uomo, la precarietà della vita. Avrebbe voluto fare solo lo scrittore e invece diceva di essersi ritrovato, grazie al cinema, come«un fallito di successo». Di grande successo, con oltre 200 film scritti. Aveva iniziato come aiuto regista in Sciuscià, poi la scrittura.

Arrivò il successo, i successi uno dopo l’altro come perle in fila di una lunga collana: Mambo, L’ombrellone, La lunga notte del ‘43, Il ferroviere, Italiani brava gente, Il grido. Ma anche film epici, storici, quelli che De Concini chiamava «i sandaloni», come Il Colosso di Rodi. E tanta televisione. Di tutti i generi: da Disperatamente Giulia a Little Italy, fino a Storia d’amore e d’amicizia.

(Paolo Festuccia)

I nostri lettori   17 novembre 2008

 

Torno dopo qualche giorno e.... sorpresa! Ma non troppo, i componenti della minoranza dopo aver votato favorevolmente per il referendum, dichiarano ufficialmente la loro astensione. Per me è la conferma palese che come dieci anni fa anche ora qualcuno ha voluto tradire la mia amicizia e fiducia. Cosa è successo? ci sono state pressioni? E bene ricordarsi che anche oggi come allora esiste la stessa ragione e la richiesta del distacco dal Lazio e da Rieti è e rimane sempre la stessa. La politica non centrava nulla allora e non centra oggi ed è assolutamente piacevole il dover vedere che anche coloro che dieci anni fa ci davano (o mi davano) torto  ora anche loro sono della mia stessa idea perchè si era nel giusto allora come lo si è oggi. Ma a questo punto ho la conferma che il mio isolamento di allora fu voluto di proposito, forse per gli stessi motivi di oggi.

 

Ferruccio  Armeni

 

I nostri lettori   17 novembre 2008

DEDICATO AGLI IGNAVI

« E io ch'avea d'error la testa cinta,
dissi: "Maestro, che è quel ch'i' odo?
e che gent'è che par nel duol sì vinta?".

Ed elli a me: "Questo misero modo
tegnon l'anime triste di coloro
che visser sanza 'nfamia e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch'alcuna gloria i rei avrebber d'elli".

E io: "Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?".
Rispuose: "Dicerolti molto breve.

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che 'nvidïosi son d'ogne altra sorte.

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa". »

(Dante Alighieri, Inferno III, 31-51)

L'istanza  sollevata da una piccola ma battagliera comunità sta sollevando una valanga istituzionale.  Le dichiarazioni del Presidente della Provincia di Rieti evidenziano una profonda contraddizione ed un disagio evidente (malgrado il goffo distinguo  tra quanto sostenuto a mezzo stampa dal Presidente stesso e la specificità  del referendum leonessano).

E' evidente che oggi non è solo la Provincia di Rieti ad essere virtuale, ma tutta la Regione Lazio.

Roma con il suo hinterland, attraverso il riconoscimento di status di Area Metropolitana, potrebbe dare una risposta alle proprie esigenze specifiche,  così come risposte potrebbero esserci per territori oggi marginalizziti  che, con l'assorbimento in una Regione Metropolitana romana di quella parte dell'attuale provincia reatina posta più a sud, potrebbero trovare in territori confinanti la possibilità di "fare sistema". 

Per Leonessa l' "opzione umbra" con lo scopo primario di instaurare un rapporto proficuo con i confinanti Comuni della Valnerina, grazie ad una consultazione popolare , è un' occasione storica  e la scelta per il SI potrebbe avere un significato politico ben più ampio di quello strettamente territoriale. 

 Saluti cordiali. Luigi Pulcini

 

 16 novembre 2008

Rieti - Melilli e il Lazio: non voglio fuggire come Leonessa Il presidente della Provincia Melilli spiega il suo cenno all'uscita di Rieti dal Lazio «Non fuggo come Leonessa» - Il nodo è nella dimensione e nei poteri che Roma vuole assumere .  Le dichiarazioni del presidente della Provincia Fabio Melilli in merito ad un possibile futuro trasloco della provincia reatina in un'altra Regione avevano fatto subito discutere ma il presidente dell'Upi ha voluto spiegare meglio il suo pensiero.
Sull'area metropolitana di Roma Melilli ribadisce che «l'ipotesi dell'assegnazione alla Capitale di poteri normativi che la renderebbero simile ad una Regione, di fatto provocherebbe la scomparsa della Regione Lazio» ma aggiunge che «non esiste una Regione delle province senza Roma». Qualora si verifìcasse questa ipotesi «le province del Nord sarebbero costrette a guardare inevitabilmente alle Regioni confinanti». Diverso invece il discorso, anche per quanto riguarda l'obiettivo di riaggregare l'intera area della Sabina divisa tra quella reatina e quella romana, perseguendo invece l'ipotesi di «città metropolitana che superi i confini del Comune di Roma» perché «in questo caso andrebbe lasciata alle comunità più lontane da Roma la libertà di scelta di essere dentro l'area o collocarsi nelle province limitrofe».
Infine arriva la stoccata a Leonessa. «Altra questione - conclude Melilli - sono le fughe in avanti di qualche Comune che pensa di risolvere i problemi scegliendo isolatamente un'altra Regione».            (Marco Fuggetta)


 

 15 novembre 2008


 L'affermazione del presidente, poi smentita, scatena le reazioni dei secessionisti di Leonessa -  Melilli scivola su Roma Capitale «Provincia senza ragion d'essere. Meglio l'Umbria»: esplode il putiferio -«Con il conferimento dei poteri speciali a Roma, il Lazio rischia di non esistere più o, comunque non avere più senso». Ma con la Regione in dissoluzione «la mia Provincia non potrebbe far altro che guardarsi intorno e cercare nella vicina Umbria o in Toscana una nuova collocazione istituzionale». Così parlò - secondo il lancio Ansa delle 13,53 - Fabio Melilli al convegno su "Province e distretti per lo sviluppo economico del territorio" promosso dall'Upi a Viterbo. Concetto già espresso, vero, quello di un Lazio che non ha più ragion d'essere con Roma Capitale (e metropolitana) e le province intorno ridotte ad ectoplasmi, ma la brutalità della sintesi giornalistica delle tesi espressa a Viterbo - «allora è meglio andare in Umbria» - nel versante reatino suona come una stecca formidabile. Con un referendum di secessione praticamente in corso a Leonessa (e proprio per andare in Umbria) che vede il presidente della Provincia discretamente impegnato a sgonfiarne esiti ed effetti.
«Letto le agenzie? - colpisce rapido Paolo Trancassini da Leonessa - Se pure Melilli vuole andare in Umbria a questo punto io, promosso un referendum in tal senso in tempi assolutamente non sospetti, posso poi pensare di candidarmi alla presidenza della Provincia». «Il fatto è che non ce lo vogliono i suoi di An, per questo si è inventato il referendum», prova a schivare il colpo Melilli. «Però quella dell'Umbria e della Toscana è una dichiarazione che non ho fatto, o per lo meno che va interpretata nel suo contesto». Che sarebbe? «Quello di un Lazio che con Roma capitale con poteri pari o superiori a quelli della stessa Regione vedrebbe rimanere sul campo quattro province senza più collante istituzionale. E con Latina che medita di fare una superprovincia del sud con Frosinone, Rieti e Viterbo sarebbero naturalmente spinte verso a Nord». E a nord troverebbero Umbria e Toscana: «Vabbé, diciamo l'Etruria». E pensare che tutte le strade, un tempo, portavano a Roma... (Alessandra Lancia)

 

 15 novembre 2008


«In futuro potremmo guardare tutti all'Umbria». A dirlo questa volta non è stato un abitante o un amministratore di Leonessa, ma il presidente della Provincia di Rieti, nonché presidente dell'Unione delle province italiane, Fabio Melilli.

«Con il conferimento dei poteri speciali a Roma, il Lazio rischia di non esistere più, o comunque non avere più senso - ha detto Melilli a Viterbo intervenendo al convegno «Province e distretti per lo sviluppo economico del territorio» - Il Lazio come regione si dissolverebbe. La mia provincia non potrebbe far altro che guardarsi intorno e cercare nella vicina Umbria o in Toscana una nuova collocazione istituzionale».
Pronta la replica del capogruppo provinciale di An e portavoce del Comitato per il Sì al referendum leonessano, Paolo Trancassini. «Ricordo che Melilli ci disse che di fronte ai problemi non si fugge, ma essendo cristiani siamo disposti ad accogliere il figliol prodigo e lo inviteremo ad entrare nel nostro comitato - esordisce ironicamente - Comunque se anche Melilli ha compreso che nel Lazio è difficile far crescere un territorio ben venga. La differenza tra noi e lui è che noi in Umbria cerchiamo sviluppo, lui asilo».(Marco Fuggetta)

 15 novembre 2008

 Clamorosa uscita del presidente Upi al convegno di San Martino al Cimino Roma capitale? Ho l'Umbria a un passo - Mentre è impegnato a Trattenere Leonessa Melilli minaccia la fuga dell'intera provincia: L'accentramento dei poteri ci costringerebbe" -  Clamorosa uscita del presidente Upi che proprio mentre cercai ' di trattenere Leonessa minaccia la "fuga" dell'intera provincia -  Roma capitale? Ho l'Umbrìa a un passo Melilli: "Con l'accentramento dei poteri non ha più senso neanche il ruolo del Lazio"
Anche Rieti verso l'Umbria. Potrebbe essere questo secondo il presidente della Provincia Fabio Melilli il clamoroso effetto del piano per Roma Capitale.
Mentre fa di tutto per trattenere Leonessa nella provìncia reatina e nel Lazio, il numero uno di Palazzo d'Oltre Velino ammette che anche per Rieti "l'Umbria e la Toscana sono a due passi". La clamorosa uscita del presidente Melilli è giunta nel corso del convegno "Province e distretti per lo sviluppo economico del territorio" che si è tenuto ieri a San Martino al Cimino, in provincia di Viterbo. Anche Rieti verso Umbria. Potrebbe essere questo secondo il presidente della Provincia Fabio Melilli il clamoroso effetto del piano per Roma Capitale.
Il numero uno dell'Upi, l'Unione delle province d'Italia analizzando quelli che sembrano essere gli intenti di Alemanno nell'ambito dei piani per Roma Capitale ha affermato che "se il sindaco di Roma ritenesse di poter chiudere i poteri speciali di Roma nelle mura della Capitale le altre province dovrebbero trovarsi altri sbocchi istituzionali. Io, ad esempio, ho l'Umbria e la Toscana a due passi".
Da tempo Melilli sta insistendo sulla questione, sottolineando come l'accentramento istituzionale dei poteri all'interno del Grande raccordo anulare priverebbe di significato l'esistenza non solo delle altre province, ma della stessa Regione Lazio. Così ieri il presidente della Provincia reatina ha presentato il conto ad Alemanno: "Dopo il conferimento dei poteri speciali per Roma capitale il Lazio non esisterebbe più. La mia e le altre province non possono continuare a dare acqua, aria e suolo a Roma senza avere nulla in cambio". Un pensiero duro, che in serata il presidente Melilli ha tenuto a meglio precisare tramite un comunicato: "l'ipotesi dell'assegnazione alla Capitale di poteri normativi che la renderebbero simile ad una Regione, di fatto Regione Lazio. Non esiste una Regione delle province senza Roma, che rappresenta l'anello di congiunzione tra il Nord e il Sud del Lazio. Se accadesse tutto ciò le province del Nord sarebbero costrette a guardare inevitabilmente alle Regioni confinanti. Altra cosa è invece immaginare la costituzione di una città metropolitana che superi i confini del Comune di Roma e crei un nuovo modello di governance con i comuni della Provincia di Roma. In questo caso andrebbe lasciata alle comunità più lontane da Roma la libertà di scelta di essere dentro l'area metropolitana o collocarsi nelle province limitrofe. Il nuovo disegno istituzionale che il governo adotterà è un tema con il quale tutta la classe dirigente della Regione dovrà misurarsi nei prossimi mesi. Altra questione sono le fughe in avanti di qualche Comune che pensa di risolvere i propri problemi scegliendo isolatamente un'altra Regione."


 

 15 novembre 2008


 Intervento del presidente dell'Upi e della Provincia di Rieti, Fabio Melilli "Il Lazio rischia di non esistere più " - Critiche al progetto di Roma Capitale arrivano anche da parte di Marrazzo: "Serve un nuovo modello. Ogni riforma deve essere inserita in un contesto più vasto» » L'assetto istituzionale deve coinvolgere tutte le Province  - «Le ipotesi di riforma su Roma Capitale su cui si sta discutendo appartengono all'anacronismo istituzionale. Serve un nuovo modello che faccia diventare il Lazio la Regione della Capitale e delle sue province». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, intervenendo ieri a S. Martino al Cimino, al terzo convegno nazionale «Province e distretti per lo sviluppo economico del territorio», promosso dall'Upi e dalla Provincia di Viterbo.
«Roma - ha aggiunto Marrazzo - ha da tempo travalicato il proprio perimetro: il suo approvvigionamento idrico dipende da Rieti, il suo secondo aeroporto sarà costruito a Viterbo, i suoi distretti industriali s'insinuano profondamente nelle province di Latina e Frosinone, il suo porto è a Civitavecchia.
Tutto questo fa di Roma e del Lazio un territorio unico, senza eguali in Italia. Quindi ogni riforma sulla Capitale deve essere inserita in un contesto che va da Acquapendente, al nord del Viterbese, a Minturno, nel sud Pontino».
Per Marrazzo, l'ipotesi intorno alla quale bisogna iniziare a discutere «è quella di un Lazio che sia la Regione della Capitale e delle sue province».
Sull'argomento, nell'ambito dello stesso convegno tenutosi vicino Viterbo, è intervenuto anche Fabio Melilli, presidente dell'Unione Province Italiane nonché presidente della Provincia di Rieti: «Con il conferimento dei poteri speciali a Roma, il Lazio rischia di non esistere più, o comunque non avere più senso».
«Se il sindaco di Roma ha aggiunto Melilli - ritenesse di poter rinchiudere i poteri speciali all'interno delle Mura Aureliane, senza creare un'osmosi con il resto del territorio regionale non avrebbe più senso perché le province continuassero a fornire acqua, aria e suolo alla capitale senza avere nulla in cambio».
Secondo Melilli, senza un assetto istituzionale che coinvolga anche le province, «il Lazio come regione si dissolverebbe. La mia provincia - ha concluso il Presidente della Provincia di Rieti - non potrebbe far altro che guardarsi intorno e cercare nella vicina Umbria o in Toscana una nuova collocazione istituzionale».
Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti.



 

Questo sotto riportato è un articolo del "Corriere di Rieti" del 1 febbraio 2008, all'indomani del voto unanime del Consiglio Comunale : favorevoli all'indizione del Referendum, è bene ricordarlo, sia la maggioranza che la minoranza, per alzata di mano.

Di notevole impatto le parole del Capogruppo di minoranza Francesco Boccanera che, immediatamente dopo il voto, dichiara:

"Non è questo un problema di destra ne di sinistra, piuttosto è un tema sentito in maniera viscerale da tutta la popolazione, da tutti quei giovani costretti ad andar via da un territorio che non offre alcuna possibilità - ha puntualizzato il capogruppo di minoranza Francesco Boccanera - Per questo vogliamo manifestare il nostro favorevole parere al referendum e alla consultazione popolare".

Questo, ripetiamo, accadeva il 1 febbraio 2008.

Il 14 novembre 2008, nove mesi e mezzo dopo, "Il Messaggero," a firma Alessandra Lancia, riporta:

«Ci siamo astenuti in consiglio comunale al momento dell'indizione del referendum, il 21 maggio scorso, e quella posizione ribadiamo», scrivono i consiglieri Luciano Bigioni, Alessia Zelli e Walter Tocchi guidati dal capogruppo Francesco Boccanera. «Nel ribadire la strumentalità delle motivazioni e la disapprovazione per il ricercato e voluto scontro tra gli enti interessati (Comune, Provincia, Regione) - si legge in una nota - inevitabile conseguenza negative della politica del muro contro muro, dannosa per la soluzione dei gravi problemi del territorio e della popolazione di Leonessa, ribadiamo la posizione di astensione dalla consultazione referendaria».

I due articoli sono riportati, come al solito, integralmente.

La Redazione di www.leonessa.org

  1 Febbraio 2008

"Quanto sta succedendo a Leonessa non può passare sotto silenzio o essere considerato come una vicenda di ordinaria amministrazione. Si tratta di un ricco pezzo di storia della nostra provincia, di una comunità di circa 3000 abitanti tutti impegnati ad affrontare con grande dignità il problema del pane quotidiano attraverso qualificate iniziative di natura economico-commerciale, turistica e culturale anche di livello nazionale". Si apre così la lettera inviata dall'onorevole Guglielmo Rositani al presidente della giunta regionale del Lazio, della Provincia di Rieti, al prefetto, ai Comuni della provincia di Rieti e alle organizzazioni sindacali. "Un centro-turistico importante - dice - che molti passi avanti ha fatto e che chiede di poter completare il suo intelligente progetto di sviluppo. Non si può bloccare un'opera di tale portata, utile non soltanto per il comune di Leonessa, ma per l'intero comprensorio del Terminillo, con generiche motivazioni ambientali che sanno di dispetto e di discriminazione. L'assessore regionale competente dovrebbe ricordare a se stesso ed ai suoi capi nazionali che la difesa dell' ambiente non è un'ideologia, ma una necessità culturale che ha lo scopo di difendere la natura della quale fa parte anche l'uomo. A tale proposito lo invito a leggersi -il contenuto dei commi 3 e 4 dell' arti della Legge Quadro sulle  aree protette n. 394 del 1991, che affermano: 'applicazione di'metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare un'integrazione tra uomo e ambiente naturale' e 'nelle aree protette possono essere promosse la valorizzazione e la sperimentazione di attività produttive compatibili'".

 La Regione: deve restare laziale -  Leonessa è pronta a diventare umbra  .Dopo il sì del consiglio comunale al referendum per la secessione "Una svolta importante" II sindaco incontrerà a febbraio il presidente della Regione Umbria- LEONESSA - Alle 20 in punto di - mercoledì 30 gennaio il consiglio comunale di Leonessa ha approvato all'unanimità la delibera relativa al referendum per l'annessione del comune reatino all'Umbria. La seduta straordinaria dell'assise cittadina, convocata dal sindaco Alfredo Rauco, ha avuto un solo  punto all'ordine del giorno: "Richiesta di referendum per l'aggregazione del Comune di Leonessa alla Regione dell'Umbria". L'annosa vicenda ha inizio con l'abrogazione, da parte della giunta Marrazzo, con un emendamento della legge finanziaria regionale per l'esercizio 2006, della norma che  avrebbe consentito la alizzazione di nuovi impianti sul comprensorio sciistico Terminillo-Leonessa (la legge del 28 aprile 2006 ha abrogato il comma 3bis dell'ari. 8 della legge regionale 24 del 98)..Le numerose proteste della popolazione leonessana dei mesi successivi al provvedimento hanno trovato ratio nell'esistenza di un progetto per la realizzazione di nuovi impianti di risalita sul versante nord del Terminillo con un " investimento privato di 55 milioni di euro e nelle vane rassicurazioni ed impegni assunti dalla giunta Marrazzo e mai rispettati. "Nonostante la nostra intenzione di dedicare una sessione straordinaria del consiglio comunale all'ipotesi del referendum sia stata annunciata in sede di conferenza stampa 60 giorni fa, nessun segnale è arrivato dalla Regione in questi mesi, nemmeno una telefonata - ha dichiarato il primo cittadino Rauco . Oggi in discussione ci sono interessi e bisogni di una popolazione nata a Leonessa e che qui vuole continuare a vivere". "Non è questo un problema di destra ne di sinistra, piuttosto è un tema sentito in maniera viscerale da tutta la popolazione, da tutti quei giovani costretti ad andar via da un territorio che non offre alcuna possibilità - ha puntualizzato il capogruppo di minoranza Francesco Boccanera - Per questo vogliamo manifestare il nostro favorevole parere al referendum e alla consultazione popolare". Rauco ha ringraziato le organizzazioni sindacali di Rieti Cgil, Cisi e Uil  per l'attenzione dedicata al progetto "che non è semplicemente una colata di cemento sul Terminillo, ma ben altro. Non chiediamo soldi ne alla Provincia di Rieti ne alla Regione Lazio, semplicemente autorizzazioni". Il primo cittadino ha preannunciato un incontro con il presidente della Regione Umbria da tenersi nel mese di febbraio per concordare quale sarà la provincia (Temi o Perugia) sotto la cui giurisdizione ricadrà il Comune di Leonessa e per discutere di tutta la vicenda ed ha concluso il suo intervento rallegrandosi per "la nota di colore al di là delle polemiche" rappresentata dall'approvazione della delibera all'unanimità, primo passo verso il distacco di Leonessa da Rieti: "La decisione di questa sera rappresenta un segnale chiaro e preciso ed è una pagina importante per la nostra storia, di democrazia e di appartenenza al territorio - ha aggiunto al  termine della seduta il consigliere provinciale Paolo Trancassini, promotore dell'iniziativa -. Abbiamo bisogno di risposte dalla politica e finora non le abbiamo ricevute. Il problema è che i nostri amministratori sono uomini di partito e non 'di territorio'. Non solleciterò su questo tema la discussione in Provincia perché non mi aspetto risposte, ne mi aspetto di essere compresi". "Sono scelte che sicuramente non si fanno a cuor leggero - ha ribadito Rauco all'indomani della seduta -. Stamane (ieri per chi legge ndr} ho ricevuto una telefonata dalla Prefettura informata dell'accaduto dai giornali. Ho ribadito le nostre intenzioni e motivazioni. Vorremmo far capire all'amministrazione regionale che questa iniziativa rappresenta l'estremo grido di dolore di una popolazione che si sente trascurata e vuole alzare la testa nei confronti delle istituzioni non cosi vicine come dovrebbero. Vogliamo essere supportati e non sopportati! Credo che ci sia disinteresse da parte delle istituzioni e, se così è, noi perseguiremo la nostra strada, questa volta senza ripensamenti. La richiesta di referendum sarà ora presentata alla Corte di Cassazione che dovrà pronunciarsi sulla sua ammissibilità e stabilire una data per lo svolgimento della consultazione popolare, cosi come dispone l'art. 132 comma 2 della Costituzione".                    (Daniela Caretta )
 

 

 14 novembre 2008

A Leonessa si andrà al voto il prossimo 30 novembre. Anche la federazione provinciale di An prende posizione - Il  fronte del referendum non arretra  - L'approvazione in Regione del piano per il Terminillo non placa il comitato.   Meglio non prendere impegni, a Leonessa e dintorni, per l'ultima domenica di novembre: il referendum per la secessione dal Lazio si farà. «Ovviamente - dice l'ex sindaco Paolo Trancassini - perché se serviva una dimostrazione della totale incomunicabilità tra politica e territori, anche questa volta l'abbiamo avuta. Ma dico, davvero con il rito della grande soddisfazione per la mozione di intenti votata in consiglio regionale i vari Melilli, Perilli, Massimi potevano pensare di sistemare la questione di Leonessa? Davvero pensavano di comprare il paese con una mancia, per di più con soldi falsi? Il progetto per il Terminillo "benedetto" dal consiglio regionale in realtà non c'è. Quello che c'era, presentato dalla Provincia nel 2006 che inglobava il nostro sulla Vallonina, è stato votato dal centrodestra e bocciato dal centrosinistra e tutto questo dovrebbe essere salutato con soddisfazione e bastare ad annullare il referendum?».
C'è però più scoramento che baldanza nel tono di Trancassini. Paura di perdere, dopo la battaglia della vigilia, anche il referendum? «Se è per questo la politica ha già perso. In questo territorio abbiamo poco, pochissimo. E per quel poco che abbiamo non c'è la capacità di battersi: d'altronde come la vinci la marginalità, se non puntando sulla specificità? La Lega avrebbe molto da insegnare alla nostra classe politica. Al nord quello che contano sono i territori, qui andiamo ancora avanti con la coalizione, con le parole d'ordine dei capipartito. Peccato non parlino più alla gente. Il nostro referendum va ben al di là della questione degli impianti: sarà un modo per dire basta a questo tipo di politica, perché sotto alle parole un po' di sostanza ci deve pur stare». Anche la federazione reatina di An prende le distanze dalla "beffa" del consiglio regionale: «La realtà triste è che davanti al rischio di secessione di un Comune importante si tenta, attraverso un inganno, di prendere tempo - scrive il presidente Chicco Costini - ancora una volta i consiglieri Perilli e Massimi dovendo scegliere tra la difesa della loro terra e l'interesse di parte non hanno avuto «Noi ci asterremo», dicono i consiglieri comunali leonessani del centrosinistra dubbi: mai contraddire Marrazzo». Dunque col referendum che si avvicina e la giunta Rauco a sostenere il "sì" alla secessione, la minoranza di centrosinistra in consiglio comunale, invita la popolazione all'astensione. «Ci siamo astenuti in consiglio comunale al momento dell'indizione del referendum, il 21 maggio scorso, e quella posizione ribadiamo», scrivono i consiglieri Luciano Bigioni, Alessia Zelli e Walter Tocchi guidati dal capogruppo Francesco Boccanera. «Nel ribadire la strumentalità delle motivazioni e la disapprovazione per il ricercato e voluto scontro tra gli enti interessati (Comune, Provincia, Regione) - si legge in una nota - inevitabile conseguenza negative della politica del muro contro muro, dannosa per la soluzione dei gravi problemi del territorio e della popolazione di Leonessa, ribadiamo la posizione di astensione dalla consultazione referendaria». Posizione analoga a quella assunta dal comitato del "no".

(Alessandra Lancia)

 14 novembre 2008

Il presidente della Federazione provinciale di An non crede al progetto di rilancio del Terminillp approvato dalla Pisana - La  Regione ci prende in giro -  Costini; " Marrazzo boccia un piano finanziato e ne approva uno sconosciuto; perché?"
"Caso Leonessa, dalla Regione Lazio solo una ennesima presa in giro per il nostro territorio". Questo il commento rilasciato dal presidente della Federazione provinciale di Alleanza Nazionale Felice Costini, all'approvazione da parte del Consiglio della Pisana della mozione riguardante un piano d'interventi per il rilancio del Terminillo. Le dichiarazioni di Cestini suonano come una risposta inequivocabile all'invito rivolto ieri alla comunità di Leonessa dal presidente della Provincia di Rieti Melilli a "non celebrare" il referendum.
In merito alla mozione approvata dalla Regione Lazio riguardante il piano d'interventi per il rilancio Terminillo, il Presidente di Alleanza Nazionale Felice Costini replica senza mezzi termini: "Rimango abbastanza stupito della soddisfazione  espressa dal Presidente della provincia rispetto all'ennesima presa in giro della regione Lazio a danno del nostro territorio. Da una parte la giunta Marrazzo boccia il progetto di Leonessa, che ricordiamo era compreso nel piano degli interventi approvato e fatto proprio dalla stessa giunta Melilli, e che era figlio di una concertazione con i tenitori interessati ed interamente finanziato da privati e dall'altra viene approvato un progetto, che nessuno conosce, il cui bando è stato affisso dal 1 al 12 agosto, che ha dei costi maggiori e che deve essere tutto finanziato dagli enti pubblici. Inoltre non si capisce perché in un caso (quello di Leonessa) esistono problemi di vincoli ambientali per fare nuove piste, mentre nel secondo caso questi vincoli sono superabili. Sottolineando che nel progetto di Leonessa il taglio riguardava 22.8 ettari di bosco, in quello che piace a Marrazzo si tagliano oltre 60 ettari di bosco! E i verdi che dicono? La realtà, triste, è che davanti al rischio di secessione di un comune importante, si tenta, attraverso un inganno, di prendere tempo, ed ancora una volta la totale inconsistenza dei due consiglieri regionali del PD colpisce come una mannaia la nostra provincia. Ancora una volta la Massimi e Perilli dovendo scegliere tra la difesa della loro terra ed il proprio interesse di parte non hanno dubbi: mai contraddire Marrazzo! Dispiace che ancora una volta al danno si aggiunge la beffa".

 

 14 novembre 2008

Referendum La Pisana continua a boicottare il progetto di Leonessa e insiste con il suo piano che scontenta tutti e va contro il verde della zona Terminillo, Regione lumaca Per il Pd «è il massimo risultato» ma la Destra insorge  - Il rilancio del massiccio del Terminillo procede a passo di lumaca. E per la Regione Lazio, soprattutto, lo sci del futuro non passa per la Vallonina. "Troppo poco e troppo diluito nel tempo - ha commentato Felice Costini, terminillese doc e presidente di An - e in particolare si continua a prender tempo, mortificando reatini e leonessani. Della mozione approvata dalla Regione ciò  che mi fa restare oiù stupito è la soddisfazione espressa dal presidente della Provincia rispetto all'ennesima presa in giro di Marrazzo a danno del nostro territorio".Nelle stanze pro-Leonessa del Pd provinciale il commento è cauto ma ottimista: si è ottenuto il massimo per un territorio che conta per i 150 mila abitanti che vi abitano. Ma nel Popolo della Libertà si continua a criticare pesantemente la linea della Pisana. «Da una parte - incalza Costini - la giunta Marrazzo boccia il progetto di Leonessa, che ricordiamo era compreso nel piano degli interventi approvato e fatto proprio dalla stessa giunta Melilli, e che era figlio di una concertazione con i territori interessati ed interamente finanziato da privati e dall'altra viene approvato un progetto, che nessuno conosce, il cui bando è stato affisso dal 1 al 12 agosto, che ha dei costi maggiori e che deve essere tutto finanziato dagli enti pubblici. Inoltre non si capisce perché in un caso, quello di Leonessa, esistono problemi di vincoli ambientali per fare nuove piste, mentre nel secondo caso questi vincoli sono superabili». Sembra, infatti, che nel progetto di Leonessa il taglio e il ripristino degli alberi riguardava 22.8 ettari di bosco, in quello che piace a Marrazzo si tagliano oltre 60 ettari di bosco. «E i verdi che dicono? La realtà, triste, è che davanti al rischio di secessione di un comune importante, si tenta, attraverso un inganno, di prendere tempo - conclude Costini - trovo inconsistente la politica dei due consiglieri regionali del PD, che colpisce come una mannaia la nostra provincia. Ancora una volta la Massimi e Penili dovendo scegliere tra la difesa della loro terra ed il proprio interesse di partito non hanno dubbi: mai contraddire Marrazzo! Dispiace che ancora una volta al danno si aggiunga la beffa» .                                                                                                                             Non resta che attendere i prossimi mesi e valutare ancora più da vicino gli sviluppi del massiccio terminillese, Leonessa compresa. (Paolo di Lorenzo)

 14 novembre 2008

Largo Martiri delle Foibe, domani l'igurazione Il comune di Leonessa ricorda la strage con l'intitolazione di una piazza -  A Leonessa si onora il ricordo con una piazza: domani, alle 11 sarà inaugurato largo dei Martiri delle Foibe Istriane.
Sabato 15 novembre verrà intitolato ai Martiri delle Foibe Istriane lo slargo prospiciente la Chiesa dell'Immagine, che taglia a metà il lungo Viale Francesco Crispi.
Alla presenza dei delegati dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, della Società di Studi Fiumani e dell'Associazione per la Cultura Fiumana, Istriana e Dalmata, della popolazione leonessana e delle autorità intervenute, il Sindaco Alfredo Rauco scoprirà la targa di intitolazione.
Prosegue così, nel segno della civiltà e del rispetto, l'opera dell'amministrazione comunale di Leonessa, che dopo l'intitolazione di una strada ai Martiri di Nassiriya, ha inteso onorare i nostri fratelli delle terre orientali d'Italia, che a migliaia persero la vita alla fine dell'ultimo conflitto mondiale per cieca ferocia e odio etnico. I superstiti e i loro familiari che parteciperanno alla cerimonia, aiuteranno a ricordare a tutti un triste episodio della nostra storia recente, per troppi anni rimasto volutamente sotto silenzio e mai nominato nei libri di storia, nel tentativo di cancellarlo dalla nostra memoria nazionale. E' stato necessario un intervento legislativo, nel 2004, per istituire il "Giorno del Ricordo" il 10 febbraio e far riemergere dall'oblio la vicenda di questi italiani dimenticati e di quelli che, a centinaia di migliaia, profughi e spogliati di tutti i loro averi, si dispersero nelle varie città italiane.

 

I nostri lettori   14 novembre 2008

 

Questa è l'ultima presa in giro,

perchè il progetto della Regione non si realizzerà mai per  mancanza di soldi, per  rischio idrogeologico,perchè  in quella zona la neve non ci sarà mai in quanto situata a sud ed esposta al vento.

VORREI  ANCHE SUGGERIRE ALLA ISIC DI SPORGERE DENUNCIA ALLA REGIONE LAZIO ED ALLA PROVINCIA DI RIETI PER DANNI ECONOMICI E DI IMMAGINE, VISTO CHE AL MOMENTO DELLA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO VIGEVA UNA DETERMINATA NORMATIVA CHE E' STATA  POI MODIFICATA SUCCESSIVAMENTE DALLA GIUNTA MARAZZO E TENENDO PRESENTE  ANCHE ,CHE LA LEGGE PECORARO SCANIO FACEVA SALVI TUTTI GLI IMPIANTI A FUNE I  CUI PROGETTI ERANO STATI GIA PRESENTATI PRIMA DEL SUO DECRETO LEGGE,  CREDO FERMAMENTE CHE LA ISIC ABBIA TUTTO DA GUADAGNARE.
                                                                                                                                               

DOBBIAMO VOTARE COMPATTI SI IL 30 NOVEMBRE E 1 DICEMBRE

Mario Roscetti

 

I nostri lettori   13 novembre 2008

Ma cosa credono questi signori? E' vero che siamo montanari, ma non portiamo mica l'orecchino al naso! Sono anni che ci stiamo facendo prendere per i fondelli: adesso sarebbe ora di dire basta. Non ci contentiamo più di puerili promesse che non si potranno mai mantenere!!

Ferrucci Armeni

 

Comunicato Stampa   13 novembre 2008

In merito alla mozione approvata dalla Regione Lazio riguardante il piano d’interventi per il rilancio Terminillo, il Presidente di Alleanza Nazionale Felice Costini dichiara quanto segue: “Rimango abbastanza stupito della soddisfazione espressa dal Presidente della provincia rispetto all’ennesima presa in giro della regione Lazio a danno del nostro territorio. Da una parte la giunta Marrazzo boccia il progetto di Leonessa, che ricordiamo era compreso nel piano degli interventi approvato e fatto proprio dalla stessa giunta Melilli, e che era figlio di una concertazione con i territori interessati ed interamente finanziato da privati e dall’altra viene approvato un progetto, che nessuno conosce, il cui bando è stato affisso dal 1 al 12 agosto,che ha dei costi maggiori e che deve essere tutto finanziato dagli enti pubblici. Inoltre non si capisce perché in un caso (quello di Leonessa) esistono problemi di vincoli ambientali per fare nuove piste, mentre nel secondo caso questi vincoli sono superabili. Sottolineando che nel progetto di Leonessa il taglio riguardava 22.8 ettari di bosco, in quello che piace a Marrazzo si tagliano oltre 60 ettari di bosco! E i verdi che dicono? La realtà, triste, è che davanti al rischio di secessione di un comune importante, si tenta, attraverso un inganno, di prendere tempo, ed ancora una volta la totale inconsistenza dei due consiglieri regionali del PD colpisce come una mannaia la nostra provincia. Ancora una volta la Massimi e Perilli dovendo scegliere tra la difesa della loro terra ed il proprio interesse di parte non hanno dubbi: mai contraddire Marrazzo! Dispiace che ancora una volta al danno si aggiunge la beffa.

 L’ADDETTO STAMPA FEDERAZIONE PROVINCIALE AN

 13 novembre 2008

 Interventi sul Terminillo  - Impianti Vallonina, la Regione dice no - Il volo è arrivato mentre era in corso un tavolo tecnico all'assessorato all'Ambiente. Via libera al programma di interventi sul Terminillo  - Impianti sulla Vallonina "bocciati" dal Consiglio regionale RIETI -  Il Consiglio regionale del Lazio dice sì al programma degli interventi sul Terminillo della Provincia e "boccia" quello della Vallonina contenuto invece nella mozione presentata dalla minoranza. Ma proprio mentre il Consiglio votava i tecnici del Comune di Leonessa erano in riunione con quelli dell'assessorato all'Ambiente della Regione per "studiare" il progetto tanto caro all'amministrazione leonessana. Quegli impianti sul versante nord del Terminillo - il progetto della Isic (56 milioni di euro già finanziati dai privati) -secondo l'impostazione della mozione di maggioranza (primo firmatario Mario Penili) non si possono fare perché prevedono "ostacoli 'insuperabili' della vigente legislazione in materia di siti di interesse comunitario (Sic)". La proposta ha l'ambizione di dare una risposta anche a Leonessa ma da lassù arrivano voci tutt'altro che concilianti, specialmente da chi guida il fronte per il Sì al referendum, che si terrà il 30 novembre, per il distacco del Comune dalla Regione Umbria. "Va bene che ho sempre sostenuto di non aspettarmi miracoli - dice Paolo Trancassin, portavoce del comitato - ma qui siamo al saltinbanco della politica. Quello che è successo oggi è qualcosa da circo di paese: il nostro progetto è stato ignorato per anni, la Regione se ne accorge in ritardo, convoca un tavolo tecnico (2 giorni fa) vengono chiariti tutti gli aspetti del progetto, poi arriva questo voto che dice che gli impiantì non si possono fare per insormontabili norme: tanto per intenderci se le norme valgono per la Vallonina valgono anche per buona parte del progetto della Provincia". Cosa prevede la mozione votata dal Consiglio? Entro la fine dell'anno sarà data un'impostazione progettuale per ampliare Campo Stella (Leonessa), lo scavalco con il versante reatino degli impianti e l'estensione del versante nord fino nel territorio di Cantalice. Il Consiglio inoltre ha impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel Comune, di Rieti, in sostituzione del vecchio skilift, strlciandolo dal Programma degli Interventi. Questo per non bloccare, nella prossima stagione invernale, l'utilizzo della più importante pista del comprensorio sciistico del Tenninillo. Con tale mozione si impegna la Giunta anche a reperire nella prossima legge di bilancio e programmazione finanziaria le risorse necessario a garantire l'avvio di tali interventi. risorse necessario a garantire l'avvio di tali interventi.  (Paolo di Basilio)

 13 novembre 2008

 I consiglieri Perilli e Massimi: "Finalmente un nuovo impulso" "Si tratta di una scelta dettata dalla responsabilità partendo dall'ipotesi progettuale dell'amministrazione provinciale, che in questi anni ha dato dimostrazione di grande capacità di coordinamento, scevro da ogni condizionamento politico, abbiamo voluto dare impulso al nuovo rilancio del Tenninillo". Queste le prime dichiarazioni dei consiglieri regionali Mario Perilli ed Anna Maria Massimi, che continuano: "Una iniziativa che guarda al generale e non al particolare, mettendo come principio cardine quello di avere una visione di sviluppo complessiva, che dia un messaggio di speranza e di rassicurazione verso chi, oggi, non ha ben chiaro quale sia la soluzione migliore da affrontare. La Regione ha dato risposte chiare di assoluta disponibilità ad affrontare tutte le-sfide che ci attendono per rilanciare la nostra Montagna. E' possibile fare uno scatto in avanti, avendo impegnato la Giunta Regionale a sostenere anche economicamente il rilancio del Terminino con ulteriori finanziamenti, e favorire la nascita di un Parco, come suggerito dal progetto elaborato dalla Provincia di Rieti. Se è vero che abbiamo una visione comune di sviluppo e crescita, allora è bene che non cediamo a .posizioni che diventano mera contrapposizione politica, che porterebbero solo ad un rallentamento dell'idea di sviluppo che oggi trova la massima collaborazione di tutti gli enti coinvolti, comuni compresi. In questi anni abbiamo lavorato affinchè si trovassero soluzioni compatibili e soprattutto fattibili, rispettando norme che ci impongono di verificare sistemi di interventi rispettosi dell'ambiente e dei territori di quelle zone, qualità ambientali che, in questo caso, assumono un valore aggiunto"

 

 13 novembre 2008

 Adesso si eviti il referendum Melilli: "Per la prima volta in 30 anni una concreta possibilità di sviluppo" Il Consiglio regionale del Lazio da incarico.alla Giunta per il piano di sviluppo e rilancio della montagna del Terminillo: il presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli sottolinea l'importanza dell'operato della Pisana che "per la prima volta dopo trent'anni rende concrete le possibilità di ' rilancio del Terminillo". Gli impianti sciistici al Terminillo arriveranno. Almeno questo è l'impegno che ieri ha assunto la Regione Lazio nel corso di' una seduta di Consiglio che aveva all'ordine del giorno proprio la discussione del referendum di Leonessa. Il comune sabino infatti il prossimo 30 novembre e primo dicembre andrà al voto per decidere se rimanere nel Lazio  o passare sotto la gestione amministrativa della gestione regionale dell'Umbria. E la mancata possibilità di sviluppare il settore turistico invernale del Terminillo era stata una delle motivazioni che aveva spinto l'amministrazione di Leonessa ad avviare l'iter per la secessione." Risolto il caso (dopo anni di "no" ribaditi dagli ambientalisti) secondo Melilli non dovrebbero più esserci motivi per guardare oltre confine e il messaggio a Leonessa da parte del  Presidente della  Provincia di Rieti. è chiaro; -"Priendiamo atto dell'importante scelta compiuta oggi dal Consiglio Regionale del Lazio con l'approvazione della mozione riguardante gli interventi per il rilancio del Terminillo - afferma il numero uno di Palazzo d'Oltre Velino - La Provincia di Rieti è già da tempo a lavoro per individuare una soluzione condivisa che sappia dare soddisfazione ai comuni di Rieti, Leonessa e Cantalice. Già nei prossimi giorni presenteremo gli elaborati alla Regione e speriamo di poter condividere le nostre scelte  soprattutto con  ll Comurie di Leonessa che non può sottovalutare che per la prima volta dopo trent'anni diventano concrete le possibilità di rilancio del Terminillo, sia sul versante reatino che su  quello leonessano". Ma le promesse di rilancio del Terminillo saranno sufficienti a far tornare sui propri passi Leonessa, oramai a ridosso dal voto? L'invito del presidente della Provincia alla comunità leonessana resta infatti quello di lavorare "insieme in queste ore per  trovare una soluzione condivìsa  che " sappia anche superare là celebrazione del referendum".

 

 13 novembre 2008

 Dal Consiglio della Pisana l'impegno per un piano di rilancio del Terminillo  - la Regione si riprende leonessa Arriva il sospiralo "sì" alla realizzazione degli impianti sciistici-  Ili presidente della Provincia Melilli: 'Ora si eviti li referendum" Tra gli impegni l'ampliamento del demanio sciistico Terminillo, verso il rilancio della "Montagna di Roma" LA REGIONE Lazio pronta a rilanciare il Terminillo per "tenersi" stretta Leonessa: in vista del referendum del prossimo 30 novembre tramite il quale il comune sabino dovrà decidere se passare sotto l'amministrazione dell'Umbria, il Consiglio della Pisana ha impegnato la giunta per la realizzazione degli impianti sciistici. Era questo il nodo più intricato da sciogliere. Proprio a causa dei continui "no" sul fronte impianti l'amministrazione comunale di Leonessa aveva deciso di avviare l'iter per ottenere l'annessione all'Umbria. «Rilanciare l'intero comprensorio del Terminillo e quindi anche Leonessa».Ieri il Consiglio regionale del Lazio ha impegnato la Giunta - con voto a maggioranza.- per gli interventi a favore della cosiddetta "montagna di Roma".  II primo è quello di garantire, entro la fine dell'anno, l'approvazione di un'impostazione progettuale che ampli il demanio sciistico di Campo Stella (versante nord di Leonessa), che preveda il collegamento con il versante reatino del Terminillo - con l'ammodernamento e allargamento di tale bacino - e un'estensione sul versante nord nel comune d, Cantalice.Tale impostazione dovrà costituire una cornice di riferimento per "i successivi approfondimenti esecutivi che la Provincia di Rieti dovrà trasferire in puntuali proposte progettuali". Il Consiglio inoltre ha impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel comune di Rieti, in sostituzione del vecchio skilift, stralciandolo dal programma degli Interventi. Questo per non bloccare, nella prossima stagione invernale, l'utilizzo della più importante pista del comprensorio sciistico del Terminillo. Con tale mozione si impegna la Giunta anche a reperire nella prossima legge di Bilancio e programmazione finanziaria le risorse necessario a garantire l'ayvio di tali interventi. La mozione è stata firmata dai consiglieri Mario Pe-rilli (Pd), Anna Maria Massimi (Pd), Giuseppe Mariani (Verdi), Ivano Pe-duzzi (Prc), Enzo Foschi (Pd), Enrico Fontana. (Verdi), Giovanni Colagrossi (Idv), Luisa Laureili (Pd), Giovanni Carapella (Pd), Giuseppe Parroncini (Pd), Claudio Moscardelli (Pd), Donato Rob-lotta (SR - PdL) e Claudio Bucci (Idv). Tra le motivazioni che hanno portato alla proposta approvata, che rafforza un precedente impegno preso in sede di Dpefr (documento di programmazione economica e finanziaria regionale), anche la volontà di dare una risposta a Leonessa, che ha in calendario a fine novembre un referendum per passare in, Umbria. Infattj il programma di interventì del giugno 2006 della Provincia di Rieti, che prevede la realizzazione di impianti a Leonessa, presenta ostacoli "insuperabili" dalla vigente legislazione in materia di siti di interesse comunitario (Sic). E' stata respinta a maggioranza una seconda mozione dell'opposizione, a firma di Antonio Cicchetti (An - PdL), Alfredo Pallone (FI -PdL), Donato Robilotta (SR - PdL) e Bruno Prestagiovanni (An - PdL). Il documento, oltre al via libera della seggiovia Cardito Nord, proponeva di impegnare la Giunta a garantire, entro la fine dell'anno, l'approvazione del programma di interventi approvato prima e presentato poi dalla Provincia di Rieti.

 13 novembre 2008

 Il Consiglio regionale ha impegnato ieri la Giunta a predisporre interventi per gli impianti sciistici Terminillo, ok al piano di rilancio Leonessa Ampliamento a Campo Stella e collegamento col versante reatino ó «Rilanciare l'intero comprensorio del Terminillo e quindi anche Leonessa». Il Consiglio Regionale del Lazio ha impegnato la Giunta con voto a maggioranza per gli interventi a favore della montagna di Roma. Il primo è quello di garantire, entro la fine dell'anno, l'approvazione di un'impostazione progettuale che ampli il demanio sciistico di Campo Stella (versante nord di Leonessa), che preveda il collegamento con il versante reati* no del Terminillo - con ammodernamento e allargamento di tale bacino - e un'estensione sul versante nord, nel comune di Cantalice. Tale impostazione dovrà costituire una comice di riferimento per «i successivi approfondimenti esecutivi che la Provincia di Rieri dovrà trasferire in puntuali proposte progettuali. Il Consiglio inoltre ha impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardilo Nord, nel Comune di Rieti, in sostituzione del vecchio skilift, stralciandolo dal Programma degli interventi. Questo per non bloccare, nella prossima stagione invernale, l'utilizzo della più importante pista del comprensorio sciistico del Terminillo. Con tale mozione si impegna la Giunta anche a reperire nella prossi ma legge di'bilancio e programmazione finanziaria le risorse necessario a garantire l'avvio di tali interventi. La mozione è stata firmata dai consiglieri Mario Perilli (Pd), Anna'Maria Massima (Pd), Giuseppe Mariani (Verdi), Ivano Peduzzi (Prc), Enzo Foschi (Pd), Enrico Fontana (Verdi), Giovanni Colagrossi (Idv), Luisa Laureili (Pd). Giovanni Carapella (Pd), Giuseppe Parroncini (Pd), Claudio Moscardelli (Pd), Donato Robilotta (SR - PdL) e Claudio Bucci (Idv). Tra le motivazioni che hanno portato alla proposta approvata, che rafforza" un precedente impegno preso in sede di Dpefr (Documento di programmazione economica e finanziaria regionale), anche la volontà di dare una risposta a Leonessa, che ha in calendario a fine novembre un referen-' dum per passare in Umbria. Positivi i primi commenti. Il presidente della Provincia Melili! e i consiglieri del Pd: «Una scelta molto importante quella presa dal Consiglio regionale».
 

www.leonessa.org   13 novembre 2008

Ma cosa significa tutto questo ? Il consiglio regionale di fatto seppellisce per sempre il progetto ISIC mentre su un altro tavolo tecnici della stessa regione discutono (e pare discuteranno ancora nei prossimi giorni) del progetto appena bocciato...

Che altro dire....

La Redazione di www.leonessa.org

 

 12 novembre 2008

Si inaugura il Largo dei Martiri delle Foibe LEONESSA - Sabato 15 novembre, alle 11, avrà luogo a Leonessa l'inaugurazione del Largo dei Martiri delle Foibe istriane. AUa^cerimonia interverranno il sindaco Rauco, il consigliere provinciale Trancassini e rappresentanti dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dahnazia.
 

 

Comunicato Stampa   12 novembre 2008
Amministrazione Provinciale di Rieti
Ufficio Stampa
 
NOTA DELLA PRESIDENZA
 
"Prendiamo atto dell'importante scelta compiuta oggi dal Consiglio Regionale del Lazio con l'approvazione della mozione riguardante gli interventi per il rilancio del Terminillo. La Provincia di Rieti è già da tempo a lavoro per individuare una soluzione condivisa che sappia dare soddisfazione ai comuni di Rieti, Leonessa e Cantalice. Già nei prossimi giorni presenteremo gli elaborati alla Regione e speriamo di poter condividere le nostre scelte soprattutto con il Comune di Leonessa che non può sottovalutare che per la prima volta dopo trent'anni diventano concrete le possibilità di rilancio del Terminillo, sia sul versante reatino che su quello leonessano. L'invito del presidente della Provincia alla comunità leonessana resta quello di lavorare insieme in queste ore per trovare una soluzione condivisa che sappia anche superare la celebrazione del referendum."
 
E' quanto dichiara il presidente della Provincia, Fabio Melilli, commentando l'approvazione da parte del Consiglio Regionale del Lazio della mozione 349/08 riguardante il Programma di interventi sul Terminillo.
 
DICHIARAZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI
 
"E' una scelta dettata dalla responsabilità partendo dall’ipotesi progettuale dell’Amministrazione provinciale, che in questi anni ha dato dimostrazione di grande capacità di coordinamento, scevro da ogni condizionamento politico, abbiamo voluto dare impulso al nuovo rilancio del Terminillo. Una iniziativa che guarda al generale e non al particolare, mettendo come principio cardine quello di avere una visione di sviluppo complessiva, che dia un messaggio di speranza e di rassicurazione verso chi, oggi, non ha ben chiaro quale sia la soluzione migliore da affrontare. La Regione ha dato risposte chiare di assoluta disponibilità ad affrontare tutte le sfide che ci attendono per rilanciare la nostra Montagna. E’ possibile fare uno scatto in avanti, avendo impegnato la Giunta Regionale a sostenere anche economicamente il rilancio del Terminillo con ulteriori finanziamenti, e favorire la nascita di un Parco, come suggerito dal progetto elaborato dalla Provincia di Rieti. Se è vero che abbiamo una visione comune di sviluppo e crescita, allora è bene che non cediamo a posizioni che diventano mera contrapposizione politica, che porterebbero solo ad un rallentamento dell’idea di sviluppo che oggi trova la massima collaborazione di tutti gli enti coinvolti, comuni compresi. In questi anni abbiamo lavorato affinché si trovassero soluzioni compatibili e soprattutto fattibili, rispettando norme che ci impongono di verificare sistemi di interventi rispettosi dell’ambiente e dei territori di quelle zone, qualità ambientali che, in questo caso, assumo un valore aggiunto."
 
E' quanto dichiarano i consiglieri regionali Mario Perilli ed Anna Maria Massimi.

Rieti, 12 novembre 2008

Fabrizio Colarieti
Ufficio Stampa Provincia di Rieti
Mob. 348/1551445 Uff. 0746/286301

 

Comunicato Stampa   12 novembre 2008

 

LAZIO: CONSIGLIO IMPEGNA GIUNTA A RILANCIARE IL TERMINILLO

 

Rilanciare l’intero comprensorio del Terminillo e quindi anche Leonessa. Il Consiglio Regionale del Lazio ha impegnato la Giunta – con voto a maggioranza – per gli interventi a favore della cosiddetta “montagna di Roma”. Il primo è quello di garantire, entro la fine dell’anno, l’approvazione di un’impostazione progettuale che ampli il demanio sciistico di Campo Stella (versante nord di Leonessa), che preveda il collegamento con il versante reatino del Terminillo – con ammodernamento e allargamento di tale bacino – e un’estensione sul versante nord, nel comune di Cantalice. Tale impostazione dovrà costituire una cornice di riferimento per “i successivi approfondimenti esecutivi che la Provincia di Rieti dovrà trasferire in puntuali proposte progettuali”.

 

Il Consiglio inoltre ha impegnato la Giunta ad approvare il progetto esecutivo della seggiovia Cardito Nord, nel Comune di Rieti, in sostituzione del vecchio skilift, stralciandolo dal Programma degli Interventi. Questo per non bloccare, nella prossima stagione invernale, l’utilizzo della più importante pista del comprensorio sciistico del Terminillo. Con tale mozione si impegna la Giunta anche a reperire nella prossima legge di bilancio e programmazione finanziaria le risorse necessarie a garantire l’avvio di tali interventi.

 

La mozione è stata firmata dai consiglieri Mario Perilli (Pd), Anna Maria Massimi (Pd), Giuseppe Mariani (Verdi), Ivano Peduzzi (Prc), Enzo Foschi (Pd), Enrico Fontana (Verdi), Giovanni Colagrossi (Idv), Luisa Laurelli (Pd), Giovanni Carapella (Pd), Giuseppe Parroncini (Pd), Claudio Moscardelli (Pd), Donato Robilotta (SR - PdL) e Claudio Bucci (Idv).

 

Tra le motivazioni che hanno portato alla proposta approvata, che rafforza un precedente impegno preso in sede di Dpefr (Documento di programmazione economica e finanziaria regionale), anche la volontà di dare una risposta a Leonessa, che ha in calendario a fine novembre un referendum per passare in Umbria. Infatti il Programma di interventi del giugno 2006 della Provincia di Rieti, che prevede la realizzazione di impianti a Leonessa, presenta ostacoli “insuperabili” dalla vigente legislazione in materia di siti di interesse comunitario (SIC).

 

E’ stata respinta a maggioranza una seconda mozione dell’opposizione, a firma di Antonio Cicchetti (An - PdL), Alfredo Pallone (FI  - PdL), Donato Robilotta (SR – PdL) e Bruno Prestagiovanni (An – PdL). Il documento, oltre al via libera della seggiovia Cardito Nord, proponeva di impegnare la Giunta a garantire, entro la fine dell’anno, l’approvazione del Programma di Interventi approvato prima e presentato poi dalla Provincia di Rieti.

 

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 12 novembre 2008

Vallonina "supersky",non basta una seduta in Regione per rivedere il progetto ISIC - A tu per tu con la delegazione di Leonessa. Incontro solo tecnico, quello di lunedì, "molto sereneo e proficuo  per Paolo Trancassini ,che pure tecnico non è,finalmente  si sono aperti i nostri 44 faldoni di progetto esecutivo e si è cominciato a discutere. Cosa che forse si poteva fare prima, senza tumulti nè referendum". Già, il referendum: restano meno di tre settimane utili per trovare una via d'uscita, se non dei leonessani dal Lazio, della "politica" in generale dal pasticcio. Con le riunioni tecniche ceh continuano - sul piano originario di Leonessa come su quello sul Terminillo della Provincia - è facile che slitti ancora la discussione del caso in consiglio regionale prevista in apertura di seduta proprio oggi. Anche li, le montagne non si spostano ma le posizioni si se due mozioni che c'erano in discussione se n'è tirata fuori una sola. Leonessa val bene lo sforzo.

(Alessandra Lancia)

 

I nostri lettori   11 novembre 2008

Ho ascoltato la registrazione del confronto tra i rappresentati del Comitato per il SI e quello per l'astensione del 1° u.s. :
Ho colto con favore l'accenno del Consigliere Provinciale Paolo Trancassini alla strada Leonessa-Villa Pulcini-Terni attraverso Forca delle Sportelle come una di quelle risorse che con un auspicabile passaggio del territorio leonessano alla Regione Umbria verrebbero sicuramente valorizzate e nel caso specifico potenziate ed adeguate dopo i provvidenziali interventi già predisposti dalle amministrazioni comunali di Leonessa, Polino e Ferentillo.
Ho sempre creduto che quella strada, che rappresenta il naturale e storico collegamento tra l'altipiano e la Valnerina, possa rappresentare una preziosa occasione di sviluppo anche per le frazioni del Piano di Sotto(Bigioni/Lucci/Carmine/Colapietro/Pulcini etc.). nei termini in cui si può sviluppare un territorio montano come quello leonessano, ovvero: turismo ambientale, religioso  e sportivo, allevamento e agricoltura e conseguentemente proposta di prodotti tipici.
Guardare a nord è determinante per allargare il "mercato" leonessano, sia per favorire nuovi flussi, che per entrare in circuiti turistici più ampi e diversificati. Con la realizzazione di collegamenti efficenti e sicuri con la Statale della Valnerina e quindi  con le arterie realizzate in Umbria per rendere più facile la penetrazione nei territori montani (Tunnel di Forca di Cerro) il turismo che si rivolge a strutture leonessane potrebbe raggiungere Spoleto/Foligno/Spello/Assisi/Perugia tra i 50' e l'ora e mezza).
Un miglioramento della mobilità in direzione dell'Umbria attraverso Forca delle Sportelle consentirebbe di raggiungere con facilità Ospedali, Scuole, Università .

Colgo l'occasione per attestare la mia fiducia  al Comitato per il Si.

Luigi Pulcini

 10 novembre 2008

 La Vallonina in Consiglio - Gli impianti in Consiglio  - Appuntamento mercoledì 12 novembre, alle 11.30, e giovedì 13, alle 12.30, con il consiglio regionale del Lazio, che presenta un nutrito ordine del giorno. Al primo punto è prevista la prosecuzione della discussione sulla mozione 348, presentata dai consiglieri Chicchetti, Pallone, Robilotta e Prestagiovanni sugli impianti sciistici nella Vallonina (Leonessa Rieti), e 349 dei consiglieri Perilli, Massimi, Fontana, Di Resta, Battaglia, Carapella, Pineschi, Gargano, Foschi sul programma di interventi per il Terminillo. Una discussione alla quale guardano con rinnovata attenzione la comunità e gli amministratori di Leonessa, chiamati in ogni caso, il 30 novembre e primo dicembre prossimo, al referendum per il passaggio alla Regione Umbria. Gioved 13 le comunicazioni del presidente della Regione e commissario, ad acta per la realizzazione del piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario in merito al "Piano di riqualificazione della rete ospedaliere e di potenziamento dell'offerta territoriale nella regione Lazio".

 9 novembre 2008

 Mercoledì la questione sarà affrontata dal Consiglio Leonessa al referendum, ultima parola alla Regione -  Improbabili soprese ma è l'estrema tappa prima del voto  - REFERENDUM di Leonessa, si avvicina il gran giorno: mercoledì 12 il Consiglio regionale si riunirà per discutere della questione "secessione". Molto probabilmente l'assise della Pisana potrebbe essere l'ultima possibilità per evitare che il 30 novembre e il primo dicembre i cittadini del centro sabino si ritrovino al voto per decidere se lasciare il Lazio e passare sotto l'amministrazione della Regione Umbria.
"Solo la Regione può fermare il referendum che rischia di privare la nostra provincia di uno dei suoi comuni più importanti". Pochi giorni fa il senatore reatino Angelo Maria Cicolani aveva confermato in un'intervista rilasciata al nostro quotidiano che neanche il Governo ha la facoltà di fermare l'iter avviato (e ormai portato quasi a conclusione) dall'amministrazione comunale di Leonessa, decisa a separarsi dalla "poco amica" amministrazione della Regione Lazio per "annettersi" all'Umbria. E il prossimo mercoledì il Consiglio regionale finalmente discuterà della questione, anche se ormai i tempi sono talmente serrati (il 30 novembre, data fissata per il referendum, è dietro l'angolo) che è difficile immaginare qualche clamoroso colpo di scena. Nelle ultime settimane da Provincia di Rieti e Regione erano arrivati segnali di apertura sul fronte "caldo", ovvero quello della realizzazione dei nuovi impianti sciistici al Terminillo, ma a questo punto è difficile credere che ulteriori promesse possano dissuadere i "separatisti" dal proprio intento. Il ribadito "no" agli impianti giunto negli ultimi anni da parte delle amministrazioni di Pisana e Palazzo d'Oltre Velino ha rappresentato il nodo attorno al quale l'amministrazione comunale leonessana ha avviato l'iter di secessione. "Gli impianti o ce ne andiamo". Questa in poche parole l'inequivocabile richiesta formulata dal comune sabino. "E la decisione adottata dall'amministrazione del Comune di Leonessa è più che comprensibile - aveva commentato il senatore Cicolani - Esiste un progetto esecutivo già approvato e i finanziatori disposti a fornire gli oltre 50 milioni richiesti per l'opera. Eppure da Provincia e Regione gli ambientalisti continuano a mettere un veto. Un comportamento che definisco assolutamente irresponsabile: il nuovo impianto del Terminillo rappresenterebbe non solo per Leonessa ma per l'intero territorio reatino un motore di rilancio in chiave di occupazione e sviluppo".
Come detto il Consiglio regionale si riunirà mercoledì' 12 novembre ore 11,30. Probabilmente una seduta decisiva per le sorti del comune di Leonessa e dell'intera provincia reatina.


 

www.mepradio.it   7 novembre 2008

 

LAZIO, LA SETTIMANA IN CONSIGLIO REGIONALE

 

Il Presidente Guido Milana ha convocato il Consiglio regionale del Lazio, in seduta ordinaria, mercoledì 12 novembre, alle ore 11.30 e giovedì 13 novembre alle ore 12.30.

 

All’ordine del giorno:

1.   Prosecuzione della discussione unificata sulle mozioni: n. 348 dei consiglieri Chicchetti, Pallone, Robilotta, Prestagiovanni sugli impianti sciistici nella Vallonina (Leonessa - Rieti) e n. 349 dei consiglieri Perilli, Massimi, Fontana, Di Resta, Battaglia, Carapella, Pineschi, Gargano, Foschi sul programma di interventi per il Terminillo.

2.   Proposta di deliberazione consiliare n. 65 del 26 marzo 2008, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 111 del 22 febbraio 2008, concernente l'approvazione del piano della riserva naturale di Monte Mario di cui all'articolo 26 della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29 "Norme in materia di aree naturali protette regionali" e successive modifiche ed integrazioni.

3.   Proposta di legge regionale n. 133 del 5 aprile 2006, adottata dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 148 del 22 marzo 2006, per l'istituzione del parco naturale dei Monti Ausoni e lago di Fondi nonché dell'ente di gestione del parco e del monumento naturale Tempio di Giove Anxur.

4.   Proposta di legge regionale n. 68 del 4 novembre 2005 concernente: promozione ed attuazione delle iniziative per favorire i processi di disarmo e la cultura della pace.

5.   Proposte di legge regionale esaminate in forma abbinata ai sensi dell'art. 61 del Regolamento:

  • Proposta di legge regionale n. 106 del 16 gennaio 2006 concernente: attribuzione della qualifica di ospedale montano all'ospedale A. Angelucci di Subiaco.
  • Proposta di legge regionale n. 116 del 13 febbraio 2006, di iniziativa dei Consigli comunali di Subiaco, Agosta, Affile, Arcinazzo Romano, Roiate, concernente: norme in materia di ospedali di montagna
  • Proposta di legge regionale n. 117 del 13 febbraio 2006, di iniziativa dei Consigli comunali di: Subiaco, Agosta, Affile, Arcinazzo Romano, Roiate, concernente: Norme in materia di assistenza sanitari nei territori montani.
  • Proposta di legge regionale n. 119 del 16 febbraio 2006 concernente: Asl Rmg ospedale Angelucci di Subiaco - qualifica di ospedale di comunita' montana.
  • Proposta di legge regionale n. 121 del 20 febbraio 2006 concernente: caratteristiche per la definizione di "ospedale montano". riconoscimento della qualifica di "ospedale montano" all'ospedale A. Angelucci di Subiaco.
  • Proposta di legge regionale n. 128 del 14 marzo 2006 concernente: norme in materia di ospedali di montagna.
  • Proposta di legge regionale del 16 maggio 2006 concernente: attribuzione della qualifica di ospedale montano all'ospedale A. Angelucci di Subiaco. (testo unificato ai sensi dell'art. 61, c.3, reg.).

6. Discussione unificata sulle mozioni:

  • n. 331 dei consiglieri Moscardelli, Parroncini, Gargano, Ciaraldi, Pigliacelli, Gigli, Forte, Colagrossi, Brianti, D'Ambrosio concernente: sistema elettorale voto Parlamento europeo.
  • n. 345 dei consiglieri Forte, Gigli, Pigliacelli, D'Ambrosio, Brancati, Peduzzi, Cirilli, Parroncini, Fontana, Mariani, Grosso, Celli, Ciaraldi, Colagrossi, Zanon concernente: conservazione del voto di preferenza alle elezioni europee.
  • n. 351 dei consiglieri Peduzzi, Luciani, Pizzo, Colagrossi, Grosso, Brancati, Ciaraldi, Mariani, Celli, Alagna concernente: rispetto della pluralita' e dei diritti dei cittadini nel sistema elettorale per le elezioni europee.

Il Consiglio Regionale è inoltre convocato, in seduta straordinaria, per giovedì 13 novembre 2008 alle ore 12,30 per le comunicazioni del Presidente della Regione e Commissario ad acta per la realizzazione del piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario in merito al "Piano di riqualificazione della rete ospedaliera e di potenziamento dell'offerta territoriale nella Regione Lazio".

 

* * *

Da lunedì 10 a venerdì 14 novembre le commissioni permanenti e speciali del Consiglio regionale hanno programmato il proprio lavoro secondo il seguente calendario:

 

LUNEDI’ 10, alle ore 10.30, il presidente Luigi Canali (Pd) ha convocato la commissione Sanità per proseguire le audizioni sulla bozza del Piano sanitario regionale elaborato dall’Asp.

 

Alle ore 13, la commissione Risorse umane, Demanio, Patrimonio, Affari Istituzionali, Enti Locali, Tutela dei Consumatori e Semplificazione amministrativa, presieduta da Wanda Ciaraldi (Pd), affronterà la Proposta di legge regionale n. 412 del 20 ottobre 2008 concernente “Destinazione pubblica del complesso ospedaliero S. Giacomo di Roma”; la Proposta di legge regionale n. 413 del 21 ottobre 2008 “Destinazione uso pubblico dei complessi ospedalieri S. Giacomo e Forlanini di Roma”; la Proposta di legge regionale n. 418 del 4 novembre 2008 “Destinazione ad uso pubblico del complesso immobiliare denominato presidio ospedaliero S. Giacomo di Roma e la Proposta di legge regionale n. 415 del 3 novembre 2008 “Modifiche alla legge regionale 13 giugno 201 n.13 (Riconoscimento della funzione sociale ed educativa degli oratori).

 

MARTEDI’ 11, alle ore 10 in commissione Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali, presieduta da Giuseppe Mariani (Verdi), si discuterà la proposta di legge n.311 del 23 luglio 2007 concernente: ”Istituzione del Centro di Accesso Unificato per la Disabilità CAUD, costituzione dell’anagrafe delle persone disabili”. Prima firmataria consigliera Grosso; la proposta di legge n. 397 concernente:”Disciplina degli interventi regionali per prevenire e curare la devianza giovanile e in particolar modo il fenomeno del bullismo”. Primo firmatario consigliere Pigliacelli”. E la proposta di legge n. 318 del 5 settembre 2007 concernente:”Disposizioni per la promozione degli orti urbani”. Primo firmatario consigliere Peduzzi.

 

Alle ore 13,30, si svolgerà la seduta della commissione Bilancio, presieduta da Carlo Umberto Ponzo (Pd), all’ordine del giorno: S.D. n. 278 concernente: "Approvazione del Piano triennale strategico 2008-2010 e Piano degli interventi 2008, con allegata nota informativa, della Agenzia Regionale per gli investimenti e lo Sviluppo del Lazio SpA (art. 24. L.R. N. 6/1999)"; P.L. n. 225 del 22/12/2006 concernente: “Istituzione a Oriolo Romano (VT) del "Museo del pane e della alimentazione contadina; P.L. n. 185 dell' 17/10//2006 concernente: "Intervento straordinario per il consolidamento, il risanamento e la riqualificazione del borgo storico del comune di Vejano”. P.L. n. 406 del 19/09/2008 concernente: "Modifiche alla legge regionale 25 novembre 1976, n. 58 (Istituzione della consulta femminile regionale) e successive modifiche".

 

 

Per aggiornamenti sull’agenda di Consiglio regionale e commissioni si può consultare il sito www.consiglio.regione.lazio.it.

 

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I nostri lettori   7 novembre 2008

Perfettamente d'accordo.

giannibolletta@leonessa.org

 

Anche se francamente inutile, al solo fine di evitare fraintendimenti, preciso che nessuno ha messo in dubbio la moralità dell'altro. Altrimenti non ci sarebbe stato il confronto di Sabato scorso che ha dimostrato a tutti il notevole grado di civiltà della nostra popolazione. La contrapposizione di idee porta a volte ad un confronto duro ma è indispensabile la lealtà. E questa, mi sembra francamente, non è mai mancata. Ispirare sentimenti di "tenerezza" piuttosto che di "odio" mi lusinga, anche se il nostro lettore rivolge l'accezione in senso negativo. Lo tranquillizzo. Non c'è nessun "Comitato dell'Odio". Ci sono solo delle persone che sono stufe di essere prese in giro e stanno finalmente reagendo...disturba?
Mi dispiace ma anche a Leonessa c'è democrazia!
Avv. Giuseppe LA BELLA
 
 
 
labella@studiolabella.it

 

 6 novembre 2008

Referendum, nuovo dibattito in Regione Slitta a mercoledì prossimo la discussione in consiglio regionale della mozione Terminillo per scongiurare con quella il referendum secessionista lanciato dal Comune di Leonessa. Ma a slittare è solo la "rappresentazione politica" del caso, visto che sul piano tecnico la discussione su infrastrutture e sviluppo della montagna reatina è apertissima. Lunedì prossimo il sindaco Rauco e il capogruppo in provincia di An Trancassini torneranno a Roma dall'assessore Filiberto Zaratti per confrontarsi sul progetto Isic per lo sfruttamento sciistico della Vallonina. L'obiettivo è quello di chiarire una volta per tutte se e perché quel tipo di proposta progettuale sia da considerare "irricevibile" dalla Regione. Nel frattempo prosegue la discussione sull'ipotesi Costantini, l'altro progetto per il rilancio del Terminillo su cui la Provincia punta tutte le sue carte. Lunedì sera se n'è discusso a lungo a Cantalice nel corso di una riunione chiesta dagli esponenti del Pd locale e alla quale sono intervenuti il presidente della Provincia Melilli, il vice presidente Giocondi e la consigliera regionale Massimi. Dal versante cantaliciano della montagna è arrivato il sostanziale via libera all'operazione. A patto che, stavolta, si arrivi da qualche parte. meglio se direttamente al Terminino.
A.L.

 

I nostri lettori   5 novembre 2008

Signor Roscetti,

voglio sperare che a dettare i toni di una contrapposizione di idee (anche dura) sia solo un convincimento dettato dalle proprie di idee, e dalle  esperienze maturate.

E non spinto da altri sentimenti. Se  vera la Sua ipotesi e a vincere fosse un "comitato dell'odio", Leonessa non avrebbe nessuna speranza.

Mi auguro  che Lei si sbagli.

giannibolletta@leonessa.org

 Lo sa Avvocato ( L'avvocato La Bella, portavoce del Comitato per il No, ndr) che il 1/11/2008 alla riunione mi ha fatto tenerezza , ho capito solo una cosa che quelle persone gli hanno trasmesso solo odio nei confronti di persone serie ed oneste, che secondo loro vanno combattute con l'odio. Gli ripeto che i nostri amministratori sono persone dalla moralità integra e sono sensibili ai problemi della gente.  

roscetti mario  

 

 5 novembre 2008

Si anima il dibattito sul referendum di annessione all'Umbria che si fa sempre più vicino  -  Per il Sì l'astensionismo è deleterio  - Insiste il No: Leonessa, non votare - Tanta curiosità su quanto tempo occorrerebbe per il cambio di regione Concludiamo la carrellata su alcuni degli interventi registrati nella seconda parte dell'affollato dibattito tra i sostenitori del Sì e quelli del No e dell'astensione al referendum per l'aggregazione all'Umbria, tenutosi sabato a Leonessa. «Qualcuno ha dello che fare un confronto tra il portavoce del Sì e quello del No a così poca distanza dal referendum non era un sano comportamento civico - ha ricordato Maria Rosaria Rauco - ma io invece chiedo se sia un sano comportamento civico invitare i cittadini a non andare a votare. Non sarebbe meglio spiegare ai cittadini le proprie ragioni per restare nel Lazio e invitarli ad andare a votare e votare no?».
Diverse le opinioni di Danilo Rauco, fermo sostenitore dell'astensione. «Si parla spesso di disattenzione, di disinteresse della Regione e della Provincia nei confronti di Leonessa, ma allora mi chiedo perché la Provincia ha stanziato un milione e centomila euro per Campo Stella se c'era tutto questo disinteresse?».
Apertamente per il Sì invece Maurizio Rosati che ha invitato i sostenitori del No «a non dipingere sempre male Leonessa, perché nonostante il disinteresse e l'isolamento la gente a Leonessa c'è. Piuttosto per contribuire alla causa leonessana dovreste donare - ha detto sempre riferendosi ai sostenitori dell'astensione - un quarto d'ora del vostro tempo al volontariato per Leonessa, per tutte le manifestazioni di richiamo che faticosamente portiamo avanti e abbiamo fatto crescere».
Rosati inoltre ha voluto ricordare la sproporzione di servizi sanitari tra la provincia reatina e la Capitale e l'annoso problema della «assoluta mancanza di posti letto di Rsa, a fronte degli oltre 400 previsti. È questo è solo uno dei tanti esempi».
Infine altro interessante intervento è stato quello di Antonio Fagiani che ha chiesto delucidazioni tecniche sull' iter referendario. «Quanto tempo ci vorrebbe per passare definitivamente .in Umbria?». Una domanda sulla quale si comincerà a ragionare, forse, dopo il 1 dicembre.
 (MARCO FUGGETTA)

I nostri lettori   4 novembre 2008

RAPPRESENTANZA e SENSO di APPARTENENZA

La distanza geografica e mentale dal nostro territorio rispetto a chi dovrebbe rappresentarci in Regione non garantisce alcuna sintonia per affrontare i problemi dell’isolamento di Leonessa .

In Regione Lazio su 60 sono solo 3 i consiglieri regionali della provincia di Rieti. Allora tutto gira intorno ai grandi numeri di Roma capitale e raramente su quelli di Viterbo, di Frosinone e di Latina.. Rieti non viene mai preso in considerazione . Basta ascoltare il TGR ..Rieti non esiste…. e da anni non ha più neanche l’inviato RAI. Se Rieti non esiste…. figuriamoci quanto si possa RAPPRESENTARE Leonessa .La Provincia di Rieti nasce nel 1927 per le famiglie nobili di Roma e per i signori locali che vollero una montagna vicina a Roma come il Terminillo quale centro di vacanze e salotto politico per Mussolini. Una provincia nata allora senza il consenso ed il coinvolgimento di chi vive nel territorio  nasce ma è inevitabilmente destinata a morire. Il Terminillo è già in agonia da tanti anni e tantissimi comuni, allora “arruolati”, se ne vogliono andare. Leonessa è solo la prima a ribellarsi ma: Amatrice, Borgorose, Magliano, Poggio Bustone ed altri, già si stanno muovendo.Se la provincia non ha una identità storica non può esserci il SENSO di APPARTENENZA.

 LA MONTAGNA i CONFINI e le DIMENSIONI

Ambientalisti “da cattedra” a Roma dettano e fanno promulgare leggi regionali e regolamenti senza neanche conoscere le nostre montagne, il nostro mondo contadino, le nostre attività imprenditoriali il vivere il quotidiano a Leonessa .Noi percorriamo  ancora le stesse strade di quaranta anni fa dove , guarda caso, l’appartenenza allora del nostro territorio al Collegio della Camera dei Deputati di Perugia, Terni, Rieti permise di realizzare quelle che furono le ultime opere pubbliche per Leonessa.Gli allora On. Micheli e Radi, che erano umbri, promossero le ultime opere per la nostra terra di MONTAGNA.Sono passati 40 anni e tutto è rimasto fermo. Di sicuro, se fossimo già Umbria, Leonessa avrebbe fatto sinergia con i vicini comuni di Norcia, Cascia, Polino, Monteleone e con tutti gli altri e sarebbe entrata in un programma che la Regione Umbria  da tempo ha avviato in termini di promozione turistica , di assistenza domiciliale per gli anziani , di attenzione e supporto  alle piccole attività a conduzione familiare, di investimenti per i siti archeologici, di penetrazione di strade adeguate ai territori montani, di regolamenti snelli e partecipati per la caccia, per il taglio dei boschi e le attività imprenditoriali .

I Leonessani che hanno bisogno di ospedalizzazione già da anni vanno in Umbria. (Terni e Cascia).

I commercianti e gli artigiani di Leonessa si riforniscono da sempre su grossisti Umbri riversando di conseguenza, da sempre, in Umbria i ns. soldi . I margini di guadagno e le tasse, frutto di quanto noi spendiamo, vanno in Umbria e, con il federalismo alle porte, quella regione li utilizzerà per i suoi territori. Di fatto non sono mai esistiti tra Leonessa e l’Umbria i CONFINI.

Questa è l’ultima occasione per dimostrarci uniti in quanto cittadini di Leonessa per rivendicare la nostra rappresentatività e dignità di territorio.

Le amministrazioni passano ma i problemi di Leonessa restano . Alle prossime elezione i Leonessani ,se lo vogliono, possono mandare a casa chi li amministra ma i problemi di Leonessa non vanno a casa ; quelli restano tutti.Guai a non andare a votare se si è convinti che è ora di cambiare e di passare in una regione piccola e vicina. Una regione delle dimensioni giuste per confrontarci sullo sviluppo del nostro territorio.Portare programmi di sviluppo economico e sociale per Leonessa  in Umbria  significa porli su un tavolo che rappresenta 600.000 cittadini e non 6.000.000 come nel Lazio  . Di sicuro su quel tavolo potranno essere presi in considerazione.  Su quello di Roma mai saranno oggetto di discussione.

Piccole realtà unite insieme senza una megalopoli a succhiare.

E’ solo un problema di DIMENSIONI .

Bernardino Cesaretti

 4 novembre 2008

Terminillo Da una parte il progetto della Provincia, dall'altra quello sulla Vallonina - Comuni divisi sugli impianti - I sindaci di Leonessa e Cantalice difendono le loro scelte Terminillo le piste che dividono -  Ma i sindaci dia Leonessa e Cantalice negano ogni contrasto  - A complicare le cose il diavolo ci mette anche la coda. Già il "caso Leonessa" , con il relativo referendum per "definire se rimanere nella provincia di Rieti o trasferirsi in Umbria,  è un caso di tutto rispetto, adesso anche il contenzioso che opporrebbe Leonessa a Cantalice per il piano sciistico proposto dalla Provincia: il circuito. Rieti-Cantalice-Campostella con la "contiguità" di Vallonina. Leonessa contesterebbe nel merito la proposta della Provincia nel tratto cantaliciano con la chiamata in causa l'area del rifugio "Castiglioni". Per la Provincia la posizione di Leonessa sarebbe strumentale perché in effetti mirata a far fallire il progetto e quindi sul territorio delle possibilità rimarrebbe soltanto il progetto leonessano per la Vallonina.
Alla verifica del "se è vero e perché" queste le posizioni dei sindaci del rispettivi Comuni. Alfredo Rauco (Leonessa), Paolo Patacchiola (Cantalice), Rauco: "Le dicerie, perché soltanto dicerie sono, si basano sulla pura fantasia e quindi sono false. Noi non abbiamo alcuna intenzione di ostacolare in alcun modo il progetto della Provincia e men che meno prenderemmo a pretesto il fraterno comune di Cantalice. Diciamo soltanto che Leonessa ha già un proprio progetto assolutamente fattibile e già ampiamente finanziato al quale, per diventare realtà, manca soltanto la dovuta autorizzazione". Per Rauco "se la Provincia propone una rivisitazione del nostro progetto secondo il progetto loro, rispondiamo che, la cosa potrebbe anche andar bene senonché a finanziare il nostro progetto non è il Comune o la Provincia ma il capitale privato il quale, da noi interpellato, ha semplicemente fornito una risposta di mercato: 'Io non vado a costruire le piste laddove non c'è neve o ce n'è poca come nelle piste di Pian de' Valli'. Insomma nella zona a destra di Campostella, dopo Cantalice. Per cui noi non possiamo costruire dove vorrebbe la Provincia".
Patacchiola: "Le chiacchiere non ci appartengono perché il nostro Comune fa parte del Piano provinciale per gli interventi sul Terminillo ed esattamente per Valle Organo e Valle degli Angeli. Tatto il resto non ci riguarda. Relativamente all'area del rifugio 'Castiglioni' essa rappresenta l'obbligato collegamento con il versante leonessano di Sassetelli".
Ma, a parte tali precisazioni che farebbero pulizia delle "dicerie" e delle dietrologie, rimane per aria il referendum leonessano. (30 novembre) votato alla unanimità da quel Consiglio comunale, referendum per il quale il presidente della Provincia, Fabio Melilli, lavorerà "fino all'ultimo giorno per trovare un accordo e quindi svuotarlo e renderlo vano anche se per legge ormai non si può più abrogare. Però un accordo a mezza strada con il Comune di Leonessa si può sempre trovare e per raggiungere tale traguardo seguiterò a lavorare".
Ed il sindaco Rauco? "Il referen dum ormai è avviato ed ormai non c'è nulla che possa fermarlo. Se si troverà un accordo, bene: gli. elettori, per propria libera scelta, potrebbero anche non recarsi alle urne. Altrimenti dura lex sed lex. Circa un possibile ed uspicabile accordo, attendiamo di essere convocati dalla Provincia".
Ajmone Filiberto Milli
 

 4 novembre 2008

Leonessa -  La spesa per l'organizzazione a carico del Comune del referendum costerà 25mila euro - Ma quanto costerà ai cittadini di Leonessa il referendum? "Dai 22 ai 28mila euro", ha chiarito il sindaco di Leonessa Alfredo Rauco al termine del confronto tra i comitati del Si e del No che si è svolto sabato scorso. Denari che, come prevede la legge, saranno a carico del bilancio comunale e che serviranno in .gran parte a pagare i costi della struttura: "18mila euro - ha spiegato il primo cittadino davanti alla platea numerosa e rispondendo ad un paio di sollecitazioni arrivate in merito, serviranno a pagare il personale perciò si tratta di soldi che resteranno comunque nel territorio". Per Rauco la spesa per il referendum è "un investimento necessario per una battaglia di democrazia: quando c'è in ballo la volontà popolare non si spende mai tanto". Già dalla data in cui il referendum è stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione il Comune di Leonessa si è interfacciato continuamente con la Prefettura di Rieti per tutti gli aspetti "tecnici": prima l'indivinduazione di una data, poi, una volta che questa è stata ufficializzata (si vota il 30 novembre e 1 dicembre) per tutte le procedure da mettere in campo per la consultazione. Dai seggi agli scrutatori, dalle schede al personale del Comune che dovrà fare gli straordinari. Tutto questo lo prevede proprio la legge - dovrà essere pagato dai leonessani. "Abbiamo rinunciato per anni ai rimborsi chilometrici - conclude Rauco possiamo permetterci di spendere questi soldi per capire cosa vogliono i nostri cittadini".
 

 4 novembre 2008

Il confronto sul referendum a Leonessa Prende quota - L'ipotesi di una "terza via"
Il tema dei due progetti sul Terminillo che si vogliono opposti si intreccia, per forza di cose, con il refendum secessionista di Leonessa. Ed infatti il tema è stato uno dei più caldi durante il confronto pubblico tra i portavoce del Sì (Paolo Trancassini) e del No (Giuseppe La Bella) andato in scena sabato scorso al teatro parrocchiale di, Leonessa. L'ex sindaco ha fatto capire chiaro e tondo che il progetto della Provincia cosi com'è a lui, e a coloro che stanno facendo la crociata pro Umbria non va bene. "Perché dobbiamo lasciare un progetto finanziato per uno buono? Resta inteso che come amministratori abbiamo l'obbligo di sederci a tutti i tavoli per vedere se ci sono delle soluzioni fattibili e condivise". Si va verso una "terza via"? Ossia verso una soluzione che mette insieme il progetto della Isic sulla Vallonina e quello della Provincia? L'avvocato La Bella, sostenitore del No, ne ha parlato apertamente: "Questa storia del referendum, come vado ripetendo da tempo è un bluff per ottenere di sedersi ad un tavolo tecnico: per ora Leonessa è stata fatta sedere, prima o poi, magari dopo il voto si arriverà anche ala 'terza via' di cui si vocifera ma nessuno'ne vuole parlare".
Una soluzione che ormai - a 24 giorni dal referendum - non può fermare la consultazione.
Ma per "accontentare" Leonessa ci sarà in ogni caso tempo. Infatti anche nell'eventualità di un voto favorevole alla secessione il lungo iter che è previsto per il trasferimento permetterà una mediazione. La stessa consigliera Anna Maria Massimi nel suo intevento di sabato ha parlato di una possibilità di sintesi "rispettando tutte le sensibilità".
Anche dopo il voto ci sarà tempo per trovare l'intesa

 

www.ilgiornaledirieti.it   3 novembre 2008

Sembra incredibile, dopo che per anni si è atteso invano che qualcuno facesse qualcosa di vero, concreto, tangibile e significativo per lo sviluppo della montagna nella provincia di Rieti e dopo promesse, smentite, altre promesse, picchetti in Regione, cambi e ricambi di leggi; ora che finalmente esiste una sensibilità da parte delle istituzioni riguardo a questo tema, ora che c'è la possibilità di fare qualcosa e che anche in Regione Lazio qualcuno ascolta questa dimenticata Provincia, qualcosa si inceppa. La società privata I.S.I.C. ha da tempo presentato un progetto per lo sfruttamento a fini sciistici del versante della Vallonina, mentre la Provincia di Rieti, coadiuvata dall'Ing. Costantini, ha redatto un progetto per la ristrutturazione degli impianti di Campo Stella e di Terminillo ed il loro collegamento ed ampliamento. A questo punto gli operatori economici di Leonessa e del Terminillo dovrebbero tirare un sospiro di sollievo. Che sia l'uno o l'altro progetto ad essere preferito ed avere il placet della Regione poco importa, è comunque una grande vittoria per chi tutto l'anno spera e prega per l'arrivo di qualche turista che gli consenta di tirare avanti. Cosa importa se sono 37 o 40 i chilometri di pista? L'importante è fare. Bene, anzi male perché proprio quando tutto sembra in procinto di arrivare alla sua naturale conclusione, proprio quando anche dalla Regione e dal temutissimo assessorato all'ambiente arrivano segnali di disponibilità, ecco che torna alla ribalta la “sporca”, vecchia politica. Anziché chiudere alle polemiche ed ingoiare anche il rospo per il bene di tutti, si ritorna alla carica con vecchie recriminazioni di oggi e di anni fa, con reciproci scambi di accuse, con azioni partigiane, richieste di tavoli tecnici (o pseudo tali) che servono soltanto a boicottare l'uno o l'altro progetto, senza considerare che da questa divisione potrebbe scaturire un nulla di fatto per entrambi i progetti. Tutto questo per togliersi i sassolini nella scarpa? Per vendetta? Per dire sono io il più bravo, o quello con l'intuizione giusta? Sono entrambi progetti che, se attuati, faranno la differenza per riportare il Terminillo ad essere una stazione sciistica di tutto rispetto e riportare un po' di vita nella lunghissima stagione invernale.

Essere politici, significa credere nel bene della popolazione che si amministra, significa fare tutto quanto possibile per migliorarne le condizioni, per vedere e dare opportunità di lavoro e di sviluppo. Il politico deve essere colui che risolve i problemi, non che li crea.

(Mario Felici)

I nostri lettori   3 novembre 2008

Caro Ferruccio,

Per me è un onore avere a Leonessa amici come te.

Felice Vita (ancora un volta, ancora una volta con estrema sincerità ed affetto).

giannibolletta@leonessa.org

 

Innanzi tutto vorrei scusarmi con tutti coloro che non residenti si interessano delle sorti di Leonessa i quali dopo le mie ultime affermazioni hanno creduto che io non apprezzassi il loro contributo al dibattito in questione. Anzi mi fa piacere sentitre i loro pareri. Inoltre sono convinto che senza di loro Leonessa sarebbe già morta e sepolta da tempo. Grazie amici. Le mie affermazioni non erano per disprezzare i vostri preziosi interventi, ma solo uno modo per tentare di spronare i residenti, quelli che dovrebbero essere più interessati, a dare il loro apporto alla discussione, e mi pare che, almeno in parte, ci sia riuscito.
Voglio ora tornare al confronto/dibattito dell'altra sera presso il teatrino parrocchiale.
Durante tutto il dibattito sarebbe dovuto emergere il perchè del SI ed il perchè del NO, invece, come d'altronde ho già affermato in altre circostanze, da parte dei fautori del NO (anzi del non voto) è emerso solo tanto livore in corpo nei confronti della Amministrazione comunale facendo affermazioni che erano prettamente politiche e utili a preparare la prossima campagna elettorale, deviando completamente il discorso del referendum.
Le elezioni amministrative si terranno ad aprile prossimo e solo in quella occasione vedremo quale sarà la squadra vincente che governerà Leonessa, ora il discorso è un altro, dobbiamo scegliere se si vuole passare in Umbria per cercare di migliorare o restare nel Lazio e continuare a vivere come abbiamo sempre vissuto, cioè nel completo abbandono da parte delle istituzioni.
  Spero proprio che i leonessani presenti al dibattito di sabato sera, dopo gli interventi, spesso alquanto ridicoli,  abbiano aperto gli occhi ed il 30 novembre/1 dicembre prossimi vadano a votare e dare il loro contributo al rilancio di Leonessa.
Caro Felice Vita, scusami, ma non posso fare a meno di farti una battuta, sperando non te la prenda, "Non è mai troppo tardi" il dover riconoscere di aver sbagliato non può che farti onore.
Ferruccio Armeni 

 

I nostri lettori   3 novembre 2008

 

Ho assistito al dibattito sul referendum e cosa ho visto Una diatriba politica vecchia e stucchevole.
Un vecchio e consumato politico che ripeteva una lezioncina preparata ma non rispondeva ad alcuni quesiti che ritengo importanti
chi c'è dietro il gruppo economico che vuole investire a Leonessa, con quali strumenti economici agisce, quale sarà il controllo del comune, quali sono i gruppi economici locali interessati. Troppo facile prendersela con la consigliera Massimi che con una uscita infelice  ha dimostrato la sua impreparazione; anche se,se si voleva sentirla veramente forse non doveva essere considerato il suo un intervento del pubblico e dargli un po' più di tempo. Avrei voluto capire perchè andare in Umbria fosse la panacea di tutti i mali e sopratutto perchè a Terni e non a Perugia.Avrei voluto sentire un operatore scistico, un operatore turistico, un commerciante, un agricoltore,un allevatore,un artigiano, un vecchio del paese o di qualche frazione, un giovane studente.Mi è sembrato che tutto fosse un gioco poltico ben definito. Penso che forse ci sia bisogno di forze giovani e fresche che VIVONO ed ABITANO nel territorio di Leonessa. La campagna elettorale è evidentemente iniziata. Non so se questo referendum servirà a Leonessa, sicuramente perderà un sacco di tempo. Saranno comunque gli abitanti di Leonessa a decidere e questo è giusto.
Un saluto affettuoso
Raffaele Pirisi

 

 3 novembre 2008

Referendum Dibattito a Leonessa -  Verso il referendum Faccia a faccia tra i rappresentanti del Sì e del No -  Un voto per progettare il futuro -  Confronto acceso a Leonessa: in sala oltre duecento persone  - "Non andate a votare, perché non si vota per un progetto che non c'è". "Votate Sì per lasciare una Regione troppo distratta da Roma". Così Giuseppe La Bella (comitato per il No) e Paolo Trancassini (Sì) hanno concluso gli appelli al voto a chiusura del confronto pubblico che è andato in scena - davanti ad una platea di circa 200 persone - sabato pomeriggio al teatro parrocchiale di Leonessa.
 "Non andate a votare, perché non si vota per un progetto che non c'è", "Votate Sì per lasciare una Regione troppo distratta da Roma". Così Giuseppe La Bella (comitato per il No) e Paolo Trancassini (Sì) hanno concluso gli appelli al voto, a chiusura del confronto pubblico che è andato in scena - davanti ad una platea di circa 200 persone, compresa Anna Maria Massimi, consigliere regionale - sabato pomeriggio al  teatro parrocchiale. Un'ora e venti minuti circa di botta e risposta tra i due portavoce che hanno dato vita a uno scontro .gustoso che è sempre rimasto nei binari della pacatezza e della correttezza. Gli animi in sala si sono accesi, invece, solo dopo, quando hanno preso la parola diversi cittadini, qualche politico o amministratore è, per forza di cose, nel dibattito sono entrate vecchie ruggini legate a questioni amministrative locali. Le stesse che il portavoce del Sì, Trancassini ha  tentato di mantenere lontane dal dibattito fin dall'inizio: "Il nostro è un movimento trasversale, oggi mi trovo dalla stessa parte di persone che mi hanno combattuto per anni. Questa - ha continuato - non è una battaglia  per fazioni  politiche, visto che il Lazio deve pensare, giustamente, alle grandi  questioni della capitale e nostri problemi passano per forza di cose in secondo piano perciò chiediamo di trasferirci dove possiamo avere quantomeno più attenzione". La Bel la nella prima replica affonda subito: "Se ci sono dei problemi non bisogna scappare ma chiamare alle proprie responsabilità tutti: Regione, Provincia e amministrazione comunale. Poi - ha proseguito - ancora nessuno ci ha detto se dall'altra parte, l'Umbria, sono  pronti ad accettare i nostri progetti. Tutta questa storia mi pare più un bluff non riuscito".. Un tema caldo questo, e  Trancassini non si sottrae: "Abbiamo parlato di viabilità, .di sistemi turistici e di sanità, finché uno di questi vertici non è uscito sui giornali creando problemi". Il discorso in breve è scivolato su quello che Trancassini ha ribattezzato "il litro che ha fatto traboccare il vaso" ossia il no agli impianti della Isic sulla Vallonina. Il portavoce dei secessionisti parte dal progetto, alternativo, della Provincia: "Ci dicono che tagliare 30 ettari di bosco è un danno immane perciò ne abbattono 60, che i Sic-Zps che valgono da una parte si possono oltraggiare dall'altra, che bisogna lasciare un progetto cantierabile per uno sulla carta. Mancano i sette nani, poi la favola è completa". La Bella non si scompone e ribatte: "Regione e Provincia non hanno detto no agli impianti, hanno solo presentato un progetto alternativo che nelle prossime settimane avrà anche un copertura finanziaria. Perché dobbiamo dire no a priori? Poi siamo sicuri che il progetto della Isic è totalmente finanziato? Da quanto ne so io si tratta di un fondo immobiliare da riempire e visti i tempi che corrono...".Il dibattito entra nel vivo, come ci si aspettava, sugli impianti e Trancassini non tarda a replicare:."Quello è un progetto chiuso; pronto per essere realizzato: e se c'è una norma che vieta la realizzazione dir  quegli impianti di risalita me la attacco nel bagno perché non mi sopporto più. Quel progetto è stato approvato da Comune, Provincia, assessori provinciali ed un primo tempo dalla Regione. Tutti ignoranti! C'è, è pronto, perché ne devo fare un altro?" Allora La Bella torna sulla storia del bluff: "Il problema non è l'isolamento, ma gli impianti, o meglio quegli impianti di risalita".( Paolo Di Basilio )

 3 novembre 2008

Referendum -  Sabato il lungo e proficuo confronto tra i Comitati del Sì e del No all'Umbria ha rivelato che il vero obiettivo è di essere di nuovo ascoltati dalle istituzioni Leonessa contro l'isolamento -  I favorevoli: «Ai tempi dell'unità d'Italia guardavamo a quella regione» - Sarebbe servito almeno il doppio dello spazio del teatrino parrocchiale di Leonessa per contenere la massa di cittadini che sabato hanno voluto assistere all'atteso confronto tra il portavoce del Comitato per il Sì al referendum di aggregazione all' Umbria, Paolo Trancassini, e il portavoce del No, Giuseppe La Bella.
Quasi 200 persone hanno affollato i locali dove i due hanno spiegato le loro ragioni, in un clima si caldo, ma assolutamente sereno. Oltre due ore e mezza di dibattito colmo di contenuti iniziato con gli appelli di Trancassini e La Bella ai propri concittadini. Tra gli argomenti affrontati le ragioni storico culturali dell' eventuale passaggio, l'annosa e sentita vicenda degli impianti da sci, gli eventuali scenari di sviluppo e la necessità di combattere l'isolamento della comunità leonessana.
Trancassini da parte sua ha ricordato diversi finanziamenti che nel corso degli anni sarebbero potuti arrivare nelle casse leonessana poi dirottate dagli enti sovraordinati su altre destinazioni demograficamente più consistenti. E ancora, ha puntato sulla disattenzione della Regione verso le esigenze più volte sottolineate da Leonessa per sviluppare la propria capacità economica e occupazionale, vedi impianti Isic. «Questa non è una battaglia politica ma di territorio". Ormai, anche a chi aveva dubbi, e chiaro che questa mossa per il sottoscritto non è conveniente a livello politico, ma sono orgoglioso di portare avanti. questa battaglia perché in una Regione di 600 mila abitanti sicuramente le nostre ragioni saranno ascoltate, cosi come quelle di altre piccole comunità - ha detto Trancassini - e, storicamente, nel momento della costituzione dell'Italia Leonessa guardava all'Umbria».
«Pensare che si possa indire un referendum solo per gli impianti da sci della Isic non è accettabile - ha spiegato invece La Bella dal punto di vista storico, sin dalla costituzione della provincia reatina Leonessa ne è parte integrante, quindi noi non vogliamo fare salti nel buio. Non vi è un eventuale progetto di sviluppo futuro che giustifichi il passaggio in Umbria. Riteniamo che si debba rimanere in questa Regione, fare le nostre battaglie qui, cambiare registro qui, spingere sui nostri rappresentanti provinciali e regionali per risolvere i problemi».
 Marco Fuggetta

 3 novembre 2008

 Affollata assemblea al teatro parrocchiale: Paolo Trancassini per il sì e Giuseppe La Bella per il no al referendum "accende" Leonessa - Il richiamo dell'Umbria sempre più forte, ma si teme il salto nel buio di - Come in chiesa per un matrimonio, i "parenti" del sì da una parte - con scritte e coccardine, però quelli del no dall'altra, e al tavolo del teatro parrocchiale gli officiantii di un rito, quello referendario pro o contro l'Umbria, ne liberatorio ne purificatore. Non ancora, almeno, perché se fair play e rispetto pure c'è stato tra l'avvocato Paolo Trancassini - peroratore della causa umbra - e l'avvocato Giuseppe La Bella - difensore dell'onorabilità laziale - nel dibattito insieme al confronto sugli orizzonti "geopolitici" del momento si son fatte sentire pure vecchie tensioni tutte paesane. Ma Leonessa è paese di campanili, e i leonessani gente impastata di orgoglio montanaro e spirito di cambiamento: diversamente non si passa un pomeriggio intero al teatro (almeno 200 i presenti) a ragionare di ciò che si è stati - abruzzesi, fino al 1927 come puntigliosamente ricordano i fautori del "no" - e ciò che si è, reatini sì ma con buona parte della vita sociale ed economica del paese che gravita sulla confinante Umbria, come senza sforzo ribadiscono i sostenitori del "sì". L'incontro, moderato con sagacia da Marco Fuggetta del Tempo (oggi trasmesso da MepRadio a partire dalle 12,40), comincia con una sorta di intervista a Trancassini e a La Bella - che da' loro la possibilità di riepilogare le posizioni pro o contro la secessione - e prosegue con gli interventi del pubblico, e tra il pubblico anche la consigliera regionale Anna Maria Massimi. Difendere lazialità e reatinità è dura per tutti ma ci si prova e comunque, finalmente, ci si confronta: non bastasse il veto sugli impianti della Isic in Vallonina si torna indietro nel tempo fino a rispolverare il sogno della galleria per Leonessa (con i soldi del progetto preliminare dirottati nella provincia romana dalla Regione). Ne lusinga più di tanto Trancassini e i suoi l'afflato per la Sabina di alcuni comuni della provincia romana e che il collega consigliere provinciale Vincenzo Lodovisi coltiva da qualche settimana fidando nell'ospitalità di un altro teatro parrocchiale, quello di Passo Corese. Un segno dei tempi, certo, con l'asse che scivola sempre più verso la Sabina, ma se la Massimi invita a cogliere l'occasione della "ristrutturazione" dell'hinterland romano a seguito dell'avvento di Roma capitale, Trancassini, al contrario, invita a scappare dal Lazio più in fretta ancora, trovando sulla strada dell'Umbria un compagno di viaggio come il presidente provinciale dei Verdi Roberto Lorenzetti chissà quanto gradito. Sono i paradossi della politica, con i territori che premono per avere occasioni di confronto (stasera a Cantalice i compagni del Pd hanno chiamato "a rapporto" i vertici del partito sul nuovo progetto di rilancio del Terminillo) e cercano spazi. Così qualcuno ha chiesto conto dei contatti già avuti con l'Umbria, perché poi la paura - vera e/o agitata - è che alla fine si cambi tutto per non cambiare nulla. Lasciando insomma a Leonessa pur sempre lo status di paese di frontiera. Mai comodissimo.
(ALESSANDRA LANCIA)

 

www.leonessa.org   2 novembre 2008

Non sono residente a Leonessa, e quindi non ho titoli, come molti amici leonessani pensano a ragione, per poter parlare del referendum. Mi sembra oltremodo corretto non pronunciarmi, perchè i veri problemi li conosce chi abita a Leonessa tutto l'anno, e non un semplice villeggiante come me. Ma da semplice cittadino elettore, spero mi consentiate una riflessione. La giunta Marrazzo "governa" il Lazio anche "per merito" del sottoscritto, ed è anche "per merito" del sottoscritto che consiglieri regionali come Anna Maria Massimi si impegnano ogni giorno del loro mandato per il buon governo della Regione. Sinceramente tutto mi sarei aspettato (e dico tutto), meno veder risollevata, nel corso del dibattito pubblico sul Referendum del 30 novembre - 1 dicembre,l'annosa questione concernente il Meridione d'Italia.

Credo non fossero queste le risposte che si attendeva la comunità leonessana, almeno la parte che ha compreso quanto sia fondamentale il passaggio referendario per il proprio futuro.

Proprio l'Onorevole Massimi ha affermato :

" Come cittadina e persona che conosce un po' la storia e che è abituata per cultura a fare analisi sociali, economiche,storiche , io vorrei dire che è vero, Leonessa è una zona di confine e la storia ha dimostrato proprio perchè Leonessa nella storia ma da tanto, tanto indietro, è passata continuamente da uno stato all'altro, da una situazione all'altra. E questo probabilmente non le ha consentito di avere un identità. Però, proprio per questo motivo, credo sia importante, trovarla questa identità e creare questa identità. E non so Paolo (Paolo Trancassini, portavoce Comitato per il SI,ndr) perchè tu sei molto sicuro circa questo, non so se questa identità Leonessa la potrà trovare passando in Umbria. Dico questo perchè Qualche giorno fa è uscito un bellissimo articolo di una storica di Rieti, della Provincia di Rieti, che concludeva con questa domanda: Ma è meglio per Leonessa appartenere al Lazio Nord o all'Umbria sud? Non è una cosa indifferente. Noi sappiamo perfettamente che in ogni stato, in ogni territorio, in ogni regione, il nord, guarda caso, è sempre più ricco ed il sud  è sempre più povero o comunque ci sono differenze di questo tipo...."

Lascio ai lettori ogni commento.

Avrei preferito che l'Onorevole Massimi ci avesse spiegato il significato della Sua affermazione (cito testualmente)  "Gli impianti di Leonessa sono un problema di sensibilità politica".

Avrei preferito che L'Onorevole Massimi ci avesse raccontato perchè è stato fatto fallire un progetto come quello della ISIC, non di identità.

Leonessa non cerca  un'identità, perchè la sua è già forte ed orgogliosa. Cerca una certezza di sviluppo.

Ed il mio innamorato augurio è che trovi prestissimo questa certezza.

Ma sono sicuro però, e di questo chiedo scusa ai miei amici di Leonessa, che il mio voto è stato per la loro città solo un ostacolo.

Non succederà più, promesso.

Felice Vita.

giannibolletta@leonessa.org

I Nostri Lettori   30 ottobre 2008

 

Vorrei rispondere a Danilo Rauco, con il quale ho avuto la fortuna ed il piacere di fare diverse sciate primaverili, proprio dove dovrebbero sorgere gli impianti della ISIC, devo dire che dove li prevede il Comitato Campostella la neve si era sciolta  già da un pezzo.
Ha pienamente ragione quando afferma che a Leonessa non c'è la sensibilità per sfruttare a pieno ciò che la natura ci offre con tanta abbondanza, è altrettanto vero, però, che purtroppo ricadiamo in una regione che, nonostante il suo territorio sia per il 54% montano, la sua amministrazione non prevede un assessorato alla montagna, non c'è la possibilità di creare figure professionali che possano approfittare della montagna, vedi Accompagnatori e Guide, però, in compenso, abbondano enti inutili come le comunità montane.
Anche gli interventi della provincia, sembrano privi di una seria programmazione: basti pensare che ha finanziato la costruzione di una piscina coperta a Pian de valli e nel frattempo la "Cardito Nord" è chiusa.
Vogliamo parlare della scuola a Leonessa? Quanti POF(Piani di Offerta Formativi) prevedono corsi di educazione ambientale? (lo sapevate che a Leonessa esiste un Laboratorio di Educazione Ambientale), quanti bambini sanno distinguere un faggio da un cerro...? Quanti sono mai stati accompagnati al Riofuggio.
L'amministrazione comunale avrà tutti i difetti ma non credo sia la madre di tutti i mali: ce n'è un pò per tutti: avanziamo critiche ma sempre liberi da lacci e lacciuoli!!!!
 
 
Saluti
 
Roberto Armeni

 

www.mepradio.it   31 ottobre 2008

Leonessa: Referendum 2008 - sabato 1° novembre - alle ore 17.00 - confronto pubblico tra TRANCASSINI e LA BELLA

E' ormai tutto pronto per l'attesissimo incontro-dibattito pubblico che aprirà la campagna elettorale leonessana riguardante il Referendum secessionista per chiedere l'aggregazione alla Regione Umbria. L'appuntamento, che vedrà il confronto tra i portavoce dei due comitati referendari, Paolo TRANCASSINI per il SI e Giuseppe LA BELLA per il NO, si svolgerà sabato 1° novembre, alle ore 17.00, presso il teatro parrocchiale della chiesa di San Pietro, in Piazza VII Aprile. Moderatore il collega Marco FUGGETTA (de Il Tempo). La manifestazione, che sarà registrata integralmente da MEP Radio Organizzazione, verrà riproposta lunedì 3 novembre, alle ore 12.40 (subito dopo il GR nazionale di POPOLARE Network).

I Nostri Lettori   31 ottobre 2008

Nella rassegna stampa di questa mattina, come ultimamente succede spesso,compare il nome di Annamaria Massimi, consigliere della regione Lazio. La signora Massimi, molto impegnata a trovare una sintesi tra il progetto della ISIC e quello della provincia, è la stessa signora che in una pubblica assemblea, organizzata a Leonessa (Hotel La Torre) subito dopo le elezioni regionali, dai rappresentanti di quello che oggi si definirebbe pd, prendendo la parola, affermò che ciò che Leonessa aveva ricevuto dalla precedente amministrazione regionale era ormai acqua passata, la situazione era cambiata ed in sostanza non avrebbe più goduto dei favori dalla nuova amministrazione. Si spinse  anche oltre, minacciando di interrompere anche i contributi già stanziati se in quel momento non ci fossero stati i mandati di pagamento pronti.
A quella assemblea io c'ero e c'erano anche molti di coloro che sono impegnati nel comitato per il NO. Mi chiedo: come fanno costoro ancora a difendere l'indifendibile? Lo fanno veramente in maniera disinteressata? Oppure hanno qualche "obbligo" politico a cui sottostare?

Saluti

Roberto Armeni

I Nostri Lettori   31 ottobre 2008

Questa e-mail  è giunta in redazione il 30 ottobre 2008 alle ore 18:39 ma è finita, stranamente nei messaggi scartati come "spam". Ci scusiamo per il ritardo con cui viene pubblicata.

Noi siamo veramente lusingati che anche Danilo Rauco, come tanti altri amici di www.leonessa.org, legga con frequenza giornaliera questa rassegna stampa.

E non ci sembra affatto una stranezza.

Grazie per l'attenzione

                                                                                                                                       La Redazione di www.leonessa.org

 

Ho preso l’abitudine, strano ma vero, di leggere con quasi una frequenza giornaliera, la rassegna stampa della vostra redazione e mi sono sentito coinvolto dall’invito rivolto da Ferruccio sulla scarsa partecipazione al dibattito di leonessani che vivono la realtà (quale?) di Leonessa. Leonessa è ormai un paese che vive in completa solitudine, ma non perchè mancano le vie di comunicazioni (che sono certamente importanti), ma perché ormai l’isolamento lo abbiamo raggiunto grazie alla mancanza di quella comunicazione “verbale” necessaria e fondamentale per far crescere una piccola realtà come la nostra. Non siamo più capaci di confrontarci, di coinvolgerci, di costruire qualcosa insieme per il “bene comune” perché ormai è stato letteralmente perso di vista (il bene comune). Tornando al referendum sono condivisibili (non accettabili) tutte le opinioni ma, certamente, il mea culpa dovrebbero essere altri soggetti a farselo e non, come abituati, a scaricare le proprie colpe addosso ai vari rappresentanti politici provinciali o regionali. Si impronta un referendum portando alla ribalta impianti da sci, strade interrotte, battaglie di territorio, della fauna selvatica, del fatto che da quando siamo bambini non è cambiato nulla! Ma i progetti, quelli veri, concreti, quelli che cambiano, dove sono? Quali sono gli argomenti veri su cui dovremmo o avremmo dovuto coinvolgerci tutti insieme per iniziare questo percorso (referendum)? La risposta è semplice: non ci sono! A leonessa sono anni che non si realizzano progetti perché non esiste la benché minima cognizione di progettare qualcosa di concreto; come si fa a rimproverare alla politica provinciale o regionale che non siamo ascoltati quando non abbiamo argomenti da proporre? Potrei condividere quanto dice Roberto Armeni sul cammino di Francesco, ma non sono d’accordo perché noi non siamo pronti a parlare di sentieri di montagna; i nostri politici comunali non hanno la minima idea di come va sfruttata la montagna. Lo dimostra il sentiero che era stato realizzato qualche anno fa e che collega leonessa con la torre di Fuscello; basta passarci per vedere in che condizioni è ridotto! Non siamo pronti a parlare di sviluppo sciistico perché non abbiamo alcuna idea di come si fa; lo dimostrano le stazioni sciistiche di Monte Tilia e Campo Stella acquistate dal comune e lasciate nel più completo abbandono. Lo dimostra lo stesso progetto Isic redatto in un territorio completamente vincolato da un SIC (sito di interesse comunitario) accettato dallo stesso comune e che purtroppo ha vincolato anche una piccola porzione di Campo Stella. Lo dimostra la totale incompetenza di alcuni soggetti che parlano di vento, di condizioni climatiche, di rischi idrogeologici come se fossero “professionisti” del mestiere ma che in realtà non conoscono neanche minimamente le “loro” montagne! Concludendo dobbiamo ripartire dalla comunicazione che è l’unica strada percorribile per risolvere i nostri innumerevoli problemi e mettere prima di ogni altra cosa l’interesse del “bene comune” che è da troppi anni ormai perso di vista e non fuggire di fronte alle nostre responsabilità.

 

Cordiali saluti

Rauco Danilo

 

  31 ottobre 2008

Domani nella Sala parrocchiale tra i portavoce dei comitati de "si" e del "no" - Leonessa si prepara al confronto - Fino a sera il consiglio regionale non ha affrontato la discussione - Il consiglio regionale è iniziato  in ritardo   e all 17 ancora si discuteva l'articolo 3 della legge regionale "Disposizioni per il contenimento della spesa pubblica relativa agli organi delle comunità montane", presentato dai consiglieri Ciaralli, Brancati, Laurelli, Gargano, Celli. Sono stati presentati diversi emendamenti, discussi in un clima poco collaborativo, tanto che all 17:30 circa il OCnsiglio è stato sospeso per circa 30 minuti, su richiesta del consigliere e vicepresidente del consiglio, Bruno Prestagiovanni  (An) . La minoranza propende per l'eliminazione delle Comunità montane a favore dell'associazionismo sovracomunale e il consigliere Cicchetti aveva da poco terminato di dire che i cittadini "hanno una fila di enti che li sovrastano, li schiacciano e legano le mani". Al momento no sappiamo se la seduta consiliare andrà avanti ad oltranza per discutere i punti successivi, vale a dire la mozione presentata da Cicchetti, Pallone , Rubilotta, Prestagiovanni "impianti sciistici della Vallonina" e la mozione "Programma interventi per il Terminillo" presentata dai consiglieri Perilli, Massimi, Fontana,Carapella,Fineschi,Garano,Foschi. Al pinto successivo la definizione e qualifica di ospedale di montagna e le norme di assistenza sanitaria nei territori montani. Dunque Leonessa ed i Leonessani, ancora una volta, possono aspettare. Tempo per revocare il Referendum ci sarebbe ancora, bisognerà vedere gli esiti del secondo tavolo tecnico promesso dall'assessore Zaratti, ma non ancora convocato. Nascerà un punto di incontro fra il progetto Isic e il progetto presentato dalla Provincia? Manca un mese al 30 novembre. Il Referendum dovrà avere una maggioranza assoluta (50% + 1) degli aventi diritto al voto, poi bisognerà vedere se vincerà il si o il no,dopodichè la parola passerà al Parlamento. Domani, alle 17, nel teatrino della sala parrocchiale di Leonessa, si confronteranno per la prima volta i portavoce dei due fronti: Paolo Trancassini per il si, Giuseppe La Bella per il no. Il sindaco Alfredo Rauco annuncia che sarà un dibattito di larghe vedute:"Non chiediamo il referendum solo per la Vallonina, semmai questa è stata la goccia finale. C'è stata una carenza generale di attenzione cha ha riguardato, tra l'altro, la viabilità e la difesa del Presidio 118". Per La Bella il passaggio in Umbria sarebbe "un salto nel buio: senza presentare alla Regione umbra un progetto di sviluppo complessivo ci sono solo delle aspettative e non mi risulta che il Comune di Leonessa abbia chiesto su l'Umbria ci vuole; vorrei aggiungere che gli urbanisti umbri hanno vincoli anche più pesanti". Per La Bella ci sono anche delle strade per lo sviluppo del territorio, non solamente lo sci. "Nessuno ha mai chiesto un Dop (denominazione di origine protetta, ndr) per la patata di Leonessa, anche se ogmni anno si tiene la Sagra. Trancassini è stato eletto vicesindaco 18 anni fa: perchè ci ha messo così tanto a chiedere il referendum?. Il dibattito si annuncia interessante, anche perchè La Bella  non condivide nemmeno le ragioni di carattere etnico e culturale "più vicine all'Abruzzo che all'Umbria". Paolo Trancassini difenderà le sue ragioni fino in fondo, anche perchè, come ha sottolineato nel corso del consiglio provinciale "questa non è una fuga, perchè ci vuole del coraggio ad andarsene, ma non vediamo altre alternative". Trancassini chiede inutilmente una risposta: "Perchè non è stato applicato il decreto di Pecoraro Scanio per salvare dai vincoli i progetti in itinere".

(Francesca Sammarco)

  30 ottobre 2008

 

 Leonessa, rinvio in Consiglio  - Tiene banco la discussione sulle Comunità montane  - Leonessa, atto terzo: ancora un rinvio. Il consiglio regionale di ieri è stato sospeso e rinviato a questa mattina, ma prima di passare all'esame delle due mozioni per Leonessa il Consiglio dovrà concludere la discussione sul riassetto degli enti montani, iniziata ieri mattina. Anche questo punto rappresenta un grosso scoglio da superare e si potrebbe profilare un ulteriore rinvio. La mozione dei consiglieri di maggioranza, Penili e Massimi, "sollecita la giunta ad approvare il progetto presentato dalla Provincia" (alternativo a quello della Isic ndr), la mozione del consigliere di minoranza Antonio Cicchetti chiede di "includere nel progetto la Vallonina", il che significa ruotare continuamente intorno allo stesso problema. Un tavolo tecnico si è tenuto in Regione martedì  scorso e questa volta c'erano tutti: il sindaco Rauco, il consigliere provinciale Trancassini, i tecnici del Comune di Leonessa, Paciucci e Zelli, il geologo Chiaretti, l'ingegnere Pignatelli della Isic, il presidente della Provincia Melilli, il vice presidente Giocondi con il geometra Costantini, i consiglieri regionali Massimi e Cicchetti, l'assessore regionale all'ambiente Zaratti con il dirigente Cecconi; Correva l'anno 2006 quando l'ufficio regionale all'Ambiente, presa visione del progetto della Isic, aveva chiesto di presentare l'impatto ambientale, cosa che Leonessa ha fatto, ma la vantazione regionale sull'impatto ambientale non è mai arrivata, mentre il Comune aspettava fiduciosa una risposta. L'ipotesi progettuale presentata dalla Provincia non tocca la Vallonina, dove ci sono vincoli europei insormontabili (non è possibile il taglio di 30 ettari di bosco dove ci sono Sic e Zps), "ma anche il progetto della Provincia - replica Trancassini - prevede un taglio di bosco (63 ettari) e anche in quella zona, che è il versante Leonessa Cantalice, ci sono Sic e Zps. Il progetto costa di più (70 milioni di euro) e il geologo ha sollevato problemi idrogeologici, senza contare che la zona e particolannente ventosa, e il vento è il peggior nemico per la neve". Molto pragmaticamente Trancassini ha detto a Zaratti: "Se un sacrificio ambientale va fatto, che si faccia dove ha una utilità". L'assessore si è detto disponibile ad un ulteriore incontro tecnico e vedremo come si potrà uscire da questa empasse. Annamaria Massimi non nasconde la delicatezza della questione: "Le osservazioni sono già state prese in considerazione dai tecnici della Provincia, comunque verificheremo ancora il progetto della Isic e quello della Provincia in un ulteriore tavolo tecnico". (Francesca Sammarco)

I Nostri Lettori   30 ottobre 2008

 

Spero che le ultime notizie arrivate dalla Regione facciano