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Quello che mi appresto a vivere è il Palio numero cinque: cinque anni di grande, appassionato impegno. Per carità, niente a che vedere con chi il Palio lo pensa ogni giorno dell'anno, lo ricostruisce ogni volta nuovo dopo l'ultima sera della precedente edizione, facendolo crescere costantemente in importanza e popolarità. Abbastanza, però,per piccole, grandi riflessioni. Che il Palio del Velluto sia un passaggio importante nelle cose della mia vita,oramai è fuori discussione. Perchè ? Cosa spinge me e tutti gli amici che partecipano a vario titolo alla costruzione di questo evento a non fermarsi mai, a dedicare ogni spicciolo del loro tempo libero (ed anche di più !!) alle cose di Leonessa ? Sgombrato il campo da possibili motivazioni amministrativo-elettorali (da sole non basterebbero certo...), ribadito che nessun leonessano compensa il mio "interessato" contributo (anche qui, non basterebbe ..), cosa rimane ? Ho pensato spesso a quale possa essere la spinta per le notti in bianco, per le ferie passate lavorando per Leonessa, per i tre giorni di Palio vissuti correndo per i vicoli di questa splendida città. Credo in fondo siano i ricordi a fare da volano per la nostra vita, ad indicarci la strada da percorrere. Il ricordo di chi è partito tanti anni fa sperando di ritornare, sempre; di chi è tornato, ed è qui che ci ha portato per indimenticabili estati da fine maggio a settembre compresi.Chi non ha nel cuore e nella mente una nonna Maria, una zia Marietta, uno zio Augusto, un compare Domenico.Chi non ricorda le interminabili partite di pallone, la "strada romana", i primi amori. Ricordi dunque, ma soprattutto profonda gratitudine per i nostri cari che ci hanno insegnato ad amare questa terra; talvolta li abbiamo giudicati eccessivi, ma, in fondo, avevano ragione loro. Sono qui perciò a ricambiare idealmente questo grande debito che ho nei confronti di chi mi ha insegnato a non dimenticare mai queste montagne; nel mio piccolo, certo, come posso e quanto posso. E nei ricordi, tanto vivi da sembrare adesso, ritrovo il più grande di tutti, zio Angelo, Angelo Vannozzi, per tutti il mitico "Angelone"; ritrovo la sua motocicletta, a cavallo della quale mi portava a Leonessa per la festa di S. Giuseppe.Giornata indimenticabile, osteria, panino con la porchetta, processione.Festa vera. A lui, alla sua vita troppo presto lontana da noi, voglio dedicare questo mio rinnovato impegno per il Palio ed, in generale, per le cose di Leonessa. Ed allora se in questa calda nottata di fine maggio, nonostante tutto ci si ritrova con se stessi, con la voglia di ricordare, con la voglia di partecipare, con la voglia di incontrare nuovamente tanti fantastici amici, allora....
VIVA IL PALIO !!
giannibolletta@leonessa.org |