Sabato 21 settembre, alle ore 18.00, a Roma, presso gli spazi del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari del Museo delle Civiltà, verrà inaugurata la mostra “Le Rievocazioni Storiche al Museo”, organizzata dal Museo delle Civiltà e dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, in collaborazione con la Federazione Italiana Giochi Storici. La mostra presenta al pubblico il ricco e multiforme panorama delle rievocazioni storiche italiane attraverso una selezione di oltre 70 costumi e decine di accessori e oggetti contemporanei, ispirati a diverse epoche del passato riferiti a trenta diverse manifestazioni ”rievocative” che si svolgono in altrettanti Comuni disseminati in gran parte del territorio nazionale. L’esposizione è realizzata con la diretta partecipazione di queste comunità locali, che hanno collaborato attivamente selezionando e mettendo a disposizione i materiali esposti e fornendo le presentazioni delle diverse manifestazioni che si svolgono, ciascuna con la sua storia e originalità,  in diversi periodi dell’anno in molte località, maggiori e minori, del nostro territorio nazionale: una prospettiva “dall’interno”, una lettura delle rievocazioni storiche come elementi di autorappresentazione delle comunità locali.

Dunque, il progetto intende valorizzare le rievocazioni storiche quali espressioni culturali delle comunità che ne sono portatrici. Come alcuni studiosi hanno evidenziato, le rievocazioni e ricostruzioni storiche hanno avuto una grande proliferazione negli ultimi anni; tuttavia si tratta di un fenomeno ancora poco studiato in ambito antropologico, che è stato anzi per lungo tempo negletto, a favore della valorizzazione e patrimonializzazione di più “tradizionali” beni demoetnoantropologici. L’esposizione sarà arricchita da interventi e iniziative volte alla valorizzazione di fondi e documentazioni riguardanti le tradizioni popolari delle comunità locali, nonché da attività di conservazione e restauro del patrimonio museale esistente riferibile alle feste ed alle manifestazioni di piazza, parte rilevante e imprescindibile per la nostra cultura popolare, passata e presente. Si consentirà in questo modo una più ampia fruizione al pubblico di specialisti e di appassionati di una tematica poco conosciuta, promuovendo forme di salvaguardia e valorizzazione di un patrimonio materiale e immateriale, ormai parte indissolubile di molte comunità locali del nostro Paese.

Prerogativa di questa mostra temporanea sarà altresì la realizzazione di un  percorso di visita totalmente accessibile anche alle persone con disabilità: progettato e realizzato unendo in stretta collaborazione con il Museo delle Civiltà e l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, attraverso la CoopAcai Phoeni, società già operante per le attività culturali in Museo, l’ENS-Ente Nazionale Sordi, il Museo Tattile Statale Omero di Ancona, la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, L’Anffas-Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale tutte organizzazioni di livello nazionale senza finalità di lucro ed operanti nei vari settori nella progettazione e realizzazione di processi per l’accessibilità degli spazi pubblici e per garantire accesso alle persone con disabilità. Il progetto porterà alla realizzazione di una serie di interventi che verranno modularmente messi in atto durante la durata della mostra temporanea con successivi implementi di strumenti e contenuti che la renderanno, in successive fasi di sperimentazione e attuazione, completamente accessibile grazie all’attenzione per i diversi tipi di disabilità: psico-fisiche, motorie, intellettive e sensoriali.

Il percorso modulare e con esso la stessa esposizione, sarà concluso per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, il prossimo 3 dicembre. Tutta la progettazione e realizzazione di questa innovativa modalità allestitiva ed educativa si basano sul coinvolgimento attivo e partecipativo di associazioni, federazioni, onlus e professionisti rappresentanti sia le comunità che in ambito locale si occupano di rievocazioni storiche sia le associazioni di categoria.

 

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